La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

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Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:41 am

La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:42 am

La Serenissima non è la mia Patria e non è mai stata la Patria di tutti i veneti

Non si confonda la Patria con lo Stato.
La Patria è la terra dei propri avi, dove si è nati e cresciuti, dove vive da generazioni la propria gente, il proprio popolo, dove si è amati e rispettati, dove ci si realizza come esseri umani, dove si è liberi e sovrani, dove ci si sente a casa propria, come in famiglia.
La Patria può coincidere con lo stato quando il popolo che la abita (l'insieme delle genti abitanti storici e nativi di quella terra) possiede lo stato e ne è il sovrano politico, ed esercita la sua libera autodeterminazione; ma quando il popolo, le genti, gli esseri umani nativi e indigeni di quella terra non sono i padroni dello stato ma sono solo sudditi, lo stato non coincide con la Patria.
La Patria come terra materna e paterna non sempre coincide con lo stato, lo stato può essere altro dalla patria e appartenere ad altri che vivono altrove nella loro Patria ma che esercitano un dominio politico sulle patrie altrui.
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La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:43 am

La Serenissima non era la Patria dei veneti, ma lo Stato veneziano con i suoi domini di terra e di mare, che comprendeva tra i suoi domini anche le terre preistoriche e storiche delle genti venete che oggi formano il Veneto che sono la sola Patria Veneta;
queste terre venete erano un dominio veneziano e i loro abitanti erano sudditi di Venezia e non sovrani della Repubblica
.

La mamma dei veneti non è Venezia, tanto meno la sua Serenissima, caso mai è la terra veneta che non va confusa con i domini di Venezia o della Serenissima.
Io sono veneto vicentino e non veneziano e Venezia non è mia madre, caso mai lo è Vicenza, Venezia mi è stata matrigna e ha dimostrato di non amarmi e di non rispettarmi a sufficenza e nel momento del bisogno mi ha abbandonato, ha abbandonato tutti i veneti.
I domini veneziani erano l'Impero della Serenissima.
La Lombardia orientale, la Patria del Friul, l'Istria, la Dalmazia, il Montenegro, talune isole mediterranee, talune località delle coste greche e del Mar Nero non erano e non sono terre venete, erano solo domini veneziani e non lo sono più da secoli, non sono Patria Veneta, non solo la terra dei veneti, non sono la mia terra.
Perasto e Cipro non erano e non sono terra veneta, Marcantonio Bragadin non è un eroe veneto ma caso mai veneziano che è morto svolgendo il suo lavoro di poltico e di militare difendendo il dominio veneziano di Cipro a Famagosta.
È una grande menzogna storica identificare la Patria Veneta con la Serenissima, con Venezia e il suo impero o i suoi domini di terra e di mare.



Nella storia non è mai esistito uno stato veneto a sovranità di tutti i veneti.
La Serenissima o lo Stato Veneto dei veneziani non era lo Stato dei Veneti, di tutti i veneti ma esclusivamente dei veneziani e della loro aristocrazia, dove la stragrande maggioranza dei veneti erano solo sudditi di Venezia, Nei domini e come sudditi della Serenissima oltre ai territori presistoricamente/storicamente veneti e alle relative genti venete, vi erano territori in gran parte territori non veneti con le loro genti non venete.
Per cui non si può dire che la Serenissima fosse lo stato dei veneti.
Forse uno stato veneto di tutti i veneti è esistito nella preistoria o nella protostoria ma ancora non è stato identificato, a parte le favole inventate e raccontate da certi narratori sul mito dei veneti.


Piero Pazzi
Gino Quarelo quante monade che ti disi .... Scometto che par ti la Lingua Veneta xe el lessico troglodita bovaro-veneto, e che ti usi la £ /elle del cazzo), vero ?

Alberto Pento
C'è qualche esaltato e fanatico mitomane invasato del mito della Serenissima che demenzialmente diffonde l'enorme ed evidentissima falsità che la Serenissima fosse la Patria Veneta e pretenderebbe ancora più demenzialmente che i veneti facessero la guerra al mondo intero per ripristinare la Serenissima, affinché Venezia riabbia la sua potenza e il suo impero.
Questi sono solo veneti venezianisti demenziali vanno presi per quello che sono, veri e propri matti mitomani.


Maurizio Bedin
Gino Quarelo par ti, la Patria xe el Veneto?
Questa xe bela...mai esistío. Veneto xe agetivo, mai doparà nel pasà. L'attuale Veneto o mejo, Regione fel Veneto, xe drento i confini de l'ente territoriale amministrativo dello Stato italian. Prima de esar tornà a far parte e "ricongiunta" ai teritori originari del suo Popolo ancestrale, avvenuto con le dedizioni del XV°secolo, nonostante fossero passati quasi 9 secoli e assoggettati a Longobardi, Franchi, signorie straniere e locali, ancora mantenevano lingua, costume e tradizioni comuni.
Quello che tu rivendichi è già in atto. Territorio inventato dall'occupante!


https://cronologia.leonardo.it/storia/a1797b.htm
Se la repubblica veneta (meno isolazionista) avesse dato ascolto ai consigli dell'Austria e si fosse unita agli imperiali, il Bonaparte (forse) si sarebbe trovato a malpartito; invece la Serenissima non ebbe il coraggio di agire con energia e l'accortezza di sfruttare i disagi delle popolazioni e non solo lasciò senza aiuti alcuni abitanti della terraferma che si erano levati in suo favore, ma, impaurita dalle furiose proteste del generalissimo francese (si chiuse a riccio, come da un po' di tempo era avvezza) acconsentì a somministrargli un milione al mese per la durata di un semestre.
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La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:45 am

Il vero patriota veneto ama la sua terra veneta e tutte le sue genti, a cominciare dal suo paese, dal suo comune, dalla sua città.
Il vero patriota veneto approfondisce, studia e recupera criticamente la storia della sua terra a cominciare
da quella del suo paesello, riconosce le sue radici nelle genti che lungo i millenni si sono aggiunte stratificandosi e amalgamandosi.

Il vero patriota veneto non confonde il Veneto vivo con la morta Serenissima, riconosce che il Veneto è la terra che la storia lungo i millenni ha dato come patria alle variegate genti venete.
Il vero patriota veneto riconosce che la patria veneta non è costituita solo da Venezia ma anche e sopratutto da tutte le altre città che in maggioranza sono migliaia di anni più vecchie di Venezia, e dove da sempre risiedono la più parte dei veneti.
Il vero patriota veneto recupera criticamente anche la storia della Serenissima con i suoi pregi e i suoi difetti, non esalta fanaticamente e idolatramente la Serenissima, Venezia e il suo stato aristocratico e rinosce i limiti, le mancanze e le responsabilità di Venezia e della sua signoria aristocratica nel non aver promosso uno stato a sovranità di tutti i veneti e un popolo e una nazione unitaria veneta;
il vero patriota veneto non è un invasato venezianista e riconosce che Venezia non ha mai amato e rispettato fraternamente fino in fondo gli altri veneti e non nasconde la sua responsabilità nel non aver impedito a Napoleone la conquista della terra veneta; Venezia non ha versato una goccia di sangue per difendere la Patria veneta e le sue genti venete dalla conquista di Napoleone;
il vero patriota veneto riconosce che Venezia era arrogante, antidemocratica e illiberale e che ha barattato la conquista del Veneto e la sudditanza dei veneti nella speranza di conservare i suoi beni e i suoi privilegi.

Il vero Patriota veneto non scrive di queste demenze antivenete (frutto di pregiudizi e grandissima ignoranza), ma riconosce, rispetta e ama le diverse radici etniche dei veneti che in parte sono anche germaniche come si rileva dalla toponomastica, dall'onomastica (anche il cognome Bedin è di probabile origine germanica, come tanti altri), dall'archeologia, dalla letteratura storica, dallo sviluppo degli istituti giuridici repubblicani, democratici e comunali in epoca medievale:

Maurizio Bedin ha scritto:
Gino Quarelo par ti, la Patria xe el Veneto?
Questa xe bela...mai esistío. Veneto xe agetivo, mai doparà nel pasà. L'attuale Veneto o mejo, Regione fel Veneto, xe drento i confini de l'ente territoriale amministrativo dello Stato italian. Prima de esar tornà a far parte e "ricongiunta" ai teritori originari del suo Popolo ancestrale, avvenuto con le dedizioni del XV°secolo, nonostante fossero passati quasi 9 secoli e assoggettati a Longobardi, Franchi, signorie straniere e locali, ancora mantenevano lingua, costume e tradizioni comuni.
Quello che tu rivendichi è già in atto. Territorio inventato dall'occupante!
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La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:46 am

La veneticità o venetidudine non è monopolio dei venetisti/venezianisti indipendentisti
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 153&t=2875
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 6250904785


Repubblica Veneta Serenissima, specificità e durata, realtà e mito; la mia Patria, no!
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https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 8312942245


Differenze tra un popolo vero e un popolo mancato
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 4363839307
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La mia Patria è il Veneto vivo e non la morta Serenissima

Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:49 am

Il vero Patriota veneto non falsifica la storia, non fa la vittima e non attribuisce ad altri le sue colpe e le sue responsabilità.

La truffa ideologica venetista della falsa tesi secondo cui il Pebiscito del 1866 fu una truffa
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 176&t=2859

La truffa venetista: "Il Pebiscito del 1866 fu una truffa"
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 176&t=2859

Si tratta di uno dei dogmi del venetismo indipendentista e venezianista.
Per quanto mi riguarda se i veneti lo volessero veramente potrebbero diventare indipendenti senza la necessità di sostenere le loro ragioni con dogmi siffatti.


Maurizio Bedin
Gino Quarelo version italiota... Poi decreto 3252 (se no go ncora la teresina) del principe Eugenio di Savoia, 09 ottobre 1866, col quale permetteva al voto tutte le truppe del Regio esercito che avevano combattuto nelle guerre di "indipendenza", comprese i volontari e con concessione anche ai maggiori di anni 17, facendo eccezione alle disposizioni di voto solo per i maggiori di anni 21, come allora in vigore...
Nei registri dei parroci, qualcino fece notare che tali "soldati", fecero il giro dei seggi e votarono più volte. Mentre, come fece notare il Pittarini, il popolo delle campagne, o non sapeva o non si preoccupó di votare per l'ennesimo occupante :"manco secade".
Del resto la data venne decisa solo nemmeno 15gg prima e le affissioni per la convocazione al voto, vennero affisse quasi solo nei centri maggiori (se non ricordo male solo 1500) ed i registri e le schede col voto, mai ritrovate.
Lo storico di Storia "risorgimentale", l'inglese Denis Mack Smith, ricirda che, nel 1913 ca., alle richieste di apertura delle documentazioni in merito all'unità del Regno chieste dagli studiosi, affinché fossero svelate alcune lacune ed incongruenze su molti fatti oscuri, il presidente del consiglio, Giovanni Giolitti, rispose in Parlamento che tale richiesta non poteva essere accettata "perché potrebbe mettere in dubbio il bel mito dell'Italia...".
Poi vogliamo parlare, sempre di "secretazioni"?
Quanto accaduto in quel periodo, è riportato nei diari dei Commissari Regi, secretati, ma dove su quasi tutti e nei titoli, esplicitamente citano di insorgenze, tumulti, ribellioni...
A fare ciò, in tutti i territori delle Venezie (per completezza, Friuli compreso) furono i soli 69 che votarono NO???


Alberto Pento

Quanto riportato da Bedin non cambia alcunché:

a)
Il manifesto N. 3252 di Eugenio di Savoia B. Ricasoli Borgatti
all'art 1
Per l'ammissibilità all'esercizio del voto pel Plebiscito delle province italiane liberate, sono equiparati ai cittadini delle provincie stesse aventi gli anni 21, quelli che, non avendo compiuta quell'età, hanno fatto parte
dell'esercito nazionale o dei volontari durante le campagne per l'indipendenza nazionale.
art. 2
Tutti cittadini delle dette provincie, emigrati per cause politiche, saranno ammessi a votare in quel comune delle provincie stesse nel quale dichiareranno di voler esercitare il loro diritto di voto.
si tratta di qualche decina o centinaia di casi che visto l'esito del voto, se non vi fossero stati, non avrebbero minimamentte cambiato l'indicazione maggioritaria del Sì.

Esito del Plebiscito:
647 246 Sì 69 No e 271 nulli su 2.603.003 abitanti.
Su 2,6 milioni di abitanti, togliendo le donne che una volta non avevano diritto di voto e che mediamente sono circa la metà della popolazione e quindi circa -1,3milioni, e togliendo ancora i bambini, i vecchi e li ammalati ipotizzandoli intorno a 1/3, quindi circa 400mila persone, i maschi aventi diritto di voto potevano essere intorno ai 900mila e di questi 647mila circa poco più hanno votato che sono più o meno il 70% degli aventi diritto di voto e non mi pare che sia poco.


b)
Che qualcuno abbia votato due volte è sempre possibile ma non più di tanto incidente, oltretutto non granché dimostrabile.

c)
Che poi molti contadini non abbiano votato non cambia nulla, in ogni elezione vi è chi non vota e il fatto che non siano andati a votare dimostra che non esisteva alcun terrorismo e alcuna costrizione al voto.

d)
Che la pubblicità del voto sia stata scarsa non cambia lo stesso nulla chi sapeva e voleva ha votato e la stragrande maggioranza ha votato Sì.
I numeri poi parlano chiaro:
i No furono pochissimi e se anche i Sì fossero ridotti di un terzo la sproporzione tra i Sì e i No resterebbe enorme ed evidente.

e)
Quanto riportato dall'inglese Denis Mack Smith sulle richieste negate di consultare gli archivi nel 1913, non riguardano necessariamente le schede dei plebisciti che non avevano e non hanno in sé alcuna rilevanza.




Chi fu chiamato al voto del Plebiscito del 1866?

Tutte le fonti visionate (Ettore Beggiato nel suo testo sul Plebiscito, Wikipedia e la Treccani) ci dicono che fu un suffragio universale limitato ai soli sudditi/cittadini veneti maschi che non avevano precedenti penali per crimini vari, anche se non sapevano leggere e scrivere e che avevano minimo anni 21 e anche coloro che se pur non veneti erano residenti/domiciliati e iscritti da almeno 6 mesi all'anagrafe dei comuni veneti e anche i soldati che avevano partecipato alle guerra d'indipendenza con meno di 21 anni.
Poterono votare anche i veneti che si trovavano fuori dal Veneto e la minoranza slovena.

Decreto del Principe Eugenio di Savoia
http://www.archivi.beniculturali.it/dga ... LXII_I.pdf
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Messaggioda Berto » mar ago 13, 2019 6:50 am

Io sogno un Veneto federale come la Svizzera in un'Europa come la Svizzera, uno stato laico e non teocratico dove l'umanità condivida i valori, i doveri e i diritti umani naturali e universali e quelli civili della libertà religiosa e della libertà dalle religioni, libertà di pensiero e di parola tra cui quella di criticare, ironizzare e satirizzare su chi ha la presunzione di possedere Dio o di essere Dio.


Il venetismo venezianista è diventato un covo di fanatici nazi venezianisti demenzialmente antisemiti antigiudei e antisraeliani.
viewtopic.php?f=153&t=2880
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 3848977870


Libertà "delle religioni" e libertà "dalle religioni", da tutte le idolatrie religiose, specialmente da quelle totalitarie, disumane, terroristiche e violente come quella nazi maomettana.
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 201&t=2827

Libertà di parola, di pensiero, di critica, di spiritualità e di religione
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 141&t=2503
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 8952000311
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