Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » gio lug 25, 2019 7:44 am

Repubblica Veneta Serenissima, specificità e durata, realtà e mito; la mia Patria, no!

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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » gio lug 25, 2019 7:45 am

Innanzi tutto per non creare confusione è necessario specificare che essa più che veneta fu veneziana in quanto la sovranità politica apparteneva ai soli veneziani, alla sola aristocrazia veneziana e la maggior parte dei veneti che non erano e non sono veneziani furono soltanto sudditi di Venezia che era la signoria dominante.
La Repubblica veneto-veneziana non era a sovranità di tutti i veneti e mai lo divenne perché i veneziani non si ritenevano veneti come tutti gli altri e non ritenevano gli altri veneti fratelli e degni di avere la sovranità della Repubblica. Venezia preferì mandare a ramengo la Repubblica piuttosto che fare proprie le istanze democratiche ed estendere la sovranità a tutti i veneti non veneziani.
Venezia e i veneziani avevano in mente la loro città e il suo impero, per loro non esisteva e non poteva esistere alcun popolo veneto, alcuna nazione veneta, alcun stato veneto diverso da quello veneziano che ovviamente per sua natura non poteva comprendere i veneti non veneziani.
Quindi è un errore identificare i veneti tutti come veneziani, la Repubblica Serenissima come lo stato veneto di tutti i veneti, e i veneti al tempo della Serenissima nel loro insieme come un popolo, una nazione e uno stato unitari.

Si certo, la Serenissima fu esperienza politica che raccolse tutti i veneti in un unico stato, assieme ad altre genti non venete e con la maggioranza dei veneti non veneziani in qualità di sudditi e non di cittadini di prima qualità e sovrani come i veneziani e la loro aristocrazia.
Venezia di fatto (politicamente e istituzionalmente) non promosse mai la costituzione di un Popolo, di una Nazione e di uno Stato Veneto di tutti veneti, per cui è un errore considerare la Serenissima come lo stato e la nazione del popolo veneto che essa mai divenne, vi si avvicinò, avrebbe potuto esserlo ma ciò non avvenne e la Repubblica Serenissima fu abbattuta e scomparve per questa sua mancanza.


Poi la durata della Repubblica veneto-veneziana che la retorica venetista-venezianista quantifica in 1100 anni è del tutto sbagliata poiché questa età caso mai è quella del Ducato bizantino delle lagune venete che all'inizio aveva come centro politico altre località diverse da Venezia che allora e per secoli si chiamava Rivoalto e non Venezia (...) e non era né uno stato indipendente, né il ducato aveva un ordinamento repubblicano.
La statualità indipendente e l'ordinamento repubblicano di Venezia si possono far risalire al periodo in cui nella penisola italica si formarono i comuni, le città stato comunali con il loro ordinamento repubblicano e ciò avvenne dopo il mille, intorno al 1100.

Età comunale
https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_comunale



Alberto Pento

Luciano Dorella ha scritto e poi cancellato:
Cercare di spiegare e confrontare Venezia e la serenissima con il concetto di appartenenza ad uno stato odierno è una cosa sbagliata, bisogna cercare di capire che il 1700 come in tutta Europa i popoli e la percezione dei suoi cittadini era completamente diversa se Confrontata con il 1900 .
Anche se la serenissima era a sua volta una cosa completamente diversa da altri regni europei


Alberto Pento scrive:
I confronti non solo si possono fare ma si debbono fare. Confrontare è una delle operazioni elementari che fanno non solo gli esseri umani ma tutte le creature in ogni momento della loro vita e della loro storia dall'inizio della creazione.
Poi elencare dei fatti non è un confrontare, dire che la maggioranza dei veneti erano sudditi di Venezia è un fatto come è un fatto che le idee democratiche della sovranità di tutti i cittadini erano diffuse da decenni in tutta Europa e ben presenti anche nelle terre venete e che l'aristocrazia veneziana come talune altre aristocrazie europee non le gradiva così la storia attraverso la rivoluzione francese e l'invasione di Napoleone ha travolto e cancellato la Repubblica Serenissima.
In merito alle idee democratiche, di libertà e di sovranità di tutti i cittadini ricordo:
la rivoluzione americana del 1775-1783 che portò gli USA ad essere indipendenti dal dominio inglese;
la rivoluzione inglese del 17° secolo che portò al riconoscimento da parte del Re, del Parlamento e della Camera bassa dei deputati;
la rivoluzione francese del 1789 che pose fine al regime aristocratico e tagliò la testa al Re.
Che nel 18° secolo i veneti fossero in maggioranza felici e contenti della Serenissima è una balla che raccontano certi venetisti venezianisti invasati dal mito di Venezia e delle Serenissima; in realtà i veneti volevano un cambiamento che Venezia e la sua aristocrazia ostacolavano e ciò fu la causa principale della fine della Serenissima.


La Serenissima non era un Paradiso in terra, se lo fosse stato essa vi sarebbe ancora, perché tutti l'avrebbero difesa con le unghie e con i denti per non perderla, come il massimo bene, sia i veneziani che i loro sudditi e anche molti dei suoi nemici che in essa avrebebro visto un modello esemplare di perfezione umana, sociale, civile, amministrativo, politico, istituzionale.
Invece nemmeno la sua aristocrazia ha ritenuto di rischiare un solo zecchino, un giorno di prigione o una goccia di sangue per difenderla.
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » gio lug 25, 2019 7:47 am

.
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » gio lug 25, 2019 7:47 am

La Patria è laddove si è amati, rispettati, trattati e considerati alla pari e la Serenissima non amava e non rispettava affatto i veneti non veneziani dei suoi domini di terra, li trattava e considerava solo sudditi, non fratelli e non alla pari e quindi io da veneto non veneziano non posso considerare la Serenissima di un tempo la mia Patria, tanto meno una Patria ideale.


Il patriottismo e l'indipendentismo veneto non sono prerogativa e monopolio dei venetisti venezianisti invasati dal mito della Serenissima, ci mancherebbe altro;
si può essere patrioti e indipendentisti veneti senza essere veneziani, venezianisti, serenissimi e marciani.

Io sono un veneto vicentino indipendentista non venezianista e vorrei non essere sottomesso né a Bruxelles, né a Roma, né a Milano, né di nuovo a Venezia;
io non sarò mai fraternamente solidale e alleato con gli invasati del mito veneziano e della Serenissima e sarò sempre contrario alla restaurazione/ripristino della stessa, che come ipotesi è di per sé è storicamente assurdo e oggettivamente impossibile, ma lo sono anche contro la propaganda venezianista che falsifica la storia e che ripropone la Serenissima come modello ideale, paradiso in terra, perfezione politica amministrativa e istituzionale e quindi come possibile e perfetta soluzione dei problemi dei veneti e del Veneto.
Io sono fieramente veneto ma fieramente e assolutamente non veneziano, non serenissimo e non marciano.
Abbiamo già sperimentato l'arroganza veneziana e il disprezzo per i veneti della terra ferma da loro ritenuti indegni, non meritevoli di essere democraticamente sovrani nella loro terra veneta.
Venezia ci ha sempre trattati soltanto da sudditi e mai da pari, da fratelli, da fratelli veneti, quindi non possiamo avere nessuna visione mitica e paradisiaca della Serenissima di un tempo dove non vi era alcuna vera fratellanza veneta.


Democrazia, cittadinanza, valori, doveri e diritti umani
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 183&t=2683

Veneti venezianisti marciani idolatri e teocratici, che disprezzano la democrazia e che non conoscono la storia e che la reinterpretano a loro gradimento e la ricostruiscono con fantasia.
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 183&t=2786

Differenze tra un popolo vero e un popolo mancato
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » dom ago 25, 2019 8:06 am

Il nome di Venezia

In epoca romana l'area veneta, il pavano Tito Livio, la ricorda nei suoi scritti come "Venetorum Angulus",
da Cesare Augusto a Diocleziano l'area veneta era parte della X Regio, una delle dieci regioni (poi undici) in cui venne suddivisa amministrativamente da Cesare l'Italia romana;

con la riforma amministrativa di Diocleziano nel III secolo d.C. la X Regio entrò a far parte della nuova provincia denominata Venetia et Histria che a est comprendeva Emona (Lubiana) e l'area oggi detta Slovenia;
alla fine dell'Impero romano d'Occidente l'area veneta risulta divisa in due parti, quella terrestre facente parte dei regni, dei ducati e degli imperi germanici e quella costiera e lagunare detta Venezia marittima facente parte dell'Impero romano d'oriente con capitale Costantinopoli, impero poi detto bizantino;
nel 584 d.C. l'imperatore romano d'oriente Maurizio ricostituì quello che era in suo dominio della scomparsa provincia della Venetia in un distretto col nome di Venetikà;
tra la fine del VII secolo e gli inizi dell'VIII Costantinopoli istituisce il Ducatus Venetiae che ha avuto come prima capitale Gravo/Grado (prima sede del Patriarcato dopo Aquileja), poi forse anche Melidissa (isola scomparsa o antico nome di Eraclea ?), poi Eraclea (che deve il nome all'imperatore romano d'oriente Eraclio e che fu distrutta nell'804), dopo Metamauco/Malamocco (nel 742), infine nell'812 Rivoalto/Rialto (che assunse il nome di Venezia più tardi nel XIII° secolo);
Rialto dopo essere divenuto la sede del Ducatus Venetiae romano orientale nell'812 con il nuovo doge Angelo Parteciaco (nell'828 arrivarono le spoglie di San Marco e nel 1105 divenne anche la sede del Patriarcato di Grado che fu soppresso nel 1451 e sostituito con il Patriarcato di Venezia);

Rivoalto assume in proprio il nome di Venezia solo nel XIII° secolo dopo che i venetici o veneti lagunari e bizantini si resero politicamente e militarmente indipendenti da Costantinopoli/Bisanzio partecipando con i crociati alla conquista e al sacco di Costantinopoli nel 1204, in concomitanza con il processo di riequilibrio del potere interno alla nobiltà lagunare che portò alla Serrata del Maggior Consiglio nel 1297 e all'esclusione delle famiglie nobiliari più recenti, quindi alla formazione dell'aristocrazia signorile veneziana e alla relativa Repubblica aristocratica che terminò il 12 maggio del 1797 con l'abdicazione in favore della Municipalità provvisoria.
L'assunzione del nome Venezia da parte di Rialto ultima capitale del ducato bizantino e sede del Patriarcato di Grado, sancisce Rialto come definitiva capitale del Ducatus Venetiae e la sua indipendendenza politica dall'Impero romano d'oriente, Rivoalto si identifica completamente con il Ducatus Venetiae sancendo la sua centralità politica, assumendone in proprio il nome.


Nell'Ottocento abbiamo avuto l'affermarsi dell'espressione Lombardo - Veneto
https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Lombardo-Veneto


Da ła Venesia de mar bixantina a ła Repiovega Veneta venesiana
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 137&t=1783


Il ducato della Venezia Marittima, Rivoalto-Venezia, l'impero della Serenissima e Bisanzio
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... =49&t=2803


Rialto ke entel XIII° secoło łi ła/ło ga ciamà Venesia
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 151&t=2215
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » dom ago 25, 2019 8:09 am

Il suprematismo veneziano e venezianista

Suprematismo che si è avvalso anche dell'idolatria religiosa e il culto delle reliquie, attraverso il feticismo delle spoglie di San Marco.

Io credo che i veneti costieri e lagunari non siano stati certo da meno dei veneti terrestri quanto a sopraffazioni, prepotenze economiche, militari e politiche, a guerre fratricide per il potere e a ferocia incivile e predatoria, anzi forse lo sono stati assai di più.

L'imperialismo veneziano era parte di questa tradizione suprematista come lo è oggi l'indipendentismo venetista venezianista tutto incentrato sul mito di Venezia e della sua Serenissima e che dispregia i veneti non veneziani.

Questo feroce suprematismo è anche la causa prima della mancanza da parte di Venezia della promozione di un popolo veneto unitario, di una nazione propriamente veneta e di uno stato veneto unitario a sovranità di tutti i veneti dell'area preistoricamente e storicamente veneta;
nonché causa della sua fine ignominiosa e ingloriosa.
Chi troppo vuole nulla stringe!




Le guerre tra veneti lagunari per la supremazia della costa e della laguna
Le guerre tra le fazioni filo germaniche e filo bizantine
Le guerre tra fazioni per il potere ducale
Le guerre per la supremazia economica e politica nell'Adriatico e nel Mediterraneo
Le guerre con le altre città venete
La presunzione e l'arroganza veneziana, il suo pregiudizio e il suo disamore civile e politico per la fratellanza veneta



Ma su sto gruppo non ghe xe on amministratore che poe mandare in Italia Alberto Peto?

https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 0760820000

Alberto Pento
Il veneto non è cosa esclusivamente vostra.
Vi ricordo che la libertà di pensiero, di parola e di critica è un valore basilare anche per i veneti e in Veneto.
Vi ricordo anche che la storia, la lingua e il destino politico dei veneti appartiene a tutti i veneti e non a voi soltanto che siete una minoranza settaria inconsistente e incocludente, per nulla illuminata e per me del tutto inaffidabile.


Annamaria Deoni
Alberto Pento eccerto... pretendi dagli altri quello che non sai fare tu. Col tuo atteggiamento denigratorio, accusatorio e offensivo stai danneggiando anche chi è in buona fede. In parole povere ci stai sabotando. È questa la tua giusta interpretazione del comportamento corretto che tanto evochi? Mancando di rispetto a chi coltiva e lavora (nel mio caso gratuitamente) per un ideale? La critica è accoglibile solo se costruttiva... dietro la tua tastierina, cosa stai facendo!? oltre a sparare ai tuoi conterranei, intendo...

Alberto Pento
Annamaria Deoni fammi qualche esempio di errori miei per falsificazione. Ti ricordo che i veneti non sono solo la minoranza venetista e venezianista e che costoro non detengono alcuna verità superiore iniziatica tanto meno hanno il monopolio di valori universali condivisibili. Solo le buone ragioni basate sul vero hanno senso e la forza per affermarsi e vincere. Anch'io lavoro gratuitamente per migliorare le cose.


Alessandro Benxinaro
Zerbetto Alberto Peto non ga gnanche el corajo de mostrare ła so faccia.

Mazarol Veneto
Alessandro Benxinaro Zerbetto al problema no xe la facia,ma la testa!

Alessandro Benxinaro
Zerbetto Mazarol Veneto, daghe on ocio al so profilo: el fa i post e dopo el se fa 30 commenti


Annamaria Deoni
Alberto Pento non ho bisogno di fare la maestrina e bacchettare le tue presunte falsificazioni (sei tu che punti su questo). Mi sono rivolta all'essere umano, riguardo l'atteggiamento nei confronti delle altre persone. Posso ancora provare sgomento di fronte ciò che mi ferisce o devo fare domanda in carta bollata? Ogni volta che ti leggo è uno schiaffo per l'odio che trasudi. Ti è più chiaro detto così?

Alberto Pento
Annamaria Deoni ha scritto:
Alberto Pento non ho bisogno di fare la maestrina e bacchettare le tue presunte falsificazioni (sei tu che punti su questo). Mi sono rivolta all'essere umano, riguardo l'atteggiamento nei confronti delle altre persone. Posso ancora provare sgomento di fronte ciò che mi ferisce o devo fare domanda in carta bollata? Ogni volta che ti leggo è uno schiaffo per l'odio che trasudi. Ti è più chiaro detto così?



Alberto Pento scrive:

L'odio che tu percepisci in me è il vostro l'odio che si riflette in me:

è l'odio (avversione e disprezzo) che c'è nella maggioranza dei venetisti venezianisti per la maggioranza dei veneti che si sente e si vuole italiana,
è l'odio (avversione e disprezzo) dei venetisti venezianisti antidemocratici invasati dalla aristocrazia veneziana per i democratici e la democrazia,
è l'odio irragionevole antisemita (avversione e disprezzo) dei venetisti venezianisti cristiani e non per gli ebrei e per Israele,
è l'odio demenziale e arrogante che c'è nei presuntuosi venetisti fanatici religiosi marciani per i non religiosi e la spiritualità naturale,
è l'odio e il diprezzo di Venezia, dei veneziani e dei venezianisti per i veneti non veneziani e per il Veneto che non è Venezia e non è la morta Serenissima,
è l'odio (il disamore, la non fraternità e il disprezzo) dei venetisti venezianisti per gran parte dei veneti non veneziani che hanno radici germaniche e per la loro storia secolare non veneziana che trascurano, di cui mal parlano o negano,
è l'odio e il disprezzo della presuntuosa casta suprematista venezianista per gli altri veneti indipendentisti che non riconoscono a loro, a Venezia e alla Serenissima alcuna supremazia umana, veneta, civile, culturale, spirituale e che non si adeguano e non si conformano alla loro idolatria mitomaniacale venezianista, caratterizzata da innumerevoli falsificazioni storiche.




Annamaria Deoni
Alberto Pento non ti permettere. Tu non sai niente di me. Non ti permettere codardo. Mettici la faccia intanto. E poi: Scusati immediatamente. Solo una carogna può comportarsi così. Che uomo sei? Vergognati. Io non ti ho mai offeso per istigare un tale odio. Tu cerchi alibi per sentirti titolato a fare del male.


Alberto Pento

togliendosi dalle mie amicizie dopo che lei stessa tempo fa me la chiese, sapendo bene chi ero, sono sempre io Alberto Pento solo un po' più vecchio e forse più saggio:
Alberto Pento non ti permettere. Tu non sai niente di me. Non ti permettere codardo. Mettici la faccia intanto. E poi: Scusati immediatamente. Solo una carogna può comportarsi così. Che uomo sei? Vergognati. Io non ti ho mai offeso per istigare un tale odio. Tu cerchi alibi per sentirti titolato a fare del male.


Alberto Pento scrive:

io mi permetto di dire sempre quello che penso sia giusto, non ho nulla da scusarmi con te, la mia critica è rivolta al mondo venetista venezianista in generale, non tanto ad Annamaria Deoni, e mi pare che ciò sia evidente nell'impostazione dei soggetti e dei verbi.

In ogni caso le falsificazioni dei venetisti venezianisti sono palesi e lampanti specialmente quella sul Plebiscito del 1866 e poi tutto il resto.
Se cercare la verità storica è un male, magari stimolando altri a farlo allora io sono proprio maligno; se invece raccontare balle è un bene allora io preferisco essere maligno e cercare il vero.

Aggiungo che più volte tu mi hai mancato di rispetto come hai fatto adesso mettendo in discussione la mia identità proprio nel tentativo di demonizzarmi come fanno altri; Annamaria così facendo non sei certo migliore. Io non ho mai messo in discussione la tua identità né tanto meno ti ho mai tolto dalle mie amicizie nonostante le divergenze. E togliendomi dalle tue amicizie mi hai impedito di vedere questo tuo post che ho potuto visionare solo attraverso un'altro account così da poter rispondere.
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » dom ago 25, 2019 8:10 am

Serenissima no grazie, non era la Repubblica dei veneti tutti ma solo dei veneziani e della loro aristocrazia.

Io Alberto Pento, veneto da innumerevoli generazioni, indipendentista convinto, principalmente per valori/doveri/diritti naturali e civili universali che mi inducono a ritenere che l'umanità dell'individuo e delle sue comunità, si realizzi al meglio quando ess è libera, atutonoma, indipendente, responsabile e sovrana;
per tali motivi non posso assolutamente volere alcun restauro/ripristino/ritorno della Serenissma repubblica veneta a dominio veneziano, proprio perché questa repubblica era un regime aristocratico oligarchico. illiberale, antidemocratico e anti indipendentista che ha operato per mantenere i veneti non veneziani sudditi di Venezia e della sua aristocrazia, e che ha impedito loro di diventare indipendenti attraverso l'acquisizione della sovranità politica democratica in seno alla Repubblica Serenissima.

Sarebbe una contraddizione assurda desiderare il ritorno di un regime aristocratico e antidemocratico contrario all'indipendenza dei veneti.
Pertanto coloro che auspicano e operano per il restauro/ripristino/ritorno della Serenissima non possono essere assolutamente considerati come indipendentisti veneti ma vanno considerati come nemici del vero indipendentismo veneto;
la Serenissima non era affato lo Stato dei Veneti o del Popolo Veneto, ma lo stato Veneziano con il suo regime repubblicano aristocratico e oligarchico, in cui la maggior parte dei veneti non era veneziana ed era suddita di Venezia e politicamente non sovrana.
L'indipendenza dei veneti e del Veneto è tutto fuorché il restauro/ripristino/ritorno della Serenissima Repubblica veneziana.
Chi desidera veramente l'indipendenza dei veneti e del Veneto non può assolutamente desiderare il ritorno della Serenissima.

Gli invasati della Serenissima, sono tutto fuorché veri indipendentisti.

Proporre il ritorno della Serenissima tal quale come era e dov'era, in versione democratica è un non senso demenziale, un vero imbroglio da imbonitori poiché la Serenissima non era democratica e quindi non può esistere una versione democratica; ciò che potrebbe esistere è solo un Veneto indipendente, federale, democratico e sovrano, se la maggioranza dei veneti lo volesse.
Se la Serenissima fosse stata una Repubblica democratica, federale e a sovranità di tutti i veneti, allora avrebbe senso riproporla come tale, ma così non era e quindi non è possibile riproporla in tali termini.
Proporre un sistema veneto indipendente e sovrano, federale e democratico è incompatibile con la Serenissima che fu.
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » dom ago 25, 2019 8:11 am

Le falsità di Gardin e dei venetisti venezianisti

REPUBBLICA VENETA – SIAMO FIGLI DELLA SERENISSIMA
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 8412656235
Ieri sera, 25.7.2019, salutandoci soddisfatti per i risultati della riunione del Minor Consiglio, un amico precisa: "Dobbiamo avere un pensiero e ringraziare i tanti Veneti che anonimamente e silenziosamente hanno contribuito alla ricomposizione delle nostre istituzioni!"
"Certo! – gli rispondo – Ma ricordiamoci anche di tutto il mondo veneto che, nella sua complessità, ha dato vita alla Serenissima. È questa storia che ci muove, che ci motiva e che ci dà una forza e una determinazione straordinaria!
Ci onoriamo di appartenere alla Repubblica Veneta, di esserne i nuovi soldati e i nuovi dirigenti! Non siamo italiani, non ci riconosciamo nella storia dello Stato italiano; siamo Veneti, ci riconosciamo nella storia della Repubblica Veneta!"
Albert Gardin – Venezia, 26.7.2019


Gino Quarelo
Noi veneti non veneziani, che siamo la stragrande maggioranza dei veneti, non siamo affatto figli della Serenissima di cui siamo stati sudditi per 400 anni e non di più; noi siamo figli del Veneto e della sua storia che non è limitata e non coincide con quella di Venezia e della Serenissima.
La Serenissima per la maggior parte dei veneti è stata matrigna, non li ha mai considerati suoi "figli legittimi" difatti non ha mai riconosciuto a loro il diritto di essere sovrani e nel momento del bisogno li ha vigliaccamente abbandonati.
Solo una minoranza di invasati del mito di Venezia assunto dai venetisti venezianisti, completamente ignoranti della storia delle città venete non veneziane, può seguire le assurde, ingannevoli e inconcludenti demenzialità gardiniane.

Alberto Pento
Poi quella della continuità istituzionale è un falso ignominioso perché la Serenissima era una Repubblica aristocratica a dominio veneziano che escludeva dalla sovranità la maggioranza non veneziana dei veneti e che ha ostacolato fino alla sua caduta ingloriosa, la democratizzazione della Repubblica; e ha sempre considerato i veneti non veneziani come sudditi e non come fratelli, con arroganza e con disprezzo non ritenendoli degni e meritevoli del diritto alla sovranità politica.

Gino Quarelo
Infatti solo se la Serenissima a suo tempo, quando ancora esisteva, fosse divenuta democratica e avesse esteso a tutti i veneti la sovranità politica, si potrebbe parlare di continuità istituzionale, ma così non è stato, perché la Serenissima è morta aristocratica e perché aristocratica e non più al passo con i valori e i sentimenti dei tempi nuovi.
Con la menzogna e l'inganno non si va da nessuna parte.
Gardin con la sua Nuova Repubblica Veneta Serenissima, com'era e dov'era, ma oggi democratica e al passo con i tempi, inganna i veneti di oggi e tradisce la storia e la Serenissima di ieri che era istituzionalmente aristocratica e antidemocratica e che lo è stata fino alla sua morte, preferendo scomparire piuttosto che diventare democratica e riconoscere la fratellanza veneta e con essa la dignità di tutti i veneti alla sovranità politica.


Roberto Poli
Buonasera signori.
Avete strategie alternative?


Gino Quarelo
La domanda di Roberto Poli è mal posta (assomiglia tanto a "che droga migliore, più efficace e più potente avete?).

Quella di Gardin e dei suoi seguaci non è una strategia politica ma una demenzialità idolatra (un culto necrofilo dei morti) che non porta da nessuna parte se non in gite come quelle a Leoben e che inganna e illude i pochi veneti che la fanno propria. Poi per carità se uno si sente appagato assumendola è libero di farlo.

L'unica "strategia alternativa e non" sensata e possibile è quella che sorge spontanea dalla realtà, che promana da tutti i veneti e che deve coinvolgere tutti i veneti a partire dal minimo denominatore comune di tutti i veneti, dalla loro umanità e dai valori/doveri/diritti umani e civili universali.
Deve fondarsi sulla storia vera che è diversa da quella elaborata dal venetismo venezianista e dalla idolatria del mito veneziano e serenissimo e che si identifica con quella di Venezia e con la idealizzazione del suo stato e deve tener conto del fallimento della Serenissima, abbandonando ogni vittimismo e assumendo le responsabilità storiche finora negate di Venezia e della sua aristocrazia illiberale e antidemocratica che ha portato alla fine dello Stato veneto e che non ha mai promosso un popolo e una nazione unitari e uno stato a sovranità di tutti i veneti.

Deve umilmente e amorevolmente partire dal cuore di tutti i veneti e dalle loro diversità, deve farli sentire cittadini sovrani e responsabili delle comunità venete e di un possibile stato indipendente a sovranità di tutti i veneti partendo dai comuni e dalle città, senza alcuna fretta secondo i tempi naturali che la realtà richiede e impone per costruire assieme qualcosa di buono.

Tale strategia deve tener conto che la maggior parte dei veneti si sente e si vuole italiana, veneti che vanno rispettati e amati da cui non si può prescindere come se non ci fossero o come se non fossero veneti o come se fossero invasori e nemici.
La loro volontà è determinante, caso mai "vanno aiutati" a considerare i limiti e i mali dell'Italia e dell'italianità che potrebbero essere corretti da una diversa composizione/compattezza e peso politico e culturale dei veneti, del Veneto e del loro essere comunità e del loro farsi politico.

Roberto Poli
Gino Quarelo esattamente ciò che prova Gardin.


Gino Quarelo
La Serenissima com'era e dov'era di Gardin è l'opposto del mio pensiero, quindi non può essere che Gardin provi e condivida quello che ho esposto e proposto sopra.


Tiziano Carrarini
Gino Quarelo ...?.? Incomprensibile sotgo ogni angolazione ...bo!


Gianfranco Libero Braido
Gino Quarelo è per questo motivo che la maggior parte delle città venete, si sono date a Venezia? La prosperità delle venezie, è stata data dall'appartenenza alla serenissima. La maledizione invece è arrivata con i giacobini francesi, e continua a tutt'oggi con u mafiosi italiani e i loro tirapiedi venetoitalianisti.

Alberto Pento
Le città venete si sono date a Venezia solo per convenienza politica e alcune costrette (come Padova e Verona). La prosperità relativa è arrivata solo dal lavoro delle genti venete, Venezia non ha regalato nulla, ha prelevato imposte e taluni veneziani hanno anche rubato la cassa come Andrea Boldù a Vicenza. La maledizione non è arrivata con i giacobini ma con l'inettitudine presuntuosa e arrogante dell'aristocrazia veneziana antidemocratica che non ha mai promosso e che si è rifiutata di promuovere un popolo veneto, una nazione veneta e uno stato veneto unitari a sovranità di tutti i veneti.


Roberto Poli
Alberto Pento mentre invece, nel resto d'Europa soggiogata da monarchi capricciosi succubi del papato inquisitore e terrorista, lì si viveva di gioia, prosperità e libero pensiero..
Certo che infamare la storia con accuse di questa gravità, colpevolizzando una classe politica che è stata studiata a fondo dai più illustri filosofi del mondo, e scoprire grazie a Pento che la fortuna di Venezia nasce dall'imposizione forzata dell'inettitudine presuntuosa ed arrogante dell'aristocrazia veneziana, aristocrazia senza re, impegnata costantemente a rispondere del benessere del Popolo secondo i principi della più pura ispirazione evangelica, a scapito della vita se cosi non fosse stato..
Beh, che dire? Complimenti.

Alberto Pento
Dire il vero non è infamare, l'infamia viene caso mai dalla menzogna.

L'idea che la Serenissima fosse un paradiso in terra e che nel resto dell'Europa e del Mondo regnassero ovunque l'assolutismo e il dispotismo monarchico, l'arbitrio e la sopraffazione feudale, le teocrazie assassine... come si racconta nel mondo venetista è del tutto falsa e demenziale.

Esempi di situazioni europee non assolutiste con condizioni ed elementi di democraticità:

1) l'esperienza comunale durata secoli ha caratterizzato tutta l'Europa e lì vi era democrazia e anche la repubblica, prima della nascita delle signorie cittadine e delle varie Repubbliche aristocratiche come quelle di Genova e di Venezia;

2) si pensi alla Lega Anseatica iniziata nel 1159;

3) si pensi alla Magna Carta inglese del 1215 e alla nascita della monarchia costituzionale inglese del 1688/1689 con l'istituzione della camera bassa dei deputati;

4) si pensi alla nascita della Svizzera con il patto federale del Grütli 1291;

5) si pensi agli USA con la loro Repubblica nata nel 1776 con la secessione dall'impero inglese;

6) si pensi all'università di Padova nata durante il periodo comunale e prosperata in quello signorile dei germani Carresi, poco meno di due secoli prima del dominio veneziano a riprova che non è certo stata Venezia a portare la cultura ai veneti;

7) anche Genova fu una repubblica aristocratica, una signoria plurifamigliare, che durò secoli.

8) si pensi al laico Marsilio da Padova e alla sua opera "Defensor pacis" del XIII° secolo, contenente elementi di democrazia
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 179&t=1641
si pensi a Pietro D'Abano del XIV° secolo, veneto pavano non veneziano, martire della libertà
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 179&t=2332

9) si pensi ai thing delle società germaniche,
https://it.wikipedia.org/wiki/Thing

che si evolvono in forme di assemblee a democrazia diretta come l'assemblea Alþingi (Alþingishúsið), istituita in Islanda nel 930 d.C.
https://it.wikipedia.org/wiki/Al%C3%BEi ... BAsi%C3%B0

Qualche secolo dopo, nasce il Landsgemeinde, l'assemblea a democrazia diretta e voto palese dei cantoni svizzeri.
https://it.wikipedia.org/wiki/Landsgemeinde

Alberto Pento
Poi risponderò su Venezia, sul senso di fraternità veneta e sulla cristianità dell'aristocrazia veneziana. Adesso vado a lavorare.




Alberto Pento

Roberto Poli ha scritto:
...
Certo che infamare la storia con accuse di questa gravità, colpevolizzando una classe politica che è stata studiata a fondo dai più illustri filosofi del mondo, e scoprire grazie a Pento che la fortuna di Venezia nasce dall'imposizione forzata dell'inettitudine presuntuosa ed arrogante dell'aristocrazia veneziana, aristocrazia senza re, impegnata costantemente a rispondere del benessere del Popolo secondo i principi della più pura ispirazione evangelica, a scapito della vita se cosi non fosse stato..
Beh, che dire? Complimenti.


Alberto Pento scrive:
Il cristianismo è una tradizione religiosa e come tutte le religioni non è la vera spiritualità ma unicamente una manipolazione idolatra della spiritualità naturale e universale che invece è una dotazione intrinseca della vita dell'universo e di tutte le creature e non dipende e non proviene da alcuna rivelazione, da alcun messia, da alcun profeta. Il cristianismo è solo una presunzione religiosa idolatra.
Essere cristiani non è sinonimo e garanzia di essere uomini buoni e civili, come la discriminazione, la persecuzione, la depredazione, la schiavizzazione e lo sterminio dei non cristiani e dei non religiosi (tra cui i cosidetti pagani, gli animisti, gli ebrei e gli atei) sta a dimostrare.
Poi essere marciani (cultori di San Marco evangelista) non significa essere i migliori tra i cristiani cattolico romani ed essere cristiani cattolico romani non significa essere tra i migliori cristiani e tra i più conformi a Cristo, all'ebreo divinizzato Gesù Cristo.

L'aristocrazia veneziana anche se senza Re (il doge o duca a vita era un istituto elettivo di derivazione monarchica) era lo stesso una casta oligarchica nobiliare/patriziale che deteneva monopolisticamente in esclusiva la sovranità politica nei territori e sulle loro popolazioni dove esercitava il suo potere o dominio.
L'aristocrazia veneziana non era espressione del patriziato o della nobiltà di tutte le popolazioni di tutti i territori della Serenissima, tanto meno dei territori e delle popolazioni venete dei domini veneziani ma solo ed esclusivamente era espressione di Venezia e dei veneziani.
L'arroganza dell'aristocrazia veneziana è ben documentata lungo i secoli fino alla fine, in particolare è testimoniata dal suo rifiuto di far proprie le istanze democratiche e di estendere la sovranità politica a tutti i veneti o alle loro aristocrazie/nobiltà e borghesie.
Questo rifiuto antidemocratico, denota senza ombra di dubbio, la profonda mancanza di rispetto umano e di amore fraterno per i veneti dei domini veneziani che l'arrogante aristocrazia veneziana riteneva indegni di partecipare alla sovranità politica, alle sue libertà, alla sua dignità. ai suoi privilegi e responsabilità;
questa presunzione arrogante veneziana è oltretutto un segno di inciviltà umana e anche di scarsa cristianità.
Il culto venetista dell'aristocrazia veneziana è proprio del presuntuoso suprematismo venezianista demenziale, idolatra, antidemocratico, illiberale, teocratico, ... anticristiano e antiveneto.
Che questo atteggiamento veneziano, dell'aristocrazia veneziana fosse un male è certificato dalla storia, dalla punizione storica che ha cancellato la Serenissima.
Poi è del tutto falsa la credenza che l'aristocrazia veneziana fosse cristianamente/evangelicamente, politicamente e civilmente al servizio del suo popolo, dei suoi sudditi tra cui i veneti dei domini di terra, e doppiamente falsa la credenza che lo fosse a rischio di perdere i beni e la vita come lo sta a dimostrare la mancanza di legittima difesa militare dei territori veneti e delle genti venete per impedire e contrastare l'invasione napoleonica.



Roberto Poli
Il cristianesimo è uno stile di vita, nessun asservimento idolatra.
Basta questo per capire che dei vangeli non avete aperto nemmeno una pagina.
Non abbiate l'arroganza di spacciare convinzioni per certezze.
Anche in questo caso temo ci sia gran confusione tra essere cristiani e praticare l'antico testamento, che è Legge idolatra ebraica, come è successo a Roma vaticana.


Alberto Pento

Roberto Poli ha scritto:
Il cristianesimo è uno stile di vita, nessun asservimento idolatra.
Basta questo per capire che dei vangeli non avete aperto nemmeno una pagina.
Non abbiate l'arroganza di spacciare convinzioni per certezze.
Anche in questo caso temo ci sia gran confusione tra essere cristiani e praticare l'antico testamento, che è Legge idolatra ebraica, come è successo a Roma vaticana.


Alberto Pento scrive:
Il cristianismo è uno stile di vita che si fonda sull'idolatria religiosa cristiana che ha al suo fondamento l'ebreo eretico e fanatico Gesù Cristo che i cristiani adorano come maestro, messia, re, figlio di Dio e Dio stesso.
Tutte le religioni sono idolatrie perché tutte scambiano la loro interpretazione della spiritualità e del divino per Dio stesso. La meno idolatra di tutte è l'ebraismo e la più idolatra tra il giudaismo e il cristianismo è il cristianismo che ha trasformato un uomo, l'ebreo Cristo, in Dio o Dio in un uomo.
È risibile sentire i fedeli di ogni religione, tra cui i cristiani, dare degli idolatri agli altri, poiché in verità tutti sono idolatri anche se credono di non esserlo e se irragionevolmente credono che il loro Dio sia quello vero e quello degli altri sia il Dio falso.
Gesù Cristo era un ebreo che è vissuto da ebreo e che è morto ebreo, ucciso dagli invasori e dominatori romani. Anche Marco e gli altri evangelisti erano ebrei come lo era San Paolo e San Pietro, tutti gli apostoli e i primi discepoli, tutti ebrei eretici, seguaci del rabbino ebreo Gesù Cristo che i cristiani divinizzano e adorano.




Maurizio Bedin
Per chi non lo sapesse , Gino Quarelo e Alberto Pento sono nicknames di una stessa persona che non rivelano la loro identità. Chissà perché.
Io voglio ribadire delle cose a questi due "fantasmi". Io sono appassionato di Storia, veneta soprattutto. Bene. Ma ho anche del discernimento personale e se lodo la Serenissima, la lodo nel complesso di quanto fatto nella sua esistenza. Ma ho anche molte critiche da imputarle. Il saccheggio di Costantinopoli del 1204, ad esempio... Mi preme invece, anche di più, sottolineare chela maggior colpa fu nel non aver deliberato in tempo il cambiamento, suggerito ed auspicato da Scipione Maffei, nel suo "Consiglio politico", dove proponeva l'allargamento del Maggior Consiglio anche slla nobiltà di terraferma e de mar ...
Questa sì fu una grande svista politica. Avrebbe saldato fortemente di più, ciò che già era solido. Come poi dimostrato dalle azioni di attaccamento alla Patria in più occasion (Perasto, Pasque veronesi, etc.,) a dispetto degli strali del Gino Quarelo /Alberto Pento. Quindi, sì alla fede indiscussa, ma critica dove di dovere.
E comunque, le persone e le loro cose non sono perfette. Neanche le nostre madri e famiglie. Io non pretendo che la Serenissima venga considerata come una vergine madonna. Certamente almeno vergine non era. Ma non era nemmeno la meretrice che i "fantasmi" vogliono imporci.


Alberto Pento
La tua presunzione è pari alla tua ignoranza, al tuo fideismo e alla tua mancanza di rispetto.
Non esistono fantasmi, ma solo persone vere.
Alberto Pento è persona certificata, ben conosciuta anche dal tuo doge Gardin.
Gino Quarelo invece sostituisce Alberto Pento quando questi viene censurato da facebook ed è capitato abbastanza di frequente.

Io non confondo i veneti con i veneziani e il Veneto con la Serenissima e i suoi domini.
Non confondo la storia dei veneti con quella di Venezia e dei veneziani che è solo una parte di quella dei Veneti.
I veneti di terra non parteciparono al sacco di Costantinopoli, poiché non facevano ancora parte della Serenissima, prima che vi entrassero con le dedizioni e da sudditi dovevano passare ancora due secoli.

Io non soffro della sindrome fanatica e fideistica del mito della Serenissima non sono un mitomane venezianista, come non sono un mitomane romanista e italianista.
Il mio ideale non è la Serenissima ma la Svizzera federale, comunale e cantonale.
Perasto non è in Veneto e le Pasque veronesi non furono una battaglia della Serenissima ma una insorgenza dei veronesi e furono poi fermate dalla Serenissima stessa che non ha voluto fare la guerra all'invasore Napoleone.
La mancanza dell'estensione della sovranità politica a tutti i veneti da parte dell'aristocraziana veneziana, denota non solo una mancanza di lungimiranza politica che ha decretato la sua fine ma anche la sua mancanza di rispetto e di amore fraterno e profondo per i veneti non veneziani e sudditi di Venezia.
Io non voglio imporre niente a nessuno dico e scrivo solo la mia o forse non dovrei perché a te dispiace e contrasta con la tua fede mitomaniacale venezianista?

Sipion Mafei e ła fine de ła Repiovega Venesiana
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 160&t=2279


Roberto Poli
Maurizio Bedin sono tutti Bengy!!! Ahahahahaha

Roberto Poli
Ad ogni modo, parlare della decadenza di Venezia senza un minimo cenno al degrado francese dello stesso periodo, mi pare iniquo.
Fortuna che abbiamo fonti attendibili e difficilmente boicottabili.

IL TEMPO E' GALANTUOMO E PRIMA O POI RESTITUISCE LA VERITÀ !!!
di Elio Costantini
Gli storici tendono a considerare inevitabile e in qualche modo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, ritenuta falsamente moribonda al termine di un secolo di continua decadenza e stagnazione, nessuno invece dice che la Francia negli stessi 100 anni (dal 1713) pagava i suoi debiti non con monete metalliche, non con moneta cartacea, ma con carte da gioco.
La "decadente" Serenissima, mentre in Francia covava il germe rivoluzionario, nel 1785 e nel 1786 la flotta da guerra veneta, al comando del "Capitano da mar" Angelo Emo, bombardava i porti di Sfax, Tunisi e Biserta per farsi rispettare dai Pirati Barbareschi che infastidivano le sue rotte commerciali.
A Venezia va imputata la "neutralità disarmata" voluta dal Doge (mal consigliato) e la paura dei patrizi di perdere i loro beni soprattutto terrieri della terraferma. Eppure il sistema per fermare le orde Napoleoniche c'era, 1000 anni prima un altro francese, figlio di Carlo Magno arrivò ad occupare la sua capitale Malamocco e la trovò deserta e priva vettovaglie, forse anche distrutta dagli stessi veneziani che spostarono da quel giorno la capitale a Rialto. Venezia nel 1797 aveva la più potente flotta mercantile e da guerra del mediterraneo e scorte alimentari per un mese, mentre l'esercito invasore si sostentava come quello di Attila con i saccheggi.
Col senno di poi non si costruisce la storia, ma Il golfo di Cattaro che era di per se una fortezza naturale resistette altri 3 mesi prima di arrendersi agli austriaci.
Venezia non ebbe il coraggio di fare ciò che fecero i russi con la loro capitale. Non fu il gelo a sconfiggere Napoleone, i suoi soldati morivano di fame e di stenti prima di entrare a Mosca, a Mosca poté solo fare bottino di 80 tonnellate d'oro e opere d'arte varie che caricò su 4000 carri sperando di ritornare comunque vincitore in Francia. Della sua "grande armé" forte di 700.000 uomini se ne salvò si e no la decima parte, segnando praticamente la fine delle mire egemoniche francesi che da lì a poco furono lo sconfitti prima a Lipsia, e dopo qualche mese a Waterloo
Nella foto a pseudo banconota francese del 1713 e zecchino Venethiano "Giovanni Corner".
(visibile sulla pagina "Libro d'oro..")
Ciao bengy pento quarelo e dio solo sa quanti account hai inventato per nasconderti..


Alberto Pento
Non solo è caduta ignominiosamente la Serenissima, ossia l'Impero veneziano, ma quello che più conta è che Venezia o meglio l'aristocrazia patriziale e commerciale che la egemonizzava ha preferito rinunciare al suo dominio e alla sua dignità pur di non perdere i suoi beni materiali e sopratutto a disgrazia e danno di tutti i veneti è che Venezia non ha mai promosso e perseguito uno stato-una nazione a sovranità di tutti i veneti e non ha plasmato alcun popolo veneto unitario; se lo avesse fatto esisterebbe ancora una Repubblica veneta e uno stato dei veneti come ancora esiste la Svizzera a partire dal 1291 dal patto fraterno, federale ed eterno del Grütli. I veneti invece non avendo stipulato alcun patto di tale natura si ritrovano come sono.
Delle miserie e delle cadute di Napoleone e della Francia mi interessa relativamente, quello che più mi fa specie sono le miserie venete e le mancanze dei veneziani e le loro vergogne.

https://it.wikipedia.org/wiki/Patto_eterno_confederale

Roberto Poli
Gino Quarelo la pratica del Vangelo non prevede limitazioni. Il senso di appartenenza c'era eccome, ma nessun veneto ha mai messo nulla davanti al concetto "pax tibi" divenuto il vessillo di riconoscimento per tutti.
Vogliamo parlare della disperazione nel veder distrutti i leoni marciani posti all'ingresso e all'interno delle cittadine, man mano che i francesi le occupavano?
Dai su..


Alberto Pento
Pratica del Vangelo
Disperazione dei suddito veneti ...
Non so quali fonti
però so che dopo la fine della Serenissima non vi è stato alcun moto spontaneo o organizzato degli ex sudditi veneti e non veneti per ripristinare la Serenissima, tantomeno a Venezia, se non quando nel 1848 vi sono stati i moti contro l'Austria però tutti facevano riferimento all'unione al Regno di Sardegna prima e allo Stato italiano poi.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » dom ago 25, 2019 8:12 am

Renato Moro
Visto che sai molte cose parlaci un po' de veneti primi


Albert Gardin
Scusami, ma non è la mia specialità e priorità!


Renato Moro
Albert la domanda era par Gino

Renato Moro
Pensavo che Gino che sa tutto mi spiegase la civiltà dei campi d urne


Alberto Pento
Spiegaci tu la relazione tra i campi d'urne, i veneti primi (quali i preveneti, i portatori dell'etnico veneti, i portatori della lingua venetica?) e Venezia che per secoli si è denominata Rivoalto e che ha assunto il nome di Venezia intono al 1200 d.C..

Renato Moro
Alberto Pento va a Este che ghe se un museo te saluto me ze riva' e pizze

Alberto Pento
Tutto qua quello che sai dire?


Alberto Pento
Io diversamente da te, anni fa sono stato a Unetice dove per la prima volta si è scoperto la civiltà dei campi di urne.
L'immagine può contenere: cielo, nuvola, albero, pianta, spazio all'aperto e natura


Alberto Pento
E sempre diversamente da te sono stato anche ad Hallstatt, a Este e in quasi tutti i musei veneti (piccoli e grandi), padano alpino veneti e dell'Europa centrale.


Renato Moro
Magari sei stato anche a ATLANDIDE


Alberto Pento
Ad Atlantide ci vanno quelli come te, fanfaroni, ignoranti e presuntuosi.

Renato Moro
Alberto Pento io non ti ho mai offeso e non lo voglio fare ora io non sono un professore universitario sono una persona semplice tu invece sembri uno che a girato il Mondo per niente


Alberto Pento
Tu deridi, disprezzi e offendi intenzionalmente, sei solo un ignorante presuntuoso, arrogante e senza rispetto.

Renato Moro
Alberto Pento vai con i sapientoni che i sto bene anche con gli ignoranti ti risaluto buona serata

Maurizio Bedin
Alberto Pento come mai se ga messo nome Venezia? Cossa vol dir Venezia?

Alberto Pento
Il nome di Venezia

In epoca romana l'area veneta, il pavano Tito Livio, la ricorda nei suoi scritti come "Venetorum Angulus",
da Cesare Augusto a Diocleziano l'area veneta era parte della X Regio, una delle dieci regioni (poi undici) in cui venne suddivisa amministrativamente da Cesare l'Italia romana;
con la riforma amministrativa di Diocleziano nel III secolo d.C. la X Regio entrò a far parte della provincia denominata Venetia et Histria che a est comprendeva Emona (Lubiana) e l'area oggi detta Slovenia;
alla fine dell'Impero romano d'Occidente l'area veneta risulta divisa in due parti, quella terrestre facente parte dei regni, dei ducati e degli imperi germanici e quella costiera e lagunare detta Venezia marittima facente parte dell'Impero romano d'oriente con capitale Costantinopoli, impero poi detto bizantino;
tra la fine del VII secolo e gli inizi dell'VIII Costantinopoli istituisce il Ducatus Venetiae che ha avuto come prima capitale Gravo/Grado (prima sede del Patriarcato dopo Aquileja), poi forse anche Melidissa (isola scomparsa), poi Eraclea (che deve il nome all'imperatore romano d'oriente Eraclio e che fu distrutta nell'804), dopo Metamauco/Malamocco (nel 742), infine nell'812 Rivoalto/Rialto (che assunse il nome di Venezia più tardi nel XIII° secolo);
Rialto dopo essere divenuto la sede del Ducatus Venetiae romano orientale nell'812 con il nuovo doge Angelo Parteciaco (nell'828 arrivarono le spoglie di San Marco e nel 1105 divenne anche la sede del Patriarcato di Grado che fu soppresso nel 1451 e sostituito con il Patriarcato di Venezia);
Rivoalto assume in proprio il nome di Venezia solo nel XIII° secolo dopo che i venetici o veneti lagunari e bizantini si resero politicamente e militarmente indipendenti da Costantinopoli/Bisanzio partecipando con i crociati alla conquista e al sacco di Costantinopoli nel 1204, in concomitanza con il processo di riequilibrio del potere interno alla nobiltà lagunare che portò alla Serrata del Maggior Consiglio nel 1297 e all'esclusione delle famiglie nobiliari più recenti, quindi alla formazione dell'aristocrazia signorile veneziana e alla relativa Repubblica aristocratica che terminò il 12 maggio del 1797 con l'abdicazione in favore della Municipalità provvisoria.

L'assunzione del nome Venezia da parte di Rialto ultima capitale del ducato bizantino e sede del Patriarcato di Grado, sancisce Rialto come definitiva capitale del Ducatus Venetiae e la sua indipendendenza politica dall'Impero romano d'oriente, Rivoalto si identifica completamente con il Ducatus Venetiae sancendo la sua centralità politica, assumendone in proprio il nome.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Repubblica Veneta, specificità e durata, realtà e mito

Messaggioda Berto » dom ago 25, 2019 8:12 am

Tiziano Carrarini
Egreg sig Gino Quarelo...Gardin fa ..la impostazione fonda sul diritto internazionale ..ha una sua logica e motivazione ..riprestinare il consiglio di una la reppublica dormiente per risvegliare i veneti da un lungo sonno.. come nelle fiabe ..annestizzati da uno ststo italia matrigna e sfruttatore ....ognuno contribuisca e movimenti a risvegliare il veneto


Gino Quarelo
Lei confonde la Serenissima con il Veneto; la Serenissima era la Repubblica di Venezia e il suo stato imperiale che è altro dal Veneto, dalle terre preistoriche e storiche dei veneti e dal "popolo veneto o genti venete" che lo abitano giundendovi e stabilendovisi lungo il corso dei millenni a cominciare dai primi veneti nomadi del Paleolitico che sicuramente non si chiamavano veneti ma che non per questo erano meno "veneti" di noi oggi che siamo in parte anche loro discendenti.

Lei confonde la terra dei veneti che è il Veneto con la Serenissima e il suo impero (costituito dai domini di mare e di terra) di cui i veneti erano sudditi come lo erano tutte le altre popolazioni non venete di questi domini.
La Serenissima era la Repubblica dei veneziani o della loro aristocrazia e non la Repubblica dei veneti tutti.

Non c'è nessuna repubblica dormiente, quella Serenissima dei veneziani è morta 222 anni fa e quella dei Veneti non è mai nata. Lo stato italiano sarà matrigno e sfruttatore ma l'hanno voluto i veneti che se vogliono possono anche non volerlo più, ma lo debbono volere in maggioranza, in grande maggioranza e non certo per tornare alla Serenissima che è stata matrigna e che alla fine si è dimostrata indegna.

Il risveglio del Veneto non è certo quello dell'infantile incantamento idolatra del mito della Serenissima proprio del venetismo venezianista, di cui quello gardiniano è una variante demenziale.

Non esiste alcun diritto internazionale che possa far rivivere la Serenissima, ossia la Repubblica aristocratica veneziana con i suoi domini di terra e di mare, di cui i veneti erano sudditi e non sovrani.
Ciò che è stato abbandonato, non difeso e lasciato morire 222 anni fa non può più tornare in vita.

Non vi è alcuna vera e reale continuità istituzionale tra la morta Serenissima e la finzione idolatra della setta gardiniana con il suo lessico, i suoi riti, le sue cerimonie e le sue magie, condite con San Marco e il Padre Nostro, che evocano la Serenissima ma che non possono certo riportarla in vita in alcun modo, questo genere di fede idolatra non produce alcun miracolo ma solo ingannevole illusione.


Tiziano Carrarini
Gino Quarelo
..il popolo veneto ...i confini sono la fove esistono i segni che esidteva ..vedi leoni monumentali....la lingua .. .la religione


Alberto Pento
Mi dispiace tanto doverla disilludere ma i leoni in pietra simbolo di Venezia e del dominio veneziano non segnano i confini del territorio veneto o delle genti venete ma i confini dei domini della Serenissima che sono ben altra cosa dai territori preistoricamente e storicamente attribuibili come patria e terra abitata da genti venete.
I sudditi di Venezia o della Serenissima erano in minima parte veneti e appartenevano a molte etnie non venete.

Parte dei domini veneziani o della Serenissima poi erano di religione cristiano-ortodossa propria dell'Impero bizantino e non cattolico-romana come quella di Venezia e di San Marco.
La lingua poi quella veneto veneziana era per molti una seconda lingua, la lingua franca dell'impero marittimo veneziano.

Lei fa tanta troppoa confusione.

Tiziano Carrarini
Alberto Pento ...collabori in un modo o nell' altro a far aumentare il consenso politico ..tralasciamo di screditare...il mio e piu bello del tuo..io sono piu bravo ..tu
..ecc sono posizioni infantili...andiamo oltre alla politica italiana
.oggi bullismo politico..vedi renzi..di maio..salvini


Maurizio Bedin
Alberto Pento in parte anche vero ... Ti rimando ai miei vari intervemti in risposta a ciò : Commonwealth.
Ma il tuo scritto /spiegazione, mi ricorda moltissimo quanto detto dal presidente della Consulta alle istanze venete in merito alla richiesta di referendum sull'indipendenza... Visione italocentrica!!!
Chi sei veramente???
Sicuramente non dalla parte del/dei Popolo/i Veneto/i...


Alberto Pento
Veneto vicentino puro sangue, indipendentista al 1000% ma di sicuro non venezianista, non serenissimo e non marciano. Sicuramente non sono un idolatra, fideista, dogmatico, fanatico, venditore di falsità e di illusioni.


Maurizio Bedin
Alberto Pento mi no me "arrogo" _ "de aver la verità in scarsea" cofà ti. Pol anca darse ca te sipi indipendentista al milion%, ma alora, de sicuro, te si drio spararghe dosso a toi... Fazendo cosita, no te fa nijente de bon par la causa e te si drio spander dosso i altri la to "sapiensa"... tua de ti. Punto.
Se te continua cosita, te me par pí on troll che un ca xe da la me parte. Stame ben...





Alberto Pento

Maurizio Bedin ha scritto:
Alberto Pento mi no me "arrogo" _ "de aver la verità in scarsea" cofà ti. Pol anca darse ca te sipi indipendentista al milion%, ma alora, de sicuro, te si drio spararghe dosso a toi... Fazendo cosita, no te fa nijente de bon par la causa e te si drio spander dosso i altri la to "sapiensa"... tua de ti. Punto.
Se te continua cosita, te me par pí on troll che un ca xe da la me parte. Stame ben...


Alberto Pento scrive:

i "miei" sono tutti i veneti e non certo, tanto e solo quelli che vogliono l'indipendendenza del Veneto o magari per mitomania idolatra il ripristino della Serenessima.
I "miei" sono anche la maggioranza dei veneti che si sentono e che si vogliono italiani come i miei genitori e tanti miei parenti,
certamente non mi sento di condividere la fraternità veneta con chi non ha rispetto per tutti i veneti e per i veneti non veneziani che sono la maggioranza dei veneti, e con chi vuole il ripristino della Serenissima e del dominio veneziano o della sua aristocrazia e che falsifica la storia e magari nega la storia non veneziana dei veneti non veneziani o con chi crede di essere più veneto degli altri, o con chi vorrebbe una teocrazia marciana o con chi è demenzialmente antisemita;
io con questi veneti demenziali e senza creanza non condivido alcuna fraternità veneta e non voglio costruire alcuna indipendenza veneta.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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