La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

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Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:14 am

La veneticità non è monopolio degli indipendentisti
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La veneticità o venetidudine non è monopolio dei venetisti/venezianisti indipendentisti
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 6250904785
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:15 am

Ascoltando, dialogando, discutendo con i venetisti/venezianisti si ha l'impressione che questi si credono
più veneti degli altri, specialmente quelli che sono presi dal mito di Venezia e che vorrebbero il ritorno della Serenissima, questi si credono presuntuosamente e arrogantemente la crema e l'essenza dell'essere veneti, del patriottismo veneto e danno con grand disprezzo l'attributo/epiteto di italiano o di italianista a tutti gli altri.


Nulla di più sbagliato, si tratta di un'idea/convinzione del tutto insensata poiché l'essere veneti è un dato complesso costituito da una molteplicità di aspetti: etnici, culturali, storici, geografici, politici, ... che sono comuni e indipendenti dall'ideologia politica, dalle credenze .... dalla mitomania che rasenta il fideismo religioso

Un veneto autonomista o indipendentista, come stupidamente taluni credono, non è affatto più veneto di un veneto italianista, nella realtà sono tutti veneti con diversità di vedute sulla storia, sul presente e sul futuro di se stessi e della terra veneta.

I veneti si debbono riconciliare con se stessi e debbono recuperare la loro storia variegata e liberarsi dai miti sia italianisti che venezianisti le cui derive portano a demenzialità fanatiche, conflittuali,
I venetisti-venezianisti debbono assumersi tutte le responsabilità storiche dei veneti, dei veneziani, di Venezia
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:30 am

Uno dei più grandi errori dei venetisti e sopratutto dei venezianisti indipendentisti che sono una minoranza minimale rispetto al resto dei veneti che si vogliono e che si sentono cittadini italiani e che costituiscono la stragrande maggioranza dei veneti,
è quello di sentirsi più veneti dei secondi e questo li porta a deragliare inconcludentemente in ogni loro discorso, analisi storica e progetto politico.
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:32 am

Riporto con lo screenshot la parte della discussione innescata da Mario Sandrin il quale non sopportando le mie aspre critiche a coloro che si credono presuntuosamente, arrogantemente e demenzialmente salvatori dei veneti e del Veneto, mi ha bannato:

Per saperne di più sulla vicenda del referendo farlocco del 2014, metto un link dove ho raccolto del materiale vario che può aiutare a capire meglio le cose.

Referendo par l'endependensa e i fanfaroni
viewtopic.php?f=126&t=420


La cosa peggiore per i veneti sono tutti questi presunti Messia, salvatori dei veneti e del Veneto, a volte irresponsabili esaltati e fanatici senza alcuna consistenza, pieni della cloro convinzione e del tutto deragliati; a volte venditori di fumo e di illusioni, ingannatori e profittatori della credulità popolare che spesso mirano a qualche poltrona politica a spese nostre.

Maurizio Bedin
Gheto ncora tanto da scrivare in tel raporto...? No te ga nijancora trovà el tempo de ndar dove te gavevo mandà pì sora? Varda ke l'era on bel posto....no come quei ke te manda i to amissi...ke te ghe fè raporto. Stame ben.


Alberto Pento
Maurizio Bedin ha scritto:
Gheto ncora tanto da scrivare in tel raporto...? No te ga nijancora trovà el tempo de ndar dove te gavevo mandà pì sora? Varda ke l'era on bel posto....no come quei ke te manda i to amissi...ke te ghe fè raporto. Stame ben.

Alberto Pento scrive
Imbecille, io il mio rapporto lo faccio pubblicamente ai veneti, senza alcun timore di dire quello che penso e di criticare e dar contro a chi in nome della veneticità, dell'amor patrio, dell'interesse dei veneti, dice, scrive, propone e fa cose discutibili, inutili e dannose; è comprensibile che a tutti costoro non piacciano i miei rilievi e le mie critiche. Io per anni ho detto, scritto e fatto molte cose inutili e insulse che se avessi avuto qualcuno che me le avesse discusse e criticate forse avrei risparmiato tempo, energie, soldi, danni economici, delusioni, figuracce e rischi inutili e usato il tempo e il cervello per pensare e fare cose diverse, migliori e più efficaci.

Una delle cose che ho appreso dopo tanti anni è che i "veri veneti" non sono tanto coloro che si dicono veneti venetisti-venezianisti e indipendentisti ma che lo sono tutti anche la stragrande maggioranza che non è indipendentista e che si vuole italiana; maggioranza veneta che non si può certo negare, nascondere, cancellare, maltrattare, disprezzare e far finta che non esista, che non conti nulla e che sia priva degli stessi diritti nostri, di tutti gli altri veneti e della minoranza venetista e indipendentista.

Alberto Pento

Maurizio Bedin ha scritto:

Alberto Pento e moleghea de far rapporto ogni volta Ke te scrivi qualcossa. ..sito dea Digos o Sismi???
Gheto ncora tanto da scrivare in tel raporto...? No te ga nijancora trovà el tempo de ndar dove te gavevo mandà pì sora? Varda ke l'era on bel posto....no come quei ke te manda i to amissi...ke te ghe fè raporto. Stame ben.

Alberto Pento te scrivo in talian. ...
Io NON ero ancora arrivato a fare apprezzamenti sulla tua persona, cosa cui tu non hai saputo resistere ....me ne scuso. Ma rimedio subito: ricambio di cuore tutti gli appellativi che hai riconosciuto in me e che avevo già ben intravisto in te. Mi scuso del ritardo. Stame ben.


Alberto Pento scrive:
come si potrebbe definire uno che dopo aver scritto tutto ciò si chiede perché è stato chiamato imbecille ?
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:33 am

È assolutamente necessario che la minoranza minimale venetista indipendentista faccia i conti con la maggioranza dei veneti che si sente italianista autonomista o unionista, perché non esistono altre sensate e realistiche alternative politiche.


Non esistono percorsi alternativi di alcun genere tanto meno quelli portati avanti da frange demenziali incentrate sull'autodeterminismo (di minoranze che di fatto non sono minoranze etniche in quanto i veneti in maggioranza si sentono autodeterminati come italiani) e sul loro ricorsismo all'ONU.

Non esistono nemmeno vie virtuali e rievocative come quelle di Gardin e compagni che possono illudere e soddisfare qualche vecchietto pensionato che si sente fiero e appagato della fascia a tracolla, del titolo di ministro o di membro del Maggior Consiglio. E che possono appagare taluni giovanotti innamorati del mito di Venezia e infervorati da quello religioso e idolatra marciano anche attraverso la virtualità dell'esistenza nei social.

Le vie partitiche che presentano ai veneti la possibilità di diventare indipendenti, sino a che non raggiungono maggioranze esplosive servono solo a illudere e a garantire qualche buon posto statale o carega a qualcuno;
ma la maggioranza esplosiva attraverso i partiti non si potrà mai raggiungere e per la feroce concorrenza alla carega e per la naturale e giusta diffidenza verso i caregari venditori di fumo e di illusioni e perché come abbiamo finora sperimentato i progetti e gli ideali messi in campo dai venetisti indipendentisti non fanno presa, non attraggono e non aggregano che piccole minoranze di veneti ma non certo la maggioranza eslposiva.

Se poi prendiamo in esame le associazioni culturali e gli intellettuali che dovrebbero aiutare i veneti a migliorare/sviluppare/approfondire la loro coscienza/conoscenza/consapevolezza non ideologica e artefatta ma quella vera sulla loro identità (come persone e cittadini del Veneto e come possibili membri di un Popolo e di una Nazione venete), a cominciare da quella storica ed etnica, per poi passare a quella culturale e politica,
notiamo/vediamo/riscontriamo che sono tutte concentrate e omologate (limitate, irrigidite, circoscritte, fissate, prese, orientate ...) alla/sulla venezianità su Venezia sulla Serenissima e San Marco, senza alcuna attenzione per il resto dei veneti non veneziani, del territorio veneto, delle città venete, delle sensibiltà spirituali non religiose e religiose ma diverse dal cristianesimo e dal cattolicesimo marciano, con anche la presenza di alcuni elementi antisemiti non tanto nascosti, con esaltazioni acritiche e fanatiche della venezianità e trascuratezza e disprezzo per gli elementi non veneziani della storia e dell'identità dei veneti in particolare di quelli celtici protostorici e germanici storici.
Hanno costruito un racconto, una retorica narrativa tutta incentrata sull'esaltazione di Venezia e della Serenissima, sul vittimismo dei veneti, sul complottismo criminale e sulla demonizzazione di tutti gli altri, nessuna assunzione di responsabilità storico-politica dei veneti, dei veneziani e di Venezia.

Uno dei pochi studiosi, storici, intellettuali di area venetista non omologato e limitato, sulla storia e sul mito di Venezia e della Serenissima e che racconta e valorizza criticamente anche la lunga storia dei veneti non veneziani e del loro periodo non serenissimo, è il vicentino Enzo Trentin che merita il mio rispetto e la mia considerazione e che dovrebbe essere preso ad esempio da tanti altri.
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:34 am

Secondo me una buona strategia da applicarsi a largo spettro per valorizzare la nostra veneticità e i nostri diritti umani e civili di veneti è utilizzare la nostra cittadinanza italiana ed europea.
Come cittadini italiani non veneti abbiamo tutto il diritto di rivendicare la nostra specificità veneta, la nostra identità, la nostra storia, la nostra cultura e lingua, nonché i nostri diritti economici e umani all'interno delle Costituzioni italiana ed europea;
forse in questa prospettiva molti più veneti potrebbero riconoscersi e aggregarsi.
Non avremmo bisogno di andare in giro per il mondo a cercare protezioni e alleati e non avremmo da combattere contro la maggioranza dei veneti che ci è contro e combattere contro gli altri italiani, ma potremmo beneficiare della protezione e della leva costituite dalle stesse Costituzioni italiana ed europea.
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:40 am

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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:40 am

Veneticità ed esaltazione patriottistica venetista venezianista

Essere veneti oggi e desiderare l'indipendenza

Cari VENETI e VENETE; e inutile fare sventolare la bandiera del popolo VENETO a Milano a Roma! Io non sarò mai schiavo di Roma, meno suddito di Milano! IMPOSSIBILE!!! HO IL MIO DOGE GARDIN ALBERT.IO MINOSTRO DELLA REPUBBLICA VENETA APPROVATA DA 2019 ANNI FA!! CIAO
https://www.facebook.com/zattra/posts/10213107944643634

Caro Bruno
io sono veneto e vorrei essere libero e indipendente, come te non voglio essere suddito né di Roma, né di Milano ma diversamente da te nemmeno di Venezia e del suo mito.
Caro Bruno, Venezia quando aveva la possibilità non ci ha affrancato dalla sudditanza, non ci ha riconosciuti come fratelli, non ci ha rispettato e amato a sufficenza da darci la libertà e la sovranità veneta e non ci ha amati abbastanza per combattere per la nostra terra veneta contro Napoleone, anzi ci ha impedito di organizzarci e di difenderci e ci ha detto chiaro siete liberi arrangiatevi, ha persino finanziato l'invasione e la conquista napoleonica per tenersi buono Napoleone e poi infine ha abdicato in favore della Municipalità Provvisoria.
Quindi per me niente Serenissima, nessun doge vero e tantomeno finto, e se sventolo la bandiera di San Marco con il Leone è solo perché è l'unico simbolo che per alcuni secoli ha rappresentato una qual certa unità dei veneti anche se non proprio ideale, però potrei benissimo rinuciarvi senza alcun problema per una vera indipendenza veneta come la Svizzera federale che non ha alcun mito se non del loro patto eterno in cui tutti sono fratelli e uguali.
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:42 am

L'Identità Veneta secondo il politico Antonio Guadagnini
del Partito dei Veneti

https://www.facebook.com/GuadagniniAntonio


SOLO CON l’AUTOGOVERNO una comunità si può governare rispettando le sue caratteristiche e il suo modo di essere.
SOLO CON l’AUTOGOVERNO UNA COMUNITÀ SI REALIZZA E OTTIENE PER SE IL MEGLIO POSSIBILE
L’AUTOGOVERNO È ESERCIZIO DELLA LIBERTÀ
L’AUTOGOVERNO È ESERCIZIO DI RESPONSABILITÀ
L’AUTOGOVERNO È RISPETTO DELL’IDENTITÀ

MA CHI SIAMO NOI VENETI?
Come possiamo rappresentare il nostro modo di essere Veneti? Credo, attraverso alcuni simboli che ci hanno caratterizzato nel corso della storia:
LA BANDIERA di SAN MARCO: Siamo l’unico popolo al mondo ad avere una bandiera che contiene la parola PACE. E questo è sinonimo di tolleranza, apertura, armonia. Venezia, per altro, era conosciuta come la SERENISSIMA.
IL PONTE DI RIALTO: Venezia ha usato ponti al suo interno, ricavando da un arcipelago di isolette paludose, la città più bella del mondo. Ma Venezia ha costruito ponti verso l’esterno, con chiunque nel mondo, grazie alla sua straordinaria capacità diplomatica. Venezia ha sempre puntato sul l’Unione, mai sulla separazione. Il PONTE è un simbolo universale di amicizia, connessione, concordanza.
L’ARSENALE simbolo di laboriosità, di inventiva, di innovazione. Caratteristiche peculiari della gente veneta. In Arsenale è stata messa a punto la prima catena di montaggio del mondo. I veneti sono sempre stati grandi imprenditori, grandi innovatori
MARCO POLO simbolo di intraprendenza, curiosità, coraggio, spirito d’avventura. I Veneti si sono sempre distinti su questo versante
L’UNIVERSITÀ DI PADOVA, simbolo universale di indagine, cultura, ricerca, pensiero scientifico, apertura mentale; la Serenissima proteggeva la libertà di pensiero contro qualsiasi dogmatismo (la vicenda di Galileo è esemplare). A Padova si è laureata la prima donna al mondo
LA GRANDE ARTE VENETA, da Palladio a Tintoretto da Vivaldi a Canova
L’EMIGRANTE simbolo di spirito indomito, di forza di carattere e di grande capacità di relazione. Anche nei periodi peggiore la gente veneta ha saputo reagire, rialzarsi e ripartire. I nostri emigranti sono stati il nostro biglietto da visita nel mondo; e se oggi i nostri imprenditori sono accolti benevolmente nei mercati mondiali è anche merito del segno lasciato dai nostri emigranti
Il CREDITO COOPERATIVO simbolo di mutuo soccorso, di solidarietà e di propensione al rischio.
E si potrebbe continuare...
PER TUTTI QUESTI MOTIVI NON POSSIAMO RINUNCIARE AL NOSTRO AUTOGOVERNO
W IL VENETO LIBERO


Gino Quarelo
Sì, si tratta di un tipico esempio di "retorica identitaria" tutta costruita principalmente su Venezia e la Serenissima che trascura e non valorizza tutti i veneti, l'intero Veneto e la variegata identità e storia delle genti venete.
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Re: La veneticità non è monopolio degli indipendentisti

Messaggioda Berto » lun mag 27, 2019 11:46 am

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