I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

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Messaggioda Berto » dom giu 09, 2019 6:47 am

Germania | È legge il Migration-paket firmato Seehofer. Con i voti della Spd
Sebastiano Canetta BERLINO
Germania. La legge prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario
7.6.2019

https://ilmanifesto.it/germania-migrati ... y099gaajOs

Le regole di Horst Seehofer diventano legge. Ieri il Bundestag ha approvato ufficialmente il Migration-paket del ministro dell’Interno che prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario.

È IL PIÙ STRETTO GIRO DI VITE sui diritti nell’era della cancelliera Angela Merkel, che quattro anni fa interpretava a meraviglia la «politica di benvenuto» ma da qui a fine mandato si limiterà ad accogliere solo i 260 mila migranti l’anno che servono a muovere l’economia nazionale. Una scelta politica inequivocabile; almeno quanto il clamoroso voto a favore dei deputati Spd senza cui il provvedimento non avrebbe ottenuto il via libera definitivo. Il risultato è che d’ora in poi «le persone senza diritto di soggiorno dovranno lasciare immediatamente la Repubblica federale, e l’obbligo dovrà essere seguito dalla partenza effettiva. Chi viene espulso, cioè, se ne dovrà andare subito» come ha ricordato il ministro Seehofer.

SCONTATO L’APPOGGIO di Csu e Cdu; dalla Spd (da lunedì scorso nelle mani del trio di commissari) però giunge «l’attacco senza precedenti ai diritti dei rifugiati» denunciato ieri da Ulla Jelpke, deputata Linke, delegata agli affari legali nella commissione interni del Bundestag. Come lei la segretaria Katja Kipping ha provato inutilmente a convincere «i parlamentari sensibili alla Costituzione» a respingere il pacchetto di norme basato sulla «disumana politica dell’inasprimento delle deportazioni». Ancora meglio a sinistra riassume il senso dell’iniziativa legislativa rosso-nera Jan Korte: «I diritti fondamentali sono stati gettati nello scenario apocalittico della Grande coalizione».

INASCOLTATI GLI APPELLI di Linke e Grünen ai valori della Costituzione, così come le critiche dei liberali Fdp e gli appelli invece «al rialzo» di Alternative für Deutschland. Il deputato Spd, Helge Lindh ha difeso così la decisione della maggioranza: «Se non vogliamo che la gente venga respinta al confine tedesco non dobbiamo combattere solo le cause della fuga ma anche scoraggiare chi non ha prospettive in Germania». Ragionamento assodato a Sud delle Alpi, ma a Berlino, fino a ieri, la selezione degli stranieri rimaneva un tabù nazionale.

PER QUESTO SEEHOFER si è sentito in obbligo di rassicurare non solo i tedeschi. «Non si tratta di calpestare i diritti umani, piuttosto di eseguire le procedure previste. Ci sarà, in futuro, un modo legale di immigrare nel nostro Paese». Anche perché – ha aggiunto con disinvoltura – abbiamo bisogno di uomini e donne qualificati per il nostro mercato del lavoro».

È tra i passaggi che al Bundestag innescano lo scontro tra Spd e Verdi, con reciproche accuse di «doppia moralità» e «ipocrisia» in relazione alle analoghe strette sui migranti vigenti nei Land dove governano i socialisti o la coalizione Giamaica. Fra le dichiarazioni sulle intenzioni di voto dei parlamentari Spd spunta la giustificazione del Migration-paket del ministro dell’Interno, ovvero la teoria secondo cui la nuova legge «eviterà di spingere i migranti nelle mani dei contrabbandieri». Una precisazione davvero poco distinguibile dagli interventi dei conservatori e dell’ultra-destra

Il pacchetto-Seehofer supera il vaglio istituzionale esattamente il giorno dopo la pubblicazione dell’ultimo sondaggio «Infratest» che conferma il trend misurato il 26 maggio.

CON IL 26% I VERDI restano il primo partito a livello nazionale con un punto di vantaggio sulla Cdu-Csu, mentre la Spd sprofonda a quota 12% e si fa sorpassare perfino da Afd. Attualmente, i socialdemocratici sono al quarto posto, al minimo storico dall’epoca della fondazione, pochi mesi prime della tornata di elezioni regionali previste in autunno nell’Est della Germania.

Un disastro istituzionale per i tre alleati della GroKo che stanno provando in tutti i modi a recuperare il consenso perduto. Da un lato provando a sussumere le istanze della galassia ambientalista che ha contribuito al boom dei Verdi, dall’altro tentando di imitare le politiche xenofobe dell’ultra-destra: l’altra alternativa in crescita elettorale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » mar giu 18, 2019 7:29 am

Danimarca, la leader socialdemocratica annuncia: "Chiuderemo i centri-profughi"
Gerry Freda - Sab, 15/06/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/dan ... ucPLOKUEdw

Le politiche annunciate dalla premier in pectore della Danimarca hanno suscitato sia critiche sia apprezzamenti da parte degli esponenti della sinistra europea

In Danimarca, la leader dei socialdemocratici, che hanno trionfato alle elezioni generali delle scorso 5 giugno, ha ultimamente promesso di adottare, una volta insediatasi come nuovo primo ministro del Paese nordico, “provvedimenti durissimi” in materia di immigrazione.

La quarantunenne Mette Frederiksen, che alle ultime consultazioni ha condotto il fronte della sinistra alla conquista di 91 seggi parlamentari su 179, ha infatti annunciato di volere inasprire la linea dura sviluppata in ambito migratorio dai precedenti esecutivi conservatori. In particolare, tra le misure restrittive delineate in questi giorni dalla donna di sinistra, destinata a divenire a breve il più giovane premier danese della storia, vi è lo “smantellamento” di tutti i centri-profughi presenti sul territorio nazionale.

La leader della coalizione di sinistra ha infatti rivelato recentemente alla testata Kristeligt Dagblad di volere chiudere le strutture di accoglienza per richiedenti asilo e di volere quindi “deportare in Nordafrica” gli ospiti di tali centri. La Frederiksen vorrebbe liberare la Danimarca da queste strutture in quanto, a suo dire, rappresenterebbero dei “focolai di illegalità”. Secondo lei, i centri-profughi sarebbero “scarsamente controllati dalla polizia e in essi prolifera di conseguenza lo spaccio di droga e la propaganda islamista”.

Trasferire coattivamente in Nordafrica gli ospiti stranieri delle strutture ricettive sarebbe, sempre ad avviso dell’esponente socialdemocratica, una politica “giusta e umana”. A tale proposito, costei ha puntualizzato: “Non è affatto eroico o misericordioso ammassare nel nostro Paese migliaia di immigrati di cui non conosciamo nulla e causare così enormi tensioni sociali nella nostra società. I problemi dei profughi non si risolvono spostando questi ultimi dalla loro patria in Europa, ma dando a costoro opportunità e speranze nei rispettivi Stati di origine”.

La Frederiksen ha poi assicurato ai cronisti di Kristeligt Dagblad che il trasferimento coatto in Nordafrica degli ospiti dei centri-profughi danesi potrà essere attuato dando finalmente esecuzione alle “convenzioni di rimpatrio” stipulate in passato da Copenaghen con i Paesi del Maghreb e mai attuate finora dai governi della nazione scandinava.

L’annuncio della leader socialdemocratica ha immediatamente provocato sia critiche sia apprezzamenti tra le file della sinistra europea. Ad esempio, Morten Østergaard, segretario del Partito Social-Liberale danese nonché alleato di coalizione della Frederiksen, e Cristina Narbona, presidente dei socialisti spagnoli, hanno reagito alle parole della donna quarantunenne bollandole come rappresentative di una “svolta xenofoba” del maggiore partito “progressista” del Paese nordico.

Al contrario, un plauso nei riguardi della tolleranza zero in ambito migratorio promessa dalla leader danese è stato espresso da Sigmar Gabriel, a capo dei socialdemocratici tedeschi dal 2009 al 2017. Egli, dalle colonne del quotidiano di economia di Düsseldorf Handelsblatt, ha elogiato la Frederiksen quale simbolo di una sinistra “attenta alla realtà”, che “comprende i problemi concreti della gente” e che finalmente “rigetta i paraocchi del perbenismo”.
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Messaggioda Berto » gio lug 04, 2019 2:03 pm

Trump dà il via a retate contro i clandestini: "Vanno rimpatriati!"
Giuseppe Aloisi - Sab, 22/06/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/mig ... 15181.html

A partire da questa domenica il servizio per l'immigrazione e le dogane avrebbe dovuto mettere in campo delle retate per rimpatriare gli irregolari. Ma Trump ha cambiato idea

Donald Trump non tentenna più. Novembre 2020 non è poi così vicino, ma alcune delle promesse fatte in campagna elettorale devono ancora trovare perfetta e piena corrispondenza.

Una, tra le principali rassicurazioni che il commander in chief ha più volte fatto ai suoi elettori, riguarda il rimpatrio di tutti i migranti irregolari presenti sul suolo americano.

Il varo delle retate, che è l'ultima azione predisposta in ordine di tempo dal tycoon per far fronte a quello che viene ancora percepito come un problema di rilievo, farà di sicuro storcere il naso ai buonisti dell'universo liberal-democratico. The Donald tira dritto. Sul muro al confine con il Messico, Trump si è scontrato con forti resistenze, persino interne al suo partito. Questa storia delle espulsioni definitive delle persone che non sono in possesso di un documento, invece, trova il favore di buona parte di mondo repubblicano. Pure gli elettori degli elefantini, stando ai sondaggi, non hanno mai avuto molto da ridire sul tema nel corso di questo mandato.

Attenzione: non vale per tutti. Per chiarire meglio la disposizione in oggetto, è utile citare un virgolettato riportato anche dall'Agi: "Per le persone che l'Ice catturerà c'è già un ordine di rimpatrio. Questo significa sono sfuggite alla legge e al tribunali. Queste persone devono tornare nei loro Paesi di origine. Hanno violato la legge venendo nel nostro Paese e adesso restandoci. Quando le persone vengono nel nostro Paese illegalmente, verranno RIMPATRIATE!". Non siamo, quindi, dinanzi a casi di irregolarità appena certificata, ma a circostanze già provate cui devono ancora seguire degli effetti giuridici. Il territorio coperto è vasto, ma non copre tutti gli Stati confederati. Da San Francisco a Denver, passando per New York, Houston e Los Angeles: si potrebbe dire che le città coinvolte sono le principali.

Le statistiche e l'agenzia citata sottolineano un numero: duemila, che però non è riferito ai singoli soggetti, ma alle famiglie che potrebbero essere interessate. Difficile stabilire una cifra esatta. Certo è che Trump è passato dalla "linea dura" al rigore oltranzista. Sembrava che la data di inizio fosse questa domenica, ma il presidente americano ha deciso di rinviare le maxi retate del servizio americano per l'immigrazione e le dogane in dieci città. Trump ha quindi spiegato di aver deciso "su richiesta dei democratici", per capire repubblicani e dem possono trovare insieme una soluzione alle questioni del confine meridionale.

Donald Trump ha rinviato di due settimane i previsti raid contro gli immigrati illegali destinati all'espulsione, per consentire al Congresso di trovare una soluzione legislativa. "Su richiesta dei Democratici", ha scritto Trump su Twitter, è stato deciso il rinvio di due settimane "per vedere se Democratici e Repubblicani possono mettersi insieme e trovare una soluzione ai problemi sull'asilo e sulle scappatoie (legislative, ndr) al confine meridionale", ha detto il presidente Usa. "Altrimenti - ha aggiunto - via alle espulsioni!"


Trump trascina in tribunale le ong che favoriscono l'immigrazione clandestina
Gerry Freda - Gio, 04/07/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/tru ... FFi1_xGfac

Gli attivisti anti-Trump hanno subito bollato come “politicizzate” le cause legali promosse dal governo contro le ong che aiutano i clandestini

L’amministrazione Trump ha recentemente disposto un’offensiva giudiziaria contro le ong responsabili di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Il tycoon, in applicazione della linea dura sul fronte della salvaguardia dei confini del Paese, ha dato mandato agli avvocati della Casa Bianca di promuovere cause penali verso le associazioni sospettate di aiutare gli stranieri irregolari a varcare di nascosto la frontiera tra Usa e Messico. L’iniziativa anti-ong di Trump ha già determinato l’incriminazione della sigla No More Deaths, impegnata formalmente a prestare aiuti alimentari e sanitari alle carovane di migranti centroamericani dirette verso il territorio statunitense.

Un esponente di tale organizzazione, Scott Warren, è stato infatti, su sollecitazione degli avvocati del governo nazionale, indagato dalla Corte federale del distretto di Tucson, in Arizona, per avere aiutato numerosi clandestini a oltrepassare i confini meridionali Usa. Egli, secondo i giuristi interpellati dall’emittente Cnn, rischierebbe, per il reato contestatogli, fino a 10 anni di carcere. L’imputato ha reagito al suo rinvio a giudizio rivendicando l’“alta valenza umanitaria” dell’assistenza da lui finora offerta agli stranieri “assiepati nei pressi delle nostre frontiere dopo essere fuggiti dalla miseria e dalla guerra” e disconoscendo il diritto dell’amministrazione Trump di trascinare in tribunale chi “apporta ristoro a gente che soffre nel deserto tra Arizona e Messico”.

A detta di Glenn McCormick, portavoce dell’avvocatura generale della Casa Bianca, nuove cause legali sarebbero pronte per essere avviate, in molteplici distretti giudiziari del Paese, contro numerose altre ong. Il processo in cui è indagato Warren ha però già suscitato feroci polemiche negli Stati Uniti, con molti attivisti pro-migranti che hanno etichettato i capi d’accusa a carico dell’esponente di No More Deaths come “montati ad arte in base a pregiudizi politici”.

Ad esempio, Mary Katherine Morn, portavoce dell’ente no-profit Unitarian Universalist Service Committee, ha definito la recente battaglia legale di Trump ai danni delle ong “rappresentativa della volontà del presidente di annientare chiunque si opponga alle sue politiche razziste”.

Anche Amnesty International ha denunciato come “politicizzato” il processo nei riguardi di Warren e ha poi presentato l’offensiva giudiziaria di The Donald verso le associazioni umanitarie quale premessa dell’instaurazione in America di una “vera e propria dittatura”. Erika Guevara-Rosas, dirigente della rappresentanza di Amnesty negli Usa, ha appunto tuonato: “Il fatto che l’amministrazione Trump utilizzi il proprio esercito di avvocati contro i difensori dei diritti umani e ricorra a ogni genere di cavillo per fare finire in galera chi ha soltanto provveduto a salvare da morte certa dei disperati desiderosi di raggiungere gli Stati Uniti è assolutamente spaventoso. La strategia di Trump diretta a intimidire le ong mediante la minaccia del carcere sta conducendo l’America verso il consolidamento di un regime autoritario terroristico”.

Alle dure parole pronunciate dagli attivisti pro-migranti ha immediatamente replicato lo stesso Glenn McCormick, che ha ribadito la “sacralità delle leggi nazionali, comprese quelle che vietano l’ingresso di clandestini nel nostro territorio”. Il portavoce dell’avvocatura federale ha quindi precisato: “Donald Trump non è affatto il primo presidente ad avviare un’offensiva giudiziaria contro le organizzazioni indiziate di favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Nel 2010, infatti, Barack Obama aveva promosso una causa penale per tale reato sempre ai danni di No More Deaths. Tuttavia, allora né Amnesty né altre sigle paragonarono l’esponente democratico a un dittatore o montarono una campagna di opposizione all’esecutivo nazionale di durezza analoga a quella in corso in questi giorni”.
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Messaggioda Berto » lun lug 08, 2019 4:19 pm

Germania | È legge il Migration-paket firmato Seehofer. Con i voti della Spd
Sebastiano Canetta
Germania. La legge prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario
08.06.2019

https://ilmanifesto.it/germania-migrati ... 91wdkw19PQ

Le regole di Horst Seehofer diventano legge. Ieri il Bundestag ha approvato ufficialmente il Migration-paket del ministro dell’Interno che prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario.

È IL PIÙ STRETTO GIRO DI VITE sui diritti nell’era della cancelliera Angela Merkel, che quattro anni fa interpretava a meraviglia la «politica di benvenuto» ma da qui a fine mandato si limiterà ad accogliere solo i 260 mila migranti l’anno che servono a muovere l’economia nazionale. Una scelta politica inequivocabile; almeno quanto il clamoroso voto a favore dei deputati Spd senza cui il provvedimento non avrebbe ottenuto il via libera definitivo. Il risultato è che d’ora in poi «le persone senza diritto di soggiorno dovranno lasciare immediatamente la Repubblica federale, e l’obbligo dovrà essere seguito dalla partenza effettiva. Chi viene espulso, cioè, se ne dovrà andare subito» come ha ricordato il ministro Seehofer.

SCONTATO L’APPOGGIO di Csu e Cdu; dalla Spd (da lunedì scorso nelle mani del trio di commissari) però giunge «l’attacco senza precedenti ai diritti dei rifugiati» denunciato ieri da Ulla Jelpke, deputata Linke, delegata agli affari legali nella commissione interni del Bundestag. Come lei la segretaria Katja Kipping ha provato inutilmente a convincere «i parlamentari sensibili alla Costituzione» a respingere il pacchetto di norme basato sulla «disumana politica dell’inasprimento delle deportazioni». Ancora meglio a sinistra riassume il senso dell’iniziativa legislativa rosso-nera Jan Korte: «I diritti fondamentali sono stati gettati nello scenario apocalittico della Grande coalizione».

INASCOLTATI GLI APPELLI di Linke e Grünen ai valori della Costituzione, così come le critiche dei liberali Fdp e gli appelli invece «al rialzo» di Alternative für Deutschland. Il deputato Spd, Helge Lindh ha difeso così la decisione della maggioranza: «Se non vogliamo che la gente venga respinta al confine tedesco non dobbiamo combattere solo le cause della fuga ma anche scoraggiare chi non ha prospettive in Germania». Ragionamento assodato a Sud delle Alpi, ma a Berlino, fino a ieri, la selezione degli stranieri rimaneva un tabù nazionale.

PER QUESTO SEEHOFER si è sentito in obbligo di rassicurare non solo i tedeschi. «Non si tratta di calpestare i diritti umani, piuttosto di eseguire le procedure previste. Ci sarà, in futuro, un modo legale di immigrare nel nostro Paese». Anche perché – ha aggiunto con disinvoltura – abbiamo bisogno di uomini e donne qualificati per il nostro mercato del lavoro».

È tra i passaggi che al Bundestag innescano lo scontro tra Spd e Verdi, con reciproche accuse di «doppia moralità» e «ipocrisia» in relazione alle analoghe strette sui migranti vigenti nei Land dove governano i socialisti o la coalizione Giamaica. Fra le dichiarazioni sulle intenzioni di voto dei parlamentari Spd spunta la giustificazione del Migration-paket del ministro dell’Interno, ovvero la teoria secondo cui la nuova legge «eviterà di spingere i migranti nelle mani dei contrabbandieri». Una precisazione davvero poco distinguibile dagli interventi dei conservatori e dell’ultra-destra

Il pacchetto-Seehofer supera il vaglio istituzionale esattamente il giorno dopo la pubblicazione dell’ultimo sondaggio «Infratest» che conferma il trend misurato il 26 maggio.

CON IL 26% I VERDI restano il primo partito a livello nazionale con un punto di vantaggio sulla Cdu-Csu, mentre la Spd sprofonda a quota 12% e si fa sorpassare perfino da Afd. Attualmente, i socialdemocratici sono al quarto posto, al minimo storico dall’epoca della fondazione, pochi mesi prime della tornata di elezioni regionali previste in autunno nell’Est della Germania.

Un disastro istituzionale per i tre alleati della GroKo che stanno provando in tutti i modi a recuperare il consenso perduto. Da un lato provando a sussumere le istanze della galassia ambientalista che ha contribuito al boom dei Verdi, dall’altro tentando di imitare le politiche xenofobe dell’ultra-destra: l’altra alternativa in crescita elettorale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » mar ott 15, 2019 8:32 pm

Lo storico David Frye: "Le civiltà prosperano grazie ai muri"
Roberto Vivaldelli - Mar, 15/10/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... jQKbP26f6A

I muri e le barriere hanno modellato le nostre civiltà, rendendole più sicure e prospere. Lo spiega in un libro edito da Piemme lo storico americano David Frye

Piaccia o meno agli Open Borders di mezzo mondo, le civiltà nel corso della storia hanno prosperato grazie all'esistenza dei confini, dei muri e delle barriere.

Sì, tutte quelle "protezioni" che gli accoglienti cosmopoliti dipingono come simboli reazionari e "disumani", quasi a far intendere che la patente di "umanità" ce l'hanno solo loro. Che i muri e le difese consentano alle civiltà di crescere e prosperare in pace sembrerebbe quasi una banalità, per la gente comune, ma per i progressisti e i "cittadini del mondo" non è così. A spiegare questo semplice ma fondamentale concetto, ora, non è un "pericoloso sovranista" come il Presidente Usa Donald Trump ma uno storico affermato come David Frye, docente di storia antica presso la Eastern Connecticut State University, che ha pubblicato il saggio:
Muri. Una storia della civiltà in mattoni e sangue edito da Piemme.

Come si legge nella scheda di presentazione, per migliaia di anni, l'umanità ha vissuto dentro e dietro a muri. Muri di confine, città fortificate, barriere hanno separato e protetto le popolazioni dal nemico, dall'estraneo, o semplicemente dall'ignoto. Per migliaia di anni, gli uomini hanno costruito muri, li hanno assaltati, ammirati e oltraggiati. Grandi mura sono apparse in ogni continente, hanno accompagnato il sorgere di città, nazioni e imperi, eppure il loro ruolo è poco studiato nei libri di storia. Sollevate dall'incombenza di stare sempre all'erta, dietro mura e confini le civiltà hanno potuto dedicarsi alla letteratura, all'arte, alla cultura, alle scienze. Prosperare, insomma. Gli uomini, liberi dalle armi, si sono rivolti ad altre occupazioni, alleggerendo le donne da molti lavori pesanti. I popoli non protetti da mura, viceversa, erano destinati a un taciturno militarismo, dove un uomo non era altro che un guerriero.

Nel suo libro, David Frye scrive che "nessuna invenzione nella storia umana ha avuto un ruolo maggiore (rispetto ai muri) nel creare e modellare la civiltà". Come spiega lo storico in un'intervista rilasciata al National Geographic, l'esigenza di erigere barriere e muri nasce da lontano. "L'antico bisogno umano di sicurezza è uno dei fondamenti della vita e deve essere raggiunto prima di poter avere altre cose - spiega -. Furono i muri a dare alla gente la sicurezza di sedersi e pensare. È difficile immaginare un romanzo scritto in un mondo in cui ogni uomo è un guerriero. Fino a quando una società non raggiunge la sicurezza, non può pensare ad altro che ai pericoli che la circondano". Un bisogno e una necessità che rimangono attualissimi, come spiega Frye, perché in tutto il mondo i Paesi stanno costruendo - anche ora - muri e barriere. "In tutto - osserva - oltre 70 paesi diversi hanno fortificato i loro confini".

Oggi, sottolinea, i muri vengono eretti per prevenire l'immigrazione, il terrorismo o il flusso di droghe illegali. Ma c'è una connessione comune, che è l'idea di tenere fuori gli estranei. E in passato? "Le prime erano mure cittadine che ebbero origine con le primissime città come Gerico, la città della Bibbia, che fu costruita attorno decimo millennio a.C., 12.000 anni fa. Era una città murata e, successivamente, quasi tutte le città del mondo antico furono murate" afferma lo storico. Tant'è vero che dentro e fuori le mura, spiega sempre Frye, si svilupparono stili di vita molto diversi. Quando i muri protettivi sorsero in tutto il mondo, influenzarono il modo in cui le persone vivevano, lavoravano e combattevano. E più di ogni altro singolo fattore, i muri sono stati i diretti responsabili dell'ascesa della civiltà. Ma solo ora stiamo iniziando a riconoscere la loro importanza.

Altro che Open Borders, assenza di confini o altre amenità care ai progressisti, dunque: la sicurezza è sinonimo di prosperità e civiltà. Lo dice la storia dell'umanità. Chi sostiene il contrario tifa il caos e barbarie.




Muri, termini, confini e barricate, segni naturali e sacri di D-o
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 141&t=1919
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Messaggioda Berto » mar apr 07, 2020 8:29 pm

LE LEGGI SULL’IMMIGRAZIONE
Eugenio Benetazzo ..::.. Global Economics

https://www.eugeniobenetazzo.com/immigr ... 48d8cTSUXQ

Alla fine degli anni Settanta in Italia vi erano meno di 400.000 immigrati, tutto sommato un quantitativo di individui non autoctoni che non creavano alcun tipo di fastidio e che tanto meno avevano pretese dallo stato sociale o dalle istituzioni costituzionali. Ricordiamo che in quell’epoca internet e la globalizzazione non erano ancora stati concepiti. Per avere un primo segnale di disagio sociale in Italia dovuto ad una immigrazione di massa non qualificata dobbiamo andare all’inizio degli anni Novanta, nel 1991 per la precisione, quando il Bel Paese era interessato da fenomeni di immigrazione clandestina provenienti dall’Europa Orientale piuttosto che dal Nord Africa. Qualcuno forse ricorda ancora cosa accadde in Italia a seguito della caduta del regime comunista in Albania alla fine del 1990. In particolar modo il mercantile Vlora arrivato nel porto di Bari nell’estate del 1991 con quasi 20.000 albanesi che scappavano dalla loro terra in cerca di fortuna nella vicina Italia. Dopo quello specifico episodio il tema dell’immigrazione diventa un argomento di sensibilità politica in relazione al mood dell’opinione pubblica. Per capire l’immigrazione in Italia è doveroso fare un excursus ai provvedimenti legislativi che sono stati adottati dai vari governi negli ultimi tre decenni.

Partiamo pertanto dalla Legge Martelli del 1990 che rappresenta un primo tentativo di normare e vigilare il fenomeno dell’immigrazione clandestina stante il clima di instabilità politica e socioeconomica che aveva contraddistinto l’Europa con la caduta del comunismo nel 1989. La Legge Martelli, che porta il nome di Claudio Martelli, esponente del Partito Socialista e Ministro di Grazia e Giustizia durante l’ultimo Governo Andreotti, aveva come obiettivo quello di definire e regolamentare lo status di rifugiato politico ed il diritto di asilo politico ad esso collegato. La legge inoltre definiva la programmazione dei flussi di ingresso per gli stranieri comunitari in base alle necessità occupazionali del Sistema Paese e le modalità di espulsione dei clandestini o dei soggetti considerati pericolosi. La Legge Martelli in buona sostanza iniziava a normare il fenomeno dell’immigrazione clandestina di massa e definiva anche le sanzioni e le pene per determinati reati particolarmente considerati sensibili per l’opinione pubblica di allora come appunto l’immigrazione clandestina. Per la modalità e tempistica di approvazione è considerata ancora oggi essere stata una legge concepita per una situazione emergenziale in Italia.

La Legge Martelli proprio per questo motivo ha una vita tutto sommato breve in quanto nel 1998 viene sostituita dalla nuova Legge Turco Napolitano, chiamata così perchè voluta dai ministri Livia Turco e Giorgio Napolitano, rispettivamente Ministro per la Solidarietà Sociale e Ministro degli Affari Interni. Le Legge Turco Napolitano aveva lo scopo di regolamentare l’immigrazione da piu punti di vista: modalità di acquisizione della cittadinanza, modalità di espulsione di un immigrato clandestino, diritto al trattamento sanitario e istituzione dei centri di permanenza temporanea (CPT), successivamente ridenominati CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), i quali hanno la funzione di accertare l’identità di clandestini trattenuti in vista di una possibile espulsione o anche di trattenere persone in attesa di un’espulsione certa. Sul piano politico la Legge Turco Napolitano scaturisce come impianto normativo anche a seguito degli accordi di Schengen del 1995, quando in tutta Europa si adotta una politica migratoria comune tra tutti gli stati dell’Unione Europea. In buona sostanza la legge Turco Napolitano integra e modifica in alcuni punti il precedente assetto normativo della Legge Martelli, ampliando pertanto la sfera d’azione complessiva delle istituzioni.

Anche questa legge ha un vita di breve respiro in quanto nel 2002 viene modificata ed integrata per intervento della Legge Bossi Fini, la quale definisce le modalità di espulsione con accompagnamento alla frontiera, le modalità di rilascio di un permesso di soggiorno legato ad un lavoro effettivo, inasprisce le pene per i trafficanti di esseri umani, arrivando anche ad abilitare le navi della Marina Militare per contrastare il traffico dei clandestini. In estrema sintesi pertanto la Bossi Fini rende più difficile l’ingresso e il soggiorno regolare degli stranieri e riforma in senso restrittivo la disciplina dell’asilo politico. Dall’analisi di questi tre testi normativi possiamo comprendere che in due decenni la gestione dell’immigrazione in Italia è sempre stata affrontata con un approccio empirico, vale a dire che la necessità di normare il fenomeno avviene solo dopo la manifestazione dello stesso. Tutti i tre provvedimenti sopra citati infatti intervengono a modificare o tentano di migliorare quanto precedentemente già normato nella constatazione oggettiva di come manchi una visione complessiva a livello nazionale su tale fenomeno, che purtroppo viene gestito ed analizzato più per interessi di consenso politico che per effettive esigenze economiche cui l’Italia purtroppo non sembra essere capace di controllare. Per questo motivo avrebbe piu senso ormai concepire e riscrivere un nuovo testo unico per discilplianre l’immigrazione a fronte delle mutate condizioni socioeconomiche delle nazioni africane antistanti il Mar Mediterraneo.
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Messaggioda Berto » mar apr 07, 2020 8:29 pm

A ciascuno la sua casa, il suo paese e il suo continente.
L'Africa agli africani, l'America agli americani, l'Asia agli asiatici, l'Europa agli europei, l'Oceania agli oceaniani
viewtopic.php?f=205&t=2887
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0069203153
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mar apr 07, 2020 8:30 pm

Vivere e convivere contro natura

http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 205&t=2847

Costringere le persone più disparate e le genti e i popoli più diversi a vivere e a convivere contro la loro natura e compatibilità, contro la loro volontà e libertà e scelta e sovranità, è una violenza disumana che può generare violenza indicibile, proprio come con gli animali.
Quindi la costrizione all'accoglienza, all'ospitalità attraverso la demonizzazione civile, il ricatto religioso, le decisioni governative e sovranazionali imposte alle persone e ai popoli è un crimine contro l'umanità che ha la sua natura, le sue leggi, i suoi ritmi, i suoi bisogni naturali e universali;
qualsiasi innaturale forzatura produce conseguentemente del male a non finire, sofferenze immani, rivolte, guerre e bagni di sangue.

Soltanto gli idealismi utopici e le loro ideologie dogmatiche e teocratiche, nella loro cieca presunzione e arrogante ignoranza delle cose, del vero e del reale, possono arrivare a tali aberranti mostruosità di manipolazione della natura umana, della società, della vita, della politica.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mar apr 07, 2020 8:30 pm

L'invasione clandestina è un crimine sempre anche attraverso la frode dell'asilo politico, dell'aiuto umanitario di massa e l'abuso del soccorso in mare
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 4996565359
Nel rispetto in primo luogo dei diritti umani, civili e politici dei cittadini europei e questa invasione è un crimine, una mancanza di rispetto una violenza uno strupro etnico, civile, umano e politico a danno dei cittadini europei.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mar apr 07, 2020 8:31 pm

La mia terra non è la tua terra. Chiudere i porti e presidiare ogni metro di costa.
La terra è di tutti ma ognuno ha la sua terra e la deve difendere. Chiudere i porti e presidiare ogni metro di costa e di confine.
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 194&t=2784
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 2023444339
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