I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

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Messaggioda Berto » dom giu 09, 2019 6:47 am

Germania | È legge il Migration-paket firmato Seehofer. Con i voti della Spd
Sebastiano Canetta BERLINO
Germania. La legge prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario
7.6.2019

https://ilmanifesto.it/germania-migrati ... y099gaajOs

Le regole di Horst Seehofer diventano legge. Ieri il Bundestag ha approvato ufficialmente il Migration-paket del ministro dell’Interno che prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario.

È IL PIÙ STRETTO GIRO DI VITE sui diritti nell’era della cancelliera Angela Merkel, che quattro anni fa interpretava a meraviglia la «politica di benvenuto» ma da qui a fine mandato si limiterà ad accogliere solo i 260 mila migranti l’anno che servono a muovere l’economia nazionale. Una scelta politica inequivocabile; almeno quanto il clamoroso voto a favore dei deputati Spd senza cui il provvedimento non avrebbe ottenuto il via libera definitivo. Il risultato è che d’ora in poi «le persone senza diritto di soggiorno dovranno lasciare immediatamente la Repubblica federale, e l’obbligo dovrà essere seguito dalla partenza effettiva. Chi viene espulso, cioè, se ne dovrà andare subito» come ha ricordato il ministro Seehofer.

SCONTATO L’APPOGGIO di Csu e Cdu; dalla Spd (da lunedì scorso nelle mani del trio di commissari) però giunge «l’attacco senza precedenti ai diritti dei rifugiati» denunciato ieri da Ulla Jelpke, deputata Linke, delegata agli affari legali nella commissione interni del Bundestag. Come lei la segretaria Katja Kipping ha provato inutilmente a convincere «i parlamentari sensibili alla Costituzione» a respingere il pacchetto di norme basato sulla «disumana politica dell’inasprimento delle deportazioni». Ancora meglio a sinistra riassume il senso dell’iniziativa legislativa rosso-nera Jan Korte: «I diritti fondamentali sono stati gettati nello scenario apocalittico della Grande coalizione».

INASCOLTATI GLI APPELLI di Linke e Grünen ai valori della Costituzione, così come le critiche dei liberali Fdp e gli appelli invece «al rialzo» di Alternative für Deutschland. Il deputato Spd, Helge Lindh ha difeso così la decisione della maggioranza: «Se non vogliamo che la gente venga respinta al confine tedesco non dobbiamo combattere solo le cause della fuga ma anche scoraggiare chi non ha prospettive in Germania». Ragionamento assodato a Sud delle Alpi, ma a Berlino, fino a ieri, la selezione degli stranieri rimaneva un tabù nazionale.

PER QUESTO SEEHOFER si è sentito in obbligo di rassicurare non solo i tedeschi. «Non si tratta di calpestare i diritti umani, piuttosto di eseguire le procedure previste. Ci sarà, in futuro, un modo legale di immigrare nel nostro Paese». Anche perché – ha aggiunto con disinvoltura – abbiamo bisogno di uomini e donne qualificati per il nostro mercato del lavoro».

È tra i passaggi che al Bundestag innescano lo scontro tra Spd e Verdi, con reciproche accuse di «doppia moralità» e «ipocrisia» in relazione alle analoghe strette sui migranti vigenti nei Land dove governano i socialisti o la coalizione Giamaica. Fra le dichiarazioni sulle intenzioni di voto dei parlamentari Spd spunta la giustificazione del Migration-paket del ministro dell’Interno, ovvero la teoria secondo cui la nuova legge «eviterà di spingere i migranti nelle mani dei contrabbandieri». Una precisazione davvero poco distinguibile dagli interventi dei conservatori e dell’ultra-destra

Il pacchetto-Seehofer supera il vaglio istituzionale esattamente il giorno dopo la pubblicazione dell’ultimo sondaggio «Infratest» che conferma il trend misurato il 26 maggio.

CON IL 26% I VERDI restano il primo partito a livello nazionale con un punto di vantaggio sulla Cdu-Csu, mentre la Spd sprofonda a quota 12% e si fa sorpassare perfino da Afd. Attualmente, i socialdemocratici sono al quarto posto, al minimo storico dall’epoca della fondazione, pochi mesi prime della tornata di elezioni regionali previste in autunno nell’Est della Germania.

Un disastro istituzionale per i tre alleati della GroKo che stanno provando in tutti i modi a recuperare il consenso perduto. Da un lato provando a sussumere le istanze della galassia ambientalista che ha contribuito al boom dei Verdi, dall’altro tentando di imitare le politiche xenofobe dell’ultra-destra: l’altra alternativa in crescita elettorale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » mar giu 18, 2019 7:29 am

Danimarca, la leader socialdemocratica annuncia: "Chiuderemo i centri-profughi"
Gerry Freda - Sab, 15/06/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/dan ... ucPLOKUEdw

Le politiche annunciate dalla premier in pectore della Danimarca hanno suscitato sia critiche sia apprezzamenti da parte degli esponenti della sinistra europea

In Danimarca, la leader dei socialdemocratici, che hanno trionfato alle elezioni generali delle scorso 5 giugno, ha ultimamente promesso di adottare, una volta insediatasi come nuovo primo ministro del Paese nordico, “provvedimenti durissimi” in materia di immigrazione.

La quarantunenne Mette Frederiksen, che alle ultime consultazioni ha condotto il fronte della sinistra alla conquista di 91 seggi parlamentari su 179, ha infatti annunciato di volere inasprire la linea dura sviluppata in ambito migratorio dai precedenti esecutivi conservatori. In particolare, tra le misure restrittive delineate in questi giorni dalla donna di sinistra, destinata a divenire a breve il più giovane premier danese della storia, vi è lo “smantellamento” di tutti i centri-profughi presenti sul territorio nazionale.

La leader della coalizione di sinistra ha infatti rivelato recentemente alla testata Kristeligt Dagblad di volere chiudere le strutture di accoglienza per richiedenti asilo e di volere quindi “deportare in Nordafrica” gli ospiti di tali centri. La Frederiksen vorrebbe liberare la Danimarca da queste strutture in quanto, a suo dire, rappresenterebbero dei “focolai di illegalità”. Secondo lei, i centri-profughi sarebbero “scarsamente controllati dalla polizia e in essi prolifera di conseguenza lo spaccio di droga e la propaganda islamista”.

Trasferire coattivamente in Nordafrica gli ospiti stranieri delle strutture ricettive sarebbe, sempre ad avviso dell’esponente socialdemocratica, una politica “giusta e umana”. A tale proposito, costei ha puntualizzato: “Non è affatto eroico o misericordioso ammassare nel nostro Paese migliaia di immigrati di cui non conosciamo nulla e causare così enormi tensioni sociali nella nostra società. I problemi dei profughi non si risolvono spostando questi ultimi dalla loro patria in Europa, ma dando a costoro opportunità e speranze nei rispettivi Stati di origine”.

La Frederiksen ha poi assicurato ai cronisti di Kristeligt Dagblad che il trasferimento coatto in Nordafrica degli ospiti dei centri-profughi danesi potrà essere attuato dando finalmente esecuzione alle “convenzioni di rimpatrio” stipulate in passato da Copenaghen con i Paesi del Maghreb e mai attuate finora dai governi della nazione scandinava.

L’annuncio della leader socialdemocratica ha immediatamente provocato sia critiche sia apprezzamenti tra le file della sinistra europea. Ad esempio, Morten Østergaard, segretario del Partito Social-Liberale danese nonché alleato di coalizione della Frederiksen, e Cristina Narbona, presidente dei socialisti spagnoli, hanno reagito alle parole della donna quarantunenne bollandole come rappresentative di una “svolta xenofoba” del maggiore partito “progressista” del Paese nordico.

Al contrario, un plauso nei riguardi della tolleranza zero in ambito migratorio promessa dalla leader danese è stato espresso da Sigmar Gabriel, a capo dei socialdemocratici tedeschi dal 2009 al 2017. Egli, dalle colonne del quotidiano di economia di Düsseldorf Handelsblatt, ha elogiato la Frederiksen quale simbolo di una sinistra “attenta alla realtà”, che “comprende i problemi concreti della gente” e che finalmente “rigetta i paraocchi del perbenismo”.
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Messaggioda Berto » gio lug 04, 2019 2:03 pm

Trump dà il via a retate contro i clandestini: "Vanno rimpatriati!"
Giuseppe Aloisi - Sab, 22/06/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/mig ... 15181.html

A partire da questa domenica il servizio per l'immigrazione e le dogane avrebbe dovuto mettere in campo delle retate per rimpatriare gli irregolari. Ma Trump ha cambiato idea

Donald Trump non tentenna più. Novembre 2020 non è poi così vicino, ma alcune delle promesse fatte in campagna elettorale devono ancora trovare perfetta e piena corrispondenza.

Una, tra le principali rassicurazioni che il commander in chief ha più volte fatto ai suoi elettori, riguarda il rimpatrio di tutti i migranti irregolari presenti sul suolo americano.

Il varo delle retate, che è l'ultima azione predisposta in ordine di tempo dal tycoon per far fronte a quello che viene ancora percepito come un problema di rilievo, farà di sicuro storcere il naso ai buonisti dell'universo liberal-democratico. The Donald tira dritto. Sul muro al confine con il Messico, Trump si è scontrato con forti resistenze, persino interne al suo partito. Questa storia delle espulsioni definitive delle persone che non sono in possesso di un documento, invece, trova il favore di buona parte di mondo repubblicano. Pure gli elettori degli elefantini, stando ai sondaggi, non hanno mai avuto molto da ridire sul tema nel corso di questo mandato.

Attenzione: non vale per tutti. Per chiarire meglio la disposizione in oggetto, è utile citare un virgolettato riportato anche dall'Agi: "Per le persone che l'Ice catturerà c'è già un ordine di rimpatrio. Questo significa sono sfuggite alla legge e al tribunali. Queste persone devono tornare nei loro Paesi di origine. Hanno violato la legge venendo nel nostro Paese e adesso restandoci. Quando le persone vengono nel nostro Paese illegalmente, verranno RIMPATRIATE!". Non siamo, quindi, dinanzi a casi di irregolarità appena certificata, ma a circostanze già provate cui devono ancora seguire degli effetti giuridici. Il territorio coperto è vasto, ma non copre tutti gli Stati confederati. Da San Francisco a Denver, passando per New York, Houston e Los Angeles: si potrebbe dire che le città coinvolte sono le principali.

Le statistiche e l'agenzia citata sottolineano un numero: duemila, che però non è riferito ai singoli soggetti, ma alle famiglie che potrebbero essere interessate. Difficile stabilire una cifra esatta. Certo è che Trump è passato dalla "linea dura" al rigore oltranzista. Sembrava che la data di inizio fosse questa domenica, ma il presidente americano ha deciso di rinviare le maxi retate del servizio americano per l'immigrazione e le dogane in dieci città. Trump ha quindi spiegato di aver deciso "su richiesta dei democratici", per capire repubblicani e dem possono trovare insieme una soluzione alle questioni del confine meridionale.

Donald Trump ha rinviato di due settimane i previsti raid contro gli immigrati illegali destinati all'espulsione, per consentire al Congresso di trovare una soluzione legislativa. "Su richiesta dei Democratici", ha scritto Trump su Twitter, è stato deciso il rinvio di due settimane "per vedere se Democratici e Repubblicani possono mettersi insieme e trovare una soluzione ai problemi sull'asilo e sulle scappatoie (legislative, ndr) al confine meridionale", ha detto il presidente Usa. "Altrimenti - ha aggiunto - via alle espulsioni!"


Trump trascina in tribunale le ong che favoriscono l'immigrazione clandestina
Gerry Freda - Gio, 04/07/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/tru ... FFi1_xGfac

Gli attivisti anti-Trump hanno subito bollato come “politicizzate” le cause legali promosse dal governo contro le ong che aiutano i clandestini

L’amministrazione Trump ha recentemente disposto un’offensiva giudiziaria contro le ong responsabili di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Il tycoon, in applicazione della linea dura sul fronte della salvaguardia dei confini del Paese, ha dato mandato agli avvocati della Casa Bianca di promuovere cause penali verso le associazioni sospettate di aiutare gli stranieri irregolari a varcare di nascosto la frontiera tra Usa e Messico. L’iniziativa anti-ong di Trump ha già determinato l’incriminazione della sigla No More Deaths, impegnata formalmente a prestare aiuti alimentari e sanitari alle carovane di migranti centroamericani dirette verso il territorio statunitense.

Un esponente di tale organizzazione, Scott Warren, è stato infatti, su sollecitazione degli avvocati del governo nazionale, indagato dalla Corte federale del distretto di Tucson, in Arizona, per avere aiutato numerosi clandestini a oltrepassare i confini meridionali Usa. Egli, secondo i giuristi interpellati dall’emittente Cnn, rischierebbe, per il reato contestatogli, fino a 10 anni di carcere. L’imputato ha reagito al suo rinvio a giudizio rivendicando l’“alta valenza umanitaria” dell’assistenza da lui finora offerta agli stranieri “assiepati nei pressi delle nostre frontiere dopo essere fuggiti dalla miseria e dalla guerra” e disconoscendo il diritto dell’amministrazione Trump di trascinare in tribunale chi “apporta ristoro a gente che soffre nel deserto tra Arizona e Messico”.

A detta di Glenn McCormick, portavoce dell’avvocatura generale della Casa Bianca, nuove cause legali sarebbero pronte per essere avviate, in molteplici distretti giudiziari del Paese, contro numerose altre ong. Il processo in cui è indagato Warren ha però già suscitato feroci polemiche negli Stati Uniti, con molti attivisti pro-migranti che hanno etichettato i capi d’accusa a carico dell’esponente di No More Deaths come “montati ad arte in base a pregiudizi politici”.

Ad esempio, Mary Katherine Morn, portavoce dell’ente no-profit Unitarian Universalist Service Committee, ha definito la recente battaglia legale di Trump ai danni delle ong “rappresentativa della volontà del presidente di annientare chiunque si opponga alle sue politiche razziste”.

Anche Amnesty International ha denunciato come “politicizzato” il processo nei riguardi di Warren e ha poi presentato l’offensiva giudiziaria di The Donald verso le associazioni umanitarie quale premessa dell’instaurazione in America di una “vera e propria dittatura”. Erika Guevara-Rosas, dirigente della rappresentanza di Amnesty negli Usa, ha appunto tuonato: “Il fatto che l’amministrazione Trump utilizzi il proprio esercito di avvocati contro i difensori dei diritti umani e ricorra a ogni genere di cavillo per fare finire in galera chi ha soltanto provveduto a salvare da morte certa dei disperati desiderosi di raggiungere gli Stati Uniti è assolutamente spaventoso. La strategia di Trump diretta a intimidire le ong mediante la minaccia del carcere sta conducendo l’America verso il consolidamento di un regime autoritario terroristico”.

Alle dure parole pronunciate dagli attivisti pro-migranti ha immediatamente replicato lo stesso Glenn McCormick, che ha ribadito la “sacralità delle leggi nazionali, comprese quelle che vietano l’ingresso di clandestini nel nostro territorio”. Il portavoce dell’avvocatura federale ha quindi precisato: “Donald Trump non è affatto il primo presidente ad avviare un’offensiva giudiziaria contro le organizzazioni indiziate di favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Nel 2010, infatti, Barack Obama aveva promosso una causa penale per tale reato sempre ai danni di No More Deaths. Tuttavia, allora né Amnesty né altre sigle paragonarono l’esponente democratico a un dittatore o montarono una campagna di opposizione all’esecutivo nazionale di durezza analoga a quella in corso in questi giorni”.
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Messaggioda Berto » lun lug 08, 2019 4:19 pm

Germania | È legge il Migration-paket firmato Seehofer. Con i voti della Spd
Sebastiano Canetta
Germania. La legge prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario
08.06.2019

https://ilmanifesto.it/germania-migrati ... 91wdkw19PQ

Le regole di Horst Seehofer diventano legge. Ieri il Bundestag ha approvato ufficialmente il Migration-paket del ministro dell’Interno che prevede l’espulsione immediata dei profughi irregolari, l’ampliamento della detenzione preventiva per i rifugiati e il taglio del Welfare agli stranieri. Senza contare le perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario.

È IL PIÙ STRETTO GIRO DI VITE sui diritti nell’era della cancelliera Angela Merkel, che quattro anni fa interpretava a meraviglia la «politica di benvenuto» ma da qui a fine mandato si limiterà ad accogliere solo i 260 mila migranti l’anno che servono a muovere l’economia nazionale. Una scelta politica inequivocabile; almeno quanto il clamoroso voto a favore dei deputati Spd senza cui il provvedimento non avrebbe ottenuto il via libera definitivo. Il risultato è che d’ora in poi «le persone senza diritto di soggiorno dovranno lasciare immediatamente la Repubblica federale, e l’obbligo dovrà essere seguito dalla partenza effettiva. Chi viene espulso, cioè, se ne dovrà andare subito» come ha ricordato il ministro Seehofer.

SCONTATO L’APPOGGIO di Csu e Cdu; dalla Spd (da lunedì scorso nelle mani del trio di commissari) però giunge «l’attacco senza precedenti ai diritti dei rifugiati» denunciato ieri da Ulla Jelpke, deputata Linke, delegata agli affari legali nella commissione interni del Bundestag. Come lei la segretaria Katja Kipping ha provato inutilmente a convincere «i parlamentari sensibili alla Costituzione» a respingere il pacchetto di norme basato sulla «disumana politica dell’inasprimento delle deportazioni». Ancora meglio a sinistra riassume il senso dell’iniziativa legislativa rosso-nera Jan Korte: «I diritti fondamentali sono stati gettati nello scenario apocalittico della Grande coalizione».

INASCOLTATI GLI APPELLI di Linke e Grünen ai valori della Costituzione, così come le critiche dei liberali Fdp e gli appelli invece «al rialzo» di Alternative für Deutschland. Il deputato Spd, Helge Lindh ha difeso così la decisione della maggioranza: «Se non vogliamo che la gente venga respinta al confine tedesco non dobbiamo combattere solo le cause della fuga ma anche scoraggiare chi non ha prospettive in Germania». Ragionamento assodato a Sud delle Alpi, ma a Berlino, fino a ieri, la selezione degli stranieri rimaneva un tabù nazionale.

PER QUESTO SEEHOFER si è sentito in obbligo di rassicurare non solo i tedeschi. «Non si tratta di calpestare i diritti umani, piuttosto di eseguire le procedure previste. Ci sarà, in futuro, un modo legale di immigrare nel nostro Paese». Anche perché – ha aggiunto con disinvoltura – abbiamo bisogno di uomini e donne qualificati per il nostro mercato del lavoro».

È tra i passaggi che al Bundestag innescano lo scontro tra Spd e Verdi, con reciproche accuse di «doppia moralità» e «ipocrisia» in relazione alle analoghe strette sui migranti vigenti nei Land dove governano i socialisti o la coalizione Giamaica. Fra le dichiarazioni sulle intenzioni di voto dei parlamentari Spd spunta la giustificazione del Migration-paket del ministro dell’Interno, ovvero la teoria secondo cui la nuova legge «eviterà di spingere i migranti nelle mani dei contrabbandieri». Una precisazione davvero poco distinguibile dagli interventi dei conservatori e dell’ultra-destra

Il pacchetto-Seehofer supera il vaglio istituzionale esattamente il giorno dopo la pubblicazione dell’ultimo sondaggio «Infratest» che conferma il trend misurato il 26 maggio.

CON IL 26% I VERDI restano il primo partito a livello nazionale con un punto di vantaggio sulla Cdu-Csu, mentre la Spd sprofonda a quota 12% e si fa sorpassare perfino da Afd. Attualmente, i socialdemocratici sono al quarto posto, al minimo storico dall’epoca della fondazione, pochi mesi prime della tornata di elezioni regionali previste in autunno nell’Est della Germania.

Un disastro istituzionale per i tre alleati della GroKo che stanno provando in tutti i modi a recuperare il consenso perduto. Da un lato provando a sussumere le istanze della galassia ambientalista che ha contribuito al boom dei Verdi, dall’altro tentando di imitare le politiche xenofobe dell’ultra-destra: l’altra alternativa in crescita elettorale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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