I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » gio dic 20, 2018 3:56 am

Gli ultimi migranti lasciano Conetta, l’hub chiuderà entro due giorni
La redazione 18 dicembre 2018

http://www.veneziatoday.it/cronaca/chiu ... -cona.html

Mancano due giorni alla chiusura dell'ex base missilistica di Cona, centro di accoglienza per richiedenti asilo del Veneziano. Qualche decina i migranti da smistare in altri centri e poi i fabbricati resteranno disabitati, come annunciato un mese fa dal ministro Salvini, e come ribadito nelle scorse ore dal prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto.

Svuotamento progressivo

«Le tensostrutture saranno smantellate», aveva annunciato il prefetto negli utimi mesi. «Ciò che chiedevamo inascoltati da tempo immemore è divenuto realtà - era stato l'annuncio del governatore del Veneto Luca Zaia -. Grazie al ministro Salvini per il grande lavoro fatto e per la promessa mantenuta». Conetta a gennaio ospitava poco meno di 750 persone. A fine novembre ne sono rimaste circa 300: uno svuotamento andato avanti nel corso di tutto l'anno. Molti cittadini stranieri sono stati risistemati in hub italiani, anche se con le nuove leggi diventa difficile, tanti avrebbero fatto perdere le loro tracce, stando ai dati disponibili, magari cercando di raggiungere amici e perenti in altri paesi europei, o forse finendo nelle maglie dell'illegalità. Oltre un migliaio di persone ha trovato rifugio in Veneto negli anni, non solo a Cona ma anche nel Trevigiano e nel Padovano. Qui un'altra base è stata da poco chiusa, quella di Agna, a settembre scorso. Ardua anche la strada dei rimpatri, nel caso dei permessi umanitari, che comportano una grande messa a disposizione di risorse e tempi lunghi.

L'ultimo incidente a Conetta

Risale alla fine dell'estate, quando uno dei tendoni andò a fuoco senza fortunatamente causare feriti gravi. Una tensostruttura di plastica e tessuto distrutta a causa del fuoco partito da un fornelletto, dove trovavano riparo circa 100 persone. Alcuni migranti rimasero intossicati, ma furono medicati sul posto, mentre i documenti e gli effetti personali di alcuni ragazzi ospiti rimasero danneggiati e irrecuperabili.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » ven gen 11, 2019 7:40 am

Migranti. Open Arms andrà in Spagna, Madrid concede porto. Salvini:"Quelli italiani sono chiusi"
22 dicembre 2018

http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... 2a210.html

Il governo spagnolo ha autorizzato lo sbarco della Open Arms - con a bordo 311 migranti - presso il porto di Algeciras, nella provincia di Cadice, nella comunità autonoma dell'Andalusia. E' quanto riporta il quotidiano El Pais.

L'ok della Spagna arriva dopo il 'no' di Italia e Malta. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini proseguendo sulla linea della fermezza ha dichiarato: "La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no - sottolinea - La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita".

Qualche ora più tardi, il ministro replicando a Oscar Camps, fondatore di Open Arms posta: "Gli italiani mi hanno mandato al governo per difendere i confini e fermare il business dell’immigrazione clandestina. Vado avanti".

Salvini: "Sacrilegio chiudere i porti? Sacrilegio è aiutare i trafficanti di esseri umani"
Salvini inoltre replica anche a Padre Zanotelli: "Un sacrilegio chiudere i porti? Sacrilegio è aiutare i trafficanti di esseri umani".

Open Arms: da Malta nessuna risposta ufficiale, si è rifiutata di fornire viveri
La Valletta invece non ha risposto ufficialmente e si è limitata a inviare un elicottero della Guardia costiera per evacuare per emergenza medica un neonato di due giorni e sua madre. Secondo l'Ong catalana, però, Malta si è rifiutata di fornire viveri e approvvigionamenti.

Il 21 le operazioni di salvataggio delle tre imbarcazioni
Ieri mattina l'equipaggio della nave Open Arms ha individuato 50 miglia a nord-est di Tripoli un gommone con 111 persone a bordo, "incluse diverse donne che hanno detto di essere incinte". Durante le operazioni di recupero è stata avvistata un'altra imbarcazione con "106 persone, tra cui un neonato e un bambino di 7 anni". I migranti tratti in salvo hanno raccontato che facevano parte di un gruppo di tre gommoni e quindi è stata avviata la ricerca della terza imbarcazione.

L'equipaggio di Open Arms ha raccontato che, per un certo lasso di tempo, anche la guardia costiera libica ha preso parte ai soccorsi ma poi ha abbandonato l'area senza alcun preavviso. Nel pomeriggio di venerdì è stato individuato il terzo gommone con "oltre 90 persone a bordo, tra cui un neonato, 10 bambini e 26 donne", dopo aver trascorso 24 ore in mezzo al mare.


I ribelli M5s difendono la ong: "Porti aperti, non decide Salvini"
Franco Grilli - Sab, 22/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 20369.html

Dalla Fattori a De Falco: la fronda grillina mette nel mirino il Viminale. Toninelli: "L'Ue adesso deve dare una risposta"
I frondisti a Cinque Stelle adesso cavalcano anche il "no" di Salvini allo sbarco dei 300 migranti salvati dalla ong spagnola Open Arms.
Di fatto il Viminale ha ribadito la linea dei porti chiusi che va avanti da quando Salvini è arrivato al governo. Il ministro non ha usato giri di parole ed è stato molto chiaro: "La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita". una posizione coerente con la politica portata avanti dal Viminale in tutti questi mesi. Ma a quanto pare tra i grillini dissidenti c'è anche chi sfritta l'occasione per attaccare il leader degli alleati di governo. Non si può interpretare in altro modo la dichiarazione della senatrice Laura Fattori (M5s) che all'Adnkrons afferma: "I porti non sono chiusi e un eventuale decisione non spetta a Salvini".

E al coro buonista della fornda grillina si unisce anche De Falco che all'Adnkronos afferma: "Questo episodio dimostra "la necessità di avere una condivisione europea del fenomeno. Condivisione che non riusciamo ad avere se non attraverso istanze sovranazionali e internazionali. Ovviamente, nel momento in cui l'Italia vuole far valere la propria posizione, deve presentarsi in quelle sedi istituzionali e lì ottenere l'adesione degli altri Paesi, così come era stato fatto per un paio d'anni partecipando attivamente e intelligentemente ai lavori del Global Compact per l'immigrazione. Non è ragionevole aver disertato il tavolo di Marrakech". Infine il grillino chiede in modo esplicito al governo di fare retromarcia proprio sul Global Compact: "È anche vero che non accenna a diminuire la tensione alle frontiere e questo si traduce in un raddoppio dei morti in mare. Occorrerebbe intensificare l'azione di salvataggio in mare, ma non solo da parte dell'Italia. Uno dei punti del Global Compact - sottolinea - riguarda anche quello". Ma ad esprimere una posizione chiara per i 5 Stelle ci pensa il ministro dei Trasporti, Toninelli su Twitter: "Sul caso #OpenArms l’Italia non ha coordinato i soccorsi in acque Sar libiche, esattamente come non lo hanno fatto Francia, Spagna o altri. Allora cosa vuole fare la Ue? Serve una risposta dell’intera Europa all’emergenza #migranti".



Open Arms, il ministro Salvini nella bufera. La ONG: i tuoi figli si vergogneranno
22 dicembre 2018

https://newsmondo.it/open-arms-attacca- ... refresh_cp

Il ministro Salvini nella bufera dopo il no alla Open Arms. La ONG attacca il vicepremier: “Anche i tuoi discendenti si vergogneranno di ciò che fai”.

ROMA – La questione migranti ritorna al centro della cronaca a pochi giorni dal Natale. Il no del ministro Salvini alla Open Arms ha scatenato una nuova polemica con il fondatore della ONG che su Twitter attacca il vicepremier: “La tua retorica – scrive – il tuo messaggio, come tutto in questa vita finirà. Però sappi che tra qualche decennio i tuoi discendenti si vergogneranno di quello ciò che fai e che dici“.

Parole dure anche da parte di Laura Boldrini: “Ringrazio – dichiara l’ex presidente della Camera all’Adnkronos – Open Arms per il lavoro fatto in mare. Trovo sconfortante che dopo sei mesi di governo non vi sia alcuna gestione del fenomeno migratorio tranne l’interdizione all’attracco nei porti italiani, quando a bordo ci sono persone che meriterebbero solo di essere assistite e curate“.

Open Arms, i dissidenti M5s attaccano Salvini: “I porti devono restare aperti”

La questione Open Arms è stata affrontata anche dai dissidenti del M5s. La senatrice Laura Fattori – interpellata dall’Adnkronos – conferma che la decisione “non spetta al ministro dell’Interno e attualmente i porti non sono chiusi“. Gli fa eco De Falco: “L’ennesimo episodio dimostra che bisogna affrontare la questione a livello europeo. Una condivisione che non riusciamo ad avere. L’Italia vuole fare valere le sue posizioni ma bisogna sedersi al tavolo di Marrakech per cercare di trovare una linea comune sull’immigrazione“.

Ma il ministro Toninelli appoggia la linea di Matteo Salvini: “Sul caso Open Arms – scrive su Twitter – l’Italia non ha coordinato i soccorsi in acque libiche come non lo hanno fatto Francia, Spagna o altri Paesi. Allora cosa vuole fare l’UE? Serve una risposta di tutti all’emergenza migranti“.



Gad Lerner, l'ultimo attacco vergognoso a Matteo Salvini: "Per me è una me*** umana"
22 dicembre 2018

https://www.liberoquotidiano.it/news/pe ... -umana.amp

Gad Lerner è tornato ad attaccare il ministro dell'Interno Matteo Salvini, ormai diventato suo bersaglio fisso a ogni trasmissione in cui è ospite il giornalista. Lerner stavolta è stato in compagnia di Giorgio Lauro e Geppi Cucciari a Un giorno da pecora, su Radiouno, dove ha potuto dare sfogo a tutto il suo odio nei confronti del leader della Lega: "Il lato umano di Salvini? Per lui parlarei di lato disumano - ha detto - Uno che arriva a fare lo spiritoso con lo sberleffo ed il dileggio sui migranti della Diciotti, dicendo che sono belli, abbronzati e palestrati e che quella è una crociera... uno che dice così è una mer*** umana, per usare un linguaggio poco politically correct".


Gad Lerner e il Rolex

Lerner non si risparmia anche quando si parla del suo ormai mitico Rolex, apparso in bella vista quando ha aderito alla divertente campagna delle magliette rosse a favore dell'immigrazione senza limiti. Il giornalista si dice preoccupato, soprattutto per il Paese: "L'Italia salvinizzata per me è un pericolo. Il Rolex? Faccio il giornalista da una vita e ho avuto la fortuna di condurre molti programmi e guadagnare bene: ammetto di essermi potuto comprare il Rolex". Eccola la sinistra vicina alla gente.



La vicenda continua in questo filone

Migrare e invadere la casa e il paese altrui non è un diritto ma un crimine, ed è un dovere impedirlo
viewtopic.php?f=205&t=2813
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674
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Re: I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro conf

Messaggioda Berto » ven gen 11, 2019 7:41 am

Migranti costringono nave Grimaldi a cambiare rotta - The Medi Telegraph
Londra - Quattro migranti si sono nascosti a bordo della nave italiana Grande Tema, della Grimaldi Lines, proveniente dalla Nigeria e diretta verso la Gran Bretagna.
2018/12/21

http://www.themeditelegraph.it/it/shipp ... index.html

Londra - Quattro migranti si sono nascosti a bordo della nave italiana Grande Tema, della Grimaldi Lines, proveniente dalla Nigeria e diretta verso la Gran Bretagna e, una volta scoperti, hanno minacciato l’equipaggio pretendendo che l’imbarcazione si avvicinasse alla costa per poter raggiungere il Regno Unito. Le trattative con la polizia, che non tratta il caso «né come sequestro né come atto di pirateria», sono ancora in corso. La nave è attualmente bloccata nell’Estuario del Tamigi. «Non ci sono feriti, i migranti chiedono di essere sbarcati - dice una fonte - Auspichiamo che la trattativa vada a buon fine». Lo riferisce Sky News.





"Rimpatriare tutti gli irregolari presenti in Italia"
anno 2015

https://www.panorama.it/news/esteri/rim ... nti-italia

«I 500 mila migranti irregolari presenti in Italia dovrebbero essere tutti rimpatriati». Ci va giù pesante il giornalista britannico Douglas Murray, condirettore dello Spectator, pro Brexit, molto ben introdotto nei palazzi del nuovo potere italiano. A Milano per il convegno «Sovranità, democrazia e libertà», Murray (che il Guardian ha accusato di xenofobia) ne approfitta per presentare il suo ultimo libro, La strana morte dell'Europa. Appena pubblicato dall'editore Neri Pozza, il best seller presenta tesi molto radicali, che contrastano con l'apparente mitezza dell'autore: un giovanotto di 39 anni dagli occhi azzurri e i modi garbati. Panorama lo ha intervistato.

Perché l'Europa sarebbe in pericolo mortale?
Ci sono due ragioni. La prima ragione riguarda «loro», ossia il movimento migratorio di massa senza precedenti diretto in Europa, che sta fondamentalmente cambiando il vecchio continente. Un movimento il cui significato continua a essere sottovalutato: non c'è mai stato un movimento come questo, non di questa natura, non con questi numeri e non con questa velocità.

Eppure la storia europea è una storia di migrazioni, invasioni e occupazioni... L'Italia, dove sono arrivati dagli unni agli arabi, passando per i celti e i normanni, è un esempio lampante.
E avete visto gli effetti che ne derivano. Ad ogni modo il fenomeno al giorno d'oggi riguarda tutto il continente. La seconda ragione riguarda «noi». La Cina è ancora cinese, l'India è ancora indiana e l'Europa è il mondo. La trasformazione dell'Europa in qualcos'altro rappresenta la fine della civiltà europea. Lo scenario migliore è che diventiamo come le Nazioni Unite, una sorta di punto d'approdo per il mondo. Noi stiamo realizzando un esperimento mai compiuto prima, che molto difficilmente funzionerà.
Lei parla come se lo avessimo deciso noi. Ma questi sono fenomeni epocali che vanno oltre le scelte individuali.
Dipende da come lo si guarda. Prendere delle decisioni è una scelta. Ritardare nel prenderle è un'altra scelta. Non penso che l'elettorato abbia avuto modo di scegliere. Penso che i politici abbiano scelto. I politici hanno scelto per generazioni di lasciare ai loro successori la gestione le conseguenze delle loro politiche. Perché era sempre più facile.

Solo perché era più facile?
In alcuni casi i politici erano consapevoli delle conseguenze delle loro azioni. Il governo laburista nel 1997 sapeva a che cosa saremmo andati incontro quando allentò volutamente i controlli sull'immigrazione «per battere la destra con il valore della diversità», come disse l'ex consigliere di Tony Blair Andrew Neather. Qualche politico lo fece deliberatamente, qualcun altro no. Ma guardiamo a quello che è successo a Strasburgo: nessuno lo vide arrivare. Invece avrebbero dovuto.

Quando? Negli anni Ottanta, Novanta?
Mi riferisco al periodo dei Gastarbeiter (i lavoratori ospiti, termine coniato negli anni Cinquanta per indicare i lavoratori stranieri immigrati in Germania, ndr). Tutti i Paesi europei pensavamo che non sarebbero rimasti. Poi abbiamo cambiato idea e abbiamo deciso che dovevano restare.

Quindi non è stata colpa loro...
Assolutamente no. Siamo stati a noi a comportarci in modo confuso. Abbiamo iniziato pensando che non sarebbero restati, poi abbiamo adottato il cosiddetto multiculturalismo, dicendo che potevano vivere la vita che volevano nel nostro Paese, senza che noi prendessimo una posizione. Infine abbiamo detto loro: “No, non vogliamo il multiculturalismo. Vogliamo che vi integriate. Vogliamo che voi diventiate come noi”.

In un certo senso, è quello che hanno fatto gli Stati Uniti con la teoria del melting pot. Ma sono riusciti a creare l'uomo americano?
No, non ci sono riusciti. Però sono quelli che hanno fatto meglio di tutti. L'America aveva due vantaggi. Anzitutto, pur essendo presenti i nativi americani, in generale come Stato cominciò pressoché da zero. In secondo luogo aveva avviato un progetto politico e sociale molto specifico, a cui i Padri pellegrini diedero voce e che sta ancora andando avanti. Invece l'Europa non è in grado di partire da zero e non ha un progetto. Quindi quando noi chiediamo: “Come rendiamo europei questi nuovi arrivi?” Ma di cosa stiamo parlando? E' follia. La mia predizione più verosimile è che non funzionerà e che avremo un incredibile ammontare di dolore davanti a noi.

Che cosa succederà a suo avviso?
Già ora si può intervenire per capovolgere la situazione. E penso che in tal senso questo Paese sia il più importante d'Europa al momento. Se l'Italia riesce a cambiare qualcosa, avrà un enorme impatto sul resto dell'Europa. Se l'Italia fallisce del tutto, avrà anche un enorme impatto sul resto d'Europa.

Intende dire che l'Italia è un laboratorio?
Si. Penso che quello che succederà qui nei prossimi mesi e anni sarà della massima importanza per tutta l'Europa. Per esempio se il vostro governo dice che qui ci sono 500 mila irregolari ma che non ci può fare niente, allora tutti dovrebbero prepararsi all'arrivo di disordini politici e sociali.

Cosa dovrebbe fare il governo italiano?
Penso che dovrebbe far rispettare la legge. Penso che ci debba essere un prezzo da pagare per essere illegali. Legali e illegali non è niente. Non è che puoi scegliere uno o l'altro. Devi ricompensare la gente che segue il processo corretto.

Su questo sono tutti d'accordo. Ma che cosa si fa con gli irregolari?
Li si manda via dall'Italia.

Ah... Ma, a parte le considerazioni umanitarie, come si fa?
Bisogna preparare l'opinione pubblica al fatto che, pur dovendo fare i rimpatri nel modo più umano, organizzato, civile e ragionevole possibile, non avverranno senza spiacevoli fotografie, video e testimonianze. Perché coinvolgeranno degli esseri umani e tutti proveranno pietà. Eppure non esiste che Paesi come questo continuino a non far rispettare la legge. Perché siamo solo al primo livello di questo processo. Non è che per il resto del secolo non arriveranno più migranti dall'Africa. Continueranno a venire, finché vedranno che chi arriva rimane. L'aspetto cruciale è che qui in sostanza tutti rimangono: non c'è motivo per non salire su un barcone.

Ma, tecnicamente, come intenderebbe realizzarlo?
Si tratta di un forte disincentivo, il più forte possibile. Lo so perché ho parlato con tanti migranti qui in Italia e in Grecia e so che prezzo pagano, so a quanto rinunciano per venire qui. Ma lo fanno perché erroneamente credono che alla fine della strada c'è una grande vita in Europa per tutti quelli che vengono. Sbagliano in questo, ma hanno ragione sul fatto che, una volta arrivati in acque europee, tutti restano. E' così difficile essere deportati...

Ma pensa che l'Italia sia in grado di mandare via qualcosa come 500 mila irregolari?
Si possono fare varie cose. Anzitutto ci vuole un processo legale molto specifico per determinare che non hanno più diritto a restare. Poi si comincia a individuare, Paese per Paese, da dove vengono per rimandarli indietro. Ma questo è un processo complesso, perché molti mentono: sostengono di essere libici anche sono marocchini e così via.

Questo è primo ostacolo.
Certo. Però, guardi: costerà tanti soldi, ma permetterà una volta per tutte di capire chi c'è nel vostro Paese. E' un processo molto difficile, ma non farlo alla lunga sarebbe molto peggio. Perché significherebbe che quanto abbiamo visto negli scorsi anni crescerà in modo esponenziale nel corso delle nostre vite. E alla fine non ci sarà alcuna possibilità di avere una società armoniosa.

Al di là della solidarietà (lei si ispira al cristianesimo, di cui la solidarietà è un valore), è un'opzione impraticabile. Lo dicono tutti gli addetti ai lavori.
Allora significa che la legge con conta. E che la gente continuerà ad arrivare. Ho viaggiato in Africa e ne conosco i problemi, in particolare quelli socio-economici. Non li sottovaluto: sono felice di non essere nato in Nigeria. Tutti quelli che conoscono l'Africa sanno che i numeri di chi vuole andarsene sono infiniti.

Un fenomeno universale, che non è destinato a fermarsi.
Non sono del tutto d'accordo. Penso che possa essere massicciamente rallentato. Non è che per la globalizzazione, la facilità degli spostamenti e le comunicazioni di massa i Paesi devono per forza evaporare.

Solo cacciando via le persone?
No. no. Ci sono tante cose che si possono fare. Alla fine del processo che seleziona chi può restare legalmente c'è il problema-chiave dell'integrazione. Qui in Europa per una generazione abbiamo massicciamente sottostimato quante persone vogliono venire da noi e massicciamente sovrastimato la nostra capacità di integrarle. Ieri sera sono stato al mercato di Natale in piazza Duomo. Chi avrebbe mai pensato che nel 2018 tutti i mercati di Natale in Europa sarebbero dovuti essere protetti con barriere antisfondamento e mitragliatrici? Il punto è: quanto dolore siamo disposti a sopportare per essere pigri? Solo un attacco a un mercato di Natale l'anno? Un Bataclan? Qual è il prezzo che siamo disposti a pagare?

Ma pensa davvero che sia una questione di pigrizia?
Gli addetti ai lavori dicono che è impossibile. Ma io ribatto: pensiamo di riuscire a controllare la temperatura della terra e non sappiamo a controllare la popolazione italiana? Viviamo in un'era in cui pensiamo di fare cose incredibili con il clima e poi non riusciamo a sapere chi è a Milano?

Eppure neanche questo governo non riesce a effettuare i rimpatri.
Se il governo italiano non riesce a farlo, allora è la fine. Se non c'è una soluzione, siamo spacciati. Non sto prevedendo la guerra civile, per lo meno non nel breve periodo. Penso che la gente che vorrà vivere una normale vita italiana troverà il modo di farlo, ritirandosi in luoghi familiari.

Intende dire che, come già avviene in Gran Bretagna, anche in Italia i ricchi vivranno in campagna e i poveri in città?
Nessuno ne parla, ma è così. Non capita solo in Gran Bretagna. Succede anche in Olanda e ovviamente in Francia. E indubbiamente accade in Scandinavia, dove il fenomeno è incredibilmente visibile. Ma solo per chi può permetterselo.

Nostalgia per la “cara vecchia Gran Bretagna” o per la “douce France”?
Perché no? Comunque, se ho un messaggio finale è: fate attenzione alla vostra società. Non pensate che possa esserci un incredibile cambiamento senza incredibili conseguenze. E non cambiate la vostra società lasciando un futuro balcanizzato ai vostri figli, solo perché non volevate essere disturbati.
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Messaggioda Berto » ven gen 11, 2019 7:44 am

Trump: "Non si costruisce un muro perché si odia la gente all'esterno, ma perché si amano le persone all'interno"
9 gennaio 2019

http://www.ilgiornale.it/video/mondo/tr ... zoNqxoZu3s

Il presidente degli Stati Uniti Trump è tornato chiedere i fondi per una barriera al confine con il Messico, ritenuta "assolutamente essenziale" per la sicurezza. Lo ha fatto in una diretta tv di 10 minuti dallo Studio Ovale della Casa Bianca per spiegare il motivo dello shutdown, la mancata intesa con in dem che sta paralizzando il Paese. "Qualcuno dice che una barriera è immorale - ha detto il tycoon - Perché i ricchi politici costruiscono muri, recinti e cancelli intorno alle loro case? Non costruiscono muri perché odiano la gente all'esterno, ma perché amano le persone all'interno".







Il muro dell'idiozia
Marcello Veneziani
9 gennaio 2019

http://www.marcelloveneziani.com/artico ... osKM5tRrPs

La parola d’ordine del Cretino Planetario per farsi riconoscere e ammirare è: vogliamo ponti, non muri. Appena pronuncia la frase, il Cretino Planetario s’illumina d’incenso, crede di aver detto la Verità Suprema dell’Umanità, e un sorriso da ebete trionfale si affaccia sul suo volto. Non c’è predica, non c’è discorso istituzionale, non c’è articolo, pistolotto o messaggio pubblico, non c’è concerto musicale, film o spettacolo teatrale che non sia preceduto, seguito o farcito da questa frase obbligata. L’imbecille globale si sente con la coscienza a posto, e con un senso di superiorità morale solo pronunciando quella frase. Il cretino planetario diverge solo nella pronuncia, a seconda se è un fesso napoletano, un bobo sudamericano o un lumpa siculo. In Lombardia c’è un’espressione precisa per indicare chi si disponeva ai confini per mettersi al servizio dei nuovi arrivati, dietro ricompensa: bauscia.

Il cretino planetario ripete sempre la stessa frase, sia che parli di migranti che di ogni altra categoria protetta. Lui è accogliente, come gli prescrivono ogni giorno i testimonial del No-Muro, il Papa, Mattarella e Fico che ogni giorno guadagna posizioni nel Minchiometro nazionale, l’hit parete dedicata a chi sbatte la testa contro il muro.

Il pappagallo globale marcia contro i muri, più spesso ci marcia, ma la parola chiave serve per murare il Nemico, per separare dall’umanità evoluta ed accogliente i movimenti e le persone che s’ispirano all’amor patrio, alla sovranità nazionale, alla civiltà, alla tradizione. L’appello ad abbattere i muri e a stendere ponti è ormai ossessivo e riguarda non solo i popoli e i confini territoriali ma anche i sessi e i confini naturali, le culture e i comportamenti, le religioni e le appartenenze, e perfino il regno umano dal regno animale. Dall’Onu al golden globe, dalla predica al talk show e alla canzone, l’onda dell’idiozia abbatte il Muro del suono e del buon senso.

Ora, io vorrei prima di tutto osservare che i muri più infami che la storia dell’umanità conosca, non sono i muri che impediscono di entrare ma i muri che impediscono di uscire. Come sono, necessariamente, i muri delle carceri e come fu, l’ultimo grande, infame Muro che la storia conobbe, a Berlino. E che non edificò nessun regime nazionalista o sovranista, nessun dittatore e nessun Trump ma il comunismo. Chi tentava di superare quel muro e quel filo spinato per scappare dalla sua terra, era abbattuto dai vopos. Nessun regime autoritario o nazionalista ha mai avuto la necessità di innalzare un muro per impedire che la popolazione scappasse. Né si conoscono esodi di popolo paragonabili a quelli dove ha dominato il comunismo.

Se vogliamo restare in Italia, e a Roma in particolare, c’è solo un muro nel cuore della Capitale che non si può varcare, e sono proprio le Mura Vaticane dove il Regnante predica al mondo ma non a casa sua di abbattere i muri e accogliere tutti. E comunque i muri più famosi, i muri del pianto e della vergogna, non appartengono alla cristianità. Detto questo, a coloro che amano la civiltà e la tradizione, l’amor patrio e la sovranità nazionale, si addice piuttosto il senso del confine. Perché confine significa senso del limite, senso della misura, soglia necessaria per rispettare le differenze, i ruoli, le identità e le comunità. Tutti i confini sono soglie, sono porte, che si possono aprire e chiudere, che servono per confrontarsi sia nel colloquio che nel conflitto, comunque per delimitare o arginare quando è necessario. La società sradicata del nostro tempo ha perso il senso del confine, e infatti sconfinano i popoli, i sessi, le persone, si è perso il confine tra il lecito e l’illecito. Sconfinare è sinonimo di trasgredire, delirare, sfondare. La peggiore maledizione per i greci era l’hybris, lo sconfinamento, la smisuratezza, il perdersi nell’infinito. Il confine è protezione, sicurezza, è umiltà, è tutela dei più deboli, non è ostilità o razzismo. Vi consiglio di leggere L’elogio delle frontiere di Régis Debray. Ai più modesti, consiglio l’elogio dei muri di Alberto Angela che non mi risulta un ufficiale delle SS.

Senza muri non c’è casa, non c’è tempio, non c’è sicurezza. Senza muri non c’è pudore, intimità, protezione dal freddo, dal buio e dall’incognito. Senza muri non c’è senso della misura, riconoscimento del limite e dei propri limiti. Senza muri non c’è bellezza, non c’è fortezza, non c’è fondazione delle città, non c’è erezione di civiltà. Non a caso le città eterne nascono da Romolo che tracciò i confini, non da Remo che li violò. I muri sono i bastioni della civiltà, gli ospedali della carità, le biblioteche della cultura, le pareti dell’arte, il raccoglimento della preghiera.

Se il cretino planetario non lo capisce, in compenso lo capiscono bene gli anarchici di Tarnac che colsero nel muro abbattuto la vittoria del caos e dell’anarchia: “La distruzione delle capacità di autonomia dei dominati passa per l’abolizione delle frontiere del loro essere: individuale e collettivo. Finché esistono frontiere, è possibile opporre un sistema di valori a un altro, un tipo di diritto all’altro, distinguere uomo da donna, madre da padre, cittadino da straniero, insomma vero da falso, giusto dall’ingiusto, normale da anormale” (Gouverner par le Chaos – Ingénierie Sociale et Mondialisation, 2008).

Le città senza confini perdono la loro identità, come le persone che perdono i loro lineamenti. Non capovolgete l’amore per la famiglia in omofobia, l’amore per la propria patria in xenofobia, l’amore per la propria civiltà in razzismo, l’amore per la propria tradizione in islamofobia. E l’amore per i confini in muri dell’odio. Ma tutto questo il Cretino Planetario non lo sa.


Muri, termini e confini, segni sacri di D-o e barricate
Muri, termini, confini e barricate, segni naturali e sacri di D-o
viewtopic.php?f=141&t=1919



"I muri sono utili, Trump li conta: al mondo sono 77".
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 17/01/2019, a pag.12
http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=73417

Sono 77 i muri costruiti per delimitare le frontiere in tutto il mondo. I media, però, parlano e scrivono sempre solo del muro che divide Stati Uniti e Messico e di quello che segna per alcuni brevi tratti la linea di divisione tra Israele e i territori contesi, per esempio presso Betlemme, per evitare che cecchini terroristi continuassero a prendere di mira i civili israeliani. Un segno chiaro di ipocrisia, malafede e doppio standard di giudizio.

Ecco l'articolo:

Dalla Grande Muraglia cinese alle Mura vaticane, fino alle più recenti strutture difensive erette fra Israele e i territori palestinese, e fra l’Ungheria e la Serbia, lo scopo è chiaro: non consentire un’invasione nemica. L’America quindi è in buona compagnia, visto che «ci sono al momento 77muri rilevanti o significativi nel mondo, con 45 Paesi che progettano o costruiscono muri. In Europa, dal 2015, sono state costruite oltre 800 miglia (quasi 1.300 km) di muri. Ed è stato riconosciuto che tutti hanno avuto un successo vicino al 100%». Il riepilogo è opera del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che snocciola dati, su Twitter, per ribadire la necessità di costruire un muro al confine meridionale degli Stati Uniti.

La costruzione, scrive il presidente, è indispensabile per «fermare il crimine». I 5,7 miliardi di finanziamenti,però, scatteranno solo sei Democratici voteranno a favore del provvedimento al Senato. Il braccio di ferro ha prodotto come effetto collaterale la paralisi dell’amministrazione pubblica: lo shutdown, in assenza di fondi federali, va avanti da 26 giorni, bloccando le attività del governo. «È sempre più ovvio che i democratici radicali siano un partito di confini aperti e crimine. Non vogliono avere nulla a che fare con la grande crisi umanitaria al nostro confine meridionale», dice Trump,concludendo il messaggio con l’hashtag #2020. L’opposizione, secondo il presidente, punta a catturare il voto delle comunità di immigrati negli Usa alle elezioni in programma tra due anni.


Migrare e invadere la casa e il paese altrui non è un diritto ma un crimine, ed è un dovere impedirlo
viewtopic.php?f=205&t=2813
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674
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Messaggioda Berto » ven gen 18, 2019 8:23 am

Immigrazione, la vittoria silenziosa della politica di Trump e Salvini
Roberto Vivaldelli
17 gennaio 2019

http://www.occhidellaguerra.it/immigraz ... anno-vinto

Da una parte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sta proseguendo lo shutdown più lungo della storia del Paese pur di ottenere i fondi per la realizzazione del Muro con il Messico; dall’altra il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini che, secondo i dati del Viminale, ha quasi azzerato gli sbarchi.

Nonostante la sinistra chic e politicamente corretta non riesca a comprenderlo, l’immigrazione di massa viene vissuta come una minaccia esistenziale da qualsiasi popolazione nel mondo. Secondo il professor James Wickham, già direttore del Tasc (Think-tank for Action on Social Change) di Dublino, “coloro che oggi chiedono i “confini aperti” – l’ingresso incontrollato di lavoratori non qualificati verso l’Unione europea – stanno contribuendo affinché la struttura occupazionale sia sempre più polarizzata: sempre più lavoratori pagati male, maggiore disuguaglianza sociale ed economica”. E sia Trump che Salvini questo lo hanno capito perfettamente, e stanno fronteggiando il fenomeno migratorio nella giusta maniera e incline alle volontà dei rispettivi elettori. I sondaggi sono lì a dimostrarlo.

Gli elettori premiano Trump: sempre più americani vogliono il muro

Negli Stati Uniti, continua il braccio di ferro tra Donald Trump e il Congresso sui fondi per il muro con il Messico che ha portato gli Usa a proseguire lo shutdown, il più lungo della storia. “La costruzione del muro con il Messico farà calare il tasso di criminalità nell’intero Paese”, ha scritto su Twitter il presidente. Trump vuole superare l’ostracismo dell’opposizione democratica ricorrendo, se necessario, alla dichiarazione di emergenza nazionale che gli consentirebbe di superare il veto del Congresso e di stanziare 5,7 miliardi di dollari per il completamento della barriera con il Messico.

Sebbene per la maggior parte degli americani non esista una vera e propria emergenza, secondo un recente sondaggio il 42% degli intervistati afferma di sostenere il muro, rispetto al 34% dello scorso gennaio. Una leggera maggioranza di americani (54%) si oppone all’idea, in calo rispetto al 63% di un anno fa. L’aumento del supporto è più forte tra i repubblicani, il cui sostegno alla promessa di vecchia data della campagna di Trump è salito di 16 punti nell’ultimo anno, dal 71% all’87%. Il supporto del Gop non solo è aumentato, ma si è anche rafforzato. Oggi, il 70% dei repubblicani afferma di sostenere fortemente il muro, con un aumento di 12 punti registrato dal gennaio 2018.

Lega primo partito d’Europa grazie all’immigrazione

Tra il 2014 e il 2017 l’Italia, che corrisponde al 12% della popolazione europea, ha accolto quasi 700 mila migranti, pari al 70% degli arrivi via mare in Europa. Ad oggi, gli immigrati giunti in Italia con Salvini al Viminale (quindi dal luglio 2018) sono 6.793, con un calo del 90% rispetto al 2015. Tanto che nel 2018 l’Italia è scesa al terzo posto in Europa per arrivi: prima è la Spagna del socialista Sanchez con 65mila, seguita dalla Grecia di Tsipras con 32mila.

Quest’azione efficace, che ha fortemente arginato il fenomeno migratorio, sta premiando la Lega nei sondaggi. Secondo quello realizzato da Europe Elects, che ha calcolato quanti parlamentari avrebbero i partiti nell’emiciclo dell’Europarlamento, la Lega di Matteo Salvini sarebbe infatti il primo partito d’Europa con 26 eletti, superando la Cdu tedesca ferma a 24. Staccati di qualche seggio i grillini (22 eurodeputati), poi ci sarebbe il partito di Marine Le Pen (20) e a seguire tutti gli altri.

E le lacrime di coccodrillo della sinistra sui migranti a bordo delle navi Ong di Sea Watch e Sea Eye? Il 63% degli intervistati da Skytg24 (contro il 37%) pensa che il Belpaese non avrebbe dovuto cedere a quello che il ministro dell’Interno considera un “ricatto” di Ong, scafisti e Unione europea. Come nota Riccardo Ruggeri su La Verità, sia Salvini sia Trump hanno vinto. Certo, il blocco navale e il muro, fisicamente, non ci saranno mai, ma blocco e muro ci sono già nella mente dei loro elettori. Piaccia o meno ai politicamente corretti e alla loro falsa coscienza, il dato di fatto è che il popolo odia l’immigrazione di massa. E ha ottime ragioni per votare e supportare i politici che si impegnano ad arginare il fenomeno migratorio.
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Messaggioda Berto » lun apr 22, 2019 8:44 pm

La Svizzera primeggia nel «rispedire» in patria i migranti
21 aprile 2019

https://www.cdt.ch/svizzera/politica/la ... -AA1121929

BERNA - A livello europeo la Svizzera è tra i Paesi più "efficienti" nell'esecuzione dei rinvii di richiedenti asilo. Nel 2017 ne ha rispediti in patria il 56,8%, contro un tasso del 36,6% per l'Unione europea. Per la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), il successo elvetico in materia è dovuto ai numerosi accordi di riammissione siglati da Berna.

Nessun Paese ha firmato un numero altrettanto cospicuo, 64, di intese con paesi di provenienza dei profughi, ha detto a Keystone-ATS Daniel Bach, portavoce della SEM. Il 56,8% va inoltre considerato come un dato per difetto, poiché le statistiche non contemplano le "partenze non controllate".

Secondo la SEM, la Svizzera fa pure segnare ottimi risultati nel rinvio verso paesi associati all'accordo di Dublino, intesa secondo cui in buona sostanza le domande di asilo vanno evase nello stato in cui sono depositate. "Per nessun altro paese europeo, Dublino funziona altrettanto bene che per la Svizzera", si legge in un documento interno della SEM datato 11 aprile 2019, che Keystone-ATS ha potuto consultare. L'anno scorso ha rinviato verso stati membri dell'intesa continentale 1760 richiedenti, mentre ne ha ricevuti 885.

"In stati con una situazione di sicurezza precaria come Afghanistan e Somalia vengono comparativamente realizzati pochi rinvii", si legge nel documento, di cui ha informato oggi il SonntagsBlick. Il domenicale interpreta il documento affermando che la Svizzera espelle richiedenti "nuovamente verso regioni in guerra". Il portavoce Bach però smentisce.

Il documento della SEM infatti precisa: "La Svizzera si impegna a eseguire individualmente rinvii legali anche in questi paesi". Concretamente la Segreteria menziona un volo speciale a Baghdad (Iraq) nel 2017; un primo rinvio accompagnato da agenti di polizia, dopo due anni, verso la Somalia nello scorso novembre; e, dopo un blocco di quasi un biennio, pure un rinvio accompagnato da agenti di polizia verso l'Afghanistan lo scorso mese di marzo.

Quest'ultimo paese asiatico non è considerato interamente come zona di guerra. Alcune regioni, come la capitale Kabul, sono ritenute ragionevoli per un allontanamento; altre no. Questa valutazione non è cambiata, secondo Bach. Lo stesso vale per la Somalia. La SEM, di fronte alla possibilità di eseguire un rinvio, valuta caso per caso i rischi di persecuzione, assicura il portavoce.

L'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) non ci sta. "Fino a quando la situazione sul posto non sarà migliorata in modo duraturo, la Svizzera dovrebbe rinunciare completamente a rinvii verso Afghanistan e Somalia", dichiara al SonntagsBlick Peter Meier, dell'OSAR.

Stando al documento della SEM, la Svizzera segue una duplice strategia di allontanamento dei richiedenti. Partecipa, da un lato, alla politica dell'Ue e ai suoi strumenti, come voli comuni dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex). D'altro canto, si basa sulla collaborazione bilaterale con i vari paesi d'origine, ad esempio concludendo accordi di migrazione. Quest'anno, ultimi della lista di 64, Berna ne ha siglati con Etiopia e Bangladesh.

La politica elvetica in materia dà prova di creatività. Così, ad esempio, per evitare l'ostacolo generato dal fatto che il Marocco non accetta voli speciali, la Confederazione (quale solo Stato europeo accanto a Spagna e Francia) esegue i rinvii verso il Paese nordafricano con navi.

Per una politica di allontanamenti che la SEM giudica globalmente positiva, l'Eritrea, da cui proviene il maggior numero di richiedenti, continua a causare grattacapi. E in questo ambito un secondo domenicale, la SonntagsZeitung, non esita a parlare di "flop" per l'iniziativa dell'ex responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga (PS). La consigliera federale aveva ordinato il riesame di 3200 ammissioni provvisorie. Per il momento la SEM ne ha analizzate 2400 e soppresso il diritto di rimanere in Svizzera a quattordici rifugiati. Per tutti gli altri 2386 la SEM giudica un rinvio "irragionevole", ha detto Bach al domenicale. Una riuscita integrazione in Svizzera e pericoli concreti sul posto non permettono di allontanare queste persone, ha precisato il portavoce.

E del tema dell'asilo oggi si è occupata anche la NZZ am Sonntag, che fornisce dati sul ritiro dell'asilo, dopo un viaggio nel paese d'origine, a rifugiati riconosciuti. Il portavoce della SEM Lukas Rieder indica che su 87 casi sospetti segnalati a una apposita cellula della Segreteria, 40 hanno portato alla soppressione dello statuto di rifugiato, soprattutto tra cittadini originari del Vietnam, ma anche di eritrei e iracheni. In 41 casi un rientro in patria non ha potuto essere provato e sei dossier sono ancora aperti.
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Messaggioda Berto » lun apr 22, 2019 8:45 pm

"Lecito controllare gli immigrati". Così il giudice smonta la lobby finanziata da Soros
Sergio Rame - Lun, 22/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 82952.html

Alcuni Comuni lombardi chiedono alle coop di comunicare il numero di migranti che ospitano. Ma l'associazione finanziata da Soros gli fa causa

Il sindaco leghista Michele Jacobelli era stato il primo a correre ai ripari.

Era l'agosto del 2017 e le coste del Sud Italia erano letteralmente invase dagli immigrati partiti dal Nord Africa. Un via vai di navi e barconi che riversavano disperati nei centri di prima accoglienza di tutto il Paese. In Lombardia diversi primi cittadini avevano emesso ordinanze per chiedere alle cooperative che accoglievano i richiedenti asilo di informare prima il Comune altrimenti sarebbero incorse in una sanzione pecuniaria. Ecco, però, che la lobby delle Ong, guidata dall'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi) finanziata - guarda caso - da George Soros (video). aveva fatto causa e portato Jacobelli davanti a un giudice. Che però, come scrive la Verità, gli ha dato torto sancendo che "controllare i migranti non è affatto un reato".

Contro i Comuni di Palazzago, Ardesio, Pontida, Seriate e Palosco è stata portata avanti, in questi ultimi due anni, una vera e propria crociata giudiziaria. A iniziarla, come racconta appunto il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, è stata la cooperativa bergamasca Ruah. Dietro aveva il supporto l'Asgi, il colosso finanziato da Soros che, come viene spiegato nel sito stesso dell'associazione, punta a contribuire "con suoi documenti all'elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza" per promuovere "nel dibattito politico parlamentare e nell'operato dei pubblici poteri la tutela dei diritti nei confronti degli stranieri" (video).

La crociata delle Ong si è infranta la scorsa settimana contro lo scoglio della legge italiana che ha dato ragione ai sindaci lombardi. "La lettura ancorché complessiva dell'ordinanza su riportata - scrive il tribunale di Bergamo - non riesce, a parere di chi scrive, in alcun modo a concretare un comportamento o un ordine che possa dirsi discriminatorio". E ancora: "In alcuna parte dell' ordinanza viene percepita l'idea suggerita dalle ricorrenti del rifugiato come 'pericoloso' o 'malato', piuttosto si indica che il fenomeno incontrollato dell'insediamento di masse imponenti di persone è foriero di disordine pubblico e causa di problematiche anche di tipo sanitario, ciò divergendo profondamente dall'idea che i rifugiati, in quanto tali, siano persone moleste". Non solo. Nel caso del Comune di Pontida, il giudice fa anche notare che richiedere "ai proprietari degli immobili da utilizzare per i rifugiati o per gli immigrati" che i locali "siano a norma e quindi agibili" non rappresenta in alcun modo "una molestia, uno svantaggio o un pregiudizio".
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Messaggioda Berto » ven mag 03, 2019 9:37 pm

L'Onu adesso processa Orban: "Nega il cibo ai migranti"
Claudio Cartaldo - Ven, 03/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 88618.html

L'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani mette Orban e l'Ungheria nel mirino: "Una pratica disumana"

Anche l'Onu contro Viktor Orban. E ancora si parla di immigrazione. L'Unhcr, l'altro Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha infatti messo nel mirino Budapest accusandola di aver volutamente negato cibo ai migranti la cui richiesta di asilo è stata respinta.

Secondo l'Unhcr, sarebbero arrivate informazioni secondo le quali "dall'agosto 2018 almeno ad 21 migranti in attesa di espulsione sono stati deliberatamente privati di cibo dalle autorità ungheresi, in alcuni casi fino a 5 giorni".

Non è la prima volta che l'Onu attacca il primo ministro ungherese e la sua politica contro l'immigrazione clandestina. Nel settembre del 2018 infatti Michelle Bachelet aveva già accusato l'Ungheria di non distribuire alimenti ai migranti detenuti nelle zone di transito alla frontiera con la Serbia. Accusa respinta al mittente dal governo di Orban che aveva promesso di mettere mettere fine alla pratica. Ora, però, l'Unhcr torna all'attacca: "Ci rammarichiamo - ha detto la portavoce dell'Alta Commissione, Ravina Shamdasani - del fatto che, in assenza di un chiaro cambiamento nel quadro giuridico, le relazioni suggeriscano che questa pratica sta continuando". Secondo l'Onu una volta che la domanda di asilo dei migranti viene respinta, gli stessi vengono "privati del cibo". Una pratica "disumana", dice l'Unhcr, che invita l'Ungheria a "rispettare i suoi obblighi in materia di diritti umani nei confronti di coloro che vengono privati della loro libertà, sia che si trovino in aree di transito sia che si trovino in centri di detenzione nei quali non possono provvedere da soli alle proprie necessità".

Un blog ufficiale del governo ungherese ha però replicato a stretto giro, sottolineando che "i richiedenti asilo le cui domande sono in corso di esame continuano a ricevere aiuti alimentari e rifugio, come sempre". Aggiungendo, tuttavia, che "l'Ungheria non è responsabile per coloro che non chiedono asilo, nè per coloro la cui domanda è stata respinta".
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Messaggioda Berto » sab giu 08, 2019 8:29 am

Immondizia, malattie, clandestini, sbandati: Los Angeles e le "sanctuary cities" al collasso, nel silenzio dei liberal

Rob Piccoli Europeo per nascita, Americano per filosofia http://www.srpiccoli.eu
7 Giu 2019

http://www.atlanticoquotidiano.it/rubri ... zUIzlkLxN0

Più di un anno fa, quando ne parlai per la prima volta, qui su Atlantico, dovetti premettere che non stavo citando da The Onion, il più famoso news site satirico d’America. Oggi, quando negli Stati Uniti si parla del degrado delle sanctuary cities (traduzione: città rifugio per disperati e sbandati di ogni sorta), non è più necessario precisare: le notizie corrono e ormai è chiaro che il disastro, particolarmente in California, è di proporzioni gigantesche. A Los Angeles, conclamata capitale degli homeless people d’America (che nel corso degli ultimi dodici mesi sono aumentati del 12 per cento raggiungendo il numero di 59 mila persone), le montagne di rifiuti crescono a vista d’occhio, e con esse, inevitabilmente, il numero dei topi. A poco sono serviti – se non sono stati del tutto inutili – i tentativi di ripulire almeno parzialmente le zone messe peggio. Il supervisore della Contea, Janice Hahn, ha definito la situazione “demoralizzante”. La cosiddetta Skid Row area della città, dice all’Associated Press Estela Lopez, direttrice esecutiva del LA Downtown Industrial Business Improvement District, è il “ground zero” della crisi, dove la puzza dei rifiuti domina incontrastata insieme alla violenza. “Non posso camminare per strada senza pensare che una pulce infetta potrebbe saltarmi addosso,” dice la signora. La sua preoccupazione, per altro, non è affatto esagerata, dal momento che il morso di pulci infette provoca non solo il tifo e la salmonella, ma anche la peste bubbonica. Ad esempio, almeno 9 persone risultano aver contratto il tifo tra luglio e settembre dell’anno scorso nel downtown della Città degli Angeli. E secondo NBC Los Angeles, l’intera contea ha fatto registrare ben 124 casi nell’arco dei dodici mesi del 2018.

Ma l’invasione delle pulci infette come si spiega? E’ semplice, questi insetti sono per lo più trasportati dai topi e da altri roditori, a loro volta in vertiginoso aumento per le ragioni di cui sopra. Insomma, l’incremento della popolazione dei roditori non è solo un fastidio urbano, è un pericolo pubblico. La peste bubbonica è già endemica tra le pulci “ospitate” dagli scoiattoli rurali in California, Arizona, Wyoming e altri stati. I cambiamenti climatici possono sicuramente favorire l’allargamento delle aree infestate dalle pulci portatrici del contagio, portando queste ultime a più stretto contatto con gli umani. “Tutti i cambiamenti climatici che incrementano il numero di pulci fanno aumentare anche la diffusione della pestilenza”, ha detto al Los Angeles Times la dottoressa Janet Foley, professore di Medicina ed Epidemiologia alla University of California, Davis.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso dal punto di vista dell’allarme sociale è stata nei giorni scorsi lo sconsolato grido di dolore di un popolarissimo medico di Los Angeles, un’autentica celebrità i cui interventi sui media nazionali e locali fanno audience da capogiro: Drew Pinsky, conosciuto semplicemente come Dr. Drew. Ospite della trasmissione di Laura Ingraham (The Ingrahm Angle), su Fox News, si è lasciato andare a questa amara confessione:

“In questo momento, a Los Angeles, siamo al collasso totale delle necessità fondamentali della civiltà. Abbiamo un’esplosione di casi di tubercolosi, siamo una delle pochissime città degli Stati Uniti che non hanno un programma di controllo dei roditori, e la raccolta rifiuti è un completo fallimento. Abbiamo avuto casi di tifo lo scorso anno e ne avremo la prossima estate. Sento dire dagli esperti che la peste bubbonica è già qui, e presto si diffonderà attraverso le pulci infette dei ratti. E infine abbiamo anche questa malattia infettiva a trasmissione oro-fecale che si chiama febbre tifoide (da non confondere con il tifo, n.d.r.). Tre casi, uno confermato, probabilmente tre. Una cosa incredibile. Io non riesco a credere che vivo in una città in cui… – questo non è terzo mondo, è medioevo. I Paesi del terzo mondo si offendono se li si accusa di essere in queste condizioni. Nessuna città della terra tollera una cosa del genere. L’intera popolazione è a rischio.”

La California, ha aggiunto Pinsky, non è in grado di gestire questa situazione, per non parlare delle migliaia di immigrati illegali, sprovvisti di qualsiasi documentazione sanitaria, che “inondano” le maggiori città. “Il governo insiste che il problema sono gli alloggi, mentre in realtà abbiamo a che fare con malattie mentali croniche, tossicodipendenza, gente che non vuole abbandonare la strada”, spiega Pinsky. “Se dai loro una casa in cui vivere la rifiutano. Ed è questa la popolazione più vulnerabile. E la situazione è destinata a peggiorare drammaticamente la prossima estate. Sono molto preoccupato per loro”. Infine, se gli si chiede di dare una spiegazione del fatto che oggettivamente i politici liberal stanno facendo troppo poco per alleviare la situazione, egli risponde che sono “disgustosamente negligenti”.

Che dire? È incredibile che a fronte di un fallimento così evidente e clamoroso, e con le conseguenze che ne potrebbero derivare, oltre a quelle che già sono sotto gli occhi di tutti, le amministrazioni responsabili non siano state ancora prese d’assalto dai cittadini e contribuenti infuriati. Il tutto nella quasi ignavia, se non nel silenzio assordante, dei media mainstream, di solito implacabili e perennemente a caccia di scoop che possano danneggiare o scalfire la reputazione del conservatore di turno, che si tratti del presidente o dei suoi più stretti collaboratori, oppure del candidato alla Corte Suprema che bisogna massacrare a tutti i costi. Anche questa è l’America.
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Messaggioda Berto » sab giu 08, 2019 12:38 pm

Le minacce di Trump di imporre al Messico i dazi, per contenere la crisi alla Frontiera, incominciano a funzionare!
2019/06/07

https://osservatorerepubblicano.com/201 ... rGJkwmWKo8

Oggi 7 giugno, sul Washington Examiner sono usciti 2 articoli interessanti sugli effetti delle minacce di Trump, di imporre dazi commerciali al Messico, per il lassismo in campo migratorio di quest’ultimo.

Il Messico infatti, intende inviare 6.000 truppe della Guardia Nazionale al suo confine meridionale per blindare la frontiera con il Guatemala, in risposta alla minaccia dell’imposizione dei dazi USA sulle sue merci e nell’ambito dei colloqui in corso a Washington tra le due nazioni.
Militari messicani

I dazi voluti dal Presidente Trump sono stati decisi, a causa delle centinaia di migliaia di immigrati che hanno e che stanno tuttora attraversando indisturbati il Messico, diretti verso gli Stati Uniti d’America.

Nonostante l’intento del Messico di procedere a rafforzare la sicurezza delle frontiere, la Casa Bianca ha ancora in programma di applicare, a partire dal 10 giugno, una tariffa del 5% su circa $ 350 miliardi di beni merci provenienti dal Messico. Le tariffe aumenteranno del 5% ogni mese fino al raggiungimento dell’aliquota del 25% a ottobre 2019.

“La nostra posizione non è cambiata, i dazi andranno avanti ed entreranno in vigore lunedì“, ha detto la Segretaria dell’Ufficio Stampa della Casa Bianca, Sarah Sanders.

Press Secretary Sarah Sanders

Marc Short, il capo dello staff del Vicepresidente Mike Pence ha dichiarato, venerdì 7 giugno, quanto segue:

“C’è un procedimento legale che sta procedendo con un piano per implementare i dazi con il Messico lunedì, ma penso che esista la possibilità – se i negoziati andranno bene – che il presidente possa bloccarlo ad un certo punto nel fine settimana “

Funzionari messicani, mercoledì 5 giugno, si sono recati a Washington, DC, per negoziare con la Casa Bianca.

Terminati i colloqui, Trump ha affermato che, sebbene il Messico soddisfi alcune richieste degli Stati Uniti, sono necessari ulteriori progressi per evitare le tariffe.

Il Presidente Trump

“I progressi sono stati fatti, ma non abbastanza: gli arresti effettuati sul confine a maggio sono arrivati a 133.000 perché il Messico e i democratici al Congresso si rifiutano di procedere sulla riforma dell’immigrazione“, ha twittato Trump giovedì 6 giugno.

Venendo ai colloqui, per scongiurare i dazi sulle proprie merci, il Messico avrebbe promesso di onorare le norme internazionali e fare la sua parte per affrontare la crisi dei migranti proveniente dall’America centrale e meridionale.

Indiscrezioni del Washington Post riferiscono che, se Trump annullasse i dazi, il Messico adotterà l’accordo “Safe Third Country” con gli Stati Uniti. “Safe Third Country” prevede che i richiedenti asilo debbano richiedere asilo nella prima nazione sicura dove giungono. In pratica, significherebbe che il Messico dovrebbe occuparsi degli immigrati in arrivo dal Guatemala, dall’Honduras e dal Salvador. Il Messico non scaricherebbe più il peso di queste ondate migratorie sugli USA e quelli che si vedranno rifiutato l’asilo in Messico non potranno beneficiare dell’asilo negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti hanno già un accordo simile con il Canada.

Il Messico deve comportarsi come una nazione e non come una strada di accesso per gli USA dove tutti possono attraversarla indisturbati.

Carovana di migranti diretti verso gli USA

L’invio di truppe alla frontiera con il Guatemala, i colloqui in corso, rappresentano un atto di buona fede e uno sforzo per cercare di trovare la soluzione e potrebbe garantire un posticipo dell’inizio dei dazi di qualche giorno, per trattare. Se avvenisse un accordo, questo rappresenterebbe una grande vittoria per il Presidente.

Aggiornamento:

Il Presidente Donald Trump, poche ore fa, ha twittato che è stato raggiunto un accordo tra gli Stati Uniti e il Messico e di conseguenza i dazi commerciali previsti per lunedì 10 giugno sono state sospesi a tempo indeterminato.

“Sono lieto di informarvi che gli Stati Uniti hanno firmato un accordo col Messico. I dazi che dovevano essere applicati dagli Usa lunedì, sono quindi sospesi a tempo indeterminato. Il Messico, in cambio, ha concordato di adottare misure forti per arginare la marea della migranti attraverso il Messico e verso il nostro confine meridionale. Questo sarà fatto per ridurre grandemente, o eliminare, l’immigrazione illegale proveniente dal Messico e verso gli Stati Uniti. I dettagli dell’accordo saranno rilasciati a breve dal Dipartimento di Stato. Grazie! “

Sulla base di una prima dichiarazione del Dipartimento di Stato, il Messico promette di schierare la sua Guardia Nazionale in tutto il Messico, in particolare alla frontiera, di aumentare le azioni per smantellare le operazioni dei trafficanti di esseri umani e compiere ulteriori passi per coordinarsi con il governo americano per condividere informazioni per “proteggere meglio e rendere più sicuri i nostri comuni confini“.
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