I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

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Messaggioda Berto » ven nov 23, 2018 8:04 pm

La Clinton ai governi europei: "Immigrazione va limitata"
Gerry Freda - Ven, 23/11/2018

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cli ... 1dZGVgtdbg

Secondo la Clinton, la crisi migratoria in corso in Europa dal 2015 sarebbe “una miccia pronta a fare esplodere le tensioni sociali”

Hillary Clinton, candidata del Partito democratico alle presidenziali Usa del 2016, ha in questi giorni rilasciato alla stampa inglese un’intervista in cui ha evidenziato gli effetti negativi dell’immigrazione di massa.

Tali dichiarazioni sono state interpretate dai media statunitensi come un vero e proprio “dietrofront” operato dall’esponente democratica rispetto alle “tolleranti” politiche in ambito migratorio da lei finora propagandate.

La Clinton, intervistata dal quotidiano britannico The Guardian, pur elogiando inizialmente lo sforzo compiuto dalla Germania a partire dal 2015 sul fronte dell’accoglienza dei rifugiati, ha però esortato i membri Ue a “cambiare radicalmente atteggiamento” nei riguardi dell’immigrazione. L’ex sfidante di Trump alle presidenziali del 2016 ha infatti sollecitato le cancellerie del “Vecchio continente” affinché vengano introdotti “limiti ai flussi di profughi”. “Ho ammirato”, ha dichiarato l’esponente democratica, “l’atteggiamento generoso e compassionevole dimostrato anni fa da Angela Merkel, ma ormai possiamo dire con franchezza che l’Europa ha fatto la sua parte. Gli Stati Ue non possono mantenere all’infinito i confini aperti. È tempo che le cancellerie europee mandino un messaggio forte alle masse di profughi, dicendo a questi ultimi che non è più possibile accoglierli. Se i Paesi Ue non cambieranno radicalmente approccio, adottando finalmente la linea della fermezza, il problema dell’immigrazione di massa non verrà mai risolto e continuerà a diffondere preoccupazioni e ansie all’interno della società.” La Clinton ha quindi equiparato la crisi migratoria che da tre anni affligge il “Vecchio continente” a una “miccia”, capace di “fare esplodere”, prima o poi, le “tensioni sociali”.

L’esortazione rivolta dall’esponente democratica ai governi europei affinché questi ultimi introducano "al più presto" limiti all’immigrazione è stata seguita da un duro attacco nei confronti di Donald Trump. L’ex sfidante del tycoon ha infatti accusato, sempre nell’ambito dell’intervista a The Guardian, l’attuale inquilino della Casa Bianca di avere “distrutto l’identità e l’unità americane” e ha poi biasimato quest’ultimo per avere varato politiche “da monarca assoluto”, dirette a “reprimere il dissenso politico, la libertà di stampa e l’indipendenza del potere giudiziario”. Infine, la Clinton ha affermato che l’entourage di Trump riceverebbe “ingenti finanziamenti dalla Russia”.
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Messaggioda Berto » ven nov 23, 2018 10:21 pm

Patto Onu per le migrazioni, anche la Svizzera dice no. E l'Italia?

23 novembre 2018

https://www.qelsi.it/2018/patto-onu-per ... 9mhQvyx_EY

Si allunga la lista dei Paesi che dicono no al cosiddetto Global Compact for Migration. Ed è notizia di oggi che neanche la Svizzera firmerà il patto delle Nazioni Unite sulla migrazione. Lo ha deciso il Consiglio federale, spiegando in una nota che intende attendere il dibattito parlamentare su questo dossier, che si terrà nel corso dell’imminente sessione invernale delle Camere federali.

La Svizzera non parteciperà quindi alla conferenza internazionale che si terrà a Marrakech il 10 e 11 dicembre durante la quale il patto dovrà essere formalmente approvato, sottolinea un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

A livello globale, gli Stati Uniti si erano già dissociati dai piani Onu per le migrazioni. Nel frattempo hanno fatto altrettanto l’Ungheria, l’Austria, l’Australia e la Repubblica Ceca. Anche la Polonia potrebbe allungare la lista dei refrattari. Si attende in merito la decisione del governo italiano.
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Messaggioda Berto » ven nov 23, 2018 10:26 pm

L'Australia stoppa l'Onu sul piano per i migranti
Emanuele Canepa - Gio, 22/11/2018

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/mig ... SCnrf_Nqj8

L'Australia non solo non firmerà il trattato promosso dall'Onu sui fenomeni migratori, ma taglierà persino la quota annuale di immigrati nel paese, riducendola di almeno 30mila unità

Ad annunciare la mancata sottoscrizione del trattato Onu sui fenomeni migratori è stato lo stesso primo ministro conservatore australiano, Scott Morrison, in una serie di esternazioni che hanno riportato la questione migranti al centro della scena politica australiana, uniformandosi di fatto alla linea tenuta da Stati Uniti ed Israele.

"Non pensiamo che un'eventuale firma a questo accordo possa migliorare la nostra capacità di controllare le frontiere e di gestire il nostro programma di immigrazione" - riferisce il Premier in un comunicato istituzionale redatto con il ministro degli Affari Interni Peter Dutton e degli Esteri Marise Payne sulla questione migranti.

Più duro è stato invece il commento affidato al quotidiano The Australian durante un'intervista: "Non intendo sottoscrivere un trattato che ritengo sia contrario all'interesse nazionale e che potrebbe essere utilizzato contro l'Australia da chi critica la nostra politica sul controllo dei confini".

Il timore di Morrison nei confronti dei migranti riesede, del resto, nella preoccupazione che nutre il popolo australiano in merito al ritmo di crescita della popolazione che, specialmente nelle grandi città, è fortemente alimentato dall'afflusso di nuovi immigrati.

"La crescita della popolazione ha svolto un ruolo importante nel successo della nostra economia. Ma ora gli australiani nelle grandi città sono preoccupati per questo fenomeno. A Sydney e a Melbourne le strade sono sempre più congestionate, gli autobus e i treni sono pieni, le scuole non accettano più nuovi alunni" - ha infatti affermato parlando della riduzione della quota annuale di immigrati che il governo autraliano prevede di introdurre nel breve periodo.
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Messaggioda Berto » ven nov 23, 2018 10:31 pm

Israele non firmerà il patto per la migrazione
21 novembre 2018
Amanda Gross

http://www.italiaisraeletoday.it/israel ... fbONswr9QE

“Ho incaricato il Ministero degli Esteri di annunciare che Israele non parteciperà alla riunione di Marrakech e non firmerà il patto per la migrazione”. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che Israele non aderirà al patto globale per le migrazioni delle Nazioni Unite, che dovrebbe essere firmato il mese prossimo a Marrakech, in Marocco, dalla maggior parte dei governi del mondo. Anche gli Stati Uniti hanno anche respinto il patto.

“Abbiamo il dovere – ha detto Netanyahu – di proteggere i nostri confini dagli infiltrati illegali. Questo è quello che abbiamo fatto, ed è quello che continueremo a fare “. Il patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare , che non sarà giuridicamente vincolante, è stato finalizzato sotto gli auspici dell’ONU a luglio. Dovrebbe essere formalmente approvato in una riunione dell’11-12 dicembre a Marrakech.

L’antagonismo in Israele verso i migranti si è irrigidito negli ultimi anni con circa 35.000 migranti africani nel paese di fronte all’ostilità dei legislatori e dei residenti in comunità con popolazioni di migranti. Secondo un sondaggio del Pew Research Center del mese scorso, il 57% degli israeliani si oppone all’accettazione di rifugiati in fuga da guerre e conflitti, ben al di sopra di quello dei cittadini di molti altri paesi occidentali.



Il patto sbagliato e pericoloso che legalizza l’immigrazione
Ugo Volli
23 novembre 2018

https://www.progettodreyfus.com/immigra ... 0TSnlPhbMA

Il patto sbagliato e pericoloso che legalizza l’immigrazione. Il prossimo 10 e 11 dicembre a Marrakesh in Marocco i rappresentanti della “comunità internazionale”, cioè in sostanza gli ambasciatori di moltissimi paesi si riuniranno sotto l’egida dell’Onu per firmare un “patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare”. E’ un documento di 33 pagine, scritto in stretto linguaggio diplomatico, che trovate qui . Sono elencati 23 obiettivi, parecchi dei quali sono perfettamente ragionevoli, come la possibilità di un ritorno in patria sicuro per gli immigrati o la possibilità di conservare e trasferire i loro crediti pensionistici cambiando paese. Altri sono molto meno accettabili, spesso velati in un linguaggio accuratamente criptico. Ma quel che conta è il concetto generale: fare della migrazione un diritto, cui gli stati non dovrebbero potersi opporre .

Il “patto” dichiara di non essere vincolante giuridicamente, ma si sa bene come vanno queste cose: si comincia con alte dichiarazioni di principio e si va verso la coazione di quella che molto impropriamente è chiamata “legge internazionale”. Molto impropriamente perché non esiste un’autorità internazionale riconosciuta né tanto meno democratica, che abbia avuto l’incarico di formularla e farla rispettare. Gli stati nazionali sono i soli soggetti cui i cittadini hanno riconosciuto sovranità, e i soli che possano essere davvero democratici. La tendenza attuale da parte delle élites politiche in Occidente è di spingere gli stati a cedere sovranità ad autorità sovrannazionali non democratiche, in maniera tale da poter imporre una volontà basata sul loro consenso, che piaccia o meno ai popoli.

Il primo difetto di questo patto, non a caso concepito per impulso di Obama e con l’appoggio dell’Unione Europea è nella sua natura ambigua dal punto di vista giuridico, nell’intenzione non dichiarata, anzi esplicitamente negata ma evidente nel testo di sottrarre alle scelte nazionali la gestione dell’immigrazione per farla diventare un oggetto di amministrazione internazionale.

Il secondo difetto è che, anche se qua e là si dichiarano le differenze, di non distinguere nella maggior parte degli obiettivi fra immigrazione legale e illegale, immigrazione economica e rifugio cercato contro le persecuzioni e le guerre. Mentre l’immigrazione legale deve ovviamente essere difesa e le devono essere riconosciuti dei diritti, quella illegale è tutt’altra cosa, essa va repressa e impedita, se si vuole mantenere l’esistenza degli stati e il legame fra cittadinanza e diritti politici che è l’origine della democrazia. E mentre è giusto riconoscere il diritto d’asilo per rifugiati che sfuggono a persecuzioni politiche o razziali, non è possibile assegnare lo stesso diritto a coloro che cercano di trovare una sistemazione economica migliore. Gli stati hanno naturalmente diritto di incoraggiare l’immigrazione economica se è anche nel loro interesse, come è accaduto negli stati americani fra Ottocento e Novecento, ma non si vede perché dovrebbero essere obbligati a farlo o a non filtrare categorie economiche, competenze o paesi di provenienza. Insomma l’asilo può essere un diritto, l’immigrazione indiscriminata certamente no, perché sconvolge il legame democratico fra popolo e stato e se è massiccia, impoverisce fortemente lo stato che ne è oggetto senza migliorare sensibilmente la condizione di quello di partenza, per una semplice questione di numeri. Per fare solo un esempio, l’Unione Europea ha oggi 500 milioni di abitanti, l’Africa 1,2 miliardi, che si prevede diventino 2,5 nel 2050. Anche se immigrassero in Europa due africani per ogni europeo, distruggendo di conseguenza identità ed economia del nostro continente, l’Africa nel 2050 avrebbe comunque 300 milioni di abitanti più di ora. E il disastro abbraccerebbe entrambi i continenti.

Dunque questo patto è da respingere interamente. E in effetti gli Usa hanno annunciato che non lo firmeranno, e così l’Australia, l’Austria, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Polonia, la Croazia: i soliti cattivi secondo l’opinione benpensante dei media e della politica europea, cui Netanyahu ha deciso di unire anche Israele. Com’è noto, gli Stati Uniti sono oggetto di un’intensa campagna anarchica che pretende di spalancare le frontiere agli immigranti illegali dall’America Latina e anche nella piccola Israele c’è un problema di immigrazione illegale dall’Africa. Sarà interessante vedere che posizione prenderà l’Italia, che a sua volta ha un problema massiccio di immigrazione illegale. Riuscirà Salvini a portare anche il nostro paese nel fronte del no a Marrakesh?
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Messaggioda Berto » lun nov 26, 2018 10:34 pm

Immigrazione fatta a maglie - Salvini impallinato da Moavero sul 'global compact'?
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

http://m.dagospia.com/immigrazione-fatt ... pbY_HNtZIY


Ma come, tutta l'estate a discutere sulla differenza fra rifugiati e migranti economici, a ristabilire i confini delle nazioni, a organizzare cooperazione e aiuto economico a casa loro, a combattere contro la prepotenza francese e l'ipocrisia tedesca, intanto zitta zitta l'Onu sta preparando il Grande Fratello degli sbarchi, e il governo Conte, per mano del ministro degli Esteri, Moavero, ci casca con tutte le scarpe, il ministro Matteo Salvini non se n'è accorto, visto che per ora tace, e il 10 dicembre della convention con ratifica a Marrakesh si avvicina.

L'ONU vuole gestire a livello mondiale le regole dell'immigrazione? “Vade retro” in Italia per ora lo ha detto soltanto Giorgia Meloni con una interrogazione parlamentare e un bel faccia a faccia di contrapposizione col ministro degli Esteri durante il quale gruppo di Fratelli d'Italia ha tirato fuori cartelli in difesa dei confini nazionali. Fuori dai confini patri però la leader di Fratelli d'Italia non è sola, è in folta compagnia.

Se lo dice perfino Hillary Clinton che bisogna farla finita con gli immigrati… Ai quali, infatti, nella sempiterna ricerca di una ragione altra da sé della sconfitta nel 2016, la signora attribuisce oggi in un'intervista al Guardian, che con santa ingenuità la riproduce, le colpe dell'affermazione del populismo e della Brexit, il trionfo di Trump e il sovranismo europeo, insomma il fatto che lei non è il presidente degli Stati Uniti.

È l'immigrazione, bellezza, e intorno ci gira la politica di tutto il mondo, gira intorno a sbarchi, affari, terrorismo, mito dell'accoglienza, reazioni profonde di chi si sente invaso.

Se ad una ad una, capitanati dal solito Trump, stanno scappando dal progetto di Global Compact delle Nazioni Unite le nazioni che capiscono che è una trappola, che sentono odore di bruciato, non si capisce perché il governo italiano invece taccia e annunci che accetta l'accordo.

La sensazione, la certezza, è che al Ministero degli Esteri si segua una linea politica opposta a quella del ministero degli Interni, e bene ha fatto a lanciare l'allarme Giorgia Meloni in Parlamento.

Andiamo per ordine.

Un numero crescente di nazioni rifiuta di sottoscrivere l'accordo sulla migrazione di massa stipulato dalle Nazioni Unite e un numero crescente di esperti ora è uscito allo scoperto per esprimere preoccupazione sul testo del documento e sulle implicazioni legali che avrebbe per i Paesi membri del patto la firma del documento.

Il presidente Donald Trump è stato il primo già nel dicembre del 2017 nella disapprovazione generale a dire che non se ne parla nemmeno, e partecipando all'Assemblea Generale di settembre, ha ribadito che “ il fenomeno della migrazione non può essere governato da una struttura internazionale che non deve rispondere ai cittadini della nostra nazione. In definitiva l'unica soluzione a lungo termine alla crisi migratoria è quella di aiutare le persone a costruire un futuro migliore in patria, a fare la propria nazione grande di nuovo”.

Al cattivone Trump si sono gradualmente accodati Australia, Israele, Polonia, Ungheria, Svizzera, Repubblica Ceca, Austria; preannunciano distacco Bulgaria, e Croazia, altre seguiranno, ma l'Italia no, in risposta alla interrogazione parlamentare durissima della Meloni, Moavero ha risposto che l'Italia è d'accordo.

Non si tratta di un pronunciamento internazionale che lascia il tempo che trova e non obbliga le nazioni, perché come spiega bene il professore di legge belga, Pierre d’Argent, il pact verra’ usato come precedente dagli avvocati per interpretare il significato delle leggi.

“ Gli avvocati useranno il patto come strumento e punto di riferimento per tentare di argomentare: è una cosa che è già accaduta in giurisdizioni nazionali internazionali per riferirsi a strumenti che non sono legalmente obbliganti, ma sono di ispirazione alle sentenze”. Quella che un altro studioso di legge internazionale il tedesco Matthias definisce “un’area legale grigia”, che “ darebbe l'impressione di una debolezza degli Stati e alzerebbe le aspettative dei potenziali migranti del terzo mondo, avendo insomma impatto sulla quantità di sbarchi se non sulle leggi”. Si capisce cosa vorrebbe significare questo per l'Italia.

Per dirla in soldoni, il Global Compact elimina la distinzione tra gli stranieri che arrivano illegalmente per ragioni politiche e di persecuzione e quelli che ci arrivano per ragioni economiche o per ricongiungersi con nuclei familiari, e di fatto apre un contenzioso sulla legalità e la illegalità; inoltre impedisce di perseguire penalmente quelli che fanno affari con l'emigrazione, obbliga gli stati a fornire servizi indipendentemente dallo Stato di rifugiato, mette in mano a una struttura sovranazionale, sia pur su base volontaria dell'adesione al patto, le sovranità nazionali in tema di immigrazione”.

Dopo l’intemerata di Giorgia Meloni e di Fratelli d'Italia, speriamo che qualcuno avvisi Matteo Salvini che gli stanno tirando un bidone. Fuoco amico.
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Messaggioda Berto » lun nov 26, 2018 10:36 pm

Monito di Trump al Messico: 'Rimpatriare i migranti'
26 novembre 2018

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2 ... 3a1db.html

Donald Trump lancia un monito al Messico: rispedisca a casa i migranti al confine con gli Usa. "Dovrebbero rimpatriare nei loro Paesi quei migranti che sventolano le bandiere - scrive su Twitter - molti dei quali sono spietati criminali. Lo facciano con gli aerei, con i bus o come vogliono, ma quelle persone non entreranno mai negli Stati Uniti".
Intanto, almeno 42 migranti sono stati arrestati sul lato americano del confine in seguito alle tensioni delle ultime ore.
'Chiuderemo il confine" con il Messico "in modo permanente, se necessario", ha detto il presidente in precedenza invitando il Congresso a elargire i fondi per la realizzazione del muro. Molti dei migranti sono "criminali", attacca il presidente degli Stati Uniti, e "non entreranno negli Usa".


Carovana migranti, Trump: "Se necessario chiudiamo confine in modo permanente. Ora il Messico li rimpatri, sono criminali"
26 novembre 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... li/4793776

“Chiuderemo il confine” con il Messico “in modo permanente, se necessario”. Il giorno dopo l’assalto tentato da gruppi di migranti della carovana proveniente dal centro America al confine vicino Tijuana per entrare negli Stati Uniti, Donald Trump torna a puntare il dito contro Città del Messico e invita il Congresso a elargire i fondi per la realizzazione del muro. Le autorità messicane “dovrebbero rimpatriare nei loro Paesi quei migranti che sventolano le bandiere – ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Twitter – molti dei quali sono spietati criminali. Lo facciano con gli aerei, con i bus o come vogliono, ma quelle persone non entreranno mai negli Stati Uniti”.

Domenica gli agenti Usa di frontiera hanno arrestato 42 migranti, ha riferito alla Cnn il capo dei Border Patrol Agents Rodney Scott, secondo il quale numerose persone sono riuscite ad attraversare il confine senza essere arrestate. Lunedì l’autorità americana per le dogane e la protezione dei confini (CBP) ha disposto la riapertura del valico di confine di San Ysidro, al confine con il Messico, dopo la chiusura decisa domenica in seguito all’assalto. In una serie di tweet la CBP di San Diego ha annunciato che il valico è riaperto alle auto in direzione nord e sud e al passaggio pedonale.

Le autorità messicane hanno reso noto che verranno rimpatriati i circa 500 migranti, appartenenti alla cosiddetta carovana, che hanno tentato di prendere d’assalto il confine. Il gruppo è stato arrestato dopo aver cercato di attraversare il confine “illegalmente” e in “modo violento” domenica, ha detto il ministero dell’interno del Messico in una dichiarazione, spiegando che quelli identificati come partecipanti a questi “eventi violenti” saranno rimpatriati immediatamente.

La sequenza video mostra decine di persone – tra cui donne e bambini – che corrono verso la recinzione che separa i due paesi vicino alla città di Tijuana. Gli ufficiali di frontiera degli Stati Uniti hanno usato i gas lacrimogeni per respingerli. “Nonostante la complessità del problema – ha inoltre reso noto il ministero dell’Interno messicano – e coerentemente con la politica interna di rispetto dei diritti umani e della non criminalizzazione del fenomeno migratorio, il Messico non dispiegherà forze militari al confine”. Sul lato americano del confine, riportano i media statunitensi, i migranti arrestati sono almeno 42.
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Messaggioda Berto » ven nov 30, 2018 7:16 am

Global compact, Lega contro il diritto a migrare: "Non faremo entrare tutti"
Claudio Cartaldo - Lun, 26/11/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... WAlYBr-Ulw

La Lega si schiera contro il Global Compact sui migranti. Si sono sfilati già Usa, Austria, Polonia e Ungheria. Saltamartini: "Contrari a ingressi incontrollati"

Nei giorni scorsi diversi esponenti del centrodestra avevano invitato il governo, e in particolare la Lega, a prendere posizione contro il Global Compact sui migranti, l'accordo internazionale sul "diritto a migrare".

Oggi il Carroccio ha raccolto la richiesta: il capogruppo in Commissione Esteri ha presentato una risoluzione per spiegare "perché il nostro Paese, come hanno già fatto anche altri Stati europei, non deve aderire al Global Compact".

"Nessuno può imporci un'immigrazione incontrollata", attacca il capogruppo Paolo Formentini secondo cui l'accordo internazionale nient'altro è che "l'ennesimo tentativo di ingerenza nelle politiche nazionali". Sono già diversi gli Stati che hanno annunciato il desiderio di non aderire all'accordo. Si va dagli Stati Uniti alla Polonia, passando per l'Austria, l'Ungheria e l'Australia. Ora nell'elenco potrebbe aggiungersi pure il Belpaese.

"Ci sembra assurdo dare ad un organismo non eletto che non risponde direttamente ai cittadini una competenza propriamente statuale", aggiunge Formentini. "È anacronistico e socialmente pericoloso - prosegue - limitare la sovranità nazionale nella gestione dei flussi migratori. Allo stesso tempo è falso che il fenomeno della migrazione di massa sia positivo e vantaggioso per tutti. Lo abbiamo visto in questi anni di finta accoglienza voluta dai governi di sinistra cosa è successo in Italia. Occorre quindi una netta distinzione tra rifugiati, per quali le nostre porte sono e saranno aperte e migranti economici e clandestini".

La linea della Lega viene ribadita anche da Barbara Saltamartini. Per la deputata della Lega e Presidente della Commissione attività produttive della Camera il Carroccio non consentirà "ingressi a chiunque, neanche sotto il cappello dell'Onu tramite il Global Compact". "Allo stesso tempo - conclude la deputata del Carroccio - saremo sempre favorevoli ad una regolamentazione seria dei flussi ma non possiamo concedere a tutti il diritto di emigrare, indipendentemente dalla ragione che spinge a farlo. Né siamo e saremo propensi a perdere ulteriormente la nostra sovranità. Come è ben noto, noi siamo per una rete sicura di accoglienza, per coloro che effettivamente ne hanno diritto, ed è per questo che sosteniamo i corridoi umanitari. Allo stesso tempo, però, continueremo ad essere contrari a ingressi incontrollati nel nostro territorio".



Il governo ritira la firma dal patto Onu sull'immigrazione
Di Redazione TPI 28 Nov. 2018

https://www.tpi.it/2018/11/28/global-co ... oc3UrhpQB8

Global Compact, no dell’Italia – L’Italia sospende l’adesione al Global Compact sull’immigrazione, il patto firmato da oltre 190 Paesi il 19 settembre 2016 e ribattezzato “Dichiarazione di New York“. Inoltre l’Italia non parteciperà nemmeno al summit Onu di Marrakech, in Marocco, che tra il 10 e l’11 dicembre adotterà il documento.

Ad annunciare la sospensione dell’adesione dell’Italia è stato il premier Giuseppe Conte in una nota: “Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini”.

Per questo, si legge, il governo ritiene “opportuno parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera”.

A Marrakech, quindi, “il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato”.

Global Compact, il no di Lega e Fratelli d’Italia

Il premier cede quindi alle polemiche della destra, in particolare di Fratelli d’Italia, e soprattutto alle pressioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha spiegato la linea del governo.

“Il governo italiano” ha spiegato Salvini “come hanno fatto gli svizzeri che il global compact lo hanno portato avanti fino a ieri e poi hanno detto fermi tutti, non firmerà alcunché e non andrà a Marrakech”.

Di adesione o meno al Global Compact, quindi, si discuterà in Parlamento: “Deve essere l’Aula a discuterne”.
Global Compact, la rabbia delle opposizioni

Immediata la reazione delle opposizioni. In prima fila il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, che ha attacca la posizione di Salvini: “Non abbiamo come presidente del Consiglio Salvini, vi do una notizia, ma abbiamo un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che all’Onu ha detto che firmeremo il Global compact e abbiamo un ministro degli esteri che insieme al presidente del Consiglio ha detto pubblicamente alle Nazioni Unite che firmeremo il Global compact”.

“Se il ministro Salvini non sa queste cose, approfondisca la sua competenza, che non è sugli Esteri, e poi non ci venga a fare la predicozza”. Poco dopo, la doccia fredda, con Conte che ha ceduto alle pressioni di Salvini.

Global Compact, l’Onu contro i Paesi che si stanno ritirando

L’inviata speciale delle Nazioni unite per le migrazioni internazionali, Louise Arbour, si è scagliata contro i Paesi che hanno deciso di ritirarsi dal Global Compact per le migrazioni sicure, ordinate e regolari defindendo la decisione un “rimorso del compratore”, visto che l’accordo non vincolante l’avevano inizialmente approvato.
Global Compact | I principi centrali

Principi centrali del Global Compact for Migration sono:

la lotta alla xenofobia
la lotta allo sfruttamento
il contrasto del traffico di esseri umani
il potenziamento dei sistemi di integrazione
assistenza umanitaria
programmi di sviluppo
procedure di frontiera nel rispetto del diritto internazionale, a iniziare dalla Convenzione sui rifugiati del 1951

Global Compact | “Gli apporti positivi dei migranti”

Uno dei principi più invisi alle forze politiche di destra, a partire dagli Usa di Donald Trump, è quello che chiede “il riconoscimento e l’incoraggiamento degli apporti positivi dei migranti e dei rifugiati allo sviluppo sociale”. Il Patto prevede inoltre un maggiore sostegno ai Paesi e alle comunità che ospitano il maggior numero di rifugiati.

Global Compact | I Paesi contrari

Resistenze, però, soprattutto con i vari cambi di colore dei governi, sono arrivate da diversi Paesi che hanno firmato il documento nel 2016. Dagli Stati Uniti di Donald Trump ai cosiddetti Paesi del Gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblia Ceca, Slovacchia, Ungheria). A questi si sono aggiunti Austria, Bulgaria, Svizzera e Polonia.




Migranti, Salvini annuncia lo stop al Global Compact Conte: decide il Parlamento
Silvia Morosi
28 novembre 2018

https://www.corriere.it/cronache/18_nov ... DVunfq_ARY

Il vicepremier leghista frena sull’accordo internazionale per «una migrazione sicura, ordinata e regolare. L’Italia non andrà a Marrakesh e non firmerà alcunché»

Migranti, Salvini annuncia lo stop al Global Compact dell’Onu. Conte: «Deciderà il Parlamento»

Un annuncio a sorpresa quello del vicepremier Matteo Salvini alla Camera. Mercoledì mattina in Aula il ministro dell’Interno ha chiarito che il governo italiano non firmerà il «Global compact» sull’immigrazione, sottolineando che sarà il Parlamento a decidere se aderire o meno al trattato (ecco di cosa si tratta). Una decisione confermata, in pochi minuti, anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che, in una nota, ha detto: «Il Global Migration compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera». Salvini ha spiegato, poi, che l’Italia non parteciperà al summit Onu di Marrakesh, in Marocco, che tra il 10 e l’11 dicembre è chiamato ad adottare il documento (della vicenda aveva scritto Sette nem numero in uscita il 7 novembre).

Di cosa si tratta

Il «Global compact for migration» è il patto lanciato dall’Onu , il 19 settembre 2016 a New York, nel corso di un summit straordinario su migranti e rifugiati, allo scopo di garantire a livello internazionale «una migrazione sicura, ordinata e regolare». Supportato con forza da Barack Obama, appoggiato da Paolo Gentiloni che lo scorso luglio ne aveva sottolineato l’importanza, è stato respinto da Trump: il trattato mira all’individuazione di procedure e alla definizione di impegni condivisi da parte della comunità internazionale sull’emergenza immigrazione. Resistenze sono arrivate anche da altri Paesi che hanno firmato il documento nel 2016, come quelli del Gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria). A questi si sono aggiunti Austria, Bulgaria, Svizzera e Polonia.

Le posizioni in Italia

Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia definiscono «folle» il documento Onu in quanto «distrugge di fatto i confini e gli Stati nazionali favorendo l’immigrazione incontrollata». Il Pd e Leu, in aula, attaccano il titolare del Viminale affermando che è lui il vero capo dell’esecutivo italiano visto che detta la linea. Il capogruppo dem Graziano Delrio è durissimo: «Il vero presidente del Consiglio è Salvini e ha smentito il ministro degli Esteri e il premier sull’adesione dell’Italia al «Global compact for migration». Moavero e Conte avevano ribadito all’Onu che l’Italia avrebbe firmato l’11 dicembre. Ora Salvini cambia la linea del governo e si rimette al Parlamento. È un cambio di posizione sostanziale che fa ulteriormente perdere credibilità all’Italia, dopo la brutta figura sulla manovra». Laura Boldrini (Leu) ricorda invece che «il Global compact, il cui esito non è vincolante, vuole solo essere un forum per trovare le soluzione e l’Italia si lamenta sempre di essere lasciata sola e quando c’è l’occasione non va all’incontro, smentendo clamorosamente il presidente del Consiglio: è gravissimo».



La Kyenge vuole il Global compact "O aumenta il razzismo in Ue"
Federico Garau - Gio, 29/11/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 7wdFRVBM60

L’ex ministro del Pd cita il sondaggio “Essere neri nell’Ue” come prova fondamentale per documentare l’incremento di episodi razzisti nel vecchio continente e invita tutti i paesi ad aderire al Global Compact

Con l’avvicinarsi del Global Compact, e vista la minaccia da parte di alcuni paesi di non prendere parte all’evento che equiparerebbe i diritti dei clandestini a quelli dei richiedenti asilo, torna a parlare Cecile Kyenge.

“Sarò a Marrackech con la delegazione del Parlamento. Il Global compact fornisce un risvolto globale al tema della globalizzazione. Troppi gli Stati membri che hanno deciso di sabotare la conferenza inter-governativa. A questi Paesi, soprattutto il mio, l'Italia, dico: andateci. Orban, Salvini e tutti i leader dei paesi che hanno deciso di fare questo passo: venite con noi a Marrackech. Opporsi al patto globale, significa non solo opporsi a soluzioni per una migrazione più sicura e regolare, ma opporsi alla dignità e ai diritti umani dei migranti. Non restate al di fuori fuori dalla storia. Le migrazioni non si fermeranno.”, riferisce come riportato da “Ansa”.

L’ex ministro Pd tenta in ogni modo di portare acqua al suo mulino, e per farlo utilizza i dati del sondaggio “Essere neri nell’Ue”, così da dimostrare l’aumento del razzismo in Europa. Il rapporto, tracciato da un’agenzia europea dei diritti, prende in esame quelle che sarebbero le discriminazioni subite quotidianamente dai neri nel vecchio continente. Il sondaggio parla di un 30% di individui vittime di forme di discriminazione, tra insulti per il colore della pelle e violenze. Non fa invece riferimento al fatto che quotidianamente in Europa entra un numero sempre maggiore di clandestini, agevolati da organizzazioni no profit e Ong che di certo non agiscono se non per interessi economici, oramai mascherati in malo modo. Non fa neppure menzione del fatto che ci sia una netta crescita del numero dei crimini di cui si macchiano questi nuovi entrati, né al fatto che abbiano incrementato le fila dei detenuti nelle carceri del vecchio continente. Nessun accenno neppure a chi ha promosso o finanziato il sopra menzionato sondaggio od a quanto possa esser costato.

”Dobbiamo riconoscere che l’Europa sta cambiando il proprio volto. L’Europa deve trovare nuova linfa vitale dal pluralismo e dal multiculturalismo che caratterizza la società per opporsi al razzismo crescente. I crimini dettati dall’odio razziale sono l’espressione più meschina della discriminazione perché abusano apertamente della dignità umana su base etnica.”, insiste Kyenge, come riportato da “Il Secolo d’Italia”.

Probabilmente l’interpretazione errata del problema nasce da un ampliamento eccessivo del valore semantico della parola “razzismo”. Questa viene estesa anche ad abbracciare l’atteggiamento di quegli Stati che tentano di porre rimedio ad un’indiscriminata invasione divenuta ormai impossibile da controllare e regolamentare. Ed ecco che, creando delle leggi che possano tutelare e salvaguardare i cittadini autoctoni, questi paesi vengono immediatamente bollati come “razzisti”.


Alberto Pento
Questo personaggio orrendo è tra i più razzisti che vi siano al mondo, non ha alcun rispetto per i nostri diritti umani di bianchi, occidentali, nativi o indigeni europei e italiani; è una mostruosità.
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Messaggioda Berto » sab dic 01, 2018 8:42 pm

Obama oggi grida allo scandalo ma ha usato lacrimogeni centinaia di volte
Maria Giovanna Maglie per “Dagospia”
29 novembre 2018

http://m.dagospia.com/america-fatta-a-m ... To-9kbAAdI

Il doppiopesismo fa parte delle fake news quotidiane. Ma quello utilizzato dai democratici, capitanati dall'ex presidente Barack Obama che sui poveracci del mondo da accogliere con gentilezza e comprensione ci ha fatto gli ultimi comizi della campagna di mid term, ed è stato sposato con entusiasmo dai media americani e di tutto il mondo, più che doppiopesismo è faccia di culo..

Gridano allo scandalo, al disgusto, al razzismo, al fascismo, dopo che gas lacrimogeni sono stati utilizzati dagli agenti di confine per respingere un assalto di migranti ai confini col Messico. È la famosa carovana che dall'Honduras arriva, annunciata e accompagnata dai media.

Magari hanno ragione coloro che sostengono che non si lanciano gas sulla folla, anche se questa folla tenta di passare dei confini illegalmente, anche se lanciano bottiglie e pietre. Ma gli stessi che oggi gridano allo scandalo, ovvero l'ex presidente Barack Obama, gli esponenti del suo governo, i deputati e senatori democratici, hanno fatto uso di lacrimogeni e di proiettili urticanti centinaia di volte quando erano al potere, nella stessa situazione. Più ipocriti di così! Basterebbe raccontarlo.

Vi ricordate le immagini dolorosissime dei bambini separati dai genitori e rinchiusi in alcuni container che assomigliavano a delle gabbie? Ci abbiamo campato di scandalo e raccapriccio pe tutto il primo periodo della Presidenza Trump, Peccato che fossero immagini del 2014. quando Trump ancora non aveva neanche deciso di candidarsi.

Lo scandalo, come spesso capita, è costruito per gli occhi di chi guarda. Chi domenica scorsa ha guardato le immagini di un gruppo di migranti a Tijuana, confine tra il Messico e la California, respinti con I gas mentre tentavano di passare attraverso la rete che separa i confini, per entrare negli Stati Uniti e raggiungere San Diego, magari non ricorda, o fanno in modo che non ricordi che così fan tutti.

Gli agenti di confine hanno sparato lacrimogeni e respinto il passaggio dei migranti che in buona parte sono tornati indietro e in parte sono stati arrestati sotto le telecamere che mostravano immagini naturalmente spiacevoli a milioni di americani a casa per il weekend davanti alla televisione, ma pure a noi sparsi per il mondo

Interrogato a proposito, Donald Trump risponde sempre allo stesso modo, ovvero che nessuno entra nel Paese se non legalmente, e dunque tutti gli altri tentativi vanno respinti secondo la legge, che va applicata con rigore. Come si dice negli Stati Uniti, Law & Order.

Il punto però, nella miriade di informazioni terroristiche arrivate nelle ultime settimane sulla missione della carovana dei migranti, un piccolo esercito con propositi di occupazione ben guidato e foraggiato,è che prima di tutto 8 americani su 10, intervistati in numerosi sondaggi, la pensano come il presidente, a differenza delle Élite liberal, a dimostrazione che veramente tutto il mondo oggi sull'immigrazione e paese..

Poi c'è che il fronte della solidarietà piagnona si sta infrangendo, Tanto è vero che numerosi inviati delle Tv principali, come CBS e ABC, non certo solo FOX news, cominciano a dire che non ci sono nuclei familiari se non a favore di telecamere, che la maggior parte della carovana è composta di maschi giovani, e che in mezzo a loro non mancano le prove della presenza di bande organizzate di criminali, come il famigerato M13.

Infine che nel non lontano 2006 votarono per una riforma dura delle leggi sull'immigrazione, e per andare avanti con la costruzione di un muro di separazione, personaggi come Barack Obama, Hillary Clinton, Chuck Schumer, Nancy Pelosi, eccetera eccetera, ovvero gli stessi che adesso strillano al fascismo. Forse per questa ragione Chuck Schumer ha di recente dichiarato che è pronto a un accordo dei Democratici con l'Amministrazione sull'intera dolorosa vicenda.

Vediamo quanto resisteranno CNN e giornali in guerra con Trump a nascondere un accordo del genere, o a fingere che non sia in preparazione già da questo sabato dalla prossima settimana un accordo ufficiale molto importante tra i due Paesi, al quale sta lavorando il segretario di Stato, Mike Pompeo, assieme al nuovo ministro degli Esteri messicano. Il Messico e’ in transizione da un presidente all'altro e da un governo all'altro, e questo comporta qualche ritardo e incertezza in piu’ Andiamo per ordine.

Le immagini degli illegali al confine sono disturbanti, Eppure due giorni dopo gli incidenti un sondaggio di Scott Rasmussen e Harris X rivela che solo il 25% degli elettori pensa che la reazione degli agenti di confine sia stata eccessiva, e addirittura un 43% pensa che sia al contrario sempre troppo blanda.

Inoltre l'offerta di asilo già fatta dal Messico per il 62% è più che sufficiente e non è il caso che tentino di entrare proprio negli Stati Uniti. Non che gli americani abbiano all'improvviso deciso di diventare una nazione dalle frontiere chiuse, al contrario l’ 81% tiene molto all'eredità di un Paese di immigrati, al melting 'pot, solo che sono diventati estremamente preoccupati della legalità dell'ingresso nel Paese, E a differenza che in passato, vedono negli illegali una minaccia sociale e un pericolo economico.

Per questo 7 su 10 sostengono una riforma dell'immigrazione federale che blindi i confini e risolva una volta per tutte lo status degli illegali che già vivono negli Stati Uniti. Border security, la sicurezza dei confini, è, per il 55%, la prima esigenza nazionale..

Contro chi strillano allora deputati democratici, attivisti Antifa, associazioni e organizzazioni non governative, quando protestano contro la politica dei confini, se non contro gli americani stessi? E di quello che dicevano in passato non si ricordano ne’ si preoccupano?

Glielo ricorda il senatore repubblicano Lindsey Graham, che dopo le vicissitudini della nomina del giudice Kavanaugh, è diventato molto più combattivo. Lui parlava, ospite di Hannity su Fox News, e scorrevano le immagini di circa 100 migranti nel novembre del 2013, presidente il Nobel per la pace, che tiravano pietre agli agenti di confine, i quali rispondevano sparando proiettili al pepe e ricacciandoli indietro in Messico. Solo uno di numerosi episodi nei quali l'uso della forza si è reso necessario in passato come adesso.

Ma com'è che gli avvocati dei diritti umani in passato stavano zitti? O quel metodo fa schifo sempre, o non fa schifo mai.

Invece Ben Rhodes, ex consigliere di Obama, twitta fumando di indignazione: Non si gasano donne bambini e anziani non si usano punti di vista partigiani e faziosi Uomini e Donne in servizio ai confini dovrebbero sentirsi a disagio nel fare questo”. spudorato. Vi do per l'esattezza i dati della Homeland Security.
La polizia di confine ha usato la sostanza CS, 2-chlorobenzylidene malononitrile, a partire dal 2010 e per 26 volte nel 2012 e 27 volte nel 2013. Poi c'è stato un periodo di stasi, e di nuovo il gas è stato usato per tre volte nei respingimenti nel 2016, anno della campagna elettorale e ultimo di Barack Obama alla presidenza. Un altro agente è stato usato di frequente dalle truppe di confine, lo spray al pepe, con un record di uso di 151 volte nel 2013. Quest'anno, 2018, il gas è stato usato 29 volte, il pepe 43.

Dice Graham:” Quanto deve durare ancora questa pantomima? Se e’Obama che usa i gas lacrimogeni e’ perché protegge il nostro Paese, se è Trump, è perché è crudele, un bastardo senza cuore. E per fare questa operazione di bassa politica attaccano gli uomini e le donne che ci proteggono e rischiano la vita ai confini. È disgustoso”.
Graham conclude che è fondamentale che nessun componente della Carovana riesca ad entrare negli Stati Uniti perché sarebbe un segnale di debolezza sotto gli occhi di tutto il mondo e incoraggerebbe altre invasioni.

A un accordo serio sta lavorando Mike Pompeo, segretario di Stato, che sarebbe sul punto di chiudere un buon patto con il Messico. Si tratta di consentire che coloro che chiedono di entrare negli Stati Uniti possano temporaneamente restare sul territorio messicano e il tramiti burocratici siano svolti tutti in Messico.
L'accordo è sospeso perché sabato, dopodomani, si insedia il nuovo governo con il nuovo presidente, Andres Manuel Lopez Obrador, il cui comportamento è un po' un rebus. Populista di sinistra, ha fatto una fiera campagna elettorale di orgoglio messicano contro gli Stati Uniti, ma in fondo con Trump ha molti punti in comune.
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Messaggioda Berto » gio dic 20, 2018 3:50 am

Al-Sisi agli immigrati: “L’Occidente fa bene a chiudere le porte, prendetevi cura dei vostri Paesi”
Alice Battaglia
Il Cairo, 15 dic 2018

https://www.ilprimatonazionale.it/ester ... aesi-98703

Il presidente egiziano Abd al Fattah Al-Sisi si è espresso di recente sulle scelte dei Paesi occidentali che impediscono l’ingresso nel loro territorio agli immigrati del Terzo Mondo. A una domanda in merito, posta durante una sessione del World Youth Forum di Sharm El-Sheikh, Al-Sisi ha risposto così: “Invece di chiedere a me perché l’Occidente ci chiuda le sue porte, dovresti chiedere a te stesso perché il popolo afgano non si prenda più cura del proprio Paese… e vale lo stesso discorso per il Pakistan, l’Egitto, la Siria, la Libia, l’Iraq, lo Yemen e la Somalia”.

Il discorso, andato in onda a novembre, è proseguito così: “Lottiamo tra di noi da decenni, e poi ci aspettiamo che Paesi che lavorano notte e giorno per proteggere al meglio la propria gente e consentirle di mantenere un certo stile di vita ci consentano di entrare per approfittare noi stessi di quello stile di vita, dopo che ci hanno visti combatterci l’un altro per quarant’anni? Ѐ ovvio che si oppongano. Da parte mia non ha niente a che fare con l’essere con loro o contro di loro, sto solo cercando di analizzare il problema in maniera onesta. Dovremmo criticare prima noi stessi e chiederci: stiamo proteggendo i nostri Paesi o no?”.

Inutile essere risentiti – ha aggiunto Al-Sisi – con i leader politici della Germania, della Gran Bretagna o dell’Italia, o di qualunque altra nazione europea, perché tentano di proteggere i risultati che hanno raggiunto in tutti questi anni: “Pretendete che aprano i confini per voi, lasciandoci conservare la nostra cultura, che talvolta è molto differente dalla loro, e considerate questa come una condizione non negoziabile, tanto da affermare ‘siamo così e dovete accettarci così perché è un diritto umano’. Lasciatemi dire una cosa: no. Se andate in un Paese in qualità di ospiti, dovete obbedire alle leggi, ai costumi, alle tradizioni e alla cultura di quel dato Paese. Dovete farlo completamente! Se non siete disposti a questo, allora, semplicemente, non ci andate. Non aspettatevi che vi spalanchino le porte perché voi possiate entrare e creare problemi a casa loro. No. Sono quarant’anni che lottate tra voi e esigete che l’Occidente vi apra le sue porte? No. Se volete risolvere i problemi dei vostri Paesi, dovreste farlo nei vostri Paesi. Ecco perché dico agli egiziani che dovrebbero prendersi più cura dell’Egitto”.

Ancora una volta le dichiarazioni più permeate di logica e buonsenso sul tema dell’immigrazione arrivano proprio da quei governi che avrebbero ogni interesse a sostenere la linea dell’accoglienza senza se e senza ma portata avanti dall’Unione Europea, e non dai leader del nostro continente.
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Messaggioda Berto » gio dic 20, 2018 3:54 am

Il global compact sui migranti piace al Vaticano e al Papa
2018 12 07
https://www.diariodelweb.it/italia/arti ... WtT12cJeGw

CITTÀ DEL VATICANO – Il Vaticano promuove il global compact. La sezione Migranti e rifugiati del dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale della Santa Sede esprime «soddisfazione» per il testo finale del controverso patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare che sarà adottato al vertice delle Nazioni unite in programma lunedì e martedì a Marrakech. Al vertice parteciperà peraltro anche una delegazione vaticana, guidata dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin.

Parere favorevole
Pur esprimendo «riserve» su alcuni riferimenti del documento ad altre iniziative dell'Onu relative, in particolare, all'aborto e all'«agenda Lgbt», come è consuetudine della diplomazia vaticana nei fori internazionali, i due sottosegretari di questa sezione, della quale il Pontefice in persona ha avocato la direzione ad interim (il gesuita Michael Czerny e lo scalabriniano Fabio Baggio), scrivono in una nota: «Accogliamo l'adozione» dei due global compact «con speranza. La Chiesa può fare molto nell'area vasta e complessa della mobilità umana, e si propone di farlo con un approccio integrale (spirituale e materiale) nell'accoglienza, protezione, promozione e integrazione dei migranti più vulnerabili».

Anche nei Paesi contrari
La Santa Sede assicura, nella nota, che «anche nei paesi che hanno scelto di non aderire al global compact, la Chiesa continuerà ad attuare i quattro verbi, suggerendo opzioni e prassi che possano aiutare a soddisfare i bisogni di quelli che sono appena arrivati, e di quanti, pur risiedendo da diverso tempo in un altro paese, sono in una condizione di vulnerabilità. L'obiettivo ultimo è, naturalmente, lo sviluppo umano integrale di tutti: migranti, rifugiati, la loro comunità di origine e la comunità che li accoglie». Nel comunicato è inserito anche il link al video della sezione migranti e rifugiati» che spiega e illustra i quattro verbi di Papa Francesco, accogliere, proteggere, promuovere e integrare, «con un nuovo finale che esprime le speranze del Santo Padre per il global compact: i quattro versi sintetizzano la risposta alle sfide poste alla comunità politica, alla società civile e alla Chiesa. Il patto mondiale sui migranti costituisce un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche. La loro attuazione richiede il coordinamento degli sforzi di tutte le parti, tra le quali, potete starne certi, ci sarà sempre la Chiesa».



Global Compact, si allunga lista dei Paesi assenti. In Belgio il sì spacca il governo
9 dicembre 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... L6qfPzeHMA

Lunedì e martedì il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sarà a Marrakech, dove è in programma la conferenza intergovernativa chiamata ad adottare il Global Compact per la migrazione: l’accordo stilato sotto l’egida delle Nazioni Unite che si pone l’obiettivo di garantire una gestione completa dei fenomeni migratori internazionali. Il governo italiano, come aveva annunciato Matteo Salvini, aspetterà il voto del Parlamento, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia pressano la Lega per scegliere il no. I primi a ritirarsi, il 3 dicembre 2017, furono gli Stati Uniti di Donald Trump, seguiti dall’Ungheria di Viktor Orban e poi da altri Paesi. In Belgio invece la decisione del premier Charles Michel di andare a Marrakech ha portato il partito nazionalista fiammingo a lasciare la coalizione e aprire una crisi di governo a cinque mesi dalle elezioni.

La crisi in Belgio – Il ministro dell’Interno, Jan Jambon, della Nuova alleanza fiamminga (N-VA) ha confermato che lui e gli altri ministri del partito si dimetteranno. “È chiaro”, ha detto all’emittente nazionale Rtbf, dopo ore di incertezza. Il primo ministro Michel guiderà quindi un governo di minoranza fino la fine di maggio. Al potere da quattro anni, la coalizione è stata spesso messa a dura prova dalle posizioni anti-immigrazione dell’N-VA. Il leader del partito, Bart De Wever, ha lanciato l’ultimatum a Michel sabato sera minacciando di lasciare il governo se il primo ministro avesse partecipato alla conferenza Onu per approvare il Global Compact. Il premier belga è rimasto fermo, dicendo che avrebbe rappresentato il Belgio a Marrakech come il “capo di Stato di una coalizione responsabile“.

I “no” sulla scia di Trump e Orban – Un anno fa Trump annunciava all’Onu che non avrebbero aderito al Global Compact, quell’accordo voluto anche per iniziativa del suo predecessore Barack Obama. Poi la volta dell’Ungheria, schierata contro quella che il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, definì “una minaccia al mondo”. Con l’avvicinarsi alla data dell’appuntamento a Marrakech, dove appunto si firmerà l’accordo che non è vincolante, sono cominciati gli altri ripensamenti e annunci di defezioni dal vertice. La lista si allunga di giorno in giorno, anche con diversi paesi della Ue, in particolare del cosiddetto gruppo Visegrad: Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Polonia, e poi Austria, Bulgaria, Croazia, Israele e Australia. La Svizzera ha annunciato che non andrà al vertice in attesa di un pronunciamento del Parlamento sul Global Compact.



Il Cile non firma il patto ONU “migrare non è un diritto umano”
lunedì, 10, dicembre, 2018

https://www.imolaoggi.it/2018/12/10/il- ... itto-umano

Rodrigo Ubilla, sottosegretario del ministero dell’Interno del Cile, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano cileno El Mercurio che i rappresentanti del paese non si aspetterebbero che il patto ONU venga adottato nella città marocchina di Marrakesh.
“La nostra posizione è chiara”, ha detto. “Abbiamo detto che la migrazione non è un diritto umano. I paesi hanno il diritto di determinare i requisiti di ingresso per i cittadini stranieri. ”
Se confermato, il rifiuto del Cile conferma la sua posizione nei confronti di migranti la cui popolazione è cresciuta con afflussi da Venezuela, Haiti, Repubblica Dominicana e Colombia, tra le altre nazioni latine.



LES IMMIGRATIONNISTES TENTENT LE COUP
https://www.facebook.com/dragor.alphan. ... 4882591129

Ils ont rédigé un pacte officiellement "non contraignant" mais dans la pratique plus contraignant qu'une dictature islamique, dans le but de soumettre les lois des pays signataires aux organismes super-nationaux pour priver les États de leur souveraineté en matière d'immigration.
. Tous les pays fascistes ont signé ce pacte comme l'Iran, le Soudan, l'Arabie Saoudite, Cuba, le Venezuela, l'Algérie, la Turquie. Par contre il est refusé par les pays démocratiques comme les Etats-Unis, l'Australie, la République Tchèque, le Danemark, la Pologne, Israël, la Hongrie, l'Italie. Contre la volonté des Français, contraires à 80%, Macron veut signer (ou faire signer, car il est trop lâche pour aller personnellement à Marrakech) le pacte pour vendre la France aux États musulmans qui contrôlent toutes les organisations internationales qui s'occupent d' immigration et les utilisent pour islamiser l'Europe.
. Il veut adopter un traité en conflit avec les plus élémentaires principes constitutionnels et laïques, rejeté par la majorité des Français. Pour realiser son délire globaliste Il n'hésite pas à trahir la France, la rangeant à côté des dictatures qui piétinent les droits humains comme le raisin aux vendanges.


Gli immigrazionisti cercano il colpo

Hanno redatto un patto ufficialmente "non vincolante" ma nella pratica più vincolante di una dittatura islamica, allo scopo di sottoporre le leggi dei paesi firmatari agli organismi super-Nazionali per privare gli stati della loro sovranità in materia di immigrazione.
Tutti i paesi fascisti hanno firmato questo patto come l'Iran, il Sudan, l'Arabia Saudita, Cuba, il Venezuela, l'Algeria, la Turchia. Per contro, è rifiutato dai paesi democratici come gli Stati Uniti, l'Australia, la Repubblica Ceca, la Danimarca, la Polonia, Israele, l'Ungheria, l'Italia. Contro la volontà dei francesi, contrari al 80 %, macron vuole firmare (o far firmare, perché è troppo vigliacco per andare personalmente a Marrakech) il patto per vendere la Francia agli stati musulmani che controllano tutte le organizzazioni internazionali che si Occupano l'immigrazione e li usano per islamizzare l'Europa.
Vuole adottare un trattato in conflitto con i più elementari principi costituzionali e laici, respinto dalla maggioranza dei francesi. Per realizzare il suo delirio globalizzante non esita a tradire la Francia, la posto accanto alle dittature che calpestano i diritti umani come l'uva alla vendemmia.



Global Compact, tutto rinviato: governo decide di non decidere. Ma Fico: "Al tavolo per forza"
Giuseppe De Lorenzo - Mer, 19/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 18857.html

Approvata la mozione di Lega e M5S sulla firma del patto Onu. L'Italia valuterà l'impatto dell'accordo. Fico: "Va firmato"
Fico torna alla carica. E stavolta lo fa con termini perentori, quasi fosse un ordine. L'Italia - dice - sul Global Compact "deve per forza sedersi al tavolo".

Per forza.

Alla Camera la maggioranza gialloverde ha approvato una mozione (277 voti favorevoli, 224 contrari e tre astenuti) sul voto al patto Onu sui migranti. Bocciati invece i testi delle opposizioni a prima firma Meloni (FdI), Scalfarotto (Pd), Fornaro (Leu), Rossini (Fvp) e Fontana (FI). L'obiettivo dei penta-leghisti è quello di rinviare la decisione a data da destinarsi. Nella mozione i due capigruppo Molinari e D'Uva invitano il governo a valutare l'impatto concreto dell'accordo della Nazioni Unite sul diritto a migrare osservando "la portata" di cosa accadrà agli Stati che hanno già deciso di adottarlo.

In pratica un modo edulcorato di dire che M5S e Lega non hanno ancora trovato un accordo vero. Il Carroccio è fermo nella sua opposizione, i grillini sono divisi all'interno. Una parte del Movimento, quella che fa riferimento proprio a Roberto Fico, vorrebbe sfruttare la firma sul Global Compact per rifarsi la verginità sul tema immigrazione e mettere in difficoltà Salvini. Non si è ancora del tutto sgonfiato il dialogo tra dissidenti grillini e piddini desiderosi di votare "sì" all'accordo internazionale e allo stesso tempo fare uno sgambetto all'asse tra i due vicepremier.

Non è un caso se proprio mentre l'aula vota le mozioni sul Global Compact, Fico ne approfitta per mandare un messaggio chiaro di "dissenso" rispetto alla linea dell'esecutivo. "Per forza dobbiamo sederci a un tavolo assieme a tutti gli atri paesi - attacca il presidente della Camera - per affrontare la problematica. Quando c'è un tavolo dell'Onu, è chiaro che in questo tavolo ci devi stare e collaborare, firmare un patto che renda concettualmente e culturalmente un approccio globale". Sono giorni che il presidente conquista la scena mediatica con consiglio "pro-migranti" rivolti al collega Di Maio e al (poco amato) Salvini. Se ne "frega" dei sondaggi (che non premiano i buonisti) e tira dritto. Tanto che di fronte ai cronisti della stampa parlamentare per i tradizionali auguri natalizi il grillino tiene a precisare come "l'immigrazione sia una problematica" mondiale e che dunque "ogni Stato deve fare la sua parte". Anche l'Italia. Parola di Fico.


Migranti: l'Onu approva il 'Global Compact', l'Italia astenuta
19 dicembre 2018

http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... eae34.html

L'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato oggi la risoluzione che recepisce il Patto Globale per una sicura ordinata e regolare migrazione (Global Compact for Migration) con 152 voti a favore, 5 contro, 12 astenuti. L'Italia si è astenuta.

Il Global Compact era stato adottato il 12 dicembre dalla Conferenza Intergovernativa di Marrakech in Marocco con i "sì" di 164 paesi.

Il Patto Globale fissa 23 obiettivi e prospetta per ciascuno una serie di azioni a cui i governi possono ispirarsi per reagire al fenomeno delle migrazioni. "E' frutto di un lungo e complesso negoziato che non offende la sovranità degli Stati", ha detto prima del voto la presidente dell'Assemblea generale, Maria Fernanda Espinosa Garcies, secondo cui la migrazione "deve essere una opzione, non un atto di disperazione".

Ungheria e Stati Uniti hanno guidato il fronte del no a cui hanno aderito Polonia, Israele e Repubblica Ceca. Per il ministro degli Esteri ungherese, Peter Siarto, la migrazione è "un fenomeno pericoloso" e le Nazioni Unite "hanno fatto un errore" ad approvare un documento "sbilanciato a favore delle migrazione". L'Ungheria "non vuole diventare un paese di origine, di destinazione o di transito. E l'Ungheria vuole decidere chi può entrare nel paese e chi no", ha detto Siarto.

Conte: entrare nel merito sereni
"Abbiamo parlamentarizzato la discussione, l'importante è entrare nel merito. Il Global compact non è lo strumento per valutare se l'Italia è nel consesso dei grandi". Lo afferma il premier Giuseppe Conte ai cronisti al Quirinale. "Siccome è un documento programmatico, ci consente una certa serenità. Se si partecipa così emotivamente si rischia la crisi come in Belgio", aggiunge.
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