Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mar apr 28, 2020 8:18 pm

Lanciano, rom non vuole indossare mascherina e pesta il vigilante
Federico Garau - Mar, 28/04/2020

https://www.ilgiornale.it/news/cronache ... 58890.html

L'uomo, fin da subito nervoso per esser stato ripreso in quanto sprovvisto di mascherina, ha pestato l'addetto alla sicurezza interna, facendolo cadere a terra con un pugno e quindi infierendo su di lui

Invitato dall'addetto alla sicurezza di un supermercato di Lanciano (Chieti) ad indossare, come previsto del regolamento, la mascherina, lo ha aggredito con violenza, colpendolo con un pugno in pieno volto e continuando ad infierire su di lui anche dopo averlo fatto finire a terra.

Protagonista in negativo della vicenda F.D.R., individuo di etnia rom che, in compagnia del fratello, aveva raggiunto l'ipermercato Oasi di Lanciano durante il pomeriggio di ieri, lunedì 27 aprile. Sono all'incirca le ore 16, e fuori dal punto vendita ci sono numerosi clienti in fila, in paziente attesa del proprio turno per entrare e poter fare la spesa.

È a questo punto che il vigilante preposto ai controlli si avvicina ai fratelli, notando il fatto che uno dei due non indossa il dispositivo di protezione individuale richiesto all'ingresso. "Dovete mettervi la mascherina", puntualizza l'addetto alla sorveglianza interna del supermercato, provocando l'immediata reazione da parte dell'uomo, particolarmente nervoso per il rimprovero subito.

Dopo essersi rifiutato di eseguire quanto gli era stato richiesto, il rom ha iniziato a scaldarsi: ne è nato un acceso alterco che, purtroppo, non si è concluso con qualche parola di troppo o delle grida. Improvvisamente, infatti, F.D.R., è scattato contro l'addetto alla sicurezza e lo ha colpito con un pugno al volto, talmente forte e ben assestato da procurare la frattura del setto nasale.

Quando il ragazzo è finito a terra, tuttavia, il facinoroso non ha esitato ad avventarsi su di lui e ad infierire, tempestandolo di colpi e riducendolo ad una maschera di sangue. A causa delle botte subite, la vittima, il 26enne D.M., è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Sul posto, infatti, è giunta un'ambulanza del 118 grazie alle segnalazioni inoltrate dai numerosi presenti al momento dell'aggressione: i sanitari, dopo aver assistito sul posto il ferito, lo hanno trasferito all'ospedale "Renzetti" di Lanciano.

Al centro commerciale "Oasi – La Fontana" si sono precipitati anche gli uomini del commissariato di via R. Perretti, unitamente ai carabinieri ed agli agenti della polizia locale. Fatti salire a bordo di una pantera, i due sono finiti negli uffici della centrale e, stando a quanto riportato da "Abruzzo Live", dovrebbero finire indagati con l'accusa di lesioni personali. A condurre le indagini, sotto la direzione della dirigente dott.ssa Lucia D'Agostino, sono gli uomini della polizia di Stato i quali, oltre ad interrogare i testimoni, stanno provvedendo ad acquisire le immagini estratte da alcune videocamere di sorveglianza installate nei pressi del luogo dell'aggressione.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » ven mag 15, 2020 5:55 pm

Ladra sinti, oltre 100 furti impuniti/ Oggi riceve reddito di cittadinanza e una casa
Claudio Franceschini
15.05.2020

https://www.ilsussidiario.net/news/ladr ... a/2022826/

Bruna Hodorovich è un nome noto in Veneto: si parla di una donna di etnia sinti che oggi ha 44 anni, e secondo la Procura di Venezia è accusata di aver messo a segno oltre 100 furti in varie zone del Paese. Principalmente nella regione del Nord-Est (Venezia, Padova, Rovigo, Verona) ma anche Lombardia (Mantova) ed Emilia Romagna (Ferrara): il bottino complessivo ammonterebbe a circa mezzo milione di euro, la notizia che oggi si legge su Il Gazzettino però riguarda il fatto che la Hodorovich, che si dice sia a capo di una gang che comprende anche qualche familiare, è riuscita a farsi concedere una casa popolare a Cavarzere, in provincia di Venezia. Così avrebbe segnalato il Comune, e i giornali hanno immediatamente rilanciato: l’Ater (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) le avrebbe infatti assegnato un’intera palazzina che sarà utilizzata dalla famiglia.

Bruna Hodorovich infatti è in galera: con lei ci sono anche il marito Diego Fulle, che ha 45 anni, e altri quattro componenti della famiglia mentre due sono agli arresti domiciliari. La denuncia sarebbe arrivata dalla nuora: la quale ventenne, sposata a Patrick Hodorovich (27 anni), avrebbe deciso di parlare non sopportando più (lo riporta sempre Il Gazzettino) le botte subite “dalla mattina alla sera”, essendo contraria ai furti della suocera. La notizia che Bruna abbia ottenuto una casa popolare è ancora più sorprendente se pensiamo che la donna era riuscita in passato a ottenere il reddito di cittadinanza, per la cifra di oltre 900 euro al mese; insieme a lei anche una delle figlie riceveva l’aiuto statale. Adesso però Bruna e la famiglia dovranno rispondere dei furti di cui sono accusati, vedremo allora come si concluderà questa vicenda che ha sicuramente del paradossale.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » ven mag 22, 2020 4:02 am

Contagiano tutto il palazzo dopo il funerale: ora i rom chiedono scusa alla città
Luca Sablone - Mer, 20/05/2020

https://www.ilgiornale.it/news/cronache ... 64416.html

La giustificazione: "È stato un disguido, eravamo in pieno panico e disorientati". Ma i residenti sono furiosi: "I rom sono presuntuosi e fanno ciò che vogliono"

Un intero quartiere ha seriamente rischiato di tornare nuovamente in lockdown per un gesto di inciviltà e mancanza di coscienza messo in atto da una famiglia rom, che ha partecipato all'ormai noto funerale di Campobasso.

Gli spostamenti tra le Regioni anche allora erano vietati, ma i rischi del Coronavirus non sono riusciti a fermare coloro che si sono messi in viaggio per raggiungere il Molise. Come se non bastasse, al termine delle esequie, si è formata una fila di macchine che ha seguito il feretro fino al cimitero. I trasgressori sono poi tornati a Vasto, in provincia di Chieti, e avrebbero continuato a girare tranquillamente nei supermercati e nei luoghi pubblici. Risultato? Un intero palazzo infettato.

Si tratta di un edificio in cui vive un gruppo di famiglie di etnia rom. Nella mattinata di domenica 17 maggio si è verificata un'impennata di ben 14 nuovi positivi nel medesimo condominio, situato al quartiere San Paolo. L'annuncio era arrivato dal sindaco Francesco Menna, che aveva chiesto di istituire la zona rossa per evitare di vanificare gli sforzi fatti, ma la Regione Abruzzo e il prefetto "hanno risposto che per il momento basta monitorare il tutto con le sole forze dell'ordine". Infatti via De Gasperi sarà circoscritta e controllata h24; del possibile insediamento della zona rossa si discuterà solamente dopo aver visionato i dati dei prossimi giorni. Comprensibile la durissima reazione dei residenti, che non hanno trattenuto la loro rabbia: "Perché questa gente può fare quel che caspita gli pare e piace? Noi siamo stati due mesi chiusi dentro casa. Perché questi rom usciti fuori Regione non sono stati controllati da nessuno?".


"È stato un disguido"

A distanza di qualche ora sono arrivate le scuse da parte della comunità rom di Vasto: "Chiediamo scusa al nostro quartiere di questo disguido e di quanto accaduto". Il tutto accompagnato da un invito a placare l'odio razziale che a loro giudizio si sarebbe venuto a creare sui social nei confronti della famiglia: "Ci dispiace per le offese ricevute e per chi istiga all'odio razziale". Il loro auspicio è che possano terminare il prima possibile "i commenti offensivi che aumentano la tensione". A queste parole hanno fatto eco le dichiarazioni di Carmine Bevilacqua, in arte Mino Vastano: "Capisco la vostra rabbia e le vostre paure, ma come potevo fermare mia moglie per non farla andare al funerale del padre, lei che ha già perso la madre?". Il genero del rom morto a Campobasso, contattato da Il Centro, ha provato a fornire una giustificazione: "Eravamo in pieno panico e disorientati. Siamo addolorati, non potevamo aspettarci una cosa simile".

Ma le scuse non sono bastate a tranquillizzare gli abitanti del quartiere, che su Facebook hanno denunciato a più riprese quella che definiscono una vera e propria ingiustizia. In molti non credono alla scusa del disguido: "Lacrime di coccodrillo"; "Ah, ecco. È stato un disguido, allora va bene". La situazione preoccupa e non poco il primo cittadino, che ora ha chiesto ai propri cittadini la massima collaborazione "affinché il virus sia circoscritto, aiutando le famiglie coinvolte". E ha ribadito che sicuramente in seguito arriverà il momento delle responsabilità e delle sanzioni del caso, ma per il momento bisogna vivere la situazione con serenità: "Una minima sobillazione popolare potrebbe creare difficoltà ingestibili". Tuttavia nel frattempo non mancano le forte accuse: "I rom spesso si mostrano troppo presuntuosi con gli altri". C'è anche chi guida le polemiche precisando che la questione del razzismo è fuori luogo: chiunque si fosse comportato irresponsabilmente, tanto da aprire un focolaio pericoloso di Coronavirus, avrebbe ricevuto lo stesso trattamento. "Questi le regole non sanno neanche cosa sono, hanno fatto sempre il comodo loro e non solo in questa quarantena", scrive un utente.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » ven mag 29, 2020 9:01 am

Rifiuta di pagare il clan: raid punitivo Quattro arresti
28 maggio 2020

https://www.ilgiornaledivicenza.it/terr ... -1.8100491

Un nuovo scontro tra bande romene rivali sventato dai carabinieri di Bassano, che sono riusciti a fermare un gruppo arrivato a Rosà direttamente da Ravenna, per una resa dei conti che avrebbe avuto come obiettivo la nota famiglia di rivenditori di auto Popescu-Caldaras, clan che aveva preso parte al sanguinoso agguato avvenuto davanti al centro commerciale il Grifone nel giugno del 2018, quando due fratelli vennero linciati e accoltellati a bordo della loro auto.

La vicenda scaturisce da una richiesta d’aiuto presentata da una donna appartenente a una famiglia rom residente a Rosà, che aveva chiamato il 112 verso le due del mattino di mercoledì dicendo ai militari di aver subito minacce di morte da parte di alcuni connazionali, i quali avevano annunciato via Facebook di essere in viaggio dal comune di Ravenna. Visti i precedenti, i carabinieri si sono subito diretti verso l'abitazione della donna.

Qui hanno visto arrivare a forte velocità una Bmw 550 Xdrive con quattro uomini a bordo, che però non si sono accorti della presenza dei carabinieri. L'auto si è fermata bruscamente di fronte alla casa dei Popescu e tutti gli occupanti sono scesi gridando frasi in romeno. I militari sono così intervenuti e hanno sottoposto a perquisizione la vettura, trovando tre spranghe in metallo e pietre di grosse dimensioni. I quattro, tutti pluri-pregiudicati - Stefan Bot (25 anni) e Brainar Sain (25), cittadini italiani, Ionel Ciurariu (30) e Tiberius Rostas (28), romeni -, sono stati identificati e portati al comando.

La donna ha raccontato di essere da mesi vittima di un tentativo di estorsione da parte di alcuni connazionali che, per permettergli di vivere in Italia pretendevano gli fossero versati 50.000 euro. Ricostruita la vicenda ed acquisiti gli elementi, il sostituto procuratore della Repubblica di Vicenza Cristina Carunchio ha disposto il trasferimento dei quattro arrestati in carcere.
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