Coała grafia par ła łengoa veneta: tałiana o ouropea?

Re: Coała grafia par ła łengoa veneta: tałiana o ouropea?

Messaggioda Berto » ven dic 16, 2016 9:52 pm

Sti kì łi ga adotà ła grafia tałiana

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Guioto.jpg

Veneto, arriva il sito web dedicato alla lingua veneta/VIDEO

http://www.dire.it/16-12-2016/96564-ven ... enetavideo

VENEZIA- Un sito internet per “trasmettere la lingua, la storia e la cultura del Veneto“. Lo presenta oggi a palazzo Ferro Fini il presidente del Consiglio regionale veneto, Roberto Ciambetti, chiarendo che il sito “non ha nulla a che vedere con il Progetto di legge 116”, ovvero quello sul bilinguismo veneto approvato nelle scorse settimane, ma è invece la conclusione di “un progetto iniziato oltre 10 anni fa“. Il sito, http://www.linguaveneta.it, “è fruibile anche su smartphone e tablet”, e si compone di diverse sezioni. Una dedicata alle news, “aggiornata quasi quotidianamente”, una che permette di tradurre istantaneamente dall’italiano o dall’inglese al veneto, ed una dedicata a video e giochi.
Quella più corposa, e forse più rilevante, è però quella che consente di consultare e scaricare una serie di testi che comprendono glossari, grammatiche, sussidiari e opere o raccolte letterarie. Tutti disponibili gratuitamente. Il costo della realizzazione del sito e del suo mantenimento “rientra nell’ordinaria attività dell’ufficio comunicazione del Consiglio regionale del Veneto”, spiega Ciambetti, che conclude con un riferimento al logo scelto per il sito, un libro alato a richiamare il leone di San Marco, con la scritta Lingua veneta. ??? “Coe ale la cultura poe volare e tenir unito un popolo che ze ancora un popolo” ???, (con le ali la cultura può volare e tenere unito un popolo che è ancora un popolo).

http://www.dire.it/16-12-2016/96564-ven ... enetavideo



Consiglio veneto vara sito lingua veneta - Strumento per rafforzare propria storia e tradizioni
http://www.ansa.it/veneto/notizie/2016/ ... 3b286.html

(ANSA) - VENEZIA, 16 DIC - "Il Veneto, rafforzato nella sua storia, nella sua identità e nella sua cultura, potrà riservare ai veneti un futuro importante". Sono le parole con le quali il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti ha presentato a palazzo Ferro Fini, sede dell'assemblea legislativa veneta, il sito http://www.linguaveneta.it. curato dall'Ufficio Stampa e Comunicazione del Consiglio. "Lo studio della storia della lingua veneta - prosegue Ciambetti - non rappresenta una semplice manifestazione folcloristica. La Regione del Veneto, tramite la forza propulsiva del Consiglio regionale, in più occasioni ha promosso iniziative di valorizzazione dell'identità veneta; il momento culminante è rappresentato senza dubbio dalla Legge regionale n.8 del 2007 che tutela, valorizza e promuove il patrimonio linguistico e culturale veneto e giunge ad una definizione della lingua veneta, indicandola come la matrice comune delle specifiche parlate storicamente utilizzate nel nostro territorio".


La lingua veneta sul web: traduttore, dizionari e manuali di grammatica. Roberto Ciambetti: "non è folclorismo"
Di Edoardo Andrein
http://www.vicenzapiu.com/leggi/la-ling ... olclorismo

A lanciare il nuovo sito http://www.linguaveneta.it è stato il Presidente del Consiglio regionale Veneto Roberto Ciambetti a palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa veneta (nella foto un momento della presentazione). Curato dall’Ufficio Stampa e Comunicazione del Consiglio il sito web creato da Daniele Guiotto avrà il Traduttore On Line, i Dizionari di lingua veneta e i Manuali di grammatica veneta disponibili gratuitamente. "Il Veneto, rafforzato nella sua storia, nella sua identità e nella sua cultura, potrà riservare ai veneti un futuro importante - ha spiegato Ciambetti, che aggiunge - lo studio della storia della lingua veneta non rappresenta una semplice manifestazione folcloristica".

Ecco l'intervento di Ciambetti:
"La Regione del Veneto, tramite la forza propulsiva del Consiglio regionale, in più occasioni ha promosso iniziative di valorizzazione dell’identità veneta; il momento culminante è rappresentato senza dubbio dalla Legge regionale n. 8 del 2007 che tutela, valorizza e promuove il patrimonio linguistico e culturale veneto e giunge ad una definizione della lingua veneta, indicandola come la matrice comune delle specifiche parlate storicamente utilizzate nel nostro territorio. E il veneto, inteso anche come lingua, rappresenta una ricchezza di cui essere fieri, da approfondire ed è questo l’obiettivo del sito web. Un sito che, peraltro, non è nuovo: era stato attivato già dieci anni fa; abbiamo però inteso aggiornarlo nella veste grafica e rivitalizzarlo nei contenuti. Il risultato consiste in una finestra sulla storia, sulla cultura, le tradizioni e la realtà veneta. I contenuti del sito internet consentono, tramite la rete, di approfondire il nostro modo di parlare e di comunicare al mondo la nostra storia plurimillenaria. Una storia che parte dalla stele di Isola Vicentina, la prima testimonianza di epoca antica in cui si fa riferimento alle genti venete, passa attraverso la tradizione della Serenissima ed arriva ai giorni nostri. Attraverso questo strumento, i veneti possono ritrovare le radici della propria cultura e l’orgoglio di essere parte di una grande storia”.
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Re: Coała grafia par ła łengoa veneta: tałiana o ouropea?

Messaggioda Berto » dom gen 21, 2018 6:43 pm

"Lingua veneta discriminata" Arriva l'alfabeto ufficiale
Stefano Filippi - Sab, 20/01/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 85013.html


Il padovano Loris Palmerini si esprime in un italiano ineccepibile ma si sente che dentro freme, che il dialetto veneto è lì, pronto a esplodere, senza doppie, senza zeta, con la elle evanescente e la erre arrotata.

La fatica maggiore non è però tradurre al volo il linguaggio degli avi in quello appreso a scuola. È più lancinante il dolore quando sente qualcuno che chiama ancora dialetto l'idioma della più antica repubblica del mondo, millenaria dominatrice dei mari. «Il veneto è una lingua, riconosciuta dal Consiglio d'Europa nel 1981 tra le minoranze linguistiche», spiega. Ha anche un codice Iso 639-3, ovvero una sigla di rappresentazione linguistica internazionalmente riconosciuta, «vec», come il sardo è «srd», l'«afb» è la lingua del Golfo arabico e il «cqu» il quechua cileno.

Sono centinaia le minoranze linguistiche riconosciute dall'Onu. Ma il povero veneto ammesso a New York e Strasburgo e inserito dall'Unesco nel «Red Book of endangered languages» non trova cittadinanza a casa sua, in Italia. Il Parlamento ha riconosciuto il ladino, il friulano, il sardo e perfino l'occitano, ma non la lingua dei dogi, di Goldoni, di Zanzotto, dei Pitura Freska e di milioni di emigrati in Brasile, dove però, per un dannato paradosso, lo chiamano «taliàn». In alcune regioni del Rio Grande do Sul è lingua ufficiale al pari del portoghese. «È una negazione discriminatoria dei diritti umani protesta Palmerini - La legge del 1999 che riconosce e tutela 12 minoranze linguistiche cosiddette storiche doveva includere anche il veneto. Ma dopo la scalata al campanile di San Marco dei serenissimi qualche partito ha messo il veto».

Tuttavia Palmerini e un manipolo di 14 associazioni raggruppate sotto l'egida di Aggregazione veneta, l'ente che rappresenta i diritti dei veneti come minoranza nazionale, irriducibile difensore della storia e delle tradizioni della Serenissima, non si arrendono. Nelle scorse settimane hanno pubblicato un bando per uniformare la grafia veneta. Sembra una bizzarria ma la faccenda è serissima perché il veneto non ha un codice grafico proprio. Scrivi come parli, insegnavano i vecchi maestri di giornalismo: il problema è se uno parla solo dialetto, perché certi suoni non hanno un corrispondente segno alfabetico. Un toscano al massimo avrà qualche difficoltà con la «c» aspirata e un lombardo andrà a sciacquare i panni in Arno come fece il Manzoni. Un veneto no. Un veneto ha la elle evanescente: va indicata con il «gl» o la elle tagliata dei polacchi? La esse dolce si scrive con la x («ghe xé») oppure con una esse con il puntino sopra, come suggerisce il Manuale della grafia veneta unitaria redatto nel 1995 da una commissione scientifica di 12 linguisti coordinati dal compianto professor Manlio Cortelazzo, decano dei dialettologi? E come vanno riportate le consonanti dure, con le doppie che il veneto non pronuncia?

Tre mesi dopo il plebiscito per una maggiore autonomia della regione da Roma, arriva lo standard della lingua veneta. Il bando si chiude oggi. Chiunque può presentare una proposta che dirima le controversie. Lunedì l'organismo presieduto da Palmerini insedierà una commissione che in un mese adotterà l'alfabeto veneto ufficiale. Non è soltanto pane per nostalgici o filologi. «Il veneto è usato da milioni di persone nel mondo, da scrittori e poeti, da riviste e migliaia di pubblicazioni. La normalizzazione della grafia è un momento importante per riappropriarsi di un'identità culturale».
Esistono già il correttore ortografico e la versione veneta di Wikipedia: vec.wikipedia.org/wiki/Pajina_prinsipae. Benvegnùi.
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Re: Coała grafia par ła łengoa veneta: tałiana o ouropea?

Messaggioda Berto » dom ott 13, 2019 1:48 pm

Raccolta firme per la Lingua Veneta (2019)

https://www.facebook.com/lavenetaindipe ... p_activity


Gino Quarelo
Ma si tratterebbe di una proposta di legge regionale o statale?
Mi pare sia statale e che poi debba essere calendarizzata, discussa e votata dal Parlamento italiano.
L'esito è sicuramente incerto, direi che l'unica possibilità è che la Lega diventi il primo partito e abbia la maggioranza in Parlamento, allora forse vi potrebbe essere qualche speranza.

Poi debbono essere valorizzate tutte le varianti venete e non si deve standardizzare sulla variante veneziana.
Anche la grafia deve essere discussa.


Alberto Pento

A tutt'oggi mi pare di aver letto che sono state raccolte solo 32mila firme delle 50mila necessarie.

Veneto, la raccolta firme per il riconoscimento della lingua ha fatto flop: solo 32mila adesioni
Giuseppe Pietrobelli
7 ottobre 2019

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/1 ... ni/5501840


Il riconoscimento della lingua veneta con una legge dello Stato ha fatto flop. Non sembra interessare più di 32mila cittadini della regione, titolari del diritto di voto. Tanti sono coloro che, a distanza di otto mesi dal deposito in Cassazione, hanno firmato la proposta di iniziativa popolare che avrebbe dovuto avviare l’iter legislativo per la modifica della legge 482 del 1999. Per arrivare al numero previsto, ne mancano ancora 18mila, visto che per Costituzione la quota di validità è di 50mila firme. Un’enormità.

Il Comitato Riconoscimento Lingua Veneta che ha la sua sede a Schio (in provincia di Vicenza) non ha ancora ammainato bandiera bianca, eppure ha diffuso un comunicato eloquente. È il bollettino di una resa ormai annunciata. “L’obiettivo delle 50mila firme non è ad oggi ancora stato raggiunto”. Eppure qualche giorno fa, uno dei leader, Alessandro Mocellin, aveva confidato a ilfattoquotidiano.it: “Siamo vicinissimi al traguardo, dobbiamo effettuare i controlli sulla validità delle sottoscrizioni dei moduli”. Così vicini non erano, anche se il Comitato tenta un improbabile colpo di reni e si dà la scadenza del 10 ottobre: se non riceverà assicurazioni sull’impegno di amministratori politico-amministrativi, rinuncerà. “Bisogna far presente che la raccolta terminerà solamente nel momento del deposito definitivo delle sottoscrizioni presso gli uffici preposti in Parlamento – spiegano – Quello odierno è stato dunque il primo conteggio ufficiale”.

La proposta di iniziativa è stata depositata il 12 febbraio scorso in Cassazione e “mantiene la sua efficacia per tutta la legislatura in corso, pertanto la raccolta firme è e rimane attiva”. Certo che in otto mesi il risultato non è stato brillante anche se i promotori si consolano aggiungendo: “Riteniamo sia comunque una risposta popolare decisamente significativa se si pensa che la richiesta legale è calibrata su tutto il territorio nazionale e per una legge dello Stato. Raccoglierle tutte nel solo Veneto è uno sforzo statisticamente decuplicato”. Lamentano però la scarsa affluenza negli uffici comunali, mentre elogiano l’impegno di qualche decina di amministratori locali. Siccome nell’ultimo mese la raccolta è stata più fruttuosa si augurano che in paio di mesi di rinnovato impegno possano avvicinarsi alla soglia fatidica.

Ma è evidente che l’iniziativa non ha raggiunto l’obiettivo. Perché, in una Regione dove la Lega ha il 50 per cento dei voti? I promotori rivendicano: “L’iniziativa è nata ed è stata sostenute senza ordini di scuderia o portando visioni o appartenenze partitiche di alcun genere. Siamo spontanei, civici e apartitici”. Ma adesso chiedono una “collaborazione più intensa della parte politico-rappresentativa”. Dicono di rivolgersi a tutti, ma è evidente che pensino alla Lega Nord-Liga Veneta, che è stata molto tiepida. Il governatore Luca Zaia si è limitato a condividere un post del Comitato su Facebook, non ha dato un appoggio politico. Solo il 6 settembre l’assessore alla cultura della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, ha scritto ai sindaci dei Comuni del Veneto ricordando la raccolta di firme in corso per modificare la legge 482/1999, così da inserire il veneto tra le dodici lingue minoritarie italiane. Un po’ tardi, hanno commentato, visto che la raccolta è formalmente scaduta il 20 settembre.


http://www.trevisotoday.it/attualita/li ... -2019.html



Alberto Pento
Chi sa spiegare il perché di questa debacle?

In primo luogo la personalizzazione arrivista e carrierista dell'iniziativa da parte di taluni promotori, uno in particolare piuttosto arrogante e presuntuoso (antipatico a molti) che genera il sospetto che tutto il suo impegno sia in funzione di un suo incarico a una possibile cattedra universitaria per la lingua veneta che potrebbe venire istituita in un prossimo futuro.

Poi l'uso politico strumentale dell'iniziativa in ambito indipendentista venezianista.

L'impostazione venezianista e non veneta e plurale, data alla lingua veneta da parte dei promotori tra cui l'Academia de la Bona Creansa;
il disvalore della sua valorizzazione prevalentemente come lingua veneziana, della Serenissima, parlata e scritta anche dall'aristocrazia veneziana e dagli intellettuali, tra cui quello che l'ha adoperata per tradurre la Divina Commedia di Dante Alighieri, anziché come lingua democratica e variegata delle genti venete e del popolo veneto tutto e non solo veneziano e aristocratico.

L'imposizione a tutti dell'ortografia elaborata dall'Academia de la Bona Creansa e da Mocellin.

La monopolizzazione della gestione politica della rivendicazione linguistica da parte del gruppo promotore.
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