Trump Donald

Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » mar mar 26, 2019 11:10 pm

Russiagate, Trump si gode la rivincita. E i suoi "nemici" cominciano a provare la galera

martedì 26 marzo 2019
Paolo Sturaro

https://www.secoloditalia.it/2019/03/ru ... Ot16o9plK8


Una campagna di fango durata tanto. Troppo. Una sorta di vendetta dopo la sconfitta subìta dalla Clinton. Donald Trump reagisce e si prende la sua rivincita: «Ci sono persone che hanno fatto cose terribili, contro il nostro paese. Hanno recato un danno enorme alla nostra nazione. Io amo questo paese, quello che hanno fatto è stato terribile. Non possiamo lasciare che questo accada ad un altro presidente. Poche persone avrebbero potuto gestire una cosa del genere». Il presidente statunitense risponde così alle domande dei cronisti dopo la conclusione dell’inchiesta sul Russiagate condotta dal procuratore speciale Robert Mueller. Non c’è stata cospirazione tra la campagna presidenziale e la Russia in vista delle elezioni 2016. L’inchiesta «è durata tanto, siamo felici che sia finita. È andata al 100% nel modo in cui sarebbe dovuta andare. Speravo potessimo andare più in fretta, molto più velocemente». Ma la vicenda non si chiude qui, qualcuno deve rispondere per la campagna di fango.

Dopo Trump esulta anche il Cremlino

Soddisfazione arriva anche da Mosca. «Le accuse mosse contro la Russia in relazione all’ingerenza nei processi elettorali statunitensi sono prive di fondamento», afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «È difficile trovare un gatto nero in una stanza buia, soprattutto se non ce n’è nessuno». «Il tanto atteso rapporto Mueller ha dimostrato ciò che noi, in Russia, sapevamo già da tempo: non c’è stata nessuna cospirazione tra Trump o alcun membro del suo team e il Cremlino», le parole, riportate dal Guardian, di Konstantin Kosachev, presidente del comitato del Consiglio della Federazione russa per gli Affari esteri.

Scattano le manette per l’avvocato anti-Trump

Intanto scattano manette “di peso”. Michael Avenatti, l’avvocato anti-Trump, è stato arrestato per aver tentato un’estorsione da 20 milioni di dollari ai danni della Nike. Lo afferma l’emittente Nbc facendo riferimento ad informazioni provenienti dalle autorità federali. L’arresto è stato eseguito poco dopo la pubblicazione di un tweet da parte di Avenatti. «Terremo una conferenza stampa per svelare un enorme scandalo perpetrato dalla Nike, scoperto da noi, relativo al basket high school e di college», ha scritto il legale. «Questa condotta criminale arriva ai più alti livelli di Nike e coinvolge alcuni dei più grandi nomi del college basket», ha aggiunto. Rispetto alle prime informazioni diffuse dalla Nbc, altri media – compresa Fox News – riferiscono che Avenatti non è stato arrestato a Los Angeles ma a Manhattan, New York, da agenti dell’Fbi intervenuti verso le 12.30 locali. Nel complesso quadro giudiziario, si intrecciano due diverse inchieste. L’ufficio del procuratore di Los Angeles accusa l’avvocato di essersi appropriato di fondi appartenenti ad un cliente e di aver architettato una frode ai danni una banca del Mississippi, con l’utilizzo di documentazioni fiscali false per ottenere finanziamenti complessivi da 4,1 milioni di dollari. È il procuratore di Manhattan, invece, a sostenere le accuse relative all’estorsione ai danni della Nike. L’avvocato, come ricostruisce il Washington Post, avrebbe organizzato la conferenza stampa, annunciata come esplosiva, proprio mentre i riflettori del paese sono accesi sul torneo Ncaa di basket. Avenatti, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto marcia indietro se Nike avesse versato 1,5 milioni ad un cliente ignoto e se avesse affidato all’avvocato e ad un suo collega, versando una cifra tra 15 e 25 milioni di dollari, l’incarico di condurre un’inchiesta interna relativa. Come riporta il Washington Post, in alternativa la Nike avrebbe dovuto pagare 22,5 milioni per il silenzio di Avenatti e per risolvere il contenzioso con il cliente dell’avvocato.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio mar 28, 2019 9:06 am

america fatta a maglie quante volte l’abbiamo scritto? il russiagate era basata sul nulla e...
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

http://www.dagospia.com/rubrica-3/polit ... 0Tdh-GxwnQ

Com'è finita l’inchiesta Russiagate che doveva portare alla cacciata con ignominia dell'usurpatore Donald Trump? “Nessuna collusione, nessun ostruzionismo, completo e totale scagionamento, l'America resta grande”. No Collusion, No Obstruction, Complete and Total EXONERATION. KEEP AMERICA GREAT! Tweet di domenica.

Anche noi di Dagospia siamo grandi e ce lo possiamo dire, passato il weekend in cui abbiamo taciuto, proprio come Donald Trump. Lui ha giocato a golf, godendosi l'arietta tiepida della Florida e annusando, da quello squalo che è, il sangue delle ferite degli avversari sconfitti.

Noi a golf non giochiamo ma quante volte l'abbiamo scritto che l'intera indagine denominata Russia Gate era basata sul nulla e che a nulla sarebbe arrivata dopo aver sparso dubbi, sospetti, calunnie, insinuazioni sul presidente degli Stati Uniti?.

E quante volte avete letto titoli del tipo “Trump trema”, la Casa Bianca in frantumi,” “il cerchio si stringe intorno a Trump”? Fino all'ultimo, fino alla mattina di venerdi’ in cui il procuratore speciale Robert Mueller ha chiuso l'inchiesta e l'ha inviata al dipartimento di Giustizia. Il Donald vittorioso finalmente dopo due anni di attacchi calunniosi - poche cose sono gravi come accusare un presidente di tradimento e cospirazione con la Russia- ha anche usato toni patriottici e pacati, presidenziali, nel commentare la conclusione dell'indagine

“No matter your ideologies or your loyalties, this is a good day for America. No American conspired to cooperate with Russia in its efforts to interfere with the 2016 election, according to Robert Mueller, and that is good.” @BretBaier @FoxNews

Non importa la vostra ideologia o le vostre appartenenze, questo è un giorno importante per l'America. Nessun americano ha cospirato con la Russia negli sforzi di interferire nelle elezioni del 2016, secondo Robert Mueller, e questo è positivo.

Poi la notizia:

“The Special Counsel did not find that the Trump Campaign, or anyone associated with it, conspired or coordinated with the Russian Government in these efforts, despite multiple offers from Russian-affiliated individuals to assist the Trump Campaign.”

Il consigliere speciale non ha trovato prove che la campagna Trump o chiunque associato con essa cospirasse o tramasse col governo Russo in questi sforzi, nonostante numerose offerte da parte di individui affiliati ai russi di assistere la campagna Trump.

Nella serata di domenica Donald il vittorioso si è andato scaldando nelle reazioni, e alla fine, prima di salire sull'aereo che lo riportava alla Casa Bianca dal suo Buen Retiro in Florida, ha ricordato rabbiosamente quanta gente è stata attaccata e ferita e ha in qualche modo giurato che si vendicherà.


Operation Russia Gate, qualche cifra.

Costo: piu' di 25 milioni di dollari. 19 Avvocati, 40 Agenti, analisti, analisti legali contabili, più altri professionisti. 2.800 mandati di comparizione, 500 mandati di perquisizione, 230 ordini di consegna di materiale, 50 ordini di consegna di dati telefonici, 13 richieste a Paesi stranieri e più di 500 testimoni.

Articoli a sostegno della tesi della collusione, cioè del tradimento del presidente, che si sarebbe servito delle trame russe e degli interventi sui social, e dei soldi messi a disposizione da Mosca, per sconfiggere illegalmente l'avversaria Hillary Clinton, e quindi sarebbe stato meritevole di procedura di impeachment.

Solo negli ultimi sei mesi, da settembre 2018:
Washington Post: 1.184
The New York Times: 1.156
CNN: 1.965
MSNBC: 4.202

Ovvero una media di 13 articoli al giorno per giornale o canale TV, tutti sostenuti da una unica tesi: il procuratore speciale sta raccogliendo prove terribili e le persone messe sotto processo, anche se i loro reati nulla hanno a che fare con la campagna elettorale, stanno collaborando e raccontando tutto.

Sarà bene ricordare che per i media americani mainstream e per quelli italiani naturalmente la collusione di Trump con la Russia non era un'accusa da dimostrare, era una certezza sostenuta dal Teorema dell'amicizia ambigua tra Trump e Putin, dal postulato secondo il quale la Russia possedeva materiale ricattatorio sul presidente americano.

L’ombra costante e continua del Russia Gate ha influenzato e inficiato l'intera azione del governo americano e i suoi rapporti internazionali in questi anni. Se sei nelle mani di Putin come puoi essere autorevole? Se sei ricattato dalla Russia come puoi dire all'Unione europea che le politiche sui dazi devono essere concordate e corrette? Figurarsi se puoi chiedere che i membri della NATO paghino la giusta quota per pretendere di essere uniti nella difesa Atlantica.

Sono state danneggiate le relazioni internazionali come l'azione e l'agenda nazionale, in queste condizioni, praticamente con le mani legate dietro la schiena, Donald Trump governato per 2 anni e ha affrontato le delicate elezioni di midterm, metà mandato, quando si rinnova l'intera Camera bassa e un terzo del Senato, oltre a un alto numero di governatori, come è stato nel 2018.

Alla fine non c'era niente. Dopo due anni di indagine, nessuna collusione è emersa: nulla, o potete giurare che chi ha speso tanto tempo e tanti soldi si sarebbe attaccato anche al minimo pretesto.

Di cosa si è discusso, dunque, negli ultimi anni? Su quali basi numerose ipotesi sono state enunciate? Per essere brutali, con quale faccia tosta il procuratore speciale e’ andato avanti così a lungo?

In realtà il perché si capisce molto bene ascoltando la rabbia delle reazioni degli esponenti democratici e dei media liberal di questi giorni. Non ci vogliono proprio stare e se la prendono anche con lui, con il procuratore speciale, che alla fine ha ceduto le armi e ha rinunciato all'incriminazione del presidente. Tanto la lezione non gli servirà, ne’ ai politici ne’ ai media, che pure dovrebbero in queste ore recitare un doloroso mea culpa.

A Robert Mueller resterà attaccata l'etichetta di codardo, così lo ha definito il professore di Harvard e famoso avvocato Alan Dershowitz, uno che non ha mai accettato di entrare nella folla dei faziosi ultrà, e per questo ha pagato un alto prezzo da democratico ed elettore della Clinton.

Non c'è solo Mueller, il deep state ci ha dato dentro per far fuori Donald Trump, e in mezzo c'è tutta la corte della Clinton e dei Clinton, e tutta quella di Barack Obama, non certo e non solo collaboratori di Trump

Vi elenco i personaggi sui quali si è indagato ma anche quelli sui quali sarebbe stato il caso di indagare, e che hanno inquinato il Russia Gate prima e durante

Loretta Lynch: Ministro della Giustizia che si incontra di nascosto in un hangar dell'aereoporto di Phoenix con Bill Clinton per assicurare che Hillary venisse "scagionata" dallo scandalo delle e-mail.

Sally Yates: vice al Ministero di Giustizia della Lynch e reggente per un breve periodo. Licenziata da Trump per non voler eseguire il famoso "ban" degli immigrati da Paesi sospetti. Fu lei a denunciare il generale Flynn.

Susan Rice: Capo della Sicurezza Nazionale di Obama. Ordinò di rendere noti i nomi di alcuni dei cittadini USA coinvolti nelle indagine segreta sulla "collusione".

James Comey, direttore dell'FBI che scagionò la Clinton. Licenziato.

Robert Mueller: ex capo dell'FBI, quando Comey era suo Vice. Poi nominato Special Counsel per l'indagine Russiagate.

Andrew McCabe: numero due dell'FBI , cospira contro Trump, si capisce dai messaggi che scambia con Strozk e Page. Licenziato nel 2018.

Jill McCabe: moglie di Adrew, candidata democratica, che riceve dalla campagna Clinton 600.000 dollari per la sua campagna.

Peter Strozk: Capo della sezione controspionaggio dell'FBI, a capo dell'inchiesta sulla Clinton e poi collaboratore di Mueller, Special Counsel, nell'indagine su Trump.Anche lui che scambia messaggi chiaramente anti Trump con Mccabe e con la Page sua amante a proposito dell'indagine su Trump. Licenziato nel 2018.

Lisa Page: Agente FBI, scambia messaggi anti Trump con Mccabe e con Strozk, il suo amante, a proposito dell'indagine su Trump. Licenziata nel 2018.

Bruce Orr: Vice direttore associato del Dipartimento di Giustizia che fornisce il "Dossier" alla stampa e a politici. Si incontra più volte anche a Londra con Christopher Steele di Fusion GPS.

Nellie Ohr: moglie di Bruce che lavorava per Simpson alla Fusion GPS.

Glenn R. Simpson: titolare della FUSION GPS ditta che commissiona e costruisce dossier incriminanti imbarazzanti sui politici non solo in USA, coinvolta in affari con vari paesi inclusi alcuni del Sud America. Creò il famoso Dossier farlocco su Trump.

Christopher Steele: ex agente di MI6 che crea il Dossier su Trump con i suoi contatti legati all'Intelligence Russa.

Marc Elias dell'ufficio legale Perkins Coie che commissiona per 6 milioni di dollari in nome e per conto della Campagna Clinton e del Partito democratico il Dossier a Simpson.

Michael Flynn: capo della sicurezza nazionale di Trump per un solo mese, accusato di essere lobbista con la sua Flynn Intel Group assime al figlio per paesi stranieri nel 2015-2016 senza dichiararlo nell'apposito registro. Indagato.

John Podesta: capo della Campagna Clinton. titolare assieme al fratello della omonima società Podesta Group, noti lobbisti di Washington associati allo studio Manafort per contatti con l'Uzbekistan tra altri paesi esteri.

Tony Podesta: Fratello di John e titolare assieme a lui della omonima società .

Paul Manafort: Capo per tre mesi della campagna Trump, titolare della Black, Manafort and Stone i Condannato per evasione fiscale, associazione a delinquere, truffa bancaria per gli anni 2013/15.

Roger Stone: amico di Trump, titolare della Black, Manafort and Stone, associati allo studio Podesta nel 2015 per contatti con l'Uzbekistan tra altri paesi esteri. Indagato

Tra i commenti desolati di quelli che credevano di vedere Donald Trump cacciato con ignominia, spiccano titoli sul regalo che il procuratore speciale ha fatto al presidente in vista della rielezione del 2020 concludendo l'inchiesta e scagionando lo. Dopo 2 anni di martellamento hanno il coraggio di chiamarlo proprio così, un regalo. Ammettiamo che sia davvero un assist per la rielezione di Trump, non è stato certo lui a chiederlo.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » mar apr 02, 2019 10:06 pm

Sistemato pure l'Fbi. Adesso Trump vede la riconferma
di Luigi Bisignani
2019/03/31

https://www.iltempo.it/luigi-bisignani/ ... sa-1125709

Caro direttore,
Trump ha annientato l’ultima sacca di resistenza che si annidava contro di lui all’interno dell’Fbi e ora vola verso il secondo mandato. Forte dell’appoggio che riceverà dalla Cia, perfettamente allineata sui suoi temi: l’«invasione» cinese tramite merci e tecnologia, quella russa via web e il terrorismo internazionale. Anche la Federal Reserve, l’Amministrazione e le grandi istituzioni finanziarie si sono piegate davanti alla ripresa economica. Lo slogan «America First» ha fatto proseliti in Europa, a partire dall’Italia con Matteo Salvini. Non si sa però se Mr. President cambierà idea nei nostri confronti, visto che il suo ambasciatore, Lewis Eisenberg, ogni tanto incrocia il premier Conte ma si lamenta di concludere poco. Inaspettatamente, invece, ha fatto bella figura a Washington Giggino Di Maio che ha incontrato il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, bruciando sul tempo l’altro vicepremier desideroso di creare un ponte con Washington per placare le amicizie di Mosca. Porte chiuse negli Usa, invece, per il Ministro della Difesa Trenta, la quale ha fatto imbestialire persino il Capo dello Stato Mattarella per non aver firmato gli ordini degli aerei F35.

A parte le piccole scaramucce italiane, Trump, assolto dall’indagine “Russiagate”, è già immerso nella campagna elettorale per il 2020. Il campo da osservare alla vigilia delle primarie, però, è quello democratico, dove si aggirano 23 candidati, come sempre molto evocativi ma poveri di voti. Da Kamala Harris, senatrice californiana figlia di immigrati, a Beto O’Rourke, già sconfitto in Texas lo scorso novembre; da Bernie Sanders, ormai abbastanza usurato, a Elizabeth Warren, una Rosy Bindi all’americana scatenata su Instagram; in lizza c’è anche un Kennedy, Joe, pronipote dei più noti John e Bob. Ma nessuno può farcela. Quelli più a sinistra perché non riescono a conquistare gli indecisi e il voto moderato, quelli di destra perché si perdono per strada i millennials e le minoranze etniche. Forse più credibile è la candidatura di Joe Biden, ex vice di Obama, che catalizzerebbe l’attenzione dei tycoon di internet Google, Amazon e Facebook. Biden avrebbe scelto per la vice presidenza l’afroamericana Stacey Abrams, anche lei fresca di sconfitta elettorale in Georgia. Niente a che vedere con la raffinata e competente Nikki Haley, già rappresentante permanente degli Usa presso le Nazioni Unite, che Trump vorrebbe sostituire all’attuale vice Mike Pence, compensato da un posto alla Corte Suprema.

Strada in discesa per “The Donald”, non solo per mancanza di avversari ma, soprattutto, per aver inaugurato agli occhi della “pancia degli americani” un nuovo corso politico globale, che va dal mantenere gli impegni con gli elettori al riposizionamento delle relazioni internazionali; dal coraggio di denunciare le eccessive esportazioni tedesche che creano squilibrio nell’intera Eurozona fino ad affrontare a viso aperto la minaccia nucleare nord coreana; dal sostegno a Israele e le decisioni forti in Medio Oriente alla grande riforma fiscale, la semplificazione burocratica e il rilancio delle infrastrutture. Argomenti spendibilissimi anche in Italia nella prossima campagna elettorale per le Europee, con la differenza che il Presidente americano porta risultati almeno per i suoi fanatici elettori. L’opposto del litigioso governo Conte
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio apr 04, 2019 9:12 am

Effetto Trump: negli Usa sempre meno immigrati musulmani
Gerry Freda - Mer, 03/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/eff ... 81WOS1mcD4

La notizia del calo degli arrivi di stranieri musulmani è stata subito accolta con entusiasmo dai vertici repubblicani, mentre è stata biasimata da quelli democratici

Negli Stati Uniti è stato raggiunto in questi giorni, a detta delle più recenti statistiche, il più basso livello di immigrati musulmani degli ultimi 39 anni.

Il dipartimento di Stato Usa, in collaborazione con il think-tank Migration Policy Institute, ha infatti pubblicato ultimamente un dossier che evidenzia gli effetti prodotti dalle politiche restrittive varate finora da Trump circa gli ingressi nel Paese di stranieri islamici. Per effetto della linea dura promossa dalla Casa Bianca ai danni dei flussi migratori di maomettani, gli Stati Uniti avrebbero di recente conseguito un livello minimo di arrivi di soggetti musulmani.

Dal primo ottobre 2018 fino al 31 marzo 2019, spiega il documento in questione, sarebbero entrati in territorio americano 12,151 immigrati, di cui solo il 13% costituito da aderenti all’islam. Tale percentuale è, a detta degli autori del dossier, la più bassa mai raggiunta a partire dal 1980. Secondo i ricercatori del dipartimento di Stato e del think-tank, gli arrivi di musulmani in America avrebbero invece raggiunto il loro picco durante le presidenze di George W. Bush e di Obama. Quando al governo vi erano tali due soggetti, i maomettani avrebbero infatti costantemente costituito più del 30% degli stranieri ammessi in territorio federale.

La drastica riduzione della presenza musulmana tra le file dei migranti che puntano verso gli Usa è stata quindi presentata dai ricercatori in questione come il prodotto delle misure adottate dal tycoon al fine di fare entrare nei confini nazionali esclusivamente cittadini di Paesi immuni dal contagio jihadista. Le poche migliaia di stranieri di fede coranica giunte negli ultimi mesi negli Stati Uniti sarebbero infatti tutte originarie di nazioni giudicate dal governo di Washington prive di significative cellule fondamentaliste.

I risultati dell’indagine condotta dal dipartimento di Stato e dal Migration Policy Institute hanno immediatamente riacceso lo scontro tra repubblicani e democratici in merito all’efficacia delle politiche migratorie attuate finora da Trump. Il fronte conservatore, per bocca del senatore Mitch McConnell, ha esultato per il drastico calo degli arrivi di stranieri islamici negli Usa, affermando che, grazie a tale diminuzione, la società americana sarà “nuovamente libera dal fantasma del terrorismo jihadista”. I liberal, al contrario, hanno biasimato le restrizioni imposte dal presidente agli ingressi dei maomettani in territorio federale, bollandole come espressione dei pregiudizi“islamofobi” nutriti dall’establishment del Gop.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio apr 11, 2019 9:10 pm

TRUMP NEGA AL FONDATORE DEL BDS DI ENTRARE NEGLI STATI UNITI
UNA BELLISSIMA NOTIZIA
https://www.facebook.com/IsraelAkshav/p ... 6987025409

Ieri Omar Barghouti fondatore del movimento Boicotta Disinvesti e Sanziona che ha la residenza in Israele nonostante viva nei territori palestinesi, doveva prendere l’aereo da Tel Aviv a New York dove avrebbe dovuto partecipare a due conferenze organizzate per calunniare e diffamare Israele ma gli è stato vietato l’imbarco dalle autorità statunitensi nonostante avesse il visto d’entrata valido fino al 2021 perché in 27 stati americani il boicottaggio di Israele è considerato un reato.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » ven apr 12, 2019 7:58 pm

Come era stato annunciato, il divieto di Donald Trump di prestare servizio militare ai transgender ha effetto a partire da oggi.
12 aprile 2019

https://vocecontrocorrente.it/divieto-m ... XBQUgrXxXo


Due anni dopo l‘annuncio di Trump, che aveva chiaramente espresso l’intento di vietare l’arruolamento ai transgender, questo divieto è divenuto realtà.

Il provvedimento era stato all’inizio bloccato da quattro ingiunzioni. Nel gennaio 2019 la prima ingiunzione è stata revocata da una corte d’appello a Washington DC. La Corte Suprema che ne rimosse altri due nello stesso mese. L’ultima è crollata il 27 marzo.

Adesso, qualsiasi persona si dichiari trans sarà costretta a lasciare l’esercito, a meno che non interrompa il processo di transizione. In più coloro che sono affetti da disforia di genere e vogliono servire lo stato dovranno dichiarare di non fare mai alcuna cura.

Secondo il Palm Center saranno circa 13.700 persone a lasciare l’esercito americano nel corso di questi mesi: questo perché in effetti l’US ARMY è la più grande fonte di lavoro della nazione.

Per altro, fino ad adesso le persone transgender avevano il doppio delle probabilità di essere assunte nelle Forze Armate, perché non molti altri enti davano loro spazio.

Di fatto, come sostiene Trump, la loro presenza è uno svantaggio: il presidente aveva mosso diverse obiezioni all’arruolamento di uomini che si trasformano in donne e viceversa, sostenendo che in effetti gente del genere non è adatta a sostenere i ritmi dell’esercito americano.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » lun apr 15, 2019 9:46 pm

A IC non seguiamo abitualmente alcun tipo di tweet, facciamo eccezione oggi, 14/04/2019, per quello di Donald Trump, che riprendiamo da una breve della STAMPA a pag.10 dal titolo "I tweet di Trump contro la deputata musulmana"
Informazione Corretta

http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=74315

Una breve, ma molto significativa,l'affermazione della deputata musulmana Ilahn Omar, ben nota ai nostri lettori per le posizioni antisemite e anti Israele, cui si aggiungono le parole criticate dal presidente americano "«Some people did something», alcune persone hanno fatto qualcosa" cioè i terroristi musulmani che hanno attaccato le Torri Gemelle, la cui identità scompare nella dichiarazione della Omar.
Bravo Trump! Sarà anche 'ignorante' - accusa che gli viene spesso rivolta- ma la Storia la conosce e,soprattutto, non la dimentica, come spesso capita ai sapientoni che lo criticano. Quindi 2 volte 'Bravo Trump'!

«Noi non lo scorderemo mai!». Donald Trump lo scrive a caratteri cubitali su Twitter, lanciando un attacco al vetriolo e senza precedenti contro la deputata Ilahn Omar, la prima musulmana eletta al Congresso Usa. In un video shock postato dal presidente, la donna viene accostata agli attentati dell'11 settembre 2001. E l'ira dei democratici si abbatte sulla Casa Bianca, con il tycoon accusato di mettere in pericolo la vita di una persona e di sfruttare la ferita degli attacchi di 18 anni fa per scopi politici. «Some people did something», alcune persone hanno fatto qualcosa: sono le quattro parole che vengono fatte ripetere più volte alla deputata, alternando la sua immagine con quella delle Torri Gemelle in fiamme. Il riferimento è ad un evento dello scorso marzo, quando Omar denunciò la condizione dei musulmani in America. «Ci siamo stufati di vivere come cittadini di seconda classe e ogni cittadino musulmano di questo Paese dovrebbe essere stanco di questo», disse la deputata.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » sab apr 20, 2019 10:02 pm

???

Russiagate, Trump era terrorizzato dall’inchiesta: «Sono fregato. È la fine della mia presidenza»
Marco Valsania
2019-04-18

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2 ... d=AB1dCTqB

NEW YORK - Molti contatti con Mosca e numerosi sforzi per neutralizzare le indagini. ???
Ma simili relazioni non bastano a dimostrare una cospirazione criminale. E non è stato possibile dimostrare che gli ostacoli posti sul cammino dell’inchiesta da Donald Trump ammontino a veri reati di ostruzione della giustizia da parte di una Casa Bianca che abbia compiuto abusi di potere.

Il Dipartimento della Giustizia americano ha sollevato il sipario sul rapporto di Robert Mueller sul Russiagate, la campagna di disinformazione e manipolazione ideata dal Cremlino per influenzare le elezioni statunitensi del 2016 e il sospetto di un coordinamento con la campagna di Trump. E le 448 pagine del Rapporto preparato nel corso di due anni - ad eccezione di limitate censure in omaggio a sicurezza nazionale e a inchieste tuttora in corso da parte di molteplici procure federali - si è concluso con un’assoluzione a metà, legale piu’ che politica. Lasciando aperti interrogativi sul comportamento del Presidente che l’opposizione democratica al Congresso intende perseguire con ulteriori indagini parlamentari. Il Congresso ha già indicato di voler chiamare in maggio sia il Ministro della Giustizia William Barr che Mueller a testimoniare in aula. E su polemiche e ulteriori indagini si allunga l’ombra della prossima campagna elettorale, per Casa Bianca e Congresso, del 2020.

Al centro delle nuove rivelazioni contenuto nelle pagine del Rapporto - era già venuto alla luce che Mueller non aveva raccomandato nuove azioni legali, contro il Presidente o suoi stretti collaboratori - sono ben dieci episodi esaminati in profondità dagli inquirenti di Mueller e sospettati di potenziale ostruzione. Mueller conclude che «per preoccupazioni di giustizia» ha delegato una decisione su questo fronte passando la mano al Guardasigilli Barr, che ha nelle scorse settimane escluso di accusare il Presidente. Una delle ricostruzioni, attraverso testimonianze e deposizioni, mostra tuttavia la gravissima preoccupazione di Trump davanti al decollo dell’inchiesta sotto Mueller: lo vide lanciarsi in una diatribe carica di insulti e affermare di temere che fosse «la fine della mia presidenza»; «Sono fregato», avrebbe detto stando a appunti di altri funzionari del Ministero della Giustizia.

Barr ha anticipato la pubblicazione del lungo e atteso testo con una conferenza stampa nella quale ha difeso a spada tratta il Presidente. Ha affermato che la Casa Bianca ha pienamente collaborato, anche se Trump ha rifiutato di essere interrogato dalla squadra di Mueller. Ha spiegato i comportamenti controversi di Trump come l’esito di «frustrazione e rabbia per la sincera convinzione che le indagini minassero la sua presidenza». E ha ripetutamente affermato che la voluminosa indagine indica l’assenza di qualunque «collusione» tra Trump, la sua campagna e la Russia e i suoi servizi di intelligence responsabili di fomentare tensioni interne e dello hacking ai danni di e-mail del partito democratico e della campagna di Hillary Clinton e della loro diffusione soprattutto attraverso WikiLeaks. I legali personali di Trump hanno rincarato che l’intera inchiesta è stata «una truffa».

Il Rapporto tuttavia non esonera Trump, quando si tratta di potenziale ostruzione. «Riconosciamo che un’accusa penale contro un Presidente in carica porrebbe una pesante ipoteca sulla sua capacità di di governare e potenzialmente svuoterebbe processi costituzionali per affrontare la cattiva condotta presidenziali», si legge. «Se fossimo convinti, dopo una completa indagine, del fatto che il Presidente non ha chiaramente commesso ostruzione della giustizia, lo diremmo esplicitamente», continua tuttavia il rapporto. Ancora: «Le azioni e l’intento del Presidente pongono difficili questioni che ci impediscono di arrivare a una conclusione che non vi è stata alcuna condotta criminale». Allo stesso tempo in virtù della sua posizione come Presidente Trump aveva l’autorità per realizzare diverse delle sue discusse decisioni, quali i licenziamenti del direttore dell’Fbi James Comey, primo responsabile dell’inchiesta Russiagate.

I 22 mesi di indagini di Mueller hanno portato a 119 incriminazioni, condanne o ammissioni di colpa e a 34 individui e aziende finiti sotto accusa, tra cui ventisei cittadini russi considerati legati all’intelligence di Mosca.


???

Usa: Warren chiede empeachment per Trump
Senatrice candidata 2020 chiede accantonare differenze politiche
20 aprile 2019
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... 8088e.html

(ANSA) - NEW YORK, 20 APR - Elizabeth Warren, la senatrice democratica candidata alla Casa Bianca nel 2020, chiede alla Camera l'avvio della procedura di impeachment di Donald Trump. I ''ripetuti tentativi del presidente'' di ostacolare l'indagine sul Russiagate, afferma, fa si' che ''tutti e due i partiti mettano da parte le loro differenze politiche e compiano il loro dovere costituzionale. Questo significa che la Camera dovrebbe iniziare le procedure per l'impeachment contro il presidente''.



Il rapporto di Mueller sembra negativo per Obama.
Mueller's report looks bad for Obama
By Scott Jennings Updated 3:59 PM EDT, Fri April 19, 2019

https://amp.cnn.com/cnn/2019/04/19/opin ... ssion=true

Editor's Note: (Scott Jennings, a CNN contributor, is a former special assistant to President George W. Bush and former campaign adviser to Sen. Mitch McConnell. He is a partner at RunSwitch Public Relations in Louisville, Kentucky. Follow him on Twitter @ScottJenningsKY. The opinions expressed in this commentary are his own. View more opinion articles on CNN.)

(CNN) The partisan warfare over the Mueller report will rage, but one thing cannot be denied: Former President Barack Obama looks just plain bad. On his watch, the Russians meddled in our democracy while his administration did nothing about it.

The Mueller report flatly states that Russia began interfering in American democracy in 2014. Over the next couple of years, the effort blossomed into a robust attempt to interfere in our 2016 presidential election. The Obama administration knew this was going on and yet did nothing. In 2016, Obama's National Security Adviser Susan Rice told her staff to "stand down" and "knock it off" as they drew up plans to "strike back" against the Russians, according to an account from Michael Isikoff and David Corn in their book "Russian Roulette: The Inside Story of Putin's War on America and the Election of Donald Trump".

Why did Obama go soft on Russia? My opinion is that it was because he was singularly focused on the nuclear deal with Iran. Obama wanted Putin in the deal, and to stand up to him on election interference would have, in Obama's estimation, upset that negotiation. This turned out to be a disastrous policy decision.

Obama's supporters claim he did stand up to Russia by deploying sanctions after the election to punish them for their actions. But, Obama, according to the Washington Post, "approved a modest package... with economic sanctions so narrowly targeted that even those who helped design them describe their impact as largely symbolic." In other words, a toothless response to a serious incursion.


The Mueller report is shocking

But don't just take my word for it that Obama failed. Congressman Adam Schiff, who disgraced himself in this process by claiming collusion when Mueller found that none exists, once said that "the Obama administration should have done a lot more." The Washington Post reported that a senior Obama administration official said they "sort of choked" in failing to stop the Russian government's brazen activities. And Obama's ambassador to Russia, Michael McFaul, said, "The punishment did not fit the crime" about the weak sanctions rolled out after the 2016 election.

A legitimate question Republicans are asking is whether the potential "collusion" narrative was invented to cover up the Obama administration's failures. Two years have been spent fomenting the idea that Russia only interfered because it had a willing, colluding partner: Trump. Now that Mueller has popped that balloon, we must ask why this collusion narrative was invented in the first place.

Given Obama's record on Russia, one operating theory is that his people needed a smokescreen to obscure just how wrong they were. They've blamed Trump. They've even blamed Mitch McConnell, in some twisted attempt to deflect blame to another branch of government. Joe Biden once claimed McConnell refused to sign a letter condemning the Russians during the 2016 election. But McConnell's office counters that the White House asked him to sign a letter urging state electors to accept federal help in securing local elections -- and he did. You can read it here.

I guess if I had failed to stop Russia from marching into Crimea, making a mess in Syria, and hacking our democracy I'd be looking to blame someone else, too.

But the Mueller report makes it clear that the Russian interference failure was Obama's alone. He was the commander-in-chief when all of this happened. In 2010, he and Eric Holder, his Attorney General, declined to prosecute Julian Assange, who then went on to help Russia hack the Democratic National Committee's emails in 2016. He arguably chose to prioritize his relationship with Putin vis-à-vis Iran over pushing back against Russian election interference that had been going on for at least two years.

If you consider Russian election interference a crisis for our democracy, then you cannot read the Mueller report, adding it to the available public evidence, and conclude anything other than Barack Obama spectacularly failed America. Subsequent investigations of this matter should explore how and why Obama's White House failed, and whether they invented the collusion narrative to cover up those failures.



Il rapporto di Mueller sembra negativo per Obama.


Nota dell'editore: (Scott Jennings, un collaboratore della CNN, è un ex assistente speciale del presidente George W. Bush ed ex consulente elettorale del senatore Mitch McConnell. È partner di RunSwitch Public Relations a Louisville, Kentucky. Seguilo su Twitter @ScottJenningsKY. Le opinioni espresse in questo commento sono le sue. Visualizza altri articoli di opinione su CNN.)

(CNN) La guerra partigiana sulla relazione Mueller infurierà, ma una cosa non può essere negata: L'ex presidente Barack Obama sembra semplicemente cattivo. Sotto la sua sorveglianza, i russi si sono intromessi nella nostra democrazia, mentre la sua amministrazione non ha fatto nulla al riguardo.


La relazione Mueller afferma categoricamente che la Russia ha iniziato a interferire nella democrazia americana nel 2014. Nel corso dei prossimi due anni, lo sforzo è sbocciato in un robusto tentativo di interferire nelle nostre elezioni presidenziali del 2016. L'amministrazione Obama sapeva che ciò stava accadendo, ma non ha fatto nulla. Nel 2016, il consigliere per la sicurezza nazionale di Obama Susan Rice ha detto al suo staff di "dimettersi" e "farla finita" mentre elaboravano piani per "contrattaccare" contro i russi, secondo un resoconto di Michael Isikoff e David Corn nel loro libro "Russian Roulette: La storia interna della guerra di Putin sull'America e l'elezione di Donald Trump".

Perché Obama si è ammorbidito della Russia? La mia opinione è che fosse perché era singolarmente concentrato sull'accordo nucleare con l'Iran. Obama voleva Putin nell'accordo, e se si fosse opposto a lui sulle interferenze elettorali avrebbe, secondo le stime di Obama, sconvolto quella trattativa. Questa si è rivelata una decisione politica disastrosa.

I sostenitori di Obama sostengono che egli si è opposto alla Russia con l'applicazione di sanzioni dopo le elezioni per punirli per le loro azioni. Ma, Obama, secondo il Washington Post, "ha approvato un pacchetto modesto..... con sanzioni economiche così strettamente mirate che anche coloro che hanno contribuito a disegnarle descrivono il loro impatto come ampiamente simbolico". In altre parole, una risposta sdentata ad una grave incursione.


Il rapporto Mueller è scioccante.

Ma non credere alla mia parola che Obama abbia fallito. Il deputato Adam Schiff, che si è disonorato in questo processo sostenendo una collusione quando Mueller ha scoperto che non ne esiste, una volta ha detto che "l'amministrazione Obama avrebbe dovuto fare molto di più". Il Washington Post ha riferito che un alto funzionario dell'amministrazione Obama ha detto che "una sorta di soffocamento" non riuscendo a fermare le attività sfrontate del governo russo. E l'ambasciatore di Obama in Russia, Michael McFaul, ha detto: "La punizione non si adattava al crimine" sulle deboli sanzioni applicate dopo le elezioni del 2016.

Una domanda legittima che i repubblicani si chiedono è se la potenziale "collusione" narrativa sia stata inventata per coprire i fallimenti dell'amministrazione Obama. Sono stati spesi due anni per fomentare l'idea che la Russia ha interferito solo perché aveva un partner disposto e collusivo: Trump. Ora che Mueller ha fatto scoppiare quel palloncino, dobbiamo chiederci perché questa storia di collusione è stata inventata in primo luogo.

Dati i precedenti di Obama sulla Russia, una teoria operativa è che il suo popolo aveva bisogno di una cortina fumogena per nascondere quanto fossero sbagliati. Hanno dato la colpa a Trump. Hanno anche accusato Mitch McConnell, nel tentativo perverso di deviare la colpa a un altro ramo del governo. Joe Biden una volta ha affermato che McConnell ha rifiutato di firmare una lettera di condanna dei russi durante le elezioni del 2016. Ma l'ufficio di McConnell contatori dell'ufficio che la Casa Bianca gli ha chiesto di firmare una lettera che esorta gli elettori statali ad accettare l'aiuto federale per assicurare le elezioni locali - e lo ha fatto. Potete leggerlo qui.

Credo che se non fossi riuscito a impedire alla Russia di marciare in Crimea, di fare un pasticcio in Siria e di violare la nostra democrazia, anch'io avrei cercato di incolpare qualcun altro.

Ma la relazione Mueller chiarisce che il fallimento dell'interferenza russa era solo di Obama. Era il comandante in capo quando tutto questo è accaduto. Nel 2010, lui ed Eric Holder, il suo procuratore generale, ha rifiutato di perseguire Julian Assange, che poi ha continuato ad aiutare la Russia a violare le e-mail del Comitato nazionale democratico nel 2016. Probabilmente ha scelto di dare la priorità alla sua relazione con Putin nei confronti dell'Iran piuttosto che respingere le interferenze elettorali russe che erano in corso da almeno due anni.

Se si considera l'interferenza elettorale russa una crisi per la nostra democrazia, allora non si può leggere il rapporto Mueller, aggiungendolo alle prove pubbliche disponibili, e concludere qualcosa di diverso da Barack Obama ha fallito in modo spettacolare l'America. Le indagini successive su questo argomento dovrebbero esplorare come e perché la Casa Bianca di Obama ha fallito, e se hanno inventato il racconto della collusione per coprire quei fallimenti.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » mer apr 24, 2019 12:34 pm

La Casa Bianca presenta riforma dell'immigrazione: "Entrerà negli Usa solo chi lo merita"
Gerry Freda - Mer, 24/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cas ... 83876.html

La riforma per un'"immigrazione meritocratica" ha subito ricevuto le critiche dei democratici e gli apprezzamenti dei repubblicani

L’amministrazione Trump ha in questi giorni annunciato una riforma delle leggi sull’immigrazione, intesa a consentire l’ingresso in territorio americano soltanto a stranieri in possesso di particolari“meriti”.

A presentare ai media nazionali le innovazioni propugnate dalla Casa Bianca in ambito migratorio è stato di recente Jared Kushner, consigliere e genero del tycoon. Il marito di Ivanka Trump ha descritto ai principali network la riforma in questione intervenendo a un convegno promosso dal settimanale Time.

Prendendo la parola durante tale evento, Kushner ha spiegato che le modifiche alla normativa federale sull’immigrazione sono state concepite da lui stesso, in collaborazione con Kevin Hassett e Stephen Miller, consiglieri della Casa Bianca rispettivamente per gli affari economici e politici. Egli ha quindi evidenziato il fatto che le nuove regole mirano a fare sì che gli Usa non siano mai più esposti a flussi migratori incontrollati e a sostituire l’immigrazione di massa con l’“immigrazione meritocratica”.

Una volta che la riforma elaborata dal genero del tycoon sarà approvata dal Congresso, potranno trasferirsi negli Stati Uniti esclusivamente gli stranieri che presenteranno determinate qualità, come un reddito familiare elevato, un alto grado di istruzione e l’assenza di reati commessi nei Paesi di origine. Gli aspiranti immigrati dovranno inoltre, ha spiegato sempre Kushner, superare un test sulla conoscenza della lingua inglese e della cultura americana, i quali verranno organizzati all’interno delle sedi diplomatiche e consolari statunitensi sparse per il mondo.

Ammettendo in territorio americano soltanto stranieri altamente qualificati, l’amministrazione Trump, a detta del marito della “First Daughter”, mira a rendere l’immigrazione negli Usa un fenomeno privo di conseguenze negative per l’ordine pubblico e la pace sociale, sbarrando l’ingresso nel Paese ai soggetti “problematici”. Kushner ha infine assicurato che le innovazioni normative da lui elaborate verranno approvate “senza problemi” dal Congresso. Tuttavia, numerosi parlamentari hanno già definito irricevibile la riforma ideata dal genero del presidente.

Ad esempio, Steve Cohen, presidente dem della sottocommissione Libertà civili della Camera dei rappresentanti, ha affermato: “Le nuove regole in ambito migratorio che si desumono dalle parole di Kushner possiedono una forte valenza discriminatoria, in quanto mirano a concedere l’ingresso negli Usa soltanto agli stranieri ricchi e, contestualmente, a respingere quelli con situazioni familiari difficili.”

A favore della bozza predisposta dal marito di Ivanka Trump si sono invece schierati i leader repubblicani. Mitch McConnell, capogruppo conservatore al Senato, ha infatti elogiato la stretta propugnata dalla Casa Bianca, indicandola come una svolta rispetto al lassismo delle precedenti amministrazioni democratiche, responsabili di “decenni di immigrazione incontrollata e aggressiva”.


Trump ha deciso: invia le truppe al confine con il Messico
Davide Bartoccini
24 aprile 2019

http://www.occhidellaguerra.it/trump-in ... ne-messico

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che invierà i suoi soldati al confine meridionale con il Messico. La causa di questa decisione sarebbe un incidente avvenuto con i militari messicani schierati nella zona che avrebbero mostrato atteggiamento ostile nei confronti della Guardia Nazionale. Il messaggio è stato postato sull’attivissimo profilo Twitter del presidente, seguito da altri tweet che motivano la scelta per affrontare quella che definisce un’emergenza nazionale.

Trump ha spiegato che in un momento di tensione alcuni soldati messicani hanno “tirato fuori le pistole” puntandole “sulle truppe della Guardia nazionale” statunitense, aggiungendo, senza alcun riscontro fattuale, che il comportamento ostile era probabilmente “una tattica diversiva nei confronti dei trafficanti di droga al confine”. Per questo il presidente americano – che attende i fondi del Congresso per innalzare un muro simile a quello che divide Israele dai West Bank – ha deciso di inviare soldati dell’Esercito degli Stati Uniti completamente equipaggiati e armati, che prenderanno il posto dei riservisti della Guardia Nazionale americana a presidio del confine.

“Il Messico non fa abbastanza” ha dichiarato il presiedente, già ampiamente criticato per la sua crociata contro l’immigrazione e i suoi metodi bruschi che hanno portato più volte l’attenzione della stampa internazionale sul caso. Nei giorni scorsi Trump aveva già invitato il Messico a “fare di più” per bloccare la nuova ondata di migranti che erano in marcia per raggiungere il confine con gli Stati Uniti. “Una carovana di oltre 20.000 persone è stata avviata attraverso il Messico”, ha scritto mercoledì il presidente americano su Twitter. “Il Messico deve arrestare il resto o saremo costretti a chiudere quella sezione del confine e chiamare i militari” aveva poi avvertito. Adesso il presunto incidente, citato senza il supporto di prove, deve aver decretato la decisione definitiva.

Secondo i dati riportati dall’agenzia Reuters“più di 100.000 persone sono state arrestate o presentate alle autorità degli Stati Uniti a marzo” per crimini di immigrazione, dicono i report della Casa Bianca, il numero più alto del decennio. La maggior parte delle persone che cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti transitando per il Messico provengono da Guatemala, Honduras e El Salvador. Le motivazione della loro migrazione sono raccontate come fuga dalla corruzione, dalla violenza delle bande e dalla povertà radicata. Ora lo schieramento di effettivi dell’Esercito, non i riservisti della Guardia Nazionale che forse non hanno reagito come Trump si attendeva a queste presunte intimidazioni delle autorità messicane, basteranno a blindare il confine con il Messico?
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio apr 25, 2019 7:28 am

Le donne stuprate in guerra non hanno diritto ad abortire: all'Onu vince la linea Trump
Tommaso Lecca 24 aprile 2019
https://europa.today.it/attualita/stupr ... o-onu.html

Un bicchiere mezzo vuoto per chi si batte a tutela dei diritti delle vittime di stupri perpetrati come arma di guerra. La risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna la violenza sessuale nel contesto bellico, ma viene incontro alle “questioni etiche” avanzate dalla Casa Bianca in tema di salute sessuale e riproduttiva. Fonti interne all’Onu confermano che l’amministrazione Trump aveva minacciato il veto sul testo finale a causa del linguaggio che, secondo i diplomatici Usa, implicava l’assistenza delle vittime presso cliniche e consultori. La sola idea che una vittima di stupro in un contesto di guerra potesse interrompere la gravidanza avrebbe convinto i diplomatici di Washington a chiedere la revisione del testo, minacciando il semaforo rosso.

La delegazione tedesca, alla quale tocca la presidenza di turno dei 15 Stati che siedono al Consiglio di Sicurezza, si è incaricata della difficile mediazione. Nella serata di ieri è arrivata l’approvazione finale con 13 voti a favore e le astensioni di Russia e Cina.

Oltre alle limature di linguaggio, il documento era già stato depotenziato dai precedenti paletti imposti da Russia, Cina e Usa. Il sistema di monitoraggio per denunciare le atrocità compiute sul campo di guerra, ad esempio, era stato accantonato in partenza dalle tre superpotenze militari, evidentemente preoccupate dal dover aprire le porte dei propri insediamenti in zone di guerra agli ispettori Onu o di altre autorità indipendenti.

Nelle ultime ore prima del voto finale, l’intero compromesso rischiava di saltare per via della linea dura di Trump. Come riportato dal Guardian, il presidente degli Stati Uniti “sta rifiutando tutti i documenti delle Nazioni Unite che si riferiscono alla salute sessuale o riproduttiva, sulla base del fatto che tale linguaggio implica il sostegno agli aborti”. La Casa Bianca si sarebbe addirittura opposta alla parola “genere”, considerandola una copertura per la promozione dei diritti dei transessuali.

Il braccio di ferro sulla terminologia del testo ha visto i Paesi Ue presenti in Consiglio - Belgio, Germania, Regno Unito e Francia - inizialmente sulle barricate in difesa dei passi avanti degli ultimi decenni in termini di riconoscimento internazionale dei diritti delle donne. Ma con la minaccia di veto, le posizioni degli europei si sono ammorbidite.

Nadia Murad, venticinquenne irachena della minoranza yazida e vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2018, ritiene che la risoluzione “sia un passo avanti nella giusta direzione”. “Ma - sottolinea - passi concreti devono seguire all’adozione del testo”. Nel 2014 fu una delle migliaia di vittime di violenze perpetrate dai guerriglieri Isis. La sua storia ha contribuito, nonostante i paletti imposti delle superpotenze militari, all’approvazione di un testo che, a prescindere dai contenuti, significa tanto per chi ha subito uno stupro nel già drammatico contesto di un conflitto armato.


https://www.facebook.com/radimiro.drago ... ment_reply


Alberto Pento
Mi dispiace ma per me una donna stuprata ha tutto il diritto di abortire, si tratta di legittima difesa, uccisione per legittima difesa.

Alberto Chiarle
non vedo che c'entri il bambino....

Alberto Pento
La madre non è schiava del figlio dello stupratore. Lo stupro con fecondazione è una riduzione in schiavitù.
Arbortire in tal caso è una liberazione dalla schiavitù che giustifica pienamente l'uccisione del feto. prodotto dallo stupratore.

Alberto Chiarle
non scrivere tanto per scrivere...spiega chiaramente che c'entra un innocente con lo stupro....a meno che, per ogni stupro, accoppino te....allora niente da dire....

Alberto Pento
Il bambino/feto non è innocente è il frutto di uno stupro. La donna ha tutto il diritto di liberarsene.

Alberto Chiarle
AHAHAH...LOGIKA ARISTOTELIKA....come no??? se ti accoppano per uno stupro, tu che c'entri ???

Alberto Pento
Il feto è l'estensione dello stupratore e se la donna vuole se ne libera, ne ha tutto il diritto. Se ciò non fosse possibile si legittimerebbe lo stupro. Sarebbe come impedire la legittima difesa e la necessaria violenza per difendersi fino all'uccisione dell'aggressore.
Stuprare e obbligare a portare a termine la gravidanza è una violenza inimmaginabile, disumana, una delle peggiori forme di riduzioni in schiavitù, l'aborto con uccisione del feto è pienamente giustificato, legittimo, naturale ed eticamente giusto.
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