Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » lun gen 18, 2016 8:02 pm

La Chiesa vuole la nostra morte sostituendoci con i clandestini
Magdi Cristiano Allam 18/01/2016

http://www.magdicristianoallam.it/buong ... stini.html

Buongiorno amici. La Chiesa è convinta che solo i clandestini salveranno l'Europa dal tracollo demografico. Ieri monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, l'organismo della Conferenza Episcopale Italiana che governa il tema dell'immigrazione, ha detto che “l'Europa senza migranti muore. Nei prossimi 5 anni avremo il 30 per cento in meno di giovani, e solo in Italia abbiamo avuto l'anno scorso un saldo negativo tra morti e nascite di 168 mila persone, un dato che ci riporta alla Prima Guerra Mondiale". E ha puntualizzato: "Per rigenerare l'Europa serve l'incontro con il Sud del mondo".

Cari amici, lo sa la Chiesa che il 90% dei clandestini che sbarcano in Italia sono giovani maschi dai 20 ai 30 anni, che sono al 95% musulmani, che provengono quasi tutti dalle coste libiche che dal 2011 sono controllate da bande terroristiche islamiche e, pertanto, sono loro che decidono chi sale sulle imbarcazioni? Lo sa la Chiesa che in questo contesto si favorisce l'islamizzazione dell'Italia e dell'Europa?

Escludendo che la Chiesa non sappia ciò che è di pubblico dominio, ci domandiamo perché la Chiesa persegue deliberatamente la propria eutanasia? Perché la Chiesa favorisce la condanna a morte delle popolazioni europee e della civiltà laica e liberale dalle radici cristiane? Perché la Chiesa non propugna invece una mobilitazione generale per rigenerare l'Europa incentivando la natalità della popolazione autoctona, sostenendo la famiglia naturale, aiutando le madri e garantendo la stabilità lavorativa dei giovani?

Da che parte sta la Chiesa? Com'è possibile che la strategia della Chiesa coincida con quella della grande finanza speculativa globalizzata, dell'Eurocrazia, dei paesi islamici e del fronte dei relativisti e multiculturalisti europei? Comunque sia, noi diciamo chiaro e forte a tutti: non siamo una terra di nessuno e non ci trasformeremo in una terra di conquista.


I dixocupai no produxe PIL e non łi paga łe pension
viewtopic.php?f=194&t=1800
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » gio gen 21, 2016 7:50 am

???

I modelli Parigi e Londra sono in crisi, quello Colonia è in discussione. Perché non facciamo come a Cuneo?
Valorizziamo il pragmatico esempio della “Provincia granda”

20-01-2016 di Michele Zanzucchi

http://www.cittanuova.it/c/451812/Perch ... Cuneo.html

Ho partecipato sabato scorso, a Cuneo, a una manifestazione per la celebrazione della XIV Giornata del dialogo islamo-cristiano. Un programma intenso che prevedeva una mattinata di interventi nelle scuole (in tandem credo efficace con il musulmano Davide Piccardo, coordinatore del Caim); un pomeriggio coi giovani cristiani e musulmani della città intenti a spiegare alla cittadinanza le differenze e le convergenze tra le due religioni e a discutere di media e religioni, di islamofobia e di violenza in tv; e una serata di incontro aperto con la cittadinanza dal titolo “La ricchezza nelle differenze”, moderato da Enrica Giordano, della Scuola di pace di Boves. 500 persone affollavano la palestra del Centro dei tommasini, dei gesuiti, che funziona da anni come sala di preghiera per i musulmani di Cuneo, che proprio in questi giorni stanno aprendo il loro primo Centro di cultura islamica nella città. Organizzatori principali, l’Associazione Orizzonti di pace, il Movimento dei Focolari e la comunità islamica.

La conoscenza coi musulmani locali, rilassati e rispettosi, decisi nella loro fede ma nel contempo non invasivi, mi ha svelato quello che mai nessuno ha definito “Modello Cuneo”, ma che mi sembra ben più efficace dei vari modelli di integrazione che vanno per la maggiore. Il “Modello Parigi” (puoi diventare presidente della Reopubblica, come è successo a Sarkozy, anche alla seconda generazione, basta che sposi in toto la cultura francese) e il “Modello Londra” (conserva pure la tua cultura e le sue regole, ma esercitale solo in quartieri ben precisi, con la conseguenza della creazione di tanti Londonistan) sono sostanzialmente falliti, come dimostrano gli attentati del 13 dicembre a Parigi compiuti sostanzialmente da cittadini europei e la grande difficoltà di contenimento delle minoranze patita in Inghilterra. Il “Modello Colonia” (più pragmatico, basato sul rispetto della legge locale e sul rifiuto di creare quartieri-ghetto), sembrava avere maggior successo, ma lo shock dell’ondata migratoria recente lo sta mettendo in discussione, come testimoniano i fatti della notte di Capodanno.

A Cuneo e provincia l’integrazione sta funzionando meglio sia per i numeri più ridotti, sia per la necessità di trovare lavoratori per mestieri non più svolti dagli italiani, sia in fabbrica che in campagna, sia per la presenza di un abitato molto diffuso su ampi spazi, cioè non concentrato eccessivamente in nuclei urbani poco umani. Ma il principale motivo del “Modello Cuneo” sta, secondo me, nella gente, amichevole, aperta e assai “cattolica”, nel senso di universale, senza preconcetti e accogliente. Chissà, forse è un modello esportabile…

???

Li xlameghi fina ke łi xe en poki łi sta boni co łi se fa tanti łi devanta cativi e scumimnsia i problemi, ła violensa e łe goere.

Endoe ke riva l'xlam, sel deventa forte megnoransa o majoransa, el desfa i paexi
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » dom gen 24, 2016 10:42 pm

Sto Farrell kì el me fa oror, el predica ca morimo martiri, bauco, lè pexo dei musulmani ke łi more copando, sto kì el voria ke i creistiani łie se fese copar martiri e ke no łi se difendense, lè purpio n'enesemenio!

Farrell a Socci: caro Antonio, basta attaccare Bergoglio
di Nick Farrell


http://www.liberoquotidiano.it/news/ita ... tonio.html

Caro Socci,
sono Nicholas, Nick Farrell da Forlì detto "l’inglese", e ho letto i tuoi ultimi articoli in cui sostieni che l’elezione di Papa Francesco non sia valida e critichi le sue omelie e il suo pontificato perché troppo "comunista". Invece a me, che non sono uno studioso della Chiesa e non mi appassiono delle dispute tra teologi ed esegeti vaticani, Papa Francesco è sempre piaciuto, sebbene tu stesso sappia quanto io sia anti-comunista. Mi è piaciuto dal primo momento, da quando si è affacciato al balcone e ci ha chiesto con umiltà di pregare per lui. Un tale carisma l’ho visto solo in Giovanni Paolo II. Non pensare che da ex anglicano - di recente convertito al cattolicesimo - non mi sia mai interessato al Papa o al Vaticano o alla Chiesa. Quando nel 1998 sono venuto in Italia, annotavo sempre le sante parole di Giovanni Paolo II in un taccuino che portavo sempre con me. Questo, col senno di poi, mi ha aiutato. Qui in Italia ho incontrato una donna molto cattolica - romagnola - che ho sposato e che, contro ogni mia previsione, mi ha dato cinque figli (dagli 11 ai 2 anni).

E insomma, un inglese doc come me non critica mai la sua regina. Ora, mi chiedo: perché tu, un cattolico doc, critichi così duramente Papa Francesco? Il Papa è "eletto" dallo Spirito Santo: chi sono io per giudicare la sapienza e lo spirito di Dio? Tu parli di irregolarità durante il conclave dei cardinali: avrebbero dovuto votare solo quattro volte in un sol giorno - sostieni - e invece hanno votato cinque volte, e così via. Ma, in fin dei conti, chi se ne frega? Dove vorresti arrivare? Un nuovo conclave? Un nuovo Papa? Dài, su.

Io credo che Papa Francesco, a dispetto di tutti coloro che lo criticano, stia facendo un grande pontificato. Non è per niente "comunista": vuole, per quanto mi risulta, più misericordia verso gli esclusi e basta. Nello specifico, ho l’impressione che vorrebbe soltanto permettere ai divorziati risposati di fare la comunione. Niente di più.
Tu, Socci, critichi il Papa - che secondo te non è infallibile in quanto irregolarmente eletto - anche perché non fa il guerrafondaio nei confronti dei cristiani perseguiti nei Paesi musulmani. Che cosa dovrebbe, che cosa potrebbe dire, per accontentarti? Che per salvare i poveri cristiani perseguitati bisognerebbe ammazzare tutti i tagliagole dell’Isis? Questo dovrebbe dire un Papa a capo di una Chiesa che predica la pace? I martiri nella Chiesa ci sono sempre stati, assieme alle persecuzioni. Non vedo che cosa possa fare il Papa di realmente concreto per fermare il martirio dei cristiani. Un cristiano, se segue Gesù e la sua parola, non ha paura del martirio. ???

Papa Francesco sta costruendo ponti dove ci sono muri per far amare Cristo da tutti. Sta preparando, guidato dallo spirito di Dio e dalla mano materna di Maria, un terreno fertile affinché tutti si convertano, anche Scalfari e Pannella, i lontani e i mangiapreti come quelli del Leoncavallo e i comunisti tutti. Sta cercando di portare più anime possibili a Dio, perché è questo ciò che conta ora: i martiri sono già tra le braccia di Dio, ma non gli Scalfari, i Pannella, gli autonomi, i comunisti.
Lui dialoga con tutti per far conoscere Gesù a tutti. Sta seminando affinché un giorno il maggior numero di persone siano anch’esse pronte al martirio - perché tu sai, questa vita è un battito di ciglia. Per cui, credo che non si debba studiare il Papa in ogni sua minima parola o gesto, e aspettare la minima virgola considerata fuori posto per puntare il dito e accusarlo come facevano (e tu lo sai meglio di me) i farisei con Gesù. Noi vedremo solo dopo la sua morte tutto il bene che lui sta facendo alla Chiesa intera. E tutte le persone che, grazie a lui, sono arrivate a Cristo e si sono salvate. Preghiamo per lui e per le conversioni che grazie a lui avvengono. Non possiamo giudicare l’opera che Dio compie tramite un pontefice, non possiamo perché non siamo in possesso dello Spirito di Dio che Papa Francesco invece possiede in grande quantità. Fidiamoci, capiremo poi.

Questo è ciò che Gesù vuole. Noi cattolici siamo già con Dio, non abbiamo bisogno delle «coccole» del Papa. Ma i non credenti sì, devono capire la grandezza di Cristo per arrivare a lui e non lasciarlo mai più al costo della vita. Non comportiamoci quindi da figli unici gelosi dei fratelli non credenti: dobbiamo invece, proprio come i martiri, esultare per la conversione dei nostri carnefici, o per quella dei non credenti - leoncavallini o scalfariani che siano. Per cui ti do un consiglio: fidati di Francesco. Affidati a lui, sapendo che Dio, proprio tramite lui, ha già pianificato tutto. Non era forse criticato anche Gesù, come Francesco, perché col suo ardore di voler portare più anime possibili al Padre si intratteneva con pubblicani, prostitute e adultere e cacciava i demoni?

Poi, riguardo ai tuoi dubbi sulle conversioni di Scalfari e Pannella, nel 4° volume della Valtorta che sto leggendo Gesù dice: «Vedete come è misurato il Signore nel volere. Non esige conversioni fulminee. Non pretende l’assoluto da un cuore. Sa attendere. Diversamente non dovremo credere alla conversione della Maria di Magdala o di S. Francesco o di S. Agostino avvenute dopo anni di vita mondana, o non dovremo nemmeno credere alla conversione di un delinquente come Bruno Cornacchiola o lo stesso buon ladrone». Lo stesso Gesù, sempre nello stesso volume, aggiunge che lui non fa nessuna distinzione tra coloro che l’hanno sempre seguito e i grandi peccatori che si sono in seguito convertiti. Nessuna distinzione! Incredibile. Che misericordia!

Pubblicani e prostitute vi passeranno avanti nel regno dei cieli. Chissà se un giorno ti vedrai passare avanti Scalfari e Pannella o magari me, peccatore incallito




Sto kì lè n'omo, on bon cristian kel ghe tien a la vida!

“Al Parlamento europeo, a favore di Israele si è presentato un sacerdote in abito talare, alto e maestoso, barba folta, Gabriel Naddaf.”

https://www.facebook.com/padregabrielit

Con queste parole il coraggioso giornalista e scrittore italiano Giulio Meotti ha voluto presentare Padre Gabriel Naddaf ai lettori del Foglio, in occasione della sessione di dicembre del Parlamento europeo sulla marchiatura dei prodotti israeliani dalla Cisgiordania, marchiatura contro cui il Foglio ha lanciato una campagna che ha raccolto oltre cinquemila firme.
Riportiamo per esteso l’articolo di Meotti raggiungibile a questo link: http://www.ilfoglio.it/…/scegliete-o-con-isis-o-con-israele…

“Si tratta di antisemitismo”, ha esclamato Naddaf. “La marchiatura dei prodotti israeliani tradisce il nucleo del patrimonio cristiano dell’Europa, ed è un ulteriore segno dell’indebolimento dei valori cristiani in Europa”.
Poi l’accusa di ipocrisia rivolta a Bruxelles: “Mentre l’Europa è occupata nella marchiatura dei prodotti israeliani, le terre in tutto il medio oriente e l’Africa sono inzuppate del sangue dei cristiani. In medio oriente c’è un solo paese dove i cristiani possono vivere in sicurezza, in cui possono prosperare, e dove ci sono la libertà di espressione e quella religiosa. In quel paese i cristiani sono in grado di praticare le loro tradizioni religiose, possono essere eletti al Parlamento e hanno pieni diritti democratici. È l’unico paese del medio oriente, dove la popolazione cristiana cresce e prospera.
Questa è la nazione ebraica, la nazione di Israele. E noi, i cristiani, dobbiamo proteggere questa terra santa, che è la fonte della fede cristiana”.

Non si era mai sentito nulla di simile in un’aula del Parlamento europeo. Naddaf è una figura unica in medio oriente. Leader carismatico della chiesa greco-ortodossa in Israele, il sacerdote deve andare in giro con la scorta messagli a disposizione dalle autorità israeliane. La “colpa” di Padre Naddaf è quella di denunciare la sorte dei cristiani nel mondo arabo-islamico e di essere filoisraeliano. Si capisce perché sulla testa di Naddaf pesa oggi una taglia promossa dagli islamisti. La sua vita è in pericolo. È stato definito “un traditore” e “un apostata”.

I suoi pneumatici sono stati trinciati più volte e stracci insanguinati vengono spesso lasciati fuori da casa sua. Il sacerdote viene regolarmente minacciato al telefono e il figlio è stato aggredito fuori casa da un giovane brandendo una mazza di ferro. “Gesù era ebreo, di famiglia ebraica e parlava aramaico, non arabo”, dice al Foglio Padre Naddaf. “Dobbiamo sempre ricordarcelo. Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso in quanto cristiano in medio oriente. In Siria, c’erano due milioni di cristiani, oggi sono solo duecentomila. In Iraq, nel 2000, c’erano quattro milioni di cristiani, mentre ora ce ne sono solo trecentomila. I massacri quotidiani vissuti dai cristiani hanno aperto gli occhi dei loro correligionari in Israele, dove invece c’è una comunità cristiana che cresce ogni anno di più”. Secondo il Central Bureau of Statistics di Gerusalemme, erano 158 mila i cristiani in Israele nel 2012. Alla fine del 2014 erano 163 mila, cinquemila in più. Ma soprattutto, dal 1948 a oggi il loro numero totale è più che quadruplicato.

“Il nostro debito verso la Terra Santa passa attraverso la protezione di Israele e della sua democrazia”, ci spiega Padre Naddaf.
“Altrove, i fanatici islamici sono ansiosi di uccidere cristiani. Soltanto in Israele possiamo prosperare. E’ il tempo della chiarezza. Cosa aspettiamo a dire la verità? Israele deve essere forte anche per noi minoranze. Ogni giorno rivolgiamo appelli per salvare i cristiani del medio oriente ma nessuno risponde. Perché?”.

A quanto risulta, il Dipartimento di stato americano intende designare come “genocidio” gli attacchi perpetrati dallo Stato islamico contro gli yazidi, escludendo così i cristiani. “Perché quando il califfo promise di eliminare la cristianità i nostri capi non dissero nulla?”, continua Naddaf. “Io non ho paura, andrò avanti a dire la verità, ovvero che come cristiani non possiamo che stare dalla parte del popolo ebraico e che Israele è l’unico paese che non cerca di buttare fuori i cristiani, costringendoli a cercare rifugio. Coloro che vogliono distruggere lo stato ebraico stanno firmando anche la condanna a morte degli ultimi cristiani liberi in Terra Santa”.
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » mer feb 03, 2016 6:16 am

Cristiani e Muxlim (el cristianixmo el te porta a ła morte a esar copà contro łe leje de Dio)
viewtopic.php?f=141&t=2000

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Cristo.jpg
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » mer feb 03, 2016 6:22 am

Rełixon a scoła
viewtopic.php?f=205&t=2198

No Scola

A scuola non si fanno feste religiose, a scuola si dovrebbero insegnare o raccontare la storia delle religioni, di tutte, mettendole a confronto senza fare sconti a nessuna e setacciandole per bene con la ragion critica. A scuola si dovrebbe applicare la ragione e non la fede. In ogni caso vanno raccontate per bene tutte: anche e sopratutto quella ebraica, quelle orientali e quelle dette impropriamente pagane (in verità tutte le religioni sono pagane con le loro radici preistoriche e i loro sincretismi), poi si deve lasciare anche spazio agli atei e agli aidoli che possano dire la loro. Sull'islam andrebbe raccontata la sua lunga storia di violenza, a cominciare da Maometto il razziatore e di come sono trattatti oggi i cristiani, gli ebrei e tutti i diversamente religiosi nei paesi a prevalenza o a egemonia islamica e di come la dottrina ela pratica islamica violi i Diritti Umani Universali:


Per una carta universale dei diritti religiosi e spirituali
viewtopic.php?f=24&t=1788
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » mer feb 03, 2016 8:28 am

Sta casta de pretàsi mai ke li diga łasemo ke sipia i omani, i çitadini, a deçidar come sorani e mai ke łi diga lasemo parlar anca łi atei, łi aidołi, li agnosteghi, mai, pretàsi de ła małora!

ONU delle religioni”, Card. Scola: le fedi possono fare più della politica
L'arcivescovo di Milano: comunicare nell'umiltà e nell'amore guardando alla realtà
http://www.onuitalia.com/2016/01/30/21356

MILANO, 30 GENNAIO – “Le religioni possono fare più della politica nel dialogo tra popoli”. Lo ha detto a OnuItalia.com l’arcivescovo di Milano, Angelo Scola a margine di un convegno su “Comunicazione e Misericordia” organizzato questa mattina presso l’Istituto dei ciechi del capoluogo lombardo, al quale hanno partecipato anche Gianni Riotta, editorialista de La Stampa e conduttore Rai, Don Davide Milanesi e Rolla Scolari, italo-libanese direttrice di Oasis. Interpellato sul progetto di un “ONU delle religioni” – proposto dall’ex presidente israeliano Shimon Peres a Papa Francesco nel loro incontro in Vaticano nel settembre del 2014, al quale partecipò anche il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen -, l’arcivescovo Scola ha rilevato che, nonostante il progetto non abbia trovato attuazione ufficiale, “ogni iniziativa in questa direzione di dialogo tra popoli è preziosa: le fedi devono comunicare nell’umiltà e nell’amore, e possono farlo meglio della politica”.

Cristianesimo, Ebraismo, Islam e le altre religioni “devono affrontare un dialogo agganciato alla realtà senza intellettualismi e artificiosità”, ha evidenziato Scola sottolineando la necessità di “ascoltarsi reciprocamente in profondità, rispetto alle proprie fatiche e dolori, per dare spazio alla ragione umana e alla comune appartentenza alla famiglia umana”.

Nel corso del convegno il Cardinale ha sottolineato come “i processi di immigrazione in corso in Italia presentano numeri di portata storica ed anche tragica, se pensiamo alle migliaia di morti nel Mar Mediterraneo” e “anche se flussi sono in corso da vent’anni, oggi la loro accelerazione, provocata da guerre e povertà, porta a tempi diversi da quelli sperimentati da Gran Bretagna o Germania”, ponendo criticità. Ma un rifiuto del “dato di realtà”, come la “presenza nel nostro Paese di oltre un milione di musulmani” può solo deviare dall’obiettivo di costruire una società plurale e dialogante nell’interesse comune umano. L’anno Giubilare della Misericordia è un’occasione”. (@francesmorandi, 30 gennaio 2016)
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » lun feb 08, 2016 10:59 pm

Buongiorno amici. Finalmente c'è un'autorità nella Chiesa cattolica che ha la lucidità e il coraggio di dire "basta immigrati". Lo ha fatto il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, il cardinal Reinhard Marx: "Alla carità bisogna accompagnare la ragione. La Germania non può farsi carico di tutti i bisognosi della terra".

https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam

In una intervista pubblicata il 6 febbraio sul Passauer Neue Presse il cardinale Marx spiega che "come Chiesa noi abbiamo bisogno di una riduzione nel numero di rifugiati", perché la Germania "non può accogliere tutti i bisognosi di questo mondo."

Da rilevare che il cardinale Max dice queste cose da una posizione politica ostile alla destra che sta crescendo nei sondaggi. Denuncia che "tristemente la destra e l'ultradestra estremista e razzista hanno del potenziale per aumentare i propri consensi (...) Questa ideologia si è consolidata e ha raggiunto anche le classi più alte (...) Stiamo assistendo a incitamenti a odio contro stranieri anche in ambienti borghesi. Evidentemente la vernice di civiltà non è così spessa come pensavamo.”

Avranno Papa Francesco, i cardinali Bagnasco e Scola, monsignor Galantino, la stessa lucidità intellettuale e coraggio umano per riconoscere che questa auto-invasione di clandestini è un suicidio per la Chiesa, oltre che l'eutanasia della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane?

Cari amici, noi siamo giorno dopo giorno confortati e incoraggiati dalla crescita della consapevolezza della realtà e della condivisione della verità. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!


Il card. Marx chiude le porte ai profughi: “Non possiamo accogliere tutti”
"Non basta la carità, serve anche la ragione", dice il presidente della Conferenza episcopale tedesca
di Matteo Matzuzzi | 08 Febbraio 2016 ore 18:10
Il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca (LaPresse)

http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/02/0 ... e_c118.htm

Roma. La Conferenza episcopale tedesca prende posizione sull’emergenza migratoria, che da mesi – in particolare dopo le aperture estive di Angela Merkel, che garantì piena disponibilità all’accoglienza dei profughi in fuga dalla Siria, senza fissare limiti o quote – ha visto arrivare in Germania centinaia di migliaia di richiedenti asilo (più di un milione nel 2015, e le previsioni per l’anno corrente sono simili, come più volte sottolineato dal ministro dell’Interno, Thomas de Maizière, allarmato dal constatare che tra i profughi non vi sono solo individui che scappano da paesi in guerra). E’ stato il cardinale Reinhard Marx, presidente dell’organismo che riunisce i presuli locali nonché arcivescovo di Monaco e Frisinga e ascoltato collaboratore del Papa (è membro della speciale consulta incaricata di riformare la curia romana e coordinatore del Consiglio per l’economia della Santa Sede), a dire che “è necessaria una riduzione del numero di rifugiati”. Lo ha fatto in un’ampia intervista concessa al Passauer Neue Presse, dalle cui colonne ha osservato che “la Germania non può farsi carico di tutti i bisognosi del mondo”. Il punto centrale è che “non si tratta solo di guardare alla carità, ma anche alla ragione. La politica deve essere sempre concentrata su ciò che è possibile fare” e nel caso specifico “ci sono sicuramente dei limiti”. La ricetta proposta da Marx – che ribadisce “il massimo rispetto per la signora Merkel e le sue politiche” anche se sembra appoggiare implicitamente le tesi della Csu bavarese – è quella di “aiutare i profughi nei loro paesi d’origine, in Africa e nel medio oriente”.

Di certo, la soluzione non può essere quella prospettata dall’Alternativa per la Germania (Afd), il partito populista ed euroscettico – dato in costante crescita nei sondaggi – che ritiene legittimo sparare contro i migranti che tentano di entrare in territorio tedesco: “Purtroppo qui l’estremismo di destra e il razzismo hanno sempre avuto un certo potenziale per esprimersi, ed evidentemente questa ideologia si è ulteriormente consolidata. Questa violenza e la propaganda contro i rifugiati mi spaventano molto, stiamo assistendo anche in ambienti borghesi all’incitamento contro gli stranieri”. La presa di posizione della Conferenza episcopale tedesca non è il primo segnale del genere che giunge dall’Europa. In estate, mentre Francesco nei suoi Angelus ribadiva la necessità di accogliere chi fugge dalle guerre (l’ha ribadito anche domenica scorsa, riferendosi al conflitto intestino che da quasi cinque anni lacera la Siria), furono diversi vescovi ungheresi – con il distinguo dell’arcivescovo di Budapest, il cardinale Péter Erdo – a plaudire la scelta del primo ministro Viktor Orbán di costruire un muro per prevenire gli afflussi dalla vicina Serbia: “Papa Francesco ha torto e i rifugiati ci invadono”, diceva mons. László Kiss-Rigo, in un’intervista al Washington Post, bollando come “invasione” i tentativi dei migranti di passare le frontiere dell’Unione europea: “Vengono qui al grido di Allahu Akbar, ci vogliono conquistare. Sono totalmente d’accordo con il primo ministro”, i rifugiati minacciano i “valori universali, cristiani” dell’Europa.

Sulla stessa linea anche il vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Budapest, monsignor János Székely: “Con una difesa fisica il processo d’immigrazione illegale si ferma. E’ una soluzione forte ma efficace”. In una successiva dichiarazione pubblicata a inizio settembre, i vescovi magiari si dicevano sì interessati a “conoscere le sorti dei cristiani in medio oriente”, ma allo stesso tempo chiarivano come pendesse sugli stati “il diritto e il dovere di proteggere i propri cittadini”.
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » gio feb 11, 2016 8:24 pm

Jexuiti castrà e eresponsabiłi

P. Nicolás: essere grati ai migranti, aprono il nostro cuore
11/02/2016
(A cura di Alessandro Gisotti)

http://it.radiovaticana.va/news/2016/02 ... re/1207620

“Bisogna essere grati ai migranti”, “ci aiutano a scoprire il mondo”. E’ l’esordio dell’intervento di padre Adolfo Nicolás, superiore della Compagnia di Gesù, in occasione della sua visita al Centro Astalli di Roma. Il discorso, tenuto a braccio in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, viene pubblicato sull’ultimo numero di “Civiltà Cattolica”, in uscita.

I migranti ci aiutano a non rinchiuderci in noi stessi
“Ogni Paese – afferma il Preposito generale dei gesuiti – corre il rischio di rinchiudersi in orizzonti molti limitati, molto piccoli, mentre grazie a loro il cuore può aprirsi e anche lo stesso Paese può aprirsi a dinamiche nuove”. Padre Nicolás ricorda gli esempi degli Stati Uniti e dell’Argentina, nazioni nate grazie ai migranti. Costoro, è la sua convinzione, “non sono semplicemente ospiti, ma gente che può dare un contributo al vivere civile, e che offre un apporto notevole alla cultura e alle sue evoluzioni profonde. Proprio grazie ad essi continuiamo ad approfondire l’umanesimo”. Anche le religioni, annota, “si sono diffuse nel mondo grazie ai migranti che hanno abbandonato i loro Paesi e si sono mossi da un luogo all’altro”.

Vincere pregiudizi, l’umanità ha bisogno di tutti
Per padre Nicolás è giunto il momento “in cui l’umanità si deve pensare come un’unità e non come un insieme di tanti Paesi separati tra loro con le loro tradizioni, le loro culture e i loro pregiudizi”. I migranti, invece, “ci rendono consapevoli del fatto che l’umanità non è formata solo da una parte ma proviene dal contributo di tutti”. Essi, afferma ancora il superiore della Compagnia di Gesù, “hanno imparato a non essere bloccati dalle difficoltà nella loro voglia di futuro. Hanno saputo superare la solitudine con la solidarietà aiutando gli altri e hanno mostrato che l’umanità è debole, ma può anche essere forte”.

Impariamo dai migranti come essere misericordiosi con gli altri
Da ultimo, nell’Anno della Misericordia, padre Nicolás sottolinea che dai migranti e dai rifugiati possiamo imparare “ad essere misericordiosi con gli altri”, “impariamo da loro ad essere umani nonostante tutto”, ad avere “come orizzonte il mondo e non la nostra piccola, ristretta cultura. Impariamo da loro ad essere persone del mondo”.



Migranti, Papa: Europa garantisca rispetto dignità umana
http://www.lapresse.it/video/migranti-p ... umana.html

L'ennesimo invito all'Europa ad accogliere i migranti da parte di Papa Francesco è arrivato questa mattina nel discorso d'inizio anno che del pontefice ha tenuto di fronte al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede."L'attuale ondata migratoria - ha detto - sembra minare le basi di quello spirito umanistico che l'Europa da sempre ama e difende". "Tuttavia - ha precisato Francesco - non ci si può permettere di perdere i valori e i principi di umanità, di rispetto per la dignità di ogni persona, di sussidiarietà e di solidarietà reciproca, quantunque essi possano costituire, in alcuni momenti della storia, un fardello difficile da portare". L'Europa, ha spiegato il Papa, deve mettere la persona al centro e vincere la paura della grave emergenza immigrazione. "L'Europa - ha detto - deve avere gli strumenti per difendere la centralità della persona umana e trovare il giusto equilibrio tra il suo duplice dovere morale di tutelare i diritti dei propri cittadini e quello di garantire l'assistenza e l'accoglienza dei migranti".


Papa Francesco: “L’Europa deve e può cambiare, sorrida ai migranti”
08 Febbraio 2016

http://www.stranieriinitalia.it/attuali ... ranti.html

Città del Vaticano – 8 febbraio 2016 – “L’Europa sorrida ai migranti”. Papa Francesco è preoccupato per i muri alzato dal Vecchio Continente contro chi fugge da guerre e miserie, nutre la speranza che alla fine saprà accogliere.

“Quando andai a Lampedusa, il problema dell’immigrazione era appena agli inizi. E adesso è esploso” dice spesso Bergoglio, secondo il Corriere della Sera. E in un colloquio pubblicato oggi dal quotidiano ammette che l’immigrazione è “una sfida da affrontare con intelligenza, naturalmente, perché dietro c’è il problema enorme e terribile del terrorismo”.

“L’Europa – esorta il Papa - deve e può cambiare. Deve e può riformarsi. Se non è in grado di aiutare economicamente i Paesi da cui provengono i profughi, deve porsi il problema di come affrontare questa grande sfida che è in primo luogo umanitaria, ma non solo. Si è rotto un sistema educativo: quello che trasmetteva i valori dai nonni ai nipoti, dai genitori ai figli. Ebbene, occorre porsi il problema di come ricostruirlo”.

Quindi Bergoglio ricorda la figura biblica di Sara, la moglie di Abramo che ebbe un figlio a novant’anni. “L’Europa”, ama ripetere Francesco, “è come Sara, che prima si spaventa ma poi sorride di nascosto”. La sua speranza, riferisce chi gli ha parlato, è che l’Europa “sorrida di nascosto” agli immigrati. E intanto Francesco cita l’esempio della “donna-sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini”, per il suo impegno accanto ai disperati che sbarcano sull’isola.


Per Papa Francesco l'Europa è come Sara, la moglie sterile di Abramo, e gli immigrati sono la grazia divina che la renderà fertile
di Magdi Cristiano Allam 10/02/2016

http://www.magdicristianoallam.it/blogs ... rtile.html

Cari amici, Papa Francesco per l'ennesima volta pone al centro del suo apostolato l'accoglienza dei clandestini. In un colloquio con il Corriere della Sera arriva a concepire i clandestini come il seme miracoloso che consentirà all'Europa di tornare ad essere fertile sul piano demografico.

Addirittura paragonando i clandestini alla grazia divina che in tarda età permise a Sara, la moglie di Abramo, di avere un figlio. Secondo Papa Francesco, "l'Europa è come Sara", la moglie sterile di Abramo, "che prima si spaventa ma poi sorride di nascosto" e la speranza è che l'Europa "sorrida di nascosto" agli immigrati.

Papa Francesco valuta positivamente la prospettiva di un'Europa caratterizzata dal meticciato antropologico e culturale, conseguente alla mescolanza degli europei autoctoni con i clandestini: "L'Europa deve e può cambiare. Deve e può riformarsi. Se non è in grado di aiutare economicamente i paesi da cui provengono i profughi, deve porsi il problema di come affrontare questa grande sfida che è in primo luogo umanitaria, ma non solo".

Cari amici, noi non siamo affatto d'accordo sull'eutanasia delle popolazioni europee e il suicidio della civiltà laica e liberale dalle radici ebraiche, cristiane, greche, romane e illuministe della nostra civiltà. Siamo convinti che si debba promuovere una strategia per la rinascita demografica e civile delle popolazioni europee, mettendo al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l'economia reale, i valori e le regole. Riteniamo che i clandestini vadano aiutati affinché possano vivere dignitosamente a casa propria. Ci dispiace Papa Francesco: non siamo d'accordo. Resta la domanda: perché questo Papa insiste tutti i giorni sull'accoglienza incondizionata dei clandestini?

Sto Papa lè on pericolo par naltri ouropei.


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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » gio mar 03, 2016 3:08 pm

Papa Francesco: "È in atto un'invasione araba dell'Europa, ma non è per forza un male"
Ivan Francese - Gio, 03/03/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 31806.html

Parole che non stonerebbero in bocca a Innocenzo XI, pontefice della metà del Seicento; ma che lasciano basiti quando scopriamo che a pronunciarle è stato Papa Francesco, in una recente intervista al periodico cattolico francese Vie.

Il Santo Padre ha ammesso senza timore che il Vecchio Continente è di fronte a "un'invasione", ma ha specificato subito dopo che egli non giudica negativamente il fenomeno. "Si può parlare oggi di invasione araba. È un fatto sociale - ha spiegato Francesco - uante invasioni l’Europa ha conosciuto nel corso della sua storia! E ha saputo sempre superarsi e andare avanti per trovarsi infine come ingrandita dallo scambio tra le culture."

Una conferma dell'ispirazione cosmopolita che sembra animare questo pontificato e che non piace troppo alle frange più conservatrici della galassia cattolica. Tuttavia, anche di fronte a chi è critico nei confronti dell'immigrazione incontrollata il Papa insiste nelle sue esortazioni evangeliche: "Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso... Pensate ai tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare!". Il Pontefice si rivolge poi agli euroscettici, domandandosi "dove si possa trovare uno Schumann o un Adenauer" dell'Europa moderna. Quindi il richiamo alla memoria: "Talvolta mi domando dove si possano trovare uno Schumann, un Adenauer, questi grandi fondatori dell’Europa moderna".

Dure, infine, le parole che il Santo Padre ha riservato alla Francia: "Una critica che faccio alla Francia è che la laicità risulta talvolta troppo dalla filosofia dei Lumi, per la quale le religioni erano una sottocultura. La Francia non è ancora riuscita a superare questa eredità. La Francia deve diventare uno Stato più laico, con un’apertura a tutte le forme di trascendenza, secondo le differenti tradizioni religiose e filosofiche."


A digo mi:
Credo che Francesco sia un Papa molto ignorante, perché non sa che gli arabi e gli islamici che nel passato hanno invaso la Spagna, poi l'Italia meridionale, Malta, Grecia e Macedonia e che si sono spinti sino a Vienna sono stati poi cacciati dalle terre europee prima conquistate; dove hanno resistito è stato soltanto in Bosnia, Albania, Kossovo e Cipro, alimentanto secoli di conflitti e di guerre civili che durano tutt'ora. Caro Papa Francesco mi pare che tu abbia tanto poco rispetto per noi autoctoni e indigeni europei; per me oltre che ignorante sei un irresponsabile. Francesco aggiornati pure sulla differenza tra arabi e islamici o mussulmani.
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Re: Naltri no semo piegore e valtri no si pastori

Messaggioda Berto » ven apr 29, 2016 1:07 pm

L'arcivescovo di Ferrara: "Basta! Pensate solo agli immigrati, gli italiani sono abbandonati
Giuseppe De Lorenzo - Ven, 29/04/2016

http://www.ilgiornale.it/news/basta-non ... 52468.html

Monsignor Luigi Negri, Vescovo di Ferrara, si scaglia contro le politiche di immigrazione che dimenticano gli italiani.

“Abbiamo la responsabilità di un popolo di cui non fanno parte solo gli stranieri, ma anche gliitaliani.

E tra i nostri connazionali i poveri stanno aumentando sempre di più”. L’arcivescovo di Ferrara Luigi Negri, non usa mezzi termini. E riporta l’attenzione verso gli ultimi, italiani, dimenticati tra gli ultimi. Sorpassati da storie certo difficili (ma non sempre) ma che li hanno messi in un angolo. Pensionati che non arrivano a fine mese, bambini in difficoltà. Povertà. Ecco. Povertà italiana. Sarà razzista pure il vescovo? Oppure solo realista?

“Gli italiani che vivono in condizioni di povertà sono tantissimi – dice Negri al Resto del Carlino – Mi basta pensare alla mia diocesi. Abbiamo diverse mense e sono andato a visitarle in più occasioni. In certi casi ho visto arrivare insospettabili italiani, in giacca e valigetta 24 ore. Persone della media o alta borghesia ferrarese”. Il problema colpisce tutti. La crisi ha rotto un argine che tempo fa pensavamo solidissimo, quello delle certezze economiche. “Spesso si tratta di mariti divorziati che, dovendo mantenere moglie e figli, non arrivano più a fine mese. Mangiano rapidamente e vanno via. Questo deve farci riflettere”, aggiunge il Vescovo. Eppure nessuno ne parla, si pensa ai migranti. Alla loro ospitalità. Ai loro wi-fi. Alle loro schede telefoniche. Ai loro corsi di lingua. Ai loro pasti che non piacciono. “Noi vescovi abbiamo la responsabilità di un popolo nel quale non ci sono solo stranieri, ma anche tanti italiani – aggiunge Negri – Guai a intervenire su un solo fronte. Fare preferenze sarebbe un errore clamoroso. Creerebbe soltanto una situazione di esclusività che a ben pensare sarebbe dannosa per tutti”.

“Pensare che basti invocare una ‘leva di massa’ per l’accoglienza dei profughi copre solo un aspetto di un problema ben più vasto – aggiunge – Ripeto, se si assumono atteggiamenti esclusivisti non si svolge correttamente il proprio compito di pastori. Dobbiamo accudire il nostro gregge nella sua integrità”. E le prime pecore di quel gregge sono gli italiani. Perché vengono dimenticati? “Una lotta tra poveri è la cosa peggiore che ci possa succedere”, dice Negri. Ma è quello che si sta verificando.
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