Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » gio mar 01, 2018 8:30 am

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Il Professore Disse Che Dio Non Esiste. Lo Studente Gli Dette Una Risposta Incomparabile!

https://perfetto.guru/lb-il-professore- ... medium=bot

Un professore di filosofia ateo resta immobile dinanzi alla sua classe e dopo chiede a uno dei suoi studenti di alzarsi:

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‘Tu sei cristiano, non è vero figliolo?’

‘Sì, signore’, risponde lo studente.

‘Così credi in Dio?’

‘Certamente’.

‘Dio è buono?’

‘Certo! Dio è buono’.

‘Dio è onnipotente? Dio può fare qualsiasi cosa?’

‘Sì’.

‘Sei buono o cattivo?’

‘La Bibbia dice che sono cattivo’.

Il professore sorride deliberatamente. ‘Aha! La Bibbia! Riflette per un istante. ‘Rispondi a questa domanda. Diciamo che c’è una persona malata e tu puoi curarla. Puoi farlo. La aiuteresti? Ci proveresti?’

‘Sì, signore’.

‘Quindi sei buono…!’

‘Non direi questo’.

‘Ma perché non lo diresti? Aiuteresti una persona malata e storpia, se potessi. La maggior parte di noi lo farebbe, se potesse. Ma Dio no’.

Lo studente non risponde, allora il professore continua. ‘Non lo fa, vero? Mio fratello era cristiano ed è morto di cancro, sebbene pregasse Iddio di guarirlo. Come può essere buono Dio? Mi sai rispondere?’

Lo studente resta in silenzio. ‘No, non sai rispondere, vero?’ dice il professore. Beve un sorso di acqua da un bicchiere sulla cattedra per concedere allo studente il tempo per rilassarsi ‘Iniziamo daccapo, giovanotto. Dio è buono?’

‘Er…sì,’ afferma lo studente.

‘Satana è buono?’

Lo studente non ha esitazioni su questo. ‘No.’

‘Allora da dove viene Satana?’

Lo studente balbetta. ‘Da Dio’

‘Giusto. Dio ha creato Satana, non è vero? Dimmi, figliolo. C’è cattiveria nel mondo?’

‘Sì, signore…’

‘II male è ovunque, non è vero? E Dio è il creatore di tutto, giusto?’

‘Sì’.

‘Quindi chi ha creato il male?’ Il professore continua, ‘Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché il male esiste, e secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora Dio è malvagio’.

Ancora una volta lo studente non risponde. ‘C’è la malattia? L’immoralità? L’odio? L’orrore? Tutte queste cose terribili esistono nel mondo?’

Lo studente è imbarazzato. ‘Sì’.

‘Quindi chi le ha create?’

Lo studente non risponde ancora una volta, allora il professore ripete la sua domanda. ‘Chi le ha creati?’ Ancora nessuna risposta. Improvvisamente il professore inizia a camminare su e giù per l’aula. La classe resta incantata. ‘Dimmi’, si rivolge a un altro studente. ‘Credi in Gesù Cristo, figliolo?’

La voce dello studente lo tradisce e spara. ‘Sì, professore, ci credo’.

Il vecchio si ferma. ‘La scienza afferma che hai cinque sensi per identificare e osservare il mondo che ti circonda. Hai mai visto Gesù?’

‘No, signore. Non l’ho mai visto’.

‘Allora dicci, hai mai udito il tuo Gesù?’

‘No, signore…’

‘Hai mai toccato il tuo Gesù, assaggiato il tuo Gesù o sentito il suo odore? Hai mai avuto una percezione sensoriale di Gesù Cristo, o di Dio, per quel che importa?’

‘No, signore, purtroppo.’

‘Ma continui a credere in lui?’

‘Sì’.

‘Secondo le regole del protocollo empirico, testabile e dimostrabile, la scienza afferma che il tuo Dio non esiste… Che cosa mi dici a riguardo, figliolo?’

‘Niente’, replica lo studente… ‘Io ho soltanto la mia fede’.

‘Sì, la fede’, ripete il professore. ‘E quello è il problema che la scienza ha con Dio. Non ci sono prove… solo la fede’.

Lo studente rimane zitto per un momento, prima di rivolgere una sua domanda. ‘Professore, esiste il caldo?’

‘Sì’.

‘Ed esiste il freddo?’

‘Sì, figliolo, c’è anche il freddo’.

‘No, signore, non esiste’.

Il professore si volta per guardare lo studente, ovviamente interessato. All’improvviso irrompe il silenzio nella stanza. ‘Puoi avere molto calore, ancora più calore, super calore, mega calore, calore illimitato, calore bianco, poco calore o assenza di calore, ma non abbiamo niente che si chiami ‘freddo’. Possiamo avere 458 gradi sotto lo zero, che non è calore, ma non possiamo andare oltre. Non esiste il freddo; altrimenti potremmo andare oltre i — 458 gradi. Ogni corpo o oggetto è suscettibile a studio quando ha o trasmette energia, e il calore è ciò che fa avere o trasmettere energia a un corpo o materia. Lo zero assoluto, meno (-458° F), è l’assenza totale di calore. Vede, signore, ‘freddo’ è soltanto una parola che usiamo per descrivere l’assenza di calore. Non possiamo misurare il freddo. Possiamo misurare il calore in unità termali perché il calore è energia. Il freddo non è l’opposto del calore, signore, ma soltanto la sua assenza’.

Silenzio nella stanza. Cade una penna da qualche parte, ma sembra un martello.

‘E il buio, professore. Esiste il buio?’

‘Sì’, replica il professore senza esitare… ‘Che cos’è la notte se non esiste il buio?’

‘Si sbaglia di nuovo, signore. Il buio non è qualcosa; è assenza di qualcosa. Possiamo avere la luce fioca, la luce normale, la luce brillante, la luce intermittente, ma se non hai la luce costante non hai niente e questo è il buio, giusto? Ecco il significato che attribuiamo alla parola. In realtà, il buio non esiste. Se esistesse, potremmo rendere l’oscurità più scura, non è vero?’

Il professore inizia a sorridere al ragazzo davanti a lui. Questo sarà un buon semestre. ‘Quindi arriva al punto, giovanotto?’

‘Sì, professore. Il punto è, la sua premessa filosofica è imperfetta dall’inizio e quindi anche la sua conclusione lo è’.

Il professore questa volta non riesce a nascondere la sua sorpresa. ‘Imperfetta? Puoi spiegarmi in che senso?’

‘Lei sta partendo dalla premessa del dualismo’, lo studente spiega… ‘Sostiene che c’è la vita e di conseguenza la morte; un Dio buono e un Dio cattivo. Sta vedendo il concetto di Dio come qualcosa di finito, qualcosa che si può misurare. Signore, la scienza non è in grado di spiegare neanche il pensiero. Usa l’elettricità e il magnetismo, ma non ha mai visto e ancora meno compreso appieno un pensiero. Vedere la morte come l’opposto della vita significa ignorare il fatto che la morte non può esistere come una cosa sostanziale. La morte non è l’opposto della vita, ma soltanto assenza di vita’.

‘Ora mi dica professore… Lei insegna ai suoi studenti che essi discendono da una scimmia?’

‘Se si riferisce all’evoluzione naturale, giovanotto, sì naturalmente’.

‘Ha mai osservato l’evoluzione con i suoi occhi, signore?’

Il professore inizia a scuotere la testa, ancora sorridendo, appena si rende conto dove sta approdando la questione. Un ottimo semestre, davvero.

‘Siccome nessuno ha mai visto il processo evolutivo e non può neanche provare che questo processo sia continuo, non sta insegnando una sua opinione, signore? Adesso non è uno scienziato, bensì un predicatore?’

La classe è in subbuglio. Lo studente rimane in silenzio finché non si placa l’agitazione. ‘Per continuare con quanto stava dicendo prima all’altro studente, lasci che le faccia un esempio su ciò che voglio dire’. Lo studente volge uno sguardo alla classe. ‘Qualcuno ha mai visto il cervello del professore?’ La classe scoppia a ridere. ‘C’è qualcuno che ha mai udito il cervello del professore, sentito il cervello del professore, toccato o percepito il cervello del professore? Nessuno sembra averlo fatto. Quindi, secondo le leggi del protocollo empirico, stabile, dimostrabile, la scienza afferma che lei è non ha cervello, con tutto il dovuto rispetto, signore’. ‘Quindi se la scienza afferma che lei non ha cervello, come possiamo avere fiducia nelle sue lezioni, signore?’

Ora la stanza è in silenzio. Il professore fissa lo studente, con il volto indecifrabile. Alla fine, dopo quella che sembra un’eternità, il vecchio risponde ‘Immagino che dobbiate avere fede.’

‘Adesso lei ammette che ci sia la fede e infatti la fede esiste insieme alla vita’, continua lo studente. ‘Ora, signore, esiste il male?’ Incerto, il professore risponde ‘Naturalmente, esiste. Lo vediamo ogni giorno. Ne è un esempio la mancanza di umanità tra gli esseri umani. È nella molteplicità dei crimini e della violenza ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono nient’altro che il male’.

Allora lo studente replica, ‘Il male non esiste signore, Il male non esiste, Signore, o perlomeno non esiste di per sé; il male è semplicemente l’assenza di Dio. Come per il freddo o il buio, è una parola che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che avviene quando l’uomo non ha l’amore di Dio nella sua vita. È come il freddo che si sente quando manca il calore, o il buio che si percepisce quando non c’è luce’.

Il professore si mette a sedere.
Lo studente era Albert Einstein.



Alberto Pento
Non si confonda Cristo con Dio. Einstein non era cristiano, nato in una famiglia ebraica era più un credente naturale, un aidolo senza religione.



La visione religiosa di Einstein
https://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Einstein

Benché di famiglia ebraica, Einstein non credeva negli aspetti strettamente religiosi dell'ebraismo, ma considerava sé stesso ebreo da un punto di vista culturale. Einstein fu socio onorario della Rationalist Press Association sin dal 1934.

Einstein in età adulta rifiutava nel complesso l'idea di un Dio personale (ritenendola una forma di antropomorfismo) tipica della concezione ebraico-cristiana, come testimonia una lettera personale nel 1954, dove scriveva:

« Io non credo in un Dio personale e non ho mai negato questo fatto, anzi, ho sempre espresso le mie convinzioni chiaramente. Se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare. »

E ancora, sulla morte:

« Non riesco a concepire un Dio che premi e castighi le sue creature o che sia dotato di una volontà simile alla nostra. E neppure riesco né voglio concepire un individuo che sopravviva alla propria morte fisica; lasciamo ai deboli di spirito, animati dal timore o da un assurdo egocentrismo, il conforto di simili pensieri. Sono appagato dal mistero dell'eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente, insieme al tentativo ostinato di comprendere una parte, sia pur minuscola, della Ragione che si manifesta nella Natura. »

In una sua lettera manoscritta datata 3 gennaio 1954 (quindici mesi prima della morte) indirizzata al filosofo Eric Gutkind, che gli aveva inviato una copia di un suo libro sulla Bibbia, Einstein ribadisce ancora le sue concezioni scrivendo:

« …Per me, la parola Dio non è niente di più che un'espressione e un prodotto dell'umana debolezza, e la Bibbia è una collezione di onorevoli ma primitive leggende, che a dire il vero sono piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, non importa quanto sottile, può farmi cambiare idea su questo. Per me la religione ebraica, come tutte le altre, è un'incarnazione delle superstizioni più puerili… »

Questa importante missiva, acquistata all'asta nel 1955 da un privato e rimasta per molto tempo sconosciuta, è stata venduta a Londra il 15 maggio 2008 per 214.000 Euro dalla casa d'aste 'Bloomsbury'.

Era affascinato dal panteismo di Spinoza («Io credo nel Dio di Spinoza che si rivela nella ordinaria armonia di ciò che esiste, non in un Dio che si preoccupa del fato e delle azioni degli esseri umani»), ma rifiutava l'etichetta di panteista. Una volta in risposta alla domanda: «Lei crede nel Dio di Spinoza?», Einstein rispose così:

« Non posso rispondere con un semplice sì o no. Io non sono ateo e non penso di potermi chiamare panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino piccolo che entra in una vasta biblioteca riempita di libri scritti in molte lingue diverse. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Egli non conosce come. Il bambino sospetta che debba esserci un ordine misterioso nella sistemazione di quei libri, ma non conosce quale sia. Questo mi sembra essere il comportamento dell'essere umano più intelligente nei confronti di Dio. Noi vediamo un universo meravigliosamente ordinato che rispetta leggi precise, che possiamo però comprendere solo in modo oscuro. I nostri limitati pensieri non possono afferrare la forza misteriosa che muove le costellazioni. Mi affascina il panteismo di Spinoza, ma ammiro ben di più il suo contributo al pensiero moderno, perché egli è il primo filosofo che tratta il corpo e l'anima come un'unità e non come due cose separate »
(Brian, Einstein a life, 1996, p. 127)

Nel complesso Einstein aveva una personale fede religiosa, il cui carattere è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi, incentrata sull'idea che l'universo fosse determinato da leggi che il pensiero umano potesse scoprire e comprendere. In questo senso la sua era una fede perché lui stesso riconosceva che non c'erano leggi scientifiche che giustificassero che tutto l'universo fosse, a priori, governato e comprensibile da leggi scientifiche.

Fu accusato di ateismo dal vescovo di Boston O'Connell, che lo accusò altresì di corrompere la morale attraverso queste sue idee, e di questo Einstein soffrì molto. In realtà Einstein non aveva nemmeno una grande opinione dell'ateismo militante:

« Gli atei fanatici sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Sono creature che – nel loro rancore contro le religioni tradizionali come "oppio delle masse" – non possono sentire la musica delle sfere. »

E ancora:

« Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo (nella misura in cui ci sia lecito parlarne) come a un miracolo o a un eterno mistero. A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Ci si potrebbe (forse addirittura si dovrebbe) attendere che il mondo si manifesti come soggetto alle leggi solo a condizione che noi operiamo un intervento ordinatore. Questo tipo di ordinamento sarebbe simile all'ordine alfabetico delle parole di una lingua. Al contrario, il tipo d'ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall'uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d'ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del "miracoloso", che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli. La cosa curiosa, certo, è che dobbiamo accontentarci di riconoscere il "miracolo", senza poter individuare una via legittima per andar oltre. Capisco che devo ben esplicitare quest'ultima considerazione in modo che non ti venga in mente che, indebolito dall'età, io sia divenuto vittima dei preti. »

Nel complesso la sua posizione su Dio è stata largamente strumentalizzata dagli opposti partiti della disputa teismo/ateismo: ma è certo che Einstein rifuggisse da qualunque facile definizione. Senz'altro espresse rispetto per i valori religiosi adottati dalle tradizioni ebraiche e cristiane, pur non condividendone la concezione del divino. Sebbene ebreo, Einstein ammirava molto la figura storica di Gesù:

– Fino a che punto è influenzato dalla cristianità?
– Da bambino ho ricevuto un'istruzione sia sul Talmud che sulla Bibbia. Sono un ebreo, ma sono affascinato dalla figura luminosa del Nazareno».
– Ha mai letto il libro di Emil Ludwig su Gesù?
– Il libro di Ludwig è superficiale. Gesù è una figura troppo imponente per la penna di un fraseggiatore, per quanto capace. Nessun uomo può disporre della cristianità con un bon mot.
– Accetta il Gesù storico?
– Senza dubbio! Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa a ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita.

Riguardo alla relazione tra scienza e religione egli nel 1950 in Out of My Later Years, scrive: «La scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca».

E ancora: «La scienza, contrariamente a un'opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve proporsi non solo di sapere com'è la natura, ma anche di sapere perché la natura è così e non in un'altra maniera, con l'intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sé altre scelte quando creò il mondo».

Circa la Chiesa Cattolica durante la seconda guerra mondiale, ad Einstein è stata attribuita questa posizione riportata a pagina 38 del numero del Time del dicembre 1940:

« Essendo amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, guardai con fiducia alle università… Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani... Ma anche loro vennero ridotti al silenzio, soffocati nell'arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Prima io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l'ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale… »

Einstein sapeva dell'articolo del Time Magazine in cui era citata la sua affermazione e sulla quale alcuni chiedevano maggiori dettagli, ma non scrisse mai alla rivista per farla rettificare, anzi c'è una sua lettera del 1943, autenticata dall'esperta Catherine Williamson, in cui lui stesso dice che l'affermazione riportata dal Time Magazine è riconducibile ad una sua dichiarazione, anche se lui era stato un po' più moderato. In una lettera successiva rifiuta tuttavia la paternità di questa frase, sostenendo che la sua dichiarazione fu travisata e modificata a tal punto da non poterla più riconoscere come sua. Inoltre specifica che la citazione non riflette il suo pensiero generale riguardo alla chiesa.

Il diplomatico e studioso ebreo Pinchas Lapide riporta nei suoi testi un'altra versione della frase pubblicata sul Time, comunque molto simile:

« Solo la Chiesa cattolica protestò contro l'attacco furioso di Hitler contro la libertà. Fino ad allora io non ero stato interessato alla Chiesa ma oggi io sento grande ammirazione per la Chiesa, che, sola, ebbe il coraggio di combattere per la verità spirituale e la libertà morale. »

La posizione di Einstein verso la religione ammette sì una 'attitudine religiosa' dinanzi al mistero e alla bellezza della natura, un'attitudine che però non ha nulla a che vedere con la teologia cristiana. Einstein rifiuta espressamente la concezione di un Dio personale come si ricava senza ambiguità da questo brano tratto da Il Mondo come io lo vedo: "Fu l'esperienza del mistero - seppure mista alla paura - che generò la religione. Sapere dell'esistenza di qualcosa che non possiamo penetrare, sapere della manifestazione della ragione più profonda e della più radiosa bellezza, accessibili alla nostra ragione solo nelle loro forme più elementari - questo sapere e questa emozione costituiscono la vera attitudine religiosa; in questo senso, e solo in questo, sono un uomo profondamente religioso. Non posso concepire un Dio che premia e punisce le sue creature, o che possiede una volontà del tipo che noi riconosciamo in noi stessi. Un individuo che sopravvivesse alla propria morte fisica è totalmente lontano dalla mia comprensione, né vorrei che fosse altrimenti; tali nozioni valgono per le paure o per l'assurdo egoismo di anime deboli. A me basta il mistero dell'eternità della vita e la vaga idea della meravigliosa struttura della realtà, insieme allo sforzo individuale per comprendere un frammento, anche il più piccino, della ragione che si manifesta nella natura".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » gio mar 01, 2018 8:30 am

Dio non è nulla di tutto ciò

Un sasso, una pietra, un mattone, una statua di marmo o d'oro o di pastafrolla, possono essere Dio? No!
Un pezzo di legno, un albero, un tronco intagliato, possono essere Dio? No!
Un animale, una stella, il temporale o il sole, possono essere Dio? No!
Uno sciamano siberiano, uno stregone africano, un imperatore romano o cinese, un rabbino ebreo, un santo cristiano, un Papa romano, una qualsiasi persona possono essere Dio? No!
La parola di un uomo qualsiasi, di uno sciamano, di un profeta, di un sacerdote, delle tavole in pietra, di un libro di carta, di un idolo qualsiasi, possono essere Dio? No!
Tutto questo non solo non è Dio ma nemmeno può rappresentarlo o costituire simboli che lo possano rappresentare e nemmeno incarnare. Nessuna cosa o creatura può simboleggiare o rappresentare o incarnare Dio.
Le magie, le cerimonie, i riti, i dogmi, le preghiere, la fede o credo di una qualsivoglia religione totemica, animista, politeista, monoteista possono condurre a Dio? No!
Caso mai possono condurre solo agli idoli e distrarre da Dio.
Soltanto all'interno delle religioni tutto ciò può diventare simbolo, rappresentante, voce, parola incarnazione non di Dio ma di un Idolo ed essere scambiato per Dio, il Creatore dell'universo, lo Spirito Universale che anima tutte le cose e tutte le creature, origine e fine di tutto.

Gli idoli delle religioni sono solo personaggi da favola; storie mezze reali e mezze immaginarie inventate, favole buone e favole orrende. Personaggi originati da uomini reali poi deformati, trasfigurati e divinizzati come gli eroi e gli dei delle mitologie.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » ven mar 02, 2018 4:47 pm

NON CI POSSIAMO ASPETTARE CHE UNO CHE VIVE NEL DISORDINE MENTALE OPERI A FAVORE DELL'ORDINE E DELLA ORGANIZZAZIONE DI QUALSIASI COSA.

https://www.facebook.com/bruno.venturi. ... 4097932237

Felice Milella
ma l'universo è nato dal caos, non ti pare?

Bruno Venturi
La teoria del caos è un pensiero tipicamente umano. Infatti più ci si addentra in questo ipotetico caos più si trova un filo d'oro di razionalità. Ma la razionalità è un fatto umano o divino?

Felice Milella
umano, l'unico che esiste

Bruno Venturi
Sono d'accordo. Felice siamo chiusi nella nostra unica prigione dai confini invalicabili oltre i quali quello che c'è per noi è l'incognito. La parola incognito determita lo stato reale di quello che sta al di là dei confini. Il nulla non esiste per sua stessa definizione. Pertanto dobbiamo accontentarci di quello che ci fornisce la ragione che è il nostro talento più alto. Oltre la ragione possediamo qualcos'altro ma è indefinibile e inarrivabile. Ma c'è....

Felice Milella
vedi, possiamo essere d'accordo, pur partendo da principi e valutazioni molto differenti

Bruno Venturi
I percorsi della vita sono personalizzati, ma tendono tutti allo stesso fine. Pertanto avere opinioni diverse è il sale della vita. I vari punti di vista, se ritenuti tali, uniti da un sano dialogo tendente a un risultato, arricchiscono l'umanità che è in noi.

Luisa Zoffoli
Felice Milella mmm! Posso dissentire ? Ora anche gli scienziati ammettono la mano divina nella creazione dell'universo

Rodolfo Masiero
Sono d'accordo. Anche se il divino mi sembra una semplificazione più adatta a società di altri tempi.

Felice Milella
Rodolfo ha risposto a Luisa.Condivido . il bisogno di dio vale per società culturalmente e sociologicamente primitive.

Gino Quarelo
Il bisogno di Dio è il senso dell'unità del tutto che si trova in ogni particella, in ogni cellula, in ogni cosa e in ogni creatura; è innato, connaturato all'essere, dote naturale e coincide con la vita stessa. Non si confonda Dio con le interpretazioni religiose di Dio. Dio esiste a prescindere dalle religioni e dalle rivelazioni, è sempre esistito e accompagna ogni creatura e anche l'uomo fin dalle loro origini. Dio è il DNA del dna dell'universo e del creato e si trova in ogni più piccola particella dell'esistente.

Gino Quarelo
Nella Teoria del Big Bang, il caos corrisponde al mondo quantico, che si trova prima del Muro di Planck da cui parte il Big Bang e che è originato dalla Singolarità Iniziale.

La creazione, il Big bang e quel fastidio per la singolarità iniziale
http://www.uccronline.it/2017/01/27/la- ... a-iniziale

Per quanto mi riguarda non vi è alcun fastidio, ma il massimo della coerenza. Quello che è importante è non confondere Dio con gli idoli delle religioni (compreso quella cristiana con il suo idolo Cristo Dio).


La creazione, il Big bang e quel fastidio per la singolarità iniziale
2017/01/27

http://www.uccronline.it/2017/01/27/la- ... a-iniziale


L’origine assoluta dell’universo, di tutta la materia, dell’energia, dello spazio fisico e del tempo nella singolarità del Big Bang, contraddice l’assunto naturalistico di un universo sempre esistito.

Uno dopo l’altro, i modelli progettati per evitare la scomoda singolarità cosmologica iniziale -dalla teoria dello stato stazionario alla teoria dell’universo oscillante, fino ai modelli delle fluttuazioni quantistiche- sono stati archiviati e, lo stesso Stephen Hawking, grande attore in questo campo, ha ammesso che un certo numero di tentativi per evitare il Big Bang è stato probabilmente motivato dalla sensazione che un inizio del tempo «sa troppo di intervento divino» (S. Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri, Rizzoli 2015, p.9).

In questo articolo passeremo velocemente in rassegna la storia della scienza cosmologica degli ultimi cento anni, elencando i tentativi di eliminare l’ipotesi di un’origine metafisica della realtà. Questo perché l’implicita contingenza di un inizio assoluto ex nihilo punta decisamente ad una causa trascendente dell’universo, al di là dello spazio e del tempo. Lo sapevano bene i critici del filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz, che postulò l’esistenza di un essere metafisicamente necessario che portava in sé la ragione sufficiente per la propria esistenza e la ragione sufficiente per l’esistenza di ogni altra cosa al mondo. La replica dello scettico Bertrand Russell fu tuttavia molto succinta: «L’universo è proprio lì, e questo è tutto».

Nel 1917 Albert Einstein rilevò che la sua teoria della relatività generale non permetteva un modello statico dell’universo, a meno di introdurre un certo “fattore di correzione” al fine di controbilanciare l’effetto gravitazionale della materia. Da questo modello, Alexander Friedman e Georges Lemaitre formularono nel 1920 una soluzione che prevedeva un universo in espansione. L’importanza monumentale di tale modello fu chiaramente nella storicizzazione dell’universo, che smise di essere trattato come un’entità statica esistente da sempre. Nel 1929 la scoperta di Edwin Hubble del red-shift negli spettri ottici della luce proveniente dalle galassie lontane confermò il modello Friedman-Lemaitre, rivelando l’espansione metrica dell’universo che, se invertita, aumenta progressivamente la curvatura dello spazio-tempo fino ad arrivare ad un confine dello spazio-tempo stesso. Questo comporta quel che affermano i cosmologi Barrow e Tipler: «in questa singolarità, lo spazio e il tempo sono entrati nell’esistenza, letteralmente nulla esisteva prima della singolarità, quindi, se l’universo ha origine in tale singolarità, avremo veramente una creazione ex nihilo» (J. Barrow & F. Tipler, The Anthropic Cosmological Principle, Clarendon Press 1986, p.442).

Russell dunque sbagliava, l’universo non è “solo lì”, piuttosto è venuto in essere. Esso non è necessariamente esistente, come dichiarava David Hume, poiché è contingente nella sua esistenza. Sir Arthur Eddington si sentì costretto a concludere: «L’inizio dell’universo sembra presentare difficoltà insormontabili se non siamo d’accordo a guardare ad esso come un atto francamente soprannaturale» (A. Eddington, The Expanding Universe, Macmillan, 1933, p.124)

Dal 1948 sono iniziati i primi tentativi per evitare questa fastidiosa conclusione, teorizzando il primo concorrente del Modello standard, cioè la teoria dello Stato stazionario. Essa postula che l’universo mantenga le stesse proprietà nello spazio e nel tempo e non abbia né inizio né fine, un tentativo di ripristinare il “comodo” un universo eterno. La scoperta di sempre più radiogalassie a distanze sempre maggiori ha però minato tale teoria, dimostrando che l’universo ha avuto una storia evolutiva. La confutazione decisiva è però arrivata da due scoperte che, oltre dal red-shift, hanno costituito la prova più importante per la teoria del Big Bang: la nucleosintesi cosmologica degli elementi leggeri e la radiazione cosmica di fondo.

Un secondo importante tentativo fu quello di negare l’omogeneità e l’isotropia dell’universo teorizzato dal modello Standard, proponendo un modello oscillante: continue ed infinite espansioni e contrazioni dell’universo, evitando così un inizio assoluto. Un’ipotesi altamente speculativa e guardata con diffidenza, ma anch’essa motivata da chiare motivazioni metafisiche come ha riconosciuto il divulgatore John Gribbin: «Il problema più grande con la teoria del Big Bang è filosofico, forse anche teologico. Ma il modo migliore per evitare tale difficoltà è fornito da un modello in cui l’universo si espande da una singolarità, crolla di nuovo, e ripete il ciclo in modo indeterminato» (J. Gribbin, “Oscillating Universe Bounces Back”, Nature 1976, p.15). Tale modello fu comunque abbandonato poiché incapace di giustificarsi e smentire che la densità media della massa dell’universo è insufficiente a generare un’attrazione gravitazionale tale da arrestare e invertire l’espansione. Venne definitivamente oscurato nel 1970 con la formulazione dei Teoremi di singolarità da parte di Penrose e Hawking, secondo i quali una singolarità cosmologica iniziale era inevitabile, anche per universi non omogenei e non isotropi. Stephen Hawking ha dichiarato che questi teoremi «hanno portato all’abbandono dei tentativi di sostenere che c’è stata una fase di contrazione-espansione. Invece, quasi tutti ora ritengono che l’universo, e il tempo stesso, ha avuto un inizio nel Big bang» (S. Hawking & R. Penrose, The Nature of Space and Time, Princeton University Press, 1996, p.266).

Dal 1973 sono sorte diverse teorie cosmogoniche che si possono definire modelli di fluttuazioni quantistiche, nei quali si ipotizza che possono esistere fenomeni o eventi (come il Big bang) che sorgono dal nulla, senza causa apparente. Il nostro universo sarebbe in espansione, ma è soltanto uno di un numero indefinito di mini-universi e l’inizio del nostro universo non rappresenta un inizio assoluto. Dalle ceneri di essi, caduti per incoerenze interne, è nata la teoria dell’inflazione eterna, in particolare quella proposta dal cosmologo russo Andrei Linde. Ogni universo darebbe luogo, tramite l’inflazione, ad un altro universo e così via, all’infinito. Anche Linde si è tuttavia dimostrato turbato dalla prospettiva di un inizio assoluto: «L’aspetto più difficile di questo problema», ha scritto, «non è l’esistenza di una singolarità in sé, ma la questione di ciò che c’era prima della singolarità. Questo problema sta al confine tra fisica e metafisica» (A. Linde, Inflationary Universe, Reports on Progress in Physics 1984. p.976). Così il russo, per evitare singolarità e quel che viene prima, ha proposto che l’inflazione caotica non solo è infinita, ma senza inizio e ogni universo sarebbe il prodotto dell’inflazione di un altro. Nel 1994, tuttavia, Arvind Borde e Alexander Vilenkin hanno dimostrato che un universo eternamente inflazionato verso il futuro non può essere geodeticamente completo nel passato, così che dev’essere esistita una singolarità iniziale. Linde ha concordato con riluttanza a tale conclusione.

Gli ultimi modelli che hanno tentato la sfida al modello Standard sono quelli relativi alla gravità quantistica, in particolare quelli di Vilenkin e Hartle-Hawking che eliminano entrambi la singolarità iniziale “arrotondando” lo spazio-tempo prima del tempo di Planck, in modo che anche se il passato è finito, non c’è un punto di inizio. Hawking ha motivato teologicamente la sua ipotesi: «L’idea che spazio e tempo possono formare una superficie chiusa senza bordo, ha profonde implicazioni per il ruolo di Dio negli affari dell’universo. Finché l’universo ha avuto un inizio, si potrebbe ipotizzare che aveva un creatore. Ma se l’universo è davvero completamente autonomo, senza confini, allora non avrebbe dovuto né iniziare, né finire. Che posto c’è per un creatore?» (S. Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri, Rizzoli 2015, p.140,141). La tesi di Hawking tuttavia si scontra con l’indimostrabilità e l’inevitabile teorizzazione di un “tempo immaginario”, un’astrazione o, meglio, un trucco usato per risolvere i problemi della meccanica quantistica. Lui stesso ha riconosciuto: «Solo se potessimo immaginare l’universo in termini di tempo immaginario non ci sarebbe alcuna singolarità […]. Quando si va indietro al tempo reale in cui viviamo, però, apparirà ancora quel che chiamiamo singolarità» (S. Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri, Rizzoli 2015, p.138). Ha comunque dichiarato esplicitamente che lui stesso interpreta il modello Hartle-Hawking come non realistico ed «è solo un modello matematico, non ha senso chiedersi se corrisponde alla realtà» (S. Hawking, The Objections of an Unashamed Positivist, Cambridge University Press 1997, p. 169).

Il fallimento di tutte le teorie cosmogoniche alternative al modello Standard è una conferma di esso. Anzi, si può tranquillamente dire che nessun altro modello cosmogonico è stato così verificato nelle sue previsioni. Questo, ovviamente, non prova che sia corretto, ma tuttavia si tratta della migliore spiegazione che abbiamo e quindi merita la nostra accettazione provvisoria. Curiosa la riflessione del premio Nobel Arno Penzias, secondo cui «i dati migliori che abbiamo (riguardo al Big Bang) sono esattamente ciò che io avrei previsto se non avessi avuto nulla da consultare tranne i cinque libri di Mosé, i Salmi e la Bibbia nel suo insieme» (citato in M. Browne, “Clues to the universe’s origine expected”, New York Times, 12/03/78). Il punto vero, comunque, è la necessità della singolarità iniziale la quale, secondo le parole del fisico Paul Davies, «è quanto di più prossimo a una entità sovrannaturale che la scienza ha saputo scoprire» (P. Davies, Dio e la nuova fisica, Mondadori 1994, p.84).

Alberto Pento
La creazione o il creato o universo non viene dal nulla (ex nihilo attraverso/mediante/ad opera di Dio il Creatore metafisco e trascendente), ma viene dal tutto che è Dio il Creatore. Dio crea da stesso non dal nulla.
La creazione non è un dato di fatto ma è un farsi. Un fatto compiuto che si sta compendo, che si compie.
La creazione o il creato che si sta creando è in Dio e non fuori di Dio come se fosse altro da Dio, poiché non vi può essere nulla fuori e altro da Dio. Per Dio e in Dio il passato, il presente e il futuro coincidono.

Bruno Venturi
Dio è il Creatore dell'Uomo, quindi suo Padre. L'uomo in quanto essere creato da Dio è Suo Figlio. Quella parte di Dio che è insita nell'Uomo, in quanto Dio è tutto in tutto, è lo Spirito Santo.

Gino Quarelo
Dio non crea solo l'uomo ma tutte le cose e tutte le creature, quindi è il Padre e la Madre di tutto e di tutti; solo che le sue creature non possono ricreare/rigenerare Dio ma riprodurre solo se stesse. Quindi è un Padre e una Madre differente da quelle tipiche delle sue creature e l'analogia con le sue creature è fuorviante come la stessa metafora del Padre e della Madre.

Bruno Venturi
Ma l'Uomo ha una facoltà in più rispetto al resto del creato: la capacità di riconoscere, amare Dio con tutto il suo essere. Questa facoltà è il lascito divino che lo fa diventare unico figlio.

Gino Quarelo
Questo lo dici tu e quelli come te, scusami tanto ma per me è una presuntuosa e blasfema idiozia idolatra. Amare Dio significa amare la vita e questo amore è comune a tutte le cose e a tutte le creature.

Bruno Venturi
Come vedi il mondo è grande e il modo di interpretarlo è vario. Qui si inserisce la cultura che suggerisce varie visioni e percezioni sulle quali noi percorriamo una strada verso il destino che è unico per tutti. Rispetto quello che tu credi, senza dubbio è sentito profondamente. Ma a me non basta la tua visione di Dio....

Gino Quarelo
A me basta e avanza! Ognuno cerchi la sua e abbia rispetto per quella degli altri e sopratutto per la vita, la libertà, la dignità e la sovranità degli altri.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » mar mar 20, 2018 8:04 pm

Un appello contro il “nuovo totalitarismo islamista”
Giulio Meotti
20/03/2018

https://www.facebook.com/giulio.meotti/ ... 1070209938

Un appello contro il “nuovo totalitarismo islamista” è stato lanciato sul Figaro da 100 intellettuali francesi fra cui gli storici Georges Bensoussan e Alain Besançon, il medievista Rémi Brague, lo scrittore Pascal Bruckner, l'ex ministro Luc Ferry, i filosofi Alain Finkielkraut e Jean-Pierre Le Goff, lo studioso Pierre Nora, il professor Robert Redeker, il romanziere algerino Boualem Sansal, il politologo Pierre-André Taguieff e altri.

“Non molto tempo fa, l'apartheid regnava in Sud Africa. Oggi l'apartheid di un nuovo tipo viene proposta alla Francia, una segregazione capovolta grazie alla quale i 'dominati' preserverebbero la loro dignità riparandosi dai 'dominatori'.

Il nuovo separatismo avanza mascherato. Vuole apparire benigno, ma è in realtà l'arma della conquista politica e culturale dell'islamismo. Vogliamo vivere in un mondo in cui entrambi i sessi si guardano l'un l'altro senza sentirsi insultati dalla presenza dell'altro. Vogliamo vivere in un mondo in cui le donne non sono giudicate inferiori per natura. Vogliamo vivere in un mondo in cui le persone possano incontrarsi senza paura. Vogliamo vivere in un mondo in cui nessuna religione detta legge”.

Non so se la Francia sia perduta, come spesso temo, ma almeno esistono ancora delle teste pensanti che hanno il coraggio di battersi per ciò che siamo e che sanno bene quale sia la minaccia più grande alla nostra cultura.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » sab dic 08, 2018 5:07 am

Niram Ferretti
08/09/2017

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 4575318063

Gleichschaltung. I nazisti usavano questo termine per descrivere il consolidamento del controllo su tutti gli aspetti della società.

Il comunismo condivideva lo stesso principio. Lo stato è tutto e l'individuo è nulla. Ne consegue, come ha mostrato impareggialmente Orwell in 1984, che sia necessario un controllo capillare affinchè gli individui si conformino ai dettati del Partito.

Il totalitarismo nega un principio cardine della società liberale, la differenza fondamentale tra esterno ed interno, tra spazio privato e spazio pubblico. Il pubblico è privato, e il privato è pubblico.

È la collettività indifferenziata, l'Umma, il Volk, il popolo, che ti possiede, che ti assorbe in esso. La Volontà Generale di Rousseau porta direttamente al Grande Fratello di Orwell.

Il modello islamico è il paradigma della società totalitaria ante litteram. La vita dei singoli è governata dalla legge suprema che discende direttamente da Allah e chiude i singoli dentro il reticolo minuzioso di un apparato giuridico inflessibile che ti guarda, ti scruta, ti sottopone ad analisi minuziosa per vedere se sei conforme alla Legge. Una legge che non evolve mai, come tutto ciò che è sclerotizzato dall'ortodossia. Ma la Legge, anche se reputata divina e soprattutto se reputata divina, può solo essere al servizio degli uomini e non il contrario.

Il Dio-Leviatano, Monarca Assoluto hobbesiano è null'altro se non rappresentazione del Capo Supremo o del super boss che è nei cieli.

La totemizzazione di Dio è necessaria e funzionale ad un apparato poliziesco, a una prassi teo-politica. Liberare Dio dalla politica è la prima e necessaria salvaguardia della Sua divinità e della Sua e nostra libertà.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » sab dic 08, 2018 5:17 am

‘Jesus Never Existed’
https://clarionproject.org/jesus-never- ... zYGQiX0N08

Pakistani’s prime minister just made the outrageous statement that Jesus never existed.

In a speech translated by MEMRI (Middle East Media Research Institute), Imran Khan said:

“There were prophets of Allah other [than Mohammed], but there is no mention of them in human history. There is negligible mention of them. Moses is mentioned, but there is no mention of Jesus in history. But the entire life of Mohammed, who was Allah’s last prophet, is part of history.”

What makes it outrageous is not only the fact that it’s false, but the context in which it was made: Apparently, Khan believes freedom of speech to insult Christianity is fine. It’s just when it’s the other way around that the freedom is objectionable.

Witness the fact that in the same speech, Khan launched into a diatribe against those who insult Islam and its prophet Mohammed, saying freedom of speech could not be used “as a cover for hurting the religious sentiments of Muslims around the world.”

Continuing his breathtaking hypocrisy, Khan urged, “We want the countries of the world to sign a convention which will be called the International Convention on Preventing the Defamation of Religions [my emphasis].”

Of course Khan is referring to the defamation of Islam — not necessarily “religions,” as evidenced by his remarks about Jesus. As he explained about the convention, “[This] means that freedom of speech cannot be used as a pretext to hurt the world’s 1.25 billion Muslims.”



Il primo ministro pakistano ha appena fatto l'oltraggiosa affermazione che Gesù non è mai esistito.

In un discorso tradotto dal MEMRI (Middle East Media Research Institute), ha detto Imran Khan:

"C'erano profeti di Allah diversi da Maometto, ma non se ne parla nella storia dell'umanità. C'è una menzione trascurabile di loro. Mosè è menzionato, ma non c'è menzione di Gesù nella storia. Ma tutta la vita di Maometto, che fu l'ultimo profeta di Allah, fa parte della storia".

Ciò che la rende oltraggiosa non è solo il fatto che è falsa, ma il contesto in cui è stata fatta: A quanto pare, Khan crede che la libertà di parola per insultare il cristianesimo va bene. È proprio quando è il contrario che la libertà è discutibile.

Lo testimonia il fatto che nello stesso discorso, Khan si è lanciato in una diatriba contro coloro che insultano l'islam e il suo profeta Maometto, dicendo che la libertà di parola non poteva essere usata "come copertura per ferire i sentimenti religiosi dei musulmani di tutto il mondo".

Continuando la sua ipocrisia mozzafiato, Khan ha esortato: "Vogliamo che i paesi del mondo firmino una convenzione che sarà chiamata Convenzione internazionale sulla prevenzione della diffamazione delle religioni [la mia enfasi]".

Naturalmente Khan si riferisce alla diffamazione dell'Islam - non necessariamente "religioni", come dimostrano le sue osservazioni su Gesù. Come ha spiegato a proposito della convenzione, "[Questo] significa che la libertà di parola non può essere usata come pretesto per ferire 1,25 miliardi di musulmani nel mondo".

Tradotto con www.DeepL.com/Translator



https://www.facebook.com/emanuel.segrea ... 8592210902


Ezio Calza
A me sembra che Yeoshua fosse uno dei profeti riconosciuti dall’Islam, cit. “Per noi musulmani, invece, sia l’Antico sia il Nuovo Testamento (non alterato) sono considerati testi sacri. Tuttavia, va precisato che il termine “vangelo”, nella terminologia islamica, indica esclusivamente il Nuovo Testamento.
Tutti i profeti menzionati in queste Scritture anche per noi sono profeti”



Gino Quarelo
Per me che sono un credente naturale che non crede ad alcuna religione, i profeti non hanno alcun valore spirituale universale.
La loro parola non è la parola di Dio ma solo la loro parola, che se fatta passare per quella di Dio si trasforma automaticamente in bestemmia, in presunzione blasfema, in idolatria.

Quando la parola di qualcuno di loro va contro l'umanità e istiga alla discriminazione, alla persecuzione, all'omicidio e allo sterminio diventa una parola criminale e la loro religione una ideologia criminale da perseguire, condannare e bandire, come quella maomettana.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » sab dic 08, 2018 5:19 am

???

La Nuova Teologia
(spiegata da Giorgio Bongiovanni)

https://www.facebook.com/even.ooze/post ... 3332217820

La nuova teologia, abbatterà per sempre i dogmi, i riti, i ragionamenti erronei e le leggi religiose e clericali basate su concetti molto limitati e razionali.
Della vecchia teologia si potrà, senz’altro, ritenere la fede nella venuta di Gesù-Cristo e la manifestazione, nel Vecchio Testamento, dell’Intelligenza Divina che parla ai profeti ed agli uomini; della vecchia teologia si potranno anche ritenere le relazioni della storia, cioé, i contatti che gli Esseri Divini hanno avuto con i nostri antichi padri; si dovrà ritenere la cronaca della venuta sulla Terra del Messia, Gesù-Cristo, ma sopratutto si approfondiranno e si amplificheranno - come già si comincia a fare - quei concetti che in questo momento non sono che i pionieri di una verità che sarà alla portata di tutti e che sarà alla base della religione, della politica e della scienza del terzo millennio, della nuova era.
La nuova teologia, insegnerà che non siamo soli nell’Universo, che Dio non è un essere astratto, che non è una persona, ma che è l’Intelligenza Onnicreante, l’energia che si diffonde continuamente nell’Universo e che lo fa espandere, la Luce che crea incessantemente Galassie, Sistemi Solari e dunque, Soli e Pianeti, e questo per un fine ben preciso.
La nuova teologia spiega e dimostra all’intelligenza umana che l’Universo è vita e che l’uomo terrestre non è l’unico abitacolo dell’Intelligenza-Spirito e che anche il regno minerale, il regno vegetale, il regno animale, la materia sparsa nell’Universo, dal più piccolo atomo alla più grande Galassia, sono esseri viventi che pulsano di vita.
La nuova teologia spiega che i Soli, le Galassie, i Pianeti, sono vivi, che possiedono un’Intelligenza, quella stessa intelligenza che si è, a volte, incarnata in uomini, per parlare agli uomini, per aiutare gli uomini nella loro evoluzione.
La nuova teologia sopprimerà, eliminerà i riti, il fanatismo, l’esaltazione dei concetti religiosi, degli insegnamenti spirituali-divini portati dai grandi Maestri.
La nuova teologia sostituirà ai riti inutili i concetti dell’insegnamento che dovrà essere messo in pratica direttamente, quotidianamente, in ogni manifestazione della vita.
La nuova teologia spiegherà il concetto di Dio, non più con immagini puerili ed astratte e neppure presenterà le immagini del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno come luoghi misteriosi che si vedranno solo dall’aldilà. È vero che la vecchia teologia parla dell’aldilà, dicendo anche che il mondo spirituale esiste, ma è pur vero, certo e verissimo che la nuova teologia insegnerà che l’Universo è il paradiso del Creato; che l’inferno è tutto ciò che l’uomo sceglie di negativo, in forza del suo libero arbitrio e che il Purgatorio non è altro che la purificazione degli effetti scaturiti dalle cause generate dall’uomo.
La nuova teologia spiegherà che cos’è il mondo spirituale, cioé, spiegherà che l’uomo è intelligente; che il suo spirito è eterno; che esiste effettivamente il regno spirituale e che questo è eterno.
La nuova teologia spiegherà che la morte non esiste, che la Vita è eterna e che lo Spirito si evolve attraverso il processo delle reincarnazioni.
La nuova teologia spiegherà e proverà che le intelligenze che vivono e che si sviluppano nell’Universo, sono fratelli e sorelle di noi che viviamo su questo Pianeta, perché tutti, noi e loro, possediamo lo Spirito. Tutti siamo nati dalla stessa fonte divina; la differenza è che esistono civiltà più evolute e civiltà meno evolute della nostra, e che l’unico processo di evoluzione è l’integrazione fra le civiltà, è lo scambio della cultura spirituale e umana che, solo con la presa di coscienza, solo con l’amore e il rispetto verso tutti gli uomini di tutte le razze, potrà portare all’evoluzione.
La nuova teologia non sarà divisa fra religioni, dogmi e concetti, tutti diversi gli uni dagli altri, ma unirà tutte le razze di questo Pianeta in un accordo di fratellanza con le razze e le civiltà di altri Pianeti che hanno già sperimentato e realizzato da millenni la nuova teologia.
La nuova teologia comincia a prender corpo tra i giovani e nella civiltà di questo Pianeta, già da ora, alla fine di questo secolo e millennio.
Noi contattati, veggenti, investigatori, ricercatori seri e testimoni della verità e tutti coloro che si riconoscono nell’ideale del Nuovo Testamento, siamo forse, anche senza forse, pionieri di questa nuova teologia o verità universale vecchia di millenni e millenni.
Per questo motivo è indispensabile che nella fase finale di questo secolo si prenda coscienza della realtà fondamentale che ci mostra che non siamo soli nell’Universo; che l’Intelligenza Divina ha creato la Vita umana e la Vita spirituale in altre Galassie; che il contatto con altre civiltà capovolgerebbe la situazione di crisi di questo nostro Pianeta e proietterebbe l’Umanità verso l’instaurazione di una super­civiltà, senza travagli, senza catastrofi e senza crisi profonde poiché potrebbero essere attenuate grazie a questo grande contatto, se l’uomo ci si predispone. Il cambiamento dovrà avvenire indispensabilmente per legge di evoluzione. La nuova era è alle porte.
La nuova teologia riconosce la venuta sulla Terra del figlio di Dio, Gesù-Cristo, inteso come figlio dell’Intelligenza Divina, come incarnazione dell’Intelligenza Divina Solare.
La nuova teologia riconosce anche la venuta di altri Esseri, inviati da questa intelligenza cosmica per aiutare l’evoluzione umana e, la venuta di altri Esseri discesi dalle stelle o da Mondi evoluti e che hanno aiutato l’Umanità; Cristo è il vertice di questa piramide.
Abbiamo anche dei grandi Emissari dei quali si parla nel Vecchio Testamento, come Mosè, Abramo, Isaia, Ezechiele, ecc., nostri antichi padri.
Anche in altre culture, come in oriente, Krishna, Budda; nelle antiche Scritture “Veda” dove si parla dei contatti di Esseri Divini con i nostri antichi padri. Questi Messaggeri Divini che si sono incarnati sulla terra erano il tramite fra l’uomo di questo pianeta e gli Esseri Divini di Luce i quali erano inviati dall’Intelligenza Divina stessa, da Dio stesso dunque, per parlare agli uomini, per aiutarli nella loro evoluzione.
La nuova teologia riconosce dunque l’esperienza storica della venuta sulla terra di Esseri Divini provenienti dalle Stelle, ma anche l’incarnazione stessa di molti di questi Esseri Divini che noi abbiamo ri­conosciuto, ripeto, nei nostri antichi padri, nella cultura orientale; negli antichi “Veda”; in Krishna, Budda, in Quetzalcoalt, il Dio degli Incas; in kukulkan il Dio dei Maya; in Manitu il Dio degli indiani d’America, ecc..
La nuova teologia riconosce tutto ciò, ma approfondisce, ridimensio­na, in questo secolo, il concetto di rito e di dogma.
La religione è una, il messaggio è uno e racchiude la verità assoluta che è il contenuto originale di tutti i messaggi che sono stati dati all’uomo nel corso della storia di questa Umanità.
È per certo che nella nuova teologia saranno aboliti i dogmi e i riti, tranne la commemorazione della Santa Cena del Salvatore della Terra: Gesù-Cristo, la preghiera e la meditazione, pratiche, queste due, antichissime, insegnate anche dal Maestro stesso.
Queste pratiche serviranno ad amplificare i valori dello spirito e a creare una sintonia diretta fra l’uomo e Dio, perché Dio vive all’interno dell’uomo; come vive in ogni particella dell’intero Universo.
La nuova teologia sposerà la scienza; la scienza non sarà più divisa dalla religione e tutte e due saranno unite in un’unica cosa.
Lo scienziato amplificherà e svilupperà i processi tecnologici a fa­vore di tutta la società, basandosi su una legge perfetta che è la “Legge dello spirito”.
Lo stesso sarà per il religioso: egli svilupperà la filosofia spiri­tuale, svilupperà concetti spirituali che si fonderanno con lo sviluppo della tecnologia. Non esisterà più la divisione fra i due rami: Fede-religione/Scienza-razionalismo, ma le due saranno una cosa sola.
La nuova teologia insegnerà che noi siamo una sola cosa con l’essere che ci contiene, che ci impregna della sua Luce creante e vivificante, Luce che è Dio, luce d’Amore, e, di Giustizia, Luce Onnisciente e Onnipotente dalla quale tutto scaturisce e alla quale tutto ritorna: Dio.
Si insegnerà che gli Universi sono gli organi vitali di questo Essere Cosmico; siinsegnerà che gli Astri, o Soli, sono le Sue ghiandole endocrine, ghiandole che secernono la vita; che le comete sono i Suoi spermatozoidi, portatori di nuove genetiche per Mondi, per Soli, per nuovi Sistemi Solari i quali sono le Sue macromolecole; che le super­novae sono i Suoi ovuli cosmici dai quali nascono Sistemi Solari; che l’etere è la Sua linfa, il Suo sangue, il Suo tessuto che separa gli uni dagli altri i Sistemi Solari e i Pianeti che, sono le cellule del Suo corpo, cellule delle quali le loro Umanità ne sono gli enzimi, enzimi umani che devono elaborare, coordinare la vita sulla cellula, in simbiosi con la cellula stessa e in armonia con tutte le altre cellule cosmiche.
Nell’essere Cosmico, o Macrocosmo, ci sono, come nel nostro corpo che è un microcosmo, gli anticorpi che sono Esseri che vengono dal Cos­mo, Esseri altamente evoluti, i quali conoscono e obbediscono alla Legge Divina e per questo possono circolare liberamente in esso ed elabo­rare quanto gli è necessario ed eliminare quanto gli è nocivo. Per esempio gli enzimi degenerati che attentano all’ integrità e dunque all’evoluzione della Cellula-Pianeta alla quale appartengono (per esempio la Terra, ndr). Ciò è messo in atto solo se il Sole Cosmico o cervello di questo Essere, dirama, attraverso i Soli interessati, l’ordine di agire.
Per questo, a nessun “enzima” estraneo alla cellula è permesso di pe­netrare in essa se rappresenta un pericolo per la cellula.
È una legge, questa, che protegge l’eternità dell’Essere Cosmico.
Anche le cellule dell’Essere Cosmico sono dotate, come le nostre, delle loro autodifese e queste sono i quattro elementi primordiali della Creazione, ma anche della distruzione, se è necessario, per ammonire l’uomo e questi elementi sono: il fuoco; l’aria; l’acqua; la terra.
È stato detto: “quello che sta in basso è simile a quello che sta in alto” e ancora: “conosci te stesso e conoscerai Dio”.
Questo è il concetto della nuova teologia.


Gino Quarelo
Sì la religione della vita; la vita e il semplice vivere come religiosità naturale e universale; la vera religione è la vita il vivere e il vero tempio di Dio è la Creazione, l'Universo intero che sono anche la sua chiesa.
Ma non sono d'accordo con quanto sostenuto su Cristo e sugli altri ipotetici essere divini o semidivini (a Cristo inferiori), che per me non servono proprio e continuare a considerarli come profeti, maestri, esseri semidivini o divinità, contribuisce a perpetuare l'idolatria religiosa e allontana dalla spiritualità naturale e universale
.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » dom dic 29, 2019 8:41 am

Marisa Fariello

https://www.facebook.com/marisa.fariell ... 9232445620

Mi han chiesto se son atea ,orgogliosamente dico di sì.
Ed è ora che pensiate bene tutti alla grande presa in giro della chiesa.nessun miracolo, nessun Dio ,nulla tutto sapientemente inventato
Per far fronte alla miseria delle persone nel passato .
Ora siamo sempre persone misere ,loro sono ricchi ,ricchissimi e continuano ad impoverire il popolo.

Luigi Zoppas
Ma dove saltea fora una cusi, e anca al venetico, aven come simbolo sulla bandiera un santo, Venezia le impregnada de cultura cattolica, va a vederte la sede dei parenti de cacciari va, si legga qualche libro del vescovo Florenskj ,fisico, matematico, o del cattolico HEISENBERG fisico e premio Nobel, o anche di GAUDI ,e dopo parliamo di IGNORANTI, o anche di Ivan illich ,

Luigi Zoppas
Il popolo è gia ignorante di se, mentre quelli che hanno studiato da preti e suore, non è che siano quattro citrulli, anzi perfino in Inghilterra dove i cattolici sono minoranza, ci sono tempi di attesa per i ragazzi anche di altre confessioni, mio figlio dottore 5 figli 12 esami in teologia, COSA CREDE CHE È UN SEMPLICIOTTO? i suoi figli frequentano la chiesa cosa sono co...... FACCIA L ATEA E STIA ZITTA ,e mandi i suoi figli, ai concerti di sfera ebbasta, DOVE IMPARARERANNO DI PIÙ.



Marisa Fariello
Luigi Zoppas si tenga i suoi figli teologi che io mi tengo i miei ingenieri .ignoranti sono quelli che credono a qualcosa che non c'è.


Luigi Zoppas
Marisa Fariello che non cè lo dice lei che ha dei titoli pari a zero, allora non dia degli ignoranti a altri cap.. ,RIPETO PERCHÉ SEMBRA CHE NON CAPISCA LE COSE PIÙ SEMPLICI, L'ATEO SE NE FREGA DI COSA CREDE UN ALTRO CAP..UN ALTRA VOLTA,


Gentile Marisa,
ti propongo di considerare una possibile alternativa al binomio conflittuale "religioso credente e ateo", che supera ogni contrapposizione, risolve ogni problema e pone un freno all'arroganza dei credenti religiosi e non costringe chi non crede a queste credenze di definirsi o dichiararsi ateo.

L'alternativa è costituita dal concetto di aidolo da usare al posto di ateo.
L'aidolo è colui che non crede nelle religioni e nei loro idoli ma non per questo è un non credente privo di spirito.
Il credere delle religioni è un atto di fede ideologico, un'adesione ad un interpretazione particolare dello spirito mentre il credere naturale non richiede alcun atto di fede in alcuna interpretazione spirituale ed è connaturato alla vita, al vivere, è istintivo ed è condiviso da ogni creatura e cosa dell'universo o creato che si evolve.
L'aidolo non ha bisogno di imporre alcun idolo chiede solo si essere rispettato come essere umano, non deve competere con nessuna religione e condivide per dotazione naturale e non per rivelazione la spiritualità universale che non ha bisogno di idoli, dogmi, rivelazioni, chiese, preti, preghiere, santi, madonne, cerimonie, riti, liturgie.
Alla spiritualità naturale basta la vita e il rispetto umano.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » dom dic 29, 2019 8:42 am

Orrore in India, bimbi disabili sepolti vivi durante l'eclissi
Gabriele Laganà - Sab, 28/12/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/orr ... jqk1AozGFY

Il rito, avvenuto in un cimitero di un villaggio nell’India meridionale, sarebbe servito per far guarire i bimbi dalle loro disabilità

Il desiderio di vedere i loro bambini guariti dalle disabilità che ne stanno condizionando la vita ha spinto diversi genitori a compiere una pratica folle dettata dalla superstizione e fuori da ogni logica.

Alcuni papà e mamme hanno seppellito vivi nel fango i loro piccoli e sono arrivati persino a ricoprirli del tutto da escrementi di capra. L’assurdo tentativo di guarigione è stato compiuto a Taj-Sultanpur, un villaggio dell’India meridionale, il 26 dicembre.

Un giorno, questo, non casuale. Il rito, infatti, è stato propiziato nel corso di una rara eclissi con uno spettacolare “anello di fuoco”. L’ultima eclissi di questo genere avvenne il 22 agosto 1998. Quest’anno l’Annular solar eclipse è iniziato in Arabia Saudita, passando attraverso India, Sri Lanka, Sumatra settentrionale, Indonesia, Malesia, Singapore, Borneo, Filippine e si è conclusa nell’Oceano Pacifico. Uno spettacolo meraviglioso che ha lasciato senza fiato milioni di persone. Qualcun altro, invece, ha perso la testa. Piuttosto che ammirare il seducente incontro tra Sole e Luna ha pensato che il fenomeno potesse essere sfruttato per compiere un rituale di guarigione.

Alcuni genitori superstiziosi hanno seppellito i loro figli all’interno del cimitero nel preciso momento in cui era visibile un sottile anello esterno al sole. I residenti hanno detto che tutti i bambini erano disabili e i loro genitori “credevano che seppellendoli durante l’eclissi sarebbero guariti”. Il padre di una bambina ha ammesso di aver seguito “ciò che i nostri anziani ci hanno detto, poiché le cure mediche non ci hanno aiutato, abbiamo deciso di provare questo. Non sappiamo se curerà nostra figlia o no, ma volevamo provarlo”.

Ma il rito è stato interrotto dall’arrivo dei poliziotti e dei funzionari distrettuali che, avvisati di quanto stava accadendo, si sono precipitati nel camposanto e hanno liberato i piccoli. Secondo fonti ufficiali almeno tre bambini di 3, 5 e 11 anni sono stati sottoposti a questa pratica crudele. Dai rapporti, però, emerge che almeno altri tre piccoli erano stati sepolti vivi per compiere il rito. l presidente del Comitato per il benessere dei bambini, Reena D’Souza, ha dichiarato che tutti riceveranno cure mediche adeguate. I loro genitori sono stati avvertiti di non eseguire più pratiche simili in futuro.

La prossima eclissi solare anulare avverrà nel 2042. Si spera che in futuro certe scene non si verifichino più anche grazie ai passi avanti che può fare la medicina nella cura di certe terribili malattie che spingono le persone a compiere azioni a dir poco discutibili.
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Re: Idołatria e spirtoałetà natural e ogniversal

Messaggioda Berto » gio feb 06, 2020 11:38 am

La scrofa degli ebrei agita la Germania. Ma i giudici: "Non è antisemitismo"
Daniel Mosseri - Gio, 06/02/2020

https://www.ilgiornale.it/news/politica ... 22167.html

Il bassorilievo è il simbolo dell'odio ma campeggia nel luogo che fu il cuore della riforma di Lutero. Una corte dice: «Può restare»

Berlino È giusto che un simbolo crudo violento dell'antisemitismo campeggi sulla facciata di un'importante chiesa tedesca? O è forse più opportuno staccarlo e destinarlo a un museo, illustrando ai visitatori la storia dell'antigiudaismo di matrice cristiana medievale? Secondo i giudici del tribunale distrettuale di Naumburg, che hanno respinto la sentenza di primo grado del tribunale di Dessau-Roßlau, vale la prima delle due tesi.

La corte ha così deciso che la Judensau della cattedrale di Wittenberg può restare. Con Judensau, letteralmente «la scrofa degli ebrei», si indica un topos raffigurativo antiebraico dei paesi di lingua tedesca. Quella di Wittenberg, cattedrale celeberrima perché diventata con Martin Lutero teatro della riforma protestante, ha la propria: una scrofa in pietra arenaria che allatta alcuni maialini e alcuni ebrei riconoscibili per il segno distintivo che erano obbligati a indossare un cappellino a punta in questo caso. Il maiale è un animale impuro per la fede ebraica ma per assicurarsi che l'oltraggio antiebraico fosse completo, l'autore del bassorilievo datato 1305 ha aggiunto all'opera un rabbino che solleva la coda dell'animale per osservarne il posteriore.

Come ricordato anche dalla storica Anna Foa nel 2017, l'oscenità del gesto del rabbino è stata spiegata quasi 250 anni dopo dallo stesso Lutero. Respinto con le sue idee dagli ebrei che pretendeva di illuminare e convertire, l'iniziatore della Riforma diventerà nel corso della sua carriera un virulento odiatore della religione ebraica e dei suoi fedeli, al punto di infarcire la sua opera di scritti e appelli contro il popolo ebraico. L'autore de «Gli ebrei e le loro menzogne», del 1543, scriverà nello stesso anno il «Vom Shem Hamphoras» in cui paragona gli ebrei al diavolo. Nel testo Lutero spiega che, con il gesto osceno del bassorilievo, il rabbino intendesse studiare il Talmud e leggervi il nome del Signore, imperscrutabile per gli ebrei. Non sorprende come la scritta «Shem Hamphoras», che campeggia sopra la scrofa del 1300, sia stata aggiunta nel 1570 in omaggio all'ex monaco. Né che interi brani dell'opera di Lutero siano stati ripubblicati prima e durante il nazismo da testate come lo Stürmer.

Oggi però le cose sono cambiate, hanno osservato i giudici di Naumburg, aditi da un ebreo di Wittenberg offeso dalla scultura. Il presidente del tribunale, Volker Buchloh, ha spiegato che la Judensau non danneggia più gli ebrei poiché non può essere osservata ignorando il memoriale poco distante e le steli erette dalla chiesa locale, con la comunità ebraica di Wittemberg nel 1988, nel 50esimo anniversario della Notte dei Cristalli. Non la pensa così il commissario governativo contro l'antisemitismo, Felix Klein, che avrebbe preferito la rimozione. Alla vigilia della sentenza, il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania (ZdJ), Josef Schuster, ha comunque accolto con favore il dibattito. Il parroco di Wittenberg ha dichiarato di essere in contatto con la comunità ebraica su come aggiornare il memoriale legato «a quest'opera repellente». L'ultima parola sulla scrofa e altre tre dozzine di raffigurazioni analoghe spetta ora alla Corte costituzionale federale.




Gino Quarelo
Secondo me è una testimonianza storica e come tale va trattata.
Essa ricorda anche la differenza tra l'ideologia religiosa ebraica e quella cristiana, dove il maiale per gli ebrei è impuro mentre per i cristiani non ebrei no;
essa testimonia del conflitto ideologico religioso tra cristiani ed ebrei e di tutte le assurdità e le violenza che tale conflitto ha generato e quindi è anche un monito a prendere l'ideologia/fede/credenza religiosa con criterio di ragionevolezza e di non assolutizzarlo demonizzando gli altri.

Io non sono ebreo e non sono più nemmeno cristiano e sono divenuto aidolo;
amo gli ebrei e Israele ma amo anche il maiale di cui mi nutro volentieri specialmente quello allevato in casa e considero l'idea dell'impurità del maiale un residuo delle supertizioni preistoriche (capro espiatorio) che si continua nella tradizione religiosa ebraica e in quella più demenziale e assassina maomettana.

L'antisemitismo/antigiudaismo è demenziale ma lo sono anche altre credenze come quella cristiana che Cristo sia dio e quella ebraica e maomettana che il maiale sia impuro.
Quella più demenziale e ideologicamente razzista di tutte è la credenza nazi maomettana che i non mussulmani e diversamente religiosi e pensanti siano esseri immondi e inferiori che si possono depredare, schiavizzare, dhimmizzzare, uccidere e che l'umanità intera debba essere convertita a forza al maomettismo o sterminata.



Il maiale per i mussulmani
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 188&t=1461
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