Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » gio dic 27, 2018 9:54 pm

Trento, sindacati contro tagli: “Senza accoglienza licenziamenti”
Federico Garau - Gio, 27/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 21772.html


Catastrofico lo scenario dipinto da Cgil e Cisl relativamente ai tagli proposti dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti

Aveva creato più di qualche polemica a livello nazionale, qualche giorno fa, la notizia della previsione di tagli alle risorse per l’accoglienza annunciata dal presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti.

Gli stranieri avrebbero quindi perso i privilegi a cui erano stati abituati, a partire dal supporto psicologico, fino ad arrivare all’orientamento al lavoro ed ai corsi di lingua italiana, prima garantiti a chiunque facesse richiesta di asilo politico. I tagli garantirebbero anche un consistente risparmio per le casse provinciali relativamente alle spese per i mezzi di trasporto utilizzati dai migranti, non più gratuiti ma a pagamento.

Arrivano oggi le prime proteste, con alcuni manifestanti che si sono dati appuntamento davanti al palazzo della provincia di Trento. Presenti i rappresentanti di Cgil Fp e di Cisl Fisascat quali, tuttavia, paiono maggiormente orientati ad esternare il loro disappunto più in materia di lavoro che di accoglienza. “I tagli colpiscono i migranti e avranno pesanti riflessi sui lavoratori trentini con decine di licenziamenti.”, protestano i sindacati, come riportato da “ImolaToday”.

“Senza assistenza per imparare l’italiano o per l’orientamento al lavoro aumenteranno le difficoltà del migrante per rapportarsi con gli enti pubblici e privati del territorio. Quindi maggiori code al pronto soccorso o quelle in un qualsiasi ufficio perché il migrante non conosce una certa procedura o non sa come muoversi. E quindi maggiore marginalità, esclusione, insicurezza sociale”.

Cgil e Cisl dunque premono affinché “l’Autonomia trentina operi davvero per la sicurezza, come quella altoatesina, non solo per mantenere il sistema virtuoso di integrazione che conosciamo in regione, ma anche per la piena occupazione dei lavoratori operanti nel sistema di accoglienza”.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » gio dic 27, 2018 9:55 pm

Accoglienza migranti, arresti domiciliari per la presidente del Consorzio Astir. Otto strutture nel mirino della Procura
27 dicembre 2018

http://www.tvprato.it/2018/12/accoglien ... la-procura

Otto centri di accoglienza per richiedenti asilo a Prato e provincia nel mirino della Procura. Tre misure cautelari sono state disposte a carico dei legali rappresentanti che gestiscono le strutture. Si tratta di Loretta Giuntoli, presidente del Consorzio Astir; di Alberto Pintus e di Roberto Baldini, della cooperativa Humanitas. I tre devono rispondere di frode nelle pubbliche forniture mentre per Giuntoli l’accusa è anche di minaccia nei confronti di alcuni dipendenti per costringerli a non offrire collaborazione alle indagini. Giuntoli è agli arresti domiciliari per un periodo di 3 mesi, mentre per Pintus e Baldini la misura cautelare consiste nell’interdizione dall’attività per 9 mesi. L’inchiesta, condotta dalla Digos e coordinata dai pubblici ministeri Egidio Celano e Laura Canovai, contesta le modalità di gestione delle strutture: in particolare soltanto una parte delle risorse destinata all’accoglienza, 33 euro a richiedente asilo al giorno, sarebbe stata utilizzata per fornire servizi. Evidenziate carenze nella fornitura dei pasti, nel servizio di lavanderia e di pulizia. Alcune strutture – secondo la Procura – versavano in condizioni di degrado. A far scattare le indagini, nei mesi scorsi, sono stati alcuni vicini di casa di uno dei centri di accoglienza, a Poggio a Caiano, che avevano segnalato carenze strutturali e sporcizia. Da quel momento l’inchiesta della Procura ha passato al setaccio le otto strutture gestite dalle cooperative Verdemela, Humanitas e Asrtirforma, facenti capo al Consorzio Astir: due a Poggio a Caiano, tre a Carmignano e tre a Prato, per un totale di un centinaio di ospiti.
Sono stati acquisiti documenti, sentiti collaboratori e alcuni ospiti della struttura. Questi ultimi hanno raccontato, tra le altre cose, che ricevevano cibo una sola volta al giorno. Nei centri di accoglienza, secondo l’accusa, si lesinava anche sul vestiario e sulle pulizie: dell’igiene domestica, così come della lavanderia, e se ne dovevano occupare gli ospiti. Carenze sono state riscontrate anche sulla documentazione amministrativa: il sospetto degli inquirenti è che siano state dichiarate maggiori presenze rispetto a quelle effettive, per incamerare più soldi dallo Stato.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » sab gen 12, 2019 10:37 pm

Migranti, fatture gonfiate ai centri di accoglienza: indagati onlus e prefetti
Federico Garau - Sab, 12/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 27940.html

Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori il periodo 2011 e 2015: un ammanco per le casse dello Stato che sarebbe superiore ai 5 milioni e mezzo di euro

Sono addirittura 42 le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta relativa alle gare d’appalto per la gestione del Cie (Centro d’identificazione ed espulsione) e del Cara (Centro d’accoglienza per richiedenti asilo) di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) negli anni compresi tra 2011 e 2015.

Nella rete degli inquirenti anche 3 prefetti, vale a dire Gloria Sandra Allegretto (ex viceprefetto di Gorizia), Maria Augusta Marrosue (ex prefetto di Gorizia e Treviso) e Vittorio Zappalorto (attuale prefetto di Venezia).

Le indagini, condotte dal sostituto procuratore Valentina Bossi, sono arrivate all’atto di chiusura, che comporterà la richiesta di rinvio a giudizio per i coinvolti. I tre prefetti dovranno difendersi anche dall’accusa di concorso esterno in associazione a delinquere finalizzata ad una serie di altri reati, come la turbativa d’asta, la truffa aggravata e il falso.

L’inchiesta ha avuto inizio in seguito a delle irregolarità individuate a carico dei vertici della onlus Connecting People, una associazione con sede a Trapani che si occupava, per l’appunto, della gestione di Cie e Cara.

Risale al 2013 la conclusione di una delle gare d’appalto sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, del valore di circa 17 milioni di euro. In quel periodo il prefetto in carica era Maria Augusta Marrosue, eletta nel 2008. Connecting People, in realtà, era già stata esclusa dalla corsa nel 2011, dopo una verifica della Commissione giudicatrice. Ciò nonostante fu riammessa con riserva, grazie ad una dichiarazione in autotutela, e risultò addirittura vincitrice della gara. Il patto fu siglato dalla Marrosue e da un altro degli indagati, vale a dire Giuseppe Scozzari, presidente della sopra citata onlus.

Le indagini si sono estese anche al periodo immediatamente successivo l’aggiudicazione dell’appalto, quando il prefetto divenne Vittorio Zappalorto (2013-2015). Secondo la procura ci sarebbero stati degli ammanchi nella gestione di Cie e Cara, per un valore di circa 230mila euro. Agli stranieri non venivano fornite sigarette, schede telefoniche e denaro contante, oltre al fatto che la struttura d’accoglienza si mostrava carente circa l’acqua erogata agli ospiti e lo smaltimento dei rifiuti. Tutto, secondo gli inquirenti, con la connivenza o la cattiva vigilanza della stessa Prefettura, a cui furono presentati dei conti con risarcimenti decisamente gonfiati. Si parla di cifre superiori al milione e mezzo di euro, su cui il prefetto avrebbe quantomeno dovuto vigilare. Nessuna obiezione dai suoi uffici neppure quando la onlus Connecting People presentò, il tutto certificato, fatture per un valore complessivo di 2 milioni e mezzo di euro. Non solo. A conclusione del suo rapporto di gestione, Connecting People ricevette addirittura una liquidazione pari a 4 milioni di euro. Un danno enorme per l’erario, le cui responsabilità saranno maggiormente chiarite in sede processuale.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » dom feb 10, 2019 8:27 pm

Chiude l'albergo per i migranti: "Basta business su accoglienza"
Angelo Scarano - Dom, 10/02/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 43151.html

Meno sbarchi e decreto sicurezza: l'hotel che aveva deciso di chiudere ai turisti per accogliere solo i migranti sarà svuotato

Un paio d'anni fa i gestori avevano "fiutato" il business dell'accoglienza al punto da iniziare a rifiutare i turisti per ospitare soltanto i migranti.

Ma ora, col calo degli sbarchi e soprattutto con il decreto Sicurezza che cambia le regole per il sistema che gestisce i richiedenti asilo sul suolo italiano, anche l'ex hotel Bellevue di Cosio Valtellino (Sondrio) chiude i battenti.

"Avevamo promesso di stroncare il business dell’accoglienza e di offrire protezione solo ai veri profughi", dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, "Stiamo mantenendo gli impegni anche nella splendida Valtellina dove gli immigrati in accoglienza si sono dimezzati. Dalle parole ai fatti".

Come raccontava qualche giorno fa il Giorno, infatti, a breve anche il "Rezia Valtellina" - così si chiama ora la struttura che al momento accoglie 42 persone - sarà svuotato. Il prefetto ha infatti deciso di spostare 18 migranti in attesa che la loro richiesta d'asilo venga valutata. E anche gli altri 24 saranno presto trasferiti. Il quotidiano spiega anche che l'ex albergo dà lavoro a 8 persone e con 42 migranti "guadagna" circa 40mila euro lordi al mese.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » mar mar 05, 2019 10:06 pm

I parassiti dell'accoglienza a spese degli altri


Migranti. Accoglienza, scure sui centri: «A rischio 50mila posti»
Stefano Pasta sabato 2 marzo 2019

https://www.avvenire.it/attualita/pagin ... mila-posti

La preoccupazione e l’amarezza degli operatori impegnati nell’integrazione. La Fp-Cgil ha diffuso i numeri dei futuri disoccupati: si tratta prevalentemente di giovani, a maggioranza femminile

Accoglienza, scure sui centri: «A rischio 50mila posti»

Valeria Cattaneo, 35 anni di Brescia, è preoccupata. Tra poche settimane rimarrà a casa. Alcuni suoi colleghi ci sono già. «Ho paura – spiega Valeria – per le spese mensili che faticherò a sostenere, ma c’è anche amarezza nel vedere svilito il lavoro su cui in tanti abbiamo investito ». Dopo una laurea in Lingua, la futura disoccupata ha conseguito un master in didattica, frequentato corsi di aggiornamento e addirittura scritto dei testi sul tema. Da tre anni insegna italiano ai profughi accolti nel Bresciano. Oggi la sua cooperativa è scesa da 180 ospiti in diversi sedi a una quarantina («Non sono né scomparsi, né rimpatriati», precisa). A breve è prevista una nuova riduzione. La nuova sicurezza in salsa gialloverde, quella prevista dalla legge 132 voluta da Salvini, passa anche da qui: il licenziamento o il mancato rinnovo del contratto di collaborazione di tanti operatori. Sono 50mila quelli a rischio in tutta Italia, secondo la Funzione Pubblica-Cgil; a questi vanno aggiunti i lavoratori assunti in altro modo, come i 75 lasciati a casa dopo la chiusura del centro di via Corelli a Milano, che erano impiegati con il contratto del commercio. Una forza lavoro a maggioranza femminile e prevalentemente giovane.

Spiega Maurizio Bove, responsabile Immigrazione della Cisl: «La nuova legge colpisce migliaia di giovani professionisti: insegnanti, psicologi, mediatori culturali, tutti con lauree e master specifici. Con le loro competenze e la loro passione, queste persone stavano provando ad andare oltre l’approccio emergenziale che finora ha caratterizzato l’accoglienza, ma oggi si trovano all’improvviso espulsi dal mercato: non si tratta di mettere fine alla 'mangiatoia', ma di tagliare fondi ad un nuovo settore che poteva caratterizzarsi come un’eccellenza».

Un altro esempio viene proprio dal secondo impiego di Valeria: oltre all’insegnamento dell’italiano nei centri, ha lavorato a Labour Int, un progetto pilota che vedeva insieme aziende, il Comune di Milano e la Cisl per l’inserimento lavorativo dei profughi. «Di 40 che hanno fatto il tirocinio, 25 sono stati assunti con contratti fino a tre anni». Ora quel modello non sarà più replicabile, una collega di Valeria, Maddalena Camera, che ha 32 anni, è rimasta a casa. Gli stessi richiedenti asilo, con le nuove norme volute da Salvini, rischiano di rimanere senza permesso di soggiorno, perdendo il contratto che hanno già firmato.

Non scompariranno, finiranno nell’irregolarità e quindi nel lavoro nero. Eppure, tagliare le ore di italiano e i progetti di inserimento lavorativo, ridurre il numero di psicologi che aiutano gruppi di adolescenti che hanno visto morire un compagno di viaggio, è coerente con la filosofia della legge 'sicurezza'. Basta leggere i bandi che le Prefetture stanno emanando per la gestione dei centri nel 2019: a Milano è stato pubblicato a inizio febbraio, a Monza più di recente, in tutta Italia la linea è quella dettata da Roma. Secondo Valerio Pedroni, dei Padri Somaschi, «la linea del governo produce due danni: l’abbandono delle persone nei centri, sempre più parcheggiate e spinte a buttare via il tempo senza fare niente, neanche imparare l’italiano, e il taglio di posti di lavoro». Pedroni è responsabile per l’area migranti del Cnca Lombardia, il coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza guidato da don Armando Zappolini. «In Lombardia gestiamo circa 2mila posti letto, ma a queste condizioni metà rischiano di non venire rinnovati». Almeno altri cento lavoratori resteranno a casa.

Valeria e i suoi colleghi, la Cisl e gli altri sindacati, il Cnca e tante realtà dell’accoglienza di qualità saranno in piazza oggi a Milano per 'People-Prima le persone', la grande manifestazione in difesa dei diritti di tutte le persone. Dai disabili colpiti dai tagli ai bambini a cui si toglie il piatto a mensa, fino ai profughi a cui si impedisce di costruire il futuro nelle nostre città. «Siamo stati travolti – dice Daniela Pistillo del Comitato Insieme senza Muri – da un’ondata di partecipazione che è andata ben al di là delle nostre aspettative. Sarà una bella giornata».
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » ven apr 12, 2019 5:47 pm

"Troppo pochi 21 euro a immigrato". E le cooperative disertano i bandi
Stefano Damiano - Gio, 11/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... VXVms3GGu0

"Troppo pochi i 21 euro a migrante decisi dal Viminale". Così in tutta Italia le Cooperative disertano i bandi di accoglienza

In tutta Italia i bandi per le attività di accoglienza ai migranti stanno andando deserti.

Il motivo è legato all’abbassamento dei costi per l’accoglienza, decisa dal ministro degli Interni, Matteo Salvini. Si è infatti passati di 35 ai 21-26 euro. Un taglio netto di oltre il 40 per cento.

Così a Genova, Savona, Lecce, Treviso, Ferrara, Reggio Emilia e Viterbo le Cooperative che dovrebbero svolgere le attività di accoglienza e integrazione non si stanno presentando alle gare che, così, finiscono per andare deserte. Le prefetture, per prendere tempo, hanno deciso di rinviare o prorogare i termini di presentazione alle gare, come successo a Siena e Bologna, ma il rischio che questa protesta silente continui è più che probabile.

Caso eclatante è quello di Reggio Emilia, dove i due soggetti (Reti temporanee di imprese) aderenti a Confcooperative, che avevano in mano la gestione straordinaria dei richiedenti asilo (quasi 3mila persone) si sono tirate fuori dalla gara per il nuovo appalto. Fino al 30 giugno prossimo i richiedenti asilo saranno comunque seguiti sulla base dei precedenti accordi dalle cooperative sociali di Reggio Emilia (Dimora d’Abramo e L’Ovile come capofila, il Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Coress - Il Piccolo Principe, La Vigna, Madre Teresa) che in questi anni, insieme al Ceis e alla cooperativa Ballarò, hanno gestito i servizi d’accoglienza. In Toscana invece, sono state Arci e Oxfam a decidere di non partecipare.


Alberto Pento
Bene, un buon motivo in più per accelerare le procedure di espulsione.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » mer lug 10, 2019 6:37 am

Editoriale. È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà
Marco Tarquinio
4 maggio 2019

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine ... perderanno

In Italia la guerra contro le reti di solidarietà, grandi o piccole che siano, è sempre più aspra e aggressiva. Lo stiamo documentando da giorni: le parole di (falso) ordine e i marchi di scherno confezionati dal cattivismo "social" e di governo si traducono in concreti atti di ostilità e in scelte (o deliberate non-scelte) politiche e amministrative. Nel mirino ci sono tutti coloro che si occupano di poveri, bambini soli, disabili, carcerati, stranieri (non turisti, ovvio, ma rifugiati e richiedenti asilo). Le mense e gli ostelli della Caritas e degli altri accoglienti diventano la «mangiatoia», le Case famiglia sono liquidate come «business», sul rilancio delle misure alternative al carcere e di recupero dei detenuti viene messa una pietra sopra, chi fa cooperazione sociale è denigrato come affarista e persino malavitoso, le organizzazioni umanitarie (le famose Ong...) sono trattate da nemici del genere umano e dell’ordine pubblico... Se il grido di battaglia del salvinismo è – copyright del sito Il populista – «libera la bestia che è in te», non ci sono molti dubbi sulla "preda" designata.

Emerge una strategia precisa. Leggete l’intervista a Stefano Zamagni (clicca qui), maestro con le maniche perennemente rimboccate di «economia civile», che accompagna le due pagine in cui oggi mettiamo in fila i fronti d’attacco che sono stati aperti uno dopo l’altro e ne capirete un po’ meglio la portata. Impossibile non allarmarsi. La guerra alla solidarietà è guerra vera, e fa esplodere un enorme paradosso, visto che viene condotta proprio al tempo del Reddito di cittadinanza. Con una mano il governo giallo-verde dà, con l’altra toglie. Si prepara a distribuire soldi sacrosanti – anche se a debito – come erogazione statale ai cittadini più indigenti, ma contemporaneamente percuote e tenta di sgretolare le reti di solidarietà che la società civile distende e lo Stato sinora (bene o male, comunque con assai meno spese di quelle proprie di una gestione statalista) ha utilizzato, sostenuto o, semplicemente, non ostacolato.

Zamagni riassume questo paradosso con la parola aporofobia, ovvero il duro e concreto disprezzo del povero e di chi del povero si occupa senza avere i galloni del funzionario pubblico. Io lo chiamo il paradosso dello Stato asociale, perché è frutto della degenerazione non collaborativa dello Stato sociale, di quel Welfare che per essere sostenibile non può che essere collaborativo. Deve cioè fissare "dall’alto" obiettivi e standard minimi e, poi, sia fare la propria parte sia valorizzare le energie e iniziative "dal basso". Deve, insomma, saper tenere insieme la leva statale e quella sociale, garantita da organizzazioni motivate e trasparenti, secondo una idea piena di "pubblico servizio" alle persone e alla comunità, e soprattutto a chi non ce la fa e rischia di restare indietro, solo, spinto ai margini. Lo Stato asociale, invece, non vuole nessuno a fianco. È già accaduto nella nostra storia italiana ed europea, a est come a ovest. E a quelli lì è andata molto male. La solidarietà può essere umiliata e azzannata, ma non può essere smontata del tutto. Rinasce, ricomincia. Dite pure ogni male, provate a farlo se ne avete il potere, ma prima o poi (meglio prima che poi) la gente apre gli occhi e alza la testa. E il bene vince.


Alberto Pento
Le reti di solidarietà volontarie a spese dei volontari ben vengano ma non debbono andare contro gli interessi dei cittadini italiani e contro la loro volontà politica.
Le reti di solidarietà a spesa pubblica e quindi dei cittadini non debbono andare doppiamente contro gli interessi e la volontà dei cittadini.
Qundi queste reti di solidarietà private e pubblica non debbono alimentare l'invasione dei clandestini e una solidarietà utopica ideologica e scriteriata, non debbono favorire l'ingiustizia e il parassitismo, non debbono promuovere lo spreco delle scarse risorse pubbliche, tanto meno debbono farsi partigianeria nella competizione politica, e sopratutto non debbono danneggiare in alcun modo i cittadini sovrani e contribuenti.
Se vi è avversione da parte della maggioranza dei cittadini verso queste reti di solidarietà private e pubbliche è proprio per il loro cattivo uso e strumentale abuso politico, economico di queste attività e delle risorse private e pubbliche impiegate, a grave danno dei cittadini.




I falsi buoni che fanno del male - I falsi salvatori del mondo
viewtopic.php?f=141&t=2574
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0904548886

Il male peggiore è da sempre quello travestito da bene.
viewtopic.php?f=196&t=2876
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 3355495727

Ecco un caso esemplare di cattiveria, disumanità, irresponsabilità, criminalità e inciviltà travestito da bontà, umanità, responsabilità, buon senso, giustizia e civiltà.
Carola Rackete
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » mer lug 10, 2019 6:39 am

Il cara di Mineo chiude i battenti. Salvini: "Un bel giorno di legalità"
Roberto Chifari - Mar, 09/07/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... JRCEyuSFzo

Il Cara di Mineo chiude ma non tutti sono contenti. Davanti alla struttura una cinquantina tra dipendenti, ex lavoratori della struttura e sindacalisti protestano contro la chiusura del centro

Il Cara di Mineo chiude per sempre. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, oggi a Caltagirone, ha annunciato la chiusura della struttura che tanto ha fatto discutere in questi ultimi anni.

"Ci eravamo impegnati a chiudere e dalle parole siamo passati ai fatti - dice il vicepremier -. Siamo già all'opera per ragionare di cosa potrà arrivare al posto di questo business. Ci sono alcune proposte che riguardano la sicurezza, la cosa certa è che si risparmieranno un sacco di quattrini e si recupereranno forze dell'ordine da impiegare sul territorio. Qui al Cara di Mineo c'erano 4mila unità, da 4 mila a zero è un bel risultato. Chi pensa di fare business con l'immigrazione deve cambiare ragione sociale". Parole dure quelle del ministro che in conferenza stampa ha parlato di un "bel segnale per tutta Italia. Riconsegno in questa giornata di luglio ai siciliani un pezzo del loro territorio. È il segnale che parte da Mineo e rivolto a tutti. Il fenomeno è sotto controllo. Oggi è un bel giorno per legalità territorio che dedico ai due anziani massacrati".

Sugli sbarchi fantasmi, poi, Salvini è stato chiaro. "Non esistono gli sbarchi fantasma, sono tutti censiti - prosegue il titolare del Viminale -. Ci sono gli sbarchi piccoli medi, grandi, ong... il Viminale censisce tutti gli arrivi, siamo a 3020. Siamo un Paese ancora piuttosto serio, con leggi che quasi tutti rispettano, chi arriva viene identificato e censito. Rispetto agli 85mila del 2017 e ai 17 mila del 2018, siamo a 3020, tremila di troppo, certo, ma è un bel progresso". Rispetto all'anno scorso, ha aggiunto Salvini, "quando c'erano in ospitalità, a spese degli italiani, 182 mila migranti al giorno, ad oggi sono 107 mila e le domande di asilo si sono dimezzate, da 63 mila a 30 mila: meno, sbarchi, meno morti, meno problemi, meno reati". Infine la stoccata con le organizzazioni non governative, colpevoli di non rispettare la normativa nazionale. "Io non ce l'ho con le Ong perché ci sono organizzazioni non governative che fanno positivamente e in modo trasparente il loro lavoro - prosegue Salvini -. Se qualcuno invece trasporta immigrati clandestini - secondo me - non fa un buon servizio. Qualcuno ha fatto i soldi con una raccolta fondi da 1,3 milioni di euro: buon per loro".

Davanti al Cara una cinquantina tra dipendenti, ex lavoratori della struttura e sindacalisti protestano contro la chiusura del centro e per la garanzia di posti di lavori: "Oggi si celebra il funerale di Mineo e del Cara...".
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » mer lug 10, 2019 6:46 am

Migranti, onlus sotto accusa a Milano. Undici arresti
2 luglio 2019

https://www.lastampa.it/milano/2019/07/ ... 1.36636579

Facevano carte false per partecipare ai bandi. E, quando arrivavano, i soldi dei finanziamenti prefettizi a stretto giro sparivano dai conti correnti, tramite prelievi in contanti, giroconti e assegni. Sono quattro in tutto le Organizzazioni senza scopo di lucro che si occupano di accoglienza dei migranti coinvolte nell’operazione “Fake Onlus” che, questa mattina, ha portato una persona in carcere e cinque ai domiciliari. Ad altre cinque sono stati imposti gli obblighi di dimora e di firma. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio. Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Lodi, hanno permesso di scoprire profitti illeciti su un giro di finanziamenti di circa 7 milioni e mezzo di euro.

Le onlus coinvolte, che operavano tra Lodi, Parma e Pavia, sono: “Volontari senza frontiere” “Milano solidale”, “Amici di Madre Teresa” e “Area solidale”. Il pm Gianluca Prisco, che con la collega Ilda Boccassini ha coordinato le indagini, sottolinea che si tratta di «eccezioni» e che «ci sono tante altre onlus che invece fanno un grande lavoro e gestiscono bene l’accoglienza dei migranti».

I gestori di fatto delle onlus coinvolte nell’inchiesta avrebbero utilizzato buona parte dei soldi (almeno 4 milioni e mezzo su 7 milioni e mezzo di euro ottenuti illecitamente tra il 2014 e il 2018) per «scopi personali». Sono tutte organizzazioni gestite ufficialmente da teste di legno ma collegate «a noti pluripregiudicati appartenenti alla ’ndrangheta». Molti di questi personaggi, che erano detenuti, riuscivano ad accedere ai benefici di legge facendosi assumere in queste cooperative. Le onlus sarebbero state «sfruttate per fare ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza».

In queste strutture i migranti venivano ospitati. Ma il loro numero era sempre inferiore a quello dichiarato. In più non venivano mai realmente erogati molti dei servizi sulla carta garantiti, come la mediazione culturale, la tutela legale e così via. «Il business dell’immigrazione - ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando l’inchiesta - ha fatto gola ad alcune onlus di Lodi: stamattina è scattata l’operazione con l’impiego di più di cento finanzieri. Meno sbarchi e meno soldi per i professionisti dell’accoglienza: così risparmiamo, difendiamo l’Italia e investiamo per assumere più forze dell’ordine. La pacchia è finita».




Il sindaco di Lodi sulle Fake Onlus: “Un esito che non sorprende”
Anche il Sindaco leghista Sara Casanova ha espresso il proprio pensiero.
3 luglio 2019

https://giornaledilodi.it/politica/il-s ... -sorprende

In merito al caso delle Fake Onlus scoppiato ieri, anche il Sindaco leghista Sara Casanova tramite comunicato stampa ha espresso il proprio pensiero.
Il sindaco di Lodi sulle Fake Onlus: un esito che non sorprende
“L’indagine portata avanti per ben due anni dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Lodi ha avuto un esito che purtroppo non sorprende. Dietro le onlus dedite all’accoglienza dei profughi sul nostro territorio si nascondeva un’attività malavitosa che per anni ha speculato sulle vite dei migranti, a spese degli italiani e dei lodigiani. Al centro dell’inchiesta c’è il consorzio Area Solidale, già finito nel mirino della Finanza con alcuni arresti nel 2016.”

L’amministrazione comunale è sempre stata sull’attenti
“Questa Amministrazione comunale ha sempre cercato di mantenere viva l’attenzione sulla gestione dei profughi. Uno dei primi atti, dopo il mio insediamento nel 2017, era stato richiedere all’allora Prefetto chiarezza sul numero di persone collocate nei centri di accoglienza e sui metodi adottati dalle cooperative, questo per accertare che le strutture ospitanti, a Selvagreca e all’Olmo, fossero idonee e soprattutto per garantire la sicurezza dei cittadini. Per il centro di via Selvagreca, in particolare, si sono rese necessarie ben quattro ordinanze, di cui l’ultima del marzo di quest’anno, per ripristinare lo stato dei luoghi che, si è scoperto, erano stati modificati con opere edilizie abusive, per contenere e ridurre il sovraffollamento e per ingiungere la rimozione dei rifiuti non correttamente smaltiti, la pulizia e la sanificazione dei locali.”
Si chiude un capitolo della città di Lodi
“In questi giorni si chiude un triste capitolo per la nostra città che ci spinge a riflettere sull’importanza di in lavorare in rete con la Prefettura e con le forze dell’ordine, per evitare che episodi del genere si ripetano e per controllare che dietro a progetti di accoglienza non si nascondano solo occasioni di business senza scrupoli”.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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