Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » ven ago 31, 2018 10:55 pm

Padova. «Firmavamo al posto dei profughi». Così la coop barava sulle presenze
28 agosto 2018

https://corrieredelveneto.corriere.it/v ... 9947.shtml

PADOVA Migranti che si prostituiscono per dieci euro, operatori costretti a falsificare le firme dei profughi, personale ridotto all’osso, rischi di epidemia... E su tutto, una cappa di complicità accomunata dall’interesse che ogni cosa rimanga com’è. Ecco la vita all’interno dei centri di accoglienza del Veneto, così come emerge dalle carte dell’inchiesta monstre appena chiusa dal procuratore capo di Padova, Matteo Stuccilli, e dalla sua sostituta Federica Baccaglini, che pochi giorni fa hanno inviato sette avvisi di garanzia ad altrettanti indagati, compresi i vertici di Ecofficina (oggi Edeco), la coop pigliatutto che dal 2015 in poi ha gestito i principali hub della nostra regione.

Le indagini

Per tre anni il Nucleo investigativo dei carabinieri ha scavato nel settore dell’accoglienza ricavandone un quadro a tinte fosche, dal quale emergono anche le pessime condizioni in cui i profughi erano (sono?) costretti a vivere, e i dipendenti della coop a operare. Un lavoro investigativo senza precedenti, fatto di intercettazioni e documenti riservati. Ma anche di lunghi interrogatori. Come quelli ai quali sono stati sottoposti alcuni ex operatori di Ecofficina che hanno raccontato agli inquirenti cosa hanno visto all’interno delle caserme di Bagnoli, Padova e, soprattutto, Cona, quando erano gestite dalla cooperativa di Battaglia Terme. Il 31 gennaio 2017 viene sentito un ragazzo che spiega di essere stato assunto da Simone Borile – il patròn di Ecofficina – per finire catapultato nell’ex base missilistica veneziana, in quella di Bagnoli, e poi alla Prandina. Il tutto senza aver «mai fatto alcuna formazione».


I servizi

I servizi promessi in sede di affidamento dell’appalto? «Di fatto nei centri non viene fatta alcuna attività d’integrazione, visto che il numero di operatori non è sufficiente», assicura. Quando Cona ospitava 800 migranti «svolgevamo servizio contemporaneamente tra gli otto e i dieci operatori a cui poi si affiancavano circa dieci ospiti volontari che ci davano una mano e che venivano convinti in cambio di soldi e una referenza davanti alla commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato». Un dipendente di Ecofficina ogni cento migranti. Troppo pochi non solo per garantire le attività, ma anche la sicurezza all’interno degli hub. Il 12 luglio 2016 viene intercettato lo sfogo di una operatrice che al telefono con un suo superiore spiega: «Non sto scherzando: non sono pagata per fare Superman… Dopo il 10 agosto rimarrò da sola in un contesto completamente degenerato».


Avvisati per le visite

Quando capitava che «abbiamo avuto delle visite prefettizie o parlamentari, normalmente venivamo avvisati con congruo anticipo e quindi avevamo modo di organizzare il servizio: per esempio se a Cona eravamo 8-10 operatori, in occasione dei controlli arrivavamo anche a cinquanta». Funzionava così: Ecofficina riceveva la «soffiata» dell’ispezione in arrivo, e faceva confluire il personale dalle altre strutture. In quelle occasioni – ricorda un’altra ex dipendente – «assistevo a un “teatrino”. Ad esempio veniva richiesto il cibo preferito dagli ospiti, venivano organizzati pullman per portare i migranti a Padova (…) il campo veniva riordinato, pulito e talora tinteggiate le strutture, e venivano create all’occorrenza delle attività». Una ragazza fa mettere a verbale di essere stata assunta per organizzare laboratori di artigianato, musica e teatro, ma di essersi ritrovata a fare «un po’ di tutto, dalle pulizie a distribuire farmaci ed effettuare semplici medicazioni». Non ha conoscenze specifiche, eppure lavorava in infermeria: «Vi erano giorni interi nei quali in tutto il campo di Cona non vi era nessuna figura che avesse competenza sanitaria, e quindi eravamo noi operatori a farlo…». Nel 2016 «sono arrivati dei container adibiti a locale infermeria e locale per la quarantena. Quest’ultimo poteva ospitare solo quattro persone mentre le esigenze erano molto più consistenti: vi erano tanti casi di varicella e scabbia che non potevano essere gestiti».


Malattie e gelo

Le malattie, ma anche il gelo. «I riscaldatori si bloccavano spesso perché finiva il carburante e gli ospiti passavano delle notti al freddo». E la fame. «Il cibo era meno di quello che serviva (…) ricordo che a fronte di circa 600 ospiti venivano forniti pasti per poco più di 500 persone. Oltre agli ospiti anche noi operatori avremmo dovuto mangiare, ma non sempre era possibile». L’unica attività garantita era quella scolastica, anche se «ogni ospite aveva un quaderno e una penna ma nessun testo didattico». C’è chi dice ai carabinieri di Padova che «i ragazzi erano stipati all’inverosimile, senza divisione dai nuovi arrivi, con il rischio di un contagio di malattie». D’inverno, con le tende non riscaldate a dovere, «gli ospiti si trasferivano nelle poche strutture in muratura adibite a dormitori, riducendosi a dormire in due nello stesso giaciglio, o per terra».


La prostituzione

Un operatore ricorda che «vennero attrezzate due stanze occupate dalle ospiti femminili. In breve tempo si formò un intenso viavai (…) alcuni ragazzi uscivano dalla stanza allacciandosi la cintura dei pantaloni. Vi erano delle voci, in particolare sulla tariffa delle prestazioni a 10 euro e sull’identità di alcuni ospiti che gestivano il traffico. Tutto avveniva alla luce del sole, proprio davanti all’ufficio…». Un’altra ex dipendente sostiene che «noi operatori ci siamo accorti che in quelle stanze le donne si prostituivano, l’abbiamo detto ai nostri referenti ma queste segnalazioni non venivano prese in considerazione». Infine, le firme false: «Ogni migrante, per certificare la sua presenza e poter percepire il pocket-money di 2,5 euro al giorno, era tenuto a firmare due volte al giorno dei moduli. (…) A volte eravamo noi operatori che apponevamo le firme mancanti. A me è capitato una volta di farlo, mancava circa il 20 per cento delle firme». Ma perché lo facevano? E se le firme erano false, allora come poteva Ecofficina comunicare alle autorità competenti il numero reale di profughi presenti nelle caserme venete? In fondo le gare milionarie bandite dalle prefetture variavano proprio al mutare del numero di profughi previsti. Lo conferma anche un’altra testimone: «Non riuscivamo mai a raccoglierle tutte. Noi operatori ci ritrovavamo in ufficio per apporre le firme mancanti: ci veniva chiesto dal nostro referente che a sua volta riceveva indicazioni dai responsabili della cooperativa».


L’intercettazione dell’ex prefetto di Padova: “Ne abbiamo fatte di porcherie sui profughi”
luisa mosello
2018/08/31

http://www.lastampa.it/2018/08/31/itali ... agina.html

«È vero che ne abbiamo fatte di porcherie, però quando le potevamo fare»: a parlare il 14 aprile dello scorso anno sarebbe stato l’ex prefetto di Padova, Patrizia Impresa, in un dialogo con l’allora vice prefetto vicario di Padova, Pasquale Aversa, delegato ad occuparsi dell’accoglienza dei migranti. L’ex prefetto non è indagata.

La conversazione, diffusa oggi dal «Mattino di Padova», sarebbe stata intercettata dai carabinieri e sarebbe uno dei dialoghi finiti del rapporto conclusivo dei militari, parte integrante dell’inchiesta sulla gestione dell’accoglienza in Veneto.

Le indagini riguardano, in particolare, la cooperativa Ecofficina Educational poi Edeco che, proprio grazie all’accoglienza dei migranti, ha visto aumentare il proprio fatturato dal 2014 ad oggi. La coop gestisce, tra gli altri, i Cpt di Bagnoli e Cona e in una intercettazione rimarca ai funzionari prefettizi la necessità di «far quadrare i conti». Impresa non è indagata e da tre mesi si trova a Roma con l’incarico di vice capo di gabinetto del ministero dell’interno, mentre risultano indagati la funzionaria della Prefettura Tiziana Quintario, attualmente a Bologna, e lo stesso Aversa, insieme ai capi della Edeco, Simone Borile, Sara Felpatti e Gaetano Battocchio.

In una conversazione precedente, pubblicata oggi dal quotidiano, riferita ad un problema di sovraffollamento del centro di San Siro di Bagnoli dell’ottobre 2016 e alle pressioni da Roma per alleggerirlo di alcune decine di unità, Impresa avrebbe detto ad Aversa: «Anche se dobbiamo fare schifezze Pasqua’... eh eh... no... schifezze... noi ci dobbiamo salvare Pasqua’... perché, ti ripeto, non possiamo farci cadere una croce che...».

«Sono amareggiata, sono state estrapolate e pubblicate frasi completamente decontestualizzate», ha commentato l’ex prefetto di Padova, ora prefetto di Bologna. «Sono amareggiata - ribadisce - ma assolutamente certa della correttezza dei miei comportamenti. Quelle frasi fanno parte di un carteggio di centinaia di pagine ampiamente esaminato dall’autorità giudiziaria».

«Il governo di centrosinistra negava l’emergenza sbarchi, ma poi scaricava il problema sui prefetti e li costringeva a spostare i clandestini da un Comune all’altro - come nel gioco delle tre carte - per non irritare sindaci del Pd, ministri in visita o presidenti Anci del Pd. È il quadro vergognoso che emerge dall’inchiesta di Padova. Io, invece, voglio bloccare gli sbarchi e mi prendo tutte le responsabilità delle mie scelte. Se qualche funzionario ha sbagliato è giusto che paghi. Ma chi sono i mandanti politici di tutto questo?», ha detto a proposito il ministro degli Interni, Matteo Salvini.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » mar set 18, 2018 7:43 pm

Migranti, la professionista dell'accoglienza: "Salvini crea il caos nel Paese"
Sergio Rame - Mar, 18/09/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 77581.html

Salvini pronto a cancellare i permessi umanitari. A Castel Volturno i centri sociali fomentano la rivolta dei migranti. E il leghista: "Sono sulla strada giusta"

Il decreto sicurezza non è stato ancora licenziato dal Consiglio dei ministri, eppure la sinistra è già sul piede di guerra.

Le prime proteste, come riporta il Mattino, si sono levate da Castel Volturno dove Mimma D'Amico, responsabile del centro sociale Ex Canapificio, associazione che gestisce lo Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) locale, si è scagliata contro il decreto a cui sta lavorando Matteo Salvini e che dovrebbe veder la luce già nelle prossime settimane: "Così creerà il caos nel Paese". "Vengo attaccato da estremisti di sinistra e che fanno business con gli stranieri - ha replicato il leader leghista - sono sulla strada giusta!".

Il decreto, come anticipato nei giorni scorsi dal Giornale.it, abrogherà "l'istituto del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari", quella forma di protezione di cui l'Italia ha largamente abusato negli ultimi anni per garantire un documento ai richiedenti asilo che in realtà non avevano titolo per ottenerlo. Per eliminare questa stortura, di cui soltanto il nostro Paese fa uso in tutta Europa, il provvedimento introduce "una tipizzazione delle tipologie di tutela complementare" eliminando la possibilità per le Commissioni territoriali e per il Questore di "valutare, rispettivamente, la sussistenza dei 'gravi motivi di carattere umanitario' e dei 'seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano’".

A Castel Volturno, dove si calcola vivano almeno 15mila immigrati irregolari, il permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato usato senza alcun criterio pur di regolarizzare, anche solo temporaneamente, migliaia di clandestini che non avevano alcun contratto di lavoro o stranieri nati in Italia da genitori senza documenti. "Se dovesse essere cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sarà caos in molte città italiane - minaccia la D'Amico - a Castel Volturno ci sarà una grande tensione sociale. È ovvio che molti immigrati si troveranno ad essere irregolari ma non potranno essere rimpatriati, in quanto in Italia da anni e con figli nati qui". Alla responsabile del centro sociale Ex Canapificio Salvini ha risposto duramente: "Il decreto immigrazione è in dirittura d'arrivo e ci sono già ottime notizie. Un centro sociale di Castel Volturno, la cui responsabile si occupa di immigrati per professione, mi accusa di creare caos. Insomma: vengo attaccato da estremisti di sinistra e che fanno business con gli stranieri - conclude il leader della Lega - sono sulla strada giusta!".
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » ven set 21, 2018 2:43 am

IL BUSINESS DELL'AKKOGLIENZA....E MENO MALE CHE POI QUELLI VENALI E AVIDI SAREBBERO GLI EBREI....

https://www.facebook.com/DonMammoliti/p ... __tn__=K-R

" Fratelli e sorrelle, in molti si chiedono e ci chiedono perche' Santissima Romanissima Chiesa e' cosi ostile a Salvini e cosi pro-immigration....molti pensano a nobili motivazioni umanitarie, al rispetto di precisi principi teologici.....e invece...."follow the money".....

Un business, quello dell'accoglienza, che è, come disse uno dei protagonisti di Mafia Capitale, più lucroso del narcotraffico! I dati sono chiari: il 17% dei migranti accolti in Italia è "ospite" di strutture Caritas o comunque riconducibili alla Chiesa italiana, il 79% degli "ospiti" delle diverse Caritas (o realtà analoghe) beneficia dei famosi 35 euro al giorno versati dallo Stato all'ente che ne cura l'ospitalità. Se ne deduce dunque che circa 22.000 migranti sono "ospitati" in strutture della Caritas alla modica cifra di 35 euro al dì a testa.
I conti sono presto fatti: ogni anno lo Stato italiano versa alla CEI (attraverso la Caritas) la cifra enorme di più di 290 milioni di euro per la gestione dei migranti. Altri 5.000 immigranti vivono in strutture Caritas (o analoghe) mantenuti da fondi dell'8×1000.
Le Caritas diocesane risultano essere il primo soggetto aggiudicatario dei bandi per l'accoglienza dei migranti disposti a livello locale dalle prefetture; in ben 26 province l'accoglienza dei migranti è affidata alle strutture Caritas per circa 30 milioni di euro l'anno.
Se il governo Conte mettesse fine al business dell'immigrazione, la CEI e le diverse diocesi italiane si troverebbero di colpo private d'un immenso flusso di denaro e si troverebbero nella necessità di licenziare buona parte dei propri dipendenti. Ecco forse spiegato il motivo di tanto livore contro il ministro Salvini. Il sistema messo in piedi dai governi PD per gestire l'accoglienza degli immigrati ha generato interessi economici mostruosi trasformando geneticamente, ad esempio, le Caritas, divenute, in molti casi, cornucopie per le finanze diocesane.
Non sono poche le diocesi ove la locale Caritas, gestendo il business dell'accoglienza, si trova ad essere la prima realtà economica della diocesi. Tutto ciò ha snaturato gli enti caritativi, non più enti di spesa che donano gratuitamente per amore di Cristo il poco o molto che la generosità dei fedeli offre, ma vere imprese commerciali che fatturano milioni di euro (di denaro pubblico!) facendo da albergatori alle avanguardie dell'invasione islamica.
Tanta interessata e ben remunerata miopia si trasforma in odio quando qualcuno osa mettere in discussione il sistema che centinaia di milioni di euro ha sinora elargito. Confidiamo che il governo prosegua nella linea tracciata dal ministro Salvini portando a zero gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane, rimpatriando quanti giunti negli anni passati, scardinando il sistema lucroso dell'accoglienza e togliendo così a Coop e Caritas il vantaggiosissimo affare della gestione dell'accoglienza.
Avvenire, la CEI, Famiglia Cristiana, padre Spadaro strillerebbero ancor più forte, ma, al netto di urla e insulti, tutto ciò farebbe un gran bene alla Chiesa italiana liberandola da un business che ne corrompe sin le midolla. Non è forse persino blasfemo fatturare molti milioni di euro alloggiando immigrati a carico dello Stato (dei contribuenti italiani) e chiamare tutto ciò "Caritas"?
Ringraziamo il figliolo Nicodemo Graber.....
PREGHIAMO
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » sab ott 06, 2018 8:53 pm

Calano i migranti, la Ruah non rinnova i contratti agli operatori
di Redazione - 05 ottobre 2018

http://www.bergamonews.it/2018/10/05/ca ... ori/292748

Calano gli arrivi di migranti e profughi (lasciati – o respinti – sulla soglia del continente europeo) a seguito di nuove politiche migratorie sempre più restrittive, mentre il Governo prevede una drastica riduzione dei fondi destinati all’accoglienza: la conseguenza più immediata, anche nella provincia di Bergamo, è il rischio di perdere posti di lavoro. Lo denunciano, Fp-Cgil e Fisascat-Cisl di Bergamo dopo aver incontrato la cooperativa Ruah, che annuncia una “riorganizzazione” del personale.

“Mentre si riduce in maniera netta l’accoglienza a profughi, migranti e transitanti su tutto il territorio nazionale a seguito delle nuove politiche adottate dal Governo in carica e mentre si prevede la riduzione dei fondi ad essa collegata, si è giunti anche nella nostra provincia a una grave situazione di difficoltà delle realtà sociali che operano in questo settore” hanno spiegato poco fa Sara Pedrini Fp-Cgil e Alessandro Locatelli di Fisascat-Cisl di Bergamo.

“Abbiamo avuto un incontro con la cooperativa Ruah, operante prevalentemente nell’ambito dell’accoglienza dei migranti. Ci ha illustrato le difficoltà che ha dovuto affrontare negli ultimi mesi per il mantenimento dell’occupazione dei propri lavoratori”.

A fronte, infatti, sia della riduzione degli arrivi già in atto da qualche mese, sia delle scadenze a breve termine di appalti e convenzioni, che subiranno presumibilmente riduzioni se non addirittura mancati rinnovi per il taglio dei fondi, la cooperativa Ruah ha annunciato la necessità di una riorganizzazione interna: “Si parla della chiusura di alcune comunità di accoglienza entro la fine del 2018. Una – quella di Castione della Presolana – è già stata chiusa”, proseguono i due sindacalisti. “Verranno portati a scadenza i contratti di lavoro a tempo determinato senza successivo rinnovo, e verranno proposte ai lavoratori a tempo indeterminato sedi alternative”.

Dopo una fase di contrattazione, sindacati e Ruah sono giunti a un accordo sulla gestione iniziale della crisi: “Abbiamo concordato un Piano sociale che prevede un sostegno economico (rapportato all’anzianità di servizio e al contratto individuale) per i lavoratori interessati da questo mancato rinnovo contrattuale, nonché un’estensione del principio del diritto di priorità anche su eventuali nuove assunzioni a tempo determinato. La cooperativa si è impegnata a verificare con i propri lavoratori eventuali richieste di modifiche orarie o di riallocazione volontaria”.

“È purtroppo prevedibile – proseguono i sindacalisti – che nei prossimi mesi possa essere necessario per la cooperativa in questione, come per altre realtà operanti nello stesso settore, realizzare ulteriori azioni di questo genere. Abbiamo chiesto di concordare preventivamente qualunque altra azione o modifica si dovesse rendere necessaria. Aggiungiamo un’ultima considerazione: oltre ai posti di lavoro a preoccuparci è anche il livello di qualità dei delicati servizi di accoglienza e di integrazione: se davvero si registreranno i tagli annunciati, cosa ne sarà delle buone prassi sperimentate sul nostro territorio?”.



Alberto Pento
Cercarsi un'altro lavoro, veramente produttivo, non parassitario e che non danneggi i cittadini italiani ed europei.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » sab ott 06, 2018 8:57 pm

Favorire l'immigrazione e l'emigrazione clandestina è un crimine universale
viewtopic.php?f=194&t=2754
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » sab nov 10, 2018 9:08 pm

I preti contro il calo di migranti: "Ci saranno meno posti di lavoro"
Giorgia Baroncini - Sab, 10/11/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 00176.html



Dopo la stretta del Viminale, i vescovi e coop rosse accusano il ministro dell'Interno Salvini: "A rischio 18mila impieghi nei centri per rifugiati"

"La pacchia è finita", ha annunciato il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

E ora gli impiegati nei centri per rifugiati iniziano a tremare. Come riporta Libero, sono circa 36mila i posti di lavoro nell'azienda dell'accoglienza italiana: assistenti sociali, traduttori, avvocati, personale sanitario tra poco rimarranno senza impiego.

Così iniziano le prime proteste di sindacalisti e titolari di cooperative. Ai loro lamenti si unisce la Chiesa. Secondo quanto riporta il quotidiano, pochi giorni fa Avvenire aveva tuonato: "Meno accoglienza, meno buon lavoro. Molti giovani professionisti qualificati potrebbero perdere la loro occupazione".

Il "pacchetto sicurezza" del governo, oltre a ostacolare gli immigrati, prevede una stretta sulle spese sostenute dallo Stato con di diversi servizi di cui gli stranieri potevano usufruire. Il Viminale ha deciso di usare il pugno duro e non intende tornare indietro: via i corsi di formazione, le attività per il tempo libero, gli psicologi. Via soprattutto i "volontari". "Non rischia di essere cancellata solo l' accoglienza per i migranti, ma l'intera economia del paese, qui sono in gioco sessanta di posti di lavoro", ha dichiarato, Giuseppe Gervasi, vicesindaco di Riace.



Alberto Pento
Questi non sono posti di lavoro ma posti di parassiti che sottraggono risorse e lavoro vero.



Il falso lavoro è un furto legalizzato di stato, nuovo parassitismo, nuova opressione.
viewtopic.php?f=94&t=2525
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » gio dic 13, 2018 9:06 am

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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » gio dic 13, 2018 9:07 am

"Lucano lucrava sui migranti anche per ottenere voti"
Luca Fazzo - Sab, 08/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... Q2aadfyD_Y

Il Riesame sul sindaco di Riace: "Non può gestire denaro pubblico, viola la legge con naturalezza"

«Soltanto di Città Futura sono 100 voti, mi sono fatto un conto, tutti quelli che lavoriamo». Parola di Mimmo Lucano, sindaco di Riace divenuto un eroe dell'accoglienza prima e dopo l'arresto chiesto e ottenuto nei suoi confronti dalla Procura di Locri per una lunga serie di reati.

Dopo la revoca degli arresti domiciliari, Lucano si sta esibendo in una lunga serie di esternazioni. Ora la sentenza del tribunale di Reggio Calabria che gli ha revocato i domiciliari ma ha confermato la gravità delle prove contro di lui rivela aspetti inediti e sconcertanti della disinvoltura con cui il primo cittadino di Riace ha trasformato i fondi per l'accoglienza dei migranti in una formidabile macchina di consenso elettorale. I fini di Lucano saranno stati anche nobili, scrivono i giudici nella sentenza, ma intanto ha pensato anche e robustamente ai fatti propri: «Ad un certo punto ha perso la bussola ed il senso dell'orientamento della legalità, tanto da far prevalere sugli scopi e le ragioni umanitarie la voglia di apparire e di presentare all'esterno un sistema che era tutt'altro che perfetto» si legge nella sentenza firmata dal presidente della sezione, il giudice Tommasina Cotroneo.

Le motivazioni della sentenza erano state depositate già da settimane, ma i difensori di Lucano si erano ben guardati dal divulgarle: perché se da un lato trasformavano in un semplice divieto di dimora gli arresti domiciliari disposti a carico di Lucano, sancivano esplicitamente la gravità degli elementi d'accusa a carico del sindaco. E aggiungevano, come si scopre ora, nuovi dettagli oltre a quelli contenuti nell'ordinanza di custodia eseguita a suo carico all'inizio di ottobre. Ma ieri sera a divulgare l'ordinanza (che anche la magistratura reggina aveva rifiutato di rendere nota) provvedono due piccoli siti locali, ilDispaccio.it e laCnews24.it. E si capisce perché i legali di Lucano avevano evitato di far girare il documento.

«Lucano - scrive il tribunale - non può gestire la Cosa pubblica né gestire denaro pubblico mai ed in alcun modo. Egli è totalmente incapace di farlo e, quel che ancor più rileva, in nome di principi umanitari ed in nome di diritti costituzionalmente garantiti viola la legge con naturalezza e spregiudicatezza allarmanti». Dagli atti, scrive il giudice, emerge «un Lucano afflitto da una sorta di delirio di onnipotenza e da una volontà pervicace ed inarrestabile di mantenere quel sistema Riace rilucente all'esterno, ma davvero opaco e inverminato da mille illegalità al suo interno».

Nell'ordinanza vengono riportare intercettazioni inedite in cui si scopre che uno dei criteri impiegati da Lucano nel distribuire i fondi della accoglienza era la «redditività» in termini di voti. Lucano calcolava i voti «che gli sarebbero derivati dalle persone impiegate presso le associazioni e/o destinatarie di borse lavoro e prestazioni occasionali; persone, molte delle quali, inutili a fini lavorativi o addirittura non espletanti l'incarico loro affidato, sovrabbondanti rispetto ai bisogni, eppure assunte o remunerate anche in via occasionale per il ritorno politico-elettorale». In una conversazione registrata dalla Guardia di finanza di Locri, il sindaco è esplicito sino alla brutalità: «Devo vedere le elezioni comunali di Riace, l'integrazione dei rifugiati, hai capito in quale ottica ragiono io?».

I giudici si soffermano «sul brulicare di stratagemmi, emerso a piene mani dall'indagine, al fine di coprire i buchi contabili e giustificare le spese a seguito della chiesta rendicontazione da parte della Prefettura». E concludono: «Non può limitarsi il Lucano nel suo delirio di onnipotenza ed è per questo che è socialmente pericoloso e non gli può essere consentito di ricoprire cariche pubbliche e di gestire denaro pubblico».
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » gio dic 13, 2018 9:07 am

Falso e truffa allo Stato: indagato il prete dei migranti don Domenico Bedin e decine di cooperative rosse
11 dicembre 2018

https://fenicenews.wordpress.com/2018/1 ... tive-rosse

Mentre il capo della CEI Gualtiero Bassetti continua a difendere il business dell’accoglienza, a Ferrara è finito sul registro degli indagati per salse truffa allo Stato, il prete affarista don Domenico Bedin (nella foto). Insieme a lui sono indagati i responsabili di decine di cooperative rosse.

Criticità nella tenuta dei “presenziari” del 2018, ovvero dei registri in cui vengono annotate, giorno per giorno, le presenze nelle varie strutture di accoglienza e “unico documento utile per ottenere la liquidazione dei soldi pubblici” per il servizio reso. Ovvero discrepanze tra i presenti effettivi e quelli registrati e poi rendicontati per fatturare il servizio e ottenere il pagamento con fondi pubblici. È questo quello che cercano gli uomini della Guardia di Finanza estense – su delega del sostituto procuratore Andrea Maggioni – tra i documenti sequestrati alle 16 strutture oggetto di indagine per falso e truffa allo Stato.

L’origine dell’indagine. A far nascere i sospetti sono state le “criticità” riscontrate nel corso di un’altra indagine, a carico di Thomas Kuma Atongi e Nathalie Beatrice Djoum, presidente e vicepresidente della cooperativa Vivere Qui, che poi è stata estesa a tutte le realtà attive nell’accoglienza dei migranti tramite l’apposito bando dell’Asp, per verificare la corrispondenza tra gli ospiti giornalmente presenti e i 35 euro al giorno assegnati alle associazioni per ogni migrante accolto (in realtà 27,50 euro perché viene scalata la quota spettante all’Asp e il pocket money).

Le strutture indagate. Nel dettaglio le strutture sotto osservazione – che in totale al 3 ottobre ospitavano 910 richiedenti asilo – sono la coop Matteo 25 (il cui rappresentante legale è Ruggero Villani); la coop Ballarò di Palermo (Massimiliano Lombardo); la coop Un Mondo di Gioia di Padova (Antonietta Vettorato); la coop Meeting Point, l’associazione Nadiya e Viale K (legalmente rappresentate da don Domenico Bedin); la coop Airone (Angelo Lucio Bruno); la coop Camelot (Patrizia Bertelli); la coop Eccoci (Alessio Calzavara); la Onlus Amici della Caritas Ferrara-Comacchio (Paolo Falagusta); il gruppo locale Mons. F. Francesco (Silvano Bedin); l’associazione Accoglienza (Giorgio Lazzarato); l’agriturismo La Spagnolina (Antonio Calzavara); l’Opea don Calabria di Verona (Alessandro Padovani); il Centro Donna e Giustizia (Paola Castagnotto) e l’agriturismo La Torre del Fondo (Nicola Zamorani)

La ricostruzione della Guardia di Finanza. Nell’informativa che la Gdf ha consegnato alla procura, viene fatta una ricostruzione di come funziona in generale il sistema dell’accoglienza e di come funziona nello specifico a Ferrara, spiegando in particolare il passaggio dei fondi dal Ministero alla Prefettura, da questa all’Asp che poi li distribuisce a coop e associazioni. Le Fiamme Gialle fanno poi anche una cronistoria degli affidamenti dal 2014 ad oggi e al termine segnalano alla Procura l’opportunità di approfondire e effettuare controlli sulla regolare tenuta del “presenziario” per tutte le altre cooperative e associazioni che partecipano al sistema dell’accoglienza nella provincia e che al 3 ottobre di quest’anno contavano 910 richiedenti asilo ospitati. Un numero che forse è molto più importante di quello che sembra.

Il bando 2018 ‘dimenticato’. Nell’informativa si può notare un errore – o, quantomeno, un’imprecisione – nella ricostruzione degli affidamenti, relativo ai bandi 2017 e 2018, che forse, almeno per come appare impostata l’informativa, potrebbe essere all’origine dei sospetti della Guardia di Finanza. Secondo la Gdf il 19 marzo di quest’anno l’Asp avrebbe prorogato il bando precedente del 2017 fino a tutto il 2018. Nella realtà, nel 2018 l’Asp ha fatto un nuovo bando, e quella di marzo è l’approvazione della nuova graduatoria. Forse è un dettaglio di poco conto, forse no, dato che la Procura ha richiesto esplicitamente i “presenziari” proprio dell’anno 2018 e non degli anni precedenti. Proviamo a spiegare perché.

Un piccolo passo indietro. Tra il bando 2016 e quelli del 2017 e 2018 ci sono alcune differenze sostanziali. Nel 2016, ad esempio, il bando era da circa 5 milioni di euro ed era tarato esplicitamente per ospitare 542 migranti in arrivo (comunque passibile di variazione nel corso dell’anno). Nel 2017 la nuova gara, oltre a cambiare le modalità di esecuzione dei servizi (si prevedono più lotti e non un appalto unitario) e i soggetti che possono parteciparvi, prevede quasi il triplo dei fondi e non è più tarata esplicitamente su un numero di migranti previsto in arrivo (se non per il numero massimo strutturale di 1.500, come da convenzione Asp-Prefettura), ma dà solo conto del numero di ospiti presenti al momento della scrittura del bando stesso: 730 nei primi mesi del 2017.

Possibili problemi di interpretazione. Questo numero è letto dalla Gdf come “un incremento di ulteriori 188 migranti rispetto al precedente bando del 2016”, in realtà rappresenta una ricognizione della totalità (o quasi, visto che mancano alcune decine di migranti ospitati in strutture ricettive) dei migranti ospitati in quel momento. Questo perché il bando è strutturato (fin dal titolo) non solo per i nuovi arrivi, ma anche per gli ospiti già presenti (730). È una differenza sostanziale, dunque, che si ripete anche nell’anno 2018 con il nuovo bando che riporta il numero di ospiti presenti nelle strutture al momento della sua scrittura: 1.044 persone (più 125 nelle strutture alberghiere).

Tale ultimo numero non viene però preso in considerazione nell’informativa della Gdf, che dopo aver ribadito le “forti criticità” sulle corretta gestione del “presenziario”, e prima di suggerire approfondimenti, prosegue elencando proprio le strutture e il numero di ospiti che accolgono al 3 ottobre 2018: 910 persone. E allora è forse qui che nasce almeno una parte delle criticità segnalate, perché si tratta di un salto di 180 persone in più se la base è costituita dai 730 ospiti del 2017. Nella realtà, però, è un balzo all’indietro rispetto al dato fotografato nel bando 2018: a ottobre il numero di persone accolte da coop e associazioni è calato (da 1169 totali a 910). Se, dunque, risiedesse nella discrepanza tra bando 2017 e conteggio dell’ottobre 2018 una delle basi che fondano i sospetti di Procura e Fiamme Gialle sulla corretta fatturazione del servizio di accoglienza, sarebbe figlia di un equivoco. Ma sarà solo il prosieguo delle indagini a chiarire anche questo punto e a poter fare luce su tutto.
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Re: Tramaci poledeghi e economeghi so sta migrasion selvaja

Messaggioda Berto » ven dic 14, 2018 11:15 pm

Frode nella gestione dei centri profughi: 16 arresti a Catania
Emanuele Canepa - Mar, 11/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 14813.html

16 persone sono finite in manette per associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture e caporalato; tutti i reati sono stati commessi nella gestione di centri per migranti.

Frode nelle pubbliche forniture, associazione a delinquere, caporalato.

Questi i pesanti capi d'accusa coi quali sono finiti in carcere o ai domiciliari, 16 persone fra Catania e Gela, nell'ambito dell'operazione "balla coi lupi" coordinata dalla procura della Repubblica di Gela nell'ambito di indagini collegate alla procura di Catania.

Come riportato dalla cronaca locale, il business sembrerebbe concentrato nella gestione di diverse cooperative e associazioni dedite principalmente all'assistenza di minori extracomunitari non accompagnati. Lo scopo dell'associazione a delinquere era quella di accumulare profitti economici che venivano in seguito reinvestiti in altre attività imprenditoriali.

La gestione illecita dei centri finiva per compromettere la vista stessa all'interno delle strutture. I letti erano infestati dalle pulci, l'abbigliamento inadeguato alle stagioni climatiche, il cibo servito, spesso avariato. In alucne occasioni i criminali erano persino giunti a richieste estorsive in cambio di posti di lavoro.

Fra le cooperative coinvolte, non figurano solo quella direttamente connesse alla gestione dei migranti, ma anche società che fornivano assistenza ad anziani e disabili.

Pietro Marino Biondi e Gemma Iapichello, secondo la procura, sarebbero le persone che avrebbero dato vita al sistema criminale. I reati loro contestati sono fra l'altro aggravati a causa della condizione di minorata difesa dei soggetti coinvolti, nonché della giovane età e della condizione di stranieri. Fra gli imputati anche due funzionari dell'Inps.

La rete del malaffare e della corruzzione si autoalimentava anche tramite delle assunzioni nelle varie cooperative di parenti dei funzionari pubblici addetti al controllo sull'accoglienza dei migranti. Grazie a queste commistioni era possibile eludere sistematicamente i vari obblighi contrattuali stipulati con gli enti pubblici, ricevendo in anticipo segnalazioni in merito a eventuali controlli o ispezioni. Allo stesso medo venivano tralasciate le sanzioni in merito alle scarse condizioni igeniche o ai gravi metodi con i quali venivano trattati i minori: in questo modo ai ragazzini ospitati nei centri di accoglienza spesso finivano nel piatto gli scarti di cibo.

Disposto dunque il sequestro preventivo delle cooperative e delle associazioni connesse alla frode malavitosa per un valore patrimoniale di circa 3 Milioni di euro e un giro di affari di circa 20 Milioni.

Questi nel dettaglio i nomi coinvolti: nel carcere di Piazza Lanza di Catania sono finiti Pietro Marino Biondi, 62 anni, e Gemma Iapichello, 42 anni. Arresti domiciliari per Kasia Chylewska di 38 anni, Natale di Franca di 59 anni, Paolo Duca di 40, Clara Favatella di 36, Giuseppina Foti di 46, Alessandro Giannone di 35, Giuseppe Palumbo 61 anni, Liliana Pasqualino di 55 anni, Francesca Politi di 33 anni e Francesca Ventimiglia di 58 anni.
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