Il sud della penisola italica - i meridionali

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun feb 18, 2019 9:50 pm

Napoli, donna muore in ospedale: parenti assaltano il reparto e picchiano medici
18 Febbraio 2019

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... Sz3GEtERUQ

Il raid si è verificato nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale Sant'Anna e Santissima Maria della Neve di Boscotrecase. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, che stanno procedendo all’accertamento delle identità dei coinvolti. Dal canto loro, i parenti della donna hanno sporto denuncia in procura

Una loro parente è decedura in ospedale. E loro hanno assaltato la struttura sanitaria picchiando medici e infermieri. È quello che è successo nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale Sant’Anna e Santissima Maria della Neve di Boscotrecase, in provincia di Napoli. Alcune persone hanno picchiato il personale sanitario, danneggiando suppellettili e macchinari. Tutto per ”vendicare” la morte di una loro congiunta, deceduta a 55 anni dopo 4 giorni di ricovero. Sono intervenuti i carabinieri per riportare l’ordine e identificare gli autori dei danneggiamenti.

Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, che stanno procedendo all’accertamento delle identità dei coinvolti nel ”raid’’ avvenuto nel pomeriggio e denunciato dall’Asl Napoli 3 Sud. Dal canto loro, invece, i parenti della donna hanno sporto denuncia alla procura, che sul caso ha aperto un’inchiesta. La salma è stata sequestrata e trasferita all’obitorio di Castellammare di Stabia per eseguire l’autopsia disposta dai magistrati.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » gio mar 07, 2019 12:26 pm

Da Salerno falsi bidelli nelle scuole del nord
Ignazio Riccio - Mer, 06/03/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 57562.html

Avevano dichiarato di aver conseguito l’attestazione con il massimo dei voti, ma in realtà gli esami per ottenere il titolo di diploma di qualifica professionale non erano mai stati sostenuti.

È di nuovo polemica su alcuni bidelli di Salerno, accusati di aver falsificato i loro titoli di studio con l’avallo dei dirigenti scolastici.

Si tratta di un gruppo di collaboratori scolastici salernitani emigrati nelle scuole del nord, che hanno presentato negli istituti scolastici dove lavorano titoli completamente falsi, alcuni dei quali erogati da scuole non più autorizzate dal Ministero dell’Istruzione.

I titoli sono serviti per essere inseriti in graduatoria di terza fascia, per riuscire ad avere delle supplenze lunghe negli istituti scolastici. Sono circa 500 le segnalazioni effettuate dalle scuole del centro-nord che chiedono verifiche agli atti, di queste almeno 250 riguarderebbero collaboratori scolastici di Salerno.

Gli organi preposti stanno effettuando delle verifiche, per punire le anomalie. Tra le ipotesi di reato: la dichiarazione mendace e il falso ideologico. A gennaio scorso era esploso un altro scandalo a Salerno, dove diversi istituti paritari sono finiti al centro di un’indagine per produzione di documenti e titoli falsi e sono ora sotto indagine.

Alcune scuole paritarie salernitane avrebbero, infatti, prodotto e rilasciato centinaia di diplomi falsi a bidelli e personale di segreteria, che poi emigrava in gran parte al centro-nord, soprattutto in Veneto.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun mar 18, 2019 5:34 am

La banda dei giudici corrotti: sentenze vendute, depistaggi. La rete anche in Sicilia
2019/03/13

https://www.tp24.it/2019/03/13/rassegna ... JykCx4mqbU

Giustizia corrotta, ai massimi livelli. Con una rete occulta che corrode il potere giudiziario dall’interno, arrivando a minare i pilastri della nostra democrazia. Un’inchiesta delicatissima, coordinata dalle Procure di Roma, Messina e Milano, continua a provocare arresti, da più di un anno, tra magistrati di alto rango. Non si tratta di casi isolati, con la singola toga sporca che svende una sentenza. L’accusa, riconfermata nelle diverse retate di questi mesi, è molto più grave: si indaga su un sistema di contropotere giudiziario, con tutti i crismi dell’associazione per delinquere, che si è organizzato da anni per avvicinare, condizionare e tentare di corrompere un numero indeterminato di magistrati. Qualsiasi giudice, di qualunque grado.

Al centro dello scandalo ci sono i massimi organi della giustizia amministrativa: il Consiglio di Stato e la sua struttura gemella siciliana. Sono giudici di secondo e ultimo grado: decidono tutte le cause dei privati contro la pubblica amministrazione con verdetti definitivi (la Cassazione può intervenire solo in casi straordinari). Molti però non sono magistrati: vengono scelti dal potere politico. Eppure arbitrano cause di enorme valore, come i mega-appalti pubblici. Interferiscono sempre più spesso nelle nomine dei vertici di tutta la magistratura, che la Costituzione affida invece al Csm. Possono perfino annullare le elezioni. L’indagine della procura di Roma ha già provocato decine di arresti, svelando storie allucinanti di giudici amministrativi con i soldi all’estero, buste gonfie di contanti, magistrati anche penali asserviti stabilmente ai corruttori, giri di prostituzione minorile e sentenze svendute in serie, «a pacchetti di dieci». Con tangenti pagate anche per annullare il voto popolare. Un attacco alla democrazia attraverso la corruzione.

L’antefatto è del 2012: un candidato del centrodestra in Sicilia, Giuseppe Gennuso, perde le elezioni per 90 preferenze e contesta il risultato, avvelenato da una misteriosa vicenda di schede sparite. In primo grado il Tar boccia tutti i ricorsi. Quindi il politico siciliano, secondo l’accusa, versa almeno 30 mila euro a un mediatore, un ex giudice, che li consegna al presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, Raffaele Maria De Lipsis. Che nel gennaio 2014 annulla l’elezione e ordina di ripetere il voto in nove sezioni dei comuni di Pachino e Rosolini: quelle dove è più forte Gennuso. Che nell’ottobre 2014 conquista così il suo seggio, anche se ha precedenti per lesioni, furto con destrezza ed è indiziato di beneficiare di voti comprati. Il politico respinge ogni accusa. Che oggi risulta però confermata dalle confessioni di due potenti avvocati siciliani, Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nel febbraio 2018 come grandi corruttori di magistrati.

L’esistenza di una rete strutturata per comprare giudici era emersa già con le prime perquisizioni. Nel luglio 2016, in casa di un funzionario della presidenza del consiglio, Renato Mazzocchi, vengono sequestrati 250 mila euro in contanti e una copia appuntata di una sentenza della Cassazione favorevole a Berlusconi sul caso Mediolanum. Altre indagini portano a scoprire, come riassume il giudice che ordina gli arresti, «un elenco di processi, pendenti davanti a diverse autorità giudiziarie», con nomi di magistrati affiancati da cifre. Uno di questi è Nicola Russo, presidente di sezione del Consiglio di Stato, nonché giudice tributario. Quando viene arrestato, nella sua abitazione spuntano atti di processi amministrativi altrui, chiusi in una busta con il nome proprio di Mazzocchi. Negli stessi mesi Russo viene sospeso dalla magistratura dopo una condanna in primo grado per prostituzione minorile. Oggi è al secondo arresto con l’accusa di essersi fatto corrompere non solo dagli avvocati Amara e Calafiore, ma anche da imprenditori come Stefano Ricucci e Liberato Lo Conte. Negli interrogatori Russo conferma di aver interferito in diversi processi di altri giudici, su richiesta non solo di Mazzocchi, ma anche di «magistrati di Roma» e «ufficiali della Finanza». Ma si rifiuta di fare i nomi. Per i giudici che lo arrestano, la sua è una manovra ricattatoria: l’ex giudice cerca di «controllare questa rete riservata» di magistrati e ufficiali «in debito con lui per i favori ricevuti».

Anche De Lipsis, per anni il più potente giudice amministrativo siciliano, ora è agli arresti per due accuse di corruzione. Ma è sospettato di aver svenduto altre sentenze. La Guardia di Finanza ha scoperto che la famiglia del giudice ha accumulato, in dieci anni, sette milioni di euro: più del triplo dei redditi ufficiali. Scoppiato lo scandalo, si è dimesso. Ma anche lui ha continuato a fare pressioni su altri giudici, che ora confermano le sue «raccomandazioni» a favore di aziende private come Liberty Lines (traghetti) e due società immobiliari di famiglia dell’avvocato Calafiore, che progettavano speculazioni edilizie nel centro storico di Siracusa (71 villette e un ipermercato) bocciate dalla Soprintendenza.

L’inchiesta riguarda molti verdetti d’oro. Russo è accusato anche di aver alterato le maxi-gare nazionali della Consip riassegnando un appalto da 338 milioni alla società Exitone di Ezio Bigotti e altri ricchi contratti pubblici all’impresa Ciclat. Per le stesse sentenze è sotto inchiesta un altro ex presidente di sezione del Consiglio di Stato, Riccardo Virgilio: secondo l’accusa, aveva 751 mila euro su un conto svizzero. Per ripulirli, il giudice li ha girati a una società di Malta degli avvocati Amara e Calafiore.

Tra gli oltre trenta indagati, ma per accuse ancora da verificare, spicca un altro presidente di sezione, Sergio Santoro, ora candidato a diventare il numero due del Consiglio di Stato.

A fare da tramite tra imprenditori, avvocati e toghe sporche, secondo l’accusa, è anche un altro ex magistrato amministrativo, Luigi Caruso. Fino al 2012 era un big della Corte dei conti, poi è rimasto nel ramo: secondo l’ordinanza d’arresto, consegnava pacchi di soldi alle toghe sporche ancora attive. Lavoro ben retribuito: tra il 2011 e il 2017 l’ex giudice ha versato in banca 239 mila euro in contanti e altri 258 mila in assegni.

Amara, come avvocato siciliano dell’Eni, è anche l’artefice della corruzione di un pm di Siracusa, Giancarlo Longo, che in cambio di almeno 88 mila euro e vacanze di lusso a Dubai aprì una fanta-inchiesta giudiziaria ipotizzando un inesistente complotto contro l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi. Un depistaggio organizzato per fermare le indagini della procura di Milano sulle maxi-corruzioni dell’Eni in Nigeria e Congo. Dopo l’arresto, Longo ha patteggiato una condanna a cinque anni. Ma la sua falsa inchiesta ha raggiunto il risultato di spingere alle dimissioni gli unici consiglieri dell’Eni, Luigi Zingales e Karina Litwak, che denunciavano le corruzioni italiane in Africa.

Nella trama entra anche il potere politico, proprio per i legami strettissimi tra Consiglio di Stato e governi in carica. Giuseppe Mineo è un docente universitario nominato giudice del Consiglio siciliano dalla giunta dell’ex governatore Lombardo. Nel 2016 vuole ascendere al Consiglio di Stato. A trovargli appoggio politico sono gli avvocati Amara e Calafiore, che versano 300 mila euro al senatore Denis Verdini, che invece nega tutto. L’ex ministro Luca Lotti però conferma che proprio Verdini gli chiese di inserire Mineo tra le nomine decise dal governo Renzi. Alla fine il giudice raccomandato perde la poltrona solo perché risulta sotto processo disciplinare per troppi ritardi nelle sue sentenze siciliane.

Tra i legali ora indagati c’è un altro illustre avvocato, Stefano Vinti, accusato di aver favorito un suo cliente, l’imprenditore Alfredo Romeo, con una tangente mascherata da incarico legale: un “arbitrato libero” (un costoso verdetto privato) affidato guarda caso al padre del solito Russo. Proprio lui, l’ex giudice che sta cercando di usare lo squadrone delle toghe sporche, ancora ignote, per fermare i magistrati anti-corruzione.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun apr 15, 2019 9:51 pm

Mutilavano arti e rompevano ossa per intascare i soldi delle assicurazioni, 42 arresti
15 aprile 2019

https://notizie.tiscali.it/cronaca/arti ... ne-palermo


Gli individui compiacenti erano scelte tra le persone più povere, che, per poche decine di euro, si facevano rompere braccia e gambe. C'è anche un morto tra le vittime dell'organizzazione criminale

Mutilavano arti e rompevano ossa per intascare i soldi delle assicurazioni, 42 arresti

Per pochi soldi erano disposti a tutto, anche a prestarsi come vittime di falsi incidenti, arrivando perfino a gravissimi danni fisici come mutilazione degli arti e fratture. Ma qualcosa nella maxi truffa ai i danni delle assicurazioni a Palermo è andato storto tanto che ci è scappato il morto. Gli agenti della squadra mobile di Palermo, la guardia di finanza e la polizia penitenziaria hanno fermato 42 persone. Tra questi anche un avvocato palermitano che curava la parte legale di molti dei falsi sinistri. Centinaia gli indagati.


La truffa

Secondo l’accusa i membri dell’organizzazione criminale inscenavano finti incidenti stradali con gravi danni fisici per le vittime. Le accuse sono truffa, estorsione, associazione a delinquere. Le vittime erano scelte tra le persone più povere, che, per poche decine di euro, si facevano letteralmente spaccare le ossa, facendosi rompere braccia e gambe. Offrivano 300 euro per una gamba da fratturare, quattrocento per un braccio. “Non sentirai niente”. Invece, utilizzavano spranghe, dischi di ghisa, blocchi di cemento e anestetici di scarsa qualità. Poi, entravano in gioco medici e consulenti compiacenti che perfezionavano la truffa.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun giu 17, 2019 3:13 pm

Titoli studio falsi, indagati 25 docenti
(ANSA) - COSENZA, 14 GIU -
14 giugno 2019

https://va.news-republic.com/a/67023237 ... 3988384777

La Procura di Cosenza ha emesso un avviso di conclusione indagine nei confronti di 25 insegnanti che avevano avuto accesso alla professione presentando titoli di studio falsi. I provvedimenti sono stati notificati dai carabinieri della Compagnia di Cosenza tra le province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì-Cesena. Gli insegnanti sono indagati, a vario titolo, per falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa da privato in concorso, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Il "diplomificio" è stato scoperto dai carabinieri in casa di un pensionato 69enne di Mangone dove hanno trovato computer, stampanti e materiale informatico, nonché copie cartacee di diplomi già falsificati.

Una indagata ha riferito che l'uomo, tramite un intermediario, avrebbe chiesto 3.000 euro in cambio del titolo falso.

L'inchiesta, condotta in sinergia con gli Usr-Atp italiani, ha portato all'allontanamento di molti degli insegnanti coinvolti.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » ven ago 02, 2019 8:02 am

SIGNOR CONTE, IL SUD È MENO CIVILE E MENO OPEROSO. SE NE FACCIA UNA RAGIONE
di STEFANO BISOGNI
22 luglio 2019

https://www.miglioverde.eu/signor-conte ... -3-FfyQDgw

Sono un indipendentista da poco diventato Veneto da 3 anni. Prima abitavo a Milano.
Ecco, la mia risposta alla lettera di Giuseppe Conte e alle sue innumerevoli balle:

Signor Conte, facciamo il punto con i dati di cronaca:
1) Recentemente è risultato che l’Italia è all’ultimo posto in europa per l’istruzione. Eppure abbiamo più insegnanti (80% meridionali) per studente di qualsiasi paese europeo.
2) Le aziende impiantate al sud tramite passate politiche industriali costosissime, stanno chiudendo o si trasferiscono altrove.
3) Regioni come Lombardia e Veneto in primis hanno una eccedenza di Pil dovuta soprattutto alla loro operosità e voglia di fare nonostante che non vi siano i soldi per fare molte più infrastrutture di quelle in essere.
4) Lo stato, popolato principalmente da operatori del sud in tutte le sue aree, è vecchio, inefficiente, costoso, corrotto e sempre meno amato dai cittadini del nord che lavorano e producono. Eppure con riforme anche tecnologiche si potrebbe fare a meno del 60% dell’impiego pubblico e para-pubblico, consentendoci così di ripagare il debito pubblico nel giro di pochi anni.
5) La sanità è una eccellenza a macchia di leopardo… si, ma le macchie diventano una tinta unita al nord che funziona anche da sanità per il sud.
6) I dati dell’evasione fiscale ci parlano di un sud che evade molto d più che il nord non solo in percentuale ma anche in valore assoluto. Eppure qua si fanno accertamenti più volte all’anno bloccando l’attività delle aziende interessate (ormai pronte ad accogliere i finanzieri con faldoni, relazioni e consuntivi preimpostati).
7) La disoccupazione passiva (che non cerca lavoro) è al 90% al sud e al 4% al Nord. Sarà un fatto culturale?
8) I titoli di studio del sud nella maggioranza dei casi non rappresentano l’effettiva preparazione dei candidati alla ricerca di lavoro (personalmente parlo di informatica e di industria 4.0, ma penso valga anche in altri settori).
9) Stendiamo un velo pietoso sulla densità di criminalità leggera e pesante… la cronaca parla quasi sempre del sud.
10) Falsi invalidi… mi riferisco alle percentuali pubblicate ovunque e che mostrano una quantità fortemente superiore di falsi invalidi al sud e poche unità al Nord. Anche gli invalidi non accertati sono molti di più al sud che non al Nord.
11) Pensioni non dovute… se dovessimo rifare il calcolo delle pensioni erogate al sud secondo i parametri attuali, ci accorgeremmo che prendono troppo e non hanno quasi contribuito.
12) Igiene urbana e territoriale… bastano le foto satellitari con determinati filtri per vedere che il sud è una discarica a cielo aperto, anche di rifiuti industriali portati anche dal Nord al sud. Ma ricordo che le aziende del Nord pagavano un normale smaltimento ad aziende del sud a norma di legge. Peccato che queste aziende del sud disperdessero i materiali industriali nel territorio al sud non nelle discariche.
E quanto ce ne sarebbe da scrivere.
A Lombardia e Veneto non basterà l’autonomia, servirà più che altro l’indipendenza dall’Italia che troppo sfrutta e deride l’operosità delle genti di queste regioni.
Comunque non si preoccupi, se ne sono accorte anche aree produttive del nord d’Europa, degli Usa e della Russia che Lombardia e Veneto sono aree da ‘acquistare’ in barba a commi sciocchi della costituzione, come l’indivisibilità del territorio. È un comma che non tiene conto della storia e del suo mutare.
Se ne faccia una ragione, siamo diversi, siamo più civili e operosi… lo dice la realtà dei numeri e dei fatti. Che lei conceda o non conceda l’autonomia poco importa. Le diversità marcate ogni giorno scavano un solco incolmabile.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » ven ago 02, 2019 8:03 am

Il Regno del Sud è con Salvini
Marcello Veneziani
Panorama, n.7 2019

http://www.marcelloveneziani.com/artico ... NRmj468JEc

Benvenuto a Sud. Sembra un film surreale e invece la storia si sta avverando. Matteo Salvini verrà incoronato Re del Sud fin dalle Europee di primavera? Finora raccoglieva simpatie, pacche sulle spalle e folle di curiosi, promesse di consensi. Ora, con la conquista dell’Abruzzo la passione meridionale per la Lega non è più una diceria ma una realtà certificata. Salvini ha cominciato dall’Abruzzo la conquista del sud. E il sud si appresta a spalancargli le porte e a incoronare la Lega come primo partito.

È una novità con triplice salto: dopo aver voltato le spalle al ceto politico meridionale della prima repubblica, e dopo la stagione berlusconiana più An, il sud volta ora le spalle all’ultimo impresario della protesta, il Movimento 5Stelle, e apre le porte al nemico padano di ieri, l’ammazzaterroni. Come si può spiegare questo cambiamento così radicale? È solo un’infatuazione passeggera, un fenomeno di illusionismo mediatico che colpisce un elettorato psicolabile, spaesato, cangiante?

Di sovrani e conquistatori venuti dal nord e accolti con entusiasmo dalle genti meridionali sono pieni i secoli andati. Quel sud che rifiutò la conquista piemontese, che rimpiangeva i Borbone e rigettava la dinastia subalpina che parlava francese, alla fine restò fedele ai Savoia al punto che a sud, al referendum, vinse la monarchia contro la repubblica.

Oggi il sud vive uno svuotamento senza precedenti. Figli ne nascono perfino meno che a nord, i ragazzi vanno via dal sud a studiare o a lavorare, i genitori cadono in depressione o a volte li seguono per accudire i nipoti. Restano i vecchi, i migranti, il vuoto. E le mafie, anch’esse però in parte emigrate. Il sud fa poca impresa, non fa storia, non fa opinione. Non produce cultura: un tempo sfornava “intellettuali della Magna Grecia”; ora manco quelli. Con la seconda repubblica non espresse più leadership nazionali. Ora, invece, per una coincidenza di fattori, abbiamo un presidente della repubblica siciliano, un premier pugliese, un vicepremier e capo dei 5Stelle campano e un presidente della Camera napoletano. Non accadeva da decenni. L’anno scorso il sud ha tributato ai 5Stelle un consenso popolare che nemmeno la Dc dei tempi migliori… Un mix di protesta e di aspettative, diciamo un voto contro il potere e per il reddito di cittadinanza. Il sud aveva ritrovato i Tre d’a chiazze, gli storici tribuni della plebe che occupavano a Napoli i sedili del popolo: il Masaniello-sindaco – l’ex magistrato Luigi De Magistris – il Masaniello-leader – il guaglione Luigi Di Maio – e il Masaniello di Montecitorio, il tardo-giacobino Roberto Fico. Il resto del paesaggio al potere è targato Pd, Sicilia a parte; il più a destra è il governatore Vincenzo De Luca.

Ma, a giudicare dai sondaggi, dall’aria che si respira, dal voto in Abruzzo, il sud sta archiviando anche quest’ultima stagione e sta imboccando un’altra strada: quella di Salvini. Cosa sta succedendo, cosa si aspettano dalla Lega?

La prima cosa da notare è che il consenso alla Lega rispecchia quello nazionale. Il sud stavolta non vota diversamente dal nord e dal centro, è al loro passo. Evidentemente la percezione della realtà e della politica è comune. Ma questa conformità si rispecchia anche nei contenuti. Il sud non chiede alla Lega un trattamento da meridione, non solleva la questione meridionale ma la questione nazionale riguardo all’Europa e riguardo agli sbarchi dal sud del mondo. E Salvini non promette vantaggi particolari al sud, leggi speciali, aiuti ad personam, come i redditi di cittadinanza. Il suo messaggio diretto è sicurezza, prima gli italiani, prima il popolo, stop ai migranti che premono dal basso e ai potentati che opprimono dall’alto, tutela dei confini, opere pubbliche, cantieri. Salvini appare poi colui che difende il senso religioso, la sovranità nazionale e la famiglia nell’epoca global del politically correct. Ai tempi di Bossi la lega tentò lo sbarco al sud ma promettendo un’alleanza antiunitaria contro Roma. Stavolta il richiamo è opposto.

Il messaggio di Salvini attecchisce a sud, al suo antico populismo reazionario e modernista, qualunquista e monarchico, anti-sistema ma non anti-Stato e alla sua antica anima di destra, quella destra di popolo che fu di Lauro e di Almirante o che pur votando per la Dc era cattolico-nazionale, anticomunista, conservatore e tradizionalista. Rispetto al movimento 5stelle, la Lega appare un ritorno alla realtà, alle radici nazionali e popolari ma al tempo stesso sposando lo sviluppo e non la decrescita, come i grillini. E, a sorpresa, non si annuncia alcuna promessa di clientelismo, come è per certi versi il reddito grillino che rischia di diventare un boomerang, perché la platea degli inclusi sarà inferiore a quella degli esclusi che nutrono aspettative; e questa delusione genera contraccolpi, ripicche e rivolte. A sud, a parte le guapparie di alcuni sindaci, come Leoluca Orlando, de Magistris e Mimmo Lucano, l’opposizione più forte alla Lega arriva da due campi opposti: la fiction sulla malavita organizzata e la malavita stessa. La prima con Roberto Saviano ma anche con Andrea Camilleri-Montalbano, allestisce paranze per sbarcare i migranti (più il vate radicale Erri de Luca). La malavita, a sua volta, diffida di tutto ciò che non controlla, con cui non ha stretto patti e non ha aderenze territoriali o agganci parentali; e poi la Lega si presenta come il partito dell’ordine e della polizia.

Il primo vero scoglio nell’idillio tra Sud e Salvini è la promessa di autonomia fatta alle regioni del nord. Al sud come la prenderanno? Finora non male, ma non sappiamo poi – se e quando il progetto si farà realtà – saranno ancora della stessa idea. Intanto l’amore è sbocciato e va da Napoli a Bari, dall’Abruzzo alla Sicilia. Non solo Salvini, ma anche il sud cambia gioco.


Michele de Caro

In 70 anni che abbiamo dato fiducia ai Politici Meridionali questi ci hanno fatto sprofondare completamente nel baratro : oppressi dalle tasse di Roma, testa della piovra mafiosa, e da una burocazia meridionale ignorante e arrogante e forse la peggiore del mondo senza mai un' agevolazione per lo sviluppo ma solo elemosine per ricottari e pigri, costretti a vedere i figli che scappano al Nord o all Estero per un lavoro che faccia assaporare anche un po' di dignita' e magari poi a raggiungerli per vedere i nipoti prima di morire
E tutto cio' mentre i nostri Politici pensavano solo ad "impostare" i loro figli e quelli di parenti ed amici
E alla gran massa delle genti del Sud hanno lasciato solo i mestieri di "guardia o ladro"
No la salvezza del Sud non verra' mai da un Politico del Sud
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