Non deprediamo,non uccidiamo i nostri figli, la nostra gente

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Messaggioda Berto » gio ago 02, 2018 7:12 am

Profumi e soldi dagli immigrati. E la funzionaria regalava la cittadinanza
Aurora Vigne - Mer, 01/08/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 60719.html

Nuovi dettagli sull'indagine in corso a Reggio Emilia. Al momento sono 35 le pratiche per l'ottenimento della cittadinanza per le quali è stato provato il metodo corruttivo.

Prendeva mazzette dagli immigrati per velocizzare loro le pratiche per l'ottenimento della cittadinanza.

Ma Sonia Bedogni, funzionaria dello sportello immigrazione delle Prefettura di Reggio Emilia, è stata incastrata dalla testimonianza di uno stagista. Come riporta la Gazzetta di Reggio, l'inchiesta conta per ora sette indagati tra corrotti, intermediari e privati corruttori.

Ma la vera protagonista sembra essere al momento proprio la funzionaria reggiana che, chiedendo in cambio regali e mazzette, avrebbe velocizzato le pratiche delle richieste di cittadinanza a diversi stranieri. In totale, sono al momento 35 le pratiche per le quali è stato provato il metodo corruttivo.

L'indagine da parte della polizia di Stato era partita nel 2016 in seguito ad alcune voci di corridoio. La svolta, però, è arrivata solo grazie alle intercettazioni video e al racconto di un ragazzo che lavorava all'interno della Prefettura.

Sempre come riporta il quotidiano reggiano, lo stagista ha portato all'attenzione il caso di un suo amico cinese la cui pratica di richiesta della cittadinanza era ferma da sette anni. Passa un breve periodo di tempo e voilà: la cittadinanza dell'amico arriva.

Per farlo, confida la funzionaria allo stagista, ha dovuto però scavalcare ben 400 pratiche. E cos'ha ottenuto la donna? Una bottiglietta di Chanel numero 5. A quel punto il neo cittadino italiano chiede una "mano" anche per la moglie che, dopo aver consegnato una mazzetta da 1000 euro alla funzionaria, otterrà anche lei la cittadinanza.

L'indagine, comunque, deve ancora fare luce su molti aspetti della vicenda. Quello che ancora non è chiaro, tra l'altro, è che cosa ne sarà di queste cittadinanze ottenute con il metodo corruttivo.


Alberto Pento
Questa è una criminale che sperpera e ruba i beni degli italiani; la cittadinanza dovrebbe essere un bene civile da trattare con il massimo rispetto. Questa demente irresponsabile va processata e condannata per corruzione, furto aggravato, per tradimento civile, ... e va sospesa dal lavoro e a condanna avvenuta licenziata.
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Messaggioda Berto » dom set 02, 2018 5:37 pm

Parroco denuncia i migranti per occupazione della chiesa
Francesca Bernasconi - Sab, 01/09/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 70287.html

Don Angelo Bettoni, 78 anni, parroco della chiesa di Claviere, un piccolo Comune in provincia di Torino, ha denunciato i migranti che hanno occupato il salone della chiesa. Chiede un'indagine per invasione di edificio altrui e danneggiamento, dato che i migranti hanno rovinato parte della struttura.

Il parroco aveva percepito l'arrivo dei migranti, in fuga verso le Francia ma respinti dalla dendarmerie, come un'irruzione: già il giorno dopo l'occupazione, il 23 marzo, aveva commentato il loro arrivo con un: "Se si fossero comportati così a casa loro...". Ma oltre al fastidio dell'occupazione, ci sarebbero stati anche altri screzi tra don Angelo e i migranti: il sacerdote, infatti, aveva richiesto di portare fuori dalla chiesa dei pali che servivano per appendere uno striscione, ma gli occupanti avevano risposto con un secco "no". Inoltre sembra che i migranti abbiano anche danneggiato alcune parti della chiesa. Dalle parole, il parroco è allora passato ai fatti, presentando denuncia per invasione di edificio altrui e danneggiamento, come riportato dal Corriere della Sera. La denuncia sarebbe il presupposto giuridico necessario per operare uno sgombero, ipotesi abbastanza remota.

Ma oltre ai migranti, la chiesa diventata ormai un centro sociale è stata invasa anche dagli anarchici, che dal giorno dell'occupazione non hanno mai abbandonato il luogo. La tensione a Claviere è alta ed è destinata a salire, in previsione del "campeggio itinerante passamontagna", che si svolgerà dal 19 al 23 settembre, che ha lo scopo di accogliere un dibattito tra antagonisti francesi e italiani. Su questi episodi e sul clima creatosi nel piccolo Comune sta lavorando la digos di Torino.
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Messaggioda Berto » sab dic 22, 2018 9:57 pm

L'Europa affonda le Ong: "Finanziate per 5 miliardi. Ma manca trasparenza"
Antonella Aldrighetti - Sab, 22/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 20191.html

La Corte dei conti Ue bacchetta la Commissione: "Sistema inaffidabile, fondi spesi non si sa come"

Che la Commissione europea avesse una propensione speciale per le Ong era già abbastanza palese, ma che addirittura eludesse il rispetto delle regole base sulla trasparenza era difficile da prevedere.

E invece è proprio sulla mancanza di trasparenza nella destinazione dei fondi alle organizzazioni no profit che si sofferma la Corte dei conti europea che, nel ruolo che gli compete, ossia di revisore esterno indipendente dell'Ue, bolla con una sonora bacchettata l'organo esecutivo. I contabili di Lussemburgo (è qui che la Corte ha la propria sede), tutelando gli interessi dei contribuenti dell'Unione sottolineano con un esplicito documento formale che «i dati raccolti sui fondi Ue impiegati dalle Ong non sono uniformi e che la Commissione non dispone di informazioni complete, specie per le reti di organizzazioni internazionali e per progetti a gestione indiretta, per i quali la mancanza di informazioni disponibili ostacola i controlli sulle spese». Ma la disamina dei calcoli non si ferma qui. Anzi.

Secondo la Corte dei conti «il sistema attualmente utilizzato per classificare le organizzazioni come Ong non è affidabile e la Commissione non dispone di informazioni sufficientemente dettagliate su come viene speso il denaro». Nel mirino dei giudici contabili ci sono i documenti di spesa per 11 miliardi e 314 milioni di euro che tra il 2014 e il 2017 la Commissione ha erogato ai progetti delle realtà no profit di cui esplicitamente ben 5,4 miliardi destinati agli aiuti umanitari del continente africano, allo sviluppo di quelle popolazioni disagiate, alla protezione dell'ambiente e alla ricerca nel sud del mondo. Ma proseguendo nella considerazione dei carteggi emerge pure una forte sferzata all'Onu: la Corte osserva che la situazione appare ancora più grave nei casi in cui i fondi europei sono erogati tramite organismi delle Nazioni unite.

Nello specifico si legge che «nel settore delle azioni esterne, la Commissione dovrebbe migliorare la tracciabilità dei fondi identificando nei propri sistemi le entità che effettivamente attuano le azioni finanziate e, nel caso di progetti a gestione indiretta attuati tramite organismi delle Nazioni unite, verificare che siano fornite sufficienti informazioni sui costi indiretti dichiarati per le Ong finanziate. In questo modo sarebbe possibile valutare i costi dichiarati da tutte i partecipanti all'attuazione dei piani di lavoro». Considerazioni che fanno riflettere su quanto e come le organizzazioni non governative si potrebbero gonfiare il portafoglio facilmente visto che non c'è un vero e proprio controllo di fatture, a differenza invece dei progetti europei dove un'azienda privata o un professionista per ottenere il finanziamento aggiudicato deve certificare fino all'ultimo centesimo. Ed è qui che i contabili europei puntano l'indice su un fenomeno conosciuto come quello dei due pesi e due misure.

Perché stando al resoconto pubblicato dalla magistratura lussemburghese si deve partire facendo chiarezza sul ruolo e sulla classificazione delle organizzazioni non governative. Infatti sono state riscontrate delle incongruità nella classificazione delle Ong da parte dei diversi enti e direzioni generali della Commissione stessa. Ed è proprio da questi primi passaggi, smaccatamente errati, che discenderebbe la gestione scorretta dei fondi erogati e non puntualmente controllati nei percorsi di impiego.
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Messaggioda Berto » gio gen 03, 2019 7:25 pm

Addio al business dell'accoglienza. E le cooperative sono costrette a chiudere
Federico Garau - Gio, 03/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 23893.html

Dopo Trento, anche dalla provincia di Rovigo arrivano le prime voci di dissenso contro gli effetti del Decreto sicurezza: trovandosi senza fondi, molte coop saranno costrette a chiudere o ad effettuare importanti tagli del personale. Rappresentanti Cgil: “Alimentata voragine della disoccupazione”

Mentre imperversa lo scontro fra il ministro Salvini ed i sindaci ribelli, anche i centri d’accoglienza, che vedono ridurre drasticamente il numero di stranieri all’interno delle loro strutture, si uniscono alle voci di dissenso contro le nuove norme vigenti.

Un caso emblematico è quello di Rovigo, dove nei prossimi mesi gli effetti del Decreto sicurezza porteranno ad un ingente numero di licenziamenti. Gran parte del personale impiegato nelle cooperative non sarà più necessario, considerata l’evidente diminuzione di richiedenti asilo.

Dopo Trento, dunque, anche dalla zona del Polesine cominciano ad arrivare le dure condanne dei sindacati, che accusano il governo giallo-verde di stare creando nuovi disoccupati.

Col restringimento dell’accoglienza, le casse dei centri saranno sempre più vuote, di conseguenza si renderanno necessari dei tagli che colpiranno tantissimi dipendenti. Qualche struttura più grande resterà mentre altre, invece, saranno destinate a chiudere. Del resto, nel territorio in esame, sono presenti all’incirca 400 richiedenti asilo.

Le organizzazioni sindacali rivolgono quindi tutte le loro preoccupazioni nei confronti di quei lavoratori che fino ad oggi hanno prestato servizio nei 7 centri d’accoglienza della provincia. Invocano una soluzione e decidono di rivolgersi direttamente al prefetto. “Assieme alla Cisl abbiamo chiesto un incontro urgente al prefetto Maddalena De Luca vista la situazione d’emergenza che si verrà a creare nei prossimi mesi sul fronte occupazionale. La nuova riorganizzazione decisa dal Governo avrà infatti conseguenze disastrose, non solo nella gestione dell’immigrazione, ma determinerà la morte di decine di posti di lavoro”. Questa la dichiarazione dei rappresentanti Cgil Piero Colombo e Davide Benazzo, riportata da “Il Resto del Carlino”. “Circa una sessantina di persone, per lo più giovani, perderanno, dopo anni di lavoro nel settore dell’accoglienza, la loro occupazione, alimentando la voragine della disoccupazione giovanile in provincia di Rovigo”.

Ed i tagli del Governo, in effetti, sono stati tanti. Molti servizi, un tempo garantiti agli ospiti dei centri, sono stati aboliti o ridotti. Si parla, ad esempio, del sostegno psicologico ai soggetti vulnerabili, l’educazione e l’insegnamento della lingua, le pulizie e la manutenzione delle strutture (in alcune abitazioni agli stranieri verrà distribuito il materiale necessario per provvedere da soli all’igiene), biglietti gratuiti per i mezzi pubblici, servizio mensa (alcuni centri potranno fornire solo la spesa), formazione professionale ed altro ancora.

A tremare maggiormente, nella zona di Rovigo, la cooperativa “Porto Alegre”, dove hanno trovato impego sessanta persone. “Figure professionali con una notevole esperienza” commenta Carlo Zagato, presidente della sopra menzionata coop. “Giovani laureati che con impegno e dedizione si sono impegnati in questo non facile compito attraverso la gestione di situazioni anche molto delicate. Molte di queste figure vengono tagliate, creando un danno importante non solo all’occupazione, ma ai tanti migranti che cercano salvezza nel nostro paese”.

Ecco quindi che il pensiero torna ai migranti. “È stato tolto l’insegnamento dell’italiano durante il periodo di prima accoglienza. Un migrante, secondo le nuove disposizioni, rischia di restare chiuso in un grosso centro di accoglienza in Italia incapace di comunicare”.


Alberto Pento
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Messaggioda Berto » lun giu 24, 2019 3:23 am

Ecco l'eredità del Pd: un miliardo di debiti per accogliere i minori
Antonella Aldrighetti Chiara Giannini - Dom, 23/06/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... M7msavuMa4

Faro dei giudici contabili: non coperti dai governi Renzi-Gentiloni i costi dei Comuni

È di circa un miliardo l'ammontare dei debiti da pagare ai Comuni per l'accoglienza dei minori non accompagnati lasciato dai governi Renzi e Gentiloni.

Risulta dalla relazione 2015-2017 della Corte di conti. I magistrati contabili accendono un faro sull'aspetto finanziario dell'accoglienza: i due esecutivi a guida Pd, e di rimando i ministri dell'Interno allora in carica, ovvero Angelino Alfano e Marco Minniti, hanno lasciato debiti ai Comuni per la gestione dei minori, non conteggiando le cifre in surplus che queste realtà hanno impegnato per accoglienza, scuola e integrazione dei ragazzi.

Per capire, il ministero dell'Interno, nel corso del 2015, ha erogato 45 euro al giorno in media a minore ospitato nelle strutture adibite allo scopo. Cifra che nel triennio in questione ha raggiunto i 54 euro. Le amministrazioni comunali, però, hanno speso in media 80 euro al giorno.

Una spesa molto più alta di quella, sottolinea la Corte dei conti, rilevata per le strutture ex Sprar, gestite direttamente dal ministero dell'Interno e, quindi, più controllabili. Conferma che qualcosa nel sistema di accoglienza periferico non funzionava. Insomma, c'è persino chi avrebbe potuto approfittarsene. Questo ha generato un debito nei confronti dei Comuni di circa 242 milioni all'anno. Da quanto risulta dalla relazione, quindi, tenendo conto del periodo 2015-2017 e della cifra spesa nel 2018, equivalente alle precedenti, si arriva a 986.748 euro, derivanti dalle somme a debito a cui vanno aggiunti gli interessi. Tutto ciò ha generato, da parte dei municipi, la tendenza a togliere fondi ai servizi dedicati ai cittadini italiani, sulla scia del «modello Lucano», ma anche a cedere alle pressioni del Viminale, rifiutandosi di ospitare gli stranieri.

La Corte dei Conti nella relazione sottolinea che quei minori non accompagnati oggi sono quasi tutti maggiorenni. Lo si dice espressamente: «La maggior parte dei minori presenti in Italia al 31 dicembre 2017 ha un'età compresa tra i 15 e i 18 anni; si tratta di ben 17.074 minori su un totale di 18.303, per una percentuale pari ad oltre il 93 per cento del totale». E si prosegue: «È importante evidenziare come tali cifre si riferiscano ai soggetti censiti. Tuttavia è da considerare il rilievo quantitativo del fenomeno dei minori che si rendono irreperibili anche nelle fasi antecedenti alla presa in carico e alla identificazione da parte dell'autorità competente». A tal proposito è stata istituita e potenziata dall'attuale ministro Matteo Salvini, fino al 2020, un'apposita struttura di missione, che fa capo al Viminale, che si avvale di strumenti di controllo e supporto logistico per esaminare la gestione dei migranti minori e che è utile ad approfondire il rapporto amministrativo-contabile tra dare e avere sui territori comunali e Siproimi (ex Sprar).

Da un esame del numero dei minori non accompagnati, risulta che al 31 dicembre 2018 gli stessi erano 10.787, con una riduzione del 41 per cento rispetto all'anno precedente. I Paesi da cui per lo più provengono sono Albania (1.550), Egitto (930), Gambia (892) e Guinea (802). Nel corso del 2016 i fondi erogati ai Comuni per i minori non accompagnati ammontavano a 156 milioni 975.737,40 euro, contro i 155 milioni 951.733 euro del 2017. A questo punto è da capire dove si potranno trovare i soldi per saldare i debiti lasciati dai tue governi dem. Un problema che non riguarda solo il settore dei minori stranieri non accompagnati, ma che sta emergendo anche in altri ambiti.
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Messaggioda Berto » lun set 23, 2019 7:56 pm

Cure, esami e protesi: sanità gratis agli irregolari (e anonimato garantito)
Alberto Giannoni - Sab, 13/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cure-esami
-e-protesi-sanit-gratis-agli-irregolari-e-1587610.html?fbclid=IwAR2dofidIctRchNeuJyU7JL-2lzgjmZFUE2Maey_XAa3-t2dHyp-h5o_vTI

Un tesserino assicura l'assistenza agli stranieri. La prefettura: niente segnalazione alle autorità

Tutto subito, velocemente e gratis. L'Italia riconosce agli «stranieri irregolarmente presenti» sul territorio nazionale una corsia preferenziale, riservata ed esclusiva, in cui sono garantite cure e prestazioni che gli italiani possono solo sognare.

Non è la narrazione di un esagitato xenofobo ma il quadro che emerge dalla testimonianza diretta di un medico, oltre che dai riferimenti che lo stesso Stato italiano fornisce.

Basta un tesserino (Stp) e si ha la strada spianata nell'accesso alle prestazioni di una delle migliori sanità del mondo, soprattutto con un medico «di manica larga» o l'ausilio di associazioni di volontariato più o meno ideologicamente impegnate. E non si tratta solo di interventi urgenti o salvavita, come sarebbe comprensibile, e in linea con giuramenti e deontologia. Si va molto oltre «le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali», chiarisce il medico che decide di parlarne. Ne ha avuto diretta esperienza. E spiega di cosa sta parlando: «Per esempio una visita dal diabetologo per la glicemia, o le lastre al torace, o le cure dentarie».

«Protesi, occhiali e ogni ausilio medico gratis - aggiunge Riccardo De Corato, esponente di Fratelli d'Italia, già senatore, oggi assessore regionale in Lombardia - per non parlare della completa esenzione per l'acquisto di medicine». Il tesserino si chiama Stp (Straniero temporaneamente presente) e può essere chiesto «presso qualsiasi Asl». Di queste opportunità dà conto la prefettura di Roma: il tesserino è valido 6 mesi - informa sul suo sito - ma «rinnovabile». Si rivolge allo straniero irregolare: «Puoi anche chiedere che il tesserino sia rilasciato senza l'indicazione del tuo nome e cognome». Infine avverte: «L'accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione alle pubbliche autorità. Tieni comunque presente che in alcuni casi (motivi di ordine pubblico o per altri gravi motivi) la pubblica autorità potrà ottenere il referto, come avviene anche con i cittadini italiani».

Veloci e potenzialmente universali le prestazioni: «Attraverso il Pronto soccorso è possibile accedere a ogni cura - spiega il medico -. L'emergenza urgenza acuta viene garantita a tutti, però qui si parla di prestazioni banali, rese a persone esplicitamente irregolari, mentre gli italiani se le pagano, o rinunciano dovendo scegliere se curare l'una o l'altra fra più patologie». «Queste persone hanno tutto - prosegue - e molti lo esigono, con arroganza, e in genere i medici concedono tutto, per non essere accusati di razzismo. Appuntamenti, attese brevi, ricette bianche, hanno capito tutto e sono imbeccati dalle associazioni di volontariato».

Il medico è «meravigliato», De Corato è indignato: «Mentre a Roma stanno decidendo quali tagli apportare alle Regioni - attacca - continua ad andare in onda l'elargizione di denaro pubblico». «La chiave di scasso si chiama Stp. È mai possibile che questo tesserino sanitario possa essere rinnovato sine die ed è lecito consigliare dal sito della Prefettura che il tesserino possa essere rilasciato senza l'indicazione del nome e cognome?». «Con le parole cure essenziali, continuità delle cure, ciclo riabilitativo completo oggi si passa tutto». «Il governo - conclude De Corato - prima di prendere la forbice e tagliare sulla sanità riveda il capitolo assistenza ai clandestini dettando regole più ferree alle Regioni. I cittadini italiani non possono pagare con le proprie tasche l'accoglienza forzata, e la Prefettura non può certo suggerire l'anonimato».
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