El canevo o mariuana come cura e farmago

Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » gio mag 11, 2017 7:09 am

Suore che esportano cannabis per guarire il mondo
https://www.facebook.com/PlayGroundMag/ ... 8604314677
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » ven giu 30, 2017 8:03 pm

Cannabis, malato di sclerosi multipla scrive a Michele Emiliano: "Burocrazia lenta, costretto a comprarla dai pusher"
di F. Q. | 30 giugno 2017

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06 ... er/3698103

Dopo un anno di slalom e scorciatoie per battere la burocrazia, Nicola ha deciso scrivere al governatore Michele Emiliano. Perché solo grazie alla cannabis terapeutica riesce a trovare sollievo da dolori e spasmi della sclerosi multipla, che lo perseguitano dal 2008. Perché quella maledetta burocrazia e le “difficoltà di alcuni medici a comprendere i benefici” dell’erba costringono Nicola Loiortile, 48enne barese, a mesi di astinenza dall’unica terapia che lo aiuta davvero a stare meglio.

E dopo notti passate tra “incubi e paura”, a Nicola capita di sentire l’esigenza “di rivolgersi al mercato illegale“, acquistando un prodotto non controllato e che in alcuni casi lo ha fatto “stare peggio”. Compra la cannabis dagli spacciatori, insomma. Non è l’unico, racconta all’Ansa: “Come me ci sono tanti altri pazienti in Puglia, anche malati terminali e gli epilettici, obbligati a dover alimentare il mercato nero perché i passaggi della burocrazia ci costringono a stare mesi senza la cannabis. Per questo a volte ci capita di andare a cercarla altrove, sperando di poter stare finalmente meglio. Ma spesso capita di trovare cannabis di pessima qualità, che ci fa sentire molto male”.

“Non è un sistema che funziona – evidenzia – e dovrebbero permetterci di piantarla“. Invece, a chi vive la stessa condizione di Nicola resta solo “tanta rabbia” perché “potrei vivere meglio nonostante la mia malattia”. Da qui, la scelta di rompere il silenzio e lanciare un appello alle istituzioni, rivolgendosi direttamente al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché intervenga “per porre rimedio a un meccanismo che sta condannando noi malati a una vita di sofferenze”.

Nicola spiega che dovrebbe “assumere ogni giorno, perché prescritto dal medico, un grammo di Bediol che mangio e due grammi di Bedrocan che inalo con il vaporizzatore”. Quando assumo la cannabis – dice – “ne sento subito i benefici: riesco a muovermi con più facilità, infatti avevo cominciato a usare una sola stampella. E poi mi torna il buon umore, la notte dormo bene e l’incontinenza scompare. Non è bello alla mia età dover mettere il pannolone”.

“Ma – aggiunge – se sto tre o quattro giorni senza terapia, ricomincia il mio calvario”. Nicola riferisce che le “prescrizioni gli consentono di avere la copertura per un mese”. E che ogni volta, “prima di ottenere nuovamente i farmaci, passano circa dieci giorni”. “Questo avviene – sottolinea – nel migliore dei casi, perché mi è capitato di stare anche tre mesi e mezzo senza entrambi i farmaci, e adesso aspetto da due mesi il Bedrocan”.

E anche il rapporto con i medici non è sempre facile. Alcuni, racconta, sono “prevenuti”, scherzano e ironizzano “perché secondo loro vogliamo una droga”. Mentre gli “unici effetti collaterali” della cannabis che ha riscontrato Nicola riguardano una sensazione di “secchezza nella bocca: basta bere un po’ d’acqua – spiega – per farla passare”. Fino a poco tempo fa, inoltre, doveva andare ogni mese a Gallipoli, in provincia di Lecce, dal medico per richiedere la prescrizione. Oltre centocinquanta chilometri di distanza da casa che lo hanno costretto a chiedere “favori ad amici e parenti per essere accompagnato”. E anche se adesso, nella provincia di Bari, ci sono tre medici che prescrivono il farmaco, il “problema rimane perché ottenuta la prescrizione bisogna andare alla farmacia ospedaliera che a sua volta ordina il prodotto da una farmacia esterna privata”.
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » ven ott 20, 2017 5:21 am

Cannabis terapeutica, Camera approva la legge mutilata: ora al Senato. Della Vedova: "Colpa del Pd, occasione persa"
19 ottobre 2017

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10 ... to/3923466

La Camera dà il via libera alla legge sulla cannabis a scopo terapeutico, il provvedimento già mutilato dalla parte che riguarda la liberalizzazione, e invia il testo al Senato dove inizia la corsa contro il tempo per approvarlo entro la fine della legislatura. Dopo i ritardi e il rischio di veder affossato tutto per mancanza di coperture, la proposta di legge è stata approvata con 317 i voti favorevoli (centrosinistra, sinistra e M5s), 40 i contrari (centrodestra, per i rischi di ambiguità del provvedimento), 13 gli astenuti (Alternativa popolare, secondo cui l’uso terapeutico è già regolamentato). Il testo fissa criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d’accesso; promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici; sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l’assunzione.

La legge è quella che all’inizio della legislatura avrebbe dovuto contenere anche la liberalizzazione. Tema che la maggioranza, nonostante le prime aperture, non ha voluto neppure portare in Aula. A parlare oggi è proprio il senatore e sottosegretario agli Esteri, nonché promotore dell’Intergruppo sulla liberalizzazione, Benedetto Della Vedova: “Oggi la Camera ha approvato un disegno di legge”, ha detto in un video su Facebook, “che nemmeno affronta il tema come si dovrebbe, vale a dire con una apertura vera, sulla base delle esperienze migliori in giro per il mondo. E il testo di legge dell’Intergruppo cannabis legale non è stato bocciato, ma rimosso. Questa è una sconfitta per l’Intergruppo e mia personale. È innanzitutto una responsabilità del Pd, diviso al proprio interno e che non ha voluto litigare con i compagni di cordata della coalizione di governo di Ap”. Quindi ringrazia “chi più ha lavorato per arrivare all’obiettivo di portare in Aula il ddl dell’Intergruppo: Vittorio Ferraresi del M5S, Daniele Farina di Si e Pippo Civati di Possibile”. Il Pd, ha continuato Della Vedova, “che pure aveva Giachetti come primo firmatario, ha scelto di non rischiare e ha perso un’occasione. Quello della legalizzazione è un tema popolare, su cui gli italiani si esprimono in maggioranza a favore. Ed è proprio questo che dobbiamo capitalizzare di questa esperienza: nella discussione pubblica il tema della legalizzazione della cannabis è entrato con una forza che non aveva mai avuto fino ad oggi. Hanno vinto i proibizionisti e tutto resterà uguale: soldi alle mafie, nessun controllo sulle sostanze, giudici e carceri impegnati a reprimere e rieducare ‘criminalì che fanno uso di cannabis, risorse sottratte al bilancio pubblico che in tempi di manovra sappiamo cosa vuol dire. Abbiamo perso una battaglia parlamentare, ma abbiamo segnato punti irreversibili nella discussione: gli italiani sono pronti”.

Sul tema si è espressa anche Maria Stagnitta, presidente di Forum Droghe: “Prendiamo atto che la Camera ha avuto un piccolo sussulto di dignità approvando il simbolico provvedimento sulla cannabis terapeutica. Rimane l’amarezza di aver visto stralciare dalla proposta sulla cannabis tutto il resto, lasciando in piedi un testo piuttosto deludente. La maggioranza ampia dimostra che una certa sensibilità per l’argomento esiste anche fra i banchi parlamentari, e fa intuire come si potesse lavorare su un testo più avanzato, anche solo sulla cannabis terapeutica. Le due votazioni segrete perse per una decina di voti sono lì a testimoniarlo”. E ha concluso: “Il passo avanti è molto piccolo, ma ci faremo comunque promotori di un’azione insieme a tutti i pazienti e le loro famiglie, e le associazioni che lavorano su questi temi verso le forze politiche affinché il voto di oggi non sia lettera morta”.

Queste, in sintesi, le principali novità.

CANNABIS A USO TERAPEUTICO – Il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i 3 mesi.

MEDICINALI A CARICO DEL SSN – I farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Se prescritti per altri impieghi, restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l’aliquota Iva ridotta al 5%.

PRODUZIONE DI CANNABIS – Coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se necessario, può essere autorizzata l’importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per 1 milione e 700 mila euro.

MONITORAGGIO PRESCRIZIONI – A Regioni e Province autonome spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all’Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all’Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l’anno successivo.

INFORMAZIONE E PROMOZIONE RICERCA – Norme specifiche prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore, e promozione della ricerca sull’uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » ven ott 20, 2017 5:36 am

Canapa ed epilessia


Cannabis Terapeutica – Il CBD ha quasi dimezzato le crisi epilettiche in una rara forma di epilessia infantile
http://www.cannabisterapeutica.info/tag/epilessia

http://www.cannabisterapeutica.info/201 ... -infantile

Una riduzione media del 42% del numero di crisi epilettiche in un mese di somministrazione di CBD in bambini affetti dalla sindrome di Lennox-Gastaut. E’ il risultato di uno studio clinico giunto alla fase 3 creato dalla GW Pharmaceuticals, l’azienda che ha creato l’Epidiolex, un farmaco liquido che può essere somministrato per via orale con una siringa contagocce. Secondo la società il farmaco contiene più del 98% di CBD, insieme a tracce di altri cannabinoidi. Inoltre è privo di THC e quindi non può causare il tipico sballo della marijuana nei futuri giovani pazienti.

Nella fase 3 dello studio clinico in corso è stato sperimentato su 225 bambini affetti dalla sindrome di Lennox-Gastaut, una rara forma di epilessia. Oltre ai farmaci che già ricevevano nello studio sono stati somministrati 20mg per chilogrammo al giorno a 76 pazienti, 10 mg per chilogrammo al giorno ad altri 73 ed un placebo ai restanti 76.

Nei bambini che hanno ricevuto la dose più alta di Epidiolex è stata registrata una diminuzione delle crisi epilettiche in media del 42% paragonata al 17% di coloro che hanno assunto il placebo. Quelli che hanno assunto la dose minore hanno fatto registrare un calo medio delle crisi epilettiche del 37%.

“L’esito positivo in questo studio clinico con l’Epidiolex nei pazienti affetti da sindrome di Lennox-Gastaut dimostra l’efficacia di questo prodotto in questa patologia particolarmente difficile da trattare”, ha dichiarato il dottor Orrin Devinsky della New York University Langone medical center e principale ricercatore del progetto.

A marzo erano stati pubblicati i risultati di un altro studio, sempre con l’epidiolex, ma nella sindrome di Dravet, altra grave forma di epilessia infantile. In un comunicato pubblicato dalla stessa azienda si può leggere che la fase 3 dello studio pilota è stata conclusa positivamente. Nella fase 3 sono stati coinvolti 120 bambini affetti da sindrome di Dravet dei quali 61 trattati con Epidiolex e 59 con placebo, continuando a ricevere i farmaci anti-epilettici (AED) prescritti. I pazienti che hanno preso l’Epidiolex hanno fatto registrare una diminuzione media delle crisi epilettiche del 39% rispetto al 13% del placebo.

Mentre secondo uno studio retrospettivo pubblicato su Seizure a marzo, il 90% dei bambini affetti da epilessia resistente ai farmaci ai quali è stata somministrata cannabis ad alto valore di CBD, ha registrato una diminuzione di frequenza ed intensità delle crisi epilettiche.




Cannabis Terapeutica – Cannabis terapeutica nel trattamento dell’epilessia: una crescita inarrestabile

http://www.cannabisterapeutica.info/201 ... rrestabile

cannabis“La crescita incredibile della cannabis terapeutica come possibile trattamento per diverse forme di epilessia è un esempio di ciò che si può ottenere oggi grazie alla condivisione di storie personali su internet e sui social network”.

Questa è l’opinione del dottor Daniel Friedman della Langone School of medicine dell’Università di New York, uno dei massimi esperti del campo che ha di recente scritto un articolo dal titolo “I cannabinoidi nel trattamento dell’epilessia”, pubblicato il 10 settembre sul The New England Journal of Medicine.

“E’ un mix molto interessante di scienza, politica e fenomeni sociali che ha portato la cannabis terapeutica in prima linea per trattamento di gravi forme di epilessia farmaco-resistente”, ha spiegato a Medscape Medical News. “Due anni i pazienti epilettici non prendevano seriamente in considerazione questa opzione. Ora ha veramente preso piede”.

Secondo Sue Hughes, la giornalista autrice dell’articolo per Medscape Medical News, il dottor Friedman sostiene che “Per secoli diverse popolazioni hanno creduto che la cannabis fosse utile per il trattamento di questa patologia. E’ stata usata come medicamento nella Cina antica e dai neurologi vittoriani come trattamento contro le convulsioni, ma non è mai stata adeguatamente studiata dalla scienza, cosa che sta avvenendo ora. Il motivo è che diverse persone hanno condiviso esperienze aneddotiche sulla sua efficacia nei bambini con grave epilessia intrattabile su Internet e queste si sono diffuse in tutto il mondo. Una volta che la notizia ha iniziato a circolare le famiglie si sono battute per avere questo tipo di farmaco e noi scienziati abbiamo dovuto fare attenzione a quel che stava accadendo. Ecco perché in America la marijuana è stata legalizzata in molti Stati dal punto di vista terapeutico e diversi studi scientifici sono finalmente in fare di realizzazione”.

Nell’articolo il dottore, insieme al coautore Orrin Devinsky, avverte però che è necessario che lo studio randomizzato in doppio-cieco al quale hanno preso parte, sia terminato, prima di trarne le dovute conclusioni.

Epidiolex GW PharmaceuticalsDue prodotti farmaceutici sono infatti attualmente in fase di studio in due diversi studi randomizzati. Si tratta dell’Epidiolex (GW Pharma), un estratto di cannabis purificato contenente CBD al 99% e circa lo 0,10% di THC, oltre ad un cannabinoide sintetico prodotto da Insys Pharmaceuticals.

Il dottor Friedman e il dottor Devinsky sono entrambi coinvolti in un doppio cieco, di fase 2/3 sull’Epidiolex nei bambini con sindrome di Dravet – una forma di epilessia dell’infanzia resistente ai farmaci – e i primi risultati sono attesi entro il prossimo anno.

“Ci sono prove emergenti sull’efficacia. La prova preclinica è abbastanza forte per il cannabidiolo, simile a quelle per un nuovo farmaco per l’epilessia. Per i dati clinici è ancora presto. Finora gli studi sono stati piccoli e metodologicamente viziati, ma i risultati sono incoraggianti. ”

Lo studio più recente, presentato quest’anno al convegno dell’American Academy of Neurology, suggerisce che il 40% dei pazienti con epilessia grave e resistente ai farmaci ha avuto una riduzione del 50% delle convulsioni con Epidiolex. “Ma questo era ancora uno studio aperto e non scientificamente rigoroso come vorremmo”.

Altri studi scientifici, compreso quello citato qui sopra dal dottore, sono stati presentati quest’anno al convegno annuale della della American Epilepsy Society.




L’American Epilepsy Society presenta nuove ricerche
Stefano Mariani

http://www.cannabisterapeutica.info/201 ... e-ricerche

epilessiaTre nuovi studi che confermano l’efficacia e la sicurezza del CBD e della sua somministrazione come farmaco Epidiolex verranno presentati al prossimo congresso annuale della American Epilepsy Society. Al momento sono disponibili gli abstract, da cui si ricavano risultati incoraggianti nel trattamento di forme epilettiche rare e resistenti ai farmaci. Epidiolex è l’estratto di cannabidiolo a contenuto certificato prodotto dalla GW Phamaceuticals in fase sperimentale. Il farmaco non è ancora stato approvato dagli organismi nazionali di controllo ma numerosi studi clinici ne stanno dimostrando l’efficacia.

Due ricerche in presentazione al congresso della AES sono condotte congiuntamente dalla New York University e dalla University of California San Francisco. In America molti stati stanno infatti approvando la cannabis e un derivato come l’estratto, nel trattamento di forme di epilessia resistenti ai farmaci tradizionali. La terza ricerca è svolta dai ricercatori della GW Pharmaceuticals. Il primo studio riguarda 23 pazienti con età media di 10 anni affetti da forme di epilessia resistenti ai farmaci tradizionali, come la sindrome di Dravet. I pazienti hanno ricevuto olio di cannabis concentrato ad alto tenore di CBD in dosaggi di 5 mg per kilogrammo corporeo al giorno in aggiunta ai farmaci antiepilettici. La dose è stata aumentata fino ai sintomi di intolleranza con un massimo di 25 mg. Dopo tre mesi di terapia, il 39% dei pazienti ha ottenuto una riduzione del 50% nelle crisi convulsive. In alcuni pazienti si è sperimentata una completa assenza di episodi critici. Gli effetti collaterali sono risultati lievi o moderati.

Il secondo studio riguarda l’analisi biochimica delle interazioni fra il CBD e i farmaci antiepilettici tradizionali. Ancora con un’età media di 10 anni, 33 pazienti hanno ricevuto le stesse quantità di Epidiolex con modalità uguali allo studio precedente. In questo caso si sono analizzate le variazioni nelle concentrazioni sieriche dei diversi tipi di farmaci assunti continuativamente dai pazienti. Nel caso del farmaco clobazan si è verificato un aumento dell’assimilazione causato dal CBD, con un accresciuto effetto sedativo che ha portato a modificare il dosaggio del farmaco standard.

Il terzo studio esplora gli effetti anticonvulsivi e il profilo di tollerabilità del CBD in modelli in vitro e in vivo. I ricercatori della GW Pharmaceuticals hanno sperimentato su tre diversi modelli di controllo delle convulsioni il CBD sotto forma di Epidiolex combinato con i più comuni farmaci antiepilettici. I risultati confermano che il CBD è in grado di ridurre l’intensità dei modelli convulsivi. La somministrazione contemporanea di Epidiolex e altri farmaci antiepilettici non ha evidenziato alcun effetto avverso.






La Marijuana Come Trattamento Per L'Epilessia - Royal Queen Seeds

https://www.royalqueenseeds.it/blog-la- ... essia-n454


La cannabis viene utilizzata per scopi medicinali da migliaia di anni dall'intera razza umana, per il trattamento di una gran quantità di disturbi. Solo in epoca recente, questa prodigiosa erba è caduta vittima dell'avidità umana, e legata con le catene della proibizione. Tuttavia, queste catene sono state ripetutamente spezzate in molte parti del mondo, man mano che scoperte scientifiche e dozzine di testimonianze iniziano a dimostrare che la cannabis è una potente arma terapeutica, che necessita di un'adeguata ricerca ed una distribuzione legale per coloro che ne hanno bisogno a scopo medicinale. La cannabis è considerata terapeutica per numerose condizioni, e una su cui sembra avere effetti davvero positivi è l'epilessia.

COS'È ESATTAMENTE L'EPILESSIA?

L'epilessia è un disturbo neurologico, che influisce direttamente sul sistema nervoso e causa convulsioni nei soggetti che soffrono di questa patologia. L'epilessia di solito viene diagnosticata dopo che i pazienti sperimentano diversi episodi di crisi convulsive. Il catalizzatore di queste convulsioni è la confusione che si verifica nell'attività elettrica del cervello. La causa che scatena le convulsioni è ancora ampiamente ignota, ma si pensa che abbia origine nei geni e in traumi cerebrali.

Alla colossale cifra di 65 milioni di persone nel mondo è stata diagnosticata l'epilessia, e 3 milioni di questi soggetti vivono negli Stati Uniti, con 150.000 nuovi casi diagnosticati nella nazione ogni anno. Forse la cosa più scioccante è che un terzo delle persone con epilessia convive con crisi convulsive incontrollabili, perché non esiste una terapia che sia davvero efficace per tale condizione.

TRATTAMENTI TRADIZIONALI

Uno degli obiettivi del trattamento dell'epilessia è quello di permettere ai soggetti di vivere una vita funzionale e appagante anche durante la terapia. Il trattamento comprende la chirurgia e cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. Ad ogni modo, il tentativo di trattamento più comune è attraverso i farmaci: molti pazienti spesso devono assumerli per il resto della loro vita. La maggior parte degli attacchi epilettici può essere tenuta sotto controllo con l'uso di farmaci antiepilettici, utilizzati per ridurre la gravità delle convulsioni e per calmare l'iperattività del cervello.

Anche se questi farmaci a volte possono risultare efficaci, i pazienti di solito iniziano con bassi dosaggi e finiscono per arrivare a dosi elevate a causa della gran quantità di effetti collaterali, associati alla loro assunzione. C'è una lunga lista di farmaci antiepilettici disponibili, ed una lista altrettanto lunga di effetti collaterali sperimentabili dal paziente. Gli effetti collaterali più comuni includono visione doppia, stanchezza, sonnolenza, e disturbi di stomaco. Gli effetti collaterali idiosincratici, ovvero imprevedibili, sono più rari, ed includono eruzioni cutanee, problemi al fegato e basso numero di cellule ematiche. Alcuni farmaci hanno effetti collaterali unici, tra cui gonfiore delle gengive, aumento di peso e persino perdita di capelli.


LA CANNABIS COME POTENZIALE TRATTAMENTO

Per il 70 percento dei pazienti epilettici che non possono controllare i loro attacchi, la scelta di assumere farmaci, che possono indurre gravi effetti collaterali, non viene sempre fatta a cuor leggero.
Per fortuna sembrano esserci delle alternative all'orizzonte. Si ritiene che la cannabis possa essere un potenziale trattamento per gli attacchi epilettici e finora esistono molte testimonianze positive a suo favore, che hanno spinto molte organizzazioni e vasti movimenti civili in favore del suo uso terapeutico. Il cannabinoide non psicoattivo CBD ha guadagnato una grande attenzione grazie ai suoi effetti apparentemente positivi sulle convulsioni. E, a causa dei grossi problemi legali che circondano la natura psicoattiva della pianta di cannabis, il CBD potrebbe essere una via d'accesso per l'utilizzo di marijuana terapeutica per chi vive in aree in cui la cannabis è proibita.

La Epilepsy Foundation è una delle organizzazioni aperte all'idea di utilizzare la cannabis terapeutica per aiutare i pazienti epilettici ad alleviare le convulsioni, e dichiara: "Quando i trattamenti tradizionali non sono efficaci, come succede in circa il 30% dei pazienti con epilessia, non è insensato considerare la cannabis. Ecco perché alcuni stati l'hanno approvata come "permesso caritatevole". Tuttavia, ciò dovrebbe essere considerato solo dopo un'attenta valutazione in un centro specializzato per l'epilessia, e dopo aver tentato con i trattamenti tradizionali (farmacologici e non).

Il CBD potrebbe essere facilmente accessibile ai pazienti che scelgono di iniziare un trattamento con cannabis terapeutica. Comunque esistono alcune prove che il THC, un cannabinoide psicoattivo, possa essere anch'esso efficace nel trattamento di questa condizione. Diversi stati degli Stati Uniti come Texas, New York, Louisiana, Tennessee, Alabama, Utah e Wisconsin hanno approvato la legge che permette ai pazienti l'accesso al trattamento unicamente con CBD. Questo è un passo nella giusta direzione, ma di fatto blocca l'accesso ad altre sostanze medicinali, che potrebbero essere utili per l'epilessia, come THC e altri cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis.


CASO STUDIO

Probabilmente il caso studio più noto sull'uso di cannabis terapeutica in caso di epilessia è la bambina di nove anni Charlotte Figi, del Colorado. Dopo il fallimento dei trattamenti tradizionali, le sue condizioni sono notevolmente migliorate con l'uso di olio di cannabis, che conteneva sia CBD che THC. Charlotte è passata dalla cifra di 50 gravi attacchi convulsivi al giorno, a soli 2-3 al mese. Si tratta di un miglioramento impressionante, che dimostra che CBD e THC sono sostanze altamente efficaci, e la ricerca dovrebbe concentrarsi su di esse. Il suo caso studio è stato pubblicato sulla rivista Epilepsia, e l'autore ha affermato, riferendosi all'olio di THC/CBD: "Questo estratto, lentamente titolato nell'arco di settimane e somministrato in congiunzione al regime farmacologico antiepilettico esistente, ha ridotto la frequenza degli attacchi convulsivi di Charlotte, da circa 50 al giorno alle attuali 2-3 convulsioni notturne al mese. Questo effetto è perdurato negli ultimi 20 mesi, e Charlotte ha potuto interrompere l'assunzione di altri farmaci antiepilettici. Abbiamo brevemente riesaminato la storia, i dati preclinici e clinici, e le controversie riguardo l'uso di marijuana terapeutica per il trattamento dell'epilessia, e riteniamo che l'efficacia del trattamento con composti della cannabis di valore farmaceutico (nello specifico il CBD), potrebbe essere inferiore rispetto all'utilizzo di estratti dell'intera pianta."


STUDI

Sono stati condotti diversi studi per analizzare gli effetti della cannabis sulle convulsioni epilettiche. I ricercatori del VCU Department of Neurology and the Department of Pharmacology and Toxicology hanno studiato gli effetti della cannabis sull'epilessia per qualche tempo ed hanno dimostrato che i cannabinoidi, efficaci nel trattare le convulsioni, interagiscono con i recettori CB1, una parte del sistema endocannabinoide. Questi scienziati hanno studiato gli effetti dei cannabinoidi su animali vivi soggetti a convulsioni, ed hanno affermato: "Nonostante la marijuana sia illegale negli Stati Uniti, molti individui qui e all'estero dichiarano che la marijuana è terapeutica nel trattamento di vari disturbi, tra cui l'epilessia".


Gli studiosi hanno somministrato estratti di cannabis, cannabinoidi sintetici e comuni farmaci antiepilettici ad animali. Gli estratti di cannabis e i farmaci contenenti cannabis sintetica hanno eliminato completamente le convulsioni negli animali. I membri del team di ricerca hanno affermato: "Questo studio indica che i cannabinoidi possono offrire dei benefici unici nel trattamento delle convulsioni, rispetto ai farmaci antiepilettici attualmente prescritti", e hanno aggiunto, "Ciò dimostra non solo l'azione anticonvulsiva dei cannabinoidi somministrati per via esogena, ma suggerisce anche che il sistema endocannabinoide del cervello funziona attivando i recettori CB1 per limitare la durata delle convulsioni. Comprendere i fattori che influenzano la durata e la cessazione delle convulsioni è fondamentale per riuscire a trattare l'epilessia e per il potenziale sviluppo di agenti anticonvulsivi innovativi."

Tra le ricerche successive vi è una indagine pubblicata nella rivista Epilepsy & Behaviour. Il sondaggio riguardava genitori che utilizzano gruppi Facebook per condividere e discutere informazioni sull'utilizzo di cannabis nel trattamento delle convulsioni nei bambini. Le risposte ottenute dal sondaggio indicavano che la quantità media di farmaci convenzionali somministrati ai bambini prima di provare la cannabis era 12. I risultati dell'utilizzo della cannabis sembrano essere molto positivi. L'84 percento dei genitori ha dichiarato che il numero di attacchi epilettici nei propri figli è diminuito. L'11 percento ha riferito un successo completo, con bambini che non hanno più sperimentato alcun attacco. Il 42 percento dei genitori ha affermato che i propri figli hanno sperimentato una diminuzione degli attacchi di oltre l'80 percento, e un ulteriore 32 percento ha confermato che le convulsioni sono diminuite. Gli unici effetti collaterali riferiti sono stati sonnolenza e stanchezza. Tuttavia, i bambini hanno anche riportato un aumento dell'attenzione, un miglioramento dell'umore e anche del riposo notturno.


LA NECESSITÀ DI ULTERIORE RICERCA

Gli studi citati sopra indicano grandi speranze per coloro che cercano un trattamento sicuro ed efficace contro gli attacchi epilettici, e si tratta solo di alcuni esempi di ricerche che sono state condotte finora. Tuttavia, è di primaria importanza che la ricerca sia in grado di andare avanti e che la legge e il proibizionismo non intralcino la strada del progresso, che potrebbe aiutare a migliorare la qualità di vita di tantissime persone. CBD e THC sono solo 2 delle centinaia di cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis. Gli studi scientifici stanno emergendo, mostrando che anche altre molecole hanno effetti terapeutici. Il futuro si prospetta davvero luminoso per coloro che soffrono di epilessia ed innumerevoli altre condizioni, grazie ai risultati che la cannabis potrà raggiungere come potente medicamento di origine vegetale.
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » mar dic 12, 2017 5:42 am

Canapa e mal di testa


La Cannabis come Trattamento contro l’Emicrania e il mal di testa.

https://www.royalqueenseeds.it/blog-la- ... -testa-n54

Se talvolta avete sofferto di emicrania, saprete quanto questo malessere possa essere debilitante. Si calcola che negli Stati Uniti oltre 30 milioni di persone soffrono di cefalea pulsante, solitamente accompagnata da nausea, vomito e ipersensibilità alla luce.


I MEDICI E LE EMICRANIE

La causa delle emicranie è al centro di molti dibattiti, e attualmente sono stati rilevati circa 30 motivi potenziali per spiegarne l’origine. Inoltre oggigiorno per curarle vengono utilizzate circa dodici diverse classi di farmaci, e ovviamente ciò può generare una situazione di confusione per medici e pazienti. I sedativi prescritti, come i fenobarbiturici e i tranquillanti minori quali il Valium e l’Ativan, hanno una lunga lista di effetti collaterali. Le persone colpite da emicrania si recano di frequente al Pronto Soccorso, dove vengono loro somministrate iniezioni di Demerol ed Ergotamina per controllare gli attacchi.


I PAZIENTI CONCORDI SULL’EFFICACIA DELLA CANNABIS

Nella disperata ricerca di un sollievo molti pazienti hanno fatto ricorso a trattamenti alternativi. Ad esempio Edie L., agente di borsa di 38 anni ed ex studentessa di giurisprudenza, ha sperimentato che la Cannabis può minimizzare gli effetti di un’emicrania. Dopo essersi fatta visitare da numerosi specialisti ed essersi sottoposta a varie procedure come punture lombari, studi sulle onde cerebrali e colloqui psichiatrici, Edie si è resa conto che la marijuana poteva alleviare la sua emicrania. Ben presto si è accorta che gli effetti collaterali della Cannabis erano minimi in confronto alla grande quantità di pillole che avrebbe dovuto prendere. Infine Edie ha trovato un medico disposto a prescriverle il Marinol, una forma di cannabis da assumere per via orale, e i suoi attacchi di emicrania sono cessati.


PILLOLE DI MARINOL PER L’EMICRANIA

L’associazione di medici californiani California Cannabis Doctors sembra essere in prima linea per quanto riguarda il trattamento delle emicranie con la Cannabis. Uno dei benefici del Marinol è che non genera la stessa eccitazione provocata dal fumo. Questo è un grande vantaggio per molte persone, che possono continuare a vivere la loro vita di tutti i giorni. Tuttavia l’elenco di effetti collaterali negativi per il Marinol è un po’ più lungo. Poiché esso viene assunto oralmente, sono necessarie una o due ore prima che faccia effetto, e questo può essere un problema. L’insorgenza di un’emicrania solitamente si verifica nell’immediatezza, senza preavviso. Aspettare una o due ore per stare meglio spesso non è un’opzione, e per di più uno degli effetti collaterali dell’emicrania è la nausea, problema che può essere ulteriormente aggravato dal fatto di dover prendere delle pillole. Infine, il Marinol ha un prezzo davvero elevato, che potrebbe essere estremamente proibitivo per molte persone affette da emicrania.


FUMARE MARIJUANA PER EMICRANIA

Fumare Marijuana genera un sollievo immediato per chi soffre di emicrania, e allevia la nausea. Se assunta subito, la cannabis può infatti bloccare sul nascere il dolore. I suoi effetti euforici calmano il paziente, e riducono lo stress e l’ansia associati alle emicranie. Di fatto, sembra che l’assunzione di cannabis tramite un vaporizzatore sia il rimedio più efficace e sicuro per il trattamento delle emicranie.

A causa del costo elevato del Marinol, la paziente Edie è stata costretta a ricorrere a vie illegali per il consumo della cannabis, e ciò l’ha messa in un’ovvia situazione di rischio, ma lei non ha comunque saputo resistere ai benefici del fumo della cannabis. Anche la forza della cannabis illegale varia, e rende difficile prevedere livelli adeguati di consumo. Sfortunatamente il caso di Edie non è il primo del suo genere. Oggi la maggior parte dei medici non conosce o non vuole accettare i benefici della cannabis e/o del Marinol per curare l’emicrania.

Sembra che il percorso più sicuro e rapido per trovare sollievo da un’emicrania sia l’inalazione dei fumi medici della cannabis attraverso un vaporizzatore. L’azione benefica e il sollievo dall’emicrania e dalla cefalea si ottengono in meno di un minuto! Attualmente sono ancora in corso studi di ricerca, ma si ritiene che i cannabinoidi trovati nella cannabis possano anche combattere il cancro, l’epilessia, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI), il morbo di Alzheimer, il morbo di Crohn e molte altre patologie. Finché prosegue la ricerca e cresce l’accettazione, la cannabis continuerà a essere usata come un trattamento efficace per molte malattie.



Rimedi per il mal di testa o cefalea con cannabis

https://www.kalapa-clinic.com/it/cefale ... erapeutica

Esistono vari tipi di mal di testa. Per esempio, troviamo la cefalea di tipo tensivo, causata da una tensione muscolare, o l’emicrania, più intensa che altri tipi di fastidi. Il tipo di mal di testa può variare anche in base alla parte del corpo nella quale si sente il dolore, come nel caso del mal di testa da sinusite, che colpisce anche la parte frontale della testa e il viso.

Dall’altra parte, il mal di testa può essere un sintomo di altri malesseri lievi come la febbre, raffreddore o la sindrome premestruale. Inoltre, può essere anche un primo segno di problemi più gravi come tumori cerebrali, un rigonfiamento o infiammazione di una arteria o una intossicazione da monossido di carbonio.
Tratamiento natural dolor de cabeza | Kalapa Clinic
Effetti della cannabis in caso di cefalea

Rilassante muscolare

Neuroprottetore

Analgesico

Diminuisce la frequenza e la intensità delle cefalee

Nessuan alterazione dello stato cognitivo

In breve

L’effetto dei cannabinoidi è noto per la diminuzione dell’intensità e della frequenza delle cefalee. I risultati degli studi realizzati suggeriscono che i cannabinoidi potrebbero offrire alcuni benefici come trattamento naturale, senza indicidere nello stato cognitivo come può avvenire con altri trattamenti.
Trattamento per cefalea con cannabinoidi

Il mal di testa causato da stress, stile di vita poco sano, mestruazioni o disturbi/malattie lievi può essere trattato con cannabis terapeutica. Esistono studi [1] che suggeriscono che i cannabinoidi possono avere un ruolo importante in diversi tipi di dolori alla testa, incluso l’emicrania e la cefalea a grappolo. A partire da queste ricerche, si ha scoperto che i cannabinoidi risultino modulare ed interagire in molti dei percorsi collegati all’emicrania, i meccanismi di azione del triptano e le vie degli oppiodi. Questo può indicare potenziali benefici sinergici.

Però questo non è nuovo [2]. E’ risaputo che la cannabis è stata utilizzata in diversi modi nel corso degli anni nel trattamento sintomatico e profilattico dell’emicrania e altri tipi di dolori alla testa. Infatti, i medici più illustri nell’epoca compresa tra il 1842 e il 1942 preferivano la cannabis ad altre preparazioni per trattare tali dolori; per questo tale pianta fu inclusa nelle farmacie occidentali dell’epoca.

Come si può osservare, l’uso della cannabis terapeutica per trattare i mal di testa è in aumento. Fino ad oggi, gli studi [3] hanno evidenziato che i recettori cannabinoidi sono localizzati lungo le terminazioni nervose periferiche, centri spinali e sovraspinali. Per questo motivo, i cannabinoidi possono essere efficaci producendo un effetto inibitorio sui recettori di serotonina di tipo 3 (5-HT3) o effetti antinocicettivi nella sostanza grigia centrale presente nel cervello. In questo modo, oltre al loro potenziale nel diminuire la frequenza e l’intensità della cefalea, i cannabinoidi migliorano la qualità di vita del paziente.

[1] Baron, E. P. (2015). Comprehensive review of medicinal marijuana, cannabinoids, and therapeutic implications in medicine and headache: What a long strange trip it’s been…. Headache: The Journal of Head and Face Pain, 55(6), 885-916.

[2] Russo, E. (2001). Hemp for headache: An in-depth historical and scientific review of cannabis in migraine treatment. Journal of Cannabis Therapeutics, 1(2), 21-92.

[3] Sun‐Edelstein, C., & Mauskop, A. (2011). Alternative headache treatments: nutraceuticals, behavioral and physical treatments. Headache: The Journal of Head and Face Pain, 51(3), 469-483.



"Cannabis contro l'emicrania, riduce gli attacchi"
Lo sostiene uno studio dell'università del Colorado, appena pubblicato su Pharmacotherapy. Che però avverte: "Come ogni altro farmaco, anche la marijuana ha potenziali effetti positivi e possibili rischi"
18 gennaio 2016

http://www.repubblica.it/salute/ricerca ... -131535902

"Cannabis contro l'emicrania, riduce gli attacchi"
Secondo i ricercatori la marijuana può aiutare a combattere l'emicrania
LA MARIJUANA potrebbe ridurre la frequenza dell'emicrania. A rilevarlo uno studio americano pubblicato su 'Pharmacotherapy', che ha trattato con la sostanza 121 persone con mal di testa, 103 delle quali hanno registrato una diminuzione degli attacchi mensili: da una media di 10,4 a 4,6. Il lavoro sarebbe il primo a correlare la cannabis a uso terapeutico con una riduzione della frequenza di emicranie, sostiene il gruppo dell'università del Colorado che lo ha condotto.

"Abbiamo registrato un miglioramento sostanziale nei pazienti - sottolinea Laura Borgelt, autrice principale della ricerca - . Come ogni altro farmaco, anche la marijuana ha potenziali effetti positivi e possibili rischi. E' importante che le persone siano consapevoli che usare la cannabis a scopo terapeutico può avere effetti collaterali". I volontari ai quali era stata diagnosticata l'emicrania sono stati trattati con diversi tipi di marijuana tra gennaio 2010 e settembre 2014, riporta il 'Daily Mail'. Circa i due terzi dei partecipanti avevano già usato la sostanza prima dell'inizio dello studio. Gli scienziati hanno notato che l'inalazione sembrerebbe favorire il trattamento delle emicranie acute. Allo stesso tempo, la cannabis edibile previene il mal di testa.

Anche se la maggior parte dei volontari ha registrato una diminuzione della frequenza, per 15 non è cambiato nulla e 3 hanno mostrato un aumento. Non si conosce ancora in che modo la marijuana attenui l'emicrania, ma gli scienziati sostengono di aver trovato recettori dei cannabinoidi in tutto il corpo, inclusi cervello, tessuti connettivi e sistema immunitario. Questi recettori sembrano avere proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. In più, i cannabinoidi potrebbero anche influenzare neurotrasmettitori importanti come serotonina e dopamina.

"Crediamo che la serotonina abbia un ruolo nell'emicrania, ma stiamo ancora lavorando per scoprire il ruolo esatto dei cannabinoidi in questa condizione", ricorda Borgelt. Mentre l'esperta ha definito i risultati "davvero notevoli", ha anche sottolineato la necessità di ulteriori studi futuri. Per la scienziata il lavoro ideale richiederebbe la somministrazione di quantità diverse di cannabis medica a differenti concentrazioni, proprio come accade negli studi sulla droga. Tuttavia, Borgelt sottolinea che questi studi non possono essere condotti in questo momento negli Usa a causa delle leggi federali anti-droga.




La cannabis fa bene al mal di testa
Riduzione dimostrata del numero di attacchi mensili
19/01/2016 Andrea Piccoli

http://www.italiasalute.it/3714/La-cann ... testa.html

La cannabis potrebbe aiutare chi soffre di mal di testa ricorrenti. Lo dice uno studio pubblicato su Pharmacotherapy da un team dell'Università del Colorado coordinato dalla prof.ssa Laura Borgelt.
Gli scienziati hanno analizzato l'effetto della sostanza su 121 persone con mal di testa, 103 delle quali hanno beneficiato di una riduzione consistente degli attacchi mensili, passando da una media di 10,4 a 4,6.
La prof.ssa Borgelt spiega: «abbiamo registrato un miglioramento sostanziale nei pazienti. Come ogni altro farmaco, anche la marijuana ha potenziali effetti positivi e possibili rischi. È importante che le persone siano consapevoli che usare la cannabis a scopo terapeutico può avere effetti collaterali".
Ai volontari sono stati somministrati diversi tipi di marijuana fra il gennaio del 2010 e il settembre del 2014. In due terzi dei casi, le persone hanno dichiarato di aver già usato la sostanza in passato. Dalle analisi sembra che l'inalazione sia la maniera migliore per trattare le emicranie acute, mentre la cannabis edibile previene il mal di testa.
Nei restanti 18 soggetti non si sono registrati miglioramenti dovuti all'uso della sostanza, anzi in 3 casi si è verificato un aumento degli attacchi. È probabile che l'effetto della marijuana si esplichi attraverso le naturali proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche proprie dei cannabinoidi, oltre che grazie all'influenza esercitata su neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina.
"Crediamo che la serotonina abbia un ruolo nell'emicrania, ma stiamo ancora lavorando per scoprire il ruolo esatto dei cannabinoidi in questa condizione", ricorda Borgelt.
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » lun gen 01, 2018 11:02 pm

California, la marijuana è legale
01/01/2018

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2 ... NGo6O.html

Con l'inizio del 2018, la marijuana diventa legale in California anche per uso ricreativo. La cannabis può essere acquistata ora nei negozi di Oakland, Berkeley, San Jose, Santa Cruz, San Diego e altre località, ma non ancora a San Francisco e Los Angeles dove le autorità non hanno ancora iniziato a concedere le licenze ai negozi. In quest'ultima città, le prime licenze dovrebbero essere emesse mercoledì. La marijuana è già legale in altri sette stati dell'Unione, ma la California è il più grande a fare questo passo. Fin dal 1996 i californiani potevano consumare marijuana a scopi medici, poi hanno approvato l'uso ricreativo in un referendum del 2016. Secondo la nuova legge, le persone maggiori di 21 anni possono possedere, trasportare, comprare e consumare fino a 28,5 grammi di marijuana e fino a 8 grammi di marijuana concentrata. Gli adulti possono coltivare fino a sei piantine di marijuana a famiglia, ma fuori dalla vista del pubblico. Secondo Business Insider, con la nuova legge il mercato della marijuana in California dovrebbe crescere fino a 3,7 miliardi di dollari quest'anno e a oltre 5 miliardi nel 2019.
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » mer feb 07, 2018 10:49 am

Che cosa è CBD? Tutte le informazioni su questo cannabinoidi meraviglioso
https://www.royalqueenseeds.it/blog-il- ... sciuto-n52


Come coltivatori, coltiviamo cannabis per ottenere l’effetto che crea quando viene consumata e di solito abbiamo il desiderio di ottenere ceppi con il maggior contenuto possibile di THC. Con tutte le conoscenze che stiamo acquisendo grazie ai test condotti sulla pianta della marijuana, adesso sappiamo che la cannabis contiene all’incirca 85cannabinoidi, quindi sembra incredibile che si abbia familiarità solo con uno di essi.

Nel mondo di oggi la cultura della cannabis è in rapida crescita. S’inizia a condurre test scientifici all’avanguardia in tutto il mondo e stiamo imparando che ci sono molte altre cose da scoprire a livello di contenuto di questa magica pianta. Una delle maggiori scoperte della ricerca moderna è stato il secondo cannabinoide con la maggior concentrazione: il Cannabidiolo, abbreviato CBD. Il THC e il CBD sono i cannabinoidi presenti per natura in maggior concentrazione: il THC costituisce il 12-25% e il CBD>1-4%in media. Se solo un quarto di ciò che i ricercatori dicono del CBD fosse vero, questa scoperta medica potrebbe avere un impatto consistente sulla medicina naturale moderna, paragonabile alla scoperta degli antibiotici.

Il CBD è come un fratello o una sorella del THC, perché come tutti i fratelli a volte si funziona simbioticamente e altre si combatte o si compensa l’altro. A differenza del Cannabidiolo, il THC è un composto psicoattivo (il che significa che influisce sulla funzionalità cerebrale agendo a livello del sistema nervoso centrale, il che risulta in un’alterazione di stato d’animo, comportamento, percezione e funzioni cognitive) e i suoi effetti sono quelli che sentono maggiormente coloro che fumano cannabis. Fra gli effetti c’è un senso di relax, l’aumento della sensibilità e naturalmente l’inevitabile fame che ci porta a desiderare un sacco di snack. Ha inoltre un uno officinale in una serie di sintomi, fra cui: dolore da lieve a moderato, insonnia, depressione, nausea e perdita di appetito, solo per citarne alcuni. Per alcuni però il THC può rivelarsi fonte di ansia e paranoia, spesso in relazione alla sensazione di rallentamento dello scorrere del tempo, che naturalmente non corrisponde a realtà.


THC-A


THC


THC-V


CBN


CBD-A


CBD


CBC-A


CBC


CBG-A


CBG
Analgesis
Pain relief

THC


CBN


CBD


CBC

Anti-inflamatory
Reduces inflammation

THC-A


CBD-A


CBD


CBC


CBG-A


CBG
Anoretic
Suppresses appetite

THC-V

Appetite stimulant
Stimulates appetite

THC


CBD

Antiemetic
Reduces vomiting and nausea

CBD

Intestinal anti-prokinetic
Reduces contractions in the small intestine

CBD

Anixolytic
Relieves anxiety

CBD

Antipsychotic
Tranquilizing, used to manage psychosis

CBD

Antiepileptic
Reduces seizures and convulsions

THC-A


THC-V


CBD

Antispasmodic
Supresses muscle spasms

THC


CBN


CBD

Anti-insomnia
Aides sleep

CBN


CBD

Immunosuppresive
Reduces the efficacy of immune system

CBD

Anti-diabetic
Reduces blood sugar levels

THC-V


CBD

Neuroprotective
Prevents nervous system degeneration

CBD

Antipsioriatic
Treats psoriasis

CBD

Anti-ischemic
Reduces risk of artery blockage

CBD

Anti-bacterial
Kills or slows bacteria growth

CBD


CBC-A


CBC


CBG
Anti-fungal
Treats fungi infection

CBC-A


CBG
Anti-proliferative
Inhibits cell growth in tumors/cancer cells

THC-A


CBD-A


CBD


CBC


CBG
Bone stimulant
Promotes bone growth

THC-V


CBD


CBC


CBG

#1 If only a quarter of what researchers are saying about CBD is true it can potentially have as large an impact on modern medicine as the discovery of antibiotics.

Il CBD è considerato un cannabinoide non psicoattivo, sebbene possa sembrare che abbia alcuni effetti psicoattivi. Ha un effetto sedativo e grazie al fatto che allevia vari dolori e sintomi, la maggior parte di coloro che ne fanno uso lo ricerca per questo. I suoi usi officinali superano quelli di qualsiasi altro cannabinoide noto, fra cui: la riduzione o la prevenzione d’infiammazione e nausea, diabete, alcolismo, PTSD, schizofrenia, artrite reumatoide, epilessia, patologie cardiovascolari, antipsicotico, ansiolitico e antidolorifico per gli spasmi muscolari o i dolori neuropatici, tradizionalmente più difficili da curare con qualsiasi rimedio medico, anche farmaceutico.

Se i cannabinoidi THC e CBD hanno molte proprietà benefiche se presi singolarmente, quando li si utilizza insieme, dato che derivano dalla pianta della marijuana, i loro effetti sono di gran lunga più sorprendenti. Quando agisce con le molecole di THC, il CBD può lenire parte dell’ansia provocata dal THC e alleviare vari tipi di dolore che invece il THC non riesce a lenire. Questo rende la natura il miglior medico se si considera che i due si ritrovano uniti nella stessa pianta, perché sono molto più efficaci se somministrati insieme, soprattutto per chi ha molteplici sintomi. Il CBD sembra essere anche antagonista degli effetti eccitanti del THC, in quanto ritarda l’insorgenza dell’effetto e lo fa durare fino al doppio del tempo. Alcuni di noi lo chiamano ‘strisciante’, perché sembra che non ci sia effetto dopo averlo consumato, ma poi d’improvviso… BOOM…arriva da non si sa dove e ti colpisce come una tonnellata di mattoni. Sebbene la marijuana abbia effetti diversi sulle persone, probabilmente avete vissuto questi effetti antagonisti.

I mammiferi, gli uccelli, i rettili e i pesci hanno tutti composti endocannabinoidi che prodotti dai loro organismi, che sono costituiti da un THC “naturale” chiamato anandamide. Tecnicamente, l’anandamide (Ananda = beatitudine interiore in sanscrito + amide = tipo chimico) è un neurotrasmettitore composto naturale che circola nel nostro organismo. Sia il THC che l’anandamide agiscono attraverso i recettori dei cannabinoidi posti sulle cellule del nostro organismo e hanno un effetto simile su dolore, appetito e memoria. I recettori sono semplicemente proteine di sorveglianza che si trovano nelle cellule che dirigono i segnali chimici dall’esterno delle molecole alle cellule, dicendo loro cosa fare, come una sorta di controllore aereo delle nostre cellule, ma queste comunicazioni si verificano solo dopo che una molecola o un composto si lega a loro. Una molecola che si lega a un recettore si chiama ligando e i recettori sono molto specifici a livello di cosa si possa legare a loro e solo determinati composti si legheranno a ogni tipo di recettore. E’ come un lucchetto e una chiave: solo determinate chiavi aprono delle porte specifiche e quando la porta è aperta, si ha un passaggio. Nel caso dei recettori, si tratta di un passaggio per un segnale direzionale. Una sola cellula può avere vari tipi di recettori attaccati a essa che hanno lo scopo di comunicare con vari composti.

I cannabinoidi influiscono sul nostro organismo perché questo contiene i suddetti recettori, fatti per legarsi a specifiche molecole dei cannabinoidi. Il cervello umano in effetti contiene più recettori dei cannabinoidi di qualsiasi altro recettore accoppiato a proteine G!Le nostre cellule che contengono così tanti recettori che si legano specificamente al THC e il fatto che il nostro organismo produca la sua forma di “THC naturale” (anandamide), per quanto in concentrazioni molto basse, ha senso nello spiegare perché gli essere umani sono così attratti da questa pianta. Non c’è nulla di non naturale nel modo in cui il nostro organismo utilizza i cannabinoidi e la marijuana si sta dimostrando molto efficace come rimedio naturale e dovrebbe essere disponibile per i pazienti che ne hanno bisogno.

Finora ci sono solo due recettori dei cannabinoidi noti nel nostro organismo che si legano con il THC: i recettori CB1 che si trovano nel cervello e nel sistema nervoso centrale e i recettori CB2 che si trovano in tutto il corpo, soprattutto nel sistema immunitario. A parte i cannabinoidi che si trovano nella cannabis (che naturalmente sono i più potenti) e quelli che produce naturalmente il nostro organismo, ci sono molte altre sostanze che agiscono lievemente sul nostro sistema endocannabinoide interno, come: Echinacea, turmerico, pepe nero, cacao, ecc. Si è scoperto che queste e altre sostanze si legano con gli stessi recettori dei cannabinoidi.
The Human Endocannabinoid System
Human endocannabinoid system

THC and CBN are known for “fit” like lock and key into nework of existing receptors. The Endocannabinoid System exists to receive cannabinoids produced inside the body called “Anadnamide” and “2-Arachidonylgycerol”. Stimulating the ECS with plant-based cannabinoids restores balance and helps maintain symptoms.

The cannabinoid receptors are further divided into 2 main subtypes, known as CB1 and CB2:

CB1
CB1 is found mostly in the brain and are concentrated in the brain and central nervous system, but also sparely populates other parts of the human body.
CB2
CB2 receptors are mostly found in the peripheral organs especially cells associated with the immune system.
Cannabidol
CBD does not directly "fit" CB1 or CB2 receptors, but it has powerful indirect effects still being studied.

2# Unlike THC most of the Cannabidiol is found in the leaves and stems of the plant and make up only only

Il Cannabidiolo o CBD, tuttavia, non ha molta affinità di legame con nessuno dei due recettori dei cannabinoidi noti. Ha invece un effetto soppressivo sull’enzima FAAH (o‘Fatty Acid Amide Hydroxylase’), che è responsabile della scissione e distruzione dell’anandamide.Questa reazione soppressiva con il CBD significa che rimarrà più anandamide nel sistema e per più tempo. L’anandamide favorisce il recettore CB1, come il THC, lasciando così meno possibilità di azione per il THC che si deve legare con questi recettori e, a sua volta, meno effetto.

Mentre al CBD non interessa legarsi con il CB1 o il CB2, è stato dimostrato che interagisce con altri recettori per attivare i suoi effetti officinali. Ci sono un paio di recettori accoppiati alle proteine G che si trovano nel sistema nervoso centrale e periferico che interagiscono con il CBD. Poi c’è il TRPV-1(abbreviazione tecnica di ‘TransientReceptorPotentialCation Channel Subfamily V’) che reagisce a questo. Il recettore TRPV-1 che è attivato anche dalla capsaicina, il composto ‘piccante’ che si trova nel peperoncino, si sa che media la percezione del dolore, l’infiammazione e la temperatura corporea, come probabilmente avrete sentito mangiando un peperoncino molto molto piccante.

Un’importante funzione nell’ambito dell’ansia nel nostro organismo viene rivestita dalla famiglia dei recettori 5-HT, attivati dal neurotrasmettitore serotonina. Questi recettori scatenano reazioni via messaggi chimici che eccitano o inibiscono a seconda del contesto chimico del legame. Il recettore della serotonina 5-HT1A fa parte della famiglia dei recettori che si legano al CBD e quando viene attivato, esercita i forti effetti antidepressivi dei cannabinoidi, che poi portano ad altre delle funzioni officinali del CBD, perché questo recettore agisce anche in un’ampia gamma di processi come ansia, dipendenza, appetito, sonno, percezione del dolore, nausea, vomito, ecc. Lo fa attivando una risposta inibitoria, rallentando i suoi segnali, rispetto ad altre droghe come l’LSD, i funghetti e gli allucinogeni che attivano un recettore 5-HT diverso che produce una risposta di eccitazione.

Il CBD produce parte degli effetti ansiolitici attivando dei recettori chiamati recettori dell’adenosina. Questi regolano le funzioni cardiovascolari, il consumo di ossigeno del miocardio e il flusso sanguigno delle coronarie, alleviando molti sintomi di ansia, tensione, rigidità del petto, fiato corto, ecc. Questi recettori regolano notevolmente altri neurotrasmettitori nel cervello, come la dopamina e il glutammato. La dopamina non è solo responsabile delle sensazioni positive che possono incidere su sonno, stato d’animo, memoria, attenzione e movimenti volontari. Altre droghe come la cocaina e la metanfetamina agiscono amplificando anche gli effetti dei recettori della dopamina, ma su scala più ampia. Mentre il THC potenzia temporaneamente i livelli di dopamina, il CBD non lo fa e negli studi condotti su topi e ratti, si è scoperto che il suo effetto sporadico è quello d’inibitore. Saranno necessari altri studi per capire il motivo alla base di questo e la modalità secondo cui avviene, in modo casuale. Probabilmente ha a che fare con uno degli altri 83cannabinoidi di cui conosciamo così poco.

CBD
Neuro-protective
Promotes bone growth
Reduces seizures and convulsions
Reduces blood sugar levels
Reduces function in the inmune system
Reduces inflammation
Reduces ridk of artery blockage
Reduces small intestine contractions
Reduces vomiting and nausea
Relieves pain
Relieves anxiety
Slows bacterial growth
Suppresses muscle spasms
Treats psoriasis
Vasorelaxant
Antibacterial
Inhibits cancer cell growth

CBD-A
Reduces inflammation
Inhibits cancer cell growth

CBG
Aids sleep
Inhibits cancer cell growth
Promotes bone growth
Slows bacterial growth

CBG-A
Reduces inflammation
Relieves pain
Slows bacterial growth

CBC
Promotes bone growth
Reduces inflammation
Relieves pain
Inhibits cancer cell growth

CBC-A
Reduces inflammation
Treats fungal infection

Delta 9-THC-A
Aids sleep
Suppresses muscle spasms
Inhibits cancer cell growth

Delta 9-THC
Reduces vomiting and nausea
Relieves pain
Stimulates appetite
Suppresses muscle spasms

Delta 8-THC
Relieves pain

THV-C
Reduces seizures and convulsions
Promotes bone growth

3# The remaining 83 cannabinoids make up only tiny fractions of the plant.

Sia il CBD che il THC hanno dimostrato, se presi singolarmente, di funzionare contro i tumori, ma hanno anche delle sinergie se usati insieme. Abbiamo bisogno di trial clinici più approfonditi per individuare esattamente le funzioni che hanno quando agiscono insieme sotto forma di cannabis. Purtroppo, dato che la coltivazione e il consumo di cannabis sono ancora limitati o vietati nella maggior parte dei Paesi al mondo, mancano i finanziamenti e le risorse necessarie da parte di governi e agenzie per condurre questo tipo di ricerca. Mentre alcune università e scuole hanno condotto studi in tutto il mondo che portano a evidenze chiare su come ci sia un rapporto cannabis/tumori, tali conclusioni non sono definitive. Questo possibile legame coinvolge un altro recettore accoppiato alle proteine G, chiamato GPR55, talvolta descritto come il recettore orfano perché non è stato inserito scientificamente in una famiglia di recettori, sebbene molti ricercatori ritengano che sia un terzo recettore dei cannabinoidi. Il recettore GPR55 si trova prevalentemente nel cervello, concentrato attorno e all’interno del cerebello e si utilizza per regolare la densità ossea e la pressione sanguigna. Un esempio: quando si ha un recettore GPR55 iperattivo, i segnali aumentano e questo può essere legato all’osteoporosi. Il recettore promuove l’attività della cellula osteoclasto e l’osteoclasto è responsabile del riassorbimento osseo, un processo in cui il calcio delle ossa viene scisso e trasferito dalle ossa al sangue, rendendolo più debole. Quando viene attivato, questo recettore contribuisce anche alla rapida crescita (proliferazione) delle cellule tumorali ed è legato a molti tipi di tumore. In alcuni studi è stato dimostrato che il CBD blocca i segnali del GPR55, riducendo la proliferazione delle cellule tumorali e il riassorbimento osseo ed esercitando effetti anticancerogeni.

La maggior parte dei test sulla cannabis illegale sono test che rilevano il THC e nella maggior parte dei Paesi il CBD è totalmente LEGALE e si può acquistare in molte forme. Purtroppo non ha gli stessi effetti che avrebbe nella cannabis, combinato, ma può fare meraviglie dal punto di vista medico anche da solo. Alcuni studi universitari hanno dimostrato che ha effetti incredibili sui topi, riducendo l’infiammazione dell’artrite reumatoide del 50% e riducendo anche la necrosi del 65% se assunto subito dopo un infarto.

L’effetto provocato dalle piante (o alimenti) ricchi di CBD è generalmente più fisico, mentre l’effetto del THC è più mentale, ma possono variare a seconda del rapporto CBD:THC. La differenza può essere distinta facilmente quando si paragonano la sensazione del fumare cannabis e quella del mangiare alimenti che contengono cannabis. Questo è dovuto a vari motivi. Uno è che c’è più CBD nelle foglie della pianta rispetto alle cime e la maggior parte di noi tiene le cime da fumare e usa la potatura delle foglie per cucinare. Un secondo motivo è che se riscaldato, il THC comincia a bruciare a 150-157 gradi centigradi, mentre il cannabinoide CBD ha una soglia di 160-180 gradi. Non so voi, ma io non conosco molte ricette di biscotti o prodotti da forno che possano essere cucinati a meno di 150 gradi e a meno che non siate al corrente di metodi per regolare i tempi e le temperature di cottura, avrete molte probabilità di mangiare manicaretti pieni di CBD. Anche i gambi contengono più CBD delle cime, quindi vale la pena usare tutta la pianta.

Al contrario di quanto ritengono in molti, una pianta non può diventare una pianta ricca di CBD se non ha il corredo genetico adeguato. La proporzione di THC, CBD e di tutti gli altri cannabinoidi è stabilita geneticamente. Il fatto che ci siano pochissime piante a elevata produzione di CBD è una bufala (elevata percentuale significa più del 4%): questo deriva da anni e anni d’incroci di piante per ottenere un elevato contenuto di THC.

Solo il 25-30% dei semi disponibili oggi può potenzialmente diventare un ceppo ricco di CBD (ossia>4%). Quando questi ceppi potenziali creano semi, questo gruppo di semi produrrà diversi fenotipi di germogli, creando piante ricche di CBD e piante ricche di THC in ogni generazione. In media, un seme su quattro che proviene da una pianta di cannabis ricca di CBD creerà una pianticella con fenotipo ricco di CBD. Anche nelle occasioni più rare, si otterrà un caso su quattro, il che significa che la possibilità di ottenere una pianticella ricca di CBD è del 25-50%. L’unico modo semplice per diffondere un ceppo ricco di CBD è trovare questi fenotipi dominanti e farli crescere per avere una pianta madre da cui prelevare cloni. Tutti questi cloni conterranno l’esatta proporzione CBD:THC della madre o della pianta donatrice.

Come si fa a sapere se si ha un ceppo ricco di CBD? Esistono test sui composti chimici che si possono condurre sulle piante in fase vegetativa per individuare i germogli con caratteristiche tipiche di quelli ricchi di CBD. Questi test consentono ai selezionatori di avere informazioni sul rapporto CBD:THC senza dover aspettare il raccolto per testare i fiori o le cime.

Quando avete raccolto un campione di cima, testatelo per rilevare la percentuale di cannabinoidi. Ci sono due metodi per effettuare i test: quantitativo o qualitativo. La differenza fra i due metodi sta sostanzialmente che uno è mirato alla qualità e l’altro alla quantità. Ci sono kit per effettuare i test a casa.

I metodi che hanno usato in passato i coltivatori per ottenere il massimo del potenziale di CBD nelle piante non sembrano funzionare e tendono ad avere un effetto montagne russe che riduce la quantità di THC nelle piante, dato che si trasforma in un altro tipo di tetraidrocannabinolo chiamato CBN. L’unico metodo di cui molti coltivatori parlano è quello di lasciare che le piante superino la fase di fioritura, ossia il momento del raccolto e lasciare che i tricomi diventino completamente ambrati ovunque li possiate vedere con un microscopio. Anche se questo metodo sembra aumentare la produzione di CBD, non ci sono studi a sostegno di questa tesi e ogni giorno in più porta alla riduzione del THC, poiché viene degradato o si ossida diventando CBN. La risposta probabile sta nel fatto che potrebbe essere dovuto all’invecchiamento oppure che la trasformazione del THC in CBN potrebbe far sentire di più gli effetti del CBD senza però aumentare nulla. Oppure che il CBN vi farà sentire più stanchi e pesanti di quanto non faccia il THC. La trasformazione del THC in CBN in parte ha luogo anche durante l’essiccatura, il che riduce la quantità di THC mentre le cime invecchiano.

Il mio studio ha rivelato soltanto alcuni ceppi ricchi di CBD, che sono rari e si dica abbiano >4-15% di Cannabidiolo: Royal Highness, Euphoria, Painkiller XL & Medical Mass. Tuttavia, man mano che le conoscenze sul Cannabidiolo si diffondono, l'esigenza e il desiderio di assumere cannabis a scopo medicinale aumenteranno incredibilmente e arriverà quindi il momento in cui i selezionatori cercheranno di produrne di più. Ma se siete coltivatori che usano quello che hanno imparato per selezionare i ceppi giusti, incrociate quelli selezionati per fenotipo e cercate di ottenere una pianta madre per sostenere un ceppo nuovo di zecca con un contenuto altissimo di CBD: potrete diventare dei veri maghi del pollice verde nella cultura della coltivazione.

Scritto da: Golgi Apparatus
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TERAPIA ANTALGICA CON BEDIOL | Ok Salute e Benessere

https://www.ok-salute.it/consulti-medic ... con-bediol


DOMANDA


Egregio dottore,mi rivolgo a Lei perchè mi sembra di capire che ci son poche persone cosi’ informate sulla terapia a base di cannabis.Mia figlia soffre ormai da 12 anni di emicrania (cefalea tensiva e emicrania cronica) ora ha 20 anni e l’anno scorso è caduta pure in depressione per causa del mal di testa.Tutte le cure dei centri cefalee che abbiamo interpellato,erano a base di psicofarmaci(topamax,inderal,laroxil ecc.ecc.) che a dire la verità non avevo neanche il coraggio di leggere gli effetti collaterali! Arrivato alla disperazione,ho iniziato da 15 gg.(di mia iniziativa)una terapia a base di Bediol sospendendo lentamente tutti i farmaci che assumeva. Dopo 15 gg. abbiamo riscontrato già dei buoni risultati,quattro giorni senza mal di testa.Se pensiamo che negli ultimi 60 giorni aveva l’emicrania tutti i giorni, è stato un ottimo risultato.Tutto questo perchè avrei piacere sapere da Lei se la terapia che sto facendo puo’ essere quella giusta.(Purtroppo pochissimi medici nella mia zona di Vicenza sono informati)

Terapia:
decotto 100 mg bediol (acqua + latte) fatta bollire per 20minuti
Una dose al mattino e una dose a meta’ giornata.
Uso le capsule apribili micronizzate.

Effetti collaterali nessuno riscontrato,anzi e’ migliorato l’umore.
Avevo pensato di continuare per 20 gg.poi dimezzare la dose,fino a saltare qualche giorno tra una dose e l’altra.

Ringrazio di cuore per la cortese risposta.
Gianfranco



RISPOSTA

Caro Gianfranco, la mia esperienza nella cefalea è quasi essenzialmente con l’uso del bedrocan, con il quale ho ottimi risultati.

Ber quanto concerne il bediol, purtroppo non abbiamo ancora dei riferimenti precisi sul il dosaggio , ma dato il suo basso contenuto di THC, è possibile aumentare il dosaggio fino a 300 mg/die.

Le consiglio comunque di aggiungere al decotto,durante la bollitura,almeno due cucchiai di latte o due cucchiaini di olio d’oliva per permettere alle sostanze attive di liberarsi.

per ulteriori informazioni puo’ consultare il sito www.antalgica.com oppure www.sirca-cannabisterapeutica.it

cordiali saluti

Paolo Poli

ANESTESISTA. Direttore della unità operativa di terapia antalgica e cure palliative dell’azienda ospedaliero universitaria pisana. Nato nel 1948, si è laureato in medicina nel 1975, per poi specializzarsi in anestesia e rianimazione nel 1978 e in medicina legale nel 1982. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è professore a contratto per l’insegnamento di “Terapia antalgica-tecniche invasive”
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » dom dic 16, 2018 7:05 pm

Canapa: quel materiale scomodo per le lobby che in Puglia sta rinascendo "volevano farla sparire" -

https://www.pugliareporter.com/2018/12/ ... la-sparire

“Bene i controlli che stanno interessando il settore della canapa che in Puglia negli ultimi anni ha avuto uno sviluppo importante che va salvaguardato da frodi e speculazioni. Sono numerose le imprese agricole che stanno segnalando e denunciando dal 2017 fenomeni distorsivi e speculativi. La Legge italiana c’è, va rispettata e fatta rispettata, magari completandola, in modo da renderla ancora più efficace e rispondente alle esigenze produttive e di mercato reali degli imprenditori agricoli”, è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, a quanto disposto dalla Procura di Taranto.

Il boom della canapa in Puglia è stato registrato anche grazie alla legge regionale entrata in vigore il 14 gennaio 2017 che ha favorito – dice Coldiretti Puglia – il moltiplicarsi di terreni e produzione, oltre ad idee innovative nella trasformazione della ‘pianta’ dai mille usi, dalla birra alla ricotta e agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, taralli, biscotti e cosmetici e ancora vernici, saponi, cere, detersivi, carta o imballaggi, oltre al pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita.

“La nuova frontiera è la cannabis light con la coltivazione e la vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – attività regolamentate dalla legge numero 242 del 2 dicembre 2016 recante “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che ha disciplinato il settore. Con la nuova norma non è più necessaria, infatti, alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Resta il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare”.

La percentuale di Thc nelle piante analizzate potrà inoltre oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Al momento risulta consentita – precisa ColdirettiPuglia – solo la coltivazione delle varietà ammesse, l’uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati esclusivamente i semi in quanto privi del principio psicotropo (Thc).

“L’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito – precisa Claudio Natile, referente del comparto della canapa di Coldiretti Giovani Impresa Puglia – la diffusione della canapa che è particolarmente versatile negli impieghi, ma anche in grado dal punto di vista colturale a basso impatto ambientale di ridurre il consumo del suolo, la percentuale di desertificazione e la perdita di biodiversità. Considerata l’importanza economica del settore, occorre formare le aziende agricole per favorire la qualità della produzione nazionale e supportarle nella trasformazione del prodotto, scongiurando l’alterazione della legge italiana di riferimento anche attraverso un sistema di controllo nei confronti degli operatori delle filiere per favorire la legalità e prevenire truffe e comportamenti illeciti. Valorizzare la canapa italiana, di nostra tradizione, considerato che negli anni Quaranta eravamo il secondo Paese mondiale a produrla, dopo la Russia e promuoverla all’estero per sostenere le aziende italiane anche nelle esportazioni”.

Si tratta in realtà – rileva Coldiretti Puglia – del ritorno ad una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta.

ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono. Il boom della coltivazione della canapa è un’ottima dimostrazione – conclude Coldiretti Puglia – della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori che proprio da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica ed occupazionale del Paese.
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Re: El canevo o mariuana come cura e farmago

Messaggioda Berto » mer apr 17, 2019 5:01 am

I cannabinoidi possono uccidere le cellule della leucemia, rivela un nuovo studio rivoluzionario
???

https://iside.altervista.org/i-cannabin ... luzionario

Un recente studio, pubblicato su International Journal of Oncology, ha rivelato che i cannabinoidi, sostanza chimica attiva nella cannabis, possono distruggere le cellule della leucemia da sole o in combinazione con altri trattamenti contro il cancro. La comunità scientifica ha stabilito, da molto tempo, che i cannabinoidi rappresentato un potenziale nel trattamento del cancro. Per valutare l’efficacia del composto contro la leucemia, un gruppo di ricercatori della St George’s, Università di Londra, ha studiato cellule tumorali in un laboratorio e testato diverse combinazioni di cannabinoidi e farmaci chemioterapici come la citarabina e la vincristina.

Lo studio ha rivelato che le varietà cannabiniodiche di cannabidiolo e tetraidrocannabinolo (THC) hanno eliminato le cellule della leucemia quando usate singolarmente. Inoltre, lo studio ha rivelato che l’aggiunta di cannabinoidi a seguito di una dose iniziale di chemioterapia porta benefici generali contro il tumore del sangue. Ciò significa che si ha un simile miglioramento ma utilizzando dosi di chemioterapia più basse, hanno detto i ricercatori. Dosi più basse di chemioterapia possono equivalere a ridurre il rischio di effetti collaterali correlati al trattamento nei pazienti.

Secondo il team di ricerca, combinare la chemioterapia con il trattamento di cannabinoidi, ho dimostrato un risultato migliore rispetto alla sola chemioterapia o alla sola combinazione di cannabidiolo / THC. Tuttavia, gli esperti hanno notato che si è vista una maggiore potenza del trattamento solo quando il trattamento con cannabinoidi è stato aggiunto dopo la chemioterapia iniziale, ma non viceversa.

“Abbiamo dimostrato per la prima volta che l’ordine in cui vengono utilizzati i cannabinoidi e la chemioterapia è fondamentale per determinare l’efficacia complessiva di questo trattamento. Questi estratti di cannabis utilizzati nel trattamento, sono altamente concentrati e purificati, quindi fumare marijuana non avrà un effetto simile. Ma i cannabinoidi sono una prospettiva ben accetta per l’oncologia e studi come il nostro servono a stabilire i modi migliori in cui dovrebbero essere utilizzati per massimizzare un effetto terapeutico “, ha detto il ricercatore Dr. Wai Liu in ScienceDaily.com .


I cannabinoidi hanno dimostrano efficacia contro la leucemia già in un precedente studio

I risultati attuali rispecchiano il risultato di uno studio del 2013, anch’esso condotto dal Dr. Liu, che ha dimostrato il potenziale del composto nella lotta alla leucemia. Come parte o ricerca, l’oncologo ha testato sei varianti di cannabinoidi, indipendentemente o in combinazione l’uno con l’altro, contro le cellule della leucemia. Il ricercatore ha scoperto che i composti hanno provocato un calo significativo della vitalità delle cellule cancerose e contemporaneamente hanno inibito tutte le fasi del ciclo cellulare.

“Ci sono un sacco di tumori che dovrebbero rispondere abbastanza bene a questi agenti cannabinoidi. Usando questi farmaci in combinazione l’uno con l’altro possiamo effettivamente ottenere un maggiore effetto curativo, e ciò significa che possiamo – dopo aver fatto ulteriori studi – portarlo finalmente in clinica e sperare che possa essere usato dai pazienti nei prossimi 12-18 mesi “, ha detto l’autore dello studio Wai Liu su USNews.com .

Tuttavia, l’esperto di salute ha avvertito che i composti potrebbero non funzionare su tutti i tipi di cancro. Secondo il Dr. Liu, al momento non è stato dimostrato che fumare marijuana possa produrre benefici simili agli estratti di cannabis, nei pazienti. Ha poi sottolineato, che non consiglierà di fumare marijuana per curare la leucemia, poiché rimane incerto su come varie sostanze chimiche interagiscano all’interno del corpo di un paziente.
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