Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » gio dic 11, 2014 4:03 pm

Pensè a ƚa tara del bon raxonar e a ƚa cativeria de çerti cristian-catoƚego romani, anca siori e colti (ma no saoni o sapienti), ke ƚi riva a dir ste ensemense:

l’an pasà on sior padoan purpietaro de on mucio de canpi e de caxe, forse laoreà e “cristian-catoƚego-roman devoto e partegante e de gran clase”, on dì tratando de sta coestion el me ga scrito:


"Dai ATTI dei APOSTOLI (At 4,8-12)

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che "voi" (ebrei) avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
"



Ki a ghemo l’apostoƚo Piero ke a Jeruxaƚeme el ga na descusion co i cai e ƚi ansiani del popoƚo e acuxandoƚi e ‘l ƚi noma o tira en bàƚo o ciàma en caouxa co:... che “voi” avete crocefisso ... .

Sto cristian catoƚego del pavan el ga ƚa ensemensa de enterpretar coel “voi” dito da Piero a Jeruxaƚeme come sel fuse direto a ƚi ebrei, come se Piero no ‘l fuse ebreo ... e soto soto magari el pensa kel fuse on cristian roman.

Ƚe robe ƚe xe asè ben difarenti: Piero lè n’ebreo eretego driante o segoaçe de l’ebreo eretego Cristo ke l’encolpa i cai e ƚi ansiani de Jeruxaƚeme ebrei orodosi de esar responsabiƚi de ƚa morte de Cristo ... coel voi nol pol esar direto a ƚi ebrei parké anca Piero lè ebreo come Cristo, ma ƚè direto a na parte de ƚi ebrei, coeƚi ortodosi e en particoƚar ai cai e a ƚi ansiani co cu el sta descutendo.

A ghe xe on mucio de cristiani (catoƚego romani) ke no ƚi sa gnanca ke Cristo e ƚi apostoƚi Piero e Marco ƚi xe tuti ebrei, soto soto ƚi xe rivà (ƚi xe stà endoti) a pensar ke Cristo e ƚi apostoƚi Piero e Marco no ƚi fuse ebrei e magari ke ƚi fuse romani come ente ƚe raprexentasion ke ƚi ga de ƚa figura de Cristo bianco, alto e biondo, come ente ƚa “sagra sindone”.

Me vien l’oror co penso a sti pori omani ke ƚi ga sta tara e sto condisionamento edeoƚojego.

Cristo, Piero e Marco ƚi jera tre ebrei
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » mar gen 20, 2015 10:26 am

L’antiebraeixmo e l’antisemetixmo de çerti veneti marciani
viewtopic.php?f=167&t=1338
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » mer gen 21, 2015 5:47 pm

Ki a se pol ociar ben come ke łi romani łi gà torturà e copà l’ebreo Cristo

https://www.youtube.com/watch?v=dJpfRLRB2RM
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » mar mag 26, 2015 7:05 pm

L'orendo françescan Jemełi prete del catołego criminal Cadorna
viewtopic.php?f=139&t=1617

La granda menxogna
viewtopic.php?f=139&t=1616


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... gna-kw.jpg

Padre Agostino Gemelli, al secolo Edoardo Gemelli

(tepego caxo kel provaria łe teorie criminałi del Lonbroxo)
http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Lombroso

http://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Gemelli

Padre Agostino Gemelli, al secolo Edoardo Gemelli (Milano, 18 gennaio 1878 – Milano, 15 luglio 1959), è stato un religioso, medico, rettore e psicologo italiano. Appartenente all'ordine francescano dei Frati Minori, è stato il fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell'istituto secolare dei Missionari della Regalità di Cristo e dell'Opera della Regalità.

...

Nel 1938, appoggia le leggi razziali (viene considerato da diversi studiosi uno degli esponenti di spicco dell'"antiebraismo spiritualista" che caratterizzò il razzismo fascista, distinguendolo dall'antiebraismo biologico nazista).[6] Secondo F. Cuomo, Gemelli sarebbe tra i 360 aderenti al manifesto degli scienziati razzisti del 25 luglio,[7] (precedentemente pubblicato sul Giornale d'Italia il 15 luglio), e comunicato dalla segreteria politica del Partito Nazionale Fascista dopo un incontro al vertice con i redattori della tesi.[8] Tuttavia questa adesione da alcuni viene messa in dubbio[9]. La figura di Agostino Gemelli è periodicamente al centro di accuse di antisemitismo per il contenuto di alcuni suoi scritti contro l'ebraismo pubblicati durante il periodo fascista. Il più noto e contestato è il necrologio di Felice Momigliano, pubblicato in Vita e Pensiero, rivista dell'Università Cattolica, nell'agosto 1924. Pubblicato anonimo, Agostino Gemelli, allora Rettore dell'Università Cattolica e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, ne rivendicò la paternità nel numero del dicembre 1924 della stessa rivista.

Nell'articolo era scritto:

« Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era il Rettore dell'Università Mazziniana. Qualche altro ha ricordato che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l'opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l'acqua del Battesimo. »
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » dom dic 27, 2015 12:42 pm

El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei
viewtopic.php?f=25&t=468


“L’anticristianesimo alle origini dell’antigiudaismo” di Don Nicola Bux
Pubblicato 16 maggio 2010 | Da Libertà e Persona
Una storia che nessuno ricorda. La Chiesa delle origini, composta anche da molti ebrei convertiti al cristianesimo, fu perseguitata dai Giudei. Al punto che le autorità dell’impero romano dovettero emanare norme per difendere i cristiani.
Da il Timone – Aprile 2010

http://www.libertaepersona.org/wordpres ... a-bux-1807

Nel suo saggio Ebrei e cristiani. Il mito di una tradizione comune (San Paolo, 2009), il noto studioso ebreo Jacob Neusner demolisce appunto l’idea, diffusasi soprattutto tra i cattolici dopo il Concilio Vaticano Il, che le due religioni abbiano molto in comune. L’autore lo aveva già fatto con un altro testo, Disputa immaginaria tra un rabbino e Gesù, nel quale affermava che «Secondo la Torah, molto di ciò che Gesù ha detto è sbagliato». Joseph Ratzinger nella prefazione lo definiva come «Il saggio più importante per il dialogo ebraico-cristiano dell’ultimo decennio». Neusner ha ragione?
Prendiamo le Scritture: è vero che noi cristiani abbiamo quelle ebraiche che chiamiamo Vecchio Testamento, ma gli ebrei non hanno il nostro Nuovo Testamento; inoltre, la comprensione delle Scritture per noi passa attraverso Gesù. C’è poi un altro aspetto non secondario: la religione giudaica al tempo di Gesù passava attraverso l’interpretazione dei Farisei, invece Gesù si richiamava ai Patriarchi e ai Profeti.
L’attuale religione giudaica è quella rinata dopo la distruzione di Gerusalemme del 70 d C, filtrata attraverso il Talmud – monumentale studio della Torah, la legge divina, compilato tra IV e V secolo, dove il ruolo dei Profeti è minimo – perché proprio i Profeti avevano preso le distanze dalle interpretazioni insopportabili intervenute al tempo della divisione dei regni e degli esili.

Nella recente visita alla sinagoga di Roma, papa Benedetto XVI ha rinnovato il rispetto per l’interpretazione che gli ebrei hanno dell’Antico Testamento: sappiamo che questa è diversa da quella cristiana, soprattutto perché la Torah, come dice Neusner, è filtrata attraverso il Talmud che è il giudaismo. Ma basterebbe solo un punto a marcare la differenza: la fine del Tempio, cioè il luogo della Shekinah, la Presenza divina. Resta il fatto che «La Chiesa, popolo di Dio, della nuova Alleanza, scrutando il proprio mistero, scopre il proprio legame con il popolo ebraico, che Dio "scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola"» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 839).
I Padri della Chiesa erano convinti che l’antica Alleanza si fosse compiuta in Cristo e se ne sentivano i veri eredi; non solo era avvenuto il passaggio dal giudaismo al cristianesimo, anzi al giudeo-cristianesimo, ma, quasi contemporaneamente, anche quello alla Chiesa dei gentili, ovvero le genti pagane che si convertivano a Cristo. L’Ecclesia ex circumcisione e l’Ecclesia ex gentibus si possono ancora oggi ammirare a Roma come due figure femminili nel mirabile mosaico di S. Sabina all’Aventino.

Allora, perché tanta insistenza da parte cattolica sulla comunanza, quando poi gli stessi ebrei continuamente prendono le distanze, ora sulla persona e l’opera del Venerabile Papa Pio XII, ora sulla "Preghiera per gli ebrei" approvata dal Benedetto XVI per l’uso nella celebrazione della forma straordinaria del rito della Santa Messa, ora sulla revoca della scomunica alla Fraternità San Pio X e così via?
E malgrado le spiegazioni, non sembrano mai appagati? A mio avviso, il motivo di fondo è l’anticristianesimo. Negli Atti degli Apostoli i "nazareni" – così erano chiamati i cristiani dagli ebrei – non pensavano di costituire una religione a parte, malgrado le vessazioni subite dagli stessi Apostoli e dalle comunità; quando furono cacciati dalle sinagoghe, infatti, misero insieme nel primo giorno dopo il sabato – chiamato kyriakè, cioè domenica – la lettura della Torah, che si faceva di sabato, e la celebrazione dell’Eucaristia.
Attorno a tale polo, si può osservare in Palestina la differenziazione progressiva della suppellettile liturgica cristiana da quella giudaica, per esempio nei simboli: il sacrificio di Isacco nelle sinagoghe è reso con tutti i dettagli figurativi, invece nelle chiese è ridotto all’agnello legato all’albero posto sotto o dietro l’altare; l’altare dei sacrifici nel cortile del Tempio e la tavola delle offerte all’interno, nelle chiese vengono sintetizzati nell’altare a cui si addossa una mensa. In occidente, molto evidente prima del Vaticano Il.
Si può intravedere in ciò una sorta di antigiudaismo cristiano?
Certamente no, ma solo la consapevolezza del compimento delle figure antiche nelle nuove. Dagli ebrei ciò è ritenuta ancora oggi una eresia. Che il cristianesimo fosse "vino nuovo in otri nuovi", lo provano alcuni altri fatti. Gesù aveva detto: «Quando poi vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina. Allora coloro che sono in Giudea fuggano ai monti, quelli che sono nella città si allontanino...» (Lc 21,20-21). Così fecero i seguaci di Gesù nel 70, in gran parte giudei divenuti cristiani, dissociandosi dalla sanguinosa rivolta antiromana. I cristiani non parteciparono nemmeno alla rivolta del 132-135 capitanata da Bar Kochba, anzi pagarono caramente.

Alcuni decenni dopo, Giustino di Nablus scriveva: «I Giudei ci considerano loro nemici e loro avversari. Come voi, anch’essi ci perseguitano e ci mettono a morte quando possono farlo [.. .]. Ne potete avere le prove. Nell’ultima guerra di Giudea, Bar Kochba, il capo della rivolta, faceva subire ai soli cristiani gli stessi supplizi se non rinnegavano Cristo» (Apologia 1,31,6). Eusebio aggiunge: «se non lo bestemmiassero» (Storia Ecclesiastica IV,8). Alcuni ritornarono da Pella, in Transgiordania, ove si erano rifugiati e si stabilirono, secondo la testimonianza di Epifanio nel Trattato dei pesi e delle misure, attorno alla "piccola chiesa" del Sion, nella parte meridionale di Gerusalemme.
La rottura tra cristianesimo e giudaismo si consumò a Yamnia, centro a sud di Jaffa, dove i rabbi farisei presero in mano le redini della nazione, per ridare fiducia ai sopravvissuti al massacro compiuto dai romani e alle deportazioni, prendendo decisioni ardue al fine di riorganizzare la comunità ormai priva del Tempio e delle autorità sacerdotali e nazionali.
Si confrontarono posizioni moderate e conciliazioniste, come quelle di rabbi Johanan ben Zakkai e Rabbi Joshua ben Hananyah, e posizioni dure e intransigenti, come quelle di Rabbi Eliezer ben Hircanos e di rabbi Gamaliel. Queste ultime, maggioritarie, prevalsero al momento di definire e approvare le cosiddette 18 Decisioni vincolanti per la comunità, e di passare alla stesura delle 18 Benedizioni, con l’aggiunta di quella dei Minim, ossia gli apostati – invero una maledizione (Birkat-haMinim) -inclusiva dei giudeo-cristiani.
Nella Mishna – compilazione della legge orale fatta da rabbi Juda agli inizi del III sec. d.C. a Tiberiade – si afferma perentoriamente: «Queste sono alcune delle decisioni che furono prese nella camera superiore di Hananyah ben Hiskiah ben Gurion, quando i saggi salirono per fargli visita. Essi votarono e i saggi della Scuola di Shammay (l’ala dura difesa da un buon manipolo di gente armata pronta a far valere la ragione della forza) si trovarono in maggioranza. Quel giorno furono prese le 18 Decisioni» (Shab 1 ,4).

Nel Talmud babilonese si legge: «Quel giorno Hillel (rabbi simbolo dei moderati in opposizione a Shammay) sedette umilmente come un discepolo davanti a Shammay. Quel giorno fu così penoso come il giorno in cui fu fatto li vitello d’oro» (Shab 171). La Birkat-haMinim finì per sancire la rottura tra l’ebraismo farisaico rappresentato dai Sapienti e la Chiesa Madre di Gerusalemme: sia gli uni che gli altri, infatti, la considerarono una vera e propria scomunica. Il testo, conservato nella ghenizah del Cairo (luogo della sinagoga dove si conservano i libri sacri) recita: «Che gli apostati non abbiano speranza e che il regno dell’insolenza sia sradicato ai nostri giorni.
Che i Nozrim (i nazareni) e i Minim spariscano in un batter d’occhio. Che siano rimossi dal libro dei viventi e non siano scritti tra i giusti. Signore che abbassi gli orgogliosi». Con tale scomunica vennero così colpite tre categorie: i Giudei collaborazionisti del vincitore romano, l’impero romano in quanto tale e i Giudei seguaci di Gesù. Veniva sancita la rottura definitiva tra la Sinagoga e la Chiesa nascente.
Tale posizione causò la caccia al giudeo divenuto cristiano. AI punto che l’imperatore Costantino nel 315 promulgava alcune leggi, come quella indirizzata ai capi giudei, in cui proibiva di molestare quanti avevano abbracciato la nuova religione, ribadendo la legislazione precedente che proibiva agli incirconcisi di diventare ebrei, insieme all’abolizione del supplizio della croce, del crurifragio – lo spezzar le gambe ai condannati a morte – e del marchio a fuoco sulla fronte degli schiavi.
Nel 329, il 18 ottobre, l’imperatore promulgava una legge per proteggere i convertiti dal giudaismo, condannando a morte i Giudei che avessero lapidato chiunque «era fuggito dalla setta omicida e aveva rivolto gli occhi al culto di Dio (diventato cristiano». Viene alla memoria il protomartire Stefano, ucciso tre secoli prima dagli ebrei ellenisti. Ancora il 21 ottobre del 335, Costantino decretava la punizione per i Giudei che avessero perseguitato un ebreo convertito al cristianesimo. Anche Valentiniano III e Teodosio II l’8 aprile 426 emanarono una legge con cui proibivano alle famiglie giudee e samaritane di diseredare i loro membri convertiti al cristianesimo.
AI tempo dell’imperatore Focas, gli Ebrei o almeno i più fanatici tra loro non perdevano occasione per ripagare autorità e popolazione cristiana con ogni genere di offese, come descrive Giacobbe, un convertito dal giudaismo: «io odiavo la legge dei cristiani e il ricordo di Cristo, e non volevo udire la profezia di profeti che avevano profetizzato a riguardo di lui; ma restavo a macchinare contro i cristiani in ogni sorta di mali e li oltraggiavo enormemente» (Sargis d’Aberga 63).
Tutto questo doveva portare malauguratamente al desiderio di vendetta dei cristiani, al punto che Focas si adoperò per la conversione forzata di tutti gli ebrei dell’impero alla religione di Stato, sebbene già in precedenza papa Gregorio Magno avesse scritto ai vescovi proibendo di battezzare gli ebrei contro la loro volontà e in altro momento ingiungeva al vescovo di Cagliari di far restituire la sinagoga che un neoconvertito dall’ebraismo aveva sottratta ai suoi antichi correligionari.
L’intolleranza cristiana si alimentava con la continua rivalsa giudaica.
Fermiamoci qui alle soglie del Medioevo. Per fortuna oggi uno spirito nuovo da parte cattolica, ma anche da non pochi gruppi di ebrei, ci porta a considerarli come "fratelli maggiori", sebbene talvolta tentati da invidia come quello della parabola del figlio prodigo perché il padre compassionevole ne aveva festeggiato il ritorno ammazzando il vitello grasso.

Don Nicola Bux
Ricorda «Anche noi, abbracciando con la fede il Cristo che viene da Betlemme, divenimmo da pagani popolo di Dio. Egli, infatti, è la salvezza di Dio Padre. Vedemmo con gli occhi il Dio fatto carne. E proprio per aver visto il Dio presente fra noi ed averlo accolto con le braccia dello spirito, ci chiamiamo nuovo Israele". (S. Sofronio, patriarca di Gerusalemme, Discorso 3 su//"’Hypapante", 6,7; PG 87,3, 3293).



L'ANTISEMITISMO CRISTIANO, PIÙ ANTICO DELL'ISLAMICO.
https://www.facebook.com/zio.Ferdinando ... 8868329586

Nella Prima Lettera ai Tessalonicesi di Paolo di Tarso, databile intorno all’anno 50, a proposito degli ebrei vi si legge: “Costoro hanno ucciso il Signore Gesù e i profeti, hanno perseguitato noi, non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini. Essi impediscono a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano sempre di più la misura dei loro peccati! Ma su di loro l’ira è giunta al colmo” (2,15-16).

Questo testo di san Paolo trasmette sugli ebrei le seguenti convinzioni:
1) sono colpevoli della morte di Gesù;
2) non piacciono più a Dio;
3) coltivano un senso di inimicizia verso tutti gli uomini;
4) il loro peccato ha suscitato l’ira divina, giunta oramai al colmo.

È da notare anche l’equivalenza tra ebrei che impediscono la predicazione cristiana, ed ebrei che uccisero Gesù. Perché, essendo evidente per ragioni cronologiche che non si tratta delle medesime persone, si ha qui l’inaugurazione del concetto di colpa collettiva.

Franco Matteo Mascolo
Probabilmente ce l'aveva soltanto con gli Ebrei più fanatici e chiusi che volevano lasciare i Gentili nel loro brodo...e con i dirigenti Ebrei che preferirono sacrificare Yeshua per evitare contraccolpi armati dei Romani (almeno come deducibile dal vangelo di Giovanni, il discorso di Giuseppe Caifa al Sinedrio, nel caso fosse stata realtà cronachistica oggettiva); non andrei giù così pesante su Saulo-Paolo, era stato fanatico nel perseguitare i "Nozrim",sarà rimasto un poco altrettanto fanatico nell'avercela con gli ex colleghi rigoristi anti-Nozrim---
Inoltre è possibile che alcune espressioni siano state mal tradotte in greco, se dettate a discepoli di lingua aramaica - per non parlare della possibilità di "aggiustamenti" della lettera in senso ambiguo-polemico...


Alberto Pento
Se si considera il cristianismo come una eresia dell'ebraismo si può convenire che l'antisemitismo religioso cristiano si origina nel conflitto interno all'ebraismo tra l'ortodossia ebraica e l'eresia ebraico cristiana.
Se vi è fanatismo religioso questo è palesemente più quello ebraico cristiano che quello ebraico ortodosso, che è innegabile come è palese e innegabile quello di Cristo originato nel suo fideismo e nella sua esaltazione presuntuosa e idolatra di credersi prima il Messia e poi figlio di Dio e Dio Stesso.
Questa presunzione fanatica e idolatra dell'ebreo eretico Gesù Cristo si è trasmessa ai suoi seguaci nei secoli.





LE RADICI dell'anti-giudaismo prima e dell'antisemitismo dopo, nel cristianesimo:
La SHOAH con i suoi milioni di morti è occorsa agli ebrei per aver 'rifiutato il messaggio cristiano' ?
Hitler quindi fu uno strumento della collera divina?
https://www.facebook.com/zio.Ferdinando ... 1171664689

Se questa macabra teologia della storia avesse un minimo senso, occorrerebbe chiedersi allora quale potrebbe essere la ragione teologica del genocidio di quasi due milioni di armeni, di fede invece cristiana, avvenuti prima della Shoah. Nonché di tutte le stragi che la storia conosce da Caino ai nostri giorni.
In questo modo si trasforma Dio nel più mostruoso criminale di tutti i tempi, uno da cui prima ci si libera meglio è, il che peraltro è quanto sta progressivamente e sistematicamente avvenendo in Occidente.

Cattedrale di Strasburgo (1230): la chiesa trionfante, la sinagoga sconfitta.



Franco Matteo Mascolo
La Torah dei 10 Comandamenti nè è amata dai Gentili, nè è propagandata dagli Ebrei, spesso neanche sotto la forma dei 7 ordini di precetti noachidi, ecco il dramma !! - e i fanatici pseudo credenti musulmani ne approfittano per presentarsi come i salvatori delle patrie internazionali... les neo-parvenus...

Alberto Pento
Non si tratta di Dio ma dell'interpretazione di Dio scambiata per Dio e quindi divenuta automaticamente idolatria. Da qui si origina il male, da questa presunzione idolatra, dall'idolo religioso scambiato per Dio che come conseguenza porta all'esaltazione, al fanatismo e al disprezzo.
Il fanatismo esaltato maomettano è ancora maggiore di quello cristiano, poiché la sua presunzione è molto più grande come è più grande la violenza che vi si accompagna.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » lun mar 14, 2016 6:12 am

At high school basketball game, Jews accused of killing Jesus
SAM SOKOL

http://www.jpost.com/Diaspora/At-high-s ... sus-447756


NEW YORK – Supporters rooting for a Catholic school team during a high school basketball game this weekend shocked opposing fans, many of whom were Jewish, when they began repeatedly chanting “You killed Jesus.”

New York - tifosi per una squadra cattolica della scuola, durante una partita di basket del liceo questo fine settimana hanno scioccato i tifosi avversari, molti dei quali erano ebrei , quando hanno cantato ripetutamente " Hai ucciso Gesù".


Fans of Boston’s Catholic Memorial School began the anti-Semitic cheer during a Friday evening game against Newton North High, after students from the public school – which has a large Jewish student population – shouted “Sausage fest” at their opponents in an apparent reference to the Catholic school’s exclusively male student body.

“I am serious. MIAA [Massachusetts Interscholastic Athletic Association] should consider fining schools whose fans use hate speech. I’m sick of dealing with these stories,” tweeted Brendan Hall, the High School Sports Editor for ESPN Boston, intimating that this is far from a rare occurrence.

Hall did give credit to Catholic Memorial’s administration for “scolding its fans” after the school’s principal compelled those who took part to apologize on the spot.

Catholic Memorial President Peter Nolan said in a statement, republished Saturday by The Washington Post, that the school was “deeply disturbed” by the incident and that “CM faculty and staff acted immediately to stop the behavior,” with “each student personally apologiz[ing] to the principal of Newton North High School and [shaking] his hand before leaving the arena.”

Newton has seen three incidents of anti-Semitic graffiti over the past several months, including an incident in which “burn the Jews” was written in a bathroom in a middle school, according to The Boston Globe.

The principal of Newton North High contacted the Anti-Defamation League, which was in touch with all of the parties involved.

“We are deeply concerned as to why these fans thought chanting hateful, anti-Semitic speech at a high school basketball game was appropriate.

Hate speech should have no place in the stands of any sporting event,” the New England branch of the Jewish organization stated on its Facebook page Saturday.

Immediately prior to Friday’s incident, Boston Cardinal Seán O’Malley told worshipers at a local synagogue that the graffiti incident “certainly underscores the need for ongoing education and dialogue around these issues,” according to the Globe.

O’Malley also called on Catholics to look into the Jewish origins of their religion, WBUR reported.

On Saturday evening the American Jewish Committee praised the school’s handling of the incident.

“Incidents like this underscore that anti-Semitism persists.

We are gratified, however, that the Catholic Memorial High School principal took immediate and firm action,” said Robert Leikind, AJC’s New England regional director, and Regional President Mel Shuman.

“Cardinal O’Malley and the Catholic Archdiocese of Boston have been deeply committed to the fight against anti-Semitism. This is a teachable moment and we are confident that our friends in the Catholic community will make it just that.”



Łi barbari romani: çeveltà e ençeveltà, masacri e rexistense
viewtopic.php?f=111&t=574

https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... l0bVE/edit
Immagine


Rasixmo contro łi ebrei e Ixrael
viewtopic.php?f=25&t=1413


Ricordo che:

Cristo era un ebreo e non un cristiano o un romano;
Cristo era un rabbino ebreo eretico in contrasto con una parte dei rabbini ortodossi del suo tempo;
Cristo è stato condannato e ucciso dall'autorità romana e dai soldati romani e non dagli ebrei anche se sono stati i rabbini ortodossi a perseguirlo giudizialmente per eresia com'era loro diritto;
Cristo era un uomo e non certo D-o perché soltanto gli uomini possono essere uccisi, D-o non può essere ucciso; gli dei che possono essere uccisi sono gli idoli;
divinizzazione del rabbino ebreo eretico Cristo è pura idolatria; il cristianismo è un credo idolatra.
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » ven apr 01, 2016 8:10 pm

A so contento parké ła xe drio verxarse ben sta storia dei romani sasini de Cristo e de l'encolpa a łi ebrei d aparte dei romani cristianexà.


Una equivalenza indegna: Sionismo=Colonialismo/Imperialismo
Commento di Manfred Gerstenfeld, Jamie Berk
(Traduzione di Angelo Pezzana)
29.03.2016

http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=61888

Per centinaia di anni, il cristianesimo ha diffuso l’idea che gli ebrei erano la personificazione del male assoluto, perché erano ritenuti responsabili dell’uccisione di Gesù. Con il progredire delle società laiche, questa odiosa menzogna si è gradualmente attenuata, insieme all’accusa contro gli ebrei di esserne i responsabili. Per la concezione del super-uomo nazista, gli ebrei erano per definizione sub-umani, vermi e microbi, la versione nazista del male assoluto. Dopo la seconda guerra mondiale è stato il nazismo a diventare il riferimento principale di tutto ciò che è demoniaco. Ai nostri giorni, l’Occidente attribuisce questa definizione di male assoluto a Israele. Il semiologo francese Georges Elia Sarfati ha scritto che “I quattro maggiori temi nella storia dell’Occidente –nazismo, razzismo, colonialismo e imperialismo- vengono usati per definire lo Stato di Israele. Sono legati alla memoria collettiva per cui sono facili da ricordare”.

Queste quattro definizioni vengono usate dei palestinesi e dai loro alleati e sono parte della guerra globale contro Israele, demonizzato e etichettato come stato nazista, colonialista e imperialista, un falso paragone che mina il suo stesso diritto di esistere. Che il sionismo e Israele siano equivalenti a imperialismo e rappresentino il potere coloniale in Medio Oriente, è largamente presente nella narrativa intellettuale e accademica. Una nuova interpretazione e gli studi sul post-colonialismo, sottolineano i legami tra le colonie di un tempo, viste attraverso l’esame di quanto hanno lasciato in eredità e in particolare le strutture di potere e l’influenza occidentale dei paesi ex coloniali. Una versione distorta di questa disciplina include la falsa rivendicazione di una natura imperialista e colonialista del sionismo e di Israele all’interno di questa ricerca storica.

In pratica, molti moderni studi sul post colonialismo sono basati sulle false tesi contenute nel libro “Orientalismo” di Edward Said, il quale sostiene che quasi tutta l’influenza occidentale sui paesi in via di sviluppo è stata negativa e distruttiva, con i colonizzatori che hanno imposto le loro culture e attitudini sulle popolazioni colonizzate, trattandole come se fossero dei primitivi. Chi ha suggerito questa distorta versione, ha diffuso una storia parallela tra i palestinesi e gli indigeni colonizzati per secoli dall’Occidente. Questi propagatori di odio dicono che il sionismo giustifica la colonizzazione dei popoli di colore da parte dei bianchi, che governano così l’intera popolazione sfruttandone le risorse. Ecco alcuni esempi.

Lo storico israeliano Ilan Pappé espone le sue teorie nel testo “Sionismo come Colonialismo: studio sul colonialismo in Africa e Asia”, dove sostiene che l’arrivo del sionismo alla fine del 19° secolo è strettamente collegato al periodo imperialista in Europa, quindi è intercambiabile con il modo di ragionare imperialista. Pappé ha scritto che “il sionismo non è stato l’unico caso nella storia in cui un progetto colonialista è stato perseguito nel nome di un ideale nazionale o non-colonialista. I sionisti sono ritornati in Palestina alla fine di un secolo in cui gli europei controllavano molte parti dell’Africa, i Caraibi e altri territori nel nome del ‘progresso’ o di un ideale, simile a quello del movimento sionista. Succedeva in un secolo in cui i francesi colonizzavano l’Algeria, rivendicando un legame atavico ed emotivo alla terra algerina, non meno profondo di quello dichiarato dai primi sionisti verso Erez Israel”.

Anche la scrittrice a attivista americana Alice Walker ha sviluppato questi temi, paragonando Israele all’Africa dell’Apartheid, all’America del segregazionismo e alla Germania nazista. Ha scritto questo falso paragone tra sionismo e poteri europei imperialisti nel libro “The Cushion in the Road”. Nel descrivere l’Apartheid in Sud Africa, ha scritto: “...gli europei poveri, per migliorare le loro vite, imparavano a esprimersi in un buon inglese, sostenuti come erano da un sistema che favoriva i bianchi. Un potere illimitato per loro, come per i coloni ebrei in Palestina, se solo avessero voluto assimilarsi, accettando il bottino di guerra da chi deteneva il potere, contro gli indigeni schiavizzati. È una storia molto vecchia e terribile. Può vivere gente così disperatamente affamata quando altri ne hanno in abbondanza? Uno pensa a Hitler, ovviamente, a Napoleone, ai generali americani che combatterono guerre per conquistare Messico, Cuba, Filippine, Guatemala. Iraq e Afghanistan, e infiniti altri paesi di cui non ricordiamo nemmeno il nome.” Walker e altri propagatori di false equivalenze tra sionismo e colonialismo hanno suscitato forti reazioni.

Lo storico Richard Landes ha sottolineato l’ipocrisia di questa equivalenza sul suo website “The Augean Stables”, mettendo in evidenza la natura positiva della colonizzazione sionista sotto l’impero ottomano e il mandato britannico, totalmente in contrasto con le aspirazioni imperiali dei poteri europei dell’epoca e con il concetto sbagliato della Walker sulle colonie sioniste in Israele. Landes, a proposito dei paragoni della Walker con Hitler, Napoleone, i generali americani ecc. ha scritto “ Dietro queste valutazioni senza mezzi termini vi è una reale valutazione del ‘colonialismo’ e ‘imperialismo’ israeliano. Tutti gli altri progetti ( si veda la Spagna in America latina, gli inglesi in Sud Africa, i francesi in Algeria, si sono verificati sulla scia di una conquista. L’unico modo in cui i nuovi colonizzatori potevano rivendicare la terra era la conquista, al massimo con la cacciate degli abitanti, imponendo una opprimente supremazia militare. Il potere politico segue dopo la vittoria in guerra. Comportandosi così, i colonialisti/imperialisti europei seguivano regole valide da millenni. Landes conclude “ il progetto sionista di colonizzazione ha funzionato marcatamente in modo differente. Invece di arrivare a somma zero con vittorie militari, i sionisti scelsero la soluzione positiva del buon vicinato. Ammesso che non avevano le attitudini di conquistatori, e anche ammesso che costruirono difese contro gli attacchi da parte di ladri arabi e beduini che abitavano sul territorio, eppure, malgrado ciò, erano in buoni rapporti con i vicini, grazie alla modernizzazione che migliorava la vita di tutti gli abitanti.”

Martin Kramer, presidente del "Shalem Center”, ha detto che definire il sionismo una forma di colonialismo è un errore e una grave offesa a Israele. Definisce questa affermazione “ una grande menzogna, buona a tutti gli usi. Chi ci crede, si augura che nel più breve periodo Israele scomparirà. L’America deciderà di abbandonarla, o gli ebrei riterranno che mantenerla è troppo costoso, così se ne andranno in altri paesi più sicuri e confortevoli. Perché il colonialismo è qualcosa che dura solo se è conveniente. Le nazioni vere durano per sempre, i legami fra nazione e terra non verrà mai meno, lo stato è tenuto unito da legami di solidarietà attraverso le generazioni” La falsa equivalenza sionismo=colonialismo può essere riassunta così. I colonialisti conquistarono altri paesi al fine di impossessarsi delle risorse e sfruttarle e ne depredarono le economie. I sionisti investirono capitali e capacità prima durante il mandato britannico, poi con lo Stato d’Israele, che portò benessere anche ai cittadini arabi, con il risultato che il reddito medio va moltiplicato diverse volte rispetto a quello dei paesi circostanti. Gli arabi palestinesi ne avrebbero partecipato in modo eguale, se non avessero dato retta alla violenza propagandata dai loro leader.

Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta. È appena uscito il suo nuovo libro "The war of a million cuts" (in inglese). È una analisi di come ebrei e Israele sono delegittimati e come farvi fronte.

Jamie Berk è ricercatore in scienze politiche all'Università ebraica di Gerusalemme.



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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » gio mag 05, 2016 8:08 pm

Intervistato dalla tv ufficiale palestinese di Abu Mazen lunedì 2 maggio, il dottor Abd Al-Majid Amraneh, Imam di Betlemme, ha (testualmente) affermato: <<Gli Ebrei stanno perseguitando ed ammazzando il popolo palestinese esattamente come perseguitarono ed ammazzarono Gesù>>.

Insomma: i Palestinesi come nuovo 'popolo-Cristo', martirizzato per fede dai soliti, ovviamente 'perfidi' giudei.

p.s. Se il 'laico' ed ovviamente (?) 'moderato' Abu Mazen fosse davvero ben disposto verso la pace con Israele, potrebbe ad esempio dare un segnale bloccando questo sistematico, deliberato, feroce incitamento all'odio antiebraico veicolato da tutti gli organi di informazione palestinesi (sotto il suo controllo, in quanto leader a vita dell'ANP).
Perché questa becera e virulenta propaganda antisemita, inaccettabile da parte di chiunque, se portata quotidianamente avanti dai palestinesi 'moderati' passa in cavalleria, come se nulla fosse?

https://www.facebook.com/itamar.marcus. ... 6744877174


Questo mutfi è ignorante e bugiardo. A uccidere l'ebreo Cristo sono stati i romani invasori; come ad uccidere gli ebrei israeliani sono gli arabi islamici invasori.


L'Islam è il nazismo islamico? Sì!
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Nazismo maomettano = Islam = dhimmitudine = apartheid = razzismo = sterminio
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » gio mar 30, 2017 7:08 pm

Ensemense só e contro łi ebrei
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Re: Łi sasini de l'ebreo Cristo, i romani

Messaggioda Berto » gio mar 30, 2017 7:10 pm

Religione e religiosità come ossessione, come grave malattia, grave disturbo della mente e dell'anima o psico-emotivo
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