Alsaje, restare (e regaste)

Alsaje, restare (e regaste)

Messaggioda Berto » dom dic 08, 2013 5:01 am

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » dom mag 18, 2014 5:56 pm

Letara de Casiodoro (537)
http://it.wikipedia.org/wiki/Cassiodoro

http://www.veneziadoc.net/venezialog/bl ... el-537-d-c

http://www.veneziadoc.net/Storia-di-Ven ... iodoro.php

Sta ki xe na letara de Casiodoro ke entel 537 d.c. (daspò ła fine de l'enpero roman e vanti ke Venesia la devegnese on dogado) el dimandava ai tribuni de łe isołe de Rialto - Rivo Alto - ("Veneja" xe el nome ke deçidarà de darse torno al 1100/1200 d.c. ła confederasion de łe ixołe de ła łaguna veneta, da Cioxa a Grao, co romai łe xera devegneste na organixasion otonoma e forte) de portar robe ojo e vin da l'Istria a Ravena ła capital de i Goti (ke lora łi domegnava la Tałia) pasando par łe łagoune anvense ke par el mar verto.
Sto ki a riprova del fato ke ła comonedà de łi veneti de łe łagune ła jera xa lora viva, ativa e prospera.


Originale in Latino della Lettera

Tribunis maritimorum Senator, praef. praet.

1.Data pridem iussione censuimus ut Histria vini, olei vel tritici species, quarum praesenti anno copia indulta perfruitur, ad Ravennatem feliciter dirigeret mansionem. sed vos, qui numerosa navigia in eius confinio possidetis, pari devotionis gratia providete, ut quod illa parata est tradere, vos studeatis sub celeritate portare. similis erit quippe utrisque gratia perfectionis, quando unum ex his dissociatum impleri non permittit effectum.estote ergo promptissimi ad vicina, qui saepe spatia transmittitis infinita.
2.Per hospitia quodammodo vestra discurritis, qui per patriam navigatis. accedit etiam commodis vestris, quod vobis aliud iter aperitur perpetua securitate tranquillum. nam cum ventis saevientibus mare fuerit clausum, via vobis panditur per amoenissima fluviorum. carinae vestrae flatus asperos non pavescunt: terram cum summa felicitate contingunt et perire nesciunt, quae frequenter inpingunt. putantur eminus quasi per prata ferri, cum eorum contingit alveum non videri. tractae funibus ambulant, quae stare rudentibus consuerunt, et condicione mutata pedibus iuvant homines naves suas: vectrices sine labore trahunt, et pro pavore velorum utuntur passu prosperiore nautarum.
3. Iuvat referre quemadmodum habitationes vestras sitas esse perspeximus. Venetiae praedicabiles quondam plenae nobilibus ab austro Ravennam Padumque contingunt, ab oriente iucunditate Ionii litoris perfruuntur: ubi alternus aestus egrediens modo claudit, modo aperit faciem reciproca inundatione camporum. hic vobis aquatilium avium more domus est. nam qui nunc terrestris, modo cernitur insularis, ut illic magis aestimes esse Cycladas, ubi subito locorum facies respicis immutatas.
4. Earum quippe similitudine per aequora longe patentia domicilia videntur sparsa, quae natura protulit, sed hominum cura fundavit. viminibus enim flexibilibus illigatis terrena illic soliditas aggregatur et marino fluctui tam fragilis munitio non dubitatur opponi, scilicet quando vadosum litus moles eicere nescit undarum et sine viribus fertur quod altitudinis auxilio non iuvatur.
5. Habitatoribus igitur una copia est, ut solis piscibus expleantur. paupertas ibi cum divitibus sub aequalitate convivit. unus cibus omnes reficit, habitatio similis universa concludit, nesciunt de penatibus invidere et sub hac mensura degentes evadunt vitium, cui mundum esse constat obnoxium.
6. In salinis autem exercendis tota contentio est: pro aratris, pro falcibus cylindros volvitis: inde vobis fructus omnis enascitur, quando in ipsis et quae non facitis possidetis. moneta illic quodammodo percutitur victualis. arti vestrae omnis fluctus addictus est. potest aurum aliquis minus quaerere, nemo est qui salem non desideret invenire, merito, quando isti debet omnis cibus quod potest esse gratissimus.
7. Proinde naves, quas more animalium vestris parietibus illigatis, diligenti cura reficite, ut, cum vos vir experientissimus Laurentius, qui ad procurandas species directus est, commonere temptaverit, festinetis excurrere, quatenus expensas necessarias nulla difficultate tardetis, qui pro qualitate aeris compendium vobis eligere potestis itineris.
CASSIODORUS, Variarum libri XII, XII, 24




Versione in Italiano della Lettera di Cassiodoro ai Veneziani

"Ai Tribuni dei marittimi, Senator, Prefetto Pretorio.

Con ordine già impartito, ho deciso che la produzione di vino e di olio d’Istria, della quale c’è una grande abbondanza quest’anno, venga trasportata con buon esito alla sede di Ravenna. Quindi voi, che possedete ai suoi confini numerose navi, con pari e cortese impegno provvedete a trasportare celermente ciò che quella (regione) è pronta a dare.
Entrambi i compiti hanno uguale importanza, dal momento che l’uno dissociato dall’altro non permette la realizzazione dello scopo. Siate quindi assai preparati a percorrere spazi vicini, voi che spesso percorrete spazi infiniti. Voi che navigate attraverso i mari della patria, in qualche modo correte qua e là per luoghi ospitali che vi appartengono.
Si aggiunge anche ai vostri vantaggi il fatto che per voi è accessibile un altro percorso tranquillo e sempre sicuro. Infatti, quando il mare non è navigabile a causa dell’infuriare dei venti, si apre a voi una via comodissima attraverso i fiumi. Le vostre navi non temono i venti violenti, toccano il terreno con grandissima facilità senza subire danni e non si rovinano, anche se urtano frequentemente.
Da lontano si può credere che vengano quasi portate attraverso i prati, quando capita di non vedere il loro canale. Trascinate dalle funi procedono, esse che si solito stanno legate alle gomene, e, cambiata la situazione, gli uomini a piedi le aiutano ad avanzare. Gli uomini trascinano senza alcuna fatica le navi da trasporto e usano al posto delle pericolose vele il passo più sicuro dei marinai.

Vale la pena di ricordare come sono le vostre abitazioni, che io ho visto.
Le Venezie, famose un tempo e piene di nobiltà, confinano a sud con Ravenna e il Po, mentre ad oriente godono della bellezza del litorale ionico, dove l’alterno moto della marea ora copre d’acqua ora fa vedere l’aspetto dei campi.
Qui voi avete la vostra casa simile in qualche modo ai nidi degli uccelli acquatici. E infatti ora appare terrestre ora insulare, tanto che si potrebbe pensare che esse siano le Cicladi, dove improvvisamente si può scorgere l’aspetto dei luoghi trasformato.
In modo simile le abitazioni sembrano sparse per il mare attraverso distese molto ampie, ed esse non sono opera della natura, ma della cura degli uomini.
Infatti in quei luoghi la consistenza del suolo è resa più solida da intrecci di rami flessibili e non si esita ad opporre questa fragile difesa alle onde marine; ciò evidentemente quando la costa poco profonda non riesce a respingere la grandezza delle onde e queste restano senza forza perché non sono sostenute dall’aiuto della profondità.
Dunque vi è una sola cosa in abbondanza per gli abitanti, che si saziano di soli pesci. Lì la povertà convive con la ricchezza allo stesso modo. Un unico cibo sfama tutti, case simili ospitano tutti.
Non conoscono invidia per la casa e in questo modo chi ha meno evita il vizio al quale si sa che il mondo è soggetto.
Tutto il vostro impegno è rivolto alla produzione del sale: fate girare i rulli al posto dell’aratro e delle falci: da qui nasce ogni vostro guadagno dal momento che in ciò possedete anche le cose che non avete. Lì in qualche modo viene coniata una moneta che vi permette di vivere. Ogni flutto è al servizio della vostra arte. Qualcuno forse può non cercare l’oro, ma non c’è nessuno che non desideri avere il sale e giustamente, dal momento che ogni cibo che ha buon sapore lo deve a questo.
Perciò riparate diligentemente le navi che tenete legate alle pareti delle vostre case come animali, in modo che quando Laurenzio, uomo di grande esperienza, che è incaricato di procurare queste merci, vi darà l’ordine, vi affrettiate ad andare, senza ritardare le spese necessarie a causa di qualche difficoltà, voi che a seconda delle condizioni del tempo potete scegliervi la strada più adatta.


Rialto ke entel XII° secoło łi ła/ło ga ciamà Venesia
viewtopic.php?f=151&t=2215

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Rialto.jpg
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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » lun feb 15, 2016 7:50 am

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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » mar feb 16, 2016 4:16 pm

Aquileia, Akileja
viewtopic.php?f=43&t=317


Canal Anfora

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /02/28.jpg


http://www.museoarcheo-aquileia.it/scav ... /porto.htm

La presenza di un fiume navigabile è stata una delle concause che portarono alla scelta dell'area dove fondare la nuova colonia nel 181 a.C.: la realizzazione di punti di approdo attrezzati appare pressoché contemporanea, come anche la costruzione del Canale Anfora, destinato a regolare i flussi delle acque in relazione alle maree.
Le barche potevano risalire la corrente anche tramite alaggio, ossia attraverso il traino con funi lungo appositi percorsi, le viae helciariae (alsaie/alzaie), delle quali sono state riconosciute le tracce.
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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » sab feb 27, 2016 11:07 pm

http://www.comune.pescantina.vr.it/it/T ... lzaia.html

http://www.comune.pescantina.vr.it/conoscere/alzaia.htm

LA NUOVA STRADA ALZAIA

In questi ultimi due anni, in linea con un ritrovato interesse per quanto fa parte della cultura e delle tradizioni locali, l'Amministrazione comunale di Pescantina ha provveduto, superando non pochi ostacoli, al recupero e alla valorizzazione della strada alzaia. Liberata da sterpi e immondizie, la strada è tornata percorribile per circa otto chilometri da un estremità all'altra del Comune, ed è diventata un interessante itinerario da percorrere a piedi, in bicicletta, o a cavallo. Lungo di essa gli amanti della natura e dello sprot, o gli appasionati di storia del territorio, possono trovare occasioni di svago o di arricchimento culturale. Il percorso si presenta in alcuni punti rettilineo e aperto, in altri sinuoso e stretto, in forma di sentiero, con il fondo ghiaioso, o sabbioso, o ad acciottolato (presso il centro abitato di Pescantina). Da un lato si trovano campi coltivati, abitazioni, piccole superfici boschive. Dall'altro scorre il fiume Adige, le cui acque lambiscono la strada alzaia o le dune di sabbia ed erba che si allineano ad essa, interrotte in qualche punto da scampoli di canneto. La componente vegetazionale è a tratti molto ricca (ad esempio tra Settimo e Tremolè, presso Arcè, prima e dopo S.Lucia). Alberi tra cuo predominano i pioppi, i salici e le robinie, arbusti, piante erbacee, compongono dei microambienti singolari e parecchio suggestivi. E' soprattutto qui, ma anche tra le erbe delle dune e sulla stessa stada alzaia, quasi sempre accompagnata da vecchi muri di sasso su cui crescono l'edera e varie piantine ruderali, che a volte si mostrano uccelli stanziali e anche qualche migratore, piccoli rettili e piccoli mammiferi, varie specie di invertebrati. Lungo la gran parte del percorso rimangono, inoltre, i segni delle multiformi attività umane che già un tempo rendevano prosperi questi lughi e che arricchivano di fascino le sponde del fiume. Resti di basamenti di ruote idrovore e di canali di irrigazione, mulini terragni (di quelli galleggiant non rimane traccia), fornaci, resistono nonstante i colpi assestati dal tempo e dagli uomini. Tali elementi insieme al tessuto urbano pescantinese, ricco di spunti archittettonici e ambientali significativi, accrescono il "percorso strada alzaia" di cmponenti pittoresche e ne fanno unn itinerario a modo suo unico.

Sono qui elencati (rispettando il senso di marcia dei conduttori di cavalli da traino) gli aspetti più rilevanti:
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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » sab feb 27, 2016 11:09 pm

Alaggio
http://it.wikipedia.org/wiki/Alaggio
Il termine "alaggio" deriva dall'antico tedesco halon, con il significato di "tirare". Di eguale significato è il termine latino helciaria, dal quale deriva "alzaia" che, nella lingua italiana, viene usato per indicare sia le funi necessarie all'alaggio, sia le strade d'alaggio. Sempre in Italia, dove l'animale da traino impiegato per questo tipo di servizio era principalmente il bardotto, gli alatori vengono spesso chiamati bardotti. ???


Diligenze d'acqua:
http://www.scuole.comune.carpi.mo.it/fo ... hedeau.htm
Le "coches d'eau", le diligenze d'acqua, sparite con l'avvento della ferrovia, hanno per molto tempo permesso di percorrere la Francia lungo il corso dei grandi fiumi e dei canali.
Si trattava di un vero servizio pubblico: battelli costruiti in serie, trainati dalle alzaie da cavalli, trasportavano passeggeri e bagagli secondo un calendario e degli orari fissi.


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -latin.jpg

helciaria ???

helciarius, ii, m.,
chi tira la barca con la fune, bardotto, MART. 4, 64, 22
[helcium + -arius].

helcium, ii, n.,
collare di bestie da tiro, APUL. Met. 9, 12
[cf. gr. hélko].



Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... odesco.jpg

Halfter <-s, -> m oder n cavezza f; (Zaumzeug) briglia f.

Halter <-s, -> m sostegno m, supporto m.

Hals <-es, Hälse>
m
1 anat (Körperteil) collo m: einen langen/dicken/schmalen Hals haben, avere il collo lungo/grosso/sottile; sich (dat) einen Schal um den Hals legen/wickeln, mettersi una sciarpa al collo; jdn am Hals packen, prendere qu per il collo; sich jdm um den Hals werfen, buttare le braccia al collo di qu
2 anat (Rachenraum) gola f: einen entzündeten/trockenen Hals haben, avere la gola infiammata/secca
3 {+ FLASCHE, VASE} collo m
4 arch {+ SÄULE} collo m
5 mus {+ GEIGE, GITARRE} manico m; {+ NOTE} collo m
* jd steckt bis zum/[an den]/[über den] Hals in Arbeit, qu ha il lavoro che gli esce dagli occhi fam, qu è pieno di lavoro; bleib mir damit bloß vom Hals! fam, stammi alla larga con queste cose! fam; sich (dat) den Hals brechen (sich wehtun), rompersi il/[l'osso del] collo; (scheitern), rimetterci l'osso del collo fam; einer Flasche den Hals brechen fam, tirare il collo ad una bottiglia; jd kriegt/bekommt etw in den falschen Hals fam, qc va di traverso a qu fam, qu fraintende qc; (schon) genug am Hals haben, avere già abbastanza a cui pensare; jdn/etw am/[auf dem] Hals haben slang, avere qu/qc sulle spalle, avere qu/qc sul collo fam; (verfolgt werden), avere qu/qc alle costole/calcagna; jdm zum Halsheraushängen fam, uscire dagli occhi a qu fam; das hängt mir zum Hals heraus fam, ne ho fin sopra i capelli fam, mi esce dagli occhi fam; jdm jdn auf den Hals hetzen, mettere qu alle costole di qu; Hals über Kopf: sich Hals über Kopf in eine Sache stürzen, buttarsi a capofitto/pesce in un'impresa; Hals über Kopf abreisen, partire in fretta e in furia; er hat sich Hals über Kopf verliebt, (per lui) è stato il classico colpo di fulmine; einen langen Hals machen, allungare il collo; sich um den/seinen Hals reden fam, mettersi il cappio al collo per le troppe chiacchere; sich (dat) jdn/etw vom Hals schaffen fam, levarsi di dosso qu/qc, liberarsi di qu/qc; (wegen etw gen oder fam dat) einen Hals schieben fam, tenere il muso (per qc); bis zum/[an den]/[über den] Hals in Schulden stecken, essere ‹nei debiti›/[indebitato] fino al collo fam, affogare nei debiti; bis zum/[an den]/[über den] Hals in Schwierigkeiten stecken, avere l'acqua ‹al collo fam›/[alla gola fam]; einen steifen Hals haben, avere il torcicollo; jdm/etw den Hals umdrehen fam, torcere il collo a qu/qc; aus vollem Hals(e) singen, cantare a squarciagola; den Hals nicht vollkriegen/[voll genug kriegen] können fam, non averne mai abbastanza, essere insaziabile; sich jdm an den Hals werfen/schmeißen fam, gettarsi al collo di qu.

halten <hält, hielt, gehalten>
A tr
1 (etw ergreifen und nicht loslassen) (jdm) jdn/etw (irgendwo/irgendwohin) halten tenere qu/qc (a qu) (+ compl di luogo): etw in der Hand halten, tenere in mano qc; jdn an/bei der Hand halten, tenere qu per mano; das Kind ‹im Arm›/[in den Armen] halten, tenere il bambino in braccio; jdn in den Armen halten, stringere qu fra le braccia, abbracciare qu; halt mir mal bitte die Tasche!, tienimi fam/reggimi la borsa per favore!; die Hand ins Wasser halten, tenere/mettere la mano in acqua; den Schirm über den Kopf halten, tenere l'ombrello sopra la testa
2 (stützen) etw halten {HAKEN BILD; PFEILER BRÜCKE; SCHRAUBEN REGALBRETT} sostenere qc, (sor)reggere qc, tenere su qc fam
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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » dom feb 28, 2016 7:37 am

LA NUOVA STRADA ALZAIA

http://www.comune.pescantina.vr.it/conoscere/alzaia.htm

In questi ultimi due anni, in linea con un ritrovato interesse per quanto fa parte della cultura e delle tradizioni locali, l'Amministrazione comunale di Pescantina ha provveduto, superando non pochi ostacoli, al recupero e alla valorizzazione della strada alzaia. Liberata da sterpi e immondizie, la strada è tornata percorribile per circa otto chilometri da un estremità all'altra del Comune, ed è diventata un interessante itinerario da percorrere a piedi, in bicicletta, o a cavallo. Lungo di essa gli amanti della natura e dello sprot, o gli appasionati di storia del territorio, possono trovare occasioni di svago o di arricchimento culturale. Il percorso si presenta in alcuni punti rettilineo e aperto, in altri sinuoso e stretto, in forma di sentiero, con il fondo ghiaioso, o sabbioso, o ad acciottolato (presso il centro abitato di Pescantina). Da un lato si trovano campi coltivati, abitazioni, piccole superfici boschive. Dall'altro scorre il fiume Adige, le cui acque lambiscono la strada alzaia o le dune di sabbia ed erba che si allineano ad essa, interrotte in qualche punto da scampoli di canneto. La componente vegetazionale è a tratti molto ricca (ad esempio tra Settimo e Tremolè, presso Arcè, prima e dopo S.Lucia). Alberi tra cuo predominano i pioppi, i salici e le robinie, arbusti, piante erbacee, compongono dei microambienti singolari e parecchio suggestivi. E' soprattutto qui, ma anche tra le erbe delle dune e sulla stessa stada alzaia, quasi sempre accompagnata da vecchi muri di sasso su cui crescono l'edera e varie piantine ruderali, che a volte si mostrano uccelli stanziali e anche qualche migratore, piccoli rettili e piccoli mammiferi, varie specie di invertebrati. Lungo la gran parte del percorso rimangono, inoltre, i segni delle multiformi attività umane che già un tempo rendevano prosperi questi lughi e che arricchivano di fascino le sponde del fiume. Resti di basamenti di ruote idrovore e di canali di irrigazione, mulini terragni (di quelli galleggiant non rimane traccia), fornaci, resistono nonstante i colpi assestati dal tempo e dagli uomini. Tali elementi insieme al tessuto urbano pescantinese, ricco di spunti archittettonici e ambientali significativi, accrescono il "percorso strada alzaia" di cmponenti pittoresche e ne fanno unn itinerario a modo suo unico.

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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » dom feb 28, 2016 7:51 am

.
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Re: Alsaje e restare

Messaggioda Berto » dom feb 28, 2016 7:51 am

Restara


Oasi della Restara
http://www.comune.este.pd.it/index.php/ ... la-restara
http://www.alicorno.com/2015/05/24/alla ... ra-este-pd


La ciclovia del Navile, riapriamo la restara da Bologna a Malalbergo"
http://www.cittametropolitana.bo.it/via ... l-Maggiore
Erano circa duemila le navi che transitavano nel porto di Bologna, dirette e provenienti dal mare, quando la città era la seconda dello stato pontificio. Ai bordi della via d'acqua del Navile c'erano due strade, le "restare" o "alzaie", percorsa per 700 anni dai cavalli che trainavano i barconi.



http://www.etimo.it/?term=resta
Immagine


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -latin.jpg

restis, is, acc. im o em, abl. i o e, f.,
1 corda, fune: per manus restem dare, far catena tenendosi per mano, LIV.; restim ductare, guidar la danza, TER. Ad. 752; ad restim mihi res redit, non mi resta che impiccarmi, TER. Phorm. 686; resti se facere pensilem, impiccarsi, PL. Ps. 89;
2 resta d'aglio o di cipolle, PLIN. e a.
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