Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi (non è A.Spinelli)

Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi (non è A.Spinelli)

Messaggioda Berto » lun mar 16, 2015 10:40 pm

Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi on bon omo e non è Altiero Spinelli
viewtopic.php?f=92&t=1475

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http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Ni ... ve-Kalergi

Il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (Tokyo, 17 novembre 1894 – Schruns, Austria, 27 luglio 1972) è stato un politico austriaco, fondatore dell'Unione Paneuropea e primo uomo politico a proporre un progetto di Europa unita.

Sempre Coudenhove-Kalergi per primo propose nel 1929 di adottare come inno europeo l'Inno alla gioia di Friedrich von Schiller su musica della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven. Fu inoltre l'autore nel 1930 della prima proposta di celebrare una giornata dell'Europa a maggio.

Con l'Anschluss si rifugiò in Svizzera; da lì, partì per gli Stati Uniti d'America, dove insegnerà all'Università di New York. Prese tuttavia la nazionalità francese nel 1939. La fine della guerra lo portò a tornare in Svizzera, in un primo tempo a Gstaad. Dopo aver suggerito nel 1947 la creazione del primo francobollo europeo, è in questa città che fondò nel 1948 l'Unione Parlamentare europea che sboccherà dopo il Congresso dell'Europa a L'Aia nel 1948 nella creazione del Consiglio d'Europa e del Parlamento europeo.

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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... zing.A.JPG

http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Ni ... ve-Kalergi

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Ouropa.jpg




Non è il piano Kalergi ma caso mai il piano Spinelli e del Manifesto di Ventotene.
Kalergi era un liberale che sognava un'Europa delle libertà e dei popoli; questa Europa è quella voluta dai comunisti come Spinelli e gli altri di Ventotene a cui si sono aggiunti gli ex radicali come la Bonino, i cattolici bergogliani e tutti gli ademocratici e illiberali della finanza internazionale e delle mutinazionali favorevoli ai totalitarismi, agli assolutismi e alla massificazione degli uomini e dei popoli. Ma il buon Kalergi con tutto ciò non 'c'entra nulla lui sognava un'Europa come la Svizzera.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » sab giu 27, 2015 8:33 pm

Il Piano Kalergi per annientamento dei popoli europei in atto con la complicità di chi ci governa

???

https://www.youtube.com/watch?v=yOgCcFp ... e=youtu.be

Buongiorno amici. Nel 1925 il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894 – 1972), fondatore dell’Unione Paneuropea da cui è nata l’Unione Europea, nel suo libro «Praktischer Idealismus» (Idealismo pratico), scrisse che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale (…) È necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere. L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità”. In Italia il cardinale Angelo Scola teorizza da anni la bontà del “meticciato culturale”, concetto caro all’ex ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge.
Com’è possibile che continuiamo a subire dei danni economici, sociali e valoriali dall’invasione di clandestini, quasi si trattasse di una calamità naturale, come se avessimo perso la capacità d’intendere e di volere? Chi sono i poteri forti a cui si sottomettono il capo dello Stato Mattarella e Papa Francesco? E’ la Cupola della finanza speculativa globalizzata? È la Massoneria? Comunque sia noi italiani abbiamo il dovere di impegnarci da subito per salvaguardare la nostra civiltà e per assicurare ai nostri figli e nipoti il diritto di essere pienamente se stessi qui a casa nostra.



???

http://www.informarexresistere.fr/2014/ ... no-kalergi


L’immigrazione di massa è un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema e che la propaganda multietnica si sforza falsamente di rappresentare come inevitabile.
Con questo articolo intendiamo dimostrare una volta per tutte che non si tratta di un fenomeno spontaneo. Ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.
D’altronde l’esproprio delle risorse da parte delle potenti multinazionali occidentali, controllate dall’elite massonico-finanziaria è la prima causa dell’immigrazione.
L’ESSENZA DEL PIANO KALERGI
Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere.
Ecco come Gerd Honsik descrive l’essenza del Piano Kalergi (2)
Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente,l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinché l’Europa sia dominabile dall’élite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite.
Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa. I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono i suoi progetti. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che si dirige a Bruxelles e a Maastricht.

DA KALERGI AI NOSTRI GIORNI
Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con negri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della storia.
In suo onore è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano criminale. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy.

La Società Europea Coudenhove-Kalergi ha assegnato alla Cancelliera Federale Angela Merkel il Premio europeo nel 2010

Il 16 novembre 2012 è stato conferito al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy il premio europeo Coudenhove-Kalergi 2012 durante un
convegno specialesvoltosi a Vienna per celebrare i novant’anni del movimento paneuropeo. Alla sue spalle compare il simbolo dell’unione paneuropea: una croce rossa che sovrasta il sole dorato, simbolo che era stato l’insegna dei Rosacroce.

L’incitamento al genocidio è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della “Population division” (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: “Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino. È certo infatti che la bassa natalità di per sé potrebbe essere facilmente invertita con idonei provvedimenti di sostegno alle famiglie. È altrettanto evidente che non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso che si protegge il patrimonio genetico europeo, ma che così facendo se ne accelera la scomparsa. L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte al genocidio dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dimostra di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma:
«Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale» (4)

CONCLUSIONE
Se ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della “Nuova civiltà” sostenuta dagli evangelizzatori del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici. La piaga dei matrimoni misti produce ogni anno migliaia di nuovi individui di razza mista: i “figli di Kalergi”. Sotto la duplice spinta della disinformazione e del rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione di massa si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, a disconoscere la propria identità etnica.? I sostenitori della Globalizzazione si sforzano di convincerci che rinunciare alla nostra identità è un atto progressista e umanitario, che il “razzismo” è sbagliato, ma solo perché vorrebbero farci diventare tutti come ciechi consumatori. È più che mai necessario in questi tempi reagire alle menzogne del Sistema, ridestare lo spirito di ribellione negli europei. Occorre mettere sotto gli occhi di tutti il fatto che l’integrazione equivale a un genocidio. Non abbiamo altra scelta, l’alternativa è il suicidio etnico: il piano Kalergi.
Tratto da: cogitoergo.it


Anca kì ła memà menada:

http://www.giornalettismo.com/archives/ ... no-kalergi

http://www.lintellettualedissidente.it/ ... no-kalergi

http://www.edizioniradiospada.com/compo ... l?Itemid=0

https://www.facebook.com/prccomunistaga ... 0192322765



???

Il Piano Kalergi
Pubblicato 24 settembre 2015 - 15.34 - Da Claudio Messora
http://www.byoblu.com/post/2015/09/24/i ... lergi.aspx
Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi era un conte austriaco considerato pioniere dell’integrazione europea. nato a Tokio nel 1894 e morto nel 1972. Nel 1923 scrive il suo primo libro, che guarda caso si chiama “Pan-Europa“. Lo manda a tutte le persone più influenti e allega ad ogni copia un modulo di adesione. Oggi lo chiameremmo spam. Così nasce il Movimento Pan-Europeo. Che non era mica il circolo del bridge: dentro c’era gente come Albert Einstein, Thomas Mann e Sigmund Freud.

Kalergi voleva una grande nazione europea che venerasse Napoleone, Mazzini, Victor Hugo, Kant, Nietzsche, gente così insomma… Ma era un elitista, seguace di quella teoria secondo cui le masse sono confuse, allo sbando, incapaci di darsi una direzione, e in questo caos hanno buon gioco le minoranze potenti e ben organizzate. La stessa teoria di cui sono convinti personaggi come Mario Monti (ricorderete che fu a capo della Commissione Trilaterale, il cui primo studio era quel “Crisis of Democracy” che sosteneva, appunto, che le masse devono restare in apnea), le cui convinzioni si traducono in presidenti del consiglio e governi che cambiano senza elezioni e in frasi come “al riparo dal processo elettorale” (se vuoi sapere cosa significa, leggi il post). Quindi Kalergi non poteva che ambire a una società che sostituisse la democrazia con una aristocrazia illuminata.

Obiettivo centrato, direi! Del resto, chi poteva finanziare il suo movimento se non un banchiere, Max Warburg, che gli era stato presentato dal barone Ludwig Nathaniel Freiherr von Rothschild? E, ironia della sorte, i Kalergi erano greci! Per la precisione, di Creta. Ma sentite questa: un antenato del nostro conte, nel 300, firmò un trattato per la sottomissione di Creta al dominio veneziano. Si comincia bene! Per questo Monti un giorno dirà che “la Grecia è il più grande successo dell’euro“: perché, da un’isola, sono passati a sottomettere uno Stato intero.

A dire il vero, Kalergi voleva anche una pan-America, una pan-Eurasia (con dentro la Russia), una unione pan-asiatica che comprendesse Cina e Giappone e dominasse sul Pacifico, e voleva perfino una pan-ideologia (un misto tra capitalismo e comunismo che, se volete, si è realizzato nei parlamenti nazionali con quell’illusione del bipolarismo già perseguita con il Piano di Rinascita Democratica e concretizzatasi con il Pd renziano) e un’unica pan-lingua, l’inglese, da parlarsi in tutta Europa accanto agli idiomi nazionali. Riuscì peraltro a convincere molti leader politici dell’epoca, gente del calibro di Konrad Adenauer, Robert Schuman (cui non a caso è intestato un building del Parlamento Europeo), Alcide De Gasperi, Winston Churchill. Non ebbe molta fortuna con Benito Mussolini né con un tale di nome Adolf Hitler, che lo guardava con ribrezzo e considerava il suo piano un piano massonico.

Richard KalergiFu Kalergi a lanciare l’idea degli Stati Uniti d’Europa: Altiero Spinelli venne molto dopo. Fu Kalergi, nel 1955, a proporre l’Inno alla Gioia di Beethoven (dalla nona sinfonia) come inno ufficiale dell’Unione Europea, che in seguito venne adottato. Fu Kalergi, aiutato da Robert Schuman, ministro degli esteri francese, ad assegnare la gestione della produzione di acciaio, ferro e carbone ad una sovranità sovranazionale, sotto la direzione dei primi euroburocrati non eletti da nessuno: i famosi commissari europei. Fu Kalergi a mandare i primi memorandum ai governi di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, negli anni ’60, perché adottassero una unione monetaria. E per non farsi mancare niente, nel libro “Practical Idealism” il conte traccia anche l’idea di Europa che aveva in mente dal punto di vista demografico. E dice: “L’uomo del futuro sarà di razza mista. Le razze e le classi di oggi gradualmente scompariranno” e ci sarà un’unica “razza euroasiatico-negroide, simile in apparenza agli antichi egizi”, che sostituirà i popoli con gli individui. Questo, nelle intenzioni del conte, avrebbe dovuto portare a una maggiore governabilità delle masse, sempre secondo i principi dell’elitismo di cui sopra (la democrazia non esiste poiché il popolo non ha le capacità di autogovernarsi e nel momento in cui si organizza esso porta automaticamente un’élite a prendere il potere).

Si può dire che il Piano Kalergi ha avuto successo praticamente in tutto. O perlomeno i suoi discepoli stanno procedendo a grande velocità verso la sua finalizzazione (Draghi che chiede l’unione bancaria e nuove cessioni di sovranità; la Boldrini che chiede l’accelerazione degli Stati Uniti d’Europa, Mattarella che discute di cessione della sovranità fiscale), ma cosa ne è delle teorie del conte sulla questione razziale?

Abbiamo degli indizi. Quindici anni fa uno studio dell’Onu introduce il concetto di “immigrazione di rimpiazzo” che porta al centro del dibattito la necessità di sostituire (letteralmente) buona parte della popolazione europea con migranti, al fine – si dice – di compensare il calo delle nascite e garantire il sistema pensionistico. Massimo D’Alema invoca 30 milioni di immigrati. Il sottosegretario Sandro Gozi rilancia con 40 milioni. Laura Boldrini dice che lo stile di vita dei migranti presto sarà il nostro. Nel frattempo, Angela Merkel apre le frontiere e mette al lavoro i siriani, la Repubblica Ceca assume 5 mila rifugiati…

Insomma, tutto fa pensare che anche sul tema immigrazione, presto il Piano Kalergi potrebbe trovare una sua attuazione definitiva.


Pento Alberto

È tutto un travisamento, mi dispiace ma non esiste alcun piano Kalergi per ridurre i popoli dell'Europa a una massa di Zombi. Dovresti citare i paragrafi nel loro contesto. L'idea di Europa Unita è antica già San Colombano nel VI secolo l'aveva in mente. L'idea di Europa si trova in Carlo Magno, nel Sacro Romano Impero, in Dante Allighieri e tanti altri. Questa idea nasce quando l'Europa "romana" incontra l'Europa germanica nel cristianismo, alla fine dell'impero romano.


Guida alla CITTADINANZA EUROPEA - a cura di Mario Lo Feudo
http://www.biblioteche.unical.it/Guida% ... uropea.pdf

San Colonban Profeta d'Ouropa
http://www.eurohistoria.eu/1394.html


https://it.wikipedia.org/wiki/Colombano_di_Bobbio
Colombano (in gaelico: Colum Bán, «colomba bianca»; latino: Columbanus Bobiensis; Navan, 542 circa – Bobbio, 23 novembre 615) fu un monaco missionario irlandese, noto per aver fondato da abate numerosi monasteri e chiese in Europa. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalle Chiese ortodosse e dalla Chiesa anglicana.
È conosciuto anche con altri nomi, impropri e più rari, quali san Colombano di Luxeuil (in Francia) o san Columba il Vecchio.
Tramite le sue numerose fondazioni contribuì alla diffusione in Europa del monachesimo irlandese. Stabilì una regola monastica che in seguito fu assimilata a quella benedettina e poi definitivamente abrogata anche formalmente nel 1448 da papa Niccolò V. Introdusse con il Paenitentiale l'uso della confessione privata in sostituzione di quella pubblica per il sacramento della penitenza.
Papa Benedetto XVI lo ha definito "santo europeo". Infatti, San Colombano stesso scrisse in una lettera che gli europei dovevano essere un unico popolo, un "corpo solo" che viene unito da radici cristiane in cui le barriere etniche e culturali vanno superate; inoltre usò per la prima volta l'espressione latina totius Europae.

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... lonban.jpg
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » dom giu 28, 2015 9:28 am

La grande bufala dei complottari su Kalergi

Il fantomatico Piano Kalergi

http://antimassoneria.altervista.org/il ... sulleuropa

https://news.vice.com/it/article/piano- ... i-italiani

http://www.linkiesta.it/it/article/2015 ... urop/27568

http://frontediliberazionedaibanchieri. ... 50465.html

http://apocalisselaica.net/il-piano-kal ... li-europei

http://www.butac.it/il-piano-kalergi-pe ... li-europei

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q= ... xO4RibdOag

http://www.informarexresistere.fr/2014/ ... no-kalergi

https://mazzetta.wordpress.com/2013/10/ ... ent-page-1


???

Kalergi: Il cosmopolita massone alle origini dell’Unione Europea
Ago 11, 2015
Piano massonico Kalergi
di Mario Cecere

http://www.controinformazione.info/kale ... ne-europea

È apparso a febbraio di quest’anno, e già si prevede l’uscita di una nuova edizione arricchita, l’interessante saggio sul “Piano Kalergi” di Matteo Simonetti, insegnante di storia e filosofia e pianista, autore di libri di argomento politico e filosofico.

Il testo in questione, La verità sul Piano Kalergi, (Edizioni Radio Spada, Milano) è il primo studio a ricostruire integralmente il percorso intellettuale e l’azione politica del conte Kalergi – eminenza grigia del lager eurocratico al cui nome è intitolato perfino un premio recentemente attribuito ad Angela Merkel – e ad offrire una visione d’insieme dell’ambiente in cui opera e delle finalità perseguite da un autorevole esponente della sovversione mondialista a partire da una lettura ragionata del famigerato Praktischer Idealismus, lo scritto filosofico pressoché introvabile (perché fatto sparire dalla circolazione) che racchiude il pensiero dell’attivista austro-nipponico, fondatore di Pan-Europa nonché “profeta” dell’attuale Unione Europea.

Il libro di Simonetti è un’accurata quanto spietata documentazione sulle cause dell’immigrazione selvaggia che sta letteralmente travolgendo e deturpando, per inconfessabili ragioni di logge e cosche, l’identità europea ed italiana, sulla rete di interessi che si dipana tra alta finanza, massoneria, vaticano, imperialismo anglosassone, materialismo capitalista e bolscevico, interessi oligarchici e settari. È proprio dall’analisi di quest’opera fondamentale, della quale vengono tradotti e commentati i passaggi chiave, che comincia la prima parte del libro.

Richard Coudenhove-Kalergi, erede di una importante famiglia di aristocratici e diplomatici, è stato una figura politica di rilievo nella costruzione dell’attuale UE e risulta davvero oscuro il motivo della sua pressoché integrale estraneità al grande pubblico. I motivi di questa riservatezza salteranno agli occhi nel corso della lettura del libro di Simonetti che sottolinea opportunamente – e in questo consiste un pregio non minore dell’opera – le affinità rinvenibili tra la dottrina di Kalergi e le idee correnti in un’epoca particolarmente convulsa e cruciale della storia europea – l’Occidente nichilistico democratizzato e imbevuto di ideali progressistici e mercantilistici, tra utopismi tecnocratici, esaltazione del cosmopolitismo, delle “magnifiche sorti e progressive”, dello spirito “eroico” mercantile.
Singolari sono, in questo senso, le letture travisate e i rimasticamenti di Nietzsche e Spengler di cui si nutre Kalergi e che risaltano in quelle divagazioni eugenetiche tra il profetico ed il prescrittivo che confermano sinistramente e crudamente l’esistenza di un progetto, maturato negli ambienti dell’aristocrazia apolide dell’usura e del denaro, di liquidazione dell’Europa da effettuarsi tramite incroci razziali con popolazioni africane ed asiatiche.

Così Kalergi: “L’uomo del futuro sarà un meticcio. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del crescente superamento di spazio, tempo e pregiudizio. La razza del futuro, negroide-euroasiatica, simile in aspetto a quella dell’Egitto antico, rimpiazzerà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità.” Il richiamo all’attualità è d’obbligo in tempi come questi, dove una scellerata politica immigrazionista, perseguita con sintomatico accanimento dalle istituzioni economiche e sovranazionali dell’UE e dalle autorità religiose di massa, oltre che dalla pletora delle cooperative, mafie e papaboys di tutte le declinazioni parlamentari, oltre a provocare inevitabili sconvolgimenti politico-sociali, costituisce l’infausta premessa – a causa della massiva sproporzione demografica tra autoctoni ed allogeni ed il lavaggio del cervello buonista e auto-colpevolizzante dei media – di quello che lo scrittore francese di sinistra Renaud Camus ha definito il Grand Remplacement, vale a dire il fenomeno storico di progressiva sostituzione etnica, culturale, religiosa di cui siamo impotenti spettatori.

Quali sono i caratteri esteriori della visione del mondo che anima Kalergi e i suoi finanziatori banchieri (Simonetti ne elencherà nel corso dell’esposizione quelli più famigerati)? Il solito brodo massonico di scientismo, umanitarismo, vitalismo, razionalismo, pacifismo, progressismo e materialismo pratico in cui elementi eterocliti si sovrappongono in maniera grossolana a venature di superomismo imprenditoriale oligarchico-calvinista, il tutto nelle immancabili tinte messianico-tecnocratiche che da sempre impregnano i conati filantropici, cosmopolitici e utopistici degli uomini delle logge.

Acutamente Simonetti segnala l’affinità tra queste vedute relative ad una futura umanità eugeneticamente modificata e livellata, contraddistinta dall’efflorescente pullulare di molteplici personalità, e la Gender Theory dell’ebrea Judith Butler: “La scomparsa dei popoli (e con essi dell’anima delle nazioni) che Kalergi prevede e auspica, è un movimento di cui i popoli sono consapevoli? Che essi hanno approvato, hanno deliberato, sul quale hanno riflettuto? O è una scelta che altri hanno preso per loro? Questa estrema differenziazione degli individui, che resta comunque difficile se si ammette la scomparsa legata alle caratteristiche etnico-culturali che oggi conosciamo e ravvisiamo, in cosa consiste? Forse in un aumento delle varietà di genere che oggi si intende promuovere? Mi riferisco alla Gender Theory, per la quale saranno moltiplicati i generi umani di maschile e femminile e anche il loro particolare modo di rapportarsi tra loro. L’orientamento sessuale, combinato alla configurazione sessuale esterna, può dare origine in effetti a un’ampia gamma di possibilità, tutte legate all’individualità piuttosto che a differenze relazionali”.

Dissoluzione dei popoli, centrifuga di anime, produzione di individui dalle molteplici e cangianti personalità, flussi energetici privi di centro, forma e ‘persona’, eterodiretti dal Grande Fratello planetario e ‘coltivati’ nella placenta dolciastra del Mercato e delle Religioni della Nuova Era, che predicano opportunamente la rinuncia al ‘conflitto’ e al ‘mentale’, la fusione estatica nel ‘Tutto’ di una natura deificata e a sua volta modificata geneticamente: l’Europa figlia dei Lumi, razionalista, laica, emancipata e liberata dall’insopportabile religione cristiana dei nonni è oggi il (non) luogo di appartenenze multiple e a termine, religioni esotiche, fedi liquide, orgogli effimeri: sembra sempre più di vivere in un libro di Houellebecq.

Simonetti cita autori e tendenze dell’orientamento pansessualista e ‘deviante’ affermatosi nei vari campi dello scibile occidentale e divenuto, in qualche decennio, tracimando dalle pareti universitarie, Verità di massa sostitutiva, Verbo indiscutibile che separa il mondo in emancipate persone moderne ed urbane e sanguinari retrogradi ignoranti: dal magistero psicanalitico di Freud, affiliato alla massoneria ebraica B’nai B’rith, alle speculazioni cabalistiche di Elliot Wolfson, alle derive psicotiche della scuola “francese” esaltatrice della schizofrenia, della devianza, dell’alienazione dei vari Lacan, Derrida e Foucault – quest’ultimo insuperato guru della degenerazione liberal-libertaria di matrice sessantottina, DNA ideologico della sinistra umanitaria di dominazione.

Sarebbe interessante anche mostrare come questa nauseabonda inversione patologica dell’Occidente giudaico-cristiano, per usare i termini cari alla Fallaci, sia accostabile alla lettura filosofica e politica “di sinistra” di Nietzsche, che appunto decreta la fine della metafisica e delle grandi narrazioni per sfociare nella palude postmoderna della “fine della storia”, dove l’individuo radicale è esaltato come portatore di difference, nomadismo e pluralità – proprio quando, neutralizzato spiritualmente ed intellettualmente dai dogmi paralizzanti del Pensiero Unico, è ignobilmente schiacciato dalle tecnostrutture del Big Brother e condannato alla precarietà integrale (sociale, affettiva, esistenziale) prescritta dai Santoni in Risorse Umane e altri aruspici del Libero Mercato.

Precursore inconsapevole del pensiero nomade e profeta dell’attuale Europa, nonché razzista eugenetico fautore dell’avvento di una massa di meteci privi di volontà e carattere dominati da una casta apolide di super-ricchi, il massone Kalergi è per sovramercato un suprematista filo-ebraico figlio di diplomatico pro-sionista e di consorte ebrea. Fedele alla dottrina della doppia verità, se egli prescrive l’endogamia ai dominati, raccomanda invece la consanguineità alla razza dei dominatori “Ciò che separa principalmente gli ebrei dai cittadini medi è il fatto che siano degli individui consanguinei. La forza di carattere alleata all’acutezza spirituale, predestina l’ebreo a divenire, attraverso i suoi esponenti di spicco, il leader dell’umanità urbana, il falso o vero (!) aristocratico dello spirito, un protagonista del capitalismo come della rivoluzione”. Affermazioni, certo, alquanto imbarazzanti per un “padre” della sobria Europa delle commissioni di Bruxelles, un massone in combutta con alti prelati vaticani attraverso importanti personalità “cattoliche” come il capo di stato austriaco Ignaz Seipel.

Sulla vicenda Seipel, spiega Simonetti, “possiamo sottolineare come proprio in questo periodo assistiamo ad una convergenza tra gli ideali massonici e quelli presuntamente “cristiani”, soprattutto in senso ecumenico“. Il rilievo ci pare particolarmente arguto e intrigante e andrebbe senz’altro sviluppato, soprattutto alla luce delle attuali politiche degenerate del Vaticano diBergoglio e dei suoi livorosi vescovi fanatizzati nell’humus venefico dell’odio levantino contro Roma e l’Italia.

Secondo il padre dell’Europa, è nel comunismo sovietico che si prepara l’avvento della nuova nobiltà di sangue e spirito:“E’ qui che si eleva al rango di simbolo, l’unione tra Lenin, l’uomo della piccola nobiltà rurale e Trotsky, il letterato ebreo: qui si riconcilia l’opposizione tra il carattere e lo spirito, lo junker e il letterato, gli uomini rustici e gli uomini urbani, i pagani e i cristiani, in una sintesi creatrice dell’aristocrazia rivoluzionaria”. Quest’ultima è investita di un’eccezionale missione palingenetica risolutrice di conflitti plurisecolari: “Così la spada di Damocle del terrore bolscevico riuscirà più velocemente ad ammorbidire il cuore dei plutocrati e a rendere le esigenze sociali accessibili più di quanto abbia fatto in due millenni il vangelo di Cristo”. Non è del resto certo un caso se:“Gli emissari principali della nobiltà cerebrale – che sia essa corrotta o integra (!!!) – del capitalismo, del giornalismo, della letteratura, sono degli ebrei. La superiorità del loro spirito li predestina a divenire uno degli elementi più importanti della futura nobiltà. (…) Una provvidenza piena di bontà ha dunque, nel momento in cui la nobiltà feudale declina, offerto all’Europa, attraverso l’emancipazione degli ebrei, la grazia di una nuova nobiltà di spirito. Il giudaismo è il nocciolo intorno al quale si riunisce una nuova nobiltà, una razza di signori (Herrenrasse)”;un tale nocciolo è non per nulla irrigato dal sangue del “popolo eletto”: “gli eroi e i martiri ebrei delle rivoluzioni dell’Europa dell’Est e dell’Europa centrale non hanno nulla a che invidiare, in termini di coraggio, di resistenza e di idealismo, agli eroi non-ebrei della prima guerra mondiale, anzi essi li sorpassano spesso in spirito” – e via di questo passo.

Questo connubio tra bolscevismo e capitalismo mediato dalla componente ebraica alla testa di entrambi i partiti, trova una tipica espressione nella figura dell’ebreo massone Leonid Krasin, ricco manager e alto dirigente bolscevico, stretto collaboratore di Lenin nonché trafugatore dei beni dello Zar. Per lui Kalergi ha parole elogiative: “Krasin ha riconosciuto che per il comunismo è essenziale imparare dal capitalismo”. Che dire, non ne avevamo dubbi. Come giustamente rileva Simonetti, “La plutocrazia quindi rimarrà viva solo in quanto illuminata, sfolgorante della luce benefica del magnatismo filantropico, rigenerata dal nuovo vangelo socialista. Al bando i piccoli plutocrati “arrivisti”, rinchiusi nel loro orticello egoistico, evviva il grande magnate, unica speranza per la salvezza messianica del mondo”.

Il capitalismo illuminato della BCE e la burocrazia social-democratica dei kapò delle commissioni di Bruxelles salveranno il mondo. Del resto l’aristocrazia filantropica non tardò a riconoscere nel mediocre filosofo Kalergi un fratello da aiutare. Nel 1924, il fondatore di Pan-Europa, l’organismo politico europeista alle origini dell’Unione Europea, conobbe il barone Louis de Rothschild e “attraverso questi entrò in contatto con il magnate della finanza Max Warburg, che con una donazione di 60.000 marchi d’oro finanziò l’associazione paneuropea per tre anni. Il contatto con Warburg avrà lunghissima durata e quest’ultimo curerà i viaggi di Kalergi in America, introducendolo nella cerchia de banchieri Paul Warburg e Bernard Baruch. Lo stesso Rothschild sarà tra i suoi finanziatori.(…) Ottenne l’appoggio di Edward Benes, Otto d’Asburgo, Hjalmar Schacht, Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide de Gasperi e Winston Churchill. In particolare, il messaggio di Kalergi ispirerà ad Aristide Briand il “suo” progetto di Unione Europea presentato nel 1929 davanti alla Società delle nazioni di Ginevra”. Tutti questi importanti attori del movimento paneuropeo, attivi collaboratori di Kalergi erano massoni (e ferventi sionisti, come Briand, tra i principali responsabili delle condizioni capestro imposte a Versailles alla Germania sconfitta), De Gasperi ed Adenauer erano membri dell’Opus Dei (“un altro filone che meriterebbe di essere esaminato a parte è quello del pensiero e dell’operato di alcuni personaggi vicini sia ai gesuiti che alla costruzione di quest’Europa, tra i quali spicca la figura di Joseph Retinger, fondatore del gruppo Bilderberg”) e tutti costoro sono oggi considerati “padri dell’Europa” – altri idoli del massone Kalergi sono invece più volgari terroristi o assassini caduti nel dimenticatoio della storia, indicati però come prototipi della nobiltà ideale in virtù della loro natura prometeico-luciferica.kalergi

Il libro di Simonetti abbonda di esempi di queste frequentazioni dubbie e simpatie per lo meno ambigue del conte. Oltre alle citazioni sulla “elezione” degli ebrei, sul marx-capitalismo, numerosissime quelle che suffragano la tesi del razzismo biologico di Kalergi, elemento davvero sconcertante e compromottente per la credibilità e l’aplomb buonista eurocratico, ferocemente filo-immigrazionista, mondialista e anti-nazionale. Se queste affermazioni di Kalergi, sconcertanti per la sensibilità del nostro tempo, fossero state pronunciate, mutatis mutandis, da un membro del NSDAP, verrebbero oggi immediatamente censurate o liquidate come deliri di uno squilibrato. Sarà per questo che le oligarchie europee si sforzano con evidente solerzia di tenere nascosto il pensiero filosofico del fondatore di Pan-Europa?

Occorre segnalare queste singolari concordanze invertite con il biologismo nazional-socialista anche a coloro che, ancora oggi, non vedono tutta la nocività insita in questo genere di deviazioni moderne, già nella ragion d’essere di questo pensiero che altro non è che il frutto della mentalità nichilistico-scientista a cavallo tra Ottocento e Novecento, posizioni meccanicistiche di origine positivistica – dunque materialistiche e deviate – partorite dalla cultura protestante anglosassone del tempo e presa a prestito dal delirio razzistico suprematista giudaico contenuto nel vecchio testamento biblico.

In Germania esse si incrociarono con correnti di pensiero eterogenee, alcune di orientamento neo-paganeggiante, genericamente ostili alla latinità, associata indebitamente al papismo e visioni del mondo decadenti o levantine – se non ottusamente ostili alla funzione imperiale-ecumenica di Roma in nome del particolarismo etnico nordico. Tali gravi abbagli e incomprensioni (che dovettero arrecare non poco danno alla stessa Germania), provenientidalla confusa temperie del Romanticismo, presero forme peculiari che si manifestarono – nelle concezioni razziste nazional-socialiste – in senso mistico e tellurocratico, sostanziando pericolosamente una direzione ambigua e virulentemente anti-tradizionale – e in ultima istanza integralmente nichilistic ae democratica – per cui va riconosciuto a Julius Evola il merito di aver smascherato simile tragica impostura con dovizia di argomenti e profondità di visione filosofica.

Questo coacervo di elementi discordi, se non lascia dubbi sul mediocre spessore filosofico e sull’appartenenza del massone Kalergi al campo della sovversione mondialista, riveste invece un’eccezionale valore testimoniale sul piano della storia – palese ed occulta – delle idee, rivelando quello che possiamo considerare un manifesto delle nefaste tendenze sovversive e mondialiste disseminate in ogni angolo della modernità, anche presso quei filoni di pensiero e correnti “metapolitiche” che ostentano una presunta immunità da simili tare. A questo proposito non si può nascondere una certa sorpresa nello scoprire chi pubblica l’opera di Kalergi, Pan-Europa, in Italia: si tratta della casa editrice dello psicologo Adolfo Morganti, nota nell’ambito del neo-guelfismo nazional-popolare e che annoverava estasiati ammiratori nel campo delle neo-destre bucolico-tolkieniane. Il console sanmarinese, estimatore veemente della politica del rottamatore gesuita “terçerista” (di quelli che piacerebbero tanto a Kalergi) Bergoglio, risulta essere il responsabile di un think-tank legato al Partito Popolare europeo che si fregia, già nel nome, Fondazione PanEuropa, del lascito “intellettuale” del conte massone. In termini quasi apologetici è presentata l’opera del fratello “europeista” sul sito che ne pubblicizza il libro e ne viene celebrata la figura “profetica” insieme a quella di San Colombano in una conferenza erudita organizzata dall’associazione Identità-Europa presso l’Università di Gorizia.

Chissà cosa ne direbbe Gandalf.


Coante ensemense kel scrive sto omo!




Il Piano Kalergi per lo sterminio degli europei?

http://www.butac.it/il-piano-kalergi-pe ... li-europei

Questa storia gira molto in questi giorni, ma non è una novità: è parte di uno dei cavalli di battaglia degli antieuropeisti.

Non so voi, ma io continuo ad essere orgoglioso del mio essere italiano (mi no, mi so veneto) e ancor più contento del mio essere cittadino europeo. Sogno e spero in una vera Europa unita senza paesi poveri o paesi ricchi (???), solo tante realtà diverse unite da una stessa bandiera comune, non solo economica, ma anche politica. Probabilmente non vedrò il realizzarsi di questo sogno, forse lo faranno i miei figli, ma intanto lotto perché vi rendiate conto di quanta fuffa vi racconta chi non vuole questa Unione. Sia chiaro: quasi sempre gli antieuropeisti politici lottano solo per difendere lo status personale raggiunto, status che offre loro benefici che se fossimo una vera unione non avrebbero; stiamo parlando di biechi personaggi che preferiscono girare l’Italia a spargere il loro anti europeismo pur essendo pagati per rappresentarci al Parlamento Europeo – contare qualcosa nelle scelte fatte.

Non stiamo parlando di una bufala, o meglio: non è un articolo che possa sbufalare l’esistenza di Kalergi e delle sue idee di Unione Europea. Vorrei solo un riportarvi quanto ho studiato su questo personaggio. Ovvio che tutto quanto non viene da fonti citate è mia opinione personale, con la quale non è detto che vi troviate d’accordo. A volte la discussione può essere interessante, giusto?


Kalergi, chi era costui?

Gli articoli denigratori trovati in giro sostengono che nessuno conosce questo signore, che i libri di storia non ne parlano e che sia un oscuro personaggio per il mondo non politico. Ovviamente non è così: Richard Nikolaus von Coudenhove-Kalergi è un personaggio noto a chi studia politica e perfino ammirato da tanti!

Nato a fine ‘800, Kalergi è stato un politico e filosofo austriaco. I suoi scritti e le sue idee sono da sempre materia di studio e fonte d’ispirazione per tanti; la sua visione di un Europa unita senza più lotte fratricide è un ideale che tanti hanno sognato nel corso degli ultimi 100 anni. Guarda caso, uno dei suoi più grandi detrattori è stato un certo signore coi baffetti. Il paragone con chi mette Kalergi dalla parte dei cattivi dovrebbe risultarvi ovvio. Per Hitler, le minoranze di un certo tipo andavano sterminate: chi non la pensava come lui andava cancellato dal suolo europeo, dunque le idee di Kalergi non erano tollerate. È dura non vedere una similitudine con chi oggi strilla epiteti razzisti a destra e a manca e dipinge Kalergi come un massone che vorrebbe sterminare gli europei. Non farò nomi: credo che siate tutti abbastanza adulti e vaccinati da fare le vostre dovute considerazioni.

Kalergi è stato il primo vincitore del premio Carlo Magno, premio che dal 1950 viene dato (in Germania) a chi ha perseguito ideali simili a quelli dell’imperatore Carlo Magno, nelle parole del suo ideatore:

“We have the honour of proposing annual presentation of an international prize for the most valuable contribution in the services of Western European understanding and work for the community, and in the services of humanity and world peace. This contribution may be in the field of literary, scientific, economic or political endeavour.”

Non mi sembra qualcosa con cui premiare un guerrafondaio che cerca l’estinzione dei popoli europei…

Parlava così di lui un professore dell’Università di Stanford nel 2004:

I quoted Richard Coudenhove-Kalergi as saying that only the concept of gentleman could save democracy. By gentleman he meant a person having a sense of fair play.
Secondo Richard Coudenhove-Kalergi, solo il concetto di gentiluomo può salvare la democrazia. Per gentiluomo lui intendeva una persona che abbia ben presente il senso di “gioco corretto”.


Si parla di onestà, incorruttibilità, razionalità. Tutti capisaldi del politico idealizzato da Kalergi – l’esatto contrario dei suoi detrattori. Riporto un sunto dalla wiki inglese:

He believed that individualism and socialism would learn to cooperate instead of compete, and urged that capitalism and communism cross-fertilize each other just as the Protestant Reformation had spurred the Catholic Church to regenerate itself.
Era convinto che individualismo e socialismo potessero imparare a cooperare invece di competere, e sollecitò il capitalismo e il comunismo a “inquinarsi” a vicenda, esattamente come aveva fatto la Riforma protestante con la Chiesa cattolica per potersi rigenerare.


Da nessuna parte Kalergi ha mai ipotizzato l’eliminazione delle nostre culture: egli è sempre stato un solido difensore dell’unicità di usi e costumi, sempre che non vadano a discapito dell’amicizia e della fratellanza fra i popoli. Chiunque segua i dettami della religione cristiana ad esempio non può negare che i valori di onestà e fratellanza siano scritti un po’ ovunque nei sacri testi. Allora perché oggi i più strenui difensori politici di quella religione passano il tempo a spingere l’odio per chiunque non sia italiano, spesso anche gonfiando le colpe proprio perché “non italiano”?

L’idea che tanti italiani leggano siti del genere, fidandosi delle sciocchezze scritte da gentaglia così violenta e arrogante, mi intristisce.
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » lun giu 29, 2015 4:01 pm

Ca' Vendramin Calergi
https://it.wikipedia.org/wiki/Ca%27_Vendramin_Calergi
Ca' Vendramin Calergi, forma abbreviata per Palazzo Loredan Vendramin Calergi, anche nota con il nome di Palazzo Vendramin Calergi o di Palazzo Loredan, è un palazzo veneziano, situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul Canal Grande tra Casa Volpi e Palazzo Marcello, di fronte a Palazzo Belloni Battagia e al Fontego del Megio. Il palazzo ospita il Casinò di Venezia.

Immagine
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » lun giu 29, 2015 5:55 pm

Richard von Coudenhove Kalergi.
Il risveglio del Conte.
http://sermo.forumfree.it/?t=70147446
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » mar giu 30, 2015 8:58 am

El Manefesto Panouropeo de Kalergi
https://drive.google.com/file/d/0B_VoBn ... hCUXc/view

Praktischer Idealismus - Adel, Technik, Pazifismus (1925). French translation : Idealisme pratique - Noblesse, Technique, Pacifisme
https://archive.org/stream/R.N.Coudenho ... 5/mode/2up

Praktischer Idealismus
http://www.dailystormer.com/wp-content/ ... fismus.pdf
https://translate.google.it/translate?h ... rev=search
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » mer lug 01, 2015 7:57 am

???

UOMINI DI CULTURA E ASSOCIAZIONI INTELLETTUALI NEL DOPOGUERRA TRA FRANCIA, ITALIA E GERMANIA OCCIDENTALE (1945-1956)

http://www.diss.fu-berlin.de/diss/servl ... o.diss.pdf



Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... alergi.jpg

https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... 1567781869
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » lun lug 06, 2015 8:29 pm

A so contento ke co łe me postade a go fato nasar łe paxene en tałian so Kalergi e so Paneuropa

https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_N ... ve-Kalergi

L'Unione Paneuropea o Paneuropa, è un'associazione fondata dall'aristocratico austro-ungherese Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi nel 1922 col nome di Unione Paneuropea Internazionale con l'intento di porre le basi per il conseguimento dell'unità politica ed economica dell'Europa. Fu infatti all'interno di Paneuropa che si adottò per la prima volta l'espressione “Unione europea”.
https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Paneuropea

1922: Il progetto Pan-europeo di Kalergi ed il temporaneo arresto con la nascita dei totalitarismi

Sul finire del primo conflitto mondiale, il cosmopolita Coudenhove-Kalergi iniziò a scrivere una serie di articoli nei quali indicava la necessità di addivenire ad un nuovo ordine europeo. Questi suoi propositi culminarono nel novembre 1922 con la pubblicazione del documento Paneuropa, un progetto che venne dato alle stampe a Vienna e a Berlino nel quale venivano prospettate per la prima volta l'unificazione politica ed economica degli Stati europei come rimedio agli errori del conflitto appena concluso e definito da Kalergi come “una guerra civile europea”. Nel 1923 esce infine il libro-manifesto Pan-Europa. Fra i primi a credere e finanziare il progetto, vi fu il banchiere tedesco Max Warburg (1867-1946), che lo sostenne già nel 1924. Progressivamente il progetto vede l'appoggio o l'interessamento da parte di politici ed intellettuali di estrazione politico-ideologica molto differenti fra loro, e fra questi Hjalmar Schacht, Konrad Adenauer, Paul Valery, Seán MacBride, Thomas Mann, Stefan Zweig, Rainer Maria Rilke, Nicholas Murray Butler, Edvard Beneš, Francesco Saverio Nitti, Carlo Sforza, Sigmund Freud, Albert Einstein, Jean Monnet, John Maynard Keynes e molti altri[1]. Altre importanti figure politiche come il presidente ceco-slovacco Masaryk, il cancelliere austriaco Ignaz Seipel e il ministro degli Esteri francese Aristide Briand furono grandi sostenitori di Paneuropa. Il progetto fu poi sostenuto dalla costituzione negli Stati Uniti di un Comitato di Cooptazione[1]. Sotto questi auspici furono migliaia le persone convenute da 24 Stati diversi al primo congresso paneuropeo apertosi il 3 ottobre 1926 a Vienna. Sulla scorta di questo successo internazionale Aristide Briand il 5 settembre 1929 propose alla Società delle Nazioni la creazione di una Federazione degli Stati Europei. Negli anni Trenta del secolo scorso Kalergi mise in guardia contro i regimi totalitari di Hitler e di Stalin. Questa presa di posizione fu pagata da Paneuropa con la messa al bando in tutta la Germania, dopo che Hitler ebbe preso il potere.

1945: La ripresa del progetto ed il cambio di prospettive

Negli anni bellici e prebellici, anche a causa dei contrasti con i regimi che mal vedevano le sue teorie multiculturali e multietniche, Kalergi si trasferì negli Stati Uniti, dove insegnò alla New York University. In questo periodo Kalergi mantiene stretti contatti con la resistenza europea ai regimi fascisti, gettando le basi per la ricostruzione futura del progetto. A guerra finita fu infatti ripreso e sostenuto da un certo numero di politici fra cui Winston Churchill, William Joseph Donovan, Allen Welsh Dulles, Jean Monnet, Konrad Adenauer, Maurice Schumann, Otto d'Asburgo ed altri, che però imposero al progetto di Unione Paneuropea un indirizzo decisamente più tecnocratico. È nel 1947 che venne convocato in Svizzera a Gstaad il primo Congresso dell'Unione Parlamentare Europea ottenendo la formazione di un Consiglio d'Europa e di un'Assemblea Parlamentare, primo embrione dell'attuale Parlamento Europeo.

Oggi Paneuropa prosegue nel progetto di Kalergi promuovendo il consolidamento dell'Europa attraverso il dialogo e lo sviluppo delle nazioni europee nei campi della cultura, dell'economia, della politica e della difesa militare comune, grazie al contributo di Otto d'Asburgo, che ha raccolto la leadership di Kalergi, e sotto la direzione organizzativa di Bernd Posselt e Warburga d'Asburgo-Douglas. Nel dicembre 2004 Otto d'Absburgo ha rimesso il suo incarico di Presidente dell'Unione Paneuropea che è stato assunto da Alain Terrenoire. Otto d'Asburgo è stato poi nominato Presidente Onorario dell'Unione Paneuropa Internazionale, carica che ha mantenuto fino alla sua morte, nel 2011.
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Re: Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi

Messaggioda Berto » dom set 13, 2015 2:50 pm

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