Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

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Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 8:09 am

Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge) - Poła, Po, Połexeła e Pol
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 8:18 am

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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 8:18 am

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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 8:21 am

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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 7:40 pm

Sti kive de wikipedia ƚi xe fisà col latin (orexene de tuto), ma se te ghe dimandi da endoe ke ƚa riva ƚa paroƚa “latina” no ƚi sa gnanca respondarte però ƚi ga l’enesemensa de dirte ke ƚa paroƚa Poƚexene ƚa riva da coeƚa latina (latino medievale pollìcinum o polìcinum ossia "terra paludosa") ma sta voxe no ƚa ghè entel lesego latin (mexoeval, tardo e clasego) parké ƚa xe on kinome/toponemo de derivasion da ‘l ƚesego poƚexan:

http://it.wikipedia.org/wiki/Polesine

Il nome Polesine è una voce veneta (in ortografia classica) che deriva dal latino medievale pollìcinum o polìcinum ossia "terra paludosa". Anticamente era usato come nome comune per indicare uno di tanti isolotti piatti di terra emersa che si trovano all'interno del corso di uno o più fiumi.
Negli atti medioevali di concessione di appezzamenti di terreno coltivabile si parla espressamente di "concessione di un polesine di terra delimitato dalle fosse...ecc."
Viene definito anche col termine Polesino in una mappa del Ducato di Ferrara del 1597, elaborata dal Magini, incaricato della redazione di un progetto di bonifiche da Alfonso II d'Este.
Il nome fa quindi riferimento alla caratteristica principale di questo territorio così come si presentava quando fu così definito la prima volta.
Si può dunque parlare propriamente di "Polesine" solamente a partire dal Medioevo.

???
POLÈSINE CORONIMO ETRUSCO - Massimo Pittau
http://www.pittau.it/Etrusco/Studi/polesine.htm
Circa l'etimologia del coronimo veneto Polèsine e dei toponimi Polèsine Parmense, Polèsine presso Suzzara (Mantova) e Polesella (Rovigo), nel Dizionario di Toponomastica(1) C(arla) M(arcato) ha mostrato di dare la preferenza a quella prospettata da Gian Domenico Serra, che li fa derivare dal lat. pullus «piccolo di animale», «germoglio, pollone», al quale si sarebbe aggiunto un suffisso preromano -cinus(2).
Senonché il ricorso che il Serra ha fatto a questo del tutto ipotetico suffisso preromano è la prova manifesta che egli si trovava a mal partito nel tentativo di spiegare l'accento sdrucciolo di Polèsine. Per parte mia faccio notare che è realmente documentato il diminutivo di pullus, ad esempio nel sardo puddikínu «pulcino» e nel corrispondente ital. pulcíno, ma con l'accento piano. Per tutto questo io sono dell'avviso che questa etimologia del Serra vada senz'altro lasciata cadere(3).
A me sembra di poter presentare una etimologia molto più convincente e sicura. A tal fine io chiamo in causa il gentilizio femminile etrusco Puleisnai, che compare su una stele funeraria rinvenuta a Rubiera (Reggio Emilia) (Pa 1.2 - 7:f). La corrispondenza dei fonemi di questo gentilizio con quelli dei coronimo e toponimo Polèsine è quasi perfetta; e pure per l'accento essi mostrano di corrispondersi, dato che non è lecito ipotizzare che nel gentilizio etrusco l'accento non cadesse nella penultima sillaba. Ed è inoltre assai vicina la localizzazione spaziale del gentilizio etrusco a Rubiera con quella del paese di Polésine Parmense e del paesino Polèsine presso Suzzara.
Circa la direzione della derivazione, dell'antroponimo dal toponimo o viceversa, a me sembra che si debba privilegiare la prima soluzione, in virtù del fatto che conosciamo un corrispondente appellativo veneto e romagnolo polésin(e) «deposito di melma che finisce per emergere dall'acqua in forma di isolotto», «isolotto nel letto di un fiume, in particolare nel basso Po».
E se questa mia ricostruzione etimologica è esatta, allora possiamo anche dire di aver acquisito un nuovo appellativo risalente alla lingua etrusca. A tal fine è appena da ricordare che è del tutto accertata la presenza degli Etruschi sia nell'Emilia (Felsina, Mutina, Parma) sia nel Veneto meridionale (Spina, Adria).

???
Poléṡine
http://www.treccani.it/vocabolario/polesine
poléṡine s. m. [voce veneta: è il lat. mediev. pol(l)ìcinum «terra paludosa», che è dal gr. biz. πολύκενος «che ha molti vuoti», comp. di πολύς «molto» e κενός «vuoto», incrociato con pullus «molle»; cfr. ital. pollino2 «terreno paludoso»]. – Nel corso di un fiume, tratto di terra d’aspetto insulare, piatto, coperto generalmente di vegetazione arbustiva, eroso e staccato dalle rive per opera di alluvioni o di violente correnti fluviali: non crediate che ... si viva più tranquilli che nei polesini e nelle valli qui nostrane (Bacchelli). Il termine è riferito in partic. al basso Po, e usato oggi soprattutto come toponimo della regione veneta corrispondente alla provincia di Rovigo.

http://www.treccani.it/magazine/lingua_ ... e_004.html


E' vero che l'etimologia di Polesella (in provincia di Rovigo, dove abito) è la stessa di Polesine, cioè dal latino "pullus" che vuol dire "germoglio"?
Luciano Trevisan

Senz'altro l'etimologia dei due toponimi è la stessa ed è, tra l'altro, condivisa da altri nomi di luogo di area emiliana e basso-lombarda: Polesine Parmense e Polesine presso Suzzara (Mantova). Il problema è di stabilire se sia giusta l'etimologia comunemente accettata - quella che lo stesso signor Trevisan sinteticamente ripropone. Senz'altro da respingere sono le etimologie avanzate negli anni Cinquanta da alcuni valenti studiosi. A proposito del coronimo (nome di regione o area geografica) Polésine, nel 1951 Dante Olivieri riteneva di poter farlo risalire all'italiano polla, memore del fatto che nei dialetti veneto e ferrarese polésin(e) vale 'deposito di melma che emerge dall'acqua in forma di piccola isola' e, per metonimia, 'isolotto nel letto di un fiume, in particolare nel basso Po'. Concordava con questa ipotesi anche il Prati, mentre Battisti e Alessio prospettavano una derivazione di Polesine dal greco bizantino polykenos, difficile da accettare per problemi di vocalismo e consonantismo. Recentemente, nel suo ricco repertorio etimologico Carla Marcato ha ripreso l'ipotesi oggi corrente da uno studio del 1956 di G. D. Serra. Anche il Pellegrini sembra concordare, pur limitandosi a scrivere di una derivazione da PULLUS 'conca'.
Disponiamo ora di un'ipotesi alternativa piuttosto interessante, che risolverebbe alcuni problemi lasciati insoluti dalla trafila di passaggi presupposta all'interno della spiegazione Serra-Marcato. La trafila ipotizza che alla base latina PULLUS si affigga il suffisso preromano *-cinus. Osserva Massimo Pittau, autore della nuova ipotesi che ora illustreremo qui, che l'ipotetico suffisso mostra la difficoltà del Serra e della Marcato nel render conto dell'accento sdrucciolo di Polésine. Pittau nota che un (in termini linguistici) antieconomico ricorso a un apposito suffisso contrasta con l'esistenza effettiva di un documentato suffisso diminutivo di PULLUS, testimoni il sardo puddikínus 'pulcino' (va ricordato che PULLUS, oltre che 'germoglio, pollone', significa anche 'piccolo di animale') e l'italiano pulcino. Pittau quindi chiama in causa il gentilizio femminile etrusco Puleisnai, che compare su una stele funeraria rinvenuta a Rubiera (Reggio Emilia). La corrispondenza dei fonemi del gentilizio con quelli del coronimo è quasi perfetta, visto che non sarebbe lecito attendersi dall'etrusco un'accentazione diversa da quella piana in Pu-lei-snai. L'area di comparsa del gentilizio è omogenea a quella dei toponimi italiani Polesine Parmense e Polesine in provincia di Reggio Emilia, mentre non è inutile ricordare che la presenza degli Etruschi è accertata sia nell'Emilia (Felsina, Mutina, Parma), sia nel Veneto meridionale (Spina, Adria). Pittau crede, infine, in una derivazione dell'antroponimo dal toponimo, vista l'esistenza del termine dialettale polesin(e) di cui si è più sopra parlato.

Al lettore curioso e puntiglioso è giusto comunque mettere a disposizione le fonti qui sopra cursoriamente citate:

G. D. Serra, Del nome Polesine da *Pullicinuse del suffisso preromano -cinus, in "Quaderni Linguistici dell'Istituto di Glottologia dell'Università di Napoli", 1956; D. Olivieri, Escursione fra i nomi del delta padano e della regione limitrofa, in "Atti del Sodalizio glottologico Milanese", 4 (1951), pp. 33-34; A. Prati, Vocabolario Etimologico Italiano, Torino, 1951, p. 782 e sgg; C. Battisti - G. Alessio, Dizionario Etimologico Italiano, I-V, Firenze (1950-1957), p. 2991; C. Marcato, Dizionario di Toponomastica, Torino, 1990, p. 504; G. B. Pellegrini, Toponomastica italiana, Milano, 1990, p. 228; M. Pittau, Polésine coronimo etrusco, in htpp//web.tiscali.it/pittau/Sardo/studi.html



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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 7:55 pm

Połexia (Polesia)

??? bosco???
...
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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 7:58 pm

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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » mer lug 09, 2014 7:58 pm

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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Berto » lun dic 08, 2014 11:22 am

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Re: Połexene, Połexia, Połexela, Połeo, Połeje (Polegge)

Messaggioda Sixara » lun dic 15, 2014 5:26 pm

El Semerano el fà sto raxonamento cuà : acc. palasu irrompere, fare una breccia durchbrechen/einbrechen; palsu breccia, ma anca Quelle/ Einbruchsstelle, sorgente : inu.
In acadico : palsu + inu (spring)
n latin : palus + ine... e ecolo cuà : Poles-ine.
Però : se palus n latìn a vòe dire palude nol ghe corisponde propio a palsu ke, me pare de capire, a vòe dire El posto indoe ke vièn fòra l acoa o breccia, sorgente.
O Quelle e Einbruchsstelle da einbrechen/durchbrechen, ke sarìa el posto da indoe sgorga, irrompe l acoa.
Ke no la xe la stesa roba de on palù, na palude.
( parké po' el Semerano el fà le traduz. da l acadico a el tedesco :? )

Elora sto Polexene come lo gài visto pa la prima olta : cofà acoa ca ronpe o come acoa -ferma?
Ke l è mìa la stesa roba : se uno el vardava el Po da l àrzare oltimamente , ghe vegnea mìa na mente on polexìn co tante scuxe pa Serra-Marcato.

Acadico : pàlsu-inu
Latin : palùs-ine
Polexàn : polés-ine :D ke anca i acenti i ga la so inportanzha ...
( a gò on sospeto tremendo ke kela - S - lì n mèzo la se pronuncia propio cusì )
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