Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

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Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:10 pm

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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:12 pm

Conscio (pronunciato Conscìo /kon'ʃio/, Consìo /kon'sio/ in veneto) è una frazione di Casale sul Sile, in provincia di Treviso.
https://it.wikipedia.org/wiki/Conscio_% ... ul_Sile%29

???
Il toponimo deriverebbe secondo alcuni dal latino consessus "adunanza", "assemblea", in riferimento al luogo in cui si riunivano gli abitanti del vicus. Altri lo ritengono più tardo, avvicinandolo al consilium (attraverso il veneto consejo) con cui, in epoca medievale, si indicava il consiglio della comunità che gestiva il territorio locale. Una terza ipotesi lo avvicina a Conso, la divinità romana legata al mondo rurale; in effetti, Conscio si trovava al confine tra gli agri di Altino e Treviso (di qui passava la strada che collegava le due città), in una zona centuriata e coltivata. ???

Le origini della presenza umana sono però molto più antiche, come testimonia il ritrovamento di un martello in pietra risalente all'epoca degli Euganei.
La prima citazione scritta si trova in un documento del 1221: è il testamento di Giovanni de Bonio, console del comune di Treviso che lasciò ai figli anche duobus mansis iacentibus Conseo. In seguito il paese compare sempre associato a Casier in un'unica regola, situazione mantenuta sino alla caduta della Serenissima.
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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:13 pm

Conso
https://it.wikipedia.org/wiki/Conso
Conso (Consus) è una figura della mitologia romana. Probabilmente si trattava della divinità del seme del grano e dei depositi per la sua conservazione, che tra i romani venivano posti sottoterra.
A Conso era dedicato un altare ipogeo al centro del circo Massimo, l'ara Consi, resto però di un'altra città più antica sorta nel luogo di Roma.[senza fonte] L'ara era sotterranea, o coperta di terra, e veniva scoperta unicamente durante le feste a lui dedicate[senza fonte], i Consualia, che erano festeggiate il 21 agosto ed il 15 dicembre. Per questo motivo si tratta di una divinità ctonia.. I Flamini Quirinali e le Vestali officiavano ai suoi riti.
Questo altare ritrovato fu il pretesto per l'organizzazione dei giochi durante i quali avvenne il Ratto delle Sabine.
Come accadeva per la maggioranza delle divinità legate alla terra e alla fertilità, la figura di Conso era vista in stretto rapporto con il mondo sotterraneo[senza fonte].
Conso venne poi associato con Consigli segreti, e quindi il suo nome fu associato al consilium, consiglio o assemblea. Secondo Servio Mario Onorato annota che Consus era il dio dei Concili.
Per un'altra interpretazione Consus si identificava con il Neptunus Equestris, ovvero Nettuno protettore dei cavalli. Corse di muli e cavalli erano l'evento principale durante le sue feste; gli animali, cui era concesso un giorno di riposo, erano adornati con fiori.
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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:13 pm

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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:14 pm

???

Ancora sui “renghi” …o Assemblee Popolari Venete

http://vivereveneto.com/2015/04/03/anco ... ari-venete
03/04/2015
Antiche forme di democrazia Veneziana
di Millo Bozzolan
Ora che pian piano si cerca da più parti di ripristinare la nostra antica libertà, basandosi sulle nostre tradizioni plurimillenarie (la veneta nazione esiste, piaccia o meno da più di tremila anni) vorrei accennare all’antichità della istituzione assembleare tra i Veneti. [Per chi volesse addentrarsi nell’argomento rimando al volume ‘GIUSTIZIA VENETA’ del dr. Edoardo Rubini, edito da Filippi Venezia.]
Le assemblee antiche erano in genere costituite dai capi famiglia, e dibattevano liberamente dei problemi della collettività. Queste assemblee eleggevano dei tribuni, sia tra i veneti di terraferma che tra i ‘venetici’ della laguna (così nominati dai greco bizantini). Di questi ‘tribuni’ resta una raffigurazione nei mosaici della basilica di San Marco e, particolare notato da pochi, questi tribuni, raffigurati prima che il Dux Venetorum abbandonasse una specie di tiara per il corno dogale, indossavano proprio il copricapo di foggia simile, che poi il Doge adottò. Un particolare questo che li collega ai capi paleoveneti, raffigurati nelle situle, col berretto ‘frigio’ sulla testa, come probabile insegna di distinzione. Niente da stupirsi: le società antiche erano molto conservatrici e tendevano a tramandare secolo dopo secolo, i simboli del potere.

Sappiamo che la Venetia da Tera, fu prima dominio longobardo, poi il potere si frazionò in liberi comuni, dove, non diversamente che nelle lagune, le assemblee di tradizione antichissima, deliberavano e decidevano. Il ‘Salone’ di Padova fu chiamato appunto ‘Palazzo della Ragione’, ma non fu certo l’unico della Venetia, solo l’esempio più illustre e prestigioso.
Tali assemblee, ci spiega Edoardo Rubini, nell’età del bronzo e prima età del ferro, erano comuni a tutto il bacino centro europeo, come il tiglio che ne era il simbolo, sotto le cui sacre fronde si riunivano per le delibere e per amministrare giustizia. Ed è per questo che il tiglio fu disegnato in qualche simbolo araldico delle comunità del Friuli, del Veneto, della Slovenia. Non solo, rimase anche nella toponomastica (ricordo Teglio Veneto vicino a Portogruaro) e il ricordo delle antiche assemblee sopravvisse nel nome di “Consìo”, un piccolo paesino vicino a Mogliano Veneto.
Le signorie non soffocarono del tutto, in terraferma, queste assemblee antiche, probabilmente sopravvissero, con conflitti, credo, endemici, e quando Venezia estese il proprio dominio alla terraferma, potenziò e aumentò la loro funzione di rappresentanza. Un esempio per tutti: Feltre aveva un consiglio di nobili e possidenti composto di dodici membri, Venezia lo volle più ampio e i membri divennero quaranta. Nella Patria del Friuli, dove i feudatari avevano soffocato l’antica assemblea, nel piccolo parlamento di Udine furono introdotti anche i rappresentanti delle classi popolari. Questo spiega bene l’attaccamento filiale dei sudditi al Leone marciano, simbolo delle antiche libertà ripristinate. Sia nel Veneto odierno che nel Friuli, come nella Lombardia veneta.

Venezia per poter gestire uno stato sempre più complesso, e per evitare conflitti di potere che in terraferma dettero origine alle signorie, si evolse in repubblica aristocratica, ma non fu mai un sistema oligarchico, dove pochi governavano per difendere il loro interesse, e il potere delle assemblee continuò, nella struttura delle ‘scole’ di Arti e Mestieri comuni del resto anche alla Terraferma. Queste categorie avevano amplissima autonomia, e venivano ampiamente consultate per la formazione di leggi (dette ‘parti’) che toccassero i loro interessi.
Per concludere, a differenza di altri popoli, i Veneti non dovevano imparare nulla, in fatto di democrazia vera ed effettiva e di partecipazione nella gestione del potere. Col tramonto della millenaria repubblica marciana, la Tradizione, che aveva retto la nazione veneta per tanti secoli, fu buttata nella pattumiera, in nome della ‘modernità”, mentre molto si poteva e doveva conservare. Al posto delle antiche libertà uno stato Moloch, che ci divora e ci soffoca dalla nascita alla morte, illudendoci di essere ‘liberi’ e cittadini tutti uguali l’uno all’altro.


Marco D'Aviano ha detto:
05/04/2015 alle 16:27
Ottimo articolo. Si può osservare che oggi c’è chi addirittura pensa di rispolverare la struttura sociale dei Veneti antichi che si perpetuò fino al Medioevo, quando le ancestrali assemblee popolari si erano trasfuse nell’Arengo Veneto, che per i primi secoli (fino al Duecento, si può dire) eleggevano persino il Doge. Ma su quali presupposti?
E’ un peccato che spesso questi richiami storici non considerino affatto la Tradizione Veneta, ma guardino alla democrazia ideologica di matrice liberale, oggi ribattezzata “democrazia diretta”.
Il sistema assembleare dei Veneti nostri Progenitori era una cosa viva, innestata nella Tradizione religiosa: era un sistema inserito in un profondo sentimento di comunità.
Le antiche comunità vivevano unite in strutture non molto popolose, soprattutto erano cementate intorno a valori spirituali e morali altissimi, di tipo sacro e trascendente.
Invece, chi oggi invoca la democrazia diretta sembra mosso da uno spirito puramente egoista.
Ci si ispira alla Svizzera come alla Patria del dio denaro.
Si pensa così: – “qualsiasi cosa voglia fare il padrone-stato si dovrà prima chiedere il mio permesso tramite referendum”.
Questa è la mentalità da omini atei e laicisti, che gli U.s.a. in 70 anni hanno inculcato nelle menti degli occidentali (Veneti compresi).
Se si pensa che basti farsi belli con la storia veneta, per restare italiani dentro (ma perché non votare Beppe Grillo, allora: lui la democrazia diretta del personal computer l’ha già istituita…)
si può star sicuri che “l’Arengo” invocato da tanti per garantire la democrazia (in definitiva, quella nata dal “Contratto Sociale” di Hopbbes, Locke e Rousseau) sarà la stanca replica della società decaduta e corrotta di oggi (che chiamiamo sprezzantemente “italia”) e nulla avrà a che fare con la grande Civiltà dei nostri Progenitori (che sulla Fede Cattolica avevano costruito tutto).
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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:15 pm

Cfr. co:

Cansejo-el monte Cansejo (Cansiglio)
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http://www.magicoveneto.it/Cansiglio
Immagine
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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:16 pm

Cfr. co:


Conselve
https://it.wikipedia.org/wiki/Conselve
???
I primissimi documenti, risalenti al 954, parlano di "Caput Silvae" e "Caput Silvis", un luogo posto all'inizio della boscaglia, il punto principale e più frequentato. L'origine latina del toponimo testimonia anche uno stretto legame con l'epoca romana. ??? Tutto fa supporre che buona parte del conselvano abbia conservato a lungo l'aspetto di una palude fatta di acquitrini, di stagni e di corsi d'acqua dal percorso disordinato e facilmente straripanti, di fittissima e spontanea vegetazione, minuta e boschiva, progressivamente diffusa man mano che le paludi, anche per effetto del calore solare, si prosciugavano lasciando rilevanti depositi alluvionali. ??? Varie furono le dominazioni da parte di etnie straniere post-romane: orde di Visigoti e Unni (che non si stanziarono) e di Longobardi (che rimasero fino al 774 ???, quando Carlo Magno affrontò, sconfisse ed imprigionò l'ultimo re Desiderio) ???.
???

Conselice
https://it.wikipedia.org/wiki/Conselice
Consèlice (Cusêls in romagnolo) è un comune di 9.869 abitanti della provincia di Ravenna. Il Comune è composto da tre centri abitati: Conselice (che da sola ha circa 5.000 abitanti), Lavezzola e San Patrizio.
Il primo documento che parla del Portus de Capite selcis è datato 5 giugno 1084. La pergamena, firmata dal vescovo di Imola, stabiliva che la signoria sul porto spettasse al Comune di Imola. Attraverso lo scalo lagunare, gli imolesi svolgevano i loro commerci marittimi con Venezia e con gli altri porti del mare Adriatico, tanto che ad Imola la moneta veneta aveva corso legale. Del porto si servivano anche i mercanti lughesi e faentini.


Consiglio di Rumo
https://fr.wikipedia.org/wiki/Consiglio_di_Rumo
Consiglio di Rumo est une commune italienne de la province de Côme dans la région Lombardie en Italie
https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_di_Rumo

Cons-Sainte-Colombe
https://fr.wikipedia.org/wiki/Cons-Sainte-Colombe
Cons-Sainte-Colombe est une commune française, située dans le département de la Haute-Savoie en région Rhône-Alpes. Membre de la communauté de communes du pays de Faverges, la commune comptait 368 habitants en 2012. Le village est installé sur le versant nord du chaînon de la dent de Cons, qui appartient aux Bauges.
Cons-Sainte-Colombe est un toponyme composé de l'association du nom de la paroisse Cons à celui de la sainte Colombe, patronne de la première chapelle édifiée, à partir de 1858.
Le toponyme Cons aurait des origines différentes. Selon Ernest Nègre, celui-ci trouve son origine dans le mot bas-latin cumba qui donnera le mot « combe » (vallon). Selon le chanoine Gros, Cons serait une forme romane du mot latin comes signifiant « compagnon », qui donnera le mot français « comte ». Selon les auteurs de la collection Histoire des communes savoyardes qui consacrent un article à la commune, le nom proviendrait d'un propriétaire romain, Contius4.
En francoprovençal, la commune se dit Konse en graphie de Conflans.
Ses habitants sont appelés les Saintes-Colombiennes et Saints-Colombiens. On peut parfois trouver les formes Colombines et Colombins. La forme en patois est Coinards.

Consac
https://it.wikipedia.org/wiki/Consac
Consac è un comune francese di 252 abitanti situato nel dipartimento della Charente Marittima nella regione di Poitou-Charentes.

Consigny
https://it.wikipedia.org/wiki/Consigny
Consigny è un comune francese di 67 abitanti situato nel dipartimento dell'Alta Marna nella regione della Champagne-Ardenne.
https://fr.wikipedia.org/wiki/Consigny
L'origine du nom "Consigny" est difficile à établir. Certains auteurs[Qui ?] le pensent venu du nom de Romains (Consignius ou Comicinius). Le nom peut également avoir été celui d'un lieu-dit (on ne parlait plus latin quand le village naquit !).
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Re: Conscio/Consìo, Conselve, Consełixe, Consac, Consigny

Messaggioda Berto » lun nov 02, 2015 11:27 pm

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