Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagna

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Messaggioda Berto » lun set 15, 2014 8:13 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » lun set 15, 2014 8:14 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » lun set 15, 2014 8:17 pm

Cfr. co:

calviagna, calsagna, caviagna, cavedagna, cavedagnona, cavedona, cavedon, capesagna, capitagna, capitanea, capezzagna, capesana, capeana, capiana, capeona, ... e nel veronese scavesagna, scapezagna, scaezagna, caesagna, e scavexana, scaesana (?), ... capriana nel trentino (cfr. Caprino veronese), nel mantovano cavriana, viadana, ...


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... piagna.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... SDNP-1.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... SDNP-2.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... esagne.jpg

Troxi/trodhi veneti e d’Ouropa ente ła pristoria
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... BMVFk/edit

Troxo, trodho, troi, troed, treide, traget, treureo, tre, tri, ....
viewtopic.php?f=44&t=993
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » lun set 15, 2014 8:18 pm

Meledi (Cavazzale Meledi) el xe da cfr. co Meledo:
...

Cavazzale Meledi

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... avasal.jpg
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » lun set 15, 2014 8:19 pm

Una parte di quest’altri toponimi potrebbero essere della famiglia, a prescindere dalle etimologie paretimologiche date da gli autori in queste pagine edite UTET, come per esempio Cavizzana e Cavedago nel trentino:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 1/Utet.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... e-utet.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... a-utet.jpg
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » mar set 16, 2014 6:59 am

Corispondense co voxi del lesego latin:


Immagine

caput, capitis, n.
1 capo, testa;
2 fig. estremità (di un fiume: sorgente, ma anche foce);
3 metafor. vita, esistenza (damnare capitis o capite, condannare a morte; capitis deminutio, perdita dei diritti civili); la parte principale (caput cenae, il piatto principale; caput est ut e il cong. o con l'inf., l'essenziale è che); anche capitolo (di un libro), capitale (di denaro).
1 capo, testa (di uomini e animali), per meton. = tutta quanta la persona, individuo, uomo, persona; capo di bestiame: caput aperire, scoprirsi la testa, CIC.; capite obvoluto, col capo incappucciato, CIC. Phil. 2, 77; capite operto, col capo coperto, CIC.; capite demisso, a testa bassa, CIC.; caput attollere o efferre, alzare la testa, LIV., VERG.; capita conferunt, si adunano a colloquio, LIV. 2, 45, 7; nec pes nec caput, né capo né coda, HOR. A. P. 8 e a.; «Capita» aut «Navia», testa o nave (di moneta recante l'effigie in un lato di un dio, nell'altro di nave) = il nostro gioco: testa o croce e simili, MACR. Sat. 1, 7, 22; supra caput esse, sovrastare (minacciosamente), SALL., LIV.; libera servaque capita, liberi e schiavi, LIV.; carum caput, cara persona, HOR.; devota capita, esseri maledetti, IUST. 14, 4, 10; capitum Helvetiorum milia CCLXIII, 263.000 Elvezi, CAES. B. G. 1, 29, 2; in capita describere, distribuire per testa, a ogni cittadino, CIC. Verr. 4, 215; nihil praeter caput afferre, nulla denunciare tranne la propria persona, CIC. Rep. 2, 40; exactio capitum, esazione di tributi imposti per teste, CIC. Fam. 3, 8, 5; sextantibus collatis in capita, raccolte due once a testa, LIV. 2, 33, 11; bina boum capita, due buoi, VERG. Aen. 5, 62;

2 di cose, cima, estremità, testa, sorgente e anche foce, fig. origine, principio: caput iecoris o semplic. caput, la testa, la parte superiore del fegato (di vittime), OV. Met. 15, 795; capita (vitium), viticci, CIC. Cato 53, ma anche = le radici, i piedi delle viti, CAT., PLIN. e a.; capita oleagina, le radici dell'ulivo, CAT. Agr. 43, 2; capita tignorum, estremità delle travi, CAES.; caput amnis (o fluminis), aquae, sorgente di fiume, s. di acqua, VERG., HOR.; ad capita Sari, alla foce del Saro, LIV. 33, 41, 7; (Rhenus) multis capitibus (per molte foci) in Oceanum influit, CAES. B. G. 4, 10, 5; fig. fons miseriarum et caput, prima origine di guai, CIC. Tusc. 4, 83; a capite repetere, riprendere rifacendosi alla fonte, CIC. Leg. 1, 18; sine capite (senza fonte certa), sine auctore, CIC.; ad caput maleficii, alla fonte del delitto, CIC. S. Rosc. 74;

3 metafor.: capo, principio vitale, esistenza, vita (fisica), vita (civile): causa, iudicium capitis, processo capitale, CIC.; poena capitis, pena di morte, CAES.; capitis accusare (o arcessere), absolvere, accusare di delitto capitale, assolvere da un'accusa capitale, NEP.; damnare capitis o capite, condannare a morte, CIC.; capite suo dimicare, combattere con rischio della propria vita, LIV.; in tanta dimicatione capitis, in situazione così rischiosa per la vita, CIC. Rab. perd. 5; capitis causae, causa de capite, cause intorno all'esistenza civile, causa sull'esistenza civile, CIC. de orat. 1, 181 e 182; capitis deminutio, perdita dei diritti civili (cioè della libertà, cittadinanza, famiglia, in tutto o in parte), CAES. e a.; capite se deminuere o deminui, perdere i diritti civili, CIC.; ciò che primeggia, il capo, la parte principale, città principale, capitale, i punti principali (di dottrina, opera), capitolo, paragrafo (di libro, lettera, legge); di denaro = capitale; debito: capita (capi) coniurationis, LIV. 8, 19, 3 e a.; capita nominis Latini, i principali dei Latini, LIV.; capita rerum, capi degli affari, dello Stato, LIV., ma anche = punti principali, sommi capi (di discorso), CIC. Br. 164, QUINT.; caput cenae, il piatto principale, CIC. Tusc. 5, 98; id quod caput est, ciò che è il punto capitale, CIC. Mil. 53; caput est ut e il cong. o con l'inf. = l'essenziale è che, CIC.; Thebae caput (città principale) Graeciae, NEP.; capita litterarum, la sostanza della lettera, CIC. Phil. 2, 77; ex uno Epicuri capite, in base a un principio di E., CIC. Ac. 2, 101; a primo capite (dal primo paragrafo) legis, CIC. Agr. 2, 15; de capite deducite quod usuris pernumeratum est, detraete dal capitale gli interessi già sborsati, LIV. 6, 15, 10; de capite frumenti decumani detrahere, togliere dall'importo totale della decima sul frumento, CIC. Verr. 2, 11.
• Abl. -i, CATULL. 68, 124 e a.


cava, ae, f., fossato di confine, Grom. [cf. 1. cavus].
cavaedium, ii, n. , = cavum aedium, corte interna di casa, PLIN. Ep. 2, 17, 5.
cavamen, inis, n., incavatura, SOLIN. 9, 9 [cavo + -men].
cavatio, onis, f., cavità, VARR. L. L. 5, 20 [cavo + -tio].
cavator, oris, m., scavatore, PLIN. [cavo + -tor].
cavatura, ae, f., cavità, VEG. e a. [cavo + -ura].
cavatus, a, um, 1 part. di cavo; 2 agg. con comp. = cavo, incavato, VERG. Aen. 3, 229 e a.
cavea, ae, f.,
1 cavità, PLIN. e a.; recinto, gabbia (per belve), LUCR.; gabbia (da uccelli), CIC.; alveare, recinto (a riparo di giovane pianta), COL.;
2 cavea (del teatro), l'emiciclo con la gradinata dove sedevano gli spettatori: prima cavea, i primi posti, cavea summa o ultima, gli ultimi posti, CIC.; consessus caveae, il pubblico o il luogo dove il pubblico siede, VERG. Aen. 8, 636 etc.;
3 per meton. = gli spettatori, il teatro: summa cavea, il popolino, SEN. Dial. 9, 11, 8
[cf. 1. cavus].

cavealis, e, agg., conservato in una cavità, VEG. [cavea + -alis].

caveatus, a, um, agg., 1 ingabbiato, chiuso, PLIN. 9, 13;
2 caveatis (disposte ad emiciclo) urbibus, PLIN. 4, 30
[cavea + -atus2].

caveo, es, cavi, cautum, ere, 2 intr. e tr.
1 guardarsi (assol. o con l'acc.: cave canem; con ab e l'abl.: cavere ab aliquo, ab insidiis, da uno, dalle insidie; con l'inf.: cave petere, guardati dal chiedere; con ne e il cong.: cave ne, bada che non; col solo cong.: cave ignoscas, guardati dal perdonare; con ut e il cong.: fare in modo che);
2 provvedere (cavere sibi, alicui, provvedere a sé, per qualcuno);
3 garantirsi; dare garanzia (cavere alicui, far garanzia per uno);
4 provvedere (cavere ut, ne).

caverna, ae, f.,
cavità, caverna (più spesso al pl.) della terra, di monti, CIC. e a.; anche = ogni cosa cava e curva, buco, orifizio del corpo, tana, fenditura di albero, PLIN. e a.; navigii cavernae, la cavità, la stiva di una nave, CIC. de orat. 3, 180; cavernae ingentes, smisurati bacini, CURT. 5, 1, 28; fig. caeli (o aetheris) cavernae, la profondità o la volta del cielo, LUCR. e a.
[cf. 1. cavus].

cavernatim, avv., attraverso caverne, SID. [caverno + -im].
caverno, as, atum, are, 1 tr., scavare, incavare, C. AUR. e a. [caverna + -o3].
cavernosus, a, um, agg., cavo, cavernoso, PLIN. e a. [caverna + -osus].


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -cavus.jpg
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » mer set 17, 2014 6:35 am

Immagine
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... oselle.JPG


http://it.wiktionary.org/wiki/capezzagna
http://it.wiktionary.org/wiki/cavedagna
strada di campagna di piccole dimensioni, tratturo
http://it.wikipedia.org/wiki/Capezzagna
La capezzagna o cavedagna è una strada sterrata di servizio agli appezzamenti coltivati. È una superficie improduttiva ma funzionale alla gestione delle colture. Nel gergo estimativo è compresa nelle "tare".
Nella viticoltura, ad esempio, la capezzagna è ortogonale al senso dei filari e permette l'accesso a ciascun interfilare. Su di essa avvengono le manovre di svolta delle macchine operatrici per passare da un filare all'altro.
Quando i filari sono molto lunghi vengono interrotti da capezzagne intermedie che permettono l'accesso diretto alle diverse parti del "campo" e la riduzione dei tempi morti per il rifornimento dei mezzi agricoli o lo scarico del prodotto.
Le capezzagne di testata e le scoline delimitano il "campo".
Nella sistemazione alla padovana o a cavino, la capezzagna, detta cavino, svolge anche la funzione di scolina.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistemazione_a_cavino
La sistemazione a cavino o alla padovana è una tradizionale sistemazione idraulico-agraria del terreno in uso nella pianura veneta.

La sistemazione a cavino, ormai in disuso, è costituita da appezzamenti di 100-120 metri di lunghezza, talvolta anche fino a 200 metri, e di 35-50 metri di larghezza. La baulatura è trasversale e intermedia, con linee di pendenza disposte longitudinalmente verso le testate dell'appezzamento. L'appezzamento è delimitato longitudinalmente da un filare di piante arboree su entrambi i lati, disposti su fasce di 4-5 metri di larghezza che lo separano dagli appezzamenti adiacenti. In corrispondenza delle testate è disposto il cavino vero e proprio, ovvero un avvallamento percorso da una capezzagna.
Caratteristica fondamentale di questa sistemazione, che la contraddistingue dalle altre sistemazioni tradizionali della Pianura Padana, è la marcata freccia di baulatura, con dislivello dell'ordine di 1-1,5 metri fra la quota della linea di colmo e quella del cavino. Per realizzare sistemazioni di questo genere erano perciò necessari anche ingenti movimenti di terra. La forte freccia di baulatura era causa di frequenti inondazioni in corrispondenza del cavino, tuttavia la sistemazione aveva il pregio di prevenire il ristagno superficiale, almeno nella parte dell'appezzamento a maggiore quota, anche nelle annate particolarmente piovose.

Immagine


http://it.wikipedia.org/wiki/Cavino_(Sa ... e_Pertiche)
Cavino è una frazione del comune di San Giorgio delle Pertiche in provincia di Padova.
Il suo nome deriva dalla particolare configurazione del suolo, ai margini del Graticolato romano. Il "cavino" è infatti uno scolo che raccoglie l'acqua piovana dei paesi limitrofi, e principalmente da Arsego. Ancora oggi è diffuso localmente il termine "cain de Arsego" (in dialetto veneto-łengoa veneta bauki!).
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » mer set 17, 2014 6:47 am

Cfr. co Cavarxare:
...
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » gio set 18, 2014 6:50 am

Cfr. co Cavriana e Capriana - Cavriano e Cariano, Cavrino, Cavriè, Cavrinal, Cavriago, Cavriglia, ...:


Cavriana
???
http://it.wikipedia.org/wiki/Cavriana
Deriva forse dal nome latino di persona Caprius o Caprilius con l'aggiunta del suffisso -ana. Secondo altri il nome deriverebbe da Caput Variana dove caput (paretimologicamente) sta per capo. Un'ulteriore ipotesi ritiene il nome derivato da capra, in riferimento anche allo stemma del paese che mostra una capra rampante.

http://www.comune.cavriana.mn.it/index. ... cicav.html
Cenni storici
L'etimologia della borgata trae origine dall'antichissima occupazione della sua gente, dedita alla pastorizia, da "Capriana" la facile derivazione in Cavriana. Vanta origini preistoriche, i ritrovamenti più antichi risalgono al neolitico (V° Mill. a.c.), il borgo è citato in due documenti del 1037 e del 1045 in cui compare come "Corte de Capriana". Nel XIII° Sec. assume l'attuale denominazione.
Tra il 1000 e il 1200 in parallelo all'inizio della fortificazione del borgo si costruirono, la Pieve e gli oratori di S. Sebastiano e di S. Biagio in Castello. La prima vera e propria fortificazione però fu iniziata dai Riva (XIII° Sec.) esuli mantovani, defenestrati dai Bonaccolsi nel 1291, i quali a loro volta, nel 1367 furono cacciati dai Gonzaga che salvo un decennio di dominio della Rep. Veneta (1439-1448) mantennero i possedimenti fino al 1708 , quando tutto il Ducato divenne possedimento Austriaco.
In viaggio con gli Antichi Veneti
https://sites.google.com/site/venetiant ... edirects=0


Da Gian Franco Bernusso:
???
Cavriana ( MN) da Kropa (pron.“krapa”poiche la -o- “cupa”venetica si avvicina alla -a-) + (suffisso per “grande”) -ana = Krapana e quindi, per metatesi, Kaprana, donde Cavriana: Kropa + ana = Krapana - Kaprana - Kavrana - Cavriana.
Grande sorgente impetuosa, “Pozzone”. Cfr. Caprun (Carinzia, Austria).
Oppure da krajna = al margine; Krajna si evolve in Karaina (cfr. Punta Caraina vicino al Lago di Iseo) e quindi, per metatesi, in Ka[v]riana: Krajna - K[a]rajna - Karjana - Ka[v]riana. Villaggio al margine, non di capre! [Capra , nella sua forma dialettale, e “cavra”, eletta a simbolo del paese].[10,11]

La radice Kal-, poi, oltre che in Calalzo, guarda caso, la ritroviamo in Caldevigo [dal venetico -iko- ], esattamente nella localita ove e stata portata alla luce la cosi chiamata “dea” di Caldevigo, statuetta bronzea, paleoveneta, del V sec. a. C. Poiche i Veneti, di lingua slava, si spostarono, com’e noto, in tempi remoti verso (e da) i Balcani e l’Asia Minore,



Lambrate Cavriano

http://it.wikipedia.org/wiki/Lambrate#Cavriano
Nel 1014 la località Cavriano è attestata, prima da una carta secentesca del Claricio e in seguito dal Catasto Teresiano del (1760), come nucleo rurale a est di Milano. Antichi documenti testimoniano che apparteneva al monastero cittadino di Santa Maria Valle.
La Cascina si presenta come un insieme di più corti aggregate, attraversate dalla strada che collega Monluè a Lambrate. L'edificio principale è la villa padronale che contiene alcune caratteristiche di notevole interesse storico e artistico. Un portico del 1600 a tre arcate sopra le quali è tuttora presente il simbolo di una Colomba che reca un ramoscello d'ulivo, stemma dell'Ospedale Maggiore di Milano, cui la cascina è appartenuta per secoli, fino agli anni settanta. Un altro edificio che ne faceva parte era una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio, attiva nel 1180, poi abbandonata nel '700. Quel che rimane è l'abside inserito nella cascina stessa. Le abitazioni dei salariati, i rustici e la stalla con sovrastante fienile chiudono il complesso.
Molte sono le storie e molti gli aneddoti che si raccontano su Cavriano. Oggi la Cascina è di proprietà del Comune di Milano e rimane ancora gestita dalla famiglia Colombo, conduttori da 265 anni e otto generazioni. Il fatto che agli orfani dell'Ospedale Maggiore di Milano venisse dato quasi sempre il cognome di "Colombo" può suggerire un verosimile collegamento.
La cascina è tuttora in funzione; vanta un abbeveratoio e un fienile molto interessanti, conservando la loro struttura originaria, e una loggia cinquecentesca, nascosta nel fondo della corte, rimasta intatta nel tempo.


Cavrinal e Cavrino

http://www.intercam.it/valcam/paesi/corteno/corteno.htm
...
Cavrinal (Cavrinàl): località a 1.450 m, a sud di Domaz, nel fianco destro della valle. È probabile che il nome derivi da vocabolo "caprile", che nel vicino trentino significa "stalla per le capre".
Cavrino (Cavrì) a m.1.650: spuntone roccioso a nord della frazione Ronco, nel fianco sinistro della valle di Corteno. Deriverebbe da "caprinus", aggettivo da "capra", dal quale "cavrì" (capretto).
...


Cavriè

Ca Cavriè e Crero a Tori del Benago (Torri del Bemaco)

http://it.wikipedia.org/wiki/Cavri%C3%A8
Cavriè (spesso Cavrìe) è una frazione del comune di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso
Il paese sorge nel territorio a nord del capoluogo comunale, al confine con Breda di Piave. I corsi d'acqua principali sono il Vallio, che lambisce l'abitato a sud, e il Meolo, più a nordest.
Il nome della località compare per la prima volta in una bolla di papa Eugenio III, in cui l'antica plebem S. Blasii de Caurillis cum pertinentiis suis viene confermata tra le dipendenze del vescovo di Treviso. Successivamente compaiono le scritture Caurille, Caprile e Capreolae; sulla base di ciò, Carlo Agnoletti fa derivare il toponimo all'allevamento delle capre, ma un'ipotesi più recente la avvicina al culto di una divinità venetica.


Cavriago

http://www.comune.cavriago.re.it
http://www.comune.cavriago.re.it/page.a ... zione=2607
Cavriago: sembra che il nome del nostro paese derivi dal latino CURVUS AGER, alludendo al territorio collinare su cui si estende. Un'altra ipotesi riconduce il toponimo alla parola latina CUPRUM, rame, forse per indicare il luogo dove cominciano le "terre rosse" o "color del rame".
Sta di fatto che la prima menzione del paese compare in una carta del 1° dicembre 996 dell'Archivio Capitolare di Parma, là dove la Contessa Rolenda, figlia illegittima di Ugo Re d'Italia, dona il Castello e la Cappella di "Corviaco" a un certo Paulone, "uomo libero e suo fedele".
Questo cortigiano diventa così il primo Signore di Cavriago, ed è probabilmente il capostipite della famiglia Bovini o Bruini, che dominerà il paese per oltre quattro secoli, non senza feroci lotte politiche e militari, considerata la delicata posizione strategica del Castello di Cavriago, situato esattamente tra i possedimenti di Parma e di Reggio.
Mentre guerre e carestie si succedono a invasioni di cavallette e pestilenze, diversi Signori si contendono a colpi di battaglie il Castello di Cavriago che, nel frattempo, con l'aumento della popolazione, viene ricostruito e dotato di spesse mura perimetrali.
Un'antica cronaca parmense fa cenno di una battaglia combattuta nei pressi di Cavriago nel 1215.
Dovendo comunque sottomettersi ad un Signore, i cavriaghesi preferiscono piegarsi al giogo degli Este che hanno promesso loro di accordare diversi privilegi. E' appunto durante il dominio di Borso d'Este, nel 1458, che viene realizzata l'escavazione del Canale Ducale per "portare l'acqua, e con questa la fertilità a migliaia di ettari di terreno coltivato".
E' sempre con un particolare riguardo che nel 1465 Borso d'Este offre in dono il feudo di Cavriago al suo prediletto Teofilo Calcagnini, al quale si deve l'emanazione degli "Statuti di Cavriago", la prima raccolta organica di leggi, rielaborate da consuetudini locali precedenti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Cavriago
Cavriago (Quariégh o Queriégh in dialetto reggiano locale) è un comune italiano di circa 9.679 abitanti della provincia di Reggio Emilia ad 8 km ad ovest del capoluogo e attraversato dalla ferrovia Reggio Emilia-Ciano d'Enza. Cavriago ha come attrazioni principali il cimitero napoleonico e la Barilona, uno stagno che è stato creato dal rio che una volta divideva il ducato di Parma da quello di Modena e che negli anni '40 costituiva la sua piscina.
Cavriago viene menzionato per la prima volta in un documento dell'Archivio Capitolare di Parma datato 1 dicembre 996, attraverso il quale la contessa Rolenda, figlia illegittima di Re Ugo d'Italia donava il castello e la cappella di “Corviaco” a un certo Paulone.
Certamente, però, Cavriago esisteva ben prima di questa carta bollata, che già cita costruzioni importanti come un castello. È probabile che la fondazione di Cavriago come agglomerato di case risalga addirittura all'epoca romana e alla costruzione della Via Emilia, anche se sfortunatamente non è possibile comprovare questa tesi. Quel che è certo è che il nome “Cavriago" deriva dal latino curvus ager, in riferimento al territorio collinare su cui si estende. Altre interpretazioni, meno plausibili, vogliono il nome derivare dal latino curviacum, oppure dall'espressione cuprum, in riferimento al colore del rame.


Cavriglia

http://it.wikipedia.org/wiki/Cavriglia
Cavriglia è un comune italiano di 9.076 abitanti ubicato nel Valdarno Superiore, in provincia di Arezzo.
...
I primi insediamenti umani sono molto antichi, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici (di epoca romana ed etrusca presso Cavriglia e Montaio, di epoca etrusca presso Sereto) e la toponomastica locale. Sono infatti abbondanti i toponimi di origine etrusca e latina (Avane, Casignano, Secciano, Caiano e lo stesso Cavriglia - da Caprilius).
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Re: Cavasal, Cavazzal, Cavałexe, Cavisan/Cavizzana, Capesagn

Messaggioda Berto » gio set 18, 2014 6:51 am

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