Roman d’Exełin da ariman o da roman o da Sagro Roman Enpero

Roman d’Exełin da ariman o da roman o da Sagro Roman Enpero

Messaggioda Berto » ven ago 08, 2014 7:05 am

Roman d’Exełin da ariman o da romano o da Sagro Roman Enpero

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... xelinc.jpg


http://www.comune.romano.vi.it
http://www.comune.romano.vi.it/Storia.143.0.html
Storia di Romano d'Ezzelino

Ezzelino da Romano
Romano d’Ezzelino si stende ai piedi delle prealpi venete, in posizione collinare, all’imbocco delle maggiori arterie che si diramano verso la pianura e anche sullo storico Monte Grappa.
Storicamente è famosa per avere dato i natali al “tiranno” condottiero medioevale Ezzelino III da Romano (1149-1259), di provenienza germanica. Fiorente per le sue industrie, operosa in tutti i settori produttivi, sul suo territorio sono ancora evidenti i segni di un illustre passato.
Il Colle Bastìa, cantato dal poeta Dante Alighieri nella Divina Commedia (Paradiso, Canto IX, 25-28); la Valle Santa Felicita, dove, fin dal 1000, c’erano dei conventi e un rinomato mercato.
Nell’area di Fellette ci sono ancora i cippi romani laddove si estendeva il graticolato, e dal terreno tra Fellette e Sacro Cuore, raffiorano tanti reperti di quei tempi lontani.
Su tutto il territorio poi sono disseminate le ville di nobili veneziani e di signori bassanesi dei secoli scorsi.


http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_d'Ezzelino
Il nome Romano deriva dall'alleanza veneto-romana avvenuta all'epoca della centuriazione di Cittadella e Bassano, secondo lo studioso G.Tabacco dovrebbe derivare da "Arimanno" di origine Longobarda, (vedi Romano di Lombardia, Romans d'Isonzo, etc.) che come i toponimi "fara" indicavano insediamenti di "uomini dell'esercito" posti a presidio dei valichi strategici. Il riferimento a "Ezzelino" riguarda invece la famiglia degli Ezzelini che dopo il 1199 si trasferirono da Onara.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Roman d’Exełin da ariman o da roman

Messaggioda Berto » ven ago 08, 2014 7:05 am

Pal scouminsio a ghè da dir ke no ghè testemognanse de çenturiasion a Çitadeła e a nord de Çitadeła, tanto manco da łe bande de Roman d’Exełin:

Łe testemognanse de çenturiasion lè ghè lomè tra Çitadeła e Padova: ła dita çenturiasion de Borgorico, dapò no ghe gnente altro a parte łe travegołe de łi falbi doti envaxà dal mito de łi romani e de łe raixe romane.

Łe falbe çenturiasion romane ente ła tera veneta
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... BxY3M/edit
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Łe falbe çenturiasion romane
viewtopic.php?f=111&t=931

Çenturiasion vixentine de Marostega e de Thiene ?
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... JGVnc/edit

Çenturiasion de Bełun ?
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... U2Vnc/edit

Çenturasion de Adria-Viładoxe
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... 9TNDA/edit
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Re: Roman d’Exełin da ariman o da roman

Messaggioda Berto » ven ago 08, 2014 7:05 am

http://it.wikipedia.org/wiki/Arimanno

Col termine di arimanno (dal germanico Heer - esercito e Mann - uomo) si indicava, specificamente in ambito longobardo, ogni maschio adulto libero in grado di portare le armi, ammesso per questo a partecipare all'assemblea comunitaria (gairethinx), con ciò facendo coincidere dignità militare e dignità civile.

Il termine, etimologicamente "uomo in armi", sottintende lo stretto legame tra libertà individuale e diritto-dovere di combattere esistente nelle antiche comunità germaniche, frammentate e dedite alla guerra ed al saccheggio ai danni dei vicini per una parte dell'anno (???). Col tempo, che portò alla nascita di entità politiche superiori alla tribù, a più perfezionate tecniche militari, ad operazioni belliche di portata e durata sempre maggiori, fu necessaria una migliore suddivisione dei compiti all'interno della società e per sopravvivere molti dovettero rinunciare a prestare servizio militare (degradandosi quindi ad inermes, come erano definiti i lavoratori delle campagne romane, ossia a pauperes, secondo il vocabolario carolingio).

Se tale tendenza già in atto fu accelerata, con la conquista dell'Italia, dalla fusione con le strutture politico-economiche di origine romana, il feudalesimo franco e la dissoluzione dell'impero carolingio fecero scomparire definitivamente gli arimanni come gruppo sociale, di cui ultimi epigoni furono gli allodieri: probabilmente una parte di essi, postasi al servizio dei potenti, andò a costituire il germe della nascente cavalleria; un'altra parte, la maggioranza, si confuse con la massa dei contadini asserviti, nell'ambito della redistribuzione dei poteri che portò alla signoria di banno.

L'organizzazione comunitaria degli arimanni (tradizionalmente indipendente, sebbene in modo parziale ed instabile, dal potere locale, viceversa legata direttamente al sovrano), con il nome stesso, si conservò ancora per secoli in certi nuclei rurali, destinati talvolta a dar vita a comuni; col tempo tuttavia, data la latitanza di un potere regio cui rendere gli obblighi tradizionali e che ne riconoscesse nel contempo i diritti di uomini liberi, persero nei fatti il diritto (e la possibilità economica) di portare armi e conservarono invece gli obblighi connessi alla guerra, sotto forma di «servizio» (obsequium), quali la costruzione ed il mantenimento di ponti, fortificazioni, strade: il loro status venne visto in definitiva come più gravoso rispetto a quello della maggioranza della popolazione asservita.


http://it.wikipedia.org/wiki/Gairethinx
Nel diritto longobardo il gairethinx corrisponde alla consegna della legge al popolo da parte del re, legge preventivamente approvata dai soldati battendo le lance sugli scudi. Il termine indicava anche l'assemblea stessa del popolo in armi (il Concilum di cui parlano Tacito nell'opera De origine et situ Germanorum e Cesare nel De bello gallico) che, anche dopo l'insediamento in Italia del popolo longobardo, decideva l'elezione del re e deliberava sulle scelte politiche, diplomatiche, legislative e giudiziarie più importanti. Depositaria delle Cawarfidae, le norme tradizionali del popolo, non era tuttavia tanto un'arena pienamente democratica, assimilabile a un moderno parlamento, quanto il luogo nel quale i duchi, capi delle fare, facevano valere la propria prominenza.
Il Gairethinx (la parola contiene una radice germanica connessa, per esempio, al sostantivo inglese thing = cosa) ricorre nell'accezione della mancipatio romana, la consegna di qualcosa a qualcuno da una posizione superiore. Si tratta pertanto di una forma di concessione.


Codici longobardi-łesego xerman.pdf
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... hxVEk/edit

Quaderni del Dipartimento di Linguistica - Università di Firenze 9 (1998/99): 191-240 GERMANISMI EDITI E INEDITI NEL CODICE DIPLOMATICO LONGOBARDO: ANTICIPI DA UNO SPOGLIO INTEGRALE E COMMENTATO DI FONTI LATINE IN VISTA DI UN TESORO LONGOBARDO*
Giovanna PRINCI BRACCINI

1.1. Sostantivi. Posizione e funzione sociale.

3-4. arimannus (11) ‘exercitalis’ (aremanni [1], aremanno [1], aremannos [4], ariman [1], arimannis [1], arimanno [1], arimannos [1], arimanorum [1]);
arimanna (2) ‘qualifica di donna libera’ (?) (arimannas e arimannis).
In entrambe le occorrenze di arimanna è stato sentito come non sufficiente usare la forma femminile di (h)arimannus da sola e dunque la si è fatta accompagnare rispettiva-mente da feminae e da mulieres : “... de arimannis feminis pertinentibus ipsi monasterio et curtibus atque rebus superius comprehensis in coniugio sibi usque nunc sociaverunt ...” (770-772, nel Regestum Farfense di Gregorio da Catino, C.D.L. III.1: 250.21) e “... omnes servi de suprascribta monasteria vel curtes ad eas pertinentes, qui arimannas mulieres sibi in coniugio sotiaverunt vel in antea sotiaverint ...” (Brescia, 772, in copia del secolo IX ex. o X in., C.D.L. III.1: 259.11). Si tratta di matrimoni fra servi del monastero e donne libere, come è confermato da un altro ‘praeceptum’ dove, nella stessa situazione, si parla di “... mulieres illas liberas, quae usque nunc, dum libera essent, servis ecclesiae vestrae se in matrimonio tradiderunt ...” (Pavia, 744, in copia del secolo X, C.D.L. III.1: 83.26).

31. gairethinx (1) ‘assemblea popolare’, ‘[tipo di] convalida di un negozio giuridico’, ‘dono’ (garethinx).
Non è il caso di ripetere quanto già detto in Princi Braccini 1995: in part. 1076-1078. Voglio invece attirare l’attenzione sul più ampio contesto della ‘notitia iudicati’ pavese (del 762 in copia del secolo IX, C.D.L. II: 112.11), notando l’esplicito riferimento alla lettera della legge (Liutprando 73 De donatione quae sine launigild aut sine thingatione facta est, che chiarisce Rotari 225): “... et non haberit adversus ipsum exenodochio aliquid quod reppetere, quis eius cartula, quamquam exemplar tantumodo essit et autentica exinde non haberit, stare nullu modo deberit, quia nec per garethinx nec per launichild factam non erat, sicut edicti contenit textus” (simile tenore nel lascito testamentario citato al n° 39).

Arimanni de Castagnetti
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... o5TXM/edit


Veronexe, istitudi de li ani xermani pricomounali: arimania, maxnada, famuli, vicinia, ...
https://picasaweb.google.com/pilpotis/V ... uliVicinia
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Re: Roman d’Exełin da ariman o da roman

Messaggioda Berto » ven ago 08, 2014 7:46 am

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Maran, Marana, Valmarana, Maragnołe evc. łi xe kinomi o toponemi ke no łi ga gnente a ke far co la voxe xermana arimani (arimanni):
Mar-, mal-, mer-, mel-
Mar, Mare, Mara, Maran, Mareno, Marola, Marexane, Marta, Marsia, Marsi, Marsan, Marso (marcio), Mala, Mer, Merano, Morena, Moira, Mira, Mel, Melo, Melma, molo, mojo ...
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... Q5eFU/edit


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http://rm.univr.it/biblioteca/volumi/ca ... imanni.pdf
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