Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Messaggioda Berto » mer gen 22, 2014 6:59 am

Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton
viewtopic.php?f=44&t=435

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... on-624.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... on-248.jpg


http://www.etimo.it/?term=aringa
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http://it.wikipedia.org/wiki/Clupea_harengus
http://en.wikipedia.org/wiki/Atlantic_herring

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Renga ente xvare łengoe
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=22056

http://it.wikipedia.org/wiki/Salacca

La salacca o saraca è la definizione commerciale di alcuni tipi di pesce conservato sotto sale, generalmente proveniente dai paesi del nord Europa.

Per realizzare le salacche sono utilizzate alcune specie di pesce azzurro (normalmente cheppie e papaline, ma anche sardine o aringhe) ovvero quelle specie che sono poco ricercate per il consumo immediato a causa di un'eccessiva ricchezza di spine nelle carni.

Il pesce, una volta eviscerato, messo in salamoia e, a volte anche affumicato, viene posto in barili di legno e conservato mediante salatura a secco.

Per essere consumata, la saracca viene poi cotta alla brace (o su piastra), tagliata in piccoli pezzi e lasciata a macerare in olio d'oliva per almeno un giorno. Servita tiepida (circa 30 °C) è generalmente accostata a polenta abbrustolita. In Toscana, in passato, veniva anche consumata cruda.

Cibo povero per eccellenza, nell'antica tradizione contadina veneta e lombarda, prima di essere sezionata, la salacca veniva spesso lasciata a macerare nell'olio intera e quindi appesa ad una cordicella che la mantenesse sospesa a pochi centimetri dal piano del tavolo da pranzo. I commensali, a turno, strofinavano le fette di polenta abbrustolita sul pesce o la intingevano nelle gocce d'olio, raccolte in un piatto sottostante. Tale rituale veniva ripetuto anche per più giorni, prima di finalmente consumare le carni della salacca.

Denominazioni locali
La saracca ha varie denominazioni a seconda della zona di consumo. Nella regione veneta è chiamata sardeón, scopetón o cospetón. Da quest'ultimo deriva cuspetù, usato in Lombardia, dove è comune anche rènga, termine dovuto alla credenza popolare che la saracca fosse il maschio dell'aringa. In Toscana si distingueva tra salacca e salacchino, a seconda delle dimensioni del pesce.

Saràca e saràca (etimoloja)
Bastieme, sacramenti, raxie, ostie, ostiar/ostionar, ostreghe, sarake, porki, straèke....
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... M2Z1U/edit

viewtopic.php?f=44&t=77
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Re: Renga (aringa/arenga) e el scopeton

Messaggioda Berto » ven gen 24, 2014 7:39 pm

TESI DI LAUREA IN SCIENZA E CULTURA DELLA GASTRONOMIA E RISTORAZIONE
IL CIBO OLTRE IL TEMPO:
LA CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI NELLA STORIA
Relatore:
Prof. Danilo Gasparini
Laureanda:
Eleonora Pasquali
Matricola n. 576697

...
L‟essiccamento al sole, la salatura e l‟affumicamento erano già praticati nel tardo paleolitico (circa 30.000 a.C.), così come i popoli nordici usavano riporre il pesce appena pescato nel ghiaccio, mantenendolo così inalterato per lungo tempo.
...


3.2 I prodotti ittici
I prodotti ittici o prodotti della pesca in mare, laghi, fiumi o allevamenti, comunemente chiamati “pesci”, comprendono le carni e tutte le parti commestibili degli animali acquatici.
Non è un caso che tutte le prime forme di insediamento dell‟uomo siano vicino a fiumi, laghi, mare o oceani.7
Prima che l‟uomo diventasse agricoltore la sua sopravvivenza era legata alla capacità di procurarsi del cibo.
Oltre alla selvaggina, le bacche, le radici, una grande fonte di sostentamento era rappresentata dal pesce.
La carne del pesce risulta per natura morbida e facile da cucinare.
Al tempo dei greci veniva venduto pesce fresco, di varie pezzature, affumicato o in salamoia: alici, acciughe e tonno.
Nell‟opera di letteratura gastronomica “Deipnosophistarum sive coema sapientum” di Ateneo, grammatico greco del II secolo d.C., veniamo a conoscenza di come venisse cucinato e conservato il pesce.
Il tonno, veniva tagliato a pezzi e arrostito, insaporito con sale, cosparso d‟olio e fatto marinare in una salamoia piccante.
L‟orata veniva arrostita spruzzata d‟aceto e un filo d‟olio; le anguille venivano cotte sulla brace e avvolte in foglie di bieta.
Dopo la caduta dell‟Impero Romano l‟interesse per i pesci e le varie salse diminuì temporaneamente. All‟inizio alcuni dei primi cristiani evitavano il pesce in quanto associato a Venere, dea pagana; si dice che l‟identificazione del venerdì come giorno in cui i cristiani mangiavano pesce derivi dalla tradizione romana di adorare Venere in quel giorno. Sotto l‟influenza della Chiesa di Roma viene incentivato il consumo di pesce. Si calcola che nel medioevo i giorni di magro in un anno fossero 130.
L‟uso delle spezie e di condimenti esotici si perse dopo la caduta dell‟Impero Romano con l‟interruzione degli scambi commerciali: di conseguenza i piatti cucinati nel medioevo divennero insipidi.
L‟olio dei greci e dei romani nei paesi del Nord fu sostituito dal burro e le erbe locali sostituirono le spezie asiatiche.
7 Cfr. Rodato S., Tonellato L. 1993. Gli alimenti, merceologia,dietetica igiene p. 137- CLITT


Il commercio del pesce salato e affumicato era praticato già nell‟antico Egitto e Fenici.
Chi abitava in paesi vicino al mare aveva spesso la possibilità di mangiare pesce in abbondanza, nelle zone interne, invece, prevaleva il pesce di acqua dolce che era presente però in minor quantità e non sufficiente a soddisfare tutta la richiesta.
Chi disponeva di grandi quantità di prodotti ittici cominciò a conservarlo attraverso la salatura, l‟affumicamento o l‟essicazione.


Nel VII le aringhe erano le principali merci di scambio.

Le aringhe intere fino al XII secolo venivano riposte in ceste di vimini piene di sale; il loro valore di mercato dipendeva dalle condizioni climatiche e dal tempo necessario a smaltire le scorte prima del loro deterioramento.
Furono gli olandesi che iniziarono a sviscerare l‟aringa intorno al 1250 prima di deporla in barili pieni di salamoia; migliorando così anche il loro trasporto e commercio.


3000 a.C.
Già nel 3000 a.C. nelle regioni della Scandinavia veniva mangiata l’aringa. Furono gli scozzesi che nel VII secolo crearono la prima azienda di commercializzazione con gli olandesi come primi clienti.

2000 a.C.
Gli egiziani già nel 2000 a.C furono i primi ad utilizzare il sale per conservare carne e pesce già, facendo così salire il prezzo degli alimenti conservati.
Essi ottenevano grandi quantità di sale facendo evaporare l’acqua del mare in vasche apposite alle foci del Nilo.

XIV secolo
Cominciò in Olanda il commercio delle aringhe grazie a Wiliam Bukels che inventò il processo di essicazione ed affumicatura dando l’avvio alla creazione di nuove industrie di preparazione e conservazione del pesce.

1549
Nel mare del Nord abbondava il merluzzo: i norvegesi si accorsero della possibilità di conservarlo esponendolo al freddo vento glaciale, trasformandolo nel pesce-bastone “steackfish/stoccafisso”.

Nel 1549 con lo sfruttamento dei Banchi di Terranova, non essendo possibile far essiccare migliaia di merluzzi sui battelli da pesca si ricorse alla salagione ottenendo così il baccalà.

XIX secolo
Approfittando della sconfitta militare francese,gli inglesi Donkin e Hall scoprirono i “segreti” di Appert sulla conservazione dei cibi in barattolo di vetro. Iniziarono a Bermodesey la produzione industriale dello scatolame inglese: la sardina in scatola.
1930
L’americano Birdsey nel 1930 cominciò la commercializzazione dei prodotti ittici surgelati.
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Re: Renga (aringa/arenga) e el scopeton

Messaggioda Berto » mar mag 27, 2014 12:29 pm

http://www.vicenzanews.it/a_223_IT_1335_2.html

Poenta e Sardeon (o Scopeton)
(notizie tratte da un libretto della pro loco di S. Vito di Leguzzano)

EI sardeon o scopeton (Sardina pilchardus) deve ai Veneti l'onore di possedere un nome proprio. In italiano tale nome non ce l'ha, a meno che non lo si voglia chiamare sardina del Nord Atlantico.

Nella cucina povera dei Veneti di terraferma, assieme a renga (Aringa Clupea harengus) e bacalà(stoccafisso Gadus morrhua) costituiva il cibo che accompagnava frequentemente la polenta sia "calda" che "brustolà".

Nel Vicentino, scopeton e renga sono spesso stati oggetto di grande confusione, spesso sono stati scambiati l'uno per l'altra, grazie anche al trattamento di salatura ed affumicatura che li rende alquanto simili.
È comune credenza addirittura che l'uno sia il maschio dell' altra.

Citiamo in proposito una nota rilevata a pag. 317 del libro del prof. Terenzio Sartore di Marano Vicentino "Civiltà rurale di una valle veneta la Val Leogra : - la differenza fra renga e scopeton non è mai stata conosciuta nella nostra terra, ne l'abbiamo trovata precisata in alcun vocabolario dialettale o in altra opera di carattere locale. Lo scopeton è stato ed è creduto comunemente il maschio della renga, nonostante sia ben più piccolo. Apparirà strano a molti sapere, come è apparso inaspettato per noi trovare, dopo laboriose indagini, che gli scopetoni sono le comuni sardelle atlantiche, scelte tra le più grosse, salate e conservate come le aringhe e che sono in genere importate con il nome di English pilchard, dai Paesi che si affacciano sul Mare del Nord. Le renghe, da parte loro, si distinguono in renghe da late (le più tenere) e renghe da uvi (quelle con le uova)."

Anche se per ragioni di approvvigionamento (e per difficoltà di distinguerne il sapore) spesso si spacciano le renghe, opportunamente ripulite delle uova, per scopettoni: lo scambio non è ammissibile.

Con il nome salacca o saracca, infine, si definivano i pesci della famiglia dei Clupeidi, a cui appartiene la renga, famiglia di pesci di scarso pregio e, per lo più, conservati sotto sale ed affumicati.

Renga e scopeton, non essendo pesci che si conservano a lungo, fin dal XII° secolo vengono essiccati con sale ed affumicati, dopo essere stati sventrati e, talvolta, decapitati. Ci sono anche altri metodi di conservazione più recenti, compresa la surgelazione, ma noi ci occuperemo di quelli affumicati, così ricchi di sapore e di storia della nostra gente.

Il Paese di maggior produzione è, come per il bacalà, la Norvegia, dalla quale si riforniscono i maggiori Grossisti e Distributori italiani.

Polenta e Sardeon

Quante volte abbiamo sentito raccontare dai nostri vecchi ... "ai me tempi... quatro fete de polenta brustolà e un sardeon pica via in meso o sora la tola... ma solo pociare! Parchè, finìa la polenta, la mama fasea sparire el sardeon che, co' na scaldadina e do giosse de oio, el giovava ancora. E vanti cussì più che se podèa..."

La ricetta antica è quanto di più francescano si possa immaginare e mette in chiara evidenza l'estrema semplicità dell'ambiente in cui veniva usualmente preparata.

El sardeon va ripulito delle pinne e delle squame il più possibile e posto sulla griglia, a brace non troppo forte. Dopo la cottura, va sventrato e liberato della lisca, diviso in filetti, messo in un piatto fondo o in una casseruola (e, secondo alcuni, cosparso di prezzemolo tritato). Quindi va condito con olio d'oliva abbondante e lasciato per qualche ora (anche per qualche giorno) a riposare, per ammorbidirsi ed insaporire l'olio. Sarà infine servito con polenta brustolà (per consentire di "pociare").

Nelle moderne ricette ci si sbizzarrisce con non poche "variazioni sul tema". Per ammorbidire il pesce secco e per alleggerirne la salatura, prima di passarlo sulla griglia, c'è chi lo mette a bagno in acqua fredda, chi lo immerge per 5-7 minuti in acqua bollente e chi addirittura lo lascia immerso nel latte per un'intera notte. E’ certo però che un tempo, data la penuria del sale da cucina, i nostri vecchi si guardavano bene dall’alleggerirne la salatura con bagni d’acqua!


Ricetta: Polenta e scopeton

Ingredienti: dose per 4 persone, 2 aringhe salate o affumicate Olio d'oliva, Polenta.

Si tratta di uno dei piatti più amati dai vicentini, soprattutto da quelli che hanno softerto la triste esperienza della guerra. Davanti ai loro occhi rimane sempre la renga appesa alla trave del soffitto, una specie di miraggio inaccessibile. Una volta tolta la renga dalla trave era festa grande in famiglia e ci si riuniva tutti attorno al tavolo con le fette di polenta calda in mano pronti per l'assalto contemporaneo al piccolo e sempre poco pesce che sarebbe arrivato dal focolare con il suo abbondante pocio. Ora i tempi sono cambiato, ma vi è più di un vicentino che di tanto in tanto ama rivivere quell'assalto alla renga armato di polenta. Si tratta quindi di un piatto che, anche se caduto in disuso, è sempre piacevole e stimolante nella sua semplicità.

Squamate le aringhe con un coltellino affìlato, mondatele, lavatele e ungetele di olio usando una penna di gallina, quindi fatele cuocere sulla griglia (gradela) posta sulla brace di legna, ungendole sovente con dell'altro olio. Una volta pronte diliscatele, apritele a metà ed irroratele con abbondante olio, lasciandole riposare per un paio d'ore. Servitele poi con polenta calda. Oltre all'olio alcuni usano cospargere el scopeton con della cipolla fresca tagliata a fettine finissime. Altri cuociono le renghe, una volta unte d'olio e avvolte in robusta carta oleata, mettendole sotto la cenere calda del camino. Un ultimo sistema è quello di far bollire la renga per 5 minuti, prima di pennellarla di olio e cuocerla sulla griglia. Il pregio di questo pesce aumenta comunque dopo una prolungata permanenza nell'olio che si impregna del suo sapore e che forma il famoso pocio di cui va matta la polenta.
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Re: Połenta e renga o scopeton

Messaggioda Berto » mar mag 27, 2014 5:08 pm

Sardina
http://it.wikipedia.org/wiki/Sardina_pilchardus
La sardina (Sardina pilchardus) è un pesce della famiglia dei Clupeidi, fra i più diffusi nel mar Mediterraneo, della stessa famiglia dell'aringa.

http://es.wikipedia.org/wiki/Sardina_pilchardus
http://ca.wikipedia.org/wiki/Sardina
Sardine
http://de.wikipedia.org/wiki/Sardine
http://fr.wikipedia.org/wiki/Sardine
Szardínia
http://hu.wikipedia.org/wiki/Szard%C3%ADnia_(hal)
Sardin
http://sv.wikipedia.org/wiki/Sardin
Sardalya
http://tr.wikipedia.org/wiki/Sardalya
Sardynka europejska
http://pl.wikipedia.org/wiki/Sardynka_europejska
Sarda
http://oc.wikipedia.org/wiki/Sarda
Sardiñas
http://gl.wikipedia.org/wiki/Sardi%C3%B1a




Aringa
http://it.wikipedia.org/wiki/Aringa
Sill
http://sv.wikipedia.org/wiki/Sill
Sild
http://da.wikipedia.org/wiki/Sild
Śledź
http://pl.wikipedia.org/wiki/%C5%9Aled%C5%BA_atlantycki
Hering
http://ro.wikipedia.org/wiki/Hering


Acciuga o alice
http://it.wikipedia.org/wiki/Engraulis_encrasicolus
Aladroc
http://ca.wikipedia.org/wiki/Aladroc
European anchovy
http://en.wikipedia.org/wiki/European_anchovy
Anšoovis
http://et.wikipedia.org/wiki/An%C5%A1oovis
Engraulis encrasicolus
http://fr.wikipedia.org/wiki/Engraulis_encrasicolus
Ansjovis
http://nl.wikipedia.org/wiki/Ansjovis
Antxoa
http://eu.wikipedia.org/wiki/Antxoa
Hamsie
http://ro.wikipedia.org/wiki/Hamsie


Heringsartige
http://de.wikipedia.org/wiki/Heringsartige
Bezostní
http://cs.wikipedia.org/wiki/Bezostn%C3%AD



Alcuni nomi della Sardina:
http://www.benessere.com/alimentazione/ ... ?numero=77

Denominazioni dialettali
Sarda, Sardella, Sardina comune (Italiano);

Sardene, Sardeinna, Sardenna, Bianchetto, Cianchetto, Gianchetto, Vestio, Pasa, Pasuin, Pansetta, Sardinetta, Poutina (Liguria);

Sardella, Dardèla, Sardela de alba, Sardela Sampierote, Sardelina, Sardena, Sardine, Palassiole (Veneto);
Sardèela, Sardella, Sardòn (Venezia G.);

Sarda, Sardella (Toscana);
Saracca, Saraghina, Sarda, Sardella (Marche);
Sarda, Sardella (Abruzzo-Lazio);
Sarda, Sardone, Saraca, Pesantune (Campania);
Sarda, Sarèdde, Falloppe (Puglie);
Sarda, Sardella, Sardedda, Sardùcola, Menza sarda, Biancomangiare (Calabria);
Saraca, Sarda, Sarda femminedda, Sarda castagnara, Sarduzza, Sardella, Varvaiolu, Muccu jancu, Sfiggiata (Sicilia);
Sarda, Sardinone (Sardegna).


Altre denominazioni europee

INGLESE
Pilchard, Sardine, Gipsy true herring, Garvie herring.

FRANCESE
Sardine, Sardino, Sarde, Serdella, Chardine, Palaya, Melette, Célerin, Pilchard, Royan, Parrutcha, Sardinette, Poutine, Poutina.

TEDESCO
Sardine, Sardino, Sarde, Serdella, Chardine, Palaya, Melette, Célerin, Pilchard, Royan, Parrutcha, Sardinette, Poutine, Poutina.

SPAGNOLO
Sardina, Parrocha.


Olandese:Sardien,Sardine
Portoghese :sardinha
Svedese :sardin
Polacco: sardynka
Russo: sardina - сардина



Saràca pese salà en barile

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Re: Połenta e renga o scopeton

Messaggioda Berto » mar mag 27, 2014 6:20 pm

Scopeton ???

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... on-248.jpg

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Schuppe <-, -n>f
1 <meist pl> {+ FISCH, REPTIL, SCHLANGE} scaglia f, squama f
2 <pl> (Kopfschuppe) forfora f: er hat Schuppen, ha la forfora; Shampoo gegen Schuppen, shampoo antiforfora/[contro la forfora]
* jdm fällt es wie Schuppen von den Augen, a qu cade la benda dagli occhi, a qu si aprono finalmente gli occhi, qu ci vede finalmente chiaro.

schuppen
A tr
etw schuppen {FISCH} (de)squamare qc
B itr
{KOPFHAUT} (de)squamarsi: meine Haare schuppen, ho la forfora
C rfl
sich schuppen {GESICHT, KOPFHAUT} squamarsi.

schuppenartig
adj
a scaglie/squame, squamiforme.

schuppig
adj
1 {FISCH, HAUT, REPTIL} squamoso, scaglioso, squamato
2 {HAAR} pieno di forfora, forforoso.

...

???

Tonne (1) <-, -n>
f
1 (zylindrischer Behälter: für Wasser) bidone m
2 (für Benzin, Öl) fusto m
3 (für Erdöl) barile m
4 (Mülltonne) bidone m (‹della spazzatura›/[dell'immondizia]); (größer) cassonetto m
5 naut (Boje) boa f a botte
* dick wie eine Tonne sein fam pej, essere una ‹palla di lardo fam›/[una botte fam]/[un barile fam]; gelbe Tonne ökol, bidone/cassonetto per i rifiuti organici; grüne Tonne ökol, bidone/cassonetto per ‹i rifiuti cartacei›/[la carta].

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 20mjip.jpg

Lago de Teno
http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Tenno

La Tène
http://it.wikipedia.org/wiki/La_T%C3%A8ne

Lago Tana
http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Tana
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Re: Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Messaggioda Sixara » dom lug 21, 2019 7:45 pm

Quà p. 45 la voxe cuspatón :
aringa conservata sotto sale. ¶
Si tratta di un parallelo di saràca che, come è noto, oltre al significato di “aringa salata” possiede anche quello di “bestemmia”. Vd. → saràca. Nel caso in esame il percorso semantico è inverso: da un vb. *conspectare “bestemmiare” (cfr. il bologn. cusptàr “bestemmiare”; Ferrari 220, Toni 144), nel senso di “porsi al cospetto di Dio”, è verosimilm. derivato il termine cuspetòn/cuspatón nel senso primitivo di “bestemmia” e, poi, per analogia o per sostituzione di saràca, anche con significato di “aringa sotto sale” (cfr. anche Bracchi 2009b, 237).

A ne so mìa pròpio convinta ma podarìa anca èsare: n'altro eufemismo, n'altro camufamento cofà saràca :
[...] Il termine dial. ha assunto poi anche il significato di “bestemmia”, quale deverb. di saracà “bestemmiare”, a sua volta adattamento eufemistico di sacrāre “consacrare”, ma anche “maledire, mandare al diavolo” (Forc., s.v.) ovvero “pronunciare parole sacre” (cfr. Bracchi 2009b, 437). Vd. anche → cuspatón.

sacràre - saracàre... "pronunciare parole sacre"... pal Male e nò pal Bèn, però i è pur sènpre Paròle Sacre.
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Re: Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Messaggioda Berto » mer lug 24, 2019 7:22 pm

Sixara ha scritto:Quà p. 45 la voxe cuspatón :
aringa conservata sotto sale. ¶
Si tratta di un parallelo di saràca che, come è noto, oltre al significato di “aringa salata” possiede anche quello di “bestemmia”. Vd. → saràca. Nel caso in esame il percorso semantico è inverso: da un vb. *conspectare “bestemmiare” (cfr. il bologn. cusptàr “bestemmiare”; Ferrari 220, Toni 144), nel senso di “porsi al cospetto di Dio”, è verosimilm. derivato il termine cuspetòn/cuspatón nel senso primitivo di “bestemmia” e, poi, per analogia o per sostituzione di saràca, anche con significato di “aringa sotto sale” (cfr. anche Bracchi 2009b, 237).

A ne so mìa pròpio convinta ma podarìa anca èsare: n'altro eufemismo, n'altro camufamento cofà saràca :
[...] Il termine dial. ha assunto poi anche il significato di “bestemmia”, quale deverb. di saracà “bestemmiare”, a sua volta adattamento eufemistico di sacrāre “consacrare”, ma anche “maledire, mandare al diavolo” (Forc., s.v.) ovvero “pronunciare parole sacre” (cfr. Bracchi 2009b, 437). Vd. anche → cuspatón.

sacràre - saracàre... "pronunciare parole sacre"... pal Male e nò pal Bèn, però i è pur sènpre Paròle Sacre.



???
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Re: Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Messaggioda Berto » mer lug 24, 2019 7:24 pm

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Re: Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Messaggioda Sixara » gio lug 25, 2019 11:23 am

La saràca oltre el pése e le biastéme, podarìse-la èsare anca on 'colpo'? on colpo forte , cofà na 'saetta' el fulmine col trón. Tei vocabolari no la ghè sta accezione cuà del fulmine, però mi a go da 'verla sentìa se la me vièn a mente co se dixe de 'saràke'.
L'è on 'colpo' - la saràca - ma no l'è na 'rénga' e nhanca na 'ténca' (e nhanca na 'sardèla') pa intendare na 'botta', na pàca ca te pòi dare e ciapàre; la saràca l'è 'esterna' come... e la fà rumore, piassè rumore canofà na renga o na tenca.
Na 'léca' la fà rumore; còsa xela la 'straleca'? :?
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Re: Renga e scopeton - połenta e renga o scopeton

Messaggioda Berto » gio lug 25, 2019 8:50 pm

Sixara ha scritto:La saràca oltre el pése e le biastéme, podarìse-la èsare anca on 'colpo'? on colpo forte , cofà na 'saetta' el fulmine col trón. Tei vocabolari no la ghè sta accezione cuà del fulmine, però mi a go da 'verla sentìa se la me vièn a mente co se dixe de 'saràke'.
L'è on 'colpo' - la saràca - ma no l'è na 'rénga' e nhanca na 'ténca' (e nhanca na 'sardèla') pa intendare na 'botta', na pàca ca te pòi dare e ciapàre; la saràca l'è 'esterna' come... e la fà rumore, piassè rumore canofà na renga o na tenca.
Na 'léca' la fà rumore; còsa xela la 'straleca'? :?


???
Forse, a te dago na saraca, on colpo, kel tel fa pianxar, criar e sigar.


Salacca
http://www.treccani.it/vocabolario/salacca

salacca (region. saracca) s. f. [prob. dallo scozz. sillock, raccostato a sale]. – 1. a. Nome pop., in varie regioni, della cheppia e di altri pesci simili alle sardine, ma di scarso pregio, conservati e venduti sotto sale o affumicati. b. estens. Cibo misero, da poveri: mangiare salacche, vivere di salacche, mangiare poco e male, vivere poveramente. 2. fig. a. In funzione di predicato, e anche in similitudini, con riferimento a persona molto magra, secca, allampanata: è una s.; ha le occhiaie che le scendono fino in bocca ed è magra come una salacca (Dacia Maraini). b. scherz. e spreg. Sciabola. c. scherz. e spreg. Libro vecchio, mal tenuto e di poco conto. 3. Colpo, percossa dati con la mano aperta: dare, prendere una salacca. ◆ Dim. salacchino m. (anche leggero colpo dato con due o tre dita stese); accr. salaccóne m.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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