Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 8:53 pm

Paduka
https://it.wikipedia.org/wiki/Paduka
Le Paduka sono calzature tra le più antiche dell'India. Esse sono composte da una suola e un piccolo montante con pomello che si infila tra l'alluce e il secondo dito.
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... Paduka.jpg


http://en.wikipedia.org/wiki/Shoe

http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=en&id=46195

albanian: këpucëve, këpucë, potkua, kapuç metalik, patkua, nofull freni, brushë
turkish: ayakkabı, pabuç, nal, balata, fren balatası, dış lâstik, kontak papucu, ayakkabı giydirmek, nallamak
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 9:06 pm

Pedule, pedołe

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pedulis, e, agg.,
per il piede, ULP.; sost. n. pedule, is, suola, FRONT.
[pes + -ulis].

pes, pedis, m.,
1 piede, d'uomo o d'altri animali: calcei apti ad pedem, scarpe adatte al piede, CIC.; ictus pedis, calcio, OV. Met. 5, 264; pedum certamen, gara di corsa, OV. Met. 12, 304; descendere (LIV.), desilire (CAES.) ad pedes, smontar da cavallo; pede pulsare (quatere) terram, batter col piede la terra, danzare, HOR.; ad pedes alicuius accidere, se abicere, se proicere, se prosternere, se provolvere (LIV.), provolvi (FLOR.), gettarsi ai piedi di qualcuno, CIC. e a.; ferre pedem, venire, VERG. Georg. 1, 11; pedem inferre, entrare, CIC.; in possessione libertatis pedem ponimus, entriamo in possesso della libertà, CIC.; pedem ecferre, uscire, CIC. e a., referre, ritornare, ritirarsi, OV.; quo, te, Moeri, pedes?, dove vai, Meri?, VERG. Buc. 9, 1; auferre pedem, tirarsi indietro, SEN.; pedibus, a piedi, CIC., per via di terra, CAES., a guado, CAES.; in pedes se conferre, se conicere, darsela a gambe, PL.; in pedes, a gambe levate, TER. Eun. 844; ...
2 piede di oggetti; picciuolo, stelo di piante, sostegno, scotta della vela, vela: sive utrumque Iuppiter simul secundus incidisset in pedem, sia che Giove propizio tendesse nello stesso tempo entrambe le scotte, CATULL. 4, 21; pede aequo, a vele spiegate, OV. Fast. 3, 565; pedem facere, manovrare la scotta, VERG. Aen. 5, 830; pes montis, il piede, la parte inferiore del monte, AMM.; pes betaceus, la bietola, VARR.; crepante lympha desilit pede, l'acqua sgorga mormorando, HOR. Epod. 16, 48;
3 piede metrico, verso: pedibus claudere verba, scrivere in versi, HOR. Sat. 2, 1, 28; Lesbius pes, il verso saffico, HOR.;
4 piede, misura di lunghezza = m. 0,296: fossa quindecim pedes lata, una fossa della larghezza di quindici piedi, CAES.; ab aliquo pedem discedere, digredi, allontanarsi d'un passo da qualcuno, CIC.; pede suo se metiri, prov., regolarsi secondo le proprie attitudini, HOR. Epist. 1, 7, 98 [cf. gr. poús].


1. pedes, peditis, m.,
1 che va a piedi, VERG., OV. e a.: peditem incedere, andare a piedi, LIV. 28, 9, 11; peditem ingredi, avanzare a piedi, CURT.;
2 fante, e, collett., fanteria, opposta alla cavalleria o alla flotta, CAES. e a.;
3 al pl., plebei: equites peditesque, nobili e plebei, CIC. Leg. 3, 7 e a.
[pes + -es].

1. pedatus, a, um, agg.,
con piedi: male pedatus, che si regge male sui piedi, SUET. Otho 12
[pes + -atus2].

pedatura, ae, f.,
misurazione per piedi, spazio misurato per piedi, VEG. Mil. 3, 8
[pes + -ura].

pedaneus, a, um, agg.,
1 lungo un piede, PALL.;
2 subalterno, inferiore, ULP.;
3 vd. pedarius, GELL. 3, 18, 10
[pes + -aneus].

pedamen, inis, n. e pedamentum, i, n., palo, COL. 4, 26, 1 e a. [1. pedo + -men, -mentum].
1. pedo, as, atum, are, 1 tr., sostenere con pali, COL. 4, 12 [pes + -o3].
1. pedum, i, n., vincastro, bastone, VERG. Buc. 5, 88 [cf. pes].

pedalis, e, agg.,
1 della larghezza (o lunghezza, o spessore) d'un piede: pedales trabes, travi dello spessore d'un piede, CAES. B. G. 3, 13, 4; sol mihi videtur quasi pedalis (del diametro di un piede), CIC. Ac. 2, 26, 82;
2 del piede, adatto al piede, PETR. 56, 9
[pes + -alis].

pedatim, avv.,
un piede dopo l'altro, senza portar mai il piede sinistro avanti al destro, detto dei leoni e dei cammelli, PLIN. 11, 253
[pes + -atim].

pedester, stris, stre, agg.,
1 a piedi: statua pedestris, statua a piedi, CIC. Phil. 9, 13;
2 di fanteria: equestres et pedestres copiae, truppe di cavalleria e di fanteria, CIC.; pedestre scutum, scudo da fantaccino, LIV. 7, 10, 5; stipendia pedestria facere, militare in fanteria, LIV. 7, 13, 1; sost. m. pedestres, fanti, IUST.;
3 di terra, terrestre: pedestres navalesve pugnae, battaglie di terra o di mare, CIC.; pedestre iter, via di terra, CAES. B. G. 3, 9, 4;
4 in prosa, prosaico: pedestris oratio, prosa, QUINT. 10, 1, 81; Musa pedestris, poesia prosaica, HOR. Sat. 2, 6, 17.
• Nom. m. pedestris, MART. Spect. 28, 8; VOP. Prob. 21, 1
[pes + -estris].

pedica, ae, f.,
1 trappola, lacciuolo, ceppi, PL. e a.: (iumenta) velut pedica capta, come presi in un laccio, LIV. 21, 36, 8;
2 fig. legame: nuptiales pedicae, vincoli matrimoniali, APUL. Met. 6, 23
[cf. gr. péde].

pedicinus, i, m.,
sostegno del frantoio, CAT. Agr. 18, 4
[cf. pes].

1. pediculus, i, m.,
piedino, peduncolo, gambo, picciuolo, PLIN. e a.
[pes + -culus].

pedisequa, ae, f.,
accompagnatrice, ancella, PL. e a.; fig. iuris scientia eloquentiae tamquam pedisequa, la giurisprudenza, come ancella della eloquenza, CIC. de orat. 1, 236
[cf. pedisequus].

pedisequus, i, m.,
1 accompagnatore, valletto, PL. Mil. 1009 e a.;
2 fig. seguace: sapiens pedisequus et imitator Dei, il saggio, seguace ed imitatore di Dio, APUL. Plat. 2, 253
[pes + sequor + -us].


http://www.etimo.it/?term=pedule
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http://www.etimo.it/?term=pedone
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http://www.etimo.it/?term=pedinare
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http://www.etimo.it/?term=piede
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http://www.etimo.it/?term=piedestallo
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Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -pedes.jpg

Paderno - pad, path, padden, Pfad, padanu, pateo, pista
viewtopic.php?f=45&t=1063
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 9:16 pm

Gałose (galosce)

http://it.wikipedia.org/wiki/Caloscia
Le galosce o calosce, dal francese galoche, sono protezioni in gomma da indossare sopra le calzature per proteggerle da acqua o fango, con l'intento di mantenere i piedi asciutti. Sono realizzate in gomma o plastica e possono essere fatte a forma di stivale oppure di scarpa.

dizionario "Galosce" # tradurre "Galosce"
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=18730
danexe: Galocher, lituan: kaliošai, greco: γαλότσες

http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO
http://atilf.atilf.fr

Galoscia s.f. > Garochi s.f.pl.

GAROCHI s.f.pl.

1 garochi.
0.2 DEI s.v. caloscia (fr. galoche). || galoche (caloche) è att. nel 1263 nella forma latinizzata caloges, cfr. (anche per l'etimo) TLF s.v. galoche.
0.3 Senisio, Declarus, 1348 (sic.): 1.
0.4 Att. unica nel corpus.
0.5 Leggi garoci; il genere è prob. femm., per ragioni etimologiche; il numero può essere anche sing. (con -e adattata).
0.7 1 Calzatura di legno (o con la suola di legno?), zoccolo.
0.8 Pietro G. Beltrami 06.07.2001.
1 Calzatura di legno (o con la suola di legno?), zoccolo.
[1] Gl Senisio, Declarus, 1348 (sic.), 52r, pag. 66.29: Cipellus li... calciamentum ligneum, quod dicitur garochi vel zochulus.
[u.r. 19.01.2009]
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 9:16 pm

Sopełe, zappole, zoppieggi, ...

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... esiane.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -LSDNP.jpg

http://en.wikipedia.org/wiki/Shoe
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=en&id=46195

portuguese: sapato, calço, calçado, chumaceira, sapata, freio, descanso de carruagem, travão
hungarian: cipőt, cipő, félcipő, cipőt húz
croatian: cipela, papuča, potkova, obuti, potkovati, za cipele

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... sapoli.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /cippo.jpg


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... %C3%B9.jpg
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 9:16 pm

Stival, Stiefel

Stivał
https://it.wikipedia.org/wiki/Stivale
La nascita dello stivale viene fatta coincidere con l'era paleolitica dove venivano originariamente costruiti con pelle animali arrotolati intorno al piede ed adornati con dettagli in avorio. Le prime raffigurazioni degli stivali in ambito militare risalgono ai Sumeri; i soldati venivano rappresentati con stivali alti fino al ginocchio, nati dall'esigenza di ripararsi dal lancio delle pietre causate dal galoppo dei cavalli. L'uso dello stivale sul campo da guerra era particolarmente diffuso tra le leggendarie Amazzoni. Le donne guerrieri si appropriarono degli stivali maschili alti al ginocchio in cui infilavano pantaloni aderenti. Diversa la configurazione dello stivale militare in antica Grecia, con l'utilizzo di particolari tecniche essi venivano fabbricati con taglio accorciato alla caviglia. Gli stivali alti ricomparvero con i soldati Micenei, che indossavano un sandalo a cui venivano legati delle parti in pelle per proteggere gli arti inferiori. Gli Arcomeni erano soliti dipingere i propri stivali in guerra di tonalità rosso cremisi per distinguersi dai nemici. In antica Roma i gladiatori utilizzavano stivali in cuoio con parti metalliche saldate ed allacciati all'altezza della coscia. Forme appuntite e dettagli in oro vennero aggiunti dai Bizantini, particolari che costituirono la base del modello di stivale diffusosi del Medioevo.
???

https://en.wikipedia.org/wiki/Boot
Early boots consisted of separate leggings, soles, and uppers worn together to provide greater ankle protection than shoes or sandals.
Around 1000 BC, these components were more permanently joined to form a single unit that covered the feet and lower leg, often up to the knee. A type of soft leather ankle boots were worn by nomads in eastern Asia, and carried to China to India and Russia around AD 1200 to 1500 by Mongol invaders. The Inuit and Aleut natives of Alaska developed traditional winter boots of caribou skin or sealskin featuring decorative touches of seal intestine, dog hair and fish fur. 17th century European boots were influenced by military styles, featuring thick soles and turnover tops that were originally designed to protect horse mounted soldiers. In the 1700s, distinctive, thigh-high boots worn by Hessian soldiers fighting in the American Revolutionary War influenced the development of the iconic heeled cowboy boots worn by cattlemen in the American west.




Immagine

stivale,
s. m. ‘calzatura di cuoio o gomma che arriva al ginocchio, a mezza coscia o anche all'inguine’ (stuvale nel lat. mediev. di Bologna nel 1211: Sella Em. s. v. ocrea; it. stivale: 1231-1262, Ricordi d'una famiglia senese), ‘grosso boccale da birra a forma di stivale’ (1965, Zing. App.).
Locuzioni: dei miei stivali ‘si dice di persona che non vale nulla’ (av. 1665, L. Lippi).
Derivati: stivaletto,
s. m. ‘dim. di stivale’ (1483, L. Pulci), ‘scarpa che arriva poco più su del collo del piede, da uomo, donna o bambino’ (“Stivaletti, stivali che arrivano a mezza gamba”: 1846, Carena I 27; “Oggidì Stivale più piccolo, che arriva poco più su del collo del piede. Dianzi non si diceva che di quelli da donna; ma adesso anche d'uomo”: 1873, TB, che rinvia a Pietro Pacini [?]), ‘speciale calzatura per il pattinaggio su ghiaccio e a rotelle’ (1970, Zing.),
stivaletto anfibio ‘calzatura militare alta fino al polpaccio, resistente e impermeabile all'acqua’ (1973, Zing. min.),
stivalone, s. m. ‘accrescitivo di stivale’ (av. 1566, A. F. Grazzini), ‘stivale, spec. in gomma, che può arrivare all'anca, usato da pescatori e cacciatori’ (1960, Diz. enc.).
Etim. incerta. Alessio Postille scrive: “L'etimologia di stivale (XIII sec.), che corrisponde al fr. ant. estival, prov. estibal, alto ted. ant. stival (XI sec.), ted. mod. Stiefel, ecc., è delle più discusse. Il Battisti, in DEI V 3638, pensa che la vecchia etimologia, che partiva da aestivale «calzatura d'estate» (sostenuta dal Diez, Kluge, ecc.) sia preferibile a quella del lat. tardo stips «palo» (Petronio), difesa dal Meyer-Lübke, REW 8264, o dal lat. tibia «flauto», difesa dal Dauzat, e conclude: «dal punto di vista semantico se stivalis (lat. medioev.) indica stivalone alto da cavalcare essa non è impossibile». Se è vero che aesti sarebbe preferibile per ragioni fonetiche e morfologiche alle due altre spiegazioni, ci sembra che le difficoltà maggiori siano proprio di ordine semantico, in quanto, come osserva giustamente il Dauzat, gli stivali servivano soprattutto d'inverno. Comunque in qualche conto deve essere tenuta, per la sua antichità, la documentazione di aestivalia nella Regula monachorum di San Benedetto (Kluge-Götze), beninteso con la riserva che possa trattarsi del travestimento di voce diversa, per influsso del lat. tardo aestivalis «di estate».
Adesso pensiamo che questa voce possa essere il lat. tardo tibialia n. pl. «fasce intorno alle tibie, ai polpacci per tener caldo come le nostre calze» (Suet., Aug. LXXXII 1), di cui è documentato posteriormente anche il singolare tibiale (Paolo). Non vorremmo escludere che proprio da questo tib(i)alia, con i dileguata per dissimilazione (come in med(i)alia > medaglia, ecc.) si sia avuto il medioev. st ke spiega tutte le forme romanze .

http://www.etimo.it/?term=stivale (ma coala orexene latina?)
Immagine


stivali, boot
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=5666
galexe lesewch; ixlandexe stigvél;
estone, finlandexe, croato, ongarexe, françoxo, portoghexe, polàco, romeno, xvedexe, ... boot,

http://it.wikipedia.org/wiki/Stivale
http://de.wikipedia.org/wiki/Stiefel

Stivałi inuit

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -inuit.jpg

http://de.wikipedia.org/wiki/Stiefel

http://en.wikipedia.org/wiki/Boot

Oxhide boots from Loulan, Xinjiang, China. Former Han dynasty 220 BCE - 8 CE.

http://fi.wikipedia.org/wiki/Saapas

http://www.vannacalzature.it/Storia_ita ... entali.htm

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -asiro.jpg

GLI ASSIRI (ca 2.000 a.C. - 612 a.C.) Appresero dai Sumeri e dai Babilonesi molte conoscenze tecniche sulla concia delle pelli ed il trattamento del cuoio e le affinarono facendo largo uso di questi materiali.
In un bassorilievo (645 - 635 a.C.) conservato al British Museum di Londra, raffigurante un ritorno dalla caccia, alcuni personaggi indossano stivali alti al ginocchio adatti a cavalcare e all'uso sui carri da guerra (vedi fig. 12).

GLI SCITI ( ca 1.500 a.C. - ca 100 d.C.) Erano un popolo nomade di stirpe iranica (???) che, dopo molti vagabondaggi nelle steppe asiatiche, si stabilì sulle rive del Mar Nero a praticare l'allevamento dei cavalli.
Conciavano le pelli affumicandole, tecnica comune alle popolazioni dell'estremo oriente e del nord America nel quale tribù asiatiche emigrarono attraverso lo stretto di Bering iniziando il popolamento del continente.
Alcuni reperti di pelli e cuoio sono stati rinvenuti congelati in tombe dell'Altai a Pazyryk nel Kazakistan come stivali in pelle morbida per cavalcare soprattutto di colore rosso abbinati a gambali di feltro.

Boot xe da ligar a foot ?

http://en.wikipedia.org/wiki/Footwear
http://it.wikipedia.org/wiki/Piede_(anatomia)
http://en.wikipedia.org/wiki/Foot (plural feet; come le venete fete)
http://de.wikipedia.org/wiki/Fu%C3%9F
http://cs.wikipedia.org/wiki/Noha



dizionario "piede" # tradurre "piede"
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=17868

angrexe: foot; danexe: fod; norvejexe e xvedexe: fot, ...
ceco: chodidlo, noha, pracka, podstavec, stopa, úpatí, tlapa, sokl, tlapka, jít pěšky
croato: stopalo, stopa, noga, stopalo, pješačiti
polaco: stopa, noga, chód, noga zwierzęcia, kopyto, podnóże, koniec listy, zatańczyć, wyrównać, zsumować
spagnolo: pie, pata, base, pagar;
portoghexe pé, pata, aba, medida de comprimento, base, sopé
estone: jalg, labajalg, jalam, alaosa, pöid, jalapöid, jala käima, pöitama, tantsima
lituan: pėda, eisena, apačia, papėdė, kojūgalis, koja, pėstininkai, pamina, letena, šokti, primegzti kojinės pėdą
letone: pēda, kāja, kāpslis, kājnieki, padibene, apakšējā daļa, pamats, saknīte, iet, saskaitīt, pieadīt, soļot
xlovaco: chodidlo, noha, stopa, spodná časť, spodok, úpätie, päta, pechota, koniec, stupaj


http://www.vannacalzature.it/Glossario/glossario_s.htm

STIVALLOS
Stivali alti al polpaccio con suola in legno in uso a Venezia nel sec. XIII.

STAEPPESCOH
Scarpa anglosassone a pantofola (sec. 5° - 9°) di pelle non conciata, alta alla caviglia.

Per quanto mi riguarda il termine deriva dalla famiglia con l'ausilio dei dizionari etimologici del filologo Giovanni Semerano):

STEP (inglese) passo gradino; tedesco STAPFE, STAPFEN pedata, orma; anglosassone STEPE; cfr. con tedesco STUFE (gradino, grado) < antico alto tedesco STUOFA, antico sassone STOPO; olandese STOEP (fila di gradini); della stessa base di inflese STEP e STAMP (battere il piede a terra, stampare), tedesco STAMPFEN (pestare): la base di STEP, che acquista qui un infisso nasale, rosale per la corrispondenza : accadico (s) > anglosassone (st-) al semitico SEPU, SIPUM (piede, foot);

Fin dal trecento (XIII secolo) molti calzolai tedeschi vennero nella laguna veneta e si costituirono in Scuola con sede in calle delle botteghe a S. Samuele, dove esistono tangibili ricordi.
È molto probabile che furono proprio costoro a introdurre o ad elaborare la calzatura chiamata STIVALLOS che poi si diffuse in tutta la penisola italica.

Resta da verificare se nei paesi celto-germanici e anglosassoni tale calzatura si sviluppò e diffuse prima che a Venezia e se si quali nomi essa avesse.
È evidente (almeno a me) che gli STIVALLOS sono una calzatura legata a climi più rigidi e piovosi di quelli mediterranei, come appunto quelli del nord e del centro Europa; inoltre dovrebbero avere uno stretto rapporto anche con il cavallo e il cavalcare.

I termini riportati nella citazione dal dizionario etimologico Pianigiani:
l'antico tedesco STIFUL, medioevale STIEFEL, moderno STIFFEL; olandese STEVEL; svedese STOFXELL ... significano tutti STIVALE.
STØVLE in danese; STÖVLAR in svedese; STÍGVÉL in islandese; BOOT in inglese; BOTA in spagnolo, portoghese e in euskara; BOTTE in francese; LAARS in olandese (nederlandese); KOSAKI in polacco.

http://meisterin.katarina.home.comcast. ... racht.html

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... efel-1.jpg


Immagine

Stiefel <-s, -> m 1 (Schuh) stivale m 2 (Trinkgefäß) stivale m
* einen Stiefel (zusammen)fahren fam, guidare ‹come un cane fam›/[con i piedi fam]; jdm die Stiefel lecken, lustrare gli stivali a qu, leccare i piedi a qu; einen ordentlichen Stiefel vertragen (können) fam, reggere bene l'alcol fam; seinen alten Stiefel weitermachen fam, continuare con/[a fare] il solito tran tran fam; einen Stiefel zusammenreden fam, dire un sacco di sciocchezze; das sind zweierlei Stiefel fam, sono due cose completamente diverse, è un altro paio di maniche fam.

Stiefelette <-, -n> f stivaletto m.

stiefeln itr <sein>
irgendwohin stiefeln camminare a ‹grandi passi›/[passi lunghi] + compl di luogo.

Stiefelschaft m gambale m.
Schaffell n pelle f di pecora.

Schaf <-(e)s, -e> n
1 zoo pecora f: die Schafe blöken, le pecore belano; die Schafe hüten, badare/guardare le pecore
2 fam pej (Dummkopf) sciocco (-a) m (f), tonto (-a) m (f) fam, tordo m fam
* das schwarze Schaf (der Familie) sein, essere la pecora nera (della famiglia).

Fell <-(e)s, -e> n
1 <meist sing> (Tierhaar) pelo m, pelame m; (Pferdefell) mantello m; (Schafsfell, Ziegenfell) vello m; (Pelz) pelliccia f
2 (abgezogene Tierhaut) pelle f: einem Hasen das Fell abziehen, spellare/scuoiare una lepre; ein Fell gerben, conciare una pelle
* jdm schwimmen alle/die Felle davon/weg fam, qu vede sfumare tutte le sue speranze; ein dickes Fell: ein dickes Fell haben fam, avere la pelle dura, (saper) incassare; sich (dat) ein dickes Fell anschaffen/zulegen fam, ein dickes Fell kriegen fam, abituarsi a incassare; jdm das Fell gerben fam, conciare qu per le feste fam; jdm das Fell über die Ohren ziehen fam, farla in barba a qu.

Stiel <-(e)s, -e> m
1 (Griff) {+ BESEN, LÖFFEL, PFANNE, WERKZEUG} manico m; {+ MESSER} auch impugnatura f; {+ EIS, LUTSCHER} bastoncino m: Eis am Stiel, gelato da passeggio; (mit Schokoladenüberzug) pinguino m
2 (Stängel) {+ BLUME} gambo m, stelo m; {+ BLATT} picciolo m; {+ FRUCHT} auch peduncolo m, pedicello m 3 {+ GLAS} gambo m, stelo m.

steif
A adj
1 (starr) rigido; (vor Frost, Kälte) intirizzito, irrigidito
2 (unbeweglich) {KÖRPERTEIL} rigido; {GELENK} auch anchilosato: er hat einen steifen Hals, ha il torcicollo; steif werden, irrigidirsi; {GELENK} auch anchilosarsi
3 (ungelenk) {BEWEGUNGEN, GANG, HALTUNG} rigido
4 (erigiert) duro vulg: ein steifes Glied haben, avere un'erezione
5 (dickflüssig) {PUDDING} compatto: der Pudding ist steif geworden, il budino è diventato compatto; {SAHNE} montato
6 (gestärkt) {KRAGEN, WÄSCHE} inamidato, apprettato
7 (förmlich) {BEGRÜßUNG, BENEHMEN, EMPFANG, MENSCH} formale; {AUSDRUCKSWEISE, UNTERHALTUNG} auch forzato
8 fam (stark) {BRISE, GROG, PUNCH, WIND} forte
B adv
1 (ungelenk) rigidamente
2 (förmlich) in modo formale
* steif und fest: etw steif und fest behaupten fam, insistere nell'affermare qc; an etw (akk) steif und fest glauben fam, credere fermamente in qc; etw steif schlagen {EIWEIß, SAHNE}, montare bene qc.

steil
A adj
1 (stark abfallend) {ABHANG, BERGWAND, KLIPPE, UFER} ripido, erto, scosceso
2 (stark steigend) {HANG, STRAßE, TREPPE, WEG} ripido, erto; {HANDSCHRIFT} verticale
3 (sehr rasch) {AUFSTIEG, KARRIERE} rapido, folgorante, vertiginoso
4 Fußball {PASS, VORLAGE} in profondità
B adv
{SICH AUFRICHTEN, IN DIE HÖHE STEIGEN} tutto diritto (-a); {ANSTEIGEN} ripidamente; {ABFALLEN} auch a picco: steil schreiben, avere una (calli)grafia verticale.

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... el-884.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 6/step.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... a-step.jpg

https://it.wikipedia.org/wiki/Stivale

https://af.wikipedia.org/wiki/Stewel
https://da.wikipedia.org/wiki/St%C3%B8vle
https://de.wikipedia.org/wiki/Stiefel
https://nds-nl.wikipedia.org/wiki/Stevel
https://sv.wikipedia.org/wiki/St%C3%B6vlar Stövlar
https://is.wikipedia.org/wiki/St%C3%ADgv%C3%A9l Stígvél

https://ast.wikipedia.org/wiki/Bota_%28calz%C3%A1u%29
Bota (calzáu)
Una bota ye un tipu de calzáu que cubre'l pie y parte del todiyu, y n'ocasiones llega fasta la rodiella o l'énguane, orixinalmente foron diseñaes comu calzáu de trabayu. Esisten infinidá de variedaes sigún altor, color, material y estilu. Las más d'elles tien un tacón, claramente estremáu de la suela anque tean dambos fabricaos nel mesmu material.
https://ca.wikipedia.org/wiki/Bota
https://en.wikipedia.org/wiki/Boot
https://es.wikipedia.org/wiki/Bota
https://eu.wikipedia.org/wiki/Bota
https://sco.wikipedia.org/wiki/Buit
https://io.wikipedia.org/wiki/Boto
https://gd.wikipedia.org/wiki/B%C3%B2tann Botann
https://sn.wikipedia.org/wiki/Bhutsu

https://tr.wikipedia.org/wiki/Bot_%28giyim%29 Bot (giyim)

https://bs.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cizma

https://br.wikipedia.org/wiki/Heuz


https://et.wikipedia.org/wiki/Saabas
https://fi.wikipedia.org/wiki/Saapas

https://fr.wikipedia.org/wiki/Botte_%28chaussure%29

https://ro.wikipedia.org/wiki/Gheat%C4%83 Gheată

https://nl.wikipedia.org/wiki/Laars

https://vi.wikipedia.org/wiki/%E1%BB%A6ng Ủng

https://zh-min-nan.wikipedia.org/wiki/Hia
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 9:42 pm

Sołe, sołete, suole, shoes, sope/sopełe (veneto), ciocie ...


http://en.wikipedia.org/wiki/Shoe


italian: scarpa, calzatura, ferro di cavallo, calzare, ferrare

french: chaussure, soulier, sabot, sabot de frein, ferrer, mettre les chaussures

croatian: cipela, papuča, potkova, obuti, potkovati, za cipele
slovak: topánky, topánka, poltopánka, podkova, podložka, podlahová lišta, pätka, zaobuť
albanian: këpucëve, këpucë, potkua, kapuç metalik, patkua, nofull freni, brushë
polish: Buty, pantofel, but, bucik, trzewik, trzewiczek, podkowa
romanian: de pantofi, pantof, gheată, potcoavă, talpă, sabot, talpă a afetului, jgheab [min.]

hungarian: cipőt, cipő, félcipő, cipőt húz

indonesian: sepatu, bantal, tapal kuda, memberi tapal besi, memasangi ladam, melapisi
filipino: ng sapatos, magbakal, bakalan, nasa kalagayan ng iba, nasa katayuan ng iba, pansapatos

lithuanian: batas, apavas, pasaga, pavaža, stabdžio trinkelė, šliūžė, apauti, kaustyti, apmauti, pakalti
latvian: shoe, kurpe, pakavs, apkalums, apaut, apkalt

dutch: schoen, remschoen, hoefijzer, schoeien, schoenen, beslaan
portuguese: sapato, calço, calçado, chumaceira, sapata, freio, descanso de carruagem, travão

turkish: ayakkabı, pabuç, nal, balata, fren balatası, dış lâstik, kontak papucu, ayakkabı giydirmek, nallamak
...


Ciocia
http://it.wikipedia.org/wiki/Ciocia
La ciòcia o zampitto, chiòchiera o, in nap., sciòscio, è una calzatura tradizionale tipica del Lazio, Abruzzo e Molise, diffusa anche in Basilicata, Calabria e nei Balcani.

Immagine

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... _reali.jpg



http://www.vannacalzature.it/Glossario/glossario.htm

CIOCIE
Calzature usate fin dall'antichità (vedi Udones) nel sud del Lazio costituite da suole rettangolari in cuoio assicurate ai piedi da strisce di pelle giranti intorno alla gamba fasciata da panno bianco per 13 volte.

http://www.vannacalzature.it/Glossario/glossario_s.htm

SCOH
Vocabolo anglosassone (sec. 5° - 9°) dal significato generico di scarpa o di stivaletto alto alla caviglia o di pantofola.

SOC
Scarpa anglosassone (sec. 5° - 9°) dal nome di derivazione romana fatta di un unico pezzo di pelle.

SOCCHI
Zoccoli con suola in legno o sughero in uso a Venezia nel sec. XII; quelli con la suola di sughero dovevano avere le tomaie in cordovano ( in virtù di una disposizione della corporazione dei caleghéri (vedi) mentre quelli con la suola in legno le potevano avere in pelle di montone.

SOCCI
Pedule in feltro colorato, portate prevalentemente in casa, ma anche dagli attori comici, nell'antica Roma.
Le ciabattine (socci).
Si tratta di una semplice realizzazione con suola e pelle che i romani usavano in casa.
Questo tipo di scarpa era utilizzato anche dagli attori del teatro.

SCULPONEAE
Zoccoli con suola in legno usati da schiavi e proletari nell'antica Roma.
Gli zoccoli (sculponea). Questa parola deriva dal verbo sculpere (intagliare, scolpire il legno). La suola era realizzata in sughero o legno. Questo tipo di calzatura era usata dai contadini e dagli schiavi. Son pervenuti da tombe etrusche degli zoccoli di legno snodati al centro della pianta per mezzo di una cerniera.


http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO
http://atilf.atilf.fr

SOCCO s.m.
0.1 socchi, socco.
0.2 DELI 2 s.v. socco (lat. soccum).
0.3 Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.): 1.
0.4 In testi tosc.: Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.); Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.).
0.6 N Att. negli stessi ess. che attestano coturno, e in questi soli.
0.7 1 Calzatura usata nella commedia greca. 1.1 Fig. La poesia di stile medio o basso.
0.8 Pietro G. Beltrami 28.10.2003.

1 Calzatura usata nella commedia greca.
[1] Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), pag. 372.18: Li poeti tragedichi risuonano altamente, e l'ira si conviene a li poeti che portano li calzamenti coturni, e 'l calzamento soc[c]o si dee avere ne' mezzani versi, e libero piede giambo sia ristretto contra gli aversi nemici, o s'egli è veloce infino a la fine, o s'elli trae seco altro piede.
1.1 Fig. La poesia di stile medio o basso.
[1] Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), pag. 153.13: Li Traici suonano gran cose e l'ira si conviene ai Traici coturni, e socco dé esser avuto con versi mezani.
[2] Petrarca, Trionfi, 1351(?)-74, T. Cupidinis III.88, pag. 215: Materia di coturni, e non di socchi, / Veder preso colui ch'è fatto deo / Da tardi ingegni, rintuççati e sciocchi!
[u.r. 23.05.2007]


Socołari o socoładori

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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 9:42 pm

Calsadura , scarpa

https://la.wikipedia.org/wiki/Calceus

https://it.wikipedia.org/wiki/Scarpa
Il termine "scarpa" deriva dall'antico francese escarpe (da escarpin, "zoccolo"), che trova corrispondenze con l'inglese antico scarp dal germanico skarpr, dal sassone scearp a loro volta dalla radice skar(p)- ("tagliare"); un utilizzo della radice si può ritrovare anche nell'islandese skrapa, nel sassone screpan, nell'inglese to scrape (lett. "raschiare"), nell'alto-tedesco antico scrëvon, nel latino scalpere ("incidere") e sculpere ("scolpire"). "Scarpa" riguarda, quindi, qualcosa di "acuto", quasi "tagliente", in riferimento alla parte finale della calzatura (appunto la "punta").

https://is.wikipedia.org/wiki/Sk%C3%B3r Skór
https://lv.wikipedia.org/wiki/Kurpes
https://af.wikipedia.org/wiki/Skoen
https://nn.wikipedia.org/wiki/Sko
https://sv.wikipedia.org/wiki/Sko

https://bar.wikipedia.org/wiki/Schuah
https://de.wikipedia.org/wiki/Schuh
https://ang.wikipedia.org/wiki/Sc%C5%8Dh
https://da.wikipedia.org/wiki/Sko
https://en.wikipedia.org/wiki/Shoe
https://pdc.wikipedia.org/wiki/Schuh
https://io.wikipedia.org/wiki/Shuo
https://lb.wikipedia.org/wiki/Schong
https://pfl.wikipedia.org/wiki/Schuhe
https://nl.wikipedia.org/wiki/Schoen
https://sco.wikipedia.org/wiki/Shae

https://fr.wikipedia.org/wiki/Chaussure

https://ca.wikipedia.org/wiki/Sabata
https://es.wikipedia.org/wiki/Zapato
https://gl.wikipedia.org/wiki/Zapato
https://gn.wikipedia.org/wiki/Sapatu
https://jv.wikipedia.org/wiki/Sepatu
https://pt.wikipedia.org/wiki/Sapato
https://qu.wikipedia.org/wiki/Sapatu
https://tl.wikipedia.org/wiki/Sapatos


https://br.wikipedia.org/wiki/Botez
https://lt.wikipedia.org/wiki/Batai
https://pl.wikipedia.org/wiki/Buty


https://fi.wikipedia.org/wiki/Kenk%C3%A4 Kenkä
https://chy.wikipedia.org/wiki/Mo'k%C3%AAhan%C3%B4tse Mo'kêhanôtse

https://tr.wikipedia.org/wiki/Ayakkab%C4%B1 Ayakkabı

https://cy.wikipedia.org/wiki/Esgid

https://ga.wikipedia.org/wiki/Br%C3%B3ga bróga
https://gd.wikipedia.org/wiki/Br%C3%B2g bròg
https://gv.wikipedia.org/wiki/Braag


https://hr.wikipedia.org/wiki/Cipela
https://hu.wikipedia.org/wiki/Cip%C5%91 Cipő

https://ku.wikipedia.org/wiki/P%C3%AAlav Pêlav

https://ht.wikipedia.org/wiki/Soulye

https://ms.wikipedia.org/wiki/Kasut

https://nah.wikipedia.org/wiki/Cactli

https://ro.wikipedia.org/wiki/Pantof

https://sn.wikipedia.org/wiki/Shangu

https://vi.wikipedia.org/wiki/Gi%C3%A0y Giày





dixonaro "scarpe" # tradurre "scarpe"
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=46195

italiano scarpe

rumeno de pantofi

bielorusso Чыстка
russo Чистка
macedone чевли
bulgaro обувки
ucraino Чистка
serbo ципела

malese kasut catalano calçat

ceco boty

gallese esgidiau

afrikaans skoen
danese sko
tedesco Schuh
inglese shoe
lettone shoe
olandese schoen
svedese shoe SKO HÄSTSKO

greco παπούτσι

portoghese sapato
spagnolo calzado zapato
francese chaussure sabot
galiziano zapatos
indonesiano sepatu
filippino ng sapatos

estone king

finlandese jalkineen kenkä

irlandese bróg

croato cipela papuča potkova


lituano batas


polacco Buty pantofel podkowa
slovacco topánky poltopánka podkova podložka zaobuť

sloveno čevelj
ungherese cipőt
albanese këpucëve

swahili kiatu

turco ayakkabı pabuç balata

yiddish שוך shukh
ebraico נעליים

giapponese 靴
coreano 신발

hindi जूता

persiano کفش
arabo الأحذية

cinese (cina) 鞋
cinese (taiwan) 鞋

vietnamita giày
thai รองเท้า
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 10:18 pm

Sandało

https://it.wikipedia.org/wiki/Sandalo
Il sandalo è una calzatura aperta. Lascia il piede in gran parte scoperto e permette quindi un eccellente ricambio d'aria evitando la sudorazione dei piedi. Il sandalo viene considerata una scarpa aperta, anche se solo sulla punta o sul tallone.

http://www.etimo.it/?term=sandalo
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Sandałi africani
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 010547.jpg



https://bar.wikipedia.org/wiki/Glabberl
Glabberl oda Sandaln (vom griachischn σανδάλιον = Reamenschua) san Sommaschua. De ghern zu de ejtastn Schuagrundformen, de wo si auf Soin beschrängga, de wo mit Reama am Fuaß befestigt wern.

https://la.wikipedia.org/wiki/Solea

https://gv.wikipedia.org/wiki/Carrane

https://bjn.wikipedia.org/wiki/Capal
https://qu.wikipedia.org/wiki/Lanq'i


https://br.wikipedia.org/wiki/Sandalenn
https://br.wikipedia.org/wiki/Tong

https://bs.wikipedia.org/wiki/Sandala
https://eu.wikipedia.org/wiki/Sandalia

https://ca.wikipedia.org/wiki/Sand%C3%A0lia sandalia
https://ca.wikipedia.org/wiki/Zoori

https://da.wikipedia.org/wiki/Sandal
https://de.wikipedia.org/wiki/Sandale

https://en.wikipedia.org/wiki/Sandal


https://cs.wikipedia.org/wiki/Sand%C3%A1ly sandaly

https://et.wikipedia.org/wiki/Sandaal

https://fi.wikipedia.org/wiki/Sandaali

https://jv.wikipedia.org/wiki/Sandhal

https://fr.wikipedia.org/wiki/Sandale

https://lt.wikipedia.org/wiki/Sandalas

https://mn.wikipedia.org/wiki/%D0%A1%D1 ... 0%B0%D0%B9 Сэрүүн шаахай, Сандааль
https://tt.wikipedia.org/wiki/%D0%A1%D0 ... C%D0%B5%29

https://scn.wikipedia.org/wiki/S%C3%A0nnalu sànnalu

https://tr.wikipedia.org/wiki/Sandalet

https://sv.wikipedia.org/wiki/Sandaler
Vårt svenska ord "sandaler" härleds från grekiska sandalon eller sandalia som står i Mark(us) 6:9 i Nya Testamentet. Ordet kom till oss genom den katolska Bibelns latinska version "sandaliis" och återfinns i svenska först i 1917 års kyrkobibel. I 1526 års översättning (Se Gustav Vasas bibel) står i stället "solor". Ordet har troligtvis orientaliskt ursprung och återfinns bland annat som persiska [sändäl] som betyder "sko".



Sandałi greghi de na 'olta
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Greece.jpg
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » gio mar 31, 2016 5:40 am

La scarpa in pelle più antica del mondo
Scoperta in Armenia una calzatura "incredibilmente moderrna e ben conservata” risalente ca 5.500 anni fa grazie a una ricerca finanziata dalla National Geographic Society.
di Kate Ravilious
(10 giugno 2010)

http://www.nationalgeographic.it/popoli ... ondo-39069

Certo, non è una "Manolo”, le mitiche calzature rese celebri da Sex and the city.

Eppure, la scarpa in pelle più antica finora conosciuta, scoperta di recente in Armenia, ha stupito lo stesso leggendario creatore di scarpe americano: "È soprendente”, ha commentato infatti Manolo Blahnik, “quanto assomigli una scarpa moderna!”.

Imbottita d'erba (forse a far da isolante o per tenerla in forma), la calzatura risalente a 5.500 anni fa è stata rinvenuta in un eccezionale stato di conservazione - grazie a una copertura di escrementi ovini - durante l'esplorazione di una grotta in Armenia.

Corrispondente alla misura di una scarpa da donna attuale numero 37 e mezzo, la scarpa fu probabilmente realizzata su misura per chi doveva indossarla, che potrebbe essere stato sia un uomo sia una donna.

Realizzata a partire da un unico pezzo di pelle bovina, la calzatura presenta un'allacciatura sia sul fronte che sul retro. "Il pellame è stato tagliato in due strati e conciato: il che doveva costituire una tecnologia piuttosto innovativa”, dice Ron Pinhasi dell'University College Cork in Irlanda, condirettore dello scavo.

Uno straordinario stato di conservazione
La
datazione al radiocarbonio fa risalire il ritrovamanto al 3.500 a.C., durante l'Età del Rame armena; per millenni la scarpa è stata schiacciata in corrispondenza della punta e del tacco, ma non è affatto rovinata.

Calzature di quel periodo sono rinvenimenti più unici che rari, perché la pelle e i materiali vegetali si degradano molto rapidamente. Ma in questo caso, il contenuto dello scavo (ribattezzato Areni-1), è stato ricoperto da vari strati di escrementi ovini che si sono accumulati nella grotta dopo che questa era stata abbandonata dai suoi occupanti umani dell'Età del Rame.

"L'ambiente della grotta l'ha mantenuta fresca e asciutta, e gli escrementi l'hanno sigillata”, dice Pinhasi, direttore della ricerca pubblicata sulla rivista scientifica PLoS ONE.

Perché è la scarpa di pelle più antica....
Proteggere il piede fu probabilmente una delle principali ragioni per cui l'uomo iniziò a indossare scarpe, e questo sembra sicuramente il caso della calzatura in questione. Attorno alla grotta infatti il "terreno è molto accidentato, con molte pietre acuminate e arbusti spinosi”, spiega l'archeologo Gregory Areshian della University of California, coautore dello studio finanziato anche dalla National Geographic Society.

Inoltre, questo tipo di calzature potrebbero aver permesso agli uomini di allora di proteggersi dalle temperature estreme che caratterizzavano la regione (fino a 45 °C d'estate e sotto lo zero d'inverno), e favorendo gli spostamenti di quella popolazione. "Questa gente percorreva lunghe distanze. Nella grotta abbiamo ritrovato ossidiana, che si trovava ad almeno 120 chilometri dal sito”.

... ma non la scarpa più antica
Finora, il "record” della scarpa chiusa più antica apparteneva a quella indossata da Ötzi, la mummia del Similaun, ritrovata nelle Alpi austriache nel 1991, la cui morte è fatta risalire a 5.300 anni fa.

I sandali però hanno una storia molto più antica: i più antichi, risalenti a ben 7.000 anni fa, sono stati scoperti nella Arnold Research Cave, nel Missouri.

Ma l'abitudine di indossare calzature risale sicuramente più indietro nel tempo rispetto ai campioni ritrovati: l'indebolimento di alcune ossa del piede rilevato nello scheletro fossile di un uomo di 40.000 anni fa viene ritenuto la prova dell'avvento delle scarpe.

Rispetto alle calzature di Ötzi, la scarpa armena è molto più essenziale, rivela Jacqui Wood, un archeologo inglese: "Quelle dell'uomo di Similaun erano di tutt'altro livello. La suola era di pelle di orso; i pannelli laterali erano in pelle di cervo e all'interno c'erano delle striscie di corteccia che la tenevano stretta al piede. La scarpa armena invece era molto più semplice, e probabilmente costituisce il modello più comune diffusosi nel mondo quando l'uomo decise di non camminare più scalzo”.

Scarpe come quella appena scoperta sono state rinvenute in altre epoche e in altri siti, ma secondo Pinhasi e Areshian è possibile che il modello sia nato in Armenia.

"Molte altre invenzioni, come il tornio, la scrittura cuneiforme, e la produzione della lana sono apparse nell'antico vicino Oriente”, dice Pinhasi. "Quindi è possibile che dall'Armenia provenga anche un prototipo di scarpa che poi si diffuse all'Europa". Se ciò fosse vero, la scarpa potrebbe aver indirettamente ispirato lo "stile” di calzature che vediamo ancora oggi.

Non solo scarpe
Risolto in gran parte l'enigma rappresentato dalla scarpa, ora gli archeologi devono confrontarsi con altri interrogativi sollevati dallo scavo nel sito Areni-1.

Assieme alla calzatura infatti sono stati rinvenuti corna di capra selvatica, ossa di cervo e una pentola rotta e capovolta. "È uno strano assortimento di oggetti”, osserva Pinhasi, "e non mi sorprenderebbe scoprire che avevano un qualche significato simbolico: un significato che forse saremo in grado di scoprire nella prossima stagione di scavo ad Areni-1”.
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » sab giu 24, 2017 4:59 pm

"LA FEGURA DEL SUPELAR" - (LO ZOCCOLAIO)

https://www.facebook.com/groups/magical ... 4250963998

https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... 4250963998

Se i calzolai del passato si limitavano spesso ai lavori di riparazione delle scarpe, girando di paese in paese e di contrada in contrada, un buon “supelàr” (lo zoccolaio), almeno fino all’epoca poco oltre alla seconda guerra mondiale, doveva saper fabbricare a mano i “supei”, cioè gli zoccoli.

I nostri montanari del passato tuttavia per le loro misere condizioni economiche dovevano spesso essere capaci di costruirsi da soli le calzature e tra queste non potevano mancare i “ supèi”. Per secoli infatti essi hanno costituito l'unico tipo di calzatura per contadini, montanari e per tutte le fasce di popolazione per cui le scarpe di cuoio erano troppo costose.

Di norma i contadini ricavavano da un pezzo di legno, con sommarie lavorazioni, due pianelle e le muniva di due fettucce di “coràme “ (cuoio) per farne dei calzari per propri figli. I “supèi” venivano appunto realizzati in questo modo, in economia e senza tante pretese, badando più che altro di avere qualcosa con cui proteggere i piedi.
I “supèi”, insieme alle “sgalmare”, erano per i nostri montanari lessinici i calzari più diffusi in quanto molto economici ed abbastanza facili da realizzare.
Coloro che avevano maggiori disponibilità economiche, cioè”ghe giraa carche franco par la scarsèla”, per avere un prodotto meglio rifinito si rivolgevano ad un artigiano specializzato, che spesso girava per le contrade dei nostri monti, si trattava appunto del “supelàr” o “socolàr” (lo zoccolaio). Raramente possedeva una bottega, quasi sempre svolgeva la sua attività artigiana in forma itinerante e prendeva spesso parte ai mercati settimanali. Oltre ai “supèi” questo artigiano realizzava spesso anche le “sgalmare o sgombare” che coprivano tutto il piede e la cui suola veniva guarnita di “broche”, cioè di chiodi corti a testa larga per impedirne l’usura ed i “tronchetti” coprivano fino al polpaccio.
Per la costruzione dei “supèi” si iniziava segando un tronco (“sòco”) di “salgàr” (salice) in vari rocchi, lunghi circa 30 cm; questo legno era infatti il più idoneo per la realizzazione di questo tipo di calzatura. In alternativa venivano però anche impiegati il pioppo, l’olmo e l’acero.

Ogni rocco veniva rotto in quattro o sei parti, a seconda dello spessore, e ogni porzione veniva lavata con lo “stegàgno” fino a ridurla ad una tavoletta a forma di parallelepipedo dello spessore di 6–7 cm.
Questo lavoro veniva solitamente svolto agli inizi della primavera poiché le tavolette venivano lasciate essiccare per alcuni mesi. Dopo la stagionatura esse venivano lavorate; con l’ausilio di appositi stampi in cartone, si tracciava su di esse la sagoma del “supèl”. Con un attento e sapiente lavoro di rifilatura attuato con una “sigùra” (accetta) veniva eliminata la parte in eccedenza. Questa operazione veniva svolta utilizzando un’apposita morsa in legno che veniva denominata “la cavra”, costituita da una panca che era dotata ad una estremità di una ganascia mobile. “El supelàr” si sedeva all’altra estremità e spingendo con i piedi la parte bassa della ganascia, teneva bloccato davanti a sé la tavoletta in legno per rifinirla “col cortèl a du maneghi”, cioè con il coltello a doppio impugnatura. Per ottenere il leggero avvallamento della superficie, ove appoggiava la pianta del piede, si serviva di un particolare coltello dotato di una lama arcuata, mentre per la parte centrale impiegava un tipo di coltello che nella parte di centro aveva il tagliente a forma di “V”. Questi tipi di utensìli (“le arte”) dovevano sempre essere ben affilati per assolvere alla loro funzione e rendere meno faticoso il lavoro dell’artigiano; essi venivano spesso ricavati da vecchie lime in disuso, battute a caldo e temprate da un fabbro. Alcuni “supelàri” al posto della “cavra” utilizzavano una sorta di deschetto, cioè il tavolino da lavoro dei calzolai opportunamente modificato e che aveva sull’orlo un occhiello cui era fissato un coltello. Con questo coltello mobile si lavorava la tavoletta fino ad ottenere la forma desiderata.
Ottenuta la base di legno del “supèl” si procedeva poi al completamento con la parte in “coràme” (cuoio) che, a differenza della tomaia dei moderni zoccoli, in passato copriva tutta la parte anteriore del piede.
Questo artigiano generalmente era in grado di realizzare circa una decina di paia al giorno.
L’attività del “supelàr” rappresentava in passato un modesto lavoro che consentiva a questo artigiano di poter in qualche modo “sbarcare il lunario”. Oggi questo tipo di attività artigianale è ormai relegato a circoscritte aree geografiche e la realizzazione di questo tipo di calzatura dei “pitochi” del passato è divenuta invece un’attrazione turistica e folcloristica, quando un tempo era il simbolo della povertà dato che erano in pochi a potersi permettere le più costose calzature in pelle e in cuoio.
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