Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa, ...

Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa, ...

Messaggioda Berto » lun mag 01, 2017 1:11 pm

Bruscandoło, brusco, bruscar, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa, ...
viewtopic.php?f=44&t=2600
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Berto » lun mag 01, 2017 1:11 pm

Bruscandołi, april 2017
https://photos.google.com/album/AF1QipP ... mI4aj6wt70

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Rusàri, rùse morare, roveti, roxàri selvadeghi, ... april 2017
https://photos.google.com/album/AF1QipP ... 47xydknhYE

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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Berto » lun mag 01, 2017 1:14 pm

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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Berto » lun mag 01, 2017 1:18 pm

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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Berto » lun mag 01, 2017 1:19 pm

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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Berto » lun mag 01, 2017 7:25 pm

Rusa o rova/rovo
https://it.wikipedia.org/wiki/Rubus_ulmifolius
Il rovo (Rubus ulmifolius Schott, 1818) è una pianta spinosa appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... n_bush.jpg


Rubus o Lanpon
https://it.wikipedia.org/wiki/Rubus
Rubus L., 1753 è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Rosaceae. Il genere è caratterizzato da fusti aerei annui erbacei (R. saxatilis L.) o per lo più bienni diventati legnosi come il lampone (R. idaeus), il rovo (R. ulmifolius Schott), il camemoro (R. chamaemorus).

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... eus%29.jpg


https://it.wikipedia.org/wiki/Rosaceae
Le Rosaceae sono una famiglia di Angiosperme cosmopolita comprendente poco meno di 5000 specie in 91 generi di erbe, arbusti e alberi, tra cui moltissime di grande importanza per l'economia umana (es. alimentari, ornamentali, medicinali, foraggere e industriali).
Oltre alla rosa, il notissimo rampicante dai fiori vistosi che dà nome alla famiglia, e al biancospino, comprende la maggior parte degli alberi da frutto più comuni: il melo, il pero, il ciliegio, il pesco, il susino, il mandorlo, il nespolo, il sorbo, l'albicocco, il cotogno.
Le Rosaceae costituiscono una delle grandi famiglie delle Angiosperme, sia per il grande numero di specie che vi sono comprese (circa 125 generi con 3250 specie: 18 generi e 120 specie da noi), sia per la varietà di strutture, la grande diffusione, il loro cospicuo interesse economico.


Amołi, anpołi/ampoli, apple, lamponi, franbua, framboise
viewtopic.php?f=44&t=1658
viewtopic.php?f=31&t=1654

http://www.etimo.it/?term=lambrusco
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labrusca, ae, f.,
vite selvatica, lambrusca, VERG.; anche agg., labrusca vitis, PLIN.

labruscum, i, n., uva selvatica, Culex 53 [cf. labrusca].

rusceus, a, um, agg., pieno di rovi, CAT. [ruscum + -eus].

ruscum, i, n. o ruscus, i, f., rovo, pungitopo, COL.

rustarius, a, um, agg., per tagliare i rovi, CAT., VARR. [rustum + -arius].

russeus, a, um, agg., rosso, PETR. e a. [russus + -eus].

russus, a, um, agg., rosso, CATULL. [cf. ruber].

rusum, rusus, vd. rursum.

rubedo, inis, f., color rosso, FIRM. [ruber + -edo].

ruber, bra, brum, agg., comp. rubrior, sup. ruberrimus,
rosso: ruber umor, rosso sangue, LUCR. 4, 1051; Oceani rubrum aequor, la distesa del mare arrossata (dal tramonto del sole), VERG.; rubra Canicula, l'ardente canicola, HOR.; rubra suffusus lumina flamma, con gli occhi di bragia, OV. Met. 11, 368; Rubrum mare, il mar Rosso, o il golfo Persico, CIC. e a. (anche Rubra aequora, PROP.); Saxa Rubra, oggi Grottarossa, borgo dell'Etruria presso il fiume Cremera, a un miglio da Roma, ove i 300 Fabii morirono in battaglia contro i Veienti nel 479, CIC. e a.
[cf. gr. erythrós].

rubellana (-elliana), ae, f., vite rossastra, COL. 3, 2, 14 [rubellus + -anus].

rubens, entis,
1 part. di rubeo;
2 agg. con comp., rosso, rosseggiante: suave rubens murex, la porpora gradevolmente rossa, VERG.; ver rubens, la primavera rosseggiante, sfolgorante, VERG.; minio suffusus rubenti, colorato di rosso minio, TIB. 2, 1, 55; infici ore rubente, LYGD. 4, 32.

rubeo, es, rubui, ere, 2 intr.,
1 esser rosso, rosseggiare: meae puellae flendo turgiduli rubent ocelli, i cari occhi della mia amata sono gonfi e rossi di pianto, CATULL. 3, 18; sanguineis rubent aviaria bacis, i boschetti rosseggiano di bacche vermiglie, VERG. Georg. 2, 430;
2 arrossire, esser rosso di vergogna o di pudore, CIC.
[ruber + -eo].

rubetum, i, n., roveto, OV. [rubus + -etum].

rubia, ae, f., robbia, pianta, PLIN. [cf. ruber].

rubor, oris, m.,
1 rossore, color rosso: candore mixtus rubor, colorito bianco e roseo, CIC. Nat. deor. 1, 79; multus ore toto rubor, su tutto il volto un gran rossore, SEN.; Tyrii rubores, le porpore di Tiro, VERG.; pudorem rubor consequitur, il pudore fa arrossire, CIC.; in ruborem aliquem totum dare, far diventare uno tutto rosso (dalle bastonate), PL. Capt. 962;
fig.
2 pudore, riservatezza, modestia: orator praestet ruborem suum, l'oratore si mostri costumato, CIC. de orat. 2, 242;
3 vergogna, disonore: rubor est, è una vergogna, LIV. e a.; rubor ac dedecus, vergogna e disonore, TAC.;
4 vergogna, confusione, turbamento: duas res ei rubori fuisse, di due cose si era vergognato, LIV. 45, 13, 14; mihi rubori est quod, è per me una vergogna che, TAC.; non est tibi rubori, non è ragione di rossore per te, OV.
[rubeo + -or].


rubrica, ae, f.,
1 terra rossa, rubrica, ocra rossa, COL. e a.;
2 tintura rossa, lapis rosso, HOR. e a.: buccas rubrica intingere sibi, tingersi di rosso le guance, PL. Truc. 294;
3 fig. titolo della legge (scritto origin. in rosso), legge, Dig.; se ad album ac rubricas transferre, dedicarsi allo studio del diritto e delle leggi, QUINT. 12, 3, 11
[ruber + -ica].

rubus, i, m., f. in PRUD.,
1 rovo, CAES. e a.;
2 lampone, pianta, PLIN.; frutto, PROP. 3, 13, 28; fraga rubosque (fragole e lamponi) colligere, CALP.
[cf. ruber].

rufo, as, are, 1 tr., tinger di rosso, PLIN. [1. rufus + -o3].

rufulus, a, um, agg.,
rossiccio, PLIN.; dai capelli rossi, PL.; Rufulus, i, m., nome di uomo, CATULL.
[1. rufus + -ulus].

1. rufus, a, um, agg. con comp., rossiccio, rosso, fulvo, biondo, PL. e a. [cf. ruber, 1. robus].
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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Berto » mar mag 02, 2017 7:24 am

I bruscandoli (germogli del luppolo selvatico) sono erbe spontanee molto salutari impiegate in cucina, andiamo a scoprire le loro proprietà e come cucinarle.

http://www.viversano.net/alimentazione/ ... ni-ricetta

I bruscandoli sono i germogli del luppolo selvatico (humulus lupulus L.), spesso conosciuti con il nome di asparagina selvatica perchè assomigliano a degli asparagi selvatici. Hanno una lunghezza di circa 20 cm e vengono raccolti in primavera, tra marzo e maggio in riva ai fiumi, in mezzo ai rovi e alle siepi. Sono i germogli del luppolo, conosciuto solitamente perchè impiegato per fare la birra, ma in realtà veniva impiegato fin dai tempi antichi, nella medicina cinese, come rimedio digestivo e per il trattamento di dissenteria e varie affezioni intestinali. Habitat: la pianta del luppolo predilige ambienti freschi e terreni fertili, essa cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d’acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi e dalla pianura fino ad un’altitudine di 1.200 metri.
Proprietà dei bruscandoli I germogli del luppolo sono ipocalorici, un mazzetto di bruscandoli contiene 10 kcal. I bruscandoli hanno proprietà tonificanti, rinfrescanti, diuretiche e lassative. Sono considerati anche purificatori del sangue, stimolanti delle funzioni epatiche e sedativi. Combattono la cellulite, purché cucinati con pochi grassi. Sono molto apprezzati in cucina, una volta raccolti vanno utilizzati il prima possibile per poterne apprezzare appieno il sapore, che è veramente molto particolare. Come riconoscere l’asparagina e come si pulisce Quando c’è il periodo della raccolta, meglio partire con un sacchetto di carta (tipo quelli del pane), la plastica è sconsigliata perchè non farebbe “respirare” i germogli, soprattutto in una giornata di sole. Una volta raccolti, vanno lavati bene sotto l’acqua e possibilmente usando anche del bicarbonato. Se ne usano le cime, le foglie e a scelta anche il gambo che tagliato a pezzetti è ottimo per le frittate, mentre i gambi più duri andranno tolti. E’ preferibile utilizzarli appena raccolti per usufruire appieno delle loro proprietà, ma si possono conservare per alcune ore mantenedo il mazzetto in un bicchiere con dell’acqua.


https://it.wikipedia.org/wiki/Humulus_lupulus
Il luppolo (Humulus lupulus, L. 1753) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente alla famiglia delle Cannabaceae; ordine delle Urticali.

Pianta perenne, con rizoma ramificato dal quale si estendono esili fusti rampicanti che possono raggiungere i 9 metri di altezza, può vivere dai 10 ai 20 anni.
Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, munite di 3-5 lobi seghettati. La parte superiore si presenta ruvida al tatto per la presenza di numerosi peli, la parte inferiore è invece resinosa.
Essendo una specie dioica, i fiori, unisessuali e di colore verdognolo, sono presenti su individui separati. I fiori maschili (o staminiferi) sono riuniti in pannocchie pendule e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami; i fiori femminili (o pistilliferi) presentano un cono membranoso che circonda un ovario munito di 2 lunghi stimmi pelosi. Si trovano raggruppati alle ascelle di brattee fogliacee, costituendo un'infiorescenza dalla caratteristica ed inconfondibile forma a cono.
La fioritura avviene in estate. L'impollinazione è anemofila (trasporto per mezzo del vento) e in settembre-ottobre, con la maturazione dei semi, le brattee assumono una consistenza cartacea che aumenta la dimensione del cono. I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere.
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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Sixara » mar mag 02, 2017 9:49 am

Ghe xelo on lìgo infrà brusco e bùto? buto cofà 'germoglio', a vòjo dire.
Parké me vièn mente bud de l inglexe e tuta na serie de parole ke le parte da na raìxa germanica... ke bià ke ghe vàga n zerca tel Leiden :)
noè ke se fà sconfuxion fra

*brut(t )on- w.v. 'to bud' - MHG brozzen w.v. 'id.', G Als. br ossen w.v. 'id.' => *bhrd-neh2- (WEUR) - To Lat [rems, -ond is f. 'foliage, leaves' < *bhrod-ni­(with Thurneysen's law).
The iterative to *br eutan- 'to break, bud' (q.v.), originally conjugated as 3sg. *bruttopi, 3pl. *brutunanpi. The Pre-Gm. root seems to have been *bhrud-, but in view of the potential Latin cognate, the u is likely to have arisen secondarily in an iterative derived from a strong verb *bretan- ( < *bhred-e-). The resulting *brut (t )on- may in turn have given rise to *breutan­by back-formation

e

*bruska- m. 'shrub' - Nw. brusk m. 'shrub, undergrowth' (NEUR). E brush < ME brusche was adopted from OFr. brosse, broce, broche, which in turn must be a loanword from WGm. *bruska-. Thus, the PGm. origin of the word seems firmly established. Outside Germanic, the only known po­tential cognate is Lith. bruz gai m.pl. 'underbrush' (Torp 1909: 282), but the exact derivation of this word is uncertain: from *bh rus go- ?

Anca se i è marezènti de gusto e brùski, dixen, a tocarli, i bruscandoli i è pur sènpre di bùti, luri e tuto cueo ca buta n fòra da na pianta-piantexela.
E anca de na femena:

*brust- f. 'breast, chest' - Go. brusts f. 'id.', OFri. brust, bur st n. 'id.', OS brust f. 'id.', MLG borst f. 'id.', Du. borst c. 'id.', OHG brust f. 'id.', G Brust f. 'id.' => *bhr us-sth2-o- (EUR).
A root noun closely related to *breusta- (q.v.) with the same meaning. In the older literature, a link with MHG briustern 'to swell up' is usually as­sumed, but this is probably a frequentative to a strong verb *br eusan- (cf. OE briesan w.v. 'to break' < *braus jan-) th rough a meaning 'to break open, to bud'.

El Pokorny ( An Etymological Dictionary of the Proto-Indo-European Language) el me dà :

bhreu-s-1
English meaning: to swell
Deutsche Übersetzung: ‘schwellen; sprießen”
Note: (compare above bhreu-)
Material: O.Ir. brū f., gen. bronn “belly, body” (*bhrus-ō[n]: -n-os), brūach “ big-bellied “
(*brusủkos), Welsh bru m. “venter, uterus” (*bhreuso-);
Maybe Alb. bark, barku (*bhrauk) “belly” : O.Ir. brūach “ big-bellied “
O.Ir. bruinne “brost” (*bhrusni̯ o-), O.Welsh Welsh bronn f. “brost”, Bret. bronn, bron ds.
(*bhrusnủ) in place names also “round hill”, M.Welsh brynn, Welsh bryn m. (*bhrusni̯ o-)
“hill” (from Celt. derives Goth. brunjō f. “(brost)-armor”, O.H.G. brunja, brunna “ coat of mail
“); Maybe Alb. brinjë “rib, side, hillside” : Goth. brunjō f. “(brost)-armor”
Alb. proves that Root bhreu-s-1 : “to swell” derived from Root bhreu-k̂ - (-k-) : “to strike; to
throw”. Hence centum languages predate satem language because of the -k > -h > -s
phonetic mutations.
O.Ir. brollach “bosom” (*bhrus-lo- with formants-ủko-); M.Ir. brūasach “with large, wide
brost” (from bhreus-to- = O.S. briost).
M.H.G. briustern ‘swell up”, O.Ice. ủ-brystur f. pl. “ beestings “ (also broddr ds. from
*bruz-da-z), Swiss briescht ds. (besides briesch ds. from *bhreus-ko-); O.S. briost N. pl.,
O.E. brēost, O.Ice. briōst “brost”, zero grade Goth. brusts f. pl., O.H.G. brust, Ger. Brust;
O.S. brustian “bud” (Slav. *brъstъ “bud”), Ger. Brös-chen (from md.) “mammary gland of
cows”, schwäb. Brūste, bO.Ir. Brūsel, Briesel, Bries ds., Dan. brissel, Swe. kalfbräss, with ksuffix Dan. bryske, Eng. brisket “ brost of the animals “.
O.Ice. briōsk “gristle”, M.H.G. brūsche, Ger. Brausche ‘swelling, blister”, Ger. dial.
brausche, brauschig “ swollen; of style, turgid, bombastic, torose “, brauschen ‘swell up”.
Maybe Alb. (*brausch) bark “belly”
Russ. brjûcho “lower abdomen, belly, paunch”, dial. brjûchnutь “ yield, gush, well up, to
bloat, bulge, swell”, Cz. alt. břuch, břucho, nowadays břich, břicho “belly” etc (*bhreuso-s, -m);
here also Clr. brost” f. dial. brost m. “bud”, Bulg. brъs(t) m. “ young sprouts”, Ser.-Cr. br̂ st
m. ds., br̀ stina “foliage, leaves”.
Maybe Alb. bisht(n)ajë “legume, pod”, bisht “tail (shoot?)”
here Clr. brost “ f. dial. brost m. “ bud “, Bulg. Brъs (t) m. “ younger shoots “, Ser.-Cr. br ̂ ^
st m. ds., br̀ stina “ foliage “.
References: WP. II 197 f., Feist 107 f., 108 f.
Page(s): 170-171

Se capìse gnente? bè provemo co kelaltra raìxa :

bhreu-, bhreu-d
English meaning: to swell, sprout
Deutsche Übersetzung: ‘sprießen, schwellen”
Material: Lat. frutex, -icis m. “ a shrub, bush; as a term of reproach, blockhead “ based on
probably on a participle *bhrūto ́ s “ sprouted out”; O.Ir. broth “awn, hair”; here d-present:
M.H.G. briezen, brōz “bud, swell”, O.H.G. M.H.G. broz “bud, sprout “.
References: WP. II 195, WH. I 554.
See also: compare bhreu-s-1 “to swell”, bhrughno- “twig, branch”.
Page(s): 169

breu-s/breu-d... br(e)u-s... càndolo :D parkè nò? parte i skerzi, a ghè anca Lat. frutex-icis e Lat [rems, -ond f. 'foliage, leaves' - fòje - < *bhrod-ni­( par via de la lèje de Thurneysen).
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Re: Bruscandoło, brusco, rusca, rusa/russa/rovo, roxa/rosa,

Messaggioda Sixara » gio mag 04, 2017 11:13 am

A pare ke Vicenza i è drìo pensare on patentìn pa ndare bruscàndoli :D
dògnimodo, l etimologia, secondo luri, l è sta cuà:

... qualcuno lo associa a bruscare, cioè potare riferito soprattutto alle viti; altri invece pensano sia una sorta di diminutivo di bruschi, o bruscansi, che sono invece i germogli del pungitopo, anch’essi peraltro utilizzati in cucina. Il nome scientifico, dato da Linneo, richiama da una parte l’umidità, perché i luoghi prediletti del luppolo sono appunto quelli umidi; mentre la seconda parte del nome potrebbe provenire da “lupus salicarius” (lupo dei salici, perché la pianta cresce attorcigliandosi ad altri arbusti) o più probabilmente dall’olandese “hoppe”.

Còsa ke ghe èntra l olandexe hoppe me domando mi, ma l è vera ke de tuta la sèrie de parole ca ìndica kela pianta lì, solo el ven. bruscàndolo el se difarenzia, asième col gen. mi credo, e pòki altri.
Co Brus - ghe semo (pì o manco), ma kel -scàndolo cosèlo? A vòjo dire, l ètimo se pòe sconporlo n do parte?
El Romagnolo, a la voxe bruscàndolo el mete :
" Etim. inc. Forse incr. Lat. bruscum (nodo di legno) con Gal. bucus (da bruko erica)";
la voxe la stà par ela sola, a pare de capire, pròpio parvia de la so 'complessità', ca vòe dire ke no la ghe finìse drento l elenco de kelaltre (bruscare, bruscaùra, bruschetà, bruschetare, bruscheto, bruschìn, bruschinà, bruschinàre, brusco, brùscola, bruscolà, bruscoladore, bruscoladura, bruscolàja, bruscolàre) ke le và tute sota brusca, brusca cofà "rimasuglio della potatura, specialmente delle viti..." e viandàre co i 'rimasugli, fuscelli, mozziconi, schegge, foglie secche'.

I bruscàndoli no i è rèsti seki de na pianta, i è bùti freski, e l è par cueo ke - secondo mi - i bruski-brusketi (foruncoli de la pèle) no i và mesi sota brusca, ma i fà categoria a parte, asième co i bruscàndoli.
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