Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, Aleluja ...

Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, Aleluja ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:08 am

Ei/ehi, eilà/ehilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, Aleluja ...
viewtopic.php?f=44&t=1219


Ei ti, scolta!

Immagine

ehi,
inter. che si usa per richiamare l'attenzione di qc. o per esprimere meraviglia, ammirazione (av. 1584, A. F. Grazzini).
Derivati:
ehilà,
inter. che si usa per richiamare l'attenzione di qc. o per esprimere meraviglia, stupore (1949, C. Pavese).
Vc. espressiva. Ehilà è comp. con là.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:12 am

Eia, eia, alalà: radixe storeghe.

mercoledì, 28 gennaio 2009

http://destra.iobloggo.com/44/eia-eia-a ... i-storiche

"Eia, carne del Carnaro! Eia Eia Alalà!" Così recita la “Canzone Quarnaro” del comandante Gabriele d’ Annunzio.
Il motto venne ripreso anche dal Fascismo, ma cosa vuol dire, e da cosa deriva?
Il famoso detto dannunziano “EIA EIA ALALA’” (oppure "eja eja alalà") altro non è che la ripresa di un grido di guerra dell’antica Grecia, che si vuole pronunciato, nell’ambito dell’epos, da Achille.

L’esclamazione, in greco antico eia eia alalά, risulta composta dalla interiezione eia (éia = su-via-coraggio! ) , ripetuta due volte, e dalla parola onomatopeica alalά (alalà), intraducibile, formatasi dalla stessa radice del verbo alalάzw (alalàzo=levo un grido di guerra). La patina arcaica dell’espressione è data, in particolare, dal dorico alalά in luogo dell’attico alalή, più recente.

Ecco un' altra testimonianza della cultura del Poeta e del fatto che la cultura della Destra abbia radici profondissime.



Alalà, (in greco: Αλαλά)
http://it.wikipedia.org/wiki/Alal%C3%A0

Alalà, (in greco: Αλαλά), è una divinità femminile minore della mitologia greca, personificazione del grido di battaglia degli opliti. Il suo nome deriva dal greco Αλαλος, con il significato di "muta".

Antica Grecia
Figlia di Polemos, Alalà accompagnava in battaglia il dio della guerra Ares: secondo le tradizioni degli Antichi, il grido di battaglia del Dio greco consisteva infatti nel suo nome "Alale alala".

I soldati greci lo fecero quindi proprio e presero anch'essi l'abitudine di usarlo durante i combattimenti.

Si crede che l'uso di questa parola sia derivato per onomatopea dall'inquietante gracchiare emesso dai corvi che, all'epoca, sorvolavano a migliaia i campi di battaglia, per cibarsi dei cadaveri insepolti.

Adottata per calco linguistico come grido di guerra nel Medioevo, soprattutto dai Crociati, "Alalà" riaffiorò nei componimenti poetici di Giosué Carducci e Giovanni Pascoli, sul finire del XIX secolo.

« Ma s'io ritrovi ciò che il cuor mi vuole,
ti getto allora un alalà di guerra, ... »
(da L'Amore di Giovanni Pascoli)

In epoca moderna, il termine fu ripreso da Gabriele D'Annunzio per coniare il celebre incitativo "Eia! Eia! Eia! Alalà!", quale grido di esultanza degli aviatori italiani che parteciparono all'incursione aerea su Pola del 9 agosto 1917, durante la Prima guerra mondiale. Se "Alalà!" era l'urlo di guerra greco, "Eia!" era il grido con cui si tramanda Alessandro Magno era solito incitare Bucefalo.

In seguito, l'esclamazione fu inserita ne La canzone del Quarnaro che racconta l'avventura della Beffa di Buccari; raid dimostrativo portato a termine dagli incursori della Regia Marina l'11 febbraio 1918.

« Siamo trenta d’una sorte,
e trentuno con la morte.
EIA, l’ultima!
Alalà! »
(da La canzone del Quarnaro di Gabriele D'Annunzio)

Il motto venne poi usato anche dai soldati italiani ribelli che seguirono D'Annunzio nell'Impresa di Fiume del 1919 e divenne popolare in tutta Italia quando fu adottato dal Fascismo, quale grido collettivo di esultanza o incitamento.
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:13 am

Heil Hitler!

http://it.wikipedia.org/wiki/Saluto_nazista

Il saluto nazista venne adottato in Germania durante gli anni venti con la nascita del nazionalsocialismo; conosciuto anche come Hitlergruß ("saluto di Hitler", in tedesco) o Deutscher Gruß ("saluto tedesco"), è una variante del saluto romano, adottato dal partito nazista come segno di lealtà verso il leader Adolf Hitler.

Venne adottato seguendo l'uso dei seguaci del fascismo. A sua volta divenne uno dei simboli dell'estrema destra, e negli anni venti/trenta si diffuse a macchia d'olio, dall'India al Brasile fino alla Spagna di Franco e altri paesi. Il saluto nazista divenne l'incarnazione del culto della personalità di Hitler, diffuso in tutta la Germania. Il braccio destro era alzato ad un angolo di circa 45 gradi rispetto al torso, ed era quasi sempre accompagnato dall'esclamazione della frase Heil Hitler!; davanti ai superiori bisognava anche battere simultaneamente i tacchi. Durante i comizi e le manifestazioni il gesto era accompagnato dall'urlo ritmico della folla Sieg Heil.

I fascisti italiani associavano il saluto alle tradizioni dell'antica Roma; Hitler e il capo delle SS, Heinrich Himmler, credevano invece che esso fosse nato nelle adunanze del popolo germanico. Hitler considerava il saluto una dimostrazione dello spirito guerriero dei Germani, mentre Himmler lo credeva una variante del gesto di giuramento, fatto con una lancia sollevata. Questa spiegazione è confermata dagli storici, che hanno dimostrato che durante l'insediamento di un nuovo re presso i Germani, venivano compiuti dei gesti simili.

Le illustrazioni che ricostruiscono tali eventi e che mostrano il saluto risalgono ad una data precedente alla metà del XIX secolo. Anche la moderna Enciclopedia Brockhaus sostiene la stessa tesi, affermando che il saluto nazista deriva dal cerimoniale di incoronazione dei primi re germanici medievali, assieme all'esclamazione Heil. Secondo la versione nazista della teoria ariana, anche i sovrani dell'antica Roma provenivano dall'Europa del Nord; così, dal loro punto di vista, era come aver riportato il saluto da Roma alla Germania.

Negli anni del Terzo Reich, dal 1933 al 1945, il saluto di Hitler era quello più comune. Heil Hitler! (Salute, Hitler!) veniva usato quando il saluto era indirizzato direttamente ad un altro cittadino tedesco, oppure, nelle Waffen-SS, ad un ufficiale di rango superiore. Hitler preferiva Heil, mein Führer! oppure un semplice "Heil!".

Sieg Heil! ("Salve vittoria!") era uno slogan nazista molto comune; veniva ripetuto solitamente tre volte durante i comizi, specialmente dopo i discorsi di Hitler.

Hitler stesso usava spesso il saluto ma, usandolo soprattutto in risposta ad un saluto, egli adottava frequentemente una versione modificata del saluto con il braccio piegato all'altezza del gomito ed il palmo della sua mano piegato indietro verso la spalla.

Dopo il complotto del 20 luglio 1944, alle forze armate del Terzo Reich venne ordinato di sostituire il tradizionale saluto militare con il saluto hitleriano: l'ordine divenne esecutivo il 24 luglio 1944, quattro giorni dopo l'attentato di Rastenburg. Precedentemente, nell'esercito tedesco il saluto era facoltativo.


Immagine

heil
A adj
1 (unversehrt) {PERSON} indenne, sano e salvo, illeso
2 bes. norddt (ganz) {GEGENSTAND} intatto, intero, buono fam
B adv:
heil ankommen, arrivare sano (-a) e salvo (-a); etw heil überstehen {UNFALL}, uscire indenne/illeso (-a) da qc; wieder heil zurückkommen, ritornare sano (-a) e salvo (-a).

Heil <-(e)s, ø>
n
1 relig salvezza f
2 (Wohlergehen) Heil (in etw dat) {IM ALKOHOL, IN DER ARBEIT, IM EINFACHEN LEBEN} salvezza f (in qc): sein Heil in etw (dat) suchen, rifugiarsi in qc, trovare riparo in qc; sein Heil in der Flucht suchen, cercare scampo ‹nella fuga›/[dandosi alla fuga]/[fuggendo]
3 interj obs (Gruß) evviva!: Heil dem Kaiser/König!, viva l'imperatore/il re!
* Heil Hitler! hist (offizielle, von den Nationalsozialisten vorgeschriebene Grußformel im Dritten Reich, bei der gleichzeitig der rechte Arm mit der flachen Hand nach oben ausgestreckt wurde); Petri Heil! (Gruß unter Anglern), buona pesca!
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:15 am

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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:18 am

«Aospiço çeƚeste»:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 290004.jpg

Volume II ESEMPI DI STRATIGRAFIA LESSICALE CELTICA
da pagina 537 a pagina 573

A diffusione celtica parziale

«Auspicio celeste»:

Brittonico: gallese coel «credenza, omen» (antico irlandese cēl < gallese), antico gallese coilou «auspiciis», coiiauc «augur», antico cornico chuillioc, antico bretone coel «haruspicem»; affine al Germanico antico islandese heil «buon auspicio, fortuna» gotico hails, antico islandese heill, antico alto tedesco heil «sano, intero», inglese whole «intiero», ecc. ;
e allo Slavo antico slavo cělъ«sano», cělovati«salutare» ecc.
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:38 am

Cfr. co: salve, saƚude, salom, salām

http://it.wikipedia.org/wiki/Shalom
Shalom (שָׁלוֹם) è una parola ebraica che significa pace, ciao, arrivederci o stare bene.
Il suo equivalente in arabo è salām.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sal%C4%81m
La parola salām "سلام ", in arabo significa "pace", essendo la radice semitica s-l-m legata al significato di "salvezza, salute, pace".
L'espressione forse più conosciuta nei paesi non-arabofoni è as-salām ‘alaykum ("la pace sia su di voi"), che è il saluto che ogni musulmano rivolge, ma equivale all'italiano "ciao" o "buongiorno", e ricevendo in risposta wa ‘alaykum as-salām ("e con voi la pace").
Inoltre l'espressione ma‘a as-salāma ("مع السلامة"), che ha lo stesso significato di arrivederci, viene tradotta "con [te] la salute".

La parola ricorre anche per alcune città del mondo islamico, come l'attuale Dar es-Salam, in Tanzania (che alla lettera significa "Casa o Sede della pace"). Identica locuzione è stata per secoli usata per indicare Baghdad, dall'VIII al XIII secolo d.C. sede del Califfato abbaside, la città più grande e popolosa fino a quel tempo di tutto l'emisfero boreale.
http://en.wikipedia.org/wiki/As-salamu_alaykum


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... l-vale.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... us-554.jpg
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » ven nov 21, 2014 8:44 am

Cfr. co:

Lallare e ilare, lieto e ...

Immagine

lallazione,
s. f. ‘emissione di suoni rudimentali da parte del bambino ancora lattante che impara a parlare’ (1851-60, M. G. Levi: SLI IX, 1983, 237).
Vc. dotta, lat. lallatione(m), da lallare, v. onomat. (‘dire la la’, ‘cantare la ninna nanna’: lallo est proprie quod agit femina in crepundiis).

ilare,
agg. ‘che è di buon umore, che mostra contentezza’ (1485 ca., I. Sannazaro).
Derivati:
ilarità,
s. f. ‘propensione alla gaiezza, al riso’ (av. 1293, Monaldo da Sofena: ilaritate), est. ‘risata, spec. di più persone’ (1956, Diz. enc.).
Vc. dotta, lat. hilare(m), formalmente adeguato al suo opposto triste(m) nei confronti del più ant. hilaru(m), dal gr. hilarós (un der. del v. hiláskesthai ‘placare, allietare’, di etim. sconosciuta). La vc. è stata introdotta nella nostra letteratura nel Quattrocento, incontrando molta fortuna, preceduta dal der. hilaritate(m).

lieto,
agg. ‘che sente, che esprime contentezza’ (1300-13, Dante), ‘che riempie di gioia, che dà allegrezza’ (av. 1294, B. Latini).
Lat. laetu(m) ‘allegro’, ma ancor prima ‘fecondo, fertile’ (V. letàme). Vc. pop. del mondo rustico, finora isolata. ???


Immagine

Lied <-(e)s, -er>
n
1 mus canzone f; (Kirchenlied) canto m; (Kunstlied) Lied m: die Lieder Schuberts, i Lieder di Schubert; ein einstimmiges/mehrstimmiges Lied, una canzone monodica/[a più voci]; ein volkstümliches Lied, un canto popolare; ein Lied anstimmen/singen, intonare/cantare una canzone; ein Lied vor sich hin summen, canticchiare fra sé e sé una canzone
2 (Gesang) {+ LERCHE, NACHTIGALL} canto m
3 lit (epische Dichtung) canto m: die Lieder der Edda, i canti dell' Edda
* es ist immer ‹das alte/gleiche›/[dasselbe] Lied (mit jdm/etw) fam, è sempre la solita/stessa musica/solfa (con qu/qc) fam; von etw (dat) ein Lied ‹singen können›/[zu singen wissen] fam, saperne qualcosa di qc fam; davon kann ich ein Lied singen fam, ne so qualcosa fam.

Lieder
viewtopic.php?f=24&t=771

http://www.etimo.it/?term=ilare
Immagine


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -lacus.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 02/125.jpg
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, ...

Messaggioda Berto » sab dic 27, 2014 8:41 am

Aleluia (alleluia)
http://www.etimo.it/?term=alleluia
Immagine

http://it.wikipedia.org/wiki/Alleluia
Alleluia, Hallelujah o Halleluyah, è la traslitterazione della parola ebraica הַלְּלוּיָהּ (ebraico tradizionale Halləluya, ebraico tiberiense Halləlûyāh), composta da Hallelu e Yah, che si traduce letteralmente "preghiamo/lodiamo (הַלְּלוּ) Javè (Yah יָהּ)", dove Yah è la forma abbreviata di Yahweh (nome proprio di Dio, indicato con il tetragramma יהוה e reso in molte lingue moderne: Geova, Jehovah, Iehova, Javè).

La parola, che toviamo nel libro dei Salmi, è ormai di uso comune nella liturgia cattolica e accettata in molte lingue europee e anche extraeuropee. La parola è usata anche nella religione ebraica nella preghiera dell'Hallel.

Leonard Cohen - Hallelujah
https://www.youtube.com/watch?v=YrLk4vdY28Q
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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, Aleluja ...

Messaggioda Berto » sab gen 10, 2015 8:24 am

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Re: Eilà, hello, eia eia alalà, Heil Hitler, Aleluja ...

Messaggioda Berto » dom feb 08, 2015 1:37 pm

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