Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » gio lug 03, 2014 9:15 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » gio lug 03, 2014 9:15 pm

Çimiteri entel vixentin:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... A7ensa.jpg



http://www.museicivicivicenza.it/it/mna ... o.php/6654

Età longobarda
Seconda metà VI sec. d.C. - Prima metà VIII sec. d.C.

Guarnizione di cintura in ferro decorato ad agemina dalla necropoli longobarda di Sovizzo.
Fibule con decorazione a cloisonné di età ostrogota da Villalta di Cittadella (PD).Le testimonianze archeologiche di età longobarda (568 - 756 d.C.) provengono soprattutto da tombe e da alcune chiese.
Nel Vicentino, le due necropoli più importanti e più estese sono state rinvenute a Sovizzo e a Dueville.
La maggior parte dei materiali esposti proviene dagli scavi che Giovanni Curti effettuò a Sovizzo all’inizio del ‘900, mettendo in luce almeno duecento tombe.
Tra gli elementi di corredo maschile spiccano spathe lavorate con la tecnica della damaschinatura e scramasax (sciabole ad un solo taglio), elementi di cintura in bronzo e in ferro ageminato con ricche decorazioni geometriche e animalistiche, punte di lancia e umboni di scudo, uno dei quali decorato con figure umane stilizzate, cesoie per il taglio di barba e capelli.
Tra gli elementi di corredo femminile compaiono vaghi di collana in pasta vitrea, orecchini e spilloni per capelli in bronzo.
Comuni alle tombe maschili e femminili sono i coltelli in ferro, gli acciarini e i numerosi pettini, tra i quali un esemplare con custodia e un eccezionale servizio di due pettini con cassetta portapettini.
Tra gli oggetti in ceramica, vetro, metallo, si segnalano un bacile in bronzo e un secchiello, probabilmente usato per mescere la birra.

Due reperti di particolare pregio provengono da scavi occasionali del 1911 a Dueville: un anello in oro con gemma in pasta vitrea incisa (attualmente non esposto) e una crocetta in lamina d’oro con decorazioni antropomorfe, che veniva cucita sul sudario del defunto.

Nella stessa sala sono inoltre esposte due splendide fibule a staffa con decorazione a cloisonné di età ostrogota (inizio VI sec. d.C.) da Villalta di Cittadella (PD).



El çimiter longobardo de Soviso nol va scanvià par el çimitero de łi ani del rame:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 160028.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 160012.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 160025.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 160018.jpg

http://www.archeoveneto.it/portale/?pag ... allery=113
Il sito archeologico di Sovizzo è un complesso cultuale e funerario dell’età del Rame costituito da tre tumuli ordinati di pietre (grande, medio e piccolo), precedute da un corridoio absidato, bipartito, anch’esso in frammenti di pietre e ciottoli. I tre tumuli sono stati indagati e hanno restituito singole sepolture senza oggetti di corredo: una di un bambino di 2 o 3 anni, le altre due di individui più grandi, ma anch'essi giovani. Il complesso si chiude con una stesura non ordinata di pietre e ciottoli, dove vi sono altre tracce di sepolture in tumulo.
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » gio lug 03, 2014 10:06 pm

Çimiter de Sandrigo

viewtopic.php?f=45&t=184

Alcuni documenti d’archivio che trattano della necropoli longobarda a Sandrigo:

(fornitimi dallo studioso sandricense signor Leonardo Carlotto)

Necropoli longobarda a Sandrigo
https://picasaweb.google.com/pilpotis/N ... Sandrigo02

Immagine
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 7:32 am

Çimiter de Doviłe

"La necropoli dei Longobardi" regia Toni Andreetta
https://www.youtube.com/watch?v=x4qCldb-q1s


http://www.dueville.info/?q=content/lon ... ida-stirpe

Longobardi, la perfida stirpe
"Dalla perfida e puzzolentissima stirpe dei Longobardi, che non viene neppure enumerata tra i popoli, e dalla quale è certo che abbia avuto origine la razza dei lebbrosi, bisogna liberare l’Italia…" scriveva il Papa Stefano III nel 770 al re dei Franchi, per convincerlo ad invadere l'Italia e porre fine al regno dei Longobardi.
I legami con la perfida stirpe
Ha senso per noi, oggi, ricollegarci ai Longobardi? In che misura essi sono entrati a far parte della nostra eredità del passato?
I Longobardi non hanno posto nella nostra storia nazionale (de coala nasion?). Altri sono stati i protagonisti e i periodi che hanno inciso nelle vicende. I Longobardi non sono stati né Romani né cristiani. Anzi essi hanno combattuto contro queste due realtà. Anche se poi si convertirono e anche se si sono trasformati in
continuatori ed eredi del mondo romano - cristiano, essi sono stati considerati un corpo estraneo. Ma dopo duecento anni di vita comune, dal 569 al 774, gli invasori Longobardi e gli indigeni romani (no saria mejo dir veneti!) erano diventati un unico popolo e si distinguevano con molta difficoltà.

La storia dei Longobardi merita quindi una rivalutazione. E un contributo rilevante per la conoscenza di questo popolo potrà venire dallo studio della necropoli di Dueville, la più estesa fra quelle finora scoperte in Italia.

Chi sono e da dove venivano?
Dalla Pannonia, corrispondente all'odierna Ungheria, i Longobardi arrivano in Italia nel 569, sotto la guida del re Alboino. Conquistano in pochi anni gran parte dell'Italia, escluso l'Esarcato di Ravenna, la zona di Roma, la Liguria ed altre zone costiere che rimasero in mano ai Bizantini.
Di scarso numero, ma di nobile e fiero carattere, i LONGOBARDI, O UOMINI DALLE LUNGHE BARBE, trasmigrano verso l'Italia. Il numero dei migranti è forse di 150 o 200 mila individui. Carri, armenti e famiglie rallentano l'avanzata. Solo un anno dopo varcano l'Isonzo. I Longobardi, spinti dal desiderio di trovare regioni migliori, con la presenza di sistemi agrari meno primordiali (?) e più favorevoli condizioni climatiche (?), penetrarono nella regione friulana, nel 569 e organizzarono il primo ducato: Cividale.

Con l'arrivo dei Longobardi, molte città, centri abitati e "villae" romane erano in uno stato d'abbandono. Era una lunga fase di disfacimento, iniziata prima dell'arrivo dei Longobardi, caratterizzata dal restringimento delle aree abitate e dal degrado di gran parte delle costruzioni romane.
Avanzano senza incontrare ostacoli e si arrestano a Pavia. Pavia è costretta alla resa dopo tre anni d'assedio. Alboino, il loro re, fissa la sua sede a
Verona, prima capitale longobarda. A Verona egli fu poi ucciso da una congiura.

IL PROCESSO DI FUSIONE TRA LONGOBARDI E I VENETI - ROMANI
I Longobardi non si mantennero per tutta la durata del loro regno in Italia come un gruppo etnicamente distinto dalla popolazione italiana, frantumata in diversi ambiti regionali, né assicurarono la propria egemonia con l'esclusiva trasmissione del diritto, attraverso la discendenza di sangue. Lentamente anche i discendenti dei vinti ebbero la possibilità di diventare " Longobardi" e di assumere tutti i diritti ed i vantaggi. L'elemento principale che aiutò la fusione fu quello religioso. La conversione al cristianesimo fu un fenomeno di base, silenzioso e capillari. Circa cento anni dopo il loro arrivo in Italia, i Longobardi si convertirono ufficialmente al cristianesimo.

La nascita di una nuova società
La società si articolava, la dinamica economica rompeva l'originaria compattezza della stirpe spingendo alcuni Longobardi in condizione di povertà e consentendo inoltre l'ascesa economica dei discendenti delle popolazioni vinte. La società determinatasi con il radicamento dei nuovi venuti, si organizzò accogliendo la tradizione dei conquistatori, integrandola con la tradizione romana. Si formò così una società mista ROMANO-BARBARICA.

I LONGOBARDI A DUEVILLE
A Dueville sono stati scoperti i reperti di più necropoli. Nel 1911 si scavarono 15 tombe. Nel 1954 si scavarono altre quattro tombe in località Belvedere.
Simili sepolture si trovarono anche presso la badia di S.M. Etiopissa. Nel 1911 furono ritrovati 12 coltelli, quattro spathe, otto scramasax, due cuspidi di lancia, un umbone di scudo, quattro armille, una crocetta aurea, un anello in oro, due vasi di ceramica.

Gli scavi del 1993
E' evidente data l'esistenza di più aree sepolcrali, che l'insediamento longobardo a Dueville fosse stato notevole. I ritrovamenti nelle tombe presumono inoltre la presenza costante nel nostro paese di una vasta comunità longobarda. Solo nell'area Ronzani, durante gli scavi iniziati nel 1993, nei due lotti scoperti, si possono contare oltre 400 sepolture. Tutto fa presumere che anche nelle zone limitrofe ai due lotti, ci possono essere altre numerose sepolture. E' una necropoli molto estesa, forse la più importante d'Italia. Anche i toponimi Longobardi come S. Fosca, S. M. Etiopissa, S. Michele, danno l'idea di quanto potesse essere esteso lo stanziamento longobardo nel nostro territorio. Si sono trovati i morti, ma dove erano i vivi?
Quello di Dueville, era un insediamento longobardo stabile. "Lo scavo ha finora messo in luce quasi trecento tombe di individui maschili e femminili, di età adulta e infantile. I corredi presenti in un elevato numero di sepolture, sono composti per lo più di oggetti piuttosto modesti.." scrive Marisa Rigoni, della
Soprintendenza Archeologica del Veneto. In molte tombe è stato rinvenuto un pettine di osso, in altre delle armille (braccialetti), delle collane ed in altre, dei coltelli.

Le pertiche
Accanto alle sepolture i Longobardi piantavano delle pertiche. Come nei nostri cimiteri, davanti alle tombe, mettiamo il simbolo della croce, i Longobardi mettevano delle pertiche, semplici bastoni che indicavano la sepoltura. Essendo la lancia l'arma tipica del guerriero longobardo, nel caso egli fosse morto lontano dal suo popolo, la lancia, sormontata da una colomba (simbolo dell'anima del defunto), veniva piantata sopra la sua tomba vuota.
Le crocette auree L'uso di porre sul volto dei defunti un sudario su cui erano cucite le crocette era prettamente romane (???) e cristiano. In alcune di queste croci, ritrovate nelle necropoli, sono presenti dei motivi longobardi. Questo fatto indica quanto forte fosse l'influenza della cultura romana e cristiana sui nuovi venuti.

La crocetta di Dueville
La crocetta d'oro, rinvenuta a DUEVILLE nel 1911, è un esemplare in cui la scristianizzazione del simbolo diviene evidente. Due delle quattro figure, sono il simbolo di una religiosità elementare e solare con segni eterogenei, con la funzione di scongiurare gli influssi malefici.

IL NOME DUEVILLE
Perché in nostro paese si chiama Dueville?
Interessante notare, con riferimento in particolare a Dueville, che i Longobardi si sono spesso sorprendentemente insediati vicini ai centri della popolazione autoctona, talvolta distanti solo poche centinaia di metri. Probabilmente questo duplice insediamento, veneto - romano e successivamente longobardo, questi due centri alquanto vicini, ma distinti, possono spiegare il toponimo Due-Ville. Due centri identificabili con questi due vicini nuclei, hanno dunque caratterizzato il nostro paese determinandone il nome. ???

De toponemi come Dovil/Doviłe te ghe ne cati on mucio en Normandia.

Dovie/Duvie/Douvie, Doviłe/Douviłe/Dovil, Dueville
viewtopic.php?f=45&t=960

I LONGOBARDI a Dueville:


Immagine

A Dueville sono stati scoperti i reperti di più necropoli.
Nel 1911 si scavarono 15 tombe. Nel 1954 si scavarono altre quattro tombe in località Belvedere. Simili sepolture si trovarono anche presso la badia di S.M. Etiopissa.
Nel 1911 furono ritrovati 12 coltelli, 4 spathe, 8 scramasax, 2 cuspidi di lancia, un umbone di scudo, 4 armille, una crocetta aurea (reperto di assoluto interesse, ora al museo di S.Corona a Vicenza), un anello in oro, 2 vasi di ceramica.
Le tombe giacevano a circa 60 cm di profondità.
L'area sepolcrale si estendeva oltre il terreno comunale, in un fondo di proprietà privata e gli scavi furono quindi interrotti. Altri scavi furono effettuati dalla Soprintendenza nel marzo del 1954, in via IV novembre, furono scavate altre 4 tombe.
E' evidente data l'esistenza di più aree sepolcrali, che l'insediamento longobardo a Dueville sia stato notevole. I ritrovamenti nelle tombe presumono inoltre la presenza costante nel nostro paese, di una vasta comunità longobarda.
Solo nell'area Ronzani, durante gli scavi iniziati nel 1993, nei due lotti scoperti, si possono contare oltre 200 sepolture.
Tutto fa presumere che anche nelle zone limitrofe ai due lotti, ce ne possono essere numerose altre.
E' una necropoli molto estesa, forse una delle più importanti d'Italia. Quello di Dueville, era un insediamento longobardo stabile.
Ci sono, infatti, numerose tombe di bambini e i ritrovamenti mettono in evidenza la vita quotidiana e non episodi di battaglie o di migrazioni.
I toponimi longobardi come S. Fosca, S. M. Etiopissa, S. Michele, danno l'idea di quanto potesse essere esteso lo stanziamento longobardo nel territorio duevillese. Dalle tombe finora scavate state rimosse le ossa. Per ognuna è stato effettuato un rilevamento fotografico e il disegno. In ogni tomba è stato rinvenuto un pettine d'osso, dei coltelli e, nelle tombe femminili, dei bracciali di bronzo. Alcuni anelli ed una spada, ben conservata, sono gli oggetti più rilevanti. E' stata programmata un'indagine antropologica per tutti gli scheletri e un'operazione di restauro, per gli oggetti rinvenuti. E' stata portata alla luce una tomba con il muretto di sostegno di ciottoli. All'interno, oltre allo scheletro di un guerriero, sono state trovate le ossa di un animale, presumibilmente un cavallo. La tomba era sfondata e la pietra che la ricopriva, frantumata.
Probabilmente la tomba era stata saccheggiata già nell'alto Medioevo. Interessante notare, con riferimento in particolare a Dueville, che i Longobardi si sono spesso sorprendentemente insediati vicini ai centri della popolazione autoctona, talvolta distanti solo poche centinaia di metri. Probabilmente questo duplice insediamento, veneto-romano e successivamente longobardo, questi due centri alquanto vicini, ma distinti, possono spiegare il toponimo Due-Ville. Due centri, identificabili con questi due vicini nuclei, forse hanno caratterizzato il nostro paese determinandone il nome.

http://www.museicivicivicenza.it/it/mna ... e.php/6654 (ła paxena no ła ghè pì)
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 6:44 pm

Çimiter longobardo de Montecio Major

http://www.comune.montecchio-maggiore.v ... w/1430/315

Un volume racconta la necropoli longobarda dell'ospedale di Montecchio Maggiore

Forse non tutti sanno che sotto l'area dell'ospedale di Montecchio Maggiore c'era una necropoli longobarda. Ma chi vuole approfondire l'argomento può oggi documentarsi con il volume "Materiali di età longobarda nel Museo "G. Zannato" di Montecchio Maggiore. I. La necropoli dell'Ospedale di Montecchio Maggiore" curato da Marisa Rigoni e Annachiara Bruttomesso e fortemente voluto dall'assessore comunale alla cultura Claudio Beschin perché costituisce un tassello importante della storia castellana.
L'opera verrà presentata in anteprima venerdì 16 dicembre alle ore 18 alla Sala Civica di Corte delle Filande a Montecchio Maggiore alla presenza, oltre che di Beschin, del Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè e degli autori.
Pubblicato dalla casa editrice "All'insegna del giglio", il volume fa parte della collana "Ricerche di Archeologia Medievale e Altomedievale" e costituisce l'edizione completa della necropoli longobarda scavata nel 1990 presso l'Ospedale di Montecchio Maggiore, sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto.
La collaborazione di esperti di vari settori ha permesso di approfondire l'argomento sviscerandolo in tutte le sue componenti. Marisa Rigoni, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e direttrice dello scavo, si è occupata della parte più propriamente relativa a Lo scavo archeologico, mentre Elisa Possenti, docente di Archeologia medievale presso l'Università di Trento, ha curato il Catalogo, Le sepolture, Elementi di corredo, Considerazioni e spunti di riflessione. Mauro Rottoli ed Elena Rettore del Laboratorio di archeobiologia dei Musei Civici di Como hanno trattato I tessuti, i cuoi e gli altri materiali organici, mentre a Isabella Bertozzo e Andrea Drusini dell'Università degli Studi di Padova sono state affidate le Analisi antropologiche. Silvia Tinazzo si è occupata dei disegni e Antonio De Angeli delle fotografie.
"La presentazione del volume commenta Beschin- sarà un'occasione unica per conoscere la necropoli dell'ospedale di Montecchio attraverso le parole di coloro che hanno partecipato allo scavo e alle attività sul materiale recuperato. Grazie a loro ricostruiremo assieme la storia della nostra Città. L'opera -conclude l'assessore- verrà completata con un secondo volume che conterrà tutti i reperti di età longobarda conservati al museo Zannato provenienti dalle diverse località del Sistema Museale Agno-Chiampo."
Ingresso libero.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 22 dicembre 2011 )

A kì se cata altro:
viewtopic.php?f=43&t=795
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 6:44 pm

Çimitero longobardo a Belun

http://www.ilgazzettino.it/PAY/BELLUNO_ ... 9468.shtml


Una necropoli longobarda nel centro di Belluno

La straordinarietà dei reperti emersi dagli scavi a palazzo Fulcis potrebbe accreditare la volontà di dotare Belluno di un museo archeologico degno di tale nome. Non se n'è fatto mistero, ieri sera in Sala Bianchi, alla presentazione dei risultati di scavi e restauri eseguiti nella necropoli longobarda di via Roma. Oltre a questo, Vincenzo Tinè, soprintendente per i beni archeologici del Veneto, ha anticato la prossima uscita delle pubblicazioni riguardanti il castelliere di Noal di Sedico e la necropoli di Pian de la Gnèla a Pieve d'Alpago. Prodromi di analoga iniziativa editoriale che s'impone d'autorità anche per la necropoli ieri sera illustrata. Ancora una volta ci vorrà pure la disponibilità della Fondazione Cariverona che, come ricordato dal consigliere Paolo Conte, per la provincia di Belluno ha sempre dato sostanzioso apporto anche in questo settore della ricerca storica.
Le otto sepolture di via Roma, con i loro 135 reperti, si sono rivelate agli occhi del numeroso pubblico in tutto il loro fascino di elementi provenienti da età lontana - VII secolo -, ma anche grazie all'efficacia dei delicati restauri. Le relative operazioni, in modo inconsueto rispetto alla cattiva prassi in uso in Italia, sono state facilitate poiché in campo sono scese discipline diverse che hanno dialogato felicemente per restituire al godimento dei contemporanei preziosi tesori del passato.
Fra i vari reperti - per esempio circa 70 elementi di corredo femminile - bene illustrati dai relatori, spiccano gli ornamenti di un guerriero, un calice di vetro e diversi materiali organici che, pur di ridotte dimensioni e offesi dal tempo, aprono interessanti campi d'indagine su usi e costumi dei Longobardi. Ultima nota di rilievo: mai si sono ritrovati assieme molti oggetti d'origine organica in sepolture di quell'epoca.
Anche in ciò la necropoli longobarda di Belluno appare un unicum degno di ulteriori indagini e di promozione culturale pro studiosi, appassionati e pubblico più vasto. © riproduzione riservata
Martedì 25 Febbraio 2014
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 6:49 pm

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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 6:50 pm

Çimiter longobardo de Çixmon del Gràpa

http://www.magicoveneto.it/Grappa/Colde ... i-Prai.htm
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 7:44 pm

Çimiter longobardo de Povejan (Povegliano)

http://www.museocivico.rovereto.tn.it/U ... _art03.pdf
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Re: Canpisanti o çimiteri longobardi e xermani entel Veneto

Messaggioda Berto » ven lug 04, 2014 7:44 pm

Çimiter longobardo de Andrazza (Forni de Sora)

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udin ... -1.9225961

Forni di Sopra s’infuria sulla necropoli cementata
Il Comune prende le distanze e avvia un provvedimento contro gli esecutori dell’opera
di Gino Grillo

FORNI DI SOPRA. Getto di cemento sulla necropoli longobarda di Andrazza: il Comune prende le distanze e avvia un provvedimento contro gli esecutori dell’opera. Diverse amministrazioni, fa sapere il sindaco Fabio Colombo, si sono interessate al sito nell’intento di scoprire la storia del paese, attivando operazioni di ricerche archeologiche pagate dalle stesse casse comunali. «I recenti fatti avvenuti nella necropoli longobarda di Andrazza non possono che lasciare sconcertata l’amministrazione comunale: un atto di inciviltà e di disprezzo per il patrimonio storico e culturale della comunità».

Colombo spiega che una domanda, da parte di un privato, per edificare sul sito è giunta agli uffici comunali lo scorso 23 aprile, ma «senza attendere il rilascio di alcun titolo abilitativo da parte del Comune, è stato dato il via ai lavori». Gli studi finora condotti non hanno ancora permesso di delimitare il perimetro esatto delle necropoli «Comune e Soprintendenza non possono quindi con certezza andare a vincolare un’area dai limiti definiti, perché estenderne troppo i confini (al di là di quelli del sito vero e proprio) significherebbe andare a limitare oltre il consentito la possibilità di utilizzo da parte dei proprietari».

In ogni caso, dichiara il sindaco «qualsiasi intervento nell’area, anche se la stessa non risulta ancora formalmente delimitata, deve essere sottoposta al vaglio della Soprintendenza, che non necessariamente si traduce in un diniego assoluto, valutando caso per caso, situazione per situazione, la compatibilità realizzativa dell’intervento privato con la tutela del sito, indipendentemente dall’apposizione di vincoli formali».

Il Comune spera che almeno «la poca sensibilità e la fretta non abbiano danneggiato irreparabilmente una testimonianza preziosa del nostro passato».
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