FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Berto » lun mar 23, 2015 10:02 am

FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS
viewtopic.php?f=43&t=1489

Le jornade del FAI a Abano co łi toxati del liçeo clasego Tito Livio de Pava come guide

http://www.giornatefai.it

La Roma de Aougusto
http://ricordiamocidisalvarelitalia.it/home

http://ricordiamocidisalvarelitalia.it/ ... eroi-santi
Diceva quello là che siamo un popolo di poeti, eroi, santi, navigatori, eccetera eccetera. Probabilmente sugli eroi, come su molte altre cose, si sbagliava, ma sul resto mica tanto: da sempre gli italiani hanno la capacità di esprimere talenti a dir poco eccezionali nella creatività artistica.

E anche in periodi in cui questa caratteristica sembra essere un po’ in ombra, a guardar bene le cose si scopre che, magari in maniera occulta, questa nostra attività creativa continua, con risultati spesso ragguardevoli. Pensiamo soltanto all’ultimo decennio, in un periodo di crisi che non passerà certo alla storia nazionale come quello più brillante per l’arte. Eppure – dalla Grande bellezza alle nuove costruzioni del centro di Milano (tra cui quattro o cinque nuovi musei, un record mondiale assoluto), dal design di sedie o lampade che modificano gli interni del mondo alle fotografie di maestri come Ferdinando Scianna, Gabriele Basilico o Gianni Berengo Gardin – il nostro patrimonio, fisico e intellettuale è cresciuto, e molto.

Questa inesausta capacità artistica degli italiani, paradossalmente, crea anche un problema, perché l’enorme quantità di nuovo patrimonio che ne deriva ha una necessità costante di cure, di manutenzione, di restauri. Un compito immane per uno Stato qualsiasi, anche il più organizzato; figuriamoci per il nostro, con le sue strutture perennemente allo sbando e l’eterna carenza di risorse economiche, un mare tanto endemico da divenire perfino psicologico.

Non è una difficoltà di oggi. Storicamente, gli italiani – tutti gli italiani – sanno che anche la manutenzione non può essere interamente demandata allo Stato. Anche per questo, probabilmente, nella cultura del nostro Paese il ruolo dei privati, aziende o individui che siano, è sempre stato particolarmente forte; e la tutela non ha mai fatto eccezione. Quindi, anche in questo campo il privato è fondamentale: la salvaguardia del patrimonio naturale e artistico italiano passa anche di lì. C’è chi questo ruolo lo esercita in proprio, magari da collezionista, oppure occupandosi direttamente di un monumento, un reperto, un angolo di strada di valore storico o artistico. Altri preferiscono invece aiutare quelli che mantengono, tutelano e valorizzano per noi, per esempio il FAI – Fondo Ambiente Italiano, che questi compiti li ha nel dna. Molti si iscrivono, da soli o con la loro famiglia; altri sostengono le varie iniziative, fosse anche solo con un sms (cosa che si può fare anche in questa settimana al 45507); ogni formula è buona, purché ci sia la consapevolezza di questo ruolo, nel rispetto di una delle nostre tradizioni migliori.

Andrea Kerbaker, scrittore, bibliofilo e Consigliere FAI




FAI di élite e FAI di tutti

http://ricordiamocidisalvarelitalia.it/ ... i-di-tutti

Non è facile sentirsi a casa in un castello o in una di quelle immense ville affrescate e circondate da parchi popolati da schiere di statue e fontane gorgoglianti… Il lavoro quotidiano del FAI consiste anche – e soprattutto – in questo: fare in modo che chiunque varchi il monumentale cancello sormontato da un’enorme corona del Castello di Masino in Piemonte o il portone maestoso di Villa Necchi Campiglio a Milano abbia la sensazione di essere un ospite e non un semplice visitatore.

Un visitatore entra in punta di piedi, giustamente avido di vedere ma spesso intimorito dal luogo; un ospite entra col passo sicuro di chi sa di essere atteso, in casa sua, da un amico. Un visitatore, all’ingresso di un museo o di una mostra, incontra guardiani incaricati di sorvegliare le opere d’arte esposte; un ospite trova amici che lo accolgono sorridenti sulla porta e fanno di tutto per farlo sentire totalmente a suo agio…

Come far sentire ospiti ogni anno le centinaia di migliaia di persone che si recano nei Beni del FAI e che per accedervi devono, però, pagare un biglietto o iscriversi al FAI? Come “trasformare” in ospite un visitatore pagante? E perché?

Stiamo imparando i segreti dal National Trust inglese, la più grande organizzazione privata di tutela del mondo che vive ed opera per il Bene della gente grazie alla gente. Quasi 5 milioni di persone lo sostengono annualmente con la loro iscrizione consentendo al Trust di aprire al pubblico e mantenere per sempre e per tutti centinaia fra castelli e ville tra le più belle del Regno Unito; migliaia di chilometri di coste sottraendole ad esercizi commerciali o a schiere di villette; decine di migliaia di ettari di campagna inglese gestendoli con criteri biologici ed evitandone il degrado dovuto all’abbandono dei contadini…

Il grande segreto del National Trust è il mettersi nella scarpe degli altri e – evangelicamente – non fare ai visitatori quello che non vorremmo venisse fatto a noi…; a chi piace essere considerato un potenziale pericolo per pavimenti, arredi, prati, fiori, quadri e tutto ciò che abbiamo deciso di conoscere pagando un biglietto? A chi piace essere continuamente costretto ad ascoltare o leggere divieti, inviti al silenzio, obblighi a tenere i mostri/bambini per mano, a non sedersi, non toccare, non fiatare , non…non…non…? A chi piace entrare in un salone dove su ogni poltrona é steso un cordone che ti ricorda che TU non puoi sederti, dove ogni oggetto di pregio é protetto da una teca in modo che TU non possa toccarlo perché se la teca non ci fosse TU, rozzo maleducato, certamente lo toccheresti, dove si cammina solo su passatoie fiancheggiate da cordoni in modo che TU non possa che camminare dove decido IO…?

Ecco! Tutto questo non favorisce certo un legame di amicizia con il nostro patrimonio; e se non vi è amicizia, dunque grande confidenza, come pretendere che ognuno di noi – come stabilisce l’Articolo 9 della Costituzione – si senta in prima persona coinvolto nel difendere e promuovere questa gigantesca eredità avuta da venti secoli di storia nei quali l’Italia ha “creato” la cultura della civiltà occidentale?

Un tempo la tutela di arte e paesaggio era la missione più importante per chi si occupa del patrimonio; oggi é ancora così (soprattutto per il Paesaggio sempre a rischio….si veda che succede in Toscana!) ma il compito si è duplicato; all’obbligo della tutela si aggiunge l’obbligo di far sentire ogni Italiano a casa sua in uno degli innumerevoli monumenti che costellano il Paese; nel suo giardino in un punto qualsiasi del paesaggio italiano. Solo così lo difenderà come se fosse suo; ANZI : lo difenderà perché È suo!

P.S. Se quello che avete letto vi convince avete un modo per dirlo: un SMS di 2 euro al 45507.

Se non siete d’accordo ditemi perché! (…ma mandate lo stesso un SMS…) Grazie!

Marco Magnifico, Vicepresidente esecutivo FAI
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Re: FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Berto » lun mar 23, 2015 10:04 am

Come si fa a sentirsi a casa propria quando ti negano le tue radici?

Chiedo scusa
ma non posso esimermi dall'esprimere il grande dispiacere che ho provato ieri a Montegrotto (Pd), in un sito aperto della giornata FAI, con la partecipazione degli studenti terminali, del liceo classico Tito Livio di Padova.

Il sito è a Montegrotto-Abano Terme di Padova,
antica zona termale, presso l'hotel denominato "Terme Neroniane" le cui piscine d'acqua calda, frequento da anni e nei cui pressi vi è uno scavo archeologico che ha messo in luce una stratigrafia insediativa millenaria, dall'età del rame sino ai primi secoli dopo Cristo, con i resti di una grande villa con terme di epoca veneto-romana detta "villa romana".

Bene, ieri domenica,
dopo un bel bagno ristoratore con nuotata rinvigorente, all'uscita dall'albergo ho notato la manifestazione nell'area dello scavo archeologico, così mi sono avvicinato a vari gruppetti di persone e ho ascoltato tre giovani del liceo Tito Livio che illustravano la storia del sito: è stata un'esperienza agghiacciante, ascoltare dalla bocca di questi ragazzi, istruiti in una delle scuole ritenute più preparate, il liceo classico Tito Livio di Padova, ascoltare il racconto che svolgevano a decine di cittadini interessati e perlopiù ignari e in buonafede.

Questi ragazzi,
sicuramente preparati a scuola dai loro professori di storia, hanno raccontato una quantità enorme di falsità: in sisntesi hanno detto che l'area termale e per estensione quella dei Monti Euganei e in generale tutta l'area veneta era scarsamente abitata da poche genti primitive, povere e senza nome, prima sporadici nomadi e poi stanziali in qualche rado villaggio di capanne e pidocchi, genti senza nome e senza storia sino all'arrivo dei romani che insediandosi in queste terre desolate le avrebbero popolate e benefica.e della loro grande civiltà e ricchezza.

Quindi niente genti euganee, venete, celte, rete,
niente villaggi palafitticoli come al laghetto di Arquà Petrarca, niente santuario venetico di San Pietro al Montagnon a Montegrotto, niente santuari di Este, niente città antiche dei "veneti" come Este, Padova, Oderzo, Altino, Vicenza, Verona e centinaia di altri villaggi secolari, con la loro rete di strade millenarie; niente umanità e cultura degna, prima dell'"epoca romana" (veneto-romana).

È stata un'esperienza dolorosa,
ho provato un senso profondo di vergogna, nell'ascoltare l'enorme ignoranza e lo stravolgimento ideologico della storia con negazione delle genti indigene e la loro sostituzione con i romani;

ho provato la stessa amarezza e disperazione
che in queste settimane mi prende quando sento e vedo i fanatici islamici dell'Isis distruggere le opere millenarie dei musei e dei siti di antichissime città come Ninive la bella, per sostituirle con le vuote radici dell'ideologia islamica di Allah a partire da Maometto.

La varietà delle cose,
la diversità umana, culturale, religiosa e storica che sono la sostanza medesima della vita, il senso della creazione e della gloria divina, per i fanatici religiosi e non, vanno negate, cancellate, distrutte e sostituite con una costruzione ideologica fantasmatica, monolitica, uniforme, falsa e disumana.

Che tristezza ascoltare
questi poveri ragazzi, così ignoranti, con la presunzione di conoscere le cose!

È stata automatica e immediata l'associazione mentale: FAI, scuola italiana, Isis.
Mi dispiace.


Da come ke łi conta ła romanixasion a pararia ke i romani łi gapie sostituo o ciapà el posto de tute łe xenti de ła penixoła tałega e del continente ouropeo.
viewtopic.php?f=176&t=400

A star a sentir łi gnorantoni e falbi "doti" de na çerta "tradision", pararia ke endove ke xe rivà el domegno e l'exerçeto roman sipia spareste gran parte de łe etnie endexene, łe so łengoe, łe so coulture, łe so tradision, łe so istitusion, łe so costomanse, ... e kel vodo el sipia stasto enpienà da tute łe robe romane.

http://it.wikipedia.org/wiki/Romanizzazione
http://it.wikipedia.org/wiki/Romanizzazione_(storia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Trascrizione

Arkeołoghia veneta (na bona parte fata pasar par romana)
viewtopic.php?f=43&t=41
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Re: FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Sixara » lun mar 23, 2015 10:48 am

Berto ha scritto:È stata automatica e immediata l'associazione mentale: FAI, scuola italiana, Isis.

Exajerato.
(peerò, a te scrivarìsi anca bèn n italian... :D )

A. El Noadore :
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Re: FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Berto » lun mar 23, 2015 11:02 am

Abano e Montegroto (etimoloja e storia)
viewtopic.php?f=43&t=97
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... h4d0E/edit
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Arkeoloja a Montegroto – da ła pristoria al medhoevo
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... QwRkk/edit
Immagine

Pararia ke sta vila la fuse sta doparà da l'enperador roman Tiberio, stando a coanto me ga dito sta arkeologa Sabina Magro ???:
Associazione Culturale Studio D - archeologia didattica museologia
http://www.studiodarcheologia.it/info/d ... cheologica
http://www.studiodarcheologia.it/info/m ... /didattica

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca ... -1.7409460

DA IERI APERTA AL PUBBLICO - È tornata alla luce la villa romana dei tempi di Tiberio

MONTEGROTTO TERME. Viene da trattenere il respiro nel vedere i resti, riportati alla luce dopo 13 anni di scavi, della villa romana ai tempi di Tiberio di via Neroniana. Quel che resta della lussuosa residenza di uno sconosciuto proprietario del I secolo dopo Cristo, da ieri è aperto pubblico. Si tratta della terza area archeologica di Montegrotto, che va ad aggiungersi a quella di via Scavi e al complesso termale sotto l'Hotel Teme Neroniane. Per completare l'ambizioso progetto "Aquae patavinae", attivo dal 2005 grazie alla sinergia tra Università di Padova, Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto e Comune di Montegrotto manca solo il Museo del termalismo di Villa Draghi. Ieri, alla presentazione del risultato dei lavori di scavo nell'area adiacente al parco dell'Hotel Terme Neroniane, «ai quali hanno partecipato con entusiasmo», come ha fatto notare il coordinatore scientifico Paolo Zanovello, «350 studenti di archeologia», c'erano il Magnifico Rettore dell'Università di Padova Giuseppe Zaccaria, il vice direttore del Dipartimento dei Beni Culturali Francesca Ghedini, il sindaco di Montegrotto Massimo Bordin, il soprintendente per i beni archeologici Vincenzo Tinè. Presenti anche i rappresentati degli enti che hanno sostenuto il progetto: Carolina Botti, direttore di Arcus Spa; Roberto Soro, segretario generale della Fondazione Cariparo; Fausta Bressani della Regione Veneto. Per lo speciale evento l'associazione Studio D ha disposto due giorni di visite guidate oggi e domani luglio. Oggi i tre siti archeologici di Montegrotto sono visitabili con guida alle ore 18, 18.40 e 19.20. Costo 5 euro per una sola area, 10 euro per le tre aree. Informazioni: 347-9941448; 3454646227. Gianni Biasetto

???



Euganei/ Eugani/ Ougagni/Ogagni 1
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... 5wSzg/edit
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Euganei/ Eugani/ Ougagni/Ogagni 2
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... BOR1k/edit

Euganei/ Eugani/ Ougagni/Ogagni 3
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... picWs/edit

Pristoria e raixe ouropee e axiateghe de łe xenti venete - miłara e miłara de ani (miłegni e secołi ougagni e veneto-veneteghi)
viewforum.php?f=134

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Re: FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Berto » lun mar 23, 2015 11:06 am

Ninive ła beła, stuprà da łi diavołi sagriłeghi de Maometo
viewtopic.php?f=90&t=1441

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Re: FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Berto » lun mar 23, 2015 11:54 am

Le terme no łe xe na envension dei romani
viewtopic.php?f=90&t=1445

Anca łi nostri avi macaki łi dopara l'acoa calda, da miłioni de ani, altro ke i romani:
Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... apango.jpg

Le terme dei venetici
El łagheto de acoa calda col santoaro de łi ani del bronxo a San Piero al Montagnon:

Spertoałetà de łi nostri avi veneteghi
viewtopic.php?f=24&t=21

Santoaro de San Piero Montagnon (Montegroto Terme):
https://picasaweb.google.com/pilpotis/S ... grotoTerme
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Re: FAI, łiçeo Tito L. de Pava come l'ISIS

Messaggioda Berto » gio mar 26, 2015 11:21 am

FondoAmbienteItaliano

Egregio Signor Pento,

abbiamo letto con attenzione il suo post e La ringraziamo per il Suo intervento.

Tuttavia vorremmo precisare che tra i nostri principali impegni c’è proprio quello di coinvolgere i giovani studenti perché crediamo sia fondamentale educare fin da piccoli gli adulti di domani all'amore e al rispetto del nostro patrimonio d’arte e natura, parte integrante delle nostre radici e della nostra stessa identità (sì sì ma coela real e no coela edeolojega a digo mi!).

In particolare, i ragazzi che durante le Giornate FAI si impegnano come Apprendisti Ciceroni, sono ragazzi, appunto, che, sensibilizzati dagli insegnanti, decidono di impiegare il loro tempo libero per prepararsi, studiare, approfondire i contenuti inerenti una o l’altra apertura. E già questo è un gesto molto, molto importante e di grande valore, e per nulla scontato. Nel loro percorso formativo gli studenti sono seguiti, oltre che dai loro docenti e dai volontari FAI, anche da esperti della materia. Per quanto riguarda Montegrotto si è trattato degli archeologi dell'Università di Padova che seguono gli scavi del sito.

È possibile che, come da lei segnalato, i ragazzi presi dalla foga del momento abbiano disatteso le indicazioni fornite aggiungendo considerazioni non pertinenti. E di ciò siamo dispiaciuti. Detto questo però ci permetta di esprimere il nostro disaccordo rispetto al paragone da Lei fatto con l’Isis. Non le nascondiamo che ci ha lasciato veramente stupefatti. Proprio perché crediamo fino in fondo a ciò che facciamo e lo facciamo con passione. Il nostro lavoro, e l’impegno dei nostri volontari, nasce dall'amore. I gesti dell’Isis nascono dall'odio (sì sì da l'odio par tuto coelo ke l'amor par Alah e ke Maometo e el Coran li ghe dixe ke xe mal e contro Alah, a digo mi!).
Siamo convinti quindi che l’impegno dei più giovani in favore dell’arte, della natura e della cultura debba essere apprezzato e incoraggiato.
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