Io sto con Trump e gli USA - contro l'antiamericanismo

Io sto con Trump e gli USA - contro l'antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:19 pm

Antiamericanismo eccessivo?
di Gianfranco Soldati
20 settembre 2013

http://www.ticinolive.ch/2013/09/20/ant ... co-soldati

Su “Libero” leggo regolarmente la rubrica “Posta prioritaria” di Mario Giordano. Il 10 settembre un lettore gli ha scritto rampognando Obama, penoso nelle spiegazioni fornite per giustificare l’attacco-lampo da lui deciso, annunciato e finora ringoiato. Un Obama al soldo della lobby delle armi. E sarebbe ora che qualcuno dica agli USA che nessuno li ha nominati poliziotti del mondo: se vogliono la guerra, se la facciano in casa.

Risponde e commenta Giordano: “Non sono d’accordo con i suoi toni, caro lettore. L’imbecillità americana è quella che ci ha salvati nella seconda guerra mondiale, è quella che ci ha permesso una vita democratica per 50 anni di guerra fredda, quella che ci ha difeso dalla volontà egemonica dei comunisti. E non sono d’accordo con i suoi toni perché quando sono stato al cimitero americano in Normandia mi sono commosso a leggere il nome di quei contadini dello Iowa, soldati semplici del Kentucky, ragazzi del Texas che sono morti per permettere a noi di crescere senza obbligo di iscriversi alla gioventù hitleriana o bolscevica. L’America rimane il baluardo della libertà e di chi ama i valori fondamentali della nostra civiltà”.

In Normandia non sono mai stato, ma ho girato in lungo e in largo, in moto e a più riprese, la Fiandra, in particolare la regione compresa fra Ypres e Dunkerque. Ypres è celebre per essere stata la località dove, nel 1915 si è fatto uso per la prima volta di armi chimiche, da parte dei tedeschi, con un gas che ha ricevuto il nome di iprite proprio perché usato a Ypres. Nella regione ci sono numerosi cimiteri militari americani. Sono tutti situati su dolci pendii di piccole colline, con le stesse lapidi bianche, disposte in file che si restringono man mano che si sale. Nelle prime file sono tutti soldati semplici, l9-20 anni. Poi vengono le file dei caporali, 20-21 anni, poi i sergenti, i tenenti, i capitani, e così via, su su fino a qualche raro generale alla sommità del cimitero che è anche la sommità della collina. Sono state, per me, visite commoventi, che facevano male al cuore perché obbligavano a pensare all’infinita malvagità della razza umana, che distrugge i suoi figli, ma anche alla sua grandezza, quando sacrifica i suoi figli per difendere i soli valori che permettono la convivenza in pace e libertà. Nessuno ha il diritto di non dire grazie agli americani per quel che hanno fatto pagando per noi.

Giordano continua ricordando l’attacco alle torri, quando tutti ci sentimmo americani, era come se gli estremisti musulmani avessero colpito ognuno di noi, e sentimmo “la rabbia e l’orgoglio”, come scrisse Oriana Fallaci. E rinuncia ad evocare altri motivi di disaccordo con il lettore, ci sarebbe di che scrivere un libro. Ma poi viene una frase: “Eppure, nella sostanza, non riesco a darle torto. E a essere sincero, pure a me il comportamento del premio Nobel della Pace in questa circostanza è sembrato penoso. Le ragioni di questa guerra non le ho ancora capite, ma sono sicuro che se fanno questa guerra non è per salvare i bambini siriani dai gas chimici. Anzi, il modo in cui usano quelle piccole vittime per giustificare le loro scelte violente è piuttosto cinico. Diciamola tutta: fa schifo”. Fine della citazione.

Io, modestamente, le ragioni di questa guerra, che avevo anche prevista, credo di averle capite da un pezzo. E do totalmente ragione al lettore, che ho lasciato anonimo, di Mario Giordano, auspicando che i governi americani ritrovino una ragionevolezza all’altezza dei loro grandi meriti del passato ma la smettano, adesso e in futuro, di disseminare morte e distruzione dove buon gli sembra. Da un secolo in qua in fatto di vittime innocenti sono al quarto rango, dopo il Comunismo, il Nazismo e i Khmer rossi in ordine decrescente. Spero che si fermeranno prima di sorpassare nella classifica il funesto e nefando Pol Pot.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Soldati


Alberto Pento
Come si fa a paragonare l'America con il Comunismo e il Nazismo e poi come si fa a dimenticare l'Islamismo o nazismo maomettano?
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Re: Io sto con Trump e gli USA e antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:25 pm

Quell’articolo strano, inquietante e antiamericano di La Civiltà Cattolica
Samuel Gregg, D. Phil.
07/17/2017

http://it.acton.org/article/07/17/2017/ ... -cattolica

L’antiamericanismo è vecchio quanto la Rivoluzione americana stessa (se non di più). Gli Stati Uniti, come tutte le nazioni, hanno i loro difetti, ma sono loro ad attirare un’attenzione spropositata da parte del resto del mondo. Questo dipende anche dall’importanza dei mass-media americani, dal fatto che le loro notizie arrivano in tutto il mondo e dallo status di superpotenza degli Stati Uniti. Su scala globale, le scelte fatte dall’Argentina o dall’Italia, ad esempio, non sono importanti per gli affari internazionali quanto quelle degli Stati Uniti.

Alcune delle analisi più acute sugli Stati Uniti non sono state scritte da americani. Un’analisi esemplare è La democrazia in America (1835/1840) di Alexis de Tocqueville. Eppure, nonostante la grande e intensa attenzione dedicata agli Stati Uniti, non è difficile trovare articoli scritti da non americani intelligenti che però riflettono gravi incomprensioni e a volte una palese ignoranza sulle correnti politiche, economiche e culturali che definiscono l’America.

Questo mi porta a pensare ad un articolo strano pubblicato recentemente in La Civiltà Cattolica: la rivista quindicinale gesuita italiana che gode di uno status quasi ufficiale, in quanto il Segretariato di Stato della Santa Sede esercita la supervisione sugli articoli pubblicati. L’articolo a cui mi riferisco è: “Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico. Un sorprendente ecumenismo”. I suoi autori, Padre Antonio Spadaro, SJ (direttore di La Civiltà Cattolica)e il Pastore presbiteriano Marcelo Figueroa (direttore dell’edizione argentina dell’Osservatore Romano) esprimono diverse affermazioni su tendenze politiche e religiose specifiche degli Stati Uniti: affermazioni che, nella migliore delle ipotesi, sono inconsistenti e inesatte.

Prendiamo in considerazione, ad esempio, l’analogia tra le prospettive teologiche di particolari filoni dell’evangelismo americano e l’ISIS. Per quanto ne so, quelli che si definiscono fondamentalisti americani non distruggono 2000 anni di tesori architettonici, non decapitano i musulmani, non crocifiggono i cristiani mediorientali, non supportano una vile letteratura antisemita ne massacrano sacerdoti francesi ottantenni. Un’altra tesi discutibile dell’articolo è che il Sacro Romano Impero sia stato costituito con l’intento di realizzare il Regno di Dio sulla terra. Questa particolare analisi sarà vista come una novità dagli storici esperti di quella complicata entità politica che non divenne, come dice il proverbio inglese, né Sacra né romana né un impero.

Ci sono anche diversi legami tra lo scetticismo sul cambiamento climatico, la fede dei cristiani bianchi del sud degli Stati Uniti (commenti che se rivolti ad altri gruppi razziali sarebbero stati denunciati perché sconfina nel fanatismo) e i pensieri apocalittici di alcuni americani evangelici. In sostanza, si afferma che queste cose riflettono e aiutano ad alimentare una vista manichea del mondo da parte degli Stati Uniti. Poi c’è la particolare associazione dell’articolo con l’eresia del "vangelo della prosperità" legata agli sforzi recenti per proteggere la libertà religiosa in America.

Senza dubbio, gli studiosi evangelici e altri esperti metteranno in evidenza i numerosi problemi riguardanti la comprensione della storia del cristianesimo evangelico e del fondamentalismo negli Stati Uniti. Un mio amico agnostico, che è uno storico eminente dell’evangelismo americano in una prestigiosa università laica, mi ha detto che l’articolo mostra un’“ignoranza ridicola”. Sospetto anche che il Pastore Figueroa e Padre Spadaro siano ignari, per esempio, dell’adesione di molti evangelici al diritto naturale negli ultimi decenni: qualcosa che, per definizione, immunizza ogni serio cristiano dalle tendenze fideiste. Ma due particolari affermazioni degli autori richiedono una risposta più dettagliata.

Chi è un manicheo?
Come leggiamo nell’articolo, gli autori affermano che il fondamentalismo evangelicale ha fatto sì che l’America adottasse una comprensione manichea degli affari internazionali. Essi sostengono, tuttavia, che Papa Francesco rifiuta ogni immagine di un mondo in cui si contrappongono il bene e il male assoluti. Invece, dicono, il papa saggiamente riconosce che “alla radice dei conflitti c’è sempre una lotta di potere”.

Senza dubbio, il desiderio di potere motiva alcuni attori internazionali. È altrettanto importante riconoscere che alcune idee – come marxismo, leninismo, jihadismo islamico o nazionalsocialismo – hanno spinto i movimenti transnazionali e gli stati-nazione ad agire in modo malvagio perché le idee stesse sono malvage. Per gli americani (e per chiunque altro) riconoscere questo e chiamare queste cose con il loro nome non significa credere nel manicheismo. Si tratta semplicemente di riconoscere che alcune idee sono veramente malvage e portano molte persone, persino nazioni, a compiere atti gravemente cattivi.

Non si può comprendere, per esempio, il regime populista che sta ora distruggendo il Venezuela, a meno che non ci rendiamo conto che la sua leadership e molti dei suoi sostenitori sono in parte motivati da una visione profondamente conflittuale del mondo. Questa visione deriva soprattutto e direttamente da Marx e Lenin (cosa che potrà dichiarare chiunque abbia ascoltato una delle brevi sfuriate televisive di tre ore di Hugo Chávez). Vale la pena ricordare che quando il presidente Ronald Reagan definì l’Unione Sovietica “l’impero malvagio” nel 1983, milioni di persone al di là dalla Cortina di Ferro hanno immediatamente compreso quello di cui parlava. Sapevano che i sistemi in cui vivevano erano basati su idee malvage sulla natura dell’uomo e della società.

Inoltre, il fatto che alcuni americani descrivano (spesso accuratamente) regimi particolari come malvagi non significa che considerino gli Stati Uniti un Regno di Dio embrionale sulla terra. Oggi, molti americani evangelici sono profondamente angosciati, per esempio, dallo status dell’élite e della cultura popolare negli Stati Uniti. E sottolineano subito questi fallimenti, anche quando tali debolezze si manifestano nei loro ranghi. Ciò dovrebbe far riflettere molti europei e latinoamericani prima di dire che milioni di cristiani negli Stati Uniti hanno una visione manichea del mondo.

Ecumenismo, evangelici e cattolici
Una seconda tesi problematica che caratterizza l’articolo di Spadaro-Figueroa che richiede maggiore attenzione è la sua definizione del rapporto tra molti cattolici ed evangelici negli Stati Uniti: un rapporto su cui il sacerdote e il pastore hanno chiaramente delle riserve.

Padre Spadaro e il Pastore Figueroa osservano correttamente che molti cattolici e evangelici hanno riconosciuto di aver avuto, negli ultimi decenni, obbiettivi comuni per quanto riguarda “aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’educazione religiosa nelle scuole e altre questioni considerate genericamente morali o legate ai valori”. Aggiungono che “sia gli evangelicali sia i cattolici integralisti condannano l’ecumenismo tradizionale, e tuttavia promuovono un ecumenismo del conflitto che li unisce nel sogno nostalgico di uno Stato dai tratti teocratici”.

Da “Integralisti cattolici” possiamo sicuramente presumere che gli autori si riferiscano ai tanti cattolici americani (normalmente etichettati come “conservatori”) che hanno scelto di allearsi con gli evangelici per difendere cose come la cultura della vita e la libertà religiosa da quella forma di secolarismo dottrinare dilagante sotto l’amministrazione Obama. Ma la stragrande maggioranza di questi cattolici non sono “integralisti” per non parlare dei teocratici in attesa. Piuttosto il contrario. Né la maggioranza degli evangelici negli Stati Uniti spinge i programmi teocratici.

Se si esaminano, ad esempio, le dichiarazioni di vari studiosi e intellettuali coinvolti in movimenti come “Evangelicals and Catholics Together”, vediamo che non contengono nessuna aspirazione teocratica. La discussione ecumenica tra coloro che si impegnano in questi sforzi ha portato nel tempo a risultati positivi con chiarimenti dei punti comuni, rimozione di idee sbagliate, individuazione di blocchi dottrinali reali e individuazione di aree in cui possono essere fatti insieme lavori pratici per promuovere il bene comune. Ciò è in netto contrasto con i luoghi comuni e le assurdità che hanno da sempre caratterizzato la discussione ecumenica insieme al rapido declino delle confessioni protestanti che da tempo si sono allontanate dalle verità basilari cristiane sulla fede e la morale che la maggioranza degli evangelici continua ad affermare rigorosamente.

Inoltre, quando negli Stati Uniti i cristiani evangelici e i cattolici affermano che, ad esempio, gli esseri umani non ancora nati hanno diritto alle stesse protezioni dall’uso ingiusto della forza letale come qualsiasi altro essere umano o che la libertà religiosa è qualcosa in più di una semplice libertà di culto, o che i genitori hanno il diritto di insistere affinché i loro figli non debbano sorbirsi la sciocchezza della “teoria del gender” a scuola, tali argomenti sono sempre più trattati in termini appartenenti alla sfera pubblica. I cattolici hanno una lunga tradizione su tali questioni. Eppure è anche un approccio che molti evangelici hanno iniziato ad adottare solo negli ultimi anni.

Questo non aggiunge nulla al discorso dell’imposizione della teocrazia o alla pretesa di privilegi speciali, per non parlare dei tentativi di facilitare accordi tra Stato e Chiesa o qualche tipo di nazionalismo americano evangelico/cattolico. Contrariamente alle affermazioni di Padre Spadaro e del Pastore Figueroa, questa non è “una diretta sfida virtuale alla laicità dello Stato”. Si tratta di affermare che le verità che tutte le persone possono conoscere attraverso la ragione naturale possono anche essere legittimamente riconosciute in società pluralistiche come gli Stati Uniti. Inoltre, affermare così tali verità aiuta anche a facilitare la libertà e l’autentico pluralismo negli Stati Uniti (contrariamente all’ideologia della “diversità”). Queste verità aiutano anche a proteggere i non cristiani e i non credenti, così come un qualsiasi altro americano, dalla coercizione ingiusta.

Un problema di attendibilità
Se l’articolo di La Civiltà Cattolica riflettesse semplicemente le opinioni di un qualsiasi prete cattolico occidentale e di un ministro argentino presbiteriano, pochi sarebbero preoccupati per il suo contenuto. Ma gli articoli di La Civiltà Cattolica sono controllati dal Segretariato di Stato della Santa Sede. Quindi, è curioso che chiunque abbia approvato l’articolo (supponendo che fosse stato correttamente verificato) presso la Segreteria di Stato non abbia preso in considerazione la mescolanza fatta dagli autori su questioni indirettamente collegate, o sollevato questioni sul tono emotivista dell’articolo, o notato che Padre Spadaro e il Pastore Figueroa hanno una conoscenza amatoriale della storia religiosa degli Stati Uniti e dei punti più importanti della politica americana. Se è vero che la bandierina rossa non è stata alzata – o è stata ignorata – allora tutti i cattolici, americani e non, hanno ragione di preoccuparsi. Non è semplicemente nell’interesse della Chiesa universale sviluppare o incoraggiare visioni generalmente false sugli Stati Uniti o sull’Anglosfera.

Tutte le persone, tra cui il papa e i suoi consiglieri, sono libere di avere le proprie opinioni sulle diverse nazioni e comportamenti internazionali. Nessuno si aspetta che il vescovo di Roma sia acritico verso gli Stati Uniti o qualunque altro Paese. C’è molto da criticare sugli Stati Uniti, proprio come sull’Argentina (fallimenti in materia economica, invidia sempre presente e idolatria della persona, incoraggiate dal veleno del peronismo) o sull’Italia (corruzione e clientelismo dilagante nella sua cultura politica ed economica a cui i funzionari vaticani e gli ecclesiastici italiani non hanno, purtroppo, dimostrato di essere immuni).

Tuttavia, lo sviluppo di tali opinioni dovrebbe essere accompagnato da un’attenta riflessione, informazioni dettagliate e una comprensione accurata della storia e dello sviluppo di un paese. Purtroppo, tutto questo manca nell’articolo Spadaro-Figueroa ed è evidente. Ma il danno maggiore lo subisce l’attendibilità della Santa Sede nel suo contributo sulla sfera internazionale. E nessuno trae beneficio da questo, meno di tutti Papa Francesco.

NOTE: L’articolo originale On that strange, disturbing, and anti-American “Civiltà Cattolica” article è stato pubblicato su The Catholic World Report il 14 luglio 2017. La traduzione italiana è dell’Istituto Acton.
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Re: Io sto con Trump e gli USA e antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:26 pm

Idiozie antiamericane


Gli Stati Uniti sono stati in guerra 222 anni su 239 che esistono come stato

http://informare.over-blog.it/2015/02/g ... stato.html

"Siamo un popolo di guerra. Noi amiamo la guerra perché siamo molto bravi a farla. In realtà, è l'unica cosa che possiamo fare in questo cazzo di paese: la guerra. Abbiamo avuto un sacco di tempo per fare pratica e anche perché è sicuro che non siamo in grado di costruire una lavatrice o una macchina che vale un coniglio da compagnia; per contro, se avete un sacco di abbronzati nel vostro paese, dite loro di stare attenti perché noi verremo a sbattere una bomba sul loro viso... "
(George Carlin)

Gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo, dalla loro creazione nel 1776, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza

Gli anni di pace sono stati solo 21 dal 1776

Qui sotto è riportata una cronologia anno per anno delle guerre degli Stati Uniti, che rivela qualcosa di molto interessante: dal 1776 gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza
Gli anni di pace sono stati solo 21.
Per mettere questo in prospettiva:

* Nessun presidente degli Stati Uniti è mai stato un Presidente di pace. Tutti i presidenti degli che si sono succeduti sono stati tutti, in un modo o nell'altro, coinvolti almeno in una guerra.

* Gli Stati Uniti non hanno mai passato un intero decennio, senza fare una guerra.

* L'unica volta che gli Stati Uniti sono rimasti 5 anni senza guerra (1935-1940) è stato durante il periodo isolazionista della Grande Depressione.

Timeline per ogni anno delle grandi guerre in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti (1776-2015)

1776 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamagua Guerre, Seconda Guerra Cherokee, Pennamite-

1777 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre, Seconda Guerra Cherokee, Pennamite-

1778 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-

1779 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-

1780 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-

1781 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-

1782 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-

1783 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-

1784 - Chickamauga Guerra Guerre Pennamite, Guerra Oconee

1785 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1786 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1787 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1788 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1789 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1790 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1791 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1792 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1793 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1794 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana

1795 - Guerra indiana del Nord-Ovest

1796 - 1800 - Nessuna guerra

1801 - Prima guerra Barbary

1802 - Prima guerra Barbary

1803 - Prima guerra Barbary

1804 - Prima guerra Barbary

1805 - Prima guerra Barbary

1806 - Sabine Expedition

1807 - 1809 - Nessuna guerra

1810 - Stati Uniti occupano West Florida spagnola

1811 - La guerra di Tecumseh

1812 - La guerra di Tecumseh, Guerre Seminole, gli Stati Uniti occupano East Florida spagnola

1813 - La guerra di Tecumseh, Guerra Peoria, Creek War, gli Stati Uniti espandono territorio nel West Florida spagnola

1814 - Creek War, US espansione territorio in Florida, la guerra anti-pirateria

1815 - Guerra del 1812, seconda guerra Barbaresca, guerra anti-pirateria

1816 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria

1817 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria

1818 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria

1819 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria

1820 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria

1821 - la guerra anti-pirateria

1822 - la guerra anti-pirateria

1823 - la guerra anti-pirateria, Guerra Arikara

1824 - la guerra anti-pirateria

1825 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria

1826 - Nessuna guerra

1827 - Guerra Winnebago

1828 - 1830 - Nessuna guerra

1831 - Sac e Fox guerra indiana

1832 - Guerra di Falco Nero

1833 - Guerra indiana Cherokee

1834 - Guerra indiana Cherokee, Pawnee Campagna territorio indiano

1835 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek

1836 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek, Missouri-Iowa Border guerra

1837 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek, Osage Guerra indiana, Guerra Buckshot

1838 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Guerra Buckshot, Heatherly Guerra indiana

1839 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole

1840 - Guerre Seminole, Forze Navali USA invadono Isole Figi

1841 - Guerre Seminole, Forze Navali USA invadono McKean Island, Isole Gilbert, e Samoa

1842 - Guerre Seminole

1843 - Le forze americane si scontrano con la Cina, le truppe statunitensi invadono costa africana

1844 - Guerre indiane Texas-

1845 - Guerre indiane Texas-

1846 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane

1847 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane

1848 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse

1849 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, indiano Guerre Southwest, Guerre Navajo

1850 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma,

1851 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, California Guerre indiane

1852 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, California Guerre indiane

1853 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, Guerra Walker, indiano Guerre California

1854 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Skirmish entre 1 ° Cavalleria e indiani

1855 - Seminole Guerre, guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Guerra Yakima, Winnas Expedition Guerra Klickitat, Puget War Sound, Rogue River guerre, le forze americane invadono Isole Figi e Uruguay

1856 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo,

1857 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerra Utah, Conflitto in Nicaragua

1858 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerra Mohave, California guerre indiane, Spokane-Coeur d'Alene Guerra-Paloos, Guerra Utah, le forze americane invadono Isole Fiji e Uruguay

Guerre 1859 Texas-indiani, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, California guerre indiane, Pecos Expedition Antelope Hills Expedition, Bear River Expedition, incursione di John Brown, le forze americane lanciano attacchi contro il Paraguay e invadono Messico

1860 - Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California indiana Guerre Guerra Paiute, Kiowa-Comanche guerra

1861 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Campagna Cheyenne

1862 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Guerra Dakota del 1862

1863 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Colorado Guerra, Guerra Goshute

1864 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Colorado Guerra, Guerra Snake

1865 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Guerra Colorado, Guerra Snake, Black War Hawk Utah

1866 - Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Skirmish entre 1 ° Cavalleria e indiani, Guerra Snake, Guerra Black Hawk di Utah, Guerra di Nuvola Rossa, Franklin County War, ci invade Messico conflitto con la Cina

1867 - Texas-Guerre Indiane, lunga passeggiata dei Navajo, Apache Guerra Skirmish , Guerra Snake, guerra Black Hawk di Utah, guerra di Nuvola Rossa, guerra Comanche , Franklin County War, le truppe statunitensi occupano il Nicaragua e attaccano Taiwan

1868 - Texas-Guerre Indiane, Long Walk dei Navajo, Apache Guerra Skirmish, Guerra Snake, guerra Black Hawk di Utah, guerra di Nuvola Rossa, guerra Comanche, Battaglia del Washita, Franklin County War

1869 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, guerra Comanche , Franklin County War

1870 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, Comanche Guerre, Franklin County War

1871 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, Comanche Guerre, Franklin County War, Kingsley Cave strage, le forze americane invadono la Corea

1872 - Guerre Texas-indiane, Apache Wars, La guerra di Utah Black Hawk, Comanche Guerre Guerra Modoc, Franklin County War

1873 - Guerre Texas-indiane, Comanche Guerre Guerra Modoc, Guerre Apache, Cypress Hills Massacre, guerra col Messico

1874 - Guerre Texas-indiane, Guerre Guerra Comanche Red River, Mason County Guerra, le forze americane invadono Messico

1875 - Conflitto in Messico, Guerre Texas-indiane, Comanche Guerre, Nevada orientale, Mason County War, Colfax County War, le forze americane invadono Messico

1876 - Guerre indiane, Texas-nero Guerra Hills, Mason County Guerra, le forze americane invadono Messico

1877 - Guerre Texas-indiane, Nero Guerra Hills, Nez Perce Guerra, Guerra Mason County, Lincoln County War, San Elizario Salt guerra, le forze americane invadono Messico

1878 - Paiute conflitto indiano, Guerra Bannock, Guerra Cheyenne, Lincoln County War, le forze americane invadono Messico

1879 - Guerra Cheyenne, Sheepeater Guerra indiana, Bianco Guerra Fiume, le forze americane invadono Messico

1880 - Forze statunitensi invadono Messico

1881 - Forze statunitensi invadono Messico

1882 - Forze statunitensi invadono Messico

1883 - Forze statunitensi invadono Messico

1884 - Forze statunitensi invadono Messico

1885 - Guerre Apache, Orientale Nevada Expedition, Forze invadono Messico

1886 - Guerre Apache, Pleasant Valley Guerra, le forze americane invadono Messico

1887 - Forze statunitensi invadono Messico

1888 - US dimostrazione di forza contro Haiti, Forze invadono Messico

1889 - Forze statunitensi invadono Messico

1890 - Sioux Guerra indiana, Ghost Dance Guerra, Wounded Knee, Forze invadono Messico

1891 - Sioux Guerra indiana, Ghost Dance Guerra, le forze americane invadono Messico

1892 - Johnson County War, le forze americane invadono Messico

1893 - Stati Uniti invadono Messico e Hawaii

1894 - Forze statunitensi invadono Messico

1895 - Le forze americane invadono Messico

1896 - Forze statunitensi invadono Messico

1897 - Nessuna guerra

1898 - Guerra ispano-americana, Battaglia di Leech Lake Chippewa

1899 - Guerra filippino-americana, guerra delle banane

1900 - Guerra filippino-americana

1901 - Guerra filippino-americana

1902 - 1912 - Guerra filippino-americana, guerra delle banane

1913 - Guerra filippino-americana, guerra della banane, guerra Navajo

1914 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadono Messico

1915 - Guerra delle banane, invasione del Messico Messico, guerra Paiute

1916 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadno Messico

1917 - Guerre delle banane, prima guerra mondiale

1918 - Guerre della banana, la prima guerra mondiale

1919 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadono il Messico

1920 - 1934 - Guerre delle banane

1935 - 1940 - Nessuna guerra

1941 - 1945 - Seconda guerra mondiale

1946 - USA occupano Filippine e Corea del Sud

1947 - le forze di terra americana in Grecia nella guerra civile

1948 - 1949 - Nessuna guerra

1950 - 1953 - Guerra di Corea

1954 - Guerra in Guatemala

1955 - 1958 - guerra del Vietnam

1959 - guerra del Vietnam: Conflitto in Haiti

1960 - guerra del Vietnam

1961 - 1964 - guerra del Vietnam

1965 - Guerra del Vietnam, occupazione americana della Repubblica Dominicana

1966 - Guerra del Vietnam, l'occupazione americana della Repubblica Dominicana

1967 - 1975 guerra del Vietnam

1976 - 1978 - nessuna guerra

1979 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)

1980 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)

1981 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), primo incidente del Golfo della Sirte

1982 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano

1983 - Guerra Fredda (invasione di Grenada, guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano

1984 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Golfo Persico

1985 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)

1986 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)

1987 - Conflitto in Golfo Persico

1988 - Conflitto in Golfo Persico, l'occupazione americana di Panama

1989 - Seconda Golfo della Sirte incidente, l'occupazione americana di Panama conflitto nelle Filippine

1990 - Prima guerra del Golfo, occupazione americana di Panama

1991 - Prima guerra del Golfo

1992 - Conflitto in Iraq

1993 - Conflitto in Iraq

1994 - Conflitto in Iraq, Stati Uniti invadono Haiti

1995 - Conflitto in Iraq, Haiti, bombardamenti NATO della Bosnia-Erzegovina

1996 - Conflitto in Iraq

1997 - Nessuna guerra

1998 - Bombardamento di Iraq, Afghanistan e missili contro il Sudan

1999 - Guerra del Kosovo

2000 - nessuna guerra

2001 - Guerra in Afghanistan

2002 - Guerra in Afghanistan e Yemen

2003 - Guerra in Afghanistan e in Iraq

2004 - 2006 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen

2007 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen

2008 - 2010 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen

2011 - Guerra al Terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen; Conflitto in Libia (libica guerra civile)

2011 - 2015 - Guerra in Afghanistan, Iraq. Guerra civile in Ucraina e Siria

Nella maggior parte di queste guerre, gli Stati Uniti erano all'offensiva, in alcune sulla difensiva ma abbiamo tralasciato tutte le operazioni segrete della CIA con rivolte, ribaltamento di regimi e altri atti che potrebbero essere considerati atti di guerra.

Il 95% delle operazioni militari lanciate dalla fine della seconda guerra mondiale, sono state degli Stati Uniti, la cui spesa militare è maggiore di quella di tutte le altre nazioni del mondo messe insieme. Nessuna meraviglia quindi che il mondo pensi che gli Stati Uniti sono la prima minaccia del mondo per la pace.

Eppure ci sono ancora alcuni nord americani (più di quello che sembra) che fanno ancora la domanda: "Perché tutte queste persone nel mondo ci odiano?" E la risposta della propaganda USA è sempre, invariabilmente, la stessa "...perché sono gelosi di noi, della nostra libertà, della nostra grandezza. Gelosi della nostra cultura..."

Ecco, soprattutto della loro cultura e del loro squisito modo di rapportarsi col prossimo.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Io sto con Trump e gli USA e antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:31 pm

.
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Re: Io sto con Trump e gli USA e antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:32 pm

Io sto con Trump, gli USA e non sono antiamericano.
Sto con Israele e i suoi ebrei e e assolutamente non posso minimamente stare dalla parte dei nazi maomettani chiunque essi siano: palestinesi, arabi, siriani, iraniani, irakeni, egiziani, pakistani, turchi, marocchini, tunisini, algerini, libici, nigeriani, afgani, ...
https://www.facebook.com/Netanyahu/vide ... 5553887076


“Grazie presidente Trump Riconoscendo la storia hai fatto la storia”
14 maggio 2018
David Sinai

http://www.italiaisraeletoday.it/grazie ... -la-storia

“Presidente Trump – ha detto Benjamin Netanyahu – riconoscendo la storia, hai fatto la storia, tutti noi siamo profondamente commossi e tutti noi siamo profondamente grati. Grazie, Presidente Trump, per avere il coraggio di mantenere le promesse!”

Sessantanove anni dopo che Israele aveva dichiarato Gerusalemme come sua capitale, e 23 anni dopo che il Congresso degli Stati Uniti aveva approvato una legge che imponeva che Washington trasferisse la sua ambasciata, gli Stati Uniti hanno aperto formalmente l’ambasciata a Gerusalemme.

In un video all’indirizzo dell’assemblea, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che “Israele, come tutte le nazioni sovrane, ha il diritto di nominare la propria capitale. Gli Stati Uniti saranno sempre un grande amico di Israele e un partner nella causa della libertà e della pace.”
Il genero e il consulente senior di Trump, Jared Kushner, è salito sul palco. per dichiarare che “Quando il presidente Trump fa una promessa, la mantiene.Trasferendo la nostra ambasciata a Gerusalemme, abbiamo dimostrato ancora una volta al mondo che ci si può fidare degli Stati Uniti. Noi stiamo con Israele perché crediamo entrambi nella libertà, siamo uniti perché crediamo entrambi nei diritti umani, siamo uniti perché entrambi crediamo nella democrazia e sappiamo cosa è giusto da fare.”

Da sottolineare che Kushner ha ricevuto un clamoroso e fragoroso applauso quando ha menzionato la decisione del presidente Trump di uscire dall’accordo nucleare iraniano, e quando ha reso grazie all’ambasciatore statunitense all’ONU Nikki Haley per il suo duro lavoro.


Israele da 70 anni stato indipendente, con Gerusalemme la sua capitale
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1773238259

Lunedì 14 maggio 2018 prossimo io festeggio con Israele e i suoi ebrei
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674

Il 14 maggio prossimo io festeggio con Israele e i suoi ebrei i 70 dello stato israeliano, la sua dichiarazione d'indipendenza, Gerusalemme capitale ed il trasferimento dell'ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme.
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674

Io veneto sto con Israele e i suoi ebrei che sono tra gli uomini più umani e civili della terra
viewtopic.php?f=197&t=2759
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Re: Io sto con Trump e gli USA e antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:33 pm

Je suis Charlie e Trump, forza Trump!
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https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1332189983

Trump Donald
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Donald Trump o Francesco Bergoglio ? Io preferisco mille volte Donald Trump
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https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 8457388171
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Re: Io sto con Trump e gli USA e antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar mag 15, 2018 6:37 pm

L'antiamericano
L'intraprendente
Maria Giovanna Maglie
2016/12

http://www.lintraprendente.it/2016/12/lantiamericano

La scomposta attività di Barack Obama contro Putin rafforza la Russia, e rappresenta una reazione isterica alla sonora vittoria di Donald Trump. A venti giorni dall'insediamento del successore, è un comportamento antipatriottico che non ha precedenti

Due premesse a qualsiasi analisi o anche solo riassunto della caotica situazione dei rapporti internazionali al passaggio dell’anno.

La prima: la frenetica e scomposta attività di Barack Obama contro Vladimir Putin rafforza il russo, che ieri saggiamente ha rinunciato per ora a qualsiasi ritorsione, anzi ha invitato a Palazzo per l’anno nuovo i figli dei diplomatici americani in Russia, e ha sghignazzato sulle piccole vendette messe in atto da “un cadavere politico rabbioso e poco lungimirante”. Fa bene a sghignazzare Putin, Obama lo consegna in credito alla presidenza di Donald Trump; forse fa un dispetto al suo successore, di sicuro fa un dispetto agli americani, ma soprattutto si dimostra per l’incapace in malafede amico dei Fratelli Musulmani che è stato lungo gli otto anni alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Il conto alla rovescia fino al 20 gennaio, quando finalmente Barack Obama si toglierà dai piedi, diventa istinto di conservazione.

La seconda:la frenetica e scomposta attività di Barack Obama è pari solo allo sconcerto suo e del suo mondo per la sconfitta sonora che gli ha inflitto Donald Trump; lo sconcerto ha investito buona parte della politica e dell’informazione cosiddetti progressisti e politically correct, che si sono abbeverati al verbo obamiano e in questi anni hanno taciuto su guerre orribili e cocenti sconfitte, su un imbarbarimento dell’Occidente a favore di un filoislamismo degli affari e della condiscendenza; ma ha colpito duramente anche i pensosi club di liberali snob e supponenti che contro Obama si erano espressi tardivamente, ma un diverso come Donald Trump, uno che alle messe cantate e ai rituali si sottrae volentieri, proprio non lo hanno digerito. Contro il “buffone” si erano coalizzati a forza di notizie false ed erano convinti di farcela, ora misurano la loro irrilevanza, e piagnucolano su una presunta fine dell’opinione pubblica, dissertano senza vergogna di masse ignoranti e indisciplinate. Con queste premesse e questo clima come volete che scrivano due righe vere sul casino politico ed istituzionale che sta combinando Barack Obama, su quale disastrato mondo lasci in eredità. Farò un solo esempio perché il personaggio è presidente della commissione Esteri della Camera italiana e dunque non parla a titolo personale. Bene, oggi scrive sull’ Huffington Post, giornale pretenziosissimo internazionale che non ne ha azzeccata una su Trump in un anno intero nè di qua nè di là dell’oceano, che Obama è tanto deluso perché Putin lo ha imbrogliato sulla Siria, che è anche dispiaciuto perché Hillary Clinton ha perso, e che ha perso per colpa dei russi con il loro hackers e per colpa del direttore dell’FBI, che ha riaperto con un gesto dovuto l’inchiesta sulla Clinton. Serve altro?

Il presidente uscente Barack Obama ora emana editti da un resort alle Hawaii, ma mercoledì prossimo incontra i dirigenti del Partito Democratico e insieme decideranno misure per tentare di contrastare il Partito Repubblicano e Donald Trump sulla annosa vicenda della legge di assistenza sanitaria, che si intende da cancellare o almeno riformare. Questo è legittimo, anche se è difficile impedire dei cambiamenti a un esecutivo che gode anche della maggioranza legislativa a Camera e Senato e soprattutto su una legge abbondantemente impopolare quale è la Obama care. È il resto, è l’insieme di azioni unilaterali, inappropriate sempre, figuriamoci a un mese dal ritiro a vita privata, che delinea un comportamento antiamericano e antiistituzionale del presidente uscente. Giovedì scorso ha espulso 35 diplomatici russi, pochi giorni prima ha consentito che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condannasse gli insediamenti di Israele. Obama ha anche messo un bando permanente sulle estrazioni di petrolio e gas in grandi porzioni di Oceano Atlantico ed Artico, ha bloccato qualunque costruzione in quasi 2 milioni di acri di territorio a ovest, ha decretato amnistia per centinaia di criminali, ha eliminato quel che restava di un sistema di registrazione all’ingresso nel Paese, usato soprattutto per i migranti musulmani. In realtà cerca disperatamente di legare le mani al suo successore, perché se è vero per fare un esempio che le espulsioni dei diplomatici russi possono essere annullate, è delicato prendere una decisione del genere quando la motivazione con cui i 35 vengono espulsi è che hanno colpito gli interessi americani, invece di spiegare che è una ritorsione post elettorale, e quando alcuni esponenti repubblicani si sono detti d’accordo perché negli ultimi anni hanno fatto anche loro una facile politica anti russa invece di fare l’opposizione a Obama. Con una decisione malefica come quella su Israele Donald Trump si trova invece ad affrontare il momento più basso delle relazioni fra Stati Uniti e Israele, non certo per colpa sua. Due crisi aperte di politica estera sono l’ultima cosa della quale un presidente ha bisogno appena prende in mano il governo.

Non basta, il quadro completo è spaventoso: Trump eredita la Turchia trasformata in dittatura, la guerra in Siria che si conclude a misura di Russia Iran e Turchia con l’America completamente esclusa, la Libia terra di nessuno, l’Egitto nel caos, la guerra in Iraq, la guerra in Afghanistan, la Nato con i missili balistici nei Paesi baltici e in Romania; eredita una nuova corsa al nucleare, perché dell’Iran non si fida nessuno in grado di intendere e volere, in Corea del Nord un dittatore folle possiede nucleare, l’India ha appena testato un missile che può trasportare testate nucleari, Cina India e Pakistan si misurano sempre più aggressivamente. Perciò è urgente riscrivere i trattati di non proliferazione e tornare a un rapporto di collaborazione e distensione con la Russia, altroché espulsione di diplomatici. Chissà se la imbelle Europa Obamiana oggi a lutto stretto perché arriva “il tamarro”, si rende conto del pericolo.

Chiariamo ancora una volta la vicenda degli hacker: hanno messo insieme quattro indiscrezioni via mail di uomini dello staff di Hillary Clinton o del Comitato nazionale democratico, che passavano il tempo a parlare male di lei di suo marito o di sua figlia, o a boicottare illegalmente l’altro candidato democratico, Bernie Sanders. Basta questo a impedire la vittoria di un candidato, e se così paradossalmente fosse, è colpa del loro comportamento o degli hacker?Miserie.trump

Invece è una presidenza di portata storica quella che attende Donal Trump anzitutto in politica internazionale,e il tentativo palese di boicottarla è tanto più colpevole. I predecessori di Obama negli ultimi giorni alla Casa Bianca sì sono sempre occupati del disbrigo degli affari correnti e hanno lasciato le decisioni importanti al successore, come è naturale che sia. Lui no, e continua a parlare come se il 20 gennaio non dovesse arrivare, alternando ordini esecutivi a dichiarazioni inappropriate sul fatto che se fosse stato lui per la terza volta il candidato, ipotesi proibita dalla Costituzione, avrebbe vinto. Nessuno in questi giorni gli ricorda quanto e come abbia perso, altroché hackers, altro che direttore dell’FBI. Gli elettori hanno messo insieme un’economia fiacchissima, il costo spaventoso dell’assistenza sanitaria, un commercio mondiale dannoso per il lavoro americano, l’immigrazione illegale micidialmente favorita, il fallimento clamoroso della politica estera, l’abuso di decreti ed executive orders, e hanno votato altro. Donald Trump ha vinto in sei Stati che avevano votato per Obama nel 2012. Il Partito Democratico è ridotto a un’elite di sinistra politically correct abbarbicata sulla East e sulla West Coast; il cuore dell’America, i lavoratori che ne costituivano il cuore pulsante, non ne vogliono più sapere, infatti i democratici hanno perso seggi a decine anche nei parlamenti statali. Le ritorsioni di Obama in buona parte finiranno col danneggiare ulteriormente l’immagine del Partito Democratico e può darsi che al presidente non importi perché gli importa di più degli ordini di George Soros.

Potrebbe addirittura chiudere in bellezza concedendo un presidential pardon a Hillary Clinton, se ne parla molto alla Casa Bianca. Sarebbe una gaffe, perché la prassi vuole che la grazia del Presidente implichi ammissione di colpevolezza, ovvero Hillary Clinton se accetta la grazia ammette di essersi comportata in modo illegale durante i suoi anni da Segretario di Stato. Ma così facendo ammette la colpevolezza anche il presidente. Non farlo espone a un rischio perché Hillary è colpevole è Barack Obama è colpevole, anche di questo, anche delle mail nascoste, trafugate distrutte, tra le quali si nasconde la verità sulla morte a Bengasi dell’ambasciatore Chris Stevens e della sua scorta. Donald Trump aveva promesso dopo l’elezione di non perseguire la Clinton e di non aprire inchieste, ma le cose sono cambiate, a certi comportamenti possono corrispondere certe reazioni, e l’Attorney general è libero di decidere diversamente anche dalla volontà espressa del presidente.

Probabilmente non farò in tempo a leggerli, ma i libri di storia la verità su Barack Obama non la potranno nascondere troppo lungo.
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Re: Io sto con Trump e gli USA e l'antiamericanismo

Messaggioda Berto » lun giu 11, 2018 7:21 pm

Poveri veneti antiamericani e filorussi

REPUBBLICA VENETA – SEMPRE PIÙ PRESENTI SULLA SCENA INTERNAZIONALE!
Di fronte a tanto caos internazionale, la Repubblica Veneta tace?

https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 9423999137

Sì, i sommovimenti sono tanti e meritano delle risposte, ma è anche bene aspettare che le polveri calino per avere un quadro più preciso!

Sullo scontro del G7 non possiamo che compiacercene: si sfalda un'alleanza fasulla che vedeva l'Unione Europa prona ai diktat americani.
Trump sembra di cercare un rapporto nuovo con l'Europa, ma l'Europa deve cambiare, descemizzarsi!
È ora per trovare nuove soluzioni, rottamando le idee giacobine che hanno stravolto, violentato il vecchio continente.
È ora di ridare libertà e sovranità ai Popoli europei, di creare nuovi tipi di alleanze, paritari e non colonialistiche e ideologiche!
L'Europa dovrà trovare una sua nuova unità, facendo riafiorire le sue tradizioni culturali, religiose, umanistiche, un'Europa federale unita da Lisbona a Vladivostok, dall'Atlantico al Pacifico, amica degli Stati Uniti ma certamente non più succube!

Sul nuovo Governo italiano il giudizio è prudentemente generoso, ben sapendo che il regime italiano non è governato dal Parlamento ma dalle sue magistrature burocratiche in concerto con la burocrazia UE.
Sulla resistenza al progetto di invasione, i primi passi del Governo italiano ci sembrano ancora confusi. Non vengono denunciate le trame eversive delle ONG ma si continua a porre ancora l'accento sulle responsabilità di altri paesi europei! Una risposta coerente di in "Governo del cambiamento" dovrebbe essere quello di impedire che flottiglie straniere continuino a praticare il mercato di carne umana a spese dell'Italia!
Le ONG che "pescano" profughi devono portarli nei loro porti di provenienza, di origine.
Le ONG francesi, britanniche, tedesche o spagnole non possono abusare impunemente dei porti italiani o le loro navi devono essere sequestrate e rimossi e processati per "alto tradimento" quei magistrati che le dissequestrassero! Il nuovo "Governo del cambiamento" sarà davvero capace di cambiare?

Siria! Se ne parla sempre meno. La Siria è riuscita a bonificare in buona parte il suo territorio dal fenomeno del terrorismo islamico fomentato da USA e alleati e da Israele che, per paura, cerca un quadro arabo impotente!
Le nostre denunce le abbiamo sempre fatte e le manteniamo!

Donbass! Vogliamo una pace stabile nella regione del Donbass con il rispetto delle scelte democratiche del popolo del Donbass!

Repubblica Veneta, 11.6.2018
Albert Gardin – CXXI Doge
Ufficio Dogale – San Polo 2398 – 30125 Venezia
governoveneto@gmail.com – info 3388167955
Albert Gardin – 121° Doge
Giancarlo Orini – Presidente del Maggior Consiglio



Alberto Pento

Demenziale accusare Israele di promuovere il nazismo maomettano dell'ISIS. Il nazismo maomettano proviene da Maometto e dal Corano con il loro idolo di morte Allah e corre lungo i 1400 anni della sua storia di terrore e orrore.
Altrettanto demenziale è immaginare che l'Asia sia Europa e che la Russia spartita tra l'Europa e l'Asia possa far parte della UE. La Russia è un continente a se, uno stato con mire egemoniche e imperiali, un paese poco democratico.
Parimenti demenziale è l'antiamericanismo che si legge in questo scritto pieno di assurdità.
Sarà grazie a Trump che l'Europa da UERS (unione europea delle repubbliche sovietiche) potrà diventare Europa dei popoli e delle libertà come sognava il buon Kalergi.
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Re: Io sto con Trump e gli USA - contro l'antiamericanismo

Messaggioda Berto » dom set 23, 2018 11:31 am

???
La Dittatura Ammericana sul Mondo, è stata smascherata dalla Russia

https://www.facebook.com/groups/2521384 ... ment_reply

La Dittatura Ammericana sul Mondo, è stata smascherata dalla Russia per la preparazione da parte dei terroristi islamici legati all'occidente e prigionieri nella loro roccaforte di Idlib, quello di preparare un attentato chimico sulla popolazione Siriana per dare la colpa al Governo legittimo di Assad.
Così hanno replicato gli USA, che se la Russia NON accetta ci sarà una GUERRA Globale contro la Russia e i suoi alleati.

Ascoltare attentamente il dibattito filmato.

Mentre la sinistra sinistra Italiana, compresi i comunisti, comunisti e quelli di rifondazione comunista, discutono sul tema dello statuto, invece di discutere sulla fase attuale e sulla tendenza del capitalismo, per definire, su quella base di quella analisi un programma di pochi punti, con al centro il tema del lavoro e della occupazione, su cui far ruotare tutti gli altri programmi, mentre la questione che avanza di fronte al mondo, è quello della Guerra, oltre alla guerra commerciale tra l'America e il resto del mondo, con al centro lo scontro con la Russia e la Cina, oltre che l'Europa.

In Siria, dove esiste una guerra e il confronto armato, tra Russia e gli USA, Francia e Inghilterra (e Israele), che si sono presi una parte del territorio Siriano, ABUSIVAMENTE, per farci una base militare, è diventata molto calda, e il filmato della TV Russa lo dimostra in tutta la sua drammaticità e realtà.

Infatti il dibattito sul tema della guerra in Siria, è stato posto nei suoi termini reali e concreti, in cui l'America e i suoi alleati, Francia e Inghilterra (oltre che lo Stato di Israele), continuano ha dettare le loro condizioni per una soluzione pacifica per risolvere definitivamente la presa della Città di IDLIB, senza spargimento di sangue della popolazione, e senza attentati con armi chimiche che i terroristi hanno in programma con la collaborazione attiva dell'America e alleati. Una soluzione che vorrebbero la Russia, la Siria, l'Iran e la Turchia: -
- La risposta molto chiara degli USA nel dibattito alla TV Russa, pubblicata e tradotta da Pandora TV (a cui dobbiamo donare un po di soldi, come ringraziamento di questo importante servizio, secondo le nostre rispettive "tasche"), in cui gli USA hanno dichiarato dalla voce del Direttore del Centro per gli interessi nazionali, Sig. Paul Sanders: -
<<Che dal mio punto di vista mi aspetto che parti in guerra (Governo legittimo di Assad e Terroristi prigionieri a Idlib), utilizzeranno le armi chimiche e che ognuna di essa abbia un motivo per farlo>>. Come dire (noi USA abbiamo fornito le armi chimiche ai terroristi, che altrimenti dove le potevano trovare), ma dato che ci avete scoperti, se le useranno daremo la colpa a tutte e due le parti in guerra. Punto.

Ma la Cicca dell'intervento dell'Americano Simes, giornalista, (Ambasciatore, membro del governo USA, della Cia, del Pentagono etc.), non so, che ha dichiarato esplicitamente: -
<<Che la Russia ha guardato alle azioni del Governo Ucraino e considerando la situazione per separare la CRIMEA dalla Ucraina. Se non guardiamo al comportamento di ENTRAMBE le parti NON arriveremo a nessun accordo>>.
<< Succederà quello di cui parlava il Professor NAUMKIN: il confronto militare>>.

Insomma la richiesta degli USA e dell'occidente (Francia e Inghilterra), è. - O la Russia cede il Donbass e la Crimea al colpo di Stato della Cia in Ucraina.
Oppure cede sulla Siria.- <<Altrimenti il confronto militare, assolutamente NON proporzionale alla serietà delle intenzioni Russe-Americane>.
<<Questo confronto spero che NON ci porti ad uno SCONTRO GLOBALE>>.

E' un chiaro tentativo di staccare la Russia da i suoi alleati, Siria e Iran, oltre che la Turchia.
E' un messaggio alla Russia Criptato e di stampo MAFIOSO, perché secondo gli USA, questo passo della Russia secondo il Sig. Simes: <<Influenzerà NON solo la possibilità del dialogo Russo-Ammericano, ma anche distrarrà loro (i nemici della pace, chi sono?), dalla possibilità di sviluppo e sarà come un regalo per i nemici dell'Ammerica e della Russia>>.

Tutto questo viene motivato dall'analisi secondo gli USA, che il Presidente Assad non gode della sostegno del suo popolo Siriano; Questo NON é vero, ma è totalmente FALSO.
Pandora TV
Ieri alle 09:01

Pandora TV - Tentativi di dialogo Russia-America sul Primo canale Russo

Su “Il grande gioco”, talk show di punta del primo canale Russo, è andato in scena un interessante dibattito tra Giulietto Chiesa e gli altri ospiti della trasmissione sullo scenario siriano e la contrapposizione Russia-USA, Pandora tv è lieta di proporlo sottotitolato al proprio pubbl...


Nella intricata e torbida questione siriana, come orientarsi e con chi stare?
viewtopic.php?f=143&t=2757
https://www.facebook.com/profile.php?id=100017003387674
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Re: Io sto con Trump e gli USA - contro l'antiamericanismo

Messaggioda Berto » mar nov 20, 2018 8:28 pm

???

REPUBBLICA VENETA – GLI AMERICANI DI SANGUE IN MARCIA CONTRO LA FORTEZZA "STATI UNITI"
Venezia 20.11.2018

https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 4147030330

Marcia di americani di sangue verso gli Stati uniti: la fortezza "antiamericana" non reggerà l'urto!

La marcia di popolazioni americane verso le frontiere USA appaiono come l'inizio di un assalto degli Americani di sangue verso gli Stati Uniti, considerati come potenza coloniale, responsabile dell'organizzazione di sfruttamento delle risorse americane e di esclusione delle popolazioni originarie dai profitti ricavati dalla ricchezza del suolo continentale.
La marcia degli Americani di sangue, più che una passeggiata è l'inizio di una rivoluzione, una manifestazione continentale contro gli Stati Uniti e le loro leggi di esclusione!
Era giusto che le cose cambiassero e che gli Americani di sangue ricevessero giustizia per lo sterminio degli "Indiani" e per il saccheggio delle risorse vitali della loro terra.
I fili spinanti alla frontiera Messico-USA, con i soldati armati fino ai denti, non riusciranno a fermare la determinazione dei marciatori! I marciatori vogliono, esigono un cambiamento, portano una sentenza! Vogliono entrare, condividere e far proprio il benessere acquisito dagli "Yankees", mettendo fine al colonialismo inglese!
Come diceva Martin Luther King, "nessuno può fermare la marcia di un popolo che vuole giustizia"!
Ma se crolla il colonialsmo USA, crollerà di conseguenza anche l'imperialismo USA in Europa e nel Mondo!
Dunque, prepariamo l'Europa agli effetti collaterali!
Questa "crisi americana" va tutta a vantaggio della Repubblica Veneta e della vecchia Europa!
I nostri proclami per una nuova Europa, unita dall'Atlantico al Pacifico (dunque Russia inclusa), con capitale Venezia, diventano dunque sempre più attuali! Mentre perdono sempre di più giustificazione le "dépendances" Usa come il Patto Atlantico e l'"Unione Europea" di Bruxelles!
La marcia degli Americani di sangue contro la fortezza USA, non ha niente a che vedere con l'invasione organizzata e l'islamizzazione dei Paesi Europei che non possiamo accettare. Dobbiamo aiutare i popoli dell'Africa e dell'Asia a ritrovare un giusto peso economico nel quadro internazionale e far cessare quelle politiche "occidentali" ambigue che continuano ad imporre agli Africani e agli Asiatici delle regole coloniali!


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Alberto Pento
Farneticazioni demenziali antiamericane USA e anticapitaliste, di uno che in fondo è sempre stato un povero sinistro!



Negli USA vi sono quasi tutte le etnie della terra, vi sono africani, messicani, portoricani, italiani e veneti, cinesi, russi, indiani, filippini ed ebrei

https://it.wikipedia.org/wiki/Razze_ed_ ... %27America

Provenienza etnica Popolazione %

1 tedesca 46.403.053 14,7%
2 afroamericana 38.785.726 12,3%
3 messicana 34.640.287 10,9%
4 irlandese 33.526.444 10,6%
5 inglese 24.787.018 7,8%
6 americana (1) 22.746.991 7,2%
7 italiana 17.285.619 5,5%
8 polacca 9.385.766 3.0%
9 francese 8.272.538 2,6%
10 scozzese 5.409.343 1,7%
11 portoricana 5.174.554 1,6%
12 norvegese 4.445.030 1,4%
13 olandese 4.289.116 1,4%
14 svedese 3.933.024 1,2%
14 cinese 3.852.099 1,2%
16 indiana asiatica 3.303.512 1,0%
17 scozzese-irlandese 3.046.005 1,0%
18 russa 2.843.400 0,9%
19 indie occidentali 2.824.722 0,9%
20 filippina 2.717.844 0,9%



Negli USA lungo i secoli hanno trovato nuova vita esseri umani provenienti da ogni parte del mondo e tutti costoro costituiscono il Popolo Americano Statunitense.
Tra loro vi sono anche molti veneti.
Lo stesso è il Canada che per molti aspetti assomiglia agli USA.
In Brasile poi vi sono milioni di veneti che con il loro lavoro hanno fatto crescere quel grande paese e reso la regione dove vivono una delle più floride del Sudamerica.
Anche in Messico vi sono molti veneti che non vi sono certo andati per rubare, per sfruttare o per vivere da parassiti.
I problemi del Centro e del Sud America non sono certo causati dagl USA, dalla loro politica economica, commerciale e finanziaria e dalle multinazionali.


Le etnie migrate in Canada
https://www.italiansincanada.com/popola ... ingue.html



All'Africa e agli africani non dobbiamo nulla, ma proprio nulla, niente di niente, tanto meno agli asiatici e ai nazisti maomettani d'Asia e d'Africa
viewtopic.php?f=194&t=2494

Africa razzista, il continente nero è tra i più razzisti della terra
viewtopic.php?f=196&t=2750

Colonizzazione e decolonizzazione dell'Africa
viewtopic.php?f=194&t=1822

Gli europei o i bianchi europei che nei secoli passati hanno colonizzato l'Asia e l'Africa o che le hanno invase con il loro imperialismo politico militare sono stati quasi tutti cacciati, espropriati e sterminati Il Sudafrica è uno degli ultimi esempi, nonostante i bianchi europei colonizzatori del paese abbiano rinunciato al loro dominio politico consentendo ai neri africani di partecipare e concorrere alla sovranità politica nella gestione del paese e dello stato; gli africani del Sudafrica come in quasi tutti gli altri paesi del continente nero, maltrattano i bianchi e molti di loro hanno ritenuto e ritengono che i bianchi debbano essere tutti espropriati, cacciati o sterminati.
Per il principio di reciprocità gli africani non possono che aspettarsi lo stesso trattamento e nessunissimo riguardo.
L'imperialismo coloniale così terminato non può quindi essere assunto come scusa, giustificazione e pretesto per l'invasione degli africani in Europa.
I bianchi europei, i cristiani europei, gli stati europei odierni non hanno più alcuna responsabilità e non vi è ragione che debbano sentirsi in colpa verso l'Africa e gli africani; non ne hanno per l'instabilità e i regimi politici indigeni disumani dell'Africa, per le carestie e le epidemie che falciano le sue popolazioni, per i problemi causati dalla sovrapopolazione in molti paesi del continente.
Nemmeno le multinazionali europee del petrolio, minerarie, del legno e agricole sono responsabili dei regimi politici autoritari, dei conflitti etnici, delle crisi sociali, delle carestie, delle problematiche derivanti dalla sovrapopolazione, del sottosviluppo economico endemico e di tutti i mali che affliggono l'Africa. Possono avere qualche responsabilità indiretta locale tipo l'inquinamento o la disoccupazione allo stesso modo che ce l'hanno ovunque nel mondo e nella stessa Europa, tutte questioni che vanno risolte localmente in Africa nei paesi africani, con i loro stati e con le loro popolazioni.
Le problematiche africane dovute alle carestie naturali, ai regimi politici, al tribalismo, ai conflitti etnici e religiosi, alla sovrapopolazione, alle difficoltà e alle crisi economiche non sono responsabilità e non riguardano direttamente l'Europa e pertanto il peso non va scaricato assolutamente sugli europei.
La solidarietà umana dell'Europa e dei suoi paesi, caso mai può esserci solo se volontaria e se non crea problemi ai cittadini europei.
Quindi anche la migrazione socio-economica e l'asilo politico e umanitario vanno trattati alla luce di queste ed altre considerazioni tra cui la sicurezza socio politica, la compatibilità culturale e religiosa, le possibilità economiche e finanziarie.
Non ha alcun senso universale deprivare il propri cittadini, i propri famigliari, la propria gente per aiutare altri che magari sono solo profittatori, parassiti e criminali travestiti da bisognosi.


Alberto Pento
Io, gli USA devo solo che ringraziarli per averci liberato e protetto dalle mostruosità dei socialismi fascista, nazista e comunista.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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