Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

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Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:17 pm

Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:18 pm

FERMO: NIGERIANO SCAPPATO DAI TERRORISTI, IN ITALIA TROVA LA MORTE PER MANO DEI FASCISTI

https://www.facebook.com/ProgettoDreyfu ... 2284199799

A fermo martedì, Emmanuel Chidi Namdi, un 36enne nigeriano è stato ucciso di botte in strada dopo aver difeso sua moglie Chinyer da insulti razzisti. Secondo la prima ricostruzione, la coppia stava passeggiando non lontano dal seminario arcivescovile dove aveva trovato rifugio, quando due ragazzi hanno iniziato a prendere in giro la ragazza chiamandola scimmia. Emmanuel avrebbe reagito chiedendo quale fosse il problema e a quel punto sarebbe scattata la rissa che ha portato il ragazzo nigeriano ad andare in coma per emorragia cerebrale e causato medie ferite alla donna.

I giovani stavano richiedendo asilo politico in Italia dopo essere scappato dalla furia del terrorismo islamico di Boko Haram, che aveva ucciso i loro genitori e la figlia piccola durante un attentato alla loro chiesa. Fuggiti dal paese erano passati per la Libia dove anche li avevano subito percosse e maltrattamenti, probabilmente la causa dell'aborto di Chinyer. Qui in Italia pensavano di aver trovato la salvezza, invece proprio nel nostro paese, libero e civile, hanno trovato la morte.

Emmanuel è un nome ebraico che significa "Dio è con noi". Che tu possa riposare per sempre accanto al Signore e che possiate proteggere insieme la giovane Chinyer da lassù.


Alberto Pento
Prima di tranciare giudizi aspettiamo di conoscere per bene i fatti. Non dimentichiamoci che anche i Nativi e gli Indigeni europei e italici hanno il loro Diritti Umani Universali, che vanno rispettati. Poi l'Italia non è affatto un paese libero e civile: non vi è una vera democrazia e i cittadini italiani sono espropriati della loro sovranità dalla casta politicante-partitocratica con la sua "orrenda costituzione" che ne sancisce l'esproprio e lo stato italiano è il più corrotto dell'occidente. Se i cittadini italiani potessero esprimersi consapevolmente sull'accoglienza, come in Svizzera, probabilmente direbbero no a tutta questa invasione dall'Asia e dall'Africa; non possiamo farci carico di tutti ma soltanto di una minima parte (rientrante nelle convenzioni internazionali e ben certificata e selezionata) e senza gravare sulle spalle dei cittadini italiani disoccupati, ammalati, disabili, anziani, giovani precari, pensionati-salariati e stipendiati che faticano ad arrivare a fine mese ... . No alla schiavitù dell'accoglienza e sì all'accoglienza volontaria e sopratutto responsabile. La casta dei preti cattolico romani italiana non ha alcun diritto di disporre della terra italiana, delle risorse italiane, dei beni italiani, delle città, dei paesi, delle chiese, delle case, degli ospedali, dei diritti degli italiani, dei cittadini italiani non cristiani e cristiani, dei nativi o indigeni italiani ed europei per la loro politica imperiale e universale di accoglienza cristiano-romana che per molti è manifestatamente sconsiderata e irresponsabile e che danneggia gravemente i cittadini italiani ed europei.
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:19 pm

Fermo, la versione dei testimoni: "I nigeriani hanno aggredito"
Claudio Cartaldo - Gio, 07/07/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 80812.html

La sera della morte di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo, erano quattro le persone presenti alla rissa.

Sono loro ad aver visto il pestaggio del nigeriano da parte dell'ultrà della Fermana, Amedeo Mancini. Tre donne e un uomo (l'amico che accompagnava Mancini) che confermano il racconto fornito dell'arrestato.

Da una parte c'è la versione quella della moglie della vittima, che accusa Mancini (ora indagato per omicidio preterintenzionale) di aver pestato senza motivo suo marito. Dall'altra, c'è il racconto dell'accusato, versione "confermata da quattro testimoni".

I quattro testimoni, insomma, hanno tutti fornito - separatamente - la stessa versione dei fatti. Eccola: intorno alle 15 - riporta il Resto del Carlino - Mancini avrebbe urlato qualcosa alla moglie del nigeriano (non si sa ancora cosa: lei dice di essere chiamata "scimmia", l'accusato di averli rimbrottati "perché stavano aggirandosi in modo sospetto intorno alle auto"). Successivamente, il nigeriano e la moglie (che dopo "l'insulto" avevano continuato a camminare) sarebbero quindi tornati indietro. I quattro testimoni concordano nel dire che la donna avrebbe urlato contro Mancini, mentre il marito lo avrebbe spinto e poi avrebbe estratto un palo dei segnali stradali colpendo Mancini e "facendolo cadere a terra" (la moglie sostiene, invece, che a usare per primo il cartello stradale sia stato il 39enne italiano).

Sempre secondo i testimoni, l'ultrà a quel punto si sarebbe rimesso in piedi, colpendo Emmanuel "con un solo pungo" (come detto dal legale dell'accusato). "Il mio assistito - continua l'avvocato - non si aspettava che il pugno sferrato al migrante avesse questo effetto, e colloca l'episodio in un contesto difensivo".

Sul Carlino, inoltre, è stata pubblicata un'intervista ad una delle testimoni. E' stata Pisana Bachetti a chiamare la polizia e ricostruisce così la vicenda: "Purtroppo ho assistito alla scena - dice al Carlino - ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie (qui la versione di Chimiary)". Anche lei poi conferma la versione dell'accusato, che sostiene di essere stato colpito con il palo stradale e poi di aver reagito con un solo (fatale) pugno: "Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale". Poi aggiunge: "Voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subìto, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Il nigeriano addirittura lo ha colpito con un segnale stradale trovato nei pressi facendolo cadere a terra e poi hanno continuato a picchiarlo. Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore. Casualmente sono giunti sul posto gli agenti delle polizia municipale, perché, nel frattempo, la moglie di Emmanuel aveva fatto unatelefonata ed erano arrivati una quindicina di nigeriani pronti ad entrare in azione".

Come ricostruisce ancora il Resto del Carlino, da una prima analisi sul corpo della vittima, i segni dei traumi sarebbero "compatibili con la versione fornita dal 39enne fermano". Ovviamente il segnale stradale è ora nelle mani della polizia, che ha riscontrato come non vi siano "tracce di sangue".




???

Chi è la “super-testimone” che avrebbe assistito all’omicidio di Emmanuel

http://www.infoaut.org/index.php/blog/v ... i-emmanuel

Sta girando in questo momento sui social lo screenshot di un’intervista del Resto del carlino a tale Pisana Bachetti, che avrebbe assistito all’omicidio di Emmanuel per poi fiondarsi immediatamente davanti alla stampa a fornire una “versione” in netto contrasto con quanto raccontato dall’altra vittima, la moglie di Emmanuel.

Un fatto di per sé particolare ma che diventa almeno sospetto quando ci si rende conto che l’esposizione mediatica piace particolarmente alla signora Bachetti che prende molto sul serio il suo ruolo di “super-testimone”, in particolare quando si tratta di dare addosso agli immigrati. Sul Corriere adriatico di un anno e mezzo fa ritroviamo infatti un suo suggestivo racconto che vede protagonisti alcuni cinesi che avrebbe sorpreso intenti a catturare, “armati di retini e sacchi di plastica”, alcuni gatti del marchigiano, probabilmente per seviziarli o mangiarli. Ciò però non turba minimamente i giornalisti del Resto del carlino che accreditano senza colpo ferire la testimonianza di una persona che sembra cercare dove può complotti e nefandezze perpetrati dagli extra-comunitari titolando addirittura che la sua versione “ribalta tutto”.

Schermata 2016 07 07 alle 17.20.08Dev’essere proprio difficile per una parte di questo paese, quella che ha ridacchiato alle battute su Kynge orango tango, quella che si è augurata su Facebook la morte in mare di chi arriva dall’Africa, assumere il fatto di essere in continuità ideologica con l’assassino di Emmanuel. Allora si mettono in avanti le passioni calcistiche di Amedeo Mancini (che fortuna non fosse appassionato di tennis!), la sua professione, la sua provenienza da una zona di provincia, insomma un po’ tutto quello che possa aiutare a sviare l’attenzione dal fatto che un fascista dichiarato abbia commesso un omicidio spinto dalle sue idee politiche. C’è poco da stupirsi, ciò implicherebbe infatti di porsi imbarazzanti interrogativi sulla persistenza di un fenomeno, quello del fascismo, che ormai è utilizzato dai media mainstream solo per qualificare le pratiche di chi vuole impedire, con la parola e coi fatti, ai gruppi razzisti di grugnire nell’indifferenza generale e magari ammettere anche quanto questi stessi media abbiano contribuito a sdoganare in questi anni ogni rigurgito xenofobo come una posizione tutto sommato legittima e senza peli sulla lingua.

Ma chiamare pera una mela ovviamente non basta. Parte quindi la ricerca disperata di un pretesto per poter dire che si tratti di una storia poco chiara, ancora tutta da capire nel solo obiettivo insinuare che forse, chissà, i ruoli tra aggressore e aggredito potrebbero ribaltarsi, che forse Emmanuel si è difeso un po' troppo.

Ne verranno fuori altre, d’insinuazioni di questo tipo, tutto va tentato pur di non vedere che il fascismo nel 2016 in Italia è tema quanto mai attuale.



Fermo, nigeriano ucciso, testimone ribalta tutto: "L'ultrà italiano è stato aggredito prima

http://www.riscattonazionale.it/2016/07 ... -aggredito

L’altra versione dei fatti circa la tragica morte del nigeriano Emmanuel ci viene data – scrive Giuseppe Parente sufascinazione.info – dal Quotidiano Nazionale Resto del Carlino edizione di Fermo (versione cartacea vedi qui) che con un interessante articolo del collega Fabio Castori che raccoglie la ricostruzione dei fatti di Pisana Bacchetti una donna di Fermo che si trovava in viale Veneto.
Una ricostruzione che ribalta quanto precedentemente scritto anche dai principali quotidiani nazionali.

Di questa altra versione dei fatti, pubblicamente ringrazio un nostro attento lettore fermano che ci ha inviato tramite e mail questo articolo che volentieri rilanciamo.

Purtroppo ho assistito alla scena ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale.
A parlare è Pisana Bacchetti una donna di Fermo che per prima ha avvisato la polizia e che ha assistito alla tragedia consumatasi martedì pomeriggio.

Ero presente -aggiunge la donna che ha raccontato quanto accaduto anche agli inquirenti- e voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subito, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Lui (Emmanuel ndr) addirittura lo ha colpito con un segnale stradale facendolo cadere a terra e poi ha continuato a picchiarlo.
Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore.

Casualmente sono giunti sul posto gli agenti della polizia municipale, perché nel frattempo, la moglie di Emmanuel aveva fatto una telefonata ed erano arrivati una quindicina di nigeriani pronti ad entrare in azione.
La donna, ancora sconvolta conclude con una considerazione personale : poi diventa facile parlare di razzismo, ma dovevate esserci per capire la furia dell’aggressione ai danni di quel fermano.
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:20 pm

Eco łi antirasisti de profesion de sanca, ke łi xe i veri rasisti, pexo dei fasisti e dei nasiti e łi ło xe par prima contro a scuminsiar da ła so mema xente


La supertestimone di Fermo, i media boccaloni e l'editore sveglio

http://www.globalist.it/news/articolo/2 ... eglio.html

“Scimmia africana!” urla l’energumeno razzi-fascista fermano Amedeo Mancini. Emmanuel difende sua moglie e gli urla di ritorno, facendoglisi vicino. L’energumeno razzi-fascista inizia a pestarlo, finché Emmanuel cade per non rialzarsi più, e muore, sotto gli occhi della moglie atterrita. Ora Amedeo Mancini è accusato di omicidio preterintenzionale, perché sì, voleva menarlo, ma magari non voleva proprio proprio ucciderlo. Sia detto per inciso, i fatti secondo me configurano il reato di omicidio doloso, altro che storie. Se io ti meno al punto di farti cadere metto in conto che tu possa cadendo battere la testa e rimanerci secco: questo è per giurisprudenza unanime omicidio doloso, da decenni, ma la magistratura in questo caso, no, chissà perché.

Ma come, razzismo, e di questo squallore tragico, nella terra felice della Marca? Non può essere! Passano sì e no due ore dalla notizia, e si mette in moto la macchina giustificazionista. Abbiamo una Super-Testimone che ribalta tutto! Si chiama Pisana Bachetti, e ha dato la sua versione dei fatti, da testimone oculare, al cronista locale del Resto del Carlino.

A tutti voi, bastardi dentro, ansiosi solo di dimostrare che – come fate con le ragazze violentate perché troppo svestite – in fondo quei due neri se la sono andata a cercare, non pare vero. L’intervista di Pisana Bachetti viene dapprima ripresa da siti fascisti come Primatonazionale.it, di proprietà del capo di Casa Pound Simone di Stefano. Poi da siti di e pagine Facebook del mondo grillino “di base”, e non sarà un caso. A Salvini poi non pare vero “che poi adesso c’è questa testimonianza che cambia tutto!“. E infine La Zanzara dell’opportunista Cruciani, che rilancia e intervista la super-testimone. E via via le vostre pagine, articoli e commenti facebook, di voi che “eh, ma bisogna sentire tutte le campane!“.

A me questa storia, appena esce, puzza. Questa è la differenza tra me e voi: io sui marciapiedi della vita, e anche su quelli di internet, batto la vita da un bel po’ di anni ormai, e ho imparato a riconoscere le puzze. Appena esce la super-testimone Pisana Bachetti comincio a sentire una puzza insopportabile. Voi no, voi avete l’olfatto impedito dall’ansia di dimostrare che “ma dai no, in fondo non è stato razzismo, in fondo sono stati i due neri a menare le mani per primi, in fondo forse si è trattato perfino di legittima difesa da parte del povero fermano!“.

Sento puzza, e come ogni buon cane che si rispetti, comincio a rovistare.
Prima cosa, mi leggo l’intervista originale cui tutti si appoggiano, pubblicata dal Resto del Carlino, che spara il titolone: “Nigeriano ucciso a Fermo, la super testimone ribalta tutto“. Wow, mi dico, ribalta tutto! Andiamo a vedere.

L’incipit è subito definitivo, ecco il virgolettato di Pisana Bachetti:
«Purtroppo ho assistito alla scena e ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale»

E ancora più nel dettaglio:
«Ero presente – aggiunge la donna che ha raccontato quanto accaduto anche agli inquirenti – e voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subìto, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Lui (Emmanuel, ndr) addirittura lo ha colpito con un segnale stradale trovato nei pressi facendolo cadere a terra e poi hanno continuato a picchiarlo. Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore. Casualmente sono giunti sul posto gli agenti delle polizia municipale, perché, nel frattempo, la moglie di Emmanuel aveva fatto una telefonata ed erano arrivati una quindicina di nigeriani pronti ad entrare in azione».

Amedeo Mancini a questo punto è la vittima, non c’è dubbio: prende bastonate “per quattro o cinque minuti” dai due nigeriani, cade a terra, ma questi, non paghi, prendono un palo di un segnale stradale e cominciano a prenderlo a sprangate. Un “vero e proprio pestaggio“. Tanto che la super testimone chiama solerte la polizia “perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano“! Ma questi, per fortuna, da terra e pestato a sangue come si trova, riesce in qualche modo a “reagire con un colpo”. Esatto. Un solo colpo, ma “ben assestato”. Emmanuel cade, batte la testa, e muore. Ma la testimonianza della super testimone (se no che super testimone sarebbe) è ancora più dettagliata: meno male che sono arrivati i vigili urbani, perché già erano arrivati una quindicina di nigeriani “pronti ad entrare in azione“, e il povero Amedeo Mancini a quel punto chissà che brutta fine avrebbe fatto. L’energumeno razzi-fascista Mancini che ha appena pestato a morte dopo averlo insultato Emmanuel salvato dall’intervento dei vigili urbani. Wow. Che puzza! Ma che puzza terrificante! Ma la sento solo io?

Una testimonianza oculare così precisa e dettagliata di cui gli inquirenti sembrano non curarsi, tanto che “il fermano” dapprima a piede libero viene poi arrestato. Eppure, stando a quella testimonianza, si tratta di legittima difesa, chi può metterlo in dubbio?

Io. Io sento quella puzza. È puzza di mitomane, inconfondibile, e mi metto a cercare un po’, cosa che invece non avete fatto voi, sempre perché non vi sembrava vero di avere la vostra eroina nella povera mitomane Pisana Bachetti, e l’avete subito sbattuta tutti in prima pagina (con conseguenze temo molto gravi anche per lei, ma a voi che ve ne frega). L’avete eletta a “l’altra campana”, a paladina del “prima verifichiamo bene i fatti”, a santa patrona del vostro razzismo mascherato dal politically correct del “dobbiamo considerare tutte le opinioni”!

Bastardi razzisti che non siete altro.

Io no. Io sento la puzza, e fiutando la pista di quella puzza scopro che Pisana Bachetti si trova sempre lì sul posto, al momento giusto, quando c’è da denunciare qualche marachella commessa dallo straniero. E che ha sempre lì accanto un cronista pronto a raccontare le sue fenomenali storie. Due anni fa, ottobre 2014, è la volta del Corriere Adriatico, che racconta di come la prode Pisana Bachetti, che è pure fervente animalista, si fosse imbatutto in “quattro cinesi” che armati di “retini e buste di plastica” avevano indubbiamente in mente di catturare dei poveri gattini. Che poi non successe niente, ma tanto bastava al cronista per sparare un bell’articolo attraverso cui il messaggio potesse passare: “Catturavano i gatti con sacchi e retini“. Leggetevelo questo meraviglioso pezzo di giornalismo sul nulla, messo lì solo per calunniare un’etnia, senza alcuna base di fatto. Se non quella, ovviamente, della nostra super testimone Pisana Bachetti.

A me personalmente bastava (eravamo a ieri mattina) per confermarmi che ci si trovava davanti a una mitomane, e presi a mettere in guardia gli amici che cominciavano invece a dar credito a quella assurda testimonianza: ma come, vittima di un vero e proprio pestaggio, e il fermano incarcerato non ci fa avere manco una foto di come è stato ridotto per supportare questa versione? Preso a sprangate non riporta nessuna ferita? E la polizia chiamata da Pisana Bachetti per proteggere “il fermano” non ci dice niente di tutto ciò? E i 15 nigeriani pronti a “entrare in azione”, sventata solo dalla presenza evidentemente autorevolissima di un paio di vigili urbani, sono finiti nel nulla? MA POSSIBILE CHE NESSUNO SENTA QUESTA PUZZA?

No, nessuno. Figuriamoci, una super testimone che “ribalta tutto” per tutti voi squallidi razzisti dentro è una bella polizza a tutela della vostra buona coscienza a buon mercato, per i media poi… perché smontarla? Fa audience, fa discutere, fa esplodere i social! Evvai con La Zanzara, che centra tutta la puntata di ieri sulla super testimone, fino a chiamarla telefonicamente e a intervistarla a sua volta. Trovate la telefonata qui, dal minuto 1H03’00”:

Il palo ce l’aveva “il nigeriano”. La ragazza “picchiava tanto quanto il marito”. “Mi hanno cancellato Facebook”. Aggiunge la super testimone. “Chi si stava difendendo era il fermano. Era caduto a terra.” “Mi hanno messo sul giornale con nome cognome e foto senza chiedermelo!”. Ma pensa te. La puzza aumenta sempre di più, ma voi continuate a non sentirla.

Per me riconoscere le puzze è diventato da tempo quasi un mestiere. Già ieri mattina vado a dare un’occhiata al profilo Facebook di Pisana Bachetti. È uscita da poco la sua intervista, non è ancora stata ripresa da molti, e la sua bacheca di parrucchiera riporta il solito mix di foto di gattini e di invettive anticasta grilline, niente sulla vicenda. Prendo, e le chiedo l’amicizia. Dopo due minuti, Pisana Bachetti, sissignore, mi aggiunge ai suoi amici.

Nel pomeriggio scompare tutto: i vecchi post, le foto ecc… di Pisana vengono tutti cancellati, restano solo le sue condivisioni di tutti i giornali e i siti che hanno ripreso la sua intervista (già proprio quella di cui si lamenterà la sera a La Zanzara perché “mi hanno messo sul giornale senza chiedermi niente!”. Ne va orgogliosa, è evidente. E io ci entro in dialogo. Sì, amici miei bastardi. Mentre tutti voi siete lì a “usare” Pisana Bachetti come la vostra comodissima “altra campana” che serva a confortare il vostro perbenismo tanto marchigiano, io di Pisana Bachetti sono diventato amico su Facebook, e ho avuto uno scambio, che qui riporto a vostro beneficio, attraverso tre screenshot consecutivi, così che possiate avere (forse, ma forse è ciò che non volete, e quindi continuerete a credere alla sua “super testimonianza”, nonostante tutto). Eccovi il dialogo tra me e Pisana Bachetti, fin dove è arrivato al momento in cui scrivo. Fatevi pure la vostra idea adesso, se ne siete capaci, bastardi.
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:20 pm

NIGERIANO MORTO A CAUSA DI UN EPISODIO NATO DAL CLIMA NEGATIVO DIFFUSO DALLA FALLIMENTARE POLITICA IMMIGRATORIA GOVERNATIVA AVVALLATA DAI BUONISTI CATTO COMUNISTI:
Quindi parrebbe che l autopsia confermi la versione del italiano e della testimone: in sintesi, l italiano ha visto armeggiare il nigeriano su un auto pensando volesse rubarla o danneggiarlo e ha imprecato con frasi fuori luogo, ma dettate dalle emotivitá del momento. Il Nigeriano ha reagito pestando l italiano e provocandone danni fisici. L italiano, dopo averle prese di santa ragione e anche con spranga usata dal nigeriano ha reagito con un pugno. Il nigeriano è caduto e ha sbattuto la testa sul marciapiede morendo,non per il pugno, ma per la caduta.
Come tante altre volte capitato a italiani. Dispiace che sia finita così, m, non c entra nulla il razzismo! Boldrini andrà al funerale? Ci siamo abituati, lei e gli altri delusi (del fatto non è andata come pensavano e speravano al fine di poter usare il fatto per far più facilmente accettare agli studi e esasperati italiani l invasione straniera da essi provocati) vanno solo a certi funerali. Perché non sono andati a quelli di italiani uccisi barbaramente da stranieri? Ad esempio, vi ricordate lo stupro omicidio (con relativo lancio dal balcone della povera donna) dei coniugi di Solano in Sicilia commesso dall africano l anno scorso? Avete mica visto al funerale dei,poveri coniugi Boldrink Alfano Caritas e Co? Certo che no, non era utile e funzionale al loro disegno....quello della invasione e sostituzione etnica degli italiani, quello del multiculturalismo, quello dell immigrazione.... Infine, ai buonisti e alle buoniste filo invasione che avevamo già sentenziato (ricordate l altro ieri?) contro l italiano, una bella lezione: i pareri esprimeteli quando è il momento, così facendo siete solo ridicoli/e.

https://www.facebook.com/sindaco.gairo



Nigeriano ucciso a Fermo, l'autopsia racconta un'altra
Fermo, 8 luglio 2016

http://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/n ... -1.2329988

L'autopsia sul cadavere del nigeriano ucciso a Fermo racconta un'altra storia e avvalora la versione di Amedeo Mancini e della testimone, anche alla luce dell'ispezione medico legale effettuata in carcere sul corpo dell'ultrà.

Secondo l'esito dell'esame, il rifugiato politico ospite della comunità di accoglienza gestita da don Vinicio Albanesi, non è stato colpito con il palo della segnaletica stradale, ma con un pugno.

L’esame autoptico, effettuato dal medico legale Alessia Romanelli, ha stabilito che il decesso è stato provocato dalla frattura posteriore del cranio, con conseguente emorragia, compatibile con la caduta all’indietro della vittima e l’impatto con il marciapiede.

La morte quindi non è stata causata neanche dal pugno sferrato da Mancini, che, seppur forte, ha arrecato solo lesioni al labbro e alla mandibola, senza danni alla dentatura, che è rimasta integra.

I funerali di potrebbero svolgersi domenica pomeriggio se, ultimate le procedure necessarie all'autopsia, la Procura autorizzerà la restituzione della salma. Alle esequie in duomo sarà presente anche la presidente della Camera Laura Boldrini, originaria di Macerata, che ha espresso "sgomento e indignazione" per "l’odio razzista e xenofobo" costato la vita al ragazzo.


http://www.liberoquotidiano.it/news/ita ... sione.html
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:21 pm

L’autopsia sul profugo ucciso: “Colpito da un pugno in viso”
franco giubilei
2016/07/09

http://www.lastampa.it/2016/07/09/itali ... agina.html

L’autopsia dice che Emmanuel Chidi Namdi è morto per la frattura posteriore del cranio, e dunque ha sbattuto la testa sullo spigolo del marciapiede dopo il pugno sferrato da Amedeo Mancini che lo ha colpito «forte, ma non fortissimo, tra il labbro inferiore e la mandibola». La visita medica effettuata nel carcere di Ascoli Piceno testimonia che Chimiary ha morsicato Amedeo sul braccio sinistro, ed è la conferma che anche la moglie di Emmanuel ha partecipato alla rissa. Resta da stabilire se il nigeriano ha girato le spalle ritenendo conclusa la colluttazione, oppure no: nel primo caso si profila un processo per omicidio preterintenzionale, nel secondo per eccesso di legittima difesa. Alcune foto scattate da un testimone subito dopo la rissa mostrano la vittima seduta per terra, cosciente e sorretta dagli amici. Davanti a lui la moglie e l’omicida, che si tiene un braccio.

Che sia stato Emmanuel ad alzare le mani per primo appare fuor di dubbio, così come è accertata la provocazione razzista, «scimmia», indirizzata a Chymiary. Piuttosto, il procuratore Domenico Seccia non è convinto del comportamento tenuto da Andrea Fiorenza, un disoccupato di 35 anni che vive con i genitori in una casa popolare alla periferia di Fermo: «Spalleggiava Mancini, e noi crediamo che abbia detto qualcosa di sgradevole anche lui. Però, se davvero ha poi tentato di dividere i contendenti come sostiene una testimone, al massimo rischia un processo per diffamazione aggravata. Sempre che qualcuno lo denunci».

Barricato nella sua stanza da letto, Andrea affida la propria difesa al papà Vincenzo: «Lui e Amedeo stavano andando al mare. Ci sono i biglietti dell’autobus che lo testimoniano. Poi è passata quella coppia, io non so cosa sia successo di preciso ma mio figlio giura che c’è stata solo una battuta, senza cattiveria. A quel punto il nigeriano ha preso il palo segnaletico e ha cominciato a picchiare. Amedeo è grande e grosso, si è difeso, qualche colpo lo ha messo a segno ma è caduto a terra tre volte. Picchiava anche la donna, con una scarpa. Poi gli ha dato un morso».

In piazza del Popolo, il salotto buono di Fermo, lunedì Amedeo è stato visto piuttosto alticcio: anche se al Caffè Seicento giurano che non è solito ubriacarsi, «perché non ha soldi ed è troppo orgoglioso per farsi offrire da bere». Era sotto l’effetto dell’alcol quando ha provocato Emmanuel e sua moglie? Durante l’interrogatorio, testualmente, ha dichiarato: «Gli immigrati mi fanno pena, perché vivono una brutta situazione. Non ho nulla contro di loro se vengono per lavorare e pagano le tasse. Non ho niente neanche contro i rifugiati». Si è reso conto, Amedeo, delle conseguenze del suo gesto? «Sono un uomo distrutto».

Chimiary ha pianto anche ieri, a lungo, guardando i telegiornali che pretende a tutti i costi di vedere. Ma è stata circondata dall’affetto delle suore e dalla solidarietà del mondo intero: telefonate dalla Nigeria, offerte di ospitalità in Italia e all’estero, disponibilità a consentirle di studiare da medico, il suo sogno. Ha confermato di voler riportare il corpo del marito in Nigeria, quando e se potrà, e di abbracciare la fede cattolica: finora è stata cristiana, ma protestante.

In attesa della data dei funerali, forse domani con la partecipazione del presidente della Camera Laura Boldrini, Fermo prova a elaborare il lutto collettivo. Il sindaco Paolo Calcinaro ha parlato della città come «capro espiatorio di un’Italia in difficoltà sociale», mentre in rete infuriano polemiche violente e strumentali. Nella stessa piazza del Popolo i tavolini all’aperto si dividono tra colpevolisti e giustificazionisti. Probabilmente ha ragione il presidente della Fondazione Caritas in Veritate Vinicio Albanesi, che ha dato ospitalità alla coppia in fuga da Boko Haram: «Qui si respira un brutto clima».

Al belvedere dove Emmanuel è stato ucciso è comparso un cartello, però, accanto ai fiori e alle preghiere, ai disegni e ai lumini. Dice: «Vi prego, parlatemi mentre muoio. Non ho bisogno di una difesa postuma. Ho bisogno di morire sapendo che per voi non ero una brava persona, o un rifugiato, o un extracomunitario, un ladro di lavoro, un negro, un cittadino modello, un martire. Vorrei morire con la vostra voce nelle orecchie. Sentirmi chiamare essere umano». La firma è la silhouette di Emmanuel, a terra, piena di sangue.


La testimone dell'omicidio di Fermo: "Minacciata e insultata, la mia vita è un inferno"
Davide Di Stefano

http://www.ilprimatonazionale.it/sinist ... iata-47636

Fermo, 8 lug – “Mi hanno eliminato il profilo Facebook, non c’è più niente, hanno cancellato i miei amici, tutte le mie foto, i miei ricordi. Basta, lasciatemi in pace”. Pisana Bachetti, la donna che ha ribaltato la versione di comodo dell’omicidio di Fermo, raccontando l’aggressione subita da Amedeo Mancini prima di sferrare il fatidico pugno, ora sta pagando cara la sua testimonianza. Intervistata dal quotidiano locale Cronache Fermane, la testimone ha raccontato di come la sua vita “sia diventata un inferno. Appena due minuti fa ho ricevuto l’ultimo messaggio. Mi davano della nazista. Ed è solo uno dei tanti che mi stanno arrivando. L’elenco è lungo: xenofoba, e tanto altro ancora. Sto passando un incubo“. Una persecuzione che la donna non riesce a spiegarsi: “Questo solo per aver fatto quello che ogni cittadino nella mia situazione avrebbe dovuto fare”.

La “colpa” della donna è quella di aver fornito una versione dei fatti più vicina alla realtà, quella di un litigio finito in tragedia. Una colpa grave in un mondo dove media, politica e pubblica opinione avevano già deciso secondo schemi preconfezionati e politicamente corretti, chi fosse la vittima e chi il carnefice, in linea con l’ideologia dell’accoglienza e dell’obbligatoria condanna alla xenofobia. Pisana Bachetti è esasperata, le pressioni che sta subendo le fanno maledire il giorno in cui si è trovata sul luogo del delitto e la conseguente scelta di raccontare quello che aveva visto: “Ho fatto solo il mio dovere da cittadina ed ora mi trovo all’inferno. Non voglio più essere disturbata, basta, lasciatemi in pace, non voglio dire più niente né parlare con nessuno. Sono stata sbattuta in prima pagina quasi prima del nome dell’assassino. Ricevo chiamate da tutta Italia“.

Tra i media che non hanno preso minimamente in considerazione la versione della testimone oculare dei fatti, la prima ad aver chiamato la polizia, la propaganda che si è generata intorno all’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi e la censura che in Senato ha dovuto subire Giovanardi, lo scenario da caccia alle streghe è abbastanza completo. A rendere il tutto ancora più orwelliano c’è poi l’elemento della cancellazione del profilo Facebook della donna, avvenuto subito dopo la pubblicazione della sua testimonianza. “Mi hanno eliminato il profilo Facebook, non c’è più niente, hanno cancellato i miei amici, tutte le mie foto, tutti i miei ricordi. Basta, lasciatemi in pace”.



Fermo, la testimone minacciata: "Vivo un inferno, ma ho detto la verità"
Claudio Cartaldo - Sab, 09/07/

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 81673.html

Pisana Bachetti, una dei testimoni che hanno assistito alla morte del nigeriano a Fermo, è stata minacciata dopo la sua deposizione

Lei, Pisana Bachetti, uno dei testimoni presenti alla lite che a Fermo ha portato alla morte di Emmanuel Chidi Nnamdi.

Aveva raccontato alla polizia e alla stampa la sua versione dei fatti, dopo l'insulto ("scimmia africana") rivolto da Amedeo Mancini a Chinyery, la moglie del nigeriano. Aveva detto di aver visto la coppia nigeriana "assalire letteralmente" l'ultrà fermano: "Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti - aveva raccontato - e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale".

Le minacce di morte alla testimone dell'omicidio del nigeriano

Ora, però, a causa della testimonianza, dice di essere finita vittima di alcune minacce. In una conversazione con il Resto del Carlino, afferma: "La mia vita è diventata un inferno. E questo solo per aver fatto quello che ogni cittadino nella mia situazione avrebbe dovuto fare: chiamare la polizia perché c’era un rissa in corso". Poi ha aggiunto: "Ricevo chiamate da tutta Italia. Appena dieci minuti fa mi è stato inviato l’ultimo messaggio in cui mi davano della nazista. Ed è solo uno dei tanti che mi giungono. Ora mi dovete lasciare in pace. Tutti. Non voglio più essere disturbata, basta, lasciatemi in pace, non voglio dire più niente né parlare con nessuno. Sono stata sbattuta in prima pagina prima del nome del presunto assassino solo per aver detto la verità". Chi la cerca la accusa di essere razzista e xenofoba. "Sto vivendo un incubo - aggiunge - Sono solo una cittadina fermana, mai stata razzista, che ha avuto la sfortuna di trovarsi in quel luogo e di assistere alla rissa che ha portato alla morte di quel povero ragazzo. Ho fatto solo il mio dovere da cittadina e ora mi trovo all’inferno. Non mi resta altro da fare che aspettare la fine di questo incubo. Mi hanno cancellato il profilo Facebook, non c’è più niente, hanno cancellato i miei amici, tutte le mie foto, tutti i miei ricordi. Basta ora, lasciatemi in pace".

Come aveva fatto in precedenza, poi, Pisana Bachetti ha confermato quanto raccontato alla Procura. "Ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare un pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con un segnale stradale trovato nei pressi. Quando ho assistito a quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore".
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:22 pm

???

“Diamo la cittadinanza italiana a Chimiary”. Petizione online per la nigeriana rimasta vedova
franco giubilei

http://www.lastampa.it/2016/07/08/itali ... agina.html

Nulla potrà restituire alla vedova Chinyery il marito Emmanuel Chidi Namdi, finito a calci e a pugni a Fermo da Amedeo Mancini, che lo ha ucciso dopo aver insultato la donna («Sei una scimmia africana»). Ma l’episodio, consumatosi martedì pomeriggio nella cittadina marchigiana, è riuscito quanto meno a scuotere la comunità antirazzista sul web. A poche ore dal delitto, infatti, su Change.org è comparsa una petizione dal titolo «Diamo la cittadinanza italiana a Chiamary». Oltre venticinquemila le firme raccolte in meno di quarantotto ore. La tematica, di estrema attualità, ha spinto la piattaforma a mettere in evidenza la petizione in homepage. L’obiettivo, una volta raddoppiate le firme, è inoltrarla al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Una richiesta che “travalica” la legge

Proprio Alfano ieri, pur rimarcando come «l’Italia non sia un Paese razzista», ha annunciato la concessione dello status di rifugiata a Chinyery. Di più il titolare del Viminale non poteva fare, perché in Italia la cittadinanza si basa principalmente sul dogma dello ius sanguinis: si può diventare italiani per discendenza diretta da almeno un genitore in possesso della cittadinanza. In alternativa lo status – adesso la domanda può essere inoltrata online - può essere concesso per nascita sul territorio da genitori ignoti o apolidi, per adozione o per acquisto volontario attraverso la naturalizzazione (ma servono dieci anni di residenza), per discendenza da cittadino italiano per nascita, per aver prestato servizio civile o militare di leva, per essere residenti lungo la Penisola ininterrottamente da dieci anni o dopo aver sposato un italiano.

Tutte condizioni che al momento non appartengono a Chinyery, giunta a Fermo con Emmanuel nei primi giorni di settembre e da allora ospitata nella comunità di Capodarco, impegnata nell’accoglienza di persone in difficoltà.

La donna è una richiedente asilo, a cui lo status di rifugiata potrebbe adesso essere concesso in tempi brevi, visto l’impegno assunto da Alfano. «Solidarietà ne stiamo registrando tanta, ma speriamo che questa iniziativa serva a rafforzare l’impegno istituzionale e ad accelerare i tempi», commento don Vinicio Albanesi, presidente della Fondazione Caritas che ha accolto la coppia in fuga da Boko Haram

Chi c’è dietro l’iniziativa

A lanciare la petizione per vedere riconosciuto lo status di cittadina italiana a Chinyery, 24 anni, resistita al lutto per la morte di un figlio in Nigeria e a un aborto registratosi nel corso della traversata verso l’Italia, è stata Marianna Lentini, 35 anni, esperta di comunicazione digitale che da Lizzanello, piccolo centro in provincia di Lecce, ha dato il là all’iniziativa. «È stato un gesto spontaneo, venuto dalla pancia più che dalla testa - racconta al telefono -. Sono consapevole dei limiti imposti dalla legge, ma l’eccezione rappresenterebbe l’unica possibilità per far sentire Chinyery parte di noi e per farle capire che il nostro Paese è disposto ad accoglierla».

Appresa la notizia e scoperte le vicissitudini che Emmanuel e la sua compagna avevano vissuto, per la promotrice far partire la petizione è divenuto un imperativo. «In una Europa scossa da rigurgiti populisti e paure xenofobe, il conferimento della cittadinanza a Chinyery potrebbe diventare un gesto rappresentativo della nostra umanità e dello spirito di accoglienza che non dobbiamo mai disperdere».
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » dom lug 10, 2016 7:23 pm

Italia razzista? Allora la Kyenge è... Vittorio Feltri svela la "grande balla"
09 Luglio 2016

di Vittorio Feltri

http://www.liberoquotidiano.it/news/ita ... fermo.html

I soliti campioni della sinistra, profittando di uno squallido episodio di cronaca (un italiano che ha stecchito con un pugno un nero durante una rissa) hanno dato fuoco alla miccia di una vecchia polemica stolta e priva di fondamento: gli italiani stanno diventando o sono già diventati razzisti. Il che, pur essendo falso, viene spacciato per verità allo scopo di far sentire in colpa tutti noi, costringendoci moralmente ad accettare di buon grado le incessanti invasioni barbariche, che hanno ridotto parecchie nostre città ad accampamenti di stranieri più o meno sbandati.

Non vedo per quale altro motivo si tenda ad accusare senza lo straccio di una prova il popolo di xenofobia e intolleranza. È vero che stando alle statistiche ogni anno si registrano una cinquantina di aggressioni ad opera di nostri connazionali nei confronti di poveracci immigrati, ma è altrettanto vero che si tratta di una cifra trascurabile se si considera che gli abitanti della penisola sono oltre 60 milioni.

Non solo. I reati compiuti dagli extracomunitari dalle nostre parti sono numericamente impressionanti, tanto che un terzo e oltre della popolazione nelle patrie galere è costituita da extracomunitari. Significa che se gli italiani sono razzisti perché (per fortuna raramente) picchiano e uccidono i profughi, sono ancora più razzisti gli stessi profughi che commettono a nostro danno reati d'ogni tipo: stupri, omicidi, rapine, furti e quant’altro. Volendo discettare sul piano statistico, per ogni delinquente di casa nostra ce ne sono almeno tre di importazione. Questi scarni e approssimativi dati dovrebbero bastare a zittire coloro che ci diffamano dandoci dei razzisti. Evidentemente non sanno fare di conto o parlano a vanvera ispirati da una sorta di ideologia buonista che in realtà è soltanto cialtroneria.

La vicenda di Fermo è paradigmatica in questo senso. Un imbecille dà della scimmia alla moglie di un nero. Questi perde il lume degli occhi e reagisce menando le mani di brutto, cioè massacrando a legnate colui che ne ha oltraggiato la consorte. Nel bel mezzo della zuffa - stando alle testimonianze - il cafone italiano, ormai sopraffatto, ha sferrato un cazzotto terrificante al nero, abbattendolo. Morto. Non è di sicuro una storia edificante e non tale da giustificare l'assassino. Ci mancherebbe. Ma non si può nemmeno affermare che l’omicida vada condannato subito, ancor prima che sia stato accertato come si siano svolti i fatti. Né si può altresì concludere che il delitto in questione, per quanto esecrabile, sia il frutto marcio di un clima di assoluta ostilità italiana verso il “diverso” ossia il nero.

Prima di cianciare di razzismo strisciante serve attendere i risultati dell’inchiesta giudiziaria che, invece, non è neppure iniziata. Giovedì sera, quando ancora poco o nulla si sapeva di come si fosse svolta la tragica lite, sono stato ospite di In onda, programma televisivo de La7, condotto da Parenzo e Labate, insieme con Gennaro Migliore (ex Sel e ora Pd) e Montanari che non avevo il piacere di conoscere. Tema della conversazione, il razzismo. Migliore ha improvvisato una arringa contro gli italiani xenofobi, tra i quali ha inserito anche noi di Libero, rei di aver definito Bastardi islamici gli stragisti del Bataclan. E come dovevamo chiamarli? Boy-scout? Egli ha aggiunto nella sua filippica che i giornali fomentano l’odio con un linguaggio scriteriato. E ha citato un esempio ancora riguardante Libero, che in occasione di un femminicidio a Roma scrisse che la ragazza era stata arrostita. Come dire che se la fanciulla è morta bruciata la colpa non è dell'assassino, ma nostra che abbiamo usato un vocabolo sgradevole a giudizio di Migliore.

Il problema, insomma non è che una signorina sia stata ammazzata col fuoco, ma la parola da noi usata per stigmatizzare l'atrocità del fatto. Ecco come ragionano le briscole della sinistra: non si interessano dei concetti, ma processano il lessico con cui vengono espressi, e va da sé che il dibattito seguente è stato penoso ancorché istruttivo. Io tentavo di argomentare e lui, Migliore (smentendo il luogo comune: nomen omen) anziché ascoltarmi onde replicare con cognizione di causa, sovrapponeva la propria voce alla mia, secondo una forma di maleducazione assai diffusa non solamente fra i progressisti. Niente di grave, ma me ne sono andato via perché discutere con un villano comporta un rischio: quello di assomigliargli. In questo mi vanto di essere razzista. Una tantum.


A Fermo hanno manipolato la realtà per dire che siamo un popolo di razzisti
di Patrizia Grilli • Pubblicato luglio 9, 2016

http://illiberale.com/2016/07/09/a-ferm ... i-razzisti

L’inizio: un cafone offende una nigeriana. La fine: muore il marito della nigeriana. In mezzo però ci sono troppe parole buttate a caso e un processo fatto prima sui media prima ancora di attendere prove certe. Ma, stavolta, si è andati oltre. Una folle e distorta necessità di gettare il razzista italico in prima pagina e la conseguente santificazione della povera vittima, ha decretato la fine del processo e la condanna. Prima di attendere l’esito dell’autopsia e la deposizione dei testimoni (previo accertamento della loro credibilità). I social impazziscono, il governo si fa paladino del morto e della di lui signora. È deciso: siamo razzisti.
Poi, come deve accadere, arrivano gli esiti dell’autopsia e degli accertamenti medici sull’imputato. Qualcosa non torna, non ci sono tracce di pestaggio su Emmanuel, ma i segni di un unico sciagurato pugno non forte ma sufficiente per buttarlo a terra e farlo morire a causa del colpo sul marciapiede. E quel palo della segnaletica stradale chi lo ha usato? L’aggressore ha segni di violenta colluttazione e questo è un fatto accertato. Quindi ancora non sono chiare le dinamiche ma abbiamo due certezze: Emmanuel è morto, la moglie ha raccontato una storia che non corrisponde agli accertamenti autoptici, ci sono dei testimoni che parlano di legittima difesa da verificare.
Alla luce di queste certezze, lo sdegno per l’assurda corsa verso una verità che non sembra tale, appare piuttosto naturale. L’italiano con cervello funzionante aspetta prima di dare giudizi e sentenze. L’italiano che di ogni evento deve farne prova della sua ideologia, non aspetta. Sentenzia, offende, alimenta odio. Il popolo italiano non è razzista ma è sicuramente stanco di essere preso in giro, di essere offeso da presunte menti superiori pronte a tacciarlo di stupidità. È stanco del doppiopesismo buonista ad ogni costo, è stanco delle etichettature un tanto al chilo alla bisogna.
Un pensante teme le derive xenofobe, ancora di più teme i racconti manipolati. A Fermo è accaduto un brutto evento, su Fermo si è abbattuta la stupidità, per Fermo tanti italiani pazienti hanno perso la certezza di vivere in una nazione dove la verità ha importanza. Adesso sanno di respirare aria accusatoria, sempre e comunque, quando uno degli attori è straniero. Bastava aspettare le indagini per prendere, poi, le corrette posizioni. Così non è stato. Un precedente inquietante che non tutela nessuno. Ora c’è solo da sperare che esacerbare gli animi non sfoci in violenza incontrollata.
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » lun lug 11, 2016 6:01 am

Arrestato folle nigeriano che ha bastonato bambina: fratellino scrive a Carabinieri
22 giugno 2016

http://www.intelligonews.it/articoli/22 ... -arrestato

Attimi di terrore a Torino in Corso Umbria dove una bambina è stata vittima di un'assurda aggressione.
La piccola di otto anni è stata ripetutamente colpita con un bastone, ricavato da un ramo d'albero, senza motivo mentre passeggiava a piedi con la zia, la sorellina gemella e con un fratellino più piccolo.
In seguito all'aggressione, la bambina ha riportato contusioni in diverse parti del corpo, alla schiena, alla mano destra, all'avambraccio sinistro e alla gamba destra.

Arrestato folle nigeriano che ha bastonato bambina: fratellino scrive a Carabinieri
L'uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, è stato bloccato dai militari e arrestato per lesioni aggravate. L’aggressione infatti è avvenuta in corso Umbria quasi di fronte alla caserma dei carabinieri di zona San Donato: l’uomo 38 anni, nigeriano, senza fissa dimora, è stato subito rintracciato e arrestato.
Come detto i motivi dell'aggressione non hanno una spiegazione logica e sarebbero frutto di un raptus di follia.
I tre fratellini hanno poi inviato una lettera per ringraziare le forze dell'ordine: "Cari carabinieri - ha scritto il più piccolo - vi ringrazio per aver salvato mia sorella".
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Re: Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei

Messaggioda Berto » lun lug 11, 2016 6:07 am

???

Fermo, Duomo gremito per funerale di Emmanuel. Kyenge: “C’è chi usa razzismo per raccogliere voti”
2016/07/10

Chiesa gremita per l'addio al nigeriano ucciso durante una lite con Amedeo Mancini. Presenti anche Boldrini e Boschi. Presidente Camera: "Dire scimmia a una donna non è una battuta". Arcivescovo: "Siamo noi i disperati". Salvini ne approfitta: "Tanti politici alle esequie, i morti italiani valgono meno?". Lunedì l'udienza di convalida del fermo dell'ultrà accusato di omicidio preterintenzionale con l'aggravante di odio razziale


http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07 ... ti/2894840

Un mazzo di rose rosse e bianche. La foto che lo ritrae sorridente. Nel Duomo cittadino, gremito di gente e di rappresentanti della politica, Fermo dà l’ultimo saluto a Emmanuel Chidi Nnamdi, il profugo nigeriano ucciso per aver reagito alle offese razziste di Amedeo Mancini, l’ultrà che dopo aver insultato la sua compagna definendola “scimmia africana” gli ha sferrato un pugno provocandone la caduta che gli è stata fatale (leggi). Una morte che secondo Cécile Kyenge, presente alle esequie, nasce dal razzismo alimentato da chi cavalca “il malessere sociale del Paese per lucrarne elettoralmente con discorsi d’odio razziale“, ha scritto l’ex ministra ed europarlamentare in una lettera che consegnerà a Chinyery, moglie di Emmanuel, che si è sentita male ed è svenuta durante il funerale. Matteo Salvini non si lascia sfuggire l’occasione per innescare la polemica: “Ai funerali del ragazzo nigeriano c’erano Boldrini, Boschi e tanti politici – scrive su Twitter il segretario della Lega Nord – gli altri morti dimenticati, magari italiani, valgono meno?”.

Don Albanesi: “Anche aggressore è una vittima”
La bara con la salma del 36enne è stata trasportata dalla camera mortuaria al Duomo della città, dove la cerimonia funebre è iniziata alle 18. Ad accompagnare il feretro anche don Vinicio Albanesi, il sacerdote che aveva accolto nella sua comunità presso il Seminario Arcivescovile Emmanuel e la sua compagna, richiedenti asilo arrivati in Italia dopo essere fuggiti dalle violenze dei terroristi legati all’Isis di Boko Haram (leggi). Appena arrivato in chiesa, don Albanesi ha espresso parole di pietà anche per il 39enne Mancini, fermato per omicidio preterintenzionale con l’aggravante di odio razziale (leggi) (l’udienza di convalida si terrà domani presso il Tribunale di Fermo). Anche lui – ha detto il sacerdote – “è una vittima e se qualcuno lo avesse aiutato a controllare la sua istintività, la sua aggressività avrebbe fatto bene”. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se intendesse perdonare Mancini, don Albanesi ha risposto che “noi perdoniamo tutti, noi accogliamo tutti”. Don Albanesi si costituirà parte civile e dall’altare ha voluto sottolineare che “Emmanuel è stato ucciso perché ha voluto salvare la sua dignità”. Anche papa Francesco durante l’Angelus ha rivolto un pensiero a Emmanuel: “Il mio prossimo è anche il migrante che ha fede e nazionalità diverse e che vogliono cacciare” (leggi).

Monsignor Conti: “Siamo noi i veri disperati”
Durante l’omelia l’arcivescovo Luigi Conti, che ha celebrato la messa assieme a don Albanesi, ha detto che “bisogna alimentare la speranza di chi tra mille peripezie arriva tra noi. E mi dà fastidio quando sento i media definirli ‘disperati‘, ma dove? Ma quando? Loro disperati? Semmai noi lo siamo, con la nostra vita spesso inutile e insensata”. “Se loro sono qui – ha aggiunto – è perché davvero” i migranti “nutrono la speranza e noi rischiamo di ucciderla questa speranza, ma invece è la divisione che uccide”. Poi ha respinto l’accusa di chi in questi giorni ha indicato Fermo come una città razzista: “Da oltre due anni questa città si è dimostrata ospitale, ma veramente ospitale. Lo riconoscono i nostri fratelli scappati dalle guerre, dalla fame, dalla persecuzione religiosa. Anche il nostro fratello Emmanuel e la sua promessa sposa lo hanno riconosciuto. Noi fermani siamo ospitali”.

Presenti Boldrini e Boschi
Anche il governo e la politica hanno voluto dare un segnale forte contro il razzismo. In prima fila nella navata centrale si sono seduti il presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e il vice presidente del Parlamento europeo David Sassoli. In chiesa sono molti esponenti del’associazionismo ma anche tanta gente comune e molti anziani. Tanti anche i rappresentanti della comunità nigeriana che hanno indossato vestiti rossi e neri e fasce rosse sulla fronte in segno di lutto.

Canti e balli intorno alla bara di Emmanuel
Sull’altare, quando la messa funebre è terminata, don Vinicio Albanesi ha fatto salire i compagni di Emmanuel che, chi in francese, chi in inglese, chi in italiano hanno letto passi della Bibbia. “E’ Iddio che ci ha creato con colori diversi e noi abbiamo già sofferto e espiato le nostre pene”, ha detto in chiesa, durante i funerali, un amico del 36enne. “La sua morte ci fa molto male – ha proseguito – ma questa è la volontà di Dio”. Poi ha concluso dicendo: “Se Iddio ha voluto che lui morisse dopo 7 mesi qui in Italia, noi lo accettiamo, perché, appunto era la volontà di Nostro Signore”. Dopo aver letto la Bibbia gli amici si sono stretti intorno alla bara, poggiata a terra, su un tappeto e hanno intonato alcuni canti.

Presidente della Camera: “Comunità non sarà lasciata sola”
Appena arrivata in città Laura Boldrini ha commentato: “E’ da rimandare al mittente l’accusa che Fermo sia una città razzista. Siamo qui per dire no al razzismo, è necessario “non lasciare sole le comunità”. “Dire scimmia africana a una donna non può essere derubricata come battuta. E’ una frase da rinviare al mittente”, ha voluto rimarcare la Boldrini. La stessa offesa venne usata il 13 luglio 2013 durante un comizio dall’allora presidente del Senato Roberto Calderoli (leggi) nei confronti della Kyenge. Un episodio a cui ha fatto riferimento nei giorni scorsi anche il legale di Mancini, Francesco De Minicis. “Scimmia è una parola che viene detta in giro anche da onorevoli e i ragazzi pensano si possa dire e invece non si deve dire. Certamente se questi signori politici usassero un linguaggio più contenuto persone che non hanno livelli culturali elevati non si sentirebbero liberi di dirlo”, ha detto l’avvocato intervistato a la Zanzara, su Radio24 (leggi). Prima del legale, la scrittrice Michela Murgia aveva scritto su Facebook che “i cattivi maestri del fascista e razzista che ha ucciso Emmanuel Chidi Namdi e picchiato sua moglie Chinyery siedono in Senato” (leggi).

Kyenge: “Alcuni politici usano razzismo per ottenere voti”
Proprio da Cécile Kyenge è arrivato l’attacco più duro contro quei politici che alimentano le paure per tornaconti elettorali. Le sue parole sono scritte su una lettera che l’ex ministra ha voluto consegnare alla vedova. “L’Italia e gli italiani non sono razzisti e lo dimostra il grande abbraccio che questo Paese ti ha dato, chiamando ciò che vi è accaduto ed è accaduto ad Emmanuel con il proprio nome: un’aggressione di matrice razziale. L’Italia non è un Paese razzista, ma c’è purtroppo chi sta provando irresponsabilmente ad avvelenare i pozzi del futuro, cavalcando il malessere sociale del Paese, che ha altre cause, per lucrarne elettoralmente con discorsi d’odio razziale verso immigrati e rifugiati, indicati come capro espiatorio dei mali del Paese”. “La morte di una persona, specie se avviene in circostanze come queste, ci deve far riflettere sulle responsabilità politiche, quelle delle persone e anche quelle individuali”, ha detto l’europarlamentare prima dell’inizio del funerale.

“Era venuto per vivere in pace, ha trovato la morte
“Era venuto per vivere in pace, ha trovato la morte. Che dal cielo ci liberi dalle cattiverie umane”. Questa la scritta sul manifesto funebre di Emmanuel Chidi Nnamdi, che affisso in mattinata all’ingresso della camera mortuaria, prima che la salma venisse trasferita nel Duomo. “Lo ricordano con infinito amore – si legge ancora – la moglie Chinyere, gli amici del seminario, la Fondazione Caritas in veritate, le Piccole Sorelle Jesu Caritas, la comunità di Capodarco e quanti gli hanno voluto bene”. Sulla bara di legno chiaro, oltre una foto sorridente di Emmanuel, molti i fiori portati dalle tante persone che questa mattina sono venute a visitare la camera mortuaria. Fermo sarà in lutto cittadino il 12 luglio, giorno in cui è prevista una manifestazione in memoria di Emmanuel.


Basta clandestini, basta migranti/rifigianti/asilanti finti e nullafacenti a nostre spese, basta islamici con il loro Maometto terrorista e assassino.
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