Co łi omani more: caretà çełeste, sepełimento e cremasion

Co łi omani more: caretà çełeste, sepełimento e cremasion

Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 2:44 pm

Co łi òmani moriva e more: caretà çełeste, sepełimento e cremasion
viewtopic.php?f=24&t=1437


SEPOLTURA
1936 di George MONTANDON - Agostino

http://www.treccani.it/enciclopedia/sep ... taliana%29


SEPOLTURA
(corispondensa col lat. sepultura, da sepultum, supino di sepelire, seppellire; fr. sépulture; sp. sepultura; ted. Begräbnis; ingl. sepulture).

Le numerosissime modalità della sepoltura presso i primitivi possono essere tutte raggruppate nelle 8 seguenti:

1. l'abbandono;
2. l'immersione;
3. la soprelevazione;
4. il seppellimento;
5. l'ignizione;
6. la mummificazione;
7. la scarnificazione;
8. il cannibalismo.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Co łi omani more: caretà çełeste, sepełimento e cremasion

Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 3:08 pm

Caretà çełeste


Na olta co l'omo el jera pì a rento de l simioto ke de coel ke lè deso, col moriva el vegnea làsa là soto el çeło e magnà da łe bestie a cu ghe piaxeva łe carogne: avoltoi, grifoni, jene, ... se nol vegneva magnà prima da vivo da łe bestie; sta tradision ła se ga conservà ente łi funerałi de çerti povołi de ła stepa, ente coeło tibetan e ente coel xoroastrian dei Parsi.

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -e-non.jpg

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Sky Burial
http://www.zmescience.com/other/the-sky-burial
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Le tori del silensio

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El funeral tibetan

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Grifoni e avoltoi
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El grifon ło catemo ente łe figurasion pristoreghe come bestia majega e metega ke porta l'anema de l'omo en sieło, łi xe łi primi e veri anxełi:

Ara mexopotamega
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Alaska
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Totem
http://it.wikipedia.org/wiki/Totem
In antropologia, un totem è un'entità naturale o soprannaturale, che ha un significato simbolico particolare per una singola persona o clan o tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita. Il termine deriva dalla parola ototeman, usata dai nativi americani Ojibway.
Nei clan in cui il capostipite è divino o semidivino, tale entità è considerata il totem del clan.
http://it.wikipedia.org/wiki/File:NIEdot370.jpg
http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo ... alaska.htm
http://www.alaskalandandsea.com/destina ... hikan.html
http://www.alaskahighlights.com/Totem_P ... Eagle.html
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Area shita e stepega
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Cfr. co:
Kimera (e drago)
http://it.wikipedia.org/wiki/Chimera_%28mitologia%29
Le kimere łe xe bestie metego-majeghe fate asenbrando parte de pì bestie diverse ke a l'ocorensa łe se magnava carne omana e łi òmani: grifoni, avoltoi, jepeti, leoni, tigri, iene, cocodriłi/alegadori/sauri,varani, ...
http://it.wikipedia.org/wiki/Drago


Hipogrifo
http://it.wikipedia.org/wiki/Ippogrifo


Secie Benvegnù de Este e Certoxa de Bologna
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 3%B9-1.jpg
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 3:24 pm

Spirtoaƚetà da ƚa pristoria, shamanexemo e coxmołoja shamana
viewtopic.php?f=24&t=19

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... avahar.png

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -mazda.jpg



Mazdeismo o Zoroastrianesimo
http://it.wikipedia.org/wiki/Zoroastrismo
Lo Zoroastrismo (definito anche Zoroastrianesimo o Mazdeismo) è una religione e filosofia basata sugli insegnamenti del profeta Zarathuštra (o Zoroastro) ed è stata in passato la religione più diffusa dell'Asia. Fu fondata prima del VI secolo a.C. nell'antica Persia (attuale Iran).
...
Morte e sepoltura. I rituali religiosi connessi con la morte sono concentrati sull'anima della persona e non sul corpo, considerato impuro. Alla morte, l'anima lascia il corpo dopo tre giorni. Nei tempi antichi il cadavere veniva esposto in luoghi aperti e sopraelevati, chiamati torri del Silenzio, dove gli avvoltoi l'avrebbero mangiato. Anche gli imperatori persiani quali Dario, Ciro, Serse e Artaserse, in quanto zoroastriani, sono stati spolpati dagli avvoltoi prima di essere sepolti nei rispettivi sepolcri a Persepoli e a Naqs-i-Rustam. La tradizione dell'esposizione dei cadaveri è attualmente seguita solamente dai Parsi. Gli zoroastriani dell'Iran ricorrono alla cremazione elettrica o all'inumazione (in tal caso la bara è posta nel cemento per proteggere la purezza della terra).
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Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 3:25 pm

Disco venetego co na dona (shamana, dea, o "daena" el Sé ?) col can-lovo e el grifon:

El disco dito de Reitia
viewtopic.php?f=171&t=1501

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 010046.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 010050.jpg


Serci o diski de bronxo veneteghi:
viewtopic.php?f=43&t=194
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... hhTFE/edit
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Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 4:17 pm

???

I grifoni? Sono dinosauri travestiti
Corriere Scienza. La scoperta di una tomba gelata nell' Altai ripropone i Protoceratopi come i modelli che ispirarono i mostri mitologici

http://archiviostorico.corriere.it/1999 ... 2099.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Protoceratops
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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... drewsi.jpg
No me par purpio!


La scoperta di una tomba gelata nell' Altai ripropone i Protoceratopi come i modelli che ispirarono i mostri mitologici I grifoni?
Sono dinosauri travestiti I grifoni, i favolosi animali che popolano la mitologia greca (nota mia: non solo greca ma quasi dell’intero pianeta), non sono semplici prodotti della fantasia, ma raffigurazioni ispirate ai Protoceratopi, massicci dinosauri quadrupedi lunghi circa due metri e provvisti di un poderoso becco adunco, che vissero proprio nei territori che dettero origine al mito (nota mia: non credo proprio).

Questa tesi, avanzata nel ' 94 sulla rivista "Archaeology" da Adrienne Mayor, studiosa di mitologia e folclore classici, si è riproposta all’attenzione dopo la scoperta di immagini di grifoni in una tomba di un principe del popolo Saka (Sciti dell' Asia centrale), rinvenuta ancora congelata sulle pendici dei Monti Altai ("Corriere", 13 marzo).

Ovviamente, né i Saka, né i Greci poterono ispirarsi ai dinosauri vivi perche' questi animali scomparvero oltre 60 milioni di anni fa, ma di certo i Saka e gli altri nomadi delle steppe incontravano con una certa frequenza sia gli scheletri fossilizzati di Protoceratopi che i loro nidi pieni di uova, portati in superficie dall' erosione.

E le carovane che da Oriente trasportavano spezie e merci esotiche fino ai confini del mondo greco, portarono anche la notizia che nei territori ricchi d' oro degli Issedoni (come i Greci chiamavano i popoli nomadi dell' Altai) vivevano i grifoni che - come scrisse Erodoto - "custodivano l' oro dei Saka".

La tesi proposta da Adrienne Mayor sembra ora persino ovvia, tanto è evidente la somiglianza tra gli scheletri dei Protoceratopi e i grifoni dell' iconografia greca e persiana.

Infatti, chiunque confronti il profilo di un cranio di Protoceratopo con la raffigurazione del mitico grifone non può non vedere la stretta parentela formale tra le due forme, accentuata anche dalla somiglianza tra l' ampio "colletto" a ventaglio del dinosauro e la criniera stilizzata e riccioluta che adorna - ad esempio - il profilo del grifone d' oro scoperto nella tomba congelata dell' Altai dalla missione archeologica del Centro Studi Ligabue di Venezia.

Ma prima della Mayor nessuno aveva visto un possibile nesso tra i due soggetti, sebbene ci fossero diversi indizi negli scritti degli antichi storici e ampi riferimenti nel folclore popolare asiatico.

Le ricerche della Mayor ebbero inizio quando la studiosa pose l' attenzione sulle immmagini di grifoni scoperte nelle tombe gelate che l' archeologo russo Rudenko scavo' a Pazyryk, sugli Altai, e cioe' nel territorio dove il greco Aristea (che attorno al 675 avanti Cristo visito' quelle regioni) incontro' i nomadi Saka (che lui chiamo' Issedoni), dai quali apprese di una terra dove vivevano gli Arimaspi, un popolo di cavalieri monocoli che rubavano oro ai grifoni.

La coincidenza tra le testimonianza storiche e le scoperte archeologiche spinse la studiosa ad approfondire la ricerca sia nei testi antichi che nell' iconografia greca e persiana dove, soprattutto nel VII secolo avanti Cristo, compaiono numerose immagini di grifoni.
Convinta che i mitologici grifoni non fossero creature scaturite dall' "assemblaggio" di animali diversi (come i centauri o le sirene), ma avessero un qualche legame con un animale reale, la Mayor si pose il problema di identificare il prototipo del grifone. Il territorio degli Issedoni ricordati da Aristea forma una sorta di cuneo delimitato dalle catene montuose del Tien Shan (Monti Azzurri) e dell' Altai, in una zona a cavallo tra Mongolia, Cina, Siberia, e Kazakhstan; un' area dove da sempre la tradizione parla di "denti di dragone" nel terreno e che ha restituito una grande quantita' di resti di dinosauro.

Resti che affiorano in perfetta connessione anatomica e che possono senz' altro aver dato origine al mito orientale del drago.
Ma quale animale in particolare poteva aver ispirato i grifoni?

La risposta dei paleontologi fu immediata e risolutiva: il Protoceratopo, col suo forte becco simile a quello di un' aquila, era il possibile prototipo dei grifoni.

Ma occorrevano altre conferme. Gli antichi storici parlavano di "grifoni guardiani dell' oro", dicevano che "l' oro degli Issedoni affiora in superficie o poco piu' sotto", e che era possibile raccoglierlo nei nidi dei grifoni. Come spiegare queste affermazioni?
Per il riferimento ai nidi di uova e' stata ancora la paleontologia a dare una spiegazione razionale perche' l' area in questione ha restituito numerosi nidi di uova di dinosauro, Protoceratopo compreso, ed e' quindi facilmente spiegabile l' associazione fatta tra le uova fossili e un animale provvisto di un becco simile a quello di un uccello.
Per i riferimenti all' oro la questione appariva piu' confusa. Poiche' l' oro poteva provenire solo da rocce molto piu' antiche rispetto ai sedimenti cretacei che contenevano i fossili di dinosauri, come era possibile che le pepite si trovassero negli stessi terreni dove affioravano i fossili? La risposta, in questo caso, e' venuta dalla geologia.

I graniti dei Monti Azzurri e degli Altai (la radice del nome Altai significa oro) costituivano la tradizionale fonte dell' oro degli Sciti e il metallo continua ad affiorare in superficie a causa dell' erosione che poi lo trasporta nei depositi alluvionali ben noti ai paleontologi per la presenza di resti fossili.

Rimanevano da spiegare le affermazioni degli storici circa le pepite "in superficie o poco sotto" e negli stessi nidi dei Protoceratopi - grifoni. In questo caso - come ben sanno i frequentatori di deserti - la risposta e' piu' semplice di quanto possa sembrare: in zone sabbiose battute dai venti l' azione eolica sposta la sabbia e lascia in superficie oggetti piu' pesanti come i sassi che, col ripetersi del fenomeno, finiscono per accumularsi anche se il terreno sottostante non e' ricchissimo di pietre.

La stessa cosa accadeva evidentemente con le pepite che, affiorando tra i nidi dei Protoceratopi, suggerirono l' immagine dei grifoni a difesa delle miniere d' oro.

In quanto alla presenza delle ali nelle raffigurazioni classiche dei grifoni - ali che in realta' i Protoceratopi non avevano - la Mayor ipotizza che questa caratteristica sia stata aggiunta dagli artisti greci e persiani come "ovvia deduzione", in quanto un animale provvisto di becco e che deponeva le uova non poteva non avere ali da uccello (???).
Viviano Domenici


http://it.wikipedia.org/wiki/Grifone_(mitologia)
Il grifone è una creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d'aquila. Molte illustrazioni moderne rappresentano il grifone con le zampe anteriori da aquila, dotate di artigli. Generalmente comunque ha quattro zampe da leone. La sua testa da aquila ha orecchie molto allungate; queste sono a volte descritte come orecchie da leone ma spesso anche da cavallo, a volte anche piumate. Stando ad alcuni autori, la coda sarebbe costituita da un serpente, paragonabile a quella della chimera.
Il grifone è quindi spesso rappresentato con quattro zampe, ali, becco, artigli d'aquila e spesso con orecchie equine. In antichità era un simbolo del potere divino e un guardiano della divinità. Il grifone è stato usato nella cristianità medioevale come simbolo di Gesù Cristo, il quale era sia umano che divino.

Simbologia del grifone

http://it.wikipedia.org/wiki/Grifone_(mitologia)
http://digilander.libero.it/gryphon/grifone.html
Il grifone (conosciuto anche come Grifo) è una creatura alata con quattro zampe ed un becco. La parte anteriore è quella di un'aquila, mentre quella posteriore appartiene ad un leone. Talvolta viene raffigurato con una coda di serpente.
Era considerato consacrato al Dio Sole, tanto che gli antichi artisti raffiguravano il carro del Sole trainato da Grifoni e lo stesso Apollo ne cavalcava uno. Anche il carro di Nemesi era trainato da questi fantastici animali, che tra l'altro erano considerati la personificazione della Dea della Vendetta.
La più antica immagine di Grifone conosciuta proviene da un sigillo trovato in Iran e datato 3000 AC. Presso i Sumeri troviamo una creatura simile al Grifone chiamata Chumbaba, mentre immagini di questa creatura sono presenti nelle raffigurazioni greche e del medio oriente. Il primo testo in cui si parla di Grifoni è greco, è opera di Aristeas di Proconnesus e risale al settimo secolo AC. Alcuni racconti narrano che Alessandro Magno cercò di cavalcare una di queste bestie alate.
Inizialmente i Grifoni furono identificati come creature demoniache nell'iconografia Cristiana, infatti si riteneva che intrappolassero le anime degli uomini. Dopo Dante, però, cambiò la loro rappresentazione simbolica: la loro duplice padronanza di terra e cielo divenne simbolo della doppia natura del Cristo (Uomo e Dio), e il Grifone divenne una creatura buona. Si veda anche il simbolismo del grifone.

http://digilander.libero.it/gryphon/sim ... ifone.html
Il Grifone, per gli Ebrei, rappresenta l'antica Persia, probabilmente per via delle numerose raffigurazioni di Grifoni nell'arte Persiana.
Presso i Greci la bestia mitologica era simbolo di forza. Come già citato sipegando cos'è un Grifone, questo animale era associato sia ad Apollo che a Nemesi. I Grifoni inoltre erano a guardia dell'oro della lontana tribù nordica degli Iperborei.
Inoltre i Grifoni punivano l'avidità e l'avarizia sorvegliando l'oro e le abbondanti gemme che si trovavano sui monti (di solito il Caucaso o gli Urali) facendo a brandelli chiunque cercasse di rubare queste ricchezze.
Presso le stesse popolazioni, inoltre, i Grifoni rappresentavano la superbia. Questa associazione è dovuta al fatto che si narra che Alessandro Magno cercò di cavalcarne uno per raggiungere la sommità del cielo.
Riguardo al suo uso regolare nell'Araldica, Boekler (1688) diede la seguente interpretazione: "I Grifoni sono ritratti con un corpo di leone, testa d'aquila, lunghe orecchie, e gli artigli dell'aquila, ad indicare l'unione tra forza ed intelligenza". Quest'interpretazione nasce dal fatto che l'aquila simboleggia l'intelligenza, mentre il leone la forza, quindi il Grifone rappresenta la perfetta unione di muscoli e cervello. Dopo il cambiamento di vedute seguito a Dante, divenne il nemico del Serpente e del Basilisco, entrambi considerati demoniaci.

Il mito di Etana di Kish o l'eterno ritorno, di Renzo Baldini
http://www.renzobaldini.it/testi/Etana%20di%20Kish.html


http://www.fondazionegenoa.it/comunita/ ... 2&cont=164
...
Fa parte del repertorio iconografico di molte civiltà antiche, dalla Mesopotamia all'arte Egizia, fenicia, Siriaca, Mitannica, Ittita; si trova anche in Etruria come decorazione e nell'arte Romana come simbolo religioso, (nonchè nelle situle e in altri manufatti bronzei dei venetici).
È diffusa la tendenza di identificare ogni animale araldico con il grifone, dunque per conoscere meglio questa "mostruosità ibrida" è fondamentale tener presente il "Bestiario Medievale" (uno dei pochi libri diffusamente letti nel Medio Evo, basato sul lavoro di un fisiologo, il quale scrisse il suo libro delle bestie in cui erano riportate opere vere e/o fantastiche di molti autori precedenti).


http://ilaria.veltri.tripod.com/tack.html
http://www.pavelfilatov.com/gall/Altai_People/mini.php
http://www.mondimedievali.net/Barbar/sciti02.htm
http://www.w-ch-klose.de/html/pazyryk_carpet.html
http://www.hermitagemuseum.org/html_En/03/hm3_2_7a.html
http://www.cais-soas.com/CAIS/Art/Decor ... carpet.htm
http://www.erugsdirect.com/history.aspx
http://en.wikipedia.org/wiki/Pazyryk_burials
http://wiki.bmezine.com/index.php/Pazyryk_Mummies


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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ab2xx5.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ti3vw8.jpg
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Co łi omani more: caretà çełeste, sepełimento e cremasion

Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 4:17 pm

Oltre o anseme a łi oxełi (bestie del çeło) a ghè łe bestie de tera ke magnava łe carogne, i cadavari, i morti: iene e siacałi

Anubi

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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... nedjem.jpg

http://it.wikipedia.org/wiki/Anubi
Nella religione egizia, Anubi (o Anubis) era la divinità che proteggeva le necropoli ed il mondo dei morti, per cui veniva anche chiamato "Il Signore degli Occidentali".
Prima divinità dell'Oltretomba, come recitano i "Testi delle piramidi", venne successivamente sostituito da Osiride, già verso la V dinastia, ma restava il dio protettore del XVII nomo dell'Alto Egitto il cui capoluogo, Khasa, venne chiamato, in epoca ellenistica, Cinopoli ossia "Città dei canidi" per il culto che vi veniva celebrato.
...
Nel primitivo culto zoolatrico, Anubi era raffigurato come un cane dal pelo rossiccio, con grandi orecchie e lunga coda, ma a partire dal Nuovo Regno veniva rappresentato con il corpo di uomo e testa di cane, chiamata poi genericamente testa di sciacallo, per identificare così l'animale che si nutre di carogne e quindi strettamente connesso alla morte.
L'aspetto di questa divinità era un incrocio tra il cane, lo sciacallo, la iena, la volpe ed il lupo, animali dall'aspetto simile che vivevano nel deserto e vicino ai cimiteri.
La testa era raffigurata nera perché questo colore indicava la putrefazione dei corpi, il bitume impiegato nella mummificazione ma anche il fertile limo, simbolo di rinascita.
La forma mista di corpo umano e testa di canide non deve far credere che gli Egizi immaginassero e adorassero un dio semi-umano ma significa che essi vedevano nel cane randagio, della Valle del Nilo, la possibile forma, detta ipostasi, dell'apparizione del dio Anubi (Hornung).
...
Protettore della sacra terra della necropoli, aveva il compito di accompagnare il Ba del defunto davanti al tribunale supremo degli dei, così come narrato nel "Libro dei morti", illuminando il cammino con la Luna tenuta nel palmo della mano. In questo caso diveniva la forma sincretica del dio Upuat che significa "Colui che apre la strada" ed era anche assimilato all'altra divinità canide Khentamentyu ossia "Colui che è a capo della necropoli".
Come rappresentato in alcune tombe del Medio Regno della necropoli tebana, Anubi appare chinato sul defunto con lo scettro rituale wr-hk3w detto "Grande di magia" il cui scopo era quello di ridonare la vita.
In basso a sinistra dell'immagine si nota il feticcio rituale collegato al culto di Anubi
Ebbe anche un ruolo importante nel mito di Osiride del quale imbalsamò le spoglie, su ordine di Ra, facendone così la prima mummia e divenendo quindi il dio protettore dell'imbalsamazione.
Gli stessi imbalsamatori erano suoi sacerdoti e quello che presiedeva ai riti funebri indossava la maschera nera con le sembianze del dio, divenendo egli stesso la personificazione della divinità.
Partecipava inoltre alla psicostasia ove conduceva il defunto nella "Sala delle due verità" e ne pesava il cuore assieme al dio Thot che come scriba ne registrava la pesatura.
Successivamente fu associato, dai Greci, a Ermes Psychopompos ossia "Hermes che accompagna le anime" con il nome di Ermanubi che poche caratteristiche aveva del dio dinastico Anubi.
Nel Libro XI de Le metamorfosi di Apuleio si trova la testimonianza che il culto di Anubi durò, a Roma, almeno fino al II secolo d.C.
http://it.wikipedia.org/wiki/Khentamentyu



Cfr. co Cerbero
http://it.wikipedia.org/wiki/Cerbero
Cerbero nella mitologia greca era uno dei mostri che erano a guardia dell'ingresso dell'Ade, il mondo degli Inferi. È un mostruoso cane a tre teste, le quali simboleggiano la distruzione del passato, del presente e del futuro[senza fonte]. Tutto il suo corpo era ricoperto, anziché di peli, di velenosissimi serpenti, che ad ogni suo latrato si rizzavano, facendo sibilare le proprie orrende lingue. Il suo compito era impedire ai vivi di entrare ed ai morti di uscire. In realtà nell'antichità il "nudo suolo" era definito Cerbero (o "lupo degli dei") poiché ogni cosa seppellita pareva essere divorata in breve tempo.
Il nome di Cerbero è entrato nella lingua italiana per esprimere, per antonomasia e spesso ironicamente, un guardiano arcigno e difficile da superare.
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Cfr. co Ecate
http://it.wikipedia.org/wiki/Ecate
Ecate è una dea della religione greca e romana (Latino Hecata o Hecate, Greco Antico Ἑκάτη, Hekátē), ma di origine pre-indoeuropea.
Ecate era una divinità psicopompa, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei ed il regno dei Morti. Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti (la Sibilla Cumana, a lei consacrata, traeva da Ecate la capacità di dare responsi provenienti, appunto, dagli spiriti o dagli Dei).
Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate è raffigurata come triplice (giovane, adulta/madre e vecchia), ed il numero Tre la rappresenta; le sue statue venivano poste negli incroci (trivi), a protezione dei viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).
Le sue figlie erano chiamate Empuse.
Le sue origini sono poco note: Esiodo la ritiene figlia del titano Perse e di Asteria, e quindi è discendente diretta della stirpe titanica. Ma un'altra tradizione la riconosce come la figlia di Zeus e di una figlia di Eolo, chiamata Ferea.
Fu Ecate a sentire le grida disperate di Persefone, rapita da Ade presso il Lago Pergusa e portata negli Inferi, e fu sempre lei ad avvertire Demetra di quanto era accaduto.
Ecate veniva anche associata in alcuni casi ai cicli lunari, insieme ad altre divinità come Diana o Artemide (la luna crescente), e Selene/Luna (la luna piena), a simboleggiare la luna calante.
Nell'iconografia Ecate viene rappresentata spesso con tre corpi o con sembianze di cane o, accompagnata da cani infernali ululanti in quanto veniva considerata protettrice dei cani. Un altro animale sacro a tale divinità era la colomba.
La natura di Ecate è bi-sessuata, in quanto possiede in sé entrambi i principi della generazione, il maschile e il femminile. Per questo motivo viene definita la fonte della vita e le viene attribuito il potere vitale su tutti gli elementi.
Hecate, Hekate (Hekátē), o Hekat fu in origine una dea delle terre selvagge e del parto proveniente dalla Tracia, o dai cariani dell'Anatolia.[1] I culti popolari che la veneravano come una dea madre inserirono la sua persona nella cultura greca come Ἑκάτη. Nell'Alessandria tolemaica essa in ultima analisi ottenne le sue connotazioni di dea della stregoneria e il suo ruolo di 'Regina degli Spettri', in queste vesti fu poi trasmessa alla cultura post-rinascimentale. Oggi è vista spesso come una dea delle arti magiche e della Stregoneria. È inoltre l'equivalente della Trivia romana. Il più noto santuario dedicato ad Ecate si trova a Lagina, in Turchia sudoccidentale.



Cosa gała ente ła man sanca sta dona?
viewtopic.php?f=171&t=909

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ta-oca.jpg

Ke robi xełi sti kì ke ła ga ente ła man sanca?


Cfr. co Ecate

Ecate spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... C3%A7e.jpg

http://it.wikipedia.org/wiki/Ecate

Ecate è una dea della religione greca e romana (Latino Hecata o Hecate, Greco Antico Ἑκάτη, Hekátē), ma di origine pre-indoeuropea.
Ecate era una divinità psicopompa, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei ed il regno dei Morti.
Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti (la Sibilla Cumana, a lei consacrata, traeva da Ecate la capacità di dare responsi provenienti, appunto, dagli spiriti o dagli Dei).

Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate è raffigurata come triplice (giovane, adulta/madre e vecchia), ed il numero Tre la rappresenta; le sue statue venivano poste negli incroci (trivi), a protezione dei viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).

Le sue figlie erano chiamate Empuse.

Le sue origini sono poco note: Esiodo la ritiene figlia del titano Perse e di Asteria, e quindi è discendente diretta della stirpe titanica. Ma un'altra tradizione la riconosce come la figlia di Zeus e di una figlia di Eolo, chiamata Ferea.

Fu Ecate a sentire le grida disperate di Persefone, rapita da Ade presso il Lago Pergusa e portata negli Inferi, e fu sempre lei ad avvertire Demetra di quanto era accaduto.

Ecate veniva anche associata in alcuni casi ai cicli lunari, insieme ad altre divinità come Diana o Artemide (la luna crescente), e Selene/Luna (la luna piena), a simboleggiare la luna calante.

Nell'iconografia Ecate viene rappresentata spesso con tre corpi o con sembianze di cane o, accompagnata da cani infernali ululanti in quanto veniva considerata protettrice dei cani. Un altro animale sacro a tale divinità era la colomba.

La natura di Ecate è bi-sessuata, in quanto possiede in sé entrambi i principi della generazione, il maschile e il femminile. Per questo motivo viene definita la fonte della vita e le viene attribuito il potere vitale su tutti gli elementi.

Hecate, Hekate (Hekátē), o Hekat fu in origine una dea delle terre selvagge e del parto proveniente dalla Tracia, o dai cariani dell'Anatolia.
I culti popolari che la veneravano come una dea madre inserirono la sua persona nella cultura greca come Ἑκάτη.
Nell'Alessandria tolemaica essa in ultima analisi ottenne le sue connotazioni di dea della stregoneria e il suo ruolo di 'Regina degli Spettri', in queste vesti fu poi trasmessa alla cultura post-rinascimentale. Oggi è vista spesso come una dea delle arti magiche e della Stregoneria. È inoltre l'equivalente della Trivia romana. Il più noto santuario dedicato ad Ecate si trova a Lagina, in Turchia sudoccidentale.

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Ecate.html

Appellativi

Chtonia (Del mondo sotterraneo)
Antaia (Colei che incontra)
Apotropaia (Protettrice)
Enodia (La dea che appare sulla via)
Kourotrophos (Nutrice di fanciulli)
Propulaia/Propylaia (Colei che sta davanti alla porta)
Propolos (Colei che serve)
Phosphoros (Portatrice di luce)
Soteira (Sapiente)
Triodia/Trioditis (Che frequenta i crocicchi)
Klêidouchos (Che porta le chiavi)
Trimorphe (Triplice)


I simboli di Ecate

Ecate custodisce e presiede i crocevia: qualunque incrocio, in particolare quello di incontro di tre vie, è a lei sacro ed un tempo vi erano edificate edicole ed effigi in suo onore.
Molte credenze e rituali di derivazione contadina approdano nella loro fase culminante proprio nei crocevia e ai trivi. Proprio in questi luoghi si portano le offerte in suo onore.
Poste agli incroci di tre strade, le statue di Ecate proteggevano i viandanti, aiutandoli a scegliere il percorso giusto e ad individuare i passaggi meno rischiosi. Ecco perché in alcune rappresentazioni Ecate ha addirittura tre teste, ognuna che guarda in una diversa direzione.
La cristianità ne ha fatto invece territorio diabolico dove vi si seppellivano i suicidi. Il crocicchio è, al contrario, un posto di concentrazione di energie: le strade, i cammini, i destini si incrociano e portano ad una scelta. Ecate è la dea delle scelte e della libertà di scelta.
La torcia è come abbiamo detto uno degli attributi fondamentali di Ecate, luce che illumina le tenebre, sapienza divina, essenza divina di luce. La torcia di Ecate serve a illuminare le anime nel loro passaggio dalla luce all'oscurità, ma anche ad accendere la scintilla della vita per farla uscire dalle tenebre.
La coppia Apollo - Ecate presente in molti luoghi oracolari (es Sibilla Cumana) ci parla anche di due facce della luce di saggezza: quella apollinea della luce diurna e quella interiore di Ecate notturna.
Il coltello appare in molte rappresentazioni di Ecate, forse associato al suo ruolo di levatrice (per tagliare il cordone ombelicale), ma è associato anche al suo ruolo di accompagnatrice nella morte, dove taglia i legami fra il corpo fisisco e lo spirito.
Quello della chiave è un attributo significativo di Ecate guardiana delle soglie.
Hekate Kleidoukoz (Kleidoukos) è “Colei che tiene la chiave” che controlla il passaggio dal mondo della superficie al mondo ctonio dell'Ade., dal regno del conosciuto a quello dello sconosciuto. Ecate guida di Persefone agli Inferi è anche la custode dei misteri, la sacerdotessa che trasmette i segreti della conoscenza.
Appartenente al mondo animale è il simbolo del serpente, associato all'idea del labirinto.
Il serpente è animale che emerge dal mondo ctonio, associato alla rigenerazione e al rinnovamento per il suo cambiare pelle.
Nel cosidetto Oracolo caldeo, edito ad Alessandria, la Dea era associata al simbolo noto come ruota di Ecate, con forme serpentine che disegnano una figura labirintica a tre direzioni.
Triplicità, vita morte e rinascita, rinnovamento e altri dei suoi significati sono racchiusi in questo simbolo.
Il cane è invece simbolo dell’Oltretomba, antica guida per i morti.
Le apparizioni o la presenza di Ecate ai crocicchi era manifestata proprio dai latrati lontani dei cani. Numerosi sono i simboli che condivide con la figura di Cerbero, custode dell’Ade.
Altri animali simbolo di Ecate sono i cavalli e i gatti neri.
La civetta è sua messaggera. I suo carro è tirato da dragoni.

http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/Ecate.htm
Altro titolo di Ecate è Phosphoros, "portatrice di luce", ed è probabilmente legato alla sua immagine più nota, quella del tedoforo. Altre divinità erano talvolta portare una sola torcia, ma pochi sono stati identificati in modo chiaro con torce. Secondo un noto punto di vista è che questo simboleggia Hekate come dea-Luna ma è più probabile che il titolo e torce erano originariamente associate a un ruolo guida e guardiano in Misteri e quindi la funzione è stata connessa a quello della Propolos. Phosphoros è stato anche il nome greco per la "stella del mattino", il pianeta Venere.

Ecate la Giovane ha un posto di primo piano nei culti misterici di Orfeo, tant'è che compare nel primo inno orfico ove viene celebrata come la Signora che possiede le chiavi dell'universo:

Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.

https://www.unisalento.it/c/document_li ... -15208.pdf
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Co łi omani more: caretà çełeste, sepełimento e cremasio

Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 6:00 pm

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Messaggioda Berto » gio mar 05, 2015 6:00 pm

Sepoultura

http://it.wikipedia.org/wiki/Sepoltura


Inumazione
http://www.treccani.it/enciclopedia/inumazione

Seppellimento del cadavere in una fossa scavata dentro terra. È la forma di sepoltura più diffusa e una delle più antiche. Nel Paleolitico superiore abbondanti sono le documentazioni del culto dei morti, con tombe scavate nel terreno dove il cadavere, generalmente supino, era accompagnato dal corredo funebre. Uso caratteristico del Neolitico era quello della sepoltura secondaria, ossia l’i. definitiva era preceduta da una prima deposizione o esposizione, con le quali si otteneva la scarnificazione del cadavere. Con l’età del Bronzo e nella successiva età del Ferro accanto all’i. comparve l’incinerazione. A Roma, durante la repubblica prevalse l’uso dell’incinerazione che continuò sino all’Alto Impero, quando venne sostituita con l’i., imposta dalle religioni orientali e poi dal cristianesimo.

In gran parte delle società umane convivono differenti modalità di trattamento del cadavere (i., sepoltura, cremazione, esposizione, imbalsamazione, mummificazione). L’i. può così essere riservata solo a una parte della popolazione (come in alcune società polinesiane, in cui solo i capi erano inumati, mentre il resto della popolazione era ritualmente sepolto in mare). Molto diffusi a livello etnografico sono i casi di doppia sepoltura: il cadavere viene prima inumato e, quando le ossa sono libere delle carni, viene esumato e deposto in un ossario. Tra i Dayak del Borneo la deposizione secondaria costituisce il vero rito funebre (Tiwah), così come in altre società di lingua austronesiana. L’i. può avvenire in un cimitero o luogo dei morti collettivo oppure nel terreno della famiglia o del gruppo di parentela. I Tikopia delle isole Salomone seppellivano i morti nelle capanne. La tomba stessa può essere individuale e più raramente collettiva. L’orientamento della salma è spesso di rilevante importanza: gli islamici seppelliscono i morti rivolti verso La Mecca, in alcune società dell’Africa occidentale i morti sono sepolti in direzione del mercato, luogo sociale per eccellenza. Anche la postura del corpo (rannicchiato, disteso, seduto) varia da una società all’altra. Così come vari sono i materiali con cui viene avvolto il cadavere prima dell’i. (raramente è sepolto nudo): in stoffe e coperte, in vestiti sontuosi, in bare di legno. Gli Inuit inumavano i morti con le loro slitte, numerose popolazioni di mare utilizzano le canoe come bara. La sepoltura può essere effimera, visibile per poche settimane (come tra i BaNande del Congo, che inumano i loro morti nel bananeto) o, al contrario, monumentale e duratura. L’i. è oggi piuttosto rara in Italia, dove prevale l’uso di seppellire i cadaveri in loculi di cemento o di marmo. Nei paesi dell’Europa settentrionale l’i. è stata in gran parte sostituita dalla cremazione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tomba

http://it.wikipedia.org/wiki/Tumulo
http://it.wikipedia.org/wiki/Cairn


Sepełir, sepoltura (seppellire, sepoltura/*seppoltura)
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Messaggioda Berto » ven mar 06, 2015 4:05 pm

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