Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:49 pm

Nativi italici ed europei poveri, disoccupati che emigrano o si suicidano
viewtopic.php?f=205&t=2733
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:50 pm

Povertà e miseria nel Veneto, in Italia e in Europa
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:51 pm

Eurostat: l'Italia è il paese che ha più poveri in Europa
di Tiziana Di Giovannandrea
12 dicembre 2017

http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... 420c1.html


I dati sono proprio sconfortanti. Secondo Eurostat l'Italia è il Paese che conta, in valori assoluti, più poveri in Europa. È quanto emerge dalle analisi dall'Ufficio Statitico dell'Unione Europea sul tasso di privazione sociale. Nel 2016 i poveri erano quasi 10,5 milioni. La classifica è stata redatta basandosi su una serie di indicatori che valutano le possibilità economiche e di situazione sociale delle persone.

Le spese prese in considerazione da Eurostat permettono di valutare quando si entra nella categoria di deprivazione materiale e sociale se non ci si può permettere almeno cinque delle spese sotto elencate:

• affrontare spese impreviste;

• una settimana di vacanza annuale fuori casa;

• evitare arretrati (in mutui, affitti, utenze e / o rate di acquisto a rate);

• permettersi un pasto con carne, pollo o pesce o equivalente vegetariano ogni secondo giorno;

• mantenere la propria casa adeguatamente calda;

• una macchina / furgone per uso personale;

• sostituire i mobili logori;

• sostituire i vestiti logori con alcuni nuovi;

• avere due paia di scarpe adeguate;

• spendere una piccola somma di denaro ogni settimana su se stesso ("paghetta");

• avere attività ricreative regolari;

• stare insieme con amici/famiglia per un drink pasto almeno 1 volta al mese;

• possedere una connessione Internet.

Anche secondo i dati resi noti dall'Istat sulle condizioni di vita degli italiani, nel 2016 si registra il record storico sia per le persone a rischio di povertà (20,6%) sia per quelle a rischio di povertà o esclusione sociale (30%).La stima delle famiglie a rischio povertà o esclusione sociale per il 2016 è infatti del 30% e qui ad essere registrato è un peggioramento rispetto all’anno precedente quando la percentuale era del 28,7.

Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la povertà è un fenomeno complesso che dipende da vari fattori in quanto non deriva solo dalla mancanza di reddito ma anche dalle scarse probabilità di partecipare alla vita economica e sociale del Paese.

Secondo quanto riportato dall’Istat, il rischio di cadere nella condizione di povertà riguarda sia gli individui considerati singolarmente (e si passa dal 19,9% al 20,6%), sia coloro che vivono in famiglie con pochi mezzi (e qui si passa dall’11,5% al 12,1%), sia infine persone che vivono in nuclei a bassa intensità lavorativa. Le aree più esposte al fenomeno sono quelle meridionali ma anche il Centro del Paese non se la passa bene infatti un quarto dei residenti è a rischio povertà.

Per l'Unione Nazionale Consumatori: "Non solo i dati peggiorano rispetto al 2015, ma mai si era registrato un dato così negativo dall'inizio delle serie storiche, iniziate nel 2003" afferma Massimiliano Dona presidente dell'UNC. "Sono dati da Terzo Mondo, non degni di un Paese civile. Non si tratta solo di una priorità sociale e morale, ma anche economica. Fino a che il 30% degli italiani è rischio povertà o esclusione sociale è evidente che i consumi delle famiglie non potranno mai veramente decollare e si resterà intorno all'1 virgola" prosegue Dona. "I dati ci dicono che non basta varare il Rei (Reddito di inclusione sociale, ndr) cercando di tamponare l'emergenza. Bisogna evitare che le file dei poveri assoluti continuino ad ingrossarsi, risolvendo i problemi di chi, pur stando ora sopra la soglia di povertà assoluta o relativa, rischia di finire sotto perché non riesce a pagare le bollette o ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro" conclude Dona.


Istat: 18 milioni persone a rischio povertà o esclusione sociale
6 dicembre 2017

http://www.affaritaliani.it/economia/is ... guaglianze


Il 30,0% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, registrando nel 2016 un peggioramento rispetto all'anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%. Lo rileva l'Istat in un report sul reddito delle famiglie. Aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di poverta' (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensita' lavorativa (12,8%, da 11,7%).
Istat: 18 milioni persone a rischio povertà o esclusione sociale - Mezzogiorno area più a rischio

Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015). Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione.
Istat: 18 milioni persone a rischio povertà o esclusione sociale - le famiglie con 5 componenti

Le famiglie con cinque o più componenti si confermano le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale (43,7% come nel 2015), ma è per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora (per le prime sale al 34,9% dal 31,6%, per le seconde al 25,2% dal 22,4%).
Istat: a 20% popolazione piu' povera va 6,3% reddito totale

Al 20% più povero della popolazione italiana va poco più del 6% del reddito totale. È quanto rivela l'Istat nel report 'Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie' riferito al 2016. Se si fa riferimento alla distribuzione dei redditi individuali equivalenti, senza la componente degli affitti figurativi, si nota che il 20% più povero della popolazione dispone soltanto del 6,3% delle risorse totali (nella situazione ipotetica di perfetta eguaglianza ogni quinto della popolazione disporrebbe di una quota di reddito pari al 20% del totale), mentre all'opposto il quinto piu' ricco possiede quasi il 40% del reddito totale (equivalente).
In altri termini, spiega l'Istat, il reddito totale dei piu' benestanti e' pari a 6,3 volte quello degli individui appartenenti al primo quinto. L'inclusione degli affitti figurativi riduce la distanza fra ricchi e poveri, portando i cittadini più ricchi a percepire nel complesso un reddito pari a 5,3 volte quello degli appartenenti al primo quinto.
Istat: in Italia metà famiglie vive con 2.016 euro al mese

Metà delle famiglie residenti in Italia vive con un reddito di 2.000 euro al mese. E' quanto si evince da un report dell'Istat. Quello medio, e' invece di 2.500 euro ossia 29.988 euro all'anno (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014).
I redditi, spiega l'Istat, risentono del "sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata". Quindi, "esclusi gli affitti figurativi, si stima che il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% più ricco e quello del 20% più povero sia aumentato da 5,8 a 6,3". Meta' delle famiglie residenti in Italia invece percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo pero' su un volume molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili).
L'aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare è 19,4%, in lieve calo rispetto al 2014 (-0,25 punti percentuali). Si riduce il carico fiscale sulle prime due classi di reddito (0-15.000, 15.000-25.000 euro) delle famiglie con principale percettore un lavoratore dipendente, per gli effetti della detrazione Irpef di 80 euro.
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:52 pm

Uccidersi a 22 anni perché non si trova lavoro

Dramma a Mantova: da sei mesi non trovava un lavoro, 22enne si impicca
di Redazione- 15 Febbraio 2018

http://www.ilpopulista.it/news/15-Febbr ... picca.html

Dramma a Mantova, causato dalla mancanza di lavoro: ne stava cercando inutilmente uno da mesi, uno qualsiasi pur di non stare con le mani in mano, un ragazzo di soli 22 anni. Nonostante il continuo peregrinare tra un'agenzia e l'altra, continuava a rimanere disoccupato. Il sostegno della ragazza e della sua famiglia non sono però state sufficienti per fargli superare la disperazione e lo stato di depressione nel quale era precipitato: senza più speranze, senza più sogni, senza più progetti per il futuro gli è venuta a mancare anche la voglia di vivere, così ha deciso di farla finita impiccandosi con una corda alla ringhiera di una scala.

Gli è stata uccisa ogni speranza, portandolo alla disperazione, così a soli 22 anni ha deciso di gettare la spugna. La sua ragazza aveva notato qualcosa di strano, così era corsa in casa con il cuore in gola e un terribile presentimento. Era troppo tardi."Dramma della disperazione" si è soliti scrivere. Ma la disperazione è il prodotto di una situazione che, forse, si poteva evitare. Basti pensare a tutte le 'risorse' nullafacenti che lo Stato mantiene coi nostri soldi, e che non hanno bisogno di cercarsi un lavoro per campare. A lui, che quel lavoro lo voleva, è stato invece rifiutato qualsiasi aiuto fino a spingerlo al tremendo gesto estremo.

L'autopsia, effettuata presso l'ospedale Poma, ha confermato la morte per asfissia, avvenuta sabato mattina. I due fidanzati si erano svegliati e avevano deciso di raggiungere il negozio di lei, per fare colazione insieme. Il 22enne sembra tranquillo, ma non era così: c'era qualcosa di strano nel suo comportamento, lei aveva notato questo disagio, che da qualche tempo non riesce a nascondere, causato dalla mancanza di un lavoro. I continui "no", i continui "ripassi più avanti", i troppi "le faremo sapere" hanno inciso sulla sua autostima, sprofondandolo a poco a poco nell'oblio di una depressione dalla quale non riusciva più ad uscire.

L'inquietudine non è sfuggita alla ragazza, attenta ad ogni suo più piccolo cambiamento. La disperata e inutile ricerca di un lavoro gli aveva fatto scattare una molla dentro. Quando lui sabato mattina, dopo aver fatto colazione insieme, decide di tornare a casa, lei ha un terribile presentimento. La preoccupazione è talmente forte che chiede alla madre di prendere il suo posto in negozio. Corre verso casa con quell'oscura sensazione. Apre la porta con il cuore in gola e lui è lì, proprio dove ha scelto di morire. Sopraffatto dall'umiliazione di non aver trovato quel lavoro che tanto desiderava. Disperata, chiama i soccorsi ma non c'è più niente da fare.


Non trova lavoro e si getta sotto il treno: nell'auto aveva i suoi curricula
Lunedì 6 Marzo 2017

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/c ... 02045.html

ROVIGO - Tragedia in stazione a Rovigo. Alle 10,48 un uomo si è buttato sotto l'Eurostar diretto a Venezia, morendo sul colpo. La vittima è un uomo 41 anni, abitava a San Martino di Venezze: si è buttato sotto il treno, che a Rovigo non ferma e passa a una velocità di quasi 100 chilometri l'ora.
Ha aspettato l'arrivo del convoglio sulla banchina del binario 3 e appena l'ha visto avvicinarsi si è gettato contro l'Eurostar in arrivo sotto gli occhi sgomenti degli altri viaggiatori. All'interno della sua Golf nera parcheggiata nei pressi della stazione, gli agenti della Polfer hanno trovato diversi curriculum vitae. L'uomo, operaio disoccupato, era alla ricerca di un lavoro.



Questa pagina è dedicata ai 160 imprenditori veneti che hanno deciso di lasciarci, morti non suicidi come si vuole far credere, ma uccisi dal sistema Italia alla stessa stregua dei soldati morti nella grande guerra: non caduti per amore della patria ma mandati al massacro da criminali mitomani a capo di un’Italia, perfida matrigna.
Ricordiamoli con una preghiera, questi nostri colleghi ed amici e vigiliamo perché il loro sacrificio non venga un giorno strumentalizzato e mitizzato per “beceri fini patriottici” dalla Stato italiano che quasi sempre, in queste tristi vicende, ha rivestito il ruolo di impietoso aguzzino.
Meritano tutto il nostro rispetto le vittime e la nostra solidarietà le loro famiglie, perché testimoni imperituri delle condizioni disumane a cui spesso, noi imprenditori, siamo condannati nella più completa solitudine.


Daniele Quaglia
http://www.life.it/1/uccisi-dallo-stato/#more-5329


Veneti che si sono uccisi o che sono morti abbandonati e per miseria
viewtopic.php?f=187&t=1846
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:53 pm

Emigrazione degli italici per mancanza di lavoro o per cercarne uno migliore


Migranti, l'anno scorso hanno cercato fortuna all'estero 285mila italiani. Più degli stranieri sbarcati sulla Penisola
di Lorenzo Bagnoli
12 luglio 2017

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/0 ... la/3716671

In Italia si emigra come negli anni del dopoguerra. Il Centro studi Idos stima che nel 2016 285mila italiani hanno lasciato il loro Paese di nascita. Nel dopoguerra erano 300mila. Ad andarsene sono soprattutto laureati e dottorandi in cerca di migliori condizioni lavorative: i “migranti economici” dell’Italia. Sono più degli stranieri che sbarcano sulle nostre coste: 181mila nel 2016, 200mila quelli attesi quest’anno. Sono le anticipazioni del Dossier statistico sull’immigrazione 2017, che il centro studi cura insieme alla rivista Confronti. Da cui si deriva anche che questa fuga di cervelli costa al Paese che non riesce a valorizzarli almeno 8,8 miliardi di euro: tanto lo Stato italiano ha speso per la loro formazione, prendendo la parte più bassa della forchetta.

Idos raggiunge la cifra di 285mila attraverso la comparazione di diverse fonti. Il primo bacino da cui attinge il centro studi è quello Istat, che registra gli italiani non più residenti. Il dato per il 2016 è di 114mila. Non tutti gli italiani che si trasferiscono all’estero, però, cambiano residenza. Anzi, nei due Paesi di maggiore emigrazione italiana – Germania e Gran Bretagna – gli uffici statistici registrano da tre anni un numero di nuovi residenti italiani di tre volte superiore rispetto ai dati Istat. Per questo il dato di Istat è stato moltiplicato da Idos di 2,5 volte. Conferma che il numero di italiani che ha lasciato il proprio Paese è maggiore di quanto intercettato dall’Istat arriva dall’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. In questo caso il dato di nuovi iscritti nel 2016 è di 224mila, di cui il 55% per motivi di lavoro.

Quali sono le nuove Americhe degli italiani degli anni 2000? Le destinazioni europee più ricorrenti sono la Germania e la Gran Bretagna; a seguire l’Austria, il Belgio, la Francia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera. E l’Europa è destinazione per tre quarti dei migranti italiani. Oltreoceano gli italiani scelgono l’Argentina, il Brasile, il Canada, gli Stati Uniti e il Venezuela. Secondo l’Ocse, l’Italia è ottava nel mondo nella classifica dei Paesi di nuova emigrazione. Partiva da una media di 87mila nel decennio 2005-2014, il numero negli ultimi due anni si è più che raddoppiato.

“Gli studi dell’Ocse dicono che due terzi degli italiani che sono andati a lavorare all’estero poi non ritornano”, spiega Franco Pittau, presidente del Centro studi e ricerche Idos. Il motivo è che all’estero trovano occupazioni più adatte al titolo di studio e al percorso formativo. A differenza di quanto succede in Italia: sempre i dati Idos mostrano che due italiani su dieci hanno in Italia un impiego di livello inferiore rispetto a quanto il loro titolo di studio farebbe sperare. Per gli immigrati in Italia la percentuale è del 40%. Partire, però, è sempre una fonte di nuove opportunità. Per qualcuno – i 175mila richiedenti asilo e rifugiati accolti nelle strutture italiane – la partenza è motivata da guerre e persecuzioni, dice Pittau.

Negli anni è cresciuta esponenzialmente la percentuale di italiani in partenza con una formazione di alto livello. Se nel 2002 il 51% di chi andava all’estero aveva la licenza media, oggi la percentuale è scesa al 30%, mentre sono aumentati i diplomati (34,8%) e i laureati (30%). E in Italia è il 28% dei giovani ad avere una laurea triennale, mentre la media Ocse è del 36% (meglio con la magistrale: in Italia sono il 20%, in Europa la media è 17%).

Idos stima che in Italia il “costo” sostenuto dallo Stato per il percorso di studi di un proprio cittadino sia di 90mila dollari per un diplomato, da 158mila a 170mila per un laureato (rispettivamente laurea triennale o magistrale) e 228mila per un dottore di ricerca. Significa che l’Italia solo in laureati andati oltreconfine ha “bruciato” 5,3 miliardi di dollari e in diplomati almeno 3,5 miliardi. Un danno, spiega Idos, che grazie ai flussi d’ingresso degli immigrati si riduce visto che contribuiscono a oltre 8 punti percentuali di pil e che sta crescendo il numero degli immigrati laureati che si spostano in Italia, soprattutto dall’Est Europa. Dal 2001 al 2011 sono aumentati di oltre 244mila, i diplomati di oltre 800mila. Con l’andare degli anni, il fenomeno si è ulteriormente accentuato. Tra il 2012 e il 2014, si legge nel rapporto, “a fronte di circa 60mila laureati italiani espatriati, vi sono circa 15mila laureati italiani rimpatriati e circa 35mila laureati in più tra i cittadini stranieri residente”. Il saldo, insomma, non è così negativo.

Anche sul piano demografico l’apporto degli immigrati è fondamentale. “All’Italia servono tra i 200 e i 270mila cittadini giovani in più per non invecchiare troppo”, commenta Pittau. Le proiezioni di Idos dicono che nel 2065 “la popolazione residente straniera salirà da 4,6 milioni nel 2011 a 14,1 milioni nel 2065 (con una forbice compresa tra i 12,6 ed i 15,5 milioni)”. Senza di loro, nessuno sarebbe in grado di gestire gli anziani: “L’indice di dipendenza degli anziani (cioè il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione in età attiva 15-64 anni)” passerà “dal 30,9% al 59,4% “. Il welfare del futuro, secondo gli scenari di Idos, passa necessariamente dagli stranieri.
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:54 pm

Italiani anziani, poveri, carenti di pensione e di sussidi sufficenti a sopravvivere, abbandonati e privi di assistenza adeguata

Modena, anziana con il gas tagliato. Usa l'alcol e brucia la cucina
2017/05/26

http://gazzettadimodena.gelocal.it/mode ... refresh_ce

MODENA. Cucinava da qualche tempo utilizzando l'alcol etilico, non avendo più il gas visto che la fornitura le era stata staccata (pare da più di una settimana) per delle bollette non pagate. Questa mattina l'anziana, che ha 84 anni e percepisce una pensione di appena 600 euro, proprio mentre si preparava da mangiare è rimasta gravemente ustionata sia al volto che alle braccia. Il liquido infiammabile deve esserle sfuggito dal controllo. È successo a Modena, in via Ricci, una strada a ridosso del centro storico. La pensionata, che vive da sola in un appartamento Acer (l'edilizia a canoni agevolati per chi è in difficoltà economiche), è stata immediatamente soccorsa dai sanitari del 118 e, pur non essendo in pericolo di vita, ha riportato ustioni di una certa gravità. Fondamentale per evitare che l'incendio si propagasse a tutta l'abitazione,
e che la pensionata riportasse conseguenze ben più gravi, è stata la presenza nell'appartamento accanto di una vicina che ha dato l' allarme facendo immediatamente giungere i vigili del fuoco sul posto. Rabbia tra i coinquilini: "Non si può lasciare una signora di 84 anni senza gas"


A 89 anni gli pignorano la casa ma trovano solo pane e due pomodori
Ottantanove anni, 534 euro di pensione, un capolavoro di dignità, eppure la casa di cura gli chiede di pagare le rette (circa 8 mila euro) per la lunga degenza del fratello morto di cancro. Sembra un...
07 marzo 2017

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/ ... 1.14993048

Ottantanove anni, 534 euro di pensione, un capolavoro di dignità, eppure la casa di cura gli chiede di pagare le rette (circa 8 mila euro) per la lunga degenza del fratello morto di cancro. Sembra un incubo, invece per un nonno dell’Arcella è l’amara realtà. Qualche giorno fa all’uscio dell’anziano hanno bussato l’ufficiale giudiziario e la polizia per un pignoramento. Dentro hanno trovato un uomo al limite della povertà che, in cucina, aveva un tozzo di pane e due pomodori e, nell’angolo soggiorno, nemmeno la tv perché costa canone ed elettricità che non può permettersi. Tutto comincia alcuni anni fa quando l’anziano acconsente a fare da garante al fratello, titolare di una piccola ditta: il ricco di casa, quello che “ha fatto i soldi”. Invece la sventura è sempre dietro l’angolo, tanto che il fratello “fortunato” si ammala di tumore, il male raggiunge uno stadio irreversibile e, nel frattempo, l’azienda, quel piccolo gioiello d’affari, accumula difficoltà su difficoltà. È a questo punto che l’imprenditore pensa di chiedere aiuto a suo fratello: «le cose vanno proprio male», gli dice, «fammi da garante per la casa di cura, vedrai che poi tutto si sistema». Invece non si sistema proprio nulla. Anzi. Avanza uno strapiombo fatto di sofferenza - per la malattia - e di sconfitte - la chemio non funziona, la ditta finisce in rovina con lo spettro del fallimento che diventa realtà - e un epilogo ancora più doloroso: la morte.
È così che questo nonno alla sogna dei 90 anni archivia il funerale di suo fratello e torna alla sua vita di ristrettezze e privazioni. E, pur consapevole delle condizioni economiche di quel “garante”, continua con i suoi legali una battaglia tra aule di tribunale che si conclude con questo assurdo (e del tutto vano) pignoramento di un povero, che ha scandalizzato perfino gli agenti della polizia.



L'assurdità demenziale e ingiusta di pagare le bollette a questi parassiti e predatori cronici, trascurando i nostri concittadini meritevoli e bosognosi

Vicenza, il sindaco PD paga la bolletta al campo rom: 47mila euro presi dai contribuenti
I nomadi di via Cricoli hanno accumulato un debito record per il consumo dell'acqua, ma si rifiutano di pagare. Lo farà per loro il Comune governato dalla sinistra. Agli italiani che non rispettano le scadenze viene tagliato il servizio. E nessuno paga loro
- 25 Maggio 2017

http://www.ilpopulista.it/news/25-Maggi ... uenti.html

I rom non pagano le bollette per il consumo di acqua? Le pagheranno i contribuenti, ovvio. In Italia funziona così. Il cittadino viene vessato in ogni modo e se non ha i soldi sprofonda nel dramma. Provate voi a non pagare le bollette. I gestori interromperanno i servizi, staccheranno luce o acqua, dunque avrete sulle spalle un debito da rifondere, pena un aumento delle sanzioni. Per i nomadi vigono normative parallele di uno Stato parallelo incapace di far rispettare le proprie leggi. Ed ecco che a Vicenza i morosi del campo rom di via Cricoli hanno accumulato insoluti per 47mila euro. Non pagano. Usufruiscono dell’acqua, ma non pagano.

Quindi ci penserà il Comune di Vincenza guidato dal Pd a sborsare quattrini (dei contribuenti) per lorsignori. “Il sindaco di Vicenza Achille Variati usa due pesi e due misure – spiga Nicola Finco, consigliere regionale della Lega - Ai cittadini onesti che dimenticano di pagare anche solo una bolletta stacca l’acqua mentre per i nomadi, che accumulano insoluti per un totale di 47mila euro, è pronto a saldare il conto. È semplicemente surreale. Variati faccia pagare immediatamente il debito che i residenti nel campo di via Cricoli hanno con Acque Vicentine. Questa spesa non può ricadere sulla collettività”. “ Si tratta di una forma di razzismo esercitato dalla Giunta di sinistra nei confronti dei vicentini – aggiunge il consigliere comunale leghista Matteo Celebron – Viene stabilito che esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B: mentre i cittadini comuni sono subissati da bollette e scadenze, ai nomadi è permesso impunemente di non pagare canone e bollette”.


Non deprediamo e non uccidiamo la nostra gente con l'irresponsabile accoglienza indiscriminata e scriteriata a spese delle scarse risorse pubbliche, dei nostri figli e nipoti e dei nostri compaesani e concittadini
viewtopic.php?f=196&t=2605
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:55 pm

A dei genitori, a una madre e ad un padre che trascurassero e non seguissero con le dovute attenzioni e dedizioni i loro figli bisognosi, piccoli, ammalati, disabili o adolescenti e minori, come dovrebbero fare delle persone normali e come fanno tutti i buoni padri e le buone madri di famiglia del mondo, e sperperassero il loro tempo, le loro risorse e il loro amore per i figli degli altri facendo mancare il necessario ai loro stessi figli, a costoro verrebbe tolta la patria potestà e sarebbero considerati sia dalla legge che da tutti i buoni uomini come dei cattivi genitori, irresponsabili, demenziali, indegni a cui togliere i figli.

Così sono i mostruosi governanti italiani che non solo fanno mancare il necessario ai cittadini italiani ma li depredano di tutto, persino della vita costrindendoli a suicidarsi dalla disperazione e dalla miseria e della possibilità di fare figli.


Patria potestà
https://it.wikipedia.org/wiki/Patria_potestà
La patria potestà è la potestà attribuita al padre di proteggere, educare ed istruire il figlio minorenne e curarne gli interessi. Negli ordinamenti contemporanei tale potestà tende ad essere attribuita ad entrambi i genitori, in condizione di parità, e si parla allora di potestà genitoriale.

Il Papa cattolico romano Bergoglio si comporta alla stessa maniera di un padre snaturato; costui è un uomo che per scelta ha rifiutato di essere un padre vero e naturale ma che per il suo credo religioso si crede Padre putativo/spirituale di tutti gli uomini, in quanto vicario di Cristo e del Padre Eterno e viene per ciò anche chiamato Santo Padre.
Questa sua innaturale e idolatra paternità celeste o spirituale, del tutto incapace ad esercitare una responsabile paternità che produca i beni e i servizi minimi necessari ai figli; infatti il suo esercizio pastorale non produce alcun miracolo, non moltiplica i pani e i pesci, non fa cadere la manna dal cielo, non procura alcuna provvidenza divina, anzi è un sottrattore di risorse, un consumatore di tasse assieme a tutto il suo clero sacerdotale, tutti chiamati reverendi padri che però trascurano i loro figli adottivi quelli delle loro comunità e depredano le loro pecore per occuparsi di quelle di altri greggi e sopratutto dei figli dei lupi, quali sono i nazisti maomettani di cui si stann riempendo pericolosamente e tragicamente le nostre terre europee.


Altri demenziali e irresponsabili accoglitori che maltrattano la loro gente, i loro concittadini e ne violano i diritti umani.
Parassiti, bugiardi, manipolatori dei diritti umani e ladri di vita ma che si propongono come presuntuosi e arroganti salvatori degli uomini e dell'umanità, solo che laddove questi operano spesso e volentieri la gente muore.
viewtopic.php?f=205&t=2668
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:58 pm

Accogliere non si può - Buone regole umane e civili da rispettare

1) In Italia c'è il debito pubblico più elevato dell'occidente dopo la Grecia, esistono milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, milioni di giovani che non possono farsi una famiglia, una casa e dei figli per difficoltà economiche, centinaia di migliaia di giovani costretti a emigrare "legalmente" ogni anno per avere un futuro lontano dalla loro terra di origine, le imprese sono soffocate dalle tasse e sono costrette a chiudere, a fallire o a delocalizzare, centinaia di lavoratori autonomi e di imprenditori si suicidano ogni anno (anche per colpa delle amministrazioni pubbliche che non pagano i loro debiti), vi sono le paghe da lavoro dipendente più basse dell'occidente; vi sono i disabili, gli ammalati e i vecchi maleassistiti e trascurati; vi sono milioni di parassiti, di ladri, di farabutti, di fanulloni, di bugiardi, di privilegiati, di truffatori, di mafiosi, di irresponsabili (tra cui i governanti, tra i dipendenti pubblici e gran parte di coloro che si promuovono come "buoni" dediti al bene altrui e di tutti gli uomini della terra specialmente degli ultimi o fantomatici ultimi). In queste condizioni non esistono risorse e prospettive per poter aiutare, accogliere, ospitare e integrare offrendo un lavoro e un futuro dignitoso a chicchessia proveniente dal resto del mondo; oltretutto l'accoglienza e l'ospitalità non dignitose, non integranti e pelose sono una vergogna e danneggiano in primo luogo i migranti bisognosi e secondariamente tutti i cittadini e le loro comunità.

2) i beni di un paese (stato, comunità, nazione) quali le risorse economiche pubbliche, i diritti civili e/o di cittadinanza, il territorio, la cultura generale, l'identità e le tradizioni locali delle varie comunità (etnie, popolazioni, genti native, indigene, autoctone), la sicurezza civile, il sostegno pubblico, sono beni esclusivi di tutti i suoi cittadini (e a quelli equiparati ai cittadini aventi la residenza per lavoro, studio e altro) ed è un crimine gravissimo scialacquarli, sperperarli, dilapidarli, malversarli, dispensarli con prodigalità, rubarli ai propri cittadini bisognosi per darli ad altri, ... ed è altrettanto criminale non difendere i valori civili e sociali, la cultura e le tradizioni dei propri cittadini lasciandoli disprezzare, calpestare, violare, negare, oltraggiare dai non cittadini, dai migranti, dagli ospiti che in tali casi dovrebbero essere privati dei diritti di cittadinanza, della possibilità di richiederla e/o espulsi più o meno immediatamente a seconda della gravità dei casi.

3) è una violazione gravissima delle leggi fondamentali di ogni paese e dei diritti umani, civili e politici dei suoi abitanti e cittadini, mettere a rischio i loro beni, la loro vita, il loro ordine civile, sociale e culturale, permettendo a chiunque di poter entrare nel paese senza essere ben certificato, documentato e dotato di risorse sufficenti a mantenersi per tutto il periodo di permanenza;
in particolare lasciar entrare liberamente criminali comuni e politici, terroristi e nazisti maomettani (siano essi fondamentalisti o moderati con la loro incivile e disumana idolatria politico religiosa portatrice: di demenziali e criminali discriminazioni umane e sociali, irrisolvibli conflitti civili e politico religiosi; di orrore, terrore e morte).

4) la solidarietà con stranieri (tra cui il soccorso, l'accoglienza, l'ospitalità) imposta per coercizione statale dei governi contro la volontà dei cittadini (sia pure di una loro parte) specialmente in mancanza di risorse e di possibilità di lavoro, è tra le più odiose, aberranti forme di schiavitù e la sua imposizione è un tradimento della fraternità "della cittadinanza o nazionale" e un crimine contro l'umanità.

5) Ogni cittadino in possesso delle piene facoltà mentali e dei diritti civili, nel rispetto delle leggi esistenti e della sicurezza del proprio paese, è libero di disporre della sua vita e dei suoi beni personali adottando, accogliendo e ospitando, assumendosi però la piena responsabilità civile e penale e rispondendone in solido con la sua libertà personale e con il suo intero patrimonio.

6) Le convenzioni e i trattati internazionali sul soccorso e dell'asilo umanitario e politico vanno considerate e rispettate unicamente se compatibili: con le possibilità economiche, con la tenuta sociale e politica, con la sicurezza, la cultura, le tradizioni e i valori civili del paese e non debbono arrecare alcun danno e alcuna violazione dei diritti umani, civili e politici dei cittadini del paese il cui bene è il supremo e prioritario valore per lo stato, le sue istituzioni e i governi.


Questo è un esempio di migrazione naturale, non forzata, rispettosa e integrata con la comunità che ha accolto; questa mora è diventata una napoletana naturalizzata al 100%:
https://www.facebook.com/25centimetri/v ... 9058893086
Questo è l'unico tipo di migrazione e di accoglienza possibile che non fa del male ma del bene all'umanità.


Questo invece è un cattivissimo esempio di migrazione clandestina e forzata che fa del male:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 68x553.jpg



Anche questo mi pare un buon esempio di migrazione e integrazione in Friuli
https://video.gelocal.it/messaggerovene ... 8754/59556
L'autista di colore che parla in friulano
Daniel Samba, l'autista camerunense della Saf, ripreso mentre parla in friulano e nella variante paularese. "Un vero esempio di integrazione", commentano gli utenti che applaudono quel ragazzotto di colore "il furlan piturat di neri", come si fa chiamare lui stesso, arrivato dalla Francia a soli 17 anni come richiedente asilo e ora perfettamente integrato nel nostro territorio.


Questo mi pare in assoluto un cattivo esempio di migrazione clandestina, illegale e forzata che fa del male.
Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 68x369.png


Anche questo moro che parla veneto trevisan/veneziano mi pare un buon esempio di migrazione integrazione
https://www.youtube.com/watch?v=9ycQqsnRyik


Anche questa ragazza un po' confusa
https://www.youtube.com/watch?v=L0cTZAtc2Rg



Essere umani e buoni uomini e per chi ci crede anche sensati cristiani
viewtopic.php?f=141&t=2746
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 1:59 pm

Europa e i diritti negati e calpestati dei cittadini nativi europei
viewtopic.php?f=92&t=2682


Le caste che si credono illuminate, superiori, elittarie, divine, semidei o vicari di Dio o Dio
viewtopic.php?f=141&t=2747
Le loro menzogne e ignoranza, la loro peresunzione e arroganza, le loro irresponsabilità, le loro miserie e crimini, i loro idoli e ideologie.
L'arte del governare, dell'amministrare, dell'informare di tutte queste caste sta nel manipolare la verità e nella menzogna.
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Re: Nativi italici poveri, disoccupati, emigranti e suicidi

Messaggioda Berto » dom feb 25, 2018 2:57 pm

Pensa prima alla tua gente e al tuo paese che ne hanno bisogno, invece che agli africani e all'Africa
viewtopic.php?f=205&t=2681
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 3718848248

Non vi è nulla di più umano e onorevole, ideale e spirituale nel pensare prima a costoro che alla tua gente.
Pensa prima ai tuoi concittadini, alla tua gente e al tuo paese, invece di pensare agli africani e all'Africa; anche se nel corso della tua vita te li hanno fatti disprezzare e odiare in qualche modo o per qualche ragione.
Quando si arriva a disprezzare e a odiare la propria gente e il proprio paese, anteponendovi gli altri è un segno di una tragica malattia della propria umanità, della propria gente e del proprio paese.
Non vi è nulla di cristiano nel disprezzare e nell'odiare la propria gente e il proprio paese e nel preferirvi altri a loro che sono il tuo vero e primo prossimo.
Poi pensa a quanti ultimi vi sono tra la tua gente: quanti poveri e bisognosi, ammalati e oppressi, disoccupati e senza casa, soli senza affetto e senza cure, sofferenti e senza speranza.
Non vi può essere fraternità universale se prima non si ama e non si consolida la propria famiglia, la propia gente, la propria comunità e paese.


All'Africa e agli africani non dobbiamo nulla, ma proprio nulla, niente di niente, tanto meno agli asiatici e ai nazisti maomettani d'Asia e d'Africa. Ci dispiace per i cristiani ma non possiamo accogliere tutti perché non vi è spazio, non vi sono risorse e non c'è lavoro, in Italia vi sono già milioni di poveri, di disoccupati e di giovani costretti a migrare; e un debito pubblico tra i più alti del mondo occidentale che soffoca lo sviluppo e alimenta i parassiti e la corruzione. Gli africani si arrangino e restino in Africa a risolvere i loro problemi.
viewtopic.php?f=194&t=2494
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