Pensa prima alla tua gente che agli africani e all'Africa

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Messaggioda Berto » dom set 10, 2017 10:56 am

Pensa prima alla tua gente e al tuo paese che ne hanno bisogno, invece che agli africani e all'Africa
viewtopic.php?f=205&t=2681


Prima del proprio diritto a emigrare, esiste il dovere di chiedere agli altri il permesso di essere accolti e il loro insindacabile diritto a negarlo.



Gli africani si debbono arrangiare, nessun aiuto e nessuna accoglienza. Che facciano meno figli. Non esiste nessun sfruttamento e nessuna neo colonizzazione bianca europea e occidentale che sono invenzioni dei catto-sinistri. In Africa hanno già cacciato quasi tutti i bianchi e in Sudafrica li stanno sterminando. L'Africa è il continente più razzista della terra. Buona parte della miseria africana è dovuta al loro tribalismo, alle loro idolatrie, alla loro quota storica di incultura e inciviltà, al nazismo maomettano che genera sottosviluppo, conflitti, guerre e stermini in mezzo continente. Poi l'Italia con il debito pubblico più alto del mondo, con i milioni di poveri, i milioni di disoccupati, i milioni di giovani che non riesccono a farsi una casa, una famiglia e ad avere dei figli, non ha le risorse finanziarie ed economiche per aiutare nessuno.
Sottarre risorse al pagamento del debito e alle necessità dei cittadini italiani bisognosi, per darle agli africani è semplicemente e palesemente una demenzialità e un crimine.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » dom set 10, 2017 10:57 am

Non vi è nulla di più umano e onorevole, ideale e spirituale nel pensare prima a costoro che alla tua gente.

Pensa prima ai tuoi concittadini, alla tua gente e al tuo paese, invece di pensare agli africani e all'Africa; anche se nel corso della tua vita te li hanno fatti disprezzare e odiare in qualche modo o per qualche ragione.
Quando si arriva a disprezzare e a odiare la propria gente e il proprio paese, anteponendovi gli altri è un segno di una tragica malattia della propria umanità, della propria gente e del proprio paese.
Non vi è nulla di cristiano nel disprezzare e nell'odiare la propria gente e il proprio paese e nel preferirvi altri a loro che sono il tuo vero e primo prossimo.
Poi pensa a quanti ultimi vi sono tra la tua gente: quanti poveri e bisognosi, ammalati e oppressi, disoccupati e senza casa, soli senza affetto e senza cure, sofferenti e senza speranza.
Non vi può essere fraternità universale se prima non si ama e non si consolida la propria famiglia, la propia gente, la propria comunità e paese.

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 3718848248



ELENCO SUICIDI AGOSTO 2017 In Italia sono centinaia ogni mese le vittime del silenzio – Suicidi in Italia per cause economico sociali
Scritto daMassimiliano Bartocci

http://www.iononmiuccido.it/elenco-suic ... l-silenzio

La strage di Stato in atto da diversi anni non conosce soste. Non conosce vacanze o ferie. Non conosce mutamenti perché nulla viene fatto per tentare un suo arresto. I mezzi di comunicazione nazionali ignorano il fenomeno con ipocriti proclami di miglioramento delle condizioni economiche del Paese.
Le notizie che trapelano timidamente dalle testate giornalistiche locali ci consegnano invece, anche per questo Agosto 2017, una Italia in preda alla disperazione per gli effetti mortali della crisi economica. Effetti che hanno colpito Galeazzo Bartolucci l’antiquario Di Ferrara che si è ucciso per il dolore di aver perso la propria casa o il “depresso” di Padova che si è impiccato nel sottoportico all’esterno dell’ex galleria d’arte che aveva chiuso o Gabriele Bartolini di Umbertide che si è tolto la vita nella sua azienda che occupava 135 operai. E poi professionisti, disoccupati, anziani soli, precari, finanche due bambini di 15 anni e 12 anni vittime indirette di questa “disperazione” che non conosce soste.
L’elenco che segue, che rappresenta ragionevolmente un terzo dei suicidi avvenuti nel mese di riferimento, vuole solo dare una piccolissima idea delle condizioni in cui è sprofondata la nazione. Per ogni suicidio infatti sono molti e molti di più i tentativi che fortunatamente non sono andati a buon fine. E molte, molte di più le persone in condizioni di disperazione che nonostante tutto aspettano di vedere una luce in fondo ad un tunnel.
Ed ogni ora che passa pesa sulla coscienza di chi non fa nulla o non sa che cosa fare perché vive ignaro nella sua dorata quotidianità
Il silenzio li uccide una seconda volta
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Messaggioda Berto » dom set 10, 2017 11:12 am

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Messaggioda Berto » dom set 10, 2017 3:14 pm

Non vi è umanità, uomo, profeta, pensatore, autorità religiosa, associazione, istituzione, ideologia, religione, stato, ideale ... peggiori di chi e di ciò che ti porta, induce, istiga, costringe a disprezzare, odiare, maltrattare, derubare, sterminare la tua famiglia, la tua gente e il tuo paese e a preferirvi innaturalmente, disumanamente e criminalmente altri a loro.
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Messaggioda Berto » dom set 10, 2017 3:16 pm

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Messaggioda Berto » lun set 11, 2017 6:48 am

Non si scordi mai che
il territorio di ogni paese, le sue ricchezze ambientali e agricole, la sua vivibilità, la sua millenaria elaborazione ed organizzazione dell'habitat, le sue buone istituzioni civiche, la cittadinanza e i suoi diritti civili, le risorse strutturali e di apparato, economiche e finanziarie, atte a fornire servizi alla comunità dei cittadini ... sono tutti beni comuni o pubblici che non possono essere maltrattati, malusati, malversati, sprecati, regalati, ... e che spettano esclusivamente ai suoi cittadini che ne sono i legittimi proprietari e possessori e non ad altri.
Il cattivo uso e lo spreco di questi beni è un grave crimine umano, civile e politico.
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Messaggioda Berto » lun set 11, 2017 6:49 am

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Messaggioda Berto » lun set 11, 2017 6:49 am

All'Africa e agli africani non dobbiamo nulla, ma proprio nulla, niente di niente
viewtopic.php?f=194&t=2494
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Messaggioda Berto » lun set 11, 2017 7:44 pm

Bergoglio è stato costretto a far marcia indietro sull'accoglienza ad oltranza e indiscriminata


Migranti, papa Francesco: "Riceverli, integrarli ma anche fermarli se i numeri divengono insostenibili"
Il pontefice di ritorno dal viaggio in Colombia. "Credo sia lecito per un Paese che ha fatto molto come l'Italia regolare i flussi migratori e domandarsi: ho abbastanza posti per accoglierli? Va capovolto il ragionamento: l'Africa è amica e va aiutata a crescere". E sulle devastazioni climatiche: "L'uomo è uno stupido. Solo i superbi e i testardi non sanno riconoscere le responsabilità delle scelte politiche"
dal nostro inviato PAOLO RODARI
11 settembre 2017

http://www.repubblica.it/vaticano/2017/ ... P1-S1.8-T1

"Chi governa deve gestire il problema con la verità del governante che è la prudenza". Francesco, di ritorno dal viaggio in Colombia, risponde a una domanda sulle politiche restrittive dell’Italia sui migranti, conferma di aver incontrato il premier Gentiloni ma smentisce di aver parlato dell’argomento e spiega come sia lecito, per un Paese che ha fatto molto come l’Italia, regolare i flussi migratori e fermarli se i numeri divengono insostenibili.

Il Papa interviene anche sui cambiamenti climatici ricordando che solo "i superbi e i testardi" non sanno riconoscerli. Chiede a Trump di non abolire la legge di Obama sui dreamers, mentre per il Venezuela ritiene che siano le Nazioni Unite "che si devono far sentire".

Recentemente la Chiesa italiana ha espresso comprensione verso la nuova politica del governo di restringere sulle partenze dalla Libia e gli sbarchi nel Paese. Si è parlato anche di un suo incontro con Gentiloni in merito. C’è stato questo incontro e cosa pensa di questa politica di chiusura delle partenze considerando il fatto che i migranti che restano in Libia vivono in condizioni disumane?

"L’incontro con Gentiloni è stato personale e non su questo argomento. È avvenuto inoltre settimane prima che venisse affrontato questo problema. Sento il dovere di gratitudine per l’Italia e la Grecia perché hanno aperto il cuore ai migranti. Il problema è sempre avere un cuore aperto. È un comandamento di Dio. Anche se non basta soltanto aprire il cuore, chi governa deve gestire questo problema con la verità del governante che è la prudenza. Che significa domandarsi, primo: quanti posti ho? Secondo, occorre ricordare che non bisogna solo riceverli ma anche integrarli. Ho visto esempi di integrazione bellissima. A Roma Tre ho ascoltato quattro studenti. L’ultima ragazza che è intervenuta meno di un anno prima era venuta da Lesbo a Roma con me in aereo. Studiava biologia, ha fatto l’equiparazione degli studi e ha continuato. Questo è integrare. Terzo: il problema umanitario, che significa prendere coscienza di questi lager in cui vivono spesso queste persone. Ho visto delle foto. Ma ho l’impressione che il governo stia facendo di tutto in campo umanitario per risolvere anche problemi che non si possono assumere. Riassumendo: cuore aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria. Un’ultima cosa: c’è nella coscienza collettiva un principio: l’Africa va sfruttata. Su chi fugge dalla fame occorre invece che facciamo investimenti. Mentre spesso ogni volta che i Paesi sviluppati vanno in Africa è per sfruttare. Dobbiamo capovolgere e dire: l’Africa è amica e va aiutata a crescere".

Migranti, papa Francesco: "Riceverli, integrarli ma anche fermarli se i numeri divengono insostenibili"

L’uragano Irma ha provocato decine di morti e danni. Si teme anche per ampie zone della Florida; già sei milioni di persone hanno lasciato le proprie case. Gli scienziati ritengono che il riscaldamento degli oceani contribuisca a rendere le tempeste più intense. Vi è secondo lei la responsabilità morale dei leader politici che si rifiutano di riconoscere che il cambiamento climatico è opera dell’uomo?

"Chi nega questo deve chiedere agli scienziati che sono chiarissimi e precisi. La recente notizia della nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone attraverso il Polo Nord senza trovare ghiaccio è un messaggio molto chiaro. È uscita poi una notizia che diceva che abbiamo solo tre anni per tornare indietro. Non so dire se sia vero che abbiamo solo tre anni, ma è vero che se non torniamo indietro andiamo giù. Del cambiamento climatico si vedono gli effetti e gli scienziati indicano la strada da seguire. Tutti noi abbiamo una responsabilità. Ognuno è una gocciolina, ha una responsabilità morale. Occorre ascoltare e prendere decisioni. È una cosa su cui non scherzare e molto seria. Ognuno ha la sua responsabilità morale. I politici hanno la propria. Poi la storia giudicherà le decisioni".

I cambiamenti climatici sembrano esserci anche in Italia: i morti di Livorno, i tanti danni a Roma. Perché tarda una presa di coscienza da parte dei governi circa l’ambiente?

"C’è una frase dell’Antico Testamento che dice: l’uomo è uno stupido, un testardo che non vede. È l’unico animale che inciampa due volte sulla stessa pietra. C’è la superbia, la sufficienza di dire che non è così e poi c’è il “Dio tasca” non solo sul creato ma in tante altre decisioni. Oggi a Cartagena ho visitato la parte povera della città, poi la parte turistica, lusso senza misure morali. Quelli che vanno di là non si accorgono di questo? Quando non si vuol vedere non si vede. Si guarda solo una parte".

E cosa pensa della crisi in Corea?
"Della Corea capisco poco. Credo che ci sia una lotta per interessi che tuttavia mi sfuggono".

Quando incontra i giovani dice loro: "Non vi fate rubare la speranza". Negli Stati Uniti è stata abolita la legge dei dreamers, dei sognatori, 800mila ragazzi messicani, colombiani, che con questa abolizione potrebbero dover far ritorno nel Paese d’origine abbandonando la propria famiglia. Cosa pensa?

"Ho sentito di questa legge, ma non ho potuto approfondire. Tuttavia penso che staccare i giovani dalla famiglia non sia una cosa che porta un buon frutto né per i giovani né per la famiglia. Ho speranza che questa legge la si ripensi un po’. Ho sentito parlare il presidente degli Stati Uniti che si presenta come un uomo pro-life. Se è un bravo pro-life può capire l’importanza della famiglia e della vita e che va difesa l’unità della famiglia. Chi ruba la speranza ai giovani? La droga e le altre dipendenze. Mentre è importante il rapporto con le radici, i giovani sradicati vogliono ritrovare le radici, per questo insisto sul dialogo tra giovani e anziani, perché lì ci sono le radici".

Lei ha parlato del Venezuela, ha pregato affinché finisca la violenza. La Santa Sede è impegnata per il dialogo nel Paese. Ma il presidente Maduro ha usato parole dure contro i vescovi, mentre dice di essere con il Papa. Cosa pensa?

"La Santa Sede ha parlato forte e chiaramente. Quello che dice Maduro lo spieghi lui. Ma la Santa Sede ha fatto tanto, ha inviato lì un gruppo di lavoro, un nunzio di primo livello, poi ha parlato con le persone, pubblicamente. Io tante volte ho parlato cercando sempre una via d’uscita, offrendo un aiuto per uscire, ma sembra che la cosa sia molto difficile. Quello che è pericoloso è il problema umanitario, tanta gente che soffre, scappa, dobbiamo aiutare a risolvere il problema in ogni modo. Credo che le Nazioni Unite debbano farsi sentire per aiutare".

Come sta dopo l’incidente allo zigomo di ieri?
"Mi sono posizionato – nella papamobile, ndr – per salutare i bambini, non ho visto il vetro e “boom!”… Ma sto bene".

Lei è arrivato in una Colombia ancora divisa. Cosa fare concretamente perché le parti divise superino l’odio. Come le piacerebbe che fosse la Colombia?

"Dopo 54 anni di guerriglia si accumula odio, e molte anime divengono malate. La malattia non è colpevole. Queste guerriglie e i paramilitari hanno fatto peccati brutti e hanno provocato questa malattia, ma ci sono dei passi che danno speranza. L’ultimo è il cessate il fuoco del ELN: li ringrazio tanto. Ma c’è qualcosa di più: la voglia di andare avanti va oltre i negoziati. C’è la forza del popolo. Io ho speranza in questa forza. Dobbiamo aiutare il popolo con la vicinanza e la preghiera".

La Colombia ha sofferto molto la violenza per la guerra e il narcotraffico. E per la corruzione nella politica. Cosa fare con questo flagello? I corrotti vanno scomunicati?

"Ho scritto un piccolo libro che si chiama “Peccato e corruzione”. Tutti siamo peccatori, ma il Signore è vicino a noi e non si stanca di perdonare. Il peccatore delle volte chiede perdono. Il problema è che il corrotto si stanca di chiedere perdono e dimentica come si chiede perdono. È uno stato di insensibilità davanti ai valori, alla distruzione, allo sfruttamento della persona. È molto difficile aiutare il corrotto, ma Dio può farlo. Io prego per questo".

Lei ha detto che per arrivare alla pace bisogna coinvolgere diversi attori. Pensa che il modello della Colombia sia possa replicare in altri conflitti?

"In tanti conflitti state coinvolte altre persone per arrivare alla pace. È un modo sapienziale di andare avanti, la saggezza di chiedere aiuto. Si chiede delle volte l’intervento delle Nazioni Unite per uscire dalla crisi, ma un processo di pace va avanti soltanto quando lo prende in mano il popolo. Il protagonista della pacificazione o è il popolo o si arriverà fino a un certo punto. Questa è la strada maestra. Voglio lasciarvi con un’ultima immagine. Quello che più mi ha colpito dei colombiani, c’era la folla sulla strada… mi ha colpito che i papà alzavano i loro bambini per farli vedere al Papa perché il Papa desse la benedizione dicendo questo è il mio tesoro, la speranza, il futuro, io ci credo. Mi ha colpito la tenerezza, gli occhi dei papà e delle mamme, bellissimo. È un simbolo di speranza e futuro. Un popolo che fa bambini e li fa vedere è un popolo che ha speranza e futuro".


La demenza irresponsabile di Bergoglio, dei suoi vescovi e dei falsi buoni che fanno del male e che non rispettano i nostri diritti umani
viewtopic.php?f=132&t=2591

Parassiti, falsi, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita
viewtopic.php?f=205&t=2668



Con gli uragani l'uomo non c'entra
Franco Battaglia - Mer, 13/09/
Il Papa ha idee confuse in tema di protezione dell'ambiente. A proposito dei disastri del maltempo ha dichiarato che «siamo tutti responsabili», riferendosi al genere umano.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 40964.html

Insomma, a Suo dire, la colpa dei disastri è degli uomini. Non è ben chiaro, dalle parole del Pontefice, qual è esattamente la colpa degli uomini. Esistere? Vivere? Costruire abitazioni? Non bisogna costruire lì. Lì, dove? In tutta la Florida? Non bisogna costruire in riva a quel fiume. E perché no? In realtà potremmo costruire le nostre case dove ci pare. Basta governare le possibili avversità della natura, dai terremoti alle inondazioni. Ampie aree dell'Olanda stanno sotto il livello del mare. Il fatto è che per far bene e in sicurezza bisogna metterci le risorse, che poi spesso devono venire dal denaro delle nostre tasse, giacché la gestione di queste cose interessa la collettività. Un terremoto di forza 9 fa oscillare i grattacieli di Tokyo, ma le oscillazioni per i giapponesi non sono un problema. Un terremoto di forza 4 può far crollare un paesino dell'Umbria. Quello di alcuni anni fa nel Modenese, che fu devastante per molte abitazioni, lasciò non scalfiti i viadotti autostradali, costruiti da ingegneri degni del loro titolo.

È allora necessario essere consapevoli che, ove v'è responsabilità morale umana dei disastri del maltempo, questa è tutta degli ambientalisti. Vediamo perché. Costoro negli ultimi vent'anni ci hanno massacrato gli zebedei invocando misure ridicole contro i capricci del clima. Hanno sostenuto: 1) essi sono dovuti alla industrializzazione, a causa della quale gli eventi climatici estremi, a loro dire, sarebbero aumentati in numero e in intensità; 2) bisogna governare codesti presunti cambiamenti climatici attuando una politica energetica diversa da quella che ha favorito l'industrializzazione, essendo questa la causa dei cambiamenti climatici (cosa di cui anche Papa Francesco sembra essersi convinto).

La prima affermazione è decisamente falsa. Nei 160 anni compresi fra il 1850 e il 2010, gli Stati Uniti sono stati colpiti da 77 uragani, 4 di forza 5, 20 di forza 4, e 53 di forza 3. Di quelli di forza 5, due sono occorsi prima del 1935 e 2 dopo il 1935. Di quelli di forza 4, ne sono occorsi 5 nel primo terzo dell'intervallo 1850-2010, 9 nel secondo terzo, e 6 nell'ultimo terzo. A ragionare come fanno quelli che nulla sanno di statistica diremmo che l'industrializzazione fa bene ai capricci del clima, visto che nella seconda metà del Novecento gli uragani di forza 4 che hanno colpito l'America sono stati il 50% in meno che nella prima metà del Novecento. Ma noi non siamo avvezzi a tale uso garibaldino della statistica. Infine, dei detti 53 uragani di forza 3, sono occorsi 13 nella seconda metà dell'Ottocento, 20 nella prima metà del Novecento e 20 nella seconda metà del Novecento.

Una volta che abbiamo assodato che la prima affermazione è patentemente fasulla, è chiaro che la seconda affermazione è, a dir poco, inutile. In realtà, essa e vengo al punto è dannosa, anzi è devastante. Impegnare risorse come suggerito dagli ambientalisti distoglie le stesse da altre misure che, invece, sono necessarie per governare i capricci del clima. A partire dal governo Prodi, l'Italia ha impegnato centinaia di miliardi sulla politica energetica cosiddetta alternativa, in nome della volontà di governare il clima. Questo denaro è stato sottratto alle risorse necessarie per proteggersi dal clima e dalle sue conseguenze. Che è come dire, per proteggere dal peso della neve le case di montagna, di aver impegnato il nostro denaro per evitare che nevichi anziché per costruire i tetti spioventi.

«Siamo tutti responsabili!» lo gridò in televisione, alla fine di un accorato discorso, il ministro delle finanze jugoslavo quando, nel maggio del 1984 presentò alla popolazione lo sfacelo economico in cui versava il Paese che egli governava; mentre, invece, era lui solo il responsabile. Allora, Santo Padre, non sarebbe invece opportuno separare il grano dal loglio, e indicare i veri responsabili morali di questi disastri?
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Messaggioda Berto » lun set 11, 2017 8:20 pm

Quello che Dio il Creatore e l'ebreo Cristo non hanno mai detto agli uomini
viewtopic.php?f=194&t=2676

Io non sono né ebreo, né cristiano, né ateo e mi pare che Dio il Creatore e l'ebreo Cristo non abbiano mai detto agli uomini:

1)
di mettersi al posto dell'onnipotenza divina o di sentirsi responsabili come o al posto di Dio il Creatore;
2)
come non hanno mai detto agli uomini di trascurare i propri figli, le proprie famiglie, le proprie comunità, i propri paesi per occuparsi di quelli degli altri e magari di portarsi la morte in casa accogliendo e ospitando chichessia o chiunque, a prescindere da ogni prudenza, dalla propria volontà e dalle proprie possibilità;
3)
come non hanno mai detto di danneggiare la propria gente o di rubare risorse, beni, diritti alla propria comunità e ai propri concittadini per darle ad altri a cui non si deve umanamente e assolutamente nulla oltre una solidarietà relativa e mai assoluta, e in ogni caso solo chi ha veramente bisogno;
4)
che gli uomini, i popoli, le comunità, i paesi, gli stati, le famiglie debbano accogliere e ospitare chiunque e per forza; poiché l'accoglienza e l'ospitalità non possono che essere naturalmente sempre e solo libere e volontarie, commisurate e proporzionate alle possibilità economiche di ogni paese, di ogni comunità e alle relative compatibilità sociali, culturali e politiche.
5)
Dio il Creatore e l'ebreo Cristo non hanno mai detto agli uomini di non rispettare i X Comandamenti e che sia lecito rubare, tantomeno che la proprietà sia un furto, un male e un non diritto umano;
6)
Cristo ha detto:
ama il prossimo tuo come te stesso e per prossimo intendeva i famigliari e la comunità, quelli che ti stanno vicino e non certo quelli che ti stanno più lontano;
7)
l'ebreo Cristo ha anche detto: dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio;
8)
l'ebreo Cristo, ha anche detto a chi voleva seguirlo: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri; ma non ha mai detto di vendere quello che è della famiglia o della comunità per poi dare il ricavato ai poveri, poiché ben sapeva che in tal modo avrebbe impoverito la famiglia e l'intera comunità;
9)
Gesù ha detto: dai da mangiare agli affamati, da bere agli assetati e da vestire agli ignudi, ma nei limiti delle possibilità di ognuno e riferendosi alla realtà sociale del suo tempo. Non ha mai detto di privarsi e di privare la propria famiglia e la propria comunità, del necessario per aiutare altri.
10)
Nè Dio il Creatore né l'ebreo Cristo (suo figlio per i cristiani) hanno mai detto agli uomini che essi debbono perdere la loro libertà e i loro doveri e diritti umani per diventare schiavi di altri attraverso l'obbligo e la coercizione alla solidarietà.
11)
Mi pare invece che l'ebreo Cristo abbia consigliato di guardarsi per bene da coloro che si mettono in mostra quando esercitano la carità, l'elemosina, la solidarietà o che la sbandierano ai quattro venti e sopratutto quando ne fanno una bandiera politica.
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