Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 6:57 am

Parassiti, falsi, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita
viewtopic.php?f=205&t=2668


Parassiti, bugiardi, manipolatori dei diritti umani e ladri di vita ma che si propongono come presuntuosi e arroganti salvatori degli uomini e dell'umanità, solo che laddove questi operano spesso e volentieri la gente muore.

Questi non salvano vite ma ci tolgono la vita; questi sono criminali che violano i nostri diritti umani e civili.




La proprietà non è un furto e un male ma un bene prezioso e rubare non è un bene ma un male
viewtopic.php?f=141&t=2495

Ladri della proprietà e dei beni pubblici e privati

Tra questi vi sono i politicanti e i burocrati corrotti, le caste e l'associazionismo parassitario, le banche e la finanza truffaldine, le imprese e l'economia assistita improduttiva e inutile, le varie mafie, gli invasori come i clandestini, gli zingari, la criminalità comune; i culti o fedi politico-religiose idolatre e totalitarie.

1) La Repubblica Italiana è un esempio di furto della sovranità democratica popolare perpetrato da una classe-casta politica, sancito dalla sua Costituzione ademocratica a danno dei cittadini e della democrazia vera e piena.

2) La Sovranità Monetaria è un furto che si perpreta attraverso la falsificazione/stampa impropria/arbitraria della moneta e/o la svalutazione della stessa e si concretizza con l'inflazione che comporta la riduzione del valore e del potere di acquisto/scambio della moneta.

3) La religiosità idolatra che si impone con la violenza dell'orrore e del terrore è un furto di spiritualità, di libertà religiosa, di libertà di pensiero che può diventare anche furto di libertà politica e di beni economici.
Un esempio è l'Islam
Le ideologie politiche universaliste totalitarie e massificanti, imperialiste e teocratiche sono tutte ladre di libertà, di dignità, di diritti umani e di proprietà, poiché per imporsi e diffondersi usano la violenza e l'inganno (tra cui la minipolazione dei diritti umani naturali, civili e politici).

4)La politica e l'amministrazione burocratica castuali e parassitarie sono ladre.

5)Le organizzazioni criminali mafiose sono ladre e tra queste vi sono anche gli zingari.
Il razzismo e la violenza degli zingari, una categoria umana tra le più razziste che esistano sulla faccia della terra
viewtopic.php?f=150&t=459

6) Anche la prodigalità con i beni pubblici dei cittadini verso i non cittadini, da parte di burocrati, giudici e politici amministratori e governanti è un furto, una malversazione delle risorse pubbliche, un tradimento dei diritti di cittadinanza, un delitto gravissimo verso la propria comunità, che denota irresponsabilità demenziale o criminale.
Anche l'estensione indiscriminata della cittadinanza e dei relativi diritti, in quanto beni pubblici, è un crimine, gravissimo, specialmente se non decisa/stabilita dai cittadini, un vero attentato alla comunità dei cittadini, ai loro bene fondamentali.

7) Anche molti dei presunti buoni, che si dicono solidali con il mondo intero, che vorrebbero accogliere a braccia aperte tutti i bisognosi e i finti bisognosi della terra, che si occupano per professione o per politica o per ideologia o per fede religiosa dei diritti e del benessere dell'umanità, in particolare di quello dei poveri, dei maltrattati, dei perseguitati e degli ultimi di tutto il mondo, anche costoro sono dei ladri che rubano il più delle volte ai poveri e agli ultimi dei loro paesi per darlo/regalarlo/prodigarlo a i primi, trattendendosi però una quota economica e politica rilevante come intermediazione.
Costoro sono i ladri peggiori, rubano e malversano le risorse e i beni pubblici e privati e i diritti veri dei loro concittadini in nome di una cittadinanza e di una fratellanza mondiale che non esistono e in tal modo violano i diritti umani della loro gente e la solidarietà con la loro comunità nazionale e statale.
Costoro sono i ladri più disumani e schifosi che possano esserci al mondo perché tradiscono la loro famiglia, la loro gente, la loro comunità nativa e autoctona, la loro città, il loro paese, la loro costituzione.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:00 am

Eccone alcuni, come esempio:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 68x322.jpg

Sono tutti e tre parassiti delle caste politica, religiosa e mediatica che vivono di privilegi, di rendita, di provvidenze statali, alimentate con la violenza estorsiva di stato.

Il più grande di tutti, preso a modello da tanti, è il parassita idolatra Bergoglio, il Papa cattolico di Roma, un eunuco venditore di miracoli e di provvidenza divina ma che però, come tutto il suo clero, stranamente non vive né di miracoli né di provvidenza celeste ma di quella dello stato italiano che è alimentata unicamente dal prelievo fiscale forzoso (cioè violento o estorsione) dalle tasche dei cittadini, da cui traggono criminalmente privilegi tutte le caste parassite d'Italia,
a spese della povertà e della miseria di milioni di cittadini italiani, della gioventù senza speranza, senza lavoro, senza casa, senza famiglia, senza figli e costretta a migrare dove c'è lavoro;
a spese delle imprese che soffocate dal fisco, dalla contribuzione, dai mancati pagamenti della pubblica amministrazione o taglieggiati dalle caste falliscono, chiudono e delocalizzano;
a spese dei cittadini che ridotti in miseria o falliti si disperano e si ammazzano;
...




Emma Bonino: “L’Ue si scandalizza per il bando Usa, ma con i migranti fa la stessa cosa”
francesco olivo
2017/02/05

http://www.lastampa.it/2017/02/05/ester ... agina.html


«L’Europa si è scandalizzata per il bando di Trump e il muro al confine con il Messico, ma quello che stiamo facendo in Europa non è poi così diverso. Un Paese, la Libia, viene pagato perché metta un “tappo” per trattenere tutti i migranti di qualunque nazionalità. Un piano che qualcuno ha definito “Trump soft”, simile a quello già applicato in Turchia». L’ex ministro degli Esteri Emma Bonino commenta il risultato del vertice di Malta con un occhio a ciò che accade dall’altra parte dell’Atlantico.

Qual è il destino del memorandum sui migranti firmato da Italia e Libia?

«Dubito che funzionerà. Il problema, oggi, è la capacità del premier Sarraj di controllare il territorio. Il suo governo non è riconosciuto da tutti».

Era necessario coinvolgere il generale Haftar?

«Senza dubbio è un attore che gioca un ruolo centrale. E con potenti alleati nella regione e non solo. E non si possono neanche ignorare le milizie che vivono dei traffici di esseri umani. Sono mercenari che godono anche della connivenza della forze di polizia».

Dall’Europa è arrivato un grande plauso all’Italia. Non c’è il rischio che ora se ne lavi le mani lasciando Roma da sola?

«Potrebbe accadere. Una pacca sulla spalla e via. Ma il nostro governo è riuscito a mettere sotto pressione l’Ue, che ora dovrà fare uno sforzo economico. Certo i 200 milioni messi in campo sono poca cosa rispetto alle necessità o se paragonati ai tre miliardi dati alla Turchia».

Perché le organizzazioni umanitarie criticano l’accordo?

«Per ottimi motivi. Le condizioni inumane dei campi per migranti in Libia sono note a tutti. Un ambasciatore tedesco li ha definiti lager. Sono in aperta violazione di tutte le convenzioni sui diritti umani e dei rifugiati, in questo dobbiamo essere onesti. È questa la parte più drammatica. E inaccettabile. Ma il vero problema politico è un altro».

Quale?

«Ancora una volta gli Stati membri dell’Europa rinunciano a politiche che tentino di “governare” l’immigrazione e scelgono illusoriamente e cinicamente di impedirla. Chiunque pensi di frenare questa emergenza vende illusioni. A gennaio è sbarcato in Italia il doppio dei migranti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».

Quale soluzione, dunque?

«L’Europa ha bisogno di immigrati, lo dicono tutti: dalla Germania alla Bulgaria. Bisogna lavorare sull’integrazione: è l’unica politica vincente. E applicarla è nell’interesse di tutti. Un migliaio di Comuni in Italia l’ha capito, investendo sull’accoglienza e tracciando una strada copiata da molti. Ma nell’accordo di Malta manca qualsiasi accenno all’integrazione».

Come si dovrebbe agire?

«I trattati europei andrebbero modificati per rendere l’integrazione di competenza comunitaria. Il vero problema dell’Europa sono gli egoismi nazionali degli Stati membri, non la “burocrazia” di Bruxelles».

La solidarietà europea sembra abbastanza lontana...

«Purtroppo finora gli Stati e i governi europei sono stati divisi su un tema fondamentale come i ricollocamenti. Come anche sul rifiuto di riconsiderare il trattato di Dublino».

E in Italia?

«È fondamentale lavorare al superamento della Bossi-Fini abolendo il reato di clandestinità, come stiamo cercando di fare come Radicali con una rete spero sempre più vasta di organizzazioni sul territorio a partire da molti sindaci. In Italia abbiamo 500 mila irregolari, che tenderanno ad aumentare. Il 60% delle domande dei rifugiati viene respinta: chi è clandestino resta tale, diventando preda di lavoro nero, criminalità e prostituzione».


Ultimo delirio di Bonino: “I migranti non si devono fermare. Bisogna accoglierli tutti e integrarli”

http://ilsudconsalvini.info/ultimo-deli ... integrarli

Nuovo delirio di Emma Bonino pro invasione islamica e sostituzione etnica del popolo europeo. L’ex ministro degli esteri è contraria al documento firmato da Gentiloni e il presidente libico per bloccare il flusso di clandestini che percorrono la rotta Italia-Libia.

«L’Europa si è scandalizzata per il bando di Trump e il muro al confine con il Messico, ma quello che stiamo facendo in Europa non è poi così diverso. Un Paese, la Libia, viene pagato perché metta un “tappo” per trattenere tutti i migranti di qualunque nazionalità. Un piano che qualcuno ha definito “Trump soft”, simile a quello già applicato in Turchia». L’ex ministro degli Esteri Emma Bonino commenta il risultato del vertice di Malta con un occhio a ciò che accade dall’altra parte dell’Atlantico.

«Dubito che funzionerà. Il problema, oggi, è la capacità del premier Sarraj di controllare il territorio. Il suo governo non è riconosciuto da tutti».

Era necessario coinvolgere il generale Haftar?

«Senza dubbio è un attore che gioca un ruolo centrale. E con potenti alleati nella regione e non solo. E non si possono neanche ignorare le milizie che vivono dei traffici di esseri umani. Sono mercenari che godono anche della connivenza della forze di polizia».

Dall’Europa è arrivato un grande plauso all’Italia. Non c’è il rischio che ora se ne lavi le mani lasciando Roma da sola?

«Potrebbe accadere. Una pacca sulla spalla e via. Ma il nostro governo è riuscito a mettere sotto pressione l’Ue, che ora dovrà fare uno sforzo economico. Certo i 200 milioni messi in campo sono poca cosa rispetto alle necessità o se paragonati ai tre miliardi dati alla Turchia».

Perché le organizzazioni umanitarie criticano l’accordo?

«Per ottimi motivi. Le condizioni inumane dei campi per migranti in Libia sono note a tutti. Un ambasciatore tedesco li ha definiti lager. Sono in aperta violazione di tutte le convenzioni sui diritti umani e dei rifugiati, in questo dobbiamo essere onesti. È questa la parte più drammatica. E inaccettabile. Ma il vero problema politico è un altro».

Quale?

«Ancora una volta gli Stati membri dell’Europa rinunciano a politiche che tentino di “governare” l’immigrazione e scelgono illusoriamente e cinicamente di impedirla. Chiunque pensi di frenare questa emergenza vende illusioni. A gennaio è sbarcato in Italia il doppio dei migranti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».

Quale soluzione, dunque?

«L’Europa ha bisogno di immigrati, lo dicono tutti: dalla Germania alla Bulgaria. Bisogna lavorare sull’integrazione: è l’unica politica vincente. E applicarla è nell’interesse di tutti. Un migliaio di Comuni in Italia l’ha capito, investendo sull’accoglienza e tracciando una strada copiata da molti. Ma nell’accordo di Malta manca qualsiasi accenno all’integrazione».

Come si dovrebbe agire?

«I trattati europei andrebbero modificati per rendere l’integrazione di competenza comunitaria. Il vero problema dell’Europa sono gli egoismi nazionali degli Stati membri, non la “burocrazia” di Bruxelles».

La solidarietà europea sembra abbastanza lontana…

«Purtroppo finora gli Stati e i governi europei sono stati divisi su un tema fondamentale come i ricollocamenti. Come anche sul rifiuto di riconsiderare il trattato di Dublino».

E in Italia?

«È fondamentale lavorare al superamento della Bossi-Fini abolendo il reato di clandestinità, come stiamo cercando di fare come Radicali con una rete spero sempre più vasta di organizzazioni sul territorio a partire da molti sindaci. In Italia abbiamo 500 mila irregolari, che tenderanno ad aumentare. Il 60% delle domande dei rifugiati viene respinta: chi è clandestino resta tale, diventando preda di lavoro nero, criminalità e prostituzione».

Con fonte La Stampa





Casta clerical religiosa
viewtopic.php?f=22&t=210

Papa Francesco e le pensioni inique. Della Chiesa
Michele De Vitis
29 Giugno 2017

http://stradeonline.it/istituzioni-ed-e ... lla-chiesa

Papa Francesco sa farsi voler bene e sa farsi applaudire. Anche la posizione giusta e, mai come in questo caso, sacro-santa contro le pensioni d’oro è destinata a far salire il suo grado di popolarità e forse ad accorciare il distacco tra Chiesa e società. Un distacco esemplificato anche dal detto “Fa’ quello che il prete dice, non quello che il prete fa”.

Naturalmente Papa Francesco non è l’INPS e quindi può non sapere del privilegio pensionistico chiamato “Fondo Clero” su cui l’Istituto presieduto da Tito Boeri si è già pubblicamente espresso con un’approfondita analisi nel 2015. Un privilegio a fondo perduto pagato dai cittadini italiani.

Nel 1973, infatti, venne creato un fondo speciale che ancora oggi eroga pensioni di vecchiaia, di invalidità e pensioni ai superstiti. Negli anni questo fondo, non toccato dalla riforma Fornero, ha accumulato perdite su perdite e al 2015 il disavanzo patrimoniale ha sforato i 2,2 miliardi di euro, raddoppiando in 13 anni. Come spiega l’INPS, la colpa va trovata nello squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate (era 1 a 3 nel 2015).

Il fondo è poi compatibile con pensioni di gestioni diverse. Circa il 72% dei quasi 14mila pensionati del fondo risulta titolare di altre pensioni che comunque possono vedersi tagliata la pensione erogata dal fondo fino a un terzo. Fa notare l’Inps che 9.960 pensionati del Fondo Clero sono titolari di un'altra pensione dall’importo medio di 1.000 euro lordi al mese e circa 1.000 pensionati di questo fondo ricevono una seconda pensione di importo superiore ai 2.000 euro lordi.

Come funzionano i contributi e come viene calcolata la pensione? Gli iscritti al fondo pagano un importo fisso all’anno determinato dal Ministero del Lavoro. Nel 2016 tale importo è pari a 1.722,08 euro. Ha diritto alla pensione di vecchiaia chi ha compiuto 68 anni e 7 mesi ed ha almeno 20 anni di contributi o chi ha compiuto 65 anni e 7 mesi ed ha almeno 40 anni di contributi. Il sistema di calcolo delle pensioni non è né retributivo, né contributivo, ma si basa su prestazioni definite in somma fissa, partendo da una minima pari nel 2015 a 502,39 euro. Con il ricalcolo contributivo, ha spiegato l’Inps, oltre il 60% delle pensioni subirebbe un taglio superiore al 50% e non esistono soggetti che abbiano un vantaggio.

Non sappiamo se siamo di fronte a pensioni d’oro o meno, ma possiamo dire per certo che un fondo in costante perdita negli anni alimentato dallo Stato e un mancato ricalcolo contributivo assicurano il primo svantaggi a tutti e l’altro vantaggi a pochi. Per dirla con Papa Francesco, anche queste ingiustizie sembrano “un'offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere” perché creano diseguaglianze non solo tra ricchi e poveri e tra giovani e vecchi, ma, quel che è più grave, tra laici (non laicisti!) e clero.

A queste condizioni, caro Papa, credere nella pensione rischia di essere per i giovani un atto di fede.
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Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:15 am

Lo stato italiano ha il debito più alto del mondo che impedisce lo sviluppo e soffoca le famiglie, i giovani, i figli, le imprese;
lo stato italiano ha milioni di poveri e di disoccupati, non c'è lavoro, l'economia è in recessione da anni e ha perso decine di punti in percentuale, mancano le risorse per gli ammalati, i disabili, i giovani, le famiglie, le imprese, i vecchi ...
quindi fare il prodigo e destinare delle risorse per aiutare i paesi del terzo e del quarto mondo africano e asiatico significa togliere il necessario ai cittadini italiani, farli soffrire e morire, deprivandoli finanche della possibilità di fare figli, di curarsi, di vivere e morire dignitosamente e questo è un grave crimine contro natura, perseguito non solo dalle leggi italiane ed europee ma anche anche dalle convenzioni internazionali che tutelano i diritti umani
.

Povertà
viewtopic.php?f=161&t=2444

La demenza irresponsabile di Bergoglio, dei suoi vescovi e dei falsi buoni che fanno del male e che non rispettano i nostri diritti umani
viewtopic.php?f=132&t=2591

Manipolazione criminale dei valori e dei diritti umani universali, quando il male appare come bene
viewtopic.php?f=25&t=2484

Le bugie dei radicali, del Papa e di altri sui migranti regolari, sugli immigrati clandestini e sui rifugianti
viewtopic.php?f=194&t=2460

Non portarti la morte in casa, non hai colpe né responsabilità
viewtopic.php?f=194&t=2624

Utopie demenziali e criminali
viewtopic.php?f=141&t=2593

Non deprediamo e non uccidiamo la nostra gente con l'irresponsabile accoglienza indiscriminata e scriteriata a spese delle scarse risorse pubbliche, dei nostri figli e nipoti e dei nostri compaesani e concittadini
viewtopic.php?f=196&t=2605

La schiavitù è un crimine contro l'umanità, sempre.
La solidarietà e l'accoglienza imposta e obbligatoria è una delle peggiori e più odiose forme di schiavitù e di oppressione.
viewtopic.php?f=149&t=2599

Accoglienza o ospitalità imposta o forzata è un crimine contro l'umanità
viewtopic.php?f=196&t=2420

Diritti Umani Universali che non esistono
viewtopic.php?f=25&t=2584

Migrare e non migrare, accogliere e non accogliere, diritti e doveri
viewtopic.php?f=194&t=2498

Ius soli e cittadinanza
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Amare e aiutare chi ti fa del male non è un bene ma un male
viewtopic.php?f=141&t=2542

All'Africa e agli africani non dobbiamo nulla
viewtopic.php?f=194&t=2494

I falsi buoni che fanno del male - I falsi salvatori del mondo
viewtopic.php?f=141&t=2574
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Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:32 am

Questo è un'altro immondo parassita comunista (come la Boldrini) che prendo ad esempio


Il Papa è nel palazzo e fuori dal palazzo
Furio Colombo

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium ... al-palazzo

È strano che non sia stato notato il fatto radicalmente nuovo: il Papa, con una mossa inaspettata e un’improvvisa dichiarazione, incompatibile con tutti gli aspetti del suo status (capo di Stato, capo della Chiesa cattolica, vicario di Dio in terra) si è spostato tra i cittadini che chiedono una legge di iniziativa popolare, e la stanno chiedendo dalla dislocazione tipica di chi non ha potere e si affida alle garanzie della Costituzione e dei fondamenti del diritto.

La legge, così come è stata formulata dai Radicali, quando era ancora in vita Marco Pannella, ha due obbiettivi che interferiscono nella vita italiana così come era stata voluta e regolata dai due governi Forza Italia-Lega Padana: la cancellazione della legge Bossi Fini, che ha governato finora, al di fuori del diritto italiano e dei principi di civiltà della storia europea e della storia italiana (dunque anche cristiani) il grande movimento umano detto migrazione.

La Bossi Fini è l’equivalente morale, dopo il 1945, delle cosiddette leggi razziali tedesche, italiane, e imposte all’Europa allora militarmente occupata, che hanno provocato la Shoah. L’analogia sta nella violazione totale e arbitraria di fondamentali principi di garanzia e salvaguardia giuridica, e di un regime di aggressività e persecuzione fondato sul disprezzo di una parte degli esseri umani dichiarati indegni per legge.

La Bossi-Fini, come le leggi razziali, è fondata su un falso, che definisce il migrante un pericolo (si alternano la criminalità, il contagio di gravi malattie infettive, lo squilibrio sociale dovuto al furto del lavoro, l’arrivo dei terroristi, la collaborazione fra “mercanti di esseri umani” e organizzazioni volontarie), stabilendo di fatto il reato di salvataggio (al punto da indurre alcune procure ad aprire inchieste su una presunta immigrazione illegale dei salvati dai volontari e una presunta complicità dei volontari provata dall’evento andato a buon fine, il salvataggio).

La Bossi Fini inventa e include alcuni reati che in una legge italiana non possono esistere, come la definizione di “tratta” per i precari e pericolosi trasporti e introduce il reato impossibile di “clandestinità”, che i giudici dovrebbero applicare come aggravante e motivo di prolungamento della pena nel caso di reati compiuti da persone prive di permessi. Il reato di clandestinità è in tutto simile al timbro di “appartenente alla razza ebraica”, stampato sui passaporti e motivo per arrestare le persone. È simile, anzi identico, in quanto reato dell’essere (sei colpevole per quello che sei, non per quello che fai) e la colpa, immediatamente presunta e dichiarata, non può essere lavata.

La Bossi Fini, contro cui si sono schierati, da soli, Pannella e (adesso) il Papa, con la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare, impedisce che i figli degli immigrati diventino italiani. E così accade che un Paese incapace di conoscere e affrontare il problema, e indeterminato a non accogliere, si impegna però a punire chiunque, per fortuna o con l’aiuto di altri esseri umani, sia riuscito ad arrivare vivo e cerchi di sopravvivere con decenza, persino in località, come la città di frontiera di Ventimiglia, dove ai migranti, bambini inclusi, viene negata l’acqua.

E poi, la Bossi Fini prevede di rendere impossibile che siano italiani i bambini stranieri che nascono in Italia da genitori stranieri. Andranno in scuole italiane, studieranno nella lingua di questo Paese, impareranno la storia, le frasi fatte, i modi colloquiali e persino i dialetti e le pronunce locali in Italia, ma non possono e non devono diventare italiani.

Si è formato un blocco nazionalista-secessionista che sventola un tricolore in cui non crede e che voleva (discorso di Bossi a Venezia) buttare nel cesso, pur di negare un diritto e provocare umiliazione e dolore ai nuovi venuti. Si tenga conto di un fatto che dà all’Italia una immagine tetra perché mostra che il suo peggio c’è nel passato, ma anche nel futuro. Un gruppo politico nuovo, che ha promesso di riorganizzare il Paese in modo completamente diverso, fondato sulla trasparenza e l’onestà, proclama la necessità di respingere gli stranieri e condivide il terrore che portino il male, come se il mondo fosse fondato su scatole separate con coperchi ben chiusi.

Cosa ci può essere di nuovo in chi negli stranieri vede un pericolo, in chi teme il rischio della diversità su cui tutte le civiltà che conosciamo si fondano? Colpisce che, nonostante l’impegno di una parte del Parlamento per dare la cittadinanza ai figli di genitori “stranieri” fin dalla nascita (erano Pd e M5S, ora solo il Pd e i frammenti di sinistra) nessuno ha mai voluto o anche solo chiesto l’abolizione della Bossi-Fini e l’accoglimento immediato del testo di iniziativa popolare presentato dai Radicali. Adesso c’è il Papa, che è stato chiaro nel suo apparentamento con i radicali, ed è stato preciso nella sua dichiarazione.


Paragonare le leggi Razziali alla legge Bossi Fini è chiaramente una menzogna, una manipolazione della verità tesa a violare i Diritti Umani dei cittadini italiani ed europei e dei nativi italici ed europei.

Leggi Razziali
https://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste

Le leggi razziali fasciste sono un insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi (leggi, ordinanze, circolari, ecc.) applicati in Italia fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, inizialmente dal regime fascista e poi dalla Repubblica Sociale Italiana.
Esse furono rivolte prevalentemente – ma non solo – contro le persone di religione ebraica. Furono lette per la prima volta il 18 settembre 1938 a Trieste da Benito Mussolini, dal balcone del Municipio in Piazza Unità d'Italia in occasione di una sua visita alla città. Furono abrogate con i regi decreti-legge nn. 25 e 26 del 20 gennaio 1944, emessi durante il Regno del Sud.


Legge Bossi Fini
https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Bossi-Fini
La legge 30 luglio 2002, n. 189, meglio nota come legge Bossi-Fini, è una normativa della Repubblica Italiana che disciplina l'immigrazione, detta così dai primi firmatari Gianfranco Fini ed Umberto Bossi che nel governo Berlusconi II ricoprivano rispettivamente le cariche di vicepresidente del Consiglio dei ministri e di ministro per le Riforme istituzionali e la Devoluzione.

Venne varata dal Parlamento italiano nel corso della XIV Legislatura, di modifica del Testo Unico delle disposizioni circa la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ovvero il decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286, al fine di regolamentare le politiche sull'immigrazione e sostituire la norma precedente, la legge Turco-Napolitano, confluita poi nella legge del 2002.

Caratteristiche

La legge in materia di immigrazione, entrata in vigore il 9 settembre, oltre ad avviare le procedure restrittive segna anche l'inizio delle procedure per la regolarizzazione delle colf, delle badanti e dei lavoratori non in regola. A questo proposito è necessario ricordare che in tutti gli uffici postali è possibile reperire la documentazione ufficiale: ogni cittadino extracomunitario che voglia regolarizzarsi deve far riferimento esclusivamente ai modelli ufficiali che vengono consegnati alle poste, per ragioni tecniche non risultano infatti validi quelli ripresi da giornali o stampati attraverso internet.

In sintesi, le principali novità della legge furono le seguenti:

Espulsioni con accompagnamento alla frontiera
Permesso di soggiorno legato ad un lavoro effettivo
Inasprimento delle pene per i trafficanti di esseri umani
Sanatoria per colf, assistenti ad anziani, malati e diversamente abili, lavoratori con contratto di lavoro di almeno 1 anno
Uso delle navi della Marina Militare per contrastare il traffico di clandestini.




Diritti Umani Universali che non esistono
viewtopic.php?f=25&t=2584


Non esiste alcun diritto umano naturale e politico universale a migrare e ad essere accolto ovunque, indipendentemente dalla volontà degli altri ad accogliere nella loro casa, nel loro paese, città, nazione, stato, terra.

Migrare e non migrare, accogliere e non accogliere, diritti e doveri
viewtopic.php?f=194&t=2498

Non esiste il dovere assoluto ad accogliere e il diritto assoluto ad essere accolti.

I diritti umani universali a migrare e a non migrare dal proprio paese natale esistono al pari del diritto universale alla non accoglienza che però è prioritario rispetto al diritto di essere accolto.

Il diritto internazionale ad essere accolti per i rifugianti asilanti sussiste assieme al diritto alla non accoglienza, qualora non esistessero le condizioni necessarie, basilari per l'accoglienza stessa e la valutazione di tali condizioni fanno capo unicamente al paese a cui è chiesta la disponibilià ad accogliere:

condizioni demografiche, economiche, politiche, culturali che lo consentano.

Qualora non vi sia lo spazio demografico sufficente,
qualora non vi siano le risorse economiche bastanti,
qualora l'accoglienza comportasse gravi problemi politici e sociali a danno dei cittadini del paese a cui è chiesta l'accoglienza,
qualora non vi siano le compatibilità culturali, sociali e religiose tra i richiedenti ospitalità e rifugio con gli abitanti del paese a cui si rivolge la richiesta.


Accoglienza o ospitalità imposta o forzata è un crimine contro l'umanità
viewtopic.php?f=196&t=2420



Diritti e doveri umani naturali e universali
viewtopic.php?f=205&t=2150

Diritti Umani Universali dei Nativi o Indigeni Europei
viewtopic.php?f=25&t=2186

Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei
viewtopic.php?f=25&t=2372

Manipolatori e malversatori dell'Ordine Naturale dei Diritti Umani Universali
viewtopic.php?f=141&t=2023

All'Africa e agli africani non dobbiamo nulla
viewtopic.php?f=194&t=2494

Povertà
viewtopic.php?f=161&t=2444

I falsi buoni che fanno del male - I falsi salvatori del mondo
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Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:35 am

Anche il comunista Furio Colombo è un falsificatore, manipolatore della verità e dei diritti umani

FURIO COLOMBO, L’IRA DI UN VERO RAZZISTA… UN PO’ NEOFASCISTA
di GILBERTO ONETO

https://www.miglioverde.eu/madonna-gay-russia

La Lega dovrebbe riprodurre l’ultimo libro di Furio Colombo e spedirlo a ogni famiglia padana. Il suo Contro la Lega (Laterza, 2012) è infatti un magnifico strumento di promozione del Carroccio. Non si potrà mai sapere se il Colombo l’abbia fatto apposta (sarebbe demoniaco e geniale) o se gli sia scappato in un eccesso di astio o in una crisi biliatica, ma il risultato è a suo modo straordinario: la Lega è descritta con un tale apparato di castronate, patacche, luoghi comuni, panzane, e con un linguaggio così debordante rancore, cattiveria ed evidente malafede, da diventare – per reazione – immediatamente simpatica anche al più feroce dei suoi detrattori. Cosa ha fatto il furiosissimo Furio?
Ha preso una serie di episodi di razzismo vero o presunto, li ha rimaneggiati e gonfiati, riproponendoli in un contesto delirante e febbricitante, in un paesaggio tenebroso in cui personaggi da Arancia Meccanica in camicia verde infieriscono con sadismo grandguignolesco su poveri immigrati, sempre descritti come buoni, operosi, poliglotti, plurilaureati, bellini ed educati come chierichetti. Gli scenari sono impressionanti: aggressioni notturne con carri armati ai campi di laboriosi e pacifici rom che esercitano l’onestissimo commercio del rottame metallico (nessuno osi pensare a coltelli o Beretta), poliziotti con occhi iniettati di sangue che strappano i neonati dal caldo grembo di mamme premurose, orde di teppisti vestiti di giacconi neri alla Marlon Brando che aggrediscono pacifici padri di famiglia proprio (sempre) mentre si recano al lavoro, sadici comandanti di U-Boot che affondano battelli carichi di esuli politici che guardano annegare con ghignolino satanico. Insomma l’Italia è una gigantesca capanna dello zio Tom, è un paese buio e piovoso da Il Corvo, è il paesaggio di macerie di Jena Plissken, su cui imperversano sceriffi trevigiani e grassocci deputati torinesi in uniforme nazista. Poco importa che la più parte degli episodi citati sia avvenuta in Meridione e che non ci sia mai stato un solo leghista implicato in atti di violenza politica: il mandante, l’ispiratore morale, il creatore del clima di odio dissennato è sempre e solo la Lega. Ci sono due o tre frasi attribuite ad alcuni capataz leghisti che il Colombo furioso ripropone come mantra assillanti a riprova del luciferino piano di sterminio che costoro vogliono mettere in atto.
Evidentemente scritto qualche tempo fa, lo psicodramma noir del Furio furioso canna completamente le previsioni sugli esiti famigliari della storia leghista, ma cerca di rimediare all’infelice tempismo attribuendo il ruolo del Dottor Menghele e del generale Videla a Roberto Maroni, che sarebbe il vero responsabile dell’organizzazione di ogni eccidio, massacro, stupro, tortura e violenza compiuti nell’emisfero boreale negli ultimi decenni. Complice una folla di fanatici kapò sparsi un po’ per tutto l’arco costituzionale: Enrico Letta è un leghista mascherato, Renzi un fascista e Berlusconi il peggiore dei berlusconiani. Roba che per collocarlo nella sua planimetria dell’Inferno, il Furio deve prevedere un foglio a parte da appiccicare sotto a Lucifero.
Naturalmente sono tutti xenofobi, razzisti e – naturalmente – antisemiti della peggiore specie, di quelli che non sanno neanche di esserlo ma che lui ha scoperto che prima o poi lo diventeranno. Bolla come antisemita anche il giornalista Leo Siegel (cosa che suona quanto meno poco probabile) a proposito dello scontro che ha avuto con Gad Lerner che notoriamente – ma non per chi è troppo furioso – si è concluso in maniera molto civile. La prosa del libro è piena di immagini e allocuzioni che meritano grande attenzione: “zone arretrate e claustrofobiche del Nord”, “la parte più brada dell’opinione pubblica”, “narrazioni neonaziste”, “rancoroso razzismo”, “infezione di cattivismo”, “fanatismo autistico e impenetrabile”, “spaccature balcaniche” e via delirando.
L’Italia furiosa (nel senso del Furio) è nettamente divisa fra immigrati e rom bravi, buoni, belli, carini, tutti boy scouts e Dame di San Vincenzo e una banda di mascalzoni che magari non sono violenti e omicidi, ma è come se lo fossero perché lui (che la sa lunga) ha capito che vorrebbero esserlo. Ma dove vive questo signore? A giudicare dai 414.943 Euro di reddito che ha dichiarato non ha l’aria di essere uno che prende la metropolitana, che fa le code alla Usl, che viene messo in fila in un corridoio di ospedale, che ha vicini foresti chiassosi che gli fanno cucina etnica sul pianerottolo. Lui non ha spacciatori o troie davanti al portone di casa, non rischia di perdere il lavoro perché c’è sempre qualcuno che lo fa per meno, non ha zingari parcheggiati dietro al cortile, non ha nessuno dei mille problemi che guastano la vita a milioni di padani che fanno fatica a tirare avanti, che hanno paura, che si vedono sempre scavalcati e sempre più spesso minacciati. Ma poi come può tutto questo capitare ai padani dal momento che – lui afferma sicuro – non esistono!
Tira fuori due o tre episodi di violenza stupida contro degli stranieri, ma i delitti che lui con fatica riesce a raggranellare succedono moltiplicati per dieci ogni giorno a parti invertite. É abile nel rovesciare i ruoli del lupo e dell’agnello. Quanti sono gli ammazzati, rapinati, accoltellati, stuprati, derubati, picchiati, minacciati o maltrattati da foresti regolari o clandestini? Perché ha scritto un libro del genere e in questo modo? Difficile dirlo. Non tutti gli ottantenni sono intordelliti, anzi la più parte di loro è vispa e fa funzionare la testa. Il suo problema non è perciò l’invecchiamento delle arterie. Il suo livore, la sua cattiveria, la sua faziosità gli derivano evidentemente da altro. Essere comunista certo non aiuta a vivere una vita serena ma qui c’è materia che forse richiede analisi specialistiche. In ogni caso è evidente che abbia dei problemi.
Sulla Lega sono stati scritti moltissimi libri, qualcuno bello, qualcuno anche con pretesa di obiettività, moltissimi con intenti solo denigratori: questo li batte tutti in beceraggine. Non varrebbe la pena di parlarne e potrebbe costituire solo un documento da allegare a una cartella clinica, se non costituisse un marcatore molto interessante sia dello stato di salute della “sinistra intelligente”, sia – soprattutto – dell’evoluzione del suo approccio nei confronti della Lega. Fermo restando un rancore di fondo, c’è una sinistra che tenta qualche dialogo opportunista (il poliziotto buono) e una che continua a martellarla di insulti (il poliziotto cattivo): tutti assieme ambiscono a un accordo non per fare qualcosa assieme (che presupporrebbe la presenza di un progetto che non c’è più neppure a sinistra) ma per impedirlo agli altri. Poi c’è un terzo tipo di poliziotto sinistro, quello furibondo, quello che ha completamente perso la trebisonda. Nel libro di Colombo non c’è neppure una briciola di analisi, non c’è traccia di ragionamento, di curiosità nel cercare di capire le cose. Lui è il depositario della verità assoluta e questo gli consente di emettere giudizi drastici: per la Lega e per l’autonomismo la sentenza non può che essere capitale, da infliggere con crudeltà, sadismo e ignominia. Come certi condannati che venivano straziati da vivi e martoriati nel corpo da morti, poi bruciati e le loro ceneri sparse con disprezzo.
Per giustificare la richiesta di esecuzione, il Colombo furioso deve fornire delle prove – in fondo viviamo in una civiltà del diritto, che diamine! – e lo fa inventandosele o manipolandole. Prende degli episodi di violenza contro stranieri, li ingigantisce fino a farli diventare dei progrom e li attribuisce alla Lega come esecutore (nel solo caso in cui riesce a trovare un labile filo di collegamento) o come mandante indiscusso e indiscutibile, che allunga i suoi poteri fino al profondo Meridione, fino ai deserti della Libia. Prende tre dichiarazioni fra il goliardico e il demenziale di alcuni ras leghisti (e qui la materia non manca) e le trasforma in versetti di un Corano per devoti in camicia verde. Nelle sue pagine ispirate non si trova un solo cenno alle motivazioni che spingono milioni di padani a rifiutare l’Italia, votando Lega o scavalcandola quando questa smette di funzionare; non c’è nessun cenno alle deprivazioni culturali ed economiche che sono alla base dell’indipendentismo. Ci sono solo dei pistola vestiti da vichinghi, che linciano negri e squartano bimbi rom. Ci sono solo degli xenofobi brutti, sporchi e cattivi che grondano odio, colesterolo e ignoranza. Il suo è un mondo di incubi, è il Fury Horror Picture Show, è una visione allucinata e cattiva: oltre che malato, è un libro profondamente razzista. É piuttosto significativo dello stato di confusione e mancanza di idee di certa sinistra italiana che l’ultima pagina del libro (grondante Unità, Storia, Inno, Bandiera e orpelli patriottici) sembri – per linguaggio e tematiche – tratta da un manifesto neofascista. Perché, esaurito ogni altro argomento – come ha scritto Samuel Johnson – certi signori finiscono per rifugiarsi tutti assieme nello stesso ridotto patriottico. Anche i comunisti, anche quei comunisti che si credono più intelligenti di tutti gli altri, comunisti compresi.
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Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:48 am

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Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:52 am

Ma chi sono questi personaggi: Bergoglio, Bonino, Santoro, la Boldrini, Furio Colombo, Saviano, Vendola, i sindacalisti della CGL, Medici Senza Frontiere e gli strada, i giornali l'Avvenire, la Stampa, la Repubblica, il Corriere della Sera, il Fatto quotidiano, l'Espresso e i giornalacci provinciali che gli stanno attorno, il Manifesto e tanti altri?

Sono idolatri o atei presuntuosi, arroganti, ignoranti, mentitori e manipolatori di verità e dei diritti umani, casta privilegiata statalista e parassitaria, ademocratici, totalitari, di tendenze nazi-comuniste, sostenitori del nazismo islamico, veri razzisti contro la loro gente e gli uomini di buona volontà. Sono parte del male del mondo.

Questi invasati, idolatri e immondi cristiani, atei e comunisti, violatori e manipolatori dei diritti umani universali ci portano la morte in casa:

Non portarti la morte in casa, non hai colpe né responsabilità
viewtopic.php?f=194&t=2624

Utopie demenziali e criminali
viewtopic.php?f=141&t=2593

Terrore in Egitto. Alcuni villaggi cristiani invasi dai mussulmani
https://www.facebook.com/obrazildeforad ... 9676224826

Islam e persecuzione e sterminio dei cristiani (cristianofobia)
viewtopic.php?f=181&t=1356
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Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:53 am

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Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 7:56 am

Questa è un'altra demente, invasata, manipolatrice dei diritti umani, falsi buoni e veri criminali


La miliardaria della ong tedesca
Giulio Meotti
2017/08/05

http://www.ilfoglio.it/cronache/2017/08 ... sca-147596

Roma. È tante cose Maria Furtwängler: medico, pasionaria, attrice, nipote di rango, salonnière e, come aveva rivelato già la Frankfurter Allgemeine Zeitung nel giugno del 2016, testimonial e finanziatrice della ong Jugend Rettet e della loro nave Iuventa. È il gruppo di volontari tedeschi che non ha firmato il Codice di condotta italiano sui migranti. Maria Furtwängler, che si definisce prima di tutto “una femminista”, ha elogiato l’“idealismo” di quel gruppo di studenti delle famiglie ricche della Germania che sfida ogni regola (e forse legge) nel Mediterraneo per salvare migranti. Secondo molti sondaggi, Maria Furtwängler è l’“attrice più popolare in Germania”, oltre che la pronipote di Wilhelm Furtwängler, uno dei giganti della musica classica del XX secolo, “denazificato” dopo la guerra per i legami con il Terzo Reich. Una grande dinastia di archeologi, registi, attori (Maria è una delle commissarie più amate della serie “Tatort”). Nel 1991 il matrimonio di Maria con Hubert Burda, il magnate dell’editoria tedesca con 261 periodici e una presenza egemonica nel digitale, oltre che uno degli uomini più ricchi di Germania (anche lui in famiglia ha avuto non pochi legami con il nazismo via Franz Burda, il padre di Hubert, che disse di non avere “dipendenti ebrei”). Laureata in Medicina con una tesi sull’aborto, Maria si dedica alla recitazione. E all’impegno umanitario. E agli appelli, come “la povertà è sessista”, lettera aperta a Angela Merkel a fare di più, sempre di più, per il Terzo mondo, firmata da celebrities come Meryl Streep e la executive di Facebook Sheryl Sandberg. Con la sua Fondazione Malisa, l’attrice dice di perseguire “una società equa”. La famiglia Furtwängler-Burda è impegnata molto nel dibattito sui migranti, avendo creato la Fondazione tedesca per l’integrazione assieme all’Associazione tedesca degli editori (Vdz), che ha preso forza con il dibattito sul “caso Sarrazin”, dal nome del banchiere centrale che cinque anni fa sconvolse il dibattito con il libro “La Germania abolisce se stessa”, in cui il politico socialdemocratico si scagliò contro un “futuro islamico” per la Germania determinato dal crescente numero di immigrati. L’obiettivo della Fondazione finanziata da Burda è “la nascita di una nuova immagine della società senza pregiudizi”, con focus sul “razzismo quotidiano”, e progetti sociali di inserimento dei migranti. Compresi gli stage per migranti nelle redazioni del gruppo Hubert Burda Media. Maria e il marito Hubert sono protagonisti dei più bei party al World Economic Forum di Davos. Alle loro serate nello chalet di St. Moritz è facile trovare il magnate dell’acciaio Lakshimi Mittal, Arianna Huffington (Burda ne pubblica la versione tedesca), il banchiere e premio Nobel Muhammad Yunus. E poi ministri, finanzieri e industriali (anche italiani), scrittori blasonati, come Paulo Coelho. La passione per i salotti Maria l’ha ereditata dalla nonna, la politica nonché editrice Katharina von Kardorff-Oheimb, che a Weimar ospitava il più importante salotto del tempo. Assieme ai film e alle serie tv, Maria Furtwängler ha fatto dell’attivismo umanitario una professione, presiedendo fondazioni, iniziative benefiche, intervenendo spesso nella crisi dei migranti in Germania, in una specie di grande set cinematografico della coscienza infelice dell’occidente, di cui è espressione la nave Iuventa il cui motto è: “Fuck Irmcc” (il centro di coordinamento italiano). Perché l’importante, come ripete Furtwängler, è “lenire le sofferenze”. Espiando così anche un po’ di senso di colpa e di ricchezza.


Iuventa Ong tedesca consegne concordate di migranti con gli scafisti
Fiorenza Sarzanini
Milano, 2 agosto 2017

http://www.corriere.it/cronache/17_agos ... resh_ce-cp

L’inchiesta

«Save the Children» ha segnalato le irregolarità: l’imbarcazione tedesca, sequestrata, è tra le più piccole impegnate nei soccorsi. Gli interventi avvenivano in assenza di pericolo immediato per i migranti

ROMA — I trafficanti libici hanno effettuato almeno tre «consegne controllate» di migranti all’equipaggio della nave «Iuventa» con la complicità di alcuni ufficiali della guardia costiera di Tripoli. I barconi utilizzati sono stati poi restituiti agli scafisti per organizzare altri viaggi verso l’Italia. L’ordine di sequestro del peschereccio della Ong tedesca Jugend Rettet racconta che cosa accade al largo della Libia. Il provvedimento firmato dal giudice di Trapani dà conto delle indagini effettuate dai poliziotti dello Sco, il servizio centrale operativo guidato da Alessandro Giuliano, andate avanti oltre un anno. E svela gli accordi illeciti con altre organizzazioni, ma anche il ruolo di Save the children che ha «segnalato» le irregolarità commesse da alcune associazioni. Ora si va avanti: il prefetto Vittorio Rizzi, capo della Direzione anticrimine della polizia, si muove in coordinamento con tutte le Procure titolari delle inchieste proprio per individuare i possibili collegamenti con le organizzazioni criminali.


La «consegna» dei profughi

Sono le 6.15 del 18 giugno 2017. Gli agenti specializzati che si muovono sotto la supervisione della Direzione anticrimine guidata dal prefetto Vittorio Rizzi sono in mare e documentano con foto e video che cosa accade. Scrive il giudice: «Una imbarcazione non identificata ed una motovedetta della Guardia Costiera libica hanno scortato 3 barconi pieni di migranti nella zona di mare al largo della località di Zwara ove stazionava la Iuventa per poi allontanarsi immediatamente dopo l’inizio delle operazioni di imbarco dei migranti a bordo della motonave battente bandiera olandese, modalità che dimostrano inequivocabilmente l’effettuazione di una vera e propria “consegna concordata” di migranti e l’assenza di una situazione di pericolo immediato per i migranti che avrebbe reso necessario un intervento di soccorso in alto mare». L’informativa della polizia dà conto di quel che accade alle 11 dello stesso giorno: «Il gommone della Iuventa si è diretto verso le coste libiche e da quei luoghi è sopraggiunta una imbarcazione verosimilmente con trafficanti a bordo; il gommone e il barchino con i presunti trafficanti, dopo essersi incontrati, sono restati affiancati per qualche minuto; dopo qualche istante il gommone si è diretto verso la Iuventa mentre l’altro natante ha proceduto verso le coste libiche; successivamente quest’ultima imbarcazione è riapparsa sullo scenario, “scortando” un gommone carico di migranti ed arrestando la navigazione solo in prossimità della Iuventa. Proprio la dinamica con la quale avveniva questo secondo “viaggio” del barchino consentiva di acquisire piena contezza che le persone a bordo fossero dei trafficanti».


I barconi restituiti

Tra le contestazioni del giudice c’è anche quella di aver restituito le barche ai trafficanti. In particolare «due barconi in legno sono stati “legati” tra loro con una cima e gli operatori che si trovavano a bordo del gommone della Iuventa li hanno trainati verso le coste libiche, lasciandoli poi alla deriva. Alcuni barchini, verosimilmente in uso ai trafficanti, stazionavano in quello specchio acqueo in stato di attesa. Poi è stato riportato anche il terzo barcone». I primi a denunciare le «irregolarità» di Jugend Rittet sono stati alcuni membri dell’equipaggio della «Vos Hestia», la nave di Save the children — una delle tre Ong che ha firmato il codice di comportamento del Viminale approvato anche dall’Ue — a bordo della quale c’era un agente sotto copertura. Uno di loro ha tra l’altro dichiarato a verbale: «Tra le organizzazioni la più temeraria era sicuramente la Iuventa. Da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa è un’imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da “piattaforma” ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante».
Rebus migranti: l’Italia è il paese più esposto? E perché nessuno va a Malta o in Spagna?


Un’ondata senza precedenti
«Non collaboriamo»

Un mese fa, mentre infuriava la polemica sul ruolo delle Ong nel Mediterraneo, «sull’albero a poppa della Iuventa, battente bandiera olandese, è stata issata la bandiera libica». Ma «l’ostilità verso il centro di coordinamento marittimo italiano è dimostrata — secondo il gip — dal cartello con la scritta “Fuck Imrcc” (quest’ultimo è l’acronimo che indica il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo, ndr) posizionato a prua». Così come «l’atteggiamento di scarsa collaborazione verso le direttive impartite da Imrcc, confermando la volontà di voler effettuare esclusivamente trasbordi su altri assetti navali verosimilmente al fine di non attraccare in porti italiani». Una posizione confermata da una delle «dirigenti» Katrin, che non sapendo di essere intercettata grazie a una microspia piazzata a bordo dice: «In ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero venire identificate, non c’è motivo, a questo non contribuiamo».




Nave sequestrata alla ong, testimone: "Dopo un salvataggio operatori della Iuventa ridiedero gommone agli scafisti"
di F. Q. | 2 agosto 2017

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08 ... ti/3772378

E' il racconto di un soccorso datato 10 settembre 2016 fatto ai magistrati della Procura di Trapani da un membro di "Save The Children", altra organizzazione non governativa. I magistrati indagano su altri due episodi avvenuti il 18 giugno. "Non appoggeremo le indagini, non daremo fotografie", dicono, intercettati, i componenti dell'equipaggio di Jugend Rettet

L’inchiesta della Procura di Trapani che oggi ha portato al sequestro della nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet nasce a marzo di quest’anno dalle dichiarazioni di due operatori della Vos Hestia, imbarcazione di un’altra organizzazione non governativa, Save The Children. I due operatori, sentiti dai magistrati, hanno segnalato alcune anomalie che sarebbero accadute nel 2016 nella fase iniziale del soccorso in mare dei migranti. La Iuventa, a dire dei due, si avvicinerebbe troppo alle coste “fornendo supporto logistico agli scafisti”.

“Durante un soccorso datato 10 settembre 2016 – ha spiegato uno dei due operatori ai pm – abbiamo notato che durante un trasbordo dalla Iuventa alla nostra nave di 140 migranti soccorsi da quella imbarcazione, si allontanava un gommone dirigendosi verso le coste libiche con a bordo solo due uomini di colore. Questa circostanza ci faceva ritenere che l’equipaggio della Iuventa avesse trasbordato i 140 migranti dal gommone che prima del nostro arrivo faceva rientro sulla costa con a bordo gli scafisti”. Della circostanza venne informato l’Aise. Stessa cosa sarebbe accaduta il 14 febbraio 2016. Il secondo operatore della ong ha raccontato ai magistrati che durante le operazioni di soccorso “un legno di sei metri, con due persone di colore a bordo, si sarebbe allontanato dalla Iuventa verso le coste libiche a forte velocità”.

L’operatore di Save the Children: “Personale della Iuventa restituiva i gommoni agli scafisti” – “La più temeraria era sicuramente la Iuventa che, da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa, che è un’ imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da ‘piattaforma’ ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante…”. E’ il racconto delle presunte irregolarità nelle operazioni di soccorso commesse dalla Iuventa fatto ai pm da un operatore di Save the Children. “La stranezza la vedevamo nel fatto che il personale della Iuventa, dopo aver fatto salire i migranti a bordo – prosegue il racconto – restituiva i gommoni ad altri soggetti che stazionavano nella zona dei soccorsi a bordo di piccole imbarcazioni di vetroresina o legno. Voglio sottolineare che, normalmente, non si restituiscono i gommoni ma questi devono essere tagliati e affondati dopo aver prelevato i migranti, per evitare che vengano riutilizzati dai trafficanti”.

La Procura indaga su altri due episodi – Ci sono altri due episodi al centro delle attenzioni della Procura. Il primo risale al 18 giugno scorso ed è avvenuto in in acque internazionali: componenti dell’equipaggio della stessa Iuventa – scrive il gip – “dopo aver partecipato alle operazioni di soccorso dei migranti provenienti delle acque territoriali libiche a bordo di tre imbarcazioni, riconsegnavano, dopo averle legate tra loro, le suddette imbarcazioni ai trafficanti libici“. Una delle tre imbarcazioni – contrassegnata con le lettere “KK” – “veniva poi riutilizzata in un altro fenomeno migratorio” otto giorni dopo, il 26 giugno.

Sempre il 18 giugno scorso, poche ore più tardi, infine, il terzo episodio all’attenzione dei magistrati trapanesi: componenti dell’equipaggio della motonave Iuventa – scrive il gip nel provvedimento di sequestro, “dapprima si incontravano in acque internazionali con trafficanti libici a bordo delle rispettive imbarcazioni, quindi facevano momentaneo ritorno presso la motonave Iuventa (mentre i trafficanti libici si dirigevano nuovamente verso le acque libiche), e, da ultimo, si incontravano nuovamente con i trafficanti libici che questa volta scortavano un’imbarcazione con a bordo dei migranti che venivano poi trasbordati sulla motonave Iuventa“. Al termine delle operazioni, “i trafficanti – conclude il giudice – prelevavano dall’imbarcazione utilizzata dai migranti il motore e facevano ritorno in acque libiche”.

“Non aiutiamo i magistrati, non diamo fotografie” – “Allora noi ci predisponiamo prima che sia tutto pulito e in ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero venire identificate, non c’è motivo, a questo non non contribuiamo”. Lo dicono, intercettati, alcuni membri dell’equipaggio della nave sequestrata. Al momento, ha spiegato il procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio, i volontari della ong non sono indagati e l’idea degli inquirenti è che agissero per scopi umanitari.

Non sapendo di essere intercettati i membri dell’equipaggio della Iuventa dicevano che non intendevano dare alle autorità italiane “fotografie generali” dei salvataggi in mare e che volevano prepararsi per sapere “quello che si può e non si può fare” con esperti “di diritto marittimo, penale e internazionale”, da cui prendere anche un “feedback su quello che possiamo dire alle autorità”. Il personale della ong, poi, si lascia andare a considerazioni sulle operazioni di salvataggio: “Se oggi affondi una o due barche – dicono – domani non arrivano più”. “Non capisco la questione di dover appoggiare le indagini – prosegue uno di loro – questo non è (il nostro) compito, non ha a che fare con il salvataggio in mare e se tu fai delle foto e le metti a disposizione allora appoggi questo”.



Nave Ong sequestrata, che cosa glihanno visto fare coi trafficanti di uomini
3 Agosto 2017
di Tommaso Montesano

http://www.liberoquotidiano.it/gallery/ ... Z.facebook

«Sono stati documentati incontri, intese, tra i trafficanti di migranti e membri dell' equipaggio della Iuventa». Gravi indizi di colpevolezza, in almeno tre occasioni tra giugno e settembre del 2016, «in ordine al reato del favoreggiamento dell' immigrazione clandestina». Con i migranti non «salvati, ma consegnati dai trafficanti libici». Per questo ieri la procura di Trapani, che dall' autunno dello scorso anno indaga sui rapporti tra alcune ong che operano nel Mediterraneo e gli scafisti, ha chiesto e ottenuto dal Gip il «sequestro preventivo» della motonave, battente bandiera olandese, utilizzata dalla Jugend Rettet: «C' è un pericolo serio di reiterazione dell' attività delittuosa». Traduzione: senza il sequestro della nave, l' attività di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina sarebbe continuata.

Jugend Rettet è un' associazione umanitaria tedesca che, coincidenza, risulta tra le sei ong che non hanno siglato il Codice di condotta stilato dal ministro dell' Interno, Marco Minniti. Un collegamento, quello tra l' azione della magistratura e la mancata accettazione delle nuove norme, smentito dal procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, ma invece rivendicato dal Viminale, per il quale il fermo dell' imbarcazione è, in parte, anche figlio delle regole per le ong.

Un nuovo corso che inizia nel giorno in cui, numeri alla mano, si registra un' inversione di tendenza sul fronte degli arrivi: -2,73% rispetto al 2016. Un miglioramento, osservano al ministero dell' Interno, che avviene dopo il maggiore impegno di Tripoli e l' entrata a regime degli accordi tra l' Italia, le tribù libiche e i sindaci delle città dalle quali partono le imbarcazioni.
La Iuventa è stata bloccata nella notte tra martedì e mercoledì al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera. Subito dopo, sotto la sorveglianza del Servizio centrale operativo della direzione anticrimine della Polizia di Stato, è stata "accompagnata" al porto. A bordo, sedici membri dell' equipaggio e due migranti siriani, che in precedenza erano stati affidati a Jugend Rettet da unità militari italiane intervenute poco prima nei soccorsi in mare.

Al momento le indagini, ha spiegato in una conferenza stampa lo stesso Cartosio, riguardano l' equipaggio della nave e non i responsabili della ong. Ma allo stato la procura procede contro ignoti, visto che l' equipaggio cambia spesso. Saranno necessari, pertanto, ulteriori accertamenti. «Non possiamo guardare in faccia a nessuno», ha assicurato il magistrato.
La prima fase investigativa ha permesso anche di scoperchiare, grazie ad alcune intercettazioni, la linea di condotta che avevano preparato alcuni membri dell' equipaggio. «In ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero essere identificate. Non è nostro compito contribuire alle indagini».


La verità sulle Ong, intercettazione a bordo: "I volontari prendono 10.000 euro"
4 Agosto 2017

http://tv.liberoquotidiano.it/video/est ... isti-.html

Più che Ong, alcune di loro sono taxi del mare. Organizzazioni talmente ben oliate e professionali che alcuni "volontari" riuscivano a venir pagati profumatamente, fino a 10.000 euro. Segno evidente che la solidarietà per qualcuno era un business ricchissimo.

La fotografia scattata dall'inchiesta che ha portato al sequestro della nave Iuventa, utilizzata dai tedeschi di Iugend Rettet per trasportare i migranti dalla Libia all'Italia è nitida e gravissima. Non solo i volontari tedeschi andavano a prendere i migranti nelle acque libiche, a un miglio dalla costa, senza che le imbarcazioni dei disperati fossero in effettivo pericolo. Ma soprattutto facevano tutto in totale accordo con gli scafisti, con cui avevano contatti frequenti prima del "soccorso" (sarebbe meglio chiamarlo scambio-merce, visto che nelle intercettazioni alcuni operatori chiamavano i migranti "roba") e addirittura, come testimoniato dalle foto scattate da un infiltrato a bordo, salutavano gli stessi come si fa con collaboratori e non, com'è nei fatti, autentici criminali.

Tra le intercettazioni scottanti, una apre gli occhi su una realtà che molti in Italia, tendenzialmente a sinistra, hanno sempre negato o minimizzato. Il giro di soldi nascosto dietro un'attività per certi versi benemerita. Un operatore chiede a un altro: "Quali erano secondo te le cose strane che hai visto?". Risposta: "Innanzitutto il fatto che venissero pagati così tanto, il fatto che ci facessero fare queste c... di foto come ..". "Perché loro, aspè perché loro erano pagati come stipendio dici?", ribatte stupito il primo. "Eh, si, cioè .. cioè uno che fa il volontario che si piglia 10.000 euro mi sembra...". La giungla delle Ong regala sorprese: "Quegli altri, quelli là... - continua in un'altra chiacchierata l'operatore riferendosi a un'altra organizzazione di volontari - quelli erano banditi del mare non erano soccorritori del mare, eh? Quelli erano veramente banditi! Cioè veramente quella è stata proprio scandalosa... hanno fatto più morti loro che loro da soli coi gommoni".


Schiaffo a buonisti e Ong
Alessandro Sallusti - Gio, 03/08/2017 - 15:16

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 27619.html

La solidarietà, se pelosa e interessata, può sconfinare nell'illegalità. E come tale è giusto fermarla con ogni mezzo
Sarà una coincidenza ma da quando le autorità italiane, politiche e giudiziarie, hanno finalmente cominciato a curiosare davvero dentro i meccanismi dell'immigrazione clandestina, gli sbarchi sono drasticamente diminuiti.
È presto per dirlo ma è possibile che per i trafficanti e i loro complici la festa stia per finire.
Ieri la Camera ha dato il via libera alla missione di navi militari al largo delle coste libiche per contrastare, anche con la forza se attaccate, le partenze dei barconi. E soprattutto, sempre ieri, la procura di Trapani ha ordinato il sequestro della prima nave di una organizzazione umanitaria, la tedesca Jugend Rettet, sospettata di complicità con i trafficanti. In più di una occasione questa Ong avrebbe imbarcato, dandosi appuntamento in mare con gli scafisti, clandestini non in pericolo imminente di vita per poi consegnarli alle autorità italiane. Un servizio taxi, più che di soccorso, non si capisce ancora se retribuito o no.
Adesso si capisce meglio perché la Jugend Rettet, insieme a tante altre Ong che operano su quel fronte compresa Medici senza frontiere, si è rifiutata di firmare l'accordo con il governo italiano che prevede il controllo pubblico (polizia a bordo e obbligo di tracciabilità dei movimenti) delle operazioni di soccorso fatte da privati. Strano, no? Di clandestino c'è già l'oggetto, se pretende di esserlo anche il soggetto significa che c'è qualche cosa di indicibile e quindi probabilmente di illegale. Dal primo soccorso in mare alla prima accoglienza in terra e via via fino alla gestione di questa marea di disperati in attesa di conoscere il loro destino, tutta la macchina della solidarietà si muove e come dimostrano inchieste e come è evidente nei fatti si è mossa in una inquietante zona grigia, in alcuni casi già accertati - criminale.
Soldi, tanti soldi che passano di mano in mano senza produrre efficienza ma al contrario degrado sociale, ingiustizie e arricchimenti illegittimi. Non è da oggi che denunciamo e scriviamo queste cose. La novità è che chi ci dava addosso e ci sbeffeggiava oggi deve ammettere che le cose stanno davvero così. E che la solidarietà, se pelosa e interessata, o anche solo demagogica, può sconfinare nell'illegalità. E come tale è giusto fermarla con ogni mezzo.



"Coi migranti facciamo affari". Il colosso dell'accoglienza che fattura 8 milioni di euro
Sergio Rame - Ven, 04/08/2017

http://www.ilgiornale.it/news/milano/co ... 28162.html

La Kb assiste ben 600 immigrati. Sono distribuiti in sei centri. Il proprietario: Se il Prefetto mi chiama, in un'ora trovo cento posti"
Negli ultimi sei mesi di quest'anno in Lombardia sono arrivati 12mila migranti, a fronte di 95mila a livello nazione.
"Sono soddisfatta di come va il protocollo per i migranti firmato da 76 Comuni alla presenza del ministro degli Interni Minniti. Oggi i Comuni sono 82", commenta il prefetto di Milano Luciana Lamorgese in conferenza stampa in prefettura insieme ai vertici delle altre forze di pubblica sicurezza. "A fronte di arrivi corposi nei mesi precedenti - aggiunge - da tre settimane siamo quasi alla piena normalità, non ci sono stati arrivi massivi, come si poteva temere con l'estate".
I migranti arrivati dalle coste del Sud Italia sono stati distribuiti in tutta la regione. E c'è chi ci sta facendo molti soldi. Legalmente, va detto. Ma, comunque, un mucchio di soldi. Il Corriere della Sera ha tirato fuori il caso della Kb, una srl gestita da Roberto Garavello e Katiuscia Balansino che "nel 2016 ha fatturato 8 milioni di euro, con 2 milioni e 340mila euro di utile". Un business così reditizio da spingerli a riconvertire una struttura di Samarate che prima affittavano ai poliziotti. I due, marito e moglie, sono ex allevatori di capre che sul lago Maggiore producevano, tra le altre cose, prodotti di bellezza con il latte d'asina. Adesso hanno investito tutto nel business dell'accoglienza. "Se il Prefetto - spiega lui al Corriere della Sera - mi chiama in un'ora trovo cento posti".
La Kb assiste ben 600 immigrati. Li ha distribuiti in sei centri che si trovano a Busto Arsizio, Somma Lombardo, Samarate, Gallarate, Gorla Minore e Fagnano Olona. In queste strutture lavorano sei autisti, venti custodi, quattro medici specialisti sempre reperibili che arrivano a fatturare 3.500 euro al mese, sei psicologi e due infermiere sempre a disposizione. "Compriamo 600 paia di scarpe al mese, ma anche duemila paia di infradito per rendere più comoda la preghiera scalzi - spiega ancora Garavello il proprietario al Corriere della Sera - nei nostri centri abbiamo fatto costruire una moschea con le immagini rivolte verso la Mecca e anche i lavapiedi con i rubinetti per le abluzioni".
I numeri fortiniti dal prefetti hanno messo in allarme il centrodestra. Anche perché il ministero dell'Interno, per l'ennesima volta, ha spostato richiedenti asilo da Gorizia a Milano. "Forse lo fa per fare un favore al governatore friulano Debora Serracchiani...", commenta l'assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali. La Lombardia ospita già 1,3 milioni di immigrati. Di questi almeno 100mila sono irregolari. "Accogliamo anche il 13% dei presunti profughi, con i ringraziamenti di cooperative e di tutti coloro che guadagnano su questo squallido business - conclude la Bordonali - è tempo di invertire la rotta e di rimandare tutti i clandestini nei Paesi di provenienza".


L'agente infiltrato sulle ong: "Così ho filmato gli scafisti"
Luca Romano - Ven, 04/08/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 28155.html

La storia del poliziotto che per 40 giorni ha svolto l'attività di infiltrato sulle acque libiche: "Ho filmato la restituzione dei barchini agli scafisti"
Si è finto un addetto alla sicurezza, imbarcato sulla Vos Hestia , la nave di "Save the children" per conto di una società privata ed è riuscito a documentare "con foto e video i contatti tra l' equipaggio della Iuventa e i trafficanti".
La storia dell'agente sotto copertura è raccontata oggi dal Corriere della sera. Lui si chiama Luca B., 45 anni, ed è un esperto sub. Il 19 maggio inizia la sua attività di infiltrato. "Devo stare attento, perché si insospettiscono se faccio foto o filmati", comunicava ai suoi capi secondo quanto scrive il Corsera.
"All' alba la Vos Hestia e la Iuventa si incrociano in alto mare. Pochi minuti dopo si avvicina un barchino dei trafficanti. Rimane a pochi metri da Iuventa, gli uomini parlano con i volontari. Arriva un altro barchino che scorta un gommone carico di migranti", racconta ancora al Corsera. Poi riesce a filmare i barchini restituiti ai trafficanti e riportati in Libia. E la missione può dirsi compiuta. Ora ci sono le prove.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Parassiti, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita

Messaggioda Berto » dom ago 06, 2017 8:02 am

I falsi buoni che fanno del male - I falsi salvatori del mondo

viewtopic.php?f=141&t=2574

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0904548886

Europeo, aiuta la tua gente prima di solidarizzare con il resto del mondo; anche al tuo paese ci sono tante persone che ne avrebbero bisogno, non abbandonarle e disprezzarle, se puoi aiutale e tutta la comunità e il mondo intero saranno migliori.

Non si fa del bene facendo del male.
Fare del bene a qualcuno facendo del male a qualcun'altro non è un fare del bene ma un far del male, un'ingiustizia, un crimine.

Dobbiamo avere il coraggio di trattare questa gente per quello che veramente è, malvagia, irresponsabile e sconsiderata. Dobbiamo dirglielo in faccia e farlo sentire pubblicamente ad alta voce.
Costoro,credono di fare del bene e invece fanno del male e lo fanno a tutti, anche a quelli a cui credono di fare del bene, poiché facendo del male alla loro stessa gente, ai loro concittadini, a noi, derubandoci delle nostre risorse pubbliche, oppimendoci con la loro presunzione e arroganza atruista, disprezzandoci come egoisti anche se naturalemente e giustamente egoisti, tradendoci co la negazione dei nostri diritti e della solidarietà fraterna di cittadinanza che è dovuta a tutti i mebri delle nostre comunità ci rendoso estremamente odiosi e insopportabili come causa e loro complici anche coloro che stanno aiutando con le nostre risorse e nostro danno.

Aiuta la tua gente prima di aiutare il resto del mondo; anche al tuo paese ci sono tante persone che ne avrebbero bisogno, non abbandonarle e disprezzarle, se puoi aiutale e tutta la comunità sarà migliore.
Non vi è maggiore cattiveria e disumanità del negare la solidarieta umana alla propria famiglia, alla propria gente, ai propri concittadini e darla ad altri che non hanno alcun diritto.
Una comunità umana, una famiglia, un popolo, una tribù, una nazione, una città, uno stato dove i suoi membri anziché amarsi fraternamente ed aiutarsi si odiano e avversano al punto da preferire essere solidali con altri significa che quella famiglia, quella comunità, che quel popolo, quella nazione e quella società non ha nessun legame profondo che la tenga unita dove prevale più l'avversione, l'odio, lo spirito di rapina e la mancanza assoluta di ogni rispetto alla fraternità.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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