L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Re: L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Messaggioda Berto » ven nov 30, 2018 7:49 pm

Che idiozie!


VATICANO Papa: sarà distrutta da Dio questa società che si dice cristiana, ma è pagana
AsiaNews.it
30 novembre 2018

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa: ... AvoFZB-wXQ


Nel giorno del giudizio, Babilonia sarà distrutta con un grido di vittoria. La “grande prostituta” cadrà, condannata dal Signore. E Gerusalemme vedrà la sua rovina per un altro tipo di corruzione, “la corruzione dell’infedeltà all’amore; non è stata capace di riconoscere l’amore di Dio nel suo Figlio”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Sarà distrutta da Dio questa società che si dice cristiana, ma è pagana e vive come i pagani. L’ha detto papa Francesco all’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, prendendo spunto da un passo del libro dell’Apocalisse di san Giovanni (Ap 18, 1-2.21-23; 19,1-3.9°) che descrive la distruzione di Babilonia, la città bella, simbolo della mondanità, “del lusso, dell’autosufficienza, del potere di questo mondo” e da un brano del Vangelo (Lc 21,20-28) che racconta la devastazione di Gerusalemme.

Nel giorno del giudizio, Babilonia sarà distrutta con un grido di vittoria. La “grande prostituta” cadrà, condannata dal Signore e, ha affermato il Papa, farà vedere la sua verità: “covo di demoni, rifugio di ogni spirito impuro”. Sotto la sua magnificenza mostrerà la corruzione, le sue feste appariranno di finta felicità. Sarà violenta la sua distruzione e “nessuno più la troverà”. “Il suono dei musicisti, dei suonatori di cetra, di flauto e di tromba, non si udrà più in te; - non ci saranno le feste belle, no … - ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; – perché non sei una città di lavoro ma di corruzione – il rumore della macina non si udirà più in te; la luce della lampada non brillerà più in te; - sarà forse una città illuminata, ma senza luce, non luminosa; questa è la civiltà corrotta - la voce dello sposo e della sposa non si udiranno più in te. C’erano tante coppie, tanta gente, ma non ci sarà l’amore. Questa distruzione incomincia da dentro e finisce quando il Signore dice: ‘Basta’. E ci sarà un giorno nel quale il Signore dirà: ‘Basta, alle apparenze di questo mondo’. Questa è la crisi di una civiltà che si crede orgogliosa, sufficiente, dittatoriale e finisce così”.

Gerusalemme, ha proseguito il Papa, vedrà la sua rovina per un altro tipo di corruzione, “la corruzione dell’infedeltà all’amore; non è stata capace di riconoscere l’amore di Dio nel suo Figlio”. La città santa “sarà calpestata dai pagani”, punita dal Signore, perché ha aperto le porte del suo cuore ai pagani. “C’è la paganizzazione della vita, nel nostro caso, cristiana. Viviamo come cristiani? Sembra di sì. Ma in verità, la nostra vita è pagana, quando succedono queste cose, quando entra in questa seduzione della Babilonia e Gerusalemme vive come Babilonia. Vuol fare una sintesi che non si può fare. E ambedue saranno condannate. Tu sei cristiano? Tu sei cristiana? Vivi come cristiano. Non si può mescolare l’acqua con l’olio. Sempre diverso. La fine di una civiltà contraddittoria in sé stessa che dice di essere cristiana e vive come pagana”.

Riprendendo il racconto delle due letture, il Papa ha proseguito dicendo che, dopo la condanna delle due città, si udirà la voce del Signore; dopo la distruzione ci sarà la salvezza: “E l’angelo disse: ‘Venite: Beati gli invitati alle nozze dell’Agnello!’. La grande festa, la vera festa!”. “Ci sono delle tragedie, anche nella nostra vita, ma davanti a queste, guardare l’orizzonte, perché siamo stati redenti e il Signore verrà a salvarci. E questo ci insegna a vivere le prove del mondo non in un patto con la mondanità o con la paganità che ci porta alla distruzione, ma in speranza, distaccandoci da questa seduzione mondana e pagana e guardando l’orizzonte, sperando Cristo, il Signore. La speranza è la nostra forza: andiamo avanti. Ma dobbiamo chiedere allo Spirito Santo”.

Francesco invita infine a pensare alle Babilonie del nostro tempo, ai tanti Imperi potenti, per esempio del secolo scorso, che sono crollati. “E così finiranno anche le grandi città di oggi e così finirà la nostra vita, se continuiamo a portarla su questa strada di paganizzazione”. Rimangono, ha concluso, solo coloro che pongono la loro speranza nel Signore. Allora: “Apriamo il cuore con speranza e allontaniamoci dalla paganizzazione della vita”.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Messaggioda Berto » dom gen 06, 2019 8:24 am

.
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Re: L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Messaggioda Berto » dom gen 06, 2019 8:25 am

???

UN TRADIMENTO "INAUDITO"
Andrea Cometti
28 Dicembre 2018

http://www.accademianuovaitalia.it/inde ... l-apostata

Ecco perché non ci arrenderemo mai. Nel giro di alcuni anni siamo stati derubati di tutto: come Italiani della nostra civiltà della nostra tradizione, come cattolici della nostra chiesa della nostra dottrina e della nostra fede di Francesco Lamendola

Ecco perché non ci arrenderemo mai

di

Francesco Lamendola

http://www.accademianuovaitalia.it/imag ... DE-178.gif

Nel giro di alcuni anni, all’incirca una generazione, siamo stati derubati di tutto: come europei, della nostra civiltà, della nostra tradizione, delle nostre stesse radici; come cristiani e cattolici, della nostra chiesa, della nostra dottrina e della nostra fede. E a perpetrare il furto sono state le massime autorità: coloro che avrebbero dovuto custodire, con somma cura e diligenza, anche a rischio della vita, il deposito che era stato affidato loro: la sovranità e la cittadinanza europea, la sacralità e l’inalterabilità della fede cristiana. A macchiarsi di questo inaudito tradimento, quale mai si era visto in passato, neppure nelle epoche più oscure, sono stati i capi di Stato e di governo, da una pare, i papi, i cardinali, i vescovi e una parte del clero, dall’altra. Ci è stata tolta la nostra ricchezza, ci è stata sottratta la nostra fierezza, siamo stati umiliati, derisi, sbeffeggiati; ora siamo anche minacciati, rispettivamente della prigione e della scomunica, se non ci decideremo a sottomerci. Ci si chiede di essere docili; di accettare il cambiamento; di fare buon viso a cattivo gioco, per noi e per i nostri figli. Ebbene, noi il capo non lo piegheremo mai: se lo scordino. Potranno imprigionarci, scomunicarci e perfino ucciderci, ma non ci arrenderemo. Mai. E per una buonissima ragione, che chiude qualsiasi spazio a possibili transazioni: che ciò a cui ci si chiede di rinunciare, ciò che ci si chiede di tradire, non è nostro. Non è di nostra proprietà, non rientra nei nostri beni, quindi non abbiamo alcun diritto su di esso. Ci è stato affidato, ma è di qualcun altro. La nostra civiltà è il frutto della fatica, del lavoro, del coraggio e della perseveranza di generazioni e generazioni di nostri antenati: non è nella nostra facoltà venderla o barattarla in cambio di qualcos’altro, lo si chiami in qualsiasi modo: multiculturalità, sincretismo, relativismo, nichilismo o come si preferisce. Quanto alla fede cattolica, la cosa è ancora più chiara, tanto che la capirebbe anche un bambino: la fede ci è stata insegnata da Gesù Cristo, la chiesa è stata fondata da Lui: dunque la fede è sua, la chiesa è sua, non nostra. Se fosse nostra, potremmo anche cedere: dopotutto, nessuno nasce eroe e nessuno è obbligato a fare l’ultimo giapponese. Ma se la chiesa appartiene a Gesù, è chiaro che noi non possiamo cederla: quand’anche lo volessimo, sarebbe impossibile. Dicano pure quel che vogliono; che ci minaccino, che ci lusinghino, che escogitino ogni possibile arte per ingannarci, per indurci a tradire: nulla di quanto possano fare avrà successo. Se la chiesa non è dei cattolici, ma di Dio, i cattolici non la possono vendere o abbandonare. E se anche legioni di cattivi teologi e di falsi pastori ci esortassero, ci supplicassero, ci ricattassero, non otterrebbero nulla: non acconsentiremo mai e poi mai, se lo levino dalla testa; non possiamo disporre di ciò che non è nostro, ma di un Altro; Uno che l’ha pagato a prezzo del suo sangue.


Nel giro di alcuni anni siamo stati derubati di tutto: come Italiani della nostra civiltà, della nostra tradizione come cattolici della nostra chiesa, della nostra dottrina e della nostra fede.

Se si trattasse di qualcosa che è di nostra proprietà, potremmo anche cedere. Immaginiamo di aver creato una società per azioni e che, dopo un po’ di anni, ci accorgessimo che il nostro socio ci sta ingannando, ci sta truffando, ci sta nascondendo una quota dei profitti: potremmo intentargli causa; oppure, valutato il pro e il contro, potremmo anche lasciar perdere. Dipende da tante cose: dal nostro temperamento; dalle prospettive di ottenere ragione; dalla nostra età, dal nostro stato di salute, dal valore che attribuiamo al denaro; dal fatto di avere dei figli o degli eredi ai quali lasciare i nostri beni, o di non aver nessuno. In ogni caso, sarebbe una scelta nostra, e nessuno avrebbe il diritto di criticarci. Oppure immaginiamo di aver militato, per tutta la vita, in un certo partito politico; e di vedere che i suoi dirigenti, a un certo punto, stanno tradendo i nostri ideali, stanno imboccando una strada completamente diversa da quella che quegli ideali imporrebbero. Potremmo protestare, potremmo strappare la nostra tessera, oppure potremmo chiuderci in un silenzio sdegnoso, o amareggiato; potremmo anche pensare che loro, forse, di politica ne capiscono più di noi, che devono adattarsi ai tempi, ai cambiamenti sociali; e che essere duri e puri, in fin dei conti, potrebbe anche essere un errore, perché fare politica è l’arte di calare gli ideali nella realtà concreta. Sia una società per azioni che un partito politico, tuttavia, sono cose interamente umane: e, per quanto chi le ha create possa essere stato animato anche da motivazioni ideali, nessuno può tirare in ballo una verità di ordine superiore, ma solo il gioco degli interessi e il desiderio di creare qualcosa, di dare una risposta a una determinata situazione. In fondo, è come in un matrimonio, o in una famiglia: sarebbe bello che i coniugi fossero sempre leali l’uno con l’altro, che i figli amassero e rispettassero i genitori, ma sappiamo che ciò può non avvenire, e che proprio nel matrimonio e nella famiglia si annidano, a volte, le più amare delusioni.


Se qualcuno nutrisse per caso dei dubbi sull’esistenza del diavolo e dell’inferno, non ha che da osservare quel che fa e che dice, e tutto quel che non fa e non dice, il signore argentino che indegnamente siede sulla cattedra di San Pietro; la luce malvagia che brilla nei suoi occhi quando offende, scandalizza, disorienta e addolora milioni di fedeli.

Umanamente parlando, anche il matrimonio più felice e la famiglia più armoniosa vivono appesi a un filo, sospesi perennemente sull’abisso: a volte basta poco, pochissimo, perché quella felicità e quell’armonia se ne vadano in mille pezzi, quasi senza causa apparente. Ma il fatto di essere cittadini italiani non è come entrare in una società per azioni, non è come aderire a un partito politico; non è neppure come contrarre un matrimonio o avere dei figli: è molto di più, perché italiani si nasce, è un dato originario, inscritto nella nostra essenza e nel nostro destino, un qualcosa che non si può scegliere, perché non dipende da noi. Si può tradire un socio in affari; si possono tradire i militanti di un partito; si può tradire un coniuge: ma ciascuna di tali azioni è pur sempre un atto volontario che restituisce libertà, e sia pure una libertà negativa, a chi, volontariamente, aveva contratto un sodalizio in certa misura artificiale. Ogni sodalizio è una creazione artificiale, compreso il matrimonio, anche se l’amore, si spera, stenderà una nota gentile e disinteressata su quello che è, formalmente, nient’altro che un contratto. Ma chi è italiano, perché nasce italiano, non compie una scelta, è: è quello che è e non potrebbe essere diversamente. Perciò chi lo tradisce nel suo essere italiano, che sia il suo sindaco o il presidente della Repubblica; chi lo inganna, chi lo disprezza, chi lo umilia, svendendo non solo la sua sicurezza, ma perfino il suo orgoglio di appartenenza, svuotando di significato la cittadinanza italiana e spalancando le porte a chiunque voglia entrare in Italia, chiedendo diritti e non osservando alcun dovere; oppure sottomettendosi a dei poteri extranazionali che ordinano di tagliare le spese sociali e accollano a ciascun cittadino gli interessi spropositati su un debito pubblico che quegli stessi poteri esterni hanno creato, o enormemente ingigantito: costui compie un tradimento senza uguali, un qualcosa di talmente mostruoso che a stento si arriva a concepire. Ancora più mostruoso, ancora più inconcepibile è il tradimento di chi, sacerdoti, vescovi, cardinali e papa, invece di custodire intatta la fede dei credenti, invece di difendere e proclamare la dottrina, si adoperano ogni giorno, con diabolica perseveranza e con astuzia infernale, per sgretolare la fede, per stravolgere la dottrina, e quindi per tradire centinaia di milioni di credenti.


Nuovo papa dei protestanti? Non s’illudano: noi non ce andremo mai, sono loro che devono uscire. Che siano coerenti e che fondino la loro chiesa protestante. A noi basta Gesù, Figlio di Dio: ci basta la fede dei nostri padri, delle nostre nonne. I Rahner e i Kasper li lasciamo ad altri...

Ecco; se qualcuno nutrisse per caso dei dubbi sull’esistenza del diavolo e dell’inferno, non ha che da osservare quel che fa e che dice, e tutto quel che non fa e non dice, il signore argentino che indegnamente siede sulla cattedra di San Pietro; la luce malvagia che brilla nei suoi occhi quando offende, scandalizza, disorienta e addolora milioni di fedeli, e si compiace della servile idolatria che le folle - sempre più assottigliate, in verità; ma questo i mass-media non lo dicono – gli tributano, in forme quasi superstiziose; e paragonare tutto ciò, e l’opera, altrettanto sciagurata, dei suoi servitori e di molti vescovi e sacerdoti, con quel che dicevano e facevano i papi del passato, fino allo sciagurato Concilio Vaticano II; perché, inutile girarci attorno, è quello lo spartiacque, e non altro. Ora stiamo assistendo a un’impressionante accelerazione della strategia autodistruttiva da parte del clero apostatico; ma l’apostasia è partita da lì: non dal post-concilio, da una deformazione dei suoi documenti, da una serie di abusi e di forzature delle sue affermazioni. Quando mai un papa, parlando ai fedeli nel corso di un’omelia della santa Messa, ha chiamato cani selvaggi quelli che lo criticano? Eppure il signore argentino lo ha fatto, poco dopo l’affare Viganò: invece di rispondere a quel dossier – lui non risponde mai, lo si era già visto coi dubia dei quattro cardinali – ha chiamato cani selvaggi quelli che lo criticano, e pur se non li ha citati esplicitamente, tutti quanti hanno capito a chi si riferiva. Come ha osservato Marcello Veneziani, che non è sospettabile di simpatie integraliste e tradizionaliste, questo signore, fin da quando è stato eletto – ma bisogna vedere, appunto, come è stato eletto: ad opera di una congiura massonica che i suoi autori non si sono neanche dati la pena di nascondere più di tanto – si è posto l’obiettivo di spaccare la chiesa, di cacciare i cattolici che non ci stanno e di farli sentire in colpa, costringendoli ad andarsene. È lui, e non loro, ad aver lanciato l’attacco: è lui a portare la responsabilità di questo fatto senza precedenti nella storia: di un papa che vuol creare uno scisma, che vuole rompere del tutto con la tradizione, che vuole instaurare, forse, una nuova religione, nella quale il cattolicesimo sarà solo, annacquato e geneticamente modificato, una delle componenti. Per questo sceglie di parlare ai non cattolici; per questo va in visita nei Paesi non cattolici; per questo non parla di Gesù Cristo, se appena ne può fare a meno; per questo non difende la dottrina, ma l’attacca; e per questo rifiuta perfino d’impartire una benedizione ai fedeli, o di rivolgesi a loro con un linguaggio religioso. Per questo corteggia i protestanti, i giudei, gli islamici; per questo parla sempre e solo di politica; per questo gode ad apparire come l’icona mondiale delle sinistre, siano queste di stampo liberale o di stampo radicale. Per questo ostenta stima verso la Bonino e amicizia verso Scalfari; per questo esalta don Milani, ma tace padre Pio; per questo magnifica i ribelli e ignora i veri Santi, i mistici, le anime spirituali; per questo fa stampare francobolli in onore di Lutero e minimizza i cinquecento anni delle apparizioni di Fatima: ha fastidio del culto mariano, ha fastidio della pietà cattolica, ha fastidio della vera devozione. E per questo permette all’eretico Enzo Bianchi di asserire che Gesù Cristo era solo un profeta; per questo consente alla Comunità di Sant’Egidio di trasformare chiese e basiliche in sale mensa per i poveri; per questo ha finto di non vedere l’eutanasia perpetrata sul piccolo Alfie Evans, e ha lasciato che i vescovi inglesi ringraziassero quell’ospedale per ciò che aveva fatto; per questo ha fatto commissariare i francescani dell’Immacolata, spingendoli a uscire a centinaia dalle loro case; per questo si rifiuta di fare pulizia nell’orribile congrega di pervertiti che spadroneggia nelle sacre stanze e che profana la santità di molte curie vescovili. Ormai bisogna essere ciechi per non vedere chi è e che cosa vuole fare costui: è passato il tempo della prudenza, dell’esitazione: è arrivato il momento di alzarsi in piedi e dire no, gridare basta allo scempio diabolico che costui vuole fare a danno dei fedeli.


Hanno usurpato la Sposa di Cristo ! Non possiamo consentire a questo signore argentino, ignorante, narcisista, squilibrato, cinico e insolente, di distruggere un’opera che è stata realizzata a così caro prezzo.

La chiesa non è sua, e neppure nostra. È stata voluta da Gesù Cristo, è stata difesa con il sangue da decine di generazioni di fedeli; i martiri della fede si contano a milioni nel corso della storia. Non possiamo consentire a questo signore argentino, ignorante, narcisista, squilibrato, cinico e insolente, di distruggere un’opera che è stata realizzata a così caro prezzo; non possiamo permettere a una generazione di preti da nulla, infarciti di politica di basso profilo, gonfi di pregiudizi ideologici, senza nulla di spirituale, senza nulla di cristiano, di usurpare le loro parrocchie, perfino di chiude le chiese, a loro piacimento, nel giorno di Natale, per protestare, come dicono, contro il decreto sicurezza voluto dal ministro Salvini. Questi signori vanno cacciati a pedate nel sedere. Le chiese non sono loro, la santa Messa non è loro. Se si permettono di abolirla, offendono i fedeli e li privano del loro nutrimento spirituale: il Sangue e la Carne di Gesù Cristo. La cosa, dal loro punto di vista, si spiega e non è poi tanto grave: per loro la Messa è ben altro; non è il rinnovarsi del Sacrificio di Cristo, ma un pulpito dal quale distribuire sermoni di carattere politico e sociale. Questi infingardi sfrontati hanno usurpato la Sposa di Cristo, la manomettono, la insozzano: gente che, se lavorasse nel privato, verrebbe licenziata in tronco in meno di ventiquattro ore, perché si comporta come se avesse il diritto di fare o dire qualsiasi cosa, anche la più contraria allo spirito del lavoro che sono chiamati a svolgere. Guadagnano male il loro salario, così come abusano di tutti i beni materiali che la pietà dei fedeli ha accumulato nel corso dei secoli. Le chiese, i seminari, le curie episcopali, gli uffici diocesani, gli oratori, le parrocchie, le missioni, il denaro per mandare avanti tutto ciò, non è loro: è stato loro affidato, affinché lo adoperino per i fini della religione cattolica. Per aiutare i poveri, gli orfani, le vedove; ma anche per diffondere la verità di Cristo, per convertire il mondo: non per inchinarsi davanti al mondo, né per approvare l’immoralità del mondo. Che ci fa la signora Bonino nelle chiese cattoliche? Che ci fanno i sacerdoti gay, gli animatori parrocchiali gay, che si proclamano tali in pubblico? Che ci fanno le mense dentro le chiese, nei luoghi di preghiera? Non ci sono altri locali per allestire il pranzo di Natale? Bisogna proprio farlo dentro le basiliche? Sì: essi vogliono farlo proprio lì al preciso scopo di desacralizzare le chiese, di desacralizzare la religione, di ridurre Gesù, come dice l’eretico Enzo Bianchi, e come vorrebbe l’indegno signore argentino, al ruolo di un semplice profeta. Ebbene, non s’illudano: noi non ce andremo mai, sono loro che devono uscire. Che siano coerenti e che fondino la loro chiesa protestante. A noi basta Gesù, Figlio di Dio: ci basta la fede dei nostri padri, delle nostre nonne. I Rahner e i Kasper li lasciamo ad altri...


Alberto Pento
Tutto ciò è una conseguenza della presunzione, dell'esaltazione e del fanatismo idolatra e utopistico delle religioni, in questo caso del cristianismo con le sue sette.
Il dialogo interreligioso tra le sette cristiane è una necessità per i cristiani, poiché Cristo è uno solo;
lo è anche tra le altre e tutte le religioni della terra onde evitare i conflitti e le guerre religiose che hanno insanguinato e che ancora insanguinano il Mondo.
A mio modestissimo parere di aidolo, il solo modo per risolvere la cosa del dialogo interreligioso e della pace religiosa è di andare oltre le religioni, i loro idoli o interpretazioni del divino e la loro idolatria, ritrovando la spiritualità naturale e universale areligiosa.
Il primo passo per tutti è quello di rinunciare alla presunzione idolatra e fanatica dell'assolutismo, imperialismo, universalismo, proselitismo, missionarismo proprio di ogni religione e di denunciare e criticare gli eccessi e le pratiche disumane di ogni religione che questo comporta.



L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana
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Una religione così non è una buona religione ma un male dello spirito
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Dialogo interreligioso - la Nostra Aetate e l'Islam
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Missionarismo e proselitismo come debolezza e inconsistenza spirituale e imperialismo religioso e politico
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Re: L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Messaggioda Berto » dom mar 10, 2019 9:51 am

“Senza Cristo crolla la civiltà.” Soltanto la Chiesa ortodossa l’ha capito.
Antonio Dalla Torre sta cercando di capire.
29 novembre 2017
https://www.facebook.com/dallatorreanto ... 8451797043

“Senza Cristo crolla la civiltà.” Soltanto la Chiesa ortodossa l’ha capito.
Il Cattolicesimo oramai è un fascinaio umano dormiente, che si dedica alla mangiatura dell’altrui fatica e all’audace trincatura. Acuta osservazione: “La stragrande maggioranza degli intellettualoidi borghesi-champagne ha visione della vita laica. Manco si rendono conto della sventurata sconsacrazione della vita a cui l’ateismo ha portato in Occidente”. Questi verri conservatori a-religiosi credono che “le nazioni cristiane sopravvivano alla morte di Dio e della religione”, ma commettono troiata, uno abbaglio sozzo da porcile abbandonato. La religione di un popolo, la sua fede, crea la sua cultura, e cultura crea la sua civiltà. laddove una fede muore, muore la cultura, muore la civiltà, e financo il popolo principia a morire, già se ne sente il putidore cadaverico. Le elites-champagne-aragosta europee, cessato di credere nella futilità del Cristianesimo, cominciano a convertirsi alle ideologie, chiamate “religioni secolari”. Religioni laiche Marx-leninismo, fascismo, nazismo, conquistano i cuori e le menti di milioni di rozzi.
Ma sono oggi sono già tra gli dei che hanno fallito nel 20° secolo.

Al momento l’Occidente abbraccia fedi nuove cialtronesche: egualitarismo, democratismo, capitalismo, femminismo, ambientalismo, mondialismo. Hanno un significato per le vite di milioni di rozzi ebeti; ma hanno una carenza fondamentale: ciò, perché manca una causa non solo per vivere ogni giorno, ma anche una per la quale morire: una vita eterna. L’Islam fornisce questa promessa, il secolarismo non ha niente da offrire se non una cena luculliana. Dopo la caduta dell’impero romano, l’Occidente abbraccia il cristianesimo creando la civiltà moderna. Come ha scritto Samuel Johnson: “È piccolissima la parte di sofferenze del cuore umano che leggi e Re possono curare”. I conservatori secolaristi dal cervello grande, ma mente fortemente carente non comprendono che nessuna politica laica può curare l’anima dell’Occidente: la perdita della fede e il diniego del cristianesimo sono perdite irrecuperabili. Satanas è libero e scatenato. Cristiani europei, il cristianesimo è alla canna del gas, ha chiuso lo spaccio. Cristiani convertitevi all’Islam: sola salvezza, in terra e in cielo.


Alberto Pento
Questo è un pensiero che può sgorgare solo dalla presunzione idolatra di un cristiano.
La civiltà l'ha creata l'umanità lungo milioni di anni di esperienza, di errori e correzioni. Le religioni sono soltanto esperienze culturali e manipolazioni dello spirito naturale, spesso producono del male e fanno arretrare la civiltà umana: dogmatismo, teocratismo, deresponsabilizazzione, terrorismo, missionarismo imperialista, totalitarismi dittatoriali orrendi e violenti.



L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana
viewtopic.php?f=199&t=2589

La grande presunzione degli idolatri cristiani
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Essere umani e buoni uomini e per chi ci crede anche sensati cristiani
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Re: L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Messaggioda Berto » mar lug 14, 2020 8:18 pm

Libertà, spiritualità e religione, scienza, caso e fede
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 141&t=2657
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Re: L'assurda, irragionevole e idolatra eresia cristiana

Messaggioda Berto » dom feb 13, 2022 3:28 am

Conversazione con un cristiano

PARADOSSI BIBLICI; REALI O APPARENTI?
Gli ultimi saranno i primi, i primi saranno gli ultimi,
Chi si innalza Sara abbassato chi si abbassa Sara innalzato,
Chi vuole diventare grande sia vostro servo
Chi vorrà salvare la propria vita la perderà ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio la ritroverà ...
Sono paradossi evidenti nell'insegnamento di Cristo, .?

Carlo Neri
4 febbraio 2022

https://www.facebook.com/carlo.neri.180 ... &ref=notif


Alberto Pento
Assurdità.

Carlo Neri
Alberto Pento sembrerebbe così, ma può esserci un'altra lettura?


Alberto Pento
Con la fede e con la fantasia tutto è possibile.

Carlo Neri
Alberto Pento dimostri di non conoscere la parola. Ti cito solo questo brano Poi se vuoi appurare la verità lo puoi fare leggendo da sola scrittura Isaia 44: 7,
" Chi è come me? Lo proclami pure, lo dichiari e ne fornisca le prove davanti a me... annunci non loro le cose che avverranno e gli avvenimenti che avranno luogo."


Alberto Pento
Certo la Bibbia è testo storico religioso ebraico e gli ebrei non credono affatto che il rabbino Gesù Cristo sia Dio (il figlio di Dio, il Messia, il Salvatore, il Redentore, la Via, la Vita e la Verità. E come gli ebrei non lo credo nemmeno io.

Carlo Neri
Alberto Pento No, la Bibbia è composta da antico e Nuovo Testamento, gli ebrei leggono solo L'Antico Testamento e non considerano le profezie riguardante la venuta di Cristo anche se sono molto chiare sia rispetto alla persona che rispetto al periodo in cui è venuto cioè proprio gli anni, la data. Comunque il discorso resta sempre quello; la Bibbia è parola di Dio rivelata e non un libro come gli altri.
Anche se non l'hai detto, Concordo con te sul fatto che di questo come di tutti gli altri libri si è fatto abuso più che uso.

Alberto Pento
La Bibbia cristiana certo ma non quella ebraica che non ha il Nuovo Testamento perché non lo considera affatto Nuovo Testamento ma pura eresia priva di valore storico religioso per gli ebrei.
Per me Il Vecchio e il Nuovo Testamento non sono parola e r… Altro...

Carlo Neri
Alberto Pento Sì per gli ebrei e così, come ti dicevo.

Carlo Neri
Alberto Pento per te è solo per le funzioni idolatria umana eccetera però non sei spiegare il perché è l'unico libro esistente che contiene profezie.

Alberto Pento
Le profezie di cui parli tu sono solo previsioni umane.
Anche il nazismo maomettano ha il suo profeta criminale Moametto.
Nessun profeta buono o cattivo parla per conto di Dio, nessuno. Dio non ha bisogno di profeti, di rivelazioni, di incarnazioni, di… Altro...

Carlo Neri
Alberto Pento Mi spiace dirtelo ma tu parli per preconcetti, senza aver letto la parola rivelata, questo è evidente.

Alberto Pento
Buona notte e grazie per la conversazione.




Dana Petrelli
Assurdità solo per chi non lo crede. Guai se Dio non misurasse l'uomo esercitando la Sua sovrana giustizia, se Egli scendesse a patti con noi non sarebbe l'Infallibile : un dio così va bene per molti, non per me !!!

Alberto Pento
Dana Petrelli Certo io non credo a queste assurdità.

Carlo Neri
Alberto Pento che sono assurde è vero, ma anche che sono vere.

Alberto Pento
Vere come i miracoli.

Carlo Neri
Alberto Pento vero come le profezie, cose che né tu né nessun uomo, né un papà un Maometto che si fa chiamare profeta un libro che si dichiara ispirata e, è mai riuscito a fare.

Alberto Pento
La prima volta nella storia umana in cui si ha la chiara conferma che le religioni non fanno miracoli
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Carlo Neri
Alberto Pento quante parole per non rispondere.

Alberto Pento
Predire il futuro è da sempre prerogativa di tutti i saggi e gli anziani della terra, in base all'esperienza, poiché tutte le cose rispondono da quando esistono alla regole della logica causa-effetto, dei cicli, ecc., per cui a grandi linee molto di ciò che potrebbe prevedibilmente accadere accade veramente, date certe premesse la logica deduce determinate conseguenze.



Carlo Neri
I paradossi in realtà, sono apparenti.
I paradossi Infatti appaiono tali a causa della educazione culturale che abbiamo ricevuto, che non è stata dettata dalla Parola di Dio, ma da principi tutt'altro che biblici.
Per questo motivo appaiono paradossi quelli che in realtà sono verità e verità quelli che in realtà sono paradossi.
Per Phil Hamilton, Scolla Rossoblù Binu, Dana Petrelli e Alberto Pento.

Alberto Pento
Carlo Neri Gesù Cristo non è Dio è solo l'idolo dei cristiani.

Scolla Rossoblù Binu
Stai dicendo Ma che cosa stai dicendo è lui che ci guarda da lassù me Ma che cosa stai dicendo

Carlo Neri
Alberto Pento che Gesù Cristo Non è Dio lo stai dicendo tu, la parola di Dio dice invece che lo è. Tu sei capace di prevedere il futuro? Sei capace di dirmi quello che succederà ancora prima che cominci? In questo caso posso credere anche a te anziché alla Bibbia.

Alberto Pento
Io sono felice di essermi liberato della fede cristiana con i suoi condizionamenti e le sue assurdità, e non dico a te di non credere, semplicemente dico a tutti che per me credere che Gesù Cristo sia Dio è pura e demenziale idolatria, poi tu e gli altri siete liberissimi di credere o meno se ciò vi aggrada ma non potete ragionevolmente pretendere che io riconosca come Dio il vostro idolo, allo stesso modo che gli LGBT non possono pretendere che io riconosca come uomo maschio una naturalmente donna femmina che si sente uomo e viceversa anche se ormonati e manipolati chirurgicamente.
Io sono talmente sicuro che Gesù Cristo non sia la via, la verità e la vita che non ho proprio alcun bisogno di imporlo agli altri in alcun modo come conferma e lascio agli altri la gioiosa libertà di credere, di illudersi, di ingannarsi, di sbagliare e di essere felici con la loro fede se questo porta loro del bene come le favole e i sogni ai bambini.
Mi limito soltanto a ribadire con forza che Cristo non è Dio quando ci si confronta serenamente, rispettosamente e fraternamente sul tema e sopratutto quando da questa credenza idolatra i cristiani fanno discendere leggi morali, civili e azioni politiche che mi fanno del male e che fanno del male alla buona umanità demonizzando chi non è e non la pensa come loro, spregiando la breve vita sulla terra per preferirvi quella fantastiscata della vita eterna dopo la morte, che preferiscono la morte per martirio alla legittima difesa e all'uccisione del nemico e dell'agente del male, che demonizzano e disprezzano il lavoro dell'uomo di buona volontà, la responsabilità e il merito, la ricchezza e la ricerca del semplice piacere naturale nell'esistere condiviso da tutte le creature della terra, che demonizzano la proprietà privata personale e la proprietà collettiva civile nazionale dello stato, che violano i diritti umani, civili e politici delle popolazioni della terra promuovendo invasioni, accoglienze e solidarietà scriteriate e indiscriminate, meticciati forzati che sanno di stupro collettivo, fratellanze innaturali che non stanno né in cielo né in terra, che santificano il male delle utopie, delle ideologie e delle teologie sociali politiche e religiose totalitarie e violente;
che promuovono la grande menzogna e la grande ingiustizia del Politicamente Corretto, che preferiscono stare dalla parte di Caino il carnefice (specialmente se apparentemente, relativamente e fintamente e pretestuosamente debole, povero e ultimo) più che di Abele la vittima (specialmente se apparentemente e relativamente, fintamente e pretestuosamente forte, ricco e primo), che arrivano a giustificare il male terrorista e stragista come nel caso della Strage di Charlie Hebdo ...
E questo mio modo di pormi vale per tutte le religioni che inducono gli uomini a fare del male agli altri per imporre la loro fede e le leggi umane, sociali e politiche che da questa fanno discendere o ricavano, e tra tutte le religioni quella a cui mi oppongo con tutto me stesso è quella islamica o mussulmana, la criminale fede nazi maomettana che è la più orrenda e infernale tra tutte, vergognosamente e demenzialmente santificata da una delle più alte autorità religiose cristiane.

Carlo Neri
Alberto Pento quando ho preteso che tu creda che Gesù e Dio? Hai detto molte cose che dimostrano il fatto che tu conosci il cristianesimo storico ma non conosci la parola di Dio. Probabilmente, se ho capito bene tu conosci il cristianesimo dall'ottica Cattolica e basta Punto Riccobene?

Alberto Pento
Le argomentazioni che adoperi implicano la pretesa che tu abbia ragione e io torto. Secondo me dovresti limitarti a dire io credo per fede e la fede è tutto fuorché ragionevole. Quando cerchi di sostenere le tue credenze fideistiche con la ragione non fai altro che dimostrare l'irragionevolezza delle tue credenze.

Carlo Neri
Alberto Pento le argomentazioni che io adopero non sono lì e, leggi bene Ti ho citato un brano biblico e a quello che devi rispondere, è quella la domanda.



Alberto Pento

Cit:
PARADOSSI BIBLICI; REALI O APPARENTI?
Gli ultimi saranno i primi, i primi saranno gli ultimi,
Chi si innalza Sara abbassato chi si abbassa Sara innalzato,
Chi vuole diventare grande sia vostro servo
Chi vorrà salvare la propria vita la perderà ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio la ritroverà ...
Sono paradossi evidenti nell'insegnamento di Cristo, .?

Commento
Non si capisce perché gli ultimi dovranno essere i primi e viceversa e così per gli altri tre paradossi.
E perché mai dovrebbe accadere ciò e quando, nell'altra vita dopo la morte di questa, in un altro mondo perfetto come il fantasticato Paradiso o nel mondo rinato dopo la fine di questo che dovrà venire, come Regno di Dio dove non vi saranno diversità, disugualianze, ingiustizie sociali ed economiche vere o presunte?
E perché non qua e adesso in questa vita?
Io preferisco l'uomo di buona volontà che si applica qua e adesso in questa vita per migliorare le cose sue e dell'intera umanità senza rimandare il tutto ad un tempo che verrà proprio dell'illusione cristiana.
Poi io non trovo che le diversità e le disuguaglianze siano necessariamente tutte ingiuste, tutte maligne e da correggere, per me solo alcune lo sono e molte di loro possono essere corrette in questa vita dall'uomo di buona volontà che si applica con il suo lavoro, il suo impegno, il suo sacrificio e la sua scienza, ricavata indagando la scienza di Dio applicata nella realtà della vita, delle cose e dell'Universo.
Poi vi sono diversità (che si possono anche intendere come disuguaglianze ingiuste) come le disabilità alla nascità, le malattie sviluppate in vita che rendono la vita invibibile e che la fanno finire prima del tempo e tra atroci sofferenze anche in questi casi io preferisco il fare dell'uomo di buona volontà che tenta di correggere queste imperfezioni della vita più che affidarmi all'illusione di un'altra vita meno imperfetta o perfetta in un altro mondo dopo la morte o che verrà.
Anche le "vere e non presunte" ingiustizie e le disuguaglianze socio politiche che fanno del male, fondate sulla prepotenza, sulla violenza, sulla frode, sull'inganno, sulla malvagità possono essere corrette e migliorate in questa vita senza rinunciare alla lotta per la vita rimandando il tutto ad un mondo che si spera verrà.
Beninteso che si tratti di vere e non presunte e false ingiustizie e disuguaglianze come quelle proprie delle utopie socio politiche fondate sull'invidia e le sue improprie rivendicazioni, sul razzismo e sulla demonizzazione criminale e sulle assurdità e falsità del politicamente corretto.

Carlo Neri
Alberto Pento Alberto, in sostanza tu credi nell'uomo. Nonostante tutto quello che dice il nostro passato la storia la storia delle civiltà i fallimenti l'umanità intera i nostri personali, nonostante tutto tu continui a credere nell'uomo uguale rifiuti di credere nel nostro fallimento e quindi nel bisogno di ricevere aiuto dal creatore.


Alberto Pento
Il creatore agisce anche attraverso l'uomo e non fuori dall'uomo e a prescindere dall'uomo. L'umanità non ha fallito e l'ebreo Gesù Cristo era solo un uomo e non va confuso con il Creatore/Creatrice.
Ed io non mi sento affatto un fallito nonostate abbia molto sbagliato e sia enormemente imperfetto.


Carlo Neri
Alberto Pento non so forse ti può aiutare a capire la situazione di quelli che come te credono nell'uomo, il fatto che la situazione sia praticamente identica a quella descritta all'inizio della Genesi.
Quando l'uomo cioè decise di credere in sé stesso, pur sapendo di non essere perfetto ma pensando di poter fare da solo, fino a poter fare a meno di Dio, il suo creatore.
Questa è quella che viene chiamata la caduta dell'uomo, in realtà è la separazione volontaria dell'uomo da Dio, cosa che era lecita, l'uomo lo poteva fare perché era stato creato ad immagine di Dio.
La sua anche la tua, è una scelta lecita, alla quale però Dio ha risposto con una profezia: il giorno che farai questa scelta sicuramente morirai.
Tieni presente però che Adamo ed Eva continuano invece a vivere e a fare i figli e figlie.
Quindi non sono morti fisicamente come pensiamo, questo perché la parola morte in realtà significa separazione nel linguaggio Biblico.
In pratica Dio dice; il giorno che sceglierai di fare senza di me, ti separerai da me e questa separazione Vale ancora oggi.
Per l'uomo è impossibile riconciliarsi con Dio se non in un modo che però per adesso non credo ti interessi.

Alberto Pento
Tu continui a confondere Dio con dio o gli idoli delle religioni, il dio della Bibbia non è Dio ma un idolo. Io non ho abbandonato Dio ho solo abbandonato gli idoli delle religioni.
Il vero Dio non ha religione!

Carlo Neri
Alberto Pento Se lo dici tu!

Alberto Pento
Grazie io lo dico!
Se Dio è il valore primo e universale, la causa e il minimo comun denominatore di tutte le cose, lo spirito o la forza creatrice dell'universo, il principio e il fine della vita ecc. ecc. ecc. perché viene interpretato in maniera così diversa, contrastante e conflittuale dagli uomini, al punto che paiono dii o dei o divinità completamente differenti che si fanno la guerra tra loro?
Cosa significa ciò, cosa se ne può dedurre?
Io posso dedurre che le interpretazioni umane di Dio non corrispondono in tutto o in parte a Dio e che questa loro interpretazione errata di Dio scambiata per Dio stesso non può essere che un idolo ossia un falso Dio.
Quello che ho or ora affermato mi pare cosa logica e sensata e come conseguenza altrettanto sensata e logica io ricavo che le religioni allontanano gli uomini da Dio e che se uno cerca veramente Dio lo deve cercare altrove dalle religioni e dai loro idoli specialmente da quelle e da quelli che si vogliono imporre con la violenza, la minaccia, l'assassinio e lo sterminio.

Chi ha trovato veramente Dio ossia lo Spirito Universale, non sente alcun bisogno, alcuna necessità e urgenza di imporre questa sua scoperta spirituale agli altri, specialmente di imporla con la violenza.
Ciò che viene imposto con la violenza da talune religioni, una in particolare, non è certo Dio ma una sua malainterpretazione idolatra con il suo fideismo totalitario e assolutista.
Tra le idolatrie religiose della terra quella che non viene assolutamente imposta agli altri in alcun modo né violento né non violento è quella ebraica che tra tutte è la più delicata e gentile, la meno imperialista e discriminante, la meno presuntuosa e arrogante.


Carlo Neri
Alberto Pento posso dire tranquillamente di essere d'accordo con te, il problema è che tu giudichi in base a quello che fanno gli uomini.
Mi spiego meglio; tu giudichi l'esistenza di Dio e il suo valore in base a come gli uomini si comportano, ho capito bene?
Il problema però è che questo questo mette fuorigioco il vero Dio se c'e ( lo dico per te) nel senso che quello che Lui può aver detto e fatto non viene giudicato in modo diretto ma per riflesso da come si comportano gli uomini che lo seguono o che dicono di farlo.
Per questo insisto che se tu credi possibile che ci sia stata una rivelazione da parte di Dio, dovresti cercare di capire quella, Tutto qui.
Quello che fai tu non è un errore grave, è banale nel senso che lo facciamo tutti, l'ho fatto anch'io.
Non per niente comunque nella Parola trovi scritto "... noi predichiamo Cristo Crocifisso che per i Giudei e scandalo e per gli stranieri è pazzia."
E in un altro brano "...La predicazione della Croce è pazzia ..."


Alberto Pento
Scusa Carlo Neri ma hai capito proprio male,
io non giudico l'esistenza di Dio né Dio che sarebbe presuntuosamente insensato e impossibile, giudico gli idoli delle religioni scambiati per Dio, giudico le loro rivelazioni, i loro profeti e la loro valenza umana sulla base del comportamento dei fondatori e dei loro seguaci.
Dio per me non è un problema, il problema sono gli idoli delle religioni come l'ebreo Gesù Cristo divinizzato dai cristiani e Allah più di tutti perché è il più mostruoso; idoli che sono tutte invenzioni umane e blasfemie idolatre.
Gesù Cristo è stato solo e unicamente un uomo/rabbino ebreo invasato e fanatico talmente presuntuoso e sciocco da credersi figlio di Dio e Dio stesso e ancora più sciocchi sono i suoi fedeli a crederlo Dio.
Dio è completamente altro da tutto ciò ed è tutto fuorché una invenzione umana; e la ideologia/teologia della croce è soltanto l'ultima variante delle idolatrie religiose di preistoriche origini magiche che avevano il rito/offerta del sacrificio animale e umano come fulcro del Patto con la divinità stipulato dal solo contraente umano con l'idolo di sua invenzione.
Il cristianismo ha condizionato i comportamenti umani e la politica delle nazioni causando sia bene che male, certamente ha causato meno male del maomettismo e più dell'ebraismo, per restare nell'ambito di certa religiosità fatta risalire ad Abramo di Ur che tra l'altro non è un mio antenato.
In generale il credere agli idoli delle religioni produce grande sventura, grande sofferenza, ampio spargimento di sangue, stermini e distruzioni per gli esseri umani.
Credere in Dio o Spirito Universale è completamente altra cosa: niente religione, niente profeti, nienti templi, niente riti e cerimonie, niente preghiere-invocazioni-adorazioni-inutili sacrifici/offerte.


Carlo Neri
Alberto Pento Ti contraddici, Riguardo a quello che ti ho scritto prima dici di giudicare gli idoli ma ripeti che li giudichi "Sulla base del comportamento dei fondatori e dei loro seguaci."
Ti riferisci al fatto che i cristiani lo hanno divinizzato che lo non divinizzato i musulmani, cosa che tra l'altro non è vera perché loro lo chiamano Gesù un'altra persona che ha fatto e detto altre cose, dici che sono invenzioni umane e parli del condizionamento del Cristianesimo cioè delle persone che hanno fatto cose abominevoli maomettismo, ebraismo.
Li giudichi in base a quello che hanno fatto I loro fedeli.
In sostanza tu rifiuti che ci possa essere una rivelazione e sulla base di questi elementi rifiuti di verificare se per caso, ignorando i comportamenti umani, esiste veramente una rivelazione.


Alberto Pento
Il mio giudizio critico sulle religioni e le loro divinità, si articola su vari piani e aspetti della complessità religiosa:
quello teologico che riguarda la concezione della divinità o la interpretazione di Dio delle varie religioni che io considero e chiamo dii o idoli e non Dio;
quello ideologico spirituale sulle credenze escatologiche e il senso della vita/esistenza;
quello etico morale dei fondatori rivelatori presi come esempi e modelli dai loso discepoli e seguaci;
quello etico morale e politico dei credenti e seguaci delle varie religioni, dei vari profeti fondatori rivelatori e dei loro idoli.
Si tratta di piani diversi che io tratto singolarmente sia in modo autonomo/indipendente sia in connessione interdipendente tra loro.
Io non dico che il dio di una religione è un idolo e non Dio perché i suoi credenti si comportano umanamente e civilmente più o meno bene o male tra loro, piuttosto perché per me qualsiasi concezione umana/interpretazione di Dio che esula dall'universale condivisibile naturalmente e ragionevolmente da tutti è una forzatura-falsificazione-presunzione-blasfemia che lo rende tale.
Per me Dio non è tale per forza di rivelazione e di coercizione violenta o per fede ma semplicemente per natura spirituale innata comune e condivisa da tutte le cose e le creature.
Le credenze religiose dovute a rivelazione, a minaccia e a fede irrazionale per me sono credenze idolatre.
Dio per me è la cosa più ragionevole, comune e universale che vi sia e si può intuire attraverso il senso spirituale di cui ogni cosa e ogni creatura è dotata naturalmente.


Carlo Neri
Alberto Pento In sostanza, per sintetizzare, Tu credi in Dio che non si è rivelato ma è immanente.
Lo si percepisce, lo si comprende con la nostra semplice ragione, senza bisogno di Fedi religioni e rivelazioni. Ho capito bene?


Alberto Pento
Il mio credere in Dio è come un non credere, è un credere naturale come per la materia, per le piante e per gli animali.
Un misto di immanentismo e di trascendentismo? Forse!
Ma questo mio credere non ha alcuna implicazione nel confronto socio politico con gli altri esseri umani per la determinazione della realtà, per me in questo ambito la responsabilità è esclusivamente umana dove per me vale la ragionevolezza e il rispetto e non l'utopia, l'ideologia dogmatica e le fedi irragionevoli e idolatre.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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