I tre libri e la violenza

Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 7:14 pm

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Massimo Messina
Gino Quarelo, in nome del Vangelo sono stati compiuti tra i peggiori crimini della storia. Così come per ogni fede. L'interpretazione è tutto. Ci sono stati santi veramente tali in ogni fede e tra questi Badsha Khan, che organizzò il primo esercito nonviolento della storia, composto interamente da islamici e fondato su principi islamici.

Gino Quarelo
Massimo Messina i crimini compiuti dai cristiani in nome di Cristo contravvenivano tutti l'esempio, l'insegnamento e le consegne di Cristo.

Diversamente i crimini compiuti dai nazi maomettani nei 1400 anni della storia islamica in nome di Maometto, sono tutti conformi, corrispondenti all'esempio, all'insegnamento e alle consegne di Maometto e alle prescrizioni del suo Corano.

Non facciamo confusione grazie, ad ognuno il suo!

Poi non esistono organizzazioni militari definibili come eserciti nonviolenti, è un controsenso poiché gli eserciti come forze armate per loro natura sono violenti, usano la forza, la minaccia, l'intimidazione, l'inganno, ...

Il suo prediletto Badsha Khan non era Maometto e non fa testo; il modello per i mussulmani è Maometto e non Badsha Khan.

Santificare il nazismo maomettano è peggio che santificare il nazismo hitleriano.

Cristo non è Mosè e i cristiani seguono il NT e non il VT. Il Dio biblico degli ebrei è un idolo o interpretazione del divino che appartiene alla preistoria e alla protostoria tribale universale che gli ebrei hanno superato da millenni e l'insieme bliblico detto Bibbia non sono testi prescrittivi come il Corano per i nazi maomettani.



Se 1400 anni fa avessero giustiziato Maometto come Soleimani (anziché esiliarlo a Medina), avrebbero risparmiato 14 secoli di immani sofferenze all'intera umanità, ai cristiani e agli ebrei e a ogni diversamente religioso e pensante della terra.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 7:14 pm

Discussione

Se 1400 anni fa avessero giustiziato Maometto anziché benignamente esiliarlo a Medina, avrebbero risparmiato 14 secoli di immani sofferenze all'intera umanità, ai cristiani e agli ebrei e a ogni diversamente religioso e pensante della terra. Non si ripeta lo stesso errore oggi in Europa!
Il nazismo maomettano va bandito come il male assoluto, nessuna concessione.



Andrea Bandini
Aidolo che vuol dire?

Alberto Pento
Aidolo è chi crede in Dio, nello spirito universale naturale creatore di tutte le cose e di tutte le creature, la cui religione è il vivere ma non crede negli idoli delle religioni, di tutte le religioni o fedi religiose.
L'aidolo si differenzia dall'ateo che invece nega dio perché lo identifica con gli idoli delle religioni.
Io ho sottratto Dio alle religioni e agli atei che si contrappongono gli uni agli altri. Le religioni sono la negazione di Dio, sono i veri atei idolatri, gli atei in realtà non negano Dio ma gli idoli delle religioni.
Dio è e non può essere né affermato né negato né interpretato né definito né adorato, Dio preesiste all'uomo e non ha bisogno di alcuna rivelazione ed incarnazione, sono gli idoli che si rivelano e si incarnano attraverso i profeti o sciamani che hanno la blasfema e idolatra presunzione di parlare in modo elettivo, privilegiato e speciale con Dio, mentre in realtà parlano con i loro idoli, con il Dio da loro stessi inventatosi, con ciò che essi presumono sia Dio.

Andrea Bandini
Alberto Pento per cui tu ritieni che Dio non si sia ma rivelato o c'è stata una o più rivelazioni?


Mario Koaletto
Zarlenga Alberto Pento, non pensare di essere "nuovo"! Paolo di Tarso spiegò le stesse cose all'Aeropago di Atene! ....Dio essendo passato sopra tempi DELL'IGNORANZA......ecc!


Alberto Pento
La rivelazione è la creazione stessa.

Le rivelazioni dei fondatori delle religioni sono solo presunzioni blasfeme, alcune non portarici di male altre del tutto demenziali e criminali.

Io Paolo di Tarso lo ho sentito nominare ma non mi sento di perdere nemmeno un minuto a leggere quello che ha scritto o detto.

Io sono un semplice uomo di buona volontà, non sono un idolo, non sono un'incarnazione divina, non sono uno sciamano, non sono un profeta, non sono un messia, non sono un salvatore, non sono un religioso fideista-dogmatico, sono solo un semplice uomo di buona e ragionevole volontà.


Alberto Pento
Gesù Cristo non è Dio è solo un uomo, un rabbino ebreo un pò esaltato, fanatico ed eretico; il crederlo Dio è pura idolatria.
Poi uno è libero di crederci, basta che non cerch idi imporre la sua credenza agli altri magari demonizzandoli, calunniandoli, minacciandoli o solidarizzando e promuovendo la più criminale e incivile delle idolatrie quella nazi maomettana che usa la violenza più mostruosa e brutale contro ogni diversamente religioso e pensante.


Fabrizio Gambotto
Alberto Pento non è idolatria, è semplicemente la verità. Gesù è Dio fattosi uomo, non è esaltato né fanatico né eretico, di persone che hanno sperimentato e sperimentano il suo intervento nella loro vita ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno, e Gesù opera miracoli tutt'oggi, che non hanno pari nelle altre religioni. Io penso tu non lo abbia mai conosciuto, ecco perché i consigli che ti ho dato prima. Non basarti unicamente sulla razionalità umana, che ha i suoi limiti, basati prima di tutto su Dio. Per riuscire ad arrivare alla verità su Dio è necessario l'intervento di Dio, e Dio si è rivelato e si rivela a coloro che lo cercano sinceramente, col cuore. E se mai riuscirai ad imparare che cos'è l'umiltà e Dio ti ricondurrà a Sé, chiedigli perdono per le orribili bestemmie su Gesù che hai scritto. Possa Dio perdonarti e convertirti.


Fabrizio Gambotto
Alberto Pento non è bestemmia, perché Dio si è fatto uomo. Bestemmia è pensare che la razionalità umana sia superiore a Dio. Non lo è né mai lo sarà.


Alberto Pento
Ma Dio è altro dall'idolo a cui ti riferisci tu e su cui quelli come te credono di avere potere, ma è un potere idolatra e quindi un non potere infatti questa pandemia del coronavirus dimostra tutta l'impotenza delle idolatrie religiose, dei loro miracolosi santi e vicari.

Dio ha creato l'uomo e non ha alcun bisogno di farsi uomo come l'uomo non ha alcun bisogno che Dio si faccia uomo tanto meno ha bisogno di farsi lui stesso Dio.

La vera spiritualità è quella naturale e universale del cuore e quella della ragione o scienza attraverso cui l'uomo di buona volontà partecipa di Dio e della sua potenza per quanto a lui compete. I veri miracoli li fa l'uomo di buona volontà con la sua scienza che è scoperta parziale dei "segreti" della Creazione in atto per volontà di Dio che è nem altro dagli idoli delle religioni con cui gli uomini credono di addomesticare Dio.

Fabrizio Gambotto
Alberto Pento Gesù non è un idolo, è l'Onnipotente, il Figlio di Dio che si è fatto uomo. Lo ha dimostrato e lo dimostra tutt'oggi. Smetti di bestemmiare. Tu credi di poter giudicare l'operato di Dio con la tua sola intelligenza? Non pensi di starti sopravvalutando? Dovresti riflettere di più sui tuoi limiti e imparare l'umiltà, se davvero ti interessa conoscere la verità. Ti sei semplicemente costruito il tuo idolo su misura, hai scelto di credere all'idea di Dio che più piace a te a prescindere dal fatto che sia verità o meno. E non lo è. Dio si è rivelato e si rivela tramite il Suo Figlio unigenito ed il Suo Santo Spirito, tramite la Sua Parola, che a te piaccia o meno.

"La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio." (1Corinzi 1,18)

"Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini." (1Corinzi 1,21-25)


Alberto Pento
Questa è solo una tua credenza e null'altro. Stammi bene e non farti venire un infarto per la rabbia.


Fabrizio Gambotto
Alberto Pento non è solo una mia credenza, è la verità. Dio ha agito e agisce nella mia vita e nella vita di tutti i credenti. So che esiste, me lo ha dimostrato ampiamente. Tu probabilmente non lo hai mai conosciuto, per questo ti ho invitato e ti invito ad imparare l'umiltà, interessarti sinceramente alla verità, ed avvicinarti a Lui, a conoscerlo. Sta a te scegliere se farlo o meno.


Alberto Pento
Mi dispiace ma quello tuo è un idolo non Dio e con questo chiudo l'agomento!
Per me tu sei un idolatra.


Fabrizio Gambotto
Alberto Pento ma ti ripeto, la verità è che non è un idolo. Tu elevi il tuo giudizio sopra ogni cosa, ma sbagli. Nulla è al di sopra di Dio, tantomeno la razionalità umana. Ti sei costruito il tuo idolo su misura a prescindere da quale sia la verità, ma se ti interessasse la verità la prima cosa che dovresti fare è rivolgerti a Dio stesso e cercare di conoscerlo e conoscere Cristo, per essere guidato da Dio e verificare. Cosa può fare infatti l'uomo senza Dio? Nulla.


Alberto Pento
Tu non hai idea di quanto io sia felice e sereno da quando mi sono liberato della infantile e idolatra credenza che Cristo sia Dio; tu continua pure a crederlo, l'importante è che non cerchi di impormi la tua credenza con la minaccia e la violenza.


Fabrizio Gambotto
Alberto Pento non penso tu abbia conosciuto davvero Cristo o non parleresti così di Lui, non bestemmieresti in quel modo. Posso chiederti quale confessione cristiana seguivi? Io non tento di imporre nulla, tento di condurre le persone alla salvezza, e fuori da Gesù non c'è salvezza.









Alberto Pento
È un'offesa e un insulto per ebrei e cristiani paragonare l'ebreo Gesù Cristo al criminale assassino Maometto. Ed è un crimine contro l'umanità e la civiltà esaltare una mostruosità umana come Maometto.


Teo Frasto
Secondo me, l'errore principale di tutte le culture religiose è stato quello di prendere per "rivelazione" quello che era semplicemente il sogno del sedicente profeta di turno.

Alberto Pento A
nche Hitler aveva un sogno e lo ha raccontato nel Mein Kampf, così l'invasato criminale Maometto ha raccontato il suo che poi è stato scritto come Corano, un testo demenziale ancora più illeggibile del Mein Kampf.


Teo Frasto
Qualcuno vi trova conforto (nella religione) ma non possiamo permetterci più il lusso di crescere i nostri bambini nell'ignoranza e nell'irrazionalità. Ogni religione (soprattutto quelle del ceppo monoteistico) non fanno altro che condizionare la mente dei propri adepti, facendoli provare odio verso altre religioni. Questo è un male!


Alberto Pento
Non è vero che tutte le religioni diffondono disprezzo e odio e non tutte quelle che lo fanno lo diffondono in maniera generalizzata e violenta.

Ad esempio l'ebraismo non diffonde disprezzo e odio per nessuno.
Il bahaísmo di sicuro no.
Lo zoroastrismo non mi pare che diffonda disprezzo e odio, ma lo conosco poco.
Il cristianismo invece sì, in certa misura non violenta, un certo disprezzo nei confronti dei non cristiani e odio verso i giudei o ebrei, ma lo fa in termini non necessariamente violenti se non nelle forme politiche dell'antisraelismo/antisionismo boicottando i prodotti Israeliani, finanziando indirettamente il terrorismo nazi-palestinese, appoggiando coalizioni antisraele in sede ONU.

Ma la religione o l'ideologia politico religiosa che in tutto il mondo diffonde in modo generalizzato e violento, un razzista e profondo disprezzo e un radicale odio verso tutti i diversamente religiosi, non religiosi e pensanti della terra, oltre la semplice discriminazione culturale, sino ad arrivare alla persecuzione sociale, politica e giudiziaria, all'omicidio e alla strage è quella mussulmana o nazi maomettana e ciò da sempre. Lo ha fatto e insegnato il suo criminale fondatore Maometto ed è codificato e prescritto nel suo demenziale Corano. E' l'incivile e disumano suprematismo islamico o mussulmano.
Ed è perciò che tale ideologia politico religiosa ovunque nel mondo va denunciata, contrastata, combattuta e bandita con ogni mezzo culturale, giudiziario, poliziesco, militare e politico.


Fabrizio Gambotto
Dipende da quale religione.

"Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo." (Giacomo 1,27)

Dio non è solo un concetto teorico nella testa delle persone, anche se molti purtroppo ne hanno questa idea sbagliata. Dio esiste davvero, è il Vivente, e la sua esistenza si può sperimentare nella propria vita. È pieno di testimonianze di persone che hanno sperimentato l'intervento di Dio e di Cristo nella loro vita, e Dio lo si può conoscere solo tramite Cristo. Io ti dò questo consiglio: prega Dio e Cristo ogni giorno, non limitarti a preghiere imparate a memoria, ma apri Loro il tuo cuore. Prova a conoscerli. E inizia col leggere i Vangeli e gli Atti degli Apostoli, e prova a mettere in pratica ciò che insegnano. Sono sicuro che scoprirai quanto è reale l'esistenza di Dio e di Gesù.

Alberto Pento
Io mi sono liberato di tutto ciò e sto benissimo mentalmente ed emotivamente, sono spiritualmente sereno, felice e appagato.
Vivo la mia umanità, la mia vita o esistenza umana senza alcun conflitto ideologico, teologico, religioso, senza più ossessione religiosa.
Non ho bisogno di profeti, di preti, di crocifissi, di santi, di madonne, di benedizioni, di segni della croce, di riti, di cerimonie, di chiese, di adorazioni, di preghiere, di dogmi, di miracoli, di credenze nell'aldilà e nella vita eterna.
Non sono ossessionato da Dio o dalle sue interpretazioni religiose idolatre ma sono libero in Dio e con Dio in modo naturale e spontaneo al punto che non ho bisogno alcuno di ricordarmi in ogni istante di Dio che trovo nell'aria respirandola, nell'acqua bevendola, nel cibo mangiandolo, ovunque giungano il mio sguardo, le mie oprecchie, le mie mani e i miei piedi.
Io vivo la mia umanità con buona volontà e con piena adesione e Dio si realizza automaticamente attraverso di essa senza tante storie.

Teo Frasto
cioè vorreste cacciare tutti gli islamici dall'Europa?


Alberto Pento
Prima va denunciato e criticato l'Islam con Maometto e il Corano, in tutte le sedi possibili, ovunque, per la strada, nei media, a scuola, nelle piazze, nei consigli comunali, regionali e nei parlamenti.

Va data ampia voce agli apostati, agli atei e agli aidoli ex islamici e agli ex mussulmani converti al cristianismo, va data voce alle donne oppresse che si vogliono liberare dall'rre maomettano a dalla costrizione del velo.

Poi va contrastato ogni comportamento degli islamici che sia una violazione delle nostre leggi e dei valori/doveri/diritti umani universali, poi se vi dovesse essere una reazione incivile e violenta allora andrebbero sicuramente cacciati anche con la violenza fino alle estreme conseguenze.

È già stato fatto nel passato a Poitiers nel 732, poi in Spagna, poi a Lepanto e poi a Vienna e non solo.


Alessandro Siddi
Privarlo dello status di religione e declassarlo allo status di ideologia, riconoscerlo come motore del terrorismo e di altre situazioni socialmente violente, quindi vietarlo e privare di cittadinanza chi lo segue, perseguire uno scopo futuro di eliminazione della presenza musulmana (non violenta, ma tramite espulsioni e incoraggiamento delle conversioni) in Europa!

Alberto Pento
Lo status di religione non comporta alcun privilegio.

Le religioni sono anche ideologie, non si tratta di declassarle o meno, semplicemente si tratta di distinguere quelle civili e buone da quelle incivili e cattive che vanno semplicemente bandite come male.

Il diritto alla religione esiste solo se la religione in oggetto è rispettosa dei valori/doveri/diritti umani naturali e universali, civili e politici dei nostri paesi;
se la religione non ha rispetto non ha diritto ad alcun riconoscimento e ad alcun rispetto ma va bandita.

Alessandro Siddi
No Alberto, purtroppo non è così, perché per la costituzione italiana l'Islam rientrerebbe comunque nella questione diritto alla libertà religiosa, quindi gli togliamo quel diritto e non hanno più nessun paravento giuridico a cui appellarsi.. per questo ho parlato di declassamento... e poi sai che sarebbero capaci di rigirarla la cosa dei diritti, sono riusciti a far passare un simbolo della schiavitù femminile come diritto... io dico, togliamo loro ogni paravento giuridico e ogni manto di sacro!


Alberto Pento
Ripeto che in Italia una religione qualsiasi ha diritto al rispetto solo se rispetta le leggi italiane a cominciare dalla Costituzione oltre che quelle europee.

La libertà religiosa rientra nella grande famiglia delle libertà ideologiche, di parola, di pensiero, ecc. ma è sempre subordinata al rispetto delle leggi, altrimenti no,

Alessandro Siddi
Si.. ma in Italia abbiamo al potere l'appendice dei DEM americani, come in mezza Europa, quello che dici tu ha senso, basterebbe già applicare la costituzione, ma non lo si fa... finché avremo questi al potere e l'opinione pubblica che continua a spacciare l'Islam per "religione" e per "di pace", finché continueranno per convenienza a piegare il significato di libertà per consentire a questa gente di fare i loro porci comodi non andremo da nessuna parte...

Alberto Pento
I mussulmani o nazi maomettani tagliano la gola come hanno sempre fatto a cominciare da Maometto, e lo fanno quando possono, quando si sentono forti, quando sono in tanti.

Per questo bisogna denunciare il nazismo maomettano e non concedere nulla, niente di niente, ogni concessione è un passo verso la dhimminutine.

Alessandro Siddi
Sarebbe importante togliere il diritto di voto, in questo modo toglieremmo loro l'obbiettivo di diventare maggioranza e usare la democrazia per creare la teocrazia... direi che è fondamentale...


Alberto Pento
Basta non concedere la cittadinanza, espellere ogni mussulmano irrispettoso e che predica violenza e che commette reati e respingere ogni clandestino e non dare alcun asilo politico ed umanitario a nessun nazi maomettano.








Alberto Pento
Tu presenti malissimo le cose e la questione.

Innanzi tutto va distinto ciò che è racconto storico di fatti accaduti e innegabili da ciò che invece sono le prescrizioni legislative, etiche, sociali, religiose che gli ebrei dovevano seguire e che anche l'ebreo Cristo seguiva come per esempio le Leggi di Noè, i X Comandamenti e il Comandamento sull'amore che Cristo diede ai suoi discepoli durante l'ultima cena.

La violenza fa parte della vita e della storia umana universale e nessun popolo può esserne immune anche solo per legittima difesa.

Quello che è certo è che gli ebrei non hanno mai usato violenza per politiche imperialiste religiose, di predazione e di riduzione in schiavitù; lo stesso Gesù Cristo ne è un esempio estremo.

Il Dio degli ebrei non ha mai ordinato agli ebrei di conquistare con ogni mezzo tutta la terra affinché tutti gli uomini gli suano sottomessi e lo adorino.



Sergio Borroni
In effetti YHWH ordina a Israele di conquistare la terra promessa con sistemi non esattamente intrisi di diplomazia. Da qui all’affermazione che l’Antico Testamento è “impregnato di violenza e crudeltà” corre la stessa distanza che corre tra uno studio sereno e obbiettivo e una lettura impregnata di pregiudizio.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 7:33 pm

Discussione

Alberto Pento
Infatti il demenziale blasfemo e nazista Corano impedisce all'uomo di pensare con la sua testa, non vi è nulla di più orrendo, mostruoso, disumano e criminale.


Questi sono i 10 comandamenti mosaaici, ebraici e cristiani

https://it.wikipedia.org/wiki/Dieci_comandamenti

Suddivisione secondo la tradizione ebraica originale. Anche se tradotta in Italiano
(seguendo il testo dell'Esodo)


(2)«Io sono il Signore Iddio tuo che ti feci uscire dalla terra d'Egitto, dalla casa degli schiavi(5) Non avrai altri dèi al mio cospetto(3).
(4) non ti farai alcuna scultura (6) né immagine qualsiasi di tutto quanto esiste in cielo al di sopra o in terra al di sotto o nelle acque al di sotto della terra. (5)Non ti prostrare loro e non adorarli poiché Io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso(7) che punisce il peccato dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione(8) per coloro che Mi odiano. (6)E che uso bontà fino alla millesima generazione per coloro che Mi amano e che osservano i Miei precetti.
(7)Non pronunziare il nome del Signore Dio tuo invano(9). Poiché il Signore non lascerà impunito chi avrà pronunciato il Suo nome invano.
(8)Ricordati del giorno del Sabato(1) per santificarlo. (9)Durante sei giorni lavorerai e farai ogni tua opera. (10)Ma il settimo giorno sarà giornata di cessazione del lavoro dedicata al Signore tuo Dio; non farai alcun lavoro né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo schiavo né la tua schiava né il tuo bestiame né il forestiero che si trova nelle tue città. (11)Poiché in sei giorni il Signore creò il cielo e la terra, il mare e tutto quanto essi contengono, riposò nel giorno settimo; per questo il Signore ha benedetto il giorno del Sabato e lo ha santificato.
(12)Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra che il Signore Dio tuo ti dà(2).
(13)Non uccidere.
(14)Non commettere adulterio.
(15)Non rubare.
(16)Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
(17)Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie di lui, né il suo schiavo e la sua schiava, né il suo bue né il suo asino né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo(3)».



Suddivisione secondo la tradizione cattolica
(seguendo il testo del Deuteronomio)


Io sono il Signore, tuo Dio... Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine... Non ti prostrerai davanti a quelle cose...
Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio...
Osserva il giorno di sabato per santificarlo... (poi trasformato in "ricordati di santificare le feste").
Onora tuo padre e tua madre...
Non uccidere.
Non commettere adulterio (poi trasformato in "non commettere atti impuri").
Non rubare.
Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desiderare la moglie del tuo prossimo.
Non desiderare la casa del tuo prossimo... né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.


Questi sono i due comandamenti dell'amore
http://araldidellaregina.altervista.org ... ivisibili/
Il primo e più grande comandamento è: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
Questo è il più grande e il primo dei comandamenti”; e solo dopo viene il secondo: “amerai il prossimo tuo come te stesso”!


Questo è il nazismo maomettano, ciò che ha fatto Maometto e che è prescritto e comandato nel Corano



Maometto fu un ignorante, presuntuoso, invasato, esaltato, idolatra che si inventò il suo dio Allah tratto dagli idoli della Mecca, un dio-idolo dell'orrore, del terrore e di morte,
uno che abusò della credulità popolare e che poi si impose con la minaccia, l'intimidazione, il ricatto, la violenza (che non fu affatto per legittima difesa come raccontano i suoi seguaci per giustificarsi ma fu predatoria, aggressiva, sopraffatrice, assassina);
fu un bugiardo, un ladro, un razziatore rapinatore, sequestratore e ricattatore, schiavista, assassino e sterminatore;
fu un razzista al massimo grado che discriminò chiunque non si sottomettesse a lui e al suo idolo e che depredò, cacciò e sterminò ebrei, cristiani, zoroastriani e ogni diversamente religioso, areligioso e pensante che gli si contrapponesse e non si sottomettesse;
invase, depredò, ridusse in schiavitù e fece strage nei paesi altrui imponendo con la minaccia la sua politica e la sua criminale ideologia-teologia religiosa imperialista e totalitaria;
indusse al suicidio, all'omicidio e allo sterminio e fece dire al suo idolo, dettandolo ai suoi seguaci, ciò che poi
fu scritto nel Corano e che da 1400 anni induce e istiga alla violenza, alla discriminazione, alla falsità, alla minaccia, alla depredazione, al disprezzo degli altri non maomettani, alla riduzione in schiavitù e alla dhimmitudine, all'omicidio, al suicidio-omicidio, all'assassinio e allo sterminio di ogni diversamente religioso, areligioso e pensante della terra che non si sottometta ai suoi seguaci e al loro orrendo idolo Allah.

Santificare Maometto, il suo idolo Allah e il Corano è santificare il male, un mettersi dalla parte di ciò che di più maligno esista sulla faccia della terra.
Santificare Maometto, il suo idolo Allah e il Corano dichiarandoli elevatori di spiritualità e portatori di umanità, di amore, di pace, di fratellanza, di giustizia, di cultura e di civiltà significa ingannare e illudere l'umanità intera specialmente quella che soffre a causa dell'Islam e che vorrebbe potersi difendere e liberare da tutto ciò;
Santificare Maometto, il suo idolo Allah e il Corano è farsi demenzialmente, irresponsabilmente e vilmente complici del male, e costituisce di per sé un grave crimine contro l'umanità.


Le uniche ideologie-teologie-pratiche politico-religiose ammissibili e accettabili nei paesi civili sono o dovrebbero essere esclusivamente quelle che non violano i valori, i doveri e diritti umani naturali universali, civili e politici e che sono con essi completamente compatibili:
quindi
non debbono essere violente, minacciose, intimidatorie, costrittive, ricattatorie;
non debbono promuovere e indurre alla discriminazione, alla depredazione, al disprezzo, alla schiavitù, alla dhimmitudine, all'odio, al suicidio, all'omicido, allo sterminio;
non debbono trasformare gli uomini in mostruosità acritiche, fanatiche, ossessionate, criminali, disumane;
non debbono generare conflitti etnici, civili, religiosi e politici sia nazionali che internazionali;
non debbono come esempi esaltare figure criminali di assassini, predatori, bugiardi, sterminatori, invasati;
devono promuovere la pace, la fratellanza, la responsabilità, la proprietà, la libertà di parola di pensiero e di critica, la solidarietà volontaria e non forzata;
debbono rispettare i paesi, i popoli, le comunità, le etnie, le culture, le tradizioni e accettare tutte le diversità che promuovono la vita e il bene e che sono compatibili con i valori, i doveri e diritti umani naturali universali, civili e politici.
Se il nazismo hitleriano e Hitler rientrano in questa casistica e vanno giustamente banditi dal consesso civile, allo stesso modo dovrebbero essere banditi anche il nazismo maomettano e Maometto perché sono mille volte peggio.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 7:34 pm

"E quei miei nemici che non volevano che io regnassi su di loro, conduceteli qui e uccideteli in mia presenza"
Luca 19,27

https://www.facebook.com/groups/fede.sc ... 432364924/

Antonio PalermoAutore
Gli insegnamneti di Gesù nella parabola delle mine
vangelo di Luca 19, 11-27


La parabola delle mine di Luca è molto simile alla parabola dei Talenti in Matteo. La novità principale sta nell'ordine esplicito di Gesù di scannare (uccidere mediante il taglio della gola) coloro che si rifiutano di farsi dominare da Gesù. Come i musulmani dell'ISIS.

Il re in questione è Gesù che "risorto" chiede conto ai suoi discepoli se hanno moltiplicato il suo dominio sugli uomini e ordina di macellare coloro che non hanno accettato il suo dominio.

Anche se l'ordine di macellare gli uomini non è molto diverso da quello della parabola dei Talenti di Matteo, Luca dimostra come il macello degli uomini che non vogliono sottomettersi al padrone sia, di fatto, il vero fine delle attività di Gesù e dei cristiani.

Alberto Pento
Demente non c'è nessun ordine di scannare, calunniatore imbecille.

Antonio Palermo
Autore Alberto Pento se questo è il tuo modo di commentare chi posta una interpretazione su uno scritto, dimostri di essere una persona spregevole e profondamente ignorante, e poi chi starei calunniando scusa, hai idee abbastanza contorte mi pare! In ogni caso voglio uscire dagli schemi della buona educazione, aggiungo solamente CHE SEI UN GRAN COGLIONE!

Artor Iasif
Alberto Pento e allora illuminaci con la tua sapienza e dai la tua interpretazione




Io non sono un cristiano però difendo i cristiani come difendo gli ebrei e tutti i buoni uomini della terra, dai criminali internazi comunisti atei e nazi maomettani che li diffamano e li calunniano per demonizzarli, criminalizzarli, colpevolizzarli per privarli dei loro diritti umani, civili e politici e per depredarli.

Questa parabola dell'ebreo Gesù Cristo, riportata dal Vangelo di Luca, non contiene alcun comandamento e alcuna prescrizione a uccidere chichessia, si tratta semplicemente di una parabola che va contestualizzata.

Le regole di vita per il rabbino ebreo Gesù Cristo restano sempre i X comandamenti e i due comandamenti dell'amore verso Dio, se stessi e gli altri, dove non vi è alcuna comanda e alcuna prescrizione a scannare nessuno, infatti il V comandamento afferma categoricamente di non uccidere.
Gesù Cristo non ha mai ordinato e mai ha praticato alcuna violenza omicida, lo stesso i suoi apostoli e i suoi discepoli, così come i cristiani nei primi secoli, prima che il cristianismo diventasse religione dell'Impero romano, non hanno mai praticato alcuna violenza omicida e ciò prova che Cristo e il cristianismo non hannno in loro alcuna comanda e prescrizione assassina.
Ciò appare assai chiaro anche al confronto con Maometto, il maomettismo, i suoi discepoli e seguaci che hanno praticato e predicato la violenza assassina e sterminatrice fin da subito, Maometto è stato un assassino come lo sono stati i suoi discepoli e seguaci, nel Corano è prescritto chiaramente l'uso della violenza assassina come valore e bene apprezzato da Allah e tali da rendere chi la pratica in nome di Allah meritevole della ricompensa del paradiso.

Che, a parire dal III secolo d.C., quando il cristianismo stava diventano religione di stato e dopo esserlo diventato, alcuni cristiani abbiano compiuto delle violenze e degli assassini in nome di Cristo e del cristianismo non fa di Cristo e del suo messaggio religioso cristiano una fonte di violenza ma dimostra soltanto che questi cristiani erano falsi cristiani e che con i loro comportamenti stavano tradendo Cristo e il cristianismo.


Ecco alcune spiegazioni della parabola:

La parabola delle 10 mine – Luca 19, 11-20
Scritto il Febbraio 28, 2016
Autore stefano
Per leggere Luca 19 clicca qui:

http://chiesaevangelicaliblucca.it/la-p ... a-19-11-20


La cosa giusta nel posto giusto! Ecco un’espressione con cui potremmo qualificare la parabola che leggiamo oggi. È una parabola che non potrebbe essere detta in altro posto che nei pressi di Gerusalemme; inoltre è una parabola appropriata a quel momento, perché ha forti riferimenti con la situazione politica di quel tempo. Infine sembra quasi necessaria in questo contesto narrativo dopo che Luca ci ha raccontato gli episodi del giovane ricco e di Zaccheo. Vediamo perché!
I luoghi
Più volte abbiamo osservato che Gesù si sta avvicinando a Gerusalemme e qui ci viene detto esplicitamente che Gesù disse questa parabola perché erano vicini a Gerusalemme. L’episodio che segue racconta infatti l’entrata di Gesù in Gerusalemme. Viene inoltre detto che i discepoli credevano che “il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro”. Gesù sa bene che avvicinarsi a Gerusalemme significa per lui andare a morire e significa anche che il suo ministero sulla terra finirà. Per i discepoli invece permane la credenza che Gerusalemme sarà un arrivo glorioso, la restaurazione del regno di Davide, in cui il messia – Gesù – caccerà via i romani che occupano Israele e farà giustizia al suo popolo. Intorno a Gerusalemme e al regno ci sono grosse aspettative da parte di entrambi e questa parabola serve a chiarificarle.
La parabola che Gesù racconta per alcuni versi è molto simile alla situazione politica vissuta dagli ebrei in quel momento con il re Archelao, figlio di Erode il Grande che dalla sua morte regna sulla Giudea. Archelao in effetti dopo essere stato acclamato re dal suo esercito partì per Roma per ottenere il titolo regale da Augusto e tornare ufficialmente. Una delegazione di 50 giudei si recò a Roma per protestare, perché era effettivamente poco amato da tutti i cittadini. È possibile che Gesù abbia voluto usare la situazione politica presente per far riflettere i suoi discepoli e dicendo che è possibile che esista un nobile che è odiato, che se ne va, che torna e che si comporta male. Tuttavia, se questa rabbia dei cittadini è giustificata nei confronti di Archelao non lo è nei confronti di qualcun altro: la storia in effetti si applica molto bene anche al rapporto tra Gesù il messia ed Israele: Gesù viene presentato al tempo di Gerusalemme da bambino, ci ripassa a 12 anni ed ora sta tornando, e normalmente dovrebbe essere riconosciuto dai suoi concittadini come un re, quindi con un titolo regale. Ma durante i tre anni che ha trascorso sulla terra molti dei sui concittadini gli si sono opposti. Perché minava il potere che questi avevano preso. Il significato di questa parabola è quindi duplice:
• da un lato c’è una dura condanna nei confronti di quegli ebrei che non volevano riconoscerlo come messia nonostante le sue opere e le sue parole. Questi si aspettavano un messia liberatore che avrebbe sconfitto i romani; la parabola dice loro non solo che il re imposto dai romani Archelao resterà in carica e che continuerà ad essere cattivo; ma anche che loro stessi saranno giudicati per non aver riconosciuto il messia.
• Dall’altro c’è un avvertimento ai discepoli fissati sull’arrivo del regno: sono convinti dell’arrivo imminente del regno perché loro invece il messia lo hanno riconosciuto. Il regno invece non arriverà nella forma che si aspettano e Gesù lancerà loro una sfida sul fatto che non bisogna concentrarsi su quando verrà il regno, ma su come aspettarlo.
Questi due insegnamenti relativi al luogo in cui ci troviamo incoraggiamo la chiesa di oggi a riflettere bene. Molti invocano il ritorno del Signore, molti lo calcolano facendo grossi errori, e creando false aspettative. Uno dei motivi per cui si deve essere prudenti è che bisogna sapere che il ritorno del messia, e il completamento del suo regno saranno anche un momento di duro giudizio che per molti non sarà piacevole. Come chiesa annunciamo la salvezza gratuita in Cristo, per sola fede e conversione. Con essa però annunciamo il giudizio in cui si incorre se non ci si abbandona nelle mani di Dio, altrimenti annunciamo un vangelo monco. Lo annunciamo nella consapevolezza di essere dei peccatori e dei mancanti, pronti quindi a farsi giudicare e confidando per questo giudizio esclusivamente nella grazia di Dio.

I servitori del re
Nel vangelo di Matteo c’è una parabola molto simile, quella dei Talenti, ma le differenze tra le due sono tali da far pensare che potrebbero essere state proprio due storie diverse con messaggi diversi. È infatti assente in Matteo la figura del re contestato che invece è presente qui. Simile però la parte relativa a questi valori assegnati ai diversi servitori. Dei dieci servitori a cui sono state date le mine – misure di peso ebraiche che avevano un controvalore in soldi – ne vengono interpellati tre. I primi due vengono premiati per aver fatto fruttare le mine, mentre il terzo viene redarguito per averla sotterrata e non averne tratto niente. Dopo la sgridata viene anche privato del poco che ha. Eviterei di perdermi nel cercare di capire cosa significhi che il primo ed il secondo servo avranno “potere sopra 10 o 5 città”; mi sembra un premio simbolico che viene menzionato per sottolineare che hanno fatto bene ad investire. La parte più lunga della parabola si attarda sul servo che ha agito male e questo credo debba interessarci. Perché questa punizione così dura?
Nuovamente dobbiamo scorgere un’accusa di Gesù contro i suoi concittadini. Chi più di Israele ha ricevuto valori, da parte di Dio? Scritture, opere potenti, liberazioni, personaggi straordinari come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e il resto della lunga schiera dei testimoni della fede che hanno dato insegnamento ed identità al popolo? Ma cosa hanno fatto con tutto ciò? È servito loro per acclamare e riconoscere il messia? Ad alcuni di loro, come i due primi servitori, sì. Ad altri come il terzo, molto simile ai cittadini che hanno disconosciuto il re, no.
Dobbiamo chiederci cosa facciamo di tutte le ricchezze di cui, dopo 2000 anni di storia del popolo di Dio, siamo stati colmati. Pensiamo, dal semplice punto di vista materiale, alla falicità di accesso che abbiamo alla Bibbia, come libro, in formato cartaceo, elettronico, su internet, dove vogliamo! E con essa a tutti i libri che in pochissimo tempo possiamo consultare per essere arricchiti e crescere nella fede. Non sono semplice lettura ma riflessione sulla fede.
Spesso ci si preoccupa di sapere che fine farà chi non ha sentito dire niente del Vangelo. Questa parabola non ci dice niente riguardo a questo, ma sembra preoccupata di farci sapere che chi ha avuto tante opportunità e non le ha sfruttate farà un brutta fine: perché gli sarà tolto anche il poco che ha. Cosa facciamo di tutto ciò che abbiamo visto, sentito ed avuto, da parte di Dio?

I soldi
Il problema dei soldi sembra interessare Gesù in modo particolare. O forse i soldi interessano talmente tanto gli uomini che Gesù non può fare a meno di insistere su questo potente amico/nemico dell’uomo. Gli episodi visti in precedenza ci hanno detto molto sui soldi. Quello del giovane ricco insegna che chi ha come unico scopo nella vita il possesso dei beni, e non vuole staccarsene, non può entrare nel regno di Dio. L’episodio di Zaccheo ci insegna che vivere rubando ed arricchendosi non rende felici, e che la felicità sta piuttosto nel restituire quello che si è ingiustamente tolto ad altri. Questa parabola delle mine ci rivela un ultimo errore relativo al denaro: quello di ritenerlo talmente problematico e sporco da non volerlo neppure toccare, nascondendolo sotto terra e privandosi anche del buon uso che se ne può fare. I primi due servitori hanno investito, hanno fatto fruttare. C’è una responsabilità di ogni credente a fare un buon uso del denaro che andrà sia nello sforzo della ridistribuzione del denaro, come Zaccheo, sia nel gestire e nel far avanzare il regno di Dio. Finanziare missioni, missionari, chiese, opere che si occupano di glorificare Dio ed aiutare il prossimo lottando contro il male è un vero investimento per il regno di Dio.
Questa parabola, come già le precedenti, sfida il nostro portafoglio, ed il modo in cui gestiamo il denaro che Dio ci dà in concessione perché lo usiamo per il suo regno. In tutto il vangelo non c’è alcuna demonizzazione in sé del denaro, e questa parabola ce lo conferma. Fingere che non ci sia è sbagliato tanto quanto vivere per esso o rubarlo. Il denaro c’è. Il problema è se c’è per la gloria di Dio o per la gloria dell’uomo!

Conclusione
Dette queste cose Gesù può proseguire verso Gerusalemme che aveva salutato da lontano al capitolo 13, e che ora finalmente rivede per un incontro non trionfale, ma doloroso.




Luca 19,27

27. Oltre a ciò, menate qua que' miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi sopra loro, e scannateli in mia presenza.

http://www.laparola.net/testo.php?rifer ... 7&versioni[]=Commentario


Questi nemici che avevano cercato di impedire la sua ascensione al trono, si erano anche adoperati a tutt'uomo, senza dubbio, per danneggiare i suoi interessi nella sua assenza; ma è giunta per essi l'ora della retribuzione, ed una rovina inesorabile li colpisce. Il nostro Signore accenna primieramente al terribile destino che aspettava i Giudei quando, nella sua provvidenza, manderebbe fra di loro l'esercito romano per eseguire le sue vendette, per distruggere la loro città e la loro nazione; ma le sue parole hanno pure in vista la perdizione finale di tutti quelli che saranno morti nell'incredulità e nella ribellione contro di lui. Ryle vede in questo versetto una terribile e segnalata punizione che aspetta al giorno del giudizio la generazione dei Giudei che resistettero a Cristo mentre era in sulla terra. «Essi saranno risuscitati», egli dice, «e condotti dinanzi al tribunale di Cristo, per ricevervi il condegno castigo dell'enorme peccato commesso nell'uccidere il Signore della gloria. Benché abbiano apparentemente trionfato al giorno della sua crocifissione, Cristo annunzia in parabola che li aspetta un giorno di retribuzione esemplare».

PASSI PARALLELI

Luca 19:14,42-44; 21:22,24; Numeri 14:36-37; 16:30-35; Salmi 2:3-5,9; 21:8-9

Salmi 69:22-28; Isaia 66:6,14; Nahum 1:2,8; Matteo 21:37-41; 22:7; 23:34-36

1Tessalonicesi 2:15-16; Ebrei 10:13

RIFLESSIONI

1. «La parabola delle dieci mine è calcolata per combattere quattro errori. La gente poteva facilmente immaginarsi che questo regno del Messia verrebbe presto manifestato. che sarebbe immediatamente visibile in sulla terra, che tutti lo riceverebbero con gioia e finalmente che non imporrebbe ai suoi sudditi altro compito che di godere nell'inazione le grazie ricevute. Alla prima idea contradice il fatto che prima deve esser fatto un lungo viaggio, e quindi che deve naturalmente trascorrere un tempo assai lungo. La seconda aspettazione è confutata dal fatto che il principe legittimo ha da ricevere altrove e non quì, le redini del governo, prima di poter esercitare la sua autorità nei proprii dominii. A distruggere il terzo errore il Signore stimò necessario descrivere l'inimicizia aperta, ostinata, senza fondamento, e finalmente inutile che fa suscitata contro a quel Apocalisse. Contrasta alla quarta opinione il mandato affidato ai dieci servitori, ossia il dovere imposto a tutti di cooperare all'avanzamento della sua causa. Partendo, non li lascia nella posizione di orgogliosi guerrieri, ma in quella di umili artefici, con un piccolo capitale da far valere, immagine calcolata a disperdere, per il momento almeno, tutte le utopie della loro immaginazione, presentando loro invece di quelle, le esigenze della più severa realtà» (Oosterzee). Vedi Riflessioni in Matteo 25:30.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 7:34 pm

La Bibbia

https://www.facebook.com/groups/2902168 ... 311838625/

Antonio Mandato
Più di una volta, nell'Antico Testamento, si attribuisce la violenza a Dio per affermare la Sua santità. Essa si manifesta soprattutto in due casi: come punizione per determinate violazioni della Legge e nel caso dell'anatema applicato ai popoli vinti.
Nel primo caso, il colpevole di idolatria è lapidato (cfr. Dt 17,2-5). Chi profana il sabato è condannato a morte (cfr. Es 31,14). La stessa cosa vale per lo straniero che entra nel santuario del Tempio (cfr. Nm 3,38).

Il libro dei Numeri racconta che la terra si aprì e inghiottì quelli che si erano rivoltati contro Mosè (cfr. Nm 16,30). Nel Primo libro dei Re (cfr. 1 Re 18,40), il profeta Elia, sul monte Carmelo, fa massacrare, in nome di Dio, i sacerdoti di Baal.
In riferimento al secondo caso, durante la conquista di Gerico, di Ai e di altre città, in nome di Dio viene pronunciata la legge dell'anatema. Tutti coloro che non credevano in Dio dovevano essere uccisi. “Votarono poi allo sterminio, passando a fu di spada, ogni essere che era nella città, dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e perfino il bue, l’ariete e l'asino” (Gs 6,21).

Nei salmi cosiddetti “imprecatori”, osserviamo Dio “combattere” con il popolo e sostenerlo nella lotta contro gli altri popoli. Osserviamo pure che la preghiera diventa talvolta imprecazione e domanda di vendetta: “Pochi siano i suoi giorni e il suo posto l'occupi un altro. I suoi figli rimangano orfani e vedova sua moglie” (Sal 109,8-9). “Siano confusi e volgano le spalle quanti odiano Sion” (Sal 129,5).“Spezza il braccio dell'empio e del malvagio” (Sal 10,35).

Antonio Mandato
E ci sarebbero innumerevoli altri esempi di violenza nella Bibbia

Ono Haposai
La Bibbia...resta un libro e niente più! Se guardi certe serie TV, vome Supernatural... Che fai? La Bibbia non invita la gente a uccidere e farsi uccidere contro i non credenti! Il Corano si...SATANA ben sa che i libri contano poco.....se non vengono emulati! E chi uccide urlando il nome del loro Dio?

Alberto Pento
La Bibbia è un insieme meraviglioso di libri, non ne esiste un'altro simile in nessun'altra parte del Mondo. Questi libri ci raccontano della storia ebraica e non solo e buona parte della storia preistorica/prostostorica degli ebrei è anche storia universale. È uno dei più grandi libri compositi dell'umanità intera.
Nella preistoria la violenza religiosa era comune e universale, nessun stupore: si pensi solo ai sacrifici umani dei primogeniti e dei figli di dio e dei prigionieri guerra. Gli ebrei sono stati tra i primi popoli a superare i sacrifici umani. I romani facevano sacrifici umani anche nei primi secoli dopo Cristo.
L'ebreo Gesù Cristo poi ha cancellato del tutto il sacrificio umano offrendo se stesso come capro espiatorio e salvatore dell'umanità, anziché uccidere altri esseri umani o animali.

Gran parte dei "fatti storici" scritti nella Bibbia sono veri, personaggi, eventi, politiche, battaglie, luoghi, date ... . Gli ebrei sono un grande popolo che ha registrato minuziosamente la sua storia, dando all'umanità un patrimonio inestimabile.
Poi vi sono miti e leggende e parti legate al loro credo religioso ebraico su cui non è obbligatorio concordare e credere.

La Bibbia è un in insieme di libri veri e onesti che non nascondono nulla degli ebrei, della loro storia, della loro umanità, dei loro peccati, delle loro responsabilità individuali e collettive, delle loro miserie, della loro vita sia nel bene e nel male, ed è un monumento culturale, antropologico, religioso dell'intera umanità.
La Bibbia ha un valore inestimabile, grazie ebrei e grazie Israele, siete tra i popoli e i paesi più umani e civili della terra!

La Bibbia è molto di più è storia, è antropologia, è cronaca, è diritto, è religione. è mitologia, è teologia, è etnologia, è politica, è ideologia, è spiritualità, è poesia, è letteratura, è scienza, è testimonianza, è umanità.

La Bibbia supera anche questo poema:
https://it.wikipedia.org/wiki/En%C5%ABma_eli%C5%A1
E supera anche questo codice:
https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_di_Hammurabi



Gino Quarelo
L'idea del sacrificio umano ha le sue radici nella più profonda preistoria, uno dei fatti alla base dell'evoluzione del comportamento umano (vedi il grande balzo in avanti). Dalle sue occorrenze storiche sembra per lo più associato con le culture nomadi del Neolitico, ai margini quindi delle grandi civiltà emergenti di lì a poco.

Il sacrificio di esseri umani è stato praticato per una serie di occasioni diverse e in molte culture differenti; le varie motivazioni che gli stanno dietro son le stesse che motivano il sacrificio religioso in generale: il sacrificio, umano e no, è destinato a portare fortuna e come maniera principe per pacificare eventuali divinità irate, per esempio nel contesto della dedicazione di un edificio come un tempio o un ponte. Una leggenda cinese a tal proposito narra che vi sono migliaia di persone sepolte sotto la Grande muraglia cinese.

Nel Giappone antico le leggende parlano di Hitobashira (letteralmente "pilastro umano") in cui fanciulle subivano la sepoltura da vivo alla base o in prossimità di alcune costruzioni per proteggerle contro disastri naturali o attacchi da parte di nemici; un tropo/motivo quasi identico appare anche nel poema epico albanese La costruzione di Scutari, dove il sacrificio di una giovane madre che sta ancora allattando il proprio bambino non mancherà di tenere al sicuro le mura e la città stessa di Scutari (oggi nella punta a nord dell'Albania) dalle presenze malefiche di esseri soprannaturali (le Vila, versione slava delle ninfe).

Per la riconsacrazione della "Grande Piramide" (ovvero, il tempio maggiore) di Tenochtitlán nel 1487, gli Aztechi riferiscono di aver fatto uccidere migliaia di prigionieri nel corso di pochi giorni; secondo lo storico-antropologo Ross Hassig autore di Aztec Warfare tra le 10 e le 80 mila persone sono state sacrificate in quella cerimonia.

Il sacrificio umano può anche avere l'intenzione di assicurarsi il favore degli dei prima di una guerra. Nella leggenda omerica la principessa Ifigenia doveva essere sacrificata dal padre Agamennone per favorirgli il successo nella guerra di Troia. Secondo la Bibbia Iefte promise di dedicare a Dio la prima creatura che lui avesse incontrato fuori dalla sua casa, se avesse vinto la battaglia contro gli Ammoniti; sarà la sua unica figlia la prima a incontrarlo e a venirgli incontro con timpani e danze. Anche se vi è qualche incertezza sul fatto che questo possa esser stato non un sacrificio umano ma una consacrazione, le fonti accademiche lo discutono nel contesto sacrificale tracciando i dovuti paralleli con il sacrificio (mancato) di Isacco da parte di Abramo.

In alcune nozioni di vita dopo la morte, il defunto può beneficiare delle vittime uccise durante il suo funerale: i mongoli, gli sciti e i primi abitanti dell'antico Egitto (vedi Sacrifici umani nell'antico Egitto), oltre a vari capi e governanti della Mesoamerica (vedi Sacrifici umani nella cultura azteca), potevano condurre con sé nell'aldilà la maggior parte del proprio nucleo familiare, compresi servi e concubine, che venivano uccisi o sepolti vivi dentro la tomba del padrone di modo che potessero continuare a servirlo anche nella vita ultraterrena.

Nell'antica Roma sacrifici umani furono praticati fino alla battaglia di Canne compresa.
Nel 226 a.C. (o nel 228) Roma era sotto la minaccia dei Galli e, in ottemperanza con quanto stabilito dai Libri sibillini e per ingraziarsi le divinità, due Galli e due Greci furono sepolti vivi nel Foro Boario (o nel Foro romano).

Il medesimo sacrificio fu reiterato - come attestato da Tito Livio - prima della battaglia di Canne, nel 216 a.C., e ad essere sacrificati furono ancora due Celti e due Greci.

È da notare il sacrificio di 300 notabili della città di Perugia compiuto da Ottaviano Augusto nel 41 a. C. dopo la conquista di questa città nel corso del Bellum Perusinum. (Svetonio Augusto 15 e Cassio Dione Storia Romana XXXXVIII, 14, 3 - 4)

Un altro fine del sacrificio umano era la divinazione tramite le membra del corpo della vittima; secondo quanto ne riferisce Strabone i Celti e gli Etruschi accoltellavano la vittima con una spada e interpretavano il futuro dagli spasmi della sua morte.

La "caccia alla testa" è la pratica di prendere la testa di un avversario ucciso e utilizzarla per scopi cerimoniali o magici, o per ragioni di prestigio; sono stati trovati cacciatori di teste in molte società tribali pre-moderne.



Gianluigi Saffo
4 settembre 2020

Le sacre scritture cristiane risalgono al periodo compreso tra il 2000 a.c. e circa il 200 d.c. È un dato di fatto.
La scienza moderna è nata con Galileo, si è sviluppata fino a Newton e poi fino a Einstein. Ciò che definiamo scienza moderna nasce, quindi, 1400 anni dopo l'ultimo punto dell'ultima pagina dell'ultima sacra scrittura.
Come potrebbero mai esserci nelle sacre scritture dei principi scientifici? Questo non è possibile.
Sono due periodi storici molto lontani l'uno dall'altro.
Le sacre scritture non danno lezione di scienza. Non si può spacciare per scientifico qualcosa che non lo è.
Il creazionismo non è una teoria scientifica, non ne ha i requisiti. Esattamente come ogni altra roba scritta in quei libri.


Kwame Adebayo
Il creazionismo non esiste a rigore nella Bibbia, ma un'invenzione del fondamentalismo cristiano ottocentesco, prova ne è che i centinaia di scienziati che respingono il darwinismo non si considerano creazionisti.

È poi ovvio che nella Bibbia non possano esistere contenuti di natura scientifica nel senso moderno del termine, essendo appunto questa un'invenzione degli ultimi secoli. Sono piuttosto gli atei e i fondamentalisti che si affannano a ricercarli i primi per cercare (inutilmente) di confutarne e screditarne il contenuto (anche religioso), i secondi per trovare attraverso la scienza conferma della sua veridicità.

Quindi certamente la Bibbia non da lezione di scienza e non si può spacciare come un libro di scienza come fanno i loro detrattori nella speranza che possa essere smentita da questa.

Questo naturalmente non vuol dire la Bibbia non sia parola di Dio o che abbia contenuti antiscientifici, ma solamente che non si può ricercare a posteriori concetti che all'epoca non potevano esistere.

Chi è interessato alla scienza farebbe bene a leggere altri libri. La Bibbia ci insegna a trovare risposte di un ordine superiore che la Scienza non è in grado di darci.



Alberto Pento
Certo la Genesi biblica non è scientifica però rende l'idea e si avvicina molto alla visione scientifica moderna.
Per gli antichi era scienza, per me una intuizione intelligente non molto lontana dalla realtà, quindi un prodotto culturale di altissimo valore.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 7:38 pm

Ebraismo e Cristianesimo : violenti come l'islam? No!
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... =24&t=2459


Ebraismo e Cristianesimo : violenti come l'islam?
di Raymond Ibrahim
Pezzo in lingua originale inglese: Are Judaism and Christianity as Violent as Islam?
Traduzioni di Paolo Mantellini
2009


https://www.meforum.org/2442/ebraismo-c ... come-islam

"C'è molta più violenza nella Bibbia che nel Corano; l'idea che l'islàm si sia imposto con la spada è una fantasia Occidentale, inventata al tempo delle Crociate, quando, in realtà, furono i Cristiani dell'Occidente a scatenare una brutale "guerra santa" contro l'islàm". Così dichiara la ex suora che si definisce "monoteista indipendente", Karen Armstrong.

Questa citazione riassume il principale e più autorevole argomento usato per rintuzzare le accuse che l'islàm è intrinsecamente violento e intollerante. Tutte le religioni monoteiste, e non solamente l'islàm – sostengono i propugnatori di questa tesi – hanno la loro quota di scritture violente e intolleranti, e condividono storie cruente. Così, ogni qual volta le sacre scritture dell'islàm – in primo luogo il Corano, seguito dai racconti delle parole e delle azioni di Maometto (gli ahadith) – vengono utilizzate come dimostrazione della innata aggressività di questa religione, scatta l'immediata risposta che anche altre sacre scritture, specialmente quelle Giudeo-Cristiane, sono infarcite di episodi violenti.

Purtroppo, troppo spesso questa affermazione interrompe ogni ulteriore discussione sul problema se violenza e intolleranza siano connaturate all'islàm. E quindi, la risposta normale diventa che non è l'islàm ad essere violento per se, ma sono piuttosto le rimostranze e la frustrazione dei musulmani – sempre aggravate da fattori economici, politici e sociali – a scatenare la violenza. La perfetta aderenza di questa opinione con la gnoseologia laica e "materialista" dell'Occidente, la rende immune da ogni critica.

Pertanto, prima di condannare il Corano e le parole e le azione storiche del profeta dell'islàm, Maometto, come istigatori di violenza e intolleranza, si dovrebbe consigliare agli Ebrei di considerare le atrocità storiche commesse dai loro antenati Israeliti, così come sono state registrate dalle loro stesse scritture; bisognerebbe poi raccomandare ai Cristiani di considerare i cicli di brutali violenze compiute dai loro antenati nel nome della loro fede sia contro non Cristiani che contro Cristiani. In altre parole bisogna ricordare ad Ebrei e Cristiani che chi abita case di vetro deve evitare di scagliare pietre.

Ma questa è proprio la verità? L'analogia con le altre scritture è proprio legittima? È possibile confrontare la violenza degli Ebrei dell'antichità e la violenza dei Cristiani nel Medio Evo con la persistenza della violenza musulmana nell'era moderna?



La violenza nella storia di Ebrei e Cristiani

In accordo con la Armstrong, un gran numero di eminenti scrittori, storici, e teologi hanno sostenuto questa tesi "relativista". Per esempio, John Esposito, direttore del Centro del Principe Alwaleed bin Talal per la Comprensione Cristiano-islamica, all'Università di Georgetown, si domanda:

"Ma come mai continuiamo a porci la stessa domanda [a proposito della violenza nell'islàm] e invece non ce la facciamo a proposito di Ebraismo e Cristianesimo? Sia Ebrei che Cristiani hanno compiuto atti di violenza. Tutti noi possediamo un lato trascendente, ma anche un lato oscuro … Pure noi abbiamo la nostra teologia dell'odio. Sia nel Cristianesimo che nell'Ebraismo tradizionale, tendiamo ad essere intolleranti; aderiamo ad una teologia esclusiva: noi contro loro".

Il Professore di scienze umane dell'Università Statale della Pennsylvania, Philip Jenkins, in un articolo, "Dark Passages (Brani oscuri)", spiega più a fondo questa tesi. E tenta di dimostrare che la Bibbia è più violenta del Corano:

In tema di istigazione alla violenza e ai massacri, ogni semplicistica pretesa di superiorità della Bibbia nei confronti del Corano sarebbe totalmente sbagliata. Infatti, la Bibbia trabocca di "testi di terrore" per usare la frase coniata dalla teologa Americana Phyllis Trible. La Bibbia contiene molti più versetti che apprezzano o spingono al massacro di quanti non ne contenga il Corano, e la violenza biblica è spesso molto più estrema e caratterizzata da una ferocia molto più indiscriminata … Se i testi fondamentali caratterizzano tutta la religione, allora Ebraismo e Cristianesimo meritano la condanna massima come religioni di efferatezza.

Molti episodi della Bibbia, come pure della storia Giudeo-Cristiana illustrano la tesi di Jenkins, ma due in particolare – uno probabilmente rappresentativo dell'Ebraismo, l'altro del Cristianesimo – sono quasi sempre ricordati e quindi meritano un esame più attento.

La conquista militare della terra di Canaan da parte degli Ebrei, circa nell'anno 1200 AC è spesso definita come "genocidio" ed è diventata emblematica della violenza e della intolleranza della Bibbia. Dio disse a Mosè:

Ma delle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti dà in eredità, non lascerai in vita alcun essere che respiri; ma li voterai allo sterminio: cioè gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Gebusei, come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare, perché essi non v'insegnino a commettere tutti gli abomini che fanno per i loro dèi e voi non pecchiate contro il Signore vostro Dio.

Così Giosuè [il successore di Mosè] conquistò tutto il paese: le montagne, il Negheb, il bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lasciò alcun superstite e votò allo sterminio ogni essere che respira, come aveva comandato il Signore, Dio di Israele.

Per quanto riguarda il Cristianesimo, poiché è impossibile trovare nel Nuovo Testamento versetti che incitano alla violenza, quelli che sostengono la tesi che il Cristianesimo è violento come l'islàm devono ricorrere ad eventi storici come le Crociate scatenate dai Cristiani Europei tra l'undicesimo e il tredicesimo secolo. In effetti le Crociate furono violente e provocarono in nome della croce e della Cristianità delle atrocità, secondo il moderno metro di valutazione. Dopo aver sfondato le mura di Gerusalemme, nel 1099, per esempio, si racconta che i Crociati massacrarono quasi tutti gli abitanti della Città Santa. Secondo la cronaca medioevale, Gesta Danorum, "il massacro fu così grande che i nostri uomini camminavano nel sangue fino alle caviglie".

Alla luce di quanto sopra, come Armstrong, Esposito, Jenkins e altri sostengono, perché Ebrei e Cristiani indicano il Corano come prova della violenza dell'islàm mentre ignorano le loro stesse scritture e la loro stessa storia?

Bibbia contro Corano

La risposta si trova nel fatto che queste osservazioni confondono storia e teologia mescolando le azioni temporali degli uomini con ciò che si ritengono essere le parole immutabili di Dio. L'errore fondamentale è che la storia Giudeo-Cristiana – che è violenta – è stata confusa con la teologia islamica – che ordina la violenza. Ovviamente, tutte le tre grandi religioni monoteiste hanno avuto la loro parte di violenza e intolleranza verso "l'altro". Ma la questione fondamentale è se questa violenza fu imposta da Dio o se uomini bellicosi vollero che fosse così.

La violenza del Vecchio Testamento è un caso veramente interessante. Dio ordinò in modo chiarissimo agli Ebrei di sterminare i Canaanei e i popoli vicini. Questa violenza pertanto, volenti o nolenti, fu espressione della volontà di Dio. Comunque, tutta la violenza storica commessa dagli Ebrei e registrata nell'Antico Testamento è soltanto questo – storia. È successo; Dio lo ordinò. Ma riguardò tempi e luoghi specifici e fu diretta contro popoli ben precisi. Mai questo tipo di violenza fu regolamentata o codificata all'interno della legge giudaica. In breve, i racconti biblici di episodi violenti sono descrittivi, non prescrittivi.

Questo è l'aspetto in cui la violenza islamica è unica. Benché simile alla violenza dell'Antico Testamento – ordinata da Dio e manifestatasi nella storia – alcuni aspetti della violenza e della intolleranza islamiche sono stati regolamentati nella legge islamica e si applicano in ogni tempo. Pertanto, mentre la violenza incontrata nel Corano ha un contesto storico, il suo significato ultimo è teologico. Consideriamo i seguenti versetti Coranici, noti come i "versetti della spada":

Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada.

Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano umiliati.

Come nell'Antico Testamento i versetti in cui Dio ordina agli Ebrei di attaccare e trucidare i loro nemici, anche i versetti della spada hanno un contesto storico. All'inizio Dio emanò questi comandamenti dopo che i musulmani sotto la guida di Maometto erano diventati abbastanza forti da invadere i loro vicini Cristiani o pagani. Ma, a differenza dei versetti bellicosi e degli episodi di guerra dell'Antico Testamento, i versetti della spada divennero il fondamento delle successive relazioni sia con "la gente del Libro" (cioè Ebrei e Cristiani) sia con gli "idolatri" (cioè Indù, Buddisti, animisti eccetera) e, in effetti, innescarono le conquiste islamiche che cambiarono per sempre l'aspetto del mondo. Per esempio, in base a Corano 9:5, la legge islamica impone che gli idolatri e i politeisti debbano convertirsi all'islàm o essere uccisi e allo stesso modo, Corano 9:29 è la sorgente primaria delle ben note pratiche di discriminazione contro i Cristiani e gli Ebrei sconfitti che vivevano sotto la dominazione islamica.

In effetti, in base ai versetti della spada e a ad innumerevoli altri versetti coranici e tradizioni orali attribuite a Maometto, i più istruiti funzionari dell'islàm, sceicchi, mufti e imam, lungo tutta la sua storia, raggiunsero il "consenso" – obbligatorio per tutta la comunità musulmana – che l'islàm deve essere in guerra perpetua con il mondo dei non-musulmani fino a quando questi ultimi non si sottomettano all'islàm. Infatti, è comunemente sostenuto dai sapienti musulmani che, poiché i versetti della spada sono tra gli ultimi ad essere stati rivelati sull'argomento dei rapporti tra musulmani e non-musulmani, essi, da soli, abbiano "abrogato" circa 200 altri versetti coranici precedenti e più tolleranti, tipo "non c'è costrizione nella religione". il famoso saggio musulmano, Ibn Khaldun (1332-1406) ammirato in Occidente per le sue opinioni, rifiuta l'idea che la jihad sia una guerra difensiva.

Nella comunità musulmana, la guerra santa [jihad] è un obbligo religioso, a causa della universalità della missione musulmana e l'obbligo di convertire tutti all'islàm sia mediante la convinzione che con la forza … Gli altri gruppi religiosi non avevano una missione universale, quindi per loro la "guerra santa" non era un dovere religioso, tranne che a scopo difensivo … A loro si richiede solamente di istituire la loro religione in seno alla loro gente. Ecco perché gli Israeliti, dopo Mosè e Giosuè non si occuparono dell'autorità regia [cioè, di un Califfato]. La loro unica preoccupazione era di istituire la loro religione [non di diffonderla alle nazioni] … Ma nell'islàm c'è l'obbligo di acquisire la sovranità sulle altre nazioni.

Gli studiosi moderni più autorevoli concordano. La voce sulla "jihad" dell'Enciclopedia dell'islàm di Emile Tyan afferma che "la diffusione dell'islàm con le armi è in imperativo religioso imposto ai musulmani in generale … la jihad deve continuamente essere perseguita fino a quando tutto il mondo sia sotto la sovranità dell'islàm … l'islàm deve essere completamente realizzato prima che la dottrina della jihad [guerra per diffondere l'islàm] possa essere eliminata". Il giurista Iraqeno, Majid Khadduri (1909-2007), dopo aver definito la jihad come "guerra", scrive che "la jihad … è considerata da tutti i giuristi, praticamente senza eccezioni, come un obbligo collettivo di tutta la comunità musulmana". E, ovviamente, i manuali legali scritti in Arabo, sono ancora più espliciti.

Il linguaggio del Corano

Quando i versetti violenti del Corano vengono confrontati con i loro corrispettivi dell'Antico Testamento, si caratterizzano in particolare per un linguaggio che trascende spazio e tempo, incitando i credenti ad attaccare e uccidere i non credenti oggi come ieri. Dio ordinò agli Ebrei di uccidere gli Ittiti, gli Amoriti, i Canaanei, i Periziti, gli Iviti e i Gebusei – tutti popoli ben definiti, inseriti in un tempo e uno spazio ben preciso. Mai Dio diede agli Israeliti, e per estensione ai loro discendenti Ebrei, un comando "incondizionato" di combattere e uccidere i gentili. D'altra parte, benché i primi nemici dell'islàm, come nell'Ebraismo, fossero storici (cioè Bizantini Cristiani e Persiani Zoroastriani), raramente il Corano li indica con i loro nomi reali. Invece, si ordinò (e si ordina) ai musulmani di combattere la gente del Libro – "finché non versino umilmente il tributo, e siano umiliati" e di "uccidere gli idolatri ovunque li troviate".

Le due congiunzioni Arabe "finché" (hatta) e "ovunque" (haythu) dimostrano la natura ubiquitaria e perpetua di questi comandamenti. C'è ancora "gente del Libro" che deve essere "completamente umiliata" (specialmente in America, in Europa e in Israele) e "idolatri" da essere trucidati "ovunque" uno guarda (specialmente in Asia e nell'Africa sub-Sahariana). In realtà, la caratteristica principale di quasi tutti i versetti violenti delle scritture islamiche è la loro natura illimitata e generica: "Combatteteli (i non musulmani) finchè non ci sia più persecuzione e la religione sia solo di Allah". Inoltre, in una ben nota tradizione, presente nelle collezioni di ahadith, Maometto proclama:

Mi è stato ordinato di muovere guerra contro l'umanità finché non testimonino che non c'è altro dio se non Allah e che Maometto è il Messaggero di Allah; finchè non eseguano la prostrazione e non paghino l'elemosina [cioè, finché non si convertano all'islàm]. Se lo faranno, il loro sangue e le loro proprietà saranno protette.

Questo aspetto linguistico è di importanza cruciale per comprendere l'esegesi scritturale che riguarda la violenza. E ancora, è importante ripetere che né le scritture Ebraiche né quelle Cristiane – l'Antico e il Nuovo Testamento, rispettivamente – utilizzano questi comandamenti perpetui e illimitati. Ciò nonostante, Jenkins lamenta che:

I comandamenti di uccidere, di realizzare la pulizia etnica, di istituzionalizzare la segregazione, di odiare e di temere le altre razze e le altre religioni … tutto questo è nella Bibbia e capita con molto maggiore frequenza che nel Corano. Ad ogni livello possiamo discutere su cosa significhino i brani in questione e certamente se debbano avere qualche rilevanza per le età future. Ma rimane il fatto che le parole sono lì, e la loro inclusione nella scrittura significa che esse sono, letteralmente, canonizzate, non meno che nelle scritture musulmane.

Ci si può domandare cosa intenda Jenkins con il termine "canonizzato". Se "canonizzato" significa che questi versetti devono essere considerati parte del canone della scrittura Giudeo-Cristiana, è assolutamente corretto; invece, se con "canonizzato" intende, o cerca di implicare che questi versetti sono stati applicati nella Weltanschauung (visione del mondo) Giudeo-Cristiana, allora è assolutamente in errore.

Inoltre, non bisogna basarsi esclusivamente su argomenti di pura esegesi o solo filologici: sia la storia che gli eventi attuali smentiscono il relativismo di Jenkins. Mentre il Cristianesimo del primo secolo si diffuse col sangue dei martiri, l'islàm del primo secolo si diffuse mediante la conquista violenta e i massacri. In effetti, dal primo istante fino ad oggi – ovunque ha potuto – l'islàm si è diffuso con la violenza, come è confermato dal fatto che la maggioranza di quello che oggi è noto come il mondo islamico, o dar al-islàm, fu conquistato dalla spada dell'islàm. Questo è un fatto storico, confermato dai più prestigiosi storici islamici. Anche la penisola Arabica, la "casa" dell'islàm, fu sottomessa con grandi lotte e massacri, come dimostrato dalle guerre della Ridda che scoppiarono subito dopo la morte di Maometto, quando decine di migliaia di Arabi furono passati a fil di spada dal primo Califfo, Abu Bakr, per aver abbandonato l'islàm.

Il ruolo di Maometto

Inoltre, in merito alla attuale diffusa idea che cerca di giustificare la violenza islamica – che questa è solo il prodotto della frustrazione dei musulmani di fronte a una oppressione politica od economica – ci si dovrebbe porre questo interrogativo: che dire allora dell'oppressione di oggi nel mondo, di Cristiani ed Ebrei, per non menzionare Indù e Buddisti? Dov'è la loro violenza ammantata di religione? Questa è la verità: anche se il mondo islamico fa la parte del leone nei titoli più drammatici – di violenza, terrorismo, attacchi suicidi e decapitazioni – è inoppugnabile che non è certo l'unica regione al mondo a soffrire per ingiustizie sia interne che esterne.

Per esempio, benché quasi tutta l'Africa sub-Sahariana sia intrisa di corruzione, oppressione e povertà, quando si considera la violenza, al terrorismo e all'assoluto caos, la Somalia – che appunto è l'unico stato sub-Sahariano ad essere completamente musulmano – guida il branco. Inoltre, i maggiori responsabili della violenza Somala e della imposizione delle misure legali più draconiane e intolleranti – i membri del gruppo jihadista al-Shabab (i giovani) – spiegano e giustificano le loro azioni mediante uno schema islamista.

Anche in Sudan, è attualmente in corso un genocidio jihadista contro il popolo Cristiano e politeista, condotto dal governo islamista di Khartum, che ha provocato quasi un milione di morti tra "infedeli" e "apostati". Che l'Organizzazione della Conferenza Islamica sia corsa in difesa del Presidente Sudanese Hassan Ahmad al-Bashir, che è incriminato dalla Corte Criminale Internazionale, è una ulteriore prova dell'approvazione della comunità islamica della violenza contro sia i non musulmani che contro chi non considera i musulmani abbastanza bene.

Pure i paesi dell'America Latina e i paesi Asiatici non musulmani hanno la loro quota di regimi autoritari ed oppressivi, di povertà e di tutto il resto, come i paesi musulmani. Eppure, diversamente dai quasi quotidiani titoli che provengono dal mondo islamico, non ci sono notizie di fedeli Cristiani, Buddisti o Indù che lanciano veicoli carichi di esplosivo contro edifici di regimi oppressivi (come il regime Cubano o quello Comunista Cinese), sventolando, allo stesso tempo, le loro scritture e urlando: "Gesù (o Budda, o Visnu) è grande!". Perché?

C'è un ultimo aspetto che viene spesso trascurato – sia per ignoranza o per malafede – da chi insiste che la violenza e l'intolleranza sono equivalenti tra tutte le religioni. Oltre le parole divine del Corano, il modo di comportarsi di Maometto – la sua "sunna" o "esempio" – è una importante sorgente di legislazione nell'islàm. I musulmani sono invitati ad emulare Maometto in ogni circostanza della vita: "Avete un eccellente esempio nel Messaggero di Allah". E il tipo di condotta di Maometto verso i non musulmani è molto esplicito.

Per esempio, polemizzando sarcasticamente contro il concetto di islàm moderato, il terrorista Osama Bin Laden, che, secondo un sondaggio di al-Jazira, gode dell'appoggio di metà del mondo islamico, così descrive la "sunna" del Profeta:

La "moderazione" fu dimostrata dal nostro Profeta che non rimase mai più di tre mesi a Medina senza razziare o inviare scorrerie nelle terre degli infedeli, per abbattere le loro fortezze, saccheggiare i loro beni, spegnere le loro vite e rapire le loro donne.

Infatti, sia secondo il Corano che secondo la "sunna" di Maometto, razziare e saccheggiare gli infedeli, fare schiavi i loro figli e usare le loro donne come concubine, ha un fondamento ineccepibile. E il concetto di "sunna" – che è quella da cui oltre un miliardo di musulmani, i "sunniti", hanno ricevuto il loro nome – afferma senza ombra di dubbio che tutto ciò che fu fatto o fu approvato da Maometto, l'esempio più perfetto per l'umanità, è accettabile per i musulmani di oggi così come per quelli di ieri. Questo ovviamente, non significa che la totalità dei musulmani viva soltanto per saccheggiare e stuprare.

Però significa che persone naturalmente inclini a queste attività, e che per caso sono anche musulmane, possono giustificare le loro azioni – e le giustificano – riferendosi alla "sunna del profeta" – il modo con cui al-Qaeda, ad esempio, ha giustificato il suo attacco dell'11 Settembre, in cui furono uccisi degli innocenti, incluse donne e bambini: Maometto autorizzò i suoi seguaci ad usare le catapulte durante l'assedio della città di Ta'if nel 630 DC – gli abitanti della città avevano rifiutato di sottomettersi – benché sapesse molto bene che donne e bambini erano rifugiati in città. Inoltre, quando gli fu chiesto se era consentito lanciare attacchi notturni o incendiare le fortificazioni degli infedeli se donne e bambini erano con loro, e il Profeta rispose: "Essi [le donne e i bambini] sono dei loro [degli infedeli]".

Il comportamento di Ebrei e Cristiani

Benché osservante scrupoloso della legge e forse iper-legalista, l'Ebraismo non ha un equivalente come la "sunna"; le parole e le azioni dei patriarchi, pur descritte nell'Antico Testamento, non giunsero mai a prescrivere la legge Giudaica. Né le "pietose bugie" di Abramo, né la perfidia di Giacobbe, né l'estrema irascibilità di Mosè, né la relazione adulterina di Davide o le scappatelle di Salomone furono alla base dell'istruzione di Ebrei o Cristiani. Furono interpretate come azioni storiche, compiute da uomini fallibili che, più spesso che no, erano puniti da Dio per il loro comportamento molto meno che esemplare.

Per quanto riguarda il Cristianesimo, gran parte della legge dell'Antico Testamento venne abrogata, o compiuta – a seconda dei punti di vista – da Gesù. "Occhio per occhi" lasciò il posto a "porgi l'altra guancia". Amare dio e il prossimo con tutto il cuore divenne la legge suprema. Inoltre, la "sunna" di Gesù – "Cosa avrebbe fatto Gesù? – è caratterizzata da docilità e altruismo. Il Nuovo Testamento non contiene alcuna esortazione alla violenza.

Eppure, c'è ancora chi pretende di dipingere Gesù come un personaggio con un atteggiamento militante simile a quello di Maometto, citando il versetto in cui il primo – che "parlò alle folle in parabole e non parlò se non in parabole" – disse: "Non sono venuto a portare la pace, ma una spada". Ma in base al contesto di questa affermazione è evidente che Gesù non stava ordinando la violenza contro i non Cristiani, ma piuttosto predicendo che ci sarebbero stati conflitti tra i Cristiani e il loro ambiente – una profezia fin troppo vera, dato che i primi Cristiani, invece di brandire la spada, perirono docilmente come martiri, a causa della spada, così come spesso stanno ancora facendo nel mondo musulmano.

Altri si appigliano alla violenza profetizzata nel Libro dell'Apocalisse, ancora, dimenticandosi di osservare che tutto il racconto è descrittivo – per non aggiungere che è chiaramente simbolico – e quindi difficilmente "prescrittivo" per i Cristiani. Ad ogni modo, come si può ragionevolmente paragonare questa manciata di versetti del Nuovo Testamento che metaforicamente menzionano la parola "spada" con le centinaia di prescrizioni Coraniche e dichiarazioni di Maometto che chiaramente comandano ai musulmani di usare una spada vera e propria contro i non musulmani?

Imperterrito, Jenkins lamenta il fatto che nel Nuovo Testamento, gli Ebrei "progettano di lapidare Gesù, complottano per ucciderlo, a sua volta Gesù li chiama bugiardi e figli del Demonio". Rimane però da stabilire se essere chiamati "figli del Demonio" è più offensivo che essere definiti discendenti di scimmie e porci – l'appellativo Coranico degli Ebrei. A parte gli insulti, tuttavia, ciò che qui importa è che, mentre il Nuovo Testamento non ordina ai Cristiani di trattare gli Ebrei come "figli del Demonio", invece, in base al Corano, in particolare 9:29, la legge islamica obbliga i musulmani a sottomettere gli Ebrei, anzi, tutti i non musulmani.

Questo significa forse che chi si professa Cristiano non può essere antisemita? Ovviamente no! Ma significa che i Cristiani antisemiti vivono un ossimoro – per il semplice fatto che sia letteralmente che teologicamente, il Cristianesimo non insegna assolutamente odio e astio, bensì pone l'accento su amore e perdono. Il punto qui non è se i Cristiani seguono o no questi precetti; proprio come non è il punto se i musulmani osservano o no l'obbligo della jihad. L'unica domanda pertinente è: cosa richiedono le religioni?

John Esposito ha ragione quando asserisce che "Ebrei e Cristiani furono coinvolti in atti di violenza". Invece sbaglia quando aggiunge: "Noi [Cristiani] abbiamo la nostra teologia dell'odio". Nulla nel Nuovo Testamento insegna l'odio – e certamente niente lontanamente paragonabile ai comandi Coranici tipo: "Noi [musulmani] ci dissociamo da voi [non musulmani] e tra noi e voi è sorta inimicizia e odio eterni finché voi non crederete in Dio soltanto".

Rivalutare le Crociate

Ed è da qui che si può comprendere meglio la storia delle Crociate – eventi che sono stati completamente stravolti da numerosi e influenti apologeti dell'islàm. Karen Armstrong, per esempio, si è praticamente costruita una carriera rappresentando le Crociate in un modo completamente sbagliato, scrivendo, per esempio che "l'idea che l'islàm si sia imposto con la spada è una fantasia Occidentale, inventata durante il tempo delle Crociate quando, in realtà, furono i Cristiani dell'Occidente a muovere una brutale guerra santa contro l'islàm". Che una ex monaca condanni rabbiosamente le Crociate, rispetto a quanto fatto dall'islàm, rende la sua critica ancora più vendibile. Affermazioni come le sue, ovviamente, ignorano il fatto che dall'inizio dell'islàm, più di 400 anni prima delle Crociate, i Cristiani si erano accorti che l'islàm si diffondeva con la spada. Infatti, autorevoli storici musulmani che scrissero secoli prima delle Crociate, come Ahmad Ibn Yahya al-Baladhuri (m. 892) e Muhammad Ibn Jarir at-Tabari (838-923), dimostrano chiaramente che l'islàm si diffuse mediante la spada.

La realtà è questa: le Crociate furono un contrattacco contro l'islàm – non un attacco senza provocazione come sostengono la Armstrong ed altri storici revisionisti. L'eminente storico Bernard Lewis lo espone molto bene:

Anche la Crociata Cristiana, spesso paragonata alla jihad islamica, fu una tardiva e limitata risposta alla jihad e, in parte, anche una sua imitazione. Ma, a differenza della jihad, riguardò principalmente la difesa o la riconquista di territori Cristiani minacciati o perduti. Fu, con alcune eccezioni, limitata alle guerre vittoriose per la riconquista dell'Europa Sud-Occidentale e alle guerre perdute per liberare la Terra Santa e per fermare l'avanzata Ottomana nei Balcani. La jihad islamica, per contro, fu interpretata come illimitata e fu percepita come un obbligo religioso che sarebbe continuato finché tutto il mondo non si fosse convertito all'islàm o si fosse sottomesso al suo dominio … Lo scopo della jihad è di imporre la legge islamica a tutto il mondo.

Inoltre, le invasioni dei musulmani e le atrocità contro i Cristiani erano aumentate nei decenni precedenti la proclamazione della Crociata nel 1096. Il Califfo Fatimide Abu 'Ali Mansur Tariqu'l-Hakim (r. 996-1021) profanò e distrusse un gran numero di importanti Chiese – come la Chiesa di San Marco in Egitto e la Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme – ed emanò contro Cristiani ed Ebrei decreti ancora più oppressivi di quelli già in uso. Poi, nel 1071, i Turchi Selgiuchidi sbaragliarono i Bizantini nella cruciale battaglia di Manzicerta e, per questo, conquistarono la maggior parte dell'Anatolia Bizantina, facendo presagire l'eventualità della finale cattura di Costantinopoli, secoli dopo.

Fu per reagire a questa situazione che il Papa Urbano II (r. 1088-1099) indisse la Crociata:

Dai confini di Gerusalemme e dalla città di Costantinopoli è giunta un'orribile notizia che ci è stata ripetutamente riferita, cioè che una razza del regno dei Persiani [cioè, i Turchi musulmani] … ha invaso le terre di quei Cristiani e le ha spopolate con la spada, il saccheggio e il fuoco; ha portato una parte dei prigionieri nel proprio paese e ha eliminato l'altra parte con crudeli torture; ha distrutto completamente le Chiese di Dio o se ne è appropriata per i riti della loro religione.

Anche se la descrizione di Urbano II è storicamente accurata, il fatto rimane: in qualsiasi modo si interpretino queste guerre – offensive o difensive, giuste o ingiuste – è evidente che non furono basate sull'esempio di Gesù, che così esortò i suoi seguaci "Amate i vostri nemici, benedite chi vi maledice, fate il bene a chi vi odia e pregate per chi vi insulta e vi perseguita". E infatti, furono necessari secoli di dibattiti teologici, da Agostino all'Aquinate, per giustificare la guerra difensiva – definita come "guerra giusta". Così sembrerebbe che se qualcuno non è stato completamente fedele alle sue scritture, questi sono stati i Crociati – e non i jihadisti musulmani (dal punto di vista letterale). In altri termini, sono stati i jihadisti musulmani – e non i Crociati – che hanno fedelmente eseguito le indicazioni delle loro scritture (almeno dal punto di vista letterale). Inoltre, come i racconti violenti dell'Antico Testamento, anche le Crociate hanno una mera natura storica e non sono manifestazioni di più profonde verità scritturali.

Infatti, ben lontane dal suggerire alcunché di intrinseco al Cristianesimo, le Crociate, ironicamente, ci aiutano a capire meglio l'islàm. Perché le Crociate dimostrano, una volta per tutte, che, non ostante gli insegnamenti religiosi – e infatti, nel caso delle così dette Crociate Cristiane, a dispetto di questi insegnamenti – l'uomo è spesso predisposto alla violenza. Ma questo impone una domanda: se questo è il comportamento dei Cristiani – a cui è stato imposto di amare, benedire e beneficare i loro nemici che li odiano, li maledicono e li perseguitano – quanto di più dobbiamo aspettarci dai musulmani che, condividendo la stessa tendenza alla violenza, sono spinti da Dio ad attaccare, uccidere e depredare i non credenti?

Raymond Ibrahim è Direttore Associato del Forum del Medio Oriente e autore di "The Al Qaeda Reader" (New York: Doubleday, 2007)
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 05, 2020 8:03 pm

Allah non è Dio ma solo l'idolo mostruoso del criminale Maometto.

Ecco in verità chi era Maometto e cos'era la sua pace!
Maometto fu assai peggio di Hitler e di Stalin e di Toto Riina!
Maometto fu un ignorante, presuntuoso, invasato, esaltato, idolatra che si inventò il suo dio Allah tratto dagli idoli della Mecca, un dio-idolo dell'orrore, del terrore e di morte,
uno che abusò della credulità popolare e che poi si impose con la minaccia, l'intimidazione, il ricatto, la violenza (che non fu affatto per legittima difesa come raccontano i suoi seguaci per giustificarsi ma fu predatoria, aggressiva, sopraffatrice, assassina);
fu un bugiardo, un ladro, un razziatore rapinatore, sequestratore e ricattatore, schiavista, assassino e sterminatore;
fu un razzista al massimo grado che discriminò chiunque non si sottomettesse a lui e al suo idolo e che depredò, cacciò e sterminò ebrei, cristiani, zoroastriani e ogni diversamente religioso, areligioso e pensante che gli si contrapponesse e non si sottomettesse;
invase, depredò, ridusse in schiavitù e fece strage nei paesi altrui imponendo con la minaccia la sua politica e la sua criminale ideologia-teologia religiosa imperialista e totalitaria;
indusse al suicidio, all'omicidio e allo sterminio e fece dire al suo idolo, dettandolo ai suoi seguaci, ciò che poi
fu scritto nel Corano e che da 1400 anni induce e istiga alla violenza, alla discriminazione, alla falsità, alla minaccia, alla depredazione, al disprezzo degli altri non maomettani, alla riduzione in schiavitù e alla dhimmitudine, all'omicidio, al suicidio-omicidio, all'assassinio e allo sterminio di ogni diversamente religioso, areligioso e pensante della terra che non si sottometta ai suoi seguaci e al loro orrendo idolo Allah.

A chi esalta e santifica l'invasato criminale Maometto!
Santificare Maometto, il suo idolo Allah e il Corano è santificare il male, un mettersi dalla parte di ciò che di più maligno esista sulla faccia della terra.
Santificare Maometto, il suo idolo Allah e il Corano dichiarandoli elevatori di spiritualità e portatori di umanità, di amore, di pace, di fratellanza, di giustizia, di cultura e di civiltà significa ingannare e illudere l'umanità intera specialmente quella che soffre a causa dell'Islam e che vorrebbe potersi difendere e liberare da tutto ciò;
Santificare Maometto, il suo idolo Allah e il Corano è farsi demenzialmente, irresponsabilmente e vilmente complici del male, e costituisce di per sé un grave crimine contro l'umanità.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » gio lug 15, 2021 6:55 am

Demenzialità nazi maomettane.



Devi correggere il tiro:
non tutti i cristiani credenti, solo alcuni hanno commesso del male.
E non l'ebreo eretico Gesù Cristo e non gli apostoli e non i discepoli e non i primi ebrei cristiani, e non i primi cristiani non ebrei, e non i cristiani per i primi secoli e poi nei secoli a venire non tutti i cristiani.
E non è scritto nei Vangeli o Nuovo Testamento che si debba imporre il cristianismo con la violenza, questo non sta scritto da nessuna parte e non lo ha detto-ordinato l'ebreo Gesù Cristo.
Bisogna essere precisi in queste cose.
Maometto è stato un assassino mentre Gesù Cristo no!
Bisogna prendersela con chi fa del male e promuove il male. Essere cristiani non necessariamente significa essere malvagi e comporta il fare del male.
La dottrina cristiana non ordina di fare del male.


Enrico Lentini
Alberto Pento
non sono d'accordo. Basta leggere la Bibbia, antico testamento, gli ordini di dio erano sempre, sterminateli tutti, donne vecchi e bambini. dopo Gesù, hanno ammazzato nel nome del padre e del figlio. tutte le religioni hanno fatto dei crimini, ma nessuna come quella cristiana.

Roberto Tenio
Enrico Lentini
Anche alcuni passi del nuovo testamento.

Alberto Pento
Così era per tutti i popoli della terra e non solo per gli ebrei, e per gli ebrei lo era solo nella lotta per la loro terra promessa e non per imperialismo. E la Bibbia lo racconta bene.
La Bibbia racconta di come sia cambiata la divinità o l'interpretazione di dio e la parola del dio degli ebrei nella storia degli ebrei che in parte riproduce elementi comuni e universali.


Enrico Lentini
Roberto Tenio
lo so, ma ho citato solo il primo perchè ho degli appunti, se mi chiedono dov'è scritto, copio e incollo. mi devo fabbricare appunti su tutta la bibbia.

Jac Opo
Enrico Lentini
allora genio, dimostraci che i cristiani hanno fatto peggio. Posta numeri o statistiche che accertino quanto dici.

Enrico Lentini
Leggi l'antico testamento, poi leggi tutto sulle crociate, lo sterminio degli Indiani e indios d'America, quelli degli aborigeni australiani e altri crimini.

Alberto Pento
L'Antico Testamento non dice di sterminare l'umanità intera che non si vuole assoggettare al dio degli ebrei.
Gesù Cristo non ha mai ucciso e sterminato e nemmeno lo ha ordinato di fare ai suoi seguaci.
I primi cristiani sono stati uccisi e non hanno ucciso e sterminato.
Solo taluni e non tutti i cristiani nei secoli successivi all'espanzione nonviolenta del cristianismo hanno usato politicamente il cristianismo per discriminare e uccidere, i maomettani invece lo hanno fatto da subito con il loro profeta criminale Maometto.
Le crociate furono una risposta dei cristiani europei ai crimini degli invasori maomettani e gli unici delitti da loro compiuti furono contro gli ebrei della Palestina.
I cristiani in quanto cristiani non hanno sterminato gli aborigeni australiani né tanto meno gli indios delle Americhe e i pellirossa dell'America del nord.

No il cristianismo si è diffuso e affermato nell'Impero romano senza violenza e senza perseguitare nessuno. Poi quando l'Impero Romano è diventuto cristiano il potere politico ha usato malamente il cristianismo per perseguitare i non cristiani e pagani, contravvenendo così ai valori del cristianismo stesso.

No assolutamente no è una falsità! Per i primi tre secoli il cristianismo si è diffuso e affermato senza violenza, solo con la parola e l'esempio. Il caso di Ipazia è solo la dimostrazione della corruzione dei cristiani operata dal potere politico.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » gio lug 15, 2021 7:04 am

Demenzialità nazi maomettane.





Conversazione tra il Corano e la Bibbia
Milaim ShehuMussulmani vs Cristiani/Gesù vs Maometto

https://www.facebook.com/Pilpotis/posts ... 8454604:55

Corano: come ti chiami?
Bibbia: non lo so.
Corano: Il mio nome è Corano (Sura 36:2).
* Da dove vieni? *
Bibbia: non lo so.
Il Corano: da Allah (Sura 39:1).
* Qual è la tua religione? *
Bibbia: non lo so.
Corano: Islam (Sura 3:19).
* Ai cristiani è stato detto di andare in chiesa la domenica? *
Bibbia: NO hanno scelto loro stessi quel giorno.
Corano: Sì, ordino ai musulmani di andare alla moschea il venerdì (Sura 62:9).
* Perché non sei nella tua lingua originale? *
Bibbia: perché le persone mi hanno fatto molti cambiamenti.
Corano: sono nella mia lingua originale, l'arabo e non corrotto (Sura 12: 2).
* Perché hai così tante contraddizioni? *
Bibbia: perché sono stato scritto da estranei (Geremia 8:8).
Corano: Non ho obiezioni perché vengo da Dio (Sura 4:82).
* Perché hai così tanti errori scientifici? *
Bibbia: perché ho fatto molti errori molto insignificanti, ad es. Ho detto che "il coniglio mastica il suo cucciolo" (Levitico 11: 6).
Corano: non ho un solo errore scientifico. Ho detto che "il chiaro di luna è una luce riflessa o presa in prestito dal sole", quindi sono compatibile come con la scienza moderna (Sura 25:61).
Se non sei impegnato con il tipo "Allahu Akbar, allora come allora condividi


Gino Quarelo
Quante demenze che scrivono questi idolatri maomettani!
Allah è solo l'idolo di Maometto non Dio e Maometto fu un idolatra bugiardo, predone, assassino, sterminatore peggio di Hitler.


Milaim Shehu
Gino Quarelo
La Bibbia dice:
Ora va, colpisci Amalek e metti ogni cosa in modo che non abbia pietà di lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, vacche e pecore, cammelli e asini. "[1 Samuele 15: 3]
Il Corano dice:
L'Islam, la religione della misericordia, non ammette il terrorismo. Nel Corano, Dio ha detto: Allah non vi proibisce di fare il bene e di rendere giustizia a coloro che non vi hanno combattuto a causa della religione, né vi hanno espulso dalle vostre case; Allah ama coloro che sostengono la giustizia [Mumtahinah 60:8]
Il Profeta Muhammad (pbsl) proibì ai soldati di uccidere donne e bambini, e consigliò loro: {... Non tradire, non essere eccessivo, non uccidere un neonato.} E disse anche: { Chi uccide una persona chi ha un trattato con i musulmani non sentirà l'odore del paradiso, anche se la sua fragranza si trova per uno spazio di quarant'anni. [Bukhari]
Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo


Gino Quarelo
La Bibbia è un insieme di libri che non ha paragoni, il Corano al suo confronto è carta igenica e lo si capisce non solo dal suo demenziale contenuto ma anche e sopratutto dall'ignoranza, dalla presunzione, dall'arroganza e dalla mancanza di rispetto di chi lo segue.
La Bibbia racconta di vicende accadute migliaia di anni prima di Maometto e del Corano e il fatto da te citato riguarda l'Età del Bronzo quando tutti gli uomini e tutti popoli praticavano lo sterminio di ogni membro delle tribù nemiche quando non riducevano in schiavitù le donne e i bambini.
Ai tempi di Maometto gli usi e i costumi di guerra, per molti popoli civili della terra, erano già cambiati da millenni, gli ebrei avevano anche espresso i X Comandamenti, i II Comandamenti dell'amore per Dio e per il prossimo e l'ebreo Gesù Cristo che non ha mai ucciso nessuno e che è morto per amore dell'umanità e che ha dato origine all'eresia ebraica del cristianismo.
Gli ebrei al tempo di Maometto in guerra non praticavano più nemmeno lo sterminio dei maschi, lo stupro delle donne e nemmeno più la riduzione in schiavitù delle donne e dei bambini che invece l'ignorante e idolatra beduino Maometto praticava e come continuano a praticare ancora oggi i suoi seguaci.
Per gli ignoranti calunniatori nazi maomettani ricordo che la Bibbia è un insieme di libri che raccontano e descrivono le vicende umane degli ebrei e dei popoli con cui avevano a che fare (senza nascondere nulla) e che non è un libro di prescrizioni idolatre come il Corano che dai suoi adoratori è scambiato per la parola increata dell'idolo Allah, precrizioni che per i demenziali idolatri seguaci di Maometto sono valide da Maometto in poi e non sono mai cambiate, infatti i nazi maomettani ancora oggi minacciano, intimidiscono, terrorizzano, discriminano, depredano, schiavizzano, stuprano, uccidono e sterminano.

La Bibbia racconta anche del preistorico costume del sacrificio umano dei primogeniti e dei figli di dio (connessi alla prostituzione sacra), sacrifici umani diffusi ovunque presso molti popoli e racconta anche di come gli ebrei superarono questo costume sacrificale primitivo e di come superarono anche l'usanza antica dei sacrifici di animali mentre gli idolatri seguaci di Allah e del loro demenziale profeta assassino Maometto ancora la praticano: https://it.wikipedia.org/wiki/Id_al-adha .
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: I tre libri e la violenza

Messaggioda Berto » sab set 04, 2021 8:55 pm

LO STRABISMO DI MAGDI CRISTIANO ALLAM
Massimiliano Paleari
26 agosto 2021

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 5373634:30

Del personaggio ho un'opinione ambivalente. Da una parte non posso che elogiarne il coraggio. Non è facile rigettare i principi della religione di provenienza, soprattutto se questa è l'Islam, con tutte le difficoltà e i rischi oggettivi che questo passo comporta. Magdi Allam, contrariamente all'ipocrisia dominante, soprattutto quella che anima il c.d. dialogo inter religioso tra le fedi abramitiche tanto caro a papa Bergoglio, dice come stanno le cose: l'Islam non è una religione di pace. Nel Corano le sure (versetti) che inneggiano alla VIOLENZA contro chi non si sottomette all'Islam sono ben presenti. Eccone un elenco (non certo esaustivo), pubblicato dallo stesso Magdi Allam:
Sura 2, 193
Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia reso solo ad Allah.
Sura 8, 12
Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!
Sura 9, 15
Uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati.
Sura 9, 38-39
Lanciatevi per la causa di Allah... Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo.
Quanto alle DONNE, ecco come devono essere trattate secondo il Corano:
Sura 4, 15
Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, portate contro di loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d’uscita (per “infami” si deve intendere l'adulterio n.d.r.).
Sura 4, 40
Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono per esse i loro beni. Le donne virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande (insomma, le donne vanno picchiate fino a quando non obbediscono n.d.r.).
Le sure imbarazzanti sono molte di più e riguardano anche altri argomenti, ma direi che può bastare per affermare che Magdi Allam ha ragione da vendere. Possono esserci islamici moderati, ma non esiste un Islam moderato. Tuttavia, e qui invece si apre il mio profondo dissenso con lui, Allam non comprende o non vuole vedere che le stesse caratteristiche imbarazzanti le ritroviamo in fondo in tutte le religioni abramitiche. L'Antico Testamento non è certo secondo al Corano per passi che inneggiano alla violenza, all'odio immotivato, al disprezzo per il “diverso”. Addirittura ci troviamo di fronte a un Dio massacratore di innocenti, compresi donne e bambini. Qualcuno ora dirà, e tra questo il “nostro” Allam che dopo la sua conversione ha voluto significativamente aggiungere al suo nome il termine “Cristiano”, che il Cristianesimo è diverso. Tale affermazione è molto opinabile. Intanto perché il Cristianesimo utilizza come proprio testo sacro anche l'Antico Testamento. Poi perché nel Nuovo Testamento leggiamo Gesù affermare di non essere venuto ad abolire la Legge dei padri, ma a compierla. Infine, non mancano i passi in cui lo stesso Gesù e i suoi discepoli si mostrano inclini alla violenza e a comportamenti settari. Abbiamo il suo invito ad acquistare delle spade. Abbiamo il manifestarsi del suo chiaro razzismo nei confronti della donna cananea. Abbiamo il suo disprezzo per la madre e i parenti. Abbiamo l'episodio di Pietro al cui cospetto muoiono (o vengono uccisi?) entrambi i coniugi della coppia rea di non aver consegnato l'intero ricavato della vendita della propria casa alla setta nascente.
Ora, chi scrive sa benissimo che i passi violenti e per noi “scorretti” che troviamo sia nella Bibbia che nel Corano rispecchiano i sistemi di valori di chi li scrisse. Ne parlo ampiamente anche nel mio saggio LA BIBBIA UNA STORIA INVENTATA. So bene che non esiste un solo Ebraismo, un solo Cristianesimo, un solo Islam. Essi, come tutti i costrutti culturali umani, cambiano nel tempo e nello spazio. Il Cristianesimo dei Conquistadores spagnoli del XVI secolo, per il quale era lecito massacrare gli indios che non volevano convertirsi, non è lo stesso della teologia della liberazione novecentesca. Può anche darsi, come dicono i suoi difensori, che l'Islam introdusse alcuni miglioramenti “morali” rispetto ai valori delle tribù arabe pre islamiche. Proprio per questi aspetti però, che sono evidenti a chiunque utilizzi un minimo di logica, risulta chiaro che nessun Yahweh, Dio o Allah (che poi sono sostanzialmente le stessa divinità abramitica) si è mai realmente palesata all'Uomo. Le religioni sono invenzioni umane. Il problema è che in quanto tali le loro norme tendono a cristallizzarsi, finendo per produrre attrito (e che attrito) con le società che cambiano. In altre parole Magdi Cristiano Allam confonde l'epifenomeno con il problema originale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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