Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mar dic 11, 2018 9:11 pm

Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei come Gerusalemme è la loro capitale
viewtopic.php?f=197&t=2814

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 8341291350



Stando a quanto racconta solo l'evangelista Matteo, l'ebreo Gesù Cristo, ancora in fasce, assieme alla sua famiglia, fuggì in Egitto per sottrarsi alla furia di Erode che temeva che Gesù gli sottraesse il trono. Però Matteo non dice altro, non dice dove, come e da chi e nemmeno quanto durò l'esilio della famiglia di Gesù che sicuramente durò al massino fino alla morte di Erode.

L'Egitto all'epoca era una provincia dell'impero romano come Israele/Palestina e quindi non ci volevano documenti particolari per passare da una provincia ad un'altra.
Sicuramente la famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria non ha fatto la parassita né i suoi genitori hanno fatto i criminali criminali, Maria non ha fatto la prostituta o rubato e Giuseppe non ha spacciato droga, rubato, rapinato, esorto, sequestrato e ucciso.
Non hanno certo vissuto alle spalle degli egiziani in alberghi o in ville, si saranno pagati il soggiorno presso conoscenti e amici e Giuseppe che era un bravo artigiano avrà lavorato senza problemi e sarà stato ricercato per la sua professionalità di falegname ebreo.
Alla morte di Erode sono tornati a casa loro, riprendendo la loro esistenza ordinaria.

Poi l'ebreo Gesù Cristo per il resto della sua vita in Israele non era uno straniero, non era un profugo o un rifugiato, non era un migrante economico parassita, non era un clandestino invasore e criminale, non era un terrorista arabo-palestinese, non era un nazista maomettano, era semplicemente e integralmente un ebreo di Israele come lo erano i suoi genitori e Israele è la terra degli ebrei come Gerusalemme è la loro capitale.

L'ebreo Gesù stava a casa sua nella sua terra di Israele che con suo padre Giuseppe si guadagnava il pane dapprima lavorando il legno e poi da adulto e da rabbino errante con le offerte e la carità di chi lo andava ad ascoltare e ne riceveva beneficio: non rubava, non rapinava, non spacciava, non estorceva, non viveva di assistenza pubblica, non era un parassita né un invasore clandestino.
Poi ricordo che l'ebreo Cristo vissuto e morto da ebreo, ucciso dagli invasori romani; probabilmente come suo padre Giuseppe portava anche la kippah prima che i romani gliela togliessero per torturarlo con la corona di spine per poi ucciderlo con la crocifissione.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mar dic 11, 2018 9:13 pm

Questa immagine è una fake che falsifica la storia e la realtà.

Immagine

A quel tempo non vi erano muri e recinzioni perché Israele non era diviso tra ebrei e altri non ebrei, anche se era invaso e dominato dai romani.

A quel tempo non vi erano invasori arabi e nazi maomettani che odiavano gli ebrei e che volevano distruggere Israele.

A quel tempo la famiglia ebrea di Cristo non era né clandestina, ne profuga, né migrante era semplicemente a casa sua e si stava muovendo per il censimento romano e Cristo doveva ancora nascere.

In realtà oggi, aldilà del muro, vi sono i nazi maomettani detti molto impropriamente palestinesi che odiano gli ebrei e che vorrebbero sterminarli e distruggere Israele; allo stesso modo che vorrebbero sterminare tutti i diversamente religiosi e pensanti non maomettani che non si sottomettono al loro mostruoso idolo di morte Allah, assunto come Dio dal criminale razziatore e assassino Maometto.

Ben vengano i muri e le recinzioni salva vita a difesa degli ebrei e di Israele.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mar dic 11, 2018 9:16 pm

Ambra Di Luce
Gino Quarelo, se scorri la mia bacheca saprai quanto, da Valdese, onoro i fratelli Ebrei.
Ciò detto questa è una vignetta contro Salvini e la sua politica di chiusura nei confronti dei migranti.
Quindi è ovvio che si tratta di un "fake": è un Natale cristiano respinto nei fatti da parte di chi lascia morire fuori dei migranti e poi va a messa e fa il presepe.

Gino Quarelo
Difendere i confini del proprio paese e la propria casa è un sacro dovere di ogni uomo di buona volontà; Salvini fa solo il suo dovere e va ringraziato.
o non vado a messa e non faccio il presepio, non sono più cristiano, e riconosco come mio dovere e dovere naturale universale difendere i confini del proprio paese e la propria casa.
Migrare e invadere la casa e il paese altrui non è un diritto ma un crimine, ed è un dovere impedirlo
viewtopic.php?f=205&t=2813
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674

Ambra Di Luce
Non sono d'accordo e né politicamente né eticamente con te.
Ti ricordo che tutti siamo migranti.
Il popolo Ebraico per primo.
E infatti la Torah è rigorosa sul dovere che contraddistingue chi segue la volontà dell'Eterno: crimine esecrabile è la mancata accoglienza dello straniero.
Con questa affermazione fratello tu disonori il maghém David che esponi sul tuo avatar.
"Tratterai lo straniero che vive fra voi e lo amerai come te stesso perché fosti straniero in terra d'Egitto"
Levitico - Torah -

Gino Quarelo
Ambra Di Luce Io non sono ebreo, sono veneto e aidolo, amo gli ebrei e Israele e odio i nazisti fascisti-hitleriani-comunisti e maomettisti.

Ambra Di Luce
Che non sei Ebreo lo avevo capito: nessun Ebreo potrebbe mai scrivere ciò che hai scritto tu.

Giuseppe Del Castillo
e solo tu Ambra Di Luce hai la pazienza e la cortesia di stare a discutere con gente che meriterebbe solo ed esclusivamente di essere ignorata...

Gino Quarelo
Ambra di luce, mi pare che lo straniero del Levitico non sia altro che lo straniero naturale e universale (il viaggiatore, il commerciante, anche il profugo, anche il migrante economico che arriva bussando, chiedendo il permesso e con il massimo rispetto, l'ospite riconoscente e umile ... lo straniero verso cui il diritto delle genti riconosce un valore umano universale se si dimostra degno e uomo di buona volontà) e non va confuso con l'invasore, con il clandestino, con il criminale, con il malfattore, con il predatore con chi arriva con l'inganno, la frode, la violenza e che manca di rispetto, pretende di essere ospitato e costituisce un pericolo.
Gli ebrei hanno sempre combattuto contro gli invasori, gli "idolatri", i malfattori e tutti coloro che costituivano un pericolo per la loro comunità (si pensi solo agli invasori romani che gli ebrei hanno sempre combattuto, a questi romani che dopo aver assassinato l'ebreo Cristo, una volta divenuti cristiani hanno scaricato sugli ebrei questa loro colpa).
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mar dic 11, 2018 9:16 pm

Questa immagine è una fake che falsifica la storia e la realtà.
Gino Quarelo
A quel tempo non vi erano muri e recinzioni perché Israele non era diviso tra ebrei e altri non ebrei, anche se era invaso e dominato dai romani.
A quel tempo non vi erano invasori arabi e nazi maomettani che odiavano gli ebrei e che volevano distruggere Israele.
A quel tempo la famiglia ebrea di Cristo non era né clandestina, ne profuga, né migrante era semplicemente a casa sua e si stava muovendo per il censimento romano e Cristo doveva ancora nascere.
In realtà oggi, aldilà del muro, vi sono i nazi maomettani detti molto impropriamente palestinesi che odiano gli ebrei e che vorrebbero sterminarli e distruggere Israele; allo stesso modo che vorrebbero sterminare tutti i diversamente religiosi e pensanti non maomettani che non si sottomettono al loro mostruoso idolo di morte Allah, assunto come Dio dal criminale razziatore e assassino Maometto.
Ben vengano i muri e le recinzioni salva vita a difesa degli ebrei e di Israele.


https://www.facebook.com/Liofante/posts ... on_generic


Dan Liofante Raba
Si tratta di una vignetta umoristica! Ed esprime bene un concetto che riguarda i nostri giorni attuali. È senz'altro una vignetta disegnata da una persona che è a favore dei Palestinesi. Non condivido il messaggio. Ma come disegnatore ritengo che sia una vignetta molto ben riuscita. La concezione politica del signor Gino Quarelo è molto diversa dalla mia ma mi fa piacere scriva le sue opinioni che ravvivono il dibattito. Io ho già scritto che il termine Nazi viene usato a sproposito e oggi si fanno molte confusioni ideologiche. Meglio definire i popoli in altro modo. I Palestinesi sono gli abitanti della vecchia colonia Inglese e dunque sono sia ebrei che arabi. Oggi il termine viene usato per definire gli abitanti della Cisgiordania e della Giordania, gli ebrei preferiscono definirsi Israeliani. Dunque noi viviamo un conflitto tra due popoli chiamati Israeliani e Palestinesi.

Alberto Pento
Non credo che il termine "nazi" riferito ai maomettani in generale e quindi agli "arabi palestinesi maomettani" in particolare sia da me usato a sproposito, prima perché è riferito non tanto a un popolo come etnia o razza ma a una cultura o incultura, a una ideologia politico religiosa (quella dell'Umma) che come o analogamente a quella tedesco-hitleriana-ariana e forse molto di più, è totalitaria, razzista al massimo grado, antisemita al massino grado, violenta al massimo grado, senza alcun minimo rispetto per le diversità umane e i diritti/doveri/valori umani naturali e universali;
seconda perché il conflitto -israelo "palestinese"- alla radice è motivato unicamente dal nazismo maomettano che è criminalemnte antisemita, anticristiano, anti ogni diversamente religioso e pensante.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mar dic 11, 2018 9:18 pm

Gesù Cristo l'ebreo, non era uno straniero, non era un profugo, non era un migrante economico né un migrante parassita o criminale, non era un clandestino, non era un terrorista arabo-palestinese, non era un nazista maomettano, era semplicemente e integralmente un ebreo di Israele come lo erano i suoi genitori e Israele è la terra degli ebrei come Gerusalemme è la loro capitale.
I preti che la raccontano diversamente sono dei mentitori, dei bestemmiatori, degli eretici, dei figli del demonio.



Il Papa bugiardo

Il Papa: "Anche Gesù fu un profugo, dovere accogliere i migranti"
Sergio Rame - Dom, 29/12/2013

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 79107.html

Bergoglio: "Migranti e profughi sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, della tratta delle persone e del lavoro schiavo"

Guardando alla Santa Famiglia di Nazareth "nel momento in cui è costretta a farsi profuga", papa Francesco ha invitato i fedeli a pensare al "dramma di quei migranti e rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, della tratta delle persone e del lavoro schiavo".

All’Angelus di oggi il Santo Padre ha definito "legittime" le loro aspettative degli immigrati, anche quando "si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili". "In terre lontane, anche quando trovano lavoro, non sempre - ha denunciato il Pontefice - i profughi e gli immigrati incontrano accoglienza vera, rispetto, apprezzamento dei valori di cui sono portatori".

Nell’Angelus per la festa della Santa Famiglia, davanti a una piazza San Pietro gremitissima di fedeli, Bergoglio è tornato a parlare dell'emergenza immigrazione e ha invitato i cristiani ad accogliere le migliaia di immigrati che ogni settimana sbarcano sulle nostre coste. "Sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto, Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione drammatica dei profughi, segnata da paura, incertezza, disagi", ha riaffermato il Papa paragonando il dramma dei clandestini che lasciano la propria terra alla famiglia di Gesù che ha lasciato la propria casa per sfuggire dalla persecuzione di Erode. "Purtroppo - ha detto il Pontefice durante l'Angelus - ai nostri giorni, milioni di famiglie possono riconoscersi in questa triste realtà". E, ha continuato, "quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sè e per le proprie famiglie". Secondo papa Francesco, la fuga in Egitto a causa delle minacce di Erode mostra, appunto, che "Dio è là dove l’uomo è in pericolo, là dove l’uomo soffre, là dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e l’abbandono; ma è anche là dove l’uomo sogna, spera di tornare in patria nella libertà, progetta e sceglie per la vita e la dignità sua e dei suoi familiari".





Il teologo: "Francesco sbaglia, Gesù non era migrante"
Giuseppe Aloisi - Lun, 05/02/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 90516.html

Gesù come un migrante: Bergoglio, durante la Messa di Natale, aveva in qualche modo associato i due concetti. Il teologo Stramare smentisce la tesi

Gesù Cristo equiparabile a un migrante dei nostri tempi? "Maria e Giuseppe, per i quali non c'era posto, sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza.

Colui che nella sua povertà e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l'autentica libertà sono quelli che onorano e soccorrono la fragilità del più debole", aveva detto Papa Francesco durante l'omelia della Messa di Natale, il 24 dicembre scorso. E ancora: "Piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza, apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite. La tua tenerezza rivoluzionaria ci persuada a sentirci invitati a farci carico della speranza e della tenerezza della nostra gente", aveva aggiunto Bergoglio. Le frasi in questione erano state intepretate come un appello per l'approvazione dello ius soli e come un'equiparazione, appunto, della vicenda storica di Gesù a quella dei migranti diretti in Europa.

Antonio Socci aveva aspramente criticato le frasi del pontefice: "Oltretutto colpisce l'ignoranza. Qualcuno gli spieghi che Giuseppe stava portando la sua famiglia non in un pase straniero per motivi economici, ma nel suo stesso paese per il censimento, perché lui era originario di Betlemme. Quindi era a casa sua. E il versetto "non c'era posto per loro" si riferisce al fatto che nel caravanserraglio dove erano tutti non c'era un luogo appartato per partorire", aveva sottolineato su Facebook il giornalista di Libero. Bergoglio, insomma, avrebbe dottrinalmente forzato alcuni versetti del Vangelo pur di far passare Gesù per migrante. Il presepe di una parrocchia di Arcore, poi, aveva fatto altrettanto discutere. La parrocchia di sant'Eustorgio, infatti, aveva allestito una rappresentazione presepiale con Gesù, Giuseppe e Maria a bordo di una barca come "profughi tra i profughi".

Tarcisio Stramare, teologo, Oblato Giuseppino e biblista ha da poco rilasciato questa intervista a La Fede Quotidiana in cui chiarisce, dal punto di vista esegetico, la reale associabilità della figura del Cristo a un figlio di migranti della nostra epoca: "La Sacra Famiglia, come tutte quelle del tempo, del resto, si era mossa non spinta da motivi di migrazione, ma per rispondere al censimento, farsi registrare e pagare il tributo previsto, un atto di normale amministrazione allora", ha sottolineato Stramare. E ancora: "Il Vangelo è chiaro. Magari il riferimento è al successivo trasferimento in Egitto, però anche in quel caso non possiamo parlare di migranti". "Alla luce delle attuali categorie - ha aggiunto il biblista - l’ andata o meglio la fuga in Egitto, non sarebbe qualificabile come migrazione, al massimo la Sacra Famiglia sarebbe stata considerabile di rifugiati o esiliata. In tutta sincerità non amo, parlo per via generale, questi accostamenti con la stretta attualità e a categorie sociologiche o politiche. Oggi è di moda dire che tutti quelli che si muovono sono migranti ed esiste la tendenza a strumentalizzare Gesù e la stessa Sacra Famiglia a fini politici". L'interpretazione di Papa Francesco, insomma, non sarebbe corretta.



"Gesù non era un profugo", critiche all'omelia del Papa
Francesco Boezi - Mar, 26/12/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 77484.html

Gesù come simbolo dell'accoglienza negata: l'interpretazione di Papa Francesco fa discutere. Ecco chi contesta le parole di Bergoglio

Papa Francesco, durante l'omelia della Messa di Natale, ha ribadito come la storia di Gesù sia esemplificativa ai fini della solidarietà sociale e dell'accoglienza ai migranti:"Maria e Giuseppe, per i quali non c'era posto, sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza.

Colui che nella sua povertà e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l'autentica libertà sono quelli che onorano e soccorrono la fragilità del più debole", ha detto il Papa. Ma le affermazioni del pontefice non sono state condivise da tutti: "Non ci si può credere! E' veramente ossessionato! Anche nell'omelia di questo Natale il comiziante peronista obamiano invece di parlare di Gesù Cristo, parla dei migranti. Solo e sempre politica! Gli hanno ordinato di martellare su questo punto e lui da cinque anni bombarda quotidianamente", a parlare è Antonio Socci, che sul suo profilo Facebook ha aspramente criticato le parole del Papa. Il punto più contestato, però, è quello relativo all'affermazione secondo cui per Maria e Giuseppe "non c'era posto": "Oltretutto colpisce l'ignoranza. Qualcuno gli spieghi che Giuseppe stava portando la sua famiglia non in un pase straniero per motivi economici, ma nel suo stesso paese per il censimento, perché lui era originario di Betlemme. Quindi era a casa sua. E il versetto "non c'era posto per loro" si riferisce al fatto che nel caravanserraglio dove erano tutti non c'era un luogo appartato per partorire", ha chiosato il giornalista e conduttore televisivo. Il sottointesto è chiaro: Gesù - per i tradizionalisti - non è considerabile come un "profugo". L'intepretazione di Bergoglio - insomma - non sarebbe "valida" e Maria e Giuseppe, tornati in patria per via del censimento di Augusto, non sarebbero accomunabili ai migranti dei nostri tempi.

Il filosofo Diego Fusaro - invece - ha scritto che Papa Francesco si sta "mettendo al servizio" della "mondializzazione" e dello "sradicamento capitalistico". Per l'allievo di Costanzo Preve, il discorso del Papa: "sembra ispirarsi a Soros più che a Cristo". L'omelia di Bergoglio, per chi critica, è stata sostanzialmente uno "spot" per lo Ius soli e poco più. Già nel dicembre del 2013 - del resto - Papa Francesco aveva paragonato le storie drammatiche dei clandestini a quella di Gesù Cristo e della Santa Famiglia: "Sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto, Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione drammatica dei profughi, segnata da paura, incertezza, disagi" aveva detto il pontefice argentino. Per alcuni - però - il Papa sbaglia: una piccola polemica da social network o la nascita di una "teologia dell'immigrazionismo" ? Il tema dei migranti è stato protagonista anche durante questo Natale.



E no, Santità, Gesù non era un Profugo
Gianluca Veneziani

http://www.lintraprendente.it/2016/10/e ... un-profugo

Ormai non solo Dio è nei migranti, ma Cristo stesso sarebbe un profugo. È l’ennesimo capitolo del bergoglismo come ultima frontiera (e temiamo fase finale) del cattolicesimo: se i musulmani usano il Corano per convertire, Papa Francesco attinge al Vangelo per predicare l’accoglienza. Un modo di piegare la teologia all’ideologia terzomondista, la fede al multiculturalismo.

Nella sua ultima sortita in occasione dell’udienza del mercoledì, Bergoglio ha scomodato Gesù Cristo per sostenere l’urgenza della solidarietà ai migranti e lo stop a muri ed egoismi. “Ero straniero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito”, ha detto, citando Matteo 25 (35-36). Ma l’estraneità cui accenna Cristo in quel passaggio ha a che fare con la sua condizione divina, al suo essere straniero in senso metafisico, e al suo arrivare nudo tra noi, con le fattezze di un bimbo. Non ha nulla a che vedere con l’identità di migrante, con la provenienza da un Paese lontano o da un’altra cultura, né con la conseguente necessità di incentivare le migrazioni di massa o accogliere a tutti i costi.

Oltre a un’interpretazione teologica forzata, c’è anche un errore storico nell’associare l’immagine di Cristo a quella del Migrante. Se Gesù non è stato Profeta in patria, non è stato nemmeno Profugo altrove. Non è stato compreso, è stato imprigionato e infine ucciso, e nondimeno non ha mai pensato di abbandonare la terra natia o di fuggire dalle persecuzioni. Ha subito il martirio là dove era nato e cresciuto. E la stessa condizione di pellegrino cui si ispira il cristiano – quella dell’homo viator – ha una connotazione tutta spirituale, riguarda un cammino in direzione della salvezza dell’anima, non certo di uno spostamento continuo in cerca di pace o di migliori opportunità economiche.

Ma ciò che più indigna nel monito di Francesco è il suo continuo voler ricondurre il Verbo alla Cronaca, le parole di vita eterna ai problemi di attualità, di deformare la religione in sociologia, perdendo così la sua dimensione verticale, che riguarda il rapporto con la trascendenza. Il Papa parla di Dio, solo se lo riferisce alla disoccupazione, all’immigrazione, ai drammi umanitari. Lo espunge dall’unico aspetto di cronaca in cui pure il suo nome viene rivendicato sebbene in modo improprio, quello del terrorismo islamico. Per il resto lo adegua a faccende umane, troppo umane.

Sua Santità, vorremmo sentire parlare di Dio per faccende che riguardino la vita dopo la morte, la resurrezione delle anime, il destino finale dell’umanità, per le cose prime e ultime, cioè la ragione stessa per cui esiste la Chiesa e lei è è stato investito di quel ruolo. Vorremmo associare quelle tre lettere, DIO, alla Trinità e non alle Traversie umane. Vorremmo sentire, in quel nome, il Nome per eccellenza, e non un guscio vuoto, una Parola priva di senso, buona a indicare ogni cosa. Anche perché se Dio è ogni cosa– come credevano i panteisti – allora niente più è Dio.

Dio è una Persona, sua Santità, non tutte le persone diventano dio solo perché fuggono dai loro paesi. E allora ci faccia sentire l’eterno, l’afflato di cielo, chiamando Gesù, senza imprigionarlo ogni volta in vicende che hanno a che fare semmai col mare e la terra.




Ebrei, Israele, confini, legittima difesa, nazismo maomettano palestinese
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https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0187198759
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » sab dic 15, 2018 9:22 am

Gesù, Giuseppe e Maria come i profughi su una zattera nel mare. A Trento davanti alla chiesa il presepe dei migranti
15 dicembre 2018

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/ ... i-migranti

È comparso davanti la chiesa del Santissimo in corso Tre Novembre. Una Natività diversa e originale ma carica di simboli e significati

TRENTO. Un presepe che vuole richiamare il viaggio terribile che sono costretti a fare i migranti per attraversare il mare e raggiungere le coste italiane. E' apparso davanti la chiesa del Santissimo in Corso Tre Novembre.

Non si sa al momento chi sia stato l'autore di questa originale Natività ma già in tanti applaudono all'iniziativa che riporta l'attenzione sugli ultimi, su quelli che sono la parte più fragile della nostra società, su quelli che scappano da povertà e persecuzioni.

È stato usato un telo azzurro per creare il mare, una zattera di legno e sopra ci sono Giuseppe con un remo e Maria che accudisce un bambino che si trova all'interno a dei salvagenti di colore arancione che fungono da mangiatoia.

Il tutto è stato posizionato all'entrata della chiesa ed ha già destato molta curiosità tra i cittadini. L'immagine è già stata condivisa sui social network e già si annuncia polemica. Il presidente della Provincia, appena insediato, ha chiesto presepi e crocifissi nei luoghi pubblici e al tempo stesso ha cacciato dei richiedenti asilo da Trento. Qualcuno ha voluto ricordargli che Giuseppe e Maria erano a loro volta profughi in fuga da una persecuzione (QUI ANALISI).


Alberto Pento
Gesù Cristo l'ebreo, in Israele non era uno straniero, non era un profugo, non era un migrante economico né un migrante parassita o criminale, non era un clandestino, non era un terrorista arabo-palestinese, non era un nazista maomettano, era semplicemente e integralmente un ebreo di Israele come lo erano i suoi genitori e Israele è la terra degli ebrei come Gerusalemme è la loro capitale.
I preti che la raccontano diversamente sono dei mentitori, dei bestemmiatori, degli eretici, dei figli del demonio.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 16, 2018 9:07 pm

La fuga in Egitto della famiglia di Gesù dopo la nascita per timore che Erode l'uccidesse è un'ipotesi contradittoria e poco probabile, non confermata e comunque l'Egitto era una provincia romana e nessuno sa niente su dove e come la famiglia di Gesù abbia vissuto in Egitto.
Sicuramente la famiglia di Gesù, da profuga non avrebbe potuto vivere ospite o alle spalle degli egiziani e nemmeno praticando l'accattonaggio, il furto, la rapina e altri crimini contro gli egiziani e i romani che allora dominavano l'Egitto.



Il Papa sui migranti: "Si lasciano alle spalle situazioni pesanti"
Giuseppe Aloisi - Ven, 14/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 16531.html

Il Papa, parlando con gli artisti di Natale, torna ancora sui migranti e sulle loro sventure. Poi il discorso sulla natura migrante della Sacra Famiglia

Questo periodo dell'anno, da qualche tempo a questa parte, è divenuto ancor più centrale per il Papa, che usa sì celebrare il Natale, ma ribadisce pure, spesso e volentieri, la sua visione del mondo.

Anche oggi, nel dialogare con gli artisti che avranno modo di esibirsi in Vaticano la vigilia della Natività, Bergoglio ha voluto parlare di migranti.

"Il Natale quest'anno - ha dichiarato il pontefice argentino - , in particolare, ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo, migranti, profughi e rifugiati,in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici". Ma i fenomeni migratori, secondo il Papa, andrebbero interpretati anche alla luce di quello che queste persone sono costrette ad abbandonare: "Per lasciare tutto, casa, parenti, patria, e affrontare l'ignoto, bisogna avere patito una situazione molto pesante!".

Proprio ieri, parlando invece con degli ambasciatori presenti in Santa Sede per via delle Lettere Credenziali, Papa Francesco aveva parlato dell'accoglienza come di un "obbligo morale". C'è stato spazio anche per un po' di Cristologia. L'ex arcivescovo di Buenos Aires ha voluto rilevare ancora una volta la natura migrante della Sacra Famiglia: "Quando l'ira violenta di Erode si abbattè sul territorio di Betlemme, la Santa Famiglia di Nazareth - ha scandito - visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane".

Vale la pena evidenziare che questo punto della pastorale di Bergoglio è parecchio contestato da chi ritiene che la Sacra Famiglia potesse vantare nobili origini (stirpe di Re Davide; casta di Aronne), che si fosse recata a Betlemme per via di un censimento che riguardava pure terre e beni posseduti da Giuseppe e che i tre siano poi scappati in Egitto non per motivazioni di carattere economico.


Fuga in Egitto
https://it.wikipedia.org/wiki/Fuga_in_Egitto
La fuga in Egitto è un episodio dell'infanzia di Gesù. Tra tutti i libri che compongono il Nuovo Testamento canonico è riportato solo dal Vangelo secondo Matteo (2,13-23), in cui Giuseppe, assieme a Maria e Gesù neonato, fugge in Egitto dopo la visita dei Magi dopo aver appreso che re Erode il Grande intende far uccidere i bambini della zona (strage degli innocenti); l'episodio è presente anche in fonti non canoniche e in tradizioni della Chiesa copta.
Nel racconto del Vangelo secondo Matteo i Magi, si recano da re Erode il Grande a chiedergli dove trovare il neonato "Re dei Giudei"; i sacerdoti, consultate le Sacre Scritture, indicano ai Magi la città di Betlemme. Erode, timoroso che il bambino possa minacciare il suo trono, tenta di ucciderlo (2,1-8), ordinando la morte di tutti i bambini sotto i due anni (2,16-18). Ma dopo la visita dei Magi un angelo appare in sogno a Giuseppe e lo avverte del pericolo, dicendogli di prendere madre e figlio e recarsi in Egitto (2,13-14), cosicché Gesù poté scampare alla strage degli innocenti.
Dopo la morte di Erode, l'angelo appare di nuovo in sogno a Giuseppe per dirgli che possono tornare nella loro terra: Giuseppe, però, viene a sapere che in Giudea regna il figlio di Erode, Erode Archelao, e temendo per il bambino invece di tornare in Giudea, si reca con la famiglia a Nazaret, in Galilea.
Matteo non specifica la durata del soggiorno in Egitto, ma solo l'epoca della sua conclusione (dopo la morte di Erode, che è avvenuta nel 4 a.C.). Ritenendo che l'anno di nascita di Gesù sia compreso tra l'8 e il 4 a.C. (comunque prima della morte di Erode) con una maggiore preferenza per il 7-6 a.C., alcuni biblisti hanno ipotizzato che la durata più probabile della permanenza sia compresa fra due e tre anni e mezzo[1].
Oggi vari autori mettono in dubbio la storicità della fuga in Egitto, peraltro assente negli altri Vangeli canonici. Il racconto sarebbe servito anzitutto a spiegare come mai Gesù sia nato a Betlemme e cresciuto a Nazaret; la famiglia di Gesù si sarebbe stabilita in Galilea per ispirazione divina[3]. Inoltre avrebbe avuto una funzione teologica, quella di dimostrare agli Ebrei, a cui il Vangelo secondo Matteo era diretto, che Gesù era il nuovo Mosè e che in Lui si era avverata la profezia di Osea[4][5]. Secondo alcuni critici, il racconto di Matteo sarebbe una versione cristiana dell'haggadah di Mosè, che racconta come Mosè sia scampato alla morte dei neonati ebrei maschi decretata dal faraone. Gli studiosi più legati alla tradizione ritengono che le analogie esistenti tra Mosè e Gesù non siano un motivo sufficiente per negare la storicità dell'avvenimento raccontato da Matteo[3].
Secondo molti studiosi, comunque, le contraddizioni tra i due resoconti evangelici della Natività rendono storicamente inconciliabile la fuga in Egitto e la concomitante strage degli innocenti, descritte da Matteo[6], con quanto riportato da Luca[7]. Secondo, infatti, il Vangelo di Matteo, appena dopo la partenza dei Magi, Giuseppe fu avvisato in sogno da un angelo e fuggì subito in Egitto con la Sacra Famiglia e da qui - dopo la strage degli innocenti e la morte di Erode il Grande nel 4 a.C. - andò poi a Nazaret; secondo, invece, il Vangelo di Luca, poco oltre un mese dalla nascita - fatti la circoncisione e i riti della purificazione[8] in Gerusalemme - la Sacra Famiglia si stabilì subito a Nazaret: "Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret." [9].
Oltre a questa incongruenza, molti storici ravvisano anche una discordanza di oltre un decennio in merito all'anno di svolgimento dei due resoconti, il che renderebbe temporalmente inconciliabile la presenza di Erode - e conseguentemente gli eventi a lui legati, come appunto la fuga in Egitto - con l'episodio della Natività; il Vangelo di Matteo sostiene, infatti, che Gesù nacque prima della morte di Erode il Grande avvenuta nel 4 a.C., mentre il Vangelo di Luca sostiene che Gesù nacque nel 6 d.C., cioè l'anno del censimento di Quirinio. Gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme), ad esempio, considerano questi due resoconti inconciliabili e fanno rilevare come anche negli Atti degli Apostoli (At5,37) si sottolinei la concomitanza di tale censimento con la prima insurrezione di Giuda il Galileo, provocata proprio da questo evento nel 6 d.C.[10][11][12][13][14]


Al tempo della ipotetica fuga in Egitto della famiglia di Gesù, l'Egitto era una provincia romana
https://it.wikipedia.org/wiki/Egitto_(provincia_romana)
L’Egitto fu uno dei più importanti territori dell'Impero romano a partire dal 30 a.C., quando fu acquisito da Ottaviano Augusto, dopo la morte di Cleopatra d'Egitto.


«Con la legge di Salvini Gesù non si salvava da Erode»: bufera sul parroco
16 dicembre 2018

https://corrierefiorentino.corriere.it/ ... 6593.shtml

Agliana, l’omelia di don Tofani: il decreto sicurezza? Inutile fare il presepe se poi non accogliamo. Vescovi (Lega) all’attacco: faccia mea culpa

Agliana (Pistoia). «Bisogna ricordarsi che la famiglia di Gesù fu costretta, visto l’infanticidio ordinato da Erode, ad emigrare in Egitto. Ma non lo avrebbe potuto fare se ci fosse stata una legge sui migranti come c’è oggi in Italia». A dirlo durante l’omelia di domenica 16 dicembre è stato don Paolo Tofani, parroco di San Piero ad Agliana (Pistoia), suscitando subito la protesta del senatore della Lega Manuel Vescovi, che ha sollevato il caso dopo aver parlato con alcuni fedeli presenti alla messa. «Da cattolico sono rimasto sbalordito e fortemente amareggiato da quanto riferitomi da alcuni fedeli che hanno assistito alla messa officiata da don Paolo Tofani nella chiesa di San Piero ad Agliana — ha detto Vescovi — perché nel corso dell’omelia il prelato avrebbe detto che “Non ha importanza fare il presepe” e “se Salvini fosse esistito ai tempi di Cristo, Gesù Bambino sarebbe morto”». Lo stesso don Tofani ha poi spiegato cosa è successo. Nell’omelia «ho detto che bisogna ricordarsi che la famiglia di Gesù fu costretta, visto l’infanticidio ordinato da Erode, ad emigrare in Egitto, come ci dice il Vangelo. Ma non lo avrebbe potuto fare se ci fosse stata una legge sui migranti come c’è oggi in Italia — ha detto il sacerdote — Ho parlato anche della legge Salvini (il decreto sicurezza, ndr) dicendo che è inutile fare il presepe e poi ostentare segni cristiani se poi quando ci inchiniamo alla grotta di Betlemme non viviamo quello che Gesù ci ha insegnato cioè l’accoglienza, l’amore, la misericordia, la disponibilità al servizio». «I simboli — ha aggiunto don Tofani - contano se c’è dietro una vita». Vescovi, ex segretario della Lega toscana, lo attacca: «In pieno clima pre-natalizio dove tutti noi, prelati ovviamente compresi, dovremmo ancor di più puntare a rasserenare gli animi», quanto detto da don Tofani «è davvero fuori luogo ed auspichiamo che l’autore, qualora l’abbia detto, faccia immediatamente mea culpa».


Alberto Pento
Gesù Cristo in Israele era un indigeno ebreo magari eretico, vissuto e morto da ebreo ucciso dai romani.
Non era uno straniero, non era un rifugiato, un clandestino o un migrante parassita e criminale; Cristo non era arabo-palestinese e nemmeno nazi maomettano; Gesù Cristo era un ebreo a casa sua, perché Israele era ed è la terra degli ebrei.
Non è tanto sicuro che la famiglia di Gesù sia stata profuga in Egitto che all'epoca era provincia romana come Israele; quello che si può considerare certo è che la famiglia di Gesù, se profuga in Egitto, non fu parassita e non fu mantenuta dagli egiziani e nemmeno fu dedita al crimine e all'accattonaggio.
Un'altro fatto certo è che se un'ebreo di Israele, oggi, cercasse rifugio a Gaza o in Egitto verrebbe di sicuro cacciato o ucciso dai nazi maomettani che abitano questi paesi.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » ven dic 21, 2018 5:57 am

"Gesù era un perseguitato e non un migrante in cerca di diritti"
Francesco Boezi - Gio, 20/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... NHARo1Jtyw

Gesù era un cristiano perseguitato associabile alla figura di Asia Bibi e non a quella dei migranti in cerca di diritti. Il pensiero di don Alfredo Morselli su questa e altre tematiche

La vicenda storica di Gesù viene spesso accostata a quella dei migranti, ma non tutti ritengono che quest'associazione sia possibile.

Il tema in questione, le rappresentazioni presepiali e le questioni politiche sono al centro dell' intervista a don Alfredo Morselli che, come suo solito, non ha timore di rivelare quello che pensa, rischiando di finire nel novero degli ecclesiastici politicamente scorretti.

Don Alfredo, ci avviciniamo al Natale. Quindi ritorna la questione su "Gesù migrante". Cristo lo era?

"Cristo era un perseguitato, più simile ad Asia Bibi oppure ai cattolici traditi e svenduti al governo cinese, piuttosto che ai migranti a cui si vorrebbero concedere tutti i diritti...".

Cosa pensa della presenza delle barche dei migranti nei cosiddetti "presepi buonisti"?

"Per il credo anticristico, la religione non riguarda più Gesù in sè, così com'è, il Dio Bambino. Dato che i Vangeli dell'infanzia sono ormai ritenuti un mito e che non possiamo conoscere il Gesù storico, anzi, si pensa che ciò farebbe male alla fede, non rimane che il "Gesù secondo me", dove ognuno si sbizzarrisce. C'erano tanti poveri ai tempi di San Francesco, tanti lebbrosi ed emarginati, ma il Santo, nel suo presepe, ha messo Gesù al centro. 'Dai campi del ciel discese l'amor' per infiammare i cuori di una carità verso tutti. Non solo nei confronti di una categoria".

Sembra che una parte di Chiesa cattolica si stia organizzando per dare vita a un partito politico che si opponga alle istanze dei populisti. La ritiene una mossa sensata?

"È una mossa che assocerei alla sharia piuttosto che alle indicazioni della dottrina. La dottrina sociale comprende i 'principi di riflessione, i criteri di giudizio e le direttive di azione', ma non le risoluzioni pratiche e prudenti, che sono particolari, contingenti, la cui attuazione è compito dei laici. Questo dato presuppone quella che il cardinale Caffarra chiamava "fede pensata", contrapponendola alla "fede esclamata", cioè a una fede che si appoggia sul sentimento e che non ne vuole sapere di diritto naturale. Non volendo e non potendo, viste le scelte di fondo, distinguere e subordinare la politica alla fede pensata, abbiamo la falsa 'fede esclamata', che può generare il partito islamico dei vescovi, in cui lo sdoganamento dell'immigrazionismo senza limiti è tratto dalla fede esclamata come la sharia dal Corano".

Accogliere tutti è un diritto assoluto non derogabile?

"Posto il principio di solidarietà, rimane compito della legittima Autorità legiferare sul modo concreto di realizzare detto principio. La legge regolata dalla prudenza considera e armonizza tanti fattori, con circospezione, memoria e sagacia, alla ricerca del 'giusto mezzo'. È il vero discernimento, di cui tanto si parla oggi, che è invece fuori luogo per altre questioni di morale, come per per giustificare il peccato. Lo stesso discernimento che viene bandito come la peste quando si parla di migranti".

Si è da poco concluso il Sinodo dei vescovi sui giovani. Il prossimo si terrà in Amazzonia, dove dovrebbe essere affrontata la questione dei "viri probati". Cosa ne pensa?

"Penso che hanno fatto santi Paolo VI e Giovanni Paolo II, salvo poi gettare in fondo alla loro tomba i meravigliosi documenti che portano la loro firma sul celibato sacerdotale. Ma che cosa potranno mai dire i prelati delle lobby gay sul celibato?".

La Chiesa oggi vive una "crisi di credibilità". Se sì, perché?

"Solo Gesù può attrarre, solo Gesù poteva attrarre San Paolo tanto da fargli dire: 'Sono stato afferrato da Cristo; è il fascino di Gesù che afferra la Croce e si pone vessillo di tutti i buoni cristiani che sono i con-crocifissi con lui.
Una Chiesa che svende la Croce e non mette Gesù al primo posto, l'unico che merita, non attrae nessuno".

Cosa ne pensa dello scontro tra un pezzo della Chiesa cattolica e il ministro Salvini?

"Questo pezzo di Chiesa non sopporta la dottrina sociale; Matteo Salvini, senza procedere con beatificazioni di sorta, è quello che, in questo momento, si avvicina di più a questa. Un assunto che per alcuni rappresenta un rimorso, che li rode dentro. Le reazioni, del resto, sono emotive e senza uno straccio di argomento ".

Cosa si sente di dire, in vista della Natività, ai tanti cristiani perseguitati costretti a subire violenze nel mondo?

"Direi che come non c'era posto per Gesù nell'albergo, non c'è posto per Asia Bibi in Vaticano".




Alberto Pento
Gesù Cristo, non era un cristiano perseguitato dai nazi-maomettani come Asia Bibi, ma un ebreo un po' eretico (un po' fanatico ed esaltato che stando ai Vangeli si è creduto il Messia e Dio stesso in quanto figlio speciale di Dio o sua incarnazione e non semplice creatura di Dio, era un po' presuntuoso e idolatra), in forte contrasto con la maggioranza degli altri ebrei (farisei e sadducei), a volte a ragione a volte a torto; che poi è stato maltrattato, torturato e ucciso dagli invasori e dominatori romani. Nell'albergo non vi era posto semplicemente perché era pieno.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 23, 2018 3:50 am

Gesù Cristo era ebreo e Israele è la patria e la terra santa degli ebrei
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1130485153
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 7479998001
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mer dic 26, 2018 11:00 am

???


Ong, padre Zanotelli contro Salvini: "Mi vergogno. I migranti sono come Gesù di Nazareth"
Giovanna Stella - Sab, 22/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 20428.html

Padre Alex Zanotelli passa all'attacco di Matteo Salvini e propone di togliere il bambinello dal presepe perché "non accolto come i migranti"

La chiusura dei porti italiani alla ong spagnola Proactiva Open Arms non va proprio più giù ad alcuni (soliti) esponenti.

Dopo Gino Strada e Laura Boldrini, a mettere nel mirino Matteo Salvini è padre Alex Zanotelli. "Un sacrilegio chiudere i porti nel cuore del Natale - dice il missionario pacifista interpellato dall'Adnkronos -. Mi vergogno di questo Paese e di avere un governo del genere, che a Natale chiude i porti. Se non riusciamo a riconoscere Gesù di Nazareth nei migranti, che papa Francesco dice che sono la carne di Cristo, si fa un sacrilegio nel cuore del Natale".

Per padre Alex Zanotelli, quindi, Matteo Salvini e il governo giallo verde non riconoscono Gesù di Nazareth nei migranti. E da qui nasce tutta la sua indignazione, per questo invita la Chiesa a prendere una posizione netta: "Siamo davanti ad una situazione che ha dell'incredibile. È una bestemmia che Salvini si presenti con il rosario e non riconosca i crocifissi della storia. L'augurio che mi faccio è che la Chiesa italiana incominci ad essere dura nelle scelte perché ognuno si dice cristiano e fa le cose più assurde che sono contro il Vangelo. Ormai ci sono due Vangeli: quello del povero, Gesù di Nazareth e il Vangelo di Salvini, dell'odio e della chiusura dei porti. La Chiesa deve schierarsi, bisogna uscire con molta più forza su queste situazioni".

Ricapitolando: migranti come Gesù di Nazareth e il Vangelo di Salvini, dell'odio e della chiusura dei porti. Finita qui? Macché. Ci scappa pure il gesto simbolico del sacerdote: "Le chiese potrebbero fare il presepe senza il bambinello perché non è accolto. Ma, al di là dei gesti simbolo, bisogna lavorare o si rischia di andare verso una disumanizzazione e ci sbraneremo vicendevolmente. La vita vince nonostante tutto, il problema è che di mezzo ci vanno sempre i poveri". Tutto per padre Alex Zanotelli. Salvini, però, la pensa diversamente: "L'unico sacrilegio è aiutare i trafficanti di esseri umani, a Natale e tutto l'anno. Forse qualcuno rimpiange i miliardi del business dell'immigrazione, le migliaia di sbarchi e le migliaia di morti? Buon Natale".








Quel parroco che sciopera contro i fedeli a Natale
Giuseppe Aloisi - Dom, 23/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 20828.html

Un sacerdote della diocesi comasca ha annunciato una sorta di sciopero in vista di Natale. La diocesi interviene, riportando tutto alla normalità

Un parroco incaricato in una chiesa di Civo ha deciso di interrompere ogni attività parrocchiale.

A Natale succede pure questo. Don Riccardo Vaninetti, che è il consacrato in questione, non ha deciso di tenere l'edificio chiuso in protesta contro le politiche di Matteo Salvini, com'è stato annunciato per un altro caso, ma in virtù di contrasti nati con le persone che sono solite frequentare l'attività parrocchiale.

Secondo quanto riportato da Il Giorno, sullo sfondo potrebbe esserci una polemica relativa all'albero natalizio. Ma il sacerdote e i fedeli, si apprende, non sarebbero mai andati troppo d'accordo. La sensazione è che don Riccardo abbia semplicemente intenzione di cambiare aria. Il suo gesto, altrimenti, risulterebbe di difficile interpretazione.

La diocesi di Como, che non vuole farsi trovata impreparata in vista delle celebrazioni dei prossimi giorni, ha già predisposto una sostituzione in corsa: "La messa della domenica - hanno fatto sapere dall'episcopato lombardo deputato alla gestione del caso - è sempre stata celebrata e anche nei prossimi giorni festivi non verrà a mancare la liturgia eucaristica". Il Natale, insomma, non subirà alcun black out celebrativo.

Tornando all'episodio dell'albero, pare che i parrocchiani abbiano predisposto un allestimento al di fuori della chiesa in contemporanea con la celebrazione della Messa. Un atteggiamento che, per usare un eufemismo, non deve aver soddisfatto il parroco. Don Riccardo ha affisso un messaggio al di fuori del portone, comunicando la sospensione. "La Diocesi - hanno specificato da Como - si pone in atteggiamento di ascolto saggio e attento nei confronti del parroco, dei fedeli e della comunità, in un percorso di dialogo, di rispetto per affrontare insieme fatiche e difficoltà".

Comprensione per tutti, insomma, compreso il parroco scioperante. La sieda posizionata in prossimità dell'altare non resterà vacante.
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