I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:45 am

I paesi civili, di buona umanità difendono i loro confini, come ogni buon uomo fa con la propria casa e la sua proprietà
viewtopic.php?f=196&t=2800

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 3458729814



Non far del male ai tuoi concittadini, non tradirli, non lasciar che sia invaso il loro paese, non depredarli, non derubarli, non sottrarre e malversare le loro scarse risorse pubbliche, non calpestare il loro diritti umani e civili, non aumentare il loro enorme debito pubblico, non favorire l'immigrazione clandestina di chichessia specialmente dei nazisti maomettani e dei criminali africani che possono far loro un gran male. Non odiare la tua gente che è il tuo bene più grande, il tuo prossimo più vicino, l'altro più simile a te stesso.


Decido e scelgo io per me e non tu per me!

Decido io chi può entrare in casa mia e nel mio paese, non tu;
decido io se accogliere e ospitare o no e non tu;
decido io chi amare e per chi sacrificarmi, non tu;
decido io se e con chi essere solidale, non tu;
decido io chi sposare, con cui accoppiarmi e far figli, non tu;
decido io cosa pensare e cosa è bene e male per me, non tu;
decido io se da ammalato o da vecchio devo morire o no e non tu;
decido io per la mia vita e non tu!
Gli uomini liberi e i cittadini sovrani decidono loro per se stessi e la loro gente, mentre per gli schiavi decidono e scelgono sempre i loro padroni anche se debbono vivere o morire.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:46 am

Australia: primo barcone in 4 anni, migranti arrestati
2018/08/27

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/o ... e242f.html


Per la prima volta da quattro anni, una barca di migranti proveniente dal Vietnam è riuscita a raggiungere le coste dell'Australia. I migranti a bordo sono stati arrestati.
Il Paese aveva finora praticamente azzerato gli arrivi, impiegando le navi della marina per respingere i barconi e costringendo i richiedenti asilo a ripiegare in campi profughi in Papua Nuova Guinea e nell'isola di Nauru.
Una linea dura, portata avanti con una campagna battezzata 'No way', che è stata più volte citata come esempio virtuoso di gestione dei flussi migratori dalla Lega di Matteo Salvini.
Il ministro degli Interni del governo australiano Peter Dutton ha spiegato che diverse persone sono arrivate nell'Australia nord-orientale su una barca da pesca. Dutton ha attribuito l'episodio a una falla nella sorveglianza.
I migranti, in tutto 15 persone, sono stati arrestati, mentre la polizia sta verificando se a bordo dell'imbarcazione di fossero altri, riusciti a fuggire.



No way, la via australiana per l'immigrazione. Senza documenti in regola non si entra
Pierpaolo Piras

http://www.reportdifesa.it/no-way-la-vi ... n-si-entra

Canberra. Ultimamente il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha autorizzato l’attracco della nave “Diciotti” della Guardia Costiera italiana, al porto di Catania con a bordo 177 migranti, raccolti il 16 agosto a largo della Libia e vietando loro lo sbarco ad eccezione dei minori non accompagnati. Il Governo italiano si è prontamente mobilitato, senza sortire effetto, per la loro distribuzione nei Paesi della Unione europea.

L’occasione ha offerto un pretesto al titolare del Viminale per accusare, ancora una volta, l’Europa di insensibilità e di noncuranza del problema.

Il ministro ha espresso lo slogan “NO WAY” (in alcun modo) ispirandosi alle leggi vigenti in Australia nei confronti dell’immigrazione illegale.

La frase “No Way” è stata pronunciata, nel 2014, dal Generale Angus John Campbell (Australian Defence Force) in un , oggi celebre, filmato (https://www.youtube.com/watch?v=E6gZJCAs9W0 ) dove , su mandato del Governo australiano, uno dei passi più significativi (rivolti ai migranti senza documenti né visto) recitava così “Se viaggiate in mare verso l’Australia senza un visto, sappiate che non farete mai dell’Australia la vostra casa. Questo vale per tutti: famiglie, bambini, bambini non accompagnati, persone istruite e lavoratori specializzati. Non ci saranno eccezioni.”

In Australia, infatti, come anche in Italia, le leggi vietano l’ingresso e la circolazione di chiunque nel territorio nazionale senza documenti e senza visto di soggiorno.

La Marina Militare australiana ha il compito di far osservare queste disposizioni.

Le imbarcazioni intercettate vengono riportate nei Paesi di provenienza, specie nello Sri Lanka e nell’Indonesia, con i quali vigono specifici trattati per il respingimento dei clandestini. I restanti migranti vengono trasportati, per l’identificazione personale e l’esame delle domande di asilo, nelle isole di Manus (Nuova Guinea) e nella sperduta Nauru (la Repubblica indipendente più piccola del mondo).

Oggi come allora si è elevata una grande ed indignata reazione da parte delle forze di sinistra , accompagnata da altisonanti accuse di razzismo.

Essa ha una popolazione superiore di poco ai 24 milioni, quasi tutti residenti nelle regioni più orientali, fertili e piovose, distinti in ben 24 etnie tra le quali prevalgono quella anglosassone ed italiana. Per cui non è raro, a Sidney come a Perth, interloquire nella nostra lingua con nostri connazionali , anche di terza e quarta generazione. Chi volesse lavorare in questa nazione, necessita obbligatoriamente del “Working Holiday Visa” o dello “Skill Visa” secondo le programmazioni di lavoro del Governo nazionale o locale.

“No Way”, è il caso di ripeterlo, per altre possibilità. Fintanto che era una colonia britannica, nel 19° secolo, spopolata com’era, attuava la politica delle frontiere aperte. Dopo l’indipendenza da Londra (1901), chiuse le porte all’immigrazione, salvo riaprirle dopo la seconda guerra mondiale.

Secondo le condizioni su esposte, gli attuali rappresentanti dei principali partiti politici continuano a sostenere un vasto programma di immigrazione e sostengono di aborrire il razzismo. Ma questo cordiale spirito “bipartisan” è divenuto fattore di divisione tra le forze politiche, specie ora, in vista delle elezioni politiche che si terranno alla fine di quest’anno. Da quest’esito dipenderà anche la politica nazionale versi i migranti illegali.

In Italia c’è ben poco di sovrapponibile con l’Australia. In primis, nel Mar Mediterraneo non c’è neanche uno Stato disposto ad accogliere, per alcuna cifra di corresponsione, i migranti raccolti in mare.

In secundis, la grave mancanza di una politica estera da parte dell’Unione Europea di fronte a questo fenomeno epocale, di fronte al quale sta perdendo la faccia e, forse, anche un po’ di pudore. In ultimo, un’ importante parte della popolazione italiana, ma anche straniera, ha una concezione relativa sulla necessaria tutela dei confini geografici della propria nazione, valicabili da chiunque, facoltativamente o no, persino senza documenti come la legge, invece, prescrive.

Al momento la soluzione migliore rimane quella di impedire gli sbarchi clandestini. L’unica capace di azzerare l’affarismo della delinquenza organizzata degli scafisti.

È un obiettivo che riguarda l’intera Europa, non solo l’Italia!
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:47 am

I paesi incivili e di cattiva umanità non difendono i loro confini dalle invasioni, non difendono i loro cittadini, le loro donne le loro madri e i loro figli; non difendono la loro vita, la loro dignità, la loro libertà e la loro sovranità


La Spagna rispedisce in Marocco i migranti che hanno assaltato la frontiera
OFCS Report

https://ofcs.report/internazionale/la-s ... -frontiera

Rispediti in Marocco in tempo record. La Spagna ha respinto 116 migranti che mercoledì avevano assaltato la frontiera a Ceuta entrando illegalmente nel Paese. Secondo El Pais , l’operazione è stata resa possibile grazie a un trattato firmato tra i due Paesi nel 1992.

L’accordo con Rabat

Madrid, dunque, dopo il massiccio assalto del 26 luglio, quando 600 africani entrarono in Spagna, ha ripreso in mano l’accordo e ha contattato le autorità di Rabat. Il Marocco, infatti, si era impegnato a riammettere nel suo territorio, “su richiesta formale dell’autorità di frontiera spagnola”, i cittadini di paesi terzi che entrano illegalmente dal suo territorio. L’accordo, inoltre, stabiliva che entro un massimo di dieci giorni la Spagna rendesse effettiva l’espulsione.

Gli assalti compiuti da gruppi composti anche da 600 persone

Insomma, un respingimento arrivato dopo pochissime ore dall’ultimo assalto nel quale alcuni poliziotti sono rimasti feriti dal lancio di acido e calce viva da parte dei migranti. Una situazione che pare vada avanti da dicembre con assalti alla frontiera portati avanti da gruppi composti da 300 fino a 600 persone. Adesso, però, il governo spagnolo ha dovuto fronteggiare due episodi a distanza di meno di un mese e quindi ha deciso di correre ai ripari.

Il ruolo della mafia

L’accordo con il Marocco, stando a quanto riferito da El Pais, sarebbe stato utilizzato altre volte, ma fino ad ora rimasto segreto. Ma non solo. Il quotidiano riporta anche il contenuto di un rapporto della Guardia civil in cui si sostiene che dietro gli assalti dei migranti alla frontiera di Ceuta ci sia la mafia.







Kurz: «Dobbiamo difendere i confini, rimandare a casa i migranti irregolari»
di Flaminia Bussotti
Domenica 26 Agosto 2018

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/ ... 33519.html

La parabola politica di Sebastian Kurz, 32 anni domani, non ha eguali: a 25 sottosegretario, a 27 ministro degli Esteri e da dicembre 2017 cancelliere a 31 anni. Non avendo il suo partito Övp (Ppe a Strasburgo) la maggioranza assoluta, si è alleato con la Fpö di estrema destra. Alleanza che gli è valsa molte critiche. L’intervista con il Messaggero si è svolta al Ballhaus, la storica cancelleria che ospitò anche il principe Metternich. Come stanza di lavoro ha preferito però quella di un altro storico predecessore: Bruno Kreisky. Kurz incarna la quintessenza dello spirito viennese: modi squisiti, fare cerimonioso, eloquio garbatamente elusivo. Sembra la reincarnazione del tenente von Trotta nel magistrale affresco sulla monarchia asburgica “La marcia di Radetzky” di Joseph Roth. È stato fra i primi a criticare la Merkel sulla migrazione e il suo disegno è cambiare l’Austria. Molti scommettono che sarà a lungo il dominus della scena politica nazionale. Altri non escludono un brusco capitombolo se il partito, stanco del suo protagonismo, gli volterà le spalle.


Dopo la Diciotti, lei ha proposto la chiusura di tutti i porti Ue. La chiusura dei confini è la soluzione? Rimandare i migranti in Libia? Lasciarli affogare sarebbe oltretutto una violazione del diritto marino.
«Sarebbe non solo una violazione del diritto del mare ma anche una inconcepibile vergogna e una catastrofe morale. Per noi l’importante è che finiscano le morti nel Mediterraneo. La politica dell’accoglienza illimitata in Europa non ha diminuito i morti ma li ha fatti aumentare perché sempre più gente si è messa in moto, i trafficanti hanno aumentato i guadagni e i morti nel Mediterraneo sono aumentati. Con la svolta nella politica migratoria nell’Ue per fortuna ora muoiono meno persone. L’Austria è fra i Paesi che ha accolto più profughi. Ci battiamo per una soluzione europea che per me vuol dire difesa dei confini esterni, più aiuti sul posto, accoglienza legale attraverso i resettlement di coloro che noi vogliamo accogliere. Ma chi arriva illegalmente, dopo essere stato salvato, deve essere rimandato nel Paese di transito o di provenienza per poter mettere fine al mercato dei trafficanti».

L’Austria svolge temporaneamente il ruolo di presidente della Ue e il motto è “Europa che protegge“. Brexit, bilancio e migrazione in agenda: i paesi hanno posizioni diverse spesso opposte. Come raggiungere la quadratura del cerchio? Che risultato spera di ottenere al Consiglio del 20 settembre a Salisburgo: un documento comune? La revisione di Dublino?
«Non esistono soluzioni facili o veloci e la presidenza Ue ha possibilità molto limitate ma faremo del nostro meglio. Serve più unità. Vorrei una Ue dove il Nord non se la prende col Sud e l’Ovest non inveisce contro l’Est, e viceversa. Una Ue meno divisa che accetti di essere unita nelle diversità. Quanto al Consiglio del 20 mi aspetto si prosegua con la svolta di giugno. Ho lottato anni per un cambio di mentalità nella politica migratoria. Ovvero, anziché lasciare soli i singoli paesi, una soluzione comune; anziché una politica dei confini aperti, rafforzamento di Frontex; anziché accoglienza illimitata, lotta all’immigrazione illegale e più aiuti sul posto. La svolta impressa a giugno deve tradursi sul territorio, passo dopo passo, a cominciare da Frontex».

Lei viene paragonato a Macron: solo che per il presidente francese l’Europa è in cima all’agenda, mentre lei è amico dei paesi di Visegrad. Quale è la sua idea di Europa e dell’Austria nella Ue?
«È una impressione sbagliata. Non si tratta di farsi amico qualcuno, in Europa possiamo avere successo solo uniti. Per questo parlo anche con i partner dell’Est. Se non parliamo più dentro l’Ue dove arriveremo? E lo dico conscio delle divergenze su molte questioni. Voglio un’Europa della sussidiarietà, con più cooperazione sulle grandi questioni - politica di sicurezza, difesa, protezione dei confini esterni, politica monetaria e finanziaria, completamento del mercato interno – ma che si ritiri su questioni minori dove le regioni oltre agli Stati nazionali possono decidere meglio».

Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer vuole rimandare i profughi nei paesi di prima accoglienza. Con la Spagna ha raggiunto un accordo, e con l’Austria? Cosa farà Vienna se la Baviera rimanda indietro i migranti registrati in altro Paese? Li spedirà in Italia?
«Abbiamo chiarito la questione: l’Austria non solo ha quasi più profughi pro capite di tutti i membri dell’Ue, abbiamo assolto tutte le nostre responsabilità: non possiamo certo accollarci quelle per le quali non siamo responsabili. Ripeto, il tema è stato chiarito».

Quindi c’è accordo?
«No, non c’è un accordo con Seehofer, ma noi ci atteniamo agli accordi esistenti di Dublino».
Cioè, vanno rimandati indietro?
«Sì».

In caso di necessità conferma l’opzione di una chiusura del Brennero o il rafforzamento dei controlli?
«Se si verificheranno situazioni di emergenza, i governi sono chiamati ad agire, ma il nostro obbiettivo deve essere un’Europa senza confini interni, con confini esterni che funzionino. Per questo mi batto».

Il suo governo vuole la doppia cittadinanza per gli altoatesini. Dite di volere un accordo con l’Italia. Ma Roma è contro, Vienna a favore: quale può essere la soluzione? Andrete avanti anche contro Roma?
«Parliamo di doppia cittadinanza nello spirito delle regole dell’Unione europea. I governi del Sud Tirolo, Tirolo e Trentino sono cresciuti assieme con la crescita dell’Europa ed esiste un vivo scambio a vantaggio di tutti. La doppia cittadinanza di per sé non può essere vista male dall’Italia perché pure lei l’ha adottata in alcune regioni, in Slovenia, ma in ogni caso procederemo concordando i prossimi passi con l’Italia».

Su migrazione e doppio passaporto il premier Conte si è fatto vivo con voi. Con chi parla del tema, direttamente con lui, o Kompatscher? O è materia dei ministri degli interni, Kickl e Salvini?
«Ci sono chiare competenze e interlocutori. Il tema principale su cui siamo in contatto con l’Italia è la migrazione. Conte è il mio interlocutore diretto».

Lei critica la politica di Angela Merkel sui profughi, ha chiuso la rotta balcanica, ha buone relazioni con la Russia, ottime con i 4 di Visegrad. È realpolitik, solo critica all’Ue o ambizione a fare da mediatori con Mosca?
«L’Austria sta nel cuore dell’Ue, è fermamente ancorata in Europa occidentale ma ha da sempre buoni contatti con l’Est e ciò ci consente di fare da ponte nell’Ue, lo riteniamo un nostro compito. Il mio obiettivo è che le tensioni diminuiscano perché solo uniti possiamo essere forti come Unione europea. Con la Russia, la posizione dell’Europa è chiara: ci sono sanzioni per violazione del diritto internazionale per l’aggressione all’Ucraina, ma crediamo anche sia importante tenere aperto il dialogo nella speranza di arrivare a medio termine a una migliore convivenza sul nostro continente».

Seguite però una strada diversa dall’Ue: Putin era anche alle nozze della ministra degli esteri Kneissl. Una visita in piena presidenza molto criticata. Putin è stato considerato un amico di famiglia oppure una sorta di cavallo di Troia?
«Le sanzioni contro la Russia sono state rinnovate e l’Austria le appoggia perché non ci sono progressi nell’Ucraina dell’est e in Crimea. L’invito a Putin è stata una decisione della coppia di sposi».

Con Israele ci sono tensioni evidenti: una posizione infelice per il paese che ha raccolto l’eredità di Kreisky.
«Non è vero, il premier Netanyahu durante la mia visita in Israele ha avuto parole di gratitudine, entusiastiche, non si può certo parlare di tensioni. L’Austria è uno dei partner più stretti di Israele nell’Ue e da quando sono cancelliere ancora di più. La nostra responsabilità verso Israele a causa del nostro passato è solo ragion di Stato, siamo un partner forte in Europa».

Ma i ministri della Fpö non vengono ricevuti da Netanyahu.
«Israele ha delle riserve sulla Fpö, ma non cambia nulla nel rapporto con me e l’Austria».

La Fpö è suo partner di governo. La Övp è costretta a compromessi, ad esempio su diritti civili, antisemitismo e conti col passato? O anche il suo partito sta dirottando verso il populismo?
«Noi abbiamo vinto le elezioni ma senza maggioranza assoluta era necessaria una coalizione. Abbiamo un accordo di governo e portiamo professionalmente avanti il programma. La direzione è chiara: riduzione del carico fiscale, più sicurezza e ordine, lotta ai troppi regolamenti e assicurare un massimo di libertà alla gente. Su antisemitismo e atteggiamento verso il nostro passato non c’è posto per compromessi. Questo governo ha verso Israele una posizione più ferma di tutti i precedenti. Sulla lotta all’antisemitismo abbiamo misure molto decise, bisogna fare di più a livello europeo perché un’Europa dove gli ebrei non si sentono più sicuri non può essere la nostra Europa. È intollerabile che in molti Paesi europei gli ebrei se ne vadano perché non si sentono più sicuri. Offriamo la cittadinanza austriaca ai figli delle vittime della Shoah. È un gesto simbolico ma per noi molto importante che penso avrebbe dovuto essere fatto molto tempo fa».
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:49 am

I confini, le frontiere e i muri sono elementi essenziali dei valori-doveri-diritti umani naturali e universali, come la proprietà privata e pubblica (che non significa universale-globale).

La mia terra non è la tua terra. Chiudere i porti e presidiare ogni metro di costa.
viewtopic.php?f=194&t=2784
La terra è di tutti ma ognuno ha la sua terra e la deve difendere. Chiudere i porti e presidiare ogni metro di costa e di confine.

Prima del proprio diritto a emigrare, esiste il dovere di chiedere agli altri il permesso di essere accolti e il loro diritto di negarlo.
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 2023444339

Invadere la casa e il paese altrui non è un diritto, tanto meno è un diritto farsi accogliere e mantenere. Abusare dell'asilo politico e dell'aiuto umanitario è un crimine come è criminale farsi complici di chi invade la nostra casa e il nostro paese.


Muri, termini, confini e barricate, segni naturali e sacri di D-o
viewtopic.php?f=141&t=1919

La legittima difesa non solo è pienamente umana ma è anche pienamente cristiana e rientrante nei diritti e doveri umani naturali e universali
viewtopic.php?f=141&t=2540
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1356950777

Non deprediamo e non uccidiamo la nostra gente e i nostri figli
viewtopic.php?f=196&t=2605
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:49 am

Dementi irresponsabili


http://palermo.repubblica.it/cronaca/20 ... -204889254


Diciotti, i vescovi siciliani: "Pronti allo sciopero della fame"

Il delegato per le migrazioni della Conferenza episcopale dell'Isola: "Occorre mobilitarsi"
25 agosto 2018
16,5mila
Diciotti, i vescovi siciliani: "Pronti allo sciopero della fame"
"I vescovi di Sicilia si stanno interrogando sulla necessità di passare dalla riflessione ai fatti, meno proclami - pur importanti per risvegliare le coscienze - e più azioni fattive per liberare questi nostri fratelli. Dopo le belle riflessioni, occorre subito mobilitarsi: magari salendo sulla Diciotti e fare con loro lo sciopero della fame? O qualche altra iniziativa di solidarietà che manifesti il volto popolare di una Chiesa impegnata fattivamente su questo problema?". A dirlo è il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, delegato della Conferenza episcopale siciliana per le migrazioni, intervendo sulla situazione della nave della Guardia costiera attraccata da lunedì sera al porto di Catania, con a bordo 150 migranti, in attesa di essere sbarcati. Oggi a Catania è in programma un sit-in.

Una "provocazione" quella del vescovo di Noto, perché "si ridesti in noi l'umanità bella e buona del Vangelo". Il presule invita a una responsabile presa di coscienza. "L'umanità 'buona e vera' che Gesù ha introdotto nel mondo e che il cristianesimo ha portato in Europa (umanità che dentro processi magmatici ha costruito l'Europa e la sua unità culturale) - dice - ha come segno distintivo l'accoglienza, il prendersi cura, la condivisione del dolore di altri, l'immedesimazione (Edith Stein) che produce 'simpatia' ed 'empatia'".

"Questa umanità è l'anima dell'Europa e dell'Italia. L'Italia, che per mantenere la linea dura nei confronti dell'Europa insensibile e anestetizzata, nemmeno si commuove per lo sciopero della fame di 150 persone umane, nostri fratelli e amici, resterà ancora 'bella', ma ormai 'senz'animà. La perdita dell'anima sta già deturpando la bellezza del suo volto, costringendo milioni di cittadini a vergognarsi di appartenere alla nazione. Quale bellezza salverà l'Italia? Non c'è altra via che quella della solidarietà, 'nuovo nome della pace'".
25 agosto 2018
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:50 am

Tutto quello che viene dato a questa gente che ci invade dall'Africa e dall'Asia, è sottratto, estorto, rubato, malversato, ... ai cittadini italiani che sono i soli legittimi proprietari delle risorse dello stato italiano.
In tale modo i cittadini italiani a milioni e milioni, poveri e disoccupati, giovani precari che non possono fare un famiglia, famiglie che non arrivano a fine mese, lavoratori e imprese, malati, disabili e vecchi vengono così criminalmente deprivati di risorse fondamentali alla loro esistenza, al loro benessere, al loro futuro, al punto che taluni possono anche morirne; in violazione dei valori, dei doveri e dei diritti umani naturali, universali e civili.




Essere umani e buoni uomini e per chi ci crede anche sensati cristiani
viewtopic.php?f=141&t=2746
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Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:51 am

I “nuovi italiani” e quello strano bisogno di difenderci da un nemico che non esiste
maria corbi
2018/09/02
http://www.lastampa.it/2018/09/02/cultu ... agina.html

Cara Maria, questa notte non riuscirò a chiudere occhio per l’agitazione pensando a quello che mi attende domani mattina. Alle 10,30 giurerò e diventerò cittadina italiana. Un sogno che si avvera, una grande emozione, impensabile quando sono arrivata in Italia 17 anni fa. Era l’11 settembre del 2001, il mondo era sconvolto per il terribile attacco alle Torri Gemelle a New York. Sono nata in Perù 56 anni fa, avevo un diploma da infermiera ma con il piano di privatizzazioni dell’allora presidente Fujimori avevo perso il lavoro e non era stato facile trovarne un altro. Grazie a un amico tedesco sono venuta in Europa con un visto turistico. Volevo ricostruirmi un futuro e ho lavorato sodo. Ho fatto la collaboratrice familiare, ho cresciuto bambini, ho accudito anziani. Non sono mai stata senza lavoro e ho potuto dare una mano alla mia famiglia in Perù. Ho incontrato gente meravigliosa che mi ha aiutato, mi ha sempre trattato con rispetto, mi ha pagato i contributi, permettendomi di restare nel Paese, in regola con la legge. Ed è grazie a questi italiani che ho potuto chiedere la cittadinanza dopo dieci anni di lavoro in Italia. Il procedimento è durato 5 anni. Lo considero un premio per i miei sforzi, ma sono stata anche fortunata, perché ad altre mie amiche non è andata così bene. Tante sono costrette a pagarsi i contributi da sole se vogliono avere il permesso di soggiorno. Arriva meno gente ormai in Italia dal mio Paese e molti sono tornati a casa. Gli Stati Uniti sono il sogno per chi vive oggi in America Latina. Qui e in Europa non si trova più lavoro come nel passato e gli anziani con le loro pensioni fanno fatica a pagarsi una badante. A me è andata bene, ma oggi c’è un clima diverso in Italia. Domani, per la cerimonia del giuramento, mi metterò il vestito più bello che ho e mi prenderò un giorno di vacanza. Mi hanno detto che il tutto durerà solo pochi minuti, ma per me sarà una giornata indimenticabile. Ho potuto scegliere che coincidesse con il giorno del mio compleanno, perché quello è il regalo più bello che potessi farmi. Questo è il Paese che mi ha dato tanto, al quale sono riconoscente e nel quale ora potrò continuare a vivere da italiana.

Cara Alicia,
che bella questa lettera, che piacere leggere le parole di qualcuno che ha realizzato un sogno anche se a costo di grandi fatiche.
Auguri Alicia, benvenuta tra di noi, sei tu che stai facendo un regalo al nostro Paese, portando la tua positività, la tua tenacia, la tua capacità di andare avanti nonostante le difficoltà, il tuo entusiasmo per un Paese che non passa certo uno dei suoi momenti migliori. Purtroppo diviso da chi soffia con incoscienza (come minimo) sulle paure della gente senza pensare alle conseguenze.
Quando in una famiglia ci sono delle difficoltà la cosa peggiore che si può fare è quella di chiudersi, di pensare che rifiutando la realtà questa possa modificarsi. Invece si può cambiare il corso delle cose solo andando incontro al mondo con responsabilità. E la tua storia la dimostra.
Certo l’immigrazione incontrollata è un problema ma l’arrivo di nuovi italiani, di persone che scappano dalle difficoltà di casa loro cercando un nuovo domani nel nostro Paese sono una grande opportunità per tutti noi.
In un epoca di profili social falsi, di fake news, di una politica che manovra le emozioni delle persone attraverso il web, occorre recuperare obiettività. E lo si può fare solo con un rigoroso «fact checking» su quello che accade e raccontando storie vere di integrazione positiva. Raccontando anche che è vero che le coste italiane sono un punto di approdo per i barconi, ma le persone che sfidano la morte per fuggire da miseria e guerra poi non vogliono rimanere perché come dici tu purtroppo l’Italia non è più una terra promessa. E quindi diventa zona di transito verso mete più accoglienti e ricche. E mi sembra questo un problema su cui ragionare, visto che l’immigrazione, come dimostrano molti studi, genera più ricchezza di quanto ne sottragga.
Gli immigrati contribuiscono al Pil (si stima almeno il 10 per cento), e sono importanti per mantenere in piedi il sistema contributivo per le pensioni. Invece siamo solo qui a difenderci da un nemico che non esiste. Un «nemico» che aiuta gli anziani, che aiuta le mamme che lavorano, che viene sfruttato senza vergogna nei campi agricoli. Quindi grazie Alicia, e benvenuta tra di noi. Proud of you.



I disoccupati, i clandestini e i finti profughi disoccupati non aumentano il PIL e non pagano le pensioni ai pensionati.
È chiaramente una menzogna quello che raccontano certi fanfaroni che questi "migranti irregolari e nuovi disoccupati" possano contribuire con la loro disoccupazione ad aumentare il PIL e a pagare le pensioni dei pensionati.
viewtopic.php?f=194&t=1800

Parassiti, bugiardi, manipolatori dei diritti umani e ladri di vita ma che si propongono come presuntuosi e arroganti salvatori degli uomini e dell'umanità, solo che laddove questi operano spesso e volentieri la gente muore.
viewtopic.php?f=205&t=2668
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Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:52 am

Ora Salvini lancia la guerra ai centri di accoglienza
Luca Romano - Sab, 01/09/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 70444.html

Il ministro: "Chiuderemo il Cara di Mineo e il centro a Bagnoli". In Veneto svuotato quello di Cona. Obiettivo ridurre i costi

Matteo Salvini non si ferma. Il Viminale prepara un piano per dare una sforbiciata all'accoglienza partendo dalla chiusura di alcuni Cara e dimezzando le spese per la gestione dei migranti.

È stato lo stesso ministro degli Interni che annuncia le prossime mosse sul fronte migranti: "Possiamo garantire che non ci saranno più situazioni insostenibili, da Padova alla Sicilia. A questo proposito ricordo che al Cara di Mineo lavoriamo alla riduzione del numero di ospiti e dei costi, con l'obiettivo finale della chiusura. Mentre in Veneto il centro per immigrati di Cona sarà progressivamente svuotato e prevediamo di cessare l'attività di quello di Bagnoli. Il Comune di Agna, infine, potrà beneficiare di fondi compensativi per i disagi che ha sopportato negli ultimi anni di malgoverno Pd".

Di fatto l'obiettivo primario del Viminale è quello di ridurre i costi per la gestione dei centri di accoglienza. Una mossa che va di pari passo con la riduzione degli sbarchi sulle nostre coste come ha ricordato il titolare del Viminale: "Siamo orgogliosi di aver ridotto gli sbarchi in Italia al minimo storico degli ultimi cinque anni, così come ha certificato l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. In questo modo possiamo garantire che non ci saranno più situazioni insostenibili, da Padova alla Sicilia".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:54 am

Forza Salvini!

Matteo Salvini apre la busta della Procura in diretta: "Io indagato?" Scopriamolo insieme"
https://www.youtube.com/watch?v=s-PfKL4 ... ture=share

Grazie Salvini!

Gino Quarelo
Grazie Salvini, non sono leghista, sono un veneto indipendentista, erano 20 anni che non votavo e quest'hanno ti ho votato per bloccare l'invasione degli africani e dei nazi maomettani.

Gino Quarelo
Non "preoccuparti oltre misura" per i milioni malversati dalla Lega (dai suoi vecchi padroni parassiti e fanfaroni), pensa ai miliardi malversati dai sindacati e dalla chiesa cattolica e ai centinaia di milioni malversati dagli altri partiti. Cerca però di correggere questi difetti che in un paese civile non dovrebbero esserci.


Fondi Lega, Salvini: 'Processi politici'. Scontro con Md: 'Toni intimidatori'
2018/09/07

http://www.ansa.it/sito/notizie/politic ... d9933.html

Duro scontro tra il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e magistrati. In una intervista alla 'Stampa' il vicepremier va all'attacco parlando di un "processo politico senza precedenti" nei confronti della Lega. Dura la replica: "Sta cercando di intimidire i pm".

LE PAROLE DI SALVINI - "È chiaro che cercano di metterci i bastoni fra le ruote. E l'accusa di sequestro di persona, e l'abuso d'ufficio, e il sequestro dei conti... mi sembra che si stia esagerando. È evidente che qualcuno non si rassegna al fatto che Salvini sia al governo". Lo dice il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini in una intervista alla Stampa dopo la sentenza del Riesame che autorizza il sequestro di 49 milioni del Carroccio per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010. "Quello che sta subendo la Lega - afferma Salvini - è un processo politico senza precedenti. Anzi, sì, uno c'è: è successo qualcosa del genere in Turchia, quando a un partito fu sequestrato tutto il patrimonio prima ancora della condanna e poi la stessa magistratura fu costretta a restituirglielo. Ricordo - aggiunge - che c'è un garante della Costituzione che deve far rispettare i diritti politici di 60 milioni di italiani". Salvini precisa però di non appellarsi a Mattarella: "No - dice -, perché in realtà non chiedo niente a nessuno. Sono sereno. Mi piacerebbe soltanto che la magistratura di Genova, invece di correre dietro a soldi che non ci sono e a conti correnti italiani o esteri che pure non esistono, lavorasse più rapidamente, per esempio sulla strage del Ponte Morandi". In un colloquio con il Corriere della Sera, Salvini interviene anche sul nome del partito: "Lega siamo e Lega resteremo", precisa. "Io sono contento - dice poi sul ddl anticorruzione - che sia passato in Consiglio dei ministri il pacchetto contro corrotti e corruttori, è un bel segnale. Certo, però, che su quel provvedimento il Parlamento interverrà e modificherà", "alcuni passaggi del pacchetto - spiega - mettono sotto inchiesta sessanta milioni di italiani. Perché quando sulla base di un sospetto e senza prova dai la possibilità di intercettare, pedinare, ordinare questo è quest'altro, la preoccupazione è legittima".

LA REPLICA DI MD - "L'accusa alla magistratura di intervenire per scopi politici e di agire per ribaltare le scelte compiute democraticamente dagli elettori ha una portata eversiva, e realizza una grave interferenza rispetto all'esercizio delle prerogative che alla giurisdizione spettano a tutela dei diritti e della legalità". Così Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, replica alle dichiarazioni di Matteo Salvini sul sequestro dei fondi alla Lega, parlando di toni e contenuti "intimidatori". "Non siamo di fronte alla valutazione critica di provvedimenti e di iniziative giudiziarie che in uno Stato di diritto è legittima ed essenziale, ma ad affermazioni inaccettabili, che evidenziano toni e contenuti intimidatori", affermano in una nota la segretaria di Md Mariarosaria Guglielmi e il presidente Riccardo De Vito. "Contrapporre l'accertamento giudiziario alla volontà espressa dal consenso elettorale - aggiunge - significa riproporre una visione falsamente democratica del potere come immunità dal controllo di legalità, svolto da un'autorità giudiziaria indipendente". "La magistratura - assicurano - è consapevole e attenta ai limiti delle sue funzioni e non si interessa di chi esercita la funzione di indirizzo politico. Come in passato, temiamo la pretesa di esercitarla al di fuori dei vincoli che pone la Costituzione a tutela dell'eguaglianza di tutti di fronte alla legge e dell'indipendenza della magistratura".

Martina, da Salvini parole eversive - "Le parole che il ministro dell'Interno continua a usare verso la Magistratura sono gravissime ed eversive e sono contro lo Stato e la Costituzione su cui ha giurato. Nonostante la sua smania di potere si ricordi che nessuno, nemmeno lui, è al di sopra della Legge". Così il Segretario del Partito democratico Maurizio Martina.

I legali Giovanni Ponti e Roberto Zingari hanno lasciato la sede della Lega in via Bellerio, a Milano, dove è presente anche Giancarlo Giorgetti, vice segretario del Carroccio e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Gli avvocati si stanno preparando a presentare il ricorso per Cassazione contro il provvedimento del riesame che ha dato il via libera al sequestro preventivo per equivalente di 49 milioni di euro.

Gino Quarelo
Forza Salvini! Magistratura Ademocratica ed eversiva che cerca di intimidire un Ministro della Repubblica eletto dal popolo per fare proprio quello che sta facendo. Io mi dichiaro complice di Salvini, io sono un cittadino sovrano che con il voto ho dato mandato a Salvini di fare quello che sta facendo. Gradirei che questi magistrati eversori indagassero anche me e tutti coloro che hanno votato Salvini per fare quello che sta facendo.

Questi di Magistratura Ademocratica si sono mai preoccupati di fare un controllo approfondito della legalità dei comportamenti e dei provvedimenti dei precedenti governi a favore dell'invasione dei clandestini, dell'accoglienza e dell'ospitalità indiscriminata, a danno dei cittadini italiani ed europei?


Gino Quarelo
I magistrati non sono angeli della giustizia divina, sono solo esseri umani che possono sbagliare e fare del male come tutti gli altri e come dimostra la storia sbagliano e fanno del male spesso e volentieri. Molti abusano della loro funzione per compiere atti criminali, fare politica eversiva e di parte, per perseguitare, neutralizzare e intimidire gli avversari e i concorrenti politici. Essere indagati da uno di questi è senz'altro un onore e motivo di orgoglio per chi fa il proprio dovere e difende il suo paese e i suoi concittadini.


Il precedente gravissimo della sentenza di Genova
L'Opinione delle Libertà - Arturo Diaconale
2018/09/07

http://www.opinione.it/editoriali/2018/ ... berlusconi

Ma un provvedimento cautelare frutto di una sentenza di primo grado appellata può bloccare l’attività di una qualsiasi formazione politica e non solo del partito che in questo momento pare essere quello che gode del maggior consenso nel Paese? È sbagliato porre la questione sollevata dalla sentenza del Tribunale del Riesame di Genova come un problema riguardante solo la Lega di Matteo Salvini. La questione è molto più alta e non riguarda nemmeno il tema della superiorità della politica sulla giustizia o del contrario, ma quello del funzionamento della democrazia liberale.

Luigi Di Maio, ormai abituato a pronunciare banalità a raffica, può anche liquidare la faccenda ripetendo il mantra ipocrita del giustizialismo più becero secondo cui le sentenze si rispettano. Ma, a parte la considerazione che se dovesse essere rispettata fino in fondo la sentenza genovese dovrebbe indurre il Movimento Cinque Stelle a interrompere la collaborazione di governo con la Lega all’insegna che non si governa insieme con i truffatori (non è forse vero che i grillini hanno posto la pregiudiziale contro Silvio Berlusconi in nome delle sentenze di colpevolezza del Cavaliere?), la banalità di Luigi Di Maio non coglie la caratteristica più grave del sequestro dei conti leghisti.

La sentenza genovese è un precedente. Che apre la strada alla possibilità di espellere dalla scena politica democratica qualsiasi forza politica applicando la regola della responsabilità collettiva invece che quella personale sul terreno patrimoniale. La sentenza che parte dalla condanna a due anni di Bossi e a quattro del tesoriere Belsito condanna l’intera comunità della Lega, passata, presente e futura, a non potere compiere alcuna iniziativa di natura politica fino alla concorrenza dei 49 milioni di euro. Ma questa sentenza che oggi colpisce il movimento leghista domani potrebbe trovare una nuova applicazione nei confronti di qualsiasi altra formazione politica. Anche dello stesso Movimento Cinque Stelle, magari in seguito a una qualche indagine di natura patrimoniale causata da qualche denuncia sulle tante donazioni che militanti e simpatizzanti di varia natura versano nelle casse grilline.

Una delle regole indicate da Giovanni Falcone per la lotta alla mafia era di colpire i patrimoni. Se i partiti sono considerati delle mafie quella regola può anche essere applicata alla politica. Ma, come aveva capito lo stesso giudice Falcone, se passa questa generalizzazione la democrazia liberale è colpita a morte!



Casa d'intolleranza
Marcello Veneziani
MV, Il Tempo 7 settembre 2018

http://www.marcelloveneziani.com/artico ... tolleranza

La sinistra è oggi la principale casa d’intolleranza funzionante a pieno regime. Benché sconfitta nelle urne e minoritaria nel Paese, esercita la sua intolleranza sui vivi e sui morti, sugli eletti e sui non allineati al politically correct, usa il passato come un’arma per colpire il presente, pone veti e divieti, minaccia chi esprime opinioni difformi presentandole come reati, grazie a leggi ad hoc che risalgono ai suoi governi. Si serve delle truppe d’assalto dei media e delle forze corazzate dei magistrati per mettere sotto scacco e fuori legge i suoi nemici. È una casa d’intolleranza che istiga alla prostituzione ideologica.

La riflessione mi è maturata ieri in seguito a un piccolo ma ennesimo episodio significativo. Mi hanno telefonato dalla Rai per chiedermi di partecipare a un programma sulla destra, l’estremismo e l’intolleranza. Occhio al tema, già dice tutto. Volevano che io facessi il salame di destra in un sandwich di sinistra, avendo un tema che già da sé suggerisce la soluzione. Si parla di destra e l’associazione di idee diventa associazione a delinquere. Eppure la destra è politicamente maggioranza nel paese, la destra è storicamente senso dello Stato e della Nazione, la destra è culturalmente tradizione e civiltà, ordine e sicurezza. Poi può essere cento altre cose, belle, brutte, accettabili, pessime. Ma per loro invece la destra è quella, estremismo e intolleranza. Punto. A parti rovesciate io non avrei mai pensato di invitare un pensatore di sinistra a un programma dedicato al tema sinistra, estremismo e intolleranza, perché so bene che non si possono ridurre le categorie politiche a stereotipi negativi e assoluti; bisogna distinguere, capire, paragonare. Ma quando ti trovi per una vita invitato a parlare di destra dopo un episodio di violenza, in relazione al razzismo e all’intolleranza, a proposito di estremisti o da stadio, allora anche tu, che ritenevi di essere mite e civile, dialogante e rispettoso, ti togli gli occhiali e cominci a mandarli ferocemente a farsi fottere.

Ma basta con questi processi sommari. Suonatevela e cantatevela tra voi, nella vostra setta. Basta a considerare chi non la pensa come voi come un delinquente. Perché a questo punto delinquenti siete voi che usate la legge e l’illegalità a intermittenza, quando vi serve l’una o vi serve l’altra; che usate la democrazia quando vi fa comodo, salvo negarla quando vi dà torto a suon di voti; che usate la storia per stabilire una linea di demarcazione tra la razza dei giusti (la vostra) e la razza dei criminali (la destra). Voi che riducete i vostri avversari a criminali. Per voi è democratico Macron che ha gli indici di consenso più bassi nella storia della repubblica francese, e non è democratico Orban che ha accresciuto ancora i suoi consensi popolari alle ultime votazioni.

So già l’obiezione: non è vero, noi stimiamo quelli di destra per bene. Quali sono i criteri per definire uno di destra “per bene”? È uno che vive con senso di vergogna o di colpa l’essere di destra, lo dice chiedendo indulgenza come se avesse un handicap; uno che è perdente nel confronto con la sinistra o uno di destra che è contro la destra vigente. Allora per voi è uno per bene. Vi faccio un esempio. Da giorni leggo elogi funebri per il conservatore McCain. Era perfetto per loro. Aveva perso contro la sinistra di Obama, era nemico della destra vincente di Trump. Ed è morto. L’uomo di destra ideale per loro.

Basta, non voglio più partecipare ai vostri dibbbattiti, non voglio fare la foglia di fico alle vostre porcate. Da anni fingete che non esistono idee di destre, autori di destra, libri di destra – e uso la parola destra solo per semplificare, so che spesso non è quella giusta – e viceversa vi occupate di destra solo se si parla di leggi razziali, busti del duce, intolleranza, estremismo, via i negri e gli zingari, ecc. E allora io non vengo a farvi da alibi e da conferma che il tema della destra è questo. Quando imparerete a capire che la destra non è solo paura dello straniero e ostilità verso il clandestino ma è amor patrio e rispetto per la civiltà, senso dello Stato e della Nazione, difesa della lingua e dell’educazione, senso del diritto unito a senso del dovere, ordine e libertà, sicurezza e responsabilità; e quando capirete che a destra c’è chi pensa, chi scrive e non mena mazzate alla cieca o fa rutti e scoregge, allora potremo riprendere a parlare. Quando nei festival di filosofia, di pensiero e di politica riterrete utile confrontarvi, allora io verrò. Per i fatti di cronaca nera o giudiziaria chiamate al mio posto il maresciallo o uno spacciatore.

Riprenderemo a parlarci quando chiuderete le vostre case d’intolleranza.
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I paesi civili e di buona umanità, difendono i loro confini

Messaggioda Berto » mer set 19, 2018 7:54 am

Perché la magistratura non ha indagato i precedenti governi per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e per malversazione dei diritti civili e dei beni pubblici e comuni dei cittadini italiani;
perché hanno omesso di indagare le ONG, le associazioni come la Caritas e altre, per gli stessi delitti;
perché non hanno considerato l'abuso della legge sul soccorso in mare come uno strumento di costrizione e di ricatto per indurre al salvataggio, all'accoglienza e all'ospitalità non dovute, a spese e a danno dei cittadini italiani e delle loro precarie e scarse risorse;
perché hanno consentito per anni la complicità dei governi, delle ONG, dell'Europa, del Vaticano, della Chiesa Cattolica (della CEI e del Papa), delle associazioni italiane proclandestini, a questo traffico di esseri umani condotto dagli scafisti libici e maomettani in generale?
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