Mostruosità italiane o italiche

Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » mar feb 20, 2018 8:16 pm

ECCO QUANTO HA RUBATO LA FAMIGLIA AGNELLI IN 100 ANNI AGLI ITALIANI!
La verità di Ninco Nanco
Come gli Agnelli hanno rapinato l’Italia lungo un intero secolo
Articolo di Marx21

http://laveritadininconaco.altervista.o ... i-italiani

Gioanin lamiera, come scherzosamente gli operai chiamavano l’Avvocato, ha succhiato di brutto; ma prima di lui ha succhiato suo padre; e prima di suo padre, suo nonno Giovanni. Giovanni Agnelli Il Fondatore. Hanno succhiato dallo Stato, cioè da tutti noi.
È una storia della Fiat a suo modo spettacolare e violenta, tipo rapina del secolo, questa che si può raccontare – alla luce dell’ultimo blitz di Marchionne – tutta e completamente proprio in chiave di scandaloso salasso di denaro pubblico. Un salasso che dura da cent’anni. Partiamo dai giorni che corrono. Per esempio da Termini Imerese, lo stabilimento ormai giunto al drammatico epilogo (fabbrica chiusa e operai sul lastrico fuori dai cancelli). Costruito su terreni regalati dalla Regione Sicilia, nel 1970 inizia con 350 dipendenti e 700 miliardi di investimento. Dei quali almeno il 40 per cento è denaro pubblico graziosamente trasferito al signor Agnelli, a vario titolo. La fabbrica di Termini Imerese arriva a superare i 4000 posti di lavoro, ma ancora per grazia ricevuta: non meno di 7 miliardi di euro sborsati pro Fiat dal solito Stato magnanimo nel giro degli anni. Agnelli costa caro. Calcoli che non peccano per eccesso, parlano di 220 mila miliardi di lire, insomma 100 miliardi di euro (a tutt’oggi), transitati dalle casse pubbliche alla creatura di Agnelli.
Nel suo libro – “Licenziare i padroni?”, Feltrinelli – Massimo Mucchetti fa alcuni conti aggiornati: «Nell’ultimo decennio il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente. L’aiuto più cospicuo, pari a 6059 miliardi di lire, deriva dal contributo in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno in base al contratto di programma stipulato col governo nel 1988».
Nero su bianco, tutto “regolare”. Tutto alla luce del sole. «Sono gli aiuti ricevuti per gli stabilimenti di Melfi, in Basilicata, e di Pratola Serra, in Campania». A concorrere alla favolosa cifra di 100 miliardi, entrano in gioco varie voci, sotto forma di decreti, leggi, “piani di sviluppo” così chiamati. Per esempio, appunto a Melfi e in Campania, il gruppo Agnelli ha potuto godere di graziosissima nonché decennale esenzione dell’imposta sul reddito prevista ad hoc per le imprese del Meridione.
E una provvidenziale legge n.488 (sempre in chiave “meridionalistica”) in soli quattro anni, 1996-2000, ha convogliato nelle casse Fiat altri 328 miliardi di lire, questa volta sotto la voce “conto capitale”. Un bel regalino, almeno 800 miliardi, è anche quello fatto da tal Prodi nel 1997 con la legge – allestita a misura di casa Agnelli, detentrice all’epoca del 40% del mercato – sulla rottamazione delle auto. Per non parlare dell’Alfa Romeo, fatta recapitare direttamente all’indirizzo dell’Avvocato come pacco-dono, omaggio sempre di tal Prodi.
Sempre secondo i calcoli di Mucchetti, solo negli anni Novanta lo Stato ha versato al gruppo Fiat 10 mila miliardi di lire. Un costo altisssimo è poi quello che va sotto la voce”ammortizzatori sociali”, un frutto della oculata politica aziendale (il collaudato stile “privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite”): cassa integrazione, pre-pensionamenti, indennità di mobilità sia breve che lunga, incentivi di vario tipo. «Negli ultimi dieci anni le principali società italiane del gruppo Fiat hanno fatto 147,4 milioni di ore di cassa integrazione – scrive sempre Mucchetti nel libro citato – Se assumiamo un orario annuo per dipendente di 1.920 ore, l’uso della cassa integrazione equivale a un anno di lavoro di 76.770 dipendenti. E se calcoliamo in 16 milioni annui la quota dell’integrazione salariale a carico dello Stato nel periodo 1991-2000, l’onere complessivo per le casse pubbliche risulta di 1228 miliardi». Grazie, non è abbastanza. Infatti, «di altri 700 miliardi è il costo del prepensionamento di 6.600 dipendenti avvenuto nel 1994: e atri 300 miliardi se ne sono andati per le indennità di 5.200 lavoratori messi in mobilità nel periodo». Non sono che esempi. Ma il conto tra chi ha dato e chi ha preso si chiude sempre a favore della casa torinese. Ab initio. In un lungo studio pubblicato su “Proteo”, Vladimiro Giacché traccia un illuminante profilo della storia (rapina) Fiat, dagli esordi ad oggi, sotto l’appropriato titolo”Cent’anni di improntitudine.

Ascesa e caduta della Fiat”. Nel 1911, la appena avviata industria di Giovanni Agnelli è già balzata, con la tempestiva costruzione di Motori per navi e sopratutto di autocarri, «a lucrare buone commesse da parte dello Stato in occasione della guerra di Libia». Non senza aver introdotto, già l’anno dopo, 1912, «il primo utilizzo della catena di montaggio», sulle orme del redditizio taylorismo. E non senza aver subito imposto un contratto di lavoro fortemente peggiorativo; messo al bando gli “scioperi impulsivi”; e tentato di annullare le competenze delle Commissioni interne. «Soltanto a seguito di uno sciopero durato 93 giorni, la Fiom otterrà il diritto di rappresentanza e il riconoscimento della contrattazione collettiva» (anno 1913). Anche il gran macello umano meglio noto come Prima guerra mondiale è un fantastico affare per l’industria di Giovanni Agnelli, volenterosamente schierata sul fronte dell’interventismo. I profitti (anzi, i “sovraprofitti di guerra”, come si disse all’epoca) furono altissimi: i suoi utili di bilancio aumentarono dell’80 per cento, il suo capitale passò dai 17 milioni del 1914 ai 200 del 1919 e il numero degli operai raddoppiò, arrivando a 40 mila.

«Alla loro disciplina, ci pensavano le autorità militari, con la sospensione degli scioperi, l’invio al fronte in caso di infrazioni disciplinari e l’applicazione della legge marziale». E quando viene Mussolini, la Fiat (come gli altri gruppi industriali del resto) fa la sua parte. Nel maggio del ’22 un collaborativo Agnelli batte le Mani al “Programma economico del Partito Fascista”; nel ’23 è nominato senatore da Mussolini medesimo; nel ’24 approva il “listone” e non lesina finanziamenti agli squadristi.

Ma non certo gratis. In cambio, anzi, riceve moltissimo. «Le politiche protezionistiche costituirono uno scudo efficace contro l’importazione di auto straniere, in particolare americane». Per dire, il regime doganale, tutto pro Fiat, nel 1926 prevedeva un dazio del 62% sul valore delle automobili straniere; nel ’31 arrivò ad essere del 100%; «e infine si giunse a vietare l’importazione e l’uso in Italia di automobili di fabbricazione estera». Autarchia patriottica tutta ed esclusivamente in nome dei profitti Fiat. Nel frattempo, beninteso, si scioglievano le Commissioni interne, si diminuivano per legge i salari e in Fiat entrava il “sistema Bedaux”, cioè il “controllo cronometrico del lavoro”: ottimo per l’intensificazione dei ritmi e ia congrua riduzione dei cottimi. Mussolini, per la Fiat, fu un vero uomo della Provvidenza. E’ infatti sempre grazie alla aggressione fascista contro l’Etiopia, che la nuova guerra porta commesse e gran soldi nelle sue casse: il fatturato in un solo anno passa da 750 milioni a 1 miliardo e 400 milioni, mentre la manodopera sale a 50 mila. «Una parte dei profitti derivanti dalla guerra d’Etiopia – scrive Giacché – fu impiegata (anche per eludere il fisco) per comprare i terreni dove sarebbe stato costruito il nuovo stabilimento di Mirafiori». Quello che il Duce poi definirà «la fabbrica perfetta del regime fascista». Cospicuo aumento di fatturato e di utili anche in occasione della Seconda guerra mondiale. Nel proclamarsi del tutto a disposizione, sarà Vittorio Valletta, nella sua veste di amministratore delegato, a dare subito «le migliori assicurazioni. Ponendo una sola condizione: che le autorità garantissero la disciplina nelle fabbriche attraverso la militarizzazione dei dipendenti». Fiat brava gente. L’Italia esce distrutta dalla guerra, tra fame e macerie, ma la casa torinese è già al suo “posto”. Nel ’47 risulta essere praticamente l’unica destinataria dell’appena nato “Fondo per l’industria meccanica”; e l’anno dopo, il fatidico ’48, si mette in tasca ben il 26,4% dei fondi elargiti al settore meccanico e siderurgico dal famoso Piano Marshall. E poi venne la guerra fredda, e per esempio quel grosso business delle commesse Usa per la fabbricazione dei caccia da impiegare nel conflitto con la Corea. E poi vennero tutte quelle autostrade costruite per i suoi begli occhi dalla fidata Iri. E poi venne il nuovo dazio protezionistico, un ineguagliabile 45% del valore sulle vetture straniere… E poi eccetera eccetera. Mani in alto, Marchionne! Questa è una rapina.
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » mer feb 28, 2018 7:12 pm

Sergio Brandini

https://www.facebook.com/rivogliobologn ... 2999666259

PAZZESCO!!! Lo Stato gli deve 4 MILIONI DI EURO. Non viene pagato, la ditta fallisce e la banca gli PORTA VIA LA CASA!!

Ma che Stato è uno Stato che non tutela i propri cittadini, ma che invece gli porta via tutto?!?


Caso Sergio Bramini, l'imprenditore di Monza fallito "per colpa dello Stato". Atteso lo sfratto a minuti. Cittadini si legano davanti la casa
https://www.facebook.com/localteamtv/vi ... 7218429222

https://www.facebook.com/leiene/videos/ ... 3624120530
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » lun mar 19, 2018 11:24 pm

"Cacciano" i parcheggiatori abusivi che assediano i cittadini: denunciati 13 militanti di Casapound
2018/03/18

http://www.riscattonazionale.net/2018/0 ... -casapound

Ancora una volta la legge sta dalla parte dei delinquenti e si accanisce contro chi “osa” difendersi. Tredici patrioti di Casapound sono stati denunciati per aver cacciato i parcheggiatori abusivi al mercato di piazza del Foro Boario a Chivasso lo scorso 24 febbraio. Gli esponenti della Pac per una frecciata sono accusati di violenza, usurpazione di potere e manifestazione non autorizzata. Una follia.

Tredici esponenti di Casapound sono stati denunciati in questi giorni, a metà marzo 2018, per manifestazione non autorizzata, violenza privata e usurpazione di funzioni dopo una manifestazione contro i parcheggiatori abusivi tenutasi lo scorso 24 febbraio al mercato di Chivasso, in piazza del Foro Boario.

Gli esponenti di estrema destra erano stati identificati dagli agenti della Digos. “I posteggi sono ostaggi di chi chiede il pizzo per un posto auto. Le istituzioni se ne fregano”, aveva attaccato il gruppo. Il loro comportamento, però, è stato ritenuto contrario alla legge.

“Non è stato torto un capello a nessuno – dice Matteo Rossino, esponente di Casapound tra i denunciati -. Quindi fatemi capire, questi individui obbligano le persone a dare soldi per posteggiare, e a casa mia si chiama pizzo, i residenti esasperati ci chiedono di aiutarli e la questura cosa fa? Denuncia noi”.
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Messaggioda Berto » sab apr 07, 2018 6:48 pm

Una donna che si è sempre distinta per iniziative benefiche a favore dei non vedenti.

Roma, finta cieca incastrata dallo shopping: è la moglie dell'ammiraglio Treu, medaglia d'oro al merito
Marco Carta
7 aprile 2018

https://www.ilmessaggero.it/roma/cronac ... 52841.html

A piedi nel traffico cittadino, attraversando la strada da sola, senza alcun indugio. Poi al mercato rionale dell'Olgiata, fra la frutta e le chincaglierie. Fino allo shopping sfrenato nel centro commerciale Porta di Roma. Vista da fuori, quella di Paola Morandi, moglie dell'ammiraglio Paolo Treu, medaglia d'oro al Merito di Marina, e figlia di Giacomo Morandi, ex banchiere della Banca Commerciale, sembrava una vita pienamente autonoma, senza alcuna limitazione. Peccato che per l'Inps la donna fosse una cieca assoluta....

Sarà processata per truffa ai danni dello Stato Paola Morandi, moglie dell’ammiraglio Paolo Treu, che si è sempre distinta per iniziative benefiche a favore dei non vedenti. Dal 1996 riceve un assegno di invalidità, prima in lire, poi in euro, del valore di circa 800 euro al mese, che in 20 anni sono circa 200 mila euro. I carabinieri però possono imputarle solo gli ultimi 9 anni di assegni, perché sui precedenti è caduta la mannaia della prescrizione.

Nel 2013 l‘Inps ha sorteggiato a caso il suo nome per i controlli periodici su chi riceve assegni di invalidità. Le forze dell’ordine l’hanno seguita e hanno notato che si muoveva con molta disinvoltura al mercato, da sola, sceglieva accuratamente i vestiti, accostandoli per cercare l’abbinamento cromatico migliore, attraversava la strada con rapidità. La relazione dei carabinieri ha convinto la procura: altro che “atrofia ottica bilaterale da malattia di Leber“, la Morandi ci vede benissimo e sarà processata per truffa.


I falsi buoni che fanno del male - I falsi salvatori del mondo
viewtopic.php?f=141&t=2574
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » gio apr 19, 2018 8:42 am

Lo Stato che usò le ossa dei caduti per la Patria per farne fosfati è ancora lo stesso: potere camuffato da "ideali" di guerra
ENZO TRENTIN
18 Apr 2018

http://www.lindipendenzanuova.com/lo-st ... -da-ideali

«L‘idealismo è la nobile toga con cui i signori della politica avvolgono la propria ansia di potere.» Lo scrisse Aldous Leonard Huxley che è stato uno scrittore britannico (scomparso nel 1963) famoso per i suoi romanzi, saggi, poesie e racconti di viaggio.

«Grazie a Matteo Renzi si stanno creando le condizioni per la crescita economica, la fiducia nel futuro e l’Italia ritrova una credibilità internazionale che ci rende orgogliosi di essere italiani.» A parlare, il 13/04/2015, è l’ex deputato M5s Alessio Tacconi. Eletto a Montecitorio con le liste del duo Grilllo-Casaleggio, Tacconi ha lasciato dopo meno di un anno i grillini. [ http://www.huffingtonpost.it/2015/04/13 ... 53874.html ]

Non bastasse è lo stesso Premier a sproloquiare il 9/11/2015: «Basta con chi vuole solo insultare e bloccare il Paese, noi rimettiamo l’Italia al suo posto nel mondo.» Lo ha detto a margine di una cerimonia nella capitale dell’Arabia Saudita e prosegue: «È molto significativo che l’Italia sia vista come un Paese non solo dove andare a fare una vacanza ogni tanto […] Lo sforzo del governo è quello di rimettere l’Italia nel suo posto nel mondo.» [ http://www.adnkronos.com/fatti/politica ... 2dVSO.html ] Naturalmente chiunque ha diritto ad sostenere le proprie opinioni. Ciò nonostante Giulio Cesare aveva già messo in guardia i suoi stessi epigoni: «Gli uomini credono volentieri in ciò che desiderano sia vero.»

Dopo queste premesse vediamo cosa si dice dell’Italia a partire da quella che gli agiografi di regime – ovvero coloro che elaborano la storia arricchendola di elementi favolosi o leggendari a scopo celebrativo -, e consideriamo la questione a partire dalla quarta guerra di indipendenza – che è uno dei nomi dati all’intervento italiano nella prima guerra mondiale – in un’ottica storiografica che individua in quest’ultima la conclusione del Risorgimento e dell’Unità d’Italia.

Iniziamo con il citare alcune raccapriccianti testimonianze: «Mentre ogni paese si mobilitava per innalzare un monumento ai propri caduti, – degli operai raccoglievano dagli altipiani, dal Carso, le ossa dei Caduti per lo sfruttamento industriale della fabbricazione dei fosfati – » (il Risorgimento, 22-23 febbraio 1922, nr. 4 di Bruno Pederoda, Cappellano insieme ai soldati sul Grappa)

«Se il Genio militare aveva rischiato una pessima fama per gli intrallazzi compiuti da alcuni dei suoi ufficiali ed ex ufficiali impegnati nella ricostruzione, la Sanità Militare rischiò invece di macchiarsi di infamia, per l’odiosa speculazione introdotta da non pochi dei suoi nell’opera di riesumazione, trasporto e ricomposizione delle salme dei caduti. La tecnica del malaffare non differisce gran che tra l’una e l’altra delle Armi: in entrambi i casi ci si imbatte in qualcuno che depone le spalline per darsi al mercato e in qualche altro che invece le conserva per dargli man forte e poi dividere gli utili. La voce di infami speculazioni sui cadaveri era presto circolata; scrivendone a poco meno di tre anni dalla cessazione del conflitto, il giornalista vorrebbe far credere il malaffare ‘un ricordo’, legato al comportamento di imprese civili “che ebbero cura delle salme di caduti in guerra” (…) in quanto fu da qualcuna di queste speculato sui grandi eroi della Patria, dividendo una salma in più parti, per far figurare un maggior numero di morti.» (il Risorgimento, 16 giugno 1921, nr. 142 di Bruno Pederoda Cappellano insieme ai soldati, sul Grappa).

«Va osservato, però, che la certezza dell’esistenza del losco affare si ebbe solo dopo un’interrogazione parlamentare e che la conferma dell’orrenda verità venne per bocca del Ministro della Guerra. L’indegno traffico si svolgeva in parecchi cimiteri, ma in modo particolare in quelli del Grappa.» [ http://venetostoria.com/2015/11/09/il-c ... nde-guerra ]

Se la Grande Guerra appare lontana un secolo, ecco la voce di alcune note personalità che fino al 8 settembre 1943 stavano dalla parte dei nemici dell’Italia. Il resto sono solo chiacchiere da salotto, ed anche i lettori hanno il diritto di crearsi una propria opinione:

«...penso che l’armistizio di Badoglio sia stato il più grande tradimento della storia…» (Dalle “Memorie” del Field Marshal Bernard Law Montgomery)
«…la resa dell’Italia fu uno sporco affare. Tutte la nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l’Italia è la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della RSI…» (da “Diario di Guerra” di Dwight “Ike” Eisenhower, Comandante supremo delle Forze USA nello scacchiere europeo)
«Certamente non mi garba l’idea che questi ex nemici mutino opinione quando sanno che stanno per essere battuti e passino dalla nostra parte per ottenere d’essere aiutati a mantenere il potere politico.» (Harry Hopkins, consigliere del presidentre USA Franklin Delano Roosevelt)
«…il fatto è che il Governo italiano decise di capitolare non perché si vide incapace di offrire ulteriore resistenza ma perché era venuto, come in passato, il momento di saltare dalla parte del vincitore…» (da “Le armate alleate in Italia” del Field Marshal Harold Alexander)
«…l’Italia fu fedele al suo carattere di sciacallo internazionale, sempre in cerca di compenso per i suoi tradimenti…» (da “Storia della diplomazia” di Vladimir Petrovič Potëmkin, ambasciatore sovietico a Roma. Mussolini e l’ambasciatore Potemkin avevano firmano il trattato di non aggressione e neutralità, a Palazzo Venezia, il 2/09/1933).

Qualche ben pensante dirà: «ma sono cose lontane nel tempo, oggi l’Italia si comporta assai diversamente, nel contesto internazionale.» Ai lettori l’ardua sentenza:

Il 24 marzo 1999, poco dopo le ore 20, i bombardieri NATO colpivano i primi obiettivi Serbi a Pristina, Pogdorica e alla periferia di Belgrado. Cominciò così la guerra del Kosovo.

[ http://www.massimodalema.it/doc/16361/k ... lgrado.htm ] Per la seconda volta dal 1945 – la prima era stata la Guerra del Golfo nel 1991 – l’Italia partecipò con propri mezzi e truppe a una operazione militare offensiva. E lo fece per decisione di un governo di centrosinistra guidato da Massimo D’Alema, insediatosi nell’ottobre del 1998, quando lo scenario di un conflitto armato era già un’ipotesi concreta. E ciò con una interpretazione alquanto disinvolta dell’Art. 11 della Costituzione: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

La guerra di Silvio Berlusconi, invece, comincia il 25 aprile 2011 dopo quarantotto ore di silenzio e alla vigilia di un delicato vertice a Roma con il presidente francese Nicolas Sarkozy. [ http://www.ilfoglio.it/articoli/2011/05 ... e_c133.htm ] Berlusconi sa bene di andare incontro – sul fronte interno – a una possibile crisi di nervi della Lega, sa pure che il passato coloniale italiano suggerirebbe una maggiore flemma, così come è avvertito della cogenza del trattato di amicizia da lui stesso stipulato con il colonnello libico Muammar Gheddafi.

Ai persistenti benpensanti non resta che riflettere su quanto scrive il quotidiano on line “affaritaliani.it“ del 10 gennaio 2014, che titola: “I cittadini italiani non esistono. Altro che Unità… La verità nei geni” [ http://www.affaritaliani.it/roma/i-citt ... 12014.html ] l’articolo ci informa su una ricerca dell’Università di Roma, La Sapienza: «Ha analizzato il Dna di 57 popolazioni locali e scopre che la differenza di “patrimonio” tra un sardo e un abitante delle Alpi è maggiore di quella tra un ungherese e un portoghese, distanti migliaia di chilometri. E che il ceppo italico non esiste: lo Stivale è da sempre un porto di mare per le genti. Gli effetti del Risorgimento e del Paese unito non si vedono ancora nella popolazione. La nostra struttura genetica è figlia del Medioevo. Altro che Unità d’Italia. A leggere il Dna degli italiani, sembra quasi che il Risorgimento non ci sia mai stato e che Garibaldi e i suoi Mille, girando per le campagne abbiamo fatto più un passeggiata che una conquista.

John Stuart Mill (1806–1873) è stato uno dei massimi esponenti del liberalismo e dell’utilitarismo. Riteneva che solo le leggi di produzione fossero leggi naturali, e quindi immutabili, mentre considerava le leggi di distribuzione come una fenomenologia etico-politica, determinate da ragioni sociali e, quindi, modificabili. Scrisse tra l’altro: «una persona con un ideale ha la stessa forza di novantanove che hanno solo interessi»

Preso atto di tutto ciò, esistono numerosi diritti morali a secedere, benché alcuni argomenti pro secessione non siano del tutto accettabili a livello internazionale (inclusi quelli basati sul consenso e sulla pura autodeterminazione). Nondimeno vi sono varie considerazioni che, complessivamente considerate, costituiscono un valido supporto per un diritto morale a secedere sotto determinate circostanze. Tra gli argomenti più convincenti a favore del diritto alla secessione figurano quello fondato sulla giustizia rettificatoria. Il Veneto fu annesso all’Italia con un referendum fraudolento. Una conferma la troviamo in svariate applicazioni nei moti secessionisti del mondo contemporaneo e in particolare nei paesi ex comunisti. Esso afferma che una regione ha diritto a secedere se è stata ingiustamente incorporata nella più ampia unità da cui intende separarsi.

Allen Buchanan scrive nel Capitolo II, di “SECESSIONE – Quando e perché un paese ha il diritto di dividersi”: «dimostro che un gruppo può lecitamente opporsi allo Stato con la forza qualora si trovi a essere vittima di una ridistribuzione discriminatoria – ossia, qualora le politiche economiche o fiscali dello Stato operino sistematicamente a detrimento di quel gruppo e a beneficio di altri, in assenza di una valida giustificazione morale per questa difformità di trattamento. In terzo luogo, ritengo che, a certe condizioni, un gruppo sia legittimato a secedere quando ciò risulti necessario alla tutela della sua particolare cultura o forma di vita comunitaria. Ciascuna di queste conclusioni rappresenta una brusca dipartita rispetto a quella che spesso viene ritenuta una fondamentale caratteristica dell’individualismo liberale: l’esclusiva preoccupazione per i diritti individuali e il conseguente insuccesso nel valutare l’importanza della comunità o dell’appartenenza al gruppo per il benessere e per la stessa identità dell’individuo».

Insomma, i Veneti (e così pure i lombardi ed altri) non hanno particolari interessi ad essere italiani; né a difendere uno specifico orgoglio ad essere tali. Hanno solo la necessità di riconoscere gli pseudo indipendentisti per ostracizzarli politicamente affinché, come già è stato per la Lega Nord che ha svilito il concetto di federalismo, costoro non avviliscano anche l’idea dell’autodeterminazione, e della secessione dall’Italia. E nello scegliere nuovi soggetti autenticamente indipendentisti, li si stimoli alla redazione in un nuovo assetto istituzionale su cui basare le proprie rivendicazioni indipendentiste. Questo, poiché un altro argomento sostiene che la secessione è giustificata quando la divisione dell’unione politica esistente aumenterebbe l’efficienza.

Più sopra abbiamo parlato di guerre, troviamo calzante aggiungere che mentre il re fellone trattava per ottenere maggiori possedimenti territoriali, che costarono 650mila morti, e che l’Asburgo gli avrebbe regalato purché non intervenisse – attraverso un cambio di alleanze – nella Prima Guerra Mondiale scoppiata il 28 luglio 1914; il poeta Trilussa (pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri (Roma 1871–1950) in quello stesso tempo scrisse la «Ninna Nanna De La Guerra» che troviamo calzante qui riportare: ...
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » sab apr 28, 2018 6:37 am

Il Colle doppia la Casa Bianca
23 aprile 2018

http://notizie.tiscali.it/economia/arti ... endi-colle

C’è chi guadagna 240mila euro, ben 88mila più del dipendente più pagato della Casa Bianca
Il Colle doppia la Casa Bianca, i dipendenti sono 765 e tutti guadagnano più dei colleghi dell’amministrazione Trump

Altro che ridurre i costi. L'amministrazione della Presidenza della Repubblica ha pubblicato i dati del bilancio 2018 e quelli del prossimo biennio, confermando la spesa di 224 milioni, metà dei quali sono necessari per la retribuzione dei dipendenti che da sola assorbe il 50,95 per cento della spesa effettiva. Nel documento, tuttavia, non vengono indicati stipendi medi e massimi del personale di ruolo. Ben diversa la situazione della Casa Bianca che pubblica l’elenco nominale con le relative retribuzioni dei suoi 377 dipendenti. In Italia le cose vanno però in diverso modo. Al Colle lavorano 765 persone, anche se - viene precisato sulle pagine de Il Fatto Quotidiano - vi sono una moltitudine di palazzi storici da curare, e ben 1200 stanze al cui interno si trovano tesori di inestimabile valore: non paragonabile al 1600 di Pennsylvania Avenue.

Lo strano caso italiano

Ma il confronto non regge neppure mettendo l'uno accanto all'altro gli stipendi. Sommando i singoli stipendi, il Colle sborsa qualcosa come 115.464.080 di euro. L’amministrazione Trump, con metà del personale, ha spese pari a circa 30 milioni di euro. Una bella differenza, non dovuta dunque soltanto al numero ma semmai al livello retributivo dei singoli. “Lo stipendio medio del personale Usa - si legge nell’analisi effettuata da Thomas Mackinson - è di 89mila dollari (72.446 euro), quello massimo di 179.700 (146.236 euro), con 22 addetti che raggiungono questa cifra mentre altri 18 ricevono 165 mila dollari. Gli altri tutti meno. E i servitori del nostro Presidente? Il dato medio non è pervenuto ma si può calcolare: 137.754 euro, cioè 65mila euro più degli omologhi yankee”.

Al Colle c’è poi chi guadagna 240mila euro, 88mila più del dipendente più pagato della Casa Bianca. “Quelli che lo raggiungono però - fanno notare dal Quirinale, ricordando come proprio il presidente Mattarella abbia voluto quel limite come misura strutturale, diversamente dalle Camere che l’hanno messa a termine - si contano sulla dita di una mano”. In Italia vige poi il divieto di cumulo, una misura che “produce effetti permanenti di notevole risparmio”, o forse sarebbe meglio dire che ha semplicemente limitato gli sprechi già così ingiustificabili agli occhi degli italiani, lavoratori e pensionati, invitati da sempre a stringere la cinghia.
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » gio mag 17, 2018 6:57 am

Quote latte e i danni ai veneti e al Veneto
https://www.facebook.com/TrattoriPuraPa ... 1866819726
Matteo Viviani delle Le Iene fa luce sulla questione delle quote latte. Nel 1983 In Italia c’erano 400.000 allevamenti, oggi 36.000. Una riduzione drastica della produzione, causata anche dal regime delle quote latte. Al termine del video una telefonata che mette davvero i brividi.
Un video molto commuovente ed estremamente riflessivo. Vale la pena guardarlo.


https://it.wikipedia.org/wiki/Quota_latte
La quota latte era un limite sulla produzione di latte per ciascun allevatore nella Comunità europea, oltre il quale si applicava una tassazione detta prelievo supplementare. Introdotta dal regolamento comunitario 856/1984 del 31 marzo 1984, ...
Con il 1º aprile 2015 è terminato il regime delle quote latte e si è tornati al libero mercato.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » mer giu 27, 2018 6:17 am

Giorgio Toschi (Gdf): irregolare il 40% delle gare d’appalto controllate
Marco Mobili
2018-06-19

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AElGg36E

Controlli mirati della Guardia di Finanza sulle gare di appalto: irregolarità nel 40% dei casi. Oltre 5 miliardi di euro di danni erariali contestati ai furbetti della Pa. Più di 1,3 miliardi di beni e patrimoni confiscati a mille grandi evasori e già “incassati” dall’Erario. Sono solo alcuni risultati dell’attività della Gdf nell’ultimo anno e mezzo. «Un’azione – sottolinea il Comandante Generale, Giorgio Toschi – che è sempre più trasversale, con attenzione alla tutela delle entrate dello Stato, a quella della spesa pubblica, con particolare riguardo anche alla difesa dei lavoratori, su cui spesso ricadono gli effetti distorsivi della concorrenza sleale». Sarà anche per questo che Toschi, nei suoi primi due anni al comando delle Fiamme Gialle, ha voluto ridefinire il Corpo come «Polizia economico-finanziaria» a forte vocazione sociale. E il 244° anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle, che si celebra oggi a Roma, si presta a un bilancio dell’attività del 2017 e dei primi cinque mesi del 2018.

Il premier Giuseppe Conte ha indicato tra le priorità la lotta alla corruzione. I recenti fatti della Capitale dicono che c’è ancora molto da fare...
Il contrasto alla corruzione richiede processi organizzativi e decisionali finalizzati a prevenire i comportamenti illeciti. E per potenziare la nostra azione di vigilanza con la lotta alla corruzione e alla salvaguardia della libera concorrenza ho potenziato il nuovo Nucleo speciale anticorruzione creando un apposito Gruppo dedicato alla vigilanza sui contratti pubblici.

Con quali risultati?
Solo nel settore degli appalti il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari è stato pari a 2,9 miliardi su un ammontare complessivo di gare sottoposte a controllo di 7,28 miliardi. Il che si traduce nel 40% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto d’indagine. Rispetto al 2016 calano leggermente le somme (erano 3,3 miliardi) ma crescono di quasi 20 volte i sequestri effettuati (420 milioni in 17 mesi contro i 21 di due anni fa) e del 23% le persone arrestate (140 nel 2016 contro le 172 fino al 31 maggio 2018). Il che dimostra come l’azione di analisi e prevenzione può dare ottimi risultati.
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » mer giu 27, 2018 6:17 am

Se Lega non querela, stop processo Bossi
Il 10/10 fissato appello Milano, ma con nuova norma è a rischio
25 giugno 2018

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... 3ba00.html

(ANSA) - MILANO, 25 GIU - E' stato fissato per il prossimo 10 ottobre ma, per effetto di una modifica al codice penale entrata in vigore con il governo Gentiloni, rischia di chiudersi con un non luogo a procedere il processo d'appello milanese 'The Family' nel quale Umberto Bossi, il figlio Renzo e l'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito sono stati condannati nel luglio dell'anno scorso rispettivamente a 2 anni e 3 mesi, 1 anno e 6 mesi e 2 anni e 6 mesi per aver usato i soldi del partito per fini privati. Infatti in base alla nuove norma entrata in vigore lo scorso maggio, per fare in modo che il processo vada avanti, la Lega dovrebbe sporgere querela per il reato di appropriazione indebita con l'aggravante contestata a Bossi, attualmente senatore e presidente del partito, al figlio e a Belsito, e che in passato ha permesso ai pm di procedere d'ufficio. Querela che al momento, da quanto è stato riferito, non è stata presa in considerazione. Dunque, se così fosse, il processo si chiuderebbe per un difetto di procedibilità.
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Re: Mostruosità italiane o italiche

Messaggioda Berto » ven lug 06, 2018 7:21 am

Roma, multe a chi segnala le buche per salvare i motociclisti
Ivan Francese - Gio, 05/07/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 49110.html

La polizia municipale ricorda che chi sarà sorpreso a "segnalare" le buche pericolose con la vernice spray verrà colpito da 168 euro di sanzione

Che le strade di Roma siano punteggiate di buche è un fatto, a prescinderedalle facili ironie di Beppe Grillo.

Buche molto spesso assai pericolose e in qualche caso anche addirittura fatali, specialmente per i motociclisti.

Proprio per sensibilizzare l'opione pubblica - e, auspicabilmente, anche le amministrazioni locali - la madre di Elena Aubry, giovane ragazza romana morta a maggio dopo una caduta in moto le cui cause sono ancora da chiarire con certezza, attraverso Facebook ha invitato i cittadini a "segnalare" le buche con la vernice spray.

Se non è possibile ripararle, almeno rendiamole visibili. Una soluzione certo non definitiva ma comunque potenzialmente efficace.

Eppure a poche ore da quell'appello, già raccolto peraltro da diversi cittadini, dalla polizia municipale di Roma è stato ricordato che "imbrattare l’asfalto è pur sempre una violazione del Codice della strada", ai sensi dell’articolo 15 (Titolo II, capo I). Chi sia sorpreso a segnalare una buca con la vernice verrà multato con una sanzione da 41 a 168 euro, oltre a dover pagare le spese per il "ripristino dei luoghi".

Un'osservazione che, pur formalmente ineccepibile dal punto di vista legale, ha il sapore del paradosso. Perché le eventuali violazioni all'articolo 15 del Codice della strada, in questo caso, rappresentano un esempio di senso civico di cittadini la cui sicurezza sulla strada non è garantita proprio dalla pubbllica amministrazione.
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