Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 8:19 am

Accoglienza o ospitalità imposta o forzata è un crimine contro l'umanità
viewtopic.php?f=196&t=2420

Prima del proprio diritto a emigrare, esiste il dovere di chiedere agli altri il permesso di essere accolti e il loro insindacabile diritto a negarlo.


Se accogliete indiscriminatamente islamici e africani come vorrebbero le caste irresponsabili e parassitarie, criminali e demenziali, vi farete irreparabilmente del male con le vostre mani e lo farete alle vostre famiglie, ai vostri figli, alla vostra gente.

I cristiani europei che violano la solidarietà verso i popoli europei sono criminali
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0015617332

I cristiani europei e italiani, sia cattolici che protestanti, se trascurano, calpestano o violano la solidarietà fraterna di cittadinanza e/o di nazionalità con le loro comunità naturali e storiche europee, per orientarla verso altri che non appartengono alle loro comunità e nazionalità europee e che praticano politiche statuali che danneggiano i cittadini nativi o indigeni europei e che malversano le risorse pubbliche sottraendole ai legittimi proprietari e destinatari europei per darle ad altri non aventi alcun diritto per appartenenza storica di cittadinanza e di nazionalità vanno considerati come delinquenti e criminali poiché essi violano i Diritti Umani Universali dei cittadini nativi o indigeni europei. Un conto è aiutare altri se si può e se vi sono le risorse, un'altro è aiutare altri e magare trarne vantaggi personali di qualsiasi natura, sottraendo le risorse ai legittimi proprietari che sono i cittadini europei e ai tanti di loro che ne avrebbero estremo bisogno.



Tutto quello che viene dato a questi invasori

viene tolto, sottratto, rubato, estorto a te,

alla tua famiglia,
ai tuoi figli,
ai tuoi vecchi,
alla tua gente,
ai tuoi concittadini,
ai tuoi ammalati,
ai tuoi disoccupati,
ai tuoi lavoratori,
alle tue imprese,
ai tuoi poveri,
ai tuoi nipoti,
alla tua terra,
alla tua cultura,
al tuo futuro
e alla tua vita;

senza contare
che nessuno di questi invasori ha un diritto assoluto ad essere accolto,
e che molti non hanno nemmeno alcun diritto relativo, all'accoglienza e all'ospitalità;
che buona parte sono criminali comuni e parassiti
e che tanti altri sono terroristi e nazisti maomettani che possono nuocere gravemente alla tua gente, al tuo paese, alla tua famiglia e alla tua vita;

che lo stato italiano è pieno di debiti che gravano sulle spalle dei cittadini per generazioni e che non ha risorse e lavoro nemmeno per le sue genti, per i suoi figli già nati e per farne nascere altri.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 8:21 am

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1975576686

L'accoglienza forzata è un crimine contro l'umanità e contro natura, una forma orrenda di tortura, anche se di donne e di bambini!
Si tratta di una deportazione all'incontrario ... !
Onore a questi combattenti per i Diritti Umani Universali dei Nativi e degli Indigeni italici ed europei.



A Ferrara vincono le barricate, migranti costretti ad andarsene

Nella notte le forze dell'ordine hanno acconsentito alle richieste dei rivoltosi: i migranti non andranno a Gorino ma in altri paesi vicini
Ivan Francese - Mar, 25/10/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 23220.html

Alla fine i gorinesi l'hanno spuntata. Chi l'abbia avuta vinta ancora non si sa. Sta di fatto che alla fine i migranti non arriveranno a Gorino Ferrarese, del frazione del paese di Goro, dove ieri sera erano state erette diverse barricate per impedire l'arrivo di alcuni richiedenti asilo.

Una vera e propria rivolta popolare, con le strade bloccate da barricate fatte da bancali di legno e decine di persone a protestare. L'obiettivo della rivolta era la decisione del prefetto di requisire l'ostello del paese per destinarlo a dodici donne, di cui una incinta. La notizia era filtrata fin dalla giornata di ieri sui social network e diversi paesani si sono mobilitati per impedire fisicamente l'arrivo del pullman con i migranti (guarda le foto).

"Questo è l’unico bar per le colazioni rimasto in paese – spiegava alla Nuova Ferrara una delle abitanti del borgo -, e qui alla mattina ci troviamo noi donne per fare due chiacchiere e stare insieme. Ma anche gli anziani vengono qui e dopo la colazione giocano a carte. Adesso che è requisito, noi dove andremo?"

Alla fine, dopo ore di stallo in cui le forze dell'ordine tentavano una mediazione tanto lunga quanto infruttuosa, il torpedone ha dovuto fare marcia indietro. Le donne, tutte africane, sono state ospitate in strutture di Fiscaglia, Comacchio e Ferrara. A Gorino non ne rimarrà nemmeno una.

Il sindaco di Ferrara e il Viminale: "Vergogna"

Sul caso è intervenuto anche il presidente della provincia e sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, che ha detto di "vergognarsi" per quella che secondo lui è una "protesta esagerata".

"Se in un momento come questo - spiega il primo cittadino del capoluogo estense - un Comune come quello di Goro che ha ricevuto molto dalle istituzioni, non accoglie dodici donne straniere bisogna che si rifletta sul significato di collaborazione istituzionale"

Di "vergogna" ha parlato anche il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento Immigrazione al Viminale: "Credo si debbano vergognare quelle persone che hanno impedito la sistemazione di donne e bambini."




Alberto Pento

Muri, termini e confini, segni sacri di D-o e barricate
viewtopic.php?f=141&t=1919


Diritti Umani Universali dei Nativi o Indigeni Europei
viewtopic.php?f=25&t=2186

Manipolatori dell'Ordine Naturale dei Diritti Umani Universali
viewtopic.php?f=141&t=2023

Ouropa e migranti-refuxanti
viewtopic.php?f=194&t=1440

Ospitalità, non sempre è sacra - accoglienza come crimine e tortura
viewtopic.php?f=141&t=1911
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:05 pm

L'accoglienza imposta e forzata è un crimine contro l'umanità e la natura universale come i matrimoni imposti e come la costrizione al matrimonio con adulti delle bambine o come il costringere degli animali incompatibili a vivere insieme nello stesso spazio o gabbia:


Per matrimonio forzato o matrimonio coatto si intende un matrimonio in cui una o entrambe le persone coinvolte, bambini o adulti, vengono fatte sposare contro la propria volontà.
https://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_forzato


Quel dramma islamico chiamato “spose bambine”
di Paola Orrico
http://www.lintraprendente.it/2016/03/q ... se-bambine

Da spose bambine a mogli sottomesse, ed inesistenti. Sono circa 14 milioni all’anno le bambine che vengono sottoposte all’abominio di quello, che, secondo la Shari’a, viene definito “matrimonio“. Famosi e terribili sono i versetti 65:4 del Corano, nei quali si affronta il tema del “matrimonio con femmine in età pre-mestruale”, e che citano Maometto, il profeta, come “modello” di vita; Maometto, infatti, sposò la figlia del fratello, cioè la nipotina Aisha, quando questa aveva solo sei anni, concedendole la “gentilezza” di aspettare a consumare il matrimonio quando lei, di anni, ne compì nove.

Ancora oggi, nel 2015, questa pratica odiosa, non ha smesso di essere considerata una tradizione religiosa in molte parti del mondo, prettamente di religione musulmana. Come se servisse ancora una prova ulteriore, del disprezzo per il genere femminile e della totale inesistenza dei diritti al femminile, in questi Paesi. Una bambina, qui, nasce e muore, senza fare rumore. Le si insegna, sin da piccola a vivere in silenzio, a non pretendere nulla; a non ambire a studiare, evolversi mentalmente, a costruirsi una vita autonoma. Ella nasce succube dell’uomo. Prima del padre, poi, del marito.

La piaga delle cosiddette “spose bambine” è da alcuni anni oggetto di ricerche da parte dell’Unicef e delle Nazioni Unite. Il fenomeno però, in Medio Oriente, è difficilmente inquadrabile. La situazione peggiore, secondo l’Icrw (International center of research on women), una organizzazione statunitense, si registra nello Yemen.

Al 15% delle donne in Yemen, la famiglia, trova marito prima dei 15 anni. Il fenomeno è spesso facilitato dalla povertà delle famiglie, che ricevono in cambio del consenso al matrimonio, soldi e beni di prima necessità. L’età delle piccole spose, s’aggira attorno ai sette-otto anni; una età, in cui, nei Paesi civilizzati, le bambine si dilettano con le “Barbie” e non diventano bambole sotto le mani di uno sposo adulto.

Quei corpi infantili, a cui precocemente s’impongono rapporti sessuali, da parte dei mariti-orchi, provocano loro lacerazioni, danni fisici inimmaginabili, spesso la morte. Come nel caso della bambina yemenita, Yamat , di nove anni, morta durante la prima notte di nozze.

Nella maggior parte dei casi, la gravidanza ed il parto, in bambine di età inferiore ai quindici anni, registrano un altissimo tasso di mortalità delle puerpere e del loro bambino. Nella migliore delle ipotesi, ossia in caso di sopravvivenza, frequenti sono viceversa le patologie invalidanti ed ineliminabili, a loro danno (ricordiamo l’estrema povertà ed ignoranza in cui vengono fatte vivere, queste poverette), quali fistole vescico-vaginali o retto-vaginali, a seguito delle lacerazioni prodotte dall’espulsione del feto.

È facile indignarsi di fronte a queste atrocità; meno facile, per taluni, riuscire a prendere una posizione seria e credibile, in tal senso. Il dramma delle spose bambine non viene seriamente condannato né evidenziato, spesso per non apparire “razzisti” o anti-islamici; quasi che l’indignarsi per pratiche a dir poco barbariche, rappresenti , per taluni, mostrarsi irrispettosi verso le religioni altrui.

E questo è il grande imbroglio del nostro tempo. Non prendiamo posizioni nette. Per noialtri, che di battaglie di civiltà ne abbiamo condotte e vinte tante, è naturale continuare a combattere tali oscenità. Il nostro dna libertario e rispettoso dei diritti altrui, ormai, s’è stabilizzato da tempo; ci auspichiamo che, se esiste per davvero un Islam moderato, e non di facciata, si faccia vivo e impari a combattere, illuminando quelle zone di buio profondo e di crudeltà primitive, che per noi, sono lontane anni luce. Fortunatamente.

La domanda a questo punto è una sola: esistono veramente gli islamici progressisti? Esiste un Islam razionale e caritatevole, permeato di spirito umanistico, difensore dei diritti umani, timorato di Dio e rispettoso della vita, democratico, illuminato e moderno? Oppure no, non esiste, e i cosiddetti islamici moderati sono soltanto una finzione propagandistica? Perché ormai non è più tollerabile oltre il continuo silenzio delle comunità musulmane occidentali rispetto ai crimini perpetrati dai fratelli islamici negli Stati orientali e africani. Non è più tollerabile oltre l’omertà che avvolge in modo mafioso i centinaia di centri culturali islamici delle città libere d’Occidente che si guardano bene dal denunciare e condannare certa cultura barbarica in cui vivono molti Stati musulmani.

Ogni giorno, costantemente, vengono pubblicati da fonti umanitarie internazionali resoconti atroci di ciò che accade nell’islam. Queste notizie sono talmente tante da finire per passare inosservate, sepolte da un’inflazione di tragedie umane. Non passano 24 ore, per esempio, che in Paesi musulmani non venga impiccato qualcuno, minorenni compresi, spesso per crimini insignificanti. Donne e uomini vengono lapidati regolarmente, in pubbliche piazze, con pietre di grandezza sufficiente a far morire di dolore ma senza uccidere all’istante. Poi amputazioni, flagellazioni, istigazioni su ragazzini kamikaze al suicidio e all’omicidio, e di questo tenore tante altre assurdità.

Oggi, però, parliamo di un’altra follia consentita dalle tradizioni primitive islamiche: le spose bambine. È arrivata dallo Yemen la notizia sconvolgente di Nojoud, una bambina di otto anni (sic!) presentatasi da sola in tribunale dicendo di essere stata costretta dal padre a sposare un uomo trentenne che l’aveva picchiata e forzata ad avere rapporti sessuali. Secondo le Nazioni Unite nel mondo musulmano ci sono 60 milioni di “spose bambine”, la cui età è inferiore ai 13 anni. Il marito è sempre un uomo molto più anziano, mai incontrato prima, spesso un parente. Nojoud ha chiesto e ottenuto il divorzio, ma purtroppo la maggior parte delle altre piccole spose come lei non saranno così fortunate.

L’Icwr ha compilato una “classifica” dei venti Paesi in cui i matrimoni di minorenni sono più diffusi: il Niger è al primo posto, seguito da Ciad, Bangladesh, Mali, Guinea, Repubblica centrafricana, Nepal, Mozambico, Uganda, Burkina Faso, India, Etiopia, Liberia, Yemen, Camerun, Eritrea, Malawi, Nicaragua, Nigeria, Zambia. La “top 20” è basata su questionari standardizzati che non sono però disponibili per tutti i Paesi. Resta fuori dalle statistiche, ad esempio, gran parte del Medio Oriente. Queste bambine non potranno mai studiare né guadagnare lavorando, sebbene lavoreranno tutta la vita come bestie.



http://www.dirittoambiente.net/file/news_3439.pdf

Diritti degli animali
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_degli_animali
Carta dei diritti animali
https://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm

Articolo 3
a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli; b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, nè angoscia.

Articolo 4
a) Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell'ambiente dell' uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie; b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall'uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.



https://it.wikipedia.org/wiki/Territorio_(biologia)

In etologia, sociobiologia ed ecologia comportamentale, con il termine territorio si indica una qualsiasi area sociografica che un animale di una particolare specie difende costantemente dai cospecifici (e, occasionalmente, dagli individui di altre specie). Gli animali che difendono propri territori sono noti come animali territoriali.

Un territorio è un'area delimitata, da cui vengono esclusi tutti i possibili intrusi della stessa specie. Ciò comporta la difesa di quest'area e la perdita di lunghi periodi di tempo per rendersi facilmente visibili e segnalare così il proprio territorio. La difesa del territorio è stata osservata in molti animali: insetti, crostacei, altri invertebrati, pesci, anfibi, lucertole, uccelli e mammiferi, uomo compreso.


Territorialismo
http://www.sapere.it/enciclopedia/terri ... ACsmo.html
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:06 pm

???

Ferrara, la diocesi perde l’affare e insulta i cittadini di Gorino: “Ripugnanti alla coscienza cristiana”
http://www.riscattonazionale.it/2016/10 ... -cristiana

“La Chiesa di Ferrara-Comacchio è vicina a coloro, donne e bambini in particolare, che hanno vissuto sul nostro territorio una notte così difficile e ostile, che ripugna alla coscienza cristiana”.

Lo dichiara il vicario generale della diocesi, monsignor Massimo Manservigi, all’indomani della protesta degli abitanti di Gorino (frazione di Goro, nel ferrarese), scesi in strada per impedire l’accesso in paese a 12 donne e 8 bambini, che il prefetto di Ferrara aveva destinato all’ostello del paese. Parlando di “ore drammatiche, in cui tante città italiane sono chiamate a rispondere all’emergenza umanitaria che ogni giorno si fa più preoccupante”, il vicario annuncia che “quanto prima l’arcivescovo monsignor Luigi Negri si recherà a far loro visita”, “per manifestare la vicinanza e la fraternità della nostra Chiesa locale, che ha seguito in queste ore la loro odissea”.

“La Caritas diocesana, espressione massima della cura ecclesiale per ogni forma di povertà, ha costantemente collaborato – ricorda monsignor Manservigi – con le istituzioni civili per far fronte alle grandi emergenze di questi giorni – anche offrendosi, nella serata di ieri, per soluzioni di emergenza – ma sono state mobilitate anche tutte le realtà associative d’ispirazione cattolica, impegnate in uno sforzo che, oggettivamente, sta sempre più investendo una percentuale considerevole delle energie della diocesi”. “Sarà pertanto necessario – prosegue –, nei prossimi giorni, convocare le realtà della Chiesa locale impegnate nell’ambito caritativo – come già nel mese di luglio – a un tavolo con le istituzioni, per valutare le prossime possibili risposte a questa emergenza umanitaria sempre più pressante, ricordando che, fino ad ora, l’arcidiocesi si è sempre schierata in prima fila nell’affrontare ogni richiesta di ospitalità e nel fare tutto quanto era in suo potere. Lo dicono i numeri sugli ospiti accolti e lo dicono le strutture messe in campo”.



Goro, la sfida degli italiani: "Chi ci critica firmi qui e ospiti i migranti"

Sui Facebook si diffonde una dichiarazione provocatoria per invitare chi sta criticando i cittadini di Goro e Gorino ad ospitare a casa propria i migranti
Claudio Cartaldo - Mer, 26/10/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 23708.html

Una provocazione, certo. Ma efficace. In queste ore, dopo la decisione degli abitanti di Goro e Gorino di alzare barricate contro l'arrivo di 12 migranti donne e 8 bambini, non sono mancate le critiche verso la popolazione locale.

C'è chi li ha accusati di essere "fomentatori d'odio" e chi si è "vergognato" delle loro proteste. A sinistra in molti hanno ritenuto il comportamento dei cittadini "indegno e razzista".
La risposta di chi appoggia Goro

Così sui social network in Emlia Romagna ha cominciato a diffondersi la risposta di chi invece si è schierato legittimamente al fianco degli abitanti di Gorino. Le bachehe sono infatti invase da una falsa dichiarazione indirizzata al "signor Prefetto" in cui il firmatario si dchiara "disponibile ad ospitare immediatamente a casa mia uno dei poveri immigrati respinti dai suddetti razzisti". A corredare i vari post ci sono domande retoriche inviate a chi sostiene che a Goro avrebbero dobuto togliere le barricate dalla strada: "C'è qualcuno disponibile a compilare a proprio nome questa lettera e consegnarla poi al Prefetto Morcone?".

"Io sottoscritto - si legge nella dichiarazione - disgustato dal comportamento indegno e razzista dei cittadini di Goro e Gorino, al fine di dimostrare che non tutti gli italiani sono degli egoisti razzisti, mi dichiaro disponibile ad ospitare immediatamente a casa mia uno dei poveri immigrati respinti dai suddetti razzisti".


Alberto Pento Bravi! Bravissimi! Strabravi!!!
Io non firmo assolutamente e concordo pienamente con quelli di Goro. Di donne e bambini è pieno il mondo e noi dobbiamo pensare innanzi tutto alle nostre famiglie, ai nostri figli, ai nostri vecchi, alle nostre donne e ai nostri bambini. Ognuno nella sua casa e nel suo paese dovrebbe poter far entrare soltanto chi vuole e non altri. Gli indegni e i razzisti sono quelli che vorrebbero decidere al nostro posto e portarci nelle nostre case, nei nostri paesi, nelle nostre terre chi vogliono loro. Questi sono immondi criminali che violano i Diritti Umani Universali dei Nativi o Indigeni, questi sono i veri e odiosi razzisti mascherati da antirazzisti e universalisti, un cancro dell'umanità. L'accoglienza forzata è un crimine contro l'umanità e contro natura, una forma orrenda di tortura, anche se di donne e di bambini!
Si tratta di una deportazione all'incontrario ... !
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:07 pm

???

Kyenge: “Barricate attacco a indifesi e figlie di propaganda d’odio”
L'eurodeputata sui fatti di Gorino: "L'accoglienza diffusa di piccoli gruppi è un modello sostenibile"
http://www.estense.com/?p=578432

“Sbarrare la strada con blocchi stradali contro persone deboli e indifese, donne e bambini in fuga da guerre e miseria, è un atto inquietante ed inaccettabile. Ma non dobbiamo fermarci alla denuncia, dobbiamo capire perché ciò sta accadendo: queste cose non accadono per caso”. E’ la reazione e il commento a caldo di Cécile Kyenge, eurodeputato ed ex ministro dell’integrazione del Governo Letta, alla notizia delle barricate anti migranti dei cittadini di Gorino.

“L’Italia – ha continuato Kyenge – non è questa, questa manifestazione di paura non è espressione del sentimento comune degli italiani che rimane solidale. Questa grave manifestazione di chiusura e paura verso donne e bambini che non possono rappresentare un minaccia è figlia della propaganda d’odio, dell’azione di veri e propri incendiari all’opera per lucrare ogni giorno elettoralmente sulle preoccupazioni delle persone. Le impronte digitali di questi incendiari all’opera non sono difficili da trovare fra chi è corso a stabilire un isterico parallelo fra questa manifestazione e gli anni della Resistenza. L’accoglienza diffusa dei rifugiati per piccoli gruppi, come si proponeva a Goro, funziona e non crea tensioni, se non ci si mettono di mezzo gli incendiari. Ne sono la riprova le tante comunità locali in tutta Italia dove questa accoglienza diffusa sta cominciando a funzionare da tempo”.


Alberto Pento
Un'altra razzista irresponsabile e criminale che fomenta la violazione dei Diritti Umani Universali dei Nativi o Indigeni italici ed europei.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:08 pm

L'appello della regina danese: "I migranti accettino i valori dell'occidente"
La sovrana Margaretha II risponde a re Harold di Norvegia sull'accoglienza dei richedenti asilo: "Risiedere nel nostro paese non basta a ottenere la cittadinanza"
di Luca Gambardella | 26 Ottobre 2016

http://www.ilfoglio.it/esteri/2016/10/2 ... e_c128.htm

"Non è detto che se permetti a tutti di entrare in Danimarca, e che se poi costoro fanno dei figli in Danimarca, allora i loro bambini saranno danesi. Questo significa banalizzare il dibattito ed è un insulto a quelle generazioni che hanno edificato questo paese". Le parole, pronunciate il mese scorso da Martin Henriksen del Partito popolare danese durante una trasmissione televisiva, erano rivolte a un altro cittadino danese, Jens Philip Yazsani, un 18enne di madre danese e padre iraniano che partecipava al talk show. "Se vivi qui e ti senti danese, allora sei ovviamente danese", ha replicato Yaszani. "Penso in realtà che questo sia l'unico criterio", ha aggiunto: "Sentirsi danesi nello spirito". Lo scambio di battute andato in onda sul canale TV2 ha inaugurato un grande dibattito nel paese a proposito della rigida politica migratoria adottata dal governo e sul tema dell'integrazione.

Su questo dibattito ora è intervenuta anche la regina, Margarethe II. "Pensavamo che se passeggiavi per le strade di Copenaghen, bevevi acqua pubblica o salivi su un mezzo pubblico, allora saresti presto diventato cittadino danese", ha scritto la sovrana 76enne in un libro appena uscito. "Per noi era ovvio, e quindi pensavamo che lo fosse anche per coloro che si erano trasferiti qui per vivere. Non lo era". Nel volume scritto dalla regina insieme col giornalista Thomas Larsen, si legge che diventare danese "non è una legge naturale" e – in un passaggio che i media hanno interpretato come un chiaro messaggio rivolto ai migranti di fede musulmana – occorre preservare i valori democratici e della parità di genere propri della cultura nazionale danese. Per questo, spiega Margaretha, serve una presa di coscienza collettiva per non abdicare ai propri valori di libertà e democrazia: "Se non riesci a chiarire da che parte stai, è difficile spiegarlo agli altri. C'è bisogno di lavorare su questo e ogni tanto di piantare per bene i piedi per terra e dire: 'Hey, non farlo'".

Le parole della sovrana, una figura molto amata dal popolo danese, hanno alimentato il confronto tra favorevoli e contrari all'accoglienza dei migranti nel paese che, col passare dei mesi, ha adottato una politica migratoria più stringente. Secondo Eurostat i richiedenti asilo accolti da Copenaghen da ottobre 2015 a oggi sono stati 16 mila. Il governo ha via via ridimensionato il numero dei migranti ospitati irrigidendo i controlli alle frontiere, fino alla legge controversa approvata lo scorso luglio che prevede la confisca degli oggetti di valore dei profughi per contribuire alle spese sostenute dallo stato al fine di garantire l'accoglienza.

La cittadinanza non va svenduta, secondo le autorità di Copenaghen, ed è per questo che il test cui i richiedenti asilo devono sottoporsi per ottenerla è uno dei più difficili da superare in Europa. Il ministero dell'Immigrazione lo ha reso da pochi mesi ancora più accurato rispetto al precedente, giudicato troppo semplice. Per diventare danesi occorre rispondere correttamente a 32 domande su 40 ma, da giugno a oggi, le prove di due terzi dei candidati (il 68,8 per cento) sono state bocciate. "Diventare cittadino danese deve essere difficile, perché essere cittadino danese è speciale", ha commentato il ministro per l'Immigrazione Inger Støjberg.


Çitadenansa e migranti
viewtopic.php?f=194&t=1916

La solidarietà come libertà e non come schiavitù
viewtopic.php?f=132&t=752
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:09 pm

Mamme contro i profughi, il sindaco: "Le denuncio"
Montegrotto: ostilità all’arrivo dei rifugiati. Il primo cittadino termale: «Non si possono alimentare le paure con le bugie. Accogliere è un dovere» di Elena Livieri

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/ ... hfmppdea-1

MONTEGROTTO TERME. Da sempre la storia è fatta da chi alza barricate e da chi getta ponti. Chi divide e chi unisce, nell’infinita lotta per la sopravvivenza. Storia dei giorni nostri: a Goro, nel Ferrarese, i residenti bloccano la strada e impediscono l’arrivo a una decine di donne africane con i loro bambini. Sai che minaccia al quieto vivere del paesino immerso nel torpore del Delta del Po. Dovevano essere ospitati da una cooperativa le donne e i bambini, ma l’accoglienza ha perso e ha vinto la paura. Un’altra volta.

A Montegrotto Terme c’è chi abbozza le prime barricate, ancor prima che i profughi arrivino. Girano le voci. E tanto basta per montare un castello di timori e minacce al punto da investire di richieste di informazioni e rassicurazioni il sindaco. Che però non ci sta.
01-C_WEB
Riccardo Mortandello, 35 anni, da giugno fascia tricolore sampietrina, ai suoi concittadini che parlano dei migranti come i nuovi “untori” che arrivano a seminare insicurezza e malattie, risponde a muso duro. Con una diffida e una minaccia di arrivare alla denuncia. Destinatarie della reazione drastica del sindaco, un gruppo di donne, mamme - come quelle respinte neanche fossero la peste in persona a Goro - preoccupate per l’imminente arrivo (presunto) «di un centinaio di profughi in paese», con tutto il loro carico di malattie, virus e spauracchi vari. Ne hanno parlato fra di loro, quando si incontrano accompagnando i bambini a scuola, hanno rilanciato l’allarme attraverso i gruppi WhatsApp scolastici, ne hanno scritto in mail girate in paese e inviate al sindaco. Dubbi e paure ripetute e rilanciate, timori di malattie. Terrore di vedere i figli ammalati da contagi stranieri.

Sindaco Mortandello, cosa sta succedendo a Montegrotto?

«Contro chi inventa storie, semina odio e diffonde scenari tanto drammatici quanto fantasiosi solo per alimentare cattiveria, ci vuole la tolleranza zero. Non è immaginabile che il confronto sul tema dell’accoglienza possa essere portato a questi livelli. Io non lo accetto, da qui la diffida a queste mamme. Non ho mai negato a nessuno un incontro, ho parlato e continuerò a farlo con tutti i cittadini che lo vorranno: se ci sono dubbi e preoccupazioni di qualsiasi tipo ne parliamo. Il messaggio che voglio mandare è chiaro: basta bugie, basta con i tentativi beceri di diffondere paura».

E cosa dice a queste mamme così preoccupate?

«La situazione è molto semplice: dobbiamo scegliere da che parte stare, quale strada imboccare. Si può far finta di niente e chiudere la questione dell’accoglienza accodandosi a chi urla e strepita: e prepararci a pagarne le conseguenze però. Oppure fare la nostra parte. Ci spettano 15 migranti? Bene. Quello di accogliere è un dovere che abbiamo, non un favore che ci viene chiesto. Allora cerchiamo di farlo nel modo migliore».

Ha già in mente come?

«In consiglio comunale abbiamo presentato una delibera di orientamento per manifestare la nostra adesione ai progetti Sprar (Sistema protezione rifugiati e richiedenti asilo, ndr) con un obiettivo molto preciso: contenere la presenza sul territorio di migranti e soprattutto governare il fenomeno. L’alternativa è non aderire e aspettare che la cooperativa di turno o la Prefettura scelgano degli immobili in cui sistemare i richiedenti asilo, senza che noi si possa fare alcunché».

I suoi concittadini non sembrano tuttavia così aperti all’accoglienza.

«Il continuo gridare “al lupo, al lupo” e il dipingere i migranti come delinquenti e portatori delle peggio cose, ha creato uno scenario difficile, dove anche l’assunzione di responsabilità da parte di chi riveste un ruolo istituzionale diventa un’impresa: ma non ci si può sottrarre. Mi piace citare l’esempio di Vigonza, dove il sindaco ha accolto dei profughi, li ha presentati alla cittadinanza e li ha coinvolti nei lavori socialmente utili. Conoscere è lo strumento per non avere paura. Il tema è caldo e stracarico di pregiudizi, ma bisogna avere il coraggio di affrontarlo».

Quali sono i presupposti di una buona accoglienza?

«Lo Sprar consente di governare la presenza dei rifugiati, si tratta di progetti finanziati, che prevedono l’inserimento lavorativo e la creazione dei presupposti per un inserimento concreto nella collettività di queste persone. È questo che vogliamo. Respingo con forza chi ritiene la presenza di profughi o rifugiati in antitesi con la sicurezza e la legalità».

Legalità: inevitabile il riferimento alle vicende giudiziarie che hanno investito Montegrotto e Abano negli ultimi mesi, con gli ex sindaci arrestati per tangenti.

«Quello è stato un danno di immagine per il nostro territorio, altro che l’invasione di profughi. Non c’è giorno che non spunti una pratica amministrativa in qualche modo viziata. Qui la legalità è stata un’opinione negli ultimi quindici anni».

Montegrotto sarà un comune accogliente?

«Sono certo che sapremo dimostrare di essere all’altezza. Potremo scagliarci contro le politiche deficitarie del Governo e dell’Europa, ma resta il fatto che siamo chiamati a fare la nostra parte. E la faremo».


Alberto Pento
Accogliere non è un dovere tantomeno una schiavitù.
Questo sindaco è un razzista senza rispetto per la sua comunità e va contro la volontà dei suoi cittadini, da cacciare immediatamente.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:10 pm

Alberto Pento

I manipolatori dei Diritti Umani Universali, veri criminali razzisti, si possono riconoscere facilmente perché sono soliti definire il rifiuto dell'accoglienza dei clandestini/invasori e le relative proteste da parte dei cittadini come come "guerra tra poveri"; questa frase la dice lunga sullla considerazione e sul rispetto che questi criminali razzisti hanno nei confronti della loro gente, dei loro concittadini, dei popoli nativi e indigeni europei.
Questi mostruosi razzisti, paragonano i nostri concittadini ai clandestini ed equiparano i legittimi diritti della nostra gente con gli pseudo diritti dei clandestini.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:10 pm

Morcone, tra Mafia Capitale e Pd: ecco chi è il prefetto che insulta i cittadini di Goro
Davide Di Stefano

http://www.ilprimatonazionale.it/politi ... goro-51836

Roma, 26 ott – Ha utilizzato le parole più sprezzanti, da lui è partita la condanna senza appello ai cittadini di Goro e Gorino, rei di aver innalzato barricate per opporsi all’arrivo di immigrati clandestini e difendere il proprio territorio. “È un amaro ricordo che quei cittadini si porteranno appresso a lungo. Gli italiani che rifiutano l’aiuto doveroso a donne e bambini sono ottusi, mi vergogno di averli come connazionali. Se non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi – ha aggiunto – andassero a vivere in Ungheria. Noi staremo meglio senza di loro”. Toni più consoni ad un leader politico che ad un prefetto, quelli utilizzati da Mario Morcone, capo del dipartimento Libertà civili e Immigrazione al Ministero dell’Interno. Un ruolo “istituzionale” che dovrebbe condurre a considerazioni più ponderate.

Un atteggiamento che non è una novità per chi conosce un minimo la storia di Morcone. Dopo una carriera che lo ha condotto a diventare prefetto, a maturare esperienze in campo internazionale come nel 1999 in Kosovo per conto dell’ONU e a ricoprire diversi incarichi istituzionali (quasi sempre in quota centrosinistra), Morcone nel 2011 scelse di buttarsi direttamente in politica, candidandosi a sindaco di Napoli per il centrosinistra. Sostenuto da Pd e Sel non riuscì nemmeno ad arrivare al ballottaggio, sconfitto da De Magistris e dal candidato di centrodestra Gianni Lettieri. Una debàcle alla quale si devono aggiungere le numerose polemiche che riguardarono la sua candidatura a causa di un’inchiesta che lo riguardava. Insieme all’allora sottosegretario Gianni Letta, su di lui pendevano le accuse di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa, relative all’assegnazione degli appalti per l’assistenza ai rifugiati.

Quello per l’accoglienza dei “rifugiati” (immigrati clandestini a tutti gli effetti, ndr) è dunque un campo che interessa molto a Morcone, non solo per i suoi impegni “istituzionali”. Nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale compare proprio il suo nome, quando i Carabinieri segnalano a più riprese la “soddisfazione di Luca Odevaine per l’avvenuta nomina del Prefetto Mario Morcone quale nuovo Capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione”. Luca Odevaine, ex vice capo di Gabinetto di Veltroni in Campidoglio, condannato a 2 anni e 8 mesi per gli appalti truccati proprio per la gestione dell’accoglienza dei rifugiati al Cara di Mineo. Odevaine, parlando con Salvatore Buzzi, si vanta di aver addirittura “sponsorizzato” la nomina del prefetto Morcone per quella poltrona: “Sì, no, perché poi io ho fatto un giro anche io su Morcone… perché ho capito che c’era quest’area perché la… l’emergenza è un casino e non sanno con chi affrontarla, Mario è esperto, è bravo, per cui l’altro giorno sono riuscito a fare un giro su Renzi e alla fine ieri lo hanno nominato. Infatti mi ha chiamato proprio adesso per ringraziarmi”. Ci sarebbero dunque i buoni uffici di Odevaine e della cricca di Mafia Capitale dietro la nomina di Morcone al ruolo che ricopre ancora oggi? E’ solo una supposizione, mentre la “lunga conoscenza” e la collaborazione di Odevaine con Morcone è un dato di fatto.

Chissà, magari guardando nel passato di Morcone si comprendono meglio le sue dichiarazioni sopra le righe rispetto all’immigrazione e all’accoglienza, come nel caso di Goro e Gorino o come quelle rilasciate nei mesi scorsi, quando propose di mettere i profughi “nelle vie più eleganti di Genova o anche a Portofino”, o ancora quando voleva creare corsie preferenziali per garantire il lavoro ai rifugiati. In quel caso dovette intervenire addirittura Alfano per specificare che prima di garantire il lavoro dei rifugiati era bene pensare agli italiani. Dunque il dubbio rimane: Morcone è un sincero “ultras” dell’immigrazione? Una sorta di Boldrini e Kyenge in salsa prefettizia? O forse il suo amore per rifugiati e accoglienza non è così disinteressato? Non è possibile dirlo. Certo, qualche dubbio rimane.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio nov 17, 2016 11:11 pm

Far West a Roma, scontro tra Polizia e clandestini:
26/10/2016

http://ilsudconsalvini.info/far-west-ro ... ni-le-foto

Due agenti della Polizia di Stato vengono aggrediti dai clandestini durante un controllo. E sono costretti a sparare dei colpi in aria. Scene da Far West a Roma: ecco le foto segnalate dalla Questura di Roma.

Stavano seguendo uno spacciatore quando sono stati accerchiati e aggrediti. E, come riporta Romatoday, hanno sparato tre colpi in aria.

È quanto accaduto il 21 ottobre a Lunghezza, nell’area est di Roma, agli agenti di una pattuglia della Polizia di Stato.

Al termine delle “operazioni” sono state 6 le persone arrestate con il sequestro di droga, di denaro contante di illecita provenienza e di vari oggetti atti ad offendere.

Droga e soldi sequestrati dalla Polizia di Stato
...

Nella circostanza i due poliziotti del commissariato Casilino, durante il consueto controllo del territorio, hanno notato un persona nota in quanto in passato già fermata per spaccio di sostanze stupefacenti.

LA FUGA E L’AGGRESSIONE

L’uomo alla loro vista è fuggito percorrendo a piedi un sentiero sterrato cercando di far perdere le proprie tracce; inseguito, è stato visto scavalcare il muro di cinta di una villa.

Qui i due agenti si sono trovati di fronte un gruppo di persone, di etnia rom.

Costoro, noncuranti del controllo di polizia e della richiesta degli agenti di identificarsi, li hanno aggrediti colpendoli con una mazza ed una roncola.
Le armi con cui i clandestini hanno aggredito gli agenti della Polizia di Stato a Roma

I due poliziotti lievemente feriti e date le oggettive difficoltà, hanno chiesto ausilio alla sala Operativa delle Questura. In breve sono giunte sul posto diverse volanti. Fermate tutte le persone presenti coinvolte nell’aggressione.

Identificata sul posto R.D., una donna di 46 anni di origine macedone, responsabile della “gestione” della villa in cui gli agenti hanno trovato 13 persone di origine africane illegali sul territorio nazionale.

SOLDI, ARMI E DROGA SEQUESTRATI
...

Tra di loro anche l’uomo fuggito al primo controllo; S.K., senegalese di 22 anni, è stato trovato in possesso di dosi di droga e di 1.000 euro in contanti.

Nella stanza da lui occupata sono stati sequestrati 320 grammi di marijuana, 300 di hashish e 30 di eroina. Il giovane è stato arrestato.
La Polizia a Corcolle trae in arresto i clandestini

Proseguendo nelle verifiche, in un’altra locale della villa è stato trovato un katana e due grossi coltelli; il tutto sequestrato.

Gli aggressori, tutti di etnia rom di età compresa tra i 20 e i 46 anni parenti della donna, sono stati arrestati per violenza resistenza e lesioni, oltre che denunciati per il possesso di arma da taglio; per la donna, trovata inoltre in possesso di oltre 7.000 euro in contanti – sono invece scattate le manette per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
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