Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:45 pm

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:45 pm

13)
La legittima difesa è un diritto umano naturale universale e un diritto civile e politico inalienabile.
Vietarlo, demonizzarlo o impedirlo è un grave crimine contro l'umanità che di solito precede la riduzione in schiavitù e/o l'uccisione e lo sterminio.



La legittima difesa non solo è pienamente umana ma è anche pienamente cristiana e rientrante nei valori, diritti e doveri umani naturali, universali e civili.
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 141&t=2540
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1356950777

Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti.
https://www.facebook.com/Pilpotis/posts/926444071265697


Crimini contro l'umanità ossia violazioni gravi dei diritti umani, civili e politici degli esseri umani cittadini dei vari paesi del mondo
viewtopic.php?f=205&t=2957
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 5524575934

1) lo stupro delle donne;
2) l'infibulazione forzata delle bambine;
3) il matrimonio forzato delle bambine e delle giovani;
4) la sottomissione forzata e la schiavizzazione della donna;
5) l'accoglienza obbligatoria e il meticciato forzato;
6) la propaganda omosessuale ai bambini, la teoria del gender, i trattamenti ormonali dei piccoli e le operazioni chirurgiche che mutilano irrimediabilmente i corpi per favorire un impossibile e innaturale cambio di genere;
7) il suprematismo nero come quello dei BLM e la teorica critica della razza per cui i bianchi sarebbero naturalmente razzisti;
8 ) l'antisemitismo/antisionismo/antisraelismo dei cristiani, degli atei e in particolare dei nazi maomettani;
9) le utopie totalitarie sociali, politiche e religiose che ingannano, illudono, inducono al fanatismo, alla violenza, alla discriminazione alla guerra come:
a) il fascismo e il nazismo;
b) il suprematismo nazi maomettano con la sua discriminazione per i non mussulmani, i diversamente religiosi, aregligiosi e pensanti, per gli atei e gli apostati, per la libertà e l'ugualianza della donna, per la sua istigazione al disprezzo, all'odio, all'omicidio e alla strage dei non islamici;
c) il suprematismo comunista e la demonizzazione della proprietà privata, del libero mercato e della libera impresa, della diversità e della disuguaglianza, della responsabilità e del merito;
10) il politicamente corretto in generale nelle sue varie articolazioni;
11) la demonizzazione e la criminalizzazione attraverso la calunnia, la diffamazione e la menzogna delle persone, delle etnie, dei popoli, delle nazioni, degli stati, per sopraffarli, depredarli, impedire e negar loro il diritto alla difesa (alla legittima difesa personale e dei confini dello stato/paese), alla libertà, alla sovranità civile e politica (tra cui la negazione dell'accoglienza scriteriata e indiscriminata), per negare il libero esercizio e la realizzazione dell'umanità delle persone.
...

Tutte queste manifestazioni, attività, comportamenti, ideologie/teologie/mitologie non sono descrivibili/narrabili/trattabili come bene e quindi come cultura e come civiltà ma unicamente come male e quindi come incultura e inciviltà.
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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:45 pm

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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:45 pm

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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:46 pm

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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:46 pm

14)
La mancanza di rispetto, la criminalità e la violenza di molti clandestini e di taluni migranti regolari nei nostri riguardi a cosa sono dovute?



A una molteplicità di fattori concorrenti/concomitanti che fa deflagrare l'insieme rendendolo un mix devastante e mortale:

a) Innanzi tutto alla inciviltà predatoria di molti clandestini e di taluni migranti regolari, alla totale mancanza di rispetto umano nei nostri riguardi per disprezzo etnico tribale, per incivili abitudini criminali predatorie e sopraffatrici proprie di talune genti e dei loro costumi incivili;

b) al disprezzo e al razzismo ideologico e religioso proprio dei nazi maomettani africani e asiatici verso i cristiani e gli occidentali dell'Italia e dell'Europa;

c) alla scriterieta mancanza di una politica di fermo e deciso contrasto da parte dell'autorità pubblica parlamentare, governativa e giudiziaria nei confronti della criminale invasione clandestina, dell'abuso delle convenzioni internazionali sul soccorso in mare e sull'accoglienza e sull'asilo politico e umanitario; pretestuosamente sfruttate per propaganda e fini politici interni dalle sinistre per contrastare quella parte rilevante di italiani e la loro rappresentanza politica che invece sono naturalmente e giustamente contro a tutela dei diritti umani, civili e politici dei cittadini italiani ed europei che non debbono essere obbligati a subirla come se si trattasse di un dovere assoluto umano o di una legittima sentenza di condanna;

d) all'invenzione di diritti umani inesistenti per i clandestini e i non cittadini e alla negazione di diritti umani, civili e politici questi sì esistenti per i cittadini italiani nativi;

e) alla giustificazione della mancanza di rispetto, dei comportamenti violenti e predatori dei clandestini in quanto presunte vittime della passata colonizzazione politica europea dell'Asia, dell'Africa, delle Americhe e della odierna presunta colonizzazione economica da parte degli internazi comunisti anti cristiani, anti occidentali, anti bianchi, anti capitalisti del cosidetto terzo e quarto mondo;

f) alla nostra demonizzazione come cittadini nativi e indigeni bianchi, cristiani, italiani ed europei da parte del fanatismo razzista internazi comunista, nazi maomettano e del suprematismo neri BLM (a cui si è sono aggiunti i cristiani di sinistra facenti capo a Betgoglio) che comporta l'istigazione criminale, da parte di questa infernale alleanza, di questo sinistro mondo, all'invasione dell'Italia e dell'Europa, al disprezzo etnico razzista verso di noi, alla negazione della nostra sovranità, civiltà e umanità; che arriva alla demenza di chiamare civiltà e cultura l'inciviltà e l'incultura razzista, predatoria e assassina dei clandestini e di giustificare l'uso da parte loro della violenza predatoria verso di noi come parte di una demenziale ritorsione storica con risarcimento adeguato per il colonialismo europeo e lo schiavismo americano come se noi qui oggi fossimo i responsabili di quanto fatto da altri nel passato.

Invenzione di diritti inesistenti, giustificazione della mancanza di rispetto e della violenza predatoria demonizzazione che inducono e promuovono odio e istigano questa gente contro di noi.


Miseria del terzomondismo
Lucio Leante
6 agosto 2021

https://opinione.it/editoriali/2021/08/ ... omondismo/

Molti non sono pienamente coscienti del fatto che la diffusa tesi secondo cui l’Occidente, con il suo colonialismo imperialista ed il suo “neo-colonialismo” delle multinazionali, sarebbe ancor oggi “la causa” di tutti i persistenti mali dei Paesi poveri africani ed asiatici (e quindi anche dei flussi migratori attuali) è una balla colossale che trova origine nell’ideologia para-comunista, fintamente umanitaria e in realtà anti-occidentale del terzomondismo. Il terzomondismo sembrava essere morto come il marxismo da cui è nato e di cui costituiva un’eresia ed un surrogato. E, invece, una delle ideologie più perniciose per gli stessi Paesi del cosiddetto “terzo mondo”, pur sconfessata e smentita dalle dure repliche dei fatti e della storia, continua a vivere sotto altre sembianze e altre denominazioni. Oggi continua a serpeggiare quasi soltanto in Occidente mentre nel “terzo mondo” le nuove generazioni di intellettuali, economisti, sociologi e antropologi lo considerano obsoleto e, anzi una delle principali cause ideologiche della persistente arretratezza dei loro Paesi e persino una forma di vero neocolonialismo mascherato dietro gli “aiuti esteri”.

Rifugio dei post-comunisti (e cattolici di sinistra)

In Occidente è divenuto il rifugio – spesso inconfessato e travestito di aspirazioni alla giustizia universalista ed egualitaria – di molti ex-post-comunisti e di “cattolici di sinistra”. Per i post-ex-comunisti il terzomondismo ha sempre rappresentato un’eresia del marxismo ed un ripiego ideologico e teorico finalizzato a salvare la prospettiva rivoluzionaria ad opera non più – come prevedeva Karl Marx – del proletariato industriale dei Paesi avanzati (già da Lenin considerato nel suo testo “L’Imperialismo fase suprema del capitalismo” – almeno nelle sue “aristocrazie” – “integrato” nel sistema capitalistico-borghese perché “corrotto dai corrotti riformisti”), ma delle masse povere e diseredate dei contadini dei Paesi arretrati, per di più considerate portatrici di una purezza e innocenza primigenia, che prefiguravano comunque un diverso tipo di “uomo nuovo” dal cuore antico, frugale, austero e anti-consumista. Ai contadini che Marx considerava alla stregua di “sacchi di patate” e che Lenin e Stalin non nascondevano di volere sterminare “come classe” (nobile progetto poi in gran parte realizzato) i terzomondisti attribuivano invece nientemeno che la funzione di motore di massa per la rivoluzione mondiale. Marx aveva previsto un socialismo ricco ed i terzomondisti ne proponevano uno povero e anzi misero. Una bella giravolta, che però consentiva loro di mantenere viva la prospettiva “rivoluzionaria” e cioè quella della distruzione dell’Occidente e della sua civiltà cristiana e liberale.

Per i cattolici di sinistra il terzomondismo riproduce soprattutto temi pauperisti, sempre risorgenti come un fiume carsico non solo in vari movimenti ascetici e in qualche misura gnostici (e pelagiani) non tutti e non sempre dichiarati eretici, come i catari, i valdesi, i poveri di Lione, gli umiliati, gli apostolici, le beghine e soprattutto gli ordini mendicanti tra cui i francescani. Nella storia stessa del cristianesimo ortodosso la povertà programmatica è un tema ricorrente. Una vena pauperista e terzomondista anti-occidentale è certamente presente anche nell’attuale papa Bergoglio, che non a caso ha scelto il nome di Francesco. Non è forse scritto che “è più facile che un cammello passi per la cruna dell’ago che un ricco entri nel regno di Dio”? (Matteo 19–23–30).

Il pauperismo è insomma il cemento ideologico-religioso che tiene insieme i terzomondisti: gli ex-post comunisti e i cattolici umanitari. Particolare curioso è che entrambi da un lato si stracciano le vesti per la povertà del “terzo mondo” (accusandone l’Occidente), ma dall’altro entrambi esaltano le virtù salvifiche della povertà. I comunisti come strada per il paradiso terrestre comunista popolato da quel particolare “uomo nuovo” molto simile al mitico “buon selvaggio” russoviano. I cattolici la esaltano come strada per la salvezza ultraterrena nel regno di Dio.
Istanze nettamente terzomondiste (e pauperiste) si ritrovano poi ai nostri tempi mascherate nell’ideologia multiculturalista, nella “cancel culture”, nel movimento “Black lives matter”, nelle aspirazioni alla cosiddetta “decrescita felice”, nell’atteggiamento pregiudizialmente filopalestinese e anti-israeliano di molti e in generale in tutte le ideologie anti-occidentali contemporanee. Del terzomondismo di un tempo esse sono le ultima variante e incarnazione. In ogni caso il terzomondismo può considerarsi oggi una teoria ideologica smentita dai fatti.

Le dure repliche dei fatti

Gli europei che arrivarono in Africa nel XIX secolo non trovarono un Eden che poi avrebbero distrutto, ma carestie, epidemie, tratte di schiavi (anche tra indigeni) malattie endemiche e guerre tribali. Il colonialismo fu un fenomeno complesso che qui sarebbe impossibile analizzare perché di colonialismi ve ne furono diversi e vari. Comunque secondo la maggior parte degli storici non può essere ridotto alla categoria ottocentesca dello sfruttamento e della rapina come fanno semplicisticamente i terzomondisti. Certo, di crimini i colonialisti europei ne hanno commessi: dalla repressione inglese del grande ammutinamento indiano del 1857, ai massacri nel Congo belga, al genocidio dei popoli Herero in Namibia, allo sterminio dei ribelli cirenaici nella Libia occupata dagli italiani. Ma tali fatti, seppur tragici e ripugnanti, non confermano affatto la semplicistica versione terzomondista sull’intricato rapporto tra colonialismo e sviluppo mancato. Su questo punto la vera “colpa” dei colonialisti è stata di non avere creato una vera classe dirigente locale responsabile, una vera borghesia grande e piccola ed un’economia di mercato.

In ogni caso l’era coloniale è terminata oltre 60 anni fa, tra la fine della Seconda guerra mondiale e la fallita spedizione anglo-francese a Suez nel 1956. “Il bilancio deve cominciare da allora, non da cent’anni prima. E l’esame di coscienza devono farlo anzitutto i ‘decolonizzati’, non i colonizzatori” – ha scritto tra gli altri Sergio Romano. E la sua opinione è ampiamente condivisa oggi da molti giovani intellettuali africani ed asiatici stanchi della vulgata terzomondista finalizzata a esportare tutte le “colpe” al “perverso Occidente”.

Subito dopo la fine del colonialismo, molti leader dell’indipendenza contro il colonialismo divennero capi di Stato, adottando politiche socialiste (e tribaliste), sotto influenza sovietica, per contrapporsi all’ “imperialismo” occidentale.
Il Ghana del leader storico Nkrumah, filo-socialista e nazionalista, la Guinea del filosovietico Sékou Touré, al potere per oltre un ventennio, fino allo Zimbabwe di Robert Mugabe, tutti dominati da leader terzomondisti, panafricani ed anti-occidentali, non sono stati soggetti per lunghi periodi alle politiche neocoloniali. Tutti quei Presidenti hanno nazionalizzato le compagnie straniere, cacciato via le deprecate multinazionali. Anzi Mugabe cacciò via nel 2000 tutti gli europei bianchi dallo Zimbabwe e spartì delle loro terre tra gli autoctoni (anche se poi nel 2020 il nuovo governo dello Zimbabwe ha dovuto restituire le terre agli ex coloni risarcendoli persino). Eppure i loro Paesi sono in condizioni non meno tragiche di altri.

Il fallimento del socialismo terzomondista

Quelle loro politiche socialiste erano estranee alla cultura locale e furono fallimentari per le economie locali come lo furono in tutti i Paesi socialisti del mondo che hanno subito lunghi periodi di scarsezza e di illibertà. Il risultato è che da tempo l’Africa è costretta ad importare prodotti alimentari per decine di miliardi di dollari (secondo recenti stime siamo oggi attorno ai 100 miliardi annui) dall’estero, mentre nel deprecato periodo coloniale era un esportatrice netta di cibo. Lo Zimbabwe quando era Rhodesia e la Repubblica Democratica del Congo quando era Congo belga esportavano cibo, ma oggi le loro popolazioni non riescono a sfamarsi. La stessa Tanzania e la Sierra Leone erano un tempo auto-sufficienti.

Questa ed altre circostanze, come le continue guerre politico-tribali, la stagnazione sociale, i faraonici arricchimenti dei dittatori e dei loro clan e tribù dominanti a spese delle popolazioni, la corruzione dilagante, le epidemie ricorrenti, la mancanza infrastrutture scolastiche ed ospedaliere, hanno indotto molti giovani intellettuali africani ad abbandonare l’ideologia terzomondista ed anzi ad accusare i terzomondisti occidentali di essere la vera causa ideologica dei disastri dei loro Paesi . Mentre un tempo, l’intellighenzia, influenzata e blandita dai terzomondisti occidentali, seguiva i leader africani filo-sovietici che accusavano la colonizzazione europea per tutti i mali dell’Africa, oggi una buona parte della nuova generazione di intellettuali incolpa soprattutto i dittatori locali di avere assorbito dall’Urss e dai terzomondisti occidentali il dogma del collettivismo comunista e la convinzione che il libero mercato e o stato di diritto fossero “roba da bianchi” anche se non soprattutto perché quell’ideologia garantiva loro ed alle loro tribù e clan un potere totalitario immenso e incontrollato. “Un grande ostacolo alla crescita economica dell’Africa è stata la tendenza di incolpare le forze esterne per i nostri fallimenti… il progresso sarebbe potuto arrivare se avessimo provato a rimuovere la polvere dagli occhi” – ha scritto l’intellettuale ghanese Said Akobeng Eric, in una lettera all’editore di Free Press.

La nuova intellighenzia africana

La parte più sveglia della nuova intellighenzia africana e asiatica nutre ormai ben pochi dubbi sull’efficacia del libero mercato e dello stato liberale di diritto nell’arricchire e migliorare l’economia dei Paesi che li adottano: è inequivocabile la forte relazione tra libertà economica, civile e politica e i maggiori indicatori di ricchezza e benessere. Lo dimostrano i casi della Cina e del Vietnam (e di altri Paesi ) che sistematicamente hanno cominciato a crescere non certo da quando sono divenuti indipendenti dal dominio coloniale, ma da quando hanno scelto il libero mercato e hanno abbandonato la ricetta collettivista e statalista. Anche in Africa il Rwanda, il Botswana e l’Etiopia stanno cominciando a vedere i primi risultati positivi delle incipienti liberalizzazioni. Per converso tutti i Paesi che si sono attardati e hanno conservato la vecchia ricetta statalista e collettivista come Cuba, il Laos e vari Paesi africani languono nella miseria e stagnano nel sottosviluppo.
Anzi l’economista ghaniano George Ayittey, pur non negando le responsabilità e le malefatte dei colonialisti, sostiene che la vera tragedia per lo sviluppo dell’Africa sia nata non con il colonialismo, ma con l’indipendenza (v. George B. N. Ayittey, Defeating Dictators: Fighting Tyranny in Africa and Around the World, Ed. St. Martin’s Griffin, 2012, Pp. 396–406).

Secondo vari studiosi, sia occidentali, sia africani il vero neocolonialismo oggi non è quello delle multinazionali, ma quello dagli aiuti esteri degli stati occidentali, delle organizzazioni internazionali, dei progetti delle varie agenzie di cooperazione e delle Ong, unificati da una stessa perniciosa ideologia: quella del terzomondismo sia pure in versione non più rivoluzionaria, ma gradualista. Sono gli “aiuti” internazionali che, infatti, hanno perpetuato le dittature collettiviste, causa principale dei mali dell’Africa. (per una più completa documentazione si veda Anna Mahiar Barducci, Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo, ma male, Fondazione Einaudi, 26 aprile 2020). Lo stesso economista ghaniano Ayittey ha scritto: “Abbiamo rimosso i colonialisti bianchi e li abbiamo rimpiazzati con neo-colonialisti neri” mantenuti al potere ed arricchiti, insieme con i loro clan, tribù e greppie di potere proprio dagli aiuti internazionali e dalla loro ideologia terzomondista (v. therisingcontinent.com 25 Ottobre 2011).

Il vero neo-colonialismo: gli aiuti esteri

Il giornalista ugandese Andrew Mwenda, definisce da vari anni gli aiuti come antitetici alla crescita, perché creano gli incentivi sbagliati e distorcono la relazione tra Stato e cittadino. A causa degli aiuti internazionali, il governo non ha più alcun interesse a dialogare con la popolazione e a cercare consensi, perché sostenuto economicamente dall’esterno (v. Andrew M Mwenda: aid creates the wrong incentives for progress, theguardian.com 24 luglio, 2008.).

Sembra pertanto sempre più chiaro che anche la formula “aiutiamoli a casa loro”, che può sembrare una valida alternativa all’immigrazione incontrollata e illimitata sia solo una formula semplicistica e propagandistica destinata a non funzionare, almeno per come è impostata adesso la cooperazione internazionale. Si sta facendo sempre più forte l’idea che un Piano Marshall per l’Africa possa risollevare i Paesi africani e frenare così l’emergenza migranti. Ne hanno parlato con enfasi sia l’allora presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, sia la cancelliera tedesca Angela Merkel. Tuttavia, sia gli aiuti internazionali, sia un eventuale Piano Marshall, promuoverebbero soltanto trasferimenti “da governo a governo”, ovvero incentiverebbero solo lo statalismo, con le sue solite dispersioni e distorsioni e non la “libera impresa”, la libertà economica ed il libero mercato. Nemmeno il supposto Piano Marshall per l’Africa sembra una soluzione. Già nel 2002 l’ex Presidente del Senegal Abdoulaye Wade, dichiarò: “Non ho mai visto Paesi svilupparsi grazie agli aiuti… I Paesi che si sono sviluppati come gli Stati Europei, l’America, il Giappone…hanno tutti creduto nel libero mercato. Non c’è alcun mistero. L’Africa ha preso una strada sbagliata dopo l’indipendenza”.

La economista dello Zambia, Dambisa Moyo, ha scritto nel suo famoso libro “Dead Aid” (“Aiuto morto”): “Il foreign aid sostiene i governi corrotti (africani) – fornendo loro denaro utilizzabile liberamente. Questi governi corrotti interferiscono con lo Stato di diritto, con la creazione di istituzioni civili trasparenti e con la protezione delle libertà civili”. Ed ha poi aggiunto: “In risposta all’aumento della povertà, i Paesi donatori danno più aiuti economici, continuando così la spirale della povertà. Questo è il circolo vizioso degli aiuti. Il circolo che strozza il bisogno di investimenti, che infonde la cultura della dipendenza, e facilita la corruzione sistematica, con deleterie conseguenze per la crescita. Questo è il circolo che perpetua il sottosviluppo e garantisce il fallimento economico dei Paesi poveri, dipendenti dal foreign aid.”.

La soluzione per la Moyo è pertanto chiara: innanzitutto cancellare gli aiuti, una proposta che ha suscitato le vivaci e terrorizzate critiche di molte Ong dirette da noti terzomondisti, che da (e su) quegli aiuti ci campano discretamente (v. D. Moyo, “Dead Aid”, Penguin, London 2009). Il discorso sull’Africa (e sul terzomondismo) dovrebbe continuare, e lo continueremo. Il fine di questo articolo era solo quello di sottolineare il fallimento e la cialtroneria dei terzomondisti, la cui vera “passion predominante” non è affatto la cura umanitaria per i popoli degli “ultimi” o “dannati della terra”, come vorrebbero fare credere. A costoro essi non hanno apportato che danni enormi e irreparabili. La loro vera passione è un’avversione pregiudiziale per l’Occidente, vissuto come colpa collettiva di tutti i mali del mondo. Un’avversione che essi hanno ereditato dal marxismo e che è anche un paradossale e patologico odio di sé.


Menzogne e calunnie demenziali per demonizzare, criminalizzare e disumanizzare, per istigare alla paura, al disprezzo e all'odio etnico-ideologico-politico-religioso, al fine di depredare, schiavizzare e impedire il libero esercizio dei diritti umani, civili, economici e politici del prossimo.
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https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 8357587395


Il Politicamente corretto (PC): il peggiore crimine contro l'umanità
Il Politicamente Corretto è l'ideologia del male e dell'inversione assurda elevate a bene e assunte come diritto, è l'ideologia dell'odio e del caos.
La menzogna, l'inganno, l'illusione del Politicamente corretto e le sue violazioni dei diritti umani

viewtopic.php?f=196&t=2947
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 6835049120
La violenza della menzogna del PC precede e anticipa la violenza fisica del suo totalitarismo sociale e politico istituzionale, poliziesco, giuridico e militare.


Colonizzazione e decolonizzazione dell'Africa
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 194&t=1822
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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:46 pm

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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » lun lug 26, 2021 10:46 pm

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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » ven lug 30, 2021 7:46 am

15)
La mia vita conta gridano i clandestini e i loro promotori, sostenitori e difensori ...


Certo la tua vita conta se rispetti quella degli altri, specialmente nella patria altrui,
se non invadi clandestinamente i paesi degli altri,
se non minacci e non usi violenza, se non aggredisci e non fai il prepotente,
se non rubi e non rapini, se non spacci droga e moneta falsa,
se non stupri e non molesti,
se non cerchi di vivere alle spalle dei cittadini e dei contribuenti del paese che non è il tuo,
se non menti, non inganni e non falsifichi l'identità,
se non costituisci un pericolo per gli altri,
se rispetti le leggi del paese dove ti trovi,
se non accampi diritti che non hai e non pretendi cose assurde,
se non disprezzi e non insulti,
se ti guadagni il pane con il sudore della fronte e ringrazi chi ti ha aiutato,
se te ne torni a casa tua qualora fossi indesiderato ed espulso,
se rispetti la mia vita, la mia tradizione e cultura, i miei diritti umani, civili e politici, la mia libertà e la mia sovranità a casa mia!




ANZIANA MASSACRATA DA MIGRANTE ILLEGALE
27 luglio 2021

https://www.islamnograzie.com/anziana-m ... -illegale/

Arrestato il 42enne autore di sequestro e del grave pestaggio di un’anziana in centro. È stato ancora il pronto intervento degli agenti della Volante della Questura a salvare una donna di Caserta di 70 anni, alla quale il marocchino ha rotto tre costole per sottrarle il bancomat e tentare di derubarle i soldi.
La settantenne, presa dalla paura che l’uomo la potesse uccidere, ha chiesto aiuto agli operatori dell’ufficio postale dove si era recata sotto minaccia dell’energumeno a prelevare i soldi.
Qui gli agenti hanno subito fermato e arrestato per estorsione e lesioni il marocchino, già ricercato per altri precedenti penali.



Marocchina prende a morsi agenti che non la lasciano rubare: calci, pugni e sputi

30 luglio 2021

https://voxnews.info/2021/07/30/marocch ... i-e-sputi/

Giovedì sera la Polizia di Stato di Rimini è intervenuta nei pressi di uno stabilimento balneare dove una signora era stata vittima del furto del proprio cellulare: tramite la geolocalizzazione, il cellulare è risultato essere nelle vicinanze di un’africana. Tra le due donne è nata un’animata discussione tale da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

La pattuglia di Volante, subito sul posto, ha individuato l’autrice del furto che, alla vista degli operatori, ha cercato di darsi alla fuga ma è stata subito fermata e, alla richiesta di fornire le proprie generalità, ha reagito violentemente contro gli agenti con calci, pugni, sputi imprecando contro di loro.

Gli agenti con l’aiuto del personale della Polizia Locale di Rimini, sono riusciti a far salire a bordo dell’auto di servizio la donna, cittadina marocchina di trent’anni. Non era ancora doma, tanto che ha cercato in tutti i modi di sfondare il finestrino della volante, danneggiandolo. In Questura, la donna ha continuato ad avere un comportamento ostile verso gli operanti e si scagliata contro uno degli agenti mordendolo.

L’immigrata è stata arrestata per violenza, resistenza lesioni e minacce a Pubblico Ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Inoltre, è stata indagata per danneggiamento aggravato e oltraggio a Pubblico Ufficiale.



Gino Quarelo
Vedasi capitolo 11)
I crimini dei marocchini e degli Africani, specialmente nazi maomettani, in Italia e in Europa (certo non si può generalizzare, non tutti i marocchini e gli africani che si trovano in Italia e in Europa sono clandestini e parassiti, delinquenti e criminali, islamici o nazi maomettani e terroristi, razzisti e senza rispetto, però una parte lo è e non va nascosta e trattata come se non ci fosse)


Crimini e delitti dei clandestini, degli irregolari e di altri stranieri più o meno regolari o in attesa di regolarizzazione o di respingimento
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 194&t=1814

Violenza e stupri africano asiatico maomettani
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 194&t=2679

Crimini dei nazisti maomettani marocchini e africani in Europa
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 188&t=2753



Ho guardato queste due foto che ritraggono Younes, la persona uccisa a Voghera, prima e dopo lo stare male.
Leonardo Cecchi
29 luglio 2021

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E l’orrore della barbarie che l’ha ucciso, quello sceriffismo delinquente, è diventato il dolore del tipo di ingiustizia che scava dentro ogni uomo capace di definirsi tale: l’ingiustizia della fragilità che paga sempre il conto più salato. Quella che in alcuni proverbi popolari viene esemplificata così: “agli zoppi pedate negli stinchi”. Ossia: sei fragile, sei debole. Accaniamoci, fino a che non cesserai di respirare perché al branco non sei utile, anzi sei solo un fastidio.
È la scomparsa di ogni sentimento umano, il riaffermarsi di istinti primordiali che degradano ogni uomo. Con la differenza che per noi, rispetto a qualunque altro mammifero, tale ingiustizia non viene perpetrata in maniera fulminea, con il branco che ti si accanisce tutto in una volta sola. L'abbiamo resa un'arte mettendola a sistema in una lunga tortura. La tortura di un sistema che scoprendoti fragile, socialmente, psicologicamente o economicamente, ti abbandona a scivolare nell’abisso. Ti chiude le porte in faccia, ti isola. E spesso lo fa appellandosi ipocritamente al rispetto di sedicenti libertà individuali, a causa delle quali non interviene (se non marginalmente ed eccezionalmente), fino a farti diventare il fantasma di un uomo.
E poi arriva, come sempre, il boia. Dopo la tortura di un dolore che dura anni, arriva sempre. A volte ha una pistola. Altre volte è un branco di ragazzini che ti prende a sassate per divertimento o ti dà fuoco mentre dormi sotto un ponte. Altre ancora è solo la fame o l’esito del lungo abbandono.
Ma l’esito è sempre lo stesso. L’ingiustizia dell’ennesima, e finale, pedata allo zoppo, non negli stinchi, ma in testa.


Gino Quarelo
Quante demenzialità quanta manipolazione disinformante in questo scritto che sta dalla parte del male e dipinge il male come se si trattasse di un bene maltrattato, di un bene vittima del male.
In realtà questo presunto bene e vittima del male è il vero male che ha aggredito il bene costrimgendolo a difendersi.

Il delinquente ucciso era un uomo malato?

Un buon uomo che sta male non molesta il prossimo, non aggredisce, non ferisce, non tenta di fare del male, di uccidere e non manca di rispetto agli altri, non fa il prepotente, non costituisce un pericolo per gli altri, rispetta la legge e se espulso ne ritorna al suo paese,
Se quest'uomo clandestino era malato doveva farsi carico innanzi tutto la sua famiglia, la sua comunità e il suo paese per curarlo e non noi, se quest'uomo era malato di mente e pericoloso doveva essere isolato e internato affinché non nuocesse agli altri e non lasciato libero di muoversi nuocendo al prossimo e mettendo in pericolo la incolumità degli italiani, se era stato esplulso bisognava espellerlo veramente e rispedirlo al suo paese dove stavano sua mogli e i suoi figli.
È di questi tempi la demenza intellettuale, il mal costume di dipingere i delinquenti stranieri e clandestini predatori, stupratori e assassini e i terroristi nazi maomettani sterminatori come malati, come povere vittime sofferenti che compiono il male solo perché provocate, perché costrette, perché motivate da terribile cause varie di cui noi saremmo responsabili, noi che solo apparentemente siamo le vittime.
Secondo questa demenziale vulgata saremmo noi italiani, europei, bianchi e cristiani, noi occidentali euro americani le cause della cattiveria, della delinquenza, della migrazione clandestina dall' Asia e dall'Africa di questi migranti/asilanti clandestini e criminale e i veri carnefici.




Runner picchiato e rapinato, i carabinieri arrestano l’aggressore
Adriano Agatti
17 agosto 2021

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Voghera, martedì mattina un 66enne è stato preso a pugni e calci da un giovane che voleva derubarlo

Runner picchiato e rapinato sulla strada Marchesina, a Voghera. Martedì i carabinieri della compagnia di Pavia hanno arrestato l'aggressore, un cittadino del Gambia di 27 anni che è stato rinchiuso in una camera di sicurezza della caserma di Voghera, mercoledì mattina sarà processato con rito direttissimo.

L’aggressione si è verificata nelle prime ore di martedi mattina sulla Marchesina, strada che collega Voghera a Rivanazzano molto frequentata dai runner. Un uomo di 66 anni di Voghera stava correndo quando si è trovato di fronte il 27enne. L’aggressore ha perso a calci e pugni il runner per fargli aprire il marsupio, che conteneva un telefono cellulare e le chiavi del'auto.

Il runner è caduto a terra: il giovane africano gli ha anche calpestato e rotto gli occhiali. L'allarme è scattato con una telefonata al 112, una pattuglia di carabinieri, che era in zona, ha raggiunto il rapinatore e lo ha bloccato. Poi l'arresto.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Difendersi è un diritto e un dovere sacrosanti

Messaggioda Berto » ven lug 30, 2021 7:46 am

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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