Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » ven apr 05, 2019 10:57 am

La Cassazione riabilita il sindaco di Riace: «Per Lucano non risultano frodi»
3 aprile 2019

https://www.corriere.it/cronache/19_apr ... DZyCv76gXw

Mancano indizi di «comportamenti» fraudolenti che Domenico Lucano, il sindaco sospeso di Riace, avrebbe «materialmente posto in essere» per assegnare alcuni servizi, come quello della raccolta di rifiuti, a due cooperative dato che le delibere e gli atti di affidamento sono stati adottati con «collegialità» e con i «prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato». Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni depositate ieri e relative all’udienza che lo scorso 26 febbraio si è conclusa con l’annullamento con rinvio del divieto di dimora a Riace, la cittadina calabrese diventata un simbolo per l’accoglienza dei migranti. «Io mi difendo nel processo e non dal processo», commenta Lucano su Radio Capital. «Penso che questa storia sia diventata qualcosa che ha a che fare con la politica, con lo schierarsi da una parte o dall’altra. Io sono l’ultimo anello. La Cassazione ha detto che non dovevo subire le restrizioni cautelari per i reati che mi sono stati attribuiti. Sono stato sospeso da sindaco, è stata interrotta una decisione democratica», aggiunge Lucano.

La misura cautelare era stata disposta dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria lo scorso 16 ottobre nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Locri che ha rinviato a giudizio Lucano. L’udienza è aggiornata al 4 aprile. Rileva inoltre la Cassazione che non solo non sono provate le «opacità» che avrebbero caratterizzato l’azione di Lucano per l’affidamento di questi servizi alle cooperative L’Aquilone ed Ecoriace. Per questo il riesame deve rivalutare il quadro per sostenere l’illiceità degli affidi. Invece, per gli «ermellini», ci sono gli elementi di «gravità indiziaria» del fatto che Lucano si sia dato da fare per favorire la permanenza in Italia della sua compagna Lemlem. Ma a questo riguardo, bisogna considerare «la relazione affettiva».

Lucano era sindaco di Riace dal 2004: da allora era stato il Comune a gestire direttamente i fondi per il progetto di accoglienza dei migranti. A Riace erano arrivati osservatori, artisti e giornalisti da tutto il mondo e la cittadina calabrese era stata definita un “modello” di accoglienza diffusa e integrazione. Nel 2016 Lucano era stato inserito tra le 50 persone più influenti al mondo dalla rivista Fortune, ma è in quello stesso anno che cominciarono le indagini su di lui da parte della prefettura di Reggio Calabria, che indaga le irregolarità amministrative e gli illeciti penalmente rilevanti del progetto. Il colpo di scena è arrivato il 13 ottobre scorso, con il documento del Viminale che di fatto ha cancellato il modello Riace, muovendo accuse e contestazioni al progetto di accoglienza. Il documento di 20 pagine riferiva al comune e al prefetto di allontanare dal paese tutti gli stranieri ospitati.



Alberto Pento
La promozione e il favoreggiamento della migrazione clandestina e del nazismo maomettano restano come resta il parassitismo a spese e a nostro danno; frutto del nazi-comunismo.




Matteo Salvini commenta la decisione della Cassazione che riabilita Mimmo Lucano
Di Laura Melissari 04 Apr. 2019

https://www.tpi.it/2019/04/04/salvini-c ... r4pWQjzq1g

Lo aveva definito uno zero, e si era opposto con tutte le sue forze al sindaco di Riace e al suo modello di accoglienza. E ora che la Cassazione si è espressa a favore di Mimmo Lucano, Matteo Salvini non fa marcia indietro. Non chiede scusa e anzi, rincara la dose.
“Non commento i giudici ma irregolarità ne sono state segnalate a decine, quindi”, sostiene Matteo Salvini.
La Cassazione dà ragione a Mimmo Lucano. E ora, chi gli chiederà scusa?

“Al di là dei reati che possono esserci o non esserci, pensare che il ripopolamento e ringiovanimento di un territorio passi attraverso l’arrivo di migliaia di immigrati, secondo me è un modello di sviluppo sbagliato. Fossi un sindaco calabrese mi occuperei di dare un futuro ai giovani della mia terra al posto di deportare i migranti”, continua Salvini a margine di un convegno sulla cooperazione, che si è tenuto il 3 aprile.

Il ministro risponde poi alla provocazione arrivata nella mattinata di ieri dallo stesso Lucano, che lo aveva accusato di sfuggire ai processi.
“Non ho paura anche perché di processi ne avrò altri. Se avessi paura non dovrei fare il ministro dell’Interno”.
“Quello che ho fatto l’ho fatto per difendere l’interesse nazionale”, ha detto il ministro.


Riace, nuovo avviso di garanzia per Mimmo Lucano: truffa e falso ideologico per le case che ospitavano i migranti
Lucio Musolino
12 Aprile 2019

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... iuVKMU7dZQ

Altro avviso di garanzia per il sindaco “sospeso” di Riace Mimmo Lucano, che ieri sera, dopo il rinvio a giudizio rimediato nel processo “Xenia”, si è visto notificare un avviso di conclusione indagini per truffa da parte della Procura di Locri. Questa volta, al centro dell’inchiesta, ci sono gli alloggi dove i migranti venivano ospitati dalla cooperativa “Girasole”, amministrata da Maria Taverniti. Anche lei è indagata assieme a Lucano e ad altre otto persone che avevano affittato gli immobili alla cooperativa. Si tratta di Giuseppe Tavernese, Debora Porcu, Giovanni Sabatino, Raffaele Belfiore, Rinaldo Deluca, Luana Tosarello e Marco Iacopetta.

Secondo il sostituto procuratore Ezio Arcadi, tre appartamenti sarebbero “risultati privi di collaudo statico e certificato di abitabilità, – è scritto nel capo di imputazione – documenti indispensabili per come richiesto specificatamente sia dal manuale operativo Sprar che dalle convenzioni stipulate tra il Comune di Riace e la Prefettura”. A Lucano viene contestato di aver firmato una “falsa attestazione ove veniva dichiarato che le strutture di accoglienza per ospitare i migranti esistenti nel territorio del Comune di Riace erano rispondenti e conformi alle normative vigenti in materia di idoneità abitativa, impiantistica e condizioni igienico sanitarie”. Altri cinque appartamenti, invece, sono risultati privi solo del “certificato di abitabilità”.

Se il reato di truffa è contestato a tutti gli indagati, il sindaco “sospeso” deve rispondere anche del reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. La Procura di Locri, inoltre, ha rilevato “la mancanza, in capo al Lucano, di qualunque competenza riconosciuta dall’ordinamento circa il giudizio relativo ai requisiti tecnici che dovevano possedere gli immobili (dal punto di vista statico, impiantistico e dell’agibilità), nonché l’avere egli predisposto e sottoscritto le determine con le quali venivano assegnate alla Cooperativa Girasole le somme a pagamento di canoni locativi” in favore dei proprietari.



Mimmo Lucano sarà processato per la gestione dei migranti
Pietro Bellantoni - Gio, 11/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... MUKCAdAoTM

Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Mimmo Lucano dovrà affrontare il processo e dimostrare la sua innocenza davanti a un tribunale.

Il gup di Locri, Amelia Monteleone, dopo una camera di consiglio durata circa cinque ore, ha disposto il rinvio a giudizio del sindaco di Riace, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di abuso d'ufficio. Il dibattimento inizierà il prossimo 11 giugno. A processo anche gli altri 26 indagati coinvolti nell'inchiesta “Xenia”, che si è concentrata sulla gestione dei migranti nel paesino calabrese diventato simbolo dell'accoglienza.
Per il gup, però, il tanto decantato modello di integrazione voluto da Lucano deve passare al vaglio di un tribunale. Gli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua avevano chiesto il non luogo a procedere per il sindaco. La stessa richiesta era stata avanzata anche per la compagna di Lucano, Lemlem Tesfahun. Il gup ha però deciso diversamente.
Lucano è sottoposto al divieto di dimora a Riace dal 16 ottobre. La Cassazione, lo scorso 26 febbraio, aveva annullato con rinvio la misura cautelare e sottolineato l'assenza di comportamenti fraudolenti che il sindaco avrebbe “materialmente posto in essere” per assegnare alcuni servizi, tra cui quello della raccolta di rifiuti. Gli atti, secondo le motivazioni degli ermellini, sarebbero stati adottati in modo collegiale e con i “prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato”.
Discorso diverso, invece, rispetto al tentativo di Lucano di favorire la permanenza a Riace della sua compagna. Su questo punto, infatti, esistono elementi di “gravità indiziaria”, ma per la Cassazione bisogna comunque tenere in considerazione la “relazione affettiva” tra il sindaco e Lemlem.

Lucano, subito dopo la diffusione delle motivazioni della Suprema corte, in un'intervista concessa a Radio Capital aveva lanciato dure accuse al ministro dell'Interno: “Io mi difendo nel processo e non dal processo, non sono scappato come Salvini. Io non ho nessuno, lui invece è forte ma ha avuto paura di farsi processare”.
Lucano, in poco più di un decennio, è riuscito a trasformare Riace nella cittadina dell'accoglienza e dell'integrazione per antonomasia, diventando un simbolo per la sinistra italiana, i media e i commentatori internazionali. Nel 2010 si era piazzato al terzo nella World Mayor, concorso mondiale sui migliori sindaci del mondo organizzato da City Mayors Foundation. Nello stesso anno era poi finito nell'elenco delle 50 personalità più influenti del pianeta, curato dalla rivista Fortune.

Più o meno nello stesso periodo, tuttavia, la Prefettura di Reggio Calabria ha iniziato a concentrare le proprie attenzioni sul 'Modello Riace', oggetto di diverse relazioni che hanno poi portato il ministero dell'Interno alla chiusura del progetto di accoglienza e al trasferimento degli immigrati. Quelle relazioni hanno attivato anche la Procura di Locri, che ha infine chiesto e ottenuto il processo a carico di Lucano.

Alberto Pento
Ma a spese dei cittadini italiani e delle loro scarse risorse e ciò è un delitto




Riace, confermato l'"esilio" di Lucano
Pietro Bellantoni - Ven, 19/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 82245.html

Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria ha respinto il ricorso del sindaco. Che a giugno affronterà il processo sulla gestione dei migranti

Mimmo Lucano non potrà tornare a Riace. Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria ha respinto il ricorso del sindaco contro la misura del divieto di dimora nella cittadina dell’accoglienza.

Per “U Curdu” si tratta della terza notizia negativa in pochi giorni, dopo il suo rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Xenia” e il nuovo filone di indagine per truffa aggravata.

Il Riesame è tornato a valutare la misura cautelare dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio il divieto di dimora, sottolineando, tra l’altro, l’assenza di comportamenti fraudolenti nell’assegnazione dei servizi per la raccolta dei rifiuti. Malgrado il rinvio, il Tribunale di Reggio Calabria ha comunque confermato il divieto di dimora per il sindaco sospeso.

Oltre all’‘esilio’, Lucano dovrà anche affrontare un processo, la cui fase dibattimentale inizierà il prossimo 11 giugno. Il gup Amalia Monteleone, lo scorso 11 aprile, ha rinviato a giudizio il sindaco dell’accoglienza e altre 25 persone. Lucano dovrà difendersi, tra l’altro, dalle accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di abuso d'ufficio e di aver commesso irregolarità nell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti.

Il giorno stesso del rinvio a giudizio, il padre del ‘Modello Riace’ è stato raggiunto da un nuovo avviso di chiusura indagini, stavolta in relazione all'ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per una cifra che si aggirerebbe attorno ai 134mila euro.

Secondo quanto riportato nell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Locri Ezio Arcadi, Lucano avrebbe indotto in errore il ministero dell'Interno e la Prefettura di Reggio Calabria tramite false attestazioni in cui veniva dichiarato che le strutture di accoglienza erano conformi alle norme vigenti in materia di idoneità abitativa, impiantistica e condizioni igienico-sanitarie, “laddove in effetti così non era”. Per gli inquirenti vari immobili in cui alloggiavano i migranti risulterebbero privi di collaudo statico e certificato di abitabilità. Documenti espressamente richiesti dalle convenzioni siglate tra Prefettura e Comune e dal manuale operativo Sprar.

Oggi l’ultima decisione del Riesame, che conferma il confino lontano da Riace per l’uomo che, solo pochi anni fa, era stato inserito dalla rivista Fortune nell’elenco delle cinquanta persone più influenti del pianeta.
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Messaggioda Berto » ven apr 05, 2019 10:58 am

Mafia nigeriana, la rete che operava dai centri d'accoglienza
Daniele Capezzone, 1 aprile 2019

https://www.nicolaporro.it/mafia-nigeri ... 97y6f0PMTo

Era solo questione di tempo, e (lo suggerisce il buonsenso, non servono chissà quali informazioni privilegiate) è la prima notizia di una serie destinata ad allungarsi moltissimo. Nel fine settimana, un’efficace indagine antimafia ha smantellato una rete (una decina di arresti, da sommare ai 18 disposti un paio di mesi fa) dedita in Sicilia a traffico di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e altri reati tra cui violenza sessuale di gruppo. Gli ultimi latitanti sono stati arrestati tra Francia e Germania, dove l’organizzazione andava ramificandosi.

E fin qui, purtroppo, c’è poco da stupirsi: ordinaria amministrazione criminale. Ma le novità sono quattro.

1. Primo: si tratta di esponenti della mafia nigeriana, con tanto di riti tribali di iniziazione (bere il sangue dei confratelli, tanto per capire di che – e di chi – stiamo parlando).

2. Secondo: eccezionali livelli di violenza e efferatezza, con liti tra bande rivali risolte a colpi di machete.

3. Terzo: come base operativa, questi gentiluomini avevano il Cara di Mineo, cioè nientemeno che un centro per l’accoglienza degli immigrati, divenuta – a quanto pare – base logistica per le attività illegali di queste bande.

4. Quarto: non sappiamo ancora se pure in questo caso il fatto sia confermato, ma in circostanze analoghe del passato è emerso che molte delle persone coinvolte erano arrivate sui barconi.

Si comprende bene che tutta la retorica sull’accoglienza, sul “restiamo umani”, sull’”aprite i porti”, deve fare i conti con questi dati di fatto, difficili da negare e aggirare.

Comunque la si pensi sull’immigrazione, e comunque ci si collochi politicamente, è evidente a chiunque abbia onestà intellettuale che solo la limitazione quantitativa degli arrivi, controlli rigorosi, e – in prospettiva, come già fanno altri paesi – la scelta anno per anno degli immigrati (in base alle reali esigenze del nostro mercato del lavoro) possono evitarci un destino di caos, disordine, violenza. Che non gioverebbe a nessuno: né agli italiani né agli immigrati regolari.
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Messaggioda Berto » ven apr 05, 2019 10:58 am

Roma, registravano minori poi li aiutavano a fuggire: 16 arresti nel centro accoglienza
4 aprile 2019
Elena Panarella

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/m ... C7Zn1CGpk#

Un'indagine durata circa 3 anni quella portata avanti dagli uomini del reparto Sicurezza Pubblica Emergenziale (Spe) del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, sulle “strane” dinamiche della gestione delle centinaia di minori stranieri non accompagnati, da parte del centro di primissima accoglienza (Misna) di Via Annibale Maria di Francia 6. Già un primo filone dell’indagine, iniziata nel 2016, aveva portato al rinvio a giudizio di E. S. rappresentante legale della “Virtus Italia Onlus Cooperativa Sociale” che per anni ha gestito il servizio per conto del Comune di Roma, quasi sempre in regime di “affidamento diretto”. Altre indagini, partite nel 2017 con pedinamenti ed intercettazioni telefoniche ed ambientali eseguite dai caschi bianchi romani, hanno permesso di far emergere un quadro più grave dove la quasi totalità degli operatori del centro, tra i quali educatori e psicologi, induceva alla fuga i minori, nella maggior parte dei casi di etnia rom, non senza prima averne registrato l’ingresso al fine di assicurare alla struttura la retta giornaliera (circa 120 euro).

Tra gli episodi documentati dagli agenti, la sopravvenuta pericolosità delle fughe “indotte”: dopo il primo troncone d’indagine infatti, ed il relativo rinvio a giudizio del rappresentante legale, gli “operatori”, si erano resi più scaltri. Non più aperture concordate del cancello automatico della struttura per favorire la fuga dei minori (le cui immagini erano state diffuse da inchieste televisive e giornalistiche) ma una vera e propria “induzione” nei confronti di minori anche di dieci anni, a scavalcare il cancello, persino a tarda notte, agevolando la cosa mediante il posizionamento di cassonetti a ridosso dell’entrata e spesso esortando i minori stessi ad evitare di farsi riprendere dalle telecamere, abdicando totalmente ai doveri di assistenza e custodia, assunti nei confronti dei minori che, in qualche caso, hanno persino riportato ferite nel corso delle pianificate “evasioni”. Sono 22 le misure cautelari personali emesse dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguite sin dall’alba di questa mattina, 16 arresti e per 6 l'obbligo di firma. Per E. S. rappresentante legale e C. C. responsabile della struttura e V. M. vice responsabile del centro si sono aperte le porte del carcere.

Al vaglio degli investigatori anche l’eventuale sequestro della struttura, che dai primi accertamenti sembrerebbe non aver mai posseduto i requisiti abitativi e di sicurezza per poter ospitare i ragazzi per i 30 posti disponibili . Già in passato il centro di Via Annibale Maria di Francia era stato oggetto di polemiche, spesso proprio dal sindacato della polizia locale, più di una volta la Ugl aveva infatti denunciato le pessime condizioni dei ragazzi dove vere e proprie epidemie di scabbia, scoperte per puro caso dagli agenti venivano sottaciute dove non coperte dagli operatori ed anche di recente aveva tuonato contro un protocollo d’intesa siglato dalla struttura, che di fatto privava le forze di polizia del potere di procedere autonomamente ad accertamento sanitario dell’età dei sedicenti minori anche on caso di forti sospetti Le operazioni, che tra esecuzione delle misure e ricollocamento degli ospiti vedono coinvolti oltre 120 agenti, sono tutt’ora in corso.
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Messaggioda Berto » lun apr 22, 2019 9:04 pm

Scalzone: "Niente Anpi: il mio 25 aprile è a Torre Maura coi migranti"
Gianni Carotenuto - Lun, 22/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 83115.html

"Nelle piazze di Anpi non mi ritrovo, le loro sono celebrazioni da museo: il mio 25 aprile è a Torre Maura con i migranti e contro i Cpt". Così Oreste Scalzone, storico leader della sinistra extraparlamentare, attacca l'associazione dei partigiani

Nella storia italiana, nessuno a sinistra si era sognato di attaccare Anpi e le celebrazioni del 25 aprile, l'anniversario della Liberazione.

Nessuno fino a Oreste Scalzone. Fondatore nel 1969 di Potere Operaio insieme a Toni Negri e Franco Piperno, oggi che ha 72 anni Scalzone è ancora l'intellettuale di riferimento di una certa sinistra che non ha mai chiuso i conti con il proprio passato, al punto da chiedere l'amnistia per l'amico Cesare Battisti e per i reati politici degli anni di piombo. Normale, per un politico rifugiatosi in Francia per sfuggire alle catene della giustizia italiana in virtù di una condanna definitiva a 8 anni di carcere - e mai scontata - per partecipazione ad associazione sovversiva. Meno normale che tra i suoi punti di riferimento non ci siano i partigiani di Anpi, le cui piazze per il 25 aprile sarebbero solo "celebrazioni da museo".

"In piazze e cortei di Anpi dove aleggiano gli Smuraglia (presidente nazionale di Anpi, ndr) non mi ritrovo neanche per fischiare o come presenza critica o contestatrice. Di Torre Maura o di impatti con i Cpr, veri lager in attesa di rinvii a quelli di Libia o di 'accoglimento' come carne da lavoro semi-schiava; oppure di necessità di gesti di azione diretta, di solidarietà concreta con occupazioni di case, fabbriche, tetti di capannoni 'logistici', ed altro e altro ancora, ne nascono ogni giorno. Ecco, lì è il nostro 25 aprile: campo di battaglia concreta e non di celebrazioni da museo". Parole durissime, quelle rilasciate ad Adnkronos da Scalzone. Che ancora vive nel mito del 25 aprile, ma solo del 1945. "Credo che in quella mattina tanti insorti pensassero come di vivere il sogno di star liberando la vita, non solo da un Ordine costituito, un regime, una quotidianità stenta e soffocata. Tuttavia, 25 aprile d'un anno dopo, è già tutt'altro. Ricorrenza, celebrazione, museo".

Secondo Scalzone, il vero fascismo da combattere non dovrebbe essere quello storico-politico di Mussolini, ma il "criptofascismo che ha preso il sopravvento nella vita quotidiana, nelle strade e piazze, nei comportamenti, nella microfisica delle relazioni: non un fantasma memoriale bensì una modalità d'esserci, assai trasversale". Ma è il concetto di "celebrazioni da museo" a lasciare a bocca aperta i partigiani di Anpi. "Quello che dice Oreste Scalzone sono problemi suoi. Noi sappiamo che la nostra è una battaglia molto dura. Ci troviamo in un'Italia in cui accadono sempre più episodi di fascismo e razzismo e tutto ciò va contrastato e in questo, molte volte, ci troviamo da soli", la replica di Luigi Giannattasio, presidente di Anpi Salerno. Insomma, ora la sinistra si divide anche sul 25 aprile...


Alberto Pento
Un demenziale invasato nazi comunista.
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Messaggioda Berto » mar apr 30, 2019 8:36 pm

Cassazione, una sentenza ora riapre le porte ai migranti che chiedono asilo
Franco Grilli - Ven, 26/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 85144.html

Una sentenza della Cassazione dà il via ad una serie di ricorsi sull'asilo. Per negarlo il giudice deve provare che nel Paese d'origine il richiedente non rischia la vita

Non potrà essere rimpatriato. Un pakistano che si è visto rifiutare la domanda di asilo, dopo l'impugnazione del provvedimento potrà restare ancora in Italia.

Di fatto dietro questa storia che si è consumata al tribunale di Lecce potrebbe nascondersi un precedente giuridico che può avere conseguenze anche sulla gestione dei flussi migratori. Ma facciamo chiarezza. Il pakistano in questione aveva dovuto rinunciare all'asilo perché secondo il Tribunale di Lecce non c'erano seri rischi per la sua vita nel Paese d'origine, il Pakistan.

Questo verdetto è stato però completamente ribaltato dalla Cassazione. Infatti secondo la Suprema Corte, i giudici non possono verificare i rischi che corre il richiedente asilo tenendo conto di generiche "fonti internazionali" che attestano l'assenza di conflitti nel Paese di origine. La Cassazione bacchetta il Tribunale che avrebbe dovuto ottenere "informazioni aggiornate sul Paese di origine del richiedente asilo".

Da qui l'esortazione ai giudici: "Il giudice è tenuto a un dovere di cooperazione che gli impone di accertare la situazione reale del Paese di provenienza mediante l'esercizio di poteri-doveri officiosi di indagine e di acquisizione documentale, in modo che ciascuna domanda venga esaminata alla luce di informazioni aggiornate". Adesso il caso del pakistano dovrà essere nuovamente esaminato. Ma il verdetto della Cassazione rischia di cambiare totalmente volto alle procedure per il riconoscimento delle richieste di asilo. E rischia (inoltre) di spalancare le porte ad una valanga di ricorsi.
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Messaggioda Berto » dom mag 05, 2019 6:41 am

Migranti, l'arcivescovo di Palermo contro le espulsioni: "Decreti disumani"
Roberto Chifari - Mar, 30/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... e6_m_IPR0E

L'arcivescovo di Palermo lancia un appello contro le espulsioni: "Non è giusto ricacciare a casa chi viene in segno di pace"

"Decreti disumani". Lo ripete a gran voce l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in merito alla storia di Paul, il ghanese da diciasette anni in Italia e che adesso rischia l'espulsione.

"Abbiamo fatto diventare il problema dei problemi, quello dei migranti. E' l'effetto di decreti disumani. Chi viene qui e viene nel segno di un bisogno di pace e di pane non fa male a nessuno - dice don Corrado - dopo anni di accoglienza, di bene fatto alla convivenza dei palermitani, non è giusto che ora sia ricacciato a casa".
Da dieci anni l'uomo è al servizio della Missione speranza e carità, la cittadella del Povero a Palermo, che accoglie da 25 anni un migliaio di persone in difficoltà e che lo scorso settembre ha ospitato Papa Francesco nella sua visita pastorale a Palermo.

Il missionario laico Biagio Conte, da due giorni è in sciopero della fame a Brancaccio, il luogo dove nel 1993 fu ucciso padre Pino Puglisi. "L'Italia non merita questo ingiusto comportamento - scrive in una lunga lettera -, non possiamo dare questo cattivo esempio, per scongiurare che altri Stati possono anche loro indurire il cuore. Italia sei sempre stata un prezioso esempio di umanesimo, non abbandonare i più deboli, i più indifesi. Ti prego, in nome del Buon Dio, per tutte le religioni e anche per chi non è religioso ma è per una vera giustizia, salviamo e così regolarizziamo chi è in Italia da tempo, da anni vive in terra d'Italia, hanno contribuito, non li rendiamo clandestini e così perseguitarli".

In Ghana Paul era un idraulico, un lavoro che ha mantenuto anche a Palermo riparando tanti impianti idraulici abbandonati all'incuria da decenni: "Adesso arriva un provvedimento che non capiamo vorrebbe espellerlo dall'Italia", dice il fratel Biagio. "Sono pronto a tutto. Anche a donare la vita. Non accetto la persecuzione in atto contro gli immigrati. L'Italia non merita questo ingiusto comportamento, non possiamo dare questo cattivo esempio. Salviamo e regolarizziamo chi è in Italia da tempo. Abbandonare gli immigrati a se stessi è un tentato omicidio, una vera ingiustizia". E ancora: "Per paura, sconforto possono cadere nelle mani della delinquenza, della malavita, della mafia. Il sentirsi emarginati, esclusi può trasformarli in schegge impazzite, rischiano di cadere ed entrare nelle mani del terrorismo. Italia ravvediti e rivedi tutto con amore e vera umanità per continuare ad essere una terra ospitale".



Alberto Pento
Poveretto non sa nemmeno quello che dice, come Bergoglio, fanatico, esaltato, irresponsabile che ci porta la morte in casa e che ci farà morire.
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Messaggioda Berto » dom mag 05, 2019 6:43 am

Toscani insulta ancora: "Gli immigrati? Meglio di quei coglioni degli italiani"
Sergio Rame - Sab, 04/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 89047.html

Il fotografo nega l'invasione: "Quei coglioni degli italiani non capiscono niente". Poi isulta Salvini ("È un incivile") e minaccia i suoi figli

"Ma dov'è l’invasione? Ma smettetela". Insulti a destra e a manca, e pure minacce.

Ai microfoni della Zanzara su Radio 24 Oliviero Toscani attacca a testa bassa e finisce per gettare fango su tutti. "Lasciar entrare gli immigrati sarà la nostra fortuna - dice - invece di quei quattro coglioni di italiani che non capiscono niente". Parole al vetriolo che lasciano sbigottiti perché fano seguito a un'intimidazione (tutt'altro che velata) ai figli di Matteo Salvini. "Gli auguro che succeda a suo figlio di essere su una barca e non gli permettono di sbarcare- tuona il fotografo - può darsi che gli succeda".

L'intervista a Toscani, riportata dal sito Dagospia, è un profluvio di odio contro Salvini, contro la Lega, contro la destra e, più in generale, contro gli italiani. Parole violentissime infarcite di insulti che sono state pronunciate alla Zanzara e che sono destinate a scatenare una polemica senza fine. Ovviamente al centro della sua invettiva c'è l'emergenza immigrazione e la direttiva del Viminale che ha portato alla chiusura dei porti italiani ai barconi partiti dalle coste del Nord Africa. "Salvini è un incivile", tuona il fotografo schierandosi totalmente al fianco dei clandestini. "Ma che clandestino del cazzo - sbotta in radio - cosa vuol dire clandestino? Non sono clandestini sui barconi, c’è della gente. Clandestino è il Padre Eterno, che non l’ho mai visto". A suo dire l'invasione non esiste. E, infischiandosene dei numeri dei disperati che negli ultimi anni si sono riversati sulle nostre coste, auspica che ne arrivino altri. Li considera migliori "di quei quattro coglioni di italiani che non capiscono niente”.

Toscani non porta argomenti. Solo insulti. E, anche quando si trova d'accordo con Salvini (per esempio sul fatto che non bisogna farsi le canne), si inventa un distinguo dopo l'altro e finisce nel solito sproloquio. "Non gli tira più l’uccello", dice riferendosi al leader del Carroccio. Quindi passa a inveire contro i sovranisti in generale ("Abbiamo una destra ignorante") e a lodare i francesi. "La Gioconda è italiana perché l'ha fatta Leonardo da Vinci. Ma è meglio resti in Francia perché è curata meglio che se ce l’avessimo noi". Uno sproloquio, appunto. Senza capo né coda. "Smettiamola con questo campanilismo che ci rincretinisce - incalza - io mi sento più vicino a Parigi che a Canicattì”.

A sentirlo parlare alla Zanzara si capisce proprio che a Toscani no va proprio giù il concetto di patria. Proprio non gli piace. "Mi fa schifo", mette pure in chiaro. "È una roba ottocentesca". Poi, dulcis in fundo, eccolo fiondarsi contro Benito Mussolini, il cui fantasma ormai la sinistra nostrana vede ovunque. "Si dice che Mussolini dovesse scopare una donna al giorno - argomenta - quelli che devono dimostrare di scopare una donna al giorno secondo me sono degli impotenti che devono dimostrare di non esserlo".

Alberto Pento
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Messaggioda Berto » mer mag 08, 2019 6:57 am

Appoggio in Questura e falsi certificati: così i cinesi entravano illegalmente in Italia

di Luca Samotti - 07 maggio 2019

https://www.bergamonews.it/2019/05/07/a ... lia/308368

Novemila euro per un ricongiungimento familiare, seimila per un permesso di soggiorno: cifre importanti che, se moltiplicate per l’ottantina di casi accertati, fanno un bel gruzzoletto.

È quello che si erano intascati e suddivisi, a vario titolo, dieci soggetti arrestati dalla Polizia di Stato di Bergamo nell’ambito dell’operazione “Yuan” (dal nome della moneta cinese) che ha coinvolto anche pubblici ufficiali e che conta in tutto 26 indagati: l’obiettivo era favorire l’ingresso illegale in Italia di cittadini cinesi privi dei necessari requisiti di legge, tramite la creazione di certificati contraffatti e l’utilizzo di residenze e attività lavorative fittizie, traendone profitto.

Le contestazioni, al momento, sono di corruzione, falsità ideologica e materiale, contraffazione e alterazione di documenti al fine di determinare il rilascio di un titolo di soggiorno e favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

L’indagine, definita lunga, complessa e faticosa sia dalla pm Carmen Santoro, che l’ha coordinata, che dal numero uno della squadra mobile Salvatore Tognolosi, ha preso il via nel settembre 2016 da una segnalazione dell’Ufficio immigrazione della Questura che aveva notato alcune anomalie su dei certificati di residenza consegnati da un suo dipendente: lo stesso aveva chiesto la validazione di alcune pratiche di rinnovo di permessi di soggiorno di cittadini cinesi. Un fatto insolito che il personale investigativo ha deciso di approfondire, scoprendo la contraffazione della documentazione.

Un’intuizione vincente che ha consentito di scoperchiare una rete ampia e ben organizzata, che poteva contare su un fondamentale appoggio interno alla Questura e sulla compiacenza di diversi collaboratori, tra i quali tre agenti di polizia locale e un segretario comunale.

Sono finiti così in manette Leandra Arnaldo Pavorè, volto noto del piccolo schermo, candidata nella lista di Forza Italia alle prossime amministrative a Bergamo e titolare delle agenzie “Pavorè & Dong srl” e “Pavorè Agenzia d’Affari” di via Borgo Palazzo, e i suoi stretti collaboratori, Dong Xiaochao e Dong Gaojian: con loro anche Luana Calvi e Andrea Sciortino, quest’ultimo appartenente alla Polizia Locale del Comune di Bergamo.

Ai domiciliari, invece, Lorenzo Mario Luciano Fasulo, il coadiutore amministrativo contabile della Questura di Bergamo Pierpaolo Perozziello, il segretario comunale Saverio De Vuono (tra gli altri anche del Comune di Orio al Serio e già coinvolto nei casi giudiziari relativi a Foppolo e del Monte Poieto), l’agente di Polizia Locale di Bergamo Leo Pezzimenti e il comandante della Polizia Locale di Orio al Serio Mattia Cirrone. Sospeso dalla carica pubblica nel Comune di Albano Sant’Alessandro, invece, Walter Flaccadori.

Una volta insinuatosi il sospetto, gli investigatori hanno appurato, tramite tabulati telefonici, che Perozziello aveva frequenti contatti con titolari e dipendenti delle agenzie gestite da Pavorè e Dong che si occupano sostanzialmente di gestire le pratiche amministrative per cittadini stranieri, trovando ulteriore conferma nelle intercettazioni video-ambientali.

Il materiale raccolto non lascia spazio a interpretazioni: scambi di documenti o bustarelle, colloqui telefonici in cui si fanno esplicite richieste di denaro e frequenti incontri tra i soggetti coinvolti hanno convinto gli investigatori che i titolari dell’agenzia operassero consapevolmente nell’illegalità, facendosi pagare per fare in modo di ottenere i nulla osta all’ingresso in Italia di numerosi cittadini cinesi senza requisiti.

Il fatto di dover fare i conti con un dipendente interno alla Questura, ha costretto gli agenti ad agire con la massima cautela: durante il periodo di indagine l’Ufficio immigrazione ha sospeso i rilasci riguardanti le pratiche sospette, permettendo la ricostruzione certosina della rete.

Dei cittadini cinesi coinvolti nel giro di immigrazione clandestina (rischiano il concorso), in pochissimi sono rimasti a Bergamo: la maggior parte di loro, provenienti soprattutto dalla Toscana e dalla Lombardia, si garantivano la documentazione in una sola giornata.

Arrivavano tutti alla stazione ferroviaria, dove venivano prelevati dai collaboratori delle agenzie gestite da Leandra Pavorè e portati in appartamenti cittadini messi a disposizione da agenti immobiliari (per ora non destinatari di misure cautelari ma indagati): locali in cui rimanevano giusto il tempo della verifica della residenza da parte del personale della Polizia Locale (in alcuni casi all’oscuro del raggiro, in altri compiacente), per poi essere riaccompagnati in stazione e tornare nelle reali città di residenza una volta ottenuta la certezza delle certificazioni.

È risultato chiaro come gli appartenenti alla pubblica amministrazione abbiano giocato un ruolo decisivo per accelerare pratiche sospese per mancanza di documentazione idonea e per far figurare i cittadini cinesi come residenti in indirizzi fittizi e sempre ricorrenti nelle pratiche fraudolente.

Il denaro veniva generalmente incassato da Dong Xiaochao e Dong Gaojian e poi spartito tra i vari collaboratori: impossibile stabilire con esattezza con quali percentuali, anche se in alcuni casi per Perozziello sono state accertate bustarelle per circa 600/800 euro.

“Arrestare personale della pubblica amministrazione non è mai un motivo di vanto – ha sintetizzato il questore Maurizio Auriemma – Con questa operazione, però, abbiamo dimostrato di avere gli anticorpi necessari a far fronte anche a queste situazioni”.
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Messaggioda Berto » dom mag 19, 2019 6:21 pm

Lucano alla Sapienza, cori e striscioni antifascisti davanti all'università. Forza Nuova bloccata dalla polizia
Bandiere dei "No Tav" al vento e fumogeni rossi si alternano ai canti. Il sindaco di Riace scortato fino all'aula stracolma: "Vogliamo trasmettere messaggi diversi da quelli di Salvini". I militanti di estrema destra fermati a distanza di sicurezza
13 maggio 2019

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/ ... /?ref=fbpr

Striscioni e canti contro il "fascismo che non è una opinione, ma un reato" davanti alla facoltà di Lettere dell'università La Sapienza di Roma per accogliere il sindaco sospeso di Riace, Mimmo Lucano. "Non possiamo permettere che i fascisti entrino nel nostro ateneo", dice ad una folla di studenti una studentessa.

Arrivato in piazzale Aldo Moro Lucano, accolto dagli studenti che cantavano "Bella Ciao" e dal coro "Siamo tutti Mimmo Lucano", ha dichiarato: "Salvini è uno di quelli che ha creato un clima di odio e di divisioni. Vogliamo riuscire a trasmettere altri messaggi per costruire una società più umana, di uguaglianza, libertà e democrazia, dove il popolo conta. Noi siamo l'onda rossa che contrasta l'onda nera che ci sta oscurando", ha aggiunto Lucano. "Un'emozione indescrivibile, mi sento uno di voi. Sono emozionato. Sono rimasto quello che ha seguito un sogno di umanità e democrazia. Il sogno continuerà fino alla fine".
"Chi vuole contrastare questa manifestazione dice che sono un sindaco che vuole riempire i borghi calabresi con coloni africani - ha detto Lucano riferendosi al corteo di Forza Nuova - Una sorta di sostituzione etnica, ma non conoscono la realtà dei borghi calabresi, che sono spenti. Gli immigrati non hanno occupato alcuno spazio degli italiani, ma anzi gli immigrati hanno dato anche agli italiani la possibilità di cercare riscatto".

'Scortato' da centinaia di persone il sindaco sospeso di Riaceè stato accompagnato nell'aula 1 della facoltà di lettere. "Volevano impedirgli di parlare, ora lo stiamo accompagnando dentro l'aula dove i fascisti di Forza nuova non volevano farlo arrivare", ha detto una ragazza al megafono. Difficilmente riuscirà a contenere tutti i partecipanti al seminario.

"Ad ogni convegno di Lucano verremo in massa", dicono gli studenti, presenti con bandiere della Pace e stendardi tra cui spiccano le frasi: "Sta rottura de cojoni de fascisti" e "La libertà di opinione inizia dove non ci sono i fascisti". I giovani hanno attraversato la cittadella universitaria al coro: "Siamo tutti antifascisti".
Bandiere dei "No Tav" al vento e fumogeni rossi si sono alternate ai canti. "I fasci ci menano e noi gli rispondiamo con la cultura", hanno detto i ragazzi in marcia nella cittadella universitaria al coro di "Bella Ciao". Non sono mancate le proteste rivolte al Rettore, reo, secondo alcuni, di non essersi espresso duramente contro Forza Nuova: "Facciamogli sentire che se lui non ha il coraggio ci saranno gli studenti che con coraggio si opporranno al fascismo".
"Mimmo Lucano è un campione di umanità e noi siamo qui per lui", hanno detto i manifestanti davanti alla Sapienza armati di megafono e in attesa dell'ex sindaco di Riace. "Forza Nuova è appena scesa dalla metro Castro Pretorio, a questi 20 cogl...ni vogliamo dire 'venite qui, vi aspettiamo. Non abbiamo paura". "I fascisti qui la parola non la prenderanno mai" ha detto uno studente aggiungendo che "al Rettore non frega niente se non dell'ordine pubblico. Siamo qui in tanti e siamo determinati. Vediamo se hanno il coraggio di venire".

Intanto però la polizia, per evitare disordini, ha bloccato i militanti di Forza Nuova guidati da Roberto Fiore, che espongono lo striscione: "Mimmo Lucano nemico dell'italia" in piazza Confienza, a diverse centinaia di metri dalla città universitaria. Ci sono circa 50 persone, tra cui una decina di donne, con fumogeni e bandiere nere con il simbolo FN e intonano cori contro Lucano colpevole, secondo loro, "di una immigrazione incontrollata che sta uccidendo l'Italia".

Un ragazzo è stato aggredito dai militanti di Forza Nuova all'esterno della biblioteca Nazionale di Roma. Si tratterebbe di un giovane che usciva dalla biblioteca e che in seguito ad uno scambio verbale con uno dei militanti è stato colpito con uno schiaffo in pieno volto. Sul posto è intervenuta la polizia che ha separato i due.

Il corteo di Forza Nuova è poi terminato terminato davanti alla biblioteca Nazionale. I circa 50 militanti, seguiti dalla polizia, hanno lasciato piazza Confienza e sono ripartiti per tornare a casa senza passare da piazzale Aldo Moro dove è in corso il presidio antifascista a sostegno del sindaco sospeso di Riace, Mimmo Lucano.



Documenti illeciti a 2 stranieri: indagato l'assessore di Lucano
Chiara Sarra - Dom, 19/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/documenti ... 97656.html

L'assessore e aspirante sindaco di Riace sostenuta da Lucano indagata per aver firmato le carte d'identità a due stranieri che non ne avevano i requisiti. Lei si difende: "Non spetta a me fare l'istruttoria"

Vuole diventare il nuovo sindaco di Riace ed è sostenuta dallo stesso Mimmo Lucano, l'idolo dei buonisti che si è dimesso per l'inchiesta sul suo modello di accoglienza .

Ma Maria Spanò è finita lei stessa indagata per falso ideologico a una settimana esatta dalle elezioni amministrative.

ll motivo? Come racconta Repubblica avrebbe firmato due carte di identità per altrettanti stranieri che - sosengono i magistrati - non avrebbero i requisiti per ottenere i documenti. "Non si tratta di una nuova inchiesta, ma di uno stralcio del primo filone, diviso da quello principale per problemi tecnici", ha spiegato lei stessa, "Ci sono tutta una serie di aspetti molto curiosi in questa vicenda giudiziaria che preferisco non commentare Mi limito a dire che ho firmato centinaia di carte di identità, non solo quelle che mi contestano e che non tocca certo al sindaco, al suo vice o all’amministratore autorizzato al rilascio, svolgere istruttoria e controlli per le carte di identità. A noi arriva l’incartamento già pronto, la firma, come in tutti i Comuni, è solo un passaggio formale".

Insieme a lei sono finite indagate anche Annamaria Maiolo e Valentina Micelotta, entrambe attive nella gesione del sistema di accoglienza messo in piedi da Lucano basato - secondo la procura di Locri - su "artifizi e raggiri". Le due sono accusate a vario titolo di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa e peculato, in concorso con altri soggetti già rinviati a giudizio lo scorso aprile.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » mar mag 21, 2019 7:31 pm

Nell'auto con 6 clandestini verso la Francia: arrestati due pachistani regolari
Fabrizio Tenerelli - Mar, 21/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 98847.html

Le manette sono scattate per i due passeur, di 23 e 28 anni, rispettivamente residenti a Reggio Emilia e a Modena, connazionali degli altri migranti, quest’ultimi tutti uomini con età compresa tra i 21 e i 27 anni

Quell’auto aveva un assetto troppo basso, per non essere una vettura sportiva. Inoltre, se si fosse trattato di bagaglio, chissà cosa avrebbe mai dovuto trasportare per far scendere così tanto la carrozzeria.

Un particolare, unitamente a quello della velocità piuttosto spedita, che non è certo passato inosservato agli agenti della polizia di frontiera di Ventimiglia, in provincia di Imperia, che al valico autostradale dell’A10 hanno fermato una Fiat Multipla, sui sedili posteriori della quale, ammassati l'uno sull’altro, viaggiavano sei stranieri irregolari di probabile nazionalità pachistana.

Le manette sono scattate per i due passeur, di 23 e 28 anni, rispettivamente residenti a Reggio Emilia e a Modena, connazionali degli altri migranti, quest’ultimi tutti uomini con età compresa tra i 21 e i 27 anni.

L’intervento è scattato, nel corso di un’attività di retrovalico. La scelta di presidiare la barriera dell’A10, non è certo casuale. Una volta superata quest’ultima, l’autostrada prosegue indisturbata verso la Francia, con l’uscita di Mentone (la prima dopo il confine) che è gratuita e non presidiata, a differenza del casello de La Turbie, sopra il Principato di Monaco, considerato uno dei più controllati del sud della Francia.


Alberto Pento
In galera diretti e buttare le chiavi al di là del Mediterraneo. Poi togliere loro il permesso di soggiorno e la residenza ed espellerli con il divieto a vita di entare in Italia.
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