Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » ven ott 05, 2018 9:16 pm

Arresto Lucano, pm Locri: "Modello Riace rovinato da sindaco non da me. Ricorda Pannella? Non mischiamo lana e seta"
5 ottobre 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... ta/4671827


“Il sindaco di Riace Mimmo Lucano ha detto che si tratta di reato di umanità? Veramente non ho trovato nel codice questo reato. Non è che quando si commette un reato per motivi di particolare valore morale o sociale il reato non è più tale, sempre reato resta”. Così a La Zanzara (Radio24) risponde a Giuseppe Cruciani il pm di Locri, Luigi D’Alessio, sull’arresto del primo cittadino di Riace, Mimmo Lucano. E spiega: “Le leggi non possono essere eluse perché lo avrebbe fatto per motivi umanitari, il che poi è tutto da vedere. Io accusato di aver seguito il clima del Paese anti-immigrati? Questa inchiesta la conduco da quando c’era il governo precedente. Non accetterei condizionamenti da nessuno e non mi faccio tirare per la giacca. Mimmo Lucano ricorda Marco Pannella per la disobbedienza civile? Non mischierei la lana con la seta. Pannella ebbe alcuni atteggiamenti di disobbedienza civile, qui invece” – continua – “si tratta di un comportamento protratto per molto tempo, durante il quale sono stati commessi vari reati finalizzati a procurare e occultare denaro, somme anche rilevanti. Sono cose completamente diverse. Mimmo Lucano non ha preso un euro? Non è così. La malversazione, peraltro, consiste proprio in questo: io non spendo per i fini per i quali ho ottenuto le somme ma ho distratto quelle somme per altri scopi, le ho occultate, le ho nascoste, le ho portate da un’altra parte. Mimmo Lucano ha distratto milioni di euro, mancata rendicontazione“.
E aggiunge: “Non si può dire, soprattutto se sei un sindaco: ‘Me ne frego della legge e faccio quello che voglio’. Tra l’altro, se lo facciamo passare a Lucano poi lo dovremmo fare con qualunque altro non ci piaccia. Le leggi non possono essere bypassate da chi ci piace. Qualcuno ha definito Riace una sorta di porto franco, un porto libero. Che Riace fosse uno Stato nello Stato o una Repubblica autonoma o qualunque altra cosa, io le etichette le lascio a voi. Noi non possiamo consentire che vengano violate le leggi”.
Il magistrato chiosa: “Saviano dice che andiamo verso un sistema autoritario? Stabilitelo voi, io non sono l’arma bianca di nessuno. Io faccio il magistrato e faccio le indagini. Il sistema Riace in astratto era una bella favola, ma se lo si attua vilando la legge, non va più bene. E l’ha rovinato Lucano, non io. Qualcuno dice che Lucano in carcere e fuori ci sono gli ‘ndranghetisti? È una osservazione infelice. Qui a Locri stiamo celebrando un processo a carico di 173 imputati di reati mafiosi“
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Re: Favorire la migrazione clandestina è un crimine universa

Messaggioda Berto » sab ott 06, 2018 2:27 am

Il disegno demenzialmente assurdo di questo parassita irresponsabile e criminale

Il disegno demenzialmente assurdo di questo parassita irresponsabile e criminale, di ripopolare il suo paese accogliendo clandestini e migranti economici provenienti dal resto del mondo
a spese delle finanze e delle risorse pubbliche e dei suoi stessi concittadini calabresi che lo hanno precedentemente abbandonato per mancanza di lavoro e della possibilità di sostentamento e a spese dei milioni di giovani italiani poveri,disoccupati e malpagati che non riescono a metter su casa, famiglia e a fare figli.
Far passare questo progetto demenziale che è un insulto per milioni di cittadini italiani poveri, disoccupati e trascurati dallo stato italiano e dalla "benpensante e benestante società italiana", per un progetto di alto valore umano, sociale e civile è il segno di una inciviltà tale che è difficile concepirne una di peggiore.


Nativi italici ed europei poveri, disoccupati che emigrano o si suicidano
viewtopic.php?f=205&t=2733
https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674



Ordinanza del GIP di Locri contro Domenico Lucano
http://www.questionegiustizia.it/doc/or ... _locri.pdf

Donadel
https://www.facebook.com/montevecchioff ... 9065438502
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » sab ott 06, 2018 2:27 am

Tra i falsi buoni, i peggiori e più subdoli sono i finti liberali come Oscar Giannino.

Tra i falsi buoni, i peggiori e più subdoli sono i finti liberali come Oscar Giannino (giornalista di Radio24 del Sole24Ore) che confondono scientemente l'umanissimo, naturale, universale, giusto e legittimo rifiuto/rigetto dei clandestini e dell'invasione degli africani e dei nazi maomettani con la loro delinquenza e criminalità, con la loro violazione dei diritti umani e la loro mancanza di rispetto, in considerazione anche della mancanza di risorse e di lavoro ...
li confondono scientemente con il razzismo e la xenofobia, per paralizzare e impedire ogni forma/reazione di autodifesa/rifiuto e di resistenza da parte dei cittadini e dei nativi italiani ed europei, con questa infamante e falsa accusa.

In Italia non vi è alcuna xenofobia congenita tantomeno alcun razzismo generico nei confronti di chichessia, in particolare degli africani e degli asiatici (unica eccezione verso gli ebrei da parte delle intere sinistre e delle minoritarie destre estreme):
a) nei decenni scorsi gli africani "vu' vumprà" (regolarmente e irregolarmente in numero limitato) non erano oggetto in alcun modo di atteggiamenti di avversione e rigetto;
è solo in questi ultimi anni, con l'invasione di massa per lo più clandestina, con le sue manifestazioni delinquenziali, i suoi aspetti parassitari, le strumentazioni ideologico-politiche e la violazione dei diritti umani e civili dei cittadini nativi italiani ed europei che si è sviluppata una umanissima, naturale, giustissima, civilissima ed eticissima avversione, con i suoi risvolti politici; in concomitanza con l'impoverimento generale della maggioranza degli italiani.
b) lo stesso si può dire dei nazi maomettani o islamici o mussulmani che sino ad alcuni fa giungevano in Italia in poche unità, per lo più marocchini e tunisini "vu vumprà" e non venivano percepiti come un pericolo, quantunque lo siano potenzialmente sempre stati in quanto nazi maomettani;
la loro pericolosità si è manifestata in questi ultimi anni con l'invasione dei mussulmani clandestini dall'Asia e dall'Africa, con gli atti di terrorismo e le stragi dei cristiani nei paesi mussulmani, degli europei in Europa, degli ebrei nel mondo intero e tra gli stessi maomettani di diverse fazioni politico-religiose.



Il Governo alla prova sull'immigrazione
http://www.radio24.ilsole24ore.com/prog ... gSLAmwNWhC
Dopo tanta retorica muscolare si attendono le prime mosse del nuovo Governo e del neo ministro dell'interno, Matteo Salvini. Al momento sembra ancora prevalere la propaganda, molto spesso becera...
Ne parliamo con Alessandro Barbano, ex direttore de Il Mattino e Mimmo Lucano, sindaco di Riace.


La linea politica di Radio24 sul sindaco di Riace

https://www.radio24.ilsole24ore.com/not ... gSLAwjTbqC

Domenico Lucano è stato negli ultimi mesi uno dei simboli dell'accoglienza degli immigrati.
Riace, il paese di cui Lucano è sindaco, è divenuto un modello di integrazione, al centro di appelli, polemiche e contrasti.
Nei giorni dei duri attacchi del ministro dell'Interno Matteo Salvini che lo aveva definito "uno zero", per Roberto Saviano Riace è la nuova Atene di democrazia, per Gino Strada un faro per l'Italia, per padre Alex Zanotelli "una lezione importante per l'attuale società della disuguaglianza", per la sindaca di Barcellona Ada Colau è il simbolo dell'Europa della speranza.
Dunque fa impressione apprendere che Domenico Lucano è oggi agli arresti domiciliari, e viene accusato dalla Procura di Locri di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
In particolare secondo la procura Lucano avrebbe organizzato con la collaborazione della compagna uno o più "matrimoni di comodo" per permettere ad una donna nigeriana, cui era stata respinta la richiesta di protezione internazionale, di prendere la cittadinanza italiana.
Un reato, quindi, secondo la legge italiana.
In una intercettazione Lucano definisce quella legge come balorda.
Forse la sua applicazione oggi è stata un pò troppo severa, con l'arresto e l'amplificazione mediatica della notizia.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » dom ott 07, 2018 9:26 am

L'ONU un'organizzazione ormai in mano ai nazi maomettani e ai nazi comunisti non ha alcun rispetto per i nostri diritti umani, naturali, universali e civili di nativi e cittadini europei e italiani
Si pensi che il Consiglio ONU per i diritti umani è in mano ai nazi maomettani che non riconoscono la dichiarazione universale dei diritti umani e che in ognin parte del mondo perseguitano ogni diversamente religioso e pensante.
https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio ... ioni_Unite


Dopo Saviano arriva pure l'Onu in soccorso del sindaco di Riace: “una guida per tanti”
di Eugenio Battisti
mercoledì 3 ottobre 2018

http://www.secoloditalia.it/2018/10/dop ... -per-tanti

La notizia dell’arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, scavalca i confini nazionali e preoccupa l’Onu. Proprio così. Dopo il sermone difensivo di Saviano che ha parlato di “peccato di umanità” e la provocazione di Beppe Fiorello («allora arrestateci tutti»), adesso per il primo cittadino calabrese finito ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina arriva l’interessamento dell‘Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

L’apprensione dell’Onu per il sindaco di Riace

«L’Unhcr segue quanto sta accadendo a Riace con grande apprensione perché il sindaco Domenico Lucano, arrestato ieri con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è diventato un po’ il simbolo dell’Italia che accoglie – si legge in una nota ufficiale dell’Unhcr – ci auguriamo che sia fatta piena luce sui fatti a lui attribuiti, e nel frattempo esprimiamo preoccupazione e rammarico per la condizione di coloro che, migranti e rifugiati, temono ora di aver perso una guida che in questi anni li ha costantemente supportati». Lucano, che per gli inquirenti ha dimostrato una «spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell’ammettere pacificamente più volte di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni di comodo» per l’Agenzia del Palazzo di Vetro è invece un modello esemplare, quasi una guida morale. «Nella Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza, istituita per ricordare la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e l’importanza dei valori di umanità e solidarietà nel rispondere alle esigenze di coloro che fuggono da guerre e persecuzione – conclude la nota dell’Unhcr – ricordiamo con forza che l’accoglienza richiede dialogo e condivisione, anziché scontro e avversione». Il sindaco della cittadina dei “bronzi”, particolarmente “coccolato” dai media, è diventato negli anni l’immagine dell’amministratore-buono per il suo “generoso” impegno a favore degli immigrati, che in migliaia avevano trovato ospitalità nel centro della Locride. Una “vocazione” particolarmente pubblicizzata che ha dato a Lucano enorme notorietà anche a livello internazionale, tanto che nel 2016 la rivista americana Fortune lo inserì tra le 50 personalità più potenti nel mondo.




Oggi è la Giornata dell’Accoglienza e della Memoria, ma a Riace se ne arresta il simbolo

https://www.huffingtonpost.it/claudia-m ... a_23549591

Il 3 ottobre si celebra la Giornata dell'Accoglienza e della Memoria, mentre a Riace viene arrestato il sindaco Mimmo Lucano, simbolo dell'integrazione dei migranti. Il Comune di Riace, destinato a spegnersi, è rinato grazie all'arrivo dei migranti. Questo non lo si legge solo qui, ma lo si vede nel documentario Un Paese di Calabria o dai riconoscimenti che lo stesso primo cittadino ha ricevuto.

Al momento, Lucano è indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. È decaduto dalla carica di sindaco ed è agli arresti domiciliari.

Risulta importante contestualizzare il dato. Il fatto è avvenuto nel comune di Riace, in provincia di Reggio Calabria, in una regione dove la criminalità organizzata è purtroppo ben radicata nel territorio. Ma evidentemente oggi Riace è diventato priorità, addirittura scalzando l'urgenza della lotta alla criminalità.

Intanto, lo scorso 21 Agosto, la nave Diciotti è approdata al porto di Catania con a bordo 177 migranti, di cui l'attuale ministro dell'Interno ha deciso di bloccare lo sbarco per 4 giorni (nonostante i migranti fossero sulla nave già da 6 giorni), violando la Convenzione Europea dei Diritti Umani (Cedu). Il ministro Salvini è stato successivamente indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio. L'istituzione Stato, che oggi accusa Mimmo Lucano, è stata accusata di illegalità.

Facciamo un passo indietro ed approfondiamo gli aspetti legati all'integrazione dei migranti. Secondo l'analisi dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), Migranti: la sfida dell'integrazione, in Italia registriamo una mancanza d'integrazione (gap d'integrazione) in quattro dimensioni fondamentali: acceso al mercato del lavoro; accesso e perfomance nel sistema educativo nazionale; stato di salute e accesso ai servizi sanitari; costi sociali (povertà, emarginazione, criminalità). In questo contesto, un'eccezione ed un esempio positivo era costituito dal comune di Riace.

Si fa, inoltre, riferimento alla necessità di una maggiore spesa per l'integrazione dei migranti. Un fattore importante per aumentare la probabilità che gli stranieri riescano a trovare lavoro, generando ricadute positive di matrice economico-fiscale, ma anche sociale. L'investimento in spese per l'integrazione fatto oggi genererebbe, infatti, meno costi futuri (meno assegni di disoccupazione; minor livello di criminalità) e maggior benefici (reddito più alto; maggior consumi in grado di alzare il Pil del Paese; maggiori entrate fiscali per lo Stato).

Facciamo un passo avanti. L'Italia, paese membro delle Nazioni Unite, dovrebbe essere presente alla conferenza intergovernativa per l'adozione del Global Compact per la migrazione sicura, ordinata e regolare, che si terrà a Marrakech, in Marocco, nei giorni 10 e 11 Dicembre 2018. Il Global Compact per la migrazione è il primo accordo negoziato intergovernativo, preparato sotto l'egida delle Nazioni Unite, per coprire tutte le dimensioni della migrazione internazionale in modo globale e completo.

Questi incontri sono anche occasioni per condividere esempi di buone pratiche a livello internazionale e favorirne la replicabilità in altri Stati. Esempi di progetti di migrazione e co-sviluppo, dove la migrazione diventa un elemento di sviluppo del territorio anche grazie alla cruciale partecipazione del cittadino.

La sostenibilità è sempre un obiettivo difficile da realizzare, ma la capacità di trasferire conoscenze e mestieri ai migranti, rendendoli economicamente autonomi e facilitandone l'integrazione con la popolazione locale, sono elementi determinanti.

L'integrazione è dunque possibile. Questa storia è possibile. Questa storia è anche Riace e deve essere raccontata. Elie Wiesel, Premio Nobel per la Pace 1986, diceva: "Il silenzio incoraggia il tormentatore, mai il tormentato".



Di Riace si discute alle Nazioni Unite
giovanni maiolo

https://www.ciavula.it/2016/05/lesempio ... ioni-unite

(ANSA) – NEW YORK, 18 MAG – Da Milano, le cui politiche di accoglienza nei confronti di oltre 60 mila profughi sono diventati motivo di studio da parte dell’Europa, al piccolo comune calabrese di Riace il cui sindaco Domenico Lucano ha aperto le porte ai migranti rivitalizzando un villaggio abbandonato dagli abitanti emigrati al nord e meritando per questo l’inserimento nella top 50 dei leader mondiali di Fortune.

L’Italia, “paese in prima linea nella crisi delle migrazioni”, ha portato l’esempio due suoi fiori all’occhiello nel corso di un dibattito alle Nazioni Unite sulle sfide poste dai larghi movimenti migratori a una urbanizzazione sostenibile.

“Quanto e’ accaduto a Riace e’ il migliore esempio di come una sfida possa essere trasformata in opportunita’, ha detto il vice vice rappresentante permanente e incaricato d’affari Inigo Lambertini, osservando che “solo assicurando l’integrazione di profughi e migranti e sviluppando infrastrutture adeguate che tengano conto dei loro bisogni, le autorita’ locali e nazionali riusciranno a raggiungere l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 che punta a citta’ inclusive e sostenibili”.

Il dibattito era organizzato, oltre che dall’Italia, da una serie di organizzazioni Onu tra cui UNCHR e ILO, da UN-Habitat, lo IOM e l’associazione americana degli architetti. Hanno partecipato anche i sindaci di Victoria (Seychelles), Bangangte (Camerun), Patterson (USA), Kitchener (Canada) e il vicesindaco di Atene.

Ha aperto i lavori il numero due dell’ONU Jan Eliasson: “Le citta’ – ha osservato – sono messe sotto stress dall’arrivo di un gran numero di migranti, loo stesso tempo traggono grande vantaggio dalla loro presenza. Eliasson ha citato il direttore dello IOM William Lacy Swing: “I migranti hanno bisogno di citta’, e le citta’ hanno bisogno di migranti”. (@alebal)


ONU - UNESCO e altri FAO - UNICEF (no grazie!) - e Facebook ?
Mito e organizzazioni parassitarie e criminali che non promuovono affatto i diritti umani, le libertà, il rispetto e la fraternità tra gli uomini, le genti, i popoli, le etnie, le nazioni, gli stati.
viewtopic.php?f=205&t=2404
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Re: Favorire la migrazione clandestina è un crimine universa

Messaggioda Berto » dom ott 07, 2018 9:27 am

Un altro subdolo bugiardo che confonde ingannevolmente i clandestini con gli stranieri e i migranti regolari con gli irregolari, che si sente casta superiore (illuminata ed eletta), che disprezza il popolo e chi gli da voce, è Bergoglio il fanatico irresponsabile Papa parassita cristiano comunista di Roma.


Papa Bergoglio contro i populismi: "Vedono nello straniero un nemico"
Giorgia Baroncini - Sab, 06/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 84846.html

Il Pontefice ha messo in allerta i giovani: "State attenti a questa mentalità sempre più diffusa che vede nello straniero, nel migrante, un nemico"
"Oggi i populismi sono di moda, ma non hanno niente a che vedere con il popolo nè con la cultura del popolo che si esprime nell'arte, nella cultura, nella scienza, nella festa che ogni popolo fa a suo modo".
Lo ha affermato Papa Francesco nel corso dell'incontro con cinque mila giovani radunati nall'Aula Nervi per dare il loro contributo al Sinodo che si svolge in Vaticano.
Rispondendo alle domande dei giovani, il Papa ha affrontato anche la questione migranti. "Populismo - ha detto il Papa - è chiusura. State attenti a questa mentalità sempre più diffusa che vede nello straniero, nel migrante, un nemico. Questa è la mentalità dello sfruttamento, di fare schiavi i più deboli. Di chiudere le mani, non solo le porte. E si vince con l'abbraccio, con l'accoglienza, col dialogo e con l'amore, che è la parola che apre ogni porta".
"Voi giovani, ragazzi e ragazzi, non avete prezzo non siete merce all'asta, per favore non lasciatevi comprare o sedurre, schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche. Dite a voi stessi: 'non sono all'asta, sono libero, libera, non ho prezzo'. Innamoratevi di questa libertà", ha concluso il Potefice.


Alberto Pento
A Bergoglio diciamo che è una persona falsa, che sta ingannando il prossimo e che si sta sbagliando alla grande, poiché la maggior parte di quelli che egli chiama con sprezzo e malevolenza populisti, non sono affatto contro gli stranieri in quanto tali ma solo contro gli invasori clandestini o illegali o irregolari che oltre ad entrare fraudolentemente nel nostro paese, nel nostro territorio, delinquono, ci fanno del male, ci mancano di rispetto e pretendono di essere da noi ospitati e mantenuti a centinaia di migliaia e se non fermati, arginati e respinti in tempo e con fermezza né seguirebbero altri a milioni che destabilizzerebbero le nostre comunità, il nostro paese, la nostra civiltà provocando miseria economica (più di quella che già esiste), conflitti idiologico politico religiosi e guerre civili.

Lei Bergoglio è un uomo bugiardo e cattivo perché dice cose non vere, ci diffama e ci calunnia, lei è una vergogna umana e cristiana.
Inoltre lei è un idolatra presuntuoso, una persona che si crede e si sente casta, superiore, eletta, illuminata, ademocratica e totalitaria, manipolatrice di uomini e di cittadini e che disprezza e nemicizza chi non le riconosce questa autorità/autorevolezza e chi le fa concorrenza apprezzando e rispettando veramente il prossimo, gli altri, la gente, il popolo e la sua volontà democratica e sovrana.

Lei Bergoglio per me è una mostruosità fanatica e irresponsabile che danneggia l'Italia, i suoi cittadini e abitanti, l'Europa, l'Occidente e l'umanità intera, specialmente quando santifica un criminale come Maometto e sostiene e promuove il nazismo maomettano e l'invasione dell'Occidente da parte dei nazi maomettani.
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Re: Favorire la migrazione clandestina è un crimine universa

Messaggioda Berto » gio ott 11, 2018 6:30 am

Se la marcia della pace di Assisi ora fa la guerra sull'accoglienza
Francesco Boezi - Lun, 08/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 85393.html

La marcia della pace di Assisi si è trasformata in un'occasione per contestare la "linea dura" in materia di gestione dei fenomeni migratori

É lecito utilizzare San Francesco come simbolo politico? A leggere certe ricostruzioni giornalistiche della marcia di Assisi sembrerebbe proprio di sì.

Peccato che il patrono d'Italia abbia vissuto un'esistenza molto distante da quella raccontata, in seguito, dai suoi presunti seguaci. Qualcuno si ricorderà di quando Francesco provò a convertire il sultano d'Egitto. Lo ha riportato Giuliano Guzzo per mezzo di una riflessione divenuta virale. San Bonaventura, nella sua vita di San Francesco, ha lasciato scritto che l'assisiano si recò "tra gli infedeli, a portare con l’effusione del suo sangue, la fede nella Trinità".

Basterebbe leggere un minimo della sua biografia per comprendere quanto siano ridicoli certi tentativi di accostamento ideologico. Come riportato qui, persino il papa aveva tentato di mettere il poverello al riparo dalle narrazioni distorte del pensiero debole: "La pace francescana – aveva ricordato Bergoglio nella città umbra, in tempi non sospetti – non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi 'prende su di sé' il suo 'giogo'". Ma a certa sinistra pare interessare poco.

Lo stesso pontefice argentino è spesso stato elevato a leader immaginifico, quasi come un Che Guevara qualunque. Lo stesso papa che ha affermato che l'aborto "è quello che fa la mafia" e che si è scagliato contro la diffusione dell'ideologia gender. Dalla stessa sinistra che si è stracciata le vesti per la mozione di Verona. Solo per fare un esempio.

La marcia della Pace, quella che parte da Perugia e termina nel luogo di nascita del Santo, è divenuta una delle rare occasioni in cui le numerosissime realtà, partitiche e associative, del laicismo progressista d'Italia si danno la mano e camminano insieme. Quest'anno, poi, l'obiettivo politico era più che manifesto: contestare la "linea dura" in materia di gestione di fenomeni migratori. Il quotidiano Libero ha pubblicato l'elenco dei "convocati": c'erano Maurizio Martina, la Boldrini, Grasso, Civati e Fratoianni. Poi gli enti e le associazioni: da Amnesty a Libera, passando per le Ong e le sigle dei soliti movimenti.

Il trait d'union dell'iniziativa è finito per interessare pure Riace. Tanto che una delle magliette più in voga durante la marcia è risultata essere quella solidale nei confronti di Domenico Lucano. La manifestazione di Assisi, insomma, come continuazione naturale di quelle organizzate per esprimere solidarietà a al sindaco pro accoglienza.

Il messaggio si è fatto più esplicito attraverso le parole dei leader presenti: "La pace va difesa ogni giorno dagli spacciatori di paura", ha tuonato l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini. Zingaretti, il governatore della regione Lazio in rampa di lancio per la segreteria del Pd, ha dichiarato che la marcia rappresenta "un bel segnale dell' Italia che rifiuta l' odio". Qualche sindacalista ha scelto la strada più corta e senza troppi giri di parole si è scagliato contro il governo, che "alimenta il clima di xenofobia nei confronti dei migranti". Poi ci ha pensato il coordinatore dell'evento, Flavio Lotti, a indirizzare in modo definitivo la manifestazione: il modello Riace andrebbe candidato al premio Nobel.

Da marcia per la pace, come ha fatto notare il quotidiano diretto da Senaldi, a marcia ultrapoliticizzata. Con buona pace del Santo che aveva invitato a combattere armi in mano chi "bestemmia il nome di Cristo".


Perché odiano Mimmo Lucano
Giovanni Tizian
2018/10/09

http://espresso.repubblica.it/attualita ... o-1.327634

A Mimmo Lucano non si perdonano molte cose. Ma, forse, la colpa più grave che gli si imputa è avere travalicato il concetto rigido e autoritario della legalità, applicando un principio ben più rivoluzionario: la giustizia sociale. La legalità è il rispetto delle leggi, anche di quelle ingiuste. Per fare un esempio estremo, un caso limite: ai tempi di Mussolini stare dalla parte della legalità significava applicare e vigilare affinché venissero applicate le leggi razziali.

La legalità, quindi, non prevede alcun dubbio della coscienza. Si dà per scontato che una norma in quanto tale sia, non giusta o sbagliata, ma da rispettare. Scorrendo le pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliari Lucano e la compagna si hanno due certezze.

La prima: per il giudice che boccia l’ipotesi della procura, il sindaco di Riace non è capo di alcuna associazione di delinquenti; il primo cittadino non ha «arrecato alcun ingiusto vantaggio agli enti attuatori dei servizi», cioè alle cooperative che gestiscono i progetti Sprar, modelli di accoglienza diffusa, luoghi più umani rispetto ai grandi centri governativi, spesso al centro degli scandali di mafia e corruzione.

La seconda: Mimmo Lucano è ai domiciliari per aver affidato l’appalto del trasposto e raccolta rifiuti a due piccole coop locali, una delle quali provvede alla raccolta porta a porta con gli asini nelle strade del centro, e anche per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lucano, secondo l’accusa, ha fatto carte false per orchestrare un finto ricongiungimento familiare tentando di organizzare un matrimonio combinato tra la sua compagna e il fratello di quest’ultima. Un fatto cristallizzato nelle intercettazioni. Nulla da dire.

IL DOCUMENTO INTEGRALE DELLA PREFETTURA

Ma perché Lucano viola la legge? Perché travalica i confini della legalità? Per affermare il principio più largo di giustizia sociale. Lo fa disobbedendo. Al pari di quanto ha fatto Marco Cappato dei Radicali per affermare un altro principio di civiltà. Combinare un matrimonio per fini umanitari è lo strumento per salvare una donna dalla violenza della strada: «Joy ... un’altra disperata, una ragazza nigeriana che a Napoli si prostituisce. Le ho detto, Joy sposati con qualcuno, come ha fatto Stella che si è sposata con Nazareno, li abbiamo sposati in un attimo, io ho azzerato tutta la burocrazia, ma l’ho fatto per aiutarla, ovviamente è una procedura forzata ma non per imbrogliare, per venire incontro ad una ragazza che è stata sfruttata e umiliata». Joy come altre sue coetanee ha ricevuto un doppio diniego dalla commissione territoriale che decide sul permesso umanitario. Il decreto Minniti ha abbassato la soglia dei dinieghi da tre a due. Joy è preoccupata, se la fermassero i poliziotti verrebbe messa in un centro e rimandata in Nigeria, nonostante sia vittima di tratta. Per Lucano, emerge dalla intercettazioni, questa è un ingiustizia. E dunque disobbedisce.

L’inchiesta dagli «errori grossolani», come scrive lo stesso giudice per le indagini preliminari di Locri - era attesa. Non deve stupire. Era prevedibile. Il martellamento mediatico è cominciato con il passato governo. Ha avuto inizio con la guerra alle Ong e ai salvataggi in mare. Soccorsi fatti passare come il frutto di accordi sistematici coi trafficanti. Ora, tocca all’accoglienza diffusa trasformata nello storytelling sovranista in business marcio e simbolo di tutti i mali. E poco importa se gli affari veri stanno da un’altra parte. Nei grandi centri di accoglienza gestiti da privati, per conto di prefetture e Viminale. Modelli di disintegrazione sociale, a cui Lucano ha sempre opposto un modello alternativo: micro strutture del territorio, gli Sprar, umane e più attente ai bisogni dei migranti.

Dicevamo delle Ong. Le prime a finire nel mirino sono state proprio le Organizzazioni non governative. Taxi del mare, così le ha definite più di qualche esponente politico che oggi governa questo Paese. Non che l’ex ministro Marco Minniti abbia fatto molto per arginare tale deriva, anzi. La decisione di far firmare alle Ong il codice di condotta ha segnato uno spartiacque. Il codice ha in qualche modo elevato i sospetti a certezze. Risultato: due inchieste della magistratura (a Palermo e Ragusa) mirate a verificare ipotetici accordi tra Ong e trafficanti libici sono state archiviate, un’altra, quella in corso a Trapani, ipotizza alcune irregolarità, ma allo scopo di salvare vite umane. Infine l’inchiesta di Catania: la prima operazione che ha avuto ampia copertura mediatica, fatta da meri indizi, è in via di archiviazione. Tasselli, però, che messi insieme uno in sequenza all’altro hanno avuto il risultato sperato da molti: le Ong, criminalizzate e ormai divenute feticcio del complotto ordito per invadere l’Europa, sono scomparse dal Mediterraneo.

La seconda fase si è aperta con l’arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano. L’ideatore di un’accoglienza dal basso, diffusa, in grado di recuperare borghi altrimenti destinati alla desertificazione sociale. Lui non lo ha mai definito un modello, etichetta con cui però è conosciuto nel mondo. Già, nel mondo. Perché Lucano è finito su decine di testate internazionali. La rivista Fortune lo ha inserito nella classifica delle cinquanta persone più influenti al mondo insieme a Papa Francesco. Riace, in realtà, così come altri piccoli borghi che erano semi abbandonati in Calabria, è semplicemente un laboratorio, un esperimento di accoglienza differente. Contro cui scagliarsi è più facile vista l’assenza di coperture politiche e ministeriali. Per le strade del paese di Lucano non troverete colossi delle coop (bianche o rosse) a gestire centri d’accoglienza del Viminale. Non troverete clan mafiosi che per anni hanno approfittato della distrazione degli uffici prefettizi per accaparrarsi decine e decine di milioni dal ministero dell’Interno. No, non lo troverete perché Riace non è ciò che è stato il Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto.

Riace non è neppure Mineo, il campo profughi denominato dal ministro dell’Interno dell’epoca, il leghista Roberto Maroni, “Villaggio della solidarietà”. Più che della solidarietà si è rivelato essere un bancomat per pezzi grossi del sistema dell’accoglienza di scala. Questo sì un business a sei zeri.

Per questo stupisce l’ingenuità di alcuni membri dell’esecutivo che con enfasi hanno annunciato via social la fine della mangiatoia: «Zero fondi per Riace. Abbiamo deciso di ridurre a zero la speculazione sull’accoglienza».

Il tweet non è di Matteo Salvini, ma di Carlo Sibilia, sottosegretario 5 stelle al Viminale. Lo ha scritto in 140 caratteri la mattina in cui su Riace si è abbattuta l’inchiesta della procura di Locri, guidata da Luigi D’Alessio. Sibilia ha anche aggiunto: «Con il nostro governo finisce l’era del business con i migranti». I toni, come era prevedibile, ricalcano la propaganda del ministro dell’Interno Salvini e segnano il definitivo appiattimento dei grillini sulle tesi leghiste. Con l’arresto di Lucano, dunque, secondo gli annunci del governo grillo-leghista si chiude l’epoca delle vacche grasse per i signori dell’accoglienza. I fatti però smentiscono questa narrazione. Perché nel frattempo il vero business è da un’altra parte. Dista pochi chilometri da Riace. La prefettura di Crotone ha in ballo un appalto da 60 milioni per la gestione triennale del Cara di Isola Capo Rizzuto. Il centro per richiedenti asilo travolto dall’indagine sulla cosca Arena, la quale grazie alla confraternita della Misericordia ha incassato svariate decine di milioni di euro. L’idea portata avanti da Lucano, invece, costa decisamente meno. Con la somma stanziata dall’ufficio immigrazione del Viminale, a Riace avrebbero accolto migranti per 20 anni. A Isola Capo Rizzuto sarà sufficiente solo per tre.

Accostare Riace e il suo sindaco ai ras dell’accoglienza è dunque fuorviante. Anzi, è una vera e propria fake news. Innanzitutto perché secondo il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Locri l’ipotesi della procura sull’esistenza di un’associazione a delinquere non regge. Un reato che in un territorio come la Locride ha un suo peso specifico, che lo accosta a vicende ben più torbide e malefiche per il territorio. Per il pm, Lucano è un pericoloso capo banda che ha piegato le regole del sistema dell’accoglienza per incassare denari e arricchirsi. Ma per il giudice non è così. E ne spiega il motivo: «il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose delineate dagli inquirenti. Il delitto di associazione a delinquere è tutt’altro che dimostrato; a ciò si aggiunga che i programmi perseguiti dagli indagati, per quanto sopra visto, non possono definirsi illeciti, né si sono tradotti in condotte penalmente rilevanti». Poi, sempre il giudice, aggiunge: «Alcun ingiusto vantaggio patrimoniale era infatti arrecato dal Lucano agli enti attuatori dei servizi. Non si comprende quindi come possa sostenersi che la Pubblica Amministrazione abbia sofferto un concreto pregiudizio patrimoniale a vantaggio di questi ultimi. A ciò si aggiunga che, per quanto in violazione della disciplina illustrata nella parte iniziale del provvedimento, i suddetti (migranti ndr) “lungo permanenti” ricevevano comunque un servizio dagli enti attuatori, che necessariamente doveva essere loro retribuito: questi non hanno dunque conseguito nessun indebito arricchimento».

Oltre alle presunte superficialità rilevate dal giudice però, c’è un’altra anomalia nella gestione del caso Riace. Si tratta del peso dato a tre diverse relazioni ispettive della prefettura. Le prime due compiute nel 2016, pur introducendo Riace come modello di integrazione, hanno rilevato irregolarità nella gestione dei fondi destinati ai progetti di accoglienza. Questi due rapporti hanno dato impulso all’inchiesta della procura di Locri. C’è però anche un terza relazione della prefettura di Reggio Calabria, anno 2017. Che ribalta l’esito delle due precedenti compiute nel 2016. Leggerla è sorprendente, proprio perché è scritta da funzionari dello Stato, oggi sottoposti al ministro Salvini. «Riace è così, è un microcosmo strano e composito, che ha inventato un modo per accogliere e investire sul proprio futuro», hanno scritto quattro vice prefetti della Repubblica nel rapporto ispettivo scritto dopo la visita del gennaio 2017.

Gli ispettori della prefettura proseguono: «Le ragioni che hanno spinto ad abbandonare il tono strettamente burocratico e trasmettere uno spaccato della vita quotidiana in Riace, risiedono nella avvertita necessità di raccontare la storia dell’immigrazione del borgo divenuto famoso prima per i Bronzi e poi per l’impegno del Sindaco Lucano. Questi è un uomo che ha dedicato all’accoglienza buona parte della propria vita, combattendo battaglie personali e raccogliendo riconoscimenti internazionali di assoluto prestigio. L’evolversi dell’esperienza ha comportato difficoltà ulteriori, probabilmente non previste e ha reso impossibile, presumibilmente, un controllo ferreo di tutte le attività svolte. Ciò ha evidenziato le pecche del sistema, individuate in precedenti relazioni, che denotano la necessità imprescindibile di attuare gli opportuni ed immediati mezzi correttivi. Auspicabilmente con una azione sinergica di supporto che possa permettere di mantenere e migliorare gli standard di efficienza, sicurezza e legalità che la normativa di settore richiede. Si ritiene, per concludere, che l’esperienza di Riace sia importante per la Calabria e segno distintivo di quelle buone pratiche che possono far parlare bene di questa Regione. Si precisa, peraltro, che il Sindaco Lucano ha sempre fornito una importante collaborazione a questa Prefettura in occasione degli sbarchi degli ultimi tempi, assicurando l’ospitalità che molti altri Centri della provincia avevano prima negato ed intervenendo spesso con propri mediatori linguistico-culturali in situazioni critiche, al medesimo rappresentate».

Tutt’altra storia rispetto alle pesanti accuse rivolte al sindaco Lucano dalla procura. «Ognuno ha il suo modo di lavorare. Lei forse scrive allo stesso modo dei suoi colleghi?», dice all’Espresso un’autorevole fonte della prefettura che ha lavorato all’ultima relazione. Insomma, Riace, e ciò che rappresenta, cambia a seconda delle lenti che utilizziamo per osservare le cose, i fenomeni umani, il mondo. La magistratura è giusto che verifichi se siano stati commessi reati. L’azione di disobbedienza civile si può processare. Ma l’idea da cui trae la spinta no.


Mimmo Lucano ha sempre avuto detrattori. Quello che sta succedendo a Riace non è un caso
Alex Corlazzoli
2018/10/10

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... so/4681281

Nelson Mandela venne arrestato. Anche Danilo Dolci finì dietro la sbarra. Don Lorenzo Milani subì un processo. Mimmo Lucano, il sindaco di Riace è uno di loro. Abbiamo letto tutto su di lui. Abbiamo sentito in questi giorni ogni sera davanti alla TV gli intellettuali vip che si schierano con o contro il primo cittadino per difendere o sparare contro ad una sola parola: accoglienza. Il dibattito di questi giorni mi ha ricordato “L’obbedienza non è più una virtù” in cui sono raccolti gli atti del processo a don Milani.

Il priore di Barbiana scrive: “Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto”.

E’ vero possiamo contestare a Mimmo di essere un disobbediente, pronto a tutto pur di non abbandonare chi è lasciato su una spiaggia o su una strada. Lo dico a ragion veduta. Anch’io conosco il sindaco di Riace.

Anzi ho persino accompagnato dei giovani a incontrare questo spietato criminale. Ma soprattutto ho ben presente i volti e le storie degli uomini e delle donne arrivati da lontano e che ora hanno aperto una bottega a Riace. Ho ben presente la faccia del barista della piazza che mi ha raccontato di essere tornato al paese dopo anni a Torino perché Riace grazie all’ “impresa” di Mimmo Lucano è tornata a vivere e far vivere i suoi abitati.

Ho presente i detrattori di Lucano: non sono spuntati all’improvviso. Ci sono sempre stati. Quelli del “bar sport” che ho incontrato per strada e mi hanno raccontato i retroscena per nulla documentati del perché e del per come questo sindaco fa accoglienza.

E poi i “detrattori” di ogni parte, a volte anche politica: quelli con il colletto bianco e la cravatta, amici degli amici, che in Calabria non hanno certo a che fare con la San Vincenzo o la Caritas. A qualcuno di loro Lucano voltava le spalle. L’ho visto personalmente rifiutarsi di incontrare qualche politico l’estate scorsa. Preferiva accogliere, spiegare e ri-spiegare il modello “Riace” ai giovani e non solo, offrendo loro gratuitamente anche la possibilità di dormire in una di quelle case abbandonate di Riace, per vedere, per toccare con mano cosa avviene in quel paese di Calabria.

Ma Lucano soprattutto dava la parola a loro, ai migranti. Ha dato a tutti loro la possibilità di raccontare, di spiegare alla gente. Sono storie di rifugiati palestinesi che hanno trovato “casa” e da vivere solo a Riace. Di curdi, di somali, di eritrei, di giovani e meno che nessuno mai porta nei salotti televisivi a parlare di Riace. Sono loro semmai le vittime. Forse tra loro i detrattori di Lucano troverebbero qualcuno disposto a parlare.

Ma nessuno offre loro la possibilità di raccontare il modello Riace. Due ultime annotazioni non irrilevanti. La prima: Lucano quest’estate ha dato avvio ad uno sciopero della fame che ha attirato su di lui i riflettori della stampa nazionale e non solo. L’hanno lasciato fare ma il “tic-tac” della bomba qualcuno già lo sentiva. La seconda: Mimmo Lucano è stato eletto nel 2014. Le nuove elezioni sono molto vicine. Nulla avviene per caso.





Alberto Pento
Beh, io lo odio semplicemente perché è il volto più subdolo del male, un parassita irresponsabile e criminale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » sab ott 13, 2018 8:23 pm

Chiudere il centro criminale di Riace


Un colpo di spugna su Riace: il Viminale trasferisce i migranti
Luca Romano - Sab, 13/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 87803.html

Il ministero degli Interni ha predisposto il trasferimento degli ospiti dello Sprar. L'obiettivo è la chiusura della struttura

Un altro colpo al sistema di accoglienza del sindaco di Riace, Mimmo Lucano finito in manette per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione che fa parte del Viminale con una nota ha predisposto il trasferimento dei migranti che si trovano ancora nello Sprar gestito dal Comune di Riace. Qualche tempo fa, sempre il Ministero degli Interni, aveva evidenziato alcune anomalie nella gestione del sistema dell'accoglienza nel piccolo centro calabrese.

Di fatto le indagini successive hanno poi portato all'arresto del primo cittadino. Il sindaco Mimmo Lucano è anche accusato anche di affidamento del servizio di raccolta differenziata. Al Comune in provincia di Reggio Calabria vengono contestate 44 "penalità" che vanno dall’assenza o dalla mancata registrazione di contratti di locazione alla quasi totale mancanza di inserimento lavorativo reale. Fino ai contestati "buoni spesa" per cui i migranti avevano denunciato rincari. Penalità che avevano portato ai primi stop dei finanzamenti già prima dell'arrivo a Palazzo Chigi di Giuseppe Conte.

E adesso il Viminale chiede di trasferire i migranti in un'altra struttura e di rendicontare le spese sostenute. L'obiettivo è quello di arrivare alla chiusura del centro. Secondo fonti del ministero i migranti verranno trasferiti già da settimana prossima e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri. Il coordinamento delle operazioni è affidata al Servizio Centrale, ufficio istituito dall’Anci che gestisce la rete Sprar come da convenzione stipulata dai governi precedenti.

Si chiude così dunque il piano di accoglienza promosso da Lucano. Un sistema esaltato dalla sinistra e da Roberto Saviano.

Il sindaco non ci sta: "Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti è in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale", ha detto. "Chi sbaglia, paga", gli ha risposto a stretto giro Matteo Salvini: "Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati". A Riace, insomma, adesso si volta pagina...

Alberto Pento
mi sembra più che giusto distruggere i parassiti e i criminali.



Modello Riace, “veniva fatta la cresta perfino sulle spese di carburante”
giovedì, 11, ottobre, 2018

http://www.imolaoggi.it/2018/10/11/mode ... carburante

Una manina amica negli uffici del ministero dell’Interno. Amica di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace accusato dalla procura di Locri di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, una manina che avrebbe aiutato il primo cittadino calabrese a portare avanti i suoi progetti di sostegno ai migranti.

Lo sostiene la Verità, che spiega come i magistrati stanno indagando per provare a capire se anche negli ministeriali e prefetture, come sospettano, qualcuno lo abbia aiutato a sveltire le pratiche anche quando le rendicontazioni dei progetti, tra gli altri dell’associazione “Città futura” per la quale lavorava la compagna di Lucano, erano carenti o addirittura assenti.
“Il sistema Riace”, scrive la Verità, “stando alle accuse si reggeva su rendicontazioni farlocche delle presenze degli immigrati, che ne attestavano una quota maggiore rispetto a quella reale, tanto da produrne, hanno stimato i magistrati, un vantaggio patrimoniale pari a oltre due milioni di euro, ma anche sulla gestione non limpida delle derrate alimentari che dovevano essere destinate ai migranti e che invece sarebbero finite nei magazzini di qualcuno.
Secondo la Procura”, prosegue la Verità, “veniva fatta la cresta perfino sulle spese di carburante e sulle prestazioni lavorative, a volte coperte da fatture taroccate e a volte fatturate nonostante le prestazioni fossero inesistenti”. Ora i magistrati vogliono capire se e dove stavano le manine amiche di Lucano. affaritaliani.it
Piercamillo Davigo sugli arresti domiciliari al sindaco di Riace: ‘Le leggi devono essere rispettate’



Il Tribunale del Riesame ha deciso, Mimmo Lucano dagli arresti domiciliari al "divieto di dimora": adesso deve lasciare Riace
Ilaria Calabrò
16 ottobre 2018

http://www.strettoweb.com/foto/2018/10/ ... ace/764143

Il Tribunale del Riesame ha depositato la decisione su Mimmo Lucano: il sindaco (sospeso) non è più agli arresti, ma resta indagato e con il “divieto di dimora” non può più vivere a Riace



Lucano è libero ma non può più abitare a Riace
GRAZIA LONGO

https://www.msn.com/it-it/notizie/itali ... y4?ocid=sf

Il sindaco Mimmo Lucano è libero dagli arresti domiciliari, ma non potrà più abitare a Riace. Il divieto di dimora è stato deciso ieri pomeriggio dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria a seguito dell’udienza che si era svolta in mattinata. «Una soluzione ancora peggiore dei domiciliari - dice sconsolato e sorpreso Lucano, arrestato il 2 ottobre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e presunte irregolarità nell’assegnazione degli appalti per la raccolta rifiuti -. Sarò lontano dalla mia gente, dai migranti, dalla possibilità di aiutarli anche senza contributi pubblici». E suo fratello Giuseppe che gli è stato molto vicino dopo l’arresto incalza: «È una doccia fredda. Non ne sapevamo nulla, non ce l’aspettavamo proprio. Mimmo come farà? Dove andrà a vivere? E, soprattutto, potrà comunque andare a Riace?».

No, non si potrà recare sul territorio comunale. Per farlo dovrà chiedere permesso al giudice. Il divieto di dimora è stato infatti stabilito per non consentire la reiterazione del reato. «Ma mio fratello è stato sospeso dal suo ruolo di sindaco - precisa il fratello Giuseppe - e quindi dove sta il rischio di reiterazione?». È probabile, per non dire certo, che i difensori del sindaco simbolo della disobbedienza civile, gli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua, avanzeranno ricorso. Ma per ora vale quanto sancito dal Tribunale della libertà. E dire che Lucano era uscito ottimista dall’udienza. «Sono fiducioso nella scarcerazione, se esiste diritto - aveva dichiarato - Voglio uscire dallo Sprar. Lo voglio io come volontà politica. Non voglio avere a che fare con chi non ha fiducia e non voglio avere a che fare con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani». E ancora: «Faremo non uno Sprar ma un’accoglienza spontanea così com’era cominciata, senza soldi pubblici. Voglio trasmettere questo messaggio al governo, vogliamo uscire dallo Sprar. Faremo ricorso al Tar come fatto morale».

A suo sostegno un presidio di cittadini e associazioni a Reggio Calabria, tra cui anche Legambiente. Il dirigente nazionale Nuccio Barillà dichiara: «Appoggiamo da anni i progetti di Lucano. A partire dalla raccolta differenziata fatta con gli asini, coi carretti, che è stata una grande intuizione, una cosa pulita che contrastava con le ecomafie e con sistemi di raccolta non solo differenziata, ma raccolta rifiuti sbagliata, e poi i parchi che sono nati».

Mimmo Lucano il parassita nazi comunista che è contro la proprietà privata.
Nicola Porro
https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-por ... ta-privata
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » sab ott 13, 2018 8:24 pm

Denunciare i clandestini è un sacro dovere di ogni cittadino
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 9937501598


Denunciare un clandestino è un dovere di ogni buon cittadino, come denunciare i corrotti, i ladri, i farabutti, i truffatori, i mafiosi, i diffusori di malattie contagiose, i ciarlatani, gli assassini, i nazisti di ogni tipo e gli antisemiti.
Anche i medici in quanto cittadini hanno questo dovere, nell'interesse del bene comune, del paese, della comunità dei cittadini; specialmente i medici pubblici o ospedalieri.
Se non lo facessero verrebbero meno a un loro primario dovere di cittadini. Il loro essere medico non fa venir meno il loro essere cittadini.

Se un medico nel suo privato potrebbe anche scegliere di non denunciare un clandestino, un assassino, un ricercato;
non lo può fare un medico del servizio pubblico all'interno dell'ufficio-ambulatorio o all'interno di una struttura ospedaliera pubblica, usando il tempo, il luogo, gli strumenti, le medicine, le risorse pubbliche dell'ospedale che ha a disposizione in quanto medico pubblico; in tal caso ha il dovere di denunciare.
Un medico non è diverso o altro o superiore a qualsiasi altro cittadino, ha gli stessi doveri.
Non denunciare un clandestino è come non denunciare un assassino è una violazione della legge e costituisce un pericolo per l'intera comunità, per il paese e per la sua sicurezza.
Anche usare/abusare delle risorse pubbliche per curare un clandestino senza denunciarlo è un crimine, come è un crimine usare risorse pubbliche per curare gratuitamente dei non cittadini facendoli arrivare appositamente, sempreché non sia una decisione politica presa dalla comunità dei cittadini che detiene la proprietà dei beni pubblici tra cui le aziende sanitarie, i farmaci e gli ospedali.
L'amministrazione di un ospedale pubblico o il primario di un reparto ospedaliero non possono decidere di curare a spese dei cittadini usando il bene pubblico dell'ospedale per curare chi non ha alcun diritto; non possono disporre del bene pubblico come se fosse una loro proprietà.

Se un medico pubblico non vuole denunciare il clandestino e fa l'obiettore di coscienza, si deve dimettere o quanto meno deve informare la direzione sanitaria che per suo conto farà il suo dovere e procederà alla denuncia.

Denuncia un clandestino: scoppia la bufera sul medico
Claudio Cartaldo - Mer, 03/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83685.html

Trento, il dottore chiama l'Arma. Critiche dal Gruppo immigrazione e salute: "La legge lo vieta". Ma Salvini lo difende

Al pronto soccorso si è presentato un uomo, immigrato, senza diritto a permanere nel territorio italiano.

Un clandestino, in parole povere. E così il medico di un ospedale di Trento ha alzato la cornetta del telefono e ha chiamato i carabinieri. I quali si sono presentati a nosocomio e hanno prelevato il paziente, portandolo in caserma per i controlli di rito del caso.

È scoppiata la bufera su un medico di Trento e la vicenda, che risale a luglio ma è emersa solo in questi giorni, è stata portata all’attenzione dell’Ordine dei medici e dell’Azienda sanitaria locale. “Al paziente – scrive il Corriere - non è stato consentito di completare gli accertamenti e non ha ricevuto nessuna indicazione terapeutica".

Il medico si è difeso, riporta il Corriere del Trentino, affermando di non conoscere la direttiva firmata nel novembre del 2009 da Mario Morcone, allora capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Secondo quella circolare, infatti, "il divieto di segnalare alle autorità lo straniero irregolarmente presente nel territorio dello Stato che chiede accesso alle prestazioni sanitarie".

Il Gruppo immigrazione e salute del Trentino parla subito di un "diffuso clima anti-stranieri" che rischia di "sdoganare atteggiamenti pericolosi, magari persino determinati da una presunzione di rispetto e promozione della legalità". Il ragionamento di Elisabetta Cescatti e Bruna Zeni è che un clandestino, per evitare di essere segnalato ai carabinieri, potrebbe evitare di farsi curare. Magari rischiando di diffondere malattie in tutto il territorio.

Con l'occasione, mettono nel mirino pure il decreto Salvini: "Il provvedimento ridimensiona drasticamente la protezione umanitaria, limitandola a pochi casi specifici tra cui le cure mediche che però saranno a pagamento - affermano Cescatti e Zeni al Corriere - L' effetto complessivo sarà quello di spostare numerosi migranti dagli attuali percorsi di accoglienza alla clandestinità. Lo stesso smantellamento dello Sprar, un sistema diffuso di accoglienza che ha registrato un esito positivo, è un segnale preoccupante che solleva molti interrogativi sul futuro di queste persone". In realtà, come spiegato dal Giornale in questo articolo, l’aumento dei “clandestini” permetterà al governo di espellere più immigrati che, fino a ieri, godevano di permessi di soggiorno umanitari concessi con enorme facilità.

Certo, il medico trentino sembra aver violato la circolare del ministero. Ma sulla sua condotta si è subito aperto un dibattito. In fondo la legge potrebbe anche cambiare. Anche perché, in difesa del medico di Trento si è già schierato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Abbiamo il dovere di garantire cure mediche a tutti – dice il leghista - ma non possiamo dimenticare l’esigenza di contrastare l’immigrazione clandestina. Solidarietà al medico di Trento che ha segnalato un marocchino irregolare”.



Incoraggiare i medici a denunciare i clandestini? Ne va della salute di tutti
Giuseppe Remuzzi

http://www.marionegri.it/Incoraggiare+i ... icati.html

“Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese, non gli dovrete far torto, ma lo tratterete come colui che è nato fra voi” (Levitico 19:33-34). Fin qui la Bibbia (e il buon senso). Poi è venuto il giuramento di Ippocrate “In qualsiasi casa andrò – c’è scritto - io vi entrerò per il sollievo dei malati, liberi e schiavi”. Adesso il giuramento l’hanno cambiato, oggi il medico si impegna a curare i pazienti “con eguale scrupolo e impegno prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità”. E c’è la convenzione di Ginevra “medici e infermieri si occuperanno di feriti e ammalati indipendentemente che siano dalla loro parte o che siano nemici”.
E in Italia c’è un Decreto Legge il 286 del 1998 (comma 5, articolo 35): “l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme di soggiorno non può comportare nessun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”. E’ parte degli stessi principi.
Salvo che ieri il Senato ha approvato l’emendamento della Lega fatto per cancellare questo comma. Si vorrebbe che il medico segnalasse se un certo ammalato è clandestino, così che possa essere espulso. E’ un errore. Per diverse ragioni. Nel nostro paese un immigrato se si ammala sa che verrà curato, senza che nessuno gli chieda se ha il passaporto in regola. Ma con l’emendamento della Lega quelli che non sono in regola al pronto soccorso non ci andranno più. Li si curerà in qualche modo o non li si curerà affatto. E così rischiano gli altri. AIDS, TBC e meningite oggi si curano bene, ma bisogna saperlo fare e farlo per tempo. Se no ciascun ammalato è fonte di contagio per tanti. Incoraggiare i medici a denunciare i clandestini è contro l’interesse dei cittadini. E viola la Costituzione che invece garantisce a chi vive e lavora nel nostro Paese il diritto alla salute. Farlo per i medici sarebbe come tradire lo spirito del loro lavoro. La maggior parte di noi ha scelto di essere medico per curare, chiunque. Ed è così da sempre. Ferdinando Palasciano è ufficiale medico dell’esercito borbonico. Durante i moti di Messina del 1848 il suo generale gli da l’ordine di non curare i ribelli siciliani ma il giovane chirurgo non se ne cura. Presta soccorso a tutti i feriti che gli capita di incontrare. Avrebbero voluto fucilarlo, ma capita che Palasciano sia amico del re Ferdinando che ne ammira il coraggio e la rettitudine. Per intercessione del re la condanna a morte viene tramutata in un anno di carcere a Reggio Calabria. Anche lì Palasciano continua a curare quelli che stanno dall’altra parte, che per lui sonoammalati e basta.
C’è un modo solo di essere medico, essere solidali con chi è ammalato senza guardare alla religione o a come la pensa o a cosa ha fatto l’ammalato che hai davanti. E nemmeno di che paese sia. Bene che lo facesse con Renzo l’oste dei Promessi Sposi (“nome e cognome e di che nazione sarà, a che negozio viene, se ha seco armi, quanto tempo ha di fermarsi in questa città”). E che lo faccia la polizia. Ma chi fa il dottore no. Noi facciamo un altro lavoro.



Ravenna - I medici: «Chiederci di denunciare i “clandestini” è pericoloso per tutti»

https://www.meltingpot.org/Ravenna-I-me ... 72MD_ZoSjI

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Così recita l’articolo 32 della Costituzione italiana ed appellandosi a ciò l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Ravenna risponde alla norma inserita nel cosiddetto “Pacchetto sicurezza” approvato dal Senato la scorsa settimana che elimina il divieto di denuncia degli stranieri irregolari da parte dei medici che li hanno in cura.

«L’Ordine dei medici «esprime viva preoccupazione e forte contrarietà e auspica fermamente una modifica da parte della Camera». Il comunicato stampa inviato con la firma del presidente dell’Ordine, Stefano Falcinelli, e condiviso dal Collegio infermieri professionali, Assistenti sanitari e Vigilatrici d’infanzia (Ipasvi) di Ravenna, prosegue ritenendo «il provvedimento contrario a quanto contenuto nella nostra Costituzione, ai principi solidaristici e universalistici del SSN e all’etica e alla deontologia medica che richiamano i medici a tutelare prima di tutto la salute del paziente». Falcinelli sottolinea che non è compito dei medici risolvere il problema dei clandestini in Italia e invita i colleghi a continuare come sempre a curare la persona malata senza chiederle né la residenza, né la religione, né la cittadinanza.
«In secondo luogo – scrive ancora Falcinelli – ci si domanda anche quali potrebbero essere le eventuali ripercussioni sulla salute della collettività. Infatti è chiaro che se una malattia infettiva non viene curata cresce il rischio che si diffonda. Giova ricordare che anche nella nostra città è presente dal 2002 una struttura voluta dalla Azienda sanitaria locale e dalla Croce Rossa che da allora assiste, gratuitamente e con la garanzia dell’anonimato, gli immigrati clandestini svolgendo un importante servizio per queste persone e naturalmente anche per la nostra comunità, prevenendo la diffusione di eventuali malattie infettive». A condividere le preoccupazioni di Falcinelli c’è anche il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che considera il voto al Senato «una scelta disumana. Una norma cattiva e razzista». Anche la Giunta della Regione Emilia-Romagna, riunitasi lunedì, ha espresso un giudizio fortemente negativo «perché si tratta di norme sbagliate e di difficile applicazione pratica, soprattutto per il fatto che l’obbligo di segnalazione produrrebbe un’inevitabile effetto deterrente all’accesso alle prestazioni sanitarie da parte di stranieri irregolari, con conseguenze sull’intera popolazione. C’è il rischio – si legge in una nota – che il mancato accesso alle strutture sanitarie da parte di stranieri irregolari determini l’impossibilità di controllare fenomeni legati a malattie trasmissibili, quali ad esempio la Tbc o altre per cui esistono programmi di vaccinazione, rischiando di rappresentare così un pericolo per la salute dei singoli e dell’intera comunità». La Giunta ha dato mandato all’assessore alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni affinché continui gli approfondimenti tecnico-giuridici in modo da predisporre strumenti più efficaci a tutela della salute, evitando al contempo agli operatori sanitari atti contrari alla loro deontologia professionale.



Trento. Medico denuncia clandestino al pronto soccorso. Salvini: “Esempio da seguire”. Anelli (Fnomceo): “Dovere del medico è curare, non denunciare”

http://www.quotidianosanita.it/regioni- ... o_id=66313

La vicenda, risalente allo scorso luglio, è emersa solo in questi giorni. L'uomo, un marocchino con i documenti non in regola, è stato prelevato dai Carabinieri prima ancora di poter terminare la visita e ricevere una terapia. A difesa del camice bianco si è schierato il ministro dell'Interno: "Abbiamo il dovere di garantire cure mediche a tutti – dice il leghista - ma non possiamo dimenticare l’esigenza di contrastare l’immigrazione clandestina". Mentre il presidente della Fnomceo ha stigmatizzato il comportamenteo del medico.

04 OTT - Lo scorso luglio, al pronto soccorso di un ospedale periferico di Trento si presenta un uomo di origine marocchina. Il medico che avrebbe dovuto assisterlo, vedendo che il paziente non ha i documenti in regola, decide di allertare i Carabinieri che si presentano così al nosocomio e portano via l'uomo senza che questo possa neanche terminare la visita, né ricevere una terapia.

La vicenda, emersa solo in questi giorni, è stata portata all’attenzione dell’Ordine dei medici e dell’Azienda sanitaria locale. Nonostante il comportamento del medico, in violazione della direttiva firmata nel novembre del 2009 da Mario Morcone, allora capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, con la quale veniva ribadito "il divieto di segnalare alle autorità lo straniero irregolarmente presente nel territorio dello Stato che chiede accesso alle prestazioni sanitarie".

Ieri il ministro dell'Interno Matteo Salvini si è invece schierato a difesa del camice bianco: "Abbiamo il dovere di garantire cure mediche a tutti – dice Savini - ma non possiamo dimenticare l’esigenza di contrastare l’immigrazione clandestina. Solidarietà al medico di Trento che ha segnalato un marocchino irregolare”.

Di tutt'altro avviso il presidente della Fnomceo Filippo Anelli che oggi ha preso posizione con una lunga nota stampa. “Bene ha fatto l’Ordine di competenza ad avviare l’attività disciplinare nei confronti del medico che, in Trentino, è finito sui giornali per aver forse segnalato un immigrato irregolare. Questo, in primo luogo, per dargli modo di fornire la sua ricostruzione dei fatti, che sembrerebbero diversi da quanto riportato. E, ciò che è ancor più importante, per tutelare un principio: i medici devono rispettare, oltre alle Leggi, le Regole del Codice Deontologico, e secondo tali Regole deve essere valutato il loro comportamento”, scrive Anelli, sottolieando per l'appunto che “le notizie sull'episodio sono in fase di accertamento e che sembrerebbero, oltretutto, diverse (il medico avrebbe infatti preso in carico il paziente, consigliandoli poi di rivolgersi ai carabinieri), ma che hanno innescato subito un ‘processo di piazza’ con schieramenti a favore o contro il presunto comportamento”.

“Quando si parla di salute, non abbiamo bisogno di ‘tifosi’ – continua Anelli -: abbiamo già riferimenti chiari e precisi, che sono i principi del Codice Deontologico e le evidenze della Scienza”.

“E il nostro Codice, in questi casi, parla chiaro – spiega Anelli -: ‘Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera’. Nessun distinguo, dunque: sempre, ma ancor più quando si parla di salute, tutti gli uomini sono uguali, senza differenze di colore, provenienza, credo religioso, condizioni economiche e sociali. Anzi, se parliamo di soggetti fragili, il dovere di curare e di tutelare la loro salute è amplificato, elevato all’ennesima potenza”.

“Da un punto di vista professionale, inoltre, un medico non può non tener conto che la paura di una denuncia costituisce senz’altro un deterrente alle cure e che questo può essere pericoloso per il singolo e, specie nel caso di malattie trasmissibili, per la collettività – prosegue ancora -. È questa, tra l’altro, la ratio legis che sottende ad alcuni provvedimenti che esplicitamente vietano ai medici di denunciare i clandestini, fatti salvi i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con i cittadini italiani”.

“Gli Ordini – conclude - sono gli enti sussidiari a cui lo Stato affida il compito di tutelare la salute pubblica, attraverso la garanzia della correttezza dell’esercizio professionale, che a sua volta si esplicita mediante il rispetto delle Regole del Codice Deontologico. Siamo convinti che tali Regole siano la lente corretta attraverso la quale vada osservato il comportamento dei medici, e ci auguriamo che tutti dismettano invece gli occhiali deformanti della partigianeria”.




Cure, esami e protesi: sanità gratis agli irregolari (e anonimato garantito)
Alberto Giannoni - Sab, 13/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 87610.html

Un tesserino assicura l'assistenza agli stranieri. La prefettura: niente segnalazione alle autorità

Tutto subito, velocemente e gratis. L'Italia riconosce agli «stranieri irregolarmente presenti» sul territorio nazionale una corsia preferenziale, riservata ed esclusiva, in cui sono garantite cure e prestazioni che gli italiani possono solo sognare.

Non è la narrazione di un esagitato xenofobo ma il quadro che emerge dalla testimonianza diretta di un medico, oltre che dai riferimenti che lo stesso Stato italiano fornisce.

Basta un tesserino (Stp) e si ha la strada spianata nell'accesso alle prestazioni di una delle migliori sanità del mondo, soprattutto con un medico «di manica larga» o l'ausilio di associazioni di volontariato più o meno ideologicamente impegnate. E non si tratta solo di interventi urgenti o salvavita, come sarebbe comprensibile, e in linea con giuramenti e deontologia. Si va molto oltre «le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali», chiarisce il medico che decide di parlarne. Ne ha avuto diretta esperienza. E spiega di cosa sta parlando: «Per esempio una visita dal diabetologo per la glicemia, o le lastre al torace, o le cure dentarie».

«Protesi, occhiali e ogni ausilio medico gratis - aggiunge Riccardo De Corato, esponente di Fratelli d'Italia, già senatore, oggi assessore regionale in Lombardia - per non parlare della completa esenzione per l'acquisto di medicine». Il tesserino si chiama Stp (Straniero temporaneamente presente) e può essere chiesto «presso qualsiasi Asl». Di queste opportunità dà conto la prefettura di Roma: il tesserino è valido 6 mesi - informa sul suo sito - ma «rinnovabile». Si rivolge allo straniero irregolare: «Puoi anche chiedere che il tesserino sia rilasciato senza l'indicazione del tuo nome e cognome». Infine avverte: «L'accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione alle pubbliche autorità. Tieni comunque presente che in alcuni casi (motivi di ordine pubblico o per altri gravi motivi) la pubblica autorità potrà ottenere il referto, come avviene anche con i cittadini italiani».

Veloci e potenzialmente universali le prestazioni: «Attraverso il Pronto soccorso è possibile accedere a ogni cura - spiega il medico -. L'emergenza urgenza acuta viene garantita a tutti, però qui si parla di prestazioni banali, rese a persone esplicitamente irregolari, mentre gli italiani se le pagano, o rinunciano dovendo scegliere se curare l'una o l'altra fra più patologie». «Queste persone hanno tutto - prosegue - e molti lo esigono, con arroganza, e in genere i medici concedono tutto, per non essere accusati di razzismo. Appuntamenti, attese brevi, ricette bianche, hanno capito tutto e sono imbeccati dalle associazioni di volontariato».

Il medico è «meravigliato», De Corato è indignato: «Mentre a Roma stanno decidendo quali tagli apportare alle Regioni - attacca - continua ad andare in onda l'elargizione di denaro pubblico». «La chiave di scasso si chiama Stp. È mai possibile che questo tesserino sanitario possa essere rinnovato sine die ed è lecito consigliare dal sito della Prefettura che il tesserino possa essere rilasciato senza l'indicazione del nome e cognome?». «Con le parole cure essenziali, continuità delle cure, ciclo riabilitativo completo oggi si passa tutto». «Il governo - conclude De Corato - prima di prendere la forbice e tagliare sulla sanità riveda il capitolo assistenza ai clandestini dettando regole più ferree alle Regioni. I cittadini italiani non possono pagare con le proprie tasche l'accoglienza forzata, e la Prefettura non può certo suggerire l'anonimato».
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » lun ott 22, 2018 3:57 am

Migranti, il piano di Salvini per blindare i confini in mare
Franco Grilli - Sab, 13/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 87777.html

Il Viminale prepara un decreto per dare una stretta sui controlli. Più poteri a polizia e Gdf. Ecco cosa può cambiare

Stretta sui controlli sui migranti che arrivano via mare in Italia. Di fatto il Viminale potrebbe dare più potei alla polizia e alle Fiamme Gialle per controllare le frontiere a Sud.

Il piano del ministero è ragionato: intervenire adesso sui nuovi assetti per la sicurezza approfittando del calo degli sbarchi. L'obiettivo è chiaro: prevenire le infiltrazioni terroristiche tra i migranti. Tutte idee queste che sono state rese note dallo stesso Salvini al Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il vertice, come ricorda il Messaggero, si è concluso con la definizione di una unità operativa che dovrà studiare nuove strategie per operare sul fronte della sicurezza con il flusso dei migranti.

Salvini punta anche a semplificare la linea di comando. La Guardia Costiera dipende dalle Infrastrutture e spesso in questi mesi ci sono stati approcci diversi sulle emergenze da parte di Toninelli e del titolare del Viminale. La strada è quella di creare procedure collaudate per intervenire in modo rapido sulle crisi in mare legate ai barconi con i migranti. Il Viminale prepara un piano anche per intensificare il controllo del mare con una sorveglianza capace di intercettare soprattutto i barchini che arrivano clandestinamente sulle nostre coste. Sono proprio gli sbarchi fantansa che preoccupano di più il ministro. Lì possono nascondersi più facilmente jihadisti che si fingono migranti.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » lun ott 22, 2018 3:57 am

Trump: "Chiunque entri negli Usa illegalmente sarà arrestato"
17 ottobre 201807:00

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/tr ... 802a.shtml

"Chiunque entri negli Stati Uniti illegalmente sarà arrestato e trattenuto prima di essere rimandato indietro nel proprio Paese". Così Donald Trump su Twitter. Il presidente americano ha inoltre minacciato il taglio degli aiuti a Honduras, Guatemala ed El Salvador "se permetteranno ancora ai loro cittadini o ad altri di attraversare i loro confini e di raggiungere gli Usa con l'intento di entrarvi illegalmente".


Alberto Pento
Così si fa, questo è un uomo!



Il Messico blocca migliaia di migranti honduregni verso gli Usa
Manuel Glauco Matetich - Sab, 20/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/mes ... 90598.html

Migliaia di migranti provenienti dall’Honduras e diretti verso gli Stati Uniti sono stati fermati con la forza dalle forze di polizia messicana lungo il confine tra Guatemala e Messico. Il presidente americano Trump dichiara di essere pronto a chiudere le frontiere del sud con l’intervento dell’esercito se la situazione dovesse peggiorare

Un’ondata migratoria senza precedenti, tutta diretta verso gli Stati Uniti.

Ecco la previsione della grave crisi umanitaria che sta accadendo in queste ore nel confine tra Guatemala e Messico e che proseguirà senza sosta anche nei prossimi mesi.

Più di quattromila persone provenienti dall’Honduras hanno lasciato il proprio paese con la speranza di entrare negli Stati Uniti per vivere il sogno americano. Ma, attualmente, questi migranti honduregni sono stati fermati e bloccati coercitivamente dalle forze dell’ordine messicane dopo aver attraversato il confine del vicino Guatemala.

Questi profughi honduregni sono stati messi temporaneamente in alcuni rifugi creati ad hoc dalle autorità politiche di Città del Messico nel tentativo di fermare l’avanzata di questo nuovo flusso migratorio. La polizia messicana ha ricevuto l’ordine di non lasciar avanzare quest’orda di persone disperate che puntano verso gli Stati Uniti per scappare da un paese devastato come l’Honduras, considerato uno dei più violenti al mondo e ostaggio di bande criminali violente.

La carovana umana è arrivata in Guatemala a piccoli gruppetti di persone ma ad oggi la loro speranza di poter entrare negli Stati Uniti viene frantumata dalla sfida lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump di chiudere il confine con il Messico se le autorità messicane non sbarreranno la strada all'avanzata dei migranti.

"Devo, nei termini più forti, chiedere al Messico di fermare questa marcia. Se il Messico non può, chiederò all'esercito di chiudere le nostre frontiere del sud", ha twittato The Donald.

Il pugno di ferro adottato dall’amministrazione Trump nei confronti dell’immigrazione illegale e clandestina rientra nella lista di promesse politiche dette da Trump durante la campagna elettorale per la conquista della Casa Bianca nel 2016. Attualmente, però, queste promesse sembrano essere state rispolverate, in vista delle elezioni di metà mandato il prossimo 6 novembre, considerate come una cartina tornasole per le elezioni presidenziali del 2020.
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