Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » gio set 27, 2018 6:13 am

Alassio, tratta di clandestini del Bangladesh: estorsione, minacce e violenze tra connazionali
Luciano Parodi
2018/09/26

http://www.savonanews.it/2018/09/26/som ... -foto.html

Favoreggiamento all'immigrazione clandestina, tentata estorsione continuata in concorso, calunnia, possesso ingiustificato di armi e minaccia aggravata con l'utilizzo di armi improprie: queste le accuse poste a 5 bengalesi, il capo dell’organizzazione criminale e i 4 gregari (Reza Karim 34 anni, Sajib Miah 23 anni, Hasan Mehadi 24 anni, Asim Matubbar 25 anni e Shidul Matubber 23), che sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alassio per la tratta di clandestini del Bangladesh, inseriti clandestinamente in Italia.

Il "boss" dell’organizzazione criminale, Karim, obbligava i bengalesi che volevano emigrare nel nostro Paese, a corrispondergli 6000 euro in contanti per partire dal loro paese originario, usando la classica rotta India-Emirati-Sudan per poi arrivare in Libia e raggiungere via mare le coste italiane, dove inizialmente ottenevano un permesso di soggiorno per motivi umanitari, in attesa che venisse accolta la loro richiesta di asilo politico (in Italia dura un anno), che consentiva loro di giungere ad Alassio.

Una volta arrivati nella cittadina rivierasca, venivano messi a lavorare nelle tante attività commerciali intestate all’indagato ed obbligati ad affittare, a costi altissimi, un posto letto presso una delle abitazioni che lo stesso aveva in locazione.

Chiunque osava ribellarsi a questo sistema, veniva minacciato e perseguito con vere e proprie spedizioni punitive, l’ultima accaduta proprio lo scorso lunedì 24 settembre a Laigueglia. Quando un cittadino bengalese alzava la testa veniva subito redarguito, poi successivamente chiamata la famiglia e infine, esauriti gli “avvertimenti”, venivano organizzate le spedizioni punitive, il più delle volte 5 contro 1 con la più cruenta, ha portato all’utilizzo di una catena da bicicletta per colpire i poveri connazionali.

Inoltre Karim, il capo dei bengalesi, musulmano, giustificava le sue minacce adducendole per motivi religiosi facendo credere ai familiari di essere stato costretto perché i neo arrivati bengalesi avevano modificato la loro fede con l’induismo. L'accusa di calunnia è stata formulata poiché per giustificare la aggressioni erano state fatte diverse denunce ai carabinieri.

L’attività si è sviluppata in seguito alla denuncia di uno di questi bengalesi, stanco di subire continui aumenti mensili per la locazione del posto letto, nonché minacce e soprusi.

Le ordinanze di custodia cautelare sono arrivate in tempi abbastanza rapidi, emessa dal Gip Alessia Ciccardi su richiesta del pm Chiara Venturi, ed è stata fatta irruzione in questi appartamenti (che contenevano 12 persone) e negli esercizi pubblici. Numerosi cittadini bengalesi sono stati fermati e uno di questi soggetti sarà espulso con effetto immediato e trasportato all’aeroporto di Fiumicino nella mattinata di domani.

L’attività investigativa, iniziata a maggio, con l’episodio più cruento avvenuto ad agosto, continuerà, per cercare di risalire a ulteriori dettagli.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » mar ott 02, 2018 7:56 pm

Favoreggiamento ai clandestini Manette per il sindaco di Riace
Luca Romano - Mar, 02/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83097.html

Mimmo Lucano è finito in manette nell'operazione "Xenia" della Guardia di Finanza. È il paladino dell'accoglienza

Alla fine sono scattate le manette. Domenico Lucano, il sindaco di Riace pro-accoglienza, è stato arrestato dalle fiamme gialle. A portarlo in manette è stata l'operazione Xenia.

Le accuse sono di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio per la raccolta dei rifiuti.

A spiegare l'operazione è stata una nota della procura di Locri: "I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell'alba, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace e il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell'ambito dell'operazione denominata 'Xenia'". Di fatto questo arresto arriva dopo le indagini sulla gestione dei finanziamenti erogati dal Viminale proprio per l'accoglienza dei rifugiati. Lo scorso agosto il sindaco aveva protestato per i tagli e per il ritardi nell'erogazione dei fondi da parte del ministero. Molto vicino a Roberto Saviano più volte ha messo nel mirino il ministro degli Interni, Matteo Salvini, per le sue politiche per frenare i flussi legati all'immigrazione.

Intanto il gip di Locri Domenico Croce ha però rigettato sette delle accuse ipotizzate nei confronti di Lucano. Tra le accuse che sono state "smontate" dal Gip ci sono l’associazione a delinquere alla truffa aggravata, il falso al concorso in corruzione, l’abuso d’ufficio alla malversazione. E il pm di fatto afferma che il Gip su questo caso si è limitato a fornire un "acritico recepimento delle conclusioni raggiunte all’esito di una lunga attività della Gdf di Locri. Sulla gestione dei fonti destinati ai migranti il magistrato rileva che benché siano emerse diffuse e gravi irregolarità e una gestione tutt’altro che trasparente, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate".



Ecco i REATI contestati al sindaco di RIACE, alla corte del quale sfilavano SAVIANO, LERNER, BOLDRINI e compagni:

https://www.facebook.com/comitatocittad ... 1995609779
- finti matrimoni per far restare i migranti in Italia;
- fatture false per gonfiare i costi dell'accoglienza;
- appalti fraudolenti per la gestione dei rifiuti;
- affidi irregolari per la gestione dell'accoglienza.

Ma per loro è un IDOLO da incensare dedicandogli fiction televisive e riviste internazionali. Perchè per loro è così che si deve amministrare: fregando soldi allo Stato per foraggiare gli amici lucrando su dei poveri disgraziati...



Riace, il sindaco Lucano intercettato: «Vado contro queste leggi balorde»
«Il sindaco di Riace Domenico Lucano organizzava nozze di convenienza tra riacesi e straniere»

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/ ... 11725.html

Per la procura di Locri, il sindaco di Riace Domenico Lucano manifestava «particolare spregiudicatezza, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell'organizzare veri e propri 'matrimoni di convenienza' tra cittadini riacesi e donne straniere al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano». È quanto risulta dalle carte dell'inchiesta che ha portato ai domiciliari il primo cittadino per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Secondo l'accusa, «il sindaco Lucano, unitamente alla sua compagna Tesfahun Lemlem» ha «architettato degli espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci, volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l'ingresso in Italia».
«Proprio per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge», dice in un colloquio intercettato dalla Guardia di finanza. Lucano parla del caso di una donna cui è stato rifiutato per tre volte il permesso di soggiorno: «Io la carta d'identità gliela faccio, sono un fuorilegge. Non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità. La iscriviamo subito. Fino ad ora la carta d'identità l'ho fatta così».
Il sindaco di Riace Domenico Lucano ha dimostrato una «spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito», nell'ammettere «pacificamente più volte, e in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell'organizzazione di matrimoni 'di comodo'», afferma il procuratore di Locri Luigi D'Alessio, in una nota.
Al riguardo viene riportato un dialogo intercettato dalla Guardia di finanza sul matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato per tre volte il permesso di soggiorno. «Lei - dice Lucano - ha solo la possibilità di tornare in Nigeria. Secondo me l'unica strada percorribile, che lei si sposa! Io sono responsabile dell'ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente con un italiano. Mi fa un atto notorio dove dice che è libera e siccome è richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti. Se succede questo in un giorno li sposiamo».


Il blog delle stelle - Riace non era un modello: è finita l'era del business dell'immigrazione
di MoVimento 5 Stelle
di Carlo Sibilia, sottosegretario al Ministero degli Interni

https://www.ilblogdellestelle.it/2018/1 ... l?s=wslink

"Zero fondi per Riace. Abbiamo deciso di ridurre a zero la speculazione sull’accoglienza. Per Riace non ci sono coperture e il nostro governo si è posto l’obiettivo di eliminare i finanziamenti a pioggia in tema di politiche migratorie". Queste le mie dichiarazioni rese in occasione della visita in Calabria il 6 agosto scorso. Oggi, dopo l'arresto del sindaco di Riace nell'ambito dell'operazione Xenia effettuata dalla Guardia di Finanza, sono più comprensibili.

Il sistema dell'accoglienza targato Pd ha creato più indagati che integrati. Il governo del cambiamento ha dichiarato guerra al business dell'immigrazione. Nel DL sicurezza ci saranno già risposte importanti.

In primis operiamo una stretta doverosa sui controlli delle spese di danari pubblici.
Grazie alla nostra azione non sentiremo mai più frasi come “Con gli immigrati si fanno molti più soldi che con la droga” uscire dalla bocca dei malavitosi.

Deve chiudersi l'era in cui associamo l'integrazione a "Mafia Capitale" o all'inchiesta su consorzio "Maleventum" dove secondo i pm è emerso un “sistema criminale” che faceva affari sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri, sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti, con la connivenza di alcuni pubblici dipendenti. Fino ad arrivare alle indagini odierne per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".
Un'economia drogata che ha avuto ripercussioni folli sulle casse dei comuni, alcuni dei quali hanno trascurato servizi essenziali come rifiuti, mensa scolastica, trasporto pubblico per concentrarsi sugli appetitosi finanziamenti a pioggia.

Con noi finisce tutto questo. Ora le cooperative avranno l'obbligo di rendicontare i fondi ricevuti fino all'ultimo centesimo. E' finita l'era del business dell'immigrazione. Nessuno vuole scappare da un paese in cui si trova bene.

Bisogna fare di tutto per stringere accordi con i paesi di provenienza dei migranti e rendere le vite delle persone più sicure e degne di essere vissute.




Immigrazione, è stato arrestato il sindaco di Riace Domenico Lucano

https://www.tpi.it/2018/10/02/arrestato-sindaco-riace

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è agli arresti domiciliari dall’alba di martedì 2 ottobre 2018. Lucano è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Locri, verte sulla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Nell’ambito dell’operazione, denominata “Xenia”, è stato disposto anche il divieto di dimora per la compagna del sindaco, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione .

Domenico Lucano (chi è) era indagato dalla Procura di Locri per abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione alla gestione del sistema di accoglienza.

Insieme a lui era indagato anche Fernando Antonio Capone, presidente dell’associazione “Città Futura-don Pino Puglisi”.

Lucano è considerato un simbolo dell’accoglienza dei migranti. Per il suo rivoluzionario modello, che ha permesso al piccolo Comune calabrese di rinascere, il sindaco era stato inserito da Fortune nel 2006 tra i 50 uomini più influenti al mondo.

Ad agosto 2018 il primo cittadino aveva iniziato uno sciopero della fame contro il taglio dei fondi destinati ai progetti di accoglienza. In occasione del Riaceinfestival, aveva detto: “Riace è un messaggio pericoloso perché dimostra che l’accoglienza è possibile”.

Nella sua battaglia per un sistema d’accoglienza diverso, ha spesso incontrato le ostilità del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che lo aveva definito “uno zero”.

Dopo l’arresto del sindaco, Salvini ha commentato su Twitter: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! Io vado avanti. #portichiusi #cuoriaperti”.

Negli atti che hanno portato al suo arresto Lucano viene definito un sindaco “spregiudicato” che, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, organizzava veri e propri “matrimoni di convenienza” tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano.

Dalle indagini, scrivono gli inquirenti, sarebbe emerso come il primo cittadino e la sua compagna avessero architettato degli “espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci”, volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l’ingresso in Italia.

“Particolarmente allarmanti”, si legge ancora, si sono rivelate “non solo la lunga serie di irregolarità amministrative e di illeciti penalmente rilevanti che costellavano la realizzazione del progetto, ma anche e soprattutto l’estrema naturalezza con la quale Lucano e la sua compagna si risolvevano a trasgredire norme civili, amministrative e penali”.

Lucano, sempre secondo l’accusa, avrebbe ammesso di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni “di comodo”.

Inoltre, la Procura di Locri contesta all sindaco l’affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti della cittadina, al di fuori delle procedure di gara previste dal codice dei contratti pubblici, a favore di due cooperative sociali, la “Ecoriace” e L’Aquilone”.

Secondo l’accusa, le due coop non avevano i requisiti di legge richiesti per l’ottenimento del servizio pubblico, perché non iscritte nell’apposito albo regionale previsto dalla normativa di settore.

Le indagini avrebbero dimostrato come Lucano, “al precipuo scopo di ottenere il suo illecito fine, a seguito dei suoi vani e diretti tentativi di far ottenere quella iscrizione”, si sia determinato ad istituire un albo comunale delle cooperative sociali cui poter affidare direttamente, secondo il sistema agevolato previsto dalle norme, lo svolgimento di servizi pubblici”.

Alla “Ecoriace” e alla ” Aquilone”, con questo sistema, era stato affidato il servizio dall’ottobre 2012 fino all’aprile 2016.

Con tale decisione, scrivono ancora gli inquirenti, “in sostanza, si procedeva fraudolentemente all’artificioso riconoscimento (del tutto sganciato dalla normativa vigente e dunque sprovvisto di validi effetti) in capo alle due cooperative dei presupposti necessari per la disapplicazione delle regole in materia di selezione, da parte delle amministrazioni pubbliche, dei soggetti cui aggiudicare servizi, lavori od opere”.

Lucano, dopo aver rilevato la mancanza dei presupposti necessari per l’iscrizione nell’albo regionale delle due coop, avrebbe fatto approvare approvare alla giunta da lui presieduta un albo comunale simile a quello previsto dalle norme, poi avrebbe suggerito al Consiglio comunale di procedere all’ assegnazione diretta per poi procedere più volte, alla proroga dell’affidamento.

Affidando in via diretta alla “Ecoriace” ed alla “Aquilone” i servizi di raccolta e trasporto rifiuti, Lucano avrebbe procurato alle due cooperativo un ingiusto vantaggio patrimoniale quantificato in circa un milione di euro.



No ai domiciliari ma al 41bis

Questo non è un uomo buono ma cattivo, irresponsabile, parassita, che danneggia il nostro paese e i cittadini italiani ed europei, che ci deruba e ci porta in casa parassiti, nemici e criminali.




Ecco chi lo difende (costoro andrebbero perseguiti per istigazione a delinquere):


Mimmo Lucano, violare la legge per rispettarne una umana e morale è una scelta disperata
di Andrea Taffi
2018/10/02

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... ta/4663101

Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, è agli arresti domiciliari con l’accusa, tra le altre, di aver favorito l’immigrazione clandestina. Quello del sindaco Lucano sembrava un modello ideale di approccio all’accoglienza verso i migranti, un tentativo istituzionale di integrazione, di rispetto, di solidarietà e di speranza. La Procura della Repubblica di Locri ha detto che non è così, e io non voglio certo mettermi a sindacare su ipotesi di reato che altri magistrati (quelli giudicanti) saranno eventualmente chiamati a valutare in sede dibattimentale. Quello che, in questa vicenda, ha colpito la mia attenzione è il contenuto delle intercettazioni sulle quali si basa l’accusa, delle parole cioè che il sindaco di Riace dice al telefono alla sua compagna, anche lei destinataria di un provvedimento restrittivo.

Il sindaco Lucano si autodefinisce “fuorilegge”, si tratteggia come “un disobbediente sociale”. Sa benissimo di abusare del suo potere, di commettere delle irregolarità amministrative, degli illeciti penali, eppure (questo mi è parso) rivendica la necessità di quel comportamento, senza arroganza, quasi che il suo ruolo di sindaco, lungi dal giustificarlo, lo costringesse a quelle scelte sbagliate. Il sindaco, si sa, deve rispettare la legge come uomo, e deve anche essere (come primo cittadino) un simbolo di rettitudine, un esempio, come tutti gli uomini delle istituzioni. Eppure un sindaco ha doveri anche verso i suoi concittadini, deve essere di esempio anche per loro, deve ascoltare le loro richieste di aiuto. E proprio nell’ottica di questo “doppio compito”, che si innesta il paradosso di tutta questa vicenda.

Il sindaco di Riace (lo ammette lui stesso) non condivide le leggi italiane sull’immigrazione (le definisce “balorde”), leggi che, secondo lui, non aiutano i migranti, complicano loro la vita, e portano a decisioni umanamente inaccettabili. Per questo, nel rispetto dei suoi doveri di sindaco verso i suoi concittadini, siano essi tali per anagrafe o per ridistribuzione, forza la legge, esercita oltremisura il suo potere, e fa tutto questo per garantire quel risultato di giustizia (morale e sociale) che le leggi sull’immigrazione (secondo lui) non consentono di ottenere.

Quella del sindaco di Riace è (secondo me) una scelta disperata: la consapevole violazione della legge per il rispetto di un’altra legge, umana e morale, fatta esclusivamente di solidarietà. Se le accuse saranno dimostrate, il sindaco di Riace sarà condannato, e io non voglio certo qui giustificare il suo comportamento: c’è una legge e, per quanto sbagliata possa essere o possa sembrarci, la si deve rispettare. Eppure io credo che questa storia, comunque vada a finire, ci insegni che una legge, oltre che rispettata, debba anche essere valutata in termini di efficacia alla luce delle sue violazioni, soprattutto quando queste sono consapevoli e mosse da impulsi ed esigenze morali, che se non possono mai giustificare un illecito, certo, ma che sono comunque in grado di farcelo comprendere, di farci capire, cioè, perché quell’illecito è stato compiuto.



Da Lerner a Fassina: "soccorso buonista" per il sindaco di Riace
Luca Romano - Mar, 02/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83167.html

Il sindaco di Riace è stato arrestato con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. La sinistra lo difende

L'operazione che ha portato ai domiciliari il primo cittadino del paesino calabrese nasce da un'indagine che durava da mesi. Oltre ai metodi "spregiudicati" per combinare nozze tra cittadini di Riace e donne straniere per farle restare in Italia, l'inchiesta ha fatto luce anche sul rapporto tra il Comune e le cooperative che gestiscono due milioni di euro l'anno per i progetti di accoglienza. Gli atti dell'inchiesta di fatto parlano anche di "scarsa chiarezza nelle fatturazioni" e di raggiri amminisrativi da parte del primo cittadino. Lucano però è da sempre il paladino dell'accoglienza. Una vera e propria icona di quella parte della sinistra che predica porte aperte per i miganti.

E così, subito dopo l'arresto, è arrivato il "soccorso rosso" a difesa del sindaco finito in manette. Il primo a schierarsi dalla parte del sindaco è il Pd della Calabria con le parole del responsabile organizzativo, Giovanni Puccio: "Non entriamo nel merito del lavoro della magistratura, a cui in via esclusiva spetta il compito di indagare e fare luce su eventuali ipotesi di reato, ciò che invece ci preme sottolineare è il valore del modello di integrazione e umanità che Mimmo Lucano è riuscito a realizzare a Riace. Un sistema vero di accoglienza e solidarietà, in cui gli ultimi hanno finalmente trovato dignità e diritti, in cui un borgo destinato ad appassire e spopolarsi ha recuperato vitalità. Riace è il simbolo di come, anche in questi tempi bui e attraversati da odiosi sentimenti di xenofobia e intolleranza, la convivenza con il diverso e l'accoglienza ai diseredati possano trovare diritto di cittadinanza nelle nostre comunità".

A stretto giro arriva la solidarietà da parte di Leu con il sgretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: "Sono molto colpito dall'arresto di Mimmo Lucano, Sindaco di Riace. Proprio in un luogo che grazie alle iniziative di Mimmo è rinato. In una piccola comunità dove si fanno accoglienza e integrazione vera". Immancabile il commento di Gad Lerner che su Twitter si schiera subito dalla parte di Lucano: "Il mandato di arresto per il sindaco di #Riace è uno schiaffo in faccia a chi pratica il dovere dell'accoglienza e conferma la pulsione fascistoide di cui sta cadendo preda il nostro paese. Solidarietà piena a #MimmoLucano". A difesa del primo cittadino calabrese è arrivato anche Alessandro Gassman: "#MimmoLucano favoreggiamento all'integrazione #stayhuman". Dalla parte di Lucano anche Stefano Fassina che a Omnibus La7 afferma: "Totale solidarietà a Mimmo Lucano, Sindaco di Riace. Dimostrerà il valore umano e sociale esemplare dei suoi atti". Insomma il fronte "buonista" adesso si compatta su Lucano. Ma scorda gli atti dell'inchiesta.



Riace, il (folle) appello dei Leu: "Arrestate Salvini per crimini contro l'umanità"
Claudio Cartaldo - Mar, 02/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 83195.html

L'ex vicepresidente Gavino Angius commenta così l'arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, per la gestione dei migranti

Sono ricominciati gli appelli per vedere Matteo Salvini in manette. A sinistra già è partito il “soccorso rosso” al sindaco di Riace Mimmo Luca, arrestato oggi con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

E mentre i vari Lerner, Rossi Fassina si schierano a fianco del primo cittadino, c’è anche chi chiede una sorta di contrappasso. Invocando gli arresti pure per il ministro dell’Interno.


L'appello contro Salvini

Commentando l’arresto del sindaco di Riace, infatti, l’ex vice presidente del Senato, e ora membro di Leu, Gavino Angius, si è lasciato prendere dall’entusiasmo: “Arrestate Salvini per crimini contro l’umanità”, ha detto Angius.

Salvini risulta ancora indagato per sequestro di persona dopo i noti fatti della nave Diciotti. Resta da capire però per quale motivo Leu vorrebbe far ingabbiare l’inquilino del Viminale e come questo sia legato ai fatti di Riace. Chissà. Di certo c'è che continua l'attacco della sinistra contro il ministro dell'Interno, che però su Facebook e nelle dichiarazioni ufficiali continua a rispedire al mittente le critiche. "Io vado avanti", ripete ogni giorno il leader della Lega.



Fiorello difende Lucano e Gasparri attacca: "Quanto è costata la fiction?"
Franco Grilli - Mar, 02/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83215.html

Il caso dell'arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano ha sollevato non poche polemiche. Scontro tra Fiorello e Gasparri

Il caso dell'arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano ha sollevato non poche polemiche.

Il sindaco pro-accoglienza è stato da sempre un simbolo delle "porte aperte" per la sinistra. Anche la Rai ha voluto "omaggiare" il sindaco di Riace con una fiction che racconta il suo "modello" di integrazione sui migranti.

E adesso, dopo l'arresto, proprio quella fiction, il cui protagonista è Beppe Fiorello, è entrata nel mirino del senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: "Mesi fa, intervenendo nella commissione di vigilanza Rai, sono riuscito a impedire la trasmissione di una fiction che la Rai ha realizzato per celebrare le gesta pro immigrati del sindaco di Riace. Siamo garantisti e attendiamo, a maggior ragione dopo il suo arresto, che si accertino eventuali responsabilità. Ma un conto sono le valutazioni penali, che devono essere specifiche e prudenti. Altro è la celebrazione precoce di un sindaco la cui opera è sempre stata al centro di mille polemiche. La responsabile della fiction Rai, Andreatta, dovrebbe ancora scusarsi per le spese che ha causato. Quanti milioni di euro ha buttato la Rai per la fiction dedicata a Riace?". E su quanto accaduto nel piccolo paesino calabrese è intervenuto proprio Fiorello: "Crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario,io lo so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso, va amato come lui ama il prossimo. Siamo tutti in pericolo, punto. Il sindaco #domenicolucano è stato arrestato per aver accolto non per aver favoreggiato, allora #arrestatecitutti". E al Papa chiede: "Lei la parola la spieghi lei a questa politica la differenza tra accogliere i bisognosi e favorire le mafie". Va ricordato che viale Mazzini aveva già sopseso la messa in onda della fiction proprio perché era in corso un'inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato poi all'arresto del primo cittadino.




Favoreggiamento immigrazione clandestina, arrestato il sindaco di Riace

http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... f1bae.html

02 ottobre 2018La Guardia di Finanza del Gruppo di Locri ha eseguito, alle prime luci dell'alba, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace.

L'accusa è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed illeciti nell'affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Disposto inoltre il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell'ambito dell'operazione denominata "Xenia".

La misura cautelare - si legge in una nota - rappresenta l'epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Matrimoni di convenienza
Dalle indagini dei finanzieri del Gruppo di Locri è emersa "la particolare spregiudicatezza del sindaco, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell'organizzare veri e propri 'matrimoni di convenienza' tra cittadini riacesi e donne straniere - spiega la procura di Locri - al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano".

Intercettato dice: vado "contro leggi balorde"
"Proprio per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge" dice, in un colloquio intercettato dalla Guardia di finanza, Domenico Lucano. Il sindaco parla del caso di una donna cui è stato rifiutato per tre volte il permesso di soggiorno: "Io la carta d'identità gliela faccio, sono un fuorilegge. Non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità. La iscriviamo subito. Fino ad ora la carta d'identità l'ho fatta così".

A Roma manifestazione per Lucano
Un presidio di solidarietà al sindaco di Riace è stato organizzato alle 17,30 a piazza dell'Esquilino, nel cuore del quartiere multiculturale di Roma. L'iniziativa, lanciata dal centro Baobab, l'associazione di volontari che si occupa della gestione dei migranti nella Capitale, è stata organizzata per sostenere Mimmo Lucano, "per fargli sentire che non è solo, per guardarci e riconoscerci in strada nel momento in cui le istituzioni usano tutte le loro forze per stroncare un'esperienza che ha mostrato come si possa davvero costruire un altro mondo". "Colpendo lui - affermano gli organizzatori - si cerca di arrestare un'idea di convivenza, un'idea di società di pace".

Saviano: "Primo passo verso Stato autoritario"
Chiamato in causa direttamente dal vicepremier Matteo Salvini, Roberto Saviano interviene sugli arresti domiciliari disposti nei confronti del sindaco di Riace per favoreggiamento dell'immigrazione illegale. "Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell'Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche", commenta lo scrittore su Facebook. "Mimmo Lucano è agli arresti domiciliari. La motivazione è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La verità è che nelle azioni di Mimmo Lucano non c'è mai finalità di lucro, ma disobbedienza civile. Disobbedienza civile: questa è l'unica arma che abbiamo per difendere non solo i diritti degli immigrati, ma i diritti di tutti. Perché tutti abbiamo il diritto di vivere una condizione di pace sociale, tutti abbiamo il diritto di vivere senza cercare colpevoli, e se il ministro della Mala Vita, Matteo Salvini, ha subito individuato in Mimmo Lucano un nemico da abbattere, il Pd non ha mai compreso che se davvero voleva ripartire da qualche parte per ritrovare un barlume di credibilità (ora è troppo tardi), avrebbe dovuto farlo da Riace, da Mimmo Lucano. E invece Mimmo è solo, e la Bossi-Fini è ancora lì a inchiodare, a bloccare chiunque decida di accogliere e di salvare vite. Legge-obbrobrio, frutto del peggiore berlusconismo, ma che nessun governo ha osato cambiare".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » mar ott 02, 2018 7:57 pm

Siamo tutti Mimmo Lucano! – Articolo21
di: Roberto Malini

https://www.articolo21.org/2018/10/siam ... mmo-lucano

Siamo tutti Mimmo Lucano! Non deve trarre in inganno il fatto che ci siano tanti capi di imputazione per il coraggioso sindaco di Riace Mimmo Lucano; non siamo in possesso dei documenti alla base dei provvedimenti giudiziari nei suoi confronti, ma possiamo affermare al di là di ogni dubbio che in Italia la persecuzione giudiziaria esiste e noi difensori dei diritti umani di EveryOne Group ne siamo la prova lampante. Ai due link qui in calce, che portano ad articoli pubblicati sul sito di EveryOne Group, le principali traversie cui ci ha costretto il sistema giudiziario a causa di alcune delle nostre azioni nonviolente a difesa di migranti e Rom.

Sono stati anni di stress, con enorme pregiudizio personale e professionale, consistenti spese legali e tanto tempo perso. Le sentenze, che ci hanno sempre visti assolti con formula piena, hanno fatto giustizia solo in parte, perché nessuno ci toglie il logorio e i danni subiti. EveryOne Group infastidiva notevolmente il “potere costituito” perché aveva ottenuto diverse procedure da parte delle Nazioni Unite e dell’Ue nei confronti del governo italiano e di istituzioni locali, per violazione dei diritti umani. A questi tre procedimenti penali vanno aggiunti altri provvedimenti assunti contro di noi da autorità locali e nazionali: ci hanno trascinati all’inferno; abbiamo resistito e continuato a impegnarci per i diritti dei migranti e dei Rom. Ne siamo usciti “illesi” grazie anche agli interventi da parte delle Nazioni Unite, del Parlamento europeo, di FrontLine Defenders e di altri organismi internazionali, che hanno rilevato la persecuzione giudiziaria, attestata anche in due Report dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (che abbiamo incontrato e ci è stato accanto negli eventi giudiziari) e hanno protestato a più riprese nei confronti della magistratura e delle istituzioni italiane.

In base alla nostra esperienza, invitiamo la società civile a non abbandonare Mimmo Lucano, ma a restargli accanto, vigilando sull’operato di chi lo accusa e rivolgendo appelli agli organismi internazionali che tutelano chi difende i diritti umani affinché vigilino a propria volta su questa vicenda giudiziaria che presenta alcune similitudini con il caso di EveryOne Group.



Manifestazione organizzata a Milano dall'associazione 'Nessuno è illegale' sul tema "La solidarietà non si arresta: Mimmo Lucano libero subito".
https://www.facebook.com/corrieredellas ... 2272501363


Riace, Laura Boldrini difende Mimmo Lucano e attacca (ancora) Salvini: "Pensi alla 'Ndrangheta"
Franco Grilli - Sab, 06/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 84660.html

L’ex presidente della Camera commenta la vicenda del sindaco indagato per favoreggiamento dell’immigrazione. E tira la stoccata al ministro dell’Interno

Laura Boldrini scende in campo al fianco di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nel farlo, comunque, non si fa mancare un ennesimo attacco a Matteo Salvini.

"Conosco Mimmo Lucano da moltissimi anni, conosco la sua infinità generosità e il suo impegno totale verso gli altri. Andrò a Riace per rinnovare la mia solidarietà al sindaco – sempre nel rispetto del lavoro della magistratura, che do per scontato agisca in modo autonomo e indipendente – perché io sono sicura che Mimmo Lucano saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati". La difesa a spada tratta arriva sulle colonne online di FanPage, che ha contattato l’ex presidente della Camera dei deputati per commentare la vicenda giudiziaria che ha travolto la cittadina calabrese e il suo modello di accoglienza e integrazione Un piccolo centro in provincia di Reggio Calabria di cui, peraltro, Laura Boldrini è cittadina onoraria.

L’esponente di Liberi e Uguali, dunque, continua: "A Riace si è sperimentato un progetto di accoglienza e integrazione che non solo è andato a vantaggio dei rifugiati, ma è andato anche a ripopolare un borgo che rischiava di rimanere deserto, come accade in moltissime zone del nostro Paese".

Poi, ecco l’affondo all’indirizzo del leader della Lega: "Ho trovato gravissimo che il ministro dell'Interno, anch'egli indagato, abbia gioito per l'arresto di Mimmo Lucano. Salvini, che è indagato per sequestro di persona aggravato”. Dunque, aggiunge: “Ci si aspetterebbe che un ministro dell'Interno esultasse per l'arresto del capo di una ‘Ndrina molto pericolosa o magari perché è stata sgominato il sistema della ‘Ndrangheta tutta, che lo faccia perché Mimmo Lucano è ai domiciliari mi sembra veramente una reazione completamente sconsiderata e strumentale".



Migliaia in marcia a Riace per solidarietà al sindaco Lucano - Calabria
2018/10/06

http://www.ansa.it/calabria/notizie/201 ... 14581.html

Molti gli striscioni: "Arrestato Lucano per arrestare un modello di integrazione eccellente", "Il mondo lo adora, l'Italia lo arresta". Lui si affaccia e saluta il corteo con il pugno chiuso

In migliaia a Riace per il corteo che, partendo dalla base del paese, raggiunge la casa di Domenico Lucano, il sindaco arrestato martedì scorso per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

I manifestanti, giunti a Riace per portare la loro solidarietà al sindaco ora sospeso, provengono principalmente, oltre che dalla Calabria, da Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia. Presenti persone di ogni età.

Molti gli striscioni: "Arrestato Lucano per arrestare un modello di integrazione eccellente", "Il mondo lo adora, l'Italia lo arresta".

L'assessore comunale di Napoli Enrico Panini, presente in rappresentanza del sindaco Luigi de Magistris, ha detto di essere "contro la politica xenofoba di Salvini. Giù le mani da Mimmo Lucano".

La strada di accesso al paese è bloccata dalle auto in sosta e gli ultimi arrivati vengono fatti fermare a circa 3 chilometri dal centro abitato.

Lucano saluta il corteo con il pugno chiuso - Affacciato alla finestra di casa col pugno sinistro chiuso: così Domenico Lucano ha salutato le circa quattromila persone giunte a Riace per testimoniare la loro solidarietà al sindaco - ora sospeso - agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I manifestanti, dopo aver percorso le strade del paese, sono giunti sotto casa di Lucano urlandogli "Tieni duro, continua a lottare sempre. In questa battaglia di civiltà non sarai mai solo!".

Il corteo, partito ai piedi del paese, dopo aver percorso le strade di Riace ed avere attraversato la piazza principale, si è diretto sotto casa di Lucano. Alla vista del corteo Lucano è comparso dietro una finestra della sua abitazione, chiusa con una zanzariera, salutando i manifestanti più volte con la mano e commuovendosi. In strada i manifestanti hanno intonato "Bella ciao". Un gruppo numeroso di migranti, che si trovano a Riace da tempo, ha più volte gridato "Riace non si arresta. Mimmo Lucano libero". Sotto casa di Lucano, in mezzo al corteo, c'é l'ex presidente della Camera Laura Boldrini.

Alberto Pento
L'adunata dei parassiti clandestini, abusivi e nazi cristiano comunisti, nel mostruoso covo di Riace.
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Messaggioda Berto » mar ott 02, 2018 8:40 pm

Riace, il sindaco agli arresti. Avevamo ragione
Il Rinoceronte
2018/10/02

http://blog.ilgiornale.it/dessi/2018/10 ... mo-ragione

“Io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge..” diceva al telefono Mimmo Lucano, il “re” dell’accoglienza, prima di essere arrestato. Il sindaco, fino a ieri, famoso in tutto il mondo per il suo “modello Riace”. Un modello che non ha funzionato a lungo. Che si è inceppato.

Noi lo avevamo detto. Scritto. Più volte. Oggi è arrivata la conferma dalla Guardi di Finanza di Locri che ha arrestato il sindaco con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Una indagine dettagliata, avviata dal procuratore di Locri un anno e mezzo fa. A quanto pare non ci siamo sbagliati! Avevamo ragione.

I “compagni” lo difendono e accusano la magistratura. Parlano di un complotto. E annunciano proteste. Inutili. Come sono stati inutili gli appelli di Saviano, il paladino della giustizia. Da sempre al fianco del sindaco. Cosa dirà?

Troppe le ombre, troppe le anomalie. Il sindaco era pronto a tutto pur di tenere gli immigrati senza diritto a Riace, nel piccolo borgo jonico reggino. Combinava matrimoni tra migranti e italiani. A dimostrarlo le intercettazioni.

“… se ne deve andare, se ha avuto per tre volte il diniego … ecco perché non lo rinnovano più. Ti spiego dal punto di vista dei documenti lei non può stare … lei non ha diritto di stare in Italia, se la vedono i carabinieri la

rinchiudono … perché non ha i documenti, non ha niente …ovviamente le possibilità che ha a Riace di non avere problemi sono più alte, si confonde in mezzo a tutti, però lei i documenti difficilmente ce li avrà… io la carta d’identità gliela faccio … io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge, perché per fare la carta d’identità io dovrei

avere un permesso di soggiorno in corso di validità … in più lei deve dimostrare che abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili… la carta d’identità tre fotografie, all’ufficio anagrafe, la iscriviamo subito …”

E poi, il sindaco “fuori legge” che invoca l’anarchia diceva: “sai qual è secondo me l’unica strada percorribile, volendo spremere le meningi,

che lei si sposa! come ha fatto Stella … Stella si è sposata con Nazareno, io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente … con un cittadino italiano … guarda come funziona Daniela, se lei … però dobbiamo trovare un uomo che è libero come stato civile … divorziato si…”

E questa è solo una piccola parte. Sì, perché le carenze, le criticità accertate erano tante. Tutte individuate in diverse e scrupolose ispezioni. Da noi pubblicate nel dettaglio in tempi non sospetti. Come gli strani affidamenti diretti da parte del sindaco a specifici enti gestori senza aver mai indetto una gara pubblica, alla quale avrebbero potuto partecipare anche altre associazioni e cooperative diverse da quelle scelte direttamente dal primo cittadino. Le spese senza “pezze d’appoggio”, o con giustificazioni poco chiare o raddoppiate. I rimborsi sospetti, la mancanza di contratti e i malumori dei migranti. Tutte contestazioni dettagliate, che hanno portato di recente il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione a prendere una decisone drastica: declassare lo SPRAR di Riace, e oggi la guardia di finanza ad arrestare il sindaco. Il re senza corona e senza scettro. Senza regno.
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Messaggioda Berto » mer ott 03, 2018 6:57 am

La disumanità criminale, che depreda e danneggia i propri concittadini, fatta passare per umanità.

Riace, peccato di umanità
Il sindaco Mimmo Lucano ha fatto politica nel solo modo possibile in un Paese che ha leggi inique: con la disobbedienza civile, l'unica arma per difendere i diritti di tutti
di ROBERTO SAVIANO
02 ottobre 2018

https://www.repubblica.it/cronaca/2018/ ... -207987955

Mimmo Lucano è agli arresti domiciliari, nessuno stupore in un Paese che ha ormai fatto sua una prassi suicida: criminalizzare la solidarietà. Mimmo Lucano è stato il primo a essere attaccato da Matteo Salvini ed è oggi il primo a cadere sotto la scure di una legge iniqua come la Bossi-Fini che nessun governo, nemmeno quelli che hanno fatto dell'anti-berlusconismo la propria bandiera, ha voluto cambiare. Fanno sorridere i Di Maio, stolti e pilateschi, che credono di poter archiviare con un post su Facebook il modello Riace come una bad practice targata Pd. La loro incapacità di leggere il presente è solo pari alla rabbia che covano verso un alleato di governo che li ha completamente tagliati fuori da quella comunicazione becera di cui si sentivano padroni.

Eh sì, perché sentire la conferenza stampa di Salvini a Napoli è un piacere che ciascuno dovrebbe concedersi: intanto scopriamo che il problema di Napoli sono i motorini sequestrati, che occupano spazio. Se Salvini conoscesse Napoli, saprebbe che il problema di Napoli semmai sono i motorini non sequestrati, quelli su cui viaggiano intere famiglie con bambini piccolissimi. Ma siamo sempre là: il problema di Palermo è il traffico. Il problema del Paese sono gli immigrati e il problema della Calabria è Mimmo Lucano. E noi illusi che pensavamo fosse il narcotraffico.

La motivazione dell'arresto di Mimmo Lucano è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma mai nell'inchiesta leggerete che Mimmo Lucano ha agito per un interesse personale. Mai. E Mimmo Lucano ha fatto politica nell'unico modo possibile in un Paese che ha leggi inique. Mimmo Lucano ha fatto politica disobbedendo. Disobbedienza civile: questa è l'unica arma che abbiamo per difendere non solo i diritti degli immigrati, ma i diritti di tutti. Perché tutti abbiamo il diritto di vivere una condizione di pace sociale, senza nessun ministro che ci indichi numeri civici dove vivono persone da cacciare in quartieri da "bonificare". Esatto, bonificare. Queste le parole di Salvini. Ma bonificare da cosa? Dagli esseri umani?

Tutti abbiamo il diritto di vivere senza cercare colpevoli, e se il ministro ha subito individuato in Mimmo Lucano un nemico da abbattere, il Pd non ha mai compreso che se davvero voleva ripartire da qualche parte per ritrovare un barlume di credibilità, avrebbe dovuto farlo da Riace, da Mimmo Lucano. E prima ancora da Lampedusa e da Giusi Nicolini. E invece Mimmo è solo, e la Bossi-Fini è ancora lì a inchiodare, a bloccare chiunque decida di accogliere e di salvare vite. Legge-obbrobrio, legge intoccabile.

Mimmo Lucano, un uomo solo a lottare contro una legge iniqua. Una legge che vede silenziosamente coesi coloro i quali ogni giorno si presentano a noi come acerrimi nemici. I Salvini, gli Orfini, i Minniti e i Toninelli, i Renzi, i Martina, i Di Maio, i Di Battista, i Bonafede, tutti uguali: nessuno di loro ha mai osato mettere in discussione i frutti più amari del berlusconismo: la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi che riempiono le carceri di immigrati e tossicodipendenti, rendendo il nostro uno Stato-fortezza, uno Stato di polizia. In un Paese diverso, un partito di sinistra unirebbe elettori solo dicendo basta a questi due obbrobri.

Vi sembra possibile che il problema della Calabria, terra di narcotraffico e corruzione criminale, sia l'immigrazione? Mimmo Lucano è stato arrestato anche per "fraudolento affidamento diretto della raccolta rifiuti", eppure mai si legge negli atti della Procura di Locri che abbia agito per guadagno personale, anzi si sottolinea il contrario. Il razzismo oggi in Italia è usato come arma di distrazione di massa, dovremmo rassegnarci a questa pratica trasversale a ogni partito, ma no. Non ci rassegniamo. Questo governo, attraverso l'utilizzo politico di questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell'Italia da democrazia a Stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche.

Ma le parole sono superflue, anche le mie. Andate piuttosto a Riace, vedrete bambini africani che parlano calabrese e case in disuso messe a disposizione degli immigrati da chi ha lasciato l'Italia, da italiani migranti economici accolti in Australia o in Sudamerica. Italiani che in questa Italia non ce l'hanno fatta.

Dobbiamo mettere il nostro corpo in difesa del progetto Riace che è il modello più importante di accoglienza di tutto il Mediterraneo. "Io la carta d'identità gliela faccio... Io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge perché per fare la carta d'identità io dovrei avere un permesso di soggiorno in corso di validità...in più lei deve dimostrare che abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili...la carta d'identità, tre fotografie all'ufficio anagrafe, la iscriviamo subito...". Io sono un fuorilegge, dice Mimmo Lucano.

Fuorilegge per aver fatto carte d'identità a chi avrebbe dovuto avere documenti per diritto e in tempi brevi. Per essersi assunto, da solo, le responsabilità che dovrebbe assumersi un intero Paese. E invece, insieme a questa politica codarda, tutti giriamo lo sguardo altrove. Agli occhi dell'opinione pubblica si vuol far passare Mimmo Lucano per colpevole e chi ha rubato agli italiani quasi 50 milioni di euro, e chi ha sequestrato persone inermi per bieco profitto politico, no. Tutto questo è assurdo e paradossale.

Ecco perché vi invito tutti a stare accanto a Mimmo Lucano; la democrazia va difesa e questo processo diventa un banco di prova: impegniamoci tutti a smontare, una a una, le accuse a Mimmo Lucano. È l'unico modo che abbiamo per difendere il nostro Paese e quello che siamo. La caccia agli oppositori si è aperta, ci arrendiamo al processo di trasformazione della Repubblica italiana nella Repubblica ungherese di Orbán? No, non ci arrendiamo. Attiviamoci tutti, ché ora tocca a noi perché, come scrisse Bertolt Brecht: "Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere".


Alberto Pento
Agli storici crimini organizzati dei calabresi vi si aggiunge anche questa nuova forma di odioso parassitismo e di criminalità organizzata che favorendo l'immigrazione clandestina depreda e danneggia grandemente i cittadini italiani.
Odioso perché fa passare questa subdola disumanità criminale per umanità.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » mer ott 03, 2018 6:58 am

Parassiti, falsi, manipolatori dei diritti umani, ladri di vita
viewtopic.php?f=205&t=2668

I paesi civili, di buona umanità difendono i loro confini, come ogni buon uomo fa con la propria casa e la sua proprietà
viewtopic.php?f=196&t=2800
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 3458729814



Arresto Lucano, il procuratore di Locri: "Non processiamo il progetto Riace ma gli illeciti. Ho lanciato una bomba in una favola"
di Lucio Musolino | 3 ottobre 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... la/4665259

“Sono consapevole di aver lanciato una bomba in una favola. E mi pesa moltissimo. Oltre alla favola, però, c’era una realtà parallela diversa. In ogni caso, coltivo sempre il dubbio che possa essermi sbagliato”. A parlare è il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, che ha coordinato l’indagine che ha portato agli arresti il sindaco di Riace, Domenico Lucano. “Il progetto è nobile, ma è stato realizzato trasgredendo numerose leggi” ha aggiunto il magistrato. “Noi non processiamo il modello Riace, ma gli illeciti che sono stati commessi”.



Riace, l'arresto del sindaco Mimmo Lucano
Massimo Gramellini

https://www.corriere.it/caffe-gramellin ... ab5e.shtml

Mimmo Lucano non è un falso buono. Non è Buzzi o Carminati, e neanche una onlus opaca. Sui migranti non ha guadagnato un centesimo e ad affermarlo è lo stesso giudice che lo ha costretto ai domiciliari. Il sindaco di Riace ci è finito per avere violato le leggi sull’immigrazione clandestina. Il suo modello di convivenza, studiato nel mondo, consiste nell’usare i soldi pubblici per dare lavoro ai migranti e ai locali, riattivando le botteghe cadute in disuso. L’esatto contrario dell’assistenzialismo piagnone e arraffone che giustamente infastidisce chi oggi esulta per il suo arresto. Però, se per metterlo in pratica ha commesso dei reati, è giusto che paghi come qualsiasi altro cittadino. Talvolta il fine giustifica i mezzi, cioè la disobbedienza civile, ma una cosa è essere Gandhi nell’India occupata dalle truppe britanniche, un’altra abitare in una democrazia, dove si rispettano anche le leggi che si vogliono cambiare.

Siamo in presenza di un dilemma etico che dovrebbe interrogare le coscienze e invece, come sempre, da noi sta agitando gli ultrà. I cinici che attaccano il sindaco di Riace senza conoscerne l’opera per screditare attraverso la sua vicenda giudiziaria il principio stesso dell’accoglienza. E quelli che, con altrettanto cinismo, lo difendono per addossare a un governo ostile la responsabilità di un’iniziativa della magistratura. Gli uni e gli altri brandiscono Mimmo Lucano come una clava, mentre si tratta soltanto, e per fortuna, di un uomo.



Riace, le frasi del sindaco Domenico Lucano alle immigrate: "Sposati con qualcuno se vuoi i documenti"
3 Ottobre 2018

https://www.liberoquotidiano.it/news/it ... menti.html

Il sistema che aveva adottato per regolarizzare gli immigrati era farli sposare. Domenico Lucano, sindaco di Riace, ai domiciliari per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, in una intercettazione dice infatti: "E' venuta Joy, un'altra disperata, una ragazza nigeriana che a Napoli si prostituisce, le hanno dato due dinieghi, è disperata e non vuole tornare. Sai cosa le ho detto, Joy aspetta, vai a dormire dove vuoi in qualche casa... Siamo abusivi, non c'è problema, gliel'ho fatti io i documenti, è illegale... sposati con qualcuno, come ha fatto Stella... li abbiamo sposati in un attimo, io ho azzerato tutta la burocrazia... ma l'ho fatto per aiutarla, ovviamente è una procedura forzata ma non per imbrogliare, ma per venire incontro a una ragazza che è stata sfruttata e umiliata".

Spiega il gip di Locri Domenico Croce, come riportato dal Tempo: "L'indagato vive oltre ogni regola, ritiene di poter impunemente violare nell'ottica del fine che giustifica i mezzi". Le accuse contestate dalla procura lo vedono al centro di una associazione che commetteva reati "contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio, così orientando l'esercizio della funzione della funzione pubblica degli uffici del ministero dell'Interno e della prefettura di Reggio Calabria, preposti alla gestione dell' accoglienza dei rifugiati nell' ambito dei progetti Sprar, Cas e Msna e per l' affidamento dei servizi da espletare nell' ambito del Comune di Riace, verso il soddisfacimento degli indebiti e illeciti interessi patrimoniali delle associazioni e cooperative".


Scatta il soccorso rosso. "È uno Stato autoritario"
Alessandro Gnocchi - Mer, 03/10/2018
Da Saviano alla Boldrini ora sono tutti garantisti
Per gli intellettuali, la città di Riace era il modello sul quale edificare la nuova Italia. Cosmopolita e, dunque, aperta all'immigrazione.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83377.html

Pronta a percorrere le nuove strade che conducono all'integrazione. Il sindaco Mimmo Lucano, eletto in una lista civica, era l'eroe della sinistra politicamente corretta. La Rai aveva girato una fiction sulle sue imprese, protagonista Beppe Fiorello, mai trasmessa. La rivista Fortune lo aveva inserito nella top list delle cinquanta persone più influenti al mondo. Papa Francesco, paladino dell'accoglienza indiscriminata, aveva scritto a Lucano: «La ammiro per il suo operato nei confronti dei rifugiati». Anche Laura Boldrini si era spesa per Riace e Riace l'aveva ringraziata con la cittadinanza onoraria. Secondo l'ex presidente della Camera, il paese calabrese era «un esempio per tutta l'Italia perché coi suoi progetti di accoglienza dei migranti sintetizza al meglio il concetto di società interetnica». Roberto Saviano, un mese fa, aveva vergato un vibrante editoriale su la Repubblica per esaltare Riace: «Il modello Riace è cattedrale di libertà che innestatasi su un deserto lo ha reso florido di vita». Riace distruggeva le «bugie sovraniste e populiste». Il nostro Paese doveva ripartire «da questa nuova Atene di democrazia». Saviano si offriva addirittura come baluardo della cittadina: «Dobbiamo essere pronti a mettere i nostri corpi a difesa di questo modello». Saviano riteneva inutile guardare un po' meglio dentro il «modello»: «Potrei, come elemento d'approfondimento, dire... ma andate a Riace!». Insomma, Riace. Basta la parola o una visita guidata. E invece non basta. Nel 2016 appaiono le prime crepe nel «modello Riace» dopo una ispezione che segnalava, oltre alle luci, anche le ombre. Si apriva un'indagine che ha portato all'arresto del sindaco per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Chiariamo: è tutto da dimostrare in tribunale. Ma è sufficiente per suggerire un po' di prudenza ai fan del «modello Riace». Invece, ieri, è partito il soccorso rosso nei confronti di Mimmo Lucano. Politici, scrittori, attori si sono presi a cuore la situazione e hanno fatto una bella sfilata sul tappeto rosso dei social media, scoprendosi garantisti. A modo loro, naturalmente: i giudici che indagano Salvini vanno bene; quelli che indagano su Lucano vanno male. È stata gara a chi la sparava più grossa. Solidale Alessandro Gassmann su Twitter: «#MimmoLucano favoreggiamento all'integrazione #stayhuman».Prudente Laura Boldrini: «Sono certa che Mimmo Lucano saprà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti». Preoccupato Beppe Fiorello: «Siamo tutti in pericolo, punto. Il sindaco Domenico Lucano è stato arrestato per aver accolto non per aver favoreggiato, allora #arrestatecitutti». Sulle spine Pietro Grasso: «Mi preoccupa il provvedimento nei confronti del sindaco di Riace». Indignato Gad Lerner: «Il mandato di arresto per il sindaco di Riace è uno schiaffo in faccia a chi pratica il dovere dell'accoglienza e conferma la pulsione fascistoide di cui sta cadendo preda il nostro paese». Infine il vincitore, l'altisonante Roberto Saviano: «Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell'Italia da democrazia a Stato autoritario». Cosa c'entra il governo con l'indagine? Perché l'inchiesta avrebbe trasformato l'Italia in uno Stato autoritario? In uno Stato di diritto tutti sono uguali davanti alla legge, anche il sindaco di Riace, che è innocente fino a prova contraria. Negli Stati autoritari, invece, alcuni sono più uguali degli altri ed evitano le grane. Ma l'oracolo Saviano ha la verità in tasca: «Nelle azioni di Mimmo Lucano non c'è mai finalità di lucro, ma disobbedienza civile».

Mostrarsi paladini dell'accoglienza è facile. Ma sarebbe il caso di fare i conti con la realtà fatta di schiavisti e schiavi, di barconi e naufraghi. L'accoglienza senza regole incentiva l'osceno traffico di corpi nel Mediterraneo e alimenta una spregevole economia sulla pelle dei nuovi arrivati. Davvero i soloni della cultura e del giornalismo vogliono un mondo così?
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » mer ott 03, 2018 7:37 pm

Migranti, preti e vescovi non mollano: "C'è un clima d'intolleranza"
Francesco Boezi - Mer, 03/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83706.html

ll tema dell'accoglienza dei migranti interpretato secondo i dettami del Vangelo: è questo il trait d'union che unisce le prese di posizione di molti consacrati. Durante la giornata di oggi, sono arrivate molte dichiarazioni orientate a ribadire la contrarietà della "linea dura" con quanto previsto dal Nuovo Testamento. Domani, invece, è il giorno del ritorno del "digiuno a staffetta".

La Chiesa cattolica non sembra intenzionata a mollare. Per la buona parte dei consacrati l'accoglienza dei migranti non può essere messa in discussione. Altrimenti si finirebbe per contraddire i dettami del Vangelo.

"Mentre in Italia e in Europa soffiano venti di intolleranza, vogliamo sensibilizzare le persone ad un’assunzione di responsabilità: perché si accolga chi arriva e perché chi arriva viva a pieno la propria cittadinanza".

Questo è solo uno dei virgolettati che in queste ore stanno circolando in rete. Sacerdoti e vescovi italiani hanno deciso di alzare il tiro sul tema. E in breve tempo, oltre alle dichiarazioni di padre Ripamonti del Centro Astalli, da sempre attivo in questo campo, sono arrivate le prese di posizione di altri ecclesiastici. Il presidente dell'ente gestito dai gesuiti ha parlato con la stampa subito dopo l'inaugurazione di uno dei "Giardini della Memoria e dell'Accoglienza", a Roma, sostenendo che bisogna "porre al centro le persone: prima di tutto il salvataggio. Poi, l’accompagnamento e l’accoglienza non devono mai venire meno", così come riportato dalla Sir.

Gli ha in qualche modo fatto eco monsignor Ruzza, che ricopre l'incarico di ausiliare del settore Centro di Roma: "Il Vangelo - ha dichiarato durante la medesima circostanza - non possiamo metterlo in secondo piano, l’esigenza dell’accoglienza non è rimandabile, non è procrastinabile". La scelta del giardino presenta degli elementi più che simbolici: "Abbiamo scelto un giardino nel cuore della città perché riteniamo importante che tutti i cittadini, compresi quelli di nuovo arrivo, possano assumersi la responsabilità di questa accoglienza e di questa memoria", ha spiegato Ripamonti. Ma anche i vescovi siciliani, nel corso della mattinata di oggi, hanno voluto far conoscere il loro punto di vista. I presuli isolani hanno concluso l'assemblea episcopale presentando il classico documento di fine - lavori. Nel testo in si legge che "pur rispettando non solo la dialettica politica ma anche punti di vista dei nostri fedeli cattolici che manifestano opinioni differenti o addirittura contrarie, dovremmo sempre ribadire che l’accoglienza nella legalità e la prossimità restano vie obbligate della pratica del Vangelo". E' lo stesso punto di vista di Ruzzo: chi promuove la chiusura nei confronti dei migranti, coloro che starebbero imperando nel Vecchio Continente, finisce per confliggere con il messaggio tramandato dalla Buona Novella.

Ma oggi a tenere banco è anche la vicenda riguardante Domenico Lucano, il sindaco di Riace finito ai domiciliari per accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio per la raccolta dei rifiuti. Qualche uomo di Chiesa ha voluto dire come la pensa. Don Ciotti ha sottolineato di essere "convinto che le leggi vadano rispettate", ma – nello stesso tempo – il presidente di Libera, ha ribadito di avere anche un'altra convinzione, quella secondo cui "se Mimmo ha imboccato delle scorciatoie, lo ha fatto per un eccesso di generosità: nessun tornaconto personale, nessun potere da prendere o conservare ma solo il desiderio di sostenere la speranza di persone fragili, garantendo loro un futuro e una vita dignitosa". Quella che Don Ciotti chiama "umana solidarietà" non sarebbe omologabile a un reato. Un discorso simile lo ha fatto monsignor Bregantini, vescovo della diocesi di Campobasso - Bojano, che ha citato i migranti in termini di "risorsa" e non di "pericolo": "Davanti al fatto degli arresti domiciliari del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, esprimo la mia profonda amarezza e dolore. Per lui e per tutta la comunità del paese e della Calabria tutta, dove sono stato vescovo per ben 14 anni". Il coro proveniente dalle istituzioni ecclesiastiche sembra essere unanime. Tanto che Bregantini ha svelato di ritenere che "l’agire di questo sindaco, coraggioso e tenace, sia stato fecondo di bene e fortemente progettuale".

E domani, infine, sarà il giorno dedicato al ritorno del "digiuno a staffetta". Padre Alex Zanotelli, che è il principale promotore dell'iniziativa in questione, non si è affatto nascosto: la manifestazione ha anche un obiettivo politico, così come si legge su IlFarodiRoma: "Questo digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti è una protesta contro le politiche del nostro governo, politiche verso chi deve fuggire da situazioni insostenibili". A finire nel "mirino" dei preti di strada, questa volta, potrebbe essere il Dl Salvini. L'appuntamento, com'era avvenuto nel recente passato, è in piazza San Pietro. Poi i digiunanti si dovrebbero dirigere sotto Montecitorio. Per ribadire, ancora una volta, il loro "no" alla linea dura in materia di gestione di fenomeni migratori.



«Solidarietà per Lucano, sindaco coraggioso, tenace e lungimirante»
03/10/2018
Alberto Laggia

http://www.famigliacristiana.it/articol ... rante.aspx

L'arcivescovo di Campobasso-Bojano, che fu vescovo di Locri per 14 anni, elogia il "modello Riace" e l'operato del primo cittadino, ora agli arresti domiciliari. Vicinanza e sostegno esprimono anche don Colmegna, don Tonio Dell'Olio, don Rigoldi e le Acli.

Reazioni che esprimono “amarezza”, “vicinanza” e “solidarietà”: sono questi i sentimenti più diffusi tra i sacerdoti che da tempo si battono per dare accoglienza ai migranti nel nostro Paese e per la causa degli ultimi, all’indomani della notizia dell’arresto ai domiciliari del sindaco di Riace, Domenico Lucano.

Tra i primi ad intervenire in difesa del primo cittadino del Comune calabrese è stato il vescovo dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Bregantini, già vescovo di Locri-Gerace (di cui Riace fa parte) e profondo conoscitore dell’esperienza-modello avviata nella cittadina calabrese. “Davanti al fatto degli arresti domiciliari del sindaco di Riace esprimo la mia profonda amarezza e dolore. Per lui e per tutta la comunità del paese e della Calabria tutta, dove sono stato Vescovo per ben 14 anni”, dice il presule, il quale aggiunge: “Sento perciò di dire una parola di vicinanza e di solidarietà, che possa essere di conforto all’amico Mimmo e di luce per tutti i fedeli della zona. Infatti, ritengo che l’agire di questo sindaco, coraggioso e tenace, sia stato fecondo di bene e fortemente progettuale. Ha colto l’occasione che gli era stata posta dai fatti, quella cioè di accogliere anni fa un vascello di cittadini Curdi, che per caso era sbarcato sulle coste del suo paese. Ha sentito dentro un grande movimento di umanità, che lo spingeva alla solidarietà diretta e fattiva. In questo cammino, ha coinvolto progressivamente l’intero suo paese, Riace. Specie il centro storico, dove ha potuto così riattivare e riabitare tante case vuote, perché i proprietari erano emigrati altrove. Terra quindi di emigrazione, la Calabria. E perciò terra che meglio può esprimere un cuore vivo di empatia relazionale”.

Quindi, ricordando il sostegno al suo agire dato dalla Chiesa della Locride, ha elogiato la “lungimiranza” di un sindaco “che ha capito che solo valorizzando gli immigrati si porterà beneficio ai nostri cittadini italiani. Ha creato benessere per tutti, riaperto la scuola, riattivato antichi mestieri che nessuno ormai faceva ma che erano la salvezza economica della Calabria dando lustro a quella terra, che così diventava famosa non solo per l’arte dei bronzi, ma anche per la forza dell’umano, oggi”. Infine monsignor Bregantini chiede “alla politica di riflettere bene su questo “modello”, specie in questo momento di grandi battaglie, per evitare che in futuro il binomio tra sicurezza e migranti diventi negativo e di contrapposizione. I migranti, come si impara da Riace, sono una risorsa non un pericolo. (…) Perché è vero quello che scrive papa Francesco, nella sua Evangelii Gaudium, quasi descrivendo la piccola Riace: Come sono belle le città che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo!”.

Il presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, Tonio Dell’Olio, sacerdote che dal 2005 al 2015 è stato membro dell'ufficio di presidenza, fondatore e responsabile del settore internazionale di Libera, afferma che la vicenda non deve togliere “nulla al significato e alla profondità di ciò che in quel piccolo paese calabrese si è sperimentato negli ultimi venti anni. Pur nel massimo rispetto dell'operato della magistratura, resto convinto che l'esperienza di Riace, creata e voluta da Mimmo Lucano, costituisca un modello di accoglienza e integrazione. Quell'uomo e quel paese vanno difesi con le unghie e con i denti. Niente può schizzare fango su un'intuizione che nel tempo ha costituito una risposta al bisogno fondamentale di chi ha la sola colpa d'essere venuto al mondo dalla parte sbagliata del Mediterraneo”. Il sacerdote, quindi, contesta la misura cautelare, pur mitigata con i “domiciliari” e, confrontando i provvedimento dei magistrati nei confronti di Lucano con quelli presi nei confronti del ministro dell’interno Salvini, per la vicenda della nave “Diciotti”, si dice convinto che, in quest’ultimo caso “gli arresti sarebbero stati molto più che giustificati dal rischio di reiterazione del reato per ammissione dello stesso indiziato che in più occasioni ha ripetuto che i porti italiani restano chiusi all'approdo di navi con migranti a bordo e che, nel caso, non permetterebbe loro di sbarcare”.

“Piena solidarietà” a Lucano viene espressa anche da don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile “Beccaria” di Milano, prete di “strada” da sempre a fianco dagli emarginati: “Capita di forzare la legge, di incorrere in qualche piccolo arrangiamento magari anche penalmente rilevante, se si è di fronte alla disperazione più cupa, al dovere di preservare diritti umani fondamentali e inviolabili che prevalgono su tutto. E’ capitato anche a me, che pur cerco di rispettare sempre le norme”, ha dichiarato Rigoldi. Quella di Riace è “un modello di ospitalità” diventata un “caso di studio”, prosegue il sacerdote. “Dovremmo andarne orgogliosi, anche se magari è stato condotto con qualche leggerezza. Qui, al contrario, con un arresto sproporzionato, si vuole mettere all’angolo tutto il modello virtuoso d’integrazione”.

Dello stesso tenore il commento di don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della Carità: “Al di là della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sindaco di Riace, Domenico Lucano, al quale siamo umanamente vicini e per il quale ricordiamo che nessuno è colpevole fino alla sentenza di un processo, vogliamo far presente che Riace è una validissima esperienza di integrazione e accoglienza, riconosciuta anche a livello internazionale, che va difesa e non criminalizzata, perché dimostra, anzitutto sul piano culturale, che i migranti accolti con umanità non sono una minaccia, ma una risorsa che rigenera un territorio producendo coesione sociale”.

Le Acli si aggiungono nel ricordare come "Riace sia un modello di accoglienza e integrazione invidiato in tutto il mondo” e dichiarano: “Aspettiamo di vedere gli atti della magistratura, verso la quale rinnoviamo la nostra fiducia, e allo stesso tempo esprimiamo la nostra solidarietà per Domenico Lucano, oggetto di critiche e di accuse già da diverso tempo, per il quale rimane valida, come per ogni cittadino italiano, la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio".
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » ven ott 05, 2018 8:46 pm

Il povero Sgarbi che confonde l'invasione con il rispetto delle diversità, l'attenzione ai più deboli, rispetto degli ebrei, ...

Riace, Sgarbi: "Mimmo Lucano come chi ricoverava gli ebrei in età fascista. Azione giudiziaria criminale"
4 ottobre 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... le/4669471

Domenico Lucano ha gli stessi meriti di chi, sotto il nazifascismo, dava ricovero agli ebrei ed è stato fermato da un’azione ‘criminosa’ dei magistrati. Lo ha sostenuto Vittorio Sgarbi in aula a Montecitorio, nel corso della discussione di una mozione sull’antisemitismo.

“Il rispetto delle diversità e l’attenzione per i più deboli e per gli ebrei di ogni momento storico – ha detto il critico d’arte che oggi ha annunciato di aver lasciato il gruppo di Fi – è uno dei fondamenti essenziali della nostra nazione”.

L’impegno del “sindaco di Riace Domenico Lucano, il cui atteggiamento politico è lo stesso di chi ricoverava gli ebrei in età fascista, è stato interdetto da un’azione giudiziaria criminale. Ritengo che una magistratura che interdice un’azione di tutela dei più deboli e dei perseguitati, sia l’emblema di una nazione che non ha più lo spirito del diritto. La magistratura – ha concluso Sgarbi – non deve interferire con la politica”.


Alberto Pento

Costui confonde l'invasione parassitaria dall'Africa e il contrasto all'immigrazione clandestina con la persecuzione degli ebrei d'Europa; accostamento assurdo poiché questi clandestini in alcun modo sono equiparabili agli ebrei d'Europa che erano cittadini europei.

Poi il povero Sgarbi dimentica che gli ebrei europei erano cittadini europei e non clandestini e che chi li aiutava rischiava di suo e adoperava risorse sue, mentre questo Lucano adopera risorse pubbliche che vengono sottratte coercitavamente (attraverso scelte politiche di governanti scriteriati e irresponsabili) e fraudolentemente (violando le leggi esistenti come pare abbia fatto questo sindaco) ai cittadini italiani.
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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » ven ott 05, 2018 9:15 pm

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Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » ven ott 05, 2018 9:16 pm

Ma che mestiere fa Mimmo Lucano?

Sarebbe interessante anche chiedersi: "ma che mestiere fa Mimmo Lucano, come si guadagna da vivere, oltre che fare il sindaco del suo paese che mestiere fa mai? Perché se facesse solo il sindaco e non vivesse di rendita, verrebbe il sospetto che viva di finanza pubblica e quindi si capirebbe anche il suo sentito interesse per il business dell'accoglienza scriteriata che porta milioni di euro al suo paese e alle casse comunali, e tutto a spese dei cittadini italiani ed europei che magari vivono di stenti, come in Italia dove vi sono milioni di poveri e di disoccupati a cui i fondi per l'assistenza ai "clandestini e non" verrebbero distratti.


???

"Salvare anche una sola persona per me vale fare il sindaco": lo sfogo di Mimmo Lucano

Riace, procuratore di Locri: spariti 2 milioni, il sindaco li avrebbe usati per fini personali
venerdì, 5, ottobre, 2018

http://www.imolaoggi.it/2018/10/05/riac ... -personali

Mimmo Lucano? “‘Le roi c’est moi’. Ha operato non come sindaco, rappresentando i cittadini nel rispetto delle regole, ma come un monarca, ammettendo di fregarsene di quelle regole che sono una garanzia per tutti. Sarà pure un illuminato, ma non può passare. L’unico Stato nello Stato che c’è in Italia, oltre al Vaticano, è San Marino e non Riace“.

Così il Procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, in un’intervista a Repubblica. Il magistrato afferma di non aver mai “messo in discussione” il modello Riace, “non sta a me giudicare e non intendo passare per il Torquemada di un progetto che ammiro. Dico solo che quando si elegge a paladino dell’accoglienza un’unica persona, se poi quella persona si rivela non valida, finisce per trascinare con sé tutto il resto”.

“La politica non c’entra. L’indagine è nata un anno e mezzo fa con il precedente governo. Che sia arrivata a conclusione ora è un caso“, afferma il procuratore. “Non abbiamo ricevuto pressioni e non è giustizia a orologeria. Sapevo che saremmo stati oggetto di invettive e strumentalizzazioni ma non potevo esimermi dall’uscire in mare aperto. L’azione penale è obbligatoria, anche per Lucano“.

Quanto all’impianto accusatorio, in buona parte sconfessato dal gip:

"abbiamo un’idea fondata che siano stati commessi reati ben più gravi, tra cui la sottrazione di somme che lo Stato aveva erogato per quel progetto, almeno 2 milioni. Quei soldi non sono stati rendicontati, sono spariti. Riteniamo che Lucano li abbia utilizzati per fini personali. Abbiamo riscontri di grosse spese di viaggi e di beni per la compagna di Lucano, incompatibili con il suo stipendio da sindaco. E a volte il tornaconto personale può essere anche politico, d’immagine“.

Ora “stiamo preparando ricorso al Riesame, ma nelle more andremo avanti con la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i reati. Nessun accanimento, ma ritengo che gli elementi siano sufficienti. E ci terrei a dire un’ultima cosa: vorrei lanciare un messaggio di serenità in questo clima di veleno. La sopravvivenza del modello Riace è una scelta politica. Io auspico che sia portata avanti con gli strumenti della legalità".


Riace, il procuratore di Locri: "Le leggi vanno rispettate"
Angelo Scarano - Mer, 03/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83602.html

Il procuratore di Lucri sul caso Lucano: "Non possiamo consentire, come Stato italiano e con Costituzione italiana, che qualcuno persegua un'idea passando bellamente sopra i principi, sopra le norme"

"Bisogna scindere la persona Lucano, dall'idea che Lucano ha posto in essere a Riace.

Perché sull'idea si può discutere, si può dibattere. C'è chi dice che l'accoglienza non va bene, c'è chi dice che l'accoglienza è l'unica strada possibile. Il problema è la realizzazione di quell'idea. Non possiamo consentire, come Stato italiano e con Costituzione italiana, che qualcuno persegua un'idea passando bellamente sopra i principi, sopra le norme. Altrimenti consentiremmo a chiunque di praticare i propri convincimenti infischiandosene delle leggi". A dirlo è Luigi D'Alessio, procuratore della Repubblica di Locri, ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch'io in merito all'arresto di Domenico Lucano, sindaco di Riace.

E ancora: "Io non ho la possibilità di stabilire, una volta che individuo un'ipotesi di reato, quali siano le conseguenze politiche e sociologiche del reato che perseguo, altrimenti apriremmo la strada alla discrezionalità: poiché non è opportuna quest'azione penale, me la metto in saccoccia o nell'armadio. Bisogna sempre avere a riferimento un modello astratto. Non credo che a nessuno degli italiani piacerebbe un modello simile, in cui è dato a qualcuno decidere cosa fare e cosa non fare. Non sono un Torquemada che ha deciso di perseguitare Lucano, che per giunta è anche un persona simpatica; di per sé ha appreso un'iniziativa di altissimo valore morale. Il problema è che non è stato secondo me in grado di porla in essere".


Gli affari nascosti sotto l'iceberg buonista
Fausto Biloslavo - Ven, 05/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 84210.html

Il sindaco del "modello" Riace, star dell'accoglienza, è solo la punta dell'iceberg di idealisti, furbetti, taxisti del mare, che cavalcano il boom dei migranti

Il sindaco del «modello» Riace, star dell'accoglienza, è solo la punta dell'iceberg di idealisti, furbetti, taxisti del mare, che cavalcano il boom dei migranti.

E finiscono per inciampare in guai giudiziari. Domenico Lucano, «buonista» pro migranti che ama il «Che», non si sarà arricchito con l'accoglienza a oltranza, ma ha violato le regole per sua stessa ammissione. Nelle intercettazioni ha detto «sono un fuorilegge» e ora sostiene di essere colpevole del «reato di umanità». Il sindaco di Riace fa parte della categoria degli idealisti con una pesante spruzzata politica, che vogliono accogliere tutti in una fantastica ma irreale società armoniosamente multietnica. Ma per farlo il primo cittadino viola le leggi, secondo la procura di Locri.

Dei talebani dell'accoglienza di stampo ideologico fanno parte personaggi come don Mussie Zerai, portato a lungo sugli scudi dall'ex presidente della Camera Laura Boldrini. Lo scorso autunno il Mosè dei migranti, che si vantava di averne aiutato migliaia ad arrivare in Italia, è stato indagato dalla procura di Trapani per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Zerai è un altro paladino dell'accoglienza spregiudicata. In nome del «reato di solidarietà» non si preoccupa più di tanto delle conseguenze, come il sindaco di Riace. La parte peggiore dell'iceberg di chi cavalca l'immigrazione è la schiera dei furbetti della truffa. Delinquenti che sfruttano il business dell'accoglienza fregando sia i cittadini italiani che pagano le tasse pure per il sostentamento dei migranti e gli stessi nuovo arrivati. Dal famoso mondo di mezzo di mafia capitale si sono moltiplicate le inchieste su onlus, coop, falsi buonisti, che hanno fatto la cresta ai fondi destinati all'accoglienza. Indimenticabile l'imprenditore «umanitario», che girava in Ferrari grazie ai soldi per i migranti truffati allo Stato. Fra i furbetti dell'accoglienza non mancano preti, politici e pezzi dell'amministrazione pubblica.

Il terzo livello dell'iceberg riguarda le Ong finite nel mirino della magistratura, che fino allo scorso anno facevano quello che volevano nel Mediterraneo. Le più furbe, come la Moas decorata dal Quirinale, è sparita quando ha capito che il giochino delle foto dei poveri bimbi salvati in mare legato al flusso si donazioni si era inceppato. Le irriducibili hanno il chiaro obiettivo di abbattere la «fortezza Europa» come la chiamano loro. Ovvero di abolire le frontiere e accogliere tutti senza distinzione fra migranti economici e chi ha diritto all'asilo perché fugge dalle guerre. Alla faccia delle scelte e delle norme degli Stati applicate dai loro governi.


Riace, confermati i domiciliari per il sindaco Lucano
Alessandro Della Guglia
Riace, 5 ott. 2018

https://www.ilprimatonazionale.it/appro ... cano-94185

Arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il sindaco di Riace Mimmo Lucano, passato agli onori della cronaca in questi giorni grazie alla levata di scudi della sinistra tutta, resta agli arresti domiciliari. In seguito all’interrogatorio di garanzia infatti, i suoi difensori non hanno presentato alcuna richiesta di rimessione in libertà al gip. I legali di Lucano dovrebbero però rivolgere questa istanza direttamente al Tribunale della libertà la prossima settimana. L’accusa degli inquirenti rivolta al sindaco di Riace è di aver favorito l’immigrazione clandestina e di aver attuato un “fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”. Lucano ha rigettato le accuse dicendo che viene accusato di “un reato di umanità”.

Luigi D’Alessio, pm di Locri, ai microfoni de La Zanzara, su Radio 24, ha così replicato al sindaco: “Il reato di umanità? Nel codice non l’ho trovato. Non è che quando si commette un reato per motivi di particolare valore morale e sociale un reato non è più tale, sempre reato resta”. Lapalissiano e difficilmente smentibile con la solita nenia della “disobbedienza civile” rispolverata dalla sinistra per giustificare l’operato del sindaco. “Le leggi – ha puntualizzato il pm D’Alessio- non possono essere eluse perché lo avrebbe fatto per motivi umanitari, che poi è tutto da vedere”. In merito alle polemiche suscitate dal fascicolo, ha chiarito: “Questa inchiesta la conduco da quando c’era il governo precedente. Non accetterei condizionamenti da nessuno”.

Quanto intanto non è stato contestato fino ad oggi al sindaco di Riace, verrà preso in considerazione nei prossimi giorni. La Procura di Locri ha infatti dichiarato che farà ricorso al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria per chiedere ai giudici di valutare le contestazioni a carico di Lucano non considerate dal gip. Tra queste: associazione per delinquere, concussione, truffa aggravata, abuso d’ufficio a malversazione.
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