Favorire la migrazione clandestina è un crimine universale

Favorire l'immigrazione clandestina è un crimine universale

Messaggioda Berto » gio apr 05, 2018 7:41 pm

I paesi civili e i loro governanti responsabili proteggono i confini dei loro paesi dagli ingressi clandestini, illegali, non richiesti e non permessi.
Sono un dovere e un diritto umano e civile fondamentali quelli di difendere i confini del proprio paese, il suo territorio, i suoi cittadini, la sua civiltà, il suo lavoro, la sua sicurezza, il suo ordine sociale, il suo welfare, ...





Trump ordina, 'Guardia nazionale a confine con Messico'
2018/04/04

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2 ... d4c73.html

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha disposto che il dipartimento della Difesa e quello per la Sicurezza Interna lavorino con i governatori per procedere con il dispiegamento della Guardia Nazionale alla frontiera sud con il Messico per rafforzane la sicurezza e firmerà oggi il relativo ordine. Lo ha annunciato la segretario per la Sicurezza Interna Kirstjen Nielsen: "La sicurezza delle frontiere riguarda la sicurezza interna che è a sua volta è sicurezza nazionale. La minaccia è reale, è il momento di agire".

L'auspicio - ha sottolineato il segretario per la sicurezza Interna Nielsen - è che la Guardia Nazionale possa essere dispiegata "immediatamente" alla frontiera sud. Non è al momento chiaro però quante truppe verranno impiegate né quanto a lungo resteranno in servizio al confine o quanto l'operazione costerà. Il mandato della Guardia Nazionale sarà di supporto alle autorità di frontiera e non ha competenza nella detenzione e gestione degli immigrati che attraversano il confine illegalmente.


Immigrazione dal Messico, Trump firma l'ordine: la guardia nazionale schierata ai confini
Sostegno dai governatori di Texas e Arizona, entrambi repubblicani: "Misura necessaria per contenere il massiccio flusso migratorio".
05 aprile 2018

http://www.repubblica.it/esteri/2018/04 ... -193012521

Immigrazione dal Messico, Trump firma l'ordine: la guardia nazionale schierata ai confini
I governatori del Texas e dell'Arizona, stati confinanti con il Messico, hanno espresso il loro sostegno alla decisione del presidente degli Usa Donald Trump di schierare la Guardia nazionale alla frontiera. Il governatore dell'Arizona, Doug Ducey, e quello del Texas, Greg Abbott, entrambi repubblicani, hanno concordemente definito la misura disposta da Trump "necessaria" per contenere il "massiccio" flusso migratorio verso gli Stati Uniti e mantenere la sicurezza delle loro comunità.

Da parte sua Abbott ha ricordato che da quando ha assunto nel 2015 il suo incarico ha mantenuto "una presenza continua" della Guardia nazionale al confine, assieme a militari del Dipartimento della pubblica sicurezza. "L'odierna azione dell'amministrazione Trump rafforza l'impegno del Texas per la sicurezza della nostra frontiera e per la difesa dello Stato di diritto, e per questo esprimo il mio ringraziamento e il mio appoggio. Ducey ha dato il "benvenuto" alla decisione di Trump, e ha osservato che "Washington ha ignorato questo problema per troppo tempo" e che "c'è bisogno di aiuto".

Dopo il calo registratosi con l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca l'immigrazione dal Messico negli Usa è aumentata e nel giorno in cui il presidente annuncia l'invio della Guardia nazionale al confine messicano i dati dicono che è tornata ai livelli precedenti. I migranti irregolari fermati alla frontiera sono stati nel gennaio e febbraio di quest'anno 72.517, a fronte dei 66.018 dei primi due mesi del 2017. "Abbiamo recentemente visto i numeri degli attraversamenti illegali del confine risalire ai livelli precedenti dopo il minino degli ultimi 40 anni registrato in aprile dell'anno scorso", ha riconosciuto la segretaria alla Sicurezza interna, Kirstjen Nielsen.

Nell'aprile del 2017 i migranti fermati erano stati 15.766, meno di un terzo dello stesso mese dell'anno prima. Insomma, quello che era stato chiamato 'effetto Trump', e agitato come uno dei successi dell'amministrazione, sembra finito. Oggi, secondo il Diparimento della Sicurezza interna, un migrante ogni 10 fermati alla frontiera fa subito domanda d'asilo sostenendo di rischiare la vita nel suo Paese di provenienza.
Nel 2013 faceva domanda solo uno ogni cento. "I trafficanti sanno che queste persone non possono, per legge, essere facilmente rimandante nei loro Paesi", ha detto Nielsen, che ha assicurato: "Non permetteremo che i precedenti livelli d'immigrazione diventino la norma".


Immigrazione, vescovi contrari alla Guardia nazionale di Trump
Giuseppe Aloisi - Dom, 08/04/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 13572.html

Vescovi "contro" Trump per la scelta di schierare la guardia nazionale al confine sul Messico. Intanto si avvicinano le elezioni di medio-termine
Donald Trump schiererà la guardia nazionale al confine tra Stati Uniti e Messico.
Una decisione che è stata subito contestata dai vescovi che operano in quelle zone del mondo.

I militari dovrebbero fungere da "muro" finché la barriera annunciata in campagna elettorale non verrà costruita. I kilometri da controllare non sono pochi: 3.145. La strategia del presidente degli Stati Uniti è quindi temporanea, ma il documento che i prelati hanno sottoscritto in merito mira a contestare l'intero disegno del tycoon sull'immigrazione.

I vescovi hanno detto di riconoscere il diritto delle nazioni a controllare i propri confini in modo da renderli sicuri, ma ribadendo la necessità che gli stati tengano conto dello stato di diritto. "...la legge corrente negli Stati Uniti - hanno sottolineato i prelati nel testo redatto - giustamente prevede che quanti giungono nel nostro Paese fuggendo da una persecuzione siano titolati a un trattamento consono mentre le loro domande sono esaminate". I migranti, specie quelli che scappano, dovrebbero poter passare.

La dichiarazione comune è stata sottoscritta dai vescovi di otto diocesi (tra cui alcune dell'Arizona, del Texas e del New Messico) ed è stata indirizzata ai credenti delle due nazioni interessate, a tutti i cittadini, al presidente Donald Trump e a Enrique Peña Nieto, che è il presidente del Messico. "Questa non è una zona di guerra – hanno evidenziato ancora i vescovi sottoscrittori – ma qui vivono comunità pacifiche, rispettose della legge e generose nel rispondere alle sofferenze umane". La fede cristiana, insomma, non sarebbe compatibile con quanto previsto dal presidente degli Stati Uniti. Particolarmente duro l'intervento del vescovo Mark Seitz, che ha dichiarato che la scelta di schierare la guardia nazionale al confine rappresenta "un attacco doloroso contro i migranti, la nostra accogliente cultura di confine e i nostri valori condivisi come americani". "È tempo che Trump smetta di giocare sulle paure infondate della gente", ha chiosato il vescovo della diocesi di El Paso.

Nella nota viene citata anche una frase di Papa Francesco: "Una persona che pensa solo a costruire muri, dovunque sia, e non a costruire ponti, non è un cristiano. Questo non è il Vangelo", aveva tuonato il pontefice argentino durante la campagna elettorale per le presidenziali statunitensi. Ma Donald Trump sembra intenzionato ad andare dritto per la sua strada. I sondaggi, del resto, continuano a registrare un aumento dei consensi anche per via del pugno duro utilizzato da The Donald nei confronti degli immigrati irregolari. Le elezioni di medio-termine, nel frattempo, si avvicinano. La competizione del prossimo autunno costituirà un'occasione per comprendere se gli americani sono davvero contenti di quanto fatto sino ad ora dall'amministrazione repubblicana. La presa di posizione del pontefice argentino fece molto discutere, ma non ebbe un grosso effetto elettorale. Questo documento dei vescovi confinanti con il Messico potrebbe non influire in alcun modo sull'esito delle elezioni del prossimo novembre.




Je suis Charlie e Trump, forza Trump!
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Messaggioda Berto » dom apr 08, 2018 10:06 pm

Anche l'umanissimo e civilissimo Israele, grazie principalmente ai suoi ebrei che sono tra l'umanità migliore della terra, difende e protegge i suoi confini.


ISRAELE CI RICORDA
Niram Ferretti
01/04/2028

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 4575318063

Stiamo assistendo in queste ore all'abituale festival dell'esecrazione di Israele. Non poteva essere diversamente. Chi sta dalla parte dei jihadisti di Hamas non può non risentirsi per il fatto che Israele abbia impedito l'ingresso di terroristi all'interno del proprio confine.

Hamas ha utilizzato lo schermo della marcia "pacifica" per infiltrare miliziani, esattamente come, durante i conflitti con Israele, hanno usato la popolazione civile come carne da cannone.

Sia nel 2009 che nel 2014 hanno fatto credere che Israele avesse perpetrato crimini contro l'umanità, gonfiando le cifre, inventando i morti.

È' una vecchia tecnica. È la propaganda usuale. Winston Churchill diceva, "Durante la guerra la prima vittima è sempre la verità".

Il caso di Jenin, nel 2002 ha fatto scuola.

All'epoca Yasser Arafat proclamò che il “massacro di Jenin” poteva essere paragonato solo all’assedio di Stalingrado della seconda guerra mondiale. E l’ineffabile Erekat ( n.d. A. capo negoziatore palestinese) dichiarò alla stampa: “Il numero di morti si aggira sui 500”, aggiungendo: “Il campo profughi di Jenin non esiste più, e abbiamo notizia che vi avvengono esecuzioni di massa”. Cinque giorni più tardi, a combattimenti finiti, il Segretario Generale dell’Autorità Palestinese, Ahmed Abdel Rahman, dichiarò all’UPI che il numero era nell’ordine delle migliaia, usando la parola “genocidio”. E la notizia fece il giro del mondo.

Il numero effettivo dei morti a Jenin fu di 53 palestinesi e 23 soldati israeliani, ma prima che le cifre reali venissero verificate, la versione falsa del massacro israeliano era stata già propagata con successo per traslare poi, lo stesso anno, nel film “Jenin, Jenin” del regista arabo israeliano Mohammed Bakri. Nel film, il regista, successivamente portato in tribunale dai soldati reduci dell’episodio sostenuti nella loro azione dalle famiglie dei caduti, mostrava, alterando completamente la realtà dei fatti, l’esercito israeliano mentre sparava su donne, anziani e bambini. Bakri avrebbe poi affermato davanti ai giudici che la sua versione dei fatti era “artistica” e intesa a presentare “la verità palestinese”.

Israele, spara sui terroristi, decidendo di non farli entrare, e per questo viene linciato mediaticamente da una Europa fallimentare che ai terroristi non solo concede l'ingresso dentro le proprie frontiere, ma permette loro di costruire reti di affiliazioni, protetti dallo scudo dei "diritti umanitari".

L'Europa illusa, pensa che la guerra sia un'esperienza del passato, qualcosa di ormai concluso e che la pace sia acquisita. Per questa Europa la storia si è fermata. Non sappiamo più difenderci, non vogliamo più difenderci.

Israele ci ricorda che se vogliamo sopravvivere, la difesa è necessaria.




Israele non deve giustificarsi per difendere i confini
4 aprile 2018
Giulio Meotti

http://www.italiaisraeletoday.it/israel ... ri-confini

“Il vittimismo come visione della storia stabilisce automaticamente la giustizia dalla parte dei perdenti anche se questi sono gli aggressori e hanno un piano per distruggere coloro che, a oggi, appaiono come i più forti”. Così Yossi Klein Halevi, senior fellow allo Shalem Center di Gerusalemme e commentatore ospitato sui principali media internazionali, come Wall Street Journal e New York Times, commenta i tragici fatti di Gaza di venerdì scorso, quando sedici palestinesi (di cui almeno dieci terroristi di Hamas e del Jihad islamico) sono rimasti uccisi negli scontri con l’esercito israeliano.

“Il politicamente corretto ha preso il posto del pensiero critico” continua Halevi al Foglio. “E Israele, circondato da terroristi che vogliono annichilirlo e che ha di fronte la prospettiva di un assalto di massa, è ritratto dai media come l’aggressore”. È il dilemma di Gerusalemme: “Come restare forte in medio oriente e indebolirsi in occidente”.

Il giorno dopo Gaza, i giornali di tutto il mondo hanno capovolto quei fatti. “Gli scontri di Gaza non sono sui ‘due stati e due popoli’, ma sulla sostituzione di Israele con uno stato palestinese dal Giordano al Mediterraneo” dice Halevi. “Io rispetto i palestinesi e ascolto i loro leader quando dicono di volermi distruggere, anche se non hanno quel potere oggi. E Israele deve fare di tutto per impedire che lo ottengano. Perché l’occidente non lo comprende? Spero che il giudizio europeo su Israele ogni volta che si difende provenga da una sorta di stupidità e non da qualcosa di peggio, qualcosa che viene dal cuore oscuro del XX secolo”.

L’opposizione occidentale a Israele nasce da un modello antitetico? “C’è una differenza essenziale fra Israele e i paesi occidentali: noi viviamo in una regione dove i confini difendibili sono un imperativo politico e morale”, conclude Halevi. “Gli israeliani non chiederanno scusa per difendersi.

Preferisco stare al sicuro che avere la simpatia europea”. Sabato, sul maggiore quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, Ben-Dror Yemini ha scritto una lettera aperta ai vicini palestinesi. “Non sono sorpreso da questi media occidentali, dai Corbyn, dai Sanders e dalla Ue, che simpatizzano con Hamas e li considerano pacifici dimostranti’, mentre a Gaza gridavano ‘Khaybar Khaybar ya Yahud’, uccidi gli ebrei” dice al Foglio Yemini. “Agli utili idioti di Hamas dico: condannateli, ordinate loro di disarmare e abbandonare l’odio. Sono queste élite progressiste che controllano i media a rendermi furioso, quelli che cantavano ‘pace e umanità’ e stavano con Stalin, che come Foucault adorarono Khomeini, che come Chomsky elogiavano i Khmer rossi e ora hanno Hamas”.

Il dilemma di Israele per Yemini è una condanna, quasi: “Israele sta vincendo la battaglia ma sta perdendo la guerra dell’opinione pubblica. I leader palestinesi non parlano di pace, ma di distruzione. E’ il jihad che, dalla Somalia a Gaza, dalla Nigeria al Pakistan, porta ovunque sia distruzione e guadagna adepti in occidente. E’ questo che dirò la prossima settimana parlando al Parlamento europeo”. Perché chi vuole fare la pelle a Israele non sta assiepato soltanto a Gaza, ma anche nei palazzi del potere e nelle desk room.





Ebrei, Israele, confini, legittima difesa, nazismo maomettano palestinese
viewtopic.php?f=197&t=2756
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0187198759

Israele e i confini del suo territorio
Il discrimine tra il caos e il cosmo, tra il disordine e l'ordine, tra l'informe e la forma, tra la non vita o morte e la vita, tra la prepotenza la sopraffazione e il diritto, tra l'ingiusto e il giusto, tra il regresso e il progresso è il limite, il confine, la frontiera, la barriera, il muro che separa, che contiene, che da sostegno e forma a ogni struttura organizzata dell'universo e della vita.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » lun apr 23, 2018 9:19 pm

A mali estremi estremi rimedi, quando è troppo è troppo

Francia, polizia trascina migrante incinta giù dal treno
Giovedì 5 Aprile 2018
https://www.ilgazzettino.it/esteri/fran ... 49961.html
Un video, pubblicato nei giorni scorsi da tre studenti francesi, mostra una squadra della polizia francese che trascina fuori da un treno una "migrante" incinta, prendendola per braccia e gambe dopo un energico controllo tra grida e proteste. La donna, scrive il sito Nice-Matin, viaggiava con la sua famiglia su un convoglio proveniente da Ventimiglia ed è stata costretta a scendere a Mentone. Le immagini hanno fatto il giro del web e suscitato l'indignazione degli utenti dei social.


Scontri sul confine Italia-Francia, i manifestanti forzano il blocco della Gendarmerie
Emanuela Minucci
2018/04/22

http://www.lastampa.it/2018/04/22/crona ... agina.html

Alta tensione sul confine tra Italia e Francia. Un gruppo di No Tav, centri sociali e migranti hanno superato la frontiera, sfondando più volte i cordoni della Gendarmerie e bloccato la statale alle porte di Monginevro, mentre gli estremisti di destra, che ieri con un blitz hanno messo reti anti-profughi, hanno lasciato Nevache. Gli agenti in difficoltà hanno provato a fermare alcuni antagonisti che sono stati «liberati» dagli altri manifestanti, almeno 120 persone partite da Claviere.

Le nostre valli ci appartengono e non possiamo lasciare dei fascisti nella libertà di circolare a pochi giorni dal 25 aprile. I partigiani che su queste montagne hanno dato tutto, anche la vita, si rivoltano nella tomba» dicono i manifestanti. La mobilitazione è stata lanciata ieri sera, sabato 21 aprile, dal movimento No Tav ed è stata subito rilanciata dalle pagine social del centro sociale Askatasuna. Stamattina, da Bussoleno, più di cento attivisti sono partiti alla volta di Claviere e Nevache in risposta al presidio dei militanti di estrema destra.

I giovani di Generazione identitaria erano arrivati seguiti dagli elicotteri: un gesto che non poteva che essere letto come una provocazione per chi, da mesi, è impegnata ad aiutare i migranti tra Bardonecchia, Oulx e Claviere, dove da un mese è stata occupata parte della parrocchia della Chiesa, a poche centinaia di metri dal confine. «Costruiamo questo primo appuntamento con l’obiettivo di liberare il confine e costruire iniziative fin quando questo non avverrà, fascisti, gendarmi o poliziotti che siano».


“Banda organizzata”, quattro italiani fermati in Francia dopo il corteo antifascista a Briançon
matteo roselli
2018/04/24

http://www.lastampa.it/2018/04/24/crona ... agina.html


C’è lucidità politica nella rivendicazione dei gruppi autonomi e antagonisti, pubblicata e rilanciata ieri su siti internet e social, all’indomani del corteo antifascista che da Claviere ha raggiunto il centro di accoglienza autogestito di Briançon. Che ha forzato i posti di blocco della polizia francese e ha permesso il passaggio oltre confine di una trentina di profughi africani. Una posizione chiara, che mette sullo stesso piano tutti gli avversari: «Dalla clowneria fascista alle associazioni “umanitarie”, dalla gendarmerie francese alle autorità locali italiane». Sì, avversari. Di una lotta contro ogni forma di controllo, sia che si tratti di un uomo in divisa, sia di un volontario inserito nel sistema di accoglienza italiana. «Meglio assistiti che clandestini, chiosano da Rainbow for Africa, fregandosene ampiamente della volontà delle migliaia che sono già passati di li proprio dicendo meglio clandestini che assistiti».

È questa la battaglia ideologica che coinvolge Bardonecchia, Oulx, Claviere. I paesi della Valle di Susa sulla rotta dei migranti, che vivono da un lato l’occupazione di «Briser le frontieres» e dall’altro l’incursione dei militanti di Generazione Identitaria, vale a dire giovani di estrema destra con tanto di elicotteri e barriere da installare intorno al Colle della Scala.

Da Briançon è arrivata ieri la notizia di 4 manifestanti italiani, tre uomini e una donna, fermati dalla Gendarmerie poche ore dopo l’arrivo al centro autogestito. Sono antagonisti e attivisti del centro sociale Askatasuna: la polizia li accusa, insieme ad altri cinque antagonisti transalpini, di favoreggiamento dell’immigrazione illegale e banda organizzata. E mentre qualcuno ha pensato di lanciare una petizione perché la stessa Briançon «non diventi una nuova Calais», il sindaco Gerard Fromm cerca di spegnere sul nascere nuove tensioni. «Condanniamo con la più grande fermezza gli incidenti di questo weekend alla frontiera franco-italiana e nel Brianconnais. A fronte del dramma umanitario, abbiamo sempre tenuto una posizione umanista e responsabile , proprio per evitare che la situazione diventi incontrollabile».

Intanto, la Francia ha annunciato «rinforzi importanti» in arrivo alla frontiera. «I valichi di montagna sono stati trasformati dai gruppi di estrema destra e dagli attivisti filo-migranti in un palco per mettersi in mostra e lanciare provocazioni - dice il ministro dell’Interno Gerard Collomb - Di fronte a queste iniziative inaccettabili garantiremo l’assoluto rispetto del controllo del confine». Ma i viaggi della speranza continuano, con o senza la collaborazione degli attivisti. Lunedì pomeriggio i vigili del fuoco hanno salvato un uomo, esausto, che ha chiesto aiuto all’altezza di Rochemolles, sopra Bardonecchia.

«Il presidio degli estremisti di destra, sabato a Nevache, così come il corteo autonomo di domenica verso Briançon, sono episodi che hanno soltanto sfiorato il nostro territorio - precisa il questore di Torino, Francesco Messina - Chiaramente la nostra attenzione resta alta per contrastare la strumentalizzazione politica dei fenomeni migratori».
Un impegno condiviso, sul fronte sindacale, anche dalla Cgil di Torino in vista delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione. «Il tema delle migrazioni viene utilizzato nella quotidianità e nelle campagne elettorali come elemento di contrapposizione tra le persone, autoctone e non, alle prese con crescenti difficoltà e fragilità economiche e sociali dovute all’aumento delle diseguaglianze. Chiediamo alla società civile, a tutte le istituzioni e alle forze politiche di prendere parola e posizione contro chi non rispetta i valori della Costituzione italiana e per riaffermare la cultura dell’inclusione, della democrazia e dei diritti».
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Messaggioda Berto » mar apr 24, 2018 10:18 pm

Migranti, già 1.400 sbarchi. E Parigi "chiude" le frontiere
Lodovica Bulian
Mar, 24/04/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 18840.html

Torna a salire l'allerta. In Francia nuove norme sull'immigrazione. Grecia, profughi aggrediti
Oltre 1.300 persone messe in salvo nei porti siciliani. Un naufragio con undici vittime, al largo della Libia.

Gli scontri sul confine francese tra antagonisti e polizia. E poi, ancora, le aggressioni ai migranti a Lesbo, assediata come non mai da afghani e siriani in fuga dalla guerra. Tutto in 48 ore. Tutto in un week end di fuoco che infiamma l'emergenza immigrazione e che riaccende la paura in Italia, dopo il forte calo dei flussi dell'ultimo anno. Sono 1.361 gli stranieri soccorsi in mare negli ultimi due giorni da tre navi umanitarie e delle imbarcazioni militari della missione europea Eunavformed, coordinate dalla sala operativa della Guardia Costiera italiana. A Nord di Sabratha le autorità libiche hanno intercettato e riportato a riva 263 persone, undici, però, senza vita. La Ong Seawatch ha soccorso 90 migranti, molti dei quali si erano buttati in mare al grido di «No Libia», alla vista della guardia di Tripoli, pur di non essere riportati indietro. Salgono così a 7.814 i migranti arrivati in Italia da inizio dell'anno, numero che continua a essere nettamente inferiore, fino all'80 per cento, rispetto all'anno scorso. Ma è il trend degli ultimi mesi a evidenziare una crescita e a far temere, complici condizioni meteo favorevoli, una nuova ondata estiva: ad aprile sono giunti sulle nostre coste 500 migranti in più rispetto a marzo, ma il mese non è ancora finito e le statistiche potrebbero ulteriormente salire. Un clima di tensione a cui contribuisce il mistero sulle sorti del generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica, e della tenuta dell'accordo siglato dall'Italia per frenare le partenze. E che rischia di favorire il rifiorire del business dei trafficanti di uomini. Ieri la squadra mobile di Ragusa ha fermato un tunisino ritenuto lo scafista dell'imbarcazione che dalle coste tunisine ha portato a Pozzallo 79 persone. Secondo gli investigatori, per arrivare in Italia i passeggeri avrebbero pagato in media 1.200 euro, ma per chi «portava un amico» scattava l'offerta e il viaggio era gratis. Tra loro c'erano anche 16 tunisini, alcuni con precedenti penali, che erano già stati fotosegnalati in Italia, ovvero avevano già fatto ingresso nel nostro Paese prima di essere espulsi.

La tensione resta alta anche sul confine italo-francese: quattro antagonisti torinesi sono stati fermati dalla gendarmeria transalpina dopo gli scontri di domenica, quando un centinaio di manifestanti, fra cui No Tav, anarchici e militanti dei centro sociale Askatasuna di Torino, avevano oltrepassato la frontiera come risposta al blocco antiprofughi del gruppo Generation identitaire. Un'escalation cominciata con i discussi respingimenti di Bardonecchia, proseguita con l'occupazione da parte dei migranti di una parrocchia a Claviere, e culminata con l'irruzione di doganieri francesi, ora indagati dalla Procura di Torino, nel centro di accoglienza in territorio italiano. Sono gli effetti della politica del rigore e del contrasto all'immigrazione illegale introdotta dal presidente europeista Emmanuel Macron, che ieri ha incassato anche il via libera, in prima lettura, alla nuova legge sul diritto d'asilo. Un ulteriore giro di vite sugli irregolari, costato polemiche da destra e da sinistra, attacchi da Ong e magistrati, e l'uscita di un deputato dal gruppo parlamentare En Marche.

E se l'Italia rischia di confermarsi l'affollata sala d'attesa d'Europa, anche in Grecia, l'altro paziente zero dell'emergenza immigrazione, la febbre torna a salire. A Lesbo, decine di migranti sono rimasti feriti dall'aggressione di un gruppo di estremisti mentre da giorni protestavano in piazza per le condizioni di accoglienza e per ottenere risposta alle loro istanze di asilo. Mai così tante, da quando due anni fa l'Ue ha siglato con la Turchia la chiusura della rotta balcanica. L'hotspot di Moria ospita già quasi 8mila profughi, ma i posti ufficiali sono solo 1.800.
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Messaggioda Berto » mer apr 25, 2018 10:52 am

Confermato il sequestro della nave della ong Iuventa
Lucio Di Marzo - Mar, 24/04/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 18974.html

L'imbarcazione è stata fermata ad agosto per favoreggiamento dell'immigrazione

La Corte di Cassazioneha confermato oggi il sequestro della Iuventa, la nave dell'ong tedesca Jugend Rettet che venne sequestrata il 2 agosto dal gip di Trapani con l'accusa che fosse stata utilizzata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

L'ong aveva presentato ricorso contro l'ordinanza di sequestro, ma il tribunale l'ha rigettato. Entro un mese saranno pubblicate le motivazioni della sentenza. Di pochi giorni fa il dissequestro a Ragusa della imbarcazione Open Arms, della organizzazione catalana Proactiva.

"La Cassazione di Roma è il livello giudiziario più elevato in Italia. Le misure legali qui sono esaurite. Possiamo considerare di andare alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Valutiamo i passi successivi", hanno scritto in una nota i responsabili di Jugend Rettet, che parlano di "accuse e situazioni assurde", sostendo che "le Ong vengono criminalizzate, mentre la guardia costiera libica commette violazioni internazionali ogni giorno. Il caso di Iuventa è un precedente che punta alla criminalizzazione delle attività di soccorso e solidarietà a favore delle persone in fuga. Finchè le persone muoiono nel Mediterraneo, andremo avanti".
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Messaggioda Berto » gio mag 31, 2018 1:25 am

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Messaggioda Berto » gio mag 31, 2018 1:25 am

Ungheria, passa la legge contro le ong che aiutano i migranti
Il partito di Orbàn approva la norma che punisce chiunque dia sostegno agli immigrati illegali: per i critici è un modo per colpire il rivale George Soros
di ANDREA TARQUINI
30 maggio 2018

http://www.repubblica.it/esteri/2018/05 ... P6-S1.8-T1

BERLINO - Dopo il trionfo elettorale dell´8 aprile, il popolare, carismatico premier sovranista ungherese Viktor Orbán lancia l´offensiva finale sul fronte dei migranti e contro ogni altro presunto avversario. È ormai pronta e passata ieri sera dalla maggioranza assoluta detenuta dalla Fidesz (il partito di Orbán, membro dei Popolari europei) allo Orszagház, il Parlamento magiaro, la cosiddetta legge "Stop Soros" che punirà come reato penale ogni aiuto agli immigranti illegali fornito da ong o da qualsiasi organizzazione umanitaria.

Secondo la legge, qualsiasi organizzazione ma anche qualsiasi singolo cittadino che si renda colpevole di aiuto a entrare e restare in Ungheria a persone che non hanno i titoli per chiedere asilo politico sarà passibile di pene detentive. Una seconda legge, sempre promossa dalla maggioranza , afferma che sarà necessario introdurre un emendamento nella Costituzione ungherese per affermare esplicitamente che sarà vietato far installare o aiutare a installarsi in Ungheria qualsiasi "popolazione aliena", cioè in sostanza non conforme con valori occidentali e cristiani del paese magiaro.

Il pacchetto di leggi ungheresi è stato immediatamente condannato dall´Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Nelle leggi si afferma tra l'altro che "abbiamo bisogno di un piano d´azione per difendere l'Ungheria" e che "chi fornisce aiuti finanziari o di altro tipo a un ingresso e permanenza illegale nel nostro paese deve essere punibile con pene detentive fino a un anno di reclusione". Immediata e durissima è stata la reazione dello UNHCR: in un appello urgente ha chiesto all'Ungheria di annulare subito le nuove leggi. Sottolineando che tali leggi, se non verranno ritirate, "toglieranno ogni diritto da chi fugge da guerre e rischio di morte e al tempo stesso infiammeranno un dibattito politico già caratterizzato da forti pesanti toni xenofobi".

Nei giorni scorsi, un altro show di potere della maggioranza è stato il sequestro degli scritti inediti del grande filosofo marxista critico e oppositore sotto il regime comunista, Gyorgy Lukacs, trasportati a destinazione ignota, e la chiusura della casa di Lukacs dove fino a un giorno prima studiosi di tutto il mondo lavoravano all'edizione postuma di sue opere.
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Messaggioda Berto » mar giu 05, 2018 9:26 pm

Scandalo rifugiati in Germania: Asilo politico in cambio di denaro
Soeren Kern
4 giugno 2018

https://it.gatestoneinstitute.org/12449 ... corruzione

L'Ufficio federale tedesco per la migrazione e i rifugiati (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge, BAMF) esaminerà oltre 25 mila decisioni in materia di asilo dopo le accuse di corruzione mosse alla sua sede regionale nella città settentrionale di Brema.

Il ministro tedesco dell'Interno Horst Seehofer ha annunciato la revisione dopo che è emerso che un ex funzionario del BAMF della sede di Brema aveva accettato mazzette in cambio della concessione del diritto di asilo ad almeno 1.200 rifugiati che non rispondevano ai criteri necessari. Altri cinque – tre avvocati, un interprete e un intermediario – sono oggetto di indagine.

Nella foto: Il municipio di Brema, in Germania, nel centro storico della città. (Fonte dell'immagine: Jürgen Howaldt/Wikimedia Commons)

I tre avvocati avrebbero intascato soldi in contanti dai "rifugiati" in tutta la Germania e poi presentato le loro domande di asilo alla sede di Brema. L'interprete aveva il compito di "tradurre" i colloqui – che gli immigrati erano tenuti a fare prima di avviare l'iter – in modo che le risposte corrispondessero ai requisiti, in cambio di 500 euro per richiedente asilo.

In un caso, l'ufficio di Brema del BAMF ha approvato la domanda di asilo di un certo Mohamad A., il quale, tramite un'interprete corrotto, aveva detto di essere un rifugiato siriano e che sua sorella era stata uccisa dalle forze fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad. Due anni dopo è emerso che Mohamad A. aveva mentito: il suo vero nome è Milad H. e viene dalla Romania.

Alcuni dei migranti ai quali è stato concesso l'asilo sono stati considerati dalle autorità tedesche dei potenziali rischi per la sicurezza, secondo la rivista Der Spiegel. Tra di loro, agenti dell'intelligence siriana, trafficanti di esseri umani e altri criminali incalliti, così come potenziali jihadisti dello Stato islamico.

Il presidente del BAMF Jutta Cordt ha dichiarato che una squadra di 70 revisori interni riesaminerà le decisioni riguardanti 18 mila permessi di soggiorno rilasciati dal 2000 dall'ufficio di Brema. Inoltre, il BAMF riesaminerà ulteriori 8.500 decisioni prese nel 2017 da altri dieci sedi regionali, secondo Die Welt. Tali uffici sono sotto esame a causa di notevoli differenze nel numero di domande di asilo approvate o negate, rispetto ad altri uffici.

Le email interne del BAMF, intercettate e pubblicate dal Süddeutsche Zeitung, mostrano che la Cordt e altri funzionari dell'Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati avevano ricevuto informazioni su "casi sospetti" presso la sede di Brema già nel febbraio 2017, ma che le informazioni sono state tenute segrete fin dopo le elezioni federali tedesche del settembre 2017. Infatti, un mese dopo la consultazione elettorale, il 26 ottobre, il BAMF avviava con discrezione un controllo interno. La politica in materia di immigrazione è stata una questione chiave delle elezioni in cui Alternativa per la Germania (AfD), contrario all'immigrazione, è diventato il terzo partito nel Bundestag, il parlamento federale tedesco.

Lo scandalo è divenuto di dominio pubblico il 20 aprile 2018, quando la procura di Brema ha annunciato che un ex funzionario della sede di Brema del BAMF era sotto inchiesta, insieme ad altri, e che la polizia aveva fatto irruzione nelle abitazioni e negli uffici dei sospettati.

Sempre ad aprile, il BAMF ha licenziato più di 2 mila interpreti freelance perché "non sembravano neutrali o non erano affidabili". In alcuni casi, gli interpreti che erano sospettati di essere spie per il governo turco sono stati licenziati per "aver violato il loro dovere di neutralità".

Attualmente, circa 5.800 interpreti freelance – molti dei quali sono essi stessi migranti e non hanno una buona conoscenza del tedesco – lavorano per il BAMF in 472 lingue, stando al Westdeutsche Allgemeine Zeitung. La maggior parte di loro sono stati assunti senza effettuare alcun controllo, all'apice della crisi migratoria del 2015, quando la cancelliera Angela Merkel ha consentito a più di un milione di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese. Secondo il Westdeutsche Allgemeine Zeitung, solo 620 dei 5.800 interpreti sono certificati.

Lo scandalo dell'asilo politico in cambio di denaro ha danneggiato in modo significativo la fiducia nel BAMF. Un sondaggio Civey pubblicato da Die Welt il 21 maggio scorso ha rilevato che il 79,9 per cento dei tedeschi ha dichiarato di avere "ben poca" o "pochissima" fiducia nelle decisioni prese in materia di asilo politico dal BAMF. Solo l'8,9 per cento ha detto che il grado di fiducia nel BAMF è "molto alto" o "piuttosto alto".

La mancanza di fiducia nell'Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati è condivisa dagli elettori di tutti i partiti politici: il 97,9 per cento di coloro che appoggiano Alternativa per la Germania (AfD), partito contrario all'immigrazione, ha dichiarato di diffidare del BAMF, seguiti dagli elettori dei Democratici liberi (81 per cento), dai conservatori del blocco Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel (80,8 per cento); della sinistra (66,5 per cento), del Partito socialdemocratico (64,5 per cento) e dei Verdi (62,4 per cento).

Intanto, nove su dieci domande di asilo respinte su tutto il territorio tedesco finiscono in tribunale, secondo Süddeutsche Zeitung. In più del 40 per cento dei casi, i giudici si sono pronunciati a favore dei migranti e hanno ribaltato le decisioni a favore degli immigrati. I magistrati si sono schierati con i richiedenti asilo siriani nel 99,9 per cento dei casi, afgani nel 47 per cento e con quelli turchi nel 34 per cento. Nel 2017, i migranti hanno presentato 328 mila ricorsi davanti ai tribunali – il doppio rispetto al 2016 – per ribaltare le decisioni di asilo negative del BAMF. Alla fine del 2017, c'erano 372 mila casi pendenti nelle corti tedesche.

Attualmente il BAMF respinge quasi tutte le richieste di asilo presentate da chi si è convertito dall'Islam al Cristianesimo, secondo Thomas Schirrmacher, presidente dell'International Society for Human Rights. Egli ha detto che quando i migranti si sottopongono ai "test sulla fede religiosa", il BAMF si affida spesso a interpreti che deliberatamente traducono in modo sbagliato, a spese dei cristiani o dei convertiti. Schirrmacher ha citato l'esempio di un convertito che parlava di Martin Lutero e del Vangelo di Matteo e invece l'interprete musulmano asseriva che l'uomo stava facendo riferimento a Lothar Matthäus, un noto calciatore tedesco.

"È uno scandalo che a quasi tutti i convertiti dall'Islam al Cristianesimo venga negato l'asilo politico", ha detto Schirmacher. "In che modo i decisori del BAMF credono di rispondere all'interrogativo complesso e delicato sul fatto che le conversioni al Cristianesimo sono false o che gli interpreti sono pessimi e faziosi?"

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York.
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Messaggioda Berto » mar giu 05, 2018 9:29 pm

Palermo, vendevano documenti falsi a migranti diretti in Nord Europa
Federico Garau - Lun, 04/06/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 36477.html

Scatta l’arresto per 6 cingalesi, coinvolti nel commercio di documenti falsi per favorire l’immigrazione clandestina verso i paesi dell’Europa settentrionale

Palermo, colpita un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina gestita da cittadini dello Sri Lanka di etnia Tamil; la fitta rete di conniventi aveva numerose basi sia in Italia che in alcune città europee.

La Polizia, su disposizione del gip del tribunale, ha effettuato stamani l’arresto di 6 cingalesi che gestivano le operazioni proprio nel capoluogo siciliano.

Le attività di indagine, portate avanti dalla Squadra Mobile di Palermo, hanno avuto inizio in seguito all’arresto di due cittadini dello Sri Lanka effettuato il 31 dicembre del 2016. La Polaria era infatti riuscita ad intercettare i due all’interno dell’aeroporto Falcone-Borsellino, mentre stavano tentando di imbarcarsi su un volo diretto a Londra muniti di documenti di identità falsi.

Grazie ai risultati ottenuti dagli investigatori è stato possibile scoprire che a favorire gli spostamenti dei due verso l’Inghilterra era stato Alphonse Jerade Aliosius (uno dei 6 cingalesi arrestati), referente palermitano di una rete criminale ben più ampia.

A corroborare questa ipotesi, infatti, nel corso dello scorso anno sono stati numerosi i fermi di cittadini stranieri che, poco dopo il loro arrivo in Italia, tentavano di ripartire il più in fretta possibile verso il Nord Europa con documenti falsi forniti loro dall’organizzazione criminale.

Il “modus operandi” era sempre lo stesso: i cittadini dello Sri Lanka venivano fatti arrivare nel nostro paese, soprattutto a Palermo, dopo il versamento di ingenti somme di denaro (fino a 28000 euro); dopo di che si organizzava la loro ripartenza verso il Nord Europa. Grazie all’ausilio di passaporti falsi, principalmente belgi, i migranti potevano proseguire quindi il loro viaggio (via terra o per mezzo di aerei) superando il confine italiano verso la Francia a Ventimiglia o verso la Svizzera a Como.
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Messaggioda Berto » ven giu 15, 2018 3:05 am

DECRETO LEGGE CONTRO L’IMMIGRAZIONE ILLEGITTIMA
14.06.18 Avv. Marco Della Luna

http://marcodellaluna.info/sito/2018/06/14/3859


PROPOSTA DI

DECRETO LEGGE PER IL CONTRASTO ALL’IMMIGRAZIONE ILLEGITTIMA

Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;

Considerata la gravità del problema dell’immigrazione di massa di persone non legittimate ad entrare e soggiornare sul territorio nazionale, considerati i costi e gli altri inconvenienti comportati da questa immigrazione, considerata la prevedibile continuità della pressione migratoria e dei traffici illeciti che la sfruttano e la favoreggiano;

Considerato il ruolo strumentale delle navi, soprattutto battenti bandiera straniera, che apportano gli immigrati sul territorio nazionale;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per porre freno al fenomeno, togliendo le navi usate per il traffico di migranti illegittimi dalla disponibilità per questo uso e assicurando, al contempo, la copertura dei costi per l’accoglienza;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ______________2018;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro degli interni, di concerto con il Ministro della giustizia, con il Ministro della difesa, con il Ministro dei trasporti e con il Ministro dell’economia e delle finanze;

Emana

il seguente decreto-legge:

Articolo Unico:

Dopo l’art. 552, nel Codice della Navigazione è inserito il seguente articolo:

552 bis – Privilegio speciale e diritto di ritenzione dello Stato

Lo Stato e le pubbliche amministrazioni hanno il privilegio speciale e il diritto di ritenzione sulle navi e i loro accessori che sono state impiegate per portare nelle acque territoriali o sul territorio nazionale persone che non hanno diritto all’ingresso nel paese ovvero che l’Italia deve ricevere in esecuzione di obblighi di legge e di norme internazionali.

Il privilegio si colloca alla pari dell’art. 552 n. 1 del Codice Navale.

Il privilegio speciale e il diritto di ritenzione si applicano in conseguenza al fatto stesso dell’apporto nelle acque territoriali o sul territorio nazionale.

Si applicano alle navi e alle altre imbarcazioni anche qualora per il trasporto delle persone dalle navi al territorio nazionale siano stati usati altri natanti.

Il privilegio è il diritto di ritenzione sono a copertura dei futuri costi di ricezione, alloggio, mantenimento, cura, custodia e di ogni altro connessi all’arrivo delle suddette persone, nonché dei risarcimenti per i danni che le medesime siano per arrecare, e si presumono pari a € 100.000 a persona.

Rispondono dei detti costi solidalmente il proprietario, i titolari dei diritti di godimento, l’armatore, il possessore di fatto, il comandante della nave.

Al privilegio speciale e al diritto di ritenzione non sono opponibili diritti di terzi rispetto al proprietario, all’armatore, al comandante della nave, o al proprietario, al locatario, e al conducente degli altri mezzi di trasporto, che siano stati costituiti dopo l’entrata in vigore del presente decreto.

Il diritto di ritenzione è esercitato in via preventiva da parte della capitaneria del porto in cui sia attraccata la nave o natanti da essa provenienti, ovvero del comandante della nave militare o della guardia costiera che intercetti la nave.


A difesa dei diritti umani e civili dei cittadini italiani ed europei
Contro l'invasione che viola e calpesta i diritti umani e civili e la sovranità dei cittadini italiani ed europei
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La terra è di tutti ma ognuno ha la sua terra e la deve difendere. Chiudere i porti e presidiare ogni metro di costa e di confine.
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