Migranti, stranieri, clandestini e malattie contagiose

Re: Migranti, stranieri, clandestini e malattie contagiose

Messaggioda Berto » dom dic 02, 2018 3:12 am

Sui clandestini è allarme Hiv: "Rappresentano nuovo focolaio"
Federico Garau
Sab, 01/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... HxreVxSt8I

In occasione della giornata mondiale contro l’Aids parla l’immunologo Fernando Aiuti, da anni impegnato nella lotta contro l’Hiv. Il professore riporta dei dati ufficiali: in un caso su tre l’infezione riguarda un cittadino straniero, si rende pertanto necessario sottoporre al test gli extracomunitari presenti in Italia, specialmente i clandestini

Sul tema immigrazione e malattie, in questo caso l’Aids, torna il professor Fernando Aiuti, un luminare che da anni combatte contro la sopracitata patologia che interessa il sistema immunitario.

A distanza di pochi giorni dall’intervento del virologo Roberto Burioni, il quale sul sito Medical Facts asseriva che “siamo noi italiani a trasmettere batteri agli immigrati”, ecco arrivare una tesi in netto contrasto.

L’immunologo Aiuti, fondatore e presidente onorario dell’Anlaids – Onlus che ha come obiettivo la lotta contro la sindrome da immunodeficienza acquisita – è infatti intervenuto in occasione della giornata mondiale contro l’Aids (1 dicembre), ed il quadro da lui riportato differisce da quanto dichiarato dal collega. Intervistato da Adnkronos, il professore inizia col lanciare un allarme: ad oggi si parla troppo poco della malattia, e si fa ancor meno prevenzione. “I giovani non ne sanno nulla e da anni sono scomparse le campagne istituzionali di prevenzione. Ma se, per fortuna, grazie ai farmaci sono diminuiti i morti, l’Aids colpisce ancora, con 3.500 nuove infezioni all’anno. Per questo servono campagne per invitare tutti a fare il test Hiv.”, ha affermato, come riportato da “Il Secolo d’Italia”.

Ed è proprio parlando di prevenzione che Aiuti rivolge la propria attenzione ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. In particolare, gli irregolari ed i clandestini, dei quali si conosce poco o nulla. “Anche se molti non vogliono riconoscerlo, rappresentano un nuovo focolaio della malattia”.

Il test Hiv deve quindi essere esteso proprio agli extracomunitari, che potrebbero contribuire alla diffusione del virus. Nel lanciare l’allarme, l’immunologo si rifà a dati certi, citando le più recenti indagini del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità: ben il 34,3 % delle nuove infezioni contratte riguardano gli stranieri. “Un dato aumentato di 8 volte in cinque anni”, spiega Aiuti. “Abbiamo il dovere di fare campagne di prevenzione mirate anche agli extracomunitari, che nel 70-80% dei casi non sono “tracciati”, in quanto irregolari, e di cui non si sa nulla, dove sono e che fanno, trovando le modalità giuste per fare in modo che si sottopongano ai test”.

La lotta contro il virus dell’immunodeficienza umana è ancora aperta, ed i fondi messi a disposizione sono pochi, mentre i casi, per contro, tornano ad aumentare.

“Le campagne di prevenzione non esistono più, e non se ne vedono da almeno 7-8 anni. Bisogna ricominciare a parlare di Aids, a partire dalle scuole”.
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Re: Migranti, stranieri, clandestini e malattie contagiose

Messaggioda Berto » lun dic 17, 2018 8:17 am

L’UE lancia appello: “Vaccinatevi, i clandestini-migranti-profughi sono affetti da Epatite, TBC, Scabbia, AIDS…”
7 dicembre 2018

Public health guidance on screening and vaccination for infectious diseases in newly arrived migrants within the EU/EEA
http://www.quotidianosanita.it/allegati ... 416433.pdf
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Re: Migranti, stranieri, clandestini e malattie contagiose

Messaggioda Berto » sab feb 16, 2019 10:02 pm

???

Oms, migranti non portano malattie
Si ammalano dopo arrivo in Ue. Meno numerosi di quanto si pensi
21 gennaio 2019

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... cfa88.html

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Quello che 'i migranti portano le malattie' è un falso mito, mentre è forte il rischio che la loro salute peggiori una volta arrivati nei paesi di destinazione a causa delle cattive condizioni in cui vivono. Altro falso mito è che siano sempre più numerosi, mentre nei 54 paesi compresi nell'area dell'Oms-Europa sono appena il 10% della popolazione.
E' quanto evidenzia il primo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla salute dei migranti e dei rifugiati in Europa presentato oggi a Ginevra.
Il documento, realizzato in collaborazione con l'Istituto Nazionale salute, Migrazioni e Povertà (INMP) italiano, si basa sui dati di oltre 13mila documenti raccolti nei 54 paesi che fanno parte della regione Europa dell'Oms. Il primo falso mito, si legge, è nel numero dei migranti, che oggi in tutta la regione sono appena il 10% della popolazione, mentre in alcuni paesi europei la popolazione pensa che siano 3 o 4 volte di più.


Oms: "Sui migranti falsi miti, non portano malattie"
Primo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla situazione in Europa. "Si ammalano dopo l'arrivo nella Ue. E il loro numero è più basso di quanto si pensi"
21 gennaio 2019

https://www.repubblica.it/salute/medici ... -217093576

QUELLO che 'i migranti portano le malattiè è un falso mito, mentre è forte il rischio che la loro salute peggiori una volta arrivati nei Paesi di destinazione a causa delle cattive condizioni in cui vivono. Altro falso mito è che siano sempre più numerosi, mentre nei 54 paesi compresi nell'area dell'Oms-Europa sono appena il 10% della popolazione. E' quanto evidenzia il primo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla salute dei migranti e dei rifugiati in Europa presentato oggi a Ginevra.

Il documento, realizzato in collaborazione con l'Istituto Nazionale salute, Migrazioni e Povertà (INMP) italiano, si basa sui dati di oltre 13mila documenti raccolti nei 54 paesi che fanno parte della regione Europa dell'Oms. Il primo falso mito, si legge, è nel numero dei migranti, che oggi in tutta la regione sono appena il 10% della popolazione, mentre in alcuni paesi europei la popolazione pensa che siano 3 o 4 volte di più.

Dal punto di vista sanitario poi, la salute delle persone che arrivano è buona. Il rischio di malattie non trasmissibili, come tumori o problemi cardiaci, è più basso che nella popolazione generale, ma aumenta all'aumentare del periodo di permanenza a causa del mancato accesso ai servizi sanitari e delle condizioni igieniche spesso insufficienti.

"Anche per le malattie infettive l'aneddotica non corrisponde alla realtà - sottolinea Santino Severoni, coordinatore del programma Oms Europa sulla migrazione e la salute -. È vero che lo spostamento delle popolazioni viene considerato una fonte di rischio, e per questo c'è un monitoraggio, ma riguarda tutti gli spostamenti. Si pensi ai 400mila che sono arrivati via mare in Italia nel 2016 e ai 20 milioni di passeggeri dell'aeroporto di Fiumicino. La verità è che anche quando arrivano persone con infezioni l'evento è così sporadico che non costituisce un problema per la salute pubblica, come dimostra il fatto che non abbiamo mai registrato un contagio alla popolazione residente".



Oms: "Migranti in buona salute. Esposti a malattie durante viaggio o a causa delle cattive condizioni di vita in Europa"
21 Gennaio 2019

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... pa/4912530

“I migranti e i rifugiati sono in buona salute, ma durante il viaggio o nei Paesi di accoglienza vengono esposti al rischio malattie a causa delle cattive condizioni di vita”. A sancirlo è il primo Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti in Europa, redatto dall’Organizzazione mondiale della sanità e pubblicato oggi dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms. Un’istantanea sulle condizioni di salute di tutti coloro che arrivano sulle coste in cerca del “sogno europeo”, scaturita dall’analisi di oltre 13mila documenti e sviluppata in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Salute, la Migrazione e la Povertà (INMP).

Nonostante l’opinione diffusa, si legge ancora nel documento “esiste un rischio molto basso che i migranti trasmettano malattie infettive alla popolazione ospitante”. Al contrario è proprio quando arrivano nel Paese ospitante, spesso dopo viaggi estremi, che le loro condizioni peggiorano fino spesso a degenerare in malattie. “Se si trovano in condizioni di povertà, la durata della loro permanenza nei Paesi di accoglienza aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ictus o cancro – continua il report – Rischiano di cambiare stile di vita, smettendo di fare attività fisica e iniziando a consumare cibo meno sano. Oltretutto sono anche più inclini a fattori di rischio per malattie croniche”.

Ma non solo, la relazione analizza da vicino anche le singole infezioni che, secondo molti, i migranti portano in Europa. Ad esempio, si legge, la proporzione di rifugiati e migranti tra i casi di tubercolosi di un Paese ospitante varia ampiamente a seconda della prevalenza della tubercolosi nella popolazione ospite e una percentuale significativa di stranieri sieropositivi ha acquisito l’infezione dopo l’arrivo in Europa.

“Oggi i sistemi politici e sociali stanno lottando per raccogliere la sfida di rispondere agli sfollati e alle migrazioni in modo umano e positivo. Questo rapporto è il primo del suo genere e fornisce un’istantanea della salute dei migranti in un momento storico in cui il fenomeno migratorio si sta espandendo in tutto il mondo”, ha commentato il dottor Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Oms per Europa, sottolineando che il rapporto evidenzia anche come poter soddisfare questi bisogni di salute. “Poiché i migranti e i rifugiati diventano più vulnerabili della popolazione ospitante, rischiando così di sviluppare malattie non trasmissibili e trasmissibili – ha concluso Jakab – è necessario che ricevano un accesso tempestivo a servizi sanitari di qualità, come tutti gli altri. Questo è il modo migliore per salvare vite umane e ridurre i costi di trattamento, oltre a proteggere la salute dei cittadini residenti”.
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Re: Migranti, stranieri, clandestini e malattie contagiose

Messaggioda Berto » sab feb 16, 2019 10:02 pm

In Africa è emergenza epidemie. E i rischi sono anche per l'Europa
Mauro Indelicato
Feb 15, 2019

http://www.occhidellaguerra.it/pericoli-epidemie-africa

Sono diverse le emergenze sanitarie in Africa. Il continente nero finisce spesso alla ribalta per simili problematiche, che riguardano soprattutto infezioni ed epidemie. Dal 2014 al 2016 molti paesi della parte occidentale combattono contro l’epidemia di ebola, attualmente è il Congo ad avere in casa questa emergenza. Ma oltre alle epidemie più “note”, sono diverse quelle segnalate dall’Oms e che riguardano infezioni e malattie che causano ogni anno centinaia di vittime.


Dalla febbre gialla al colera

In Nigeria il bollettino dell’organizzazione mondiale della sanità riporta dati piuttosto preoccupanti. Il paese, che domenica va al voto, ha al suo interno problemi legati alle epidemie di febbre gialla e colera. Le zone rurali sono quelle maggiormente colpite e dove si riscontrano anche maggiori difficoltà nel contrastare le malattie e nel prestare più immediati soccorsi. Il sistema sanitario locale non riesce con le sole proprie forze ad intervenire in maniera decisiva, spesso occorre l’aiuto delle organizzazioni internazionali.

In Nigeria è anche presente la cosiddetta “monkeypox“, ossia il vaiolo delle scimmie. Si tratta di una delle “malattie importanti emergenti”, come si legge su News Medical. “È una malattia emorragica acuta – si legge sul portale del nostro ministero della salute – causata da un virus trasmesso all’uomo dal contatto con cibo o oggetti contaminati da escrementi di roditori”. Proprio perchè emergente, non si hanno ancora tutti gli strumenti per combattere questa malattia e sono diversi in tal senso gli allarmi lanciati dall’Oms.

Ma non è ovviamente solo la Nigeria a fare i conti con epidemie del genere. Dal Mali alla Guinea, dal Camerun alla Sierra Leone, sono diversi i paesi africani in cui malattie ed epidemie in Europa poco diffuse sono purtroppo ben presenti nella popolazione. Complessivamente, il continente nero ha fatto passi da gigante in ambito sanitario negli ultimi 20 anni, ma le condizioni igieniche precarie in molte zone unito a sistemi sanitari ancora non diffusi capillarmente nei vari Stati, rallentano la definitiva scomparsa dei virus. Anzi, a volte ne compaiono di nuovi come nel sopra citato caso nigeriano.


La diffusione di febbre Lassa in Guinea

C’è poi un’epidemia che preoccupa parecchio i medici, in quanto la malattia presenta pochi sintomi riscontrabili e rintracciabili. Il pericolo questa volta viene dalla Guinea: qui è in corso un’epidemia di febbre Lassa, dal nome della città nigeriana in cui viene per la prima volta riscontrato un decesso legato al virus. Si tratta di un’infezione molto grave, che colpisce molti organi vitali. Nel paese africano si contano diversi casi anche in questo 2019. Andare ad individuare l’insorgenza del virus nel soggetto colpito da febbre Lassa, come detto non è affatto semplice. Ecco perchè si cerca di prestare maggiore attenzione ed ecco come mai è lo stesso Oms a lanciare l’allarme.

Un’allerta che certamente riguarda anche l’Europa. Da questi paesi sopra citati, ogni anno in tanti arrivano nel vecchio continente tramite i flussi migratori. Ed in alcuni casi, alcuni soggetti che presentano queste infezioni contagiose e pericolose sono stati individuati durante i controlli post sbarco. Ma in altri casi, a questi controlli alcuni sono sfuggiti: a Londra ad esempio, nello scorso mese di settembre vengono rintracciati alcuni casi di monkeypox, i primi fuori dall’Africa. L’attenzione dunque deve essere massima: sia con riferimento alla necessità di aiutare i paesi africani ad uscire dall’inferno di queste malattie, sia nei riguardi di chi sbarca in Europa dalle nazioni maggiormente a rischio.
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