Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:01 am

Violenza e stupri africano asiatico maomettani
viewtopic.php?f=194&t=2679


Crimini e delitti dei clandestini, degli irregolari e di altri stranieri più o meno regolari o in attesa di regolarizzazione o di respingimento
viewtopic.php?f=194&t=1814
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:02 am

Violenza e stupri africano asiatico maomettani, aggravati dal disprezzo e dall'odio etnico ideologico politico religioso, dalla ferocia bestiale e disumana, dall'abuso dell'ospitalità e dalla clandestinità, da certa rivalsa razziale e continentale istigata da demenziali e criminali ideologie antioccidentali, antieuropee, anticristiane e antibianchi;
resa ancora più tragica dalla mancanza di adeguata tutela dei cittadini da parte dello stato italiano e degli stati europei, delle irresponsabilità dei loro governi e dei loro organi giudiziari e di polizia, nonché delle chiese cristiane, dei media e di tanti opinionisti schierati contro le vittime bianche europee e cristiane e a giustificazione, attenuazione e favore nei confronti dei carnefici asiatici, africani, islamici.

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:03 am

È bene ricordare che
gli invasori clandestini e i migranti irregolari tra cui veri e finti profughi, delinquono 30 volte di più dei nativi e 8 volte più degli stranieri migranti regolari

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 7003387674

Crimini e delitti dei clandestini, degli irregolari e di altri stranieri più o meno regolari o in attesa di regolarizzazione o di respingimento
viewtopic.php?f=194&t=1814


Criminalità degli stranieri e dei migranti regolari e irregolari in Europa

Tasso di criminalità complessivo rispetto ai nativi, rilievi del 2016:

Europa, media 4

Irlanda e Lettonia -1
Gran Bretagna 1,3
Lituania 2,3
Germania, Spagna, Francia 3,5
Svezia, Austria, Olanda 5
Italia 6,3
Polonia 6,6
Grecia 12,5

Tasso di criminalità degli stranieri in Italia, differenze tra regolari e irregolari rispetto ai nativi:

regolari 4
irregolari 30



Dati del Viminale: oltre 2300 stupri nel 2017, più di uno su tre commesso da immigrati (37%)
2017/08
http://www.secoloditalia.it/2017/08/dat ... -immigrati

L’estate segnata dalle violenze sulle donne. Sull’onda delle polemiche, nate dopo gli stupri di Rimini su una 26enne da un branco di quattro persone davanti al fidanzato, poi su una trans, l’attenzione mediatica si focalizza sempre più sugli stranieri. Dai dati aggiornati forniti all’Adnkronos dal ministero dell’Interno risultano questi dati.
I numeri degli stupri: denunciati 904 immigrati nei primi mesi del 2017

Le segnalazioni, riferite ai nostri connazionali denunciati o arrestati per delitti commessi nel nostro Paese, sono 1534 nei primi sette mesi di quest’anno contro i 1474 dello stesso periodo del 2016. Mentre le violenze che vedono sotto accusa gli stranieri sono in leggero calo: 904 da gennaio a luglio di quest’anno contro le 909 dello stesso periodo dell’anno scorso (pari al 37% complessivo delle violenze, più o meno una violenza su tre). Dagli ultimi dati risulta, comunque, che il numero complessivo delle violenze sessuali dall’inizio di quest’anno a luglio è diminuito. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2017 sono state 2333, contro le 2345 denunciate nello stesso periodo dell’anno scorso. Non sono mancati casi “sia da parte di italiani che di stranieri”, dice all’Adnkronos la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, “per questo più che fare una differenza di cittadinanza direi che il problema è che sta passando un messaggio tremendo di impunità, perché gli stupri in Italia sono all’ordine del giorno”. Anche la vicenda del “post del mediatore culturale nordafricano, che ha scritto lo stupro alla donna piace, è pesantissimo”, conclude la presidente di Telefono Rosa, chiedendosi con amarezza: “Ma come viene scelta certa gente?”.

Gli stranieri immigrati sono circa l'8% e di questi gli irregolari e clandestini sono circa il 20%; gran parte di questi stupri sono perpetrati dagli irregolari, clandestini, illegali.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:05 am

Il caso di Rimini


Rimini, stuprata in spiaggia dal branco (di nordafricani ?) davanti al ragazzo
Milano, 26 agosto 2017

http://www.corriere.it/cronache/17_agos ... 3da5.shtml

La polizia cerca 4 aggressori. La donna è stata violentata, mentre lui è stato picchiato e derubato. Sono due giovani di 26 anni: era la loro ultima sera di vacanza. Il questore: «Gli aggressori reduci da una notte di sballo». Hanno stuprato anche una trans.

Erano in vacanza a Rimini con un gruppo di connazionali dalla Polonia, alloggiati in un hotel di via Padova, e sabato era l’ultima sera di vacanza per i due giovani, di 26 anni, aggrediti la notte scorsa sulla spiaggia del bagno 130 «Chiara» a Miramare di Rimini. Lei è stata violentata ripetutamene da quattro uomini; lui, aggredito e colpito al capo più volte, è stato lasciato a terra svenuto. Il loro gruppo proprio questa mattina, sabato, è ripartito per tornare a casa, non i due giovani, ancora ricoverati. La coppia pare sia stata aggredita mentre si era fermata per un momento di intimità in una zona poco illuminata. Erano davanti al bagno quando i quattro sono comparsi dal nulla, aggredendoli: prima lui è stato picchiato brutalmente, poi lei trascinata sulla spiaggia. È successo intorno alle 4 e l’allarme è scattato quando alcuni passanti, vedendo la coppia insanguinata e sotto choc camminare sul lungomare, hanno chiamato la polizia. Subito dopo gli autori dello stupro avrebbero violentato anche una transessuale peruviana lasciandola poi ferita in strada.

Il giovane dovrebbe essere dimesso a breve dal Pronto Soccorso, per essere sentito nuovamente in Questura con l’ausilio di un interprete, anche se parlerebbe correntemente inglese. Sequestrati gli indumenti della ragazza, tra cui i pantaloncini corti che indossava al momento dello stupro. Per lei è stato immediatamente attivato il protocollo sanitario previsto in caso di violenza sessuale e l’assistenza psicologica. La polizia ha anche acquisito i video delle telecamere di sorveglianza dello stabilimento, che era chiuso al momento dell’aggressione.


Il questore: aggressori ubriachi e sotto effetto di droghe

«Gli autori dell’aggressione dello stupro erano, spero di non essere smentito dalle indagini, reduci da una notte di sballo con abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti». Lo ha detto all’Ansa il questore di Rimini, Maurizio Improta, che , dopo un’estate tra le più sicure degli ultimi anni, si trova di fronte ad un caso viceversa tra i più odiosi per circostanze e vocazione del territorio: stupro di gruppo e rapina in spiaggia. «Senza entrare nello specifico dell’attività d’indagine - spiega - l’impegno degli investigatori della Questura dalle prime ore dell’alba, pochi minuti dopo l’allarme, è stato ed è totale, perché una disumana violenza nei confronti dei due giovani che avevano cercato un momento di intimità sulla spiaggia l’ha trasformato in un incubo. Mi auguro ora che un incubo lo diventi per gli autori del gesto. Non posso dire nulla sullo stato delle indagini, per non dare vantaggi agli aggressori».


Stesso gruppo violenta anche transessuale

Gli autori dello stupro in spiaggia a Rimini avrebbero violentato anche una transessuale peruviana, lasciandolo poi ferito in strada. La notte scorsa quattro giovani, dopo aver aggredito la coppia di turisti polacchi, lei violentata e lui rapinato e picchiato, avrebbero proseguito la nottata di violenza sotto l’effetto di alcol e droga, dirigendosi verso la Statale a Miramare dove hanno incontrato una transessuale di origine peruviana, abusandone sessualmente. Indaga la Polizia.


Torna la paura in riviera

Negli anni passati, di notte sulle spiagge romagnole ci sono stati alcuni casi di stupro. Dopo un periodo di calma, ci risiamo con sballo e violenza? «Gli autori dell’aggressione e dello stupro - risponde Improta - erano probabilmente reduci da una notte di sballo che ha prodotto la violenza in un’area poco illuminata. Già in passato, è vero, sono successi fatti analoghi, che dal punto di vista giudiziario e investigativo sono stati tutti risolti con la cattura dei responsabili». Oggi il Comune ha subito diramato una nota con la quale si dice disponibile ad ogni forma di sostegno alle vittime e promette di seguire le indagini passo passo. «Confermo l’attenzione dell’Amministrazione cittadina dal punto di vista anche della gestione del trauma subito dalle vittime; sia gli agenti della Questura che gli operatori sociali stanno cercando di dare assistenza vista la delicatezza del caso. Gli uffici investigativi della Questura sono ovviamente in costante contatto con gli uffici giudiziari e la magistratura, che coordina le indagini». Da tempo si discute sull’obbligo di illuminare le spiagge di notte, la reazione degli operatori non sempre è stata positiva però. «È così, il Comune da quest’estate con un’ordinanza ha stabilito l’illuminazione totale delle spiagge sia lato mare che strada. Il provvedimento è stato oggetto di polemiche ma alla fine i più hanno rispettato l’ordinanza del sindaco, non senza qualche multa da parte della polizia municipale. Dove c’è luce c’è meno degrado, e meno degrado vuol dire meno violenza. La rabbia che sento oggi però - conclude il Questore - è quella propria di un padre con figli coetanei delle vittime».


La posizione del comune di Rimini

«Il terribile episodio che si è consumato questa notte sulla spiaggia di Miramare ci sconvolge per la sua brutalità e bestialità». Con una dichiarazione l’Amministrazione Comunale, a nome dell’intera città, «esprime la totale, assoluta solidarietà e vicinanza alla ragazza vittima della violenza e al suo compagno oggetto di una feroce aggressione e si rende immediatamente disponibile per ogni forma di supporto e di aiuto di cui possano avere bisogno».
«Siamo in costante contatto - aggiunge l’Amministrazione - con il Questore Maurizio Improta, che ci sta aggiornando sugli sviluppi di una vicenda che ferisce tutta la città e per la quale Rimini chiede giustizia. Rivolgiamo un appello anche ai cittadini affinché collaborino con le forze dell’ordine segnalando ogni elemento che possa essere utile all’indagine». Il gestore dello stabilimento balneare 130 «Chiara» si è detto «estremamente dispiaciuto» per il brutto episodio. «Rimini è una città sicura, anche se le ore notturne sono più delicate, tanto che c’è il divieto di accesso alla spiaggia dall’1 alle 5», ha spiegato.


Calderoli: «Castrazione chimica»


«Chiunque siano e di qualunque nazionalità siano le quattro bestie che a Rimini hanno violentato a turno una povera turista polacca, picchiando il compagno, c’è una sola cosa da fare: prenderli, sbatterli in galera e buttare via la chiave della cella, ma sul serio, per sempre, e naturalmente sottoporli ad un trattamento di castrazione chimica. Per crimini di questa gravità ci vogliono punizioni esemplari. Questa donna ha la vita rovinata per sempre: chi ha commesso questo crimine deve pagare una pena altrettanto dura». Lo afferma Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord.



Rimini, retroscena sullo stupro: "Dopo la violenza i maghrebini ridevano tra di loro"
Gabriele Bertocchi - Gio, 31/08/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 36150.html

La turista polacca stuprata da un branco di maghrebini ha svelato un retroscena terribile di quella notte di violenza: dopo aver abusato del suo corpo, gli stupratori ridevano e si scambiavano pacche sulle spalle

La violenza del branco che ha picchiato, stuprato e derubato una coppia polacca e un transessuale a Rimini la si percepisce chiaramente nei racconti delle vittime.

Botte, violenza carnale e poi la rapina: un modus operandi che si è ripetuto due volte nella notte tra venerdì e sabato sul litorale riminese ai bagni 130. La turista polacca è ancora sotto choc, ma proprio la sua testimonianza sottolinea ulteriormente l'assenza di pietà dei suoi carnefici.
Il retroscena dopo lo sturpo

La giovane più volte ha chiesto ai medici e ai poliziotti che l'hanno sentita: "Per favore, non fate il mio nome, non voglio essere riconosciuta". Nei suoi racconti il dolore e la sofferenza sono palpabili. Come riporta Il Messaggero, la ragazza ha anche racconto gli istanti successivi alla terribile violenza sessuale di gruppo.

Dopo aver abusato del suo corpo su un pattino l'hanno gettata in acqua, come si fa con un oggetto senza vita. "Ridevano e si davano grandi pacche sulle spalle. Quando finalmente se ne sono andati, il mio primo pensiero è stato vedere come stava il ragazzo che era con me. L'ho visto riverso a terra, con il volto dentro la sabbia. Data la furia con cui l'avevano picchiato davanti a me, ho tenuto che fosse morto".


Rimini, l'orrore in spiaggia: "Stupri ripetuti e doppia penetrazione"
Rachele Nenzi - Mer, 06/09/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 38282.html

Orrore. Violenza. Inaudita ferocia. Sono queste le parole che riassumono gli stupri commessi a Rimini da un branco di immigrati, formato - secondo gli investigatori - da tre minorenni (due fratelli marocchini e un nigeriano) e da Guerlin Butungu.

Dai verbali di deposizione delle vittime emerge un quadro inquietante.

A raccontare l'inizio della notte di follia tra il 25 e il 26 agosto scorsi è la ragazza polacca, stuprata a turno e contemporaneamente dal branco. La giovane era con un amico in spiaggia quando uno dei componenti del branco si "materializza" di fronte a loro chiedendo da dove venissero e imponendo di consegnargli cellulari e portafogli.

Una rapina che ben presto si trasforma in violenza sessuale e percosse. Come scritto nei verbali, riportati diffusamente da Libero, "repentinamente venivamo aggrediti dall' uomo che avevamo di fronte, che subito colpiva il mio amico al volto, facendolo cadere a terra mentre dall' oscurità si materializzavano davanti a me prima due persone, poi un terzo, che mi immobilizzavano, buttandomi a terra, poggiandomi di schiena sulla sabbia e colpendomi con più colpi al volto, alla testa e sul corpo".

Il racconto della polacca è angosciante. Lascia senza fiato. Il ragazzo viene immobilizzato a terra con la faccia immersa nella sabbia e il vomito che lo attanagliava. Faceva fatica a respirare, chiedeva acqua ma loro dicevano di avere a disposizione solo acqua di mare. E mentre lui lottava per non morire, la ragazza veniva violentata. "I tre - si legge nei documenti a disposizione del Gip - tenendomi anche per la gola quasi a strozzarmi, facendomi rimanere senza respiro, mi calavano i pantaloni e poi gli slip. Mentre i due mi tenevano ferma con le gambe aperte, il terzo abusava sessualmente di me, penetrandomi nella vagina, dando poi il cambio agli altri due, che mi penetravano anche loro nella vagina".

La prima violenza sessuale sarebbe durata 20 minuti, almeno questo ricorda la vittima polacca. Ma non bastava alle bestie del branco. Secondo il Gip, che lo scrive nell'ordinanza, gli stupratori cominciano ad avere difficoltà a penetrare la ragazza. La sabbia, scrive il Gip, "rendeva difficoltosa la penetrazione; infatti, dopo il lavaggio nel mare, gli aggressori hanno ripreso a violentarla più volte".

La scena si sposta dunque in acqua, dove si consuma il secondo stupro. Dopo averla fatta rinvenire e "lavata" sulla riva "venivo nuovamente trascinata da questi per circa due-tre metri verso la spiaggia, ad almeno 15 metri dal mio amico, che sentivo ancora lamentarsi. Ancora immobilizzata da almeno due di questi, ancora di schiena sulla sabbia, venivo girata su un fianco e penetrata contemporaneamente da due di questi criminali sia in vagina sia nell' ano ove mi eiaculavano".



Stupri di Rimini: il capobranco è risultato positivo alla tubercolosi

http://www.corriereadriatico.it/pesaro/ ... 26711.html

PESARO - È risultato positivo alla Tbc, Guerlin Butungu, il capobranco degli stupri di Rimini. Il ventenne congolese, aspetto gentile e anima orrida, è stato trasferito nella giornata di ieri dal carcere di Rimini a quello di Pesaro, nella sezione dei sex offender, un reparto protetto e speciale previsto a Villa Fastiggi dove si tentano dei percorsi di recupero per chi commette gravi reati a sfondo sessuale.

Proprio durante gli accertamenti sanitari a cui è stato sottoposto l’immigrato a cavallo tra gli ingressi nelle carceri di Rimini e Pesaro che gli esami avrebbero riscontrato la presenza della tubercolosi, malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri. Ma al momento non è chiaro se si tratti di una forma di tisi più o meno grave, nè se, essendo una malattia contagiosa, sia stata prevista una profilassi per chi è venuto in questo periodo a contatto con il congolese, che godeva di un permesso di protezione umanitaria e che era uscito dallo scorso aprile dal sistema Sprar riservato ai profughi.



Nei verbali la verità agghiacciante: il quindicenne era il più indemoniato
Stefano Zurlo - Dom, 03/09/2017

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 36873.html

Rimini - Li cercavano fra gli sbandati e i disperati della costa, invece si nascondevano fra le colline delle Marche.

Non a Rimini, nel divertimentificio del Belpaese, ma in uno dei mille borghi di un'Italia antica e civile, un piccolo paese di quindicimila abitanti con diversi nuclei, ma dove tutti si conoscono. I dettagli non sono ancora noti, ma certo con questo crimine si affaccia prepotente sulla scena del crimine la seconda generazione, quella dei figli dei migranti che avevano cercato fortuna e benessere nel nostro Paese. Si, i due fratelli marocchini e l'altro minorenne, il nigeriano, sono nati in Italia, presumibilmente da famiglie integrate, con lavoro e permesso regolare di soggiorno. Solo il congolese, al momento l'unico latitante, appartiene al girone dei richiedenti asilo. Insomma, a quel limbo che se la gioca sul bordo della clandestinità, cercando di strappare lo status di profugo. Gli altri no.

I genitori hanno aperto la strada, loro l'hanno chiusa partecipando a questo raid selvaggio, intollerabile. Avevano piccoli precedenti, furto e spaccio, segno che qualcosa non quadrava, ma nulla che lasciasse presagire questa esplosione di violenza. E invece nello scrigno prezioso di un paese dove non era mai successo nulla, lontano dalle grandi rotte e sconosciuto ai più, covavano pulsioni incontrollabili che ora mettono retrospettivamente paura. Come è possibile, che cosa non ha funzionato?

Due fratelli marocchini. Un nigeriano. Tutti, anche il congolese, in un fazzoletto di terra, lontano dai barconi, dalle traversate del Mediterraneo, dai campi profughi. E agli antipodi rispetto alle banlieue spettrali della periferia parigina, dove una parte della seconda generazione è stata contaminata dal virus jihadista e ha inventato nuove, terrificanti forme di terrore.

No, qui emerge un'altra realtà altrettanto sconvolgente: giovani ormai quasi italiani che ripagano il Paese che li ha accolti commettendo crimini odiosi. I due fratelli sono nati a Urbino e a Montebelluna e a Urbino è venuto al mondo pure il nigeriano. «Li abbiamo educati bene», sibila un investigatore. Ora sociologi, insegnanti, esperti ci spiegheranno il perché di tutto questo. Certo, i loro profili su Facebook rimandano ai loro coetanei tricolori: gli stessi desideri, lo stesso abbigliamento, gli zainetti e i cappellini, le mosse al ritmo di un rap, la voglia di sballo nelle città più vicine, Rimini o Pesaro. La noia che scava, aiutata dalle canne fumate. Italiani questi ragazzini sarebbero diventati al compimento dei 18 anni, anche senza lo ius soli. Restano invece i verbali delle vittime, agghiaccianti, e ancora più sconvolgente è scoprire che il più piccolo era il più indemoniato. Tanto che il congolese ad un certo punto gli gridò: «Sono il più vecchio, tocca prima a me».




Senza permesso e ai domiciliari il papà difende i due stupratori
Rachele Nenzi - Dom, 03/09/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 37058.html

"Li ho riconosciuti, dalle foto sul giornale e li ho convinti a costituirsi". A parlare è Mohamed, marocchino 51enne, padre dei due marocchini di Vallefoglia che ieri hanno confessato gli stupri di Rimini.

Al momento l'uomo è agli arresti domiciliari e senza permesso di soggiorno, ma difende a spada tratta i figli: "Sono pentiti", ha detto al Tgcom24, "Hanno rubato, questo sì. Ma non hanno fatto sesso".

"Quello più grande, che ha 17 anni, è venuto a casa che piangeva", racconta al Resto del Carlino, "Mi ha detto che lui era con suo fratello, l’altro mio figlio di 15 anni, e altri due loro amici, un nigeriano e un congolese, a Rimini. Hanno partecipato allo stupro di cui parlano da giorni il telegiornale e il vostro giornale".

Secondo il racconto dell'uomo, i due sono stati costretti da "quello maggiorenne" (il capobranco Guerlin Butungu) ad andare a Rimini: "Gli prometteva i soldi se loro magari rubavano qualche cellulare e poi lo rivendevano a lui. Li ha fatti bere, una birra in un locale, una in un altro...". Poi la notte da "Arancia Meccanica" sulla spiaggia: "Il maggiore mi ha detto che il congolese ha puntato la ragazza polacca, e gli ha detto a loro A questa ci penso io.... Il congolese la picchiava, le tirava gli schiaffi, lui ha provato a dirgli Lasciala fare, perché fai queste cose, ma poi l’ha trascinata lontano da loro e ha continuato".

Mohamed comunque non si sarebbe accorto di nulla - o quasi - fino a che non ha visto la foto. A quel punto "Gli ho detto di andare subito dai carabinieri. Non voglio che i miei figli facciano queste str..., può capitare che uno rubi un telefonino, ma non che uno violenta una donna. Se hanno fatto una cosa del genere, devono pagare. Gli ho detto che dovevano dire la verità e che non dovevano stare zitti per una settimana intera. E che sono stati fortunati. Io lo so come funziona il giro. Gli errori li ho fatti anch’io. Mi sono ubriacato, ho rubato, ho fatto risse. Quindi, primo, con la transessuale hanno rischiato, perché potevano essere rintracciati dal protettore. Ma poi hanno rischiato anche per la violenza alla donna polacca. Perché, lo dico chiaro, se qualcuno violenta una delle mie donne, mia moglie o mia madre o mia figlia, io lo ammazzo. E poi gliel’ho detto: cosa pensavate, che le persone che avete picchiato e stuprato fossero ricche, che ci facevate i soldi?" .

I due avrebbero aspettato una settimana per costituirsi perché "avevano paura". "Frequentano l’Alberghiero a Pesaro", racconta ancora Mohamed, "Ma il minore ha dei problemi, è invalido all’80%, anche per questo viene l’educatrice. Credo che a lui il congolese gli abbia fatto un lavaggio del cervello".

"Sono distrutto, le cavolate le ho fatte anche io, ma non ho mai fatto male a nessuno, questa è una cosa grave", ha aggiunto, "Io ai miei figli ho dato sempre tutto. Quando riuscivo a lavorare, e quando tornerò a farlo, prendevo bene, compresi gli assegni famigliari. Gli compravo tutto quello che gli serviva. Li accompagnavo al campo di calcio. Volevo che mio figlio più grande facesse il carabiniere e a volte sognavo che giocasse al Milan, io ho giocato in serie A in Marocco, qui in Italia ho fatto l’aiuto all’allenatore a Scala alla Reggina. Si è rovinato tutto nel 2013, quando sono dovuto tornare in Marocco per un permesso di soggiorno che mancava. Ho perso il controllo sui miei figli. Mi sento un po’ in colpa".


Rimini, il polacco: "La faccia sbattuta sulla sabbia. Vomitavo mentre mi picchiavano"
Claudio Cartaldo - Mer, 06/09/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 38106.html

Il racconto choc del ragazzo pestato dal branco di immigrati mentre a turno violentavano la ragazza: "La sentivo, diceva 'aiutami che questi mi uccidono'. Io ho fatto finta di essere svenuto"

Ogni verbale redatto dagli investigatori è un fiume di orrori. Chissà quanto hanno sofferto i due polacchi e la trans peruviana nel ricordare gli stupri perpetrati dal branco di immigrati a Rimini.

Le violenze dei due fratelli di 15 e 17 anni, di Gurlain Butungu e del 16enne nigeriano sono stati definuiti dal Gip di una "scena agghiacciante". E c'è da capire il giudice: basta leggere le carte delle deposizioni.

Il racconto più dettagliato è quello dei due amici polacchi. Si trovavano sulla spiaggia, seduti sopra un telo da mare e bevevano una bibita analcolica. Poi, come riporta il Corrire, sono stati avvicinati da uno dei quattro componenti del branco che gli chiede: "Where are you from?". I due ragazzi, ignari, rispondono: "Poland". Poi l'aggressore li invita a consegnargli il portafoglio ed altri oggetti preziosi, i polacchi provano ad andarsene ma il ragazzo viene colpito in faccia da un pugno. È il segnale del branco: il via libera alla barbarie. "Dall’oscurità sono spuntate davanti a me tre persone che mi hanno immobilizzato e buttato di schiena sulla sabbia - fa mettere a verbale la ragazza, come riportato dal Corriere -Mi hanno colpita al volto, alla testa, sul corpo".

Tutto si svolge in 20 minuti. Sembrano pochi, ma sono una eternità. Per la ragazza sono venti minuti di stupri ripetuti, per il ragazzo di botte senza pietà. "Mi tenevano per la gola quasi da strozzarmi, facendomi rimanere senza respiro", racconta la ragazza come riportato dal Fatto. Secondo il Gip è Butungu il primo a "impadronirsi per primo del corpo delle giovani donne per dar sfogo ai propri bestiali istinti sessuali": "Mi dicevano in inglese ‘I kill you’ - spiega la polacca - e sentivo che il mio amico veniva picchiato brutalmente".

Ed è qui che il racconto si fa raccapricciante. Mentre a turno gli immigrati si alternavano nell'abusare della ragazza, uno a turno tratteneva il giovane e lo pestava. Il polacco ricorda così quei momenti: “Tre o quattro a turno si intercambiavano tra loro nell’abusare di lei e nell’immobilizzare me”. Poi è il Gip a spiegare nell'ordinanza cosa accade: “Mentre era immobilizzato a terra tenuto da due persone con il viso sulla sabbia il giovane veniva perquisito alla ricerca di telefono e portafogli, e colpito ripetutamente con calci in tutte le parti del corpo e pure al capo con una bottiglia di vetro. Sentiva la compagna chiedere aiuto dicendo che la stavano uccidendo e si rendeva conto che veniva abusata sessualmente". Anche per il ragazzo sono 20 minuti di inferno: “Veniva picchiato e trattenuto con la forza e manifestava segni di sofferenza respiratoria e vomitava". Il vomito rischiava di soffocarlo. Gli avevano sbattuto la testa nella sabbia per impedirgli di reagire. Mentre la giovane polacca lo implorava di "aiutarmi, altrimenti mi uccidono", lui cerca un modo per non lasciarli la pelle: "La sentivo, diceva 'aiutami che questi mi uccidono'. Io ho fatto finta di essere svenuto e così loro si sono preoccupati che non fossi morto…".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:10 am

Altra violenza e stupri asiatico africano islamici in Italia e in Europa


"A correre in due per non essere stuprate": bufera sulla polizia tedesca
Ivan Francese - Lun, 04/09/2017

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cor ... 37453.html

Fanno discutere le dichiarazioni della polizia di Lipsia dopo lo stupro di una cinquantenne aggredita mentre era andata a correre al parco cittadino da sola

Le donne non dovrebbero correre da sole nel parco: è stato questo il consiglio che la polizia tedesca è riuscita a rivolgere alle donne della città di Lipsia, dove una cinquantenne è stata recentemente violentata in un parco.

Venerdì scorso una donna stava facendo jogging di buon mattino nel frequentatissimo parco Rosental della città sassone, quando un uomo l'ha trascinata in un'area verde e l'ha violentata dopo averla aggredita a calci e a pugni. L'assalto è stato così violento che la donna ha dovuto subire un'operazione al viso dopo aver ricevuto un colpo in pieno volto.

Ma il dettaglio che ha fatto balzare questo episodio agli onori delle cronache internazionali è il commento con cui la polizia della città ha risposto all'accaduto. Rispondendo al cronista di una testata locale, il portavoce della polizia ha dichiarato: "Sarebbe meglio se le donne andassero a correre in coppia o almeno si assicurassero che vi sia qualcuno nelle vicinanze."

"Quando corrono vicino a qualcuno - ha aggiunto poi - Le donne che fanno jogging dovrebbero sempre assicurarsi che vi sia qualcun altro nei paraggi." Parole che hanno scatenato un vero e proprio putiferio, tale da coinvolgere anche le maggiori testate giornalistiche della Germania e da provocare l'intervento del sindaco Burkhard Jung.

Il primo cittadino ha infatti commentato la vicenda con parole molto nette: "Vogliamo tutti vivere in una città in cui sia chiaro a tutti che le donne possono andare a correre da sole nel parco - ha riferito alla Bild - Abbiamo chiaramente bisogno di una presenza della polizia più visibile. La risposta dello Stato a questo terrbile incidente deve concretizzarsi in una maggiore presenza degli agenti per le strade e nei parchi." La polizia è ancora alla ricerca dello stupratore, che al momento non è ancora stato identificato.



Germania: Sfugge di mano l'epidemia di stupri commessi dai migranti
Soeren Kern
21 agosto 2016

https://it.gatestoneinstitute.org/8723/ ... i-migranti

La violenza sessuale in Germania ha raggiunto proporzioni epidemiche da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di un milione di migranti, per lo più maschi, provenienti dall'Africa, Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese.

Il Gatestone Institute ha pubblicato nel settembre 2015 il primo articolo sull'epidemia di stupri commessi dai migranti, quando la Merkel aprì i confini tedeschi a decine di migliaia di migranti bloccati in Ungheria. Un altro articolo è stato pubblicato nel marzo 2016, a seguito delle aggressioni di massa ai danni delle donne tedesche perpetrate da orde di migranti a Colonia, Amburgo e in altre città della Germania.

L'epidemia di stupri commessi dai migranti si è ora diffusa in tutte le città e i paesi dei 16 Stati federati della Germania. Il paese è davvero sotto assedio: gli spazi pubblici stanno diventando sempre più pericolosi. La polizia aveva già lanciato l'allarme su una possibile crisi dell'ordine pubblico per quest'estate, quando i giovani migranti di sesso maschile avrebbero visto le donne indossare abiti più leggeri.

Nel mese di luglio 2016, centinaia di donne e minori tedeschi hanno subito aggressioni sessuali da parte di migranti (vedi l'Appendice qui di seguito all'articolo). La vittima più giovane ha nove anni e la più anziana 79. Le aggressioni sono avvenute in spiaggia, su piste ciclabili, nei cimiteri, nelle discoteche, nei negozi di generi alimentati, ai festival musicali, nei parcheggi, nei parchi giochi, in scuole, centri commerciali, sui taxi, sui mezzi pubblici (bus, tram, treni Intercity e metropolitane), nei parchi pubblici, nelle piazze, nelle piscine e nei bagni pubblici. I predatori sono in agguato ovunque: nessun luogo è sicuro.

Decine di donne e minori sono stati aggrediti durante i festival musicali e nelle piscine pubbliche: luoghi di aggregazione della vita quotidiana tedesca.

La violenza sessuale in Germania ha raggiunto proporzioni epidemiche da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di un milione di migranti, per lo più maschi, provenienti dall'Africa, Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese. Il governo si trova a dover far fronte al malcontento dell'opinione pubblica nei confronti della politica migratoria delle porte aperte (foto a sinistra). In alcune zone, le autorità hanno distribuito delle guide illustrate (a destra) per spiegare ai migranti che le aggressioni a sfondo sessuale non sono ammissibili.

A luglio, almeno 24 donne sono state aggredite sessualmente al festival Breminale, a Brema. Le donne sono state aggredite anche ad eventi musicali organizzati all'aperto a Aschheim, Balve. Gerolzhofen,Grenzach-Wyhlen Heide, Loßburg, Lütjenburg, Meschede, Poing, Reutlingen, Sinsheim, Wolfhagen e Wolfratshausen.

A luglio, donne e bambini hanno subito violenze a sfondo sessuale nelle piscine pubbliche a Babenhausen, Dachau, Delbrück, Hamm, Hilchenbach, Kirchheim, Lörrach, Marklohe, Mönchengladbach, Mörfelden-Walldorf, Oberursel, Remagen, Rinteln, Schwetzingen e Stuttgart-Vaihingen.

La maggior parte di questi crimini è stata minimizzata dalle autorità tedesche, a quanto pare per evitare di alimentare i sentimenti anti-immigrazione. Quasi sempre vengono definiti come casi isolati (Einzelfälle) e non sono considerati parte di un problema che sta affliggendo tutto il paese. Le informazioni sulle aggressioni sessuali in genere sono contenute solo nei rapporti della polizia locale. Gli stupri, a volte, vengono trattati come notizie di interesse locale che sono riportate dai quotidiani locali o regionali. Soltanto i casi più eclatanti finiscono sulla stampa nazionale.

Nel mese di luglio, i media nazionali si sono occupati di tre episodi di violenza sessuale:

Il 24 luglio, un migrante eritreo di 40 anni ha stuprato una donna di 79 anni in un cimitero di Ibbenbüren. La donna, che vive in una casa di riposo, si era recata al camposanto per visitare la tomba della sorella defunta alle 6 del mattino, ora in cui è stata commessa la violenza. Il migrante, che vive in Germania come rifugiato dal 2013, è stato arrestato sulla scena del crimine. È improbabile che possa essere espulso perché l'Eritrea è considerata zona di conflitto.
Il 14 luglio, si è scoperto che una delle donne stuprate la notte di Capodanno a Colonia è incinta. Aveva evitato di denunciare alla polizia la violenza perché si vergognava.
Il 3 luglio, Selin Gören, una donna turco-tedesca di 24 anni che era stata violentata a gennaio da tre migranti a Mannheim ha ammesso di aver mentito sull'identità dei suoi stupratori. Inizialmente, la donna aveva detto di essere stata violentata da tedeschi, quando invece erano stati immigrati musulmani.

In un'intervista a Der Spiegel, Selin, portavoce del movimento giovanile di sinistra Solid, ha detto di avere mentito perché temeva di alimentare il razzismo contro i migranti. La donna ha anche postato una lettera su Facebook rivolta a un ipotetico rifugiato:

"Mi dispiace davvero che il trattamento sessista e che supera i limiti che hai usato contro di me possa contribuire a fomentare il razzismo aggressivo. Devo gridarlo... Non starò ferma a guardare e potrebbe accadere che razzisti e cittadini preoccupati dicano che tu sei il problema. Tu non sei il problema. Tu sei normalmente uno splendido essere umano che merita come tutti gli altri essere umani di essere al sicuro e libero".

La polizia e i media tedeschi hanno portato a esempio i tentativi della Gören di proteggere gli stupratori migranti. In genere, i rapporti della polizia tedesca parlano dei criminali immigrati usando eufemismi politicamente corretti come "gente meridionale" (Südländer), uomini con la "pelle scura" (dunkelhäutig, dunklere Gesichtsfarbe, dunklem Hauttyp) o combinando i due termini, ossia "uomini meridionali con la pelle scura" (südländische Hautfarbe).

La Germania ora è in un circolo vizioso: la maggior parte degli autori delle violenze sessuali non si trova mai e quei pochi che vengono consegnati alla giustizia spesso ricevono condanne indulgenti. La maggior parte non sarà mai espulsa. Viene denunciata solo una violenza sessuale su dieci e soltanto l'8 per cento dei processi per stupro porta a una condanna, secondo il ministro della Giustizia Heiko Maas.

Il 7 luglio, il parlamento tedesco ha approvato le modifiche al codice penale che ampliano la definizione di stupro al fine di facilitare l'espulsione dei migranti che commettono reati sessuali. In base al nuovo disegno di legge, conosciuto anche come "No significa No" (Nein heißt Nein), ogni atto sessuale non consensuale ora sarà punibile come reato. In precedenza, erano punibili secondo il diritto tedesco solo i casi in cui le vittime potevano dimostrare di aver opposto resistenza fisica ai loro aggressori.

Le riforme, che sono finalizzate a facilitare la presentazione di denunce da parte delle vittime di violenze sessuali, porranno fine all'epidemia di stupri commessi dai migranti in Germania. Questo perché il sistema giudiziario tedesco ostacolato dalla correttezza politica è notoriamente indulgente, quando si tratta di perseguire penalmente, condannare ed espellere gli stranieri criminali.

Inoltre, le statistiche attendibili sui reati sessuali commessi dai migranti sono notoriamente evasive. Le autorità tedesche sono state ripetutamente accusate di aver sottostimato le reali dimensioni della criminalità nel paese. Ad esempio, secondo il presidente dell'Associazione dei funzionari della polizia criminale tedesca (Bund Deutscher Kriminalbeamter, BDK), André Schulz, fino al 90 per cento dei reati sessuali commessi in Germania nel 2014 non appare nelle statistiche ufficiali.

Il 25 febbraio, il quotidiano Die Welt ha riportato la notizia che le autorità del land dell'Assia hanno insabbiato le informazioni riguardanti i reati commessi dai migranti, apparentemente a causa di una "mancanza di interesse pubblico".

Il 24 gennaio, lo stesso giornale aveva detto che la soppressione dei dati sulla criminalità connessa all'immigrazione è "un fenomeno che riguarda l'intera Germania". Secondo Rainer Wendt, presidente del sindacato della polizia tedesca, "ogni agente di polizia sa che deve soddisfare una particolare aspettativa politica. È meglio tacere [sui crimini commessi dai migranti] perché si può sbagliare".

Il 22 gennaio, la rivista Focus ha reso noto che l'Ufficio federale antidiscriminazione (Antidiskriminierungsstelle des Bundes, ADS) ha esercitato pressioni sulla polizia del Nord Reno-Westfalia (NRW) affinché nei comunicati stampa non scrivesse più "gruppi criminali nordafricani". Secondo il giornale, l'ADS ha scritto: "C'è il pericolo che la gente di questi paesi sia sottoposta al sospetto generale. Vi invitiamo a eliminare dai comunicati stampa ogni riferimento all'origine nordafricana". La polizia del Nord Reno-Westfalia ha in seguito eliminato le parole incriminate perché "non si può escludere che la nostra formulazione nel comunicato stampa potrebbe essere fraintesa come un'affermazione discriminatoria". L'articolo di Focus è stato rimosso dalla pagina web della rivista.

L'8 gennaio, il quotidiano Bild, ha pubblicato un articolo titolato "Alla polizia è stato vietato di dire la verità?" Il giornale ha citato un alto funzionario della polizia di Francoforte, che ha detto:

"Ci sono precise istruzioni dall'alto di non denunciare i reati commessi dai profughi. Si deve rispondere solo alle domande dirette rivolte dai rappresentanti dei media riguardo a reati specifici, (...) È incredibile che certi criminali NON siano deliberatamente denunciati e le informazioni vengano classificate come riservate (nicht pressefrei).

Nel frattempo, Boris Palmer il sindaco "progressista" di Tubinga pensa di aver trovato una soluzione al problema dei migranti che violentano le donne e i bambini tedeschi nelle piscine pubbliche. Egli vuole che i migranti diventino assistenti e sorveglianti di piscina. In un post di Facebook, Palmer ha scritto: "Il nostro Comune ha adottato un'ottima misura di prevenzione e integrazione. Abbiamo un bagnino siriano che può dire in arabo e con autorità come ci si deve comportare".

Il primo a essere assunto infatti è stato un 24enne siriano di nome Aiham Shalghin. In un'intervista a Schwäbisches Tagblatt, l'uomo ha dipinto i migranti come vittime della loro situazione: "Molti profughi di sesso maschile non hanno mai nuotato prima con delle donne. In Siria, la maggior parte delle piscine pubbliche sono separate per genere. Gli uomini non vogliono vedere le donne in tenuta per il nuoto".

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York. È anche senior fellow per la politica europea del Grupo de Estudios estratégicos/Strategic Studies Group che ha sede a Madrid. Seguitelo su Facebook e Twitter. Il suo primo libro, Global Fire, uscirà nel 2016.

Appendice

Aggressioni sessuali e stupri perpetrati dai migranti in Germania a luglio 2016.

Il Gatestone Institute ha pubblicato nel settembre 2015 il primo articolo sull'epidemia di stupri commessi dai migranti e un altro pezzo è stato pubblicato a marzo 2016. Il problema è ora diffuso in tutte le città e i paesi dei 16 Stati federati della Germania. Qui di seguito alcuni casi accaduti a luglio 2016.

1 luglio. Un migrante pakistano di 25 anni ha molestato una ragazza di 15 anni in una piazza di Perleberg. Un "tipo meridionale" (südländischer Typ) ha aggredito sessualmente una giovane donna a Norimberga. Un uomo "con la pelle scura" (dunkelhäutig) ha palpeggiato una 15enne a Magdeburgo. Un migrante di 34 anni ha mostrato i genitali ai passanti a Oldenburg. Un uomo che parlava un "tedesco stentato" ha molestato una donna di 20 anni a Ibbenbüren.

1 luglio. La polizia sta cercando un "uomo dall'aspetto meridionale" (südländisch aussehende Mann) che ha aggredito un uomo di 73 anni che portava a spasso il cane a Sindelfingen. Il migrante è arrivato alle spalle dell'uomo anziano, gli ha afferrato i genitali e gli ha chiesto di fare sesso con lui. L'uomo ha cercato di allontanarsi e di andare a prendere la sua auto posteggiata nel parcheggio, ma il migrante è saltato sul sedile passeggeri e gli ha chiesto di nuovo di fare sesso. Il profugo è scappato quando un passante con i suoi tre cani si è avvicinato alla macchina parcheggiata. Inoltre, un migrante afgano di 32 anni ha fotografato due ragazzine di 12 e 14 anni, che nuotavano nel fiume Iller, a Illertissen. Quando le piccole sono uscite dall'acqua, l'uomo ha offerto loro del denaro in cambio di sesso.

2 luglio. Un migrante albanese di 24 anni ha molestato diverse donne su un treno suburbano ad Amburgo. Un "africano nero" (Mann aus Schwarzafrika) ha tentato di violentare un donna di 27 anni nel bagno delle donne, a Friburgo.

3 luglio. Uno uomo "con la pelle scura" (dunkler Teint) ha molestato una donna di 44 anni a Kressbronn. Un uomo "meridionale" (Südländer) ha tentato di stuprare una 21enne a Meppen. Uno uomo "dall'aspetto balcanico" (südosteuropäischem Aussehen) ha aggredito sessualmente una ragazza di 19 anni, a Kühlungsborn. Un uomo "dall'aspetto balcanico" ha mostrato i genitali a una donna di 40 anni in una stazione ferroviaria a Mannheim-Lindenhof.

4 luglio. Un uomo "meridionale probabilmente di origine turca" (Südländer, vermutlich türkischer Abstammung) ha molestato una donna a Nordhorn. La polizia ritiene che sia l'autore di un'altra aggressione sessuale avvenuta a fine giugno nella stessa zona. Un migrante afgano di 16 anni ha mostrato i genitali a una madre e al suo bambino in un parco di Chemnitz. Il ragazzo è stato arrestato e poi rilasciato. Un uomo con "la pelle scura" (dunklen Teint) ha palpeggiato una donna a Düsseldorf. Un iraniano di 28 anni ha molestato una 18enne a Sundern.

5 luglio. Un pakistano di 27 anni ha palpeggiato una donna di 33 anni a Chemnitz. La vittima, un'agente di polizia fuori servizio, ha raccontato di aver dato all'uomo "una dolorosa lezione di integrazione", sferrandogli un calcio all'inguine. Dopo l'interrogatorio da parte della polizia, il pakistano è stato rilasciato. Un "nero africano" (Schwarzafrikaner) ha tentato di stuprare una donna di 37 anni che faceva jogging, a Dortmund.

6 luglio. Due migranti afgani sono stati formalmente accusati di aver molestato un ragazzino di 14 anni in una piscina pubblica di Delbrück. Un richiedente asilo afgano di 22 anni ha aggredito sessualmente due ragazzine di 14 e 15 anni a Ravensburg. Un "uomo dall'aspetto arabo" (arabisch aussehenden Mann) ha abusato di una 20anne a Heilbronn. Due migranti hanno tentato di violentare una donna di 25 anni in pieno centro a Mainz.

7 luglio. Due uomini con "la pelle scura" (dunkle Hautfarbe) hanno tentato di stuprare una donna a Friedrichshafen. Un migrante pakistano di 20 anni è stato arrestato per aver aggredito diverse donne a Kirchheim. E dopo l'interrogatorio è stato rilasciato.

8 luglio. Due migranti nordafricani adolescenti hanno tentato di violentare una donna nella stazione ferroviaria di Krefeld. Sono stati arrestati, interrogati e rilasciati.

9 luglio. Un migrante iracheno di 29 anni ha stuprato una donna in una discoteca a Kiel. Un migrante afgano di 16 anni ha molestato una 14enne durante un festival musicale a Reutlingen. Un migrante afgano di 28 anni ha abusato di una donna a un festival a Lütjenburg. Un migrante afgano ha molestato diverse donne a un festival a Wolfratshausen. Due migranti nordafricani hanno aggredito sessualmente due donne nella stazione ferroviaria centrale di Duisburg. Un uomo "dall'aspetto meridionale"(südländisches Aussehen) ha molestato una ragazzina di 14 anni alla stazione dei bus a Calw. Un uomo con "la pelle scura" (dunklere Hautfarbe) ha abusato di una 19enne a un festival all'aperto a Poing. Un uomo "dall'aspetto meridionale"(südländisches Aussehen) ha mostrato i genitali a un ragazzo di 16 anni a Xanten. Tre uomini con la "pelle scura" (dunklem Teint) hanno aggredito una donna di 40 anni a Böblingen.

10 luglio. Un richiedente asilo pakistano di 19 anni ha tentato di violentare una 16enne in una piscina pubblica a Mörfelden-Walldorf. È stato arrestato e rilasciato. Un migrante di 17 anni ha molestato una ragazzina di 11 anni in una piscina pubblica di Hamm. Un uomo "meridionale" o "africano" (südländisch, afrikanisch) ha abusato di una donna di 24 anni in una piscina pubblica di Babenhausen. Un migrante afgano di 27 anni ha molestato una 13enne in una piscina pubblica di Rinteln. Due ragazzi tra i 16 e i 21 anni hanno molestato una ragazzina di 13 anni in una piscina pubblica di Stuttgart-Vaihingen. Un uomo con la "pelle scura"(dunklen Teint) ha aggredito una donna di 37 anni in una piscina pubblica di Dachau.

10 luglio. Due migranti iraniani hanno molestato tre donne in pieno centro a Monaco. Un richiedente asilo siriano ha mostrato i genitali a una donna di 48 anni a Schweinfurt. Un gruppo di migranti nordafricani hanno molestato diverse donne nel centro di Flensburg. Quando un passante è intervenuto per aiutare le donne, i migranti hanno usato un'arma elettrica stordente per bloccarlo. Due "stranieri" hanno aggredito sessualmente alcune donne nel centro di Chemnitz. L'aggressione ha provocato una rissa di strada tra stranieri e tedeschi, con alcuni feriti. La polizia ha arrestato un migrante libico di 19 anni per aver aggredito una delle donne. Dopo l'interrogatorio l'uomo è stato rilasciato. A Heidelberg, un taxista turco ha tentato di stuprare una passeggera di 26 anni ubriaca. A Hammelburg, un uomo, "presumibilmente di origine straniera" (vermutlich ausländischer Herkunft), ha palpeggiato una giovane ragazza.

11 luglio. Un "nero africano" (Schwarzafrikaner) ha violentato una donna di 21 anni che faceva jogging in un parco pubblico a Chemnitz. Un uomo "dall'aspetto meridionale" (südländischen Teint) ha tentato di stuprare una donna a Falkensee. Un uomo "dall'aspetto meridionale" (südländischen Teint) ha mostrato i genitali a una donna di 52 anni su una pista ciclabile a Kleinmachnow. Un uomo con "la pelle scura" (dunkelhäutig) ha palpeggiato una donna di 78 anni a Kempten.

12 luglio. Un migrante afgano di 16 anni ha molestato due donne su una pista ciclabile a Kelheim. Un "tipo meridionale" (Südländischer Typ) ha mostrato i genitali a una donna di 56 anni a Stolberg. Un migrante tunisino di 23 anni e uno kazako di 30 anni hanno aggredito diverse donne a Olsberg. Un uomo "dall'aspetto meridionale (südländisches Aussehen) ha tentato di stuprare una donna a Gottinga.

13 luglio. Un uomo di 35 anni con un "fenotipo meridionale" (südländischen Phänotyps) ha tentato di violentare una donna di 43 anni a Mücheln. La vittima è riuscita a sfuggire al suo aggressore dopo avergli spruzzato in faccia uno spray urticante. Un uomo "dall'aspetto meridionale" (südländisches Aussehen) ha palpeggiato una 15enne a Meschede. Un uomo con "la pelle scura" ha mostrato i genitali a una bambina di 9 anni a Stoccarda. La piccola stava attraversando la strada quando l'uomo, alla guida di un'auto, le ha chiesto indicazioni. Quando la bimba si è avvicinata al veicolo, ha notato che l'uomo non indossava i pantaloni e si toccava le parti intime. Uno "straniero" (Ausländer) ha molestato una donna a una fermata dell'autobus a Marburg.

14 luglio. Un migrante tunisino di 36 anni è stato accusato di aver stuprato una donna di 61 anni a Freiberg. La polizia ritiene che l'uomo sia responsabile di almeno altre tre aggressioni sessuali avvenute nelle città. Un migrante di 27 anni ha molestato una donna di 37 anni durante un festival musicale a Wolfhagen. Allo stesso festival, un migrante algerino di 25 anni ha abusato di una donna di 34 anni e un migrante di 19 anni ha molestato diverse donne. Un uomo con "la pelle scura" (dunkelhäutig) ha aggredito due 18enni a Friedrichsdorf. Un migrante minorenne non accompagnato di 17 anni (unbegleitete minderjährige Flüchtlinge) ha aggredito diverse ragazze di età compresa tra i 13 e i 15 anni in una stazione ferroviaria a Bensheim.

15 luglio. Almeno 24 donne sono state aggredite sessualmente durante un festival musicale a Brema. Le aggressioni erano simili agli attacchi taharrush avvenuti a Capodanno, a Colonia. La polizia ha trovato solo cinque perpetratori, tutti migranti afgani. Harald Lührs, a capo della squadra che si occupa di crimini sessuali a Brema, ha detto: "Non avevamo mai assistito a massicce aggressioni del genere a Brema. Gruppi di uomini circondano le donne per palpeggiarle, un fenomeno di questa intensità non si era mai verificato qui. È un nuovo problema che la polizia deve affrontare".

15 luglio. Un richiedente asilo pakistano di 22 anni ha abusato di una ragazza di 19 anni a Meppen. A Ludwigsburg, un migrante ha molestato una ragazza di 17 anni sui mezzi pubblici. Un migrante siriano di 36 anni ha palpeggiato due donne in un supermercato a Rottenburg. Un uomo con "la pelle scura" (dunkler Haut) ha aggreditoo una donna di 28 anni a Würzburg. Un migrante ha molestato quattro bambine tra i dieci e gli undici anni su un treno nella Foresta Nera.

16 luglio. Cinque donne hanno subito aggressioni sessuali durante un festival all'aperto a Sinsheim. Un "nero africano" ha stuprato una 21enne a un festival ad Aschheim. Due nordafricani hanno tentato di violentare due ragazze di 18 anni alla stazione ferroviaria centrale di Treviri. Un migrante afgano di 25 anni ha molestato una donna di 30 anni a Übersee. Un migrante afgano di 17 anni ha abusato di una 21enne a Meppen. La polizia dice che il giovane è l'autore di altre quattro aggressioni sessuali ai danni di donne di Meppen avvenute nelle ultime settimane. Un uomo con "la pelle scura" (dunkle Hautfarbe) ha mostrato i genitali a una donna di 37 anni a Paderborn. Un gruppo di "stranieri" ha aggredito sessualmente una donna di 27 anni a Jena. Un migrante afgano di 36 anni ha assalito una ragazza a Eichstätt.

17 luglio. Due uomini "dall'aspetto arabo" hanno molestato una donna di 20 anni davanti alla Basilica di Costantino a Treviri. Un migrante iracheno di 25 anni ha palpeggiato una donna di 25 anni in una discoteca a Landau. Quando uno straniero è intervenuto per proteggere la donna, l'iracheno è andato su tutte le furie e la poverina si è ritrovata con il naso rotto. Un uomo con "la pelle scura" (dunkle Haut) ha tentato di stuprare una donna di 45 anni su una pista ciclabile a Rüsselsheim. Un migrante di 38 anni ha mostrato i genitali a due donne in un parcheggio a Würzburg. Tre migranti hanno palpeggiato una ragazza di 15 anni su un autobus a Rostock. Un migrante di 36 anni ha abusato di una donna di 34 anni durante un festival all'aperto a Wolfhagen.

18 luglio. Tre migranti hanno molestato una donna di 25 anni che si stava recando al lavoro in centro a Saarlouis. Un uomo con "la pelle scura" (dunkelhäutigen Mann) ha aggredito una ragazza di 15 anni a Grassau. Due uomini con "la pelle scura" (dunkelhäutigen Männern) hanno molestato due ragazzine di 14 e 15 anni, alla stazione ferroviaria centrale di Gießen. Un richiedente asilo siriano di 25 anni ha tentato di violentare una 16enne a Güsten. Un migrante afgano di 17 anni ha molestato una ragazzina di 13 anni in una piscina pubblica di Hamm. Due ragazzine di 13 e 16 anni sono state molestate da un migrante afgano di 18 anni in una piscina pubblica a Oberursel. Un migrante afgano di 18 anni ha aggredito due bambini di 10 e 12 anni in una piscine pubblica a Remagen. Un "tipo meridionale"(südländischer Typ) ha tentato di stuprare una ragazza di 16 anni a Delitzsch. Un "meridionale" (südländisch) ha aggredito una donna di 48 anni che portava a spasso il cane a Darmstadt.

19 luglio. Cinque migranti afgani ed eritrei hanno molestato due donne a un festival a Gerolzhofen. A Triptis, due richiedenti asilo di 17 anni hanno aggredito sessualmente due ragazzine di 11 e 13 anni. Un uomo con "la pelle scura" (dunkler Hauttyp) ha mostrato i genitali a una ragazza di 17 anni a Weinheim. La polizia ha pubblicato la foto identikit di "una persona siriana o libanese" che ha molestato una donna nel centro di Dortmund. Tre migranti hanno aggredito tre donne in centro a Oldenburg. Quando una delle donne ha chiesto ai migranti di lasciarle in pace, un algerino di 23 anni le ha dato un pugno in faccia. I tre uomini sono stati arrestati e poi rilasciati.

20 luglio. Un gruppo di uomini di "origine araba"(arabischstämmig) ha molestato cinque ragazzine di età compresa tra i 10 e i 14 anni, in una piscina pubblica di Kirchheim. Gli uomini, tutti tra i 20 e i 30 anni, hanno palpeggiato le giovani e le hanno strappato il pezzo superiore e inferiore dei loro costumi da bagno. Il sindaco Angelika Matt-Heidecker, che ha detto di essere "inorridita" dalle aggressioni, ha rivelato di aver concesso ai migranti i pass gratuiti permanenti di accesso alla piscina. I cittadini locali sono tenuti a pagare 90 euro (100 dollari) per l'acquisto di un lasciapassare per la piscina.

20 luglio. Un uomo con "la pelle scura" (dunkelhäutigen Mann) ha stuprato una donna di 49 anni a Oldenburg. Un uomo "presumibilmente di origine straniera" (mutmaßlich aus dem Ausland stammende Mann) ha tentato di aggredire una 17enne su un autobus a Bietigheim-Bissingen. La polizia dice che la ricerca dell'uomo è "infruttuosa". Tre migranti afgani hanno molestato una bambina di 12 anni in una piscina pubblica di Marklohe. Un gruppo di "neri africani" (Schwarzafrikaner) ha molestato diverse donne in una piscina pubblica di Lörrach.

20 luglio. Un richiedente asilo siriano di 31 anni è stato arrestato per aver aggredito sessualmente una 17enne a Regensburg. Quattro uomini "dall'aspetto meridionale" (südländischem Aussehen) hanno aggredito una donna a Varel. Un uomo "dall'aspetto pakistano" ha molestato una donna di 23 anni in un negozio di generi alimentari a Lüneburg. Un migrante iraniano di 34 anni ha molestato una donna di 20 anni nella metropolitana di Monaco. Un migrante sudanese di 44 anni ha abusato di tre minori di età compresa tra i 13 e i 17 anni in un centro giovanile di Aurich.

21 luglio. Un migrante arabo (arabischen Raum stammende Mann) ha molestato una bambina di 11 anni in una piscina pubblica di Hilchenbach. Due "stranieri con la pelle scura" (Ausländer mit dunkler Hautfarbe) hanno aggredito una 14enne a Wolgast. Un uomo "con la pelle scura" (dunkelhäutig) ha mostrato i genitali a una ragazza di 18 anni a Kempten. Un migrante iracheno di 26 anni si è denudato davanti a una donna di 64 anni nella stazione centrale di Dresda. Due uomini "dall'aspetto meridionale" (südländischen Aussehen) hanno molestato una ragazza di 18 anni su un treno a Bestwig. Quando il fidanzato della giovane è intervenuto, i migranti lo hanno aggredito. L'alterco si è trasformato in una scazzottata in cui sono andati in frantumi i finestrini del treno. Quando il treno si è fermato, i migranti si sono dileguati. Di loro, ancora nessuna traccia.

22 luglio. Un migrante afgano di 52 anni ha molestato una ragazzina di 12 anni in una piscina pubblica di Marklohe. Un richiedente asilo di 40 anni è stato arrestato per aver violentato una ragazza in una piscina pubblica a Grenzach-Wyhlen. Un migrante nordafricano di 23 anni ha stuprato una donna di 26 anni Mannheim. La vittima è rimasta gravemente ferita durante l'aggressione. L'uomo è stato accusato di tentato omicidio.

23 luglio. Un migrante che non è stato identificato ha violentato una 15enne nella stazione ferroviaria centrale di Krefeld. Mentre si trovava su un treno proveniente da Duisburg, la ragazza aveva notato un gruppo di sei migranti che la stavano fissando. Una volta scesa dal treno, la giovane è entrata in un bagno pubblico. All'uscita, uno dei migranti l'ha afferrata e l'ha stuprata mentre gli altri stavano a guardare. Un passeggero è intervenuto per salvare la ragazza. Gli autori dello stupro sono fuggiti.

23 luglio. Un migrante nigeriano di 18 anni ha stuprato una donna di 28 anni a Kassel. Un uomo con "la carnagione scura" (dunkler Teint) ha molestato una ragazza di 19 anni Recklinghausen. Un uomo "con la pelle scura" (dunkelhäutigen Mann) ha aggredito una donna a Braunschweig. Un gruppo di "meridionali" ha molestato almeno quattro donne durante un festival a Meschede.

23 luglio. Un gruppo di migranti ha abbordato una donna di 40 anni davanti al municipio di Kerpen. Mentre lei cercava di scappare, i migranti l'hanno inseguita gridandole: "Ti scoperemo, signora". Dopo che la donna ha scritto quanto accadutole su Facebook, qualcuno si è appostato nella zona adiacente il municipio e ha scoperto che molte donne che passavano di là sono state abbordate. Si è scoperto che gruppi di giovani migranti si riunivano davanti al municipio perché potevano navigare su Internet gratuitamente sfruttando la connessione Wi-Fi. I funzionari comunali hanno detto che installeranno un libero accesso a Internet in un centro di accoglienza profughi lì vicino nella speranza che i migranti non si raduneranno più davanti al municipio.

24 luglio. Un migrante eritreo di 40 anni ha stuprato una donna di 79 anni in un cimitero di Ibbenbüren. La donna, che vive in una casa di riposo, si era recata al camposanto per visitare la tomba della sorella defunta alle 6 del mattino, ora in cui è stata commessa la violenza. Il migrante, che vive in Germania come rifugiato dal 2013, è stato arrestato sulla scena del crimine.

24 luglio. Un gruppo di 5-7 migranti albanesi ha aggredito due adolescenti sulla spiaggia di Travemünde. Gli uomini hanno circondato le ragazzine, di 15 e 16 anni, per separarle dal resto dei loro amici. Uno degli uomini ha poi trascinato la 16enne in acqua e ha cercato di toglierle il pezzo inferiore del bikini. Il branco è riuscito a eludere la polizia.

24 luglio. Cinque "neri africani" (Schwarzafrika stammenden Männern) hanno molestato una ragazza di 18 anni durante un festival a Loßburg. Un "nero africano" (Schwarzafrikaner) ha aggredito una donna alla stazione ferroviaria di Maulburg. Due uomini con "la pella scura" (dunkler Hautfarbe) hanno molestato almeno tre donne durante un festival a Balve.

24 luglio. Un migrante afgano di 23 anni ha cercato di violentare una ragazza di 16 anni in una piscina pubblica di Schwetzingen. L'uomo ha negato l'aggressione e la polizia lo ha lasciato andare. Un migrante di 24 anni ha palpeggiato una donna in una bar di Mainz. L'uomo è stato arrestato dopo che aveva iniziato a lanciare delle bottiglie contro le auto parcheggiate all'esterno del locale. A Mönchengladbach-Wickrath, un uomo con "la pelle scura" (dunkelhäutig) si è denudato davanti a una donna di 22 anni. E anche a Erlenbach, un uomo "con la pelle scura" (dunkelhäutigen Mann) ha mostrato i genitali a due donne in una strada del centro.

25 luglio. La polizia ha diffuso un identikit di un "meridionale" che ha tentato di stuprare una donna a Schwarzenbek. Cinque uomini "dall'aspetto meridionale" (südländischem Erscheinungsbild) si sono denudati davanti a donne e bambini sulla riva di un lago a Potsdam.

26 luglio. Un 13enne siriano e un 15enne iracheno hanno palpeggiato una ragazza di 19 anni in un parco acquatico di Wismar. Due migranti eritrei hanno molestato una donna di 45 anni nel centro di Gera.

27 luglio. Quattro ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni hanno abusato di una bambina di 12 anni a Königsbach-Stein. I quattro, che sono tutti figli di richiedenti asilo siriani e iracheni, hanno bloccato contro il muro la ragazzina e l'hanno costretta a compiere atti sessuali su di loro. Secondo la polizia, i ragazzi sono troppo giovani per essere ritenuti penalmente responsabili del loro comportamento. Pertanto, gli assistenti sociali hanno ricevuto istruzioni di aiutare i giovani a "capire l'illiceità delle loro azioni" mediante "discussioni serrate sui valori e la concezione locale dei ruoli di genere".

27 luglio. Un uomo che parlava "un tedesco stentato" (gebrochenes Deutsch) ha molestato una donna di 36 anni su un treno Intercity a Karlsruhe. Egli ha ripetutamente palpeggiato la donna e le ha chiesto di compiere atti sessuali su di lui. Dopo che il treno era arrivato a Karlsruhe, la donna ha chiamato la polizia, ma l'aggressore è fuggito prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.

27 luglio. Un migrante di 19 anni ha tentato di stuprare una volontaria di 24 anni in un centro profughi a Röhrmoos. Un uomo "con la pelle scura" (dunklen Teint) ha abusato di una donna di 24 anni a Erfurt. La polizia ha diffuso un identikit di "un uomo dall'aspetto meridionale" (südländischen Aussehens) che mostrava i genitali alle donne sui mezzi pubblici a Colonia.

28 luglio. Un gruppo di quattro migranti marocchini molestava le passanti nella stazione ferroviaria centrale di Düsseldorf. La polizia è intervenuta e i migranti hanno aggredito gli agenti. I migranti hanno tutti una fedina penale piuttosto lunga. Uno di loro sul quale pendeva un ordine di espulsione è stato arrestato. Gli altri tre hanno chiesto alla polizia di rilasciare il loro connazionale. "Venite fuori! Vi schiacceremo! Vi squarteremo!".

29 luglio. Un migrante nordafricano di 29 anni è stato accusato di tentato stupro e omicidio di una donna di 26 anni a Mannheim. Un migrante di 40 anni (ausländischer Mann) ha aggredito due donne a Cloppenburg. Un migrante iracheno di 27 anni ha palpeggiato una 17enne all'Alexanderplatz, a Berlino.

30 luglio. Sei migranti siriani hanno drogato i drink di due donne durante un festival musicale a Heide. Le vittime si sono sentite male, hanno avvertito capogiri e sono state trasportate in un ospedale locale. I migranti sono fuggiti prima dell'arrivo della polizia. Un "richiedente asilo" di 18 anni proveniente dal Marocco ha molestato una donna di 22 anni ad Amburgo. È stato arrestato e poi rilasciato. Anche se il marocchino si è visto respingere la richiesta di asilo, non è stato però espulso. Piuttosto, è diventato un criminale incallito, con una lunga fedina penale, colpevole di reati come aggressione e rapina a mano armata.

30 luglio. Un richiedente asilo di 40 anni ha molestato un bambino di 11 anni in un supermercato del villaggio di Ering. L'uomo è stato arrestato sul posto e poi rilasciato. Tre migranti iracheni sono stati arrestati per aver tentato di violentare diverse donne in una stazione ferroviaria di Berlino-Friedrichshain.

31 luglio. Quattro richiedenti asilo pakistani hanno stuprato una 17enne a Wetzlar. Gli uomini hanno fatto bere la ragazza fino a farla ubriacare e poi l'hanno violentata a turno. Cinque nordafricani hanno aggredito una donna di 26 anni a Rheine.



Germania, raddoppiano in un anno i reati sessuali commessi da migranti
Soeren Kern
10 luglio 2017
Pezzo in lingua originale inglese: Germany: Migrant Sex Crimes Double in One Year
Traduzioni di Angelita La Spada

https://it.gatestoneinstitute.org/10649 ... i-migranti


Due poliziotti tedeschi sono stati rimossi dalle loro funzioni dopo non essere riusciti adeguatamente a fornire aiuti di emergenza a una donna che era stata violentata da un migrante a Bonn.

La mancanza di attenzione da parte della polizia ha accresciuto la sensazione che le autorità tedesche non stanno prendendo sul serio una crisi degli stupri in cui migliaia di donne e bambini tedeschi sono vittime di aggressioni sessuali da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di due milioni di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese.

Alcuni dei circa due milioni di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente, ai quali la cancelliera Angela Merkel ha permesso di entrare in Germania, che sono arrivati nel paese attraversando il confine austriaco, il 28 ottobre 2015, nei pressi di Wegscheid, in Baviera. (Foto di Johannes Simon/Getty Images)

L'episodio si è verificato poco dopo la mezzanotte del 2 aprile, quando una ragazza di 23 anni è stata violentata in un campeggio all'interno della riserva naturale di Siegaue. Quando il fidanzato 26enne della giovane, in preda al panico, chiama il numero di emergenza della polizia per chiedere aiuto, parla con una poliziotta dicendo: "Un uomo nero sta stuprando la mia ragazza. Ha un machete". E la poliziotta gli risponde: "Mi sta prendendo in giro?" ("Sie wollen mich nicht verarschen, oder?"). E il giovane replica: "No, no". Ma l'agente non gli crede e dopo alcuni istanti di silenzio promette di mandare sul posto una pattuglia, aggiungendo: "grazie e arrivederci" per poi mettere giù rapidamente il telefono.

Pochi minuti dopo, il ragazzo richiama il numero di emergenza e parla con un altro agente dicendo: "Salve, poco fa ho parlato con la sua collega". E il poliziotto: "Di che si tratta?" Il ragazzo replica: "La mia ragazza è stata violentata". E l'agente: "È accaduto qui Sieague, giusto?" Il giovane risponde: "Esattamente". Allora il poliziotto lo esorta a telefonare alla stazione di polizia di Siegburg, una città a nord di Bonn. E prima di riagganciare aggiunge: "Possono coordinare debitamente quanto accaduto".

La pattuglia è arrivata sul posto circa venti minuti dopo. Frank Piontek, portavoce del dipartimento di polizia di Bonn, dapprincipio ha difeso la condotta degli agenti dicendo: "Anche se la polizia avesse gestito la segnalazione in modo diverso, nulla avrebbe potuto essere fatto per fermare lo stupro". Ma di fronte all'ondata di indignazione pubblica, il dipartimento di polizia di Bonn ha annunciato il 31 maggio – due mesi dopo la violenza – che ai due poliziotti coinvolti nel caso non sarebbe stato "mai più" permesso di essere in servizio presso la sala operativa per le emergenze.

Intanto, sei giorni dopo lo stupro, la polizia ha arrestato un sospetto, un 31enne ghanese in cerca di asilo di nome Eric Kwame Andam X., risultato positivo al test del Dna. L'uomo era ben noto alla polizia di Bonn perché era già stato arrestato cinque volte per una serie di reati, senza mai essere processato e sempre rimesso in libertà. In seguito è emerso che nel 2016 era fuggito dal Ghana dopo aver ucciso il cognato.

Una volta lasciato il paese, Eric X., il cui padre defunto era uno dei più importanti produttori di cacao del Ghana, ha raggiunto la Libia. Da lì ha attraversato il Mar Mediterraneo ed è arrivato in Italia, dove ha chiesto asilo e ha vissuto nove mesi in un centro di accoglienza per migranti.

All'inizio del 2017, l'uomo è salito su un treno a Roma e il 10 febbraio è giunto in Germania, dove ha chiesto asilo. Un mese dopo, i funzionari tedeschi hanno respinto la sua richiesta di asilo. Eric X. avrebbe dovuto essere espulso il 17 marzo – due settimane prima della violenza a Bonn – ma un avvocato esperto in immigrazione ha fatto istanza a suo nome per appellarsi alla decisione in materia di asilo, anche se la legislazione dell'Unione Europea prevede chiaramente che Eric X. potesse fare richiesta di asilo in un solo paese dell'UE, nel suo caso in Italia [perché è stato il primo paese membro dell'UE in cui è arrivato]. I giudici locali non sono stati in grado di decidere tempestivamente in merito al ricorso, a causa di un sovraccarico di casi analoghi.

Il caso di Erc X. e della sua vittima 23enne rivela ancora un volta il fallimento sistematico delle autorità tedesche a far rispettare la legge e garantire la sicurezza pubblica. Un fallimento nei controlli dei migranti in arrivo. Un fallimento a perseguire e incarcerare i criminali. Un fallimento a espellere i richiedenti asilo allo sbando e un fallimento da parte della polizia a prendere sul serio la crisi delle violenze sessuali commesse da migranti che sta travolgendo la Germania.

Un rapporto annuale sulla "Criminalità nell'ambito della migrazione" (Kriminalität im Kontext von Zuwanderung) – pubblicato dall'Ufficio federale della polizia criminale (Bundeskriminalamt, BKA) il 27 aprile – ha registrato un aumento di quasi il 500 per cento dei reati a sfondo sessuale commessi da immigrati (aggressioni sessuali, stupri e abusi sessuali sui minori) nel corso degli ultimi quattro anni.

Nel report si legge che nel 2016 i migranti (Zuwanderer in tedesco, ossia richiedenti asilo, profughi e immigrati irregolari) hanno commesso 3.404 reati a sfondo sessuale – circa nove al giorno. Questo dato indica un aumento del 102 per cento rispetto al 2015: 1.683 reati sessuali – circa cinque al giorno. Nel 2014 e nel 2013, sono stati compiuti rispettivamente 949 – circa tre al giorno – e 599 – circa due al giorno – crimini a sfondo sessuale

Secondo il rapporto, nel 2016, la maggior parte degli autori di questo genere di reati provenivano dalla Siria (aumentati del 318,7 per cento rispetto al 2015); dall'Afghanistan (aumentati del 259,3 per cento); dall'Iraq (aumentati del 222,7 per cento); dal Pakistan (aumentati del 70,3 per cento); dall'Iran (aumentati del 329,7 per cento); dall'Algeria (aumentati del 100 per cento) e dal Marocco (aumentati del 115,7 per cento).

Il problema dei reati sessuali perpetrati da migranti in Germania è aggravato dal sistema giudiziario indulgente del paese, un sistema in cui i criminali ricevono condanne relativamente miti, anche per reati gravi. In molti casi, gli individui che sono arrestati per reati a sfondo sessuale vengono rilasciati dopo essere stati interrogati dalla polizia. Questa pratica consente ai sospetti criminali di continuare a delinquere rimanendo di fatto impuniti.

Ad Amburgo, ad esempio, un richiedente asilo afgano di 29 anni ha abusato di una ragazzina di 15 anni mentre dormiva in una stanza di un ospedale della città. L'afgano era stato ricoverato al pronto soccorso per avanzato stato di ebbrezza alcolica. Lasciato senza sorveglianza, l'uomo dapprima è entrato nella stanza dove c'era una donna di 29 anni che lo ha convinto a lasciarla in pace. Poi, l'afgano si è introdotto nella stanza della 15enne e ha compiuto atti sessuali su di lei. L'uomo è stato arrestato e rilasciato. La polizia ha detto che non sussistevano motivi sufficienti per denunciarlo.

Sempre ad Amburgo l'8 giugno un tribunale ha stabilito che Ali D., un immigrato 29enne iracheno che ha violentato una ragazzina di 13 anni nella stazione della metropolitana di Jungfernstieg, non può essere ritenuto colpevole dell'accusa di violenza sessuale su minore (Sexueller Missbrauch von Kindern) perché non poteva sapere che la vittima avesse meno di 14 anni. Secondo la legge tedesca, gli under 14 vengono considerati dei bambini. Essendo caduta l'accusa di abuso sessuale su minore, Ali D. è accusato soltanto di stupro, che in questo caso comporta una condanna fino a quattro anni di carcere. La corte si è dimostrata clemente perché Ali D. – che è fuggito in Ungheria dopo lo stupro per poi essere estradato in Germania il 2 marzo – ha confessato di aver violentato la ragazzina. Il tribunale ha inoltre detto che Ali D. aveva una "responsabilità ridotta" (verminderte Schuldfähigkeit) perché aveva commesso la violenza da ubriaco.

Lo stesso tribunale aveva già condannato con la condizionale un gruppo di adolescenti serbi che avevano stuprato una ragazzina di 14 anni e l'avevano lasciata mezza morta all'addiaccio con temperature sottozero. All'epoca, il giudice disse che sebbene "la pena potesse sembrare leggera all'opinione pubblica", i ragazzi avevano tutti confessato, apparivano pentiti e non rappresentavano un pericolo per la società.

La sentenza, che di fatto ha permesso di lasciare a piede libero gli stupratori, ha generato un raro momento di indignazione pubblica riguardo al problema dei crimini sessuali commessi da migranti in Germania. Una petizione online che ha chiesto che i ragazzi scontassero la pena in carcere ha raccolto più di 100 mila firme e i pubblici ministeri hanno detto che avrebbero impugnato la sentenza. La Corte d'Appello non ha ancora deciso però di riesaminare il caso.

A Berlino, un tribunale ha assolto un 23enne turco accusato di stupro perché la sua vittima non è riuscita a dimostrare di non essere consenziente. La corte ha ascoltato la deposizione della donna che ha raccontato come l'uomo le avesse spinto la testa tra le sbarre di acciaio della testata del letto, violentandola ripetutamente per più di quattro ore. La vittima ha detto di aver implorato l'uomo di fermarsi, di aver opposto resistenza e di avergli graffiato la schiena, finché estenuata ha ceduto. A quel punto, il giudice le ha chiesto: "Potrebbe darsi che in quel momento l'imputato abbia pensato che lei fosse d'accordo?" La corte ha detto che era impossibile accertare se si fosse trattato di uno stupro o semplicemente di "sesso selvaggio", secondo la cultura turca.

Nella vicina Austria, la Corte Suprema ha ridotto la pena da sette a quattro anni ad un certo Amir A., un 21enne iracheno accusato di aver stuprato un ragazzino di 10 anni in una piscina pubblica a Vienna. Durante il processo, Amir A. ha confessato di aver violentato il piccolo. Ha detto di essere "in emergenza sessuale" perché non faceva sesso da quattro mesi. Il suo difensore ha convinto la Corte Suprema che la condanna a sette anni era "drastica" ed "eccessiva". Considerando la buona condotta, Amir A. sarà presto libero.

Nel frattempo, se i sondaggi di opinione sono indicativi, la cancelliera Merkel non dovrebbe preoccuparsi di pagare il prezzo politico per il ruolo da lei avuto nella crisi migratoria. Infatti, la Merkel continua ad essere popolare come prima che scoppiasse la crisi nell'agosto 2015.

Da quanto è emerso da un sondaggio ARD-Deutschlandtrend pubblicato l'8 giugno, il 64 per cento dei tedeschi è "soddisfatto" o "molto soddisfatto" della Merkel. Se il cancelliere tedesco fosse eletto direttamente dal corpo elettorale, il 53 per cento (il 4 per cento in più rispetto al mese precedente) degli elettori voterebbe la Merkel e il 29 per cento (il 7 per cento in meno rispetto al mese precedente) opterebbe per lo sfidante socialdemocratico Martin Schulz.

Nel settembre 2016, un sondaggio ARD-Deutschlandtrend mostrava che il tasso di popolarità della Merkel era crollato al 45 per cento, il più basso dal 2011, ed era in calo rispetto al 67 per cento del 2015. All'epoca, più della metà degli intervistati (51 per cento) ha detto che "non sarebbe stata un'ottima cosa" che la Merkel corresse per un quarto mandato alle elezioni del 2017.

I sondaggi evidenziano due fattori a favore della Merkel: la mancanza di un rivale politico forte abbastanza per sfidarla e il fatto che gli elettori potrebbero pensare che sia la meno peggio dei candidati in lizza per la guida del paese.

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:12 am

Lo stupro Maometto e i maomettani o islamici o mussulmani


Lo scandalo è non condannare lo stupro islamico dell'Europa
Il Giornale, 19 febbraio 2016
https://www.magdicristianoallam.it/edit ... uropa.html

Ma dove erano i benpensanti, i relativisti, i fifo-islamici, i pacifinti, gli arcobalenisti, le vetero-femministe quando la notte di Capodanno un esercito di stupratori islamici ha sferrato una vera e propria azione di guerra sessuale violentando e molestando migliaia di donne europee in sette città della Germania, in Svezia, Austria e Svizzera? È indubbio che è stato perpetrato lo “stupro islamico dell'Europa”, come l'ha correttamente definito nella sua copertina il settimanale polacco "wSIECI", mostrando una donna bianca avvolta nella bandiera dell'Unione Europea che urla mentre viene assalita da mani scure. Altro che propaganda nazista o fascista...

Ma hanno letto ciò che la Polizia di Colonia ha trascritto nei verbali: a tutte le donne “hanno cercato di infilare dita nella vagina, sono stati palpati seni e sedere, hanno rubato soldi, carte di credito, documenti e cellulare”. Lo sanno che sono migliaia le donne che hanno sporto denuncia a Colonia, Amburgo, Duesseldorf, Francoforte, Berlino, Bielefeld?

Ma sono consapevoli che si è trattato di un'aggressione sessuale di massa, secondo la stessa testimonianza del ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizière: "È una nuova dimensione del crimine. È chiaro che tutto è stato preordinato e organizzato"?

Eppure, a dispetto di queste certezze, i governi europei hanno avuto paura, hanno ignorato e mistificato la realtà, per “non alimentare il razzismo nei confronti degli immigrati e dei musulmani”. In Europa non c'è stata una mobilitazione contro la violenza sessuale di massa e a difesa delle donne, ma una mobilitazione per relativizzare, sdrammatizzare e ridimensionare la violenza sessuale di massa e per scagionare gli immigrati e gli islamici.
Com'è possibile che non sia stato sanzionato il sedicente imam di Colonia Sami Abu-Yusuf, che ha legittimato lo stupro collettivo delle donne: “Uno dei motivi per cui gli uomini musulmani violentano o infastidiscono le donne è per come vanno vestite. Quando se ne vanno in giro mezze nude e profumate, accadono certe cose. E' come buttare olio sul fuoco”?

Federica Mogherini, esponente del Pd elevata alla carica tanto altisonante quanto inutile di Alto Rappresentante per la Politica Estera e della Sicurezza dell'Unione Europea, il 13 gennaio ha detto che non possiamo condannare l'islam per l'aggressione sessuale di massa verificatasi nella notte di Capodanno perché le donne sono vittime di violenze anche da parte degli europei non musulmani. Il sindaco di Colonia, Henriette Reker, è arrivata al punto da richiedere alle donne di non assumere comportamenti equivoci che “possano essere fraintesi da persone di altre culture”.

È ora che si sappia che la violenza degli islamici contro le donne è legittimata dall'islam che le concepisce come antropologicamente inferiore. Maometto le definì “manchevoli nell'intelletto”. Nel Corano Allah prescrive: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre”. (4, 34) “(...) Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono a loro superiori”. (2, 228)

La violenza sessuale di massa contro le donne è un nuovo fronte della guerra scatenata dal terrorismo islamico globalizzato. Per l'ennesima volta quest'Europa ha dimostrato di odiare se stessa. Peggio ancora: è un'Europa che ha a tal punto paura del proprio carnefice, da scegliere di far prevalere la violenza islamica che anticipa l'esecuzione della nostra condanna a morte, rispetto alla legittima e doverosa difesa del nostro inalienabile diritto alla vita, alla dignità e alla libertà. Quest'Europa è sin d'ora morta dentro, un corpo senz'anima. Dobbiamo liberarcene al più presto. Prima che ci sarà vietato anche scrivere questa denuncia.



Le regole dell'Islam sullo stupro: se non hai quattro testimoni maschi ti lapidano per adulterio
Siamo in guerra, ma non si può dire | Con la spada e la ragione

http://www.qelsi.it/2016/le-regole-dell ... -adulterio

Colonia, Amburgo, pure Zurigo. Nella notte di capodanno in queste città si sono consumate molestie, violenze e addirittura alcuni stupri. La vicenda ha diviso e non poco l’opinione pubblica, con una esigua minoranza che sta “giustificando” le violenze o comunque invitando a non generalizzare contro gli immigrati di fede musulmana. Ma come si pone l’Islam riguardo lo stupro? Ce lo racconta molto bene questo articolo postato sul blog di Luisa Betti.

Sempre secondo il Corano, una donna per poter provare a un giudice di essere stata violentata ha bisogno di quattro testimoni. Perciò, sebbene la pena imposta dalla sharia per lo stupro è la pena capitale, la consuetudine di dover dimostrare la violenza attraverso la testimonianza di 4 maschi, impedisce alle donne di avere giustizia in quanto, il più delle volte, l’accusa di stupro – in cui è difficilissimo portare davanti al giudice 4 testimoni – diventa un’accusa di adulterio o di pratiche sessuali fuori dal matrimonio per la donna che viene così arrestata. Solo in Pakistan, per esempio, quasi il 75% delle donne è in prigione per aver denunciato uno stupro.

In generale la violenza contro le donne per l’Islam è grave in quanto lede la «proprietà» dell’uomo – che in molti casi non «riprende indietro» la donna ormai disonorata – ma non è considerata assolutamente come un crimine se, per esempio, si svolge dentro le mura domestiche: la Sura An-Nisâ’ (IV, 34) recita: «Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse». Per il Corano è quindi lecito che l’uomo picchi la moglie non ubbidiente, come una forma di disciplina quando la persuasione «benevola» fallisce, perché il potere che è dato a un marito nei confronti della donna, in alcuni paesi musulmani, non è travalicabile né dai genitori né dalla polizia.

Hirsi Ali, la scrittrice somala che ha vissuto in Olanda eletta in parlamento nel 2003 e scappata negli Usa nel 2006 dopo l’omicidio del regista Theo van Gogh ucciso dai fondamentalisti islamici per l’uscita del film Submission – di cui lei ha scritto la sceneggiatura – dichiara esplicitamente come «l’Islam sia imbevuto di violenza e la incoraggi». Per Hirsi Ali – che ha scritto « Non sottomessa », « Infedele », « Se Dio non vuole» e «Nomade » – l’Islam non è compatibile con con i diritti delle donne in quanto «per modernizzare l’Islam e adattarlo agli ideali contemporanei, è necessario porsi in atteggiamento critico nei confronti del Corano e dei precetti in esso contenuti: in una parola, è necessario dialogare con Dio e dissentire dalle sue leggi». Cioè è necessario porsi in maniera laica, come l’Occidente ha fatto nei confronti della Chiesa cattolica, cercando di escludere quest’ultima dagli affari politici e sociali.

«In Afghanistan le donne manifestano contro pratiche previste dalla legge islamica – spiega la scrittrice – ma le organizzazioni femministe occidentali non sono per niente critiche dell’Islam. Ascoltano la minoranza di uomini che usano l’Islam come strumento per sottomettere le donne». Sottoposta a infibulazione a 5 anni, e fuggita a 22 da un matrimonio combinato, Hirsi Ali cominciò a vivere la sua vita solo dopo essersi liberata dalla famiglia e dai fardelli religiosi che le imponevano un’esistenza che lei non desiderava: attualmente lavora a Washington presso l’American Enterprise Institute, e si occupa di diritti della donna islamiche e della violenza di genere per ragioni culturali o religiose.




Iran: impiccata Reyhaneh, condannata per aver ucciso l'uomo che voleva stuprarla

La donna, 26 anni, è stata impiccata nel carcere di Teheran in cui era rinchiusa. La famiglia della vittima per perdonarla pretendeva che la giovane smentisse di aver subito un tentativo di violenza. Lei si è sempre rifiutata di farlo. Vani i tanti appelli internazionali, tra i quali quelli del Papa e di tantissimi intellettuali. Mogherini: ''Reyhaneh vittima due volte''

http://www.repubblica.it/solidarieta/di ... h-98966703

ROMA - L'Iran ha giustiziato Reyhaneh Jabbari, la ragazza condannata a morte nel 2009 per aver ucciso il suo stupratore, un ex agente dei servizi segreti iracheni. Nonostante gli appelli internazionali rivolti alle autorità, Jabbari, che aveva 26 anni, è stata impiccata nella prigione di Teheran dove era rinchiusa. La notizia è stata data dalla madre della donna e dall'ufficio del procuratore. "Mia figlia con la febbre ha ballato sulla forca", ha detto la madre, Shole Pakravan.

Cinque anni nel braccio della morte. La giovane era da cinque anni nel braccio della morte e a suo favore c'erano stati numerosi appelli internazionali, tra cui quelli di Papa Francesco, di Amnesty International, del ministro degli Esteri Federica Mogherini e di tantissimi intellettuali iraniani. Ora la pagina Facebook della campagna per salvare la giovane arredatrice d'interni ha pubblicato la scritta "Riposa in pace".

Il rinvio e la speranza. L'esecuzione era stata fissata per il 30 settembre, quindi era stata rinviata. E questo aveva fatto sperare in un atto di clemenza. Ieri le speranze erano state soffocate dalla notizia che la madre della giovane aveva ricevuto il permesso di vedere la figlia per un'ora, un segnale che l'impiccagione era imminente.

Processo viziato. Il relatore dell'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu aveva denunciato che il processo del 2009 era stato viziato da molte irregolarità e non aveva tenuto conto del fatto che si era trattato di legittima difesa di fronte a un tentativo di stupro. Reyhaneh Jabbari era stata arrestata nel 2007, quando aveva 19 anni, per aver ucciso Morteza Abdolali Sarbandi, che l'avrebbe attirata nel suo appartamento con la scusa di offrirle un incarico e poi avrebbe tentato di abusare di lei. Il perdono della famiglia della vittima avrebbe salvato Reyhaneh dalla forca, ma il figlio dell'uomo ha chiesto che la donna negasse di aver subito un tentativo di stupro e lei si è sempre rifiutata di farlo. Secondo l'Onu dall'inizio dell'anno in Iran sono già state giustiziate 250 persone.

La condanna degli Usa. Gli Stati Uniti hanno condannato con forza l'esecuzione. Il Dipartimento di Stato americano ha espresso ''gravi preoccupazioni in merito alla giustezza del processo'' affrontato dalla donna e ''il contesto i cui si è maturata la vicenda''. E tra queste preoccupazioni le più forti riguardano ''notizie di confessioni estorte con durezza'', ha spiegato il portavoce, Jen Psaki.

Il ricordo di Renzi. "Continueremo la battaglia contro la pena di morte. Mi unisco al ricordo di Lorenza e alle volontarie che combattono contro la pena di morte". Così Matteo Renzi, aprendo la seconda giornata della Leopolda, ha condiviso il minuto di silenzio chiesto da Lorenza Bonaccorsi ai partecipanti alla kermesse fiorentina per ricordare Reyhaneh Jabbari.

Mogherini: "Reyhaneh vittima due volte". Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha espresso il suo dolore per la morte della giovane iraniana. "L'uccisione di Reyhaneh è un dolore profondissimo", ha detto Mogherini. "Avevamo sperato tutti che la mobilitazione internazionale potesse salvare la vita di una ragazza che invece è vittima due volte, prima del suo stupratore poi di un sistema che non ha ascoltato i tanti appelli - ha aggiunto -, a conferma che è proprio sulla difesa dei diritti fondamentali che il dialogo tra i Paesi resta più difficile. Eppure, la difesa dei diritti umani e l'abolizione della pena di morte sono battaglie fondamentali che l'Italia non rinuncerà mai a portare avanti in tutte le sedi".

Il cordoglio di Boldrini. "Esprimo profondo dolore e sconcerto per la decisione delle autorità giudiziarie iraniane di mandare a morte la giovane Reyhaneh, che ha pagato con l'impiccagione il
fatto di essersi difesa da un brutale tentativo di stupro. Questa decisione, incredibilmente, considera la violenza sessuale come un reato dal quale non sia legittimo difendersi con ogni possibile mezzo" è stao il commento della presidente della Camera Laura Boldrini.




Perché i giovani afghani in Austria aggrediscono donne più degli altri?
L'articolo "non divertente da scrivere" di una specialista
1 Settembre 2017
http://www.ilfoglio.it/esteri/2017/09/0 ... tri-150722
Cheryl Benard è una ricercatrice specializzata nelle politiche per aiutare l’islam moderato a prevalere sull’estremismo, ha scritto un libro che s’intitola “Islam civile e democratico” che è stato trovato nel covo di Osama bin Laden – come “manuale del nemico” – e ha lavorato a contatto con i rifugiati per la maggior parte della sua vita professionale, dal Pakistan allo Yemen, al Sudan, al Libano, il Nicaragua, la Bosnia e l’Iraq. A luglio ha scritto un lungo articolo per il...



È la Svezia la capitale occidentale degli stupri
Ingrid Carlqvist e Lars Hedegaard
14 febbraio 2015

https://it.gatestoneinstitute.org/5224/svezia-stupri

Nel 1975, il parlamento svedese decise all'unanimità di trasformare la Svezia – che un tempo era omogenea dal punto di vista etnico – in un paese multiculturale. Quarant'anni dopo le drammatiche conseguenze di questo esperimento emerge che i crimini violenti sono aumentati del 300 per cento.

Se però si guarda al numero degli stupri, l'aumento è ben peggiore. Nel 1975, furono segnalate alla polizia 421 violenze sessuali; nel 2014, 6620. Si tratta di un aumento del 1472 per cento.

La Svezia si colloca ora al secondo posto tra i paesi con il maggior numero di violenze sessuali al mondo. Secondo un'indagine del 2010, la Svezia, con 53,2 stupri ogni 100.000 abitanti, è superata solo dal piccolo stato del Lesotho, nell'Africa del Sud, che registra 91,6 abusi sessuali ogni 100.000 abitanti.

Il tasso di stupri ogni 100.000 abitanti, per paese, in base a una statistica del 2012 tratta da un rapporto pubblicato dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine. (Fonte dell'immagine: Wikimedia Commons)

Secondo i dati pubblicati dallo Swedish National Council for Crime Prevention (Brottsförebyggande rådet, noto come Brå) – un'agenzia che opera sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia – 29.000 donne svedesi, durante il 2011, hanno denunciato di essere state violentate (questo sembra indicare che alla polizia viene denunciato meno del 25 per cento degli stupri).


Strane spiegazioni

Anziché risolvere il problema della violenza e degli abusi sessuali, i politici svedesi, le autorità pubbliche e i media fanno del loro meglio per motivare i fatti. Ecco alcune delle loro giustificazioni:

Le svedesi sono più inclini a denunciare i reati.
La legge è stata modificata in modo tale che gli abusi sessuali siano ora classificati come stupri.
Gli uomini svedesi non riescono a gestire una maggiore uguaglianza tra i sessi e reagiscono con violenza contro le donne (forse è la scusa più fantasiosa).

Secondo un vecchio mito femminista, il luogo più pericoloso per una donna è la propria casa – dal momento che la maggior parte degli stupri è commesso da qualcuno che la donna conosce. Questa asserzione è stata smentita dal rapporto del Brå:

"Nel 58 per cento dei casi, le vittime non conoscevano affatto gli stupratori. Nel 29 per cento dei casi, l'autore della violenza era un conoscente e nel 13 per cento, era una persona vicina alla vittima".

Il Brå dichiara che non c'è molta differenza tra le svedesi e le donne di origini straniere quando si corre il rischio di essere violentate. Non a caso, il rapporto non accenna alle origini degli stupratori.


Senza precedenti

Tornando al 1975, l'anno in cui i politici decisero che la Svezia doveva diventare multiculturale, la popolazione svedese ammontava a 8.208.442 abitanti. Nel 2014, è aumentata, arrivando a quota 9.743.087 abitanti – con un incremento del 18,7 per cento. Questa crescita è interamente dovuta all'immigrazione, poiché le donne svedesi hanno in media 1,92 figli rispetto alla media di 2,24 delle donne immigrate. Occorre, però, tener presente che nelle statistiche gli immigrati di seconda generazione sono considerati svedesi.

La recente crescita della popolazione svedese è senza precedenti. Mai prima d'ora nella storia del paese, il numero degli abitanti è aumentato così in fretta. La Svezia è oggi il paese europeo in cui si riscontra la crescita più rapida.

Gli immigrati giunti in Svezia nel corso degli ultimi 10-15 anni provengono principalmente da paesi musulmani come l'Iraq, la Siria e la Somalia. L'esplosione delle violenze sessuali potrebbe essere dovuta a questo massiccio afflusso migratorio? È difficile dare una risposta precisa, perché la legge svedese vieta la registrazione in base alla religione e alle origini. Una possibile spiegazione è che, in media, chi proviene dal Medio Oriente ha una visione molto diversa delle donne e del sesso rispetto a quella degli scandinavi. E nonostante i tentativi dell'establishment svedese di convincere la popolazione che chiunque metta piede sul suolo svedese diventa esattamente identico a chi vive lì da decine di generazioni, i fatti mostrano una direzione del tutto differente.

L'ultima indagine statistica sulla criminalità legata all'immigrazione paragonata ai crimini commessi dagli svedesi risale al 2005. I risultati non sono mai stati menzionati. E non solo, chiunque osi fare riferimento a questi dati, ad esempio sui social media, è attaccato violentemente.


La denigrazione dei gruppi etnici

Michael Hess, un politico locale del Partito dei Democratici svedesi, ha incoraggiato i giornalisti a familiarizzare con la concezione della donna nell'Islam, in relazione ai numerosi stupri commessi a piazza Tahrir, al Cairo, durante la "Primavera araba". Hess ha scritto: "Quando, voi giornalisti capirete che nella cultura islamica è profondamente radicata l'idea di violentare e brutalizzare le donne che si rifiutano di osservare gli insegnamenti islamici. Esiste un forte legame tra gli stupri commessi in Svezia e il numero di immigrati provenienti dai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa".

A causa di questa osservazione Michael Hess è stato accusato di "denigrazione dei gruppi etnici" (hets mot folkgrupp), che in Svezia è considerata un reato. A maggio dello scorso anno, egli è stato condannato con pena sospesa e al pagamento di un'ammenda – la sospensione condizionale gli è stata concessa perché era senza precedenti penali. Ma Hess ha fatto ricorso in appello.

Michael Hess ha vissuto per molti anni nei paesi musulmani e conosce bene l'Islam e la sua concezione della donna. Durante il processo, egli ha fornito le prove di come la sharia – la legge islamica – consideri lo stupro e i dati statistici che mostrano come i musulmani siano ampiamente sovra-rappresentati tra gli autori delle violenze sessuali in Svezia. Tuttavia, il giudice ha deciso che i fatti fossero irrilevanti:

"La Corte (Tingsrätten) osserva che la questione se Michael Hess abbia o meno fatto una dichiarazione del genere non ha alcuna incidenza sul processo. Quanto asserito da Hess deve essere giudicato in base al tempo e al contesto. (...) Nel momento in cui è stato commesso il reato, Michael Hess non ha fatto alcun riferimento né alla ricerca né alle fonti islamiche. Egli ha cercato di trovare un sostegno nella ricerca e negli scritti religiosi solo in relazione alla sua accusa. La Corte rileva, dunque, che quanto asserito da Hess non faceva parte di una disamina ragionata (saklig) o attendibile (vederhäftig). Quanto detto da Michael Hess deve essere, pertanto, considerato come un'espressione di disprezzo per gli immigrati di fede islamica".

Dati statistici

Cosa si può dedurre dai dati statistici disponibili?

Nel presentare le prove alla corte, Michael Hess ha usato qualunque dato statistico esistente sui crimini commessi in Svezia dagli immigrati prima che le autorità statistiche smettessero di raccogliere e fornire i dati a riguardo. Hess ha cercato di trovare le risposte a due domande:

C'è una corrispondenza tra l'incidenza degli stupri e il numero di persone di origine straniere presenti in Svezia?
C'è una corrispondenza tra l'incidenza degli stupri e qualche specifico gruppo di immigrati presente in Svezia?

La risposta a entrambe le domande è stato un inequivocabile "sì". Ventuno rapporti di ricerca stilati dagli anni Sessanta fino ad oggi giungono a una conclusione unanime: che siano o meno calcolati in base al numero degli stupratori condannati o dei sospetti violentatori, gli uomini di origini straniere sono ben rappresentati molto più degli svedesi. E questa maggiore rappresentanza di persone di origini straniere continua ad aumentare:

Anni Sessanta-Settanta: 1,2-2,6 volte rispetto agli svedesi
Anni Ottanta: 2,1-4,7 volte rispetto agli svedesi
Anni Novanta: 2,1-8,1 volte rispetto agli svedesi
Anni Duemila: 2,1-19,5 volte rispetto agli svedesi

Pur tenendo conto di variabili come l'età, il sesso, il ceto e il luogo di residenza, persiste l'enorme discrepanza tra gli immigrati e gli svedesi.

I rapporti di ricerca sui crimini commessi in Svezia sono diventati una rarità, ma dei diciotto che sono stati stilati tra gli anni Novanta e Duemila, undici parlano di violenze sessuali. Due di questi rapporti si occupano del nesso esistente tra stupri e immigrazione ed entrambi confermano l'esistenza di questo nesso.

Questi dati sono a disposizione delle autorità, dei politici e della stampa, eppure essi insistono sul fatto che queste cifre non rispecchiano la realtà.


Una palese discrepanza

Come mai allora, nel 2008, la vicina Danimarca aveva solo 7,3 stupri ogni 100.000 abitanti, rispetto ai 53,2 della Svezia?

La legislazione danese non è molto diversa da quella della Svezia e non vi è alcuna ragione ovvia del perché le donne danesi dovrebbero essere meno inclini a denunciare le violenze sessuali rispetto alle donne svedesi.

Nel 2011, furono denunciati alla polizia svedese 6509 stupri – ma solo 392 in Danimarca. La popolazione danese è circa la metà di quella svedese, quindi, pur tenendo conto della dimensione demografica, la discrepanza è considerevole.

In Svezia, le autorità fanno quello che possono per nascondere le origini degli stupratori. In Danimarca, l'istituto nazionale di statistica, Statistics Denmark, ha rivelato che nel 2010 più della metà degli stupratori condannati erano di origine immigrata.


Gli stranieri sono sovra-rappresentati

Dal 2000, c'è stato un solo rapporto di ricerca sui crimini commessi dagli immigrati. È stato stilato nel 2006 da Ann Christine Hjelm della Karlastads University.

È emerso che nel 2002, l'85 per cento di coloro che sono stati condannati ad almeno due anni di carcere dalla Svea Hovrätt – la Corte di appello svedese – erano nati all'estero oppure erano immigrati di seconda generazione.

Un rapporto del 1996 dello Swedish National Council for Crime Prevention è giunto alla conclusione che gli immigrati provenienti dal Nord Africa (Algeria, Libia, Marocco e Tunisia) erano 23 volte più inclini a commettere violenze sessuali rispetto agli svedesi. I dati riguardanti gli iracheni, i bulgari e i rumeni erano rispettivamente 20, 18 e 18. Gli uomini del resto dell'Africa erano 16 volte più inclini a commettere stupri; mentre gli iraniani, i peruviani, gli ecuadoregni e i boliviani, lo erano 10 volte di più rispetto agli svedesi.
Stupri di gruppo

Nel corso degli ultimi decenni, in Svezia imperversa una nuova tendenza: gli stupri di gruppo – praticamente sconosciuti nella storia criminale svedese. Il loro numero è aumentato drasticamente tra il 1995 e il 2006. Ma non esistono studi a riguardo.

Uno dei peggiori casi è quello di una donna di 30 anni che è stata violentata da otto uomini in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, nella cittadina di Mariannelund. La donna conosceva un afgano residente in Svezia da un certo numero di anni. L'uomo la costrinse a seguirlo nella struttura e la lasciò da sola. Durante la note, fu ripetutamente violentata da otto uomini ospiti della struttura e quando il suo "amico" ritornò, la stuprò anche lui. La mattina dopo, la donna riuscì a chiamare la polizia. Il procuratore svedese definì l'episodio come "il peggiore stupro della storia criminale svedese".

Sette degli otto stupratori furono condannati a pene dai quattro anni e sei mesi ai 6 anni e cinque mesi di reclusione. La permanenza in carcere è in genere ridotta di un terzo, in modo che non passerà molto tempo prima che gli uomini siano pronti a commettere nuove aggressioni – presumibilmente contro le donne infedeli o miscredenti.

Nei casi di stupro di gruppo, i colpevoli e le vittime sono molto spesso giovani e in quasi tutti i casi, gli autori sono di origine immigrata, per lo più da paesi musulmani. In un numero incredibile di casi, i tribunali svedesi hanno mostrato comprensione nei confronti degli stupratori e hanno assolto i sospetti che hanno affermato che la ragazza voleva fare sesso con sei, sette o otto uomini.

Eclatante un episodio accaduto nel 2013 a Tensta, un sobborgo di Stocolma. Una quindicenne è stata immobilizzata e costretta ad avere rapporti sessuali con sei uomini di origini straniere. Il giudice di primo grado ha condannato i sei uomini ma la Corte d'appello li ha assolti perché non era stata commessa alcuna violenza e perché il giudice ha stabilito che la ragazza "non era impossibilitata a difendersi".

Questo mese, tutti i media più importanti hanno riportato la notizia di un brutale stupro di gruppo avvenuto a bordo del traghetto finlandese Amorella, che collega Stoccolma ad Åbo, in Finlandia. Grossi titoli di giornali hanno detto ai lettori che gli autori della violenza erano svedesi:

"Molti uomini svedesi sono sospettati di essere gli autori dello stupro a bordo del traghetto finlandese" (Dagens Nyheter).
"Sei uomini svedesi hanno violentato un donna in cabina" (Aftonbladet).
"Sei svedesi sono stati arrestati per lo stupro a bordo del traghetto" (Expressen).
"Otto svedesi sono sospettati dello stupro a bordo del traghetto" (TT – agenzia di stampa svedese).

Ad un esame più attento, si è scoperto che sette degli otto indagati sono somali e uno iracheno. Nessuno di loro è cittadino svedese. Secondo i testimoni, il gruppo di uomini stava perlustrando il traghetto in cerca di sesso. La polizia ha rilasciato quattro di loro (ma sono ancora indagati), mentre gli altri quattro restano in stato di fermo.

La web radio Granskning Sverige ha chiesto ai quotidiani Aftonbladet ed Expressen per quale motivo avrebbero scritto che gli stupratori erano "svedesi" quando invece erano somali. I giornalisti hanno asserito che ciò era irrilevante. E si sono molto offesi quando gli è stato chiesto se si sentissero in dovere di avvisare le donne svedesi di tenersi alla larga da certi uomini. Un giornalista ha ribattuto dicendo perché mai dovrebbero considerarlo un dovere.

"Se le donne lo sapessero, allora forse starebbero alla larga da questi uomini ed eviterebbero di essere violentate", ha detto il cronista della Granskning Sverige. Al che il giornalista gli ha sbattuto il telefono in faccia.

Pur approvando gli articoli scritti da Ingrid Carlqvist e pubblicati finora qui sul sito, il Gatestone Institute non è più legato in alcun modo all'autrice.




???
Germania, assolto stupratore turco: per la sua cultura è “sesso selvaggio”
EUROPA UE, NEWS mercoledì, 10, maggio, 2017

di Cesare Sacchetti
LIBERO – 10 maggio 2017

http://www.imolaoggi.it/2017/05/10/germ ... -selvaggio


In Germania sta prendendo piede un nuovo diritto penale, quello in base al quale un reato è da considerarsi tale solo in relazione alle tradizioni culturali della persona che lo commette. È quello che è accaduto nella cittadella di Brandeburgo sulla Havel dove – come riporta il Märkische Allgemeine – una donna tedesca è stata violentata da uno spacciatore di droga turco di 23 anni. I fatti risalgono all’agosto del 2016 quando la donna si recò nell’appartamento dello spacciatore per comprare della droga. Dopo l’acquisto degli stupefacenti, il giovane turco aveva manifestato l’intenzione di consumare un rapporto sessuale con la vittima. Ma la signorina G. (l’iniziale del cognome della donna) aveva chiaramente espresso il suo rifiuto allo spacciatore che ha deciso di passare alle maniere forti dopo il respingimento delle sue avance. Ha afferrato la vittima per un braccio e l’ha scaraventata sul letto. La donna ha iniziato ad urlare e incitava lo stupratore a interrompere quello che stava facendo.

Il giovane non solo non si è fermato ma l’ha sbattuta contro la spalliera del letto per poi incastrare la testa della donna tra le sbarre metalliche. La vittima ha continuato a dimenarsi per interrompere la violenza, e ha graffiato la schiena dello stupratore per difendersi. L’incubo è durato 4 ore, e si è interrotto solo perché lo spacciatore ha ricevuto una chiamata e ha dovuto lasciare l’appartamento per altri impegni. Sulla ricostruzione della vicenda, non ci sono dubbi. Il giudice della Corte di Brandeburgo sulla Havel ha creduto alla versione della donna, e lo ha ribadito nel dibattimento processuale: «Credo ad ogni parola della signorina G».

Ma non è bastato per infliggere una condanna allo stupratore. Per il giudice, quanto avvenuto ha due diverse letture: da un lato la versione della donna vittima di stupro riconosciuta come vera; dall’altra quella dell’imputato secondo il quale non si è trattato di uno stupro, ma di «sesso selvaggio» consumato in «maniera amichevole». Per la Corte, non conta la violenza subita e il reato, ma il fatto che lo stupratore ha pensato in quel momento di avere il consenso della vittima nonostante questa lo incitasse a smettere.

A giustificazione del pensiero dell’imputato, c’è la mentalità presente nel «circolo culturale turco» per la quale sostiene il giudice – lo stupro non è tale, ma piuttosto è una forma di «sesso selvaggio». Quindi il reato penale non si è manifestato perché lo stupratore ha pensato che non ci fosse alcuna violenza, e questo è sufficiente per provare la mancanza di intenzionalità. La Corte di Brandeburgo sulla Havel ha pertanto ritenuto di rilasciare lo spacciatore anche se ha riconosciuto che è un «duro colpo» per la vittima.

Una sentenza che farà sicuramente discutere soprattutto per le motivazioni di ragione culturale addotte per giustificare lo stupro. Le statistiche rivelano che i casi di condanne penali continuano a calare in Germania. Secondo uno studio pubblicato dall’Istituto di Ricerca Criminale della bassa Sassonia nel 2012, solamente l’8,4% dei casi denunciati di violenze sessuali hanno portato poi alla condanna degli stupratori. Anche in Svezia a Hovrätten recentemente si è verificato un caso simile, dove uno stupratore iracheno è stato rilasciato perché «non in grado di capire e interagire con altre persone». Nelle corti europee le tradizioni culturali dello stupratore o la sua volontà sembrano sufficienti a giustificare le loro violenze.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:14 am

Il sacro stupro nell'islam
http://islamicamentando.altervista.org/sacro-stupro

Secondo la legge del Misericordioso Allah, ogni volta che un villaggio o una tribù venivano conquistati per mezzo della jihad (guerra santa) dopo che era stata posta resistenza a Maometto ed al suo esercito, i musulmani avevano il permesso di prendere le donne e i bambini come schiavi. Sulle donne e sulle bambine avevano persino la licenza di compiere violenze sessuali.

Il capitolo 29 del libro 8 degli hadith di Muslim ha il seguente titolo:

È concesso avere rapporti sessuali con una prigioniera se questa è pura (dal ciclo e dal parto). Se la donna ha marito, il suo matrimonio è abrogato dopo essere diventata prigioniera.

Subito dopo il titolo abbiamo l’hadith che spiega quando e perché fu rivelato tale decreto:

Sahih Muslim B8N3432:
Alla Battaglia di Hanain, il Messaggero di Allah mandò un esercito ad Autas, dove si scontrò con i nemici e combatté con loro. Avendoli vinti e fatti prigionieri, i compagni del Messaggero di Allah sembravano astenersi dall’avere rapporti sessuali con le donne prigioniere perché i loro mariti erano politeisti. Poi Allah, l’Altissimo, riguardo a ciò prescrisse: “E vi sono proibite le donne sposate, tranne quelle (schiave) che la vostra mano destra possiede.” (Corano 4: 24) (cioè, erano legittime per loro quando il loro periodo Idda fosse giunto al termine).

Sahih Muslim B8N3433:
Abu Sa’id al-Khudri (Allah sia compiaciuto di lui) riportò che l’apostolo di Allah (che la Pace sia su di lui) inviò un piccolo esercito. Il resto dell’hadith è lo stesso tranne questo in cui dice “eccetto coloro che le vostre mani destre possiedono” e non ha fatto cenno di “quando il loro periodo di idda giunge alla fine”. Questo hadith è stato riportato sull’autorita di Abu Sa’id al-Khudri (Allah sia compiaciuto di lui) attraverso un’altra catena di trasmettitori e le parole sono: “il giorno di Autas presero delle prigioniere che avevano i loro mariti. Erano timorosi di avere rapporti sessuali con loro quando questo verso venne rivelato “…e le donne già sposate tranne coloro che le vostre mani destre possiedono>” (Corano 4: 24).

Come vediamo, anche in questo caso, come in molte altre occasioni, Maometto fa uso delle “rivelazioni” per puro tornaconto, dando un premio come incentivo ai componenti del suo esercito (sfogare gli istinti sessuali anche attraverso lo stupro), in modo da spingerli a continuare a fare la guerra.

Si veda anche:

Sahih Muslim B8N3373:
Abu Sa’id al-Khudri riporta:

Avevamo preso delle donne come prigioniere, e volevamo praticare ‘azl (coito interrotto) con loro. Abbiamo quindi chiesto al Messaggeri di Allah (che la pace sia su di lui) riguardo ad esso, egli ci ha detto: ‘Invero fatelo, invero fatelo, invero fatelo, perché tutte le anime che devono nascere fino al Giorno del Giudizio nasceranno comunque.’

Sunan Abu-Dawud B5N2150:
Abu Sa’id al-Khudri disse:

L’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) inviò una spedizione militare ad Awtas in occasione della battaglia di Hunain. Incontrarono il loro nemico e combatterono con loro. Li sconfissero e li presero come prigionieri. Alcuni dei Compagni dell’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) erano reluttanti ad avere rapporti con le donne prigioniere in presenza dei loro mariti che erano miscredenti. Così Allah, l’Esaltato, inviò il verso Coranico: “E vi sono proibite le donne sposate, tranne quelle (schiave) che la vostra mano destra possiede.” (Corano 4: 24)

Ed anche:

Muwatta B29N95.

Giunsi alla moschea e vidi Abu Said al-Khudri, dunque mi sedetti con lui e lo interrogai a proposito del coito interrotto. Abu Said al Khudri disse, “Andammo fuori con il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui, per la spedizione contro (la tribù) Banu al-Mustaliq. Prendemmo qualche prigioniero degli Arabi e desiderammo le donne dato che l’astinenza era dura per noi. Chiedemmo il riscatto, e quindi desiderammo di praticare il coito interrotto. “Ci eravamo detti: ‘fintanto che il messaggero di Allah é tra di noi, potremmo fare coito interrotto prima di chiederglielo?’. Quindi glielo domandammo e lui disse ‘fatelo, perché tutte le anime che devono nascere fino al Giorno del Giudizio nasceranno comunque.’

Come abbiamo visto dagli hadith appena citati, lo stesso Corano fa riferimento alle donne prigioniere che erano a disposizione dei loro padroni, anche se in quel momento erano maritate:

Corano 4:24:
“E vi sono proibite le donne sposate, tranne quelle (schiave) che la vostra mano destra possiede.“

I musulmani, se volevano, avevano l’opzione di liberare le donne dalla schiavitù e di prenderle come mogli.




L’islam e le donne.
Silvana De Mari

https://www.magdicristianoallam.it/blog ... donne.html

Coloro che sono nati nei paesi democratici non possono sapere a che punto i diritti che a loro sembrano del tutto naturali sono inimmaginabili per altri che vivono nelle teocrazie islamiche. Avrei meritato, come qualsiasi essere umano, di essere nata in un Paese democratico, non ho avuto questa fortuna, allora sono nata ribelle. Ma che cos'è portare il velo, abitare un corpo velato? Cosa significa venire condannata a essere chiusa in un corpo velato perché femminile? Chi ha il diritto di parlarne?

Avevo tredici anni quando la legge islamica si è imposta in Iran sotto la ferula di Khomeini rientrato dalla Francia con la benedizione di molti intellettuali francesi. Una volta ancora, questi ultimi avevano deciso per gli altri quel che doveva essere la loro libertà e il loro avvenire. Una volta ancora, si erano prodigati in lezioni di morale e in consigli politici. Una volta ancora non avevano visto arrivare niente, non avevano capito niente. Una volta ancora, avevano dimenticato tutto, e forti dei loro errori passati, si apprestavano a osservare impunemente le prove subite dagli altri, a soffrire per procura, anche a costo di fare, al momento opportuno, qualche revisione straziante che tuttavia non intaccherà né la loro buona coscienza né la loro superbia.
Certi intellettuali francesi parlano volentieri al posto degli altri. E oggi ecco che parlano al posto di quelle che non hanno voce - quel posto che, per decenza, nessuno al di fuori di esse dovrebbe cercare di occupare. Perché, questi intellettuali, insistono, firmano, presentano petizioni. Parlano della scuola, dove non hanno più messo piede da lungo tempo, delle periferie dove non hanno mai messo piede, parlano del velo sotto il quale non hanno mai vissuto. Decidono strategie e tattiche, dimenticando che quelle di cui parlano esistono, vivono in Francia, Stato di diritto, e non sono un soggetto su cui dissertare, un prodotto di sintesi per esercitazioni scolastiche. Smetteranno mai di lastricare di buone intenzioni l'inferno degli altri, pronti a tutto per avere il loro nome in fondo a un articolo di giornale?
Possono rispondermi, questi intellettuali?
Perché si velano le ragazze, solamente le ragazze, le adolescenti di sedici anni, di quattordici anni, le ragazzine di dodici anni, di dieci anni, di nove anni, di sette anni? Perché si nascondono i loro corpi, la loro capigliatura? Che cosa significa realmente velare le ragazze? Che cosa si cerca di inculcare, di instillare in loro? Perché all'inizio non sono loro ad avere scelto di essere velate. Sono state velate. E come si vive, si abita un corpo di adolescente velata? Dopo tutto, perché non si velano i ragazzi musulmani? I loro corpi, le loro capigliature non possono suscitare il desiderio delle ragazze? Ma le ragazze non sono fatte per avere desideri, nell'islam, solamente per essere l'oggetto del desiderio degli uomini.
Non si nasconde ciò di cui si ha vergogna? I nostri difetti, le nostre debolezze, le nostre insufficienze, le nostre carenze, le nostre frustrazioni, le nostre anomalie, le nostre impotenze, le nostre meschinità, i nostri cedimenti, i nostri errori, le nostre inferiorità, le nostre mediocrità, le nostre ignavie, le nostre vulnerabilità, i nostri sbagli, i nostri inganni, i nostri delitti, le nostre colpe, le nostre ruberie, i nostri stupri, i nostri peccati, i nostri crimini? Presso i musulmani, una ragazza, dalla sua nascita, è un'onta da nascondere poiché non è un figlio maschio. Essa è in sé l'insufficienza, l'impotenza, l'inferiorità... Essa è il potenziale oggetto del reato. Ogni tentativo di atto sessuale da parte dell'uomo prima del matrimonio è colpa sua. Essa è l'oggetto potenziale dello stupro, del peccato, dell'incesto e anche del furto dal momento che gli uomini possono rubarle il pudore con un semplice sguardo. In breve, essa è la colpevolezza in persona, giacché essa crea il desiderio, esso stesso colpevole, nell'uomo. Una ragazza è una minaccia permanente per i dogmi e la morale islamici. Essa è l'oggetto potenziale del crimine, sgozzata dal padre o dai fratelli per lavare l'onore macchiato. Perché l'onore degli uomini musulmani si lava con il sangue delle ragazze! Chi non ha udito delle donne urlare la loro disperazione nella sala parto dove hanno appena messo al mondo una figlia invece del figlio desiderato, chi non ha sentito alcune di loro supplicare, invocare la morte sulla loro figlia o su loro stesse, chi non ha visto la disperazione di una madre che ha appena messo al mondo la sua simile, che le rinfaccerà le sue proprie sofferenze, chi non ha sentito delle madri dire: "Gettatela nella pattumiera, soffocatela se è femmina", per paura di essere pestate o ripudiate, non può comprendere l'umiliazione di essere donna nei Paesi musulmani. Rendo qui omaggio al film di Jafar Panahi, Il cerchio, che mette in scena la maledizione di nascere femmina in un Paese musulmano.

Charlotte Javanne Giù i veli ed Lindau

L'8 marzo, la festa della donna. Qualcuno ci regalerà mummificati rametti di mimosa sotto cellophane e soprattutto verranno raccolte inutili firme contro la violenza sulle donne.

La violenza sulle donne è stata ufficializzata dall'Onu il 2 agosto 1990 con il riconoscimento della “Libertà dell'uomo islamico di seguire la Umma”, vale a dire la Sharia, così equiparata alla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.

Molte persone penseranno inevitabilmente le affermazioni contro le donne, pochissime se paragonate al corano, che possiamo trovare nel Vecchio o nel nuovo Testamento. Il Vecchio e il Nuovo Testamento e il Corano non possono essere interpretati come testi simili. Il Vecchio e il Nuovo Testamento sono ispirati, anche secondo i credenti più ortodossi sono scritti da uomini. Ogni rigo è scritto da un uomo, e ogni uomo è inserito nel proprio tempo e può sbagliare. I grandissimi profeti della Bibbia, tutti, commettono errori, perché sono uomini. La Bibbia è un libro straordinario, scritto da uomini che parla di uomini. Le storie, tutte, sono metafore e come tale vanno interpretate.

E sono storie di uomini, non di semidei.

Re Davide è the best of the best, the hero, the super hero. Eppure ad un certo punto re Davide manda a morte certa il soldato fedele per fregargli la moglie: questo non vuol dire che questo sia il comportamento encomiabile, vuol dire che tutti, anche il re più grande, può fare porcate. Padre Abramo insieme alla schiava fa un bambino e poi lascia entrambi nel deserto. Vuol dire che questa è una buona cosa? Vuol dire, che chiunque, può fare cose meravigliose ed errori, può dire cose meravigliose ed errori. Il fatto che i padri della Chiesa faccia affermazioni misogine e antisemite, non vuol dire che dobbiamo essere misogini e antisemiti, ma semplicemente che anche loro sbagliano, perché sono uomini. Si può benissimo affermare che quando San Paolo chiede “Donne, siate sottomosse ai vostri mariti, così come al vostro Signore” non ha detto una cosa condivisibile, chi lo afferma resta un ottimo cristiano. Anzi, una persona che affermasse oggi che le donne devono sottomettersi ai mariti perché lo dice San Paolo, dovrebbe risponderne. San Paolo era giustificato dal fatto di essere un uomo del suo tempo, noi non lo siamo più. Essendo i nostri testi sacri scritti da uomini, devono sempre essere contestualizzati al periodo storico cui appartengono. E devono sempre essere elaborati in un lavoro di interpretazione che si chiama filologia, il che chiarisce come il mio pensiero sia comunque sempre il primo strumento con cui mi metto in contatto con la Divinità.

Il Corano non è ispirato, è dettato, il Corano è Dio, è increato, esiste da prima dell’esistenza del mondo. Non è permessa alcuna elaborazione filologia e l’affermazione che il Corano è increato all'ulteriore problema di annullare il concetto di causa e effetto, e il concetto libero arbitrio.

Nell’islam ogni distinzione tra religione e stato è impensabile, non è ipotizzabile. Chiunque pensi che sia possibile non conosce il corano e la vita di Maometto, cioè non conosce l'Islam. I periodi di laicità nell'Islam sono stati brevi, blindati da personaggi autarchici, come Ataturk in Turchia o lo si ha in Persia e terminano inesorabilmente.

L’islam e le donne

Nell’islam ci sono 3 pilastri: il corano, la vita di Maometto e la umma ( l’insieme dei precetti)

Il corano, che è increato, è Dio, ogni sillaba è legge e sempre lo sarà.

La vita di Maometto è al di sopra di ogni critica. Qualsiasi cosa abbia fatto Maometto non può essere criticata. Chiunque critichi la poligamia sta criticando sia il Corano che lo stesso profeta Maometto. Il problema drammatico è che delle numerosissime mogli di Maometto la preferita è stata terza, Aisha. Aisha è stata sposata quando lei aveva sette anni. Il matrimonio è stato consumato quando aveva nove anni. Chiunque affermi che una bambina di sette anni non deve sposarsi sta criticando Maometto cioè sta commettendo blasfemia. Questo il motivo per cui quando l'ayatollah Khomeini giunse al governo in Iran la seconda legge che fece fu di abbassare a otto anni l'età minima del matrimonio per le donne, la prima legge fu di istituire la lapidazione. All'età di otto anni una bambina diventa adulta, può essere sposata può essere lapidata, deve portare il velo. La più piccola lapidata in Iran aveva 12 anni e aveva subito uno stupro. Maometto dichiarò più volte che la giovanissima sposa era di gran lunga la sua preferita. Nonostante questo lei però è riuscita a facilitare la sua voce: nell'Islam il destino delle donne è dolore. Il matrimonio con bambina è legale sempre più paesi, oltre ovviamente, era la sua vita, e si sta diffondendo soprattutto in Gran Bretagna. Sono diverse centinaia i casi fino adesso dimostrati di bambine di otto anni già sposate, vanno a scuola con le loro divise simili a quelle di via di Hatty Potter, e il dolore della deflorazione. Se sono centinaia di casi di bambine di otto anni sono migliaia di casi di bambine in tutta Europa sposate a 12 13 14 anni.

La lapidazione fu istituita da Mosè nell’età del bronzo, quando la punizione draconiana dell’adultera era la norma ovunque, la necessità per uscire dalla preistoria e entrare nella storia che gli uomini fossero certi della paternità dei figli che mantenevano e per i quali si ammazzavano di lavoro.. Fu poi abbandonata sempre di più. Nella Bibbia il successivo dove ci siano contraddizioni annulla il precedente e ben prima di Gesù compare l’11esimo comandamento, non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. L’episodio riportato nel Vangelo di Giovanni sull’adultera è una discussione tra ebrei, dove tutti arrivano alla conclusione che è meglio lasciar perdere. Dopo secoli che l’adultera era stata graziata, quando ormai i tempi della lapidazione erano ovunque finiti Maometto la istituisce di nuovo e le permette di traghettare i secoli.

La punizione dell’adultera protegge gli stupratori. Dato che nella sharia più stretta perché sia riconosciuto la stupro, e dato che la parola della donna non ha valore, perché ci sia stato stupro occorre che quattro uomini d’onore abbiano assistito e testimonino che la donna non era consenziente. In tutti gli altri casi l’uomo afferma che lei era consenziente, la parola di lei vale di meno e il risultato che la donna stuprata di trova ad affrontare lei il giudizio per immoralità.

Il velo islamico è sancito dal verso del Corano impone alle donne di coprire le parti belle. Possiamo discutere cosa sono le parti belle questo il motivo per cui per secoli il velo non è mai stato usato nell'Islam dell'estremo oriente e stava quasi scomparendo verso la metà del secolo scorso. La moglie di Assad e Rania di Giordania vestono all’occidentale perché quali siano le parti belle è un precetto della umma, quindi qui margini di discussione ci sono. Sono i genitali e il seno oppure gli occhi e il sorriso? Il velo è stato imposto a tutti negli anni 80 ed è un punto fondamentale. Il velo è una prigione di tela. La razza umana si è evoluta al sole. La mancanza di sole sulla pelle causa rachitismo, osteoporosi, carie, depressione cronica per mancanza di vitamina D e di serotonina. Il velo nei paesi islamici e imposto anche le donne non islamiche. Questo sta succedendo anche sul suolo europeo. In Gran Bretagna della divisa delle poliziotte fa anche parte il velo islamico d'ordinanza, che deve essere obbligatoriamente portato quando entrano in quartieri maggioranza islamica. Nelle piscine, nelle ore in cui sono affittate dagli islamici, le bagnine l'obbligo di indossare il burkini. In Afghanistan era sufficiente avere una caviglia scoperta per essere condannate a morte. Le donne che portavano lo smalto hanno avuto le dita amputate con le tronchesine. Il caso più atroce è il terribile racconto delle quindici ragazze morte nell’incendio della loro scuola in Arabia Saudita nel Marzo del 2002. Non essendoci uomini nella scuola, le ragazze avevano tolto l’abito Islamico per le lezioni. La polizia saudita religiosa, la muttawa , non ha permesso loro di uscire dalla scuola in fiamme perché non erano velate. Non hanno aperto i cancelli e le ragazze sono bruciate vive. La morte delle ragazze era preferibile al rischio di esporre gli uomini del vicinato a pensieri impuri.

Altro punto fondamentale differenza dell'Islam con le altre religioni e che nell'Islam è ufficialmente autorizzato lo stupro etnico, vietato invece nella spiritualità biblico evangelica dal comandamento non desiderare la donna degli altri.

Sta scritto nel Corano. Il Corano nella sura 4:24 dice:
E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani (come prigioniere di guerra o schiave comprate). . .

Questo vieta a un vero credente l'adulterio con una donna dei popoli infedele, ma non gli vieta lo stupro.

Inoltre Maometto prese come concubine delle donne prede di guerra. Chi critichi questa pratica quindi commette blasfemia.

Quando per il favore divino la fortezza fu espugnata, il nemico perdette ogni forza e fu incapace di reagire. Il popolo fedele non incontrò più ostacoli e pose mano al saccheggio in piena sicurezza. Si potrebbe dire che la vista della possibilità di poter fare bottino di ragazzi e belle donne devastasse i loro cuori e i loro animi. Trassero fuori da tutti i palazzi, che uguagliavano il palazzo di Salomone e si avvicinavano alla sfera del cielo, trassero nelle strade strappandole dai letti d’oro, dalle tende tempestate di pietre preziose, le beltà greche, franche, russe, ungheresi, cinesi khotanesi, cioè in breve le belle dai morbidi capelli, uguali alle chiome degli idoli, appartenenti alle razze più diverse, e i giovinetti che suscitavano turbamento, incontri paradisiaci.

Questa è la descrizione della presa di Costantinopoli da parte di Maometto II. Il brano è preso da “Storia del signore della conquista” di Tarsun Beg Kemal, vale a dire è il racconto ufficiale, quello su cui i bambini turchi studiano la storia. Quindi lo stato turco comincia la sua storia con: abbiamo violentato le donne e i ragazzini.

Anche in Europa, certo, sempre, ma almeno ufficialmente era vietato. Non si poteva scrivere. E quando le cose sono vietate ufficialmente tempo pochi secoli ( non è ironico) scompaiono. Quando non sono vietate ma incoraggiate anche nelle linee teoriche non possono scomparire mai.

Questo verso fa sì che in Europa, ( UK e Norvegia) percentuali di cittadini di origine islamica di seconda e terza generazioni dichiarino in percentuali variabili che ritengono le donne occidentali, che non portano il velo e soprattutto quando abbiano comportamenti promiscui, una giusta preda. Su questo concetto si è basata l’aggressione di 8 uomini islamici pachistani, dai media pudicamente definiti asiatici, a 631 ragazzine inglesi cristiane con situazioni familiari molto fragili, accolte cioè in case di accoglienza, attirate con promesse di piccoli doni, schede telefoniche, cellulari, e stuprate sistematicamente. http://www.loccidentale.it/node/116425

Tre di loro si sono suicidate. Assistenti sociali per mesi si sono rifiutate di dare peso alle denunce delle ragazzine perché l’uomo islamico che insidia la ragazzina bionda fa tanto “balla razzista “ che per evitare l’accusa di islamofobia, hanno preferito non credere. Non è un caso che tutto sia saltato fuori grazie a un giudice di origine pachistana. Tutti i magistrati inglesi di origine inglese sono stati paralizzati dal terrore di essere accusati di razzismo e islamofobia. L’accusa di razzismo e islmaofobia è gravissima: tutte le associazioni islamiche e quelle “antirazziste” attaccano chiedendo risarcimenti milionari. Quello che hanno pensato magistrati e assistenti sociali è

Se faccio un processo: uomini islamici contro ragazzine inglesi e risulta una falsa accusa, rischio di essere massacrato anche economicamente oltre che uscire dalla società civile.

Meglio far finta di niente.

Poche settimane fa una corte inglese ha prosciolto dall’accusa di stupro un islamico di seconda generazione asserendo che fa parte della sua civiltà il non comprendere che una ragazza che porti abiti succiniti e sia andata in discoteca abbia il diritto di rifiutare l’atto sessuale.

L’islam e le donne in Europa e USA.

Il fatto che la sharia sia stata equiparata dall’onu, di cui noi facciamo parte, alla Dichiarazione dei Diritti, fa sì che essa sia accettata anche in Europa. Contrariamente alla base della democrazia, leggi uguali per tutti, il multiculturalismo prescrive leggi diverse a seconda del gruppo di appartenenza.

Il divieto di picchiare la propria moglie che si rifiuti di accondiscendere ai doveri coniugali, il divieto di sopprimere una figlia che si sia coniugata con un non musulmano, vietato dalla umma, violano “La libertà dell’Uomo islamico di seguire la Umma”

Nel contesto della tutela delle minoranze, le minoranze islamiche richiedono il riconoscimento della shari’a (legge islamica), nell’attuazione dell’autonomia collettiva. Il Regno Unito ha riconosciuto le corti arbitrali islamiche (volontarie) in materia di diritto di famiglia e per una certa parte anche di diritto contrattuale.
In molti Stati europei, le istituzioni sono di fronte al dilemma del riconoscimento di istituzioni giuridiche islamiche come, per esempio, la poligamia, attraverso le richieste di unione famigliare per moglie e figli dei matrimoni poligami. Il Norvegia la poligamia è raccomandata sugli opuscoli in arabo e norvegese per “l’integrazione” finanziati dal governo e sempre più numerosi sono i casi di poligamia norvegese, non come ricongiungimento.
Cittadini europei non possono sposare donne con la cittadinanza di paesi islamici perché le ambasciate rifiutano di far avere i documenti necessari al matrimonio se l’uomo non si converte all’islam, in quanto la sharia, riconosciuta dall’onu e quindi da tutti i paesi che appartengono all’onu, vieta il matrimonio tra una donna islamica e un occidentale, perché il marito è superiore alla moglie e l’islam sempre deve dominare e non può essere dominato.
Le istituzioni hanno già abdicato alla difesa dei minori perché permettono che bambine anche di otto anni vadano a scuole velate: la mancanza di vitamina d e serotonina è un danno anche fisico.
Le istituzioni pronte a intervenire se una bambina occidentale di 12 o 13 o 14 anni resta incinta, non intervengono quando la ragazzina è islamica. I matrimoni con minori non sono ufficiali, sono celebrati solo con rito islamico, ma sono riconosciuti.

L’aumento vertiginosi su suolo europeo del delitti d’onore e l’indifferenza che accompagna questo dato è sconvolgente.

Nell’islam un verso del corano autorizza a picchiare le mogli se rifiutano l’atto sessuale e dato che nell’islam nel matrimonio la sposa non è presente e il suo consenso non è ritenuto necessario , l’obbligo a subire il contatto con il marito sempre è particolarmente odioso.

Lo scopo della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo era riconoscere che tutti gli uomini hanno alcune caratteristiche in comune, e che una di queste caratteristiche è l'anelito alla libertà, una caratteristica che appartiene alle tre sfere dell'umanità, il corpo alla mente l'anima. L'anelito alla libertà del mio corpo, che però va sbagliato essere costretto a subire dolore della motivazione, a subire l'arbitrio del digiuno, a subire la mancanza del sole, a subire l'oltraggio assoluto di una sessualità imposta. Il fatto che le femmine scelgano chi sarà il padre dei loro figli e che questa scelta sia inappellabile, è la base dell'evoluzione. La libertà appartiene alla mia mente, dando quindi il diritto di pensiero, il diritto di parola, il diritto di leggere e scrivere quello che mi pare, il diritto di fare vignette e film senza essere ammazzata. La libertà appartiene alla mia anima: il diritto di credere alla regione che voglio, e il diritto di informare le persone che amo e anche quelle di cui non mi importa un accidenti ,che secondo me la religione a cui credo particolarmente bella

La sedicente tolleranza che ha equiparato la Sharia alla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo ha avuto ha avuto diverse conseguenze devastanti. Il concetto base dell'autodeterminazione dei popoli: se a un popolo la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo gli fa schifo, non possiamo certo imporla. I tagliolini con il parmigiano, per esempio a noi piacciono moltissimo, ma i cinesi trovano il concetto del formaggio assolutamente ripugnante. Nell'Amazzonia mangiano le tarantole: sono proteine pure, sicuramente permesse nella dieta Dukan, ma da noi non hanno attecchito.

Il concetto di libertà quindi, in tutto questo, passa da un costituente del pacchetto base dell'individuo a un optional. Se un popolo la libertà non lo vuole, non si può imporre. La biologia e la psicologia ci dicono che l'amore per la libertà è un costituente irrinunciabile dell'individuo. La tragedia sono le due pseudoscienze che negano l'individuo: antropologia e sociologia. L'antropologia e la sociologia hanno dignità di scienza solo quando sono una branca della psicologia che a sua volta ha dignità di scienza solo se resta una branca della medicina. Nel primo anno della facoltà di psicologia si studiano biologia, genetica, anatomia del sistema nervoso centrale e neuroscienze. Questa formazione manca nelle facoltà di antropologia e sociologia, che quindi porta un'inversione del pensiero. L'unità di misura dell'uomo, è il gruppo, la società, il popolo sono insieme di individui ognuno diverso dall'altro ognuno con il libero arbitrio. Un uomo è facile misurare. Finisce dove finisce la sua pelle e comincia con il posto dove sente il dolore e scegliere cosa fare. Il popolo, l’etnia, sono concetti astratti. La civiltà della Somalia è l’infibulazione ma la scrittrice Hirsi Alì rifiuta che sia la sua civiltà. La civiltà pachistana è, in questo momento , è l’islam. I cristiani fanno parte di questa civiltà? L’accettare le altre civiltà calpesta le minoranze e i dissidenti. Inoltre molte donne islamiche vogliono essere picchiate e che la loro libertà sia spazzatura, ci assicurano gli iman. Le alternative sono due.

O questa affermazione è falsa, o è vera, e il secondo caso è ancora più grave: vuol dire che la psiche è stata talmente devastata dall’infernale mistura di disprezzo e violenza gratuita da avere interiorizzato lo schema della persecuzione.

In Europa le immigrate sono minacciate se non portano il velo, uccise se vogliono vivere all’occidentale. I mariti spesso ricevono piccole somme se “convincono” le donne ad essere velate.

Il corano descrive il paradiso: Dio è assente nel paradiso islamico, la sua contemplazione non c’è. Il paradiso è inoltre separato, maschi e femmine, quindi un uomo non incontrerà più la sua sposa. Nel paradiso dei maschi vergini e giovinetti bellissimi vestiti di verde, zampilli di acqua, vino, musica, giardini.

Nel paradiso delle femmine fichi ed uva.

Quindi questo ci dà la spiegazione di tutto.

Le mutilazioni sessuali, http://www.silvanademari.com/mgf.htm il delitto d’onore, la lapidazione, il velo, il burka, http://www.silvanademari.com/giuiveli.htm le botte non sono gesti di astio verso le donne, ma una cortesia. Solo dopo che ogni istante della tua vita è stata resa un vero inferno, puoi passare l’eternità al reparto ortofrutta dell’ipercoop avendo anche l’impressione di averci fatto un affare.

Un omaggio appassionato a Theo Van Gogh, che ha raccontato il martirio delle donne islamiche nel film Submission e per questo è stato ucciso, aperto in due come un panino da vivo, come ha detto con fierezza il suo assassinio.. Nessuna televisione ha osato trasmettere il suo film.

http://www.youtube.com/watch?v=neQcqyUAhr8
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:16 am

È bene ricordare il complesso della violenza maomettana contro i diversamente religiosi e pensanti, gli atei, le donne e i gay:


Il maomettismo e i maomettani o l''Islam e gli islamici sono una minaccia, una offesa, un'ingiuria, un pericolo per l'umanità intera
viewtopic.php?f=188&t=2667
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 5512703312


La donna nel mondo arabo e non arabo, islamico o mussulmano
viewtopic.php?f=188&t=2040
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:17 am

Ecco come la civilissima e colta Africa e i religiosissimi e pacifici maomettani trattano gli africani, la loro gente africana - e non è certo colpa e responsabilità dell'Europa e degli europei su cui non ricade alcun onere, obbligo e dovere.


Stupri e torture: l'inferno della tratta umana in Libia

http://www.mediterraneanhope.com/rasseg ... libia-1192

Storie di ordinaria violenza che non devono passare inosservate. ma che purtroppo, nel calderone degli orrori quotidiano, finiscono con il diventare dimenticate; Amnesty International ha raccolto orribili testimonianze di violenza sessuale, uccisioni, torture e persecuzione religiosa, che confermano la scioccante dimensione degli abusi che migranti e rifugiati subiscono affidandosi ai trafficanti nel percorso verso la Libia e all'interno di questo paese.
L'organizzazione per i diritti umani ha parlato con una novantina di migranti e rifugiati nei centri d'accoglienza della Puglia e della Sicilia. Queste persone, arrivate in Italia dalla Libia nei mesi precedenti, hanno denunciato abusi da parte di trasportatori, trafficanti, gruppi armati e bande criminali.

"Questi migranti e rifugiati hanno raccontato, con particolari agghiaccianti, l'orrore che sono stati costretti a subire in Libia: rapimenti, detenzione in carceri sotterranee per mesi, violenza sessuale, pestaggi, sfruttamento, uccisioni", ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice ad interim del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. "La loro testimonianza fornisce un quadro terrificante di ciò da cui chi arriva in Europa ha cercato disperatamente di fuggire".

Amnesty International ha raccolto orribili testimonianze di violenza sessuale, uccisioni, torture e persecuzione religiosa, che confermano la scioccante dimensione degli abusi che migranti e rifugiati subiscono affidandosi ai trafficanti nel percorso verso la Libia e all'interno di questo paese.

L'organizzazione per i diritti umani ha parlato con una novantina di migranti e rifugiati nei centri d'accoglienza della Puglia e della Sicilia. Queste persone, arrivate in Italia dalla Libia nei mesi precedenti, hanno denunciato abusi da parte di trasportatori, trafficanti, gruppi armati e bande criminali.

"Questi migranti e rifugiati hanno raccontato, con particolari agghiaccianti, l'orrore che sono stati costretti a subire in Libia: rapimenti, detenzione in carceri sotterranee per mesi, violenza sessuale, pestaggi, sfruttamento, uccisioni", ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice ad interim del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. "La loro testimonianza fornisce un quadro terrificante di ciò da cui chi arriva in Europa ha cercato disperatamente di fuggire".

Grazie all'assenza di legge e alla violenza che continuano ad affliggere il paese, lungo la rotta sud-nord, dal deserto ai porti del Mediterraneo, si è imposto un redditizio traffico di esseri umani. Inoltre, almeno 20 delle persone intervistate da Amnesty International hanno riferito episodi di violenza da parte della guardia costiera e nei centri di detenzione della Libia.

Molti migranti e rifugiati hanno descritto gli abusi subiti in tutte le fasi del viaggio, dall'arrivo in Libia fino a quando hanno raggiunto le città costiere del nord. Altri hanno raccontato di aver vissuto nel paese per anni, fino a quando si sono trovati nella necessità di fuggire a causa della violenza e delle minacce di bande di criminali, della polizia o dei gruppi armati. Amnesty International aveva denunciato violenze da parte di trasportatori, trafficanti e gruppi armati già nel 2015, in un rapporto intitolato 'Libia, un paese pieno di crudeltà'.

La maggior parte delle persone con cui Amnesty International ha parlato ha denunciato di essere stata vittima di tratta di esseri umani. I migranti e i rifugiati sono presi dai trafficanti appena entrati in Libia o vengono venduti alle bande criminali. Parecchi di loro hanno riferito di pestaggi, stupri, torture e sfruttamento. Alcuni hanno assistito a uccisioni da parte dei trasportatori, altri hanno visto compagni di viaggio morire a causa delle malattie o dei maltrattamenti subiti.

Quando arrivi in Libia, quello è il momento in cui inizia tutto, quando cominciano a picchiarti", ha raccontato Ahmed, 18 anni, proveniente dalla Somalia e arrivato in Libia nel novembre 2015 attraverso il Sudan. I trasportatori si rifiutavano di dare da bere e a volte sparavano a chi supplicava un goccio d'acqua, come è successo a un gruppo di siriani che stava morendo di sete.

Il 28 giugno il Consiglio europeo ha approvato l'estensione per un ulteriore anno dell'operazione navale 'Sophia' nel Mediterraneo centrale, mantenendo l'obiettivo di contrastare i trafficanti e aggiungendovi quelli della formazione e dello scambio di informazioni con la guardia costiera libica e del controllo sul rispetto dell'embargo sulle armi alla Libia.

"L'Unione europea dovrebbe occuparsi meno di tenere migranti e rifugiati fuori dalle sue frontiere e concentrarsi maggiormente sulla messa a disposizione di percorsi legali e sicuri per coloro che sono intrappolati in Libia e cercano salvezza altrove. La priorità deve essere quella di salvare vite umane e per farlo occorre destinare risorse laddove servano per impedire ulteriori tragedie", ha concluso Mughrabi.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Violenza e stupri africano asiatico maomettani

Messaggioda Berto » sab set 09, 2017 8:18 am

Ecco alcuni casi di manipolazione, negazione, sminuizione, giustificazione, ... della violenza africano-asiatico islamica, pro carnefici e contro le vittime europee e cristiane.


La rete anti-violenza: stupri e femminicidi commessi soprattutto da italiani
30 agosto 2017

http://www.globalist.it/news/articolo/2 ... liani.html

L’associazione Dire, che gestisce 80 centri anti-violenza, da sempre impegnata in prima linea per la difesa delle donne, ha trovato gli ultimi fatti di cronaca, ma anche di polemica politica, talmente indegni da meritare una pubblica condanna: la violenza sulle donne oramai appare ‘sottovalutata dalle istituzioni. Dal Governo non viene una parola di condanna… tacciono le istituzioni che finanziano la cooperativa che ha assunto un mediatore culturale per cui lo stupro è un rapporto sessuale come un altro’.

In particolare, sullo stupro di Rimini "invece di suscitare reazioni di sdegno è stata occasione di una ulteriore campagna di odio. Intanto verso i presunti stupratori, tuttora latitanti, che sarebbero stranieri, e poi da parte di un esponente politico salviniano che nel commentare i fatti ha invitato allo stupro nei confronti della Presidente Laura Boldrini e delle 'donne del Pd'. Noi - sostiene Dire in una nota - esprimiamo la nostra solidarieta' e vicinanza alla Presidente Boldrini e alle donne del Pd, e condanniamo chi strumentalizza la violazione dei corpi delle donne per criminalizzare i migranti. Ricordiamo che in Italia gli stupri e i femminicidi sono commessi soprattutto da italiani". Per Dire, c'e' "un'impressionante regressione culturale e la radice della violenza sulle donne, matrice di ogni violenza e discriminazione, emerge nuda e visibile a tutti; lo stupro, come arma di battaglia politica, come strumento di umiliazione e punizione nei confronti delle donne. Ma anche lo stupro come barzelletta, proprio perche' sottovalutato nelle sue conseguenze umane e penali". "Non abbiamo alcuna reticenza - prosegue Dire - nel segnalare casi come quello del mediatore culturale che sulla sua bacheca Fb ha scritto che in caso di stupro la donna dopo una iniziale resistenza si rilassa e se la gode. E' particolarmente grave poiche' la mediazione fra la nostra cultura e quella di altre comunita' che scelgono di trasferirsi nel nostro Paese ed accettarne le regole deva avere come punto cardine il rifiuto netto di ogni forma di violenza contro le donne. I mediatori culturali sono tenuti a conoscere e rispettare le nostre leggi e i valori della convivenza civile proprio perche' e' loro compito specifico trasmetterli e aiutare altri ad assimilarli e comprenderli. Segnaliamo pero' anche che, su quella stessa bacheca, molti sono i commenti entusiasti dei maschi italiani".




Morbosità pornografica e zero sensibilità: così Libero ha raccontato lo stupro di Rimini

http://www.globalist.it/news/articolo/2 ... imini.html

Se il giornalismo avesse polmoni, oggi sarebbe spirato. Morto e sepolto per sempre, trascinandosi via i sogni di chi questo mestiere lo desidera fare più di qualsiasi altra cosa, perché per lui/lei non è un lavoro ma una missione.

È morto, ucciso da chi ha permesso che un articolo dal titolo "Stupro di Rimini, i verbali dell'orrore: violenze disumane e doppia penetrazione, il racconto della turista e del trans" potesse essere pubblicato. Lo ha scritto su Libero, Roberta Catania. Le chiedo da donna a donna: perché? Te lo chiedo senza conoscerti ma convinta che se ti fermi un attimo a riflettere, in fondo al tuo cuore, sai perfettamente che il tuo lavoro non è quello di una sceneggiatrice di film horror. Dove più dettagli raccapriccianti scrivi meglio è la riuscita del prodotto. Noi non dobbiamo disgustare o ferire la sensibilità altrui.

Perché riportare per filo e per segno quei verbali, perché raccontare i particolari di uno stupro in modo così spietato? Era davvero necessario far sapere a tutti quello che tutti sappiamo. C'è da convincere qualcuno che la violenza sessuale è brutale, c'è da rimarcare che questa era più spietata di altre? Esistono stupri meno dolorosi? La parola stupro non è già terribile di suo? Perché violare ancora una volta il corpo di quelle due donne sbattendo le loro sofferenze su carta, anzi in rete, dove gli sputi girano più veloci e senza limiti.

Sai perché la violenza sessuale -al contrario di altre -non si denuncia d'ufficio? Perché la vittima e la sua privacy vanno tutelate prima di tutto. Perché deve essere lei a scegliere chi deve sapere e chi no.

I romanzi, i film raccontano i dettagli, ma i giornali no. Perché non dobbiamo suscitare emozioni, smuovere le pance noi. Noi raccontiamo fatti, o cerchiamo di far riflettere.

Noi non siamo un'aula di tribunale. Non dobbiamo certo misurare aggravanti di crudeltà. Noi abbiamo un dovere: rispettare gli esseri umani. Soprattutto le vittime.

Pensate a chi conosce queste due donne. Perché dovrebbe leggere dai giornali l'umiliazione che hanno patito? Non dovrebbero essere loro per prime a scegliere? A raccontare se vogliono, solo a chi vogliono loro.

Ci sono tante donne, le conosco, ho tenuto ferme le loro mani tremanti, che non hanno mai denunciato gli abusi per non continuare a essere violentate dalle domande degli inquirenti (non tutti delicatissimi nell'approccio con una vittima di violenza sessuale) e dagli articoli di giornale. Dopo il tuo pezzo, collega, avranno ancora più paura.

Ho letto il tuo articolo Roberta Catania, tutto, ci ho messo un po'. Mi ci sono volute pause e bicchieri d'acqua. E ho avuto l'impulso di rimettere. Quei dettagli utili a un processo non sono utili a una società che Non deve condannare uno stupro più di un altro giudicando se la "penetrazione è stata una o doppia". Non scriviamo le trame di film porno, noi. Noi siamo ed esistiamo perché la gente sia informata. Non riceviamo stipendi per suscitare emozioni bestiali e feroci. Noi siamo la prova vivente, se facciamo bene questo mestiere, che la democrazia esiste.

Care protagoniste di questa vicenda terribile, vi chiedo scusa a nome di tutta la categoria. Per ogni parola scritta senza riflettere che ha inferto più ferite invece che rispetto. Per non avervi difese dalla triste pratica dell'acchiappa clic. Abbiate pietà di una professione allo sbando. E se un giorno ne avrete le forze: perdonateci, perché non tutti i giornalisti sanno quello che fanno.




La cultura dello stupro? Dal Circeo a Franca Rame è una storia fascista
di Enzo Verrengia
5 settembre 2017

http://www.globalist.it/news/articolo/2 ... cista.html

La saga mediatica degli stupri è inconcludente. Si esorcizza la xenofobia con un moto bipolare delle notizie: da un lato l’estraneo affetto da priapismo violento, dall’altro i pellegrini in fuga dalla disperazione.
Sparisce la dinamica dello stupro, scaturita non dalle aberrazioni di “invasori”, bensì dal deragliamento culturale dell’occidente, dove il rispetto dei generi e l’educazione sessuale precipitano nel voyeurismo compulsivo, nel porno diffuso della rete, nel botulino, nel lifting. Passando per la commedia pecoreccia, che ha avvilito la cinematografia nazionale negli anni ’80.
Pierino stupratore? Non proprio, però sobillatore di una reificazione del femminile.
È nella letteratura che va cercato l’abominio dell’aggressore che riduce la vittima a cosa nella sua mente prima che nei fatti. William Faulkner lo descrisse in Sanctuary, Giorgio Scerbanenco in I ragazzi del massacro e Andrea Carraro in La baracca.
Quanto al manifesto di Boccasile riproposto da Forza Nuova, bisogna ricordare che gli stupratori più accaniti sono nelle file della destra eversiva. Si ricordino i neofascisti del Circeo, i pariolini, i sanbabilini e quelli che consumarono a Milano lo scempio di Franca Rame.



Germania, assolto stupratore turco: per la sua cultura è “sesso selvaggio”
EUROPA UE, NEWS mercoledì, 10, maggio, 2017

di Cesare Sacchetti
LIBERO – 10 maggio 2017

http://www.imolaoggi.it/2017/05/10/germ ... -selvaggio


In Germania sta prendendo piede un nuovo diritto penale, quello in base al quale un reato è da considerarsi tale solo in relazione alle tradizioni culturali della persona che lo commette. È quello che è accaduto nella cittadella di Brandeburgo sulla Havel dove – come riporta il Märkische Allgemeine – una donna tedesca è stata violentata da uno spacciatore di droga turco di 23 anni. I fatti risalgono all’agosto del 2016 quando la donna si recò nell’appartamento dello spacciatore per comprare della droga. Dopo l’acquisto degli stupefacenti, il giovane turco aveva manifestato l’intenzione di consumare un rapporto sessuale con la vittima. Ma la signorina G. (l’iniziale del cognome della donna) aveva chiaramente espresso il suo rifiuto allo spacciatore che ha deciso di passare alle maniere forti dopo il respingimento delle sue avance. Ha afferrato la vittima per un braccio e l’ha scaraventata sul letto. La donna ha iniziato ad urlare e incitava lo stupratore a interrompere quello che stava facendo.

Il giovane non solo non si è fermato ma l’ha sbattuta contro la spalliera del letto per poi incastrare la testa della donna tra le sbarre metalliche. La vittima ha continuato a dimenarsi per interrompere la violenza, e ha graffiato la schiena dello stupratore per difendersi. L’incubo è durato 4 ore, e si è interrotto solo perché lo spacciatore ha ricevuto una chiamata e ha dovuto lasciare l’appartamento per altri impegni. Sulla ricostruzione della vicenda, non ci sono dubbi. Il giudice della Corte di Brandeburgo sulla Havel ha creduto alla versione della donna, e lo ha ribadito nel dibattimento processuale: «Credo ad ogni parola della signorina G».

Ma non è bastato per infliggere una condanna allo stupratore. Per il giudice, quanto avvenuto ha due diverse letture: da un lato la versione della donna vittima di stupro riconosciuta come vera; dall’altra quella dell’imputato secondo il quale non si è trattato di uno stupro, ma di «sesso selvaggio» consumato in «maniera amichevole». Per la Corte, non conta la violenza subita e il reato, ma il fatto che lo stupratore ha pensato in quel momento di avere il consenso della vittima nonostante questa lo incitasse a smettere.

A giustificazione del pensiero dell’imputato, c’è la mentalità presente nel «circolo culturale turco» per la quale sostiene il giudice – lo stupro non è tale, ma piuttosto è una forma di «sesso selvaggio». Quindi il reato penale non si è manifestato perché lo stupratore ha pensato che non ci fosse alcuna violenza, e questo è sufficiente per provare la mancanza di intenzionalità. La Corte di Brandeburgo sulla Havel ha pertanto ritenuto di rilasciare lo spacciatore anche se ha riconosciuto che è un «duro colpo» per la vittima.

Una sentenza che farà sicuramente discutere soprattutto per le motivazioni di ragione culturale addotte per giustificare lo stupro. Le statistiche rivelano che i casi di condanne penali continuano a calare in Germania. Secondo uno studio pubblicato dall’Istituto di Ricerca Criminale della bassa Sassonia nel 2012, solamente l’8,4% dei casi denunciati di violenze sessuali hanno portato poi alla condanna degli stupratori. Anche in Svezia a Hovrätten recentemente si è verificato un caso simile, dove uno stupratore iracheno è stato rilasciato perché «non in grado di capire e interagire con altre persone». Nelle corti europee le tradizioni culturali dello stupratore o la sua volontà sembrano sufficienti a giustificare le loro violenze.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 30213
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Prossimo

Torna a Afrega e Ouropa

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron