La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:41 am

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare
viewtopic.php?f=194&t=2665

Non soccorrere in mare e non accogliere chi ti può fare del male, chi abusa della legge del mare per invaderti clandestinamente, per depredarti, per ridurti in schiavitù e per ucciderti, lascialo al mare.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:43 am

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare riguarda eventi straordinari e fortuiti e non invasioni pianificate dolose e criminali.

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare vale solo quando non si trasforma in abuso e strumento di violazione dei diritti umani altrui poiché in tal caso il suo originario valore si annulla, estingue e si trasforma in un qualcos'altro di criminale come la pirateria, l'immigrazione irregolare e clandestina, l'invasione terroristica.
In tal caso questa convenzione perde ogni valore, non può essere in alcun modo rispettata e viene meno ogni diritto di chichessia ad invocarla, anzi chi la rispettasse diventerebbe complice dei crimini che conseguono al suo abuso.


Non si tratta di veri naufragi ma di naufragi artefatti, finti e dolosi per provocare e costringere l'intervento dei soccorsi e che in taluni casi procano la morte di numerose persone.


Tratta di esseri umani
https://it.wikipedia.org/wiki/Tratta_di_esseri_umani
La tratta di esseri umani o tratta di persone è l'attività criminale che comprende la cattura, il sequestro o il reclutamento, nonché il trasporto, il trasferimento, l'alloggio o l'accoglienza di una o più persone, usando mezzi illeciti e ai fini dello sfruttamento delle stesse. Essa è definita nel Protocollo delle Nazioni Unite contro la tratta delle persone come
« il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'alloggiamento o l'accoglienza di persone con la minaccia di ricorrere alla forza, o con l'uso effettivo della forza o di altre forme di coercizione, mediante il rapimento, la frode, l'inganno, l'abuso di autorita' o una situazione di vulnerabilita', o con l'offerta o l'accettazione di pagamenti o di vantaggi al fine di ottenere il consenso di una persona avente autorita' su di un'altra ai fini dello sfruttamento. Lo sfruttamento include, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione di altre persone, o altre forme di sfruttamento sessuale, lavori o servizi forzati, schiavismo o prassi affini allo schiavismo, servitù o prelievo di organi »
A differenza del traffico di migranti, la tratta di persone ha luogo senza il consenso delle persone oggetto della tratta ed è finalizzata non al trasporto di una persona in un altro Stato, ma al suo sfruttamento.
In Italia la tratta di persone è un delitto contro la personalità individuale punito ai sensi dell'articolo 601 del codice penale.


Traffico di migranti
https://it.wikipedia.org/wiki/Traffico_di_migranti
Il traffico di migranti (in inglese, migrant smuggling, letteralmente "contrabbando di migranti"), anche detto favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nell'ordinamento giuridico italiano, è definito nel Protocollo delle Nazioni Unite contro il traffico di migranti come
« il procurare, al fine di ricavare, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario o materiale, l'ingresso illegale di una persona in uno Stato Parte di cui la persona non è cittadina o residente permanente »
A differenza della tratta di persone (in inglese, human trafficking), il traffico di migranti generalmente ha luogo con il consenso dei migranti oggetto del traffico, che si affidano ai contrabbandieri o trafficanti (in inglese, smugglers) per immigrare illegalmente in altri Paesi al fine di migliorare le proprie condizioni economiche o di fuggire da persecuzioni e conflitti.
In Italia, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina è punito ai sensi dell'articolo 12 del Testo unico sull'immigrazione del 1998 (D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286).
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:45 am

La Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare

https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzio ... na_in_mare
La Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare (nota anche semplicemente come: SOLAS, acronimo di Safety of life at sea) è un accordo internazionale elaborato dall'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), volto a tutelare la sicurezza della navigazione mercantile, con esplicito riferimento alla salvaguardia della vita umana in mare.

Storia

Le origini di tale convenzione si rifanno al disastro del Titanic, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, uno dei primi grandi incidenti marittimi, anche perché fu il primo ad essere documentato dai media e quindi ad interessare grandi masse di persone. Due anni dopo, esattamente nel 1914, venne approvata la prima versione di tale convenzione, in realtà poche pagine, ma che mostravano una volontà di porre sotto regolamentazione ogni aspetto della vita di bordo che potesse comportare pericolo per la vita umana: non solo i passeggeri, ma anche l'equipaggio. Successive modifiche furono apportate nel 1929, nel 1948 e nel 1960.

La versione del 17 giugno 1960 entrò in vigore il 26 maggio1965 e fu il più grande atto di studio dell'IMO dopo la sua creazione; in tale occasione le misure che vennero adottate palesarono la volontà di una modernizzazione delle norme per restare al passo coi tempi, date le nuove costruzioni e i nuovi sviluppi del mondo marittimo. L'intenzione fu quella di mantenere la Convenzione aggiornata periodicamente attraverso una serie di emendamenti, ma di fatto tale idea si rivelò irrealizzabile, data la lentezza del processo.

Per far fronte a tali difficoltà, nel 1974 venne approvata una nuova versione della Convenzione, che riportava molti degli emendamenti proposti fino a quel momento, usando la procedura del tacito accordo: per accelerare i tempi, si dichiarò che i suddetti emendamenti sarebbero entrati in vigore in una specifica data, a meno che una serie di Paesi membri entro tale data non avessero opposto obiezione.

In seguito, in particolare nel 1988 fu presentato un emendamento che aggiornò il capitolo riguardante le radiocomunicazioni e sostituì il Codice Morse col GMDSS Code (Global Maritime Distress and Safety System) ed è applicata dal 1992.



Convenzione di Amburgo

https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzio ... _marittimo
La Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo (nota anche semplicemente come: SAR, acronimo di search and rescue) siglata ad Amburgo il 27 aprile 1979, è un accordo internazionale elaborato dall'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), volto a tutelare la sicurezza della navigazione mercantile, con esplicito riferimento al soccorso marittimo.


Il codice della navigazione regolamenta e disciplina la navigazione, marittima, interna ed aerea, nelle acque territoriali e nello spazio aereo sotto la sovranità della Repubblica Italiana. Le funzioni di polizia e vigilanza per le attività marittime sono generalmente esercitate dal Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera e dall'Ente nazionale per l'aviazione civile per le attività aeree.
https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_della_navigazione
articoli 69, 70 e 830
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:46 am

Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare, 1960
https://www.admin.ch/opc/it/classified- ... 363.32.pdf
...
Art. VI
Sospensione in caso di guerra

a. In caso di guerra o altre ostilità, i Governi contraenti che si considerano interessati ad esse sia come belligeranti sia come neutrali, possono sospendere totalmente o parzialmente l’applicazione delle Regole qui allegate. Il Governo che si vale di questa facoltà deve darne immediato avviso all’Organizzazione.
b. Tale sospensione non priva gli altri Governi contraenti del diritto di controllo, in conformità della presente Convenzione, sulle navi del Governo che a usato della facoltà di sospensione, quando tali navi si trovano nei loro porti.
c. Il Governo che ha sospeso l’applicazione della totalità o di una parte di queste Regole può, quando crede, interrompere tale sospensione e deve immediatamente comunicare la sua decisione all’Organizzazione.
d. L’Organizzazione deve notificare a tutti i Governi contraenti qualsiasi sospensione o cessazione di sospensione avvenuta conformemente alle disposizioni del presente articolo.
Art. VII
Trattati e Convenzioni precedenti a. La presente Convenzione sostituisce e annulla tra i Governi Contraenti la convenzione internazionale per la sicurezza della vita umana in mare, firmata a Londra il 10 giugno 1948

5.
b. Tutti gli altri trattati, convenzioni e accordi relativi alla sicurezza della vita umana in mare o alle questioni che vi si collegano, e che sono attualmente in vigore tra i governi partecipanti alla presente Convenzione, continueranno ad avere il loro pieno e intero effetto, per la durata che loro è assegnata, per quanto concerne:
(i) le navi alle quali non si applica la presente Convenzione;
(ii) le navi alle quali la presente Convenzione si applica per quanto concerne i punti che non formano oggetto di prescrizioni esplicite della presente Convenzione.

???
Soccorso in mare - Guida a principi e pratiche da applicarsi a migranti e rifugiati
https://www.unhcr.it/wp-content/uploads ... n_Mare.pdf
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:47 am

L'invasione dalla Libia può essere considerato un atto ostile nei confronti dell'Italia e dell'Europa e pertanto la Convenzione sul soccorso in mare può essere leggittimamente sospesa.

Perché questa invasione può essere considerata "atto ostile".

In primo luogo perché è continua e sistematica, perché è animata da frode e dolo, perché contiene elementi terroristi, destabilizzanti politicamente, socialmente ed economicamente;
perché impone degli obblighi di accoglienza ed ospitalità che lo stato italiano non è in grado di soddisfare, avendo tra i suoi cittadini milioni di poveri e di disoccupati; attraversando una crisi economica che non consente di ospitare e di garantire un'occupazione stabile e regolare a chichessia e nemmeno un'esistenza dignitosa;
perché ha un debito pubblico tra i più altri del mondo e non può distogliere le risorse dei cittadini che dovrebbero invece andare a ridurre il debito e a sostenere i bisogni dei cittadini italiani;
perché all'interno di questa invasione vi sono numerissimi criminali e terroristi;
perché quest'invasione è costituita prevalentemente da clandestini e migranti irregolari non aventi diritto all'asilo politico (persecuzioni) o al rifugio (guerre);
perché gran parte degli invasori è costituita da nazisti-maomettani che sono una grave minaccia, un grave pericolo per i cittadini italiani ed europei.


Ecco quando le migrazioni non sono invasioni e portano il bene e non il male
viewtopic.php?f=194&t=2603
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1496793523


Anche l'atteggiamento libico che non ferma ma favorisce l'invasione dai suoi porti può essere considerato un atto ostile e finanche una atto di guerra. Poiché provoca destabilizzazione, conflitti sociali, disagi e degrado civile e umano, spreco di risorse primarie e impoverimento dei cittadini italiani, precarietà e insicurezza, crimini e violazione dei diritti umani dei nativi all'interno della penisola italica, nello stato italiano e in Europa.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:48 am

Iuventa Ong tedesca consegne concordate di migranti con gli scafisti
Fiorenza Sarzanini
Milano, 2 agosto 2017

http://www.corriere.it/cronache/17_agos ... resh_ce-cp

L’inchiesta

«Save the Children» ha segnalato le irregolarità: l’imbarcazione tedesca, sequestrata, è tra le più piccole impegnate nei soccorsi. Gli interventi avvenivano in assenza di pericolo immediato per i migranti

ROMA — I trafficanti libici hanno effettuato almeno tre «consegne controllate» di migranti all’equipaggio della nave «Iuventa» con la complicità di alcuni ufficiali della guardia costiera di Tripoli. I barconi utilizzati sono stati poi restituiti agli scafisti per organizzare altri viaggi verso l’Italia. L’ordine di sequestro del peschereccio della Ong tedesca Jugend Rettet racconta che cosa accade al largo della Libia. Il provvedimento firmato dal giudice di Trapani dà conto delle indagini effettuate dai poliziotti dello Sco, il servizio centrale operativo guidato da Alessandro Giuliano, andate avanti oltre un anno. E svela gli accordi illeciti con altre organizzazioni, ma anche il ruolo di Save the children che ha «segnalato» le irregolarità commesse da alcune associazioni. Ora si va avanti: il prefetto Vittorio Rizzi, capo della Direzione anticrimine della polizia, si muove in coordinamento con tutte le Procure titolari delle inchieste proprio per individuare i possibili collegamenti con le organizzazioni criminali.


La «consegna» dei profughi

Sono le 6.15 del 18 giugno 2017. Gli agenti specializzati che si muovono sotto la supervisione della Direzione anticrimine guidata dal prefetto Vittorio Rizzi sono in mare e documentano con foto e video che cosa accade. Scrive il giudice: «Una imbarcazione non identificata ed una motovedetta della Guardia Costiera libica hanno scortato 3 barconi pieni di migranti nella zona di mare al largo della località di Zwara ove stazionava la Iuventa per poi allontanarsi immediatamente dopo l’inizio delle operazioni di imbarco dei migranti a bordo della motonave battente bandiera olandese, modalità che dimostrano inequivocabilmente l’effettuazione di una vera e propria “consegna concordata” di migranti e l’assenza di una situazione di pericolo immediato per i migranti che avrebbe reso necessario un intervento di soccorso in alto mare». L’informativa della polizia dà conto di quel che accade alle 11 dello stesso giorno: «Il gommone della Iuventa si è diretto verso le coste libiche e da quei luoghi è sopraggiunta una imbarcazione verosimilmente con trafficanti a bordo; il gommone e il barchino con i presunti trafficanti, dopo essersi incontrati, sono restati affiancati per qualche minuto; dopo qualche istante il gommone si è diretto verso la Iuventa mentre l’altro natante ha proceduto verso le coste libiche; successivamente quest’ultima imbarcazione è riapparsa sullo scenario, “scortando” un gommone carico di migranti ed arrestando la navigazione solo in prossimità della Iuventa. Proprio la dinamica con la quale avveniva questo secondo “viaggio” del barchino consentiva di acquisire piena contezza che le persone a bordo fossero dei trafficanti».


I barconi restituiti

Tra le contestazioni del giudice c’è anche quella di aver restituito le barche ai trafficanti. In particolare «due barconi in legno sono stati “legati” tra loro con una cima e gli operatori che si trovavano a bordo del gommone della Iuventa li hanno trainati verso le coste libiche, lasciandoli poi alla deriva. Alcuni barchini, verosimilmente in uso ai trafficanti, stazionavano in quello specchio acqueo in stato di attesa. Poi è stato riportato anche il terzo barcone». I primi a denunciare le «irregolarità» di Jugend Rittet sono stati alcuni membri dell’equipaggio della «Vos Hestia», la nave di Save the children — una delle tre Ong che ha firmato il codice di comportamento del Viminale approvato anche dall’Ue — a bordo della quale c’era un agente sotto copertura. Uno di loro ha tra l’altro dichiarato a verbale: «Tra le organizzazioni la più temeraria era sicuramente la Iuventa. Da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa è un’imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da “piattaforma” ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante».
Rebus migranti: l’Italia è il paese più esposto? E perché nessuno va a Malta o in Spagna?


Un’ondata senza precedenti
«Non collaboriamo»

Un mese fa, mentre infuriava la polemica sul ruolo delle Ong nel Mediterraneo, «sull’albero a poppa della Iuventa, battente bandiera olandese, è stata issata la bandiera libica». Ma «l’ostilità verso il centro di coordinamento marittimo italiano è dimostrata — secondo il gip — dal cartello con la scritta “Fuck Imrcc” (quest’ultimo è l’acronimo che indica il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo, ndr) posizionato a prua». Così come «l’atteggiamento di scarsa collaborazione verso le direttive impartite da Imrcc, confermando la volontà di voler effettuare esclusivamente trasbordi su altri assetti navali verosimilmente al fine di non attraccare in porti italiani». Una posizione confermata da una delle «dirigenti» Katrin, che non sapendo di essere intercettata grazie a una microspia piazzata a bordo dice: «In ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero venire identificate, non c’è motivo, a questo non contribuiamo».




Nave sequestrata alla ong, testimone: "Dopo un salvataggio operatori della Iuventa ridiedero gommone agli scafisti"
di F. Q. | 2 agosto 2017

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08 ... ti/3772378

E' il racconto di un soccorso datato 10 settembre 2016 fatto ai magistrati della Procura di Trapani da un membro di "Save The Children", altra organizzazione non governativa. I magistrati indagano su altri due episodi avvenuti il 18 giugno. "Non appoggeremo le indagini, non daremo fotografie", dicono, intercettati, i componenti dell'equipaggio di Jugend Rettet

L’inchiesta della Procura di Trapani che oggi ha portato al sequestro della nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet nasce a marzo di quest’anno dalle dichiarazioni di due operatori della Vos Hestia, imbarcazione di un’altra organizzazione non governativa, Save The Children. I due operatori, sentiti dai magistrati, hanno segnalato alcune anomalie che sarebbero accadute nel 2016 nella fase iniziale del soccorso in mare dei migranti. La Iuventa, a dire dei due, si avvicinerebbe troppo alle coste “fornendo supporto logistico agli scafisti”.

“Durante un soccorso datato 10 settembre 2016 – ha spiegato uno dei due operatori ai pm – abbiamo notato che durante un trasbordo dalla Iuventa alla nostra nave di 140 migranti soccorsi da quella imbarcazione, si allontanava un gommone dirigendosi verso le coste libiche con a bordo solo due uomini di colore. Questa circostanza ci faceva ritenere che l’equipaggio della Iuventa avesse trasbordato i 140 migranti dal gommone che prima del nostro arrivo faceva rientro sulla costa con a bordo gli scafisti”. Della circostanza venne informato l’Aise. Stessa cosa sarebbe accaduta il 14 febbraio 2016. Il secondo operatore della ong ha raccontato ai magistrati che durante le operazioni di soccorso “un legno di sei metri, con due persone di colore a bordo, si sarebbe allontanato dalla Iuventa verso le coste libiche a forte velocità”.

L’operatore di Save the Children: “Personale della Iuventa restituiva i gommoni agli scafisti” – “La più temeraria era sicuramente la Iuventa che, da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa, che è un’ imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da ‘piattaforma’ ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante…”. E’ il racconto delle presunte irregolarità nelle operazioni di soccorso commesse dalla Iuventa fatto ai pm da un operatore di Save the Children. “La stranezza la vedevamo nel fatto che il personale della Iuventa, dopo aver fatto salire i migranti a bordo – prosegue il racconto – restituiva i gommoni ad altri soggetti che stazionavano nella zona dei soccorsi a bordo di piccole imbarcazioni di vetroresina o legno. Voglio sottolineare che, normalmente, non si restituiscono i gommoni ma questi devono essere tagliati e affondati dopo aver prelevato i migranti, per evitare che vengano riutilizzati dai trafficanti”.

La Procura indaga su altri due episodi – Ci sono altri due episodi al centro delle attenzioni della Procura. Il primo risale al 18 giugno scorso ed è avvenuto in in acque internazionali: componenti dell’equipaggio della stessa Iuventa – scrive il gip – “dopo aver partecipato alle operazioni di soccorso dei migranti provenienti delle acque territoriali libiche a bordo di tre imbarcazioni, riconsegnavano, dopo averle legate tra loro, le suddette imbarcazioni ai trafficanti libici“. Una delle tre imbarcazioni – contrassegnata con le lettere “KK” – “veniva poi riutilizzata in un altro fenomeno migratorio” otto giorni dopo, il 26 giugno.

Sempre il 18 giugno scorso, poche ore più tardi, infine, il terzo episodio all’attenzione dei magistrati trapanesi: componenti dell’equipaggio della motonave Iuventa – scrive il gip nel provvedimento di sequestro, “dapprima si incontravano in acque internazionali con trafficanti libici a bordo delle rispettive imbarcazioni, quindi facevano momentaneo ritorno presso la motonave Iuventa (mentre i trafficanti libici si dirigevano nuovamente verso le acque libiche), e, da ultimo, si incontravano nuovamente con i trafficanti libici che questa volta scortavano un’imbarcazione con a bordo dei migranti che venivano poi trasbordati sulla motonave Iuventa“. Al termine delle operazioni, “i trafficanti – conclude il giudice – prelevavano dall’imbarcazione utilizzata dai migranti il motore e facevano ritorno in acque libiche”.

“Non aiutiamo i magistrati, non diamo fotografie” – “Allora noi ci predisponiamo prima che sia tutto pulito e in ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero venire identificate, non c’è motivo, a questo non non contribuiamo”. Lo dicono, intercettati, alcuni membri dell’equipaggio della nave sequestrata. Al momento, ha spiegato il procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio, i volontari della ong non sono indagati e l’idea degli inquirenti è che agissero per scopi umanitari.

Non sapendo di essere intercettati i membri dell’equipaggio della Iuventa dicevano che non intendevano dare alle autorità italiane “fotografie generali” dei salvataggi in mare e che volevano prepararsi per sapere “quello che si può e non si può fare” con esperti “di diritto marittimo, penale e internazionale”, da cui prendere anche un “feedback su quello che possiamo dire alle autorità”. Il personale della ong, poi, si lascia andare a considerazioni sulle operazioni di salvataggio: “Se oggi affondi una o due barche – dicono – domani non arrivano più”. “Non capisco la questione di dover appoggiare le indagini – prosegue uno di loro – questo non è (il nostro) compito, non ha a che fare con il salvataggio in mare e se tu fai delle foto e le metti a disposizione allora appoggi questo”.



Nave Ong sequestrata, che cosa glihanno visto fare coi trafficanti di uomini
3 Agosto 2017
di Tommaso Montesano

http://www.liberoquotidiano.it/gallery/ ... Z.facebook

«Sono stati documentati incontri, intese, tra i trafficanti di migranti e membri dell' equipaggio della Iuventa». Gravi indizi di colpevolezza, in almeno tre occasioni tra giugno e settembre del 2016, «in ordine al reato del favoreggiamento dell' immigrazione clandestina». Con i migranti non «salvati, ma consegnati dai trafficanti libici». Per questo ieri la procura di Trapani, che dall' autunno dello scorso anno indaga sui rapporti tra alcune ong che operano nel Mediterraneo e gli scafisti, ha chiesto e ottenuto dal Gip il «sequestro preventivo» della motonave, battente bandiera olandese, utilizzata dalla Jugend Rettet: «C' è un pericolo serio di reiterazione dell' attività delittuosa». Traduzione: senza il sequestro della nave, l' attività di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina sarebbe continuata.

Jugend Rettet è un' associazione umanitaria tedesca che, coincidenza, risulta tra le sei ong che non hanno siglato il Codice di condotta stilato dal ministro dell' Interno, Marco Minniti. Un collegamento, quello tra l' azione della magistratura e la mancata accettazione delle nuove norme, smentito dal procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, ma invece rivendicato dal Viminale, per il quale il fermo dell' imbarcazione è, in parte, anche figlio delle regole per le ong.

Un nuovo corso che inizia nel giorno in cui, numeri alla mano, si registra un' inversione di tendenza sul fronte degli arrivi: -2,73% rispetto al 2016. Un miglioramento, osservano al ministero dell' Interno, che avviene dopo il maggiore impegno di Tripoli e l' entrata a regime degli accordi tra l' Italia, le tribù libiche e i sindaci delle città dalle quali partono le imbarcazioni.
La Iuventa è stata bloccata nella notte tra martedì e mercoledì al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera. Subito dopo, sotto la sorveglianza del Servizio centrale operativo della direzione anticrimine della Polizia di Stato, è stata "accompagnata" al porto. A bordo, sedici membri dell' equipaggio e due migranti siriani, che in precedenza erano stati affidati a Jugend Rettet da unità militari italiane intervenute poco prima nei soccorsi in mare.

Al momento le indagini, ha spiegato in una conferenza stampa lo stesso Cartosio, riguardano l' equipaggio della nave e non i responsabili della ong. Ma allo stato la procura procede contro ignoti, visto che l' equipaggio cambia spesso. Saranno necessari, pertanto, ulteriori accertamenti. «Non possiamo guardare in faccia a nessuno», ha assicurato il magistrato.
La prima fase investigativa ha permesso anche di scoperchiare, grazie ad alcune intercettazioni, la linea di condotta che avevano preparato alcuni membri dell' equipaggio. «In ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero essere identificate. Non è nostro compito contribuire alle indagini».


La verità sulle Ong, intercettazione a bordo: "I volontari prendono 10.000 euro"
4 Agosto 2017

http://tv.liberoquotidiano.it/video/est ... isti-.html

Più che Ong, alcune di loro sono taxi del mare. Organizzazioni talmente ben oliate e professionali che alcuni "volontari" riuscivano a venir pagati profumatamente, fino a 10.000 euro. Segno evidente che la solidarietà per qualcuno era un business ricchissimo.

La fotografia scattata dall'inchiesta che ha portato al sequestro della nave Iuventa, utilizzata dai tedeschi di Iugend Rettet per trasportare i migranti dalla Libia all'Italia è nitida e gravissima. Non solo i volontari tedeschi andavano a prendere i migranti nelle acque libiche, a un miglio dalla costa, senza che le imbarcazioni dei disperati fossero in effettivo pericolo. Ma soprattutto facevano tutto in totale accordo con gli scafisti, con cui avevano contatti frequenti prima del "soccorso" (sarebbe meglio chiamarlo scambio-merce, visto che nelle intercettazioni alcuni operatori chiamavano i migranti "roba") e addirittura, come testimoniato dalle foto scattate da un infiltrato a bordo, salutavano gli stessi come si fa con collaboratori e non, com'è nei fatti, autentici criminali.

Tra le intercettazioni scottanti, una apre gli occhi su una realtà che molti in Italia, tendenzialmente a sinistra, hanno sempre negato o minimizzato. Il giro di soldi nascosto dietro un'attività per certi versi benemerita. Un operatore chiede a un altro: "Quali erano secondo te le cose strane che hai visto?". Risposta: "Innanzitutto il fatto che venissero pagati così tanto, il fatto che ci facessero fare queste c... di foto come ..". "Perché loro, aspè perché loro erano pagati come stipendio dici?", ribatte stupito il primo. "Eh, si, cioè .. cioè uno che fa il volontario che si piglia 10.000 euro mi sembra...". La giungla delle Ong regala sorprese: "Quegli altri, quelli là... - continua in un'altra chiacchierata l'operatore riferendosi a un'altra organizzazione di volontari - quelli erano banditi del mare non erano soccorritori del mare, eh? Quelli erano veramente banditi! Cioè veramente quella è stata proprio scandalosa... hanno fatto più morti loro che loro da soli coi gommoni".


Schiaffo a buonisti e Ong
Alessandro Sallusti - Gio, 03/08/2017 - 15:16

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 27619.html

La solidarietà, se pelosa e interessata, può sconfinare nell'illegalità. E come tale è giusto fermarla con ogni mezzo
Sarà una coincidenza ma da quando le autorità italiane, politiche e giudiziarie, hanno finalmente cominciato a curiosare davvero dentro i meccanismi dell'immigrazione clandestina, gli sbarchi sono drasticamente diminuiti.
È presto per dirlo ma è possibile che per i trafficanti e i loro complici la festa stia per finire.
Ieri la Camera ha dato il via libera alla missione di navi militari al largo delle coste libiche per contrastare, anche con la forza se attaccate, le partenze dei barconi. E soprattutto, sempre ieri, la procura di Trapani ha ordinato il sequestro della prima nave di una organizzazione umanitaria, la tedesca Jugend Rettet, sospettata di complicità con i trafficanti. In più di una occasione questa Ong avrebbe imbarcato, dandosi appuntamento in mare con gli scafisti, clandestini non in pericolo imminente di vita per poi consegnarli alle autorità italiane. Un servizio taxi, più che di soccorso, non si capisce ancora se retribuito o no.
Adesso si capisce meglio perché la Jugend Rettet, insieme a tante altre Ong che operano su quel fronte compresa Medici senza frontiere, si è rifiutata di firmare l'accordo con il governo italiano che prevede il controllo pubblico (polizia a bordo e obbligo di tracciabilità dei movimenti) delle operazioni di soccorso fatte da privati. Strano, no? Di clandestino c'è già l'oggetto, se pretende di esserlo anche il soggetto significa che c'è qualche cosa di indicibile e quindi probabilmente di illegale. Dal primo soccorso in mare alla prima accoglienza in terra e via via fino alla gestione di questa marea di disperati in attesa di conoscere il loro destino, tutta la macchina della solidarietà si muove e come dimostrano inchieste e come è evidente nei fatti si è mossa in una inquietante zona grigia, in alcuni casi già accertati - criminale.
Soldi, tanti soldi che passano di mano in mano senza produrre efficienza ma al contrario degrado sociale, ingiustizie e arricchimenti illegittimi. Non è da oggi che denunciamo e scriviamo queste cose. La novità è che chi ci dava addosso e ci sbeffeggiava oggi deve ammettere che le cose stanno davvero così. E che la solidarietà, se pelosa e interessata, o anche solo demagogica, può sconfinare nell'illegalità. E come tale è giusto fermarla con ogni mezzo.



"Coi migranti facciamo affari". Il colosso dell'accoglienza che fattura 8 milioni di euro
Sergio Rame - Ven, 04/08/2017

http://www.ilgiornale.it/news/milano/co ... 28162.html

La Kb assiste ben 600 immigrati. Sono distribuiti in sei centri. Il proprietario: Se il Prefetto mi chiama, in un'ora trovo cento posti"
Negli ultimi sei mesi di quest'anno in Lombardia sono arrivati 12mila migranti, a fronte di 95mila a livello nazione.
"Sono soddisfatta di come va il protocollo per i migranti firmato da 76 Comuni alla presenza del ministro degli Interni Minniti. Oggi i Comuni sono 82", commenta il prefetto di Milano Luciana Lamorgese in conferenza stampa in prefettura insieme ai vertici delle altre forze di pubblica sicurezza. "A fronte di arrivi corposi nei mesi precedenti - aggiunge - da tre settimane siamo quasi alla piena normalità, non ci sono stati arrivi massivi, come si poteva temere con l'estate".
I migranti arrivati dalle coste del Sud Italia sono stati distribuiti in tutta la regione. E c'è chi ci sta facendo molti soldi. Legalmente, va detto. Ma, comunque, un mucchio di soldi. Il Corriere della Sera ha tirato fuori il caso della Kb, una srl gestita da Roberto Garavello e Katiuscia Balansino che "nel 2016 ha fatturato 8 milioni di euro, con 2 milioni e 340mila euro di utile". Un business così reditizio da spingerli a riconvertire una struttura di Samarate che prima affittavano ai poliziotti. I due, marito e moglie, sono ex allevatori di capre che sul lago Maggiore producevano, tra le altre cose, prodotti di bellezza con il latte d'asina. Adesso hanno investito tutto nel business dell'accoglienza. "Se il Prefetto - spiega lui al Corriere della Sera - mi chiama in un'ora trovo cento posti".
La Kb assiste ben 600 immigrati. Li ha distribuiti in sei centri che si trovano a Busto Arsizio, Somma Lombardo, Samarate, Gallarate, Gorla Minore e Fagnano Olona. In queste strutture lavorano sei autisti, venti custodi, quattro medici specialisti sempre reperibili che arrivano a fatturare 3.500 euro al mese, sei psicologi e due infermiere sempre a disposizione. "Compriamo 600 paia di scarpe al mese, ma anche duemila paia di infradito per rendere più comoda la preghiera scalzi - spiega ancora Garavello il proprietario al Corriere della Sera - nei nostri centri abbiamo fatto costruire una moschea con le immagini rivolte verso la Mecca e anche i lavapiedi con i rubinetti per le abluzioni".
I numeri fortiniti dal prefetti hanno messo in allarme il centrodestra. Anche perché il ministero dell'Interno, per l'ennesima volta, ha spostato richiedenti asilo da Gorizia a Milano. "Forse lo fa per fare un favore al governatore friulano Debora Serracchiani...", commenta l'assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali. La Lombardia ospita già 1,3 milioni di immigrati. Di questi almeno 100mila sono irregolari. "Accogliamo anche il 13% dei presunti profughi, con i ringraziamenti di cooperative e di tutti coloro che guadagnano su questo squallido business - conclude la Bordonali - è tempo di invertire la rotta e di rimandare tutti i clandestini nei Paesi di provenienza".


L'agente infiltrato sulle ong: "Così ho filmato gli scafisti"
Luca Romano - Ven, 04/08/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 28155.html

La storia del poliziotto che per 40 giorni ha svolto l'attività di infiltrato sulle acque libiche: "Ho filmato la restituzione dei barchini agli scafisti"
Si è finto un addetto alla sicurezza, imbarcato sulla Vos Hestia , la nave di "Save the children" per conto di una società privata ed è riuscito a documentare "con foto e video i contatti tra l' equipaggio della Iuventa e i trafficanti".
La storia dell'agente sotto copertura è raccontata oggi dal Corriere della sera. Lui si chiama Luca B., 45 anni, ed è un esperto sub. Il 19 maggio inizia la sua attività di infiltrato. "Devo stare attento, perché si insospettiscono se faccio foto o filmati", comunicava ai suoi capi secondo quanto scrive il Corsera.
"All' alba la Vos Hestia e la Iuventa si incrociano in alto mare. Pochi minuti dopo si avvicina un barchino dei trafficanti. Rimane a pochi metri da Iuventa, gli uomini parlano con i volontari. Arriva un altro barchino che scorta un gommone carico di migranti", racconta ancora al Corsera. Poi riesce a filmare i barchini restituiti ai trafficanti e riportati in Libia. E la missione può dirsi compiuta. Ora ci sono le prove.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 9:50 am

Profughi? Tutte balle! Non sono poveri e non scappano dalla guerra né dalla fame
Anna Bono, docente di Storia dell'Africa all'Università di Torino: "C'è una propaganda che li esorta a venire in Italia spiegando che qui è tutto gratis"
di Marco Dozio
20 Ottobre 2016

http://www.ilpopulista.it/news/20-Ottob ... F.facebook

Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all'Università di Torino, conoscendo a fondo la materia, ribalta un bel gruzzolo di luoghi comuni. Spiega che chi sbarca o viene traghettato sulle nostre coste, arrivando prevalentemente dall'Africa subsahariana, per la stragrande maggioranza dei casi non è un profugo. E nemmeno un povero in fuga dalla fame. Ma un giovane maschio, spesso appartenente al ceto medio, che non scappa da guerre o persecuzioni. "La maggior parte di chi lascia l’Africa subsahariana per l'Europa non scappa né dalla guerra né dalla povertà estrema".

Professoressa, ci raccontano che gli immigrati che arrivano in Italia sono profughi.
I dati dicono che dall'inizio dell'anno il numero di persone che hanno fatto domanda di asilo politico, e che hanno ottenuto risposta positiva, si assesta intorno al 4%. Significa che tutti gli altri non rientrano nei parametri previsti dalla convenzione di Ginevra, quindi non sono persone che hanno lasciato il loro Paese sotto la minaccia di perdere la libertà o la vita: non sono persone perseguitate.

E ci raccontano che chi non scappa dalla guerra però scappa dalla fame.
I costi elevatissimi dell’emigrazione clandestina contraddicono questa tesi comune. Ormai è risaputo che chi vuole venire in Europa deve mettere insieme 4mila, 5mila o 10mila dollari per potersi appoggiare a un’organizzazione di trafficanti che provveda all'espatrio. Cifre appunto elevatissime soprattutto se rapportate ai redditi medi dei Paesi di provenienza. Chi arriva generalmente appartiene al ceto medio o medio basso, comunque per la gran parte non si tratta di indigenti. C’è chi risparmia, chi si fa prestare il denaro dai parenti, chi paga a rate, chi vende una mandria, però i soldi ci sono, i trafficanti vogliono essere pagati in contanti. È gente che ha una disponibilità economica. Certo c’è la delusione di vivere in Paesi dove avanzano prevalentemente i raccomandati: la spinta può arrivare anche da lì, da delusioni lavorative, come succede per chi parte dall'Italia.

Per quale motivo chi è eventualmente coinvolto in un conflitto dovrebbe far rotta dall'Africa subsahariana verso l'Europa?
Infatti non succede questo. In Africa i profughi sono milioni e milioni ma la quasi totalità di coloro che ottengono asilo non lascia il continente. I profughi sono più di 60 milioni, dato del 2015, di cui 41 milioni sono profughi interni, sfollati. Quando si vive in uno stato di conflitto o di pericolo ci si allontana solo il minimo indispensabile per mettersi al sicuro, pensando di poter fare ritorno a casa propria. La maggior parte delle persone si allontana restando all'interno dei confini nazionali, mentre un’altra porzione di persone oltrepassa i confini per essere ospitata nei campi dell'Unhcr anche per lungo tempo, come per il caso della Somalia. Benchè la diaspora somala sia una delle più numerose al mondo, a causa di vent'anni di instabilità e del terrorismo di Al Shaabab, solo una parte dei profughi è fuggita all'estero: la gran parte ha oltrepassato i confini nazionali riparando nel vicino Kenya.

Qual è la situazione nei Paesi di partenza?
Molti emigranti arrivano per esempio da un Paese come il Senegal che non è in guerra, non vive gravi problemi di conflitti e come tutti i Paesi africani, con poche eccezioni, vive un periodo positivo dal punto di vista economico. Da anni quasi tutta l’Africa presenta una crescita del prodotto interno lordo costante e in certi casi consistente. Il problema è che questa crescita non si traduce in vero e proprio sviluppo economico o umano, anche a causa della corruzione endemica e del malgoverno.

Per quale motivo telegiornali, grande stampa e larga parte della politica insistono nel parlare erroneamente di "sbarchi di profughi o rifugiati"?
Mass media, politici, chiunque parli di immigrazione utilizza emigrante, profugo o rifugiato come fossero sinonimi. Ma ovviamente non lo sono. In parte ciò è frutto di una confusione involontaria. In parte però si tratta di un errore voluto, perché c'è la tendenza ad affermare che chiunque lasci il proprio Paese abbia una forma di disagio e dunque abbia il diritto di essere ospitato. Questo approccio si traduce in ciò che vediamo: centinaia di migliaia di persone in marcia per arrivare in Europa. Molti dei quali non sono indigenti e per la maggior parte, circa l’80%, sono giovani uomini di età non superiore ai 35 anni. Poi c’è una fetta crescente di minori non accompagnati, metà dei quali non si sa che fine faccia. Si parla tanto di accoglienza e poi lasciamo sparire 5mila bambini nel nulla.

L'esodo è favorito da una sorta di propaganda?
Nei Paesi dell’Africa subsahariana esistono pubblicità che incitano ad andare in Italia, spiegando che qui è tutto gratis. E in effetti lo è. Mi immagino le telefonate di questi ragazzi ai loro amici, in cui confermano che effettivamente tutto viene assicurato loro gratuitamente.

Come vede la questione in prospettiva?
Se continuiamo ad andarli a prendere a poca distanza dalle coste africane, come illustrava una vignetta satirica di Krancic, la situazione non potrà che peggiorare. In Grecia non sbarca quasi più nessuno da quando è stato siglato l’accordo con la Turchia. Se chi pensa di venire in Italia ha la certezza di essere rimandato indietro, non avendo le caratteristiche per ottenere l'asilo, alla fine desiste. Manca la volontà politica. Che ci sia un divario notevole tra le condizioni di vita dell’Africa, del Sudamerica o di una parte dell’Asia rispetto all'Occidente è evidente. Però noi abbiamo 4 milioni e 600mila poveri assoluti e il 40% dei giovani senza lavoro, numeri di cui tenere conto.



Ue, l'80% degli arrivi dei migranti in Italia sono irregolari
La Commissione ha chiuso la procedura di infrazione contro Italia e Grecia per la raccolta delle impronte
08 dicembre 2016

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/e ... d7f22.html

"Se confrontiamo Italia e Grecia vediamo che fino all'80% dei migranti che attraversano il mar Egeo sono profughi, mentre la maggioranza di quelli che arrivano in Italia dal Mediterraneo centrale, anche in questo caso l'80%, sono irregolari. Non intendiamo cambiare i criteri" delle nazionalità da ricollocare. Così il commissario Ue Dimitris Avramopoulos a chi chiede se non si pensi a una modifica dei criteri per le nazionalità da ridistribuire, visto che in Italia non ci sono abbastanza siriani ed eritrei candidabili.

"La Commissione europea ha chiuso la procedura di infrazione a Grecia e Italia per la raccolta delle impronte digitali Eurodac". ha inoltre annunciato il commissario Ue alla Migrazione e Affari interni. ."Negli ultimi mesi Italia e Grecia hanno compiuto sforzi sovrumani per gestire la crisi dei rifugiati. La Commissione ha deciso di chiudere le procedure d'infrazione avviate contro l'Italia e la Grecia per mancata applicazione del regolamento Eurodac in quanto in entrambe gli Stati il tasso di rilevamento delle impronte digitali è ora prossimo al 100%", ha detto Avramopoulos.

Novembre è stato il mese "record" per i ricollocamenti di richiedenti asilo: in tutto sono stati 1.406, "il livello più alto finora". Il dato è stato presentato dal commissario Ue Dimitris Avramopoulos, secondo il quale si "conferma una tendenza positiva". Finora sono state distribuite in tutto 8.162 persone, di queste 6.212 dalla Grecia e 1.950 dall'Italia. "Gli Stati ora devono aumentare i propri sforzi, per raggiungere l'obiettivo previsto per settembre 2017 (34.953 i trasferimenti dall'Italia). Chiediamo loro di effettuare almeno 2mila ricollocamenti al mese dalla Grecia e mille dall'Italia, e da aprile 2017, di aumentare a 3mila dalla Grecia e 1.500 dall'Italia", sollecita Avramopoulos. Scorrendo i dati dei Paesi che hanno accolto i migranti dall'Italia si vede come Ungheria e Slovacchia non abbiano neppure offerto posti, mentre altri lo hanno fatto - Bulgaria, 140; Repubblica Ceca, 20; Estonia, 8; Lituania, 60 e Polonia, 35 - ma non hanno ancora accolto. Per ora Bruxelles non pensa a procedure d'infrazione: "A questo non ci siamo ancora", avverte Avramopoulos..
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 10:13 am

Il traffico di vite umane
Ecco chi ci porta i profughi a domicilio. Chi sono e cosa fanno nel Mediterraneo
Mediterraneo, ecatombe di migranti. Si ribalta un barcone: 400 i dispersi

Paolo Becchi
09 Dicembre 2016

http://www.liberoquotidiano.it/news/ita ... B.facebook

Una sorprendente inchiesta realizzata dall' Istituto Gefira e pubblicata in questi giorni, rivela la filiera organizzativa dell' immigrazione clandestina tra la Libia e l' Italia. Attraverso l' uso di marinetraffic.com, un sito che monitora il traffico marittimo mondiale è emerso che nei soli mesi di ottobre e novembre sono stati trasportati illegalmente sulle coste italiane più di 39.000 migranti africani. La storia è ben diversa dai resoconti ufficiali forniti dai media: i trafficanti dell' immigrazione clandestina non si spingono affatto ad attraversare il tratto di mare che separa le coste libiche da quelle del Canale di Sicilia, ma avvertono direttamente le Organizzazioni Non Governative per essere trasportati verso i porti italiani dalle coste libiche.

Il traffico marittimo monitorato nel mese di novembre rivela che sono 15 le navi delle ong che hanno partecipato direttamente nel trasporto dei migranti sulle coste siciliane. Tra queste navi ci sono la Phoenix, di proprietà del MOAS, una ong maltese e questo di certo spiega perché il carico dei migranti non approdi mai a Malta, nonostante sia più vicina alla Libia rispetto alla Sicilia. Le altre navi sono la Topaz Responder, utilizzata dal MOAS e da Médecins sans frontières, ONG con sede in Svizzera, la Iuventa, di proprietà della ONG tedesca Jugend Rettlet, la Golfo Azzurro della ong olandese «Boat Refugee Foundation» e la Vos Hestia noleggiata da Save the Children, ong inglese.

Il meccanismo è il seguente. I trafficanti di esseri umani in Libia lanciano la richiesta di soccorso in mare, dopo entrano in scena le ONG che mandano le loro navi dai porti italiani sulle coste libiche e tornano indietro cariche di migranti.
Il coordinamento delle navi delle ong è diretto dalla guardia costiera italiana, e su questo c' è una diretta conferma nel recupero di un gommone carico di 113 migranti a circa 8 miglia marine dalle coste libiche, avvenuto il 12 ottobre.
Nella giornata del 12 ottobre la guardia costiera avverte alle 8 di mattina la Golfo Azzurro per mandarla sul luogo del recupero, a circa 8 miglia marine dalle coste di Mellitah in acque territoriali libiche, e farà lo stesso con la Phoenix, ma questa verrà avvertita solamente alle 19:00. Nel frattempo vengono mandate sul posto anche la Astral e la Juventa.

Sembra alquanto inusuale che la guardia costiera avverta una nave alle otto di mattina e un' altra alle sette di sera, e lasci passare tutto questo per lanciare un' operazione di salvataggio che avverrà solamente dopo le 9 di sera. Il Malta Today descrive le fasi che hanno portato al recupero dei 113 migranti: «Verso le 19:00 del 12 ottobre, il Centro di Coordinamento del Soccorso Marino di Roma ha contattato la Phoenix. Solamente alle 21:20 è stato avvistato il gommone dei migranti attraverso l' uso di droni a bordo della Phoenix. In cooperazione con altre navi ONG presenti sull' area interessata, è stata lanciata un' operazione di recupero».

Ma ancora più strano durante quella notte è il comportamento del rimorchiatore italiano Megrez. Come si vede nella mappa della zona in questione, il Megrez ha lasciato il porto di Mellitah alle 20:00, si porta a due sole miglia marine dal luogo del recupero verso le 20:40 e torna indietro al porto di provenienza alle 21:17. Possibile che il Megrez non abbia avvistato il gommone dei migranti? Il rimorchiatore italiano arriva nella zona del recupero solamente quaranta minuti prima che arrivino le navi delle ong. Secondo Marine Traffic, il Megrez non si ferma nemmeno un istante nella zona, procede dritto, arriva a poca distanza da dove si trova il gommone dei migranti e torna immediatamente indietro. Forse il suo compito era solo quello di liberarsi di un «carico»? Ad ogni modo restano molte domande senza risposta. Non si comprende perché mai la guardia costiera italiana debba partecipare in operazioni di recupero marittimo in acque territoriali straniere e debba farlo servendosi di navi di ong straniere.

Se l' interesse del governo italiano è quello di salvaguardare le vite umane, allora i migranti andavano accompagnati al porto di Zarzis in Tunisia, distante solamente 60 miglia nautiche dal luogo del recupero, mentre sono stati portati dalle navi delle ong a Pozzallo in Sicilia, lontano 275 miglia nautiche. Cosa ottengono queste ong dalla partecipazione a un traffico di migranti clandestini e perché il governo italiano difatti favorisce i trafficanti di esseri umani?
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 10:14 am

“La clandestinità è reato in Italia”. La Cassazione attacca i tribunali buonisti: “Rispettate la legge”
17/12/2016

http://www.italiapatriamia.eu/2016/12/l ... e-la-legge

"La clandestinità è un reato". Ci arrivano (anche) i giudici
Troppi in Italia i casi di irregolari assolti e mai espulsi La Cassazione contro i tribunali: "Legge da rispettare"
Lodovica Bulian - Sab, 17/12/2016
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 43195.html


La legge è uguale per tutti, anche nell’era dell’emergenza immigrazione. Chi non rispetta un decreto di espulsione commette un reato. Ha dovuto ribadirlo la Cassazione, di fronte alla sfilza di assoluzioni emesse a favore di migranti irregolari rintracciati dalle forze dell’ordine e già destinatari di fogli di via mai eseguiti. Espulsi sulla carta, ma di fatto mai rimpatriati, e infine assolti, perché il rendersi irreperibili e il rimanere illegalmente in Italia «non costituisce reato». Ecco, non è vero che il fatto «non costituisce reato».

L’ha ribadito la suprema Corte, mettendo nero su bianco l’accoglimento di un ricorso con cui il procuratore generale della corte d’Appello di Venezia aveva impugnato una serie di assoluzioni nei confronti un gruppo di marocchini irregolari. Non avevano dato seguito all’ordine di allontanamento emesso contestualmente al decreto espulsione, ma un giudice di pace di Verona aveva deciso comunque di non procedere contro di loro, sulla scorta dei «più recenti orientamenti in tema di immigrazione clandestina sul piano etico e su quello legislativo, che avevano significativamente mutato la considerazione» del reato di immigrazione clandestina. Fondando la motivazione sul fatto che gli stranieri non sapessero di essere stati espulsi. Ma i giudici della Cassazione ora fanno notare che non basta rendersi irreperibili alle notifiche delle autorità competenti, andando a ingrossare le fila dell’esercito di fantasmi scomparsi dai radar dell’accoglienza ma non dalla rete della clandestinità, per dimostrare di non essere consapevoli di dover lasciare l’Italia. Per la Corte il reato può essere escluso «soltanto dalla rappresentazione di una situazione effettivamente giustificativa o dalla dimostrazione che la inosservanza del provvedimento espulsivo è correlata alla non consapevolezza da parte» degli imputati «del relativo obbligo» di rimpatriare e, quindi, «alla non volontarietà della condotta omissiva». Nel caso in questione, inoltre, la «prospettata tendenza legislativa alla depenalizzazione del reato» evidenziata dal giudice di Verona, non basta a evidenziare «la sussistenza di un giustificato motivo» per assolverli. La sentenza della Cassazione arriva a fare chiarezza, dopo numerosi altri casi di stranieri che si fanno beffe degli obblighi di rimpatrio, proprio nell’anno record degli sbarchi. Quello che ha visto il nostro Paese superare per numeri anche la Grecia, protetta dai flussi dall’accordo con la Turchia che di fatto ha chiuso la rotta balcanica.
Da gennaio a oggi sono arrivate sulle nostre coste dal Mediterraneo 178.802 persone, di cui 24.929 minori non accompagnati. Stando alle statistiche, solo il 4% ha i requisiti per ottenere lo status di rifugiato: chi non ottiene altre forme di protezione, né umanitaria né sussidiaria, è considerato un migrante economico e viene inserito nella lista dei rimpatri. Che vengono eseguiti a singhiozzo per la mancanza di efficaci accordi bilaterali che consentano la ripresa in carico del Paese di provenienza. E perché sempre di più, chi ha affrontato l’inferno della traversata sui barconi, «sparisce» pur di non rischiare di essere messo su un volo di ritorno. Le dimensioni del fenomeno le ha date il commissario europeo all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos: «Se confrontiamo Italia e Grecia, l’80% dei migranti che attraversano il mar Egeo sono profughi, mentre la maggioranza di quelli che arrivano in Italia dal Mediterraneo centrale, sono irregolari»..
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » gio ago 03, 2017 10:26 am

Fermati 5 terroristi tunisini in viaggio verso l’Italia
Cinque terroristi tunisini sono stati espulsi dalla Libia: la guardia costiera libica li ha fermati mentre cercavano di raggiungere l'Europa attraverso l'Italia
Guido Dell'Omo - Lun, 31/07/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 26686.html

Fino a qualche mese fa chiunque osasse ventilare l’ipotesi che tra le migliaia di migranti in viaggio verso l’Europa potessero nascondersi dei terroristi veniva tacciato di razzismo e, automaticamente, accostato alla linea di pensiero “salviniana”, considerata aprioristicamente xenofoba.

Dopo l’allarme lanciato dai funzionari libici e a seguito della pubblicazione del report dell’Ispi “Tra i migranti che arrivano in Italia si nascondono i terroristi?” l’eventualità che tra le centinaia di migliaia di persone sbarcate nella Penisola ci possa essere qualche elemento con la chiara intenzione di attaccare l’Europa è cominciata a diventare non una possibilità, ma una certezza.

Per la precisazione nello studio dell’Alto istituto di politica internazionale si legge: “Tra chi ha commesso o tentato di commettere attentati in Europa tra il 2014 e oggi, solo 8 persone avevano molto probabilmente raggiunto il continente seguendo le rotte migratorie. Considerando che sono oltre 1,5 milioni le persone che sono arrivate in Europa negli ultimi tre anni, si tratta di circa lo 0,0005% del totale.(...) Guardando al futuro è comunque consigliabile prudenza. In primo luogo, un recente rapporto dell’Europol spiega come tra 2015 e 2016 siano stati documentati 300 casi di tentativi di radicalizzazione da parte di reclutatori dello Stato islamico rivolti verso persone in viaggio verso l’Europa e che avevano intenzione di richiedere asilo.”

È di oggi la notizia, trasmessa dall’emittente radiofonica Mosaique Fm e riportata da Agenzia Nova, che cinque giovani tunisini sospettati di terrorismo sono stati bloccati dalla Guardia costiera libica mentre cercavano di raggiungere illegalmente l'Europa, quindi l’Italia, attraverso il Mediterraneo. Il gruppo di giovani è stato prima preso in custodia e poi consegnato alle autorità tunisine da quelle libiche mentre tentavano di emigrare illegalmente dalla Libia verso il territorio europeo. I cinque, infatti, sono stati fermati dalla Guardia costiera libica per poi essere espulsi in Tunisia, dove le forze di sicurezza di Tunisi hanno subito aperto un’indagine sui cinque giovani, sospettati di far parte di un gruppo terroristico attivo nella zona di Tataouine, regione meridionale tunisina.

Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) da gennaio sono almeno 113mila i migranti che hanno raggiunto i confini europei attraverso le rotte del Mediterraneo, mentre sono quasi 3mila coloro che hanno perso la vita nel tentativo di sbarcare in Italia. Rispetto al 2016 il flusso migratorio ha subìto un relativo rallentamento, ma solo se si prende in considerazione anche la rotta balcanica, chiusa dopo l’accordo tra Turchia e paesi europei. Per comprendere quanto l’Italia sia stata lasciata sola ad affrontare una delle sfide più colossali della nostra epoca basta guardare ai numeri: dei 113mila migranti sopracitati, quasi 95mila sono arrivati - e rimangono - in Italia.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 31609
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Prossimo

Torna a Migranti, rifujanti o axilanti, clandestini, invaxori

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron